Ecco la finanziaria emendata

Il testo della finanziari emendato alla camera contiene alcune norme che ci riguardano, in particolare:

Modalità di riforma dei concorsi da professore associato e ordinario per mezzo di regolamento (forse simile a quello per i ricercatori da poco emanato)

Abolizione dei Fuori Ruolo

Finanziamento ad hoc per ricercatori under 40. Ma qui c’è un enorme problema: saranno referee under 40 ad assegnare i fondi, ma i referee verranno scelti sulla base di Impact Factor e Citation Index. Due strumenti che premiano solo i biotecnologi, che sono criticati da parte qualificata della comunità scientifica e che sono un prodotto commerciale di una multinazionale della ricerca la Thomson Corporation.

Eliminazione dei contratti flessibili di ricerca su finanziamenti ordinari.

Possibilità di stabilizzazione previa valutazione ed emanazione a Marzo di un decreto del Presidente del Consiglio

Ecco il testo clicca in basso

http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0036080.pdf


Buona lettura 😉

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34 Responses to Ecco la finanziaria emendata

  1. ANGELO ha detto:

    Mia moglie co.co.co. da 15 anni presso l’Istituto superiore di sanità, (36 anni)!sottopagata e sfruttata, aspetta con speranza che, sia questo Governo, sia quelli che verranno, mettano fine a questa ancheria legalizzata e sfruttamento della persona, sottoposti a umilianti condizioni psicologiche che feriscono la propria dignità prsonale , trattandoli a pari degli extra comunitari ( pur rispettando queste persone così sfortunate) e siamo italiani! LE PROMESSE DI QUESTA SINISTRA DOVE SONO? A pensare che mio padre buonanima credeva a queste persone e alla Sinistra PURA quella che dava dignità ai LAVORATORI VERI.
    P.S. se volete potete anche pubblicarla. grazie ANGELO ANTIPAPA

  2. beba ha detto:

    Alle pagine 528 fino a 533 ci sono gli articoli che interessano la stabilizzazione. Non vedo – mi pare – alcun emendamento che tocchi l’art 146 ! Tutto rimane come approvato al Senato!
    Allora ? Ho letto/compreso male ? Altri commenti da altri lettori per favore…

  3. Carlo ha detto:

    Esatto: tutto rimane com’è, aprendo potenzialmente la strada alla stabilizzazione anche nell’università.

    Non facciamoci tuttavia troppe speranze; già mi vedo arrivare tra capo e collo la precisazione del Ministero della Funzione Pubblica verso gennaio-febbraio…

  4. Colombo da Priverno ha detto:

    Allora, siamo in queste condizioni: da un lato abbiamo una orma generale che non esclude gli universitari dalle stabilizzazioni; dall’altro abbiamo una volontà politica chiaramente in senso contrario, e una copertura finanziaria che – se si pensa che vale per tutte le pubbliche amministrazioni, è estremamente ridicola.
    Penso che un braccio di ferro tra pressioni rettorali da un lato, e desiderio (in parte reale, in parte demagogico) di non acutizzare lo scontro con il precariato universitario, si sia risolto in una norma che da un lato lascia aperta la possibilità di estendere la stabilizzazione anche a noi, ma dall’altro non corrisponde ad un effettivo obbiettivo della politica del governo. Che succederà?
    La mia analisi è la seguente: che la vera sede per stabilire chi stabilizzre e chi no sarà la determinazione dei criteri che dovrà avvenire,. in base al comma 8, per decreto. Cioè nel chiuso delle stanze ministeriali, senza la pubblicità ed i clamori dell’aula, limando sapientemente parole ed espressioni. Quello è l’esatto momento in cui dovrà sentirsi il nostro fiato sul collo, quello il momento in cui colpire, svelando all’opinione pubblica eventuali illegittimità che si stiano compiendo. Tenete anche conto di una cosa: un decreto è più comodo da scrivere d’una legge, è vero, ma è anche molto più attaccabile, perchè – anche se portatore di norme generali e astratte – è impugnabile di fronte al T.A.R. ( e poi al Consiglio di Stato) se contiene norme irragionevoli.
    Quindi:
    1) vigilare su contenuti e tempi del decreto ex art. 8;
    2) se si intravedono varchi, presentare domande di stabilizzazione, poi impugnando il diniego se irragionevole, e, con esso l’intero decreto nella misura in cui consente dinieghi irragionevoli. Se ne passa qualcuno, il muro anti – stabilizzazione si potrebbe scardinare.
    Questo intervento vuol essere anche una risposta a chi – accecato dallo sconforto – mi ha sostanzialmente accusato di idolatria mussiana. A loro offro, in risposta, questo piano di battaglia, con allegata la considerazione che il modus operandi stile sindacale non è l’unico, e forse non si attaglia così bene a menti come le nostre, spesso migliori di quelle chiamate a prendere decisioni su di noi.

  5. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S. intendevo dire una “norma generale” nella riga 1

  6. santo ha detto:

    Cari Colleghi purtroppo poco fà a radio in diretta dall’aula della Camera a voce dell’onorevole Ghizzoni è stato confermato che non ci sarà alcuna stabilizzazione nell’università per professori a contratto, ricercatori e noi Assegnisti, barattandolo con procedimenti più snelli e meritevoli per i concorsi a ricercatore, 1050 nell’immediato e altri nel futuro, così come emendato nell’articolo 146 in commissione bilancio della Camera..
    Ciò potrebbe servire ai più giovani, ma non a Noi che abbiamo già speso 15-20 anni della nostra carriere senza guardare al di fuori dellìUniversità, e che purtroppo non abbiamo avuto finora risposte dal sistema Universitario, questo non serve.
    Amen

  7. Lucas ha detto:

    La posizione ufficiale del ministero è: anche nella formulazione attuale, l’articolo 146 non riguarda le università.
    Questo è un problema che ci porremo il 1 Gennaio.
    Fino al 31 Dicembre l’obiettivo è: non cambiare l’articolo 146.
    Il resto verrà dopo.

  8. Colombo da Priverno ha detto:

    Certo Lucas, quella è l’unica possibilità di mantnere in piedi una scappatoia per le stabilizzazioni, che poi sarebbero del tutto accettabili, perchè legate a criteri di selezione, e non ad automatismi.
    Il resto verrà dopo.
    Se invece ora strilliamo troppo per le stabilizzazioni, otterremo solo pressioni contrarie (più potenti di noi) perchè l’esclusione degli universitari sia esplicitata.

  9. Ricercatore cuor di leone ha detto:

    L’abolizione progressiva dei fuori ruolo anticiperà lo tsunami demografico dell’università italiana di due anni: precisamente dal 2013 al 2011 con il picco nel 2014 invece che nel 2016 come previsto nelle tabelle del CNVSU circolate qualche tempo fa. Nel 2017 (invece che nel 2019) la generazione di opelegizzati degli anni 70-80 sarà definitivamente fuori dai cosiddetti.

    Per molti di noi il termine di scadenza diventa ora il 2010-11: se non riusciamo a entrare prima che i nostri nonnetti vanno in pensione è molto probabile che chi verrà dopo di loro (gli associati cinquantenni che ora si leccano i baffi) ci faranno fuori, prendendo gente più giovane e fresca e meno ambiziosa.

    Ho paura!

  10. stonedresearcher ha detto:

    Ma che avrebbe detto la ghizzoni?

    Ha di nuovo chiesto la modifica del 146 nel dibattito alla camera?

    Perché così com’è l’articolo non è stato modificato .

    Se date notizie sul blog siate certi di cosa si tratta!

  11. stonedresearcher ha detto:

    Ecco cosa ha detto la ghizzoni dal resoconto stenografico, ha ammesso che avevano presentato una proposta emendativa perché vogliono il merito e in linea con il concorso straordianerio (che sono delle scuse o cos’altro…):

    MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, nella manovra per il 2008 su scuola, università e cultura è chiara la volontà di investire, di recuperare efficienza e di gratificare il merito, come ad esempio dimostra la sperimentazione di una nuovaPag. 23organizzazione scolastica, finalizzata ad innalzare il servizio istruzione, a migliorare la qualità dell’apprendimento e ad accrescere l’efficacia della spesa. Infatti, la scuola italiana non soffre soltanto di carenza di risorse, ma anche di gestione inefficiente delle medesime, come dimostra il fatto che negli anni passati, ad eccezione delle ultime immissioni estive, il personale docente sia aumentato nelle regioni dove si è registrato un decremento degli alunni.
    La norma introduce, inoltre, un meccanismo premiante, che prevede la restituzione alle sedi locali delle risorse risparmiate da investire per il personale e per l’edilizia. Ma il disegno di legge finanziaria per la scuola include altre norme, come per esempio l’assunzione di mille ATA aggiuntivi, rispetto al contingente previsto, che riteniamo possa comunque essere incrementato in considerazione dei prossimi e massicci pensionamenti. A proposito di ATTP crediamo che non sia più differibile una soluzione al problema salariale di inquadramento, oggi oggetto di sperequazione, del personale trasferito per legge dagli enti locali alle istituzioni scolastiche.
    La prevista stabilizzazione dei docenti di sostegno, che va a vantaggio della continuità didattica e degli alunni, definisce l’organico secondo parametri quantitativi. Auspichiamo, pertanto, affinché l’integrazione degli alunni disabili sia efficace, che l’organico sia elevato di almeno l’80 per cento e che, in presenza di indifferibili e accertate esigenze, si possa procedere a nomine in deroga.
    Analogamente, alla luce del costante incremento degli alunni stranieri, chiediamo siano destinate risorse per la dotazione di docenti di italiano per gli alunni alloglotti, così che la padronanza della lingua sia veicolo di comunicazione e di conoscenza, oltre che di integrazione. Sono auspici per una scuola più inclusiva, in grado di fornire ai giovani, in particolare più svantaggiati, le competenze indispensabili per affrontare le sfide poste dalla contemporanea società della conoscenza.
    In merito all’università e alla ricerca, ricordo l’apprezzabile inversione di tendenza sui finanziamenti, dato l’incremento consistente del fondo di funzionamento ordinario e del fondo in favore degli enti di ricerca, ma l’apprezzamento riguarda anche le modalità di assegnazione delle risorse sottopostePag. 24all’adozione di un piano programmatico, nel quale MIUR ed atenei sanciscono una reciproca assunzione di responsabilità, per la quale il primo si impegna a trasferire adeguate risorse tenendo conto dell’inflazione e delle retribuzioni, mentre gli atenei sottoposti a valutazione si vincolano alla razionalizzazione della spesa e all’adozione di una programmazione degli interventi, al miglioramento della qualità dei servizi dell’offerta didattica. Con l’adozione di tale piano, i criteri del finanziamento incentivante, della programmazione connessa alla valutazione, trovano finalmente concreta applicazione nel nostro sistema universitario, seppure limitati alla distribuzione di una percentuale del fondo di funzionamento ordinario.
    Non posso soffermarmi – come invece vorrei – su alcuni provvedimenti importanti, tesi a valorizzare i giovani ricercatori. Tuttavia, a tale proposito desidero invece richiamare la norma che prevede la stabilizzazione del personale delle amministrazioni pubbliche titolari di contratti a tempo determinato e di Cococo. Abbiamo ricevuto aspre critiche per la presentazione di una proposta emendativa, che escludeva dalla stabilizzazione il personale con compiti di insegnamento e di ricerca nell’università. La nostra decisione è coerente con quanto abbiamo sostenuto nella legge finanziaria per il 2007, cioè un piano di assunzione straordinario dei ricercatori, con nuove modalità procedurali snelle, meritocratiche e allineate agli standard internazionali.

  12. Minerva ha detto:

    Le università rientrano tra le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30/03/2001 n. 165 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.
    Non dovrebbero, quindi, rientrare tra le amministrazioni pubbliche citate nel comma 7 dell’articolo 146 della finanziaria 2008? Qualcuni mi spiega come si possa sostenerne l’esclusione?

  13. precariomorente ha detto:

    A quel che si dice gli emendamenti ricompariranno nel maxiemendamento finale su cui il governo porra’ la fiducia.

  14. Peppe ha detto:

    postato sul forum sul lavoro di http://www.partitodemocratico.it

    se andate potete iscrivervi e postare sicuramente le vostre critiche raggiungeranno la on. Ghizzoni

    Ancora l’Onorevole Ghizzoni (PD) rivendica oggi alla camera:

    MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, ….
    Non posso soffermarmi – come invece vorrei – su alcuni provvedimenti importanti, tesi a valorizzare i giovani ricercatori. Tuttavia, a tale proposito desidero invece richiamare la norma che prevede la stabilizzazione del personale delle amministrazioni pubbliche titolari di contratti a tempo determinato e di Cococo. Abbiamo ricevuto aspre critiche per la presentazione di una proposta emendativa, che escludeva dalla stabilizzazione il personale con compiti di insegnamento e di ricerca nell’università. La nostra decisione è coerente con quanto abbiamo sostenuto nella legge finanziaria per il 2007, cioè un piano di assunzione straordinario dei ricercatori, con nuove modalità procedurali snelle, meritocratiche e allineate agli standard internazionali.

    Commento:

    l’On. Ghizzoni e Tocci hanno ricevuto delle critiche perché volevano trattare i ricercatori precari come sono stati trattati “i portaborse” ovvero escluderli del tutto dall’articolo 146.

    L’On. Ghizzoni si scusa facendo riferimento ad un reclutamento straordinario che finora non è riuscito ad essere emanato sostanzialmente perché osteggiato dalle stesse lobby che hanno osteggiato la formulaziuone del senato dell’articolo 146.

    L’Onorevole Ghizzoni dovrebbe fare un po’ di autocritica anche quando rivendica un fondo speciale per i giovani in finanziaria. La valutazione dei giovani ricercatori sarà fatta da un comitato ristretto non scelto sulla base di referee super partes o di istituti istituzionali come l’anvur o il civr ma usando strumenti bibliometrici prodotti da una multinazionale americana che commercia in campo scientifico, la Thomson Corporation (ovvero l’Impact Factor e il Citation Index).

    Lo Stato Italiano quindi sancisce che per valutare i giovani ricercatori occorre usare una commissione costruita sulla base dell’IF e del CI, due strumenti creati ad hoc per il mercato di una muultinazionale. Strumenti poco affidabili e criticati da gran parte della comunità scientifica internazionale.

    L’On Ghizzoni è una ricercatrice in storia medievale ….quanto ha di punteggio in Impact Factor o Citation Index una medievalista?

    ….presumibilmente punti….ZERO

  15. ILSENATORE ha detto:

    Il testo ripasserà in Senato dove un manipolo di 5 senatori apporteranno le ultime modifiche. E’ possibile che gli onorevoli targhati CRUI facciano pressioni. Ho precise segnalazioni in merito.

    Occorre scrivere ai senatori (TREU e commissione lavoro e cultura del senato).

    Portando avanti una posizione equilibrata che favorisca il fatto che il testo della finanziaria non sia più emendato.

    Ecco un testo che ho inviato ai senatori:

    Ieri, sotto la pioggia, c’è stato il sit-in di fronte al Miur di ricercatori precari dell’università con la presenza di altro personale precario operante nelle istituzioni universitarie.

    La delegazione è stata ricevuta dal dott. Forlenza, il capogabinetto del ministro Mussi.

    I ricercatori precari hanno chiesto che non fosse toccato l’emendamento 146 perché la sua attuazione per come è formulato non significa ope legis come sostiene la Conferenza dei Rettori (CRUI) e alcuni parlamentari della maggioranza.

    I ricercatori precari hanno inoltre stigmatizzato l’atteggiamento di molti deputati che hanno tentato di emendare l’articolo equiparando i ricercatori precari dell’università ai “portaborse” politici per i quali è esplicitamente esclusa qualsiasi possibilità di stabilizzazione.

    Il dott. Forlenza ha dichiarato che il ministro è contrario a qualsiasi stabilizzazione del merito senza preventivo concorso, ma ha convenuto che l’articolo 146 del testo della Finanziaria 2008 votato in senato stabilizza il personale solo previo concorso (o prova selettiva).

    Il capogabilnetto ha escluso la volontà politica del governo di negare con un emendamento che il personale ricercatore precario dell’Università fosse escluso dall’articolo 146.

    La posizione del ministero è che l’articolo 146 non sia modificato ma che comunque si accederà al ruolo di ricercatore esclusivamente con il nuovo concorso.

    Il dott. Forlenza ha inoltre dichiarato che dal 2009 ogni anno saranno destinati, a regime, 80 milioni di euro esclusivamente per posti da ricercatore (sulla base della finanziaria 2007) e che la nuova legge per reclutare associati e ordinari sarà emanata usando lo stesso schema del nuovo regolamento per ricercatore che a breve sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore.

    Per inciso i Ricercartori precari non sono contrari alla propria valutazione, sono ovviamente contrari al fatto che alcuni politici, inseguendo ideali valutazioni del merito, perdono di vista la realtà.

    Ovvero la mancanza di alcune di almeno 30000 strutturati nell’Università italiana.

    Questi politici sembrano negare il diritto di cittadinanza a personale di altissima qualità scientifica che finora è stata tenuta fuori dal welfare nel mondo del lavoro.

    Welfare che l’articolo 146 (ma anche il 145) così come scritti in finanziaria e senza modifiche possono contribuire a realizzare.

  16. Chemical ha detto:

    Mio intervento sul forum PD:

    Massimo rispetto per l’on. Ghizzoni, ma l’onorevole Ghizzoni è una ricercatrice.
    I ricercatori sono interessati a contrastare le stabilizzazioni perche’ impegnerebbero risorse che altrimenti potrebbero essere impegnate per i loro avanzamenti di carriera.
    Non voglio dire che questi sono i motivi del suo attivismo, il punto è che questo è un chiaro caso di conflitto di interessi e il PD dovrebbe tenerne conto.
    Non è molto diverso da quando gli avvocati si occupano da parlamentari di riforme della giustizia e i manager delle TV private si occupano da parlamentari di riforme del sistema radiotelevisivo.

  17. leo ha detto:

    Ecco una lettera inviata ai senatori che saranno chiamati a dire l’ultima parola sul testo della finanziaria se volete prendete ispirazione:

    Inviato: martedì 11 dicembre 2007 13.16.13
    Risposta: dibattito@ricercatoriprecari.org
    A: treu_t@posta.senato.it; zuccherini_s@posta.senato.it; alfonzi_d@posta.senato.it; bobba_l@posta.senato.it; desimoneandrea@libero.it; info@colombamongiello.it; roilo_g@posta.senato.it; vittoria@vittoriafranco.it; franco_v@posta.senato.it; pellegatta_m@posta.senato.it; capelli_g@posta.senato.it; carloni_a@posta.senato.it; fontana_c@posta.senato.it; gagliardi_r@posta.senato.it; levimontalcini_r@posta.senato.it; mele_g@posta.senato.it; ranieri_a@posta.senato.it; soliani_a@posta.senato.it; zavoli_s@posta.senato.it; dibattito@ricercatoriprecari.org

    Caro Senatore,

    Ieri, sotto la pioggia, c’è stato il sit-in di fronte al Ministero dell?Università (MIUR) di ricercatori precari dell’università con la presenza di altro personale precario operante nelle istituzioni universitarie.
    La delegazione è stata ricevuta dal dott. Forlenza, il capogabinetto del ministro Mussi.
    I ricercatori precari hanno chiesto che non fosse toccato l’emendamento 146 perché la sua attuazione per come è stato formulato non significa ope legis come sostiene invece la Conferenza dei Rettori (CRUI) – che nega la presenza di precariato strutturale nell’Università – e come sostenuto da alcuni deputati della maggioranza.
    I ricercatori precari hanno stigmatizzato l’atteggiamento di molti deputati che hanno tentato di emendare l’articolo equiparando i ricercatori precari dell’università ai “portaborse” politici per i quali è esplicitamente esclusa qualsiasi possibilità di stabilizzazione (per il dibattito vedi http://www.ricercatoriprecari.wordpress.com oppure il dibattito nel forum lavoro di http://www.partitodemocratico.it).
    Il dott. Forlenza ha dichiarato che il ministro è contrario a qualsiasi stabilizzazione del merito senza preventivo concorso, ma ha convenuto che l’articolo 146 del testo della Finanziaria 2008, votato in senato, stabilizza il personale solo previo concorso (o prova selettiva).
    Il capogabilnetto ha quindi escluso la volontà politica del ministro di negare con un emendamento che il personale ricercatore precario dell’Università fosse escluso dall’articolo 146.
    La posizione del ministero è che l’articolo 146 non sia modificato ma che comunque si accederà al ruolo di ricercatore esclusivamente con il nuovo concorso.
    Il dott. Forlenza ha inoltre dichiarato che dal 2009 ogni anno saranno destinati, a regime, 80 milioni di euro esclusivamente per posti da ricercatore e che la nuova legge per reclutare associati e ordinari sarà emanata usando lo stesso schema del nuovo regolamento per ricercatore che a breve sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

    I Ricercartori precari non sono contrari alla propria valutazione, sono ovviamente contrari al fatto che alcuni politici, inseguendo ideali valutazioni del merito, perdono di vista la realtà fatta di precariato e deregolametazione dell ravoro nel mondo dei contratti da ricercatore precario nell’Università.
    I Ricercatori Precari sono contraria a chi non valuta la mancanza di almeno 30000 strutturati nell’Università italiana (vedi il Libro Verde del Ministro Padoa Schioppa).
    Ci sono invece politici che sembrano negare il diritto di cittadinanza a personale di altissima qualità scientifica che finora è stata tenuta fuori dal welfare nel mondo del lavoro.
    Welfare che l’articolo 146 (ma anche il 145) così come scritti in finanziaria e senza modifiche possono contribuire a realizzare.

    Cordialmente

  18. Lucas ha detto:

    Ma pensi che il senato riemenderà la finanziaria per farla tornare alla camera in quarta lettura? Io credo che come esce dalla camera, cosi’ resta.

  19. Lucas ha detto:

    Sempre dal verbale stenografico:

    GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di svolgere qualche considerazione sul merito del disegno di legge finanziaria vorrei far presente (e mi fa piacere, tra l’altro, vedere il Presidente della Commissione qui in aula) che in data 4 dicembre – quindi, esattamente sette giorni or sono – ho visto con i miei occhi e ascoltato con le mie orecchie alcuni movimenti ed alcune considerazioni svolte da autorevoli membri della maggioranza e, in particolare, la continua presenza, nella Commissione, del capogruppo del partito maggiore, Soro. In quella data, esattamente sette giorni addietro – il bollettino delle Commissioni ne fa fede – chiesi alla Presidenza se rispondesse al vero la voce della predisposizione, o comunque del lavoro preparatorio, già in atto del maxiemendamento che, come tutti sappiamo, è già quasi pronto e nelle prossime ore, verrà presentato all’Aula.

    Qualcuno ha idea di cosa conterrà questo maxiemendamento? Non vorrei che qualcuno ci infilasse dentro qualcosa.

  20. leo ha detto:

    Le informazioni in mio possesso (affidabili) dicono che il testo che comìnosciamo passerà al senato qui sarà “rivalutato” e perfesionato da una commissione ristretta.

    Qui c’è ancora il pericolo di modifiche

    per poi ripassare alla camera per proforma….

    Quindi l’ultimo scoglio è ancora il senato in particolare ci dovrebbe essere un ristretto numero di senatori che dovrebbero rimettere a posto tutto perché pare che gli emendamenti della camera sono troppi.
    Nulla osta che il ristretto numero dei senatori su pressione faccia qualche scherzo da prete.

    Ergo la lettera di cui sopra inviata a senatori delle commissioni lavoro e cultura. Consiglio lettere equilibrate in cui si rifiuta l’idea della ope legis ma si chiede che l’articolo sulle stabilizzazioni non sia toccato a discapito dei ricercatori precari dell’università.

    Ciao

  21. oronzo ha detto:

    Inizio a non capire più nulla. Vi segnalo, comunque, un articolo del Sole 24 Ore sulla probabile fiducia con maxiemendamento.

  22. simo ha detto:

    La Finanziaria non ripasserà alla Camera, perché correrebbe il rischio di non essere approvata per tempo; quello che uscirà da questo passaggio alla Camera sarà il testo finale. Nessuna commissione ristretta, nessun “ritocchino”, niente di niente al Senato. La brutta sorpresa, se dovesse arrivare, arriverà alla Camera.

    Vi vorrei segnalare, intanto, il testo del nuovo regolamento per ricercatori emanato dal ministero, evidenziando come, al di là delle belle parole, ai precari rimarranno solo le briciole.
    Non si capisce, infatti, perché dottorato, assegno e quant’altro non siano valutabili subito alla PRIMA scrematura (quella fatta dai revisori anonimi): sono o non sono titoli preferenziali ? Che senso ha fare una short list SOLO sulla base delle pubblicazioni, se si afferma che titoli preferenziali sono il dottorato, l’assegno, ecc…?
    Perchè non dovrebbero concorrere DA SUBITO alla valutazione dei revisori (insieme, ovviamente alle pubblicazioni)? Ve lo dico io, il perché: la valutazione sulle pubblicazioni lascia molta, moltissima discrezionalità al revisore, che così non sarebbe costretto, fin da subito, a “rispettare” il quoziente del 30%-40% imposto dalla valutazione dei titoli ! Sappiamo benissimo che il giudizio sul CONTENUTO e la QUALITA’ di una pubblicazione o lavoro scientifico è discrezionale COME il contenuto di una prova scritta (!).

  23. riformatore ha detto:

    ma in tutto il mondo le pubblicazioni sono la prima se non l’unica cosa cui si guarda nel reclutamento dei ricercatori. E’ il modo per vedere chi è più bravo di un altro. L’unico, direi.

    L’università italiana deve guarire! Inutile appellarsi a vincoli impossibili e alla fine ingiusti.

  24. Marco ha detto:

    Le pubblicazioni sono l’unico criterio oggettivo e vanno messa alla base della valutazione.
    Purtroppo, come dice simo, nel nostro sistema malato troppo spesso vengono valutate soggettivamente e non oggettivamente, come pure si potrebbe fare 😦

  25. Colombo da Priverno ha detto:

    Ho appena riletto il regolamento, dopo i commenti di Simo e Riformatore. I problemi sono anche altri:
    1) La valutazione esterna, immagino, è fatta solo sulle pubblicazioni e non sul curriculum per evitare che il giudizio dei revisori sia influenzato da elementi diversi dal valore della produzione scientifica. Tutta la faccenda dell’anonimato dei revisori (che dovrebbe garantirne l’inabvvicinabilità), però, fa ridere i polli: loro sono anonimi per te candidato (per un po di tempo, poi si saprà – vedi PRIN – e nell’accademia si sa render pan per focaccia), ma tu non sei anonimo per loro: vedono il tuo nome, e se, in un impeto di diffidenza, Mussi avesse anche deciso di rendere anonimo anche quello, beh, basta leggere le pubblicazioni e vedere in che opere o riviste sono inserite….Voglio dire, i revisori anonimi saranno ben in grado di riconoscere chi stanno valutando, e se è un allievo di scuola, magari d’un altro professore della stessa scuola, o un desperado; e non è vero che saranno liberi nella scelta, perchè poi circolerà chi erano quei revisori e a chi hanno fatto lo sgambetto e a chi no. E anche quei revisori hanno allievi. Insomma, una bufala gigante, zeppa di demagogia. Oltretutto, a pensarci bene, legendo le mie pubblicazioni si può anche formare una spece di curriculum, perchè in molte, a fianco al nome, c’è il titolo ricoperto in quel momento (ad es: dottorando, assegnista, etc.). Quindi il valutatore “anonimo” avrà tutti questi elementi per capire chi sei; se sei persona protetta o no, per intenderci. Una cosa va detta, poi, sull’eccessivo rigore del selezionare il solo “quarto superiore”, che è veramente un potere eccessivo dato a questi illustri anonimi. Per fortuna supplisce il meccanismo dell ex aequo: per indenderci, se nel quarto superiore ci stanno due candidati col punteggio 4 ed uno col punteggio 3, questo dovrebbe tirar dentro tutti i 3. Penso diventeremo tutti matematici…
    2) Peggio ancora passando alla seconda fase in sede locale: una commissione di sei persone DI CUI SOLO TRE DELLA MATERIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Questo è veramente demagogia pura, perchè l’idea è basata sul falso postulato che i criteri di valutazione della qualità scientifica siano identici in tutti i settori. Questi sei dovranno valutare la capacità didattica mostrata in una LEZIONE!!!!!!! Mi chiedo già come un professore di istologia, o di topografia, valuterà la lezione d’un candidato in materia di accessione (cursioso meccaniso di diritto civile in base al quale se costruendo la tua casa sconfini, ma solo di poco, nel terreno altrui, quel pezzetto diventa tuo a certe condizioni). Penso che nella mia materia (che non è il diritto civile, mi son fatto prestare l’esempio da amici) potrei raccontare ai profani veramente di tutto… Mi direte: ma i tre prof. della materia potrebbero accorgersene, e segnalare agli altri tre chi è bravo e chi no. Ottima osservazione, Ma allora perchè è stato previsto che in caso di parità (tre a tre, appunto), prevalga il voto del presidente (eletto tra i NON tecnici) e non quello dei tecnici? Demagogia…..Per evitare di mettre la decisione in mano alle tanto temute Scuole la si mette in mano ad estranei, che magari si rischierà siano influenzati da valori assai meno edificanti come i rapporti parentali o da salotto. Mah, vedremo come funzionerà. ho letto troppo Voltaire per tranciare giudizio certi fin d’ora. Magari il commissario radiologo farà in modo che sia preferito il miglior giuslavorista e non il nipote dell’ordinario….

  26. ghizzoni ha detto:

    MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, nella manovra per il 2008 su scuola, università e cultura è chiara la volontà di investire, di recuperare efficienza e di gratificare il merito, come ad esempio dimostra la sperimentazione di una nuovaPag. 23organizzazione scolastica, finalizzata ad innalzare il servizio istruzione, a migliorare la qualità dell’apprendimento e ad accrescere l’efficacia della spesa. Infatti, la scuola italiana non soffre soltanto di carenza di risorse, ma anche di gestione inefficiente delle medesime, come dimostra il fatto che negli anni passati, ad eccezione delle ultime immissioni estive, il personale docente sia aumentato nelle regioni dove si è registrato un decremento degli alunni.
    La norma introduce, inoltre, un meccanismo premiante, che prevede la restituzione alle sedi locali delle risorse risparmiate da investire per il personale e per l’edilizia. Ma il disegno di legge finanziaria per la scuola include altre norme, come per esempio l’assunzione di mille ATA aggiuntivi, rispetto al contingente previsto, che riteniamo possa comunque essere incrementato in considerazione dei prossimi e massicci pensionamenti. A proposito di ATTP crediamo che non sia più differibile una soluzione al problema salariale di inquadramento, oggi oggetto di sperequazione, del personale trasferito per legge dagli enti locali alle istituzioni scolastiche.
    La prevista stabilizzazione dei docenti di sostegno, che va a vantaggio della continuità didattica e degli alunni, definisce l’organico secondo parametri quantitativi. Auspichiamo, pertanto, affinché l’integrazione degli alunni disabili sia efficace, che l’organico sia elevato di almeno l’80 per cento e che, in presenza di indifferibili e accertate esigenze, si possa procedere a nomine in deroga.
    Analogamente, alla luce del costante incremento degli alunni stranieri, chiediamo siano destinate risorse per la dotazione di docenti di italiano per gli alunni alloglotti, così che la padronanza della lingua sia veicolo di comunicazione e di conoscenza, oltre che di integrazione. Sono auspici per una scuola più inclusiva, in grado di fornire ai giovani, in particolare più svantaggiati, le competenze indispensabili per affrontare le sfide poste dalla contemporanea società della conoscenza.
    In merito all’università e alla ricerca, ricordo l’apprezzabile inversione di tendenza sui finanziamenti, dato l’incremento consistente del fondo di funzionamento ordinario e del fondo in favore degli enti di ricerca, ma l’apprezzamento riguarda anche le modalità di assegnazione delle risorse sottopostePag. 24all’adozione di un piano programmatico, nel quale MIUR ed atenei sanciscono una reciproca assunzione di responsabilità, per la quale il primo si impegna a trasferire adeguate risorse tenendo conto dell’inflazione e delle retribuzioni, mentre gli atenei sottoposti a valutazione si vincolano alla razionalizzazione della spesa e all’adozione di una programmazione degli interventi, al miglioramento della qualità dei servizi dell’offerta didattica. Con l’adozione di tale piano, i criteri del finanziamento incentivante, della programmazione connessa alla valutazione, trovano finalmente concreta applicazione nel nostro sistema universitario, seppure limitati alla distribuzione di una percentuale del fondo di funzionamento ordinario.
    Non posso soffermarmi – come invece vorrei – su alcuni provvedimenti importanti, tesi a valorizzare i giovani ricercatori. Tuttavia, a tale proposito desidero invece richiamare la norma che prevede la stabilizzazione del personale delle amministrazioni pubbliche titolari di contratti a tempo determinato e di Cococo. Abbiamo ricevuto aspre critiche per la presentazione di una proposta emendativa, che escludeva dalla stabilizzazione il personale con compiti di insegnamento e di ricerca nell’università. La nostra decisione è coerente con quanto abbiamo sostenuto nella legge finanziaria per il 2007, cioè un piano di assunzione straordinario dei ricercatori, con nuove modalità procedurali snelle, meritocratiche e allineate agli standard internazionali.
    Pag. 25

    L’università italiana non ha bisogno di ope legis, ha bisogno di qualità, di concorsi trasparenti che valutino rigorosamente i titoli e le esperienze scientifiche e didattiche maturate, che gratifichi quindi i giovani migliori molti dei quali, ma non tutti, sono precari che oggi ci contestano. Comprendiamo la loro amarezza, soprattutto coloro che non hanno avuto l’occasione di dimostrare fino ad oggi con procedure comparative limpide il proprio valore scientifico.
    Su questo punto è chiara la responsabilità di molti atenei che hanno basato un’ampia offerta didattica e i programmi di ricerca sulla disponibilità dei precari, senza prevedere un conseguente piano di reclutamento. Ma ora questo piano c’è e prevede 1050 posti cofinanziati a valere sulle risorse messe a disposizione nel 2007 a cui si aggiungeranno ben 4200 nel biennio 2009-2010. Da ieri è realtà anche il regolamento delle nuove modalità di reclutamento dei ricercatori. Abbiamo, quindi, posti e nuovi strumenti di selezione: così si aprono realmente le porte dell’università ai giovani talenti meritevoli, in adesione al dettato costituzionale.
    Infine, richiamo solo per titoli alcuni provvedimenti di rilievo a favore dei beni culturali che meriterebbero ben maggiore spazio, sia per il profilo dell’impegno finanziario, sia per la qualità delle misure adottate. Oltre all’incremento del FUS, penso all’impegno inedito e forte per rilanciare l’industria cinematografica nazionale, attraverso meccanismi di incentivazione fiscale a favore delle imprese che investono in tutta la filiera del cinema e alle modifiche al testo unico della televisione introdotte per assicurare promozione e diffusione alla produzione audio-televisiva.
    Concludo, signor Presidente, esprimendo apprezzamento per una manovra che restituisce serenità ai settori che ho richiamato non solo per le risorse messe a disposizione, ma per le scelte assunte tese a gratificare il merito e il senso di responsabilità, a sostenere la creatività, a disporre pratiche di programmazione, innovazione e valutazione.
    Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di considerazioni integrative del mio intervento.

  27. precariomorente ha detto:

    Certo, che vergogna che una persona ‘di sinistra’ si sesprima in quei termini.
    Deputato Ghizzoni, vergogna!
    Mai piu’ voti al PD!

  28. rubinho ha detto:

    una proposta da fare a lor signori:

    utilizzare i soldi che si liberano cancellando i fuori ruolo da utilizzare solo per il reclutamento dei ricercatori.

    Con tutto quello che si libera possiamo tranquillamente per il prossimo triennio fare almeno 15-20.000 nuovi ricercatori con le nuove norme.

    Perché non avviare una campagna anche su questo? (senza abbandonare le altre sia chiaro….

  29. ex Partito Democratico ha detto:

    Questo e’ il Partito Democratico?
    Il partito della Binetti e della Ghizzoni (e di Tocci e della CRUI)?
    E perche’ mai non dovrei votare Alleanza Nazionale?
    Un voto su 40 milioni, caro Veltroni, lo so; ma quel voto lo avete perso!

  30. Samuele ha detto:

    Ma la Ghizzoni il comma 7 l’ha letto?

    C’e’ scritto “piano per la progressiva stabilizzazione”! Al mio paese puo’ voler dire anche un concorso ‘riservato’ in cui chi non ha meriti viene scartato!
    E insegna storia medievale? Ma l’italiano lo conosce?

    A me sembra di no!

  31. Antonio ha detto:

    Sempre + sconcertato dalle posizioni prese dall’onorevole Ghizzoni.

  32. Riformatore ha detto:

    Ha ragione Colombo da Priverno. La procedura immaginata dal Ministero ha molti “difetti”, per essere cauti di giudizio, e rischia di tradursi in un nulla di fatto dal punto di vista pratico. Al massimo attirerà maggiori iscrizioni all’inizio della sua applicazione (ricordate l’articolo di Schiesaro sul Sole 24 Ore quando uscì la prima bozza di regolamento? Era onesto, quello era l’unico obiettivo possibile nel quadro attuale).

    Il problema è che in Italia si ricorre periodicamente alla riformulazione e al rimaneggiamento delle regole concorsuali perché è facile in fondo: basta fare una leggina e via. Poi all remains the same.

    Ben più difficile e impegnativo sarebbe riformare le istituzioni universitarie e il loro modo di funzionare assegnando centralità ai ricercatori e agli studiosi all’inizio della loro carriera, quelli più produttivi scientificamente.

  33. Cervello fuggito ha detto:

    Ehi ragazzi, sulle regole concorsuali, ma non avete capito che il prof. Modica ci prende in giro? Lui parla di adeguamento agli standards internazionali… ma in quale paese avanzato del mondo si usano i referee anonimi per il reclutamento? In nessuno che a me risulti, eppure ne ho girati parecchi di posti per fare ricerca: Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Olanda. O Modica si riferisce al Lussemburgo che noi poveretti ignoriamo? 😀

    I revisori anonimi sono utilizzati in tutto il mondo per valutare gli articoli scientifici e i progetti di ricerca, non all’interno delle comunità accademiche nazionali per il reclutamento. Lì la scelta è esplicita e responsabile, altrimenti si favoriscono gli opportunismi! Ma stiamo scherzando, ma dove vive questo professor Modica..

    Il revisore anonimo per definizione dev’essere disinteressato, deve agire solo per generosità intellettuale. E nel reclutamento si parla di ben altro evidentemente.

  34. Antonio ha detto:

    In Francia, per ottenere la qualifica a “maitre de conference “, i referees non sono anonimi, infatti tocca al candidato spedire via posta il proprio curriculum con 3 pubblicazioni all’indirizzo dei referees.

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