Il Mussi-metodo: altro che Moratti

Tra le reazioni alla questione Età di pensionamento dei docenti c’è questa lettera al Ministro dell’Andu. Tra le prime dichiarazioni del sinistro ministro c’era quella di voler cambiare il metodo adottato dalla sua predecessora ora sindaco di Milano: il confronto con l’università. Si vedono già i risultati:

ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari

All’on. Fabio Mussi, ministro dell’UR

OGGETTO: Richiesta chiarimento su DDL terza fascia

Abbiamo letto nell’articolo “Mussi: i professori in pensione a 70 anni”, apparso a pag. 36 del Sole 24-ore di oggi, che “entro la fine di ottobre, Mussi presentera’ in Consiglio dei ministri un disegno di legge che riguardera’ i professori inseriti nella cosiddetta terza fascia (si tratta dei ricercatori universitari di ruolo) e i fuori ruolo (vale a dire i docenti di eta’ compresa fra i 72 e 75 anni).”
Certamente quanto sopra riportato non puo’ significare che Lei presentera’ “entro la fine di ottobre” un disegno di legge per l’istituzione della terza fascia dei professori, dato che Lei ha piu’ volte assunto l’impegno di ascoltare l’ANDU e le altre Organizzazioni della docenza PRIMA di farlo.

Una consultazione per la quale non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione. Le ricordiamo che l’ANDU da anni chiede un intervento legislativo per la trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori e che su questa questione abbiamo elaborato una nostra precisa proposta, che finora non ci e’ stato possibile illustrarle direttamente.
Siamo convinti che solo confrontandosi tempestivamente con le rappresentanze universitarie e solo informando e coinvolgendo il mondo universitario e’ possibile arrivare a un provvedimento condiviso e utile all’Universita’ statale.Certi della sua disponibilita’, attendiamo un suo chiarimento in merito .
Con i piu’ distinti saluti.

25 ottobre 2007
L’Esecutivo nazionale dell’ANDU

Per la cronaca neanche i ricercatori precari non sono stati convocati. Ma non vi preoccupate, non scriveremo una lettera, non vorremmo che confondesse il lavoro che fa (l’università) con la politica che aveva detto avrebbe fatto (la lotta alla precarietà).

In cambio però non lo convocheremo quando decideremo di andare a lavorare (e votare) da qualche altra parte…

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