Il governo Prodi e il ministro Mussi vanno via? Non cambierà nulla nell’università!

the_end.jpg L’università dei precari non piangerà per la caduta del governo Prodi come non ha pianto per il governo precedente.
Questa maggioranza, a dispetto dei proclami e dei comunicati del ministro Mussi, ha fatto poco o nulla per contrastare il regime corporativo, inefficiente e feudale che governa l’università pubblica e per porre argine alla precarieta’ che lo attraversa. Lo stanziamento per l’università e la ricerca e’ sostanzialmente diminuito, la riforma delle procedure concorsuali per i ricercatori e la tanto annunciata Autorità Nazionale per la Valutazione dell’ Università e della Ricerca (ANVUR) sono ancora oggi in alto mare. Ma più di ogni altra cosa, il finanziamento straordinario si è rivelato misero ed avviato con estremo ritardo e – in assenza di nuove e più trasparenti regole concorsuali – destinato a favorire ancora una volta percorsi di nepotismo e familismo.
Le lavoratrici e i lavoratori precari dell’università e della ricerca guardano con preoccupazione agli scenari futuri del paese, che promettono il perpetuarsi della loro condizione di drammatico precariato in un quadro politico indecoroso. Tutti i governi succedutisi negli ultimi decenni hanno dichiarato a parole la centralità e della ricerca per il paese e la necessità di una università di qualità, nessun governo ha finora rispettato gli impegni presi. Possiamo solo auspicare che il prossimo governo comprenda che il rilancio del paese non può che passare da un serio investimento nella formazione e nella ricerca, in una seria riforma dell’Università e nella lotta contro il precariato dentro, così come fuori, nell’Università.

Rete Nazionale Ricercatori Precari

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137 Responses to Il governo Prodi e il ministro Mussi vanno via? Non cambierà nulla nell’università!

  1. Francisco ha detto:

    E’ ora di ricordare i nomi di quei deputati che hanno presentato emendamenti alla finanziaria che hanno portato alla eliminazione dalle stabilizzazioni dei ricercatori precari:

    Prima i deputati del Partito Democratico

    Tocci, Ghizzoni, Rusconi, Froner,

    Benzoni, De Biasi, Tessitore, Colasio,

    Villari, Giulietti, Volpini, Chiaromonte.

    Ma nel momento di scegliere a chi non dare il prossimo futuro voto terrei a mente fra i nomi summenzionati quelli di TOCCI, TESSITORE, VOLPINI, GHIZZONI.

    Poi ci sono i deputati di Sinistra Democratica

    Aurisicchio e Sasso

    Ma voglio oggi ricordare anche il senatore-sputatore Barbato (UDEUR-gruppo misto) che avrebbe voluto con un suo emendamento trasformare tutti i dottori di ricerca lavoranti nelle amministrazioni pubblice in ricercatori universitari:

    Art.52

    «3. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001, in possesso del titolo di dottore di ricerca conseguito ai sensi della legge 3 luglio 1998 n. 210, e successive modificazioni e integrazioni, possono essere trasferiti nel ruolo dei ricercatori universitari, a domanda e col consenso delle rispettive amministrazioni, previa verifica di idoneità mediante colloquio, fermo restando il trattamento economico in godimento presso l’amministrazione di provenienza. All’uopo le università adegueranno i rispettivi regolamenti di ateneo».

    Sicuramente una menzione particolare spetta a SINISTRA DEMOCRATICA e al suo esponente di spicco On. MUSSI che con il suo operato e le sue idee da fondamentalista non hanno minimamente scalfito lo status quo nelle università e a causa dell’immobilismo e della mancanza di decisioni hanno peggiorato di molto la vita dei precari parasubordinati assegnisti e cococo della ricerca delle università e degli enti.

    Grazie Mille!!!

  2. Francisco ha detto:

    Ah! dimenticavo i geni che hanno consigliato Mussi con i vari regolamenti dei ricercatori e dell’ANVUR (ma a cosa c…o serviva l’ANVUR visto che c’era già il CIVR!!!!!!).

    l’On. Modica professore di matematica (ideatore delle politiche meritocratiche e valutative mussiane) e il consigliere Prof. Ragone (che nel frattempo mentre noi precari siamo rimasti tali e faceva il portavoce dicendo ai quattro venti che avrebbero assunto un numero variabile di precari fra i 10000 e i 6000,parole in libertà per tenere buoni noi pezzenti ma attenti che i pezzenti tirano fori li denti!).

    Grazie mille!!!

  3. Matteo ha detto:

    Ora i voti chiedeteli ai rettori.

    Non un solo voto a questa sinistra!

  4. 10annidiprecariato ha detto:

    La situazione è sconfortante perchè anche Forza Italia si è espressa contro le stabilizzazioni. Non saprei proprio a chi votare. Forse l’unico vero segno di protesta sarebbe un’astensione altissima.
    Oggi, 10 anni di precariato e tre concorsi vinti, oggi ancora precario, con l’influenza e la febbre a 38,5 devo andare all’università per gli esami dell’insegnamento fondamentale che mi hanno attribuito da quattro anni. Chi mi potrebbe sostituire? Perchè io tengo da quattro anni un insegnamento ordinario, se il mio contratto prevede la mia collaborazione per una ricerca spefica e limitata nel tempo? Quale legislatore, rettore, barone universitario si è mai preoccupato di stabilire delle regole per disciplinare come si formano, e soprattutto con quale personale, le commissioni d’esame? E’ possibile che io debba chiedere la cortesia ad un mio amico per comporre una commissione? A nessuno interessa almeno regolare il sistema con cui vengono esaminati i nostri figli?
    Oggi forse ho la febbre troppo alta e vaneggio, ma vedo un presente ed un futuro tutto nero?
    Ma poi, perchè non riesco a trovare una risposta al perchè dopo tre concorsi vinti io non potrei essere stabilizzato?
    Basta, la febbre mi sale …e gli esami mi aspettano…

  5. DUST ha detto:

    tanto per chiarire, caro Matteo, il probabile prossimo governo di c.dx farà una sola cosa: dare attuazione alla Moratti, legge dello Stato. Oltre che finanziare scuole e università private e istituti di amici e parenti (ma devo dire che questa seconda cosa l’ha saputa fare bene anche questo governo… Questo senza voler diferende Mussi e questo governo, solo per RIBADIRE CHE AVETE ROTTO I C. con i vostri post VOTO-NON VOTO-GASBARRA-TOCCI-VALDITARA. Se non avete altro da dire per favore zittitevi

    I baroni esultano e noi sprofondiamo sempre più nel baratro….. Già li vedo sputare sentenze su Mussi con l’allegria di chi non deve più avere a che fare con i macrosettori, con i referee, con l’Anvur tanto più che in quest’anno possono mangiarsi tutto il budget per concorsi da associato e ordinario – sono solo un pochino delusi perché speravano di poteri evitare pure il riordino delle classi di laurea.

    Non c’è proprio nulla da essere contenti. Semmai c’è da preparare le barricate per il cupo futuro prossimo venturo…

  6. Ex elettore di sinistra ha detto:

    Io voto centrodestra.
    Voglio vedere Mussi, Tocci, gli amici del PD e Modica al tappeto.
    Voglio vederli sparire, soprattutto il peggior ministro dell’Università della storia repubblicana, incapace di varare uno straccio di regolamento o di norma concorsuale in 18 mesi.

    A casa, ragazzi, e speriamo per almeno 10 anni.

  7. Carlo da Monteroni di Lecce ha detto:

    Cari amici,
    ricordate la storia di Lucrezio che dallo scoglio guarda affondare la nave davanti a sè…

  8. precario ha detto:

    Noi possiamo fare ben poco… purtroppo.
    Però una cosa la possiamo fare. Ogni anno solare possiamo partecipare a 15 concorsi di ricercatore (a nostre spese ovviamente). Più concorsi facciamo più rompiamo i coglioni! E allora rompiamo i coglioni!

  9. Unemployable researcher ha detto:

    compagni e colleghi, tempi duri, le illusioni e le speranze del 2006 (ricordate il programma dell’Unione per l’università? era indubbiamente avanzato) si sono definitivamente infrante e a noi non possiamo che aspettare – di fatto impotenti – il prossimo governo, con ogni probabilità di centro-destra.

    Esulteranno quelli che sperano che la demagogia del centro-destra, soprattutto di AN, porterà a una possibile stabilizzazione corporativa di alcuni precari.

    Intanto noi restiamo a bocca asciutta e non resta che attendere con motivato pessimismo i futuri eventi.

    Viva la ricerca!

  10. Savio ha detto:

    Meglio la demogagia del centro-destra che le macerie del centro-sinistra.

    Mai più voti a Mussi & C.

  11. Unemployable researcher ha detto:

    hai proprio ragione Savio. L’università italiana già fa abbastanza schifo, in mano al centro-destra diventerà un istituzione in preda ai banditi più spudorati.

    Mastella ministro dell’università!

    Continuiamo a farci del male…

  12. Matteo ha detto:

    L’Italia dovrebbe liberarsi di Mastella, ma come ministro dell’università avrebbe fatto meglio di Mussi. Tanto per cominciare, non si sarebbe aftto soffiare 92 milioni sotto il naso.

  13. Savio ha detto:

    Bravo Matteo, verissimo. E poi, diciamocela tutta, LA MORATTI E’ STATA UN MINISTRO ASSAI MIGLIORE DI MUSSI. I numeri, nudi e crudi, dei bandi da ricercatore, per esempio, stanno a indicarlo. Mussi ci ha preso per il culo con una faccia tosta incredibile: ricordo ancora nell’aprile scorso quando lui e Modica andavano affermando che da giugno sarebbe entrato in vigore il nuovo regolamento dei concorsi da ricercatore con contestuale bando dei primi 2000 (!!!) posti ! Ricordo ancora Mussi da Santoro che sbavava sull’imminente entrata in vigore delle nuove regole. Il risultato qual è? La Corte dei Conti che spernacchia Mussi e gli impartisce lezioncine come si fa a uno studentello di Legge al primo anno che non sa la differenza tra un regolamento e un disegno di legge.

    PA-TE-TI-CO.

    Vieni Pierferdinando, te sei il meno peggio di centro-destra. Il primo voto lo darò a te, buttando nel cesso i miei anni da militante del centro-sinistra.

  14. precario ha detto:

    Ma vi rendete conto che i voti non c’entrano?!

    Abbiamo provato il centro-destra. Abbiamo provato il centro-sinistra. Cosa è cambiato?

    Sentite a me: NESSUNO, né di destra, né di sinistra, né di centro farà mai UN CAZZO per noi precari! Punto e basta.

  15. DUST ha detto:

    Più concorsi con la Moratti?! Ma perché lei cosa aveva a che fare col fatto che le università bandissero più concorsi ?!(cosa neppure vera se si vanno a guardare i dati degli anni precedenti). Mica li ha finanziati lei, mica li ha incentivati lei. Il numero dei concorsi aveva a che fare con dinamiche proprie dell’università. Ed anche con lei gli FFOO sono diminuiti in maniera drastica. E poi ci siamo dimenticati delle lauree facili ai vari ministeri. Di Pistella al CNR. Dei legionari di Cristo, dell’università di Reggio Calabria e degli atenei fantasma on line… VERGOGNA

    E poi, a parte finanziare i molti amici di tremonti, e cancellare la figura del ricercatore per sostituirle con due forme disgraziate (e aggiuntive al precariato esistente), cosa altro ha fatto? Legge approvata contro i precari e gli studenti e voluta dai “sinistri” Schiavone e Eco nel silenzio (compiacente) dei baronati che vedevano legittimato il fatto di potere in pochi reggere le fila di università fatte funzionare da precari.

    IPOCRITI

  16. Paola ha detto:

    Ricordatevi il ditino medio della Santanché gentilmente rivolto, qualche anno or sono, ai precari della ricerca che manifestavano sotto il Parlamento…

  17. Bye Bye Mussi ha detto:

    Aò, redateci Letizia.
    Mai più voti al PD, mai più voti a questa sinistra.

    LE-TI-ZIA LE-TI-ZIA !!!!

  18. Piero ha detto:

    dato che nè la Destra, nè la Sinistra sembra essere a favore dei precari e della ricerca in generale…. perchè non proviamo a contarci e a proporre un nostro esponente alle prossime elezioni?

  19. Matteo ha detto:

    Questa è un’ottima idea, un candidato ricercatore-precario. Pero’ senza voto di preferenza come ci contiamo? Servirebbe una nostra lista.

  20. Piero ha detto:

    Bisognerebbe avere almeno un referente che si occupi di contare i precari (Assegnisti, Dottorandi, Specializzandi…) nel proprio Ateneo. Non dovrebbe essere complicato. Alcuni Atenei hanno un rappresentante dei Dottorandi e degli Assegnisti nel Senato Accademico.

  21. Cincillà ha detto:

    Ragazzi ma avete letto troppo Topolino o Diabolik ? Presentarsi con le liste alle politiche ? Ma siete fuori ? Altro che Partito dei Pensionati….o il Partito della Birra.
    Vabbè, questo conferma i sospetti sull’assoluta incapacità della RNRP.

  22. precario Dice:
    “Ma vi rendete conto che i voti non c’entrano?!
    Abbiamo provato il centro-destra. Abbiamo provato il centro-sinistra. Cosa è cambiato?
    Sentite a me: NESSUNO, né di destra, né di sinistra, né di centro farà mai UN CAZZO per noi precari! Punto e basta.”

    sono d’accordo…
    dovremmo iniziare ad agire su di noi.

  23. Piero ha detto:

    Non so se c’entrano Topolino o Diabolik… ma hai qualche altra proposta?
    Stare fermi a criticare destra o sinistra serve a poco se poi non si agisce.
    Ripeto ogni proposta fattiva è bene accetta…

  24. elysard ha detto:

    La sinistra non ha mai contato un’acca in Italia… e Veltroni è l’uomo dei servizi segreti americano (mi dicono)…

    i governi oggi sono prevalentemente fascisti, seguono la logica dei grandi affari…

    «Alle prossime elezioni voterò Bakunin, che purtroppo non è in lista».
    Luciano Bianciardi, 8 marzo 1971

  25. Ferrer ha detto:

    Effettivamente solo l’anarchia è il sistema politico che farebbe il bene della ricerca.

    Purtroppo però è un sistema per pochi illuminati e allora occorre proporre qualcosa di liberale e di sinistra in un contesto con regole rispettate.

    Ma in Italia….

    Che c…o di paese!

  26. Colombo da Priverno ha detto:

    Beh, finita la masturbazione gigante?

    o qualcuno ha bisono di un’altra passata di “mai più voti a questa sinistra” “gasbarra i voti chiedeili ai rettori” “pierferdinando vieni”?

    Ecco, una volta che avete finito di farvi la sega, ricordatevi di Letizia Moratti, delle tre I di Berlusconi, del dito medio alzatovi in faccia dalla Santanchè, etc. etc.

    Imparate a vedere la differenza tra chi non aveva un progetto decente per l’università e chi invece l’aveva, ma non aveva capacità di manovra per attuarlo con facilità a causa d’una legge elettorale costruita dalla destra apposta prima delle elezioni che si sapeva avrebbe vinto la sinistra.

    Poi vediamo se c’è ancora voglia di votare a destra.

    P.S. se per qualcuno c’è, si levi dalle scatole e vada a fare un altro lavoro. A creare e tramandare il sapere non ci fa nulla.

  27. Piero ha detto:

    Tanto per dare i numeri… alle elezioni del 2006
    L’Udeur ha preso 10 seggi con 534553 voti
    la Dc-nuovo PSI ha preso 4 seggi con 285744 voti…
    Sono ancora dell’idea che se ci uniamo questi numeri riusciamo ad ottenerli…. i precari non hanno parenti o amici?

  28. elysard ha detto:

    nel commento da me scritto sopra, ho affermato che Veltroni è un (presunto) infiltrato della CIA. Giustamente qualcuno mi ha scritto: “chi ti ha dato questo genere di informazioni? spero non sia una cag*** come se ne sentono tante”

    naturalmente non so se vero o no, in ogni caso vedere http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=39 😉

  29. partitodellaricerca ha detto:

    In linea teorica un partito per la ricerca tipo

    Ricerca Democratica

    Per una ricerca laica, democratica e per il progresso della società

    Potrebbe avere ottime possibilità se lo autorganizziamo noi.

    Ho impressione che prenderemmo quasi un milioncino di voti.

    Non è una idea così peregrina!

  30. partitodellaricerca ha detto:

    Ho ripensato alla proposta del “partito”

    Effettivamente la cosa è da considerare seriamente.

    Nella mia esperienza ormai biennale di militanza nella RNRP ho capito che:

    In tutti i momenti in cui avevamo bisogno di un sostegno concreto all’interno del parlamento nonostante tutti i contatti e i colloqui e le promesse nessuno ha aiutato noi.

    Nei momenti topici quando occorreva inserire un comma o salvaguardare una proposta di legge hanno sempre fatto passare una linea vicina al CUN o alla CRUI.

    I tempi di un movimento di “ricercatori” ovvero gente di alta formazione scientifica (dottori di ricerca) e con competenze politiche sono maturi.

    Un po’ come negli anni 80 fu il movimento dei Verdi.

    Un progetto del genere troverebbe d’accordo molti delusi del centro sinistra perché sarebbe un movimento composto da persone “di cultura” e con una età media molto più bassa degli attuali rappresentanti del popolo.

    Insomma l’idea non è malvagia.

    Se qualcuno la mette in discussione nel wiki dell’Odg …

  31. Piero ha detto:

    lo slogan mi sembra azzeccato!
    In fondo cosa abbiamo da perdere… certo potrebbe finire come il partito dei pensionati con nessun seggio oppure….

  32. Piero ha detto:

    metterlo in discussione nel wiki adesso mi sembra prematuro… bisonga vedere, a mio avviso, quanti appoggiano questa idea.. anche solo tramite questo blog.

  33. France ha detto:

    Ma non mancherà di nascere
    “Ricerca Nazionale
    Per una ricerca ITALIANA rispettosa della vita umana e dei foruncoli, e la salvezza universale.”
    Perchè non poi
    “Ricerca Alternativa
    per una ricerca libbera e solidale, pissenlov”
    E anche
    “Ricerca Liberale
    per una ricerca leggera informatizzata digitalizzata e privatizzata”
    Inoltre
    “Ricerca Inkazzatissima
    Basta con i baroni, con il signoraggio e l’elezione dei Rettori, vogliamo la democrazia universitaria diretta”
    Infine
    “Ricerca Ceppalonica
    Ci alleiamo col migliore offerente, basta che non veniamo ricercati”

  34. Colombo da Priverno ha detto:

    Bravo France

  35. Colombo da Priverno ha detto:

    Io, che invece non penso solo alla ricerca ma anche ad altri problemi dell’umanità, come…l’eccessiva durata delle file alle poste, farei un partito per questo. E un altro perchè i marciapiede siano tutti resi adatti ai disabili, e un altro perchè i trans si possano operare a spese dello stato, e un altro perchè ci si debba presentare agli esami, all’università, solo dopo essersi lavati (avete presente il tanfo studentesco?).
    Potremmo fare Calzini Puliti, Poste Democratiche (oppure Poste delle Libertà, dove non c’è fila ma puoi arrivare primo se vinci gli altri a rubamazzetto).

    Ma mentre delirate sul partito dei ricercatori (e, perchè no, su quello dei magistrati, quello degli avvocati, quello degli ingegneri, quello dei matematici – presidente Odifreddi – , quello dei ritolari di pizzerie – che si è scisso da quello dei titolari di pizzerie e ristoranti insieme – quello dei dietisti – in contrapposizione con la casta dei dietologi – e quello di chi vive guardandosi la punta dei piedi come voi) non vi rendete conto del livello sottosindacale e patetico in cui è scesa la discussione? Cinquecentomila voti al partito dei ricercatori precari perchè votano anche i parenti?
    Cioè: dieci familiari per ogni ricercatore precario che non hanno idee, non hanno vita, non hanno pensieri e cazzi vari se non quello di far passare in ruolo il poveretto?

    Ogniuno che vota per la cosettina sua, parenti compresi?

    CHE SCHIFO, trasferitrevi a Ceppaloni.

  36. Colombo da Priverno ha detto:

    No al partoito dei ricercatori! Si ad una vittoria forte della sinistra, che abbia, questa volta, una maggioranza tale da poter realizzare fino in fondo il programma senza ricatti e scippi.

    Sennò faccio il partito Colombo da Priverno, per l’obbligatorietà della proiezione dei film di Luigi Magni (soprattutto “In nome del Papa Re”) nelle scuole.

  37. Democratico ha detto:

    Molto democratico il commento di Colombo da Priverno sul fatto che se uno è di destra o di centro-destra deve levarsi dalle scatole. Davvero. Molto, molto democratico.

    Ancora più esilarente il fatto che se uno è di destra non può creare o tramandare il sapere. Che dire, mi ricorda un po’ gli intellettualoidi di regime usati dal comitato centrale del partito per screditare e far fuori i dissenzienti. Che dire, mi ricorda un po’ i processi contro i dissidenti, che poi sparivano in qualche gulag o venivano isolati culturalmente perchè indegni.

    Fortuna che Dini e Clemente hanno fatto giustizia di certa sinistra.

    Che dire, caro Colombo: un bel sonoro VAFFANCULO, nella certezza che è proprio per colpa di gente come te che il centro-sinistra, in Italia, non governerà mai più di pochi mesi.

    Forza Pierferdinando, il mio voto è per te.

  38. Carlo da Monteroni di Lecce ha detto:

    Cari amici,
    credo che le osservazioni di da Piverno siano giuste, tuttavia la lotta al precariato non riguarda solo la nostra piccola comunità della ricerca scientifica italiana, ma mi pare sia un problema più generalmente diffuso e sentito in ogni settore della vita associata in questo paese.
    La RNRP potrebbe catalizzare questa grande massa di scontento, guidandola verso una qualche forma di lotta. Non fosse altro che per migliorarne la situazione dei diritti (al momento, mi pare, piuttosto deficitaria, per usare un eufemismo).

  39. France ha detto:

    Mi voglio ripetere. Vi guardo da 2000 (in media) chilometri di distanza, tutti in fibrillazione per le elezioni prossime venture. Ora si che possiamo schieraci fra milanisti e interisti, torinisti e juventini, romanisti e laziali: ah, che gioia! MI fa molta rabbia vedere che nonostante tutto ancora possiate dare credito a chi vi sta prendendo per il culo da 15 anni. Lo so, la tentazione di mettersi di nuovo a tifare è forte, ora che la partita ricomincia, ma vi rendete conto che quelli in campo guadagnano miliardi e voi pagate il biglietto? E’ scoraggiante rendersi conto che la capacità di ricoprirsi gli occhi con succulente fettone di prosciutto non ha fine, nemmeno dopo le più evidenti prove che a nessuno dei falsi politici glie ne può fregà di meno.
    Vedere voi che vi scannate ancora e ancora per scegliere l’albero a cui continuare ad impiccarsi e il puttanaio della politica italiana che pianifica di arredare il vostro deretano “quest’anno stile Ikea” mi fa giungere alla conclusione che solo un evento cosmico possa mettere fine alla tragedia.
    Come in “Prova d’orchestra di Fellini”: all acmè del caos, un crollo rovinoso che travolge l’orchestra impazzita ed il direttore isterico….

  40. Giulio ha detto:

    Allora visto che ci guardi con tanta pietà da 2000 km di distanza e ci compatisci da chissà quale Olimpo della pace e della serietà (chissà: la pallosissima Svezia o la snob Francia ?), vedi di rimanerci e di prenderci anche la cittadinanza, non sia mai ti venga in mente di venire a farci le tue barbose romanzine in quello che è (o era?) il tuo Paese.

  41. penosi gli scambi in questo thread…
    peggio che allo stadio o in parlamento.
    Italianità assoluta anche fra i ricercatori precari.

  42. France ha detto:

    Non ce l’ho con voi, Giulio (non Palermo, spero, nel caso invece sì!). E l'”Olimpo” da cui parlo è semplicemente uno dei paesi NORMALI dell’Unione Europea, della quale ancora l’Italia fa parte. Fino a un minuto prima di andarmene ero esattamente un ridercatore precario, e lo sarei di nuovo se rimettessi piede in Italia. Mi fa incazzare che ancora crediate a una politica che possa risolvere i problemi, invece di usarvi per l’ennesima volta. Un mio collega ha detto che noi precari non siamo il problema, ma siamo la soluzione. Ci credo ancora, ma la politica dovremmo aver capito che vuole solo strumentalizzarci, quindi dovremmo anche imparare a costruire la soluzione “a prescindere” da Berlusconi o Mussi…

  43. Piero ha detto:

    Ho lanciato una proposta e a quanto pare sembra aver scatenato una guerra tra poveri… ma almeno ho fatto una proposta! Se qualcuno ne ha di migliori prego si faccia avanti! Si parlava di interessi personali…. certo! l’interesse è quello di poter portare avanti la Ricerca in Italia.. Chiaramente avere questo come interesse prioritario non significa che questo sia l’unico obiettivo che ci si possa prefissare. Chiaramente ci sono problemi anche piò importanti della Ricerca ma questo lo sappiamo tutti.. Non so quanto si fattibile unire gli scontenti delle poste! Caro Colombo anche io sono di sinistra ma proprio perchè vedo al di là della punta dei miei piedi mi rendo conto che l’indulto è stata la priorità di questa sinista… ma ci credi veramente?
    P.S. i precari insegnati sembrano anche loro interessati a questo partito… forse così arriviamo a 500000 senza scomodare i parenti!

  44. spero (ma dubito) che le voci in questo blog siano NON siano rappresentative
    del paese.

    Patetico il solito lancio di proposte… che qui rasentano l’oblio… addirittura
    un partito politico…

    Mi fà invece piacere che ci siano persone ragionevoli dotate di
    facoltà razionali come France. Mi dispiace solamente che quelli
    come lui se ne siano andati dall’italia… 😦

  45. Piero ha detto:

    Si è vero… meglio criticare la destra e la sinistra stanto a guardare e dutilizzare questo blog per autocommiserarci! Ma questa Rivoluzioneitalia la facciamo con i piagnistei?.. potremmo inondare il paese con le nostre lacrime… non so cosa sia più patetico!

  46. Colombo da Priverno ha detto:

    Demoratico,

    non voglio commentare il vaffa…, ma il resto delle tue affermazioni, quelle civili, sì.
    A prescindere dalla mia personale cultura di sinistra, l’affermazione dell’incompatibilità tra destra e università è fondata su constatazioni obbiettive, storiche.

    In passato, il fascismo italiano ha cacciato dagli atenei i professori ebrei. Perchè non vi fate raccontare da qualche vecchio professore che all’epoca era studente o assistente cosa significò fveder sparire, d’un colpo, molti grandi maestri di diverse discipline, e ciò per la loro appartenenza “razziale”?

    Molte discipline risultarno distrutte, nella mia grandi studiosi sparirono. Qualcuno non torno’ più, e voi avete ben capito da dove. Leggo ancora con commozione, qualche volta, le introduzioni dedicate dìloro dagli allievi, finito il fascismo, nel pubblicare postumi i loro libri lasciati a metà.

    Più ingenerale, a livello scientifico il nazifascismo fu una delle più grandi truffe epistemologiche: pretendeva di basarsi sul dato della superiorità (e, ancor prima, dell’esistenza) della “razza”, consetto inesistente , ma che fu imposto all’accademia a forza di pressioni e nomine compiacenti.

    Il fascsmo distrugge la libertà di ricerca e d’insegnamento, è questo il punto.

    E passando da Benito Mussolini a Silvio Berlusconi (ma i dittatorelli hanno tutti cognomi ridicoli? Il prossimo sarà tale Oscar Pinzelletti?), il disegno della Moratti per l’università è speculare: l’unica differenza è che il padrone cui asservire la libertà di ricerca non è più l’ideologia in orbace ma l’ideologia neocon della supremazia truce del mercato. Le università diventano fabbriche di brevetti per l’impresa; vengono coltivate solo le discipline utili a questo (addio Dante, addio Omero, addio Freud, addio Bertrand Russel, addio Barbagallo e Winkelmann; addio all’umanesimo); vengono coltivati solo i progetti per ciò che si venderà (addio alla ricerca scientifica su malattie rare, o diffuse ma solo nel quarto mondo che non paga: il target non è interessante).

    LA DESTRA UCCIDE LA RICERCA; o, COMUNQUE, LA SNATURA E LA LIMITA.

    La sinistra ha altri punti di partenza e altri obbiettivi, compatibili, invece, com la massima estensione della ricerca, sviincolata da finalismi di alcun tipo: ricerca PUBBLICA, PUBBLICA, cioè fatta NELL’INTERESSE DI TUTTI. Massima espansione delle cultura umanistica ma anche di quella scientifica. Era così anche in quell’URSS che fa accaponare la pelle ad un po’ di disinformati.

    Di fronte a questi dati il Democratico(democratico? ma sei sicuro?) ricorre , non sapendo che altro dire, all’insulto ed all’argomento AD HOMINEM: cioè dice, “ZITTO, COMUNISTA!!!”.

    Vai a seppellirti nell’america del maccartismo, vai, che è meglio….

  47. Colombo da Priverno ha detto:

    Io un giorno non voglio diventare “Prof. Colombo da Priverno, Ordinario Kinder di Scienza dell’Alimentazione nell’Università “Giovanni Rana” di Verona”, e pubblicare la monografia “Metabolismo e Ferrero Rochet, un’abbinamento vincente”

  48. Matteo ha detto:

    Ma che vi siete fatti tutti di ecstasy? Ma di che parlate? Torniamo in tema.
    La lista della ricerca è ovviamente questione improponibile, inutile e dannosa. A parte ogni considerazione sulla serietà e l’opportunità del progetto, dove lo troverebbe il 4% per entrare in parlamento?

    Piu’ sensata sarebbe l’idea di contattare singoli candidati di entrambi gli schieramente e creare un gruppetto di parlamentari che, eletto con i nostri voti, contrasti i Ghizzoni di destra e di sinistra. Ma pure questa ipotesi è impraticabile, senza preferenze.

  49. Democratico ha detto:

    Egregio prof. Colombo da Priverno, ordinario di Ignoranza e Luoghi Comuni studiati sui Testi Bignami di qualche professore salito in cattedra con la tessera del PCI, le volevo far notare che il suo post che traccia un interessante parallelo tra il duce e Berlusconi (davvero originale, poi, un esempio di raro acume e riflessione culturale) dice tutto, ma proprio tutto, sulla solidità della sua preparazione e capacità di analisi.
    Detto questo, mi pare inutile rispondere civilmente, le rispondo con un doppio VAFFANCULO, e con la soddisfazione che gente come lei, anche se dovessero assumere tutti i precari di questo mondo, difficilmente, ma molto difficilmente, troverà un cane sciolto che la farà salire in cattedra.

    Bye bye precario a vita

  50. Fabio ha detto:

    Grande Democratico, una bella lezioncina a questa gente.

    Mi sa che a qualcuno la caduta del governo brucia, mamma mia come bruciaaaa.
    A Bologna (io lavoro lì) i cosiddetti precari se ne stanno muti come pesci; erano convinti che questo governo li desse finalmente spago (qualcuno era andato pure a scodinzolare da Modica e Santagata), poi li hanno presi bene bene per il culo.

    La verità è che l’unico atto concreto a favore dei precari è stato fatto dal centro-destra (vi ricorda niente il nome di Valditara ?). L’UNICO, E SOPRATTUTTO STA AGLI ATTI PARLAMENTARI. Il resto è solo fuffa, squallida fuffa che, come ha dimostrato il disastro di Mussi, non ha portato da nessuna parte.

  51. Colombo da Priverno ha detto:

    Il signor “Democratco” raddoppia rabbiosamente gli insulti, e fa ad un ricercatore preecario come me l’augurio più inopportuno e più basso che in questo sito si può fare: quello di non entrare in ruolo.

    Poi, pessimo il riferimento al “cane sciolto” che dovrebbe far entrare in ruolo me, battuta che tradisce la tua concezione di fondo squallidamente baronale, e fa capire che tu sei la sintesi di tutto quello che RNRP combatte.

    Mi fa piacere di essere riuscito a farti gettare la maschera di fronte a tutti.

  52. PER FAVORE CHIUDETE QUESTO BLOG ha detto:

    Il dibattito del blog è sceso a livello vergognoso. Mi auguro che l’admin si decida a chiuderlo. Dall’esterno non si può che ricevere una pessima impressione dei “precari della ricerca” – sempre che chi stia scrivendo in questo blog lo sia davvero.

    Non solamente le posizioni espresse non sono quelle della RNRP, importante ribadirlo, ma neppure sembrano essere il frutto di una riflessione, di un dibattito, tra persone civili e mediamente intelligenti. Non che sprazzi di proposte e di dibattito non ci siano stati, ma sono stati affossatti dalla volgarità degli insulti, da messaggi inutili tipo voto/non voto, da sfoghi e psicodrammi.

    La gran parte delle persone che sembrano scrivere in questo blognon sembrano migliori di Barbato dell’UDEUR.

    PER FAVORE CHIUDETE QUESTO BLOG
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  53. Piero ha detto:

    Divide et Imperat… ma non vi rendete conto che questo è quello che vogliono! La cultura non può essere prerogativa solo della destra o solo della sinistra.. se stiamo uniti contiamo qualcosa altrimenti ci prenderanno in giro per l’ennesima volta..

  54. France ha detto:

    Giusto Piero. Ma fondare un partito politico ad hoc non e’ possibile. E la politica, qualsiasi, ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di risolvere i problemi della ricerca. La soluzione secondo me e’ smettere di essere precari (andare all’estero a fare ricerca) o smettere di essere ricercatori (restare in Italia ed abbandonare la ricerca). E lasciare che la nave affondi.

  55. Miriam ha detto:

    Parte la campagna elettorale e i militanti delle opposte fazioni finiscono per condurla anche su blog non dedicati. Sarebbe assai più consono fare volantinaggio, attaccare manifesti o (tanto oggi è la sola cosa che conta) andare in televisione. Questo blog dovrebbe occuparsi d’altro. Purtroppo in un Paese che da quasi un millennio ama scindersi in guelfi e ghibellini è difficile affrontare un discorso su prospettive dei ricercatori precari, crisi di governo e possibili elezioni senza precipitare in una guerra senza esclusioni di colpi fra le due fazioni.

    Purtroppo la realtà ci dice che entrambi gli schieramenti, nonostanze le speranze riposte, hanno profondamente deluso. Nessuno si è occupato di affrontare il problema della precarietà che attanaglia il 50% dei ricercatori italiani, ma soprattutto nessuno ha dato mostra di porsi minimamente il problema. D’altra parte nessuno si è nemmeno posto il problema della perdita di competitività dell’Italia, dovuta fra l’altro proprio ad uno spaventoso deficit di innovazione. Tra ville in Sardegna, viaggi a vela sull’Icarus e scambi di favori con la CRUI, la classe politica italiana trascina a fondo il nostro sistema industriale curando esclusivamente la propria carriera ed il proprio ego. La devastazione dell’università compiuta nelle ultime 4 legislature (2 di destra e 2 di sinistra) ne è la prova eloquente.

    Che fare?
    Il partito della ricerca, a parte il fatto che sarebbe l’ennesima riproposizione di un micropartito corporativo, non avrebbe mai il 4% necessario per eleggere un deputato. Candidati nelle liste non servono, non essendoci le preferenze. L’unica (per quello che serve) è pretendere che partiti e candidati scrivano nero su bianco se ritengono accettabile gestire un paese che tiene i propri ricercatori nelle peggiori condizioni economiche e lavorative fra quelle dei paesi dell’Europa Occidentale, del Nordamerica, dell’ Est Asiatico e dell’Australia, cioe’ delle aree piu’ industrializzate del pianeta. Devono essere impegni chiari, precisi ed espliciti. Se li rimangeranno, faranno tutt’altro, ma almeno non potranno dire che avevamo frainteso (Tocci) o spacciare un microaumento ai dottorandi per una iniziativa in favore dei precari (Valditara).

  56. Democratico ha detto:

    Che dire, caro Colombo, meglio baroni che coglioni.

    Bye bye

  57. […] bibliostoria: il disegno della Moratti per l’università è speculare: l’unica differenza è che il padrone cui asservire la libertà di ricerca non è più l’ideologia in orbace ma l’ideologia neocon della supremazia truce del mercato. … […]

  58. Piero ha detto:

    France.. spero che tu abbia torto.. ma visto pure i toni che ha preso una semplice discussione su una proposta di aggregarci credo proporio di no!

  59. Colombo da Priverno ha detto:

    Si, va bene tutto, mi son sempre confrontato, anche duramente, ma sempre lealmente con tutti.

    Ho argomentato, bene per alcuni, male per altri, ed ho sempre avuto tanta considerazione nei confronti dei miei interlocutori, anche se detrattori acerrimi, da rispondere sempre con argomenti, dialogando.

    Qui c’è qualcuno che giunge al livello di darmi del “coglione” senza alcuna traccia di argomento, così.

    Questo non me lo aspettavo. Si poteva discutere di fare o non afre il partito dei ricercatori; si poteva discutere sul fatto che le nostre sorti debbano preferibilmente essere legate alla sinistra nonostante le delusino di questo governo, o se anche a destra ci possa essere spazio per un’adeguato sviluppo della ricerca.

    Chi è stato d’accordo me lo ha detto, chi non lo è stato pure. Piero, France, Miriam, hanno espresso con intelligenza e serietà le loro ragioni contrarie al mio approccio, e li ringrazio, perchè è una discussione.

    “Coglione”, invece, non è nulla. Non è nemmeno un argomento.

    Questa volta sono io – e non l’ho mai fatto – a dover invocare l’amministratore perchè non lasci che questo blog si trasformi in spazzatura.

  60. Piero Dice:
    “Si è vero… meglio criticare la destra e la sinistra stanto a guardare e dutilizzare questo blog per autocommiserarci! Ma questa Rivoluzioneitalia la facciamo con i piagnistei?.. potremmo inondare il paese con le nostre lacrime… non so cosa sia più patetico!”

    Nessun piagnisteo… ma rispetto degli INDIVIDUI che col prorpio cu*o
    prendono decisioni di massimo riconoscimento morale…

    Non come i vari Priverno, Palermo ed affini, che dietro il solito odioso
    linguaggio di legno, la solita spocchiosità, il solito pensiero di partito
    danno alimento alla solita malinconico-romantica lotta destraVSsinistra,
    ormai quotidiana in questo blog come in tutto il paese.
    (Scomodare il fascismo per risolvere i pb del mondo università e ricerca
    è solo viziosa inerzia, passività, degrado civile. Ridicoli…)
    Veramente la peggio gioventu:
    http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/2008/01/litalia-da-distruggere-la-meglio.html

  61. Piero ha detto:

    ora che i toni si sono placati ed abbiamo visto che non tutti sono daccordo ad un partito dei ricercatori (in realtà anche i docenti di scuola erano interessati.. forse meglio un partito di studioisi o della Cultura) continuo a proporre di contarci dando la disponibilità di votare compatti a chiunque sposi la causa dei precari.. (France ci voglio provare comunque! ) . Il partito era una idea, ma se questo non si può fare votiamo compatti verso qualcuno (anche se non saprei chi al momento)… vi ripeto non siamo affatto pochi!!! Cari Democratico e Colombo.. chiaramente avete idee diverse
    ma comunque avete una cosa in comune anzi più di una… siete precari, siete dell’idea che la ricerca in Italia non funziona ed aspirate ad una posizione stabile all’interno dell’Università.. probabilmente se esistesse il partito lo votereste… altrimenti potete continuare a votare i postri beniamini sperando che le cose cambino… fate voi!
    P.S. Rivoluzione Italia ho anche io molto rispetto di quelle persone ma non ho più voglia di delegare ad altri il mio futuro…

  62. cari Democratico e Fabio:
    Ora che vi siete sfogati però almeno dite la vostra su come pensate
    sia meglio rifromare università e ricerca.
    Se vi viene meglio, potete pure continuare ad usare parolacce.

  63. cari Democratico e Fabio:
    Ora che vi siete sfogati però almeno dite la vostra su come pensate
    sia meglio rifromare università e ricerca.
    Se vi viene meglio, potete pure continuare ad usare parolacce anche
    se sarebbe meglio senza.

  64. Democratico ha detto:

    Non per fare il giochino dello scarica barile, ma è stato Colombo a insultare e a affermare dall’Olimpo delle sue conoscenze che solo la sinistra può fare una seria politica universitaria. Va bene essere fascisti (rossi), ma di fronte all’evidenza di una politica universitaria di centrosinistra catastrofica qualcuno potrebbe avere un po’ più di pudore.
    Comunque, se vogliamo passare al concreto, chi scrive è – come presumete – di centro destra, pensa che buone soluzioni per l’università possano arrivare sia dalla destra che dalla sinistra, ma è convinto che ormai sia impossibile congegnare un regolamento per ripulire i concorsi dal nepotismo. L’unica soluzione – credo – è la liberalizzazione totale: abolire il valore legale della laurea, abolire i concorsi, rendere completamente autonomi gli atenei dal punto di vista finanziario. E, badate bene, sono cose inscindibili l’una dall’altra: abolire i concorsi senza mettere gli atenei in competizione tra loro sarebbe un rimedio peggio del male.

    So bene che simili proposte scandalizzano chi ha paura delle cattedre Ferrero Rocher, ma, francamente, conosco tali e talmente tanti cialtroni in cattedra che mi pare che il rischio possa essere corso, vero ?

  65. France ha detto:

    Bene, Democratico propone una soluzione logica (USA, UK e molti paesi europei la adottano). Diciamo di destra, anche se Colombo forse forse non la disdegnerebbe, così come me, che sarei di sinistra. Purtroppo è impraticabile, in quanto un paio di articoli non secondari della Costituzione andrebbero modificati (con maggioranza 2/3 di senato e camera, oppure 50% col rischio di referendum confermativo). Quando anche tutto fosse cambiato, avremmo risolto i problemi (forse) sul versante insegnamento/studenti, ma dovrebbe anche essere introdotta una riforma dell’assegnazione dei fondi per la ricerca, quelli pubblici. Domanda: chi lo fa? Mussi? Valditara? Non credo proprio. Smettete di credere che la politica possa risolvere i problemi, votate chi vi pare ma non crediate che per la ricerca possa cambire qualcosa di conseguenza.
    La mia idea è che dovremmo emigrare tutti, o abbandonare la ricerca, e lasciare il sistema a marcire e crollare, tanto nessuna riforma è possibile (oppure gli ultimi 15 anni erano tutto uno scherzo?).
    Altre proposte? Sinistra, dove sei?

  66. Carlo ha detto:

    Cari amici,
    personalmente, non credo nella possibilità di creare un partito dei ricercatori precari. Oltretutto, sarebbe uno sforzo immane per ottenere un piccolo risultato: diciamo dallo 0,000001 % all’irraggiungibile 4%.
    Qualcuno propone di aggreagare i precari della scuola, per creare un partito dei precari della cultura (ci risparmierebbe la vergogna di elemosinare i voti dei familiari).
    Nessuno però, fin’ora, ha preso in considerazione la possibilità di creare un movimento di precari tout cour, questo sì capace di richiamare grandi numeri.
    Sarebbero i precari della ricerca a guidare il movimento e a funzionare da catalizzatore.
    Cosa c’è che non va in questa proposta? Aiutatemi, svp, a capire cosa mi sfugge?

  67. annibale ha detto:

    …..durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008 dell’Università della Basilicata, che si è svolta stamani a Potenza. Una giornata cominciata con l’esposizione, nell’aula della cerimonia, di uno striscione con la scritta “I ricercatori fantasma della Basilicata salutano il fantasma del Ministro Mussi”.

  68. Miriam ha detto:

    Bravo Carlo!
    Visti gli ultimi post stavo per lanciare la stessa idea. Una lista (non un partito) dei precari avrebbe senso: innanzitutto non sarebbe una lista corporativa, ma legata ad una importante questione sociale, poi avrebbe un potenziale elettorale decisamente maggiore, infine non apparirebbe come la lista di quelli che “vogliono il posto fisso”. E poi è in assoluto più giusto difendere tutti: dai precari dell’università (che come dici tu hanno il potenziale per fungere da catalizzatori) a quelli dei call center.
    Peraltro la riduzione del precariato avrebbe anche implicazioni economiche importanti: se vogliamo aprire un argomento e un po’ piu’ produttivo degli insulti, io credo che in un paese come l’Italia, la flessibilità-precarizzazione produca più svantaggi che vantaggi: magari le imprese assumono più facilmente, ma la propensione alla spesa e le aspettative della fascia di età 20-40 si riducono drammaticamente, con tutto cio’ che ne consegue in termini di trend dei consumi (e anche di natalità).

  69. France ha detto:

    (Provoco, lo so)
    OK, tutti i precari uniti! Prendiamo il 4%, andiamo in parlamento e ci alleiamo col migliore offerente, centrodx o centrosx che sia. Facciamo la leggina per le stabilizzazioni… e un emendamento esclude i precari della ricerca!! Che si fa? Facciamo crollare il governo? Oppure, siccome rappresentiamo TUTTI i precari, la prendiamo comunque come una vittoria e affanculo la ricerca? Si noti che nelle ultime due finanziaie è andata, più o meno, così….

  70. Carlo ha detto:

    Caro France,
    forse è andata così proprio perché – a differenza della CRUI – non avevamo una voce che ci rappresentava.
    E poi, non si parla solo di stabilizzazione dei (ricercatori) precari; credo che qui sia soprattutto in ballo la questione dei diritti dei lavoratori (anche della ricerca).

  71. France ha detto:

    Mah, i movimenti “di scopo” non mi hanno mai convinto. Ed estendere i diritti dei lavoratori lo volgiono fare sia a dx che a sx (peccato che poi non lo facciano, una volta eletti!). Quanto c’entra con i problemi dell’università e della ricerca? Quanto margine di manovra ci potrà mai essere con, esgerando, il 5%? Senza contare che poi “Sarebbero i precari della ricerca a guidare il movimento e a funzionare da catalizzatore”: mica tanto democratico, non ti pare? Poi, vabbè, se vogliamo fare due chiacchiere davanti alla tazzina di caffè, facciamole, vorrà dire che finiremo a parlare di Inter e Milan….

  72. Piero ha detto:

    Carlo sono daccordo con te… ma resta sempre il problema di contarci.. altrimenti sarebbe solo l’ennesimo partico.. tipo quello dei pensionati

  73. Carlo ha detto:

    Circa la locuzione ‘guidare (il movimento)’, non mi pare che si possa sostenere che sia sinonimo di ‘comandare, imporre le proprie decisioni (con autoritarismo)’; complimenti per la distorsione.
    Quanto a “(funzionare da ) catalizzatore”, poi, non vedo cosa ci sia di antidemocratico.
    Non mi risulta – ma posso sbagliarmi – che in altri settori del lavoro precario ci sia un tentativo di modificare (politicamente) l’attuale situazione; se così non fosse, ben venga qualsiasi contributo, da qualsiasi parte, ci mancherebbe.
    Quanto all’invito a parlare di sport, magari davanti a un caffe, no grazie.

  74. France ha detto:

    Dai che non ce la metto la stricnina, nel caffè…. 😉
    Senti, se fossi un precario di un call center, che sono molti di più dei precari della ricerca, sentirmi dire da un ricercatore che il movimento lo guidano loro mi farebbe un po’ girare le palle. Sai quanti ce ne sono meglio di me che per disparazione si sono buttati nel call center dopo un bel dottorato in medievistica, per dire? Per me se ci tiriamo dietro (anzi, se ci “aggreghiamo a”) tutti i lavoratori precari, le nostre istanze si diluiscono nel mare di problemi comuni a tutti. E il peso politico tende, di nuovo, a zero. Ai 60000 gatti precari della ricerca che guidano i milioni di precari in genere non solo non credo, ma non mi sembra una idea tanto democratica.
    Quando si trattò di fondare l’associazione di ricercatori precari nell’area della ricerca dove lavoravo, ci chiedemmo se dovevamo includere anche gli amministrativi o il personale a contratto delle ditte appaltatrici, e alla fine convenimmo che magari saremmo stati di più e avremmo fatto più paura alla controparte, ma non avrebbe avuto senso andare a discutere di distribuzione dei fondi per la ricerca con la delega del precario dell’impresa di pulizie. Al quale magari fregava di più del buono mensa o del nido aziendale. Quindi rimanemmo “Ricercatori atipici”, tout court…

  75. Marco ha detto:

    Perchè non facciamo una bella cosa????

    Ci uniamo e ci vendiamo alle prossime elezioni al miglior offerente!!!!!

    Saremo 50.000 precari? credo che 50.000 voti farebbero gola a tutti….

    e fanculo gli ideali tanto nessun partito ce li ha….

    Marco

  76. Miriam ha detto:

    Premesso che l’idea è complessa, soprattutto organizzativamente (magari potrebbe essere più semplice in qualche grande comune, tipo Milano, Torino o Roma), provo a rispondere alle obiezioni.
    1-non “guidare” ma “catalizzare la formazione” delle liste; sono due cose diverse. Per puri motivi strumentali (accesso e uso quotidiano di nternet), per noi è più facile
    2-non si potrebbe mai fare l’ago della bilancia, dal momento che esistono i premi di maggioranza e chi vince non avrebbe bisogno di noi (al Senato non entreremmo, perche’ li’ lo sbarramento è l’8%). Questa obiezione potrebbe non valere nei comuni, dove fra il 1° e il 2° turno qualcuno potrebbe chiederci l’apparentamento.

    In ogni caso il fine non sarebbe partecipare ad un mercato delle vacche, ma porre un problema, fare parlare i giornali. Se anche prendessimo il 2% e restassimo esclusi, faremmo cumunque notizia, si parlerebbe di noi e il governo futuro, qualunque esso sia, farebbe il possibile per sedurre questo 2% di elettori che si è voluto chiamare fuori dal voto agli schieramenti.

  77. Piero ha detto:

    brava Miriam

  78. Carlo ha detto:

    Grazie Miriam per la precisazione (guidare/catalizzare) che condivido.
    Nell’attuale situazione, i ricercatori precari potrebbero – organizzandosi – promuovere, dare vita o, ancora meglio, favorire , incoraggiare (non guidare, che è antidemocratico!) un movimento di precari tout cour.
    La cosa sarebbe difficilissima, ma avrebbe il pregio di essere l’unica ad avere una qualche chance di raggiungere un risultato reale.
    Tra l’altro, in vista delle elezioni, paradossalmente – ma lo sappiamo bene – è molto più difficile tenere insieme quei pochi ricercatori precari e farli votare unitamente che tentare la via del grande movimento.

  79. Colombo da Priverno ha detto:

    La cosa più simpatica è che – come l’acutissimo France ha ben capito – dopo tutta la scannatoia ideologica andata in onda “in diretta” con Democratico, con schizzi di sangue che si spandevano qua e là nello schermo, alla fine avevamo un’idea non dissimile sul “migliore dei mondi possibili” (per dirla alla Voltaire) all’università. Non solo non dissimile, ma con una base compatibile.

    Anch’io sono per l’abolizione radicale dei concorsi (ma c’è quel problema costituzionale che sappiamo, solo un’ampia maggioranza parlamentare potrebbe intervenire, modificando la costituzione). La differenza tra la mia idea e la sua sta nel fatto che, fatto questo, lui affiderebbe tutto al libero mercato, mentre io preferirei che la sanzione per le università che assumono i somari, ed il premio per quelle che assumono i migliori, venisse palpabilmente quntificata in termini di incremento/decremento/revoca di finanziamenti pubblici.

    Ma se ne può discutere.

    Quanto all’aggregazione dei ricercatori, da un lato ribadisco che il “Partito dei ricercatori” non va bene, per le ragioni dette; ma dall’altro ammetto che c’è la forte mancanza d’un movimento forte, d’una aggregazione nazionale che abbia come obbiettivo quello di tutelare gli interessi della categoria ottenendo due cose:

    1) un’accorpamento delle figure precarie in una o due figure chiare, ed una legislazione uniforme sul territorio nazionale: si pensi alla matreria degli assegni, in cui, al di là della legge istitutiva, la materia è di fatto dominata dai regolamenti di ateneo, che stabiliscono, concedono e vietano cose diverse sul territorio nazionale: basti pensare, da un lato, alla differente interpretazione dei limiti di età, dall’altro, alla differente interpretazione circa il carico didattico (ci sono facoltà dove l’assegnista ha l’incarico, ed il peso, d’insegnamenti fondamentali, altre dove lo guardano con schifo se osa pensare di fare un corso attributivo di crediti liberi);

    2) una disciplina unica, chiara e uniforme del passaggio in ruolo dei precari assunti con le figure di cui sopra: se lo stato è disposto a promettre uno stipendio per quattro o otto anni (se il dottorato era senza borsa l’assegno dura otto anni!) allora qual è la diffreenza con la valutazione che fa circa il passaggio in ruolo, dove se non sbaglio (se sbaglio correggetemi) la valutazione è di tre anni?

    Su queste due cose – depurate da altri profili – penso possa trovarsi una convergenza ampia, in cui possiamo coesistere, ad esempio, io e Democratico.

    Poi, Marco, il discorso non è nvendersi al mmiglior nofferente, ma diventare un gruppo di pressione su qualunque governo.

    Faccio un esempio: se è vero che siamo così tanti che l’unioversità si regge su di noi, allora facciamo scioperi per dimostrarlo. Paralizziamo gli esami, ad esempio. Paralizziamo tutte quelle attività che senza di noi non si fanno.
    Tutti insieme, per una settimana. Che al potere ci sia destra o sinistra, ma senza vendersi a nessuno, tutt’altro. In questo senso il movimento dovrebbe esserci, e manca. Manca davvero, sarebbe ciò che ci rende uniti, bypassando il problema politico, che invece, come visto, ci divide, e perciò non è utile. Così potremmo essere forti senza che a nessuno sia chiesto di rinunciare alle proprie idee.

    Perciò dico: PARALIZZIAMO L’UNIVERSITA per una settimana. Così il nostro peso si vede, senza fare i conti. Lo volete sapere quel’è il problema? E’ questo: conterà di più il crederci, o conterà di più il non scontentare ciascuno il suo ordinario, che ci chiama, fedeli, a sedere in commissione senza romper l’anima?

    Sarà un bel test. io direi di farlo.

  80. Piero ha detto:

    Caro Colombo, si può paralizzare l’università solo se siamo compatti… ma al momento non lo siamo. Sono daccordo con te è un bel test, ma oggi otterremo solo qualche sporadico blocco di esami e di lezioni.. niente di più. Questi test possiamo farli solo dopo esserci contati ed uniti…

  81. steppen wolf ha detto:

    Qua ancora parliamo di destra e di sinistra…ma quando lo impariamo noi in Italia che i figli di papa’, o di destra o di sinistra, sempre figli di papa’ sono.

    La maggior parte di questi politici fanno i politici di professione per 1) rubarci i soldi, 2) difendersi da cause e problemi giudiziari vari, e/o 3) aiutare amici, parenti e lecchini vari.

    Io sono in favore delle università e dell’istruzione pubbliche. ma il sistema universitario italiano non funziona, e per cambiarlo ci vogliono politici ONESTI che non siano alla merce’ dei soldi delle varie lobby, dei propri parenti, della mafia o del Vaticano. E questo probabilmente significa anche politici più giovani e magari con meno “esperienza” e non di professione, ma con la vera volontà di cambiare le cose in MEGLIO, pure se a costi loro.

    Qua parliamo di destra e di sinistra, mentre in Italia lavoriamo come ai tempi della colonizzazione straniera…”o Francia o Spagna, purché se magna!”

    Svegliamoci!!!

  82. Untenured academic ha detto:

    caro steppen wolf,

    grazie per il tuo intervento. Ma non posso non stigmatizzare i suoi contenuti, che secondo me sono qualunquistici: non è vero che non c’è differenza tra destra e sinistra in Italia! Ricorda che in Italia c’è stato il fascismo e forze come Forza Italia, Alleanza Nazionale (per non parlare ovviamente dei micro-partiti di destra radicale) sono profondamente influenzate da quell’eredità storica nelle forme del loro agire politico populista e nel loro disprezzo per la cultura. Questi partiti odiano l’università e ritengono i ricercatori dei nullafacenti (lazy people)!

    Certo i partiti di centro-sinistra sono succubi dei poteri forti nell’università, ma un grande movimento democratico dei ricercatori e degli scienziati può modificare questa situazione indicando alla politica chi sono i veri protagonisti del progresso del paese.

    Quindi attenzione al qualunquismo e, per favore, maggior realismo e rigore nell’analisi politica dell’università!

  83. Alberto ha detto:

    Non sarà nessun grande movimento dei precari a cancellare la piaggeria della leadership del centrosinistra verso rettori, baroni e potentati accademici. Ma avete visto la solerzia con la quale Tocci (uno dei deputati dei rettori, assieme a Ghizzoni & c.) è corso in aiuto dei suoi compari accademici investiti dalla bufera “visita del papa”? Senza entrare nella questione “papa-si, papa-no”, non abbiamo ancora visto l’on. Tocci (uno dei fedelissimi di Veltroni) occuparsi con altrettanta solerzia dei problemi veri dell’università. Mentre affossava le stabilizzazioni, sosteneva di riconoscere che il precariato strutturale nella ricerca è un problema, che ci si sarebbe mossi per accrescere i numeri del reclutamento straordinario. Qualcuno lo ha piu’ visto?

    Dire “basta alla sinistra che ci ha traditi” (e alla destra che non ci ha mai neppure considerati) e chiamarsi fuori è la sola strada che abbiamo. Nessun partito farà mai nulla per gli elettori che considera sicuri. Per questo dico: nessun sostegno a nessuno. Finche’ qualcuno non farà qualcosa.

    MAI PIU’ VOTI SCONTATI!

  84. Untenured academic ha detto:

    Alberto,

    ma la sinistra non sono loro, siamo noi, i ricercatori precarizzati dal sistema italia. Loro devono dimostrarlo di essere “sinistra” investendo sulla ricerca e sul progresso scientifico, contro la sottomissione ai poteri forti.

    Evitiamo di parlare dell’on. Tocci, non è adeguato a noi. Chi è costui poi? Non sprechiamo energie nel parlare dei carneadi della politica (Tocci, Gasbarra, Mussi etc.), ricostruiamo un progetto progressista di critica e trasforrmazione dell’università in Italia. Hic et nunc.

  85. alberto ha detto:

    Premesso che ritengo suicida (e contrario al mio spirito) spingere perche’ i ricercatori precari rinuncino alla varietà di posizioni presenti al loro interno e si trasformino in un settore della sinistra, credo che comunque ci sia un oceano fra l’essere di sinistra e il votare la sinistra. Io resto di sinistra, ma finche’ non faranno qualcosa di concreto per noi (intendo una legge, non un ordine del giorno o una frase nel programma) non li voterò più.

  86. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Untenured academic,

    sono d’accordo con i tuoi interventi. L’attuale qualunquismo di cui molti son vittima è, in verità, colpa dello sfacelo politico a sinistra, e della scia di delusioni che la “sinistra al governo” ha lasciato. Ma proprio perchè ci si rende conto di questo – si sa isolare, cioè, l’origine del problema – SI PUO’ BENISSIMO ESSERE DELUSI ED ESSERE DI SINISTRA.

    Essere delusi di questa sinistra politica, cioè, non può significare arrivare a votare a destra, ma contribuire con la propria cultura (e noi ne abbiamo) a migliorare la sinistra.

    Non ce l’ho – vorrei esser chiaro – con i RP di destra: loro la pensano così, punto e basta. Li rispetto. Quelli con cui ce l’ho sono quelli che affermano di essere di sinistra ma sono capaci di affermare che voteranno a destra perchè questa sinistra politica li ha delusi circa le loro aspettative di stabilizzazione.

  87. miriam ha detto:

    Il sistema politico italiano è fossilizzato proprio dal “voto a prescindere”, il fatto che finalmente si parli di rendere non scontato il proprio voto non è qualunquismo, ma il segno di un paese che forse, lentamente, si avvia a diventare una democrazia matura. Una democrazia dell’alternanza e del ricambio dove si vota sui programmi e sulle aspettative e dove la classe dirigente che perde le elezioni viene rimpiazzata da nuovi leader. Dove la sconfitta del 1996 (e quella del 2006) avrebbe allontanato Berlusconi dalla leadership della destra e quella del 2001 avrebbe allontanato Veltroni dalla leadership della sinistra, e noi non ci saremmo ritrovati con due candidati che hanno già fatto il loro tempo prima di essere eletti.
    Ben vengano quindi gli elettori di sinistra che si spostano (elettoralmente) a destra o che (come me) sono orientati all’astensione.
    E ben venga un movimento di ricercatori precari diviso fra le varie aree politiche.

  88. Valerio ha detto:

    Brava Miriam. Precisa e puntuale come sempre. Essere precari, essere di sinistra e votare per questi deputati sono tre cose ben distinte. Io sono precario, sono di sinistra, sono contento di leggere gli interventi di precari di destra (che non considero tutti fascisti) e non voterò PD. Per la prima volta mi asterrò o voterò cosa bianca. Non per adesione politica, ma per cambiare.

  89. Colombo da Priverno ha detto:

    Miraim, per te una democrazia matura è una “democrazia dell’alternanza e del ricambio”? Sul ricambio delle persone sono d’accordo, ma quello non è un problema inerente alla politica: riguarda l’intera società italiana, e lo soffriamo anche all’università. In Italia, raggiunta una posizione, l’essere umano si trasforma in cozza.

    L’essenza della democrazia dell’alternanza e del ricambio che proponi (e che, a parole, proponeva anche Berlusconi, ma quando era il suo momento di far le valige da palazzo Chigi, nel 2006, la mutazione in cozza pareva aver preso anche lui), invece, racchiude l’idea che sia a priori un bene l’avvicendarsi di due diverse coalizioni al governo. Qui sta l’errore: abbiamo infatti visto che le riforme strutturali richiedono molti anni solo per essere concepite. Figurarsi per essere attuate e rodate. Penso che una democrazia dell’alternanza e del ricambio (intesa come democrazia in cui l’alternanza sia considerata un valore positivo, non come democrazia in cui questo, per il mutare delle opinioni dell’elettorato, semplicemente accade quando deve accadere) sia un serio ostacolo alla concezione ed attuazione di riforme serie e durature. Senza contare che essa porterebbe in dote un acuirsi del contraddittorio politico e del contrasto elettorale, e, conseguentemente, la tendenza a promettere (e poi talvolta attuare) la distruzione delle costruzioni legislative fatte dal precedente governo.

    Miriam, se vuoi che nel nostro paese il lavoro di tutti (compreso il nostro) si trasformi nell’ingrata occupazione da caserma del riempire e svuotare la buca senza sosta (in più con la presa per i fondelli dell’essere all’apice della democrazia rappresentativa), la strada è quella che proponi.

    I progetti solidi hanno bisogno di idee solide, e di persone solide (nella base come ai vertici) disposte a tener duro anche quando il vento tira contro, invece di abbracciare la cultura del “proviamo questi altri cosa fanno” ogni volta che scende il potere d’acquisto del proprio stipendio.

    Sul tema specifico dei ricercatori precari ho già detto quel che penso sulla possibilità di creare un’ampia aggregazione trasversale su argomenti specifici sui quali siamo d’accordo tutti. Ma non illuderti che l’Italia possa vivere senza direttrici politiche solide. Si può solo girovagare, come l’Italia, ALTERNANDO come sulla graticola tra destra e sinistra sulla base di pulsioni elettorali contingenti, ha fatto da più di 10 anni, senza costruire nulla. E noi ne siamo i testimoni.

  90. @colombo da priverno:
    mi potresti indicare un documento dove
    spieghi l’incostituzionalità dell’abolizione
    dei concorsi universitari?

    Volendo poi essere formali anche la
    stabilizzazione dovrebbe essere incostituzionale!

  91. Colombo da Priverno ha detto:

    Valerio, perchè per cambiare dalla poltrona in cui sei seduto a lavorare al computer non ti siedi su una bella griglia per arrostire bistecche? A parte la battuta (non avertela a male, era solo una battuta) quel che intendo dire (e che volevo anche dire a Miriam) è che cambiare non è di per sè un valore.

    Pensate a chi, come Paris Hilton (“meglio cambiare, no?”) è convinta che lo sia….

  92. Azz…. manca l’edit… nora precisa metti il forum…

    @colombo da priverno:
    mi potresti indicare un documento dove SI SPIEGA
    l’incostituzionalità dell’abolizione dei concorsi universitari?

    Volendo poi essere formali anche la
    stabilizzazione dovrebbe essere incostituzionale!

  93. Colombo da Priverno ha detto:

    Rivoluzioneitalia, non è una norma specifica della Costituzione sui concorsi universitari, ma è la norma generale sulle assunzioni nella pubblica amministrazione (l’università è una pubblica amministrazione). Si tratta dell’art. 97, comma 3, della costituzione, che dice:
    “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi previsti dalla legge”.

    Inoltre, l’art. 51, comma 1 della costituzione prevede che l’accesso dei cittadini “agli uffici pubblici” debba avvenire “in condizioni di eguaglianza”.

    Obrene, il metodio concorsuale è quello comunemente ritenuto più idoneo (in astratto) a garantire le condizioni di eguaglianza, che la costituzione, come vedi, ritiene essere un valore prevalente rispetto agli altri (ad es. la celerità della scelta).

    E’ vero che l’art. 97, comma 3, lascia aperta la possibilità di eccezioni, ma queste devono essere adottate espressamente dalla legge.
    Ecco perchè Mussi più volte affermava che – pur ritenendo che il sistema migliore non fosse, per l’università, quello dei concorsi – lui con un semplice regolamento non poteva eliminarli, ma solo cercare di disciplinarli diversamente.

    Per eliminarli ci voleva una legge forte, seria e meditata (che doveva andare a derogare alla costituzione, in sostanza). Quel che ho detto io, se non erro, è che questa maggioranza se li sognava i numeri per fare con serenità una legge così.

    La stabilizzazione sarebbe incostituzionale, su questa base, per chi non ha mai fatto un concorso (contrattisti). Per chi ha fatto un concorso (assegnisti), probabilmente la trasformazione del rapporto in un tempo indeterminato rimarrebbe nei limiti di costituzionalità, perchè un concorso c’è stato.

    capito perchè ogni tanto insisto ad analizzare diversamente le diverse figure di precari?

    In ogni caso, se la stabilizzazione fosse stata non automativa, ma attraverso un giudizio selettivo di idoneità nazionale, penso che la modalità concorsuale si sarebbe potuta rietenere rispettata lo stesso (ed in questo caso anche per i contrattisti, che sarebbero stati sottoposti a giudizio drettamente in sede d’idoneità.

    Rivoluzione, Spero di esser stato utile

    Cari saluti

  94. miriam ha detto:

    La discussione mi sembra un po’ oziosa, comunque:

    ———
    Art. 97.

    I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

    Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

    Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
    ———–

    Direi che non è necessario modificare la costituzione.

  95. Colombo da Priverno ha detto:

    Ah, SI SPIEGA…mi ero già montato la testa…vedo di cercartene uno per domani.

  96. miriam ha detto:

    Caro Colombo,

    quando dico che l’alternanza è un valore, sottintendo “la possibilità” dell’alternanza, non l’obbligo.
    Ben vengano quindi la fine del voto scontato e la conseguente consapevolezza che i voti di tutti i cittadini (compresi i nostri) vanno guadagnati. E’ un controllo dell’elettore sull’eletto che viene meno se uno dice “comunque vada, voto sempre a sinistra”.
    In sostanza non dico che si deve cambiare ogni 5 anni. Ma dopo quello che abbiamo visto negli ultimi mesi dico che STAVOLTA è bene cambiare.

  97. Colombo da Priverno ha detto:

    Ho riletto il mio vecchio post. Specifico che “modificare la costituzione” è stata un’espressione imprecisa. Intendevo dire, come ho spiegato ora, che era necessaria una legge – legge ordinaria – da adottare seriamente e senza assalti alla diligenza in senato,. perchè andava ad occupare uno spazio di DEROGA ai principi costituzionali.

    Da qui la conclusione, che confermo, che la maggioranza di centro-sin. non aveva i numeri per costruire in modo equilibrato una legge così. Ed il ministro, per regolamento, non poteva far nulla.

  98. Colombo da Priverno ha detto:

    Ok Miriam,

    così son riuscito a comprendere meglio il tuo discorso, che è assai più equilibrato di come l’avevo percepito prima, anche se, come immaginerai, personalmente continuo a non condividerlo del tutto.

    Se la costituzione vivente dovesse orientarsi verso questo tipo di sistema, proporrei come contrappeso l’introduzione d’un reato di “Inadempimento delle promesse elettorali” (nella Roma repubblicana c’era, non ricordo il nome latino).

  99. L’abolizione infatti non è anticostituzionale… ho sempre cercato
    a riguardo senza mai trovare nulla.

    caro Colombo da Priverno continui scandalosamente a tifare per
    la tua squadra politica senza voler risolvere i problemi per far star
    meglio tutti.
    EUropeizzati al più presto…

  100. Colombo da Priverno ha detto:

    No..è un’idea che ho, più che altro…io squadra politica non so manco se ce ne è più.

  101. France ha detto:

    Che bello, finalmente dialoghi e non monologhi!
    “Salvo i casi stabiliti dalla legge”. Credo che i casi gia’ esistenti (esmpio, le consulenze delle PA e i contrattisti vari) vengano “accettati” in quanto non aventi prospettiva di lunga durata (accettati da chi? Dalla Corte Costituzionale, che dovrebbe dare il suo giudizio in merito). Una legge in deroga solo per Universita’ ed enti di ricerca,e per posizioni contrattuali “a lungo termine”, creerebe un forte squilibrio nei confronti del resto della PA. Potremmo spingerci a dire che dichiarerebbe l’indipendenza dell’Universita’ dalla PA, in contrasto, a mio avviso, con l’art 33 della costituzione (l”universita’ e’ libera di darsi un ordinamento autonomo, ma sempre nei limiti delle leggi dello stato). Occhio che tutte queste formule generiche “nei limti”, “salvo i casi stabiliti dalla legge” sono, si, aperte, ma con limite del giudizio di costituzionalita’ che e’ demandato alla apposita Corte Costituzionale, la quale e’ bene ricordare che tende ad essere piuttosto “chiusa” (Berlusconi direbbe comunista, anche). Esempio banale: nella Costituzione, in merito al matrimonio, si parla sempre e solo di coniugi. Mai di marito e moglie, ne’ di uomo e donna. Quindi in teoria un matrimonio omosessuale non e’ escluso a priori. MA nessun comune puo’ far sposare due uomini, o due donne: il principio costituzionale (in se’ neutro) viene comunque interpretato (credo anche nel codice civile) in senso etero e basta (e qui Diliberto direbbe che la Corte e’ facista).
    Quanto al votare, ribadisco: votate chi vi pare, ma non illudetevi che questo possa influire minimamente sul sistema Universitario e della ricerca. A nessuno frega nulla di mettere mano ai problemi, destra o sinistra. Berlusconi o Veltroni li voteremo per avere “meno tasse per tutti”, o “piu’ tasse per tutti”. E l’Universita’ rimarra’ quella che e’.

  102. Precaria neoastensionista ha detto:

    Il progetto “basta voti scontati” mi sembra interessantissimo e, come moltissimi mi sembra, aderiro’. Sperando che serva a togliere lo scranno alla Ghizzoni, emblema dell’opportunismo politico. Avete letto le sue frasi sulla parità di genere? Quanta ipocrisia! Non ci crede nemmeno lei. La difesa dei soggetti deboli è un sistema di pensiero: se una sostiene di difenderli sul genere e poi bastona i precari è chiaro che fondamentalmente non ci crede

  103. Colombo da Priverno ha detto:

    France,
    penso che un problema serio sia con l’art. 51 della costituzione, che comunque prevede che l’accesso dei cittadini “agli uffici pubblici” debba avvenire “in condizioni di eguaglianza”.

    Di sicuro il concorso (come norma, non come distoriosioni illecite…) garantisce queste condizioni. Altre forme di accesso diverse dal concorso pubblico, che siano introdotte per legge utilizzando lo spazio di deroga lasciato dall’art. 97, comma 3, dovrebbero COMUNQUE rispettare l’art. 51, cioè esser tali da garantire parità di condizioni di accesso.

    Quindi, in quel “salvo i casi stabiliti dalla legge” non puoi leggerci uno spiraglio così ampio, perchè la legge, per non essere incostituzionale, dovrebbe comunque rispettare l’art. 51, escogitando forme di accesso diverse dal concorso ma comunque idonee a garantire parità di condizioni.

    E non è facile aver chiaro quali possano essere: una cosa è certa. Lo spiraglio lasciato aperto dall’art. 97, comma 3 NON E’ UNO SPIRAGLIO ALLA COOPTAZIONE. Per afr quella bisognerebbe davvero modificare la costituzione (nell’art. 51), e prevedere che non conta più l’uguaglianza di condizioni d’accesso, ma, ad esempio, la verifica ex post di produttività.

  104. France ha detto:

    Concordo in pieno. Ostacoli insormontabili per una classe politca che non e’ capace di torvare un accordo nemmeno per cambiare questa abominevole legge elettorale…

  105. Emanuele ha detto:

    A proposito dello tsunami demografico dell’università italiana:

    http://pil.phys.uniroma1.it/~sylos/Tsunami/tsunami2.html

    qualcuno ha idea dell’effetto della collissione fra quest’onda e l’impennarsi della curva della mortalità umana dai 65 anni in poi?

  106. le vergogne di questa classe politica sono troppe e troppo coperte da
    giornalisti infami e ignoranti….
    una delle vergogne + gravi da vero terzo mondo è anche questa:
    http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/2008/02/forse-molti-non-sanno-che.html

  107. Lucas ha detto:

    Parte la campagna elettorale e puntualmente i ricercatori precari ricevono nuova attenzione. Guardate l’articolo 34 della rassegna stampa del miur di oggi (pubblicato a pag. 23 de L’Unità). Peccato che dopo le vicende dell’ultima finanziaria non ci creda piu’ nessuno!

    Cari signori del PD, se volete convincerci delle vostre buone intenzioni, fate una cosa: non rimettete gli on. Tocci, Ghizzoni e Tessitore nei posti alti delle vostre liste. Anzi, possibilmente non metteteceli affatto.

  108. Colombo da Priverno ha detto:

    Il prossimo che mi nomina la clessidra non so che gli faccio.

  109. miriam ha detto:

    Scusa ma perche’? E’ un tasto che dovremmo battere all’infinito. Anzi è IL tasto, l’origine dell’80% dei mali dell’università italiana.

  110. Colombo da Priverno ha detto:

    Cara Miriam, appunto!!!

    a volte sono un po’ ermetico, forse, ma il senso era proprio quello che tu sottolinei! E quel male non l’hanno estirpato.

    Lucas parlava d’un articolo sull’Unità in cui il PD rispolverava (molto tiepidamente, peraltro) in funzione propagandistica delle buone intenzioni della sinistra il discorso dei mali dell’università e di quel che bisogna fare (e che sempre un “bisogna” rimane). Tra queste cose c’era il discorso della clessidra, che è sacrosanto, ma non è stato minimamente attuato, dopo esser stato abbondantemente sbandierato per due anni.

    Il senso del mio sfogo era: Il prossimo della ex compagine di governo che osa nominare la clessidra gliela ficco in gola (perchè non ha fatto un bel niente per trasformarla in una piramide; allora ABBIA IL PUDORE DI NON NOMINARLA NEMMENO!)

    Io, come sai, non ho tratto dalle gravi colpe di questo governo l’idea che si debba dare il voto al centro destra. Ma ciò non vuol dire che non mi abbiano deluso gravemente. E allora, le cose che non hanno fatto, almeno abbiano il pudore di non nominarcele nemmeno.

    La fine della còlessidra sarà una rivendicazione nostra, come giustamente tu dici. ma non può essere una bandiera loro. Farci prendere per i fondelli no.
    E ribadisco perciò:

    “Il prossimo che mi nomina la clessidra non so che gli faccio.”

    Adesso è chiaro?

  111. Lucas ha detto:

    Bisogna pretendere che le coalizioni affrontino il problema nel loro programma elettorale, scrivendo nero su bianco che intendono risolvere il problema in uno dei due modi possibili:

    -fissando per legge i rapporti ordinari/associati ricercatori nelle facoltà (non lo faranno mai, perche’ la corporazione non gradirebbe e si metterebbe a dire che si viola l’autonomia universitaria)

    -distinguendo le unità di conto per il reclutamento da quelle per gli avanzamenti (questo sarebbe semplicissimo e non troverebbe grandi opposizioni, anzi semplificherebbe la vita a tutti)

  112. Ora si ride ha detto:

    Le elezioni stanno arrivano.

    La bufera sta giungendo.

    I precari dell’università non dimenticano.

    Gli amici del PD sappiano.

    I veltronini e coloro che in Finanziaria ci hanno massacrato ricordino.

    Mai più voti a questa sinistra.

    Questa volta ce ne staremo a casa, a goderci la faccia suonata di Veltroni e dei suoi amici la sera delle elezioni.

  113. steppen wolf ha detto:

    Ma proprio italiani siamo…ancora a dare la colpa alla destra e alla sinistra…Le cose non cambieranno mai fino a che non ci prenderemo le nostre responsabilità civiche e individuali per quello che succede in Italia.

    Se anche la proposta (magari non sarà la bacchetta magica che altri cercano, ma e’ sicuramente decente e costruttiva) di un partito a base popolare – che c’abbia la parola Ricerca o no nel nome – viene sbeffeggiato da commentatori che continuano a giocare a palla (destra di la, sinistra di qua, con varie grida contro gli arbitri venduti) fuori da questo buco che e’ l’Italia di oggi non usciremo mai.

    Almeno questa e’ la mia umile opinione.

  114. Colombo da Priverno ha detto:

    Abbiamo detto: basta bandiere politiche, cerchiamo di ragionare e vedere cosa possiamo cavare di buono per noi da questa situazione.

    Ho accettato, dopo barricate iniziali nelle quali ho privilegiato le ragioni della sinistra, questa ragionevole ed utile prospettiva.

    Allora, però, entriamo nei problemi e mettiamo da parte le bandiere. Tutte, anche quella del “mai più voti a questa sinistra”, che, dietro l’apparenza di antipolitica, è anch’essa, ovviamente, una bandiera politica, e ci siamo stancati tutti di ragionare per slogan. Soprattutto quando vendono ripetuti ossessivamente uguali.

    Entriamo, dunque, nei concetti, come molti di noi hanno già fatto con impegno concreto e serenità nei post di questi giorni.

    Trovo estremamente corretto l’atteggiamento di Lucas. Cercare di porci al centro dei problemi, pretendere da entrambi gli schieramenti una pronuncia esplicita sulla ricerca, nel senso che sarà un nodo importante per lo sviluppo del paese. Poi, è chiaro, destra e sinistra avranno soluzioni diverse, ma è già un passo avanti che entrambi gli schieramenti ci considerino un nodo serio da affrontare.

    Mi frullava in testa un’idea, questi giorni. Più passa il tempo (anni senza concorsi) più sarebbe legittimo da parte nostra ritornare a premere sul discorso di un giudizio d’indoneità nazionale dei precari vincitori di concorso, con conseguente immissione in ruolo senza triennio di conferma.

    E’ ragionevole: è una forma selettiva concorsuale, e salvaguarda il merito.

    Non vedo, tra l’altro, perchè un’ipotesi del genere dovrebbe urtare la destra: uno degli aspetti intelligenti (non che fossero troppi, a mio avviso…) della legge Moratti era dar cittadinanza allo stato di fatto: l’ideologia sottesa alla riforma era quella dell’abolizione del ruolo dei ricercatori e dei docenti, a favore di una professionalizzazione e privatizzazione dell’insegnamento universitario. Ma ci si rendeva conto, evidentemente, che non si può stravolgere un impianto di colpo, sacrificando le aspettative di chi, per anni, aveva improntato la propria vita ed i propri studi (rinunciando, magari, a redditizie libere professioni) alla prospettiva finale, l’unica allora conosciuta, dell’ingresso in ruolo. E così l’idea che i ricercatori dovessero sparire era stata intelligentemente mitigata dalla possibilità di bandire i concorsi fino al 2013.

    Non era un’idea affatto stupida, ripeto: anzi, questo è stato il colpo d’ala mancato a Mussi, che ora molti odiano, nonostante avesse un progetto migliore di quello della Moratti, perchè non ha saputo tener conto della realtà del momento e delle sue (nostre) esigenze.

    Penso che si dovrebbe ripartire da questo, nel dialogare con entrambi gli schieramenti: qualunque progetto abbiate, intanto, in via di umana giustizia, o, se si preferisce, in via d’emergenza, NON SACRIFICATE LE LEGITTIME ASPETTATIVE DI CHI HA COSTRUITO UN PROGETTO DI VITA SUL REGIME ATTUALE. Quanto più avete intenzione di rivoluzionare, tanto più dovete osservare, nell’immediato, questa regola.

    E veniamo al dunque: se per qualisiasi ragione, anche contrapposta, volete eliminare l’attuale accesso (destra: non più concorsi perchè si sarà sempre precari, ma all’americana, o yeah; sinistra: non più questi concorsi perchè se ne farà uno figo con commissari di tutto il sistema solare, in caso di parità il marziano vota doppio), e non far più concorsi, SANATE L’ATTUALE SITUAZIONE CON UN’IDONEITA’ NAZIONALE PER L’IMMISSIONE IN RUOLO DEGLI STUDIOSI RIMASTI VITTIMA DELL’ATTUALE, LUNGHISSIMA IMPASSE.

    Poi resettate, ed i ragazzi appena laureati incominceranno dall’inizio in un nuovo sistema.
    Ma non resettate sulle nostre (s)palle!!!

    Che ne pensate d’un approccio così?

  115. Carlo ha detto:

    Non fa una piega.

  116. caro Priverno,
    Io non conosco la tua condizione personale, e non la voglio sapere… ma si evince che a te di salvare il paese non interessa. Il tuo è un messaggio chiaramente personale per salvare una classe di persone di cui fai parte.

    Capisci che il messaggio che ne viene fuori è: “prima salvatemi il cu*o, poi fate quello che volete”?

    Cosi fai la parte dell’Italiota… questa cultura ha portato e porta il declino assoluto…
    Boh… che tristezza 😦

  117. Che tristezza ha detto:

    Si capisce benissimo che il povero Colombo da Priverno si fa portavoce di una parte politica che giustamente sta per essere travolta da uno tsunami elettorale. E io, ex elettore di sinistra, sarò orgoglioso di contribuire, al pari di tanti miei amici precari ex simpatizzanti Unione, all’auspicabile terremoto che verrà.
    Fortunatamente non ho steccati ideologici che mi impediscono di cambiare voto, e sono consapevole che anche dall’altra parte le cose non saranno rose e fiori, ma sarà una difficile, tormentata stagione di lotta per i diritti dei precari universitari.
    Ma di fronte all’immane DISASTRO di Mussi e Compagni, di fronte alle macerie che 18 mesi di promesse non mantenute hanno prodotto, mi sento in dovere di auspicare una bella batosta come non se ne vedono da anni.

    PRIMA DISTRUGGERE, POI RICOSTRUIRE

    MAI PIU’ VOTI A QUESTA SINISTRA

  118. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Rivoluzioneitalia,

    Io non conosco la tua condizione personale, e non la voglio sapere…ma da un po di tempo a questa parte, dai tuoi interventi (soprattutto quelli contro i “distinguo” tra varie categorie di precari, ci siamo intesi?) evinco che a te quel che interessa in modo molto pressante è che all’interno delle stabilizzazioni passino anche i precari che non hanno fatto un concorso.

    Boh, sarai un professore a contratto. Ma la cosa, vedi, a differenza tua non mi interessa davvero, perchè io non utilizzo, come stai facendo tu, argomenti “ad hominem”. Cioè, rigetto l’idea che una proposta possa definirsi corretta o meno, utile o meno a seconda della posizione personale di chi la fa.

    La “ragion pratica” deve fondarsi sulla valutazione dell’argomento in sè.

    La regione per cui io insisto nel fare una proposta di stabilizzazione dei ricercatori t.d., degli assegnisti istituzionali e simili (cioè tutte le figure accomunatre dall’aver vinto un concorso pubblico) è di ordine generale, e non è dettata da ragioni pro domo mia.

    E ti dirò che mi dispiace anche doverla fare cos’ ristretta, la proposta. E’ che non vedo alternative migliori caratterizzate da una maggior possibilità di penetrazione.

    Ti spiego: a me piacerebbe che passasse la proposta massima d’una stabilizzazione generale, previa selezione per titoli, che coinvolga tutte le figure che fanno andare avanti l’università con l’ingrato sacrificio quotidiano, senza “distinguo”.

    Ho fatto parte anch’io, per anni, della compagine dei contrattisti, e so che è la posizione peggiore, perchè il compenso è saltuario e ridicolo. Il docente a contratto è, in sostanza, una figura ritagliata per professionisti di alto livello della materia, che con l’incarico ci si divertono, recuperano prestigio, e – soprattutto – non devono viverci. Ma viene usata in altro modo, e lo sappiamo.

    Mi piacerebbe, e sarei felice per tutti gli studiosi che riuscissero ad entrare in un’ipotetica stabilizzazione, perchè so che anche avere un assegno di ricerca non è un percorso facile, e molti valenti studiosi non l’hanno. Perciò, in questo senso, selezionare è anche discriminare persone valenti cui questo sistema non ha dato, nonostante la dedizione dimostrata, nemmeno un vero e proprio posto precario.

    Però vedo anche le ristrettezze economiche dell’Italia, e la poca disponibilità della politica e delle istituzioni ad ascoltarci. Mettono sempre avanti due argomenti: il bisogno di selezione meritocratica ed i pochi soldi disponibili.

    Mi sono perciò convinto che sia impossibile – PURTROPPO – far passare tutti attraverso una stabilizzazione, e insistere su quella via secondo me significa, alla fine, dare alla politica l’ennesima scusa per mandare a monte tutto (e mi pare ci siamo già caduti in questo errore, vero?)

    Invece la soluzione di stabilizzare – previo giudizio d’idoneità – i precari vincitori di concorso è un cuneo, un ariete di sfondamento, che consente di vanificare molte obiezioni, e mette argomentativamente l’avversario con le spalle al muro:

    1) merito e qualità: si tratta di selezionare (ulteriormente), per la stabilizzazione, tra soggetti già vincitori di concorso. Doppio riscontro, quindi.

    2) e soprattutto: la questione economica. Gli assegnisti e i t.d. hanno uno stipendio UGUALE – talvolta SUPERIORE – a quello del ricercatore strutturato non confermato. Non solo, ma è uno stipendio destinato ad impegnare il bilancio dello stato per tempi lunghi, anche otto (8!!!!) anni se non hai fatto il dottorato o l’hai fatto senza borsa.
    E’ chiaro che, messa di fronte a questo, mostra tutta la sua inconsistenza l’obiezione di parte pubblica che non ci sono i soldi, perchè le stesse verifiche di copertura finanziaria che si fanno prima di bandire un posto di ricercatore di ruolo hanno un’orizzonte temporale più limitato (non ricordo se due o tre anni). I soldi ci sono, LI STANNO GIA’ SPENDENDO PER QUELLE STESSE PERSONE DELLA CUI STABILIZZAZIONE IN RUOLO SI DISCUTE.

    Invece, per contrattisti, tutor, docenti a contratto, e borsisti di più breve periodo capite che non è così, e l’obiezione economica torna ad avere un peso forte.

    Sto solo cercando una via di dialogo per aprire un varco nella levata di scudi che è uniformemente stata fatta contro di noi, caro Rivoluzioneitalia. Se poi la mia proposta diventasse legge, ben vanga una formulazione del testo normativo tale da far partecipare al giudizio di idoneità più categorie possibile.

    Vedi, io faccio una proposta razionale. L’argomento ad hominem non serve, perchè potrei, come ti ho dimostrato all’inizio, sollevare gli stessi sospetti su di te, e dirti che tu vuoi vanificare un progetto che ha maggiori argomenti pur di tentare di salvare altri cu*, magari il tuo.

    Però a questo deragliamento non cedo, ed ho preferito esporre a te, e agli altri frequentatori che leggono, la sostanza delle mie argomentazioni.

    Mi sembra l’unico modo possibile per dialogare. Dimmi cosa c’è che non ti va nella mia proposta, non cosa c’è che non ti va in me.
    O vuoi dire che anche Carlo, che dice “Non fa una piega”, fa così solo perchè è un assegnista? Tutto deve ridursi a questo?

  119. Colombo da Priverno ha detto:

    Povero piccolo “Che tristezza”, “Ora si ride”, e quant’altro,

    potresti abbassare, solo un pò, il megafono mentre urli i tuoi slogan elettorali, che qui gli adulti stanno discutendo di cose serie?

    Da bravo…

  120. ciao ciao ha detto:

    Spiacente ma non sono slogan elettorali, perchè a me della propaganda politica non importa niente. Sei tu che ti sei fatto portavoce di una parte politica fallimentare, tanto è vero che sono in parecchi a rendersene conto su questo forum.

  121. nontenure-track researcher ha detto:

    Colombo,

    la tua proposta di “sanare” (stabilizzare) solo i precari vincitori di concorso pubblico (gli assegnisti) è da rigettare. Non solo perché quello per l’assegno non è un concorso pubblico (non è pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Ovviamente è anche da rigettare la proposta di stabilizzare tutti, perché si tratterebbe di un suicidio per l’università.

    Al di là della Gazzetta, la tua proposta è da rigettare perché corporativa e miope. L’università non sono le poste italiane! Ti professi di centro-sinistra ma sei più corporativo di quelli di AN. Perdonami la durezza, ma vedo che sei cocciuto, forse così capisci.

    La “soluzione” è prevedere selezioni concorsuali in cui si stabilizzino le persone dando priorità nell’ordine ai seguenti criteri:
    – titoli accademici (dottorato titolo preferenziale)
    – qualità e quantità delle pubblicazioni (premiando chi ha pubblicazioni internazionali in riviste con impact factor, anche nelle scienze umane e sociali, per non parlare di quelle “dure”);
    – esperienza di ricerca e di didattica (passata, presente e in corso, a prescindere se sia coco o cocopro o se sia sempre nella stessa sede o meno).

    Così fanno in tutti i paesi avanzati del mondo. Perché in Italia no? Questa è una politica progressista e riformatrice! Il resto sono sotterfugi corporativi e auto-referenziali.

  122. ricercatore speranzoso ha detto:

    spero che i maggiorenti del centro-sinistra (del PD) che leggono questo blog diano retta alle giuste proposte appena formulate da nontenure-track researcher perché l’Italia ha bisogno di un approccio progressista e riformista nelle politiche della ricerca che ridia speranze ai giovani così come ai precari ormai di lungo corso impegnati in questo settore.

    Chi è stato all’estero, sa che quella delineata dal nostro collega è l’unica strada percorribile per le forze riformatrici: meritocrazia nell’università significa premiare la qualità delle pubblicazioni e delle esperienze di ricerca e di didattica, non l’aver ottenuto questo o quel contratto (precario).

    Lasciamo la politica demagogica delle stabilizzazioni contrattuali e delle sanatorie più o meno indiscrimnate (ma in realtà selettive e inique) ai populisti del centro-destra, che con la ricerca e la cultura non hanno nulla a che spartire.

  123. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro nontenure-track resercher,

    Quello che hai descritto sarebbe un risultato ottimale, e io sono perfettamente d’accordo. Lo sottoscriverei da subito.

    Ho già scritto espressamente – mi pare – in molti interventi, che il giudizio di idoneità nazionale fornirebbe lui stesso lo strumento selettivo, per cui non è necessario che vi possano accedere solo i soggetti già vincitori di un concorso (o valutazione comparativa, chiamala come vuoi; il punto non è la pubblicazione in gazzetta ufficiale).

    La mia – come ho scritto (e la cosa peggiore, veramente, è che si parta alla carica lancia in resta senza prima leggere bene) – è solo una proposta MINIMA, un programma MINIMO per tempi DI MAGRA, sotto il quale non scendere; un programma minimo dichiaratamente proposto, oltretutto, con la speranza che poi, trattando ed argomentando – una volta passato il concetto che un giudizio di idoneità va fatto – si allarghi la schiera dei presupposti legittimanti a parteciparvi.

    I presupposti che tu proponi sono quelli classici e vanno benissimo. La mia idea di partire con assegnisti e t.d. partiva dal fatto che questa categoria mette più facilmente a nudo l’assurdità del ragionamento sull’insufficienza dei fondi, visto che ricevono uno stipendio mensile anche maggiore di quello del ricercatore non confermato.

    Non era affatto, invece, l’affermazione dell’esistenza di qualche ragione specifica per escludere contrattisti ed altre categorie. Era chiaro, bastava leggere.

    Ti ringrazio, comunque, per le critiche, che mi hanno dato l’occasione di spiegare con più chiarezza (spero) il senso della mia proposta.

  124. France ha detto:

    Caro Colombo, ragionamento condivisibile se l’assegno di ricerca fosse veramente 4-8 anni. E chi, come me, ne ha avuto uno di 4 mesi e uno di 1 anno, in due anni consecutivi e da due diverse istituzioni? E poi ha avuto cococo, prestazioni d’opera… In che categoria mi metteresti? E come me ci sono sai quanti?
    Inoltre, visione pessimistica, le illusioni dovrebbero essere morte con Berlusca prima e Prodi poi: non glie ne frega niente a nessuno, vi sfrutteranno ancora per continuare a fare i cazzacci loro e poi ribadirvi che non ci sono soldi e che conta il merito. Mentre da dieci anni fanno concorsi solo per i figli di. Votate chi vi pare ma non vi aspettate nulla di meglio per la ricerca e l’Universita’.

  125. Colombo da Priverno ha detto:

    “Che tristezza”, “Ora si ride”, “Ciao ciao” ( e anche altri che ti metti per creare l’illusione d’un numero di post che non c’è)

    sono diventato proprio un’ossessione per te!

    Ma ti stai innamorando di me? Guarda che a destra è imbarazzante….

    Ciao ciao

  126. ricercatore speranzoso ha detto:

    france

    il tuo disfattismo apre le porte al qualunquismo e alla reazione, noi che siamo qui in Italia a combattere non possiamo che contrastare questi sentimenti che possono avere effetti rovinosi per il nostro futuro.

  127. nontenure-track researcher ha detto:

    Colombo,

    valutazioni comparative o procedure selettive sono solo definizioni che non hanno valore sostanziale. Gli assegni NON sono concorsi pubblici perché non ricevono adeguata pubblicità, vale a dire non sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. A differenza dei concorsi per ricercatore.

    Né sono inquadrabili nella categoria “concorsi interni” (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Concorso_interno)

  128. miriam ha detto:

    Scusate, ma di che stiamo parlando? Innanzitutto quello che il PD e la S.A. mettono nel programma è carta straccia, dal momento che le elezioni le vincerà il centrodestra. E questo non solo significa che non solo che non saranno loro a dover attuare il proprio programma, ma anche che, sapendo di non essere tenuti a mantenere gli impegni presi, potranno promettere di tutto.
    E poi che ce ne facciamo dei documenti elettorali? Vi ricordate i 30000 ricercatori di Tocci (all’epoca responsabile ricerca dei DS)?
    Quanto alle proposte di Colombo e gli altri, bisogna cominciare a ragionare partendo dal presupposto che avremo a che fare con un governo di centrodestra. Percio’ per avanzare proposte bisognerebbe seguire una scaletta:

    1) capire chi sarà il ministro dell’istruzione (nel governo con 12 ministri istruzione e università saranno riaccorpate). O quanto meno sapere a quale area apparterra’: è chiaro che un ministro della destra sociale (AN e smili, per intenderci), uno liberista (tipo Moratti) o un democristiano sono 3 cose ben diverse.
    2) capire che tipo di politica porterà avanti questo ministro.
    3) formulare proposte che rientrino nel suo progetto complessivo di gestione dell’università.

    Ogni discussione che non parta da questi presupposti mi sembra davvero fine a se stessa 😦

  129. France ha detto:

    ricercatore speranzoso
    che ti devo di’, spera…
    Io a 32 anni ho deciso che se speravo dell’altro andavo in pensione da precario, con 250 euro al mese….

  130. ricercatore speranzoso ha detto:

    france
    è facile, facilissimo essere cinici e disillusi quando ci si è arresi e si è fallito. Io non solo spero ma credo ancora nella possibilità del cambiamento. Diciamo che sono obbligato a crederci, altrimenti mi arrenderei pure io.

    miriam
    prima di dare la destra vincitrice aspettiamo un paio di mesi, non sono tanti, è buon costume in politica essere prudenti nel preannunciare i verdetti elettorali.

  131. miriam ha detto:

    Intanto incalziamo il (probabile) futuro governo di centrodestra. Siamo in campagna elettorale e qualcosa devono dirci. Quale è il problema se poi vince la sinistra? Incalzeremo anche loro!

  132. France ha detto:

    Ric. Sper.
    Non e’ che io non speri nella possibilita’ del cambiamento. E’ che non credo che si possa realizzare attraverso la politica, destra come sinistra. Hanno gia’ governato per 15 anni, e il sistema non ha fatto che degenerare sempre di piu’.
    Noi possiamo cambiare, pero’, a prescindere da “rametto o bandierina” (Frankie hi NRG). Come? Guardati i miei post precedenti qui sopra (molto sopra!!)

  133. Colombo da Priverno ha detto:

    Si, Miraim, mi sembra l’atteggiamento giusto, incalzare comunque, e poi calibrare proposte specifiche sul tipo di interlocutori che avremo.

    In questa prospettiva, però, idee generali ne dobbiamo già buttare giù. Un’IDENTITA’ COMUNE dobbiamo costruirla, confrontandoci e mettendo in tavola pensieri e proposte, senza paura delle critiche che riceveremo (non mi si può dire che non faccio così…)

    Non so davvero immaginare chi vincerà, ed anche l’ipotesi che vinca la destra, per quanto attualmente possa apparire la più probabile, non è così scontata.

    Trovo che la parte mobile dell’elettorato (quelli che non hanno una convinzione di partenza) sia assai poco convinta – anche se per ragioni diverse – della serietà di entrambi gli schieramenti, e temo un forte astensionismo, che non riesco bene ad immaginare a discapito di chi si ritorcerà.

    In questo quadro mi pareva che uno zoccolo duro su cui battere comunque fin d’ora (perchè dovrà essere proposto, invariabilmente, sia alla destra che alla sinistra) fosse quello di non sacrificare l’attuale generazione, e di accogliere il principio che le riforme strutturali non si fanno sulla pelle delle generazioni su cui incidono.

    Il pacchetto è: riformiamo per il futuro (e destra e sinistra hanno ognuno il suo modello) e saniamo per l’attuale. Sono anni che ci lasciano senza un concorso, senza nemmeno la possibilità di dimostrare SE valiamo.

    Saniamo come? va benissimo la proposta di Nontenure-track researcher, che penso abbia il pregio di aggregare più consensi della mia, alla quale non ho difficoltà a rinunciare, perchè il punto, per me, non è mettere il marchio su qualcosa.

    Nontenure-track researcher ha ragione, in effetti, nel dire che non si deve incentrare il discorso solo sulla posizione lavorativa – che, è verissimo, non è necessariamente indice di maturità scientifica – ma da quei parametri che sono universalmente rivelatori (in genere…) della maturità scientifica: dottorato, pubblicazioni, partecipazione a progetti di ricerca.

    Penso che questo dibattito stia portando a formare un’idea comune, già mi pare d’intravederla. Non è un problema che ciascuno sottolinei aspetti diversi, e non mi scandalizza affatto che ognuno abbia maggiormente in mente, come parametro di riflessione, la specifica figura di precario cui appartiene ed i suoi specifici problemi. E’ naturale ragionare meglio sulla situazione che si vive ed i cui problemi si conoscono più da vicino.

    Quel che non voglio sentire è “tanto è tutto inutile”, France. Un osservatore acuto come te non può far cedere la propria razionalità all’istinto del pessimismo.

    Bene, proseguiamo la discussione!!! Quel che sta nascendo mi piace.

  134. France ha detto:

    Forse non ci capiamo, mi sa che il mio italiano perde colpi…
    Quello che secondo me e’ sbagliato non e’ mettersi insieme e cercare di trovare una soluzione (che siamo noi, e’ ovvio!): benissimo, direi. Quello che penso sia sbagliato e’ continuare a credere alla possibilita’ di una soluzione politica, appoggiata sulle ginocchia di un Prodi/Veltroni o di un Berlusconi (o chi mai verra’…). Io ritengo che se vogliamo cambiare lo stato delle cose lo dobbiamo fare da noi, a prescindere da una classe politica che ha dimostrato di considerarci solo ciccia da cannone per la campagna elettorale. Ma vi rendete conto che se ci mettiamo d’accrodo fra noi precari mettiamo in ginocchio universita’ e ricerca? Se smettiamo tutti all’istante di remare, quanto ci mette ad affondare la nave? Questi coglioni hanno riempito l’Universita’ e gli enti di precari, tanto che ormai tutto il sistema si regge sulle nostre spalle. Perche’ non gli facciamo capire che senza di noi sono fregati?

  135. Colombo da Priverno ha detto:

    France,

    ho proposto, qualche post fa, di fare un megasciopero per una settimana bloccando tutta l’attività universitaria. Noi, tutti insieme, possiamo.

    Abbiamo i numeri.

    Hai visto molte risposte? Io ne ho visto solo qualcuna, timida, tipo “è interessante”, sarebbe una bella prova”…etc.

    Ora il punto quale è? Sarebbe facile dire, come io stesso ho detto in modo provocatorio, che evidentemente poi c’è il rischio che vada così:

    Ambientazione: Un’università italiana, giorno di esami.

    Ricercatore precario: ” Signor Barone, oggi sciopero”.

    Barone: “Cazzo dici?”

    Ricercatore precario: “scipoero per una settimana per i diritti dei precari, Signor Barone, è bellissimo, vogliamo la stabilizzazione previo giudizio di idoneità”

    Barone: “senti, a’ coso, qui alle nove incominciano gli esami e io alle 10.30 devo andar via che ho da fare. Siediti e non rompere le balle”.

    Ricercatore precario: “ma è per entrare in ruolo! Vostra Grazia non sarebbe contenta di avermi qui a vita per fare le corveé, a dissodare la terra, senza doversi dar pena di cercarmi contratti ed altre umili prebende?”

    Barone: “Senti, Gino, no scusa, Ugo, a me va bene solo se tu entri perchè lo dico io, chiaro? Se no di gente come te che è anche più brava e negli USA c’è andata più volte la trovo come nulla. Piuttosto, Mauro, no, Enzo, ma come cazz.., comincia ad andare a fare l’appello, vai, che se no la prossima volta ci va qualcun altro che non ha minchiate in testa”

    Ricercatore precario: “Ma ci è cascato, Sacra Maestà? era uno scherzo..ha-ha…ha-ha…ha-ha. Mi dia l’elenco, che incomincio. Ammirati…Brambilla…Cazzulli…Zizi…Ullallai….Camilli….Bergomi…Cabrini…Scirea…Causio…mazza quanti studenti…”.

    Ecco perchè non gli facciamo capire che senza di noi son fregati. Ecco perchè il tuo giusto appello, France, casca nel vuoto come è cascato il mio.

    Penso che dobbiamo ancora lavorare molto sulla nostra identità, sulla nostra coscienza.

    Ancora oggi, se esponi un’idea, troppe volte accade che s’innesca il combattimento tra poveri, più che una discussione costruttiva.

    E penso che non possiamo prescindere dall’interloquire con la politica, perchè saremo molti ma – questo è il fatto, non siamo uniti.

    Ci stiamo, forse, provando ora. Ma una prova di forza come quella che proponi è prematura. Fallirebbe. Purtroppo.

    Perchè la faccia dei rettori sarebbe molto interessante da veder sbiancare.

  136. la mia proposta x UNIVERSITA’ e RICERCA è:
    ALLINEAMENTO EUROPEO SUBITO
    http://cnu.cineca.it/nazionale03/provincialismo.htm

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