Mussi ha emanato un decreto per suddividere i fondi dei concorsi 2007

Ecco il decreto che stabilisce i criteri per suddividere i 20 milioni di fondi per concorsi da ricercatore. Ci sono importanti novità come il cofinanziamento che teoricamente raddoppia il numero dei posti. Un problema invece è legato al fatto che non esistono limiti temporali per spendere questi stessi soldi. Le università quindi possono aspettare fino a quando non sarà emanato il nuovo decreto per i nuovi concorsi. Forse era meglio dire chiaramente che se i soldi non si spendono entro il 2007 tornano indietro! Così si dà a tutti una smossa e si hanno tempi certi per i concorsi! E….speriamo che la Corte dei Conti non sollevi dubbi e perplessità!

VISTO lo stanziamento disponibile sul Cap. 1694 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2007;

VISTO l’art. 5 della legge 24.12.1993, n. 537, modificato dall’art. 51 comma 5 L. 449/97;

VISTO il D.M. n. 246 del 8.5.2007, registrato alla Corte dei Conti il 18.6.2007 reg. 4 foglio 267, con il quale sono stati determinati i criteri per la ripartizione del fondo di finanziamento ordinario e per gli interventi di riequilibrio per l’anno 2007;

VISTO il D.M. n. 375 del 26.7.2007, registrato alla Corte dei Conti il 30.8.2007 reg. 6 foglio 166, con il quale sono state apportate modifiche al D.M. n. 246;

VISTO il modello per la ripartizione teorica del Fondo di finanziamento ordinario alle Università (FFO) e successive modifiche predisposto dal Comitato per la valutazione del sistema universitario (Doc 1/04), applicabile anche per gli interventi di riequilibrio del sistema universitario;

VISTO il decreto legge 7 settembre 2007 n. 147 ed in particolare l’art. 3 con il quale al fine di garantire una più ampia assunzione di ricercatori nell’Università viene destinato l’importo di 20.000.000 di Euro ad incremento dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo di finanziamento ordinario delle università;

RITENUTA la necessità e l’urgenza di definire criteri e modalità per la ripartizione alle università del predetto importo di 20.000.000 di Euro:

D E C R E T A

Art. 1

1. Al fine di garantire una più ampia assunzione di ricercatori nelle università con le modalità di cui alla legge 03.07.1998, n. 210, viene destinata, in regime di cofinanziamento nel limite massimo del 50%, la somma complessiva di € 20 milioni da assegnare alle università stesse le quali, al netto delle quote di cui all’art. 1, comma 1, del D.L. n. 300/06, convertito nella legge 26.02.2007 n. 17, presentano al 31/12/2006 un rapporto AF/FFO inferiore al 90%. Alle stesse Università la predetta somma viene ripartita in base ai seguenti criteri:

a) fino al 20% del citato stanziamento le risorse sono assegnate in proporzione al peso percentuale di ciascun Ateneo risultante dall’applicazione del modello per la ripartizione teorica del Fondo di finanziamento ordinario alle Università (FFO), limitatamente alla quota relativa ai risultati delle attività di ricerca scientifica, tenuto conto delle rilevazioni CIVR- VTR 2001/2003, come già stabilito nel DM n°246 dell’ 08.05.07;

b) per la quota residua le risorse sono assegnate ai predetti Atenei sulla base del numero totale degli studenti iscritti ai corsi di dottorato di ricerca, dei titolari degli assegni di ricerca, di cui all’art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, e al numero dei ricercato di ruolo e a tempo determinato assunti presso l’Ateneo nel periodo 1 gennaio 2004 – 30 settembre 2007.

2. Le assegnazioni di cui al presente articolo, disposte in regime di cofinanziamento, saranno oggetto di apposita verifica e, qualora non vengano utilizzate per i fini stessi, si procederà al relativo recupero a valere sul Fondo di Finanziamento Ordinario.

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione.

Roma, 9 ottobre 2007
Prot. n. 486/2007/2007

  IL MINISTRO
(f.to Fabio Mussi)
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26 Responses to Mussi ha emanato un decreto per suddividere i fondi dei concorsi 2007

  1. Sergio ha detto:

    C’è un baco………..la prima frase non stabilisce il concetto di “nuove assunzioni” e quindi apre la possibilità ai dipartimenti di bruciare budget con opportuni trasferimenti……….il diavolo fa le pentole ma non i coperchi……

  2. marco ha detto:

    Ma il rapporto del 90% e’ calcolato con o senza corretttivi?
    In altre parole da questi finanziamenti sono fuori 4 universita’ o la ventina di cui si parlava nel post precedente?

  3. pippicalzelunghe ha detto:

    Pare che in questo caso ci sono i correttivi che invece nel patto Mussi e PadoaSchioppa e nella finanziaria non ci sono quindi in questo caso sono fuori solo 4 atenei…

    Comunque occorre che il GOVERNO FINANZI SULLA BASE DI PARAMETRI CHE NON SIANO PURAMENTE RAGIONIERISTICI!!!!!!

  4. Sergio ha detto:

    Le università incluse sono 17. Ho controllato le fonti giuridiche citate nel decreto ministeriale…….

  5. Edy ha detto:

    Scusate la domanda: quali sarebbero le Università escluse?

  6. serpicanaro ha detto:

    e come al solito saranno i precari a pagare la politica dissennata dei rettori e dei potentati accademici che hanno governato in questi anni gli atenei in deficit! Perché non si dimettono? Si sono dimostrati incapaci di tenere in ordine i conti di casa e ora chi ne fa le spese? I ricercatori precari in attesa.

  7. Sergio ha detto:

    Le università escluse sulla base delle tabelle pubblicate anche su questo sito (notizia seguente a questa) sono: Napoli L’Orientale, Pisa, Trieste, Firenze. A meno di deroghe…..

  8. marco2 ha detto:

    Chiedo a Sergio: le università escluse sono 17 come dici nel tuo messaggio delle 9.09 di oggi (nel quale credo che ti sia sfuggito un “incluse” al posto di “escluse”. A me però risulterebbero 19) o solo 4 come dici nel tuo messaggio delle 14.36 di oggi? E in quest’ultimo messaggio le parole “tabelle pubblicate anche su questo sito (notizia seguente a questa)” a quale sito e notizia si riferiscono?

  9. pippicalzelunghe ha detto:

    Le università escluse sono le quattro citate da Sergio.

    Sono nelle tabelle allegate al patto per l’università linkato anche su questo sito nel testo del blog del famigerato patto.

    Ribadisco! Qusta volta sono 4 le escluse ma se passa il testo della finanziaria e il relativo patto saranno 19 le escluse e quasi tutti i mega-atenei e quelli più precarizzati.

  10. Paola ha detto:

    Beh, ragazzi, vorrà dire che se davvero ci saranno università escluse, i baroni di turno di quelle università piazzeranno comunque i loro protetti altrove grazie ad allegri “scambi” con i loro colleghi (il classico caso del tizio che sbuca dal nulla e lo vedi per la prima volta in Dipartimento il giorno dopo l’orale del concorso). Così quelli che ci andranno di mezzo saranno sempre e comunque i precari senza “titoli di nobilità”, nelle università escluse ma anche in quelle incluse.

  11. serpicanaro ha detto:

    è sorprendente che in tutto questo discutere sull’esclusione delle università con i conti in rosso nessuno dica: “rettori e consiglieri di amministrazione dimettetevi!”. Sono loro i responsabili dei conti in deficit, mica Padoa Schioppa! Sono loro che hanno ratificato una politica di spesa da parte delle università orientata solo a soddisfare clientele e appetiti vari, a promuovere carriere indiscriminatamente (todos caballeros!), invece che a migliorare l’offerta didattica e la qualità della ricerca delle università, investendo sull’innovazione e sul buon reclutamento.

    Ricercatori precari, ribelliamoci ai padroni dell’università! Prendersela solo col ministro dell’economia è troppo facile…

  12. Sergio ha detto:

    Rsipondo a serpicanaro:
    Hai ragione quando sostieni che il problema delle esclusioni delle università a causa dei bilanci “sbilanciati” è responsabilità ultima degli amministratori delle stesse (CdA e Rettore).
    Tuttavia, senza in nessun modo cercare di difendere l’operato dei baroni, tecnicamente il parametro del 90% è veramente un orrore econometrico. Anche perchè è da considerare che il numeratore della frazione (stipendi) è solo parzialmente regolabile dalle università (attraverso una politica del personale restrittiva su promozioni e turnover già ampliamente seguita per questo secondo aspetto da almeno 10 anni) giacchè gli stipendi e gli aumenti li decide il parlamento.
    Inoltre il FFO (ovvero il denominatore) è stabilito in modo arbitrario (ripeto arbitrario) dal ministero in sede di finanziaria anno per anno e ha oscillazioni pesanti con anni in cui è fermo, anni in cui cala e anni in cui aumenta, assolutamente senza seguire le necessità del sistema universitario ma solo in virtù delle necessità generali di bilancio dello stato.
    Fermo restando che sono arcisicuro che gli amminsitratori delle università non si sono dotati di un piano finanziario serio per risanare i loro bilanci vorrei tuttavia affermare che è molto molto difficile fare previsioni per ridurre il parametro stipendi/FFO non potendo prevedere quale FFO si avrà l’anno successivo a quello in corso.
    L’unica via possibile sarebbe il blocco totale dei concorsi ma questo rimedio sarebbe peggiore del male.

  13. Rubes ha detto:

    scusate, dal punto di vista operativo, quand’è che questi soldi arriveranno alle università e alle singole facoltà? scusate la domanda forse un po’ naive

  14. Pippi ha detto:

    Il punto non è questo. In teoria se la corte dei conti firma il decreto i bandi potrebbero uscire anche domani.

    Però ho l’impressione che dipenderà dalla Casta dei Presidi di Facoltà che finché potranno attenderanno perché il decreto non stabilisce limiti temporali per la spesa…

  15. Rubes ha detto:

    scusami, ma nel mio caso specifico il punto è proprio questo, perchè se io vado a chiedere notizie del concorso da bandire mi rispondono sempre: “aspettiamo mussi” o “aspettiamo che arrivino i soldi di mussi”. Quindi posto che la corte dei conti firmi (quando ci vorrà? anche la norma sui nuovi concorsi da ricercatori si è fermata nei meandri della corte dei conti e/o consiglio di stato), come si fanno a calcolare ESATTAMENTE quanti soldi arriveranno ai vari atenei e quindi alle facoltà? grazie

  16. Sergio ha detto:

    Limiti temporali: confermo in punta di diritto che le università non hanno limiti temporali per usufruire del cofinanziamento (il decreto 1829 cui si riferisce il decreto attuale abolisce il comma 648 della 296/06 che stabiliva il limite del 30 giugno 2008)……tuttavia il cofinanziamento si applica solo per nuovi nadi per ricercatori…quindi se il baroni vogliono i quattrini devono fare i concorsi…..anche pilotati, ma devono farli…..

  17. Fabio ha detto:

    Secondo me il punto è: quanti posti arriverano ad ogni ateneo? Bisognerà poi tener conto che questi dovranno essere suddivisi per facoltà e per dipartimenti??? A seconda che facoltà escluse siano 19 oppure 4, le cose cambiano in maniera sostanziale!!

  18. pippi ha detto:

    arriveranno

    800 posti nel 2007
    1600 posti nel 2008
    2400 posti nel 2009

    Per quanto riguarda i posti del 2008 e del 2009 si spera che i posti arrivino con il nuovo sistema concorsuale.

    La decisione della Corte dei Conti si saprà a breve nel frattemp o ti assicuro che i baroni hanno già i conti fatti e i presi delle varie facoltà sanno già tutto. Solo che non si muovono!

    Ecco perché occorre organizzarci sempre in un movimento di riforma democratica della ricerca anche quando avremo il posto fisso!!!

  19. pippi ha detto:

    Dimenticavo:

    In tre anni poche migliaia di posti sono pochi a fronte dei nume del libro verde e dei pensionamenti dei prossimi anni. Mi spiego. Il libro verde di Padoa Schioppa dice che rispetto ai paesi OCSE abbiamo un nuove di strutturati inferiore del 30% e il dato dovrebbe essere sottostimato.

    Nessuno pare essersi accorto di questo!!!!

    Vuol dire che occorrono almeno 30000 posti per essere in linea con l’OCSE.

    Invece da noi non si riescono a spendere neppire quei pochi soldi stanziati.

    Poi è in atto una guerra fra coloro che vogliono essere stabilizzati e quelli che vogliono i concorsi “meritcratici” guerra stupida! Perché in questa situazione c’è bisogno dell’una e dell’altra cosa!

    Inoltre se siete giovani intorno ai 30 anni tenete duro è solo una questione statistica …basta aspettare la pensione dei baroni e baroncini.

    I 40 o entrano nei prossimi 2-3 anni oppure…..

    Infine questa assurda situazione italiana fatta di piramidi feudali, pusillanimità, nepotismo, pura stoltezza, ingenerosità finirà e organizzadoci con iniziativa e analisi politica potremo risollevare le sorti sciagurate di questo sciagurato paese…il tempo è dalla nostra parte.

  20. serpicanaro ha detto:

    caro pippi

    condivido il tuo ottimismo per il futuro, ma ormai non sono più così convinto che l’università italiana possa cambiare davvero. Certo oggi c’è la globalizzazione, l’integrazione europea e tutte queste cose belle qui… che spingono verso la modernizzazione del sistema, oggi terribilmente feudale, ma se la politica non darà un contributo effettivo (rinnovando le istituzioni universitarie) noi potremo far ben poco, e il ricambio generazionale potrà essere solo un ricambio di persone nello stesso quadro di potere.

    sui “giovani” trent’enni io gli darei quanche chance in più di entrare subito, piuttosto che dirgli “pazientate entrerete tra qualche anno” come imprudentemente fai tu… e nel frattempo che si fa, ci tumuliamo in attesa di tempi migliori? mi viene il dubbio: ma non è che difendi gli interessi solo dei “precari storici” e agli altri vuoi metterlo in quel posticino?

    a presto

  21. Fabio ha detto:

    cara pippi non è questa la risposta alla mia domanda: non quanti posti verranno banditi in totale, ma quanti ne arrivarenno ad ogni singolo ateneo tenuto conto dei criteri imprescrutabili indicati nel decreto.

  22. pippi ha detto:

    I criteri non sono imperscrutabili! Anzi sono costruiti a tavolino.

    Ho visto con i miei occhi un tabulato posseduto da un ordinario con i numeri dei posti cofinanziati università per università facoltà per facoltà sulla base del meccanismo del decreto che poi è identico a quello che dovrebbe essere emanato nel nuovo regolamento. Purtroppo queste infos sono in mano solamente a chi riesce ad entrare nelle stanze dell’oligarchia.

    ipotizzo inoltre che se nel 2008 e 2009 si terrà conto nel 90% del FFO sugli stipendi i concorsi si faranno solo negli atenei più giovani, in provincia….così ci mobilizzeranno tutti per un tozzo di pane.

    Non chiedo ai più giovani di far spazio agli anziani. Parto dal presupposto che se uno è più anziano ha di solito più titoli a meno che non sia un fancazista.

    Allora se uno giovane ha più pubblicato ha fatto più esami ha più titoli dovrebbe ovviamente essere inserito prima del fancazista..comunque queste sono banalità.

    Ai più giovani chiedo di esercitare una intelligenza politica non ingenua.

  23. predog ha detto:

    Insomma, sono precario della ricerca da 25 anni, ho quasi 50 anni, ho vinto un’infinita di borse di studio, dottorato (uno), assegnista da 4 anni, professore a contratto in diverse discipline del mio settore,
    Un chiarimento, se eventualmente bandiscono un concorso, è “blindato” solo a coloro i quali hanno i titoli suddetti? Oppure possono partecipare tutti (così mi fregano ancora una volta – tipo il ragazzino che si presenta con una sola pubblicazione).

  24. Fabio ha detto:

    E quel tabulato vorrei avere io!!!

  25. Fabio ha detto:

    Caro predog, è la seconda che hai detto!!!

  26. Rubes ha detto:

    la corte dei conti ha approvato il decreto di mussi? non è necessaria anche l’approvazione del senato per non fare decadere il decreto legge?

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