Annunciazione, Annunciazione: Report particolareggiato dell’assemblea nazionale RNRP

All’assemblea erano presenti i nodi di Roma – Sapienza, Roma 3, Chimici, INFN/CNR- Bologna, Napoli, Pisa. I nodi di Siena, Ferrara, Milano e Torino hanno dato la loro adesione pur non potendo essere presenti in assemblea. Sono stati discussi tutti i punti all’ordine del giorno e ci si è aggiornati ad una prossima assemblea nazionale da convocare attraverso la mailing list.Prima di cominciare la discussione dei punti all’ordine del giorno i nodi presenti hanno descritto lo stato della mobilitazione nei singoli atenei e le vertenze in atto.

La condizione della rete appare di difficoltà e la condizione di incertezza politica aggrava il quadro. Se particolarmente difficile è la condizione dell’ateneo pisano – in gravissimo dissesto finanziario e con un numero molto alto di ricercatori “in formazione” cui saranno destinati i prossimi concorsi – a Bologna il nodo della rete prosegue l’esperienza delle botteghe della scienza con un buon rapporto con gli studenti e un confronto aperto con l’ateneo sul problema dell’accesso ai fondi di ricerca e del contratto TD per i precari.

Il primo punto in discussione nell’assemblea è quello relativo alle forme organizzative della Rete

L’assemblea ha deciso di affiancare il blog attualmente on-line con
1. un vero e proprio sito che raccolga i documenti presenti nel vecchio ricercatoriprecari ma che possa fungere da luogo di riferimento ufficiale della Rete. Il blog, infatti, ha evidenziato una forte capacità comunicativa e aggregativi e il numero dei contatti è cresciuto significativamente. Tuttavia al linguaggio “colloquiale” e accattivante delle notizie (con una splendida scelta delle immagini) si affianca un dibattito spesso di bassa qualità nel quale restano in ombra i post di maggiore rilevanza, e che rischia dare un immagine distorta della rete. Proprio per ovviare a tale rischio, ed in attesa di dare vita al sito della cui realizzazione si occuperà il nodo napoletano (cioè Claudio F. che se ne è assunto la responsabilità) si è ipotizzato di costituire un blog “chiuso” e “ufficiale” nel quale offrire informazioni e far circolare i nostri comunicati.
2. una trasformazione della mailing-list attraverso il recupero della iniziale distinzione tra dibattito e notizie. Purtroppo la mailing list è stata spesso utilizzata – soprattutto negli ultimi mesi – senza tener conto della netiquette. Questo ne inficia la fruizione dei contenuti – nella gran parte dei casi di alto rilievo. E’ necessario allora garantire una circolazione minima – in notizie – dei lavori della rete e gestire meglio il dibattito.
3. parallelamente alla rete si costituirà una Associazione finalizzata a promuovere processi di riforma del sistema della ricerca e dell’università a partire da una lettura diversa dei processi in atto. Il comitato fondatore di tale associazione (coloro che erano presenti all’assemblea e quelli che ne volessero fare parte) si occuperà di sbrigare le pratiche burocratiche e di scrivere lo statuto. Il primo obiettivo dell’associazione è quello di CAMBIARE L’UNIVERSITA’. L’iscrizione all’associazione non sarà quindi esclusiva dei cosiddetti precari, ma sarà aperta a tutti coloro che vogliono cambiare il sistema universitario e potranno essere accolti in essa anche studenti, ricercatori e professori già strutturati pur conservando, attraverso meccanismi diversificati di iscrizione, la centralità dei lavoratori precari a garanzia del “nostro” punto di vista sui problemi. Si creerà quindi un gruppo poliedrico, che potrà lavorare su diversi fronti:

  • – vertenziale: in questo caso ci si occuperà prevalentemente di ottenere maggiori diritti per i precari universitari tenendo comunque a mente che l’obiettivo principale è quello del superamento del precariato AFFIANCANDO IN CIO’ LA RETE. Tuttavia l’associazione NON è un sindacato per cui a questo aspetto, sicuramente importante, ma non esclusivo, di lotte “sindacali”, l’associazione si dovrà occupare di proporre un nuovo modo di vivere l’università e la ricerca:
  • – sviluppando le relazioni fra ricercatori (precari e non) e studenti, organizzando eventi e seminari insieme per dare voce ai bisogni e alle curiosità dei singoli indipendentemente dalla cultura ufficiale e dai saperi imposti dall’università;
  • – stimolando l’indipendenza della ricerca, studiando le possibilità di ottenere finanziamenti per i ricercatori (anche quelli precari) e pubblicizzandoli il più possibile a tutti i livelli e in tutte le università, creando reti di ricercatori con interessi comuni che possano sviluppare linee di ricerca al di là dei gruppi precostituiti dai baroni, sostenendo questi nuovi gruppi nel risolvere eventuali conflitti e pratiche burocratiche.

La fondazione di questa associazione NON è in contrasto con l’attuale struttura a “nodi” della rnrp. La struttura “federale” della Rete rimarrà garantita anche all’interno dell’associazione e verrà quindi salvaguardata l’autonomia dei nodi soprattutto per quanto riguarda la scelta delle priorità da dare alle proprie attività. In buona sostanza l’associazione avrà il ruolo di

  • – fornire degli strumenti di azione ai nodi che ne abbiano bisogno;
  • – dare visibilità nazionale alle azioni e ai risultati ottenuti dai singoli nodi.
  • – favorire un confronto più ampio e di lungo periodo sui grandi temi dell’università e della ricerca anche in autonomia dalle pressioni contingenti del quadro politico e vertenziale

Su questo tema, tuttavia, sono necessari ulteriori approfondimenti e viene demandato al comitato promotore di articolare una più precisa proposta che chiarisca, in particolare, il rapporto tra questa associazione e la rete.Il secondo punto all’ordine del giorno è relativo alle forme di mobilitazione
L’assemblea ha deciso che è necessario individuare dei temi fondamentali su cui la rete si deve impegnare al massimo, avviando campagne a livello nazionale e locale. Ovviamente occorrono persone che si occupino di sviluppare questi temi, scrivendo i documenti e cercando di capire quali sono le azioni da intraprendere per portare avanti le campagne. I temi fondamentali che sono stati individuati sono i seguenti:

1. docenti a contratto: occorre che le università smettano di utilizzare tale figura come tappabuchi; all’assemblea di Bologna era stata scritta una piattaforma che riteniamo possa essere ancora utilizzata insieme con gli altri documenti di rilievo prodotti in seguito;

2. ricercatori precari: occorre richiedere un unico contratto che sia del tipo a tempo determinato per la mansione di ricercatore precario;

3. reclutamento straordinario: l’obiettivo è quello di difendere e ampliare la politica di reclutamento straordinario avviata da Mussi che rischia di scomparire dall’agenda (su questo punto delicato a breve un comunicato a parte)

4. progetti di ricerca per precari a livello locale o regionale (es. Bologna), nazionale (es. Prin) e internazionale (Europa). Una tema importante, che può far fare un salto di qualità alla proposta politica della rete, è proprio relativo all’accesso a finanziamenti e fondi per la ricerca da parte dei precari. In tal modo possono essere messi in relazione temi importanti: la valutazione, l’autonomia e la mobilità dei ricercatori, il ruolo della ricerca.

Pur non potendo avviare vere e proprie campagne sui seguenti temi, l’assemblea ritiene prioritario mantenere alta l’attenzione su alcune questioni:
– la cancellazione dei fuori ruolo e la riconversione dei fondi che si liberano in reclutamento dei ricercatori
– la separazione tra reclutamento e progressione
– il blocco del turn-over al 90% delle risorse rese disponibili
– la questione “trasparenza” e lotta a baronato e familismo/nepotismo
– l’adeguamento a livelli OCSE del finanziamento alla ricerca e all’università
Il terzo punto all’ordine del giorno è sulle politiche di reclutamento
L’assemblea intende proseguire la propria azione per favorire politiche di reclutamento straordinario e ordinario di ricercatori. Particolarmente grave è il rischio che il fallimento del tentativo di Mussi di produrre nuove procedure per l’assunzione dei ricercatori implichi l’annullamento del reclutamento straordinario per il 2008 e 2009 (vincolati all’adozione di un nuovo concorso). Altro tema di rilievo sul quale intervenire – oltre alla riforma dei meccanismi concorsuali – è quello dell’accorpamento in macroaree dei SSD che mostra moltissime distorsioni. Infine, la rete sottolinea l’importanza per i precari della ricerca dell’effettivo riconoscimento della carriera svolta ai fini concorsuali. Su tutti questi temi è auspicabile promuovere piattaforme e dibattito.

Il quarto punto è invece relativo ai contratti
Su questo punto viene accolta come modello generale la piattaforma proposta dal nodo di Pisa sui contratti TD (e che a sua volta raccoglie le esperienze di Ferrara e Napoli). L’assemblea ribadisce la necessità di avviare una conversione di tutte le forme contrattuali precarie in una forma unica di contratto per didattica e ricerca centrata sul Tempo Determinato. L’assemblea sottolinea anche la necessità di un impegno maggiore a favore del riconoscimento pieno dei precari nei luoghi istituzionali del governo degli atenei (dipartimenti, facoltà, senati accademici).

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8 Responses to Annunciazione, Annunciazione: Report particolareggiato dell’assemblea nazionale RNRP

  1. ricercatore in movimento ha detto:

    compagni e colleghi,
    ma non è che facendo l’associazione smarriamo la nostra potenza movimentista?

    non corriamo il rischio di diventare un pò come l’ADI (associazione dottorandi italiani): una congrega di bravi ragazzi, disciplinati e rispettosi del decalogo delle buone regole dell’agire politico?

  2. Colombo da Priverno ha detto:

    Programma magnifico.

    Ambizioso, ed insieme dotato di molto realismo.

    Come tutti immagineranno, condivido in pieno i punti individuati come centrali, ed il tipo si soluzioni.

    Che silenzio, intorno…

  3. Colombo da Priverno ha detto:

    No, ricercatore in movimento, l’associazione ci manca, e anche la disciplina.

    Con la disciplina non si fa solo la pace, ma anche la guerra.

    Non so se hai letto, qualche post fa, il mio “pezzo di teatro” sul probabile esito tragicomico d’uno sciopero dei precari che, ipoteticamente, sia indetto oggi. Quel che manca è la disciplina, l’unità, il senso di unità. Non bisogna temere di diventare formiche, se organizzati tutti insieme le forze si centuplicano.

  4. ricercatore ha detto:

    e come si chiamerebbe quest’Associazione?

    ci sarebbe la fatidica parola “precari”?

    che si scelga un metodo democratico per scegliere nome e rappresentanti!

  5. Homo publicans ha detto:

    interessante documento, è auspicabile un’evoluzione organizzativa del movimento..

    io propongo si chiami:

    Associazione di Difesa dei Ricercatori (ADR)

    In Italia i ricercatori sono umiliati e offesi ogni giorno, devono sentire di avere a disposizione un luogo, un’entità collettiva ove possano trovare riparo, conforto e fratellanza in ogni momento.

  6. Colombo da Priverno ha detto:

    No, Homo, “difesa no”, noi attaccheremo, anche!!!! Mi pare riduttivo.

    Il giusto bisogno di trovare una casa può essere soddisfatto semplicemente con: Associazione dei Ricercatori. “dei”, significa che è NOSTRA…. che è casa nostra….a me piace.

    Poi A.D.R. (“a domanda risponde”) mi sa di verbale dei carabinieri…..

    Scherzo: se il problema è solo dare il nome allora il passo più grande è già fatto!

  7. Homo publicans ha detto:

    hai ragione, colombo, la miglior difesa è l’attacco!

    e come dici ciò io più mi convinco e insisto:

    Associazione Difesa Ricercatori (ADR)

    senza inutili e cacofonici articoli partitivi (“dei”)…siamo o no ricercatori?

  8. Rechat ha detto:

    Parlate, parlate e intanto entro il 30 marzo 2008 saranno banditi concorsi per ricercatori, associati e ordinari con il vecchio ordinamento.

    Vedere sito miur

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