Ottimo articolo del Manifesto …ma gli ultimi eventi aprono oscuri scenari

Oggi è stato pubblicato un ottimo articolo del Manifesto che si puo leggere cliccando qui.

Purtroppo però la realtà incalza il giornalismo che quindi già appare superato dagli eventi.

Proprio gli ultimi eventi vanno nella direzione di un non riconoscimento sostanziale del lavoro svolto dai precari nell’ultimo decennio all’interno degli atenei.

Si è infatti proceduto allo sblocco dei concorsi per i passaggi di ruolo, delle cosidette progressioni di carriera, mentre nell’ultimo anno – nonostante il blocco dei passaggi di carriera – i concorsi nuovi di entrata nel ruolo di ricercatore non sono stati incrementati anzi sono meno di quelli fatti mentre era ministro Moratti senza blocco dei passaggi di carriera!

Mussi dal suo canto promette entro il 2009, anche 4000 posti da ricercatore (non si sa bene con quale legge di regolamento vecchia o nuova?)

…da quando è ministro ha promesso alcune migliaia di posti…nella realtà ne sono stati fatti meno che in passato ed ora con lo sblocco dei passaggi di carriera …nessuno può prevedere cosa accadrà.

Alla faccia della piramide rovesciata….del cilindro e di ogni altra rappresentazione grafica della docenta universitaria!

Tutto questo mentre alla Camera si presenta una nuova legge delega che vorrebbe riformare tutti i concorsi, che sarà approvata perché comunque lo sblocco dei passaggi di carriera è solo per il prossimo anno e che è già stata avversata dall’ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari) (scaricabile nei post precedenti).

Tornando ai precari….per loro la situazione è terribile…

….dipendono solo dalle promesse di Mussi e dalla volontà politica locale di fare nuovi concorsi

per il momento con le vecchie regole così come con le vecchie regole sono stati sbloccati i concorsi per le progressioni di carriera (per i riferimenti e per scaricare la bozza della nuova legge delega vedi i post sotto). Insomma il governo ha deciso di non attuare la riforma Moratti in tema di commissioni di cocncorso e valutazione ma di tornare alla legge Berlinguer (quella ipercriticata per il localismo, l’eccesso di autonomia delle commissioni e per la libertà quasi assoluta di cooptazione).

Ah dimenticavo! Ecco come il grande giornalismo di Repubblica da conto di queste notizie…facendo un polpettone in cui nulla è chiaro e i livelli sono confusi (ANVUR, nuovi concorsi, nuove e vecchie regole, proposte o leggi effettivamente in vigore)….(cliccate e buona lettura)

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7 Responses to Ottimo articolo del Manifesto …ma gli ultimi eventi aprono oscuri scenari

  1. CHE VERGOGNA!!!

    In fondo è evidente… la gerontocrazia nn può che autoalimentarsi…
    Cmq certe merd**e le fanno sempre sotto le feste…

    Chi lo spiega ai duri e puri antibocconiani che è ora di
    finirla con questo schifo? E che ne sono in parte anche responsabili?

    PS = dopo l’ennesima inc****a ora possiamo pure
    tornare a postare commi ed emendamenti…

    Buon anno a tutti

  2. France ha detto:

    “Ottimo”?
    Dunque, vediamo:”Uno dei lettori ha scritto, a ragione, che andrebbe sviluppata e salvaguardata una soggettività politica autonoma dei ricercatori. Una soggettività autonoma, si potrebbe aggiungere, che punti a stabilire un’alleanza con gli studenti per aumentare i finanziamenti destinati alla ricerca.”
    E poi, più sotto:”Obiettivi dei ricercatori precari, e degli studenti, è anche l’accesso al sapere come diritto universale, la trasformazione e la riqualificazione dei piani di studio, anche autogestendo seminari, mettendo così in crisi quella tendenziale trasformazione dell’università in una fabbrica di forza-lavoro che ha introietta la precarietà come condizione permanente della sua presenza nel mercato del lavoro.”
    Scusate, ho fatto ahimé “quelle scuole lì”, per cui può anche darsi che non sia capace di capire… Ma se la riforma dell’Univeristà passa da una bella occupazione congiunta studenti-ricercatori precari con seminari autogestiti e collettivi di autorganizzazione di bbase, passateme la ganna subito che famo prima!

  3. Marco ha detto:

    Palermo ha sostanzialmente ragione, e questo è un dato di fatto che non può essere messo in secondo piano dal fatto che Palermo, probabilmente, è uno di quelli che “da che pulpito!”.

    Io me ne sono andato dall’Italia poco dopo aver iniziato il dottorato. Mi trovo enormemente meglio di prima. Non so se ci torno, ma sicuramente non ci tornerò mai per elemonisanre un assegno di ricerca da morto di fame, dietro al quale c’è una mansione da galoppino del barone di turno. Ho visto gente che sistematicamente invece punta proprio a questo: il posticello tranquillo vicino casa, a volte persino senza essere pagati, tanto mammà e papà, con cui si vive ancora, finché il barone non mi sistema meglio, l’aiutino me lo danno.

    In attesa che un giorno, forse, chissà, il chiarissimo Barone mi da la borsa, mi fa il contratto, mi fa fare il concorso. E intanto ci si lagna e si mugugna. E si sgobba, magari si lavano provette e ti dicono che fai ricerca. Certo, chi si infila in questo sistema e cerca di raccattarne comunque qualcosa ha molte meno colpe di chi lo comanda e lo perpetua. Ma questa mentalità, che si resta ad aspettare, che che un giorno, dall’alto, chissà come, producendo chissà cosa in cambio, qualcuno ci sistemi e ci dia il posto. Questa mentalità pervade perniciosamente molti settori del Paese, e contribuisce a mandarlo in malora.

    Per quanto riguarda l’università, non credo che la chiave sia un’astratta, retorica e ideologica, alleanza tra studenti e ricercatori precari. Credo invece che si dovrebbe cominciare a pensare di rifiutare certe logiche, andare di più all’estero, cercare i fondi presso le istituzioni europee, cercare di brevettare le proprie idee e e cercare di far fruttare il proprio ingegno anche fuori dall’università, non solo con la pubblicistica e le cose che servono solo a tentare la carriera di barone.

    Ma questo ovviamente per chi ci crede, ha passione e vale qualcosa. Chi si avvinghia a questo sistema mafioso perché difficilmente otterrebbe qualcosa meritandosela, andrebbe stroncato e basta.

  4. France ha detto:

    Giuste osservazioni, Marco. La cosa veramente triste e’ che l’unica soluzione e’ e restera’ abbandonare la carretta al suo destino…
    Ed emigrare non e’ facile: torno ora dalle vacanze in Italia al caro Nord Europa che mi ha, bene o male, permesso di mettere su famiglia, comprare una casa e di fare ricerca senza troppe preoccupazioni, pero’ la mancanza di casa la sento. Ma se in Italia si potesse fare quello che faccio qui, alle stesse condizioni, non sarebbe bellissimo? Perche’ noi dobbiamo sempre essere gli ultimi stronzi d’Europa?

  5. kari ha detto:

    @ France Nord Europa pure io e anche io mi domando molto spesso noi dobbiamo sempre essere gli ultimi stronzi d’Europa?e firmo al 100% la frase Ma se in Italia si potesse fare quello che faccio qui, alle stesse condizioni ?

  6. “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”
    E-mail: precariinvisibili@tiscali.it
    Sito Blog: http://precariinvisibilimessina.myblog.it/

    COMUNICATO STAMPA

    PRECARIE LEGNANO: DOPO LA “STRIP CONFERENZA” SCIOPERO DEI PRECARI IL 19 SETTEMBRE

    Non mollano le 11 precarie licenziate dell’azienda Ospedaliera di Legnano che dopo la “Strip Conferenza”, hanno dato parola a tanti altri precari leggendo le lettere di solidarietà giunte.

    “La lotta prosegue – dichiara Ornella Cameran della RDB/CUB che questa mattina ha dato vita alla strip conferenza – e da lunedì saremo di nuovo davanti l’Ospedale di Legnano a fare il nostro presidio contro i licenziamenti”.

    Martedì le lavoratrici saranno ricevute dall’Assessore al Lavoro della Provincia di Milano Bruno Casati e da una delegazione della Commissione Lavoro della provincia di Milano.

    Sempre a Legnano Mercoledì 10 si terrà un’assemblea generale di tutti i lavoratori in solidarietà con le 11 centraliniste e per denunciare le esternalizzazioni che da qui a breve colpiranno l’azienda Ospedaliera.

    Le lavoratrici hanno inoltre lanciato a tutti i precari un appello a scioperare il giorno 19 settembre e partecipare a Roma all’assemblea convocata dalle RdB-CUB nella sala conferenze Cavour, in via Cavour a Roma.

    Milano, 5 settembre 2008

    precarie.legnano@hotmail.it

    Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego – Confederazione Unitaria di Base

    Via dell’Aeroporto, 129 – 00175 – tel. 06/762821, fax 06/7628233 – portale: http://www.rdbcub.it, e-mail: info@pubblicoimpiego.rdbcub.it

    COMUNICATO STAMPA

    SANITA’ LAZIO: RDB/CUB DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE E CHIAMA I LAVORATORI ALLO SCIOPERO

    Dopo anni di sprechi e clientele, che perdurano dalla gestione Storace e senza alcun efficace sistema di controllo sulla spesa delle aziende, il Presidente Marrazzo, per evitare un commissariamento che ormai può far male solo a lui e a quanti nella sua Giunta rischiano di perdere poltrone e appannaggi, ha concordato con il Governo Berlusconi l’accelerazione della chiusura di tre grandi ospedali della capitale con la conseguente mobilità degli operatori e blocco totale delle assunzioni e dei trasferimenti per il resto degli ospedali.

    “Non vi è nessuna traccia dei presìdi e delle strutture territoriali che avrebbero dovuto compensare il taglio dei posti letto e la soppressione di numerosi servizi – dichiara Sabino Venezia della RdB-CUB Sanità – come pure nessuna notizia sugli ospedali di nuova apertura e nemmeno su chi li gestirà. La riorganizzazione della rete ospedaliera di fatto è una mera riduzione del servizio sanitario pubblico ai cittadini, che determinerà ulteriori file ai pronto soccorso, allungamento delle liste d’attesa e conseguente incremento dell’attività libero professionale nelle strutture pubbliche e del ricorso alla sanità privata, in barba al diritto alla salute costituzionalmente sancito”.

    A pagare il prezzo del definitivo smantellamento del servizio sanitario pubblico regionale saranno innanzitutto i lavoratori del settore ed i precari. Per i primi la Regione, con il consenso di CGIL, CISL e UIL, già nella legge di assestamento del bilancio 2008 ha istituito un Osservatorio per la ricollocazione del personale considerato in esubero, che oltre al personale tecnico e infermieristico coinvolgerà anche gli amministrativi, per effetto del progetto di centralizzazione delle attività tecnico-amministrative, con la previsione di incentivare gli esodi con i Fondi della contrattazione integrativa.

    “E’ una vera e propria dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore, dei precari e dei cittadini della Regione Lazio – prosegue Venezia – un ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro, la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico a favore dei privati. Cosa può produrre di peggio il Commissariamento della Regione? Avviamo lo stato di agitazione dei lavoratori delle strutture regionali per costruire una forte risposta a partire dai posti di lavoro e dagli scioperi del 19 settembre e del 17 ottobre prossimi”, conclude il dirigente RdB-CUB Sanità.

    Roma, 5 settembre 2008

    Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego – Confederazione Unitaria di Base

    Via dell’Aeroporto, 129 – 00175 – tel. 06/762821, fax 06/7628233 – portale: http://www.rdbcub.it, e-mail: info@pubblicoimpiego.rdbcub.it

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