LUNEDI’ 10 DICEMBRE TUTTI IN PIAZZA

Car*

Le nostre istanze stanno facendo eco nei corridoi della Camera. Immagino Territore e Volpini brigare in quà e in là tentando chissà quale modifica, spiegando alla On. ricercatrice Ghizzoni che è per il bene dell’Università, della Nazione tutta e per il suo stesso bene! I deputati che intendono far passare emendamenti che toglieranno ogni speranza di welfare ai precari della ricerca universitaria dovranno assumersi la responsabilità politica di quanto fatto.

Seguiremo con attenzione i passaggi del testo della finanziaria 2008 che dovrà essere votato alla Camera la prossima settimana.

Per questo è importante il Sit-In

PORTATE STRISCIONI E CARTELLI CREATIVI!

Lunedì 10 Dicembre 2007

Sit-In

ORE 11

Ministero dell’Università

Piazzale J.F. Kennedy, 20

Roma

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54 Responses to LUNEDI’ 10 DICEMBRE TUTTI IN PIAZZA

  1. Leo ha detto:

    Forza Ragazzi!

    Uscite dai laboratori

    Lasciate i libri

    Venite a Roma

    Facciamoci sentire!

  2. Francesca ha detto:

    Cari tutti,
    siamo intervenuti con una delegazione di ricercatori e docenti precari al convegno organizzato a Pisa dai Presidi delle Facoltà di Lettere. Era presente l’on. Modica, il quale ha dichiarato che le stabilizzazioni riguarderanno solo il settore tecnico amministrativo; per ricercatori e docenti, figli di un dio minore, restano i 500 più 500 posti del decreto ‘straordinario’ da attribuirsi con i noti concorsi (truccati, aggiungo io).
    L’on. Modica ha poi dichiarato che la 382 del 1980 non fu un ope
    legis ma un vero e serio concorso, col quale diverse persone vennero
    bocciate, rimasero fuori… Gli abbiamo risposto: “Bene, se era un vero e
    serio concorso, allora riapplichiamola”…

    Segue il testo del documento letto.

    A seguito della mozione della CRUI che chiede esplicitamente al ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi di arginare la stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2008 per i lavoratori a tempo determinato e atipici delle P.A., ci preme fare due chiarimenti.
    In primo luogo, ricordiamo quello che è già stato detto in altre sedi, ma che è sempre meglio richiamare: ovverosia, che il comunicato della CRUI contiene alcune gravi affermazioni in contraddizione con i principi della costituzione e con lo stesso scopo dell’università, se messe in rapporto con le figure costantemente impiegate in ricerca e in didattica nelle Università, quali assegnisti, borsisti post dottorato, professori a contratto non liberi professionisti ecc.
    La CRUI sostiene che “l’autonomia universitaria consente di utilizzare personale co.co.co., non per esigenze di carattere strutturale ma per esigenze che si esauriscano nell’ambito del singolo progetto”. Eppure, ad esempio, gli assegnisti di ricerca, che sono collaboratori coordinati continuativi, tengono lezioni quando non interi corsi, fanno parte delle commissioni d’esame e così via. Questo vuol dire che i corsi e gli esami non sono “esigenze strutturali”? O non vuol dire forse che gli stessi assegnisti sono sfruttati oltre quelle che dovrebbero essere le loro mansioni? Inoltre, la CRUI rivendica l’autonomia costituzionalmente garantita: ma questa autonomia, come si legge nella stessa costituzione, è stabilita nei limiti delle leggi dello stato. Chiedere che l’università venga esclusa dall’applicazione di norme che salvaguardano e stabilizzano i lavoratori di tutte le restanti pubbliche amministrazioni è una discriminazione che va contro i principi della costituzione stessa. Una richiesta simile, se venisse richiesta da aziende private, farebbe probabilmente, e giustamente, gridare allo scandalo.

    Ma il punto centrale, a nostro parere, è un altro. Il nodo del documento della CRUI, e delle varie prese di posizione contro la stabilizzazione dei precari come quella dell’onorevole Tocci, è il paventato ingresso di persone in modo automatico, senza merito e senza concorso. Vale la pena di fare, su questo, una breve riflessione.
    Un assegno di ricerca, una borsa post dottorato, un contratto di docenza ecc. vengono assegnati sulla base di un concorso, bandito pubblicamente, e non per diritto divino. Questo significa che le persone che a loro tempo hanno assegnato questi contratti sono le stesse che adesso ci trovano immeritevoli di stabilizzazione. Giudicandoci non meritevoli, i rettori bocciano l’operato delle stesse istituzioni da loro presiedute, lamentandosi di una situazione che loro stessi hanno creato e contribuito a creare. Tutto questo è paradossale, e desolante. Non è neppure sicuro che i lavoratori precari dell’Università siano troppi; in ogni caso, è scorretto ed irresponsabile che le Università stesse trattino il problema come se i precari fossero caduti dal cielo, e non rappresentassero invece il frutto di discutibili gestioni.
    Nessuno di noi auspica, contrariamente a quanto ultimamente riportato su vari quotidiani, una sanatoria, una ope legis come quella del 1980. Sanatoria grazie alla quale sono entrati in ruolo molti personaggi dei quali l’Università avrebbe potuto, e in molti casi ancora oggi potrebbe, fare tranquillamente a meno. Ma non possiamo ricominciare da capo, come se negli ultimi dieci anni – per noi impegnati in serio lavoro – avessimo scherzato. Chiediamo che siano riconosciuti i nostri curricula, sulla base di parametri oggettivi ed internazionalmente riconoscuti: le pubblicazioni scientifiche e di settore, l’esperienza didattica e la capacità di fare ricerca in modo autonomo ed indipendente. Sulla base di questi meriti chiediamo che venga stabilito un piano di stabilizzazione chiaro, con copertura economica, una valutazione per titoli e non per soli criteri temporali o per tipologie contrattuali, spesso intercambiabili e casuali.

    Ciò non di meno, nel caso in cui le nostre richieste venissero disattese, oppure nemmeno prese in considerazione, o se continuasse verso di noi questo ostracismo masochista da parte delle Università e del Ministero, è opportuno ricordare che l’università italiana non è avulsa dalle leggi dello stato. Il diritto alla stabilizzazione, in molti casi, è stato riconosciuto in situazioni analoghe o molto simili alle nostre, così come è stata appurata la responsabilità dei direttori delle strutture in questione nello sfruttamento dei lavoratori precari in ricerca e in didattica. Sono certo che questa sia la soluzione che tutte e due le parti vorrebbero evitare, in quanto risulterebbe economicamente e qualitativamente molto più gravosa. L’inasprimento delle nostre posizioni viene sollecitato dal disprezzo e dal classismo delle dichiarazioni della CRUI e dall’incomprensibile, irresponsabile dichiarazione del Ministro Mussi, in contraddizione con quanto da egli sostenuto nel corso di un anno e mezzo di governo.

  3. leo ha detto:

    A che scopo proporre allora emendamenti al testo della finanziaria che fanno esplicito riferimento alla esclusione dei parasubordinati della ricerca e dell’insegnamento universitario?

    Non sono poi così convinti o consapevoli di quel che dicono, visto la dichiarazione sulla 382!

  4. Luca ha detto:

    Cominciamo un po’ a contarci. Chiaramente a noi di Roma tocca il compito di organizzare gran parte della partecipazione. Dal mio dipartimento per ora dovrebbero venire fra le 20 e le 30 persone.
    Quante sedi non-romane contano di partecipare al sit-in di lunedi’?

  5. Attilio ha detto:

    Ma questa è la gente che uno manda al governo votando PD?
    Propongo questa iniziativa: tutti i ricercatori precari votino per Mastella alle prossime elezioni.

  6. ecchecemetto ha detto:

    BASTA LAVORARE PER NIENTE.
    TANTO POI COMUNQUE I MERITI VANNO A CHI FA POLITICA PIUTTOSTO CHE A CHI FA RICERCA. PROFESSORI RIMBOCCATEVI LE MANICHE.
    E TE MUSSI ABBI IL CORAGGIO DI PRENDERE DECISIONI ANZICHE’ NASCONDERTI DIETRO LA CORTE DEI CONTI.
    IN ITALIA VOGLIAMO PUNTARE SULLA RICERCA SI O NO? E ALLORA DOVREBBE DIVENTARE UNA PRIORITA’ NON UN CONTENTINO. LASCIAMO PERDERE I FINANZIAMENTI INUTILI E PENSIAMO ALLE COSE IMPORTANTI.
    COME SI FA A PARLARE DI RICERCA SULL’HIV, SUL CANCRO, ETC. SE NON ABBIAMO STRUMENTI E PERSONE DA IMPIEGARE STABILMENTE.
    LE CHIACCHIERE SE LE PORTA IL VENTO, LA RICERCA E’ BEN ALTRA COSA.

  7. ecchecemetto ha detto:

    HA MAI CHIESTO AD UN PROF 75 ENNE ( DEL 1932 QUINDI) DI REDIGERE UNA TABELLA IN WORD, IN EXCEL, DI CREARE UNA PRESENTAZIONE IN POWERPOINT O DIMOSTRARE DI SAPER UTILIZZARE GLI STRUMENTI INFORMATICI PRESENTI IN LABORATORIO?
    QUESTE PERSONE SI INALBERANO CON I COMPUTERS, COME FANNO CON I LORO SUBORDINATI.
    PER LORO FORTUNA, I COMPUTERS NON POSSONO REPLICARE E RACCONTARE, MA NOI SI.
    E ALLORA ANDATE A CASA NONNETTI. LASCIATE SPAZIO AI GIOVANI.

  8. ROMANI ha detto:

    TUTTI I ROMANI DOVREBBERO ESSERCI SIA DEGLI ENTI CHE DELL’UNIVERSITA’

    E’ ARRIVATA UNA COMUNICAZIONE NON CONFERMATA CHE SAREBBERO ESCLUSI TUTTI I PRECARI COCOCO e ASSEGNISTI DI ENTI E UNIVERSITA’

    CI SAREBBE ACCORDO SULL’EMENDAMENTO TOCCI, TESSITORE, GHINAZZI, AURISICCHIO ecc…

  9. France ha detto:

    Facciamo una bella ope legis per pensionarli tutti!!! 8000 (OTTOMILA) prof universitari hanno piu’ di 65 anni (il 30% degli ordinari).

  10. Fifone ha detto:

    Se pre-pensionano gli ordinari ci pensano gli associati cinquantenni a farci definitivamente fuori. Non aspettano altro!

    Per non parlare dei ricercatori anziani…

    Associati e ricercatori anziani brinderebbero immediatamente alla fine degli ordinari sessantenni e dei loro bamboccioni precari ultra-trentenni.

    Questo è il quadro dell’università italiana. I nostri nemici non sono gli ordinari, ma gli ordinari “degli altri”.

  11. Antonio ha detto:

    Tutti a Roma. Facciamoci sentire.

  12. Antonio ha detto:

    Voglio proprio vedere come giustificheranno davanti a centinaia di precari, questi emendamenti.

  13. Attilio ha detto:

    Allora andiamo anche alla Camera venerdi’.

  14. Mai piu' voti a questa sinistra! ha detto:

    Ci bastonano da deputati? Bastoniamoli da elettori!

  15. NeoBerlusconiano ha detto:

    Modica, Mussi…

    Mandali a casa, dai Fausto, mandali a casa (2)

  16. fabio ha detto:

    Vi segnalo un articolo su Repubblica di oggi (pag. 23, non ho trovato traccia della notizia sul sito web del giornale), relativo a un paio di emendamenti presentati in Senato (incredibile a dirsi, come se in Senato fossero più attenti e benevoli nei confronti dei giovani ricercatori che alla Camera) sempre alla Finanziaria 2008, che mette a dispisizione fondi per 81 milioni di euro a progetti di ricerca presentati da ricercatori under 40 (anche precari!!), che dovrebbero essere valutati da personale anch’esso under 40, metà straniero, su base meritocratica (che bella parola…).

    Al di là di chi possa riuscire realmente a mettere le mani su tali fondi (la diffidenza è d’obbligo), la cosa che colpisce più di tutte è la completa schizofrenia delle istituzioni nei confronti del precariato strutturale della ricerca: da un lato se ne nega l’esistenza (come fa la CRUI), o la si ignora (come fanno gli onorevoli deputati alla Camera); dall’altro lato si prevede (almeno sulla carta) che questi precari-fantasma della ricerca possano concorrere a essere titolari di progetti che se accolti prevedono finanziamenti di circa mezzo milione di euro ciascuno…

  17. France ha detto:

    A Fifone
    Allora teniamoci i nonnetti che tanto ci vogliono bene… Sembra quasi che siano i trentenni a sfruttare i settantenni. In pensione, e alla svelta!

  18. Colombo da Priverno ha detto:

    Antonio…”come giustificheranno davanti a centinaia di precari, questi emendamenti”…noi purtroppo non siamo un soggetto politco, nè sociale, di fronte al quale nessuno sente di dover giustificare un bel niente…siamo un gruppo volontariamente lasciato senza visibilità…Chiediti perchè:
    – nei siti delle facoltà, in prevalenza, si degna di nome e cognome solo il personale strutturato diviso nelle tre fasce, ma mai i ricercatori precari (penso la scusa sia che siamo a tempo, ma anche due righe in un sito non sono un’investimento per l’eternità…)
    – nei contratti che ci fanno firmare per l’assegno di ricerca c’è l’incompatibilità con incarichi di insegnamento minimamente rilevanti (la scusa farisea è perchè non ci sfruttino, la realtà è che serve per schiacciarci nella non-visibilità: per negarci qella visibilità dall’esterno, e quelle conseguenti aspettative, che la cattedra (che invece gli strutturati possono avere) ci darebbe.
    Siamo servi nell’ombra, e veniamo presi per il culo da quelli che utilizzano contro di noi, come carburante che ci fa andare avanti, il nostro stesso entusiasmo.
    Pensi che a Modica gliene sarà sbattuto assai dell’intervento precario al convegno di Pisa?
    Quello che ha ragione è Fifone, la nostra speranza sono gli ordinari che vorranno supportarci…se no capitelo: in Italia E’ FINIIITAAAAAAA

  19. fabio ha detto:

    …in sostanza volevo dire questo: se un ricercatore precario può presentare un progetto per ottenere un finanziamento, allora vuol dire che ESISTE (benchè alla CRUI questo sia sfuggito),;se inoltre si ritiene che potenzialmente un ricercatore precario possa presentare un progetto in grado di superare una selezione meritocratica e accedere a un finanziamento di mezzo milione di euro, allora non solo ESISTE, ma può anche essere MERITEVOLE (benchè gli onorevoli deputati partano dal presupposto che una stabilizzazione dei precari sarebbe una “inaccettabile sanatoria”, a discapito dell’elevatissima qualità del sistema universitario attuale…)

    …credo sia una questione da sottolineare al sit-in, e in qualsiasi altra sede…

  20. Colombo da Priverno ha detto:

    Ditemi che ce la faremo con le stabilizzazioni e sarò contento. Ma non ci credo più. Il problema non è di ragionamento, come le fini osservazioni induttive di Fabio. Il potere se ne sbatte dei ragionamenti. Il problema attuale è che non vogliono investire denaro per recuperarci: quelle satbilizzazioni passate in senato erano comunque prive di copertura finanziaria. Mi pare di leggere il loro pensiero: “se sono giovani è fisiologico il concorso, se son vecchi li si butta via”. L’antico vizio della sinistra – che per il resto ha tanti pregi – sta qui riemergendo: ragionare per categorie, rifiutando di vedere gli individui di cui si compone.
    Ragazzi o avete l’ordinario che crede seriamente in voi o guardatevi in torno, perchè quando sia arriva ad una certa età ed è un problema trovare i soldi per riparare la macchina, o comprare una cosa a tuo figlio, o fare un viaggio, la passione per la ricerca, da sola, non paga più; lo sforzo che fai per migliorare una collettività che t’ignora, da solo, non basta più…

  21. Colombo da Priverno ha detto:

    Quella dei milioni e milioni di euro per i progetti dei ricercatori precari, che verranno giudicati da altri giovani, poi, è proprio la puttanatina demagogica per non fare interventi strutturali e passarla pure da attenti ai giovani….perchè non usano quei soldi per assumere? Nel modo che pare a loro, concorsi, stabilizzazioni, investiture papali, ma per assumere?

  22. ecchecemetto ha detto:

    ALLORA FACCIAM COSI’.
    CHI ENTRA IN UN LABORATORIO DOPO LA LAUREA PER FARE RICERCA, IL GIORNO STESSO, E NON UNO DOPO, DEVE FIRMARE UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO E QUINDI ESSERE STRUTTURATO PERCHE’ DA QUEL GIORNO EGLI LAVORA E DEVE AVERE TUTTI I SUOI DIRITTI.
    TUTTO IL RESTO SONO CONTORNI E PRESE PER I FONDELLI.
    IO VOGLIO SOLO FARE RICERCA.
    SE TU, STATO, MI PAGHI BENE E MI DAI SICUREZZA, TUTTO IL RESTO NON MI INTERESSA.
    SE LE TENESSERO LE LORO CATTEDRE E LA LORO ACCADEMICITA’ DA BARACCONE BUONA SOLA PER SFRUTTARE E SOTTOPAGARE PERSONE NELLA RICERCA, NELLA DIDATTICA, ETC.
    QUANDO SI PARLA DI STABILIZZAZIONE INVECE LE STESSE PERSONE NON SONO DEGNE DI ESSERE STABILIZZATE PERCHE’ NON MERITOCRATICHE. ADDIRITTURA SI PARLA DI SANATORIA OCCULTA.
    IO PROPORREI “SANATORIA DEGLI OCCULTI”.

  23. Colombo da Priverno ha detto:

    Si, hai ragione ecchecemetto, ci sono due problemi che si sovrappongono:
    1) ricercatore come studioso che deve essere al massimo dell’eccellenza, e se non lo è fuori dalla palle;
    2) ricercatore come lavoratore, quindi con il diritto ad avere ciò che gli serve per costruirsi una vita libera e dignitosa.
    Lo Stato non garantisce nè l’uno nè l’altro: tutti noi conosciamo (ognuno ci metta sopra la faccia di chi sa lui) lo strutturato sessantenne e patetico che non scrive nulla da un secolo, ha concezioni assai superate sulla sua materia, e magari si ricicla anche nei salotti o nella politica come “docente universitario”; tutti noi ricercatori precari sappiamo sulla nostra pelle che i nostri diritti di lavoratori non sono adeguatamente tutelati, perchè lo stpendio è basso, il mutuo è difficile da ottenere per via del t.d., e non è nemmeno facile avere una sedia dove poggiare il culo mentre fai ricerca.
    La soluzione vera non è nelle stabilizzazioni, che sì andrebbero fatte ora, ma dobbiamo esser consapevoli che sono il rimedio d’una EMERGENZA, e sono piene di problemi (vedi i dibattiti che spesso si accendono in questo blog tra anziani da salvare e giovani superpreparati); la soluzione non è nemmeno nel precariato eterno, ovviamente (che però costringerebbe a produrre spasmodicamente se no fuori dalle palle); LA SOLUZIONE, A MIO AVVISO, STA IN ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO (COSì GARANTENDO, FIN DA PRESTO, I DIRITTI DEI RICERCATORI LAVORATORI) CON UNA FORTE ACCENTUAZIONE DEL CONTROLLO SUCCESSIVO SUL RENDIMENTO, CARATTERIZZATO ANCHE DALL’INTRODUZIONE DI STRUMENTI DISCIPLINARI PER SANZIONARE, ANCHE CON LA SANZIONE DELLA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO, QUELLI CHE NON PRODUCONO NULLA. Vedrei precari felici di essere assunti na tempo indeterminato; vedrei vecchie ciabattare senza cultura essere sbalzate senza pietà dal (nostro) posto che occupano.

  24. FRANCESCA DICE:
    L’on. Modica ha poi dichiarato che la 382 del 1980 non fu un ope
    legis ma un vero e serio concorso, col quale diverse persone vennero
    bocciate, rimasero fuori… Gli abbiamo risposto: “Bene, se era un vero e
    serio concorso, allora riapplichiamola”…

    Questa frase è bellissima…
    La proposta è quella di rifare lo stesso errore che ci ha portato in questa situazione.

    Ma il vero paradosso è che di fondo entrambe le parti (modica vs deleg. di Ricercatori Precari) sono d’accordo sul fatto che l’errore (ope legis) non sia un errore.
    argh… pazzesco!!!

    Ragazzi… cosi non andremo mai da nessuna parte… andrà a finire come sempre:
    http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/2007/04/perch-sbagliamo-con-questo-metodo.html

  25. Tifiamo crisi ha detto:

    Forza Lamberto, forza Clemente, forza Fausto.

    CRISI PRIMA DI NATALE!!!!

  26. Homo publicans ha detto:

    Il comunicato riportato nel messaggio di Francesca dice: “Chiediamo che siano riconosciuti i nostri curricula, sulla base di parametri oggettivi ed internazionalmente riconoscuti: le pubblicazioni scientifiche e di settore, l’esperienza didattica e la capacità di fare ricerca in modo autonomo ed indipendente. Sulla base di questi meriti chiediamo che venga stabilito un piano di stabilizzazione chiaro, con copertura economica, una valutazione per titoli e non per soli criteri temporali o per tipologie contrattuali, spesso intercambiabili e casuali.”

    Sono d’accordo!

    Sfuggiamo al tranello delle discussioni sul passato, affermiano i nostri diritti come generazione impegnata nella ricerca, con posizioni chiare e avanzate! Per il bene nostro e dell’italia.

  27. Tifiamo crisi ha detto:

    Ricerca,Guidoni (Pdci): “In finanziaria stabilizzazione precari”
    Questo l’auspicio dell’ europarlamentare

    “Spero che la maggioranza non abbia davvero intenzione di escludere dalla finanziaria la stabilizzazione dei ricercatori precari”. Cosí Umberto Guidoni, europarlamentare Pdci e relatore dello Spazio Europeo della Ricerca, ha commentato la presentazione da parte di alcuni membri della maggioranza di emendamenti volti a escludere i precari della ricerca dalla finanziaria.Guidoni – intervenendo in una tavola rotonda sulla ricerca all’interno del convegno per i 50 anni dei laboratori nazionali dell’ENEA di Frascati – ha spiegato che “la precarietà è un problema endemico della ricerca italiana. La finanziaria dello scorso anno che puntava sul risanamento non ha affrontato il problema, adesso è l’ora del rilancio. Dobbiamo trovare una soluzione ad una situazione ingiusta che rallenta le potenzialità della ricerca italiana e la penalizza nei confronti della ricerca europea. Un problema di giustizia sociale che non possiamo ignorare”.”I ricercatori precari – ha concluso Guidoni – sono lavoratori qualificati, che svolgono la loro attività in un sistema che li costringe in uno stato perenne di precarietà: il rilancio della ricerca italiana passa necessariamente per la loro valorizzazione di queste risorse professionali” (red).

  28. Mai piu' voti a questa sinistra ha detto:

    Massimo VANNUCCI (PD-U), ferma restando l’esigenza di concludere l’esame in sede referente, ritiene che la Commissione non possa sottrarsi a taluni aggiustamenti del testo a suo avviso necessari. Fa riferimento in primo luogo al proprio subemendamento 0.128.9.1 in materia di telefonia ed in secondo luogo all’emendamento 146.268 del relatore, presentato per evitare che la stabilizzazione del personale a contratto riguardi anche le università.

    Temo sia passato….

  29. sveglia! ha detto:

    Si conosce gia’ il testo?

  30. battaglia persa? ha detto:

    ROMA – La commissione Bilancio della Camera ha terminato i propri lavori dando il mandato al relatore per
    portare il testo della Finanziaria in aula, cosi’ come modificato dagli emendamenti. Dopo una maratona a singhiozzo che e’ durata due giorni, sono stati approvati in blocco gli ultimi 84 emendamenti.

  31. Lucas ha detto:

    Ma li hanno invitati i rettori all’assemblea costituente della cosa rossa? Potrebbero diventarne la commissione ideologica…

  32. battaglia persa? ha detto:

    Viva Silvio!

  33. Forse ha detto:

    Forse abbiamo sbagliato a far leva solo sul sit-in.. Bisognava invadere la convenstion della Cosa Rossa e le varie riunioni del cazzo del PD!!!!!
    Comuqnue concordo che a questo punto conviene (ri)provare Berlusconi (o Montezemolo o Fini!)

  34. France ha detto:

    …o Angela Merkel o Xxxyhydfz del pianeta Ac1563, magari.
    Ma quanti prof universitari siedono in parlamento e al governo? Molti. E a che partiti appartengono? Quasi tutti. Un mega partitone trasversale che col casso rinuncerà a privilegi tipo la carica a vita, il concorso truccato senza responsabilità, il cococo quando mi pare etc…
    La soluzione non è nella politica, mi dispiace. Andiamocene tutti e lasciamoli col cvlo per terra!

  35. Tifiamo crisi ha detto:

    Non si tratta di Sivio o angela merkel. In una democrazia dell’alternanza e’ normale che gli elettori insoddisfatti dell’operato del governo la volta dopo votino per l’opposizione. Poi eventualmente la volta dopo rivoteremo x la sx.

  36. Mirko ha detto:

    Dal sito di massimo vannucci:

    Chi sono

    E’ nato a Macerata Feltria, nel Montefeltro, il 23.05.1957, dove tuttora vive.

    Si è diplomato al Liceo Scientifico di Sassocorvaro nel 1976 ed ha svolto studi di diritto all’Università di Urbino, non terminati.

  37. Forse ha detto:

    Beh, potra’ reiscriversi all’Universita’ e completare gli studi senza timore, adesso!

  38. precariomorente ha detto:

    Qualcuno conosce il testo dell’emendamento 146.268 approvato?

  39. Tifiamo crisi ha detto:

    Ma chi dice che e’ stato approvato?

  40. leo ha detto:

    Perché non commentate nel sito del partito democratico

    partitodemocratico.it

    forum

    dentro il blog sul lavoro c’è un post scritto da noi.

    E’ già stato visto da 400 persone occorre commentare su ùvannucci il relatore, ecc.

    Il testo approvato venerdì ancora non è noto sono stati approvati alcuni emendamenti al 145 e al 146.

    Ma non sembra l’emendamento a cui faceva riferimento Vannucci.

    Ciò detto adesso decide la commissione che rianalizza tutto e porta con aggiustamenti in aula per il voto di fiducia.

    Dunque è importante esserci domani ed è importante far conoscere anche attraverso il blog dei democratici (visto che stanno facendo tutto loro) cosa pensiamo dei loro deputati Vannucci, Tocci, Tessitore, Ghinazzi, Volpini.

    Saluti

    Leo

  41. leo ha detto:

    mail inviata a Vannucci, al relatore alla finanziaria e al presidente della commissione bilancio, seguitemi se volete:

    Inviato: domenica 9 dicembre 2007 20.56.58
    Risposta: dibattito@ricercatoriprecari.org
    A: vannucci_m@camera.it; info@massimovannucci.it; duilio_e@camera.it; ventura_m@camera.it; dibattito@ricercatoriprecari.org

    Caro Onorevole Vannucci,

    La sua posizione nei confronti delle stabilizzazioni del personale universitario stanno avendo una certa eco fra i ricercatori precari dell’università che domani mattina manifesteranno insieme a CGIL-CISL e UIL, contro posizioni come la sua di fronte al ministero della Università e della Ricerca.

    I precari sono in particolar modo rimasti colpiti alle sue dichiarazioni che invitavano il governo, la commissione bilancio e il relatore della camera della Finanziaria 2008 ad approvare emendamenti contrari alle stabilizzazioni dei ricercatori precari dell’università.

    Dal sito della camera leggiamo:

    Massimo VANNUCCI (PD-U), ferma restando l’esigenza di concludere l’esame in sede referente, ritiene che la Commissione non possa sottrarsi a taluni aggiustamenti del testo a suo avviso necessari. Fa riferimento in primo luogo al proprio subemendamento 0.128.9.1 in materia di telefonia ed in secondo luogo all’emendamento 146.268 del relatore, presentato per evitare che la stabilizzazione del personale a contratto riguardi anche le università.

    Di lei si parla nel blog della rete nazinale ricercatori precari

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2007/12/07/sit-in-lunedi-10-novembre-protesta-al-miur/#comments

    così come nel forum del partito democratico

    http://www.partitodemocratico.it/forum/viewforum.php?f=35

    Sono migliaia i ricercatori italiani che nel momento di tornare alle urne ricorderanno il suo nome associandolo alle campagne di questi giorni finalizzate ad escludere i ricercatori precari universitari dalle stabilizzazioni dei lavoratori secondo gli articoli 145 e 146 del testo Finanziaria 2008.

    Potrà rispondere e specificare la sua “particolare” posizione politica che contrasta con il programma dell’Unione e con le linee programmatiche sul welfare del lavoro dello stesso Partito Democratico.

    Cordialmente

  42. Peppe ha detto:

    Anche l’Onorevole Vannucci

    ha un simpatico sito internet (ah se fossi un hacker!)

    http://www.massimovannucci.it

    leggete leggete ma Vannucci cosa ha fatto nella vita per essere così saccente sulle politiche del lavoro nella ricerca universitaria?

  43. precariomorente ha detto:

    AN: sara’ quella la soluzione?
    Non vi fidate del PD!

  44. ricercatoredemocratico ha detto:

    ecco il testo di un emendamento della finanziaria presentato dallo stesso relatore (Ventura PD) che vuole escludere solo i ricercatori precari dell’Università dalle stabilizzazioni (con lo stesso sistema per cui al senato i diniani aveano esclusi i portaborse dei politici!).

    Al comma 7, lettera b), aggiungere in fondo le seguenti parole: nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento, di ricerca e di collaborazione alla ricerca nelle università.
    146. 268. Il Relatore.

    Dal sito della camera non è chiaro se è stato approvato o meno.

    Questo è quello che comunque nelle stanze del parlamento si vuole fare di una categoria di lavoratori di alto livello di specializzazione che sulla base del testo del senato sarebbero stati stabilizzati solo previo concorso o prova selettiva.

    Ma che politica è questa?

  45. Colombo da Priverno ha detto:

    Capisco l’amarezza di molti. Ma che si dica “W Silvio” continuo a non capirlo. La sua idea di università non prevedeva nessuna stabilizzazione, anzi una precarizzazione sempre più accentuata, fino a quando, nel 2013, la figura del ricercatore di ruolo sarebbe divuta perfino sparire.
    La sua idea di università escludeva la libertà di ricerca, ma costringeva ad orientare gli sforzi unicamente verso risultati commerciabili, come nell’ottica della ricerca privata, per intenderci, che non investirebbe mai denaro per curare una patologia grave ma poco diffusa, perchè non avrebbe un ritorno in termini di acquisto di farmaci.
    Questo era Berlusconi. E non comprendo perchè, essendo delusi dalla sinistra, si debba invocare il ritorno di questo modo di vedere l’università.
    La sinistra fa errori, è vero. Ma l’errore è stato promettere quel che non si poteva fare, o non fare, perchè realmente non si poteva, quel che si è propagandisticamente promesso?
    Tutti parlano come di uno schifo delle stabilizzazioni degli anni ’80, Io, personalmente, posso dirvi che nella mia facoltà hanno fatto malissimo proprio a noi giovani, di riflesso, perchè il 90% dei stabilizzati di allora sono rimasti nella stessa posizione di ricercatore che gli fu REGALATA, e, non progredendo in carriera, HANNO BLOCCATO L’ACCESSO A NOI. Non credo che questo sia avvenuto solo sulla mia pelle, non è solo la mia l’università di provincia dove è più difficile bandire un posto perchè c’è già un eterno strutturato che non si schioda, vero colleghi?
    Allora? La si rifa la stabilizzazione? 30.000 persone di colpo tra geni, normali e monnezza? Geni che andranno avanti, normali anche, ma monnezza che rimarrà lì a puzzare immobile fino alla pensione, impedendo l’accesso ai più giovani? Ma chi se ne frega tanto noi siamo passati in ruolo? E’ davvero questo che vogliamo?
    Forse sono meglio dei concorsi – magari amplissimi, per valutazione dei titoli, in sede nazionale, ma pur sempre dei concorsi – che dite? Concorsi che valorizzino il merito, ed espellano gli incapaci. Allora il punto non è lo strumento. IL PUNTO E’ CHE I POSTI SONO POCHI. Concorsi da rimodulare nelle regole, ma pur sempre concorsi.
    La sinistra sbaglia, dunque, solo perchè I POSTI PREVENTIVATI SONO POCHI. E allora, sta facendo meglio (rectius, meno peggio…) la sinistra o Berlusconi? Lo rivolete davvero quello?
    Capisco la delusione, credetemi. E l’esasperazione – anche mia – maturata in anni di promesse non mantenute. Ma Berlusconi no. So ancora distinguere tra chi mi danneggia perchè non ha le idee chiare e si muove male, e chi mi danneggia perchè ha il deliberato intento di farmi fuori.

  46. precariomorente ha detto:

    Il problema e’: la sinistra ci danneggia “perche’ non ha le idee chiare e si muove male” o perche’ mooolto vicina (direi quasi emanazione) della casta che governa/controlla l’Universita’ e la Ricerca (cosi’ come, per quanto mi riguarda, la magistratura, i cui stipendi risultano ormai incontrollabili)? Io propendo per la seconda ipotesi. E se, come mi sembra, speranza di cambiamento a breve non ce n’e’ con questo centro-sinistra, allora, persi per persi, non conviene smontarle, quelle caste?

  47. oronzo ha detto:

    A questo punto, visto che l’emendamento che ci interessa è entrato nel testo che verrà discusso in aula, credo che le speranze di stabilizzazione siano definitivamente svanite. Osservate come, a parte qualche europarlamentare di scarso peso, NESSUN esponente politico del centrosinistra abbia manifestato solidarietà verso questa battaglia. Evito ulteriori commenti che potrebbero configurarsi come ingiurie.

  48. Ottimista inguaribile ha detto:

    non ci deprimiamo, riprendiamo l’iniziativa politica, con posizioni chiare e avanzate!

  49. oronzo ha detto:

    Non per essere pessimista, ma è meglio cercarsi un altro lavoro.

  50. France ha detto:

    OK, Colombo, I POSTI SONO POCHI. Posso fare il pessimista? Continueranno ad esserlo. Universita’ e ricerca in Italia ormai sono necessarie solo per
    1) Didattica, che possono fare i geni, i normali e la monnezza, e sappiamo bene come. E oggi la fanno i precari, tra l’altro.
    2) Mantenere quei due settori che importano alle poche industrie rimaste, meccanica e informatica (forse). Il Falegname brianzolo e Prada se ne sbattono di pagarti il PhD.
    3) Rifornire la sanita’ di medici e tecnici perche’ la gente si ammala e vuole curarsi, e paga.
    Per il resto fisici, matematici, biologi, filosofi e filologhi non servono a nulla, qui. Nessuno ci mettera’ mai dei soldi che potrebbero invece tornare tanto comodi per i rimborsi elettorali o i contratti ai manager pubblici o il nuovo decreto splamadebiti per le squadre di Serie A che, porelle, cianno tanto bisogno…
    Berlusconi o Prodi, indifferentemente.

  51. oronzo ha detto:

    Un altro elemento interessante. Se leggete il verbale della seduta finale della commissione bilancio (potete scaricarlo qui), noterete come NESSUNO abbia contestato l’affermazione di Vannucci (PD) sulla necessità di escludere in ogni caso i precari universitari dalla stabilizzazione: in particolare, NESSUN esponente di RC, PDCI o Verdi ha fiatato.
    Dovrebbero vergognarsi e andare in miniera!

  52. precarioemigrante ha detto:

    Riporto il testo dell’emendamento:

    Al comma 7, lettera b), aggiungere in fondo le seguenti parole: nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento, di ricerca e di collaborazione alla ricerca nelle università.
    146. 268. Il Relatore.

    In pratica, se non interpreto male, rimangono esclusi i precari universitari mentre quelli dei centri di ricerca no (CNR, INFN……).
    Insomma….prepariamo le valige, sistemiamo i bambini e partiamo.
    Che schifo!

  53. oronzo ha detto:

    Per concludere: qui trovate l’elenco dei membri della commissione bilancio con relativo gruppo parlamentare di appartenenza: fatene l’uso che ritenete più proficuo.

  54. Colombo da Priverno ha detto:

    Vedo di aver orientato la discussione verso approdi più concreti…
    Portroppo è vero, Oronzo: in molti casi sarà meglio trovarsi un’altro lavoro, l’ho scritto anche altre volte.
    La nostra generazione ha subito un trauma orrendo, quasi leopardiano: ci è stato promesso da ragazzini un mondo facile, di prosperità e possibilità – se ci s’impegna – di realizzare i propri sogni. Poi quel mondo hanno preferito mangiarselo quelli che ce lo promettevano. Quando è stato il nostro turno, il deserto. Vale lo stesso per le risorse ambientali, il lavoro, il welfare. Il percorso in crescita si è interrotto.
    Dunque, se proprio non hai un attaccamento profondo alla ricerca, e all’idea affascinante d’essere un elemento di trasmissione della cultura a chi verrà, se non sei determinato fino a questo punto, è meglio cambiar lavoro.
    Anche France secondo me ha ragione purtroppo, per gli stessi motivi. E l’università berlusconiana sarebbe anche peggio, sotto questo profilo.
    Quanto alla sinistra e alle sue promesse mancate, io non vedrei complotti. Ha disatteso le promesse fatte a tutti, non solo a noi…..Dico solo che non per questo preferirei al governo Fini e Berlusconi. Prima della caduta di Salvador Allende tutti lo accusavano di non aver mantenuto le promesse elettorali (ma il punto puro e semplice è che non c’erano soldi). Non so quanti di voi peferirebbero a lui Pinochet, anche se Pinochet vi promettesse a tutti di diventare professori ordinari in tre mesi. Non dimentichiamo di essere cittadini, e che i problemi sono tanti. Non ho dubbi (conosco bene l’accademia) che qualcuno correrebbe in braccio al Generalissimo pur di avere un’ordinariato. Quelli, lo dico sine ira nec studio, non sono uomini di scienza, nè di civiltà.

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