Mussi e la Finanziaria

18.jpgEcco alcune interviste di Mussi sul lavoro con Padoa Schioppa. A quanto pare l’idillio è terminato. Mussi si è accorto che non c’è da fidarsi delle promesse e rischia di presentarsi ai suoi Rettori con un pugno di mosche…anzi con regole rigide sul 90% dell’investimento nel fondo di finanziamento ordinario che se non adeguatamente incrementato metterebbero in crisi le università nei prossimi 10 anni (secondo quanto scritto nel patto).

E i precari della ricerca….sono sempre l’ultima delle preoccupazioni sia del ministro dell’Università che di quello dell’Economia.

 

 

Mussi scettico sul sostegno della Finanziaria all’università e alla ricerca

Scettico il ministro dell’Università Fabio Mussi sui contenuti della Finanziaria sul fronte del sostegno agli atenei. Lo ha detto il ministro nel corso dell’audizione alla commissione Cultura della Camera. «Il Documento di programmazione economico finanziaria é piuttosto impegnativo per quanto riguarda l’università – dice Mussi – non so se la Finanziaria sarà aderente». Il Dpef, ricorda il ministro, punta agli obiettivi di spesa Ocse. Ma per raggiungerli, servirebbero 3 miliardi l’anno. «Soldi che – sottolinea – sicuramente non ci sono». A oggi, dice, «si sta ragionando di 400 milioni di euro, ma non si sa comprensivi di quali voci». Mussi spera che nella manovra non ci siano norme, come nella precedente Finanziaria, che prevedono dei finanziamenti salvo poi accantonarli, come nel caso dei finanziamenti per i progetti Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale), con gravi conseguenze per la ricerca in Italia.

I nuovi bandi per i Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale) saranno emanati nelle prossime settimane, in grave ritardo. «Siamo comunque nelle condizioni di emettere i bandi, dunque di non perdere i soldi del 2007, e avere la procedura conclusa per fine ottobre». I tempi sono slittati, spiega il ministro, perché una parte dei finanziamenti dei Prin «sono stati sbloccati solo con un decreto del 3 luglio e l’autorizzazione di cassa è stata data la scorsa settimana». Se gli impegni assunti nel decreto di luglio saranno mantenuti dalla tesoreria, entro fine settembre, annuncia mussi, «la dotazione dei Prin salirà dai 74milioni banditi ora a 150».

Quasi pronte anche le nuove regole per il reclutamento dei ricercatori che, però, “sarà cambiato, in parte, in base alle osservazioni fatte dal Consiglio di Stato”. Due gli aggiustamenti: il titolo di accesso ai concorsi sarà la sola laurea, anche se chi ha una più alta formazione avrà più punti. E, per la composizione delle commissioni di ateneo, sarà ampliata, la parte disciplinare dei docenti rispetto a quella istituzionale. Intanto, con un decreto del 5 settembre il Governo ha sbloccato i primi 27,5 milioni in bilancio per l’assunzione di cervelli, ma questi concorsi avverranno a norme vigenti.
E i tempi sono maturi per riformare il numero chiuso nelle università. Il ministro ritiene, per esempio. non congrui i posti previsti per i corsi in odontoiatria, 800 in tutto. «In un paese in cui, come il nostro, c’è una così scarsa concorrenza e dei costi così alti per le cure odontoiatriche – ha sottolineato Mussi – il fatto di avere solo 800 posti disponibili sembra più consono all’esigenza di tutelare una categoria che non di far fronte alla domanda effettiva dei cittadini». Per questo, «i numeri e gli accessi ai corsi a numero chiuso – ha concluso il ministro – vanno rivisti e occorre lavorare a una rapida diminuzione di questi corsi». (N.Co)

Il lavoro tra il Ministero dell’Economia e quello dell’Università

Di seguito una nota del ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi.

“Nella Legge Finanziaria dell’anno in corso, l’incremento del Fondo di finanziamento ordinario è stato di 150 milioni di euro: l’inflazione. Quindi cresciuto di zero, in termini reali, rispetto al 2006. È inoltre restato in vigore fino allo scorso luglio, poi in extremis sospeso per un anno, il taglio dei consumi intermedi, che avrebbe riassorbito l’aumento. Ma si sta lavorando – tra CRUI, Ministero dell’economia e Ministero dell’Università – ad un “Patto per l’Università”, fondato su un impegno rigoroso degli Atenei a contenere e razionalizzare le spese, e un impegno del Governo ad incrementare significativamente il Fondo di finanziamento. La cifra di 400 milioni di euro, ipotizzata dal Ministero dell’economia, ovviamente è ragionevole solo se incrementale del Fondo di finanziamento 2007. Altrimenti non ci si mette in grado di far seguire i fatti agli annunci contenuti nella lettera del 2 agosto a firma Mussi e Padoa Schioppa” (red). Fonte AGSMEDIA

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