L’Ope Legis dell’On. Ghizzoni

Ecco l’intervento (dal sito camera.it) dell’Onorevole Manuela Ghizzoni, ricercatrice di storia medievale, Capogruppo del PD nella commissione cultura della Camera; presenta le misure riguardanti scuola, ricerca, università della Finanziaria in discussione alla Camera dei deputati. Si lamenta perché il testo finora non contiene il suo emendamento tendente ad escludere “solo” i ricercatori precari dell’Università dalle stabilizzazioni (previo concorso !) secondo l’articolo 146 della finanziaria in via di approvazione.

MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, …..nella manovra per il 2008 su scuola, università e cultura è chiara la volontà di investire, di recuperare efficienza e di gratificare il merito, come ad esempio dimostra la sperimentazione di una nuova organizzazione scolastica, finalizzata ad innalzare il servizio istruzione, a migliorare la qualità dell’apprendimento e ad accrescere l’efficacia della spesa. Infatti, la scuola italiana non soffre soltanto di carenza di risorse, ma anche di gestione inefficiente delle medesime, come dimostra il fatto che negli anni passati, ad eccezione delle ultime immissioni estive, il personale docente sia aumentato nelle regioni dove si è registrato un decremento degli alunni.
La norma introduce, inoltre, un meccanismo premiante, che prevede la restituzione alle sedi locali delle risorse risparmiate da investire per il personale e per l’edilizia. Ma il disegno di legge finanziaria per la scuola include altre norme, come per esempio l’assunzione di mille ATA aggiuntivi, rispetto al contingente previsto, che riteniamo possa comunque essere incrementato in considerazione dei prossimi e massicci pensionamenti. A proposito di ATTP crediamo che non sia più differibile una soluzione al problema salariale di inquadramento, oggi oggetto di sperequazione, del personale trasferito per legge dagli enti locali alle istituzioni scolastiche.
La prevista stabilizzazione dei docenti di sostegno, che va a vantaggio della continuità didattica e degli alunni, definisce l’organico secondo parametri quantitativi. Auspichiamo, pertanto, affinché l’integrazione degli alunni disabili sia efficace, che l’organico sia elevato di almeno l’80 per cento e che, in presenza di indifferibili e accertate esigenze, si possa procedere a nomine in deroga.
Analogamente, alla luce del costante incremento degli alunni stranieri, chiediamo siano destinate risorse per la dotazione di docenti di italiano per gli alunni alloglotti, così che la padronanza della lingua sia veicolo di comunicazione e di conoscenza, oltre che di integrazione. Sono auspici per una scuola più inclusiva, in grado di fornire ai giovani, in particolare più svantaggiati, le competenze indispensabili per affrontare le sfide poste dalla contemporanea società della conoscenza.
In merito all’università e alla ricerca, ricordo l’apprezzabile inversione di tendenza sui finanziamenti, dato l’incremento consistente del fondo di funzionamento ordinario e del fondo in favore degli enti di ricerca, ma l’apprezzamento riguarda anche le modalità di assegnazione delle risorse sottopostePag. 24all’adozione di un piano programmatico, nel quale MIUR ed atenei sanciscono una reciproca assunzione di responsabilità, per la quale il primo si impegna a trasferire adeguate risorse tenendo conto dell’inflazione e delle retribuzioni, mentre gli atenei sottoposti a valutazione si vincolano alla razionalizzazione della spesa e all’adozione di una programmazione degli interventi, al miglioramento della qualità dei servizi dell’offerta didattica. Con l’adozione di tale piano, i criteri del finanziamento incentivante, della programmazione connessa alla valutazione, trovano finalmente concreta applicazione nel nostro sistema universitario, seppure limitati alla distribuzione di una percentuale del fondo di funzionamento ordinario.
Non posso soffermarmi – come invece vorrei – su alcuni provvedimenti importanti, tesi a valorizzare i giovani ricercatori. Tuttavia, a tale proposito desidero invece richiamare la norma che prevede la stabilizzazione del personale delle amministrazioni pubbliche titolari di contratti a tempo determinato e di Cococo. Abbiamo ricevuto aspre critiche per la presentazione di una proposta emendativa, che escludeva dalla stabilizzazione il personale con compiti di insegnamento e di ricerca nell’università. La nostra decisione è coerente con quanto abbiamo sostenuto nella legge finanziaria per il 2007, cioè un piano di assunzione straordinario dei ricercatori, con nuove modalità procedurali snelle, meritocratiche e allineate agli standard internazionali.
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L’università italiana non ha bisogno di ope legis, ha bisogno di qualità, di concorsi trasparenti che valutino rigorosamente i titoli e le esperienze scientifiche e didattiche maturate, che gratifichi quindi i giovani migliori molti dei quali, ma non tutti, sono precari che oggi ci contestano. Comprendiamo la loro amarezza, soprattutto coloro che non hanno avuto l’occasione di dimostrare fino ad oggi con procedure comparative limpide il proprio valore scientifico.
Su questo punto è chiara la responsabilità di molti atenei che hanno basato un’ampia offerta didattica e i programmi di ricerca sulla disponibilità dei precari, senza prevedere un conseguente piano di reclutamento. Ma ora questo piano c’è e prevede 1050 posti cofinanziati a valere sulle risorse messe a disposizione nel 2007 a cui si aggiungeranno ben 4200 nel biennio 2009-2010. Da ieri è realtà anche il regolamento delle nuove modalità di reclutamento dei ricercatori. Abbiamo, quindi, posti e nuovi strumenti di selezione: così si aprono realmente le porte dell’università ai giovani talenti meritevoli, in adesione al dettato costituzionale.
Infine, richiamo solo per titoli alcuni provvedimenti di rilievo a favore dei beni culturali che meriterebbero ben maggiore spazio, sia per il profilo dell’impegno finanziario, sia per la qualità delle misure adottate. Oltre all’incremento del FUS, penso all’impegno inedito e forte per rilanciare l’industria cinematografica nazionale, attraverso meccanismi di incentivazione fiscale a favore delle imprese che investono in tutta la filiera del cinema e alle modifiche al testo unico della televisione introdotte per assicurare promozione e diffusione alla produzione audio-televisiva.
Concludo, signor Presidente, esprimendo apprezzamento per una manovra che restituisce serenità ai settori che ho richiamato non solo per le risorse messe a disposizione, ma per le scelte assunte tese a gratificare il merito e il senso di responsabilità, a sostenere la creatività, a disporre pratiche di programmazione, innovazione e valutazione.
Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di considerazioni integrative del mio intervento.

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17 Responses to L’Ope Legis dell’On. Ghizzoni

  1. beba ha detto:

    Interessante intervento che andrà giustamente valutato da tutti noi. Ben fatto di averlo inserito in questo blog…ci aiuta a capire e seguire giorno dopo giorno gli sviluppi di questa saga.
    Quando la saga sarà terminata, propongo di pubblicare un elenco comprensivo di coloro che hanno appoggiato il piano di stabilizzazione così come proposto al Senato.
    Per esclusione gli altri ed i lori apparati saranno penalizzati….ci ricorderemo certi volti e democraticamente agiremo di conseguenza alle elezioni.

  2. Lucas ha detto:

    E’ disponibile anche il testo integrale dell’intervento dell’onorevole. Non pronunciato in aula per motivi di tempo ma messo agli atti. Pare che

    “La nostra decisione non cela atti di piaggeria verso qualche istituzione universitaria, al contrario è coerente con quanto abbiamo convintamente sostenuto nella finanziaria 2007, cioè un piano di assunzione straordinario”

    Qualcuno ha idea di quale sia l’istituzione alla quale si riferisce l’onorevole?
    E quale sia il “piano straordinario”?
    Ogni anno meno concorsi di quanti se ne bandissero sotto la Moratti. E’ straordinario che ci si vanti di questo…

  3. Samuele ha detto:

    Ma la Ghizzoni il comma 7 l’ha letto?

    C’e’ scritto “piano per la progressiva stabilizzazione”! Al mio paese puo’ voler dire anche un concorso ‘riservato’ in cui chi non ha meriti viene scartato!
    E insegna storia medievale? Ma l’italiano lo conosce?

    A me sembra di no!

  4. Andrea ha detto:

    Ragazzi, calma: e’ ormai chiaro che nel maxi-emendamento ci escluderanno, ma non credo siano in grado di escluderci dal VOTO! E AN e’ li’…

  5. Leo ha detto:

    Io non voterò mai AN !

    Io non voterò!

    W l’Anarchia!

  6. Lucas ha detto:

    Propongo di avanzare la seguente proposta a vari onorevoli, inclusi gli on. Ghizzoni e Tocci:

    PROPOSTA
    Vi chiederei di presentare un emendamento all’articolo 96 della finanziaria 2008 che dica:
    “E’ fatto divieto alle università di bandire posti da professore ordinario per un settore disciplinare se la percentuale dei professori ordinari rispetto al totale di ordinari, associati e ricercatori di quello stesso settore in servizio presso la stessa università è superiore al 20%. E’ fatto divieto alle università di bandire posti da professore associato per un settore disciplinare se la percentuale dei professori associati rispetto al totale di ordinari, associati e ricercatori di quello stesso settore in servizio presso la stessa università è superiore al 30%.”

    Non si violerebbe alcuna autonomia universitaria, perche’ l’articolo 33 della costituzione recita che l’autonomia si esercita “nei limiti imposti dalla legge”.
    Si eliminerebbe l’anomalia di un sistema gerachico nel quale i tre livelli sono ugualmente numerosi, si eviterebbe di alimentare nuovo precariato e soprattutto si ripristinerebbe il principio del merito nella progressione fra i vari livelli della gerarchia accademica.
    Inoltre sarebbe una bella lezione all’Italia dei conflitti di interesse e delle corporazioni vedere l’on. Ghizzoni, una ricercatrice, battersi per una proposta che va a vantaggio dell’italia e contro gli interessi particolari della propria categoria.

    Se siamo d’accordo (postero’anche sulle mailing list), spediamola a nome dei ricercatori precari italiani.

  7. Andrea ha detto:

    Era quello che ci voleva. Ma non l’accetteranno mai!

  8. Luca ha detto:

    Ottimissima proposta!

  9. Elena ha detto:

    certo, non sara’ di sinistra, ma il trio Montezemolo/Casini/Pezzotta per una volta lo votero’!

  10. Nicola Levi ha detto:

    Sono, anzi ero, un ricercatore precario (7 anni) e sono sempre stato contrario a qualsiasi ope legis. Tuttavia leggere di nuovi concorsi da ricercatore mi fa sorridere se non ci fosse da piangere. L’università Italiana è al collasso. Io in 7 anni non ho mai visto un concorso da ricercatore. Se non si dà coraggio e fiducia ai giovani, l’Università muore. Chi farà il professore tra 10 anni, se metà della mia generazione se ne è andata? io conosco persone che hanno fatto il PhD e poi oggi fanno gli imbianchini. E non è un’iperbole.
    Personalmente ho il terrore anche solo a immaginare come possa essere una commissine di valutazione nazionale. Quali interessi, quali pressioni. Vogliamo essere onesti con noi stessi? Eliminiamo i conocrsi e facciamo una bella chiamata diretta all’Inglese. Io ti voglio, ti pago. E sopn responsabile delle tue azioni. Sei un buon ricercatore? Bene, ti premio. Sbagli? Ok, te ne vai. E se ne vanno anche i professori ordinari. Anche quelli che non hanno mai scritto un lavoro. Anche quelli che in 10 anni non hannop mai varcato la soglia dell’ufficio prima della 12.30. E che ci crediate o no, questa gente c’è.
    Personalmente me ne sono andato. Con la rabbia nel cuore, per esser stato menato per i fondelli per 7 anni. E chi ha la forza e la possibilità di andarsene se ne va. Chi resta? Chi si accontenta. Qualche mediocre. Chi piega la testa al volere del capoccione di turno. Bel futuro.
    Chiudo dicendovi che io in teoria sarei anche un vostro elettore. Ma non so mica se lo sono ancora.
    Nicola Levi

  11. Marco ha detto:

    Certo che se AN vuole i nostri voti, dovrebe cercare di guadagnarseli… Se no: FORZA SILVIO
    Dallo stenografico in corso di seduta:

    ANGELA FILIPPONIO TATARELLA. Signor Presidente, intervengo per chiedere al Governo di stralciare immediatamente dal testo del disegno di legge finanziaria approdato in Aula il comma 3-quinquies dell’articolo 96, introdotto dalla Commissione bilancio, così da non inserirlo nel maxiemendamento che il Governo si accinge a presentare e sul quale esso sta valutando di porre la questione di fiducia.
    Il comma in questione è stato introdotto per abolire progressivamente in tre anni il fuori ruolo previsto per i professori ordinari con anzianità in ruolo dal 1980. Mi rendo conto che il provvedimento è dettato da problemi di natura
    Pag. 10amministrativa ed economica connessi al rifinanziamento dei fondi di funzionamento ordinario nelle università. So benissimo che i bilanci delle università non sono rosei, per usare un eufemismo, e che dunque bisogna reperire fondi, ma non credo che il fine, sia pur giusto, giustifichi qualunque mezzo.
    Il mezzo prescelto è pragmaticamente inadeguato, e dunque inefficace, a risolvere, sia pure in parte, e significativamente, il problema delle scarse risorse delle università. Giuridicamente esso è in contrasto con il principio di affidamento sul quale, peraltro, vi è una copiosa giurisprudenza della Corte costituzionale.
    Il principio di affidamento viene leso in quanto la norma in questione incide sulle posizioni giuridiche soggettive maturate ex ante. Per tale ragione, è prevedibile che sorgerà un contenzioso giurisdizionale. Eticamente non mi sembra corretto penalizzare una categoria di docenti che per lo più ha svolto, proprio per la lunga permanenza nell’università, funzioni e compiti di tutto rispetto e di notevole rilievo. Un po’ di esprit de finesse francamente non guasterebbe. Pertanto, riformulo la mia richiesta di non introdurre nel maxiemendamento il comma 3-quinquies dell’articolo 96 (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).

  12. Samuele ha detto:

    Non distraiamoci!!
    Con il maxi-emendamento vogliono farci fuori!!!!!

  13. Marco ha detto:

    Ma è uscito sto maxiemendamento?

  14. Leo ha detto:

    Per paer condicio ecco un emendamento presentato dalla destra che favorisce il precariato

    2-bis. Le amministrazioni possono ricorrere ai contratti di formazione lavoro, di cui all’articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, previa definizione del fabbisogno nei documenti di programmazione di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
    145. 8. (ex 145. 58.) D’Alia, Peretti, Zinzi.

    Al comma 3, capoverso, Art. 36, comma 1, dopo le parole: pubbliche amministrazioni aggiungere le seguenti: , ad eccezione delle università e degli enti di ricerca,.

    Conseguentemente:

    al medesimo capoverso, comma 10, sopprimere il secondo periodo:

    all’articolo 150, tabella A, ridurre gli accantonamenti di 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008.
    145. 9. (vedi 145. 65.) Lamorte, Alberto Giorgetti.

  15. lao ha detto:

    Associazione 20 maggio tutelarei lavori.it
    Care/i amiche/i e care/i compagne/i,
    In questo numero vi segnalo l’importante iniziativa del Forum del Lavoro di Roma, il percorso della Fiananziaria approvata in commissione Bilancio alla Camera ed ora al vaglio dell’Aula e, infine, la conferenza stampa sul lavoro di Valter Vertroni e di altri esponenti dell’esecutivo del PD dal titolo GUADAGNARE DI PIU’, LAVORARE MEGLIO.

    Sul sito http://www.tutelareilavori.it troverete gli aggiornamenti sui testi della finanziaria e il video della conferenza stampa sul lavoro del PD.
    Vi invito a spedirci commenti, approfondimenti, lettere che avremo il piacere di pubblicare sul sito, sulla news letter e sui forum dell’Associazione.
    A presto.
    Davide Imola

    Sommario:
    – Sicurezza e redditi. Gli impegni del Partito Democratico per il lavoro;
    – Finanziaria all’esame della Camera dei Deputati;
    – Guadagnare di più, lavorare meglio. Conferenza stampa del PD sui temi del lavoro.

    Forum del Lavoro di Roma

    “Sicurezza e Redditi. Gli impegni
    del Partito Democratico per il Lavoro”
    Intervengono: Marco Miccoli, Paola Martini, Achille Passoni, Pier Paolo Baretta, Paolo Pirani, Agostino Megale, Alessia Mosca

    Partecipano: Riccardo Milana, Cesare Damiano, Goffredo Bettini

    Lunedì 17 Dicembre – ore 17,30 ROMA – Teatro delle Muse – via Forlì, 43
    Sul sito http://www.tutelareilavori.it trovate il testo integrale della Finanziaria non ancora definitivo e approvato dalla Commissione Bilancio e, inoltre, il testo degli articoli 145 e 146 per ciò che riguarda la stabilizzazione dei lavoratori precari nella Pubblica Amministrazione con il testo della Finanziaria 2007 per poter verificare i numerosi rimandi presenti nel testo per il 2008.

    Le parti in neretto riguardano le modifiche fatte sino ad ora alla Camera rispetto al Senato che, per ciò che riguarda i processi di stabilizzazione nel pubblico impiego, non sono particolarmente rilevanti. On. Teresa Bellanova ci segnala che tendenzialmente il Governo dovrebbe presentare in aula un maxi emendamento, su cui chiedere la fiducia, che riassume le modifiche approvate in Commissione Bilancio ma che, tuttavia, è ancora in corso una discussione in seno alla maggioranza per cui occorre attendere il testo del maxi emendamento per valutare eventuali modifiche.

    Al momento la nota più positiva riguarda i ricercatori che non vedono modificato il testo approvato al Senato come avrebbe voluto la CRUI per escluderli dai processi di stabilizzazione.
    Rimangono, inoltre, le positive soluzioni trovate già al Senato sul proseguo del percorso di stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato. Rimane la possibilità di programmare nel prossimo triennio le assunzioni per stabilizzazione anche dei collaboratori coordinati e continuativi.

    C’è una novità positiva che da “tassativamente tre mesi” per l’emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio per individuare i criteri per inserire nei processi di stabilizzazione anche coloro che non hanno rapporti di lavoro a tempo determinato o a collaborazione (interinali, partite iva individuali, professionisti …)
    Ed anche la modifica voluta da “Dini” in sostituzione della riserva del 10% ai co.co.co. nei futuri concorsi è, paradossalmente, più favorevole perché consente ai collaboratori, pur senza avere posti riservati, di partecipare per tutti i posti a concorso potendo far valere i titoli di servizio maturati.
    In tema di tutele sociali e fiscali per i lavoratori flessibili si può considerare positiva anche la norma sugli incapienti (Art. 4).

    Rimangono anche i due problemi, oltre alla mancanza assoluta di provvedimenti che non riguardino il pubblico impiego.
    Il primo è che per ciò che riguarda i collaboratori si richiede, oltre all’anzianità di 3 anni negli ultimi 5, anche che i contratti siano in essere al momento dell’entrata in vigore della legge. Purtroppo migliaia di persone verrebbero escluse perché spesso in questo periodo a cavallo tra i due anni non hanno contratti attivi ed altri rischiano l’esclusione perché sono stati tramutati a tempo determinato, per effetto della finanziaria 2007, solo da pochi mesi e, stando così la norma, non possiedono i requisiti per la stabilizzazione ne come collaboratori ne come tempi determinati.
    Su questo punto, grazie all’impegno del Gruppo del PD ed in particolare dell’On. Bellanova sembra che il governo provveda a porvi rimedio all’interno del Maxi emendamento che presenterà nelle prossime ore in aula alla Camera. Come sempre vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
    Il secondo è che la norma di salvaguardia per la continuità dei rapporti di lavoro nelle more dei processi di stabilizzazione è solo per i tempi determinati e non per le collaborazioni. Anche questa incongruenza, visto il termine perentorio per le assunzioni che rimane all’articolo 92, rischia di mettere in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro consolidati oltre che essere in contraddizione con la programmazione delle stabilizzazioni per chi possiede i requisiti.

    GUADAGNARE DI PIU’, LAVORARE MEGLIO

    11 Dicembre 2007

    Documento presentato nel corso della conferenza stampa del Partito Democratico sul lavoro.
    Sul sito http://www.tutelareilavori.it trovate il documento completo con i dati presentati e la registrazione video della conferenza stampa. Il 2007 è stato un anno in cui il tema del lavoro è stato centrale al dibattito politico, tra le parti sociali e nell’azione di governo.Dopo la conclusione dell’iter di approvazione del Protocollo Welfare, passato ora al vaglio del Senato, nel 2008 la questione salariale sarà uno dei principali campi di azione su cui governo e parti sociali si troveranno a confrontarsi.
    La questione salariale è stata recentemente riconosciuta come urgente, anche grazie alla pubblicazione di alcuni dettagliati studi, che hanno confermato la drammatica perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni e conseguentemente la necessità di intervenire. Dal 2002 al 2006 si è infatti registrata una forte perdita di potere d’acquisto dei salari – con picchi di riduzione per i giovani, le donne e i dipendenti di piccole imprese – fra le più gravi dei paesi europei.
    La situazione ha raggiunto tali dimensioni anche a causa dell’imperfetto e ormai parzialmente superato funzionamento della politica dei redditi e di un mancato intervento del precedente governo nel controllare gli effetti del passaggio all’euro su prezzi e tariffe.

    La perdita di potere d’acquisto si accompagna alla bassa produttività del nostro sistema e alla crescita economica ancora inferiore alla media europea, per quanto tornata con segno positivo. E’ indispensabile pertanto prevedere interventi che tengano in considerazione tutti gli aspetti che concorrono alla definizione di questa situazione. E’ necessaria, in altri termini, una “nuova politica dei redditi”, che garantisca crescita della produttività insieme alla tutela del potere d’acquisto dei salari.
    La questione salari, infatti, deve essere affrontata non solo direttamente con interventi del governo di riduzione della pressione fiscale, ma anche sul piano di una efficace contrattazione sindacale, del controllo dei prezzi e degli incentivi all’aumento di produttività. In questo senso, molte politiche già intraprese devono essere ulteriormente rafforzate:
    · continuare con decisione sulla strada delle liberalizzazioni, che portino concorrenza attraverso l’apertura dei mercati, come modalità tra le più efficaci per ridurre i prezzi;
    · attuare un attento monitoraggio dell’aumento dei prezzi e delle addizionali imposte anche a livello locale, che consideri tutti gli oneri che pesano sui redditi;
    · rendere ancora più rigorosa la lotta all’evasione, come strumento per recuperare risorse da spendere per competitività e per alleggerire la pressione fiscale sul lavoro e a carico dei lavoratori dipendenti;
    · favorire la fase di rinnovo dei contratti, nella quale sono impegnate le parti sociali, che costituirà il quadro entro cui il governo potrà proseguire nella concertazione con le parti sociali;
    · proseguire nella lotta alla precarietà, soprattutto giovanile, concentrandosi in modo particolare sulla valorizzazione del capitale umano, con interventi che favoriscano l’occupazione coerente con il percorso formativo e un riconoscimento retributivo per l’investimento in formazione.

    Nello specifico sui salari, l’azione del Governo dovrà perlopiù essere di natura fiscale. I provvedimenti prioritari da attuare con urgenza sono:

    1. riduzione della pressione fiscale sui salari, con il rafforzamento specifico delle misure di defiscalizzazione dei salari di produttività, già contenute nel Protocollo Welfare;
    2. applicazione più efficace delle norme in materia di parità salariale tra donne e uomini, che prevedono anche sanzioni, finora mai esercitate. Proposte queste che ricalcano recenti misure attuate in Spagna e Francia;
    3. recupero del fiscal drag;
    4. azioni che facilitino il rinnovo dei contratti tra le parti sociali e che favoriscano la contrattazione decentrata;
    5. interventi che introducano meccanismi meritocratici nella Pubblica amministrazione sia in termini di sviluppo delle carriere che di aumenti salariali di produttività.

    Queste sono solo alcune delle proposte di intervento. Altre azioni potranno essere messe in atto, una volta appurata la sostenibilità in base alle risorse disponibili. Per questo già a gennaio, a Finanziaria 2008 e Protocollo Welfare approvati, il Partito democratico organizzerà un momento di approfondimento sul tema che preparerà un pacchetto di proposte dettagliate.

  16. Anna R. ha detto:

    On. Ghizzoni,
    le persone come lei mi fanno schifo!
    Si sara’ anche assicurata il passaggio ad associato, on. Ghizzoni, ma certo una come lei non merita di definirsi ‘di sinistra’.
    On. Ghizzoni, VERGOGNA!

  17. Bimbo ha detto:

    Ho cercato di ricostruire un po’ della storia del testo del maxi-emendamento.

    Vi invio uno stralcio dell’intervento di Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico nella commissione Cultura della Camera, in merito alla legge finanziaria 2008. In particolare rivendica la presentazione della proposta emendativa per escludere i ricercatori precari di università ed enti con contratti diversi dal tempo determinato dalle stabilizzazioni. Questa proposta, concorde con l’opinione della CRUI è quella accolta nel maxiemendamento. In neretto la parte oggetto del nostro interesse. Con riferimento ai numeri dei concorsi (4000 nei prossimi tre anni) essi sono riferiti alla sola università. Nel solo CNR i precari sono oltre 5000. In tutti gli altri EPR direi altrettanti e con l’università non mi meraviglierei che si tocchi quota 50.000. Mi risulta, ma non riesco a trovarne prova certa, che l’emendamento originario avesse anche la firma di Walter Tocci.

    Vi allego anche il dibattito relativo ad una recentissima interrogazione a firma Manuela Ghizzoni, Walter Tocci (e non solo loro, essi sono coloro che hanno preso la parola in sede di dibattito) in cui i due si dichiaravano soddisfatti per il procedere delle stabilizzazioni dei ricercatori a tempo determinato (quelle che nel CNR dovrebbero esservi tra pochissimo per pochi fortunati).

    Personalmente ho trovato queste due letture molto istruttive… Per evitare equivoci vorrei sottolineare che il mio scopo non è quello di esporre i due “coraggiosi” deputati al pubblico linciaggio.

    Al momento tengo per me molte mie riflessioni. In vero, non è così singolare vedere uno studioso non lontano dal pensiero di Tony Negri (così in breve inquadro il pensiero di Giulio Palermo), un esponente della sinistra del Partito Democratico (così frettolosamente classifico il ricercatore del CNR e deputato Walter Tocci), una professoressa universitaria espressione del “centro” del Partito Democratico (altro giudizio frettoloso) e la Conferenza dei Rettori (frettolosamente li chiamerei baroni) convergere nel nome del primato dei concorsi contro le baronie contro la stabilizzazione di coloro che non sono tempi determinati. In fondo la “casta” di coloro che sono contro le “caste” non ha mai prodotto molti avanzamenti per coloro che né alla “casta” né alle “caste” appartengono (perdonate il “castese”). Del resto è improponibile che i paria divengano brahmini (…che per ironia della sorte sarebbe stata la casta dei custodi della scienza).

    MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, …..nella manovra per il 2008 su scuola, università e cultura è chiara la volontà di investire, di recuperare efficienza e di gratificare il merito, come ad esempio dimostra la sperimentazione di una nuova organizzazione scolastica, finalizzata ad innalzare il servizio istruzione, a migliorare la qualità dell’apprendimento e ad accrescere l’efficacia della spesa. Infatti, la scuola italiana non soffre soltanto di carenza di risorse, ma anche di gestione inefficiente delle medesime, come dimostra il fatto che negli anni passati, ad eccezione delle ultime immissioni estive, il personale docente sia aumentato nelle regioni dove si è registrato un decremento degli alunni.
    La norma introduce, inoltre, un meccanismo premiante, che prevede la restituzione alle sedi locali delle risorse risparmiate da investire per il personale e per l’edilizia. Ma il disegno di legge finanziaria per la scuola include altre norme, come per esempio l’assunzione di mille ATA aggiuntivi, rispetto al contingente previsto, che riteniamo possa comunque essere incrementato in considerazione dei prossimi e massicci pensionamenti. A proposito di ATTP crediamo che non sia più differibile una soluzione al problema salariale di inquadramento, oggi oggetto di sperequazione, del personale trasferito per legge dagli enti locali alle istituzioni scolastiche.
    La prevista stabilizzazione dei docenti di sostegno, che va a vantaggio della continuità didattica e degli alunni, definisce l’organico secondo parametri quantitativi. Auspichiamo, pertanto, affinché l’integrazione degli alunni disabili sia efficace, che l’organico sia elevato di almeno l’80 per cento e che, in presenza di indifferibili e accertate esigenze, si possa procedere a nomine in deroga.
    Analogamente, alla luce del costante incremento degli alunni stranieri, chiediamo siano destinate risorse per la dotazione di docenti di italiano per gli alunni alloglotti, così che la padronanza della lingua sia veicolo di comunicazione e di conoscenza, oltre che di integrazione. Sono auspici per una scuola più inclusiva, in grado di fornire ai giovani, in particolare più svantaggiati, le competenze indispensabili per affrontare le sfide poste dalla contemporanea società della conoscenza.
    In merito all’università e alla ricerca, ricordo l’apprezzabile inversione di tendenza sui finanziamenti, dato l’incremento consistente del fondo di funzionamento ordinario e del fondo in favore degli enti di ricerca, ma l’apprezzamento riguarda anche le modalità di assegnazione delle risorse sottopostePag. 24all’adozione di un piano programmatico, nel quale MIUR ed atenei sanciscono una reciproca assunzione di responsabilità, per la quale il primo si impegna a trasferire adeguate risorse tenendo conto dell’inflazione e delle retribuzioni, mentre gli atenei sottoposti a valutazione si vincolano alla razionalizzazione della spesa e all’adozione di una programmazione degli interventi, al miglioramento della qualità dei servizi dell’offerta didattica. Con l’adozione di tale piano, i criteri del finanziamento incentivante, della programmazione connessa alla valutazione, trovano finalmente concreta applicazione nel nostro sistema universitario, seppure limitati alla distribuzione di una percentuale del fondo di funzionamento ordinario.
    Non posso soffermarmi – come invece vorrei – su alcuni provvedimenti importanti, tesi a valorizzare i giovani ricercatori. Tuttavia, a tale proposito desidero invece richiamare la norma che prevede la stabilizzazione del personale delle amministrazioni pubbliche titolari di contratti a tempo determinato e di Cococo. Abbiamo ricevuto aspre critiche per la presentazione di una proposta emendativa, che escludeva dalla stabilizzazione il personale con compiti di insegnamento e di ricerca nell’università. La nostra decisione è coerente con quanto abbiamo sostenuto nella legge finanziaria per il 2007, cioè un piano di assunzione straordinario dei ricercatori, con nuove modalità procedurali snelle, meritocratiche e allineate agli standard internazionali.

    L’università italiana non ha bisogno di ope legis, ha bisogno di qualità, di concorsi trasparenti che valutino rigorosamente i titoli e le esperienze scientifiche e didattiche maturate, che gratifichi quindi i giovani migliori molti dei quali, ma non tutti, sono precari che oggi ci contestano. Comprendiamo la loro amarezza, soprattutto coloro che non hanno avuto l’occasione di dimostrare fino ad oggi con procedure comparative limpide il proprio valore scientifico.
    Su questo punto è chiara la responsabilità di molti atenei che hanno basato un’ampia offerta didattica e i programmi di ricerca sulla disponibilità dei precari, senza prevedere un conseguente piano di reclutamento. Ma ora questo piano c’è e prevede 1050 posti cofinanziati a valere sulle risorse messe a disposizione nel 2007 a cui si aggiungeranno ben 4200 nel biennio 2009-2010. Da ieri è realtà anche il regolamento delle nuove modalità di reclutamento dei ricercatori. Abbiamo, quindi, posti e nuovi strumenti di selezione: così si aprono realmente le porte dell’università ai giovani talenti meritevoli, in adesione al dettato costituzionale.
    Infine, richiamo solo per titoli alcuni provvedimenti di rilievo a favore dei beni culturali che meriterebbero ben maggiore spazio, sia per il profilo dell’impegno finanziario, sia per la qualità delle misure adottate. Oltre all’incremento del FUS, penso all’impegno inedito e forte per rilanciare l’industria cinematografica nazionale, attraverso meccanismi di incentivazione fiscale a favore delle imprese che investono in tutta la filiera del cinema e alle modifiche al testo unico della televisione introdotte per assicurare promozione e diffusione alla produzione audio-televisiva.
    Concludo, signor Presidente, esprimendo apprezzamento per una manovra che restituisce serenità ai settori che ho richiamato non solo per le risorse messe a disposizione, ma per le scelte assunte tese a gratificare il merito e il senso di responsabilità, a sostenere la creatività, a disporre pratiche di programmazione, innovazione e valutazione.
    Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di considerazioni integrative del mio intervento.

    Ecco invece la posizione della deputata Manuela Ghizzoni e del deupato Walter Tocci sulla stabilizzaizone del personale a tempo determinato.

    Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

    (Tempi di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dal comma 520 dell’articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 in tema di stabilizzazione del personale impiegato in attività di ricerca presso gli enti pubblici di ricerca – n. 3-01420)

    PRESIDENTE. La deputata Ghizzoni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01420, concernente i tempi di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dal comma 520 dell’articolo 1 della legge finanziariaPag. 59del 2007 in tema di stabilizzazione del personale impiegato in attività di ricerca presso gli enti pubblici di ricerca (Vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata sezione 11).

    MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, signor Ministro, la ricerca si nutre di libertà, ma nel nostro Paese sono molti i ricercatori che non conoscono tale situazione di autonomia e di indipendenza. Ci riferiamo ai ricercatori precari che contribuiscono allo sviluppo scientifico e culturale del nostro Paese, ma la loro azione è svolta senza le certezze che derivano da un lavoro stabile, certezze non solo economiche, ma anche di autonomia per le proprie ricerche e di riconoscimento dei propri meriti.
    Per contrastare tale fenomeno il gruppo del Partito Democratico-L’Ulivo ha sostenuto convintamente nella legge finanziaria per il 2007 – attualmente in vigore – la norma che consente, per gli enti pubblici di ricerca, la stabilizzazione di ricercatori precari titolari di contratti a tempo determinato attivati a seguito di procedure selettive. A tal fine, è stato costituito un apposito Fondo per il 2007, di 20 milioni di euro, per il cui utilizzo è prevista l’emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Pertanto, chiediamo quando sarà approvato tale decreto, che non può esser ulteriormente procrastinato in quanto rappresenta un primo significativo passo verso la giusta valorizzazione dei talenti italiani nel campo della ricerca e del sapere.

    PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Vannino Chiti, ha facoltà di rispondere.

    VANNINO CHITI, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, il tema sollevato è di grandissimo rilievo e riguarda sia l’impegno complessivo del Governo per superare il precariato nel lavoro sia la centralità della ricerca e di coloro che vi operano per il progresso del nostro Paese. Come lei ricordava, onorevole Ghizzoni, la legge finanziaria ha previsto un fondo di 20 milioni di euro per il 2007 e di 30 milioni per il 2008. I criteri generali in materia di stabilizzazione sono stati poi definiti con la direttiva n. 7 del 30 aprile 2007, dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, che ha provveduto, con successive circolari, a fornire le necessarie istruzioni agli enti di ricerca per la presentazione delle richieste di stabilizzazione e di assunzione. Sulla base delle richieste pervenute dagli enti interessati è stata elaborata una ripartizione del Fondo che ha tenuto conto di alcuni parametri quali il numero degli enti vigilati, le vacanze di organico, il fabbisogno rappresentato e le assunzioni che erano state autorizzate nell’ultimo triennio.
    Come lei ricordava, onorevole Ghizzoni, per l’utilizzazione del Fondo, si provvede con decreto del Presente del Consiglio dei ministri da adottare sulla base di una deliberazione del Consiglio dei ministri stesso, sentite le amministrazioni vigilanti sugli enti di ricerca. Tale provvedimento, che prevede di assumere a tempo indeterminato un numero complessivo di circa 804 unità tra vincitori di concorso e lavoratori precari, è attualmente all’esame finale del Ministero dell’economia e delle finanze per la valutazione della compatibilità e coerenza di bilancio. Credo e auspico che possa essere già approvato nel corso del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per venerdì 16 novembre ed, in ogni caso, se ciò non fosse possibile, per quello successivo.

    PRESIDENTE. Il deputato Tocci, cofirmatario dell’interrogazione, ha facoltà di replicare.

    WALTER TOCCI. Signor Ministro, è una bella notizia per la ricerca scientifica italiana! Con l’impegno preso in questa sede si possono, quindi, trasformare tanti contratti a termine in assunzioni stabili. I giovani ricercatori italiani attendevano da tanto tempo questa bella notizia. Il precedente Governo, infatti, aveva bloccato per cinque anni i concorsi negli enti di ricerca, chiudendo le porte ai giovani talenti del nostro Paese. Tutto ciò ha soffocato la ricerca scientifica e ha costretto molti a cercare fortuna all’estero. Ricordo che il precedente Ministro, dopo avere chiuso le porte, versava anche lacrime di coccodrillo per la «fuga dei cervelli». Ora si inverte la rotta, con la notizia che lei ci ha riferito: si riaprono le porte e si dice, soprattutto, ai giovani scienziati italiani che questo è il loro Paese e che esso ha bisogno di loro. Quindi, la ringrazio, signor Ministro. Sappiamo che il suo impegno personale è stato decisivo per sbloccare in questi ultimi giorni il decreto che impegna i fondi per le assunzioni già stanziati dalla finanziaria per il 2007.
    Le chiediamo anche di prestare attenzione alle procedure successive: sono infatti stanziati nella finanziaria di quest’anno e nel bilancio triennale altri fondi per riaprire i concorsi pubblici. Ci sono finanziamenti per mettere a concorso almeno duemila posti di ricercatore e, soprattutto, dobbiamo ricorrere alle procedure normali, ai normali concorsi pubblici. Un giovane astrofisico, che ho incontrato in questi giorni e che, insieme ad altri, attendeva questa buona notizia, mi diceva che i concorsi pubblici nella ricerca dovrebbero avere la stessa regolarità dell’orbita dei pianeti intorno al sole. Penso che questa sia, davvero, una regola che ci dovremmo dare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-L’Ulivo).

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