Il Pap’occhio

La situazione ci ha un po’ preso la mano e nonostante sia off topic ecco un picciol post sulle eterne vicende papaline a Roma.

Il Magnifico Guarini invita nientepopodimenoche il Prof. Ratzinger per una lectio magistralis di inaugurazione dell’anno accademico! Il professore è però anche il Pàpa-Pàpa-Pàpa !!!

Sessanta altri professori protestano in difesa di Galilei e contro la lectio magistralis con una lettera.

Strano il motivo del contendere: il prof. Ratzinger in difesa della chiesa fa ricorso ad alcune eterodosse e circoscritte posizioni dell’epistemologo anarchico Feyerabend.

Feyerabend e il caso Galileo diventa motivo di dissenso. Il fatto è che estrapolare alcune frasi di Feyerabend dal contesto del suo pensiero è “contro qualsiasi metodo”. Ma di questo nessuno si accorge.

Ma torniamo ai fatti, alcune delle componenti più radicali del movimento studentesco chiedono una controinaugurazione dell’anno accademico (con lazzi e frizzi anticlericali) e il Magnifico, per non far torto a nessuno, concede anche la contromanifestazione, previa occupazione dell’aula del Senato Accademico.

Il Papa-professore allora declina l’invito.

Apriti cielo! Tutti in difesa del prof. Ratzinger e dei valori liberali dello Stato, Mussi, Napolitano, Rutelli et al.

Qualche considerazione….l’università va a scatafascio, non ci sono finanziamenti, il livello di apprendimento degli studenti è basso, non si reclutano nuovi ricercatori …ma l’opinione pubblica si occupa del caso Ratzinger-La Sapienza.

Allora si deve certo chiedere al Papa:

Papa benedici i ricercatori precari dell’Università e dall’alto del tuo magistero scaccia i mercanti dal tempio!!!

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30 Responses to Il Pap’occhio

  1. Colombo da Priverno ha detto:

    Bell’articoletto, si, ma non mi piace la fine, che rievoca, per quanto un po’ ironicamente, quel triste sapore del mendicante che è disposto a votarsi (letteralmente) a tutti i santi – perfino al campione oscurantista della fabbrica dell’anticultura, al nemico di Galileo, di Darwin e di Heinstein – per farsi benedire il posto da ricercatore. Io, se volete saperlo, al prof. Ratzinger non chiederei proprio nulla.
    Non si può ricondurre tutto, compresa la scelta di mettere o meno i capperi sulla pizza, al tema dolente dei posti per ricercatore.
    Il tema dei rapporti tra chiesa e istituzioni è ben più generale, e riguarda la laicità delle istituzioni, la libertà di pensiero, ma anche cose molto pratiche, come l’aborto, la sperimentazione sulle staminali, la diagnosi preimpianto. La salute, dunque: si, perchè l’ingerenza illecita della chiesa romana sulle istituzioni è ormai giunta a far fare scelte legislative che limitano nella pratica i diritti di persone non cattoliche. Non è più questione solo di libertà di pensiero.
    Dunque è stato sacrosanto cacciare il prof. Ratzinger dalla sapienza. Se si è sentito offeso come professore, peggio per lui che ha umiliato il suo ruolo accademico comportandosi esattamente come il mago Otelma: mettendosi vestiti sgargianti, dandosi un altisonante nome di battaglia (Benedetto XIV: e se io decido di chiamarmi Stanislao XXV ed essere Re della Setta del Sole?) ed affermando di essere il vicario di dio sulla terra. Roba da chiamare il 118, se ci pensate bene. Roba per cui Otelma, pur essendo effettivamente plurilaureato a pieno voti, è tenuto alla stregua d’un cialtrone. Perchè invece Benny dovrebbe essere un illuminato?
    Benny e i suoi tirapiedi (il più noto è il politico Camillo Ruini, che non è manco professore, credo) gridano alla libertà di espressione del pensiero, che sarebbe violata a loro discapito.
    Io sono d’accordo con la libertà di manifestare il pensiero, per carità. Relizziamola. Via l’8 per 1000, via lo Stato-Città del Vaticano; via le agevolazioni fiscali; via il Concordato; via i preti e gli insegnanti autorizzati dalla curia per l’ora di religione nelle scuole; via i crocefissi dai luoghi istituzionali; via ogni forma di AIUTO DI STATO alla Chiesa cattolica Apostolica Romana da parte della Repubblica Italiana.
    Dopo di che, ridotti nelle stesse condizioni economiche di partenza di tutti (protestanti, hare Krishna, musulmani, divino Otelma), parlino pure liberamente dall’appartamentino in periferia dove si riuniranno pateticamente come tutte le altre religioni a pregare, senza TV, Radio, e senza un secolare apparato di persuasione che mantengono coi soldi della Repubblica Italiana, cioè anche di coloro che cattolici non sono, e purtuttavia vedono parte delle risorse pubbliche (anche, proporzionalmente, il loro 8 per 1000, pure se lo hanno devoluto allo stato: informatevi) regalate a questa religione.
    Ma vi rendete conto che lo stipendio ai preti lo paghiamo noi? Scommetto che Otelma farebbe meno ridere se fosse messo nelle stesse condizioni.
    Quindi la protesta contro il Papa alla sapienza non è – nè può, se non mistificando – essere letta come limitazione delòla libertà. Ma come protesta sacrosanta contro un potere politico effettivo, che è stato posto in condizioni ECONOMICHE di avere una struttura capillarizzata e potente tale di influenzare le scelte DI TUTTI, non solo degli adepti.
    L’adepto non vuole fare la diagnosi preimpianto? non la faccia. L’adepta vuole rimanere incinta ogni volta che tromba? Lo faccia. Il punto è che questi pretendono di imporre la stessa ciosa anche agli altri, sulla base di concezioni dogmatiche scientificamente indimostrate, come la formazione dell’essere umano dal momento del concepimento.
    Quella della sapienza è una lotta sacrosanta contro UNA PIOVRA. ragazzi e professori della sapienza, vi sono vicino. Avete colpito nel segno, avete cacciato via il Papa. Non è da tutti i giorni. Aveste sentito Padre Livio (o “Livido”, non ricordo) di radio Maria cosa diceva di voi prof. della Sapienza: “asini raglianti”, scarafaggi”, era il meno. La rabbia di Padre Livido è la prova che avete colpito nel segno. GRANDI!!!!!!!
    Continuiamo.

  2. Benedetto XVI ha detto:

    RAMMARICATTOOOOOOOO

  3. Fabrizio ha detto:

    Il post inserito all’inizio di questa discussione la dice lunga della condizione e della confusione mentale dei ricercatori precari. Onore a Mussi, al PD e al Governo che si sono rifiutati di stabilizzare e di far entrare in ruolo nell’Università certe persone.

  4. Francesco ha detto:

    @Fabrizio:
    è tipico di chi non ha argomentazioni valide insultare gli interlocutori.

  5. Colombo da Priverno ha detto:

    caro don Fabrizio,
    se con “certe persone” ti riferisci a me, e se la tua opinione è fondata sul tuo cattolicesimo, non me ne stupisco. Sei il classico esempio (il classico fossile, potrei dire) di quel che dicevo: il modus operandi che ti è stato somministrato insieme al catechismo ti porta a sperare che sia recisa brutalmente la voce di tutti coloro che cattolici non sono e che tu identifichi intrinsecamente come nemici (“chi non è con me è contro di me”, disse il tuo maestro).
    Ti ringrazio sinceramente della speranza da te espressa che io non entri in ruolo, perchè uno come te in ruolo non ci avrebbe voluto nemmeno Galileo, nemmeno Darwin, e nemmeno Geymonat.
    Io mi sentirei meglio con loro nella discarica in cui tu vuoi metterci, invece che in ruolo con te.
    Quanto alle stabilizzazioni, se avessi letto tutti i miei precedenti interventi, invece di rileggere ossessivamente ogni sera solo il deuteronomio e gli atti degli apostoli (apriti, non dico di leggere Bertrand Russel, che è il demonio, ma almeno Simon Weil), sapresti che io stesso mi sono sempre dichiarato contrario, proprio per evitare che insieme a me, ed agli altri con titoli scientifici adeguati, entrassero anche la ricercatrice del Gruppo Pampers e e le oche del campidoglio. A proposito di oche del campidoglio, tu – che sei subito corso a starnazzare l’allarme della presenza nel blog d’un preoccupante laico come me – quale oca sei?

  6. Colombo da Priverno ha detto:

    Grazie Francesco!

  7. Francisco Ferrer ha detto:

    Possibile che nessuno noti le incongruenze di un Papa che giustifica la storia della chiesa utilizzando il pensiero di un eopistemologo anarchico!

    Ne i 60 ricercatori della Sapienza che forse non sanno neppure chi è Feyerabend, né i commentatori politici e televisivi come Buttiglione, il sindaco di Venezia, i Galli della Loggia, i Teo Dem….

    Far divenire Feyerabend un Teo Dem è un volo tipo triplosaltomortale senza paracadute.

    Consigli in particolare agli “scienziati” firmatari della lettera, oltre che al caro Ratzinger, per la lettura facile:

    P. Feyerabend, Ammazzando il tempo, Laterza.

  8. Colombo da Priverno ha detto:

    Ti ringrazio per il dotto consiglio di lettura, collega Ferrer.
    Ma vorrei dire una cosa ancora più forte: finchè non siamo ad armi pari (cultura contro cultura, filosofia contro filosofia, diritto contro diritto), cioè fino a quando noi abbiamo solo la dialettica, ed i preti invece hanno il potere, RIFIUTIAMOCI PROPRIO DI DIALOGARE CON LORO.

    Si riducano ad essere solo una confessione religiosa, e rinuncino ad essere un potere. Poi si parla.

  9. ecchecemetto ha detto:

    DOMANDE:
    – Nessuno deve avere pregiudizi politici o religiosi, però perchè è necessario che un papa inauguri l’anno accademico di un’università?
    – perchè sembra che per alcuni accademici non si possa studiare, lavorare, e fare ricerca senza la benidizione papale?
    – E’ da considerare la mancata inaugurazione del papa come una grande arma di distrazione di massa?…Non credete che ci siano cose più importanti a cui dare attenzione?
    – Secondo voi siamo tornati allo scontro papato vs impero?…oppure all’inciucio papato-impero?
    – Nessuno ha vietato al papa di inaugurare l’anno accademico, anzi tutt’altro. Allo stesso tempo si è solo fatto presente che potrebbero esserci state delle contestazioni, ovviamente verbali, che avrebbero addirittura potuto incrementare attraverso il dialogo e lo scambio di osservazioni l’avvicinamento della chiesa ai giovani ed ai professori e a chi per scelta non è religiosissimo.
    Cosa ne pensate?

  10. France ha detto:

    Mah, non sono d’accordo, Colombo. Per carita’, se c’e’ una cosa per cui l’Olanda mi piace e’ la totale assenza di Papi in TV, sui giornali etc… Nonostante che qui cattolici ce ne siano, eh! Pero’ non riesco a considerare una vittoria della Ragione sulla Superstizione il fatto che non sia voluto/potuto andare alla Sapienza. MI sembra tutto una grande cretinata, il Rettore che invita, i fisici che protestano, Galileo poveromo che si rigira come una trivella nella tomba, gli studenti che okkupano, e poi lui che dice :”No, via, allora non vengo”, e tutti a dire poverino. Pensate bene chi ci passa peggio, se Razzo 16 o i Sapienti che “tutto e’ relativo, basta che me piace a me”.
    Insomma, secondo me e’ anche una cazzata starne a parlare su questo forum. Non c’entra nulla con i nostri probelmi, non c’entra nulla con l’Universita’, non c’entra nulla con la liberta’. Sono chiacchiere buone per il Tg2 e la Vita in Diretta.
    Passiamo oltre, please!

  11. Colombo da Priverno ha detto:

    France, sai che spesso sono d’accordo con te. Forse si parlava solo per tirare una boccata d’aria, per dimenticarci una mattina di Mussi e Tocci…
    anche per me il prof. Ratzinger può essere tranquillamente invitato ai convegni, è uno studioso piuttosto autorevole (ho letto pure un suo libro di tempo fa).
    Se viene come gli altri prof., e non pretende di presentarsi come il Re della Repubblica. Se vuole quando passa all’altro mondo gli si possono anche fare gli studi in memoria con la fotografia…Se viene da prof. emerito è bene accetto. Se viene da papa no, visto che vuole imporre alla nostra Repubblica (beato te in Olanda…) iquale contenuto dare alle sue leggi.
    Per dimostrarti che la cosa ci riguarda, faccio il seguente
    APPELLO
    C’è qualcuno, nelle varie facoltà in cui lavoriamo, che ha dovuto scegliere se affrontare o non affrontare un determinato argomento per non entrare in urto con concezioni ideologiche cattoliche (ora in parte divenute leggi: si pensi alla ricerca sulle staminali) o con aspettative dall’alto di obiezione di coscienza?
    C’è qualcuno che ha dovuto – magari non ammettendolo del tutto nemmeno con sè stesso, moderare certe posizioni, smussarle, o anche solo glissare, per non urtare componenti dell’accademia organicamente filocattoliche, e temendo che se no alcune relazioni utili allo sviluppo della carriera ne avrebbero risentito?
    C’è qualcuno che ha sentito sulla propria pelle, ad esempio, le stesse striscianti esigenze di non urtare gli Hare Krishna, o il Reverendo Moon, o il divino Otelma?

    RISPONDETE CON SINCERITA’, COSI’ VEDIAMO SE CI RIGUARDA

  12. aut op ha detto:

    compà, stanno arrestando mezzo Udeur! Ma che è il 7 aprile di Mastella e soci?

  13. France ha detto:

    Beh, allora me la chiami! 2005, legge sulla fecondazione assistita: diventa molto piu’ difficile lavorare con cellule staminali embrionali, ti segano i finanziamenti di conseguenza. 2006: cambio nazione. 2007: progettino di ricerca su cellule staminali umane in corso… Non la prendere pero’ come motivazione principale, diciamo un motivo secondario, importante, ma secondario.
    Ti ricordo, tuttavia, che lo stesso problema lo trovi in USA, a seconda dello stato. I fondi federali non finanziano ricerche sulle cellule staminali umane. E li del papa non se ne sbatte nessuno.

  14. Colombo da Priverno ha detto:

    Vedi!!!!!!!!

    fantastico: un valido scienziato che se ne va all’estero. Finora abbiamo concentrato l’attenzione sul fatto che fosse colpa del sistema universitario. Ora scopriamo che è colpa anche dell’indebita ingerenza ecclesiastica. POSSIBILE ABBIA QUALCOSA DA DIRE SOLO FRANCE? Coraggio!

    Certo France il discorso sarebbe in effetti più ampio, ed involverebbe i rapporti tra Stato e confessionI religiosE, al plurale.

    Come ho già detto, tu da fuori vedi le cose in modo più obbiettivo, probabilmente, e vedi come tutte le religioni, se diventano lobby di potere, diventano arroganti.

    Ma qui abbiamo la Chiesa. Qui la Chiesa manovra un senatore con la gobba e fa cadere o meno il governo a seconda di quel che decide sui PACS; qui la chiesa fa fallire un referendum ridestando – come il microchip nella nuca di X Files – sensazioni di paura e peccato instillate nella gente fin dalla nascita, e lasciate lì a dormire. Poi la gente fa una vita normale, ma al momento di votare o meno per il referendum sente un generico richiamo di paura, quasi di superstizione. E anche se si ha la laurea in medicina va in pappa il cervello, e si ragiona come nel medio evo.
    La chiesa è qui da prima della fine dell’Impero Romano, si è sostituita alle sue strutture di potere e lì è rimasta, a Roma, al posto dei Cesari.

    Poi c’è stato lo scontro col Sacro Romano Impero di Enrico IV e di Canossa. Il Sacro Romano Impero è finito. la Chiesa li è rimasta, a Roma.

    Poi c’è stato l’illuminismo; Napoleone ha arrestato due volte il Papa; Napoleone è finito. La chiesa lì è rimasta, a Roma.

    Poi si è formata l’Italia, la chiesa ha perso le sue terre, si è formato il nostro paese. Intorno all’intangibile palazzo del papa, però. Accuratamente senza toccarlo. Lui lì è rimasto, a Roma, All’inizio recluso, poi padrone, con la nascita dei partiti (partito popolare, don Sturzo) e poi della radio, della TV, d’un potere senza confini, più grande di quello che ebbe sul Lazio, la Romagna e le Marche. Un potere fondato su canali di comunicazione transnazionali, transculturali, costruiti prima occupando le strutture dell’Impero, poi estendendosi insieme ai movimenti di espansione territoriale dell’europa (Crociate, colonialismo).

    Noi italiani siamo al centro di tutto questo. E’ come stare nel nido di ALIEN, e vivere scostandone in continuazione le uova maledette per non farlo incazzare.

    Perchè il nido è suo.

    Passano repubbliche e imperi, passa tutto; fanno il bene e vengono osannati, fanno il male aiutando il fascio e la svastica e si levano poche voci, subito attuttite.

    Aiutano criminali, ma non se ne può parlare (nelle mura vaticane ha trovato per anni accoglienza un prete africano autore in prima persona di stermini in una guerra civile; sotto “Santo Subito” Giovanni Paolo II hanno trovato protezione lestofanti come Marcinkus dello Ior, e pedofili a nastro, i cui crimini sono stati messi nel silenzio per garantire l’immagine della Chiesa).

    Rendiamoci conto del loro potere QUI, in Italia. Anche io ho girato parte del mondo, sai. Asia, America, vari paesi dell’Europa. Ci sono paesi molto cattolici. ma in nessuno il plagio è andato a fondo come qui. Tanto meno nelle colonie, dove dietro l’osanna formale si mantengono i culti originari.

    Qui in Italia il mostro è casa sua, e noi ci viviamo in mezzo.

    Sbatterlo fuori a calci dalla Sapienza, visto che ci si voleva presentare da Papa, è stato un gesto sacrosanto. E in ogni blog di cultura scientifica se ne dovrebbe parlare con interesse.

    Per un giorno. Poi torniamo ad occuparci dei progetti di legge sul nostro futuro, da domani. Ma ricordiamoci: più avanza la Chiesa, meno fondi per la ricerca. Meno posti di ricercatore. Meno di quello che amiamo.

    L’argomento è lontano rispetto a quello del nostro ruolo in Università. Ma non così tanto.

  15. France ha detto:

    Visto che siamo qui a indignarci, metteci allora che un centro molto valido di ricerca e’, ahime’, il S.Raffaele (don Verze’, Berlusconi…). Dove vedo impossibile che se si va a pestare le scarpine rosse di Prada si continua a lavorare in santa (aha) pace.
    Non sono comunque d’accordo: il modo migliore per far loro rivelare cio’ che sono in realta’ e’ fargliele sparare tutte. E magari in sedi che non sono il salotto di Vespa (o er finestrone sotto ar cupolone). Ratzinger e compagnia sono finalmente, senza ipocrisie, quello che la Chiesa e’ nel midollo. Cercare di oscurarli e’ controproducente. Io voglio che Razzo 16 vada alla Sapienza e dica che la pena di morte e’ sbagliata tanto quanto l’aborto, voglio che chiarisca che per la Chiesa la Terra ha 6000 anni, e che l’evoluzionismo e’ una cazzata, e che l’Inferno esiste, e c’e’ pieno di gente!!! Senno’ continuiamo a far vivere i cattolici nell’illusione che dio e’ buono e perdona tutti, e che basta andare in chiesa per battesimo, matrimonio e funerale. Invece no, dio… “e’ nera ed e’ incazzatissima”!

  16. Colombo da Priverno ha detto:

    Ho letto il discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare ala Sapienza. Poverino, si era impegnato a scriverlo. Lo immagino la sera a luce fioca, con la penna e la carta (o saprà usare il computer?) che passa le ore notturne ad inseguire concetti e distinzioni, parole e costruzioni argomentative che per lui hanno un senso dirimente, e per altri non sono nulla.
    Mi ha fatto quasi tenerezza, perchè è anziano, ed è cresciuto, e invecchiato, in un mondo in cui non era nemmeno pensabile che un pontefice non potesse trovarsi nelle condizioni di pronunciare un discorso alla Sapienza.
    E poi mi son detto. Ma perchè in fondo il prof. Ratzinger mi fa tenerezza? Ho cercato delle risposte. Ho pensato: è per via dell’imitazione di Crozza. No, siamo seri. E’ perchè è un vecchio professore, e a me i vecchi professori (ovviamente ne sono pieno intorno; giovani pochi) mi fanno mediamente tenerezza, forse perchè lo sono (vecchi professori) anche alcune persone a me care, forse perchè li vedi inseguire concetti come se fossero tutto, mentre la vita attiva scivola loro dalle mani. Ma non è così, qui c’è di più. Il punto è che Benedetto XVI, a suo modo, è LEALE.
    Mi riallaccio a quanto ha appena scritto France, col quale ci inseguiamo ormai tutta la giornata su questo argomento. Benny 16 ti presenta proprio quella chiesa Lefevriana da cartolina che è facile contestare: la messa in latino, la messa di spalle, Gesù è nato in una casa e non in unan grotta, roba così.
    E poi il discorso mancato della Sapienza: il ricordo dell’Università fondata dai papi (Bonifacio VIII), la “sua” università, la “sua” Roma, lui che si presenta non come professore ma come vescovo della “sua” diocesi di Roma dove c’è la “sua” università.
    Poi un pò di filosofia sparsa (la lascio ai filosofi, io mi occupo d’altro e non sarei in grado di valutare; dico solo che il tutto aveva un sapore da disputa medievaleggiante mooolto da cartolina aristocratica della vecchia chiesa preconciliare), e alla fine la frase che secondo me rivela CANDIDAMENTE – perchè, in fin dei conti, l’arzillo vecchietto è candido – il senso del discorso: in sostanza dice RICORDATEVI CHE SONO ANCORA UN PO PADRONE DI ROMA, ANCORA UN PO PADRONE DELLE COSCIENZE. Lui ovviamente non lo dice così. Lui, in quel suo mix di fede e ragione molto manzoniano, dice: “La mia fede non la impongo a nessuno, la fede è, se c’è, frutto di libertà”. Ma che bisogno ci sarebbe di dirlo – questo è, a mio avviso, il punto – se non esistesse la seria constatazione che lui e la sua struttura di potere POSSONO, IN REALTA’, IMPORRE? Ma ce lo vedete un Hare Krishna (di quelli, avete presente, che offrono i dolcetti, cantano in giro e nella vita non hanno un cazzo di niente) specificare che la sua religione non intende – bontà sua – imporla a nessuno?. Dietro la frase apparentemente mite del Romano Pontefice c’è la consapevolezza ed il peso, seppur inguantato di velluto, del suo potere. Specifichi che non usi il potere, perchè lo hai.
    E Ratzinger lo dice, l’avrebbe detto.
    Ecco perchè il vecchietto impacciato fuori dal mondo mi fa tenerezza! Le cose le dice.
    Non come il suo predecessore (che personalmente considero alla stregua di Al Capone, o se volete, meno provocatoriamente, di Giulio II, o di Carlo V; o di Churchill, ma niente di santo, insomma) che era 250 Andreotti e 47 Richelieu messi insieme, e ci passava pure per buono, per amante dei bambini (evito la facile ironia), e tutti lo rimpiangono, e lo ritengono migliore di questo vecchietto che invece, almeno, si presenta come è, pulito e coerente?
    Woitila voleva piacere a tutti. Era Madonna, era Michael Jackson. Ratzinger no. A chi piace piace, a chi no no. Fede e ragione, e ognuno tragga liberamente, forse anche un pò freddamente, le sue conclusioni.
    Invito,però, il prof. Ratzinger a trarre le conclusioni, anche se lo so che il coraggio ad 80 anni non si trova.
    Una sfida. Spogliati del potere e sostituiscilo con la libertà. Rispedisci a casa l’8 per 1000 e chiedi che siano tassate le proprietà della chiesa. Accetta che la chiesa viva solo col sostegno di chi ci crede. Anzi, non chiedere quello dello stato, che è laico. Non far dimenare i tuoi scagnozzi per far approvare leggi conformi alla tua fede ma vincolanti per tutti.
    Fai questo, e potrai parlare sereno alla Sapienza. Potrai anche venire vestito come vuoi, per nessuno sarà un problema.
    Un illuminista come me, se tu facessi questo, sarebbe disposto, pur da laico, a morire perchè tu possa liberamente difendere le tue idee. Ma la domanda è: Tu saresti disposto a fare lo stesso per me?
    Perciò chiudo con una nota conciliativa, sperando, un domani, di poter vedere il prof. Ratzinger che parla alla Sapienza serenamente. Perchè vorrà dire che quel giorno essere “Il Papa” sarà come essere “Il Dalai Lama”. Sarà la personificazione d’una idea, non, come ora, d’una minaccia per le idee degli altri.

  17. lucas ha detto:

    Mi sembra che il post all’inizio della discussione non prenda posizione né contro, né a favore della visita del papa. Mi sembra un post giustamente ironico sull’attenzione che i media hanno dedicato a questo evento, quando non siamo riusciti ad ottenere una sola riga sulle note vicende della finanziaria. L’università va a scatafascio (anche) perche’ non è in grado di tenere i giovani a lavorare in condizioni dignitose e la stampa le dedica attenzione solo quando c’e’ la possibilità di qualcosa che non siano le condizioni da terzo mondo che vi regnano all’interno.

    Detto questo segnalo da repubblica.it:

    09:39 Striscione contro Mussi davanti al Rettorato
    Nella piazza antistante il Rettorato della Sapienza campeggia anche uno striscione: ”Precari traditi: Mussi bugiardo più ricercatori meno politici”. Intanto sotto la statua della Minerva, al centro del piazzale, massiccia la presenza delle forze dell’ordine in borghese e in divisa. Pochissimi invece i ragazzi che si trovano oltre le transenne che costeggiano tutto il viale che porta dall’ingresso di piazzale Aldo Moro al rettorato.

    E anche la lettera del rettore Guarini di ieri:

    “…per motivi di sicurezza, l’accesso all’interno della Città Universitaria sarà consentito solo al personale docente, tecnico-amministrativo e bibliotecario e agli studenti, tutti muniti di idoneo documento di identità e di titolo (badge, tesserino universitario, ecc.)….”

    I precari sono stati tenuti fuori dall’Università! Si temevano contestazioni dei ricercatori precari, che avrebbero infastidito la corporazione accademica assai più di quelle al papa?

  18. Colombo da Priverno ha detto:

    Lucas,

    purtroppo non credo che siamo nemmeno così importanti da essere stati posti al centro d’una scelte se tenerci fuori o dentro durante quella che è diventata “l’inaurgurazione-in-cui-doveva-esserci-la-visita-del-papa”.

    Del resto, ogni ricercatore precario, come ogni essere umano, ha la sua idea, c’è chi è cattolico e chi no. Sono cose personali, intime e rispettabili sempre (finchè intime e personali rimangono, e non trascendono in imposizioni alla collettività, come negli attuali tentativi pontifici, contenuti, mi è parso di leggere, anche nel “discorso-che-doveva-essere-pronunciato-alla sapienza”, di proporre, in sostanza, l’etica cattolica come etica pubblica).

    Qundi non siamo nè così importanti nè così pericolosi. Io, poi, sono un pò provocatorio con la chiesa perchè sembra che non si possa nemmeno criticare; ma sono un illuminista convinto, e perciò un uomo di libertà, anche nei confronti del pensiero cattolico in sè considerato.

    Non credo nemmeno, da quel che riporti, che ci abbiano esclusi (salvo che a te non risulti espressamente il contrario): I ricercatori precari sono una somma di tante categorie: molti sono personale docente (i prof. a contratto, ad esempio), altri sono personale tecnico-amministrativo (questo è, sotto il profilo formale, l’inquadramento degli assegnisti di ricerca, che sono A.T.A.)

    Fai una cosa, se sei lì prova ad entrare e vediamo che succede.

    Se hai rahione tu c’è da fare uno scandalo. Contro il rettore questa volta, non contro il Papa.

  19. Fabrizio ha detto:

    Gli insulti rivolti a me e la caricaturale (e gratuita) versione di Colombo da Priverno del Papa che si impegna poverino a scrivere il suo discorso la dicono lunga, molto lunga, su quanto la tolleranza sia ormai un ricordo per chi lavora (precario o no) nelle nostre università.
    Se difendere il Papa vuol dire beccarsi un “don Fabrizio”, se difendere la cosiddetta laicità vuol dire dipingere Giovanni Paolo II come il diavolo o quasi, beh…io mi tengo il mio don Fabrizio, il mio Deuteronomio e l’armamentario ridicolo di certa propaganda. Agli altri (pochi, mi pare), che credono di rappresentare tutti i cosiddetti ricercatori precari (ma in questo forum le firme che discutono tra loro non superano le 10) lascio la presunzione di rappresentare tutta una categoria (come negli anni Settanta, o nei patetici Collettivi di oggi), mentre gli sfugge altrettanta consapevolezza di contare meno di zero sia nel dibattito pubblico (hanno mai ottenuto qualcosa dalle loro rivendicazioni ?), sia, temo, nel campo propriamente scientifico.

    Ciao cari

  20. valentina ha detto:

    Da Colombo:
    “non mi piace la fine, che rievoca, per quanto un po’ ironicamente, quel triste sapore del mendicante che è disposto a votarsi (letteralmente) a tutti i santi …per farsi benedire il posto da ricercatore. Io, se volete saperlo, al prof. Ratzinger non chiederei proprio nulla.”

    ma quale tono da mendicante?? ma la vogliamo far finita con questa teoria che abbiamo mendicato e che abbiamo fatto capire che non ce ne importava nulla di niente altro che non fosse il nostro posto fisso????? ma lo vogliamo capire che non è certo questo che ha fatto e farà mai la differenza??? Perchè a politici e strutturati non importa assolutamente nulla di cosa pensiamo e di cosa proponiamo per l’università, visto che per loro funziona benissimo così com’è?

    e ancora:
    “Non si può ricondurre tutto, compresa la scelta di mettere o meno i capperi sulla pizza, al tema dolente dei posti per ricercatore.”
    Mi dispiace ma io penso proprio che si debba fare questo invece: dare il pilotto mirato e focalilzzato sulla questione dei precari della ricerca e del loro DIRITTO ad avere concorsi per essere finalmente valutati ed eventualmente ove meritevoli MESSI IN RUOLO.

    “Il tema dei rapporti tra chiesa e istituzioni è ben più generale, e riguarda la laicità delle istituzioni, la libertà di pensiero, ma anche cose molto pratiche, come l’aborto, la sperimentazione sulle staminali, la diagnosi preimpianto.”

    D’accordissimo con te, sottoscrivo parola per parola, ma non pensi che non sia proprio questa la sede in cui dibattere di tali massimi sistemi da neo-voltaire?
    Siamo tutti illuministi…ma forse quest’inaugurazione dell’anno accademico con la presenza di Mussi in suolo universitario andava sfruttata per manifestare il disappunto dei precari della ricerca dopo i fatti della finanziaria…di cui guarda caso nessun giornale ha parlato. Quei 67 dalla penna facile non hanno partorito un rigo in occasione del siluramento dei ricercatori precari in finanziaria, eh? Eppure sono pronta a scommettere che di assegnisti, co.co.co etc ne hanno parecchi a fare il lavoro scientifico con loro, se non al posto loro. E gli studenti?? Si sono resi conto di cosa sia l’ateneo italiano oggi? Che non è in grado di offrire prospettive nella ricerca? Ma cosa si dice ad un’inaugurazione di anno accademico? “Venite qui, prendete la laurea con i bollini e scappate”? Io penso che farsi trascinare con tutte le scarpe nella polemica montata ad hoc dai giornalisti circa il papa sia stato proprio sprecare un’occasione…se poi pensiamo di aver cambiato la storia perchè Ratzinger ha preferito soprassedere…buon per noi, vorrà dire che io non me ne sono accorta ma almeno qualcosa abbiamo ottenuto.

  21. Giulio Palermo ha detto:

    Ora che vedo che anche il papa vi divide, mi sento meno eretico.

    Giulio Palermo

    PS: Avevo inviato al vostro Administrator un mio pezzo in corso di pubblicazione su “A – Rivista anarchica”. Cercavo così di rispondere, da comunista, a chi mi appiccica il baffone staliniano, accusandomi di essere un sicario inviato dal manifesto (di cui evidentemente Admin ignora la storia). Questo mio nuovo pezzo, tuttavia, non è stato ritenuto degno di essere posto alla vostra attenzione. Per gli interessati, l’articolo si intitola “Ricercatori precari in difesa dell’università baronale” ed è’ stato ripreso da vari blog.

    PPS: A proposito, ma che forma di democrazia sostiene il vostro Admin, che dà il taglio ad ogni argomento di discussione?

    Un saluto anarchico e anticlericale

  22. miriam ha detto:

    Se te l’hanno pubblicato altri blog, che ti frega di pubblicarlo anche su questo?

  23. Lucas ha detto:

    Foto della protesta di oggi, durante l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza:

    http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/sapienza-inaugurazione/13.html

    Credo che il papa non sia il problema piu’ grande dell’università di oggi.

  24. Colombo da Priverno ha detto:

    Valentina,

    bisogna capire i toni…volevo suscitare un dibattito, e mostrare come la chiesa cattolica sia in linea generale da annoverare tra i più perseveranti nemici della libertà di ricerca, e conseguentemente, d’un impegno maggiore alla devoluzione di fondi al miglioramento della ricerca.

    Volevo per un attimo fare una pausa, fare il punto di chi è amico e chi nemico del nostro modello culturale.

    Per cui apprezzo il tuo richiamo ai problemi del precariato. Il senso del polverone da me sollevato non era certo quello di distrarre gli occhi dai nostri problemi cogenti, ma quello di ampliarli ad una visione più complessiva dei fattori che determinano la marginalità dell’università e della ricerca in Italia.

  25. Colombo da Priverno ha detto:

    Fabrizio,

    non è che sia stato poi così cortese da parte tua augurarmi , come primo tuo gesto di presentazione, di non passare in ruolo….

    Proprio l’oggetto di questo blog rende quella che hai proferito veramente una brutta frase.

    Per il resto, ho normalmente un buon rapporto con i cattolici (soprattutto con quelli che non mi mandano gli accidenti…); è che – nel caso dei rapporti con una struttura antica, potente e molto suggestiva come la chiesa – giungere ad un po di lucidità d’analisi non possa prescindere da un primo passo di “dissacrazione”, intesa letteralmente come antitesi del “sacro”, fattore parimenti fuorviante dell’obbiettività dei discorsi.

    Il punto è che non posso essere considerato un anticlericale – e non lo sono, infatti – se pretendo che ogni religione vada avanti con le sue sole forze, se pretendo che la chiesa cattolica non viva con gli aiuti dello stato.

    Mi pare di aver espresso concetti che fanno parte dell’archivio del più nitido liberalismo. Concetti senza baffi, falci e martelli, e senza l’augurio garibaldino di buttare i preti nel tevere. Dico dsolo che devono andare avanti con i loro mezzi, come le altre confessioni. Allora sarà libertà. Allora potrei alzarmi io a difendere il papa se non lo fanno parlare.
    Possibile che sfugga così tanto il senso delle cose?

  26. Fabrizio ha detto:

    Se mettere sullo stesso piano il Papa e Otelma vuol dire esprime “concetti che fanno parte dell’archivio del più nitido liberalismo” allora mi sa che non ci capiremo mai.

    Comunque Buona Fortuna.

    don Fabrizio

  27. adesioni: g.galilei2008@gmail.com ha detto:

    Anche noi “cattivi maestri”

    APPELLO DI SOLIDARIETÀ CON I COLLEGHI (E GLI STUDENTI) DELLA “SAPIENZA” DI ROMA

    A proposito dei fatti relativi alla rinuncia di papa Benedetto XVI alla visita e al discorso all’Università Sapienza di Roma, in occasione della solenne inaugurazione dell’anno accademico, i sottoscritti, docenti e ricercatori degli atenei italiani e nelle altre istituzioni scientifiche, esprimono la più ferma e convinta solidarietà ai colleghi sottoposti nelle ultime giornate a un linciaggio morale, intellettuale e persino politico, senza precedenti. Noi firmatari di questo Appello di solidarietà affermiamo che ci saremmo comportati come i 67 docenti della Sapienza, in nome della libertà della ricerca e della scienza. Se essi sono “cattivi maestri”, come più d’uno li ha bollati, ebbene, lo siamo anche noi. L’invito al papa in occasione dell’apertura dell’anno accademico costituisce offesa al sapere scientifico, ovvero un esecrabile cedimento nei confronti di un preteso principio d’autorità. I colleghi della Sapienza, lungi dall’“impedire al papa di parlare” hanno semplicemente contestato l’opportunità di far inaugurare l’anno accademico – ossia il momento più solenne nella vita di un ateneo – da un capo religioso, e nel contempo capo di Stato straniero, confessionale. Tanto più che trattasi di un papa che ha espresso in reiterate occasioni l’idea che la ragione non possa che essere subordinata alla fede e ha assunto gravi prese di posizione che, mentre smantellano la Chiesa del Concilio Vaticano II, costituiscono pesanti ingerenze nella sfera delle istituzioni politiche nazionali. In ogni caso, la protesta dei colleghi non contro Benedetto XVI era diretta, ma innanzi tutto contro l’autorità accademica che ha commesso la leggerezza di invitare un’autorità religiosa a una cerimonia che deve essere rigorosamente laica; tanto più sbagliato, il gesto del rettore della Sapienza, in quanto ormai l’Italia è un Paese multietnico e multireligioso e ciò nonostante un regime concordatario, obsoleto anche nelle sue revisioni, che continua a privare le scuole pubbliche non universitarie della possibilità di un approccio comparativo al mondo delle religioni assegnando invece la priorità esclusiva all’insegnamento della religione cattolica. E il papa di Roma rappresenta soltanto una parte dell’opinione pubblica, anche di quella aderente a una fede religiosa. Si aggiunga altresì l’atteggiamento di vera e propria subalternità mostrata dalle autorità accademiche, di concerto con quelle ecclesiastiche, e dal coro mediatico che ne ha accompagnato le scelte: inaccettabile, ovviamente, era la pretesa che a Ratzinger fosse riservata una zona franca, in cui le espressioni di dissenso dovessero essere impedite, quasi forme di delitto di lesa maestà. Noi sottoscritti, davanti alla campagna mediatica in atto, esprimiamo la più vibrata protesta e la più ferma preoccupazione per le parole che abbiamo letto e ascoltato in questi giorni, in un penoso unanimismo di testate giornalistiche e di forze politiche. Ci impegniamo, accanto ai colleghi della Sapienza e di tutti gli studiosi e gli studenti che con rigore e passione lavorano, e studiano, nelle istituzioni universitarie e scientifiche italiane, a lottare, con la fermezza e la costanza necessaria – ben oltre questo episodio – perché venga salvaguardato, in un Paese che sembra voler pericolosamente regredire all’epoca del “papa re”, la libertà della ricerca scientifica, in ogni ambito, da ipoteche fideistiche e da nuovi e vecchi principi d’autorità.

    mailto: g.galilei2008@gmail.com
    specificando, oltre a nome e cognome, disciplina e sede istituzionale E che saranno via via aggiornate sul sito http://www.historiamagistra.com

  28. irietta ha detto:

    la continua ingerenza del Vaticano nella vita politica dell’Italia è del tutto inaccettabile. Perché chi la pensa diversamente deve avere il diritto di essere tutelato dalle leggi. Perché in Spagna sonoriusciti ad autorizzare i matrimonio gay e in Italia invece è stato addirittura ferato il disegno di legge dei Di.Co perché il Papa non è d’accordo.. Non è d’accordo CHISSENEFREGA………… lo vietasse nel pezzo di suolo che gli è stato concesso gentilmente. non è possibile che voglia legiferare all’interno dello Stato Italiano che ha come caratteristica la LAICITA…….. se poi i cattolici non vogliono abortire se vengono stuprate o non vogliono mettere il preservativo e prendersi l’aids lo facciano pure. io non lo voglio fare. e vorrei che se un giorno dovessi avere un figlio omosessuale che si innamora mi piacerebbe che si potesse sposare in santa pace. non dico di celebrare il matrimonio nelle chiese, ma quello che succede nelle sedi dei comuni non sono fatti del Vaticano…….sono con tutti coloro che non hanno avuto problemi nel manifestare con forza contro chi esercita una politica anacronistica all’interno di uno stato che non è il suo …… BRAVISSIMI…. finalmente lo ha fatto qualcuno …..

  29. Francisco Ferrer ha detto:

    Appelli e controappelli.

    Sinceramente questi scontri non li capisco.

    Il Papa che fa la figura della vedette e dall’altra parte i “professori” che in quattro righe citano a sproposito un epistemologo e pontificano più del pontefice.

    Gli unici che capisco sono gli studenti perché hanno solo pensato di fare una legittima contromanifestazione.

    La controlettera cosa fa?

    Inizia dicendo che il papa impedisce la ricerca …. e invece il papa dice a piazza S. Pietro che vuole la tolleranza!

    Se fossi un marziano non saprei che pesci prendere…

    Cari compagni laici ma perché invece di cercare di azzittire il papa non usiamo le sue stesse armi?

    Lui è il vicario di Gesù Cristo e cosa avrebbe fatto Gesù Cristo?

    Sarebbe andato a parlare …..e probabilmente avrebbe parlato pure con gli studenti (forse partecipava alla frocessione) visto che a lui il coraggio non mancava.

    Invece siamo qui a rimproverare al papa le sue posizioni ma non vi pare di dargli troppa importanza?

    Per dialettizare con il papa occorre usare le sue armi, non la sua retorica, e rimproverargli magari che fa male il suo mestiere come lui rimprovera a noi di essere cattivi scienziati.

    Perché non far leva sulle componenti più modernizzanti del cattolicesimo (quelle che sono ostili a Ratzinger) invece di alzare barricate che non fanno altro che acuire uno scontro in cui i laici risultano ancora perdenti sia nei media che nello popolazione in generale.

  30. Si parla di massimi sistemi, e nelle università
    italiane nemmeno i minimi sono garantiti…

    ma per favore…

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