Ultim’ora: Rettori indagati dalla Procura di Firenze

 

Indagati Rettori tra cui il presidente della CRUI (concorsi truccati)

Il Sum è sotto accusa da parte della magistratura, si ipotizza abuso d’ufficio da parte del consiglio. Aldo Schiamone direttore dell’istituto italiano di Scienze umane, polo dell’eccellenza post-universitaria con sede in palazzo Strozzi a Firenze, Augusto Marinelli, rettore dell’ateneo fiorentino e Guido Trombetti, rettore dell’università di Napoli, Federico II e presidente della Crui, conferenza dei rettori, hanno ricevuto degli avvisi di garanzia dalla procura di Firenze. Sotto accusa è la delibera sulle cattedre da coprire mediante trasferimento del 15 giugno del 2006, in seguito ad un bando comparso due mesi prima per posti di professore universitario di ruolo di prima fascia da coprire attraverso trasferimento presso il Sum. Secondo la procura, il consiglio provvisorio, ossia Schiavone, Marinelli e Trombetti, avrebbe proceduto all’esame delle domande presentate dai candidati per le materie di filologia romanza, diritto romano, scienza politica e altre discipline, ma già sapendo i nomi da scegliere, senza tener conto, dunque, di qualunque bando pubblico o concorso.

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12 Responses to Ultim’ora: Rettori indagati dalla Procura di Firenze

  1. precario eccellente ha detto:

    altro che eccellenza, è stato chiaro fin dall’inizio che l’Istituto Italiano di Scienze Umane era un luogo di “magna magna”, creato per mettere a riposo qualche illustre professore ormai stanco di lavorare. Guardate il consiglio scientifico: è imbarazzante, sono pochi i professori sotto i 70, un vero gerontocomio!

    Mussi, sciogli il SUM! Ristabilisci la verità sulla qualità della ricerca e dell’eccelleza! Dimostra di possedere coraggio e capacità di iniziativa. Una creatura finanziata con l’appoggio del democristianissimo Zecchino e ampiamente sostenuta dalla Moratti, che non ha mai prodotto alcunché di “eccellente”! Se non forse la ricerca di qualche post-doc volentorso caduto nelle grazie degli illustri cattedratici.

    E Schiavone era pure a favore della legge Moratti sull’abolizione del ruolo di ricercatore! Vergogna!

    L’eccellenza la producono i ricercatori precari internazionalizzati non i baroni assistiti!

  2. Leo ha detto:

    Sono gli stessi che si oppongono alle stabilizzazioni per via della loro autonomia.

    In Galera!

  3. Galileo ha detto:

    Com’è la storia dei concorsi?

    Del Merito?

    Delle Commissioni?

    A TOCCI SVEGLIATI!!!!

  4. robespierre ha detto:

    precario eccellente ha mancato di attirare l’attenzione sul magnifico marinelli. Un vero ras dell’accademia italiana, uno capace di creare posti da ricercatore pure per il suo gatto di casa… tremate, la giustizia trionferà!

  5. Indignato ha detto:

    E di Trombetti che diciamo? E’ il secondo presidente della Crui, dopo Tosi, a essere incriminato per illeciti concorsuali. Tosi si dimise prontamente. Che faccia lo stesso!

  6. Spartaco Langani ha detto:

    Basta con questa giustizia ad orologeria!
    Questo e’ un complotto delle toghe precarie.

  7. Ricercatore ha detto:

    queste vicende dimostrano come l’esistenza dei concorsi (al di là delle loro “regole” di reclutamento) sia essenziale. In assenza di un sistema nazionale di valutazione che sanzioni l’improduttività delle strutture universitarie e dunque le “cattive pratiche”, l’azione penale resta (purtroppo) il solo meccanismo dissuasivo.

    Con la stipula di contratti di diritto privato (tipo come succede oggi con gli assegni e come avrebbe voluto/vuole la legge Moratti per i ricercatori a termine) ciò non sarebbe possibile.

    Alla faccia dei bocconiani!

  8. dama ha detto:

    A tal proposito segnalo la vicenda napoletana sul sito di Repubblica cronaca di Napoli

    “Architettura. Concorsi truccati”

    http://napoli.repubblica.it/?ref=hpsbsx

  9. Spartaco Langani ha detto:

    Il sistema nazionale di valutazione non si concilia con i concorsi, ma con una cooptazione nella quale che non sceglie il migliore subisce una valutazione negativa e perde il posto, come in America.
    Chiaro pero’ che se concorsi devono eseere, che siano onesti.

  10. Ricercatore ha detto:

    e chi l’ha detto, Spartaco? I concorsi locali sono stati creati per questo. Ma i baroni di casa nostra invece di prendere i ricercatori più produttivi scientificamente, come avviene in ogni paese civile, usano l’università come un ufficio di collocamento per amici e parenti (e non è demagogia!).

    E questo a causa della mancanza di un efficace sistema nazionale di valutazione della ricerca (il Civr, con tutti i limiti, è stato realizzato in presenza di un sistema concorsuale fino a prova contraria).

    Purtroppo i nostri politici (ad esempio, l’ineffabile Tocci, ancora lui!), invece di impegnarsi nell’istituzione di un moderno ed efficiente sistema di valutazione, infangano il processo introducendo norme liberticide e da ancien regime come la valutazione individuale dell’operato dei ricercatori, che giustamente il Consiglio di Stato ha respinto. Questi politici finto-progressisti sono interessati solo a proposte demagogiche e velleitarie. Come disse Moretti a Piazza Navona: con loro non vinceremo mai!

  11. Colombo da Priverno ha detto:

    In non pochi casi – questo è triste – il soggetto prescelto dal barone per la carriera accademica strutturata presenta uno o più delle seguenti caratteristiche:
    1) essere figlio suo
    2) per i meno sfacciati: essere figlio di un collega di materia affine;
    3) essere (soprattutto se rientrante nei casi 1 e 2) totalmente inabile a procurarsi sostentamento in altri modi
    4) (specificazione di 3): nelle facoltà contigue ad attività professionali (giurisprudenza, ingegneria, medicina), essere in particolare del tutto inabile allo svolgimento di quella professione, in modo che il nuovo entrato nell’accademia non faccia ombra al maestro nel contesto professionale in cui quest’ultimo consegue, anche sfuttando la congiunzione tra titolo professorale e titolo professionale, i maggiori profitti.
    Questa è una degenerazione marcescente e criminosa basata sul fatto che non pochi baroni, stile Luigi XV di Francia, pensano solo – egoisticamente – alla loro “esclusiva” durante il lasso di tempo del loro regno, e pensano “dopo di me il diluvio”.
    Ma non è un vizio intrinseco delle Scuole (questo è quello che il ministro Mussi e alcuni altri esterni alla vita d’accademia non capiscono): il punto non è distruggere le Scuole, che in sè (dall’Accademia, al Peripato e alla Stoà poikile) sono una nobile trasmissione del pensiero, ma ricostruirne la reale funzione: quella di garantire la trasmissione della qualità di pensiero, quella di impedire “regni” fine a sè stesso come quelli di non pochi baroni d’oggi. Se un ordinario venisse reso interessato (qualora questo interesse non l’avesse in dotazione di suo per coscienza, come non pochi, in verità, l’hanno) a selezionare i migliori allievi, allora si otterrebbe una vera ricostruzione del senso dell’Accademia, che non è un patto di famiglia, nè un ospizio delle vedove e degli orfani, nè il club dei migliori professionisti sulla piazza, nè – alla berlusoni – solo un luogo di creazione di brevetti e invenzioni tecnologiche: E’ LA CINGHIA ISTITUZIONALE DI TRASMISSIONE DEL PENSIERO, DELLA CULTURA, DELL’IDENTITA’ DELL’ESSERE UMANO.
    Pochi, tra i “cattivi” ma anche tra i “buoni”, sembrano averlo capito veramente, e si scatena la battaglia tra due obbiettivi entrambi dannosi: da un lato il mantenimento di privilegi mafiosi, dall’altro la fine della Scuola, e della discendenza maestro-allievo che vi è connaturata imprescindibilmente.

  12. eccellente? o' cazz ch'e lent'! ha detto:

    “Le scatole di vermi andrebbero aperte dall’interno”, recitava un film poco rilevante di qualche anno fa. E dall’interno, dal fondo della scatola, posso solo dire che non mi sorprende proprio. Il SUM e’ marcio dalla base, ne’ piu’ ne’ meno di altre scatole e scatolette. Il problema e’ l’etichetta. ECCELLENZA. Ma che? Ma Cosa? e Soprattutto…ma chi cazzo?

    Il fatto che i baroni si scelgano e confermino tra di loro in cima, tuttavia, dovrebbe fare assai meno scalpore che il modo in cui quella che dovrebbe essere la sostanza di una struttura di produzione del sapere di livello post-universitario viene resa inerte, giorno dopo giorno, attraverso un minuzioso lavoro di sterilizzazione che ha come esito finale la riproduzione ad libitum di un’accadeima, quella italiana, che vista dall’esterno suscita sentimenti che variano tra la commiserazione e l’ilarita’.

    Il SUM funziona in modo da non produrre altro da se’. E se vi e’ chiaro di che materia e’ fatto…vi sara’ chiaro anche di cosa odora!

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