Attenzione ecco il documento della Corte dei Conti che blocca il nuovo concorso per ricercatore!

Su Roma piove, Sull’Eur grandina…ripeto su Roma piove, sull’Eur Grandina!!!

Ecco il documento della Corte dei Conti sul nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori
Da scaricare e commentare nel blog.

Avanti giuristi flessibili e precari!

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31 Responses to Attenzione ecco il documento della Corte dei Conti che blocca il nuovo concorso per ricercatore!

  1. stonedresearcher ha detto:

    Ecco l’articolo 27 della legge 340 del 2000

    Art. 27.

    (Accelerazione del procedimento di controllo della Corte dei conti)

    1. Gli atti trasmessi alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta giorni dalla loro ricezione, senza che sia intervenuta una pronuncia della Sezione del controllo, salvo che la Corte, nel predetto termine, abbia sollevato questione di legittimità costituzionale, per violazione dell’articolo 81 della Costituzione, delle norme aventi forza di legge che costituiscono il presupposto dell’atto, ovvero abbia sollevato, in relazione all’atto, conflitto di attribuzione. Il predetto termine è sospeso per il periodo intercorrente tra le eventuali richieste istruttorie e le risposte delle amministrazioni o del Governo, che non può complessivamente essere superiore a trenta giorni.

    2. La Sezione del controllo comunica l’esito del procedimento nelle ventiquattro ore successive alla fine dell’adunanza. Le deliberazioni della Sezione sono pubblicate entro trenta giorni dalla data dell’adunanza.

    3. All’articolo 3, comma 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, l’ultimo periodo è soppresso.

    4. Il procedimento previsto dall’articolo 25, secondo comma, del testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, può essere attivato dal Consiglio dei ministri anche con riferimento ad una o più parti dell’atto sottoposto a controllo. L’atto, che si è risolto debba avere corso, diventa esecutivo ove le Sezioni riunite della Corte dei conti non abbiano deliberato entro trenta giorni dalla richiesta.

    5. L’articolo 61, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è abrogato.

  2. libera/mente ha detto:

    Nel regolamento leggo: “il decreto previsto dal comma 647, art. 1, legge 296/2006 (Finanziaria 2007), sembra dal legislatore limitato ad una diversa disciplina delle procedure concorsuali concernenti i ricercatori universitari, mentre il Regolamento in esame viene a ridisegnare “in toto” la materia del reclutamento”

    La corte abbia preso una cantonata su questo punto!!!

  3. Rosario ha detto:

    Ma come pensate che sia accettabile un concorso in cui si hanno giudizi da parte di referee anonimi? In genere questo si fa sui progetti, non sui concorsi! Anche questo denota l’ignoranza di Mussi e della cricca post-sessantottina che lo circonda.

  4. Colombo da Priverno ha detto:

    libera/mente,
    a me non sembra che la corte abbia preso una cantonata, su quel punto. Sta dicendo che il regolamento è andato oltre quel che la legge gli consentiva.

    Il regolamento è una fonte secondaria, non può andare contro quel che la legge dispone. Se la legge non dispone nulla è diverso, ma qui la finanziaria, che è legge, aveva delimitato quel che il regolamento poteva fare o non fare.

    Sappiamo bene che Mussi ha molto forzato la mano alla legge. La finanziaria, ricordate, prevedeva un piano straordinario di assunzioni (nell’intenzione del legislatore, una stabilizzazione di idonei), e il ministro ha forzato la mano perchè, col regolamento, si è rifiutato di attuare la prescrizione legislativa, ma si è ribellato, dettando ex novo una nuova disciplina dei concorsi in generale, sostitutiva, tra l’altro, di quella contenuta nella legge Berlinguer.

    In diritto si chiama gerarchia delle fonti: il regolamenton non può disporre contro la legge, e la legge resiste alle modifiche che un regolamento pretenda di imporle (non sono proprio della materia, ma un’infarinatura molto generale la ho; mi scuso per le imprecisioni)

  5. leo ha detto:

    Ecco in calce cosa dice la finanziaria del 2007 in merito a come doveva essere il decreto.

    A mio parere la finanziaria 2007 che è legge dava possibilità al decreto di regolare in modi differenti dalla legge 210/1998 i concorsi da ricercatore. La finanziaria è una legge successiva alla 210/1998. Ho un solo grave dubbio sul fatto che effettivamente il decreto doveva essere emanato a marzo. Adesso sarà valido emanare un decreto che a norma di una legge che lo voleva un anno prima?

    Perché il Consiglio di Stato non si è accorto di ciò? Alla fine sarà chiamato il consiglio di stato ad emanare sentenze di coloro che impugneranno i concorsi non la corte dei conti.

    Testo finanziaria 2007

    647. In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori universitari, il Ministro dell’universita’ e della ricerca, con proprio decreto da emanare entro il 31 marzo 2007, sentiti il Consiglio universitario nazionale (CUN) e la CRUI, disciplina le modalita’ di svolgimento dei concorsi per ricercatore, banditi dalle universita’ successivamente alla data di emanazione del predetto decreto ministeriale,con particolare riguardo alle modalita’ procedurali ed ai criteri di valutazione dei titoli didattici e dell’attivita’ di ricerca, garantendo celerita’, trasparenza e allineamento agli standard internazionali.
    648. Al fine di consentire il reclutamento straordinario di ricercatori, il decreto di cui al comma 647 definisce un numero aggiuntivo di posti di ricercatore da assegnare alle universita’ e da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008.
    650. All’onere derivante dal comma 648 si provvede nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2007, di 40 milioni di euro per l’anno 2008 e di 80 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009.

  6. libera/mente ha detto:

    Forse mi sbaglio, ma concordo con Leo. La finanziaria demandava la riforma dei concorsi a ricercatore. E il decreto Mussi questo ha fatto. La corte dei conti obietta che il decreto non sarebbe solo una riforma dei concorsi a ricercatore ma riforma “in toto” la materia del reclutamento. Ma quando mai?! Semmai questo era nelle future intenzioni del ministro, ma non certo nel decreto!!!

    Mi pare come se abbiano giudicato le intenzioni (future) più che il testo!!! Poi questa cosa dei referee anonimi?! Ma che diciamo, i referee sono anonimi per i concorrenti ma non per l’istituzione e nulla vieta in caso di ricorso o in sede giudiziale di poter conoscere i nomi dei referee per poter magari impugnare le loro scelte. Mi pare veramente una obiezione da accatto.

    Sulla questione dello slittamento della data, non saprei. Mussi ha comunicato per tempo il documento al consiglio di stato e alla corte dei conti e credo che questo dovesse fare, non che lo dovesse vedere pubblicato in gazzetta.

    Comunque, indipendentemente dalle nostre valutazioni, mi pare che col quadro politico che ci consegnano questi giorni anche il reclutamento sia stato affossato. Devo dire che non c’è da strapparsi i capelli, ne sono passate di peggiori. Certo è che da noi nulla cambia… cosa disarmante

  7. stonedresearcher ha detto:

    Guardate che una volta che il ministro chiede alla CdC di registrare un decreto l’iter è avviato e ora il ministro ha 30 giorni per modificare il dereto e per ottenere la registrazione.

    Cosa farà Mussi o chi lo sostituirà da qui a qualche giorno?

    Non credo che il centro sinistra getterà facilmente la spugna visto che se vanno alle elezioni ora pigliano una di quelle bastonate elettorali che entrerà nei libri di storia.

    E questo Prodi and Co. lo sanno benissimo.

  8. stonedresearcher ha detto:

    Rileggendo le note del CdC c’è una cosa da notare.

    Al punto 3 si dice che la valutazione anonima non deve influenzare la valutazione della commissione d’ateneo.

    Ovvero i referee anonimi- che vengono tangenzialmente criticati per mancanza di trasparenza – per la CdC dovrebbero anche essere depotenziati perché il loro referaggio secondo la CdC non dovrebbe avere effetto sulla successiva classifica finale (come volevano la CRUI e il CUN).

    Comunque effettivamente bastavano i referee per fare una graduatoria così si escludeva del tutto il livello locale e si dimezzavano i tempi 🙂

    Secondo voi c’è qualcuno che influenza la CdC? 😉

  9. Valerio ha detto:

    Ma siamo impazziti? 3 post tutti sul blocco del nuovo regolamento? A parte la confusione nel dibattito, a che serve? Pensate davvero che questo regolamento avrebbe cambiato qualcosa? Io ho l’impressione che con questo atteggiamento da soldati giapponesi ci stiamo solo facendo del male da soli: dopo lo sblocco dei concorsi da associato e ordinario, sosteniamo un regolamento che si presterà ad infiniti ricorsi, così bloccheranno le assunzioni per anni e finalmente si arriverà a ciò che tutti sognano: una università con 60000 ordinari e 60000 precari!

  10. chiara ha detto:

    Concordo in pieno con Valerio!
    Non avrebbe cambiato assolutamente niente il nuovo regolamento!
    Credo che non ci siano santi nè madonne cui appellarci: la classe strutturata è in malafede perchè ha come primo ed unico interesse quello di perpetuare il potere feudale e nessun regolamento potrà mai coattarla ad essere corretta. E’ un dato di fatto di cui dobbiamo prendere atto. Invece di attaccarci come disperati a quest’idea perdente in partenza del nuovo regolamento panacea di tutti i mali -che ora ha oltretutto anche il limite di esser costituzionalmente dubbio con tutto ciò che ne consegue in termini di ricorsi etc- cerchiamo di batterci per l’unico spiraglio: più posti da ricercatore e basta…così magari dopo aver piazzato tutti i loro, qualche posto per qualcuno che davvero faccia la ricerca rimane, per sbaglio…

  11. leo ha detto:

    Che facciamo allora gioiamo per il fatto che nessuna politica del governo per rinnovare la ricerca è passata?

    Ma come fai a lamentarti del fatto che si parli di argomenti che stanno a cuore a tutti.

    Possibile che i precari sono solo buoni a criticare una volta le stabilizzazioni una volta il concorso straordinario

    Volete la conservazione dell’esistente?

    Caro Valerio ma lo sai come sono stati fatti i concorsi finora?

    Anch’io so che il rischio burocratico con un nuovo sistema è altissimo tant’è che mi sono battuto per avere i ric universitari fra i possibili stabilizzandi proprio perché sapevo che le possibilità del concorso erano scarse e che anche il regolamento è di difficile applicazione.

    Ora qual è la soluzione? Affossiamo tutto?

    Bene Affossiamo tutto!

    Chiediamo i vecchi concorsi , ma chi li fa , quando li fa , con quali soldi?

    Se rimane il vecchio modo di fare i concorsi è la volta che non ci saranno più nuovi concorsi da ricercatore.

  12. Valerio ha detto:

    Le politiche per innovare la ricerca non sono passate perche’ il ministro Mussi in primis non aveva nessuna intenzione di innovare un bel niente. Bisogna fare il reclutamento straordinario e vigilare su questo, con quali regole è un dettaglio. Ma credi davvero che i referee anonimi avrebbero garantito qualcosa? Ti ricordo che alla fine del concorso l’anonimato sarebbe caduto e il referee non allineato si sarebbe esposto a rappresaglie quando sarebbe arrivato il suo turno. Il punto è: fare il reclutamento e chiedere di renderlo davvero straordinario. Sprecare energie per un regolamento comunque manipolabile mi sembra un suicidio.

  13. leo ha detto:

    Non sei stufo di vedere giochi e giochini pastette e pastelle se il reclutamewnto si fa con le vecchie regole è quello che accadrà

    Allora molto meglio battersi per la stabilizzazione dei curricula.

  14. Valerio ha detto:

    L’idea che il regolamento Mussi eviterebbe i giochini mi pare un po’ una leggenda metropolitana: in primo luogo i referee “anonimi”, ammesso che restino davvero tali, avrebbero come istinto quello di mettere nel primo 25% i candidati locali, lasciando poi alla commissione il compito di scegliere, nella speranza-certezza-tacito patto di ricevere lo stesso trattamento nei concorsi del proprio ateneo. E poi passeremmo dalla “turnazione” che regola il reclutamento attuale, alo strapotere del referente locale delle cupole nazionali. In altre parole il reclutamento sarebbe controllato dal barone locale più potente e tutti finirebbero per fargli la questua. Il che significherebbe solo dare un vantaggio ai suoi protetti e uno svantaggio a tutti gli altri. Pensare che basti un regolamento per cambiare questo schifo mi sembra pura utopia.

  15. Colombo da Priverno ha detto:

    La vera soluzione, come ho scritto altre volte, era abolire i concorsi responsabilizzando economicamente gli atenei per le scelte.

    Il concorso era solo una soluzione necessitata da adottare finchè gli atenei non fossero responsabilizzati: se non puoi controllare a valle attribuendo conseguenze negative alla scelte sbagliate, devi controllare a monte.

    Premesso questo, al regolamento Mussi possono farsi molte censure di merito che sarebbero comuni a qualsiasi tipo di concorso: le regole a monte, quando non succede nulla di grave a violarle, sono sempre aggirabili. Facile perciò dire che non garantiscono abbastanza, ed anche ovvio. Ciò che garantirà veramente sarà solo la scelta di rendere economicamente disastroso per l’ateneo assumere uno che non produce.

    Tornando alla Corte dei Conti, ripeto, mi pare che abbia solo fatto il suo dovere. Le questioni sollevate sono fondate. L’anonimato è ridicolo in un concorso pubblico, e non evita i rischi di interventi compiacenti. Tu candidato non li vedi ma loro sanno chi sei tu, e se sei d’una scuola o no. Diciamo che evita proprio la cosa sporchissima, dello sconosciuto che deve passare solo perchè è parente di qualcuno. Dunque ad un anonimato inutile deve preferirsi comunque il principio-responsabilità che vuole che il potere sia palese: i nomi dei commissari devono essere pubblici. Tutti.

    Quanto al rapporto tra legge e regolamento devo insistere nel contraddire Leo e Libera/mente: il testo dell’art. 647 si limita a prevedere che il regolamento riempisse alcuni punti lasciati vuoti dalla legge, specificando più in dettaglio – anche in via modificativa – i criteri di valutazione dei titoli e le modalità concrete di svolgimento. Ma non c’era, nè poteva esserci, l’autorizzazione a riformare il sistema di reclutamento dei ricercatori.

  16. Temporary scholar ha detto:

    colombo

    non è vero che l’introduzione dei revisori anonimi non garantisce l’equità di giudizio. E’ vero c’è il precedente dei Prin in cui i revisori anonimi si sono dimostrati assai poco indipendenti nei loro giudizi. Tuttavia, oltre alla novità dei revisori internazionali, il fatto importante è che non ci sono più le elezioni per la nomina dei commissari. Ognuno agisce per conto suo e non deve rendere conto a nessuno e così gli incentivi ai comportamenti politico-mafiosi svaniscono.

    Si tratta di estendere questo metodo anche ad associati e ordinari, sennò i baroni poi si vendicano su quel fronte.

    Ma da qualche parte bisogna(va) pure iniziare.

    Il problema oggi dunque non è abolire i concorsi, come chiedono i bocconiani confidustriali, ma abolire le elezioni concorsuali, fonte di ricatti e scambi di favori.

  17. Valerio ha detto:

    I referee non sono perennemente anonimi, ma solo fino alla fine del concorso. Per questo la possibilità di ritorsioni ci sarà sempre. Se non sono stati autonomi i referee perennemente anonimi dei PRIN, figuriamoci questi. Anzi cosi’ gli diamo pure un alibi in più: ero anonimo, ovvio che ho agito in autonomia di giudizio.
    Tutto cambi, perche’ nulla cambi.

  18. Temporary scholar ha detto:

    continuo a ripetere, forse funziona: ma se non ci sono le elezioni dove avvengono le ritorsioni? Le elezioni (le telefonate) sono il vero problema dei concorsi universitari.

    Furono una conquista del ’68 e sono diventate un caposaldo del sistema mafioso dell’università.

  19. Valerio ha detto:

    Le ritorsioni avvengono al concorso successivo.

  20. Dice ma non ha detto:

    L’unica differenza tra l’università e la mafia è che la mafia è organizzata.

  21. Temporary scholar ha detto:

    ma se i giudicanti non sono commissari eletti, ma sono revisori (anonimi o no che siano) sorteggiati e i concorsi sono locali come si fa vendicarsi il barone cui sia stato bocciato il proprio allievo?

    col nuovo regolamento, i giochi avvengono (avverrebbero) dentro l’ateneo, non più come oggi all’interno della disciplina (della corporazione), che avrebbe un ruolo solo di consulenza scientifica.

    L’unica condizione di successo è di estendere questo sistema anche ai concorsi di ass e ord, altrimenti sì che ci sarebbero occasioni di ritorsione.

  22. Valerio ha detto:

    Il revisore A non si comporta come atteso e boccia il candidato del barone B.
    Dopo un anno ad A viene bocciata la richiesta del Prin.
    Dopo due anni A si accorge che nessuno lo invita più a parlare ad un congresso.
    Dopo tre anni A si accorge che non prende più un finanziamento.
    Dopo quattro anni A avrebbe un posto, ma i revisori C, D e E, allineati al sistema, trombano il suo candidato.

  23. Temporary scholar ha detto:

    e vuoi dire che il Prin e un congressuccio rappresentino possibilità di rivalsa? Valerio, secondo me non conosci l’accademia italiana, fattelo dire… i Prin non valgono nulla, per non parlare dei congressi.

  24. Temporary scholar ha detto:

    e poi ci sono fondi europei, internazionali, i finanziamenti un bravo professore li prende da lì. I Prin danno spicciolini, non scherziamo. I congressi italiani servono solo a fare lobbying mafioso, ma fin quando esistevano per l’appunto le elezioni (il sistema delle telefonate).

  25. Valerio ha detto:

    Il congresso chiaro che non vale nulla.
    Coi Prin molti gruppi ci campano, anche perche’ i fondi europei pochi li riescono a prendere. La maggioranza dei professori non vi accede e quindi, statisticamente, anche la maggioranza dei referee. E poi resta il nodo del concorso successivo: varrà sempre la logica del “io non intervengo nei vostri orticelli, cosi’ voi non interverrete nel mio”. Ma cosa gliene importa ad un referee di Padova di chi vince un concorso a Torino? Metterà in cima alla lista i candidati di Torino, così in futuro i referee esterni dei concorsi di Padova metteranno in cima alla lista i candidati di Padova. Questa è la mentalità dominante.

  26. Temporary scholar ha detto:

    Valerio dice: “Coi Prin molti gruppi ci campano, anche perche’ i fondi europei pochi li riescono a prendere. La maggioranza dei professori non vi accede e quindi, statisticamente, anche la maggioranza dei referee.”

    Ok, è noto. Ma il punto è valorizzare i professori bravi, dinamici e con vocazione internazionale, fino ad oggi vittime dei baroni conservatori “nazionalisti”.

    Queste innovazioni servono a sottrarre questi professori bravi dall’ostracismo dei baroni, poco male se qualche professore onesto ma poco dinamico non ci trarrà grande beneficio.

  27. Valerio ha detto:

    Ok, ma sono due discorsi separati. Il senso del mio discorso è che chi campa con i Prin non farà mai un referaggio contro il sistema che i Prin assegna. Chiaramente se ci sono professori bravi che accedono ai fondi europei, ottimo per l’Italia e buono per il concorso che avrà referee non condizionabili. Ma siccome questi sono una minoranza, la maggioranza dei referee sarà condizionabile e sarà molto accorta nel rispettare i candidati locali, fra i quali poi la commissione locale sceglierà chi gli pare senza dover neppure troppo motivare.
    Poichè i concorsi resterebbero truccati, non capisco cosa ci guadagneranno i professori bravi e di spessore internazionale.

    Comunque discorsi oziosi: stasera Mussi va a casa insieme al suo regolamento.

  28. Giovanna ha detto:

    Bye bye Mussi.
    Passato come una meteora, senza lasciare tracce.

    Tranne la nefasta riapertura dei concorsi da ordinario.

  29. libera/mente ha detto:

    ad onore delle cronache vanno riconosciutigli:

    – lo sblocco dell’ERC europeo
    – 3000 posti da ricercatore (se tutto va bene) – diciamo 500
    – l’innalzamento dei requisiti minimi per l’attivazione dei corsi di laurea (con conseguente riduzione dei corsi)
    – due anni di blocco dei concorsi per associato ed ordinario (fosse durato un pochino in più…
    – Maiani al CNR

    comunque sia bye bye Mussi

    e che San Precario ce la mandi buona

  30. Giovanna ha detto:

    Posti da ricercatore: meno di quanti ce ne fossero nell’era moratti. L’unica cosa nuova è l’aggettivo “straordinario”.
    Il blocco dei concorsi da associato e ordinario c’era pure quello.

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