Il Disegno di Legge sulla riforma dell’Università oggi in CdM
Aggiornamenti in tempo “quasi reale”
Link all’ordine del giorno del CdM
Pare che Gasparri si sia già opposto a questo ordine del giorno che ritiene prematuro…
Infatti notizia delle 13 il CdM è saltato …forse proprio a causa della riforma?
Beccatevi il nuovo testo
Questo post è stato pubblicato il Venerdì, 23 Ottobre 2009 alle 9:45 am ed è archiviato in Concorsi, Finanziaria, Governo, Guida al nuovo concorso, Ricercatori Precari, Riforma dell'università, Università, stabilizzazione. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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23 Ottobre 2009 alle 1:13 pm |
Le agenzie parlano di Berlusconi bloccato dalla neve a San Pietroburgo…
Ora considerando che dal sito dell´aereoporto Pulkovo di San Pietroburgo pare che i voli siano regolari:
http://www.pulkovoairport.ru/eng/online_serves/online_timetable/departures/
o c´e´ qualche motivo politico o qualche altra escort di mezzo.
23 Ottobre 2009 alle 3:45 pm |
Perché questo post non compare più in cima alla lista? Censura ministeriale?
23 Ottobre 2009 alle 4:29 pm |
Il cdm pare sia rinviato per ragioni legati ai contrasti interni al governo sulla questione Bossi-Tremonti-Berlusca… Il DM e Gasparri nulla hanno a che vedere col rinvio.
23 Ottobre 2009 alle 4:48 pm |
OVVIAMENTE, il nuovo testo è in realtà l’ultima versione disponbile del testo e nulla vieta che quello che sarà effettivamente presentato sia molto diverso (migliore? peggiore? – quest’ultimo caso, a dire il vero, è veramente molto difficile….
23 Ottobre 2009 alle 4:55 pm |
Era ovvio che avrebbero fatto fuori la nostra generazione.
23 Ottobre 2009 alle 5:35 pm |
Addio. Stasera mi affido al cianuro.
23 Ottobre 2009 alle 5:37 pm |
…
Articolo 15
Norme transitorie e finali
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere avviate esclusivamente le procedure per la copertura dei posti di professore ordinario e associato, di ricercatore a tempo determinato e di assegnista di ricerca previste dal Titolo III.
…
e ora?
23 Ottobre 2009 alle 5:57 pm |
E ora ci suicidiamo in massa.
23 Ottobre 2009 alle 6:02 pm |
E i posti co-finanziati? I bandi in atto? Il 60-30-10? Secondo me questa cosa non si può fare. E’ follia?! E che si farebbe nei prossimi anni che i concorsi da associato sono pochi e già assegnati?!
Sono dei criminali! Io non ci sto al suicidio! Piuttosto mi incateno sotto il ministero! Che pezzi di merda
23 Ottobre 2009 alle 6:09 pm |
Secondo me state prendendo questa bozza troppo sul serio.
Io credo che alla fine la riforma verra’ spostata ad un momento piu’ opportuno (il giorno poi dell’anno mai
Insomma: non succedera’ un bel niente.
Che purtroppo, vista la situazione, non e’ comunque una cosa buona.
23 Ottobre 2009 alle 6:26 pm |
E’ un fatto che un dl era calendarizzato per oggi. Che poi il CdM non si sia tenuto per i casini del governo e’ altra cosa. Nei mesi passati si era spesso parlato di questo dl sulla governance che, però, non era stato MAI calendarizzato.
Io ho ricevuto la bozza da fonti di cui mi fido che però conservavano riserve sulla versione che sarebbe effettivamente da portare al cdm. E non è un caso che l’articolo 15 è nelle norme trasitorie e finali, insomma tra quella parte del dl che si può stralciare con maggiore semplicità.
Insomma, è una bozza che vale quanto le altre ma sicuramente più aggiornata (notate l’art.6 sul riconoscimento in crediti dell’esperienza lavorativa, chiaro riferimento a quanto successo a Napoli alla Parthenope) e più articolata – vedi la parte sull’abilitazione.
La differenza è che questa volta il governo sembra veramente voler approvare un decreto. E questo sembrerebbe il testo base cui fare riferimento per eventuali modifiche o emendamenti…
Insomma, tenere alta la guardia e tentare, con ogni mezzo, di scongiurarne l’approvazione in questa forma!
23 Ottobre 2009 alle 11:33 pm
quello calendarizzato oggi era un ddl, non un dl.
è cosa assai diversa
23 Ottobre 2009 alle 6:12 pm |
Intanto pero´ i ricercatori restano ruolo ad esaurimento nel 2013 e questa bozza non fa altro che confermare che il Governo attuale ha questa idea…. per la serie se non ci suicidiamo ora, ci suicidiamo dopo !
23 Ottobre 2009 alle 7:23 pm |
Mi fa rabbrividire come qualcuno di noi abbia in questi mesi dato credito alla riforma di MaryStar. Come si fa a non capire che i nostri interessi confliggono con quelli dei baroni e degli anziani in genere, e che questo governo è il governo della precarietà?
23 Ottobre 2009 alle 8:49 pm |
Io stricnina.
23 Ottobre 2009 alle 8:55 pm |
Ecco perche’ stamani il barone Giavazzi era cosi’ contento a proposito della riforma. I garantiti sono salvi; adesso hanno anche gli schiavi a vita.
Garantiti di merda! Governo di merda!
23 Ottobre 2009 alle 9:23 pm |
ragazzi, piedi per terra pls.
il ddl, se va bene, sarà approvato dal parlamento in 2 anni. poi ci sono i decreti delegati che spettano al miur, e sappiano come son rapidi quelli… ergo prima di tre anni questo piano malefico non sarà operativo.
e in tre anni sapete quante cose possono cambiare? questa riforma potrebbe benssimo far la fine di quella voluta dalla moratti: legge approvata, decreti mai approvati…fine legislatura e si riparte da capo.
IL PROBLEMA VERO E’ L’OGGI: le regole nuove sono in scadenza, gli atenei non stanno bandendo, i posti mussi 09 non sono stati distribuiti. è su questo che bisogna agire. per preoccuparsi del ddl ci sono anni di tempo. in quel mentre molti di noi o saranno entrati e saranno emigrati o avran cambiato lavoro
23 Ottobre 2009 alle 9:28 pm |
E perchè il parlamento ci dovrebbe mettere 2 anni ad approvare il testo?
23 Ottobre 2009 alle 10:04 pm |
Be’, magari perche’:
1) a questo governo l’Universita’ importa ben poco, e lo ha gia’ dimostrato (per loro il mondo universitario e’ solo un ricettacolo di problemi maledettamente rognosi);
2) d’altro canto il Governo ha altre “urgenze”, tipo la riforma della giustizia (ultimamente, avete mai sentito parlare di riforma dell’universita’ sulle prime pagine dei giornali? un motivo ci sara’…)
Pero’ potrebbe esserci il pericolo che il Governo scelga la scorciatoia della legge delega, sottraendo la riforma alla discussione parlamentare (dove questa bozza potrebbe venir ampiamente emendata).
23 Ottobre 2009 alle 11:31 pm
Il rischio legge delega allo stato non esiste.
si è parlato solo di ddl che vuol dire disegno di legge.
il governo presenterà il suo disegno al parlamento e questo potrà discuterlo, modificarlo ecc.
i tempi saranno lunghi.
il problema è cosa avviene nelle more dello sviluppo del dibattito parlamentare. perché qui mica possiamo aspettare la riforma, per chi è precario conta quel che succederà nei prossimi mesi non nei prossimi anni.
23 Ottobre 2009 alle 9:48 pm |
ci mise 18 mesi per approvare quello della moratti, che era moooolto più semplice.
23 Ottobre 2009 alle 9:49 pm |
inoltre è evidente che non mancano i distinguo e i dissensi su questo piano
23 Ottobre 2009 alle 9:54 pm |
aggiungo che è in corso una resa di conti tra Tremonti e i berlusconiani del governo..
24 Ottobre 2009 alle 4:08 pm |
Ma di quale resa dei conti parli? A me sembra tutta fuffa.
L’analisi più brillante che ho letto ultimamente a questo riguardo l’ho trovata sul blog di Severgnini
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-10-24/02.spm
24 Ottobre 2009 alle 8:43 am |
L’Universita’ in prima pagina era ieri nel fondo di Giavazzi, per chi non avesse capito che sbandierare riforme “meritocratiche” (secondo loro!) e anti-giovani (secondo l’evidenza) e’ il loro modo di anestetizzare la gente.
Quanto ai tempi, hanno piu’ volte dichiarato di volerla approvare entro 6 mesi.
24 Ottobre 2009 alle 10:58 am |
il solito Giavazzi che anche quest’anno si segnale nel portare il vessillo del governo sulla politica universitaria. Semplicemente nauseante
24 Ottobre 2009 alle 11:32 am |
avevano anche dichiarato che le regole del dl 180 sarebbero state operative da gennaio 09…
la riforma richiede tempo in parlamento. inoltre sono necessari almeno 5 decreti delegati per renderla operativa. e non sono decreti semplici da scrivere. ci vorrà parecchio tempo.
24 Ottobre 2009 alle 1:35 pm |
Vanno aboliti i concorsi e il valore legale del titolo…
Il posto fisso NON esiste per chi vuol fare “classe dirigente”.
Il meccanismo che decide chi “deve” occupare una posizione socialente importante la regola il mercato del lavoro… e NON I BUROCRATI.
Ditelo anche a Tremonti.
24 Ottobre 2009 alle 3:00 pm |
ancora con ’sta ideologia…
Non c’e’ un sostituto meccanico per il pensiero umano.
Ditelo anche a Giavazzi.
25 Ottobre 2009 alle 10:03 am |
qui stiamo ancora alla mano invisibile…..
24 Ottobre 2009 alle 3:26 pm |
Mentre alcune versioni precedenti davano per possibile il pensionamento a 65, ecco qui l’aria che tira: un’azione Governativa sul possibile pensionamento dei magistrati a 78 anni
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/pensione-magistrati/pensione-magistrati.html
25 Ottobre 2009 alle 10:41 am |
[...] in fondo al disegno di legge, articol0 15, capitolo delle ‘norme transitorie e finali’: si dovrà parlare [...]
25 Ottobre 2009 alle 1:32 pm |
così i magistrati saranno abbastanza rincoglioniti da non riuscire più a formulare accuse contro silvietto…
25 Ottobre 2009 alle 3:20 pm |
BISOGNA CHIEDERE A GRAN VOCE IL PENSIONAMENTO A 65 ANNI, COME IN TUTTI I PAESI CIVILI!
l’altro blog si è mosso su questo.
è l’unica cosa seria da fare per tre ragioni:
1. sono gli anziani, non i giovani, i responsabili dell’attuale dissesto del sistema
2. gli anziani costano di più e – in maggioranza – sono meno produttivi
3. solo un autentico ricambio generazionale può consentire ad un nuovo spirito di animare il sistema. non basta introdurre nuove regole se poi non cambia chi sta al timone (l’esempio della riforma applicata in UK dalla Thatcher è illuminante)
25 Ottobre 2009 alle 5:15 pm |
Finche’ non si spazza via la democrazzja dall’Universita’ non ci saranno veri cambiamenti.
E’ una vergogna che nel 2010 si pensi ancora al Rettore “eletto con voti ponderati”… ancora con queste ideologie tardo-novecentesche di elettoralismo borghese… e’ ora di finirla!
26 Ottobre 2009 alle 12:04 pm |
E’ la solita proposta di riforma per fare pubblicità e propaganda.
27 Ottobre 2009 alle 2:39 pm |
Ma qui tutti dormono? Domani il CdM si riunisce per proporre al parlamento la nostra eliminazione fisica e noi tutti zitti?
27 Ottobre 2009 alle 4:01 pm |
ne sei certa? dove hai preso la notizia?
27 Ottobre 2009 alle 6:04 pm |
non esiste, allo stato, alcun odg del prossimo cdm.
miriam quale è la tua fonte?
27 Ottobre 2009 alle 6:09 pm |
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/politica/2009/10/27/AM3LhH3C-universita_gelmini_riforma.shtml
ecco la fonte
27 Ottobre 2009 alle 6:48 pm |
Il Berlusca non si fa vedere, in ogni caso
http://www.unita.it/news/italia/90375/berlusconi_con_la_scarlattina_annullati_tutti_gli_impegni
Chi presiedera’ il CdM, se si fa?
Intanto la Gelmini si sposa, bisogna farle un regalo.
27 Ottobre 2009 alle 7:13 pm |
Domani il regalo e’ per l’Universita’
http://www.palazzochigi.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=52102&pg=1%2C2047%2C4058%2C4204&pg_c=1
Ma non sappiamo che regalo ci fa Tremonti…
27 Ottobre 2009 alle 7:21 pm |
ok, intanto vediamo che testo esce dal cdm.
poi prepariamoci a dare battaglia, perché stavolta è questione di vita o di morte.
27 Ottobre 2009 alle 7:21 pm |
la flc che fa?
27 Ottobre 2009 alle 8:10 pm |
prepara la scienza in piazza per il 7, manifestazione nazionale per il 21 e sciopero generale il prima possibile. Nei singoli atenei, dove si riesce, assemblee e iniziative varie a seconda della forza che si ha.
27 Ottobre 2009 alle 8:54 pm
concordo con guglielmo, è questione di vita o di morte, stavolta bisogna raggiungere il massimo livello di unità tra tutti i soggetti “precari”
27 Ottobre 2009 alle 9:34 pm |
@ ario
bene per le manifestazioni varie. ma quali richieste fa al governo, al parlamento, ai rettori?
28 Ottobre 2009 alle 10:24 am |
Chiuso ad Arcore, il Cavaliere è stufo e vuole una legge che lo metta in zona sicurezza contro “il complotto dei giudici”. Ha dato ordini precisi: subito le nuove regole sulla prescrizione e subito la norma che sposta a 78 anni l’età pensionabile delle toghe in modo da ingraziarsi i vertici della Cassazione che trattano, oggi e in futuro, i suoi processi.
28 Ottobre 2009 alle 10:35 am |
La richiesta e’ semplice: non gettare a mare una generazione di ricercatori. Operativamente? E’ molto semplice: basta mandare in pensione subito gli over 65. Non credo che questa possa essere tacciata di battaglia anti-meritocratica o di pura difesa dei precari. Al massimo, per rendere piu’ digeribile la cosa si potrebbe chiedere che gli over 65 che voglionoo continuare a far ricerca accettino i co.co.co., assegni ed altre diavolerie che attualmente accettiamo noi.
Generazione precaria, svegliaaaaaaa!
28 Ottobre 2009 alle 11:32 am |
scusate una domanda: non ho capito bene come funziona la nuova figura di ricercatore a tempo determinato… supponiamo che abbia un contratto di ricercatore TD per 3 anni, poi me lo rinnovano per altri 3 (quindi max 6), alla scadenza dello stesso se non divento associato posso fare concorso per ricercatore TD in un’altra università?
28 Ottobre 2009 alle 12:03 pm |
Penso senz’altro di si’ – ma dubito che possano considerarti “favorevolmente”…
28 Ottobre 2009 alle 12:02 pm |
Notizia appena uscita sul sito delCorriere
Tra l’altro:
BASTA RICERCATORI A VITA – Per i ricercatori viene invece prevista una nuova forma di reclutamento con contratti a tempo determinato di 6 anni, secondo la formula del 3+3: se al termine di questo periodo il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto maturando però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Viene poi abbassata l’età in cui si può entrare di ruolo in università, da 36 a 30 anni, mentre lo stipendio passa da 1.300 a 1.860 euro.
28 Ottobre 2009 alle 12:05 pm |
Dobbiamo leggere il testo, non possiamo commentare le cronache di giornalisti che non sanno di cosa stanno scrivendo. Stipendio di chi? Con che forma contrattuale?
Di tempo per farsi tante pippe mentali ne abbiamo.
28 Ottobre 2009 alle 12:18 pm |
No, non ho capito. L’età massima per entrare in ruolo è 30 anni? Ma che cavolo significa?
Io ho 36 anni, ne faccio tra due mesi 37, ho anni e anni di precariato alle spalle e ho un amico ancor più ricercatore precaio che ha 45 anni.
Che facciamo, ci impicchiamo?
Ma non è una cosa che va contro i cardini della costituzione? Io posso partecipare a un concorso pubblico a qualsiasi età. Che è sto schifo del limite dei 30 anno? Spero prima di uccidermi che Elena D. abbia mal compreso o che la notizia sia sballata.
28 Ottobre 2009 alle 12:33 pm |
Leggeremo, ma si parlava, penso, di “wishful thinking” sull’eta’ media nella quale si dicenta ricercatore (RU[TD])…
28 Ottobre 2009 alle 12:42 pm |
A me interessavano due cose nello specifico: a) l’abilitazione mi pare di capire sia solo per i ruoli di professore di prima e seconda fascia, giusto? (ne discende che il ricercatore a tempo det. diventa quasi un assegnista, non fosse per la forma contrattuale con il quale e’ assunto); b) chi ha gia’ vinto un concorso me e’ in attesa di nomina, che cosa diventa? resta sulla graticola?
28 Ottobre 2009 alle 12:52 pm |
a) Giusto. Il Ricercatore e’ assunto senza abilitazione, con dei concorsi gestiti direttamente dall’Ateneo, e peraltro messi organizzativamente e concettualmente sullo stesso piano dei concorsi per PO e PA abilitati. Invece le regole per i concorsi dell’assegnista sono meno precise e meno strette, seppur rinfornzate rispetto alla situazione attuale – e’ curioso, dal mio punto di vista, che mentre nel primo caso si faccia anche idealmente riferimento alla Carta Europea dei Ricercatori, nel caso degli assegnisti no… (!)
(b) vinto un concorso? che vuoi dire? uno che vince un concorso (a questo punto solo locale) prendera’ servizio, se lo vuole, no?
28 Ottobre 2009 alle 12:56 pm
In b) intendevo se uno ha vinto un concorso per ricercatore indetto prima della riforma, ma e’ in attesa di nomina da parte dell’universita’ (so che sono passati in alcuni casi anche 10-12 mesi). L’eventuale riforma – i suoi tempi e la sua riuscita sono infatti tutti da vedere – comporterebbe una sospensione della nomina, oppure tutto cio’ che e’ avvenuto prima non viene toccato? Grazie.
28 Ottobre 2009 alle 1:00 pm
un vincitore Senza Presa di Servizio? non e’ una questione trattata dalla legge, e’ un fatto amministrativo, cioe’ della singola Universita’, che ci avra’ delle sue buriane per la testa, non so…
28 Ottobre 2009 alle 12:50 pm |
ORA E’ DIVENTATO 2100 euro.
—–
Viene poi abbassata l’età in cui si può entrare di ruolo in università, da 36 a 30 anni, mentre lo stipendio passa da 1.300 a 2.100 euro.
—–
boh…
28 Ottobre 2009 alle 12:54 pm |
Ma figurati se quei galoppini dei giornalisti, che non capiscono di Universita’, possono anche informarci… pensa che alla conferenza stampa Gelmini-Tremonti dopo il CdM non c’e’ stata neanche una domanda…
prendono tutto dalle cartelle informative ministeriali cosi’, a canna…
28 Ottobre 2009 alle 12:55 pm |
Non credo si tratti di “wishful thinking”, ma del tentativo, gia’ esperito altrove, di eliminare alla radice il problema precariato eliminando i precari.
28 Ottobre 2009 alle 12:58 pm |
Ma se ti riferisci alla possibilita’ di mettere dei limiti di eta’, non c’era nell’ultima bozza – bisogna vedere il testo.
Ma qualora lo mettessero, vedrai che sparisce in Parlamento, o davanti al Consiglio di Stato…
28 Ottobre 2009 alle 1:04 pm |
Tentativo di eliminare il problema precariato alla radice???
Che vuol dire,aloora, che se ho raggiunto 31 anni non posso avere il contratto di ricercatore e pippa? Credo che eliminerebbero una fascia immensa di precariato; mi sembra impossibile, pur se con Mary * e il suo superiore niente sta diventando impossibile. Informiamoci bene su questo punto, secondo me è cruciale; val la pena di bryuciarsi vivi come dei bonzi dinanzi agli uffici del MIUR.
28 Ottobre 2009 alle 1:08 pm
Ha ragione euroscience. Si vuole solo abbassare l’eta’ media dei ricercatori. E’ un indice.
28 Ottobre 2009 alle 1:05 pm |
Non sara’ il caso di cominciare a porsi il problema di chiedere delle procedure della valorizzazione dei nostri CV, magari per accedere direttamente ai contratti a TD e magari con l’abbuono di 3 anni? Altrimenti davvero questa riforma rappresenterebbe un omicidio per la nostra generazione!
28 Ottobre 2009 alle 1:07 pm |
Gianni, le regole organizzative, una volta cambiate, saranno quelle, e stara’ ai vari attori responsabili fare i giudizi e le scelte… le vedranno il tuo bel CV dovranno concludere che meriti senz’altro, no?
28 Ottobre 2009 alle 1:12 pm
Euroscience, scusa ma non sto pensando al cosiddetto merito (per favore, non la mettiamo sempre su questo piano, un po’ superficiale), ma al fatto che chi il CV lo ha (e buono, come il sottoscritto) vorrebbe, in una fase transitoria della riforma, non dover “ricominciare” una “gavetta” a 38 anni, per trovarsi poi assunto a tempo indeterminato a 44 anni (se va bene). Tutto qui. Si tratta di semplice, direi doverosa, gestione del transitorio, senza alcun accantonamento della “meritocrazia”.
Anche il rispetto verso le esigenze personali (e familiari) conta, scusa!
28 Ottobre 2009 alle 1:12 pm |
Sara’ possibile fare domanda per essere abilitati e puntare alla prima e seconda fascia, senza passare per la fase 3+3?
28 Ottobre 2009 alle 1:15 pm |
Questa “riforma” riforma sostanzialmente solo la parte riguardante l’accesso di coloro che stanno fuori. Niente per ridurre il potere (ed il numero, mandandoli in pensione) di coloro che stanno dentro.
Evviva la meritocrazie e lo svecchiamento!
28 Ottobre 2009 alle 1:19 pm |
perfettamente d’accordo su questo. si cancella la figura del ricercatore e si sposta il tempo indeterminato al seconda fascia dei professori. Si sana eliminando una categoria. Nella stessa conferenza stampa gelmini ha truccato un po’ le carte e non ha menzionato l’esistenza dei ricercatori non precari nelle uiversita’.
28 Ottobre 2009 alle 1:27 pm |
Vari atenei hanno tentato di mandare in pensione amministrativi che avevano raggiunto l’anzianità minima pensionabile; questi si sono rivolti al TAR e stanno avendo tutti ragione.
Figuriamoci cosa avverrebbe per gli associati o ordinari che tuttora vanno in pensione a 72 anni.
O si riduce il limite di età pensionabile o quelli fino a 72 anni (di ruolo, poi ci sono quelli da contratto successivi) non si schodano.
28 Ottobre 2009 alle 1:33 pm |
2 cose:
1) sull’ altro blog, spiegano che la questione 36 -> 30 anni è una cazzata scritta dai giornalisti che hanno interpretato a cazzo di cane quanto detto dalla gelmini durante la conferenza stampa, ovvero che a regime vorrebbe che l’età media per l’entrata in ruolo diventasse 30 anni in luogo degli attuali 36.
2) sul DDL non c’è traccia di che fine faranno i ricercatori TI attuali. Non si capisce se potranno accedere o meno ai concorsi per Associati o essere chiamati direttamente sempre come Associati.
3) non si capisce ASSCOLUTAMENTE il criterio con il quale le università saranno chiamate a bandire posti da Associato per la messa in ruolo degli ex TD 6+6. C’è sempre il turn over? c’è un limite di bilancio? ci sono limiti inferiori e superiori di numero?
28 Ottobre 2009 alle 2:34 pm |
1) Fiuuu…, meno male. Mi pareva una cazzata gigantesca.
2) Il bello è che tuttora ci sono bandi di concorso per associato in corso. Che fanno? Mica possono modificarli. A dicembra si vota anche peri 15 membri da cui sotteggiare 4 dei cinque commissari.
3)Qua veramente è buio pesto. Verrà effettuato un bando di concorso dall’ateneo come per gli assegni di ricerca? I criteri che sono stati messi su per la valutazione di pubblicazioni e titoli ( inpact factor, numero di citazioni, ecc.) varranno anche per i bandi per 3 anni da ricercatore precario? Che confusione; e come naturale l’entropia sta aumentando col passar del tempo…
28 Ottobre 2009 alle 1:36 pm |
giornali totalmente inaffidabili: non si capisce nulla riportano mezze frasi copiate dalle carte stampa date dal ministro. Esempio da repubblica.it: “Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito.” Frase che non vuole dire assolutamente nulla. Che cos’e’ il “fenomeno dei ricercatori a vita”? Questa e’ propaganda.
28 Ottobre 2009 alle 3:07 pm |
provo a chiarire alcuni punti:
1. gli attuali ric. ti. potranno ovviamente ottenere idoneit da associato, scommetto anche che la otterranno in massa e che passeranno sempre e comunque prima dei precari nelle chiamate
2. i precari possono ottenere ideoneità da associato e chiamata diretta al secondo giro da ric. td (cioè nei secondi tre anni). ma possono anche presentarsi direttamente al concorso per idoneità, pigliarsela e poi trovare un ateneo che li chiami (hahahahahahahah).
3. tutto dipende da come sarà l’asticella per ottnere l’idoneità da associato. temo sarà bassa e allora si creeranno pletoriche liste di idonei che faranno la fine degli abilitati all’insegnamento nella scuola.
ragazzi è ora di tirare fuori i kalashnikov, di riempire le molotov. COLORO CHE ADESSO HANNO 30 E PIù ANNI SONO FOTTUTI! IO NON CI STO A FARMI FREGARE COSI’.
FUOCO E FIAMME AI NEMICI DELLA GENERAZIONE ‘70!!!
28 Ottobre 2009 alle 3:12 pm |
Concordo!
Generazione 70, in piazzaaaaaaaaaaaa!
28 Ottobre 2009 alle 3:18 pm |
per l’epurazione post-rivoluzionaria ricordiamoci di mettere al muro anche i giornalisti deficienti che fanno copia-incolla se chiedersi che senso ha ciò che scrivono. DEFICIENTI!
28 Ottobre 2009 alle 3:27 pm |
Vediamo che succede….. ma se ci tagliano le gambe a noi degli anni ‘70 (cosa che spero non facciano, usando il buon senso), qualcosa bisogna che facciamo….. abbiamo giocato secondo certe regole (si merito ovviamente, ma anche e soprattutto coltivare i rapporti interpersonali coi prof) e ora ci cambiano tutto e contano solo certi parametri (super-merito e gioventù)??? Cavolo, allora 6/7 anni fa andavo subito all’estero per fare PhD e post-doc, dove sicuramente avrei pubblicato di più e meglio…….. insomma….. qui se la piega diventa brutta dobbiamo farci sentire……..
28 Ottobre 2009 alle 3:38 pm |
Ci sono 20000 ricercatori universitari in ruolo (quelli che chiamate TI).
Di questi, TUTTI quelli scientificamente attivi (a occhio, almeno un terzo e probabilmente metà, diciamo tutti quelli sotto i 45 anni di età?) aspirano a diventare associato. Ora, costoro hanno mediamente una produzione scientifica considerevole e, ovviamente, mediamente più consistente dei c.d. precari alle loro spalle (per meri motivi di tempo*derivata).
Sarebbe bene ricordarsene quando si fanno i conti…
28 Ottobre 2009 alle 3:55 pm |
A parte il fatto che esistono anche poveri cristi di precari con anni di ricerca e molte pubblicazioni, è bene anche precisare allora che bisogna garantire a chi ne ha poche e tenta di accedere ai tre anni + 3 di ricatore precario di non dover fare poi una fila enorme, come appunto per gli idonei nelle scuole, e rimanere a spasso per chissà quanto tempo a fare il precario.
Per tal motivo auspico che i ricercatori di ruolo non pensino solo a difendere il loro orticello e ad ottenerne profitto, ma attuino con noi una forma di lotta di fronte a un sopruso e a un danno “incommensurabile” per le nuove generazioni (non mi riferisco a me, che ho 37 anni).
28 Ottobre 2009 alle 4:09 pm
Tsè… wishful thinking, cara Marina.
28 Ottobre 2009 alle 3:49 pm |
Tra i precari già addottorati e con pubblicazioni del mio (piccolo) settore disciplinare non c’è semplicemente nessuno che abbia meno di trent’anni!
28 Ottobre 2009 alle 3:59 pm |
Grazie al blocco dei concorsi è pieno di ricercatori TI con più di quarant’anni, fai un pò te
28 Ottobre 2009 alle 3:59 pm
L’accento non ci andava, mi dicono gli umanisti..
28 Ottobre 2009 alle 4:01 pm
Mi risulta che i ricercatori TI prendano uno stipendio regolare che li preserva dalla eventualità di restare privi di risorse per la sopravvivenza. Cosa che invece non accade per i precari.
28 Ottobre 2009 alle 4:11 pm
Niente da fare…. troppo forte il desiderio di difendere il proprio orticello, invece di farsi sentire con omogeneità d’intenti.
Com’è brutto questo mondo….
28 Ottobre 2009 alle 4:20 pm |
Posto che stiamo parlando di un elaborato prodotto da chi ha scarsissima conoscenza dell’istruzione terziaria e della ricerca – l’Asineria promana dal sistema stesso, peraltro -, vanno annotati velocemente i seguenti appunti:
a) Non sappiamo ancora che stanziamento ci sara’ nel capitolo U&R 2010; finora e’ posto uguale ad 1 EURO;
b) tutta l’impostazione del ddl e’ fatta nell’ottica della riduzione dell’offerta formtiva; questo tipo di orientamento e’ stato sostenuto con un sacco di panzane da parte di quei servitorelly della stampa quotidiana, con dati adulterati e intrisi di ideologia e di ignoranza. Nel resto del mondo le politiche si basano sull’evidenza di analisi e valutazioni dei fatti, qui sulla lotta di potere e dell’asservimento ideologico;
c) l’impostazione meritocratica e’ fatta, come si suol dire, sul “flatus vocis”, cioe’ sull’uso di parole e concetti che risultano alquanto poveri o vuoti di contenuto. Lo sa, ad es., il Ministro, cosa vuol dire “accreditamento”? Come si fa? Ce lo spiega? E che vuol dire “valutazione della qualita’ e dell’efficienza dei risultati” dell’istruzione e della ricerca, visto che ha fissato dei criteri a capocchia, quest’anno?
d) l’abolizione dei ricercatori a vita era necessaria, e opportuna, visto che all’Universita’ ci si va per imparare dai docenti. Il prius dell’Universita’ e’ l’insegnamento – non si possono avere solo dei ricercatori autistici o dei simil-ricercatori che poi comunque rimangono li’ solo per inerzia. Ma come si puo’ segmentare il settore fra “ricercatori a Tempo Determinato” e “assegnisti di ricerca”??? Che sono gli “assegnisti”, non sono forse anch’essi dei “ricercatori a tempo determinato”, con un contratto mascherato e atipico, sfruttati e senza diritti???
e) a risorse costanti, vedo molti meno assegnisti e ricercatori in pista… fate 2ue conti…
f) Non volendo pensionare gli ultrasessantacinquenni, e nemmeno abolire il +2, ci si condanna al Babbjonismo perpetuo. E se poi i Compagni di Merende della Corte Costituzionale reintegrassero pure i Fuori Ruolo, cosa facciamo? Je pagamo noi lo stipendio?
28 Ottobre 2009 alle 4:21 pm |
Frate Mitra
28 Ottobre 2009 alle 4:21 pm |
Secondo me bisognerebbe avere il coraggio di cambiare prospettiva. la lotta non è tra precari e tempo indeterminato, in fondo chi più e chi meno, abbiamo tutte le nostre preoccupazioni e frustrazioni. io sarò anche a tempo indeterminato, ma senza l’aiuto della mia famiglia, nonostante il mio ricchissimo stipendio che mi garantirebbe la sopravvivenza non ce la faccio a pagarmi l’affitto e a mettere insieme pranzo e cena, sarà colpa dell’alto costo della vita della città in cui vivo. Quanti possono fare lo stesso discorso… eppure il problema non sta qui, il problema sta nell’età pensionabile degli ordinari. Si è pensato una riforma taglia gambe alle giovani generazioni (infraquarantenni, appena ultra quarantenni, non importa, in fondo è questa l’età dove si dà il meglio di sè, o no?) ma si sono salvate le posizioni dei vecchi. Che ne diciamo invece di ribaltare la questione e liberare un sacco di cattedre e opportunità? Nel resto del mondo occidentale i professori sono GIOVANI e non anziani. PErchè questo nessuno l’ha detto alla marystar?
28 Ottobre 2009 alle 4:54 pm |
Concordo in pieno.
Io sono precaria da un pò. Ho due figli di 13 e 9 anni, marito men che precario di me, spesso a spasso. Ognuno ha i suoi problemi e credo che ora pur se ingenti, vadano messi da parte.
Conosco gente precaria di 40 e 50 anni che ha dedicato una vita alla ricerca e alla didattica e dovrebbe farsi altri 6 anni di precariato (con quali fondi ancora non è chiaro (sembra che dobbiamo aspettar dicembre, quando si saprà il gruzzoletto messo da parte con i soldi “sporchi” ritornati dall’estero, ma di certo non c’è nulla), e infine aspettare a braccia concerte con una bella abilitazione in tasca che si sgonfi il listone di abilitati. Si arriverebbe in pensione prima, ad ottenerla…. Penso sia il caso di far pesare alla troupe di Mary * il nostro scontento, quello di ricercatori strutturati e precari, chiedendo un incontro subito, senza mischiare richieste con quella di Onde, Pantere e così via. Dobbiamo cercare di salvaguardare con tenacia una professione, forse ci manca questo concetto che vedo altrove, sia all’estero che in tanti ordini professionali di dentisti, tassisti, farmacisti, notai e così via.
Creamo l’ordine professionale dei ricercatori cui può essere iscritto uno strutturato, dottorato/dottorando, assegnista, borsista, contrattista. Cerchiamo di lottare con serietà. Ci siamo nascosti a lungo. Evitiamo di farlo ora.
28 Ottobre 2009 alle 4:23 pm |
Perche’ quelli sono Incardinali alle Universita’, e Strutturali al Sistema.
Tu sei il Quarto Stato che non conta un cazzo
28 Ottobre 2009 alle 4:54 pm |
Lancio una provocazione: Perchè non proporre una sanatoria per chi ha avuto almeno 5 anni di assegno di ricerca???
28 Ottobre 2009 alle 5:06 pm
perché questo governo di sanatorie conosce solo quelle fiscali e visti gli stanziamenti in Ricerca, con che soldi li vai ad assumere ste centinaia di ricercatori in una botta sola?
Facciamo l’IRAP2 ?
28 Ottobre 2009 alle 5:03 pm |
E chi ne ha avuti quattro + tanti anni di docenza, contratti e borsa cosa fa?
E chi ha fatti 5 anni di assegno e non ha mai conseguito il titolo di dottorato, invece, sfrutta la sanatoria?
E chi ha fatto precariato nascosto appresso al prof di turno scrivendo una barca di lavori su prestigiose riviste internazionali e non ha 5 anni di assegno che fa, si impicca?
Datemi retta. Buttiamo a vare i percorsi desiderati e tiriamo fuori le unghie, insieme. E’ meglio di lanciare provocazioni inutili.
28 Ottobre 2009 alle 5:34 pm |
Sono d’accordo…… la mia era una provok…. anke se bisognerebbe rifletterci bene….. è chiaro che il PhD è d’obbligo….. poi ci vorrebbero dei paletti precisi……. ma mi rendo conto che è un pò un’utopia….. però mi sembra che nei primi anni 80 fecero una porcata simile con i docenti aggregati….
28 Ottobre 2009 alle 5:23 pm |
testo ddl:
http://www.flcgil.it/content/download/69676/451547/version/2/file/Disegno+di+legge+su+organizzazione+e+qualit%C3%A0+del+sistema+universitario%2C+personale+accademico+e+diritto+allo+studio+discusso+dal+CdM+il+28+ottobre+2009.pdf
28 Ottobre 2009 alle 5:50 pm |
Ovvio che facciano queste riforme, infondo che resistenza trovano. Siamo 4 checche!!
28 Ottobre 2009 alle 5:55 pm |
Non e’ questione di checche… il problema – come al solito – e’ elaborare una protesta che non ci faccia schiacciare sull’universita’ di oggi e i suoi baroni. Non e’ affatto facile.
28 Ottobre 2009 alle 6:00 pm |
Forse sarebbe il caso di cominciare ad usare i LORO termini: questa e’ una riforma anti-MERITOCRATICA. Questa e’ una riforma anti-SVECCHIAMENTO. Il prof. Francesco Giavazzi sostiene questa riforma (o forse ne e’ l’autore) perche’ e’ un BARONE. Il prof. Francesco Giavazzi se anche in Italia i baroni andassero in pensione a 65 anni tra 5 anni dovrebbe lasciare spazio ai GIOVANI. And so on …