Finanziaria 2008 – I Ricercatori precari dimenticati- Probabile Blocco dei Concorsi!!!

images1.jpgDalla lettura del testo della finanziaria (link) non risulta nessun (!) intervento in favore dei precari della ricerca dell’ Università (e neppure per gli enti di ricerca).

Anzi per rispettare i paletti posti dall’articolo 23, si prospetta il rischio di un blocco delle assunzioni in 19 università (vedi le tabelle contenute nel patto per l’università).

Dalla tabella a pagina 21 del famoso “patto per l’università” (Patto contro l’Università e il precariato!!!) ecco l’elenco delle Università che superano il 90% della spesa del Fondo di Finanziamento Ordinario in Stipendi e che non potranno assumere se entra in vigore la finanziaria così come è scritta: Bari, Cagliari, Cassino, Ferrara, Firenze, Genova, L’Aquila, Milano, Napoli (Federico II, Seconda Università, Orientale), Palermo, Pavia, Pisa, Roma “La Sapienza”, Siena, Trieste, Udine, Ca’ Foscari di Venezia !!!!!!!!

La finanziaria 2007 non teneva in alcun conto i precari parasubordinati della ricerca ma assegnava cifre per assumere con un concorso straordinario (mai avviato) e soprattutto non limitava il turn over.

La finanziaria 2008 è peggiorativa perché non prospetta soluzioni al precariato, non migliora la finanziaria 2007, vincola la maggior parte delle università di grandi dimensioni a non assumere perché sfora il vincolo del 90%.

I fondi non sono quindi legati alla ricerca svolta, al numero degli studenti/professori o ad altri indici virtuosi ma esclusivamente ad alchimie ragionieristico-contabili, come se le università fossero aziende!

Questo governo non era stato votato per questa missione!

I sindacati confederali hanno già avviato una mobilitazione generale (link)!

Mobilitazione della RNRP!

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6 Responses to Finanziaria 2008 – I Ricercatori precari dimenticati- Probabile Blocco dei Concorsi!!!

  1. A tutti i precari dell’università che vorrebbero e aspettano concorsi meritocratici che non arrivano mai. Il ministro Mussi sembrava fosse partito con il piede giusto ma ora sembra aver tirato i remi in barca, sta pensando ad altro, non certo ai problemi di cui si dovrebbe occupare – cioè principalmente a operare per un’università fondata sul merito e sul lavoro effettivo in cui il 100% dei fondi (e non solo le ciliegine!) vengono distribuiti secondo la produzione scientifica e i risultati didattici. Da questa università chi non lavora e non produce andrebbe cacciato via (anche se ha il posto “fisso”). I concorsi andrebbero aboliti, basterebbero delle graduatorie stilate sulla base di criteri oggettivi (pubblicazioni, impact factor, posizione del nome sugli articoli, citazioni, attività didattica valutata dagli studenti). Le graduatorie potrebbero essere messe su internet e aggiornate periodicamente per stabilire i nuovi reclutamenti. Così tutto sarebbe alla luce del sole e veramente (non come oggi…) si saprebbe già chi deve entrare – perchè lo merita! – ogni volta che c’è bisogno di nuovo personale. E’ troppo comodo per i baroni ripararsi sotto l’egida dell’ “autonomia universitaria”. Questa situazione va cambiata. Adesso infatti, autonomia universitaria significa poter fare con i soldi dello stato quello che ogni “barone” vuole. Se ci deve essere autonomia questa deve essere anche economica, cioè i finanziamenti devono andare solo là dove si produce (vanno meritati e non ricevuti in regalo!). Solo allora l’autonomia sarà autentica. La situazione, per ora, è peggiore di quella lasciata dalla Moratti. Non se ne può più, dobbiamo fare uno sciopero in autunno 2007 che interrompa la didattica in modo evidente, faccia vedere veramente quanto peso è sulle nostre spalle e provi a far passare i criteri che ho esposto sopra.

  2. Sergio ha detto:

    Note sulla finanziaria o meglio sulla sua prima stesura come approvata dal CdM

    1) Il FFO (fondo finanziamento ordinario) delle università è stato aumentato di 550 milioni di euro de facto:
    1,a) 300 come aumento secco subordinato alla stesura da parte delle unviersità di bilanci previsionali pluriennali meno fantasiosi di quelli attualmente esistenti
    1,b) 250 a carico del bilancio generale dello stato per coprire gli aumenti stipendiali dei docenti stabiliti dalla legge finanziaria 2006 e dalle successive modifiche del 2007

    2) Il FFO non verrà ripartito come inizialmente proposto secondo il modello “meritocratico” del CIVR perchè altrimenti le università grandi si vedrebbero decurtato lo stanziamento di circa il 15-20%. Il modello ha delle falle perchè pur premiando alcuni aspetti positivi delle attività universitarie appare troppo sbilanciato a favore delle piccole unviersità che hanno poca spesa per stipendi, molto patrimonio e fondi pubblici di avviamento piuttosto generosi e che quindi risultano “virtuose” non perchè più efficienti ma solo perchè più giovani. Il FFO verrà ripartito nuovamente utilizzando le cosiddette serie storiche

    3) Il blocco de lle assunzioni per le unviersità che spendono più il 90% del FFO in stipendi non è un blocco totale bensì una limitazione al numero dei turn-over. Significa che un università che supera il 90% non potrà assumere 1 ricercatore per ogni pensionamento: il rapporto se non sbaglio scende a 1:3. Poichè il costo di 1 ordinario che si pensiona è circa 2 volte e mezzo quello di un nuovo assunto ricercatore significa che le università “cattive” dovranno decurtare il budget del turnover di circa l’87% invece che del 60% cosiderando un turnover 1:1.

    4) Le università “cattive” che “sperperano” più il 90% del FFO in stipendi non sono 19 perchè questo parametro deve essere calcolato considerando anche i correttivi tremontiani introdotti nel 2004. Le università manchevoli risultano ridursi a 4 e sono Ferrara, Napoli Orientale, Pisa e Trieste.

    5) Il piano straordinario di reclutamento non è stato abolito e quindi è ancora legge dello stato e viene finanziato per 40 milioni di euro come previsto dalla finanziaria 2007. La tornata 2007 è putroppo perduta perchè il ministro lo scorso settembre ha deciso di regalare i 20 milioni di euro al FFO senza vicolare le università a usarli per nuovi ricercatori. Quella battaglia tuttavia non è del tutto finita perchè le camere ne stanno discutendo (devono convertire il decreto) e le commissioni cultura sono già intervenute a modificare le norme in modo più severo. Le tornate 2008 e 2009 sono da farsi entro giugno 2009 e 2010 e sono subordinate all’entrata in vigore del nuovo reclutamento.

    6) Il nuovo reclutamento è rimbalzato dopo il parere del consiglio di stato (interlocutorio) sulla scrivania di mussi che deve adesso modificarlo come ha già annunciato in commissione cultura il 25 settembre e restituirlo al consiglio di stato
    che deve dare un parere “definitivo”. Successivamente le norme dovrebbero fare un salto alla corte dei conti e poi essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale. Ragionevolmente se il governo sopravvive il regolamento entrerà in vigore con il nuovo anno.

    7) Permane anche nel 2008 il blocco dei concorsi per le promozioni…..a me questa sembra la migliore notizia tra tutte quelle elencate

  3. PippiCalzelunghe ha detto:

    4) Le università “cattive” che “sperperano” più il 90% del FFO in stipendi non sono 19 perchè questo parametro deve essere calcolato considerando anche i correttivi tremontiani introdotti nel 2004. Le università manchevoli risultano ridursi a 4 e sono Ferrara, Napoli Orientale, Pisa e Trieste.

    ATTENZIONE LA MISSIONE 23 IN FINANZIARIA E SOPRATTUTTO IL PATTO SPIEGANO CHE IL 90% SARA’ CALCOLATO SENZA IL SISTEMA TREMONTI!!!!

    INFATTI IL SENATO ACCADEMICO DELLA SAPIENZA HA CHIESTO UN INTERVENTO URGENTE SU QUESTO PUNTO.

    SE SI APPLICA IL CRITERIO RIGIDO COME SCRITTO IN FINANZIARIA E NEL PATTO -19- UNIVERSITA’ SONO FUORI (e sono quelle maggiormente precarizzate) E NON SI CAPISCE COME POTRANNO ASSUMERE RICERCATORI SE PER AVERE I SOLDI DEVONO LIMITARE IL TURN OVER E RIENTRARE NEI CRITERI.

    5) Il piano straordinario di reclutamento non è stato abolito e quindi è ancora legge dello stato e viene finanziato per 40 milioni di euro come previsto dalla finanziaria 2007. La tornata 2007 è putroppo perduta perchè il ministro lo scorso settembre ha deciso di regalare i 20 milioni di euro al FFO senza vicolare le università a usarli per nuovi ricercatori. Quella battaglia tuttavia non è del tutto finita perchè le camere ne stanno discutendo (devono convertire il decreto) e le commissioni cultura sono già intervenute a modificare le norme in modo più severo. Le tornate 2008 e 2009 sono da farsi entro giugno 2009 e 2010 e sono subordinate all’entrata in vigore del nuovo reclutamento.

    ATTENZIONE LA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA VOLEVA AFFRONTARE IL PROBLEMA MA POI NON LO HA FATTO. E’ STATO AGGIUNTO UN COMMA SULLA VALUTAZIONE DEI NEOASSUNTI, IL PROBLEMA NON ERA LA VALUTAZIONE MA L’USO EFFETTIVO DEI FONDI NEL 2007 PER I RICERCATORI!!!

    6) Il nuovo reclutamento è rimbalzato dopo il parere del consiglio di stato (interlocutorio) sulla scrivania di mussi che deve adesso modificarlo come ha già annunciato in commissione cultura il 25 settembre e restituirlo al consiglio di stato
    che deve dare un parere “definitivo”. Successivamente le norme dovrebbero fare un salto alla corte dei conti e poi essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale. Ragionevolmente se il governo sopravvive il regolamento entrerà in vigore con il nuovo anno.

    RAGIONEVOLMENTE….IL DECRETO LO AFFOSSERANNO E USERANNO I SOLDI NELL’FFO IN ATTESA DI UN’ALTRA MARXIANA RIFORMA….INTANTO I RICERCATORI PRECARI ASPETTANO CHE I LORO PADRONI OTTENGANO UN POSTICINO PER LORO SEMPRE CHE I PALETTI DEL “PATTO” NON BLOCCHINO DEFINITIVAMENTE IL GIOCO.

  4. Leonida Montanari ha detto:

    Purtroppo il criterio del 90% è rigido i soldi in più sono stati stanziati proprio e solo se si rispetta il 90% in modo rigido senza stornare i soldi del personale del Servizio Sanitario Nazionale. Quindi attualmente sono fuori 19 università.

    A conferma ecco l’analisi svolta dal Senato Accademico della Sapienza:

    * Patto per l’Università e la ricerca e misure per il risanamento finanziario e l’incentivazione dell’efficacia e dell’efficienza del sistema universitario. Il Rettore ha ricordato che all’inizio di agosto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa e quello dell’Università Fabio Mussi hanno presentato il Patto per l’Università, un documento congiunto che impegna il Governo a una programmazione a medio periodo delle dotazioni finanziarie destinate alle università. Gli interventi concreti sono indicati in un documento tecnico, corredato al precedente, dal titolo Misure per il risanamento finanziario e l’incentivazione dell’efficacia e dell’efficienza del sistema universitario. Le linee di intervento, sintetizzate in otto punti, sono finalizzate alla stabilità finanziaria, all’efficacia della programmazione, all’incentivazione ed al riequilibrio (da questi ultimi sono escluse le università nelle quali le spese di personale eccedano il 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario-FFO). La CRUI, nella riunione del 12 settembre, ha manifestato pieno apprezzamento per le misure proposte. In particolare ha espresso soddisfazione per l’intento contenuto nei documenti ministeriali di eliminare le “storture” dovute ai costi derivanti dagli automatismi degli incrementi stipendiali del personale di ruolo, disposti dal Governo e che sono poi fatti gravare interamente sui bilanci universitari. Dopo ampia discussione, il Senato accademico ha preso atto dei documenti riguardanti il Patto per l’Università e la ricerca e le Misure per il risanamento finanziario e l’incentivazione dell’efficacia e dell’efficienza del sistema universitario e si è associato alla mozione approvata dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 18 settembre scorso:
    “In relazione al documento 2007/3bis del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Misure per il risanamento finanziario e l’incentivazione dell’efficacia e dell’efficienza del sistema universitario) ed al Patto per l’Università e la Ricerca tra Ministero dell’Economia, Ministero dell’Università e Ricerca e Conferenza dei Rettori; udita la relazione del Rettore, che è pienamente condivisa con particolare riguardo sia alla necessità che lo Stato si assuma in proprio, ai fini del FFO, gli oneri derivanti da determinazioni assunte non dalle singole università (tra questi gli adeguamenti stipendiali), sia agli obiettivi di rigore di bilancio e di sviluppo derivanti dal piano strategico sugli obiettivi di ricerca e formazione; il Consiglio di Amministrazione ritiene che il Patto debba innescare azioni che mettano tutte le università in pari condizioni, eliminando ingiustificate disparità.
    Si segnalano al riguardo alcune criticità, con la richiesta che se ne ponga rimedio con la legge finanziaria 2008,
    a) tenendo in piena considerazione, ai fini del FFO, tutti gli studenti per i quali s’impone obbligo di formazione in forza di determinate programmazioni nazionali (lauree per le professioni sanitarie, scuole di specializzazione in area giuridica, farmaceutica, medica ecc);
    b) rimborsando l’Università di almeno i 2/3 di quelli che lo stesso documento interministeriale definisce “oneri impropri per il personale convenzionato con il SSN”; il riferimento indiscutibile è almeno al personale socio-sanitario e tecnico-sanitario. Questi provvedimenti sono tanto più urgenti e necessari perché il Documento vincola l’accesso ai fondi di incentivazione (per progetti, centri di eccellenza, etc.) al rispetto del limite del 90% delle spese di personale rispetto al FFO”.

  5. Memole ha detto:

    A mio parere bisognerebbe anche ragionare su un altra novità introdotta dalla finanziaria: l’impossibilità parziale di bandire posti di ricercatore a tempo determinato. Tale figura contrattuale, prevista da molti atenei e a cui si poteva accedere con un concorso “interno”, poteva rappresentare un’alternativa – sì temporanea, ma pur sempre un’alternativa- per tutti quelli che non vinceranno mai i concorsi secondo le vecchie regole perchè non protetti dalle Accademie.

  6. ernesto ha detto:

    bha! ho più pubblicazioni (con refreree internazionale: compreso un capitoli di libri, sempre internazionali) della magior parte degli ordinari della mia università. Chiaramente sono ancora assegnista da non so quanto tempo. Vedo che tutto resta nebbioso, credo che accetterò l’occasione che mi si presenta di andare all’estero!

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