STOP AI NUOVI CONCORSI PER RICERCATORE?

Da ieri sera si accavallano le notizie su uno stop definitivo della Corte dei Conti al concorso “straordinario” per i posti da ricercatore.

Inoltre c’è la crisi di Governo!

Questo post è dedicato alla raccolta di notizie sui fatti e alla pubblicazione di documenti.

Siete tutti invitati a collaborare in particolare chi riesce a trovare il testo del parere della CdC.

Intanto ecco gli articoli del Sole 24 Ore e di Libero che riassumono i fatti.

stop-ai-nuovi-concorsi.pdf

stop-ai-concorsi-libero.pdf

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33 Responses to STOP AI NUOVI CONCORSI PER RICERCATORE?

  1. Lucas ha detto:

    Bisogna leggere l’articolo 38 della rassegna stampa del MIUR, quello di libero. E’ piu’ esauriente di quello del sole 24 ore.
    A me sembra che sul punto della legittimità dello strumento usato da Mussi la corte abbia ragione e che per di piu’ non si limiti a chiedere modifiche, come il ministero sostiene.

    Dalla Costituzione:

    Art. 100.
    Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione.
    La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo….

    Art. 103.
    Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
    La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge….

    Art. 111
    Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.

    Mi sembra di capire che il parere del consiglio di stato non abbia nulla a che vedere con la decisione della corte dei conti (come sostiene il ministero). E che la decisione della corte sia definitiva, a meno che non si dimostri la sua assenza di giurisdizione, ma l’art. 102 sembrerebbe affermare che in realtà la giurisdizione c’e’.

  2. Casualised research ha detto:

    al di là delle disquisizioni giuridiche, è chiaro che questo pronunciamento arriva nel momento peggiore, quello della crisi di governo. Chi difenderà ora il regolamento? Un ministro tecnico o, molto peggio, un Valditara ministro dell’università? Sono sempre stato convinto che i fascisti italiani con l’università siano incompatibili, troppo brutti rozzi e ignoranti.

    Io emigro una volta per tutte.

  3. Colombo da Priverno ha detto:

    Comunicato stampa MIUR, mooooolto sulla difensiva:

    “In relazione alle dichiarazioni relative ad una presunta “bocciatura” del regolamento sulle nuove procedure di reclutamento dei ricercatori universitari, il Ministero dell’Università e della ricerca precisa che lo stesso è attualmente alla verifica della Corte dei Conti, che ha formulato alcune osservazioni, nell’ambito dei propri ordinari poteri di controllo.
    Il Ministero ricorda che il regolamento ha già ricevuto, sul piano della legittimità, il parere favorevole del Consiglio di Stato.

    Roma, 21 gennaio 2008″

    PATETICO.

  4. ambrogio ha detto:

    E cosi’ l’era-Mussi finisce cosi’, ingloriosamente, come era inevitabile che fosse dato il personaggio.
    Due anni al servizio della corporazione, dell’accademia, della conservazione. Due anni di nulla.

    Ora i voti chiedeteli ai rettori!

    Chi vota Mussi o Veltroni, vota Tocci!

  5. stonedresearcher ha detto:

    Chi riesce a recuperare il testo del parere dellla CdC?

    Inviatelo alle mailing list!

  6. antimastelliano militante ha detto:

    ambrogio, ma sei di ceppaloni per caso?

  7. ambrogio ha detto:

    No, perche’? Ex-elettore DS.

  8. antimastelliano militante ha detto:

    ambrogio, se passa di nuovo berlusconi, ci saranno i banditi al potere! cuffaro, storace, mastella… a me viene il voltastomaco e un’irresistibile voglia di emigrare.

    Forse saranno contenti i bocconiani ultraliberisti che potranno tornare a fare i consiglieri occulti dei ministri dell’università rompendo il loro felice e volontario isolamento di questi 2 anni (quasi). Beati loro… almeno non rompano più le scatole in questo blog.

    Magra consolazione.

  9. ambrogio ha detto:

    D’altra parte se rivince Mussi, altri 5 anni di bugie, Tocci, rettori, Ghizzoni e piaggeria verso la CRUI.

    Ministero Bocconi vs. ministero CRUI? No grazie!

  10. Stoned ha detto:

    Dal sito Cipur

    Tuesday, January 22, 2008
    CIPUR: LA CORTE DEI CONTI BLOCCA IL REGOLAMENTO DI MUSSI SUI RICERCATORI/

    C I P U R
    Presidenza Nazionale
    http://www.cipur.it

    COMUNICATO

    Perugia, 21 gennaio 2008

    Il nuovo Regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari nella bufera

    LA CORTE DEI CONTI BLOCCA IL REGOLAMENTO DI MUSSI SUI RICERCATORI

    Illegittimità, prerogative delle università vanificate, difetti di trasparenza, possibili incompatibilità fra gli “esperti anonimi” e i componenti le commissioni

    Non si sa più cosa dire e tantomeno cosa fare. La inadeguatezza condita da una arroganza e da una presunzione pericolose continuano produrre frutti avvelenati per il Sistema Universitario Nazionale.

    La Corte dei Conti sembra abbia demolito a livello di legittimità il “Regolamento concernente le modalità di svolgimento dei concorsi per ricercatori universitari” di Mussi.

    Il CIPUR lo aveva scritto, la coordinatrice CUN dell’Area 12 lo aveva evidenziato e scritto in termini espliciti e giuridicamente corretti in un suo personale parere allegato al parere CUN oltre che in un parere pubblicato sul sito CIPUR: illegittimità vistose, violazione dei principi di trasparenza, possibili incompatibilità fra gli esperti “anonimi” e i commissari delle Commissioni.

    Da fonti assolutamente attendibili risulta che dall’Ufficio di Controllo della Corte dei Conti venga rilevato che il DM non avrebbe poteri di abrogazione di Leggi preesistenti: tale possibilità, infatti, avrebbe dovuto essere esplicitamene prevista nella legge delega che, invece, si limita a prevedere un decreto (ministeriale o interministeriale) limitato ad una diversa disciplina delle procedure concorsuali e non dedicato a rivedere in toto la materia del reclutamento.

    Ne sarebbe riprova il riferimento all’art. 17, c. 3, L. 400/88, contenuto nelle premesse del DM, il quale non ricollega al decreto alcun effetto abrogativo di leggi precedenti (effetto determinabile solo con procedura di cui al c. 2 dell’art. 17 della legge 400/1988).

    Inoltre l’art. 1, c. 1 della L. 210/98 demanda espressamente ad uno o più Regolamenti (emanati ex art. 17, c. 2, L. 400/88) di disciplinare le modalità delle procedure di reclutamento anche dei ricercatori universitari (come è stato realizzato tramite il DPR 117/2000) e, in particolare, tale comma 2 DEMANDA ALLE UNIVERSITA’ l’emanazione di disposizioni modificative e integrative delle norme di cui al comma 1; ebbene, nel Regolamento non si fa neppure cenno al DPR 117/2000.

    Anzi, il Regolamento sarebbe talmente rigido da vanificare anche la competenza per legge rimessa agli organi universitari nella materia di reclutamento dei ricercatori. Inqualificabile, a questo proposito, il totale silenzio della CRUI: ma è ormai tradizionale il ruolo di sistematico sostegno di parte di tale organismo che sta perdendo ogni credibilità agli occhi della docenza.

    Oltre ad osservare, fatto palese a chicchessia, la tardiva emanazione del Regolamento (doveva essere fatta entro il 31 marzo 2007) e che è altrettanto palesemente scorretto il far valere i suoi effetti dalla data di emanazione (l’entrata in vigore non può che intervenire dopo la pubblicazione sulla G.U. del provvedimento), sembra che a mettere ancora in crisi la struttura di legittimità del Regolamento sia il pericolo che il meccanismo previsto, basato su un giudizio preventivo di esperti anonimi, espropri la commissione giudicatrice della Università dalle proprie funzioni.

    La procedura risulterebbe priva di trasparenza proprio a causa della “anonimità” che, fra l’altro, potrebbe del tutto nascondere incompatibilità con le composizioni delle commissioni.

    Il demoralizzante evento è ancora una volta, nonostante tutto, sorprendente: viene da chiedersi come mai il Ministro, oltre a non tenere in alcun conto dei pareri da più parte pervenutigli, abbia un apparato sistematicamente incapace di evitargli contrattempi di questo genere.

    Il Presidente Nazionale

    Prof. Vittorio Mangione

  11. Radical Researcher ha detto:

    con berlusconi, bocconiani e banditi vari al potere, torneremo a fare le barricate. Fine, finalmente, della stagione dei dialoghi al ministero. Al ministero non ci sarà più una controparte con cui negoziare le politiche per la ricerca ma solo un “nemico” da combattere.

  12. ricercatore progressista ha detto:

    interviene pure il Cipur 🙂 i lacché pseudo-sindacali delle corporazioni (i sindacati gialli dell’università) dicono la loro, col loro burocratichese d’altri tempi.

    As usual: una risata li seppellirà

  13. Miriam ha detto:

    In ogni caso il regolamento mi sembra un problema secondario.
    Le questioni più importanti sono 1) il numero dei posti e 2) la responsabilizzazione degli atenei.

  14. Colombo da Priverno ha detto:

    Esatto, Miriam.

    E i tempi per il bando.

  15. Miriam ha detto:

    Aggiungo che le osservazioni della Corte mi sembrano ovvie e fondate. Di conseguenza se questo regolamento alla fine passasse sarebbe una iattura: ricorsi, paralisi e nessuna assunzione.

  16. Miki ha detto:

    DOV’E’ QS. C. DI DOCUMENTO, esiste?
    Che c. è la non meglio definita “Fonte assolutamente attendibile” del Cipur?
    Tanti discorsi, ma sul sito della Corte dei Conti non c’è nulla!
    Ma tant’è il polverone è bello e pronto, compresi articoli sugli autorevoli Libbero e Sole24ore

  17. Miriam ha detto:

    Di solito queste indiscrezioni corrispondono al vero. Ora il ministro dovrà (ma in realtà la crisi non glielo consentirà) scrivere un disegno di legge e farlo approvare dal Parlamento. E’ palese che un regolamento del ministero non può abolire una legge dello stato.

  18. ricercatore deluso ha detto:

    complimenti a mussi e modica per la competenza giuridica. O c’hanno preso in giro?

  19. Ora i voti chiedeteli ai rettori ha detto:

    Da ex-elettore dell’Unione penso che un governo di centrosinistra non risolverà mai i problemi dell’università, per la semplice ragione che la sinistra ha fortissimi legami con la corporazione accademica (vedi Diliberto e i rettori del suo partito, vedi i deputati dei rettori Tocci, Ghizzoni e Tessitore, vedi Mussi la sua paura). Un governo istituzionale sarebbe addirittura peggiore, perche’ combinerebbe i legami casta accademica-DS all’assenza di qualsiasi propensione sociale (sarebbe un governo votato esclusivamente al risanamento dei conti). Un governo di centrodestra dipende: se rimette l’università in mano alla Moratti e ai bocconiani non sarebbe tanto diverso dalla gestione congiunta Mussi-CRUI, ma il centrodestra è eterogeneo e dentro ci sono settori non legati all’accademia e con una certa connotazione sociale (ex-dc, destra sociale). Purtroppo le vicende di dicembre ci hanno mostrato che il centrosinistra non ci darà mai nulla. Ad un certo punto, nulla per nulla, facciamo un altro giro e speriamo che l’università vada a settori non ultraliberisti del centrodestra.

  20. ricercatore precario ha detto:

    ma perché credi che il centro-destra non abbia legami con i potentati accademici? Li ha eccome.

    Prova a reperire il comitato di saggi che consigliò la Moratti per il DDL di riordino giuridico della docenza: un coacervo informe di baroni potentissimi e conservatori e di neo-liberisti sedicenti riformatori.

    Bleah!

  21. lapo ha detto:

    Interessanti i rilievi della corte dei conti se non fosse che il rilievo 1 è tema di competenza del consiglio di stato e che tutti gli altri rilievi sono questioni che non dovrebbero interessare né la corte dei conti, né il consiglio di stato perché costituiscono questioni tecniche che esulano dal quadro legislativo e amministrativo in vigore (diversa, ad esempio, era la questione del dottorato).

    A me pare l’ennesimo sgambetto a Mussi. Sia chiaro, non che lo voglia difendere come ministro. Ma quelle poche cose buone che pure gli erano passate per la testa gli sono state sistematicamente frustrate da organi che non hanno quasi mai dato fastidio. Si potrebbe certo obiettare che Mussi non sappia scrivere le leggi, ma i funzionari ministeriali che materialmente scrivono gli articolati sono quasi gli stessi dei precedenti governi….

    Fatto è che per noi si restringe sempre più il campo di intervento e che tutto si avvia a tornare al pre-moratti. I rettori gongolano…

  22. cipur ha detto:

    Pare che le informazioni provengano dal cipur.

    Però il Cipur potrebbe pure far riiferimento ai documenti ufficiali e non alle veline!

    Ecco una mail girata fra gli iscrittti

    CIPUR
    Presidenza Nazionale

    Cari Colleghi,
    come saprete la Corte dei Conti è pesantemente intervenuta sul “Regolamento recante modalità di svolgimento dei concorsi per ricercatore universitario” emanato il 7 dicembre 2007 dal Ministro Mussi. Cliccando su http://www.cipur.it/COMUNICATI/COMUNICATI%202008/29-COMUNICATO%20CIPUR%20-%20ILLEGITTIMITA%27%20ED%20ECCESSI%20DI%20POTERE%20NEL%20REGOLAMENTO%20MUSSI%20PER%20I%20RICERCATORI21gen08.pdf
    potrete prendere visione del comunicato CIPUR “LA CORTE DEI CONTI BLOCCA IL REGOLAMENTO DI MUSSI SUI RICERCATORI”.
    In un secondo momento vi sarà recapitato il testo dell’intervento dell’ “Ufficio Controllo” della Corte dei Conti.

    Cordialmente,

    Il Presidente Nazionale
    Prof. Vittorio Mangione

    Segreteria Nazionale CIPUR
    Via G. Tilli n. 58 – 06127 Perugia (PG) – Italy
    Tel. +39 075 5008750-53 Fax +39 075 5008851
    cipur@tin.ithttp://www.cipur.it

  23. Marco Verdi ha detto:

    Caro lapo, la corte dei conti esercita il controllo di legittimità sugli atti del governo. La competenza la ha eccome.
    E almeno 3 rilievi sono fondati (regolamento non abroga le leggi dello stato, la delega scadeva il 31 marzo, l’anonimato dei referee contrasta con il principio di trasparenza). Se Mussi andasse avanti si paralizzerebbe tutto, perche’ tutti i secondi classificati (e i terzi, i quarti…) farebbero ricorso.

  24. Miriam ha detto:

    Giusto. Fermare tutto è il danno minore. Meglio farli con le vecchie regole che non farli. A parte il fatto che regole vecchie o regole nuove sarebbe cambiato poco.

  25. lapo ha detto:

    Se è come dici Marco, probabilmente sei meglio informato di me, allora concordo con te e Miriam. Si blocchi tutto e si continuino a fare i concorsi con le vecchie regole. Magari mettendoci qualche milioncino d’euro in più. Ad esempio gli oltre 40M di euro del portale “italia.it”…

  26. Marco Verdi ha detto:

    Informato lo sono solo sulle prerogative della corte. Il resto sono mie opinioni 🙂

  27. e vai col “più soldi alla ricerca”… tormentone storico di ottima efficacia…

    è bello vedere come discorsi complicatissimi su commi, lemmi, stesura di leggi, etc…
    alla fine hanno come proposta politica base, la solita antifona dei soldi con
    addirittura richiesta di vecchie regole….

  28. Sergio Brutti ha detto:

    Assurdità giuridiche:

    L’anonimato dei referee è previsto in numerose altre procedure di valutazione comparativa (bandi prin in testa). L’anonimato non è perpetuo ma perdura solo fino alla conclusione della valutazione comparativa.

    IL parere dei referee non è vincolante nella scelta della commissione locale, come viene esplicitamente riconosciuto nel regolamento stesso.

    Il nuovo regolamento discende da una delega della finanziaria 2007 (legge 296/2006). Pertanto pur non avendo lui forza di legge, la ha la norma che vincola il ministro ad emanarlo. Essendo impossibile che restino in vigore 2 regolamenti ne discende sic et simpliciter che l’esercizio della delega implica l’abrogazione del regolamento precedente.

    La tardiva emanazione non è derivata da una manchevolezza del MIUR giacchè il CUN, la CRUI e il CdS hanno impiegato mesi a dare il loro parele richiesto per legge dalla stessa delega della legge 296/2006. Su questo punto come potete facilmente immaginare esiste una vastissima letteratura giuridica che giustifica il ritardo.

    Apparentemente la CdC muove rilievi di legittimità su argomenti per i quali è competente solo tangenzialmente, specie in questo specifico ambito (parere consultivo su una delega). Ovviamente il MIUR deve rispondere a tali rilievi ma può anche non tenerne conto, esattamente come per i pareri del CdS. Sarà poi cura degli atenei promuovere eventualmente un ricorso al TAR. Difatti a differenza dei pareri consultivi della CdC e del CdS in materia di iter amministrativi nella promulgazione di regolamenti, le sentenze “giudiziali” di TAR e CdS sono vincolanti per il governo.

  29. France ha detto:

    Ancora una volta mi trovo in sintonia con rivoluzioneitalia (maremma, va a fini’ che muoio bocconiano turboliberista!): basta soldi alla ricerca! Nei prossimi 5 anni taglieranno il 20% del budget ogni anno, chiunque vincera’ le prossime elezioni. Avanzeranno fino ad ordinario tutti quelli che sono gia’ dentro, immetteranno il minimo indispensabile di parenti, amanti e leccaculi, e fine definitiva della ricerca pubblica in Italia. L’Universita’ rimarra’ giusto per il teaching.
    Aho’, ma che stiamo qui a farci le pippe con l’anno che verra’? Non verra’, lo vogliamo capire? Diamocela a gambe!

  30. Miriam ha detto:

    Cari, il problema non è la fondatezza dei rilievi: il problema è che questi rilievi sono stati fatti e rendono praticamente scontati i ricorsi degli esclusi, soprattutto di quel 75% che dovesse essere escluso dal giudizio dei referee anonimi. Per cui le alternative sono 3: approvazione di un nuovo regolamento per via parlamentare (senza referee anonimi), vecchi concorsi, regolamento Mussi con paralisi. Le ho elencate in ordine di preferibilità.
    Aggiungo che questo regolamento non mi appassiona e non mi sembra il problema principale: se il referee alla fine esce fuori, si comporterà esattamente come i commissari esterni delle attuali commissioni, cioe’ non metterà i bastoni fra le ruote per evitare che in futuro qualcuno li metta a lui.
    Le strade sono altre: 1) fissare per legge i rapporti ordinari/associati/ricercatori in ogni settore disciplinare di ogni ateneo (es. 1:2:4), 2) creare un meccanismo premiante per gli atenei virtuosi e penalizzante per quelli scadenti (es.: mettere nei bandi PRIN un punteggio per il valore del dipartimento di afferenza, cosi’ se nella stanza accanto si fanno porcate paghi anche tu in prima persona), 3) abolire l’elezione di rettori e direttori di dipartimento.

  31. merlo ha detto:

    un chiarimento sul punto 3. “abolire l’elezione di rettori e direttori di dipartimento” me la spieghi la proposta? Se non si eleggono, come nominarli? chi li dovrebbe nominare? E perché questo garantirebbe maggiore trasparenza o responsabilità?

  32. una soluzione potrebbe essere quella che li nominano direttamente i partiti.

  33. Miriam ha detto:

    Per due ragioni:
    Prima ragione, arriva 1 unità di conto e si possono fare
    (a) 2 promozioni ad associato e 2 ad ordinario oppure (b) 2 posti di ricercatore.

    Come si muoverà il direttore di dipartimento, tenuto presente che i 4 aspiranti promossi sono suoi elettori e i 2 aspiranti ricercatori no?

    Seconda ragione, se il direttore di dipartimento è nominato dal consiglio di amministrazione (come avviene negli Stati Uniti, e non in un sistema partitocratico, caro rivoluzioneitalia), controllerà i professori e risponderà al consiglio dell’operato dell’intero dipartimento. Se è eletto, si trova nella situazione di controllare i suoi elettori e non prende provvedimenti contro i negligenti perche’ questo gli costerebbe la rielezione. La creazione di un sistema di incentivi-disincentivi richiede che i controllori non siano eletti dai controllati.

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