Programmi elettorali a confronto

Abbiamo fatto una ricerca sui programmi elettorali appena messi a punto dai maggiori partiti in competizione.

In questo post potrete scaricarli e confrontare le posizioni su Università e Ricerca.

C’è qualche sorpresa…

Iniziamo dalle estreme.

Sia la Sinistra Critica (vedi il programma) che La Destra (scarica il programma) sembrano poco interessate alla ricerca.

La Sinistra Arcobaleno promette l’aumento degli investimenti e il reclutamento annuo di 3000 ricercatori (vedi il programma).

Al Centro, il programma di Pier Ferdinando Casini non si occupa di precari della ricerca, ma presenta delle idee molto precise sull’Università riguardanti una sua ristrutturazione (riduzione della frammentazione) e incentivi meritocratici ai ricercatori (vedi il programma alla voce merito).

Passiamo ai maggiori raggruppamenti.

Nel programma del Popolo della Libertà, Università e Ricerca sono trattate nella missione 4 – “servizi agli italiani” – si promettono: concorrenza fra Atenei, trasformazione delle Università in Fondazioni associative, un “Fondo dei Fondi”, detassazione degli utili reinvestiti in ricerca e Cittadelle della cultura e della ricerca…ai lettori l’interpretazione di ciò che questo possa voler dire (Vedi il programma PDL).

Nel Programma del Partito Democratico ci sono un paio di paginette sulla Università e la Ricerca, non ci si occupa in modo sistematico del precariato della ricerca, ma si promette di voler contrastare il baronato, di voler modernizzare e incentivare i migliori ricercatori. Si dicono poi cose ambigue come “va perseguita la possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti, agendo contemporaneamente per un rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l’incertezza dei lunghi precariati”. Per lo scrivente anche questo programma è un po’ vago e… usa lo stesso metro meritocrese che ha fatto fallire per inefficacia le politiche universitarie del goveno Prodi (leggi il programma del PD).

Insomma non pare che la politica italiana abbia compreso appieno il ruolo della ricerca e della formazione universitaria per i processi produttivi e lo sviluppo delle società contemporanee. La necessità di interventi pragmatici, prioritari, veloci e di investimento.

Ai lettori i commenti… possibilmente costruttivi .

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46 Responses to Programmi elettorali a confronto

  1. Franco ha detto:

    Il programma della Sinistra Arcobaleno non è visibile o è linkato male.

  2. Giulio ha detto:

    Io sono contrario alla stabilizzazione. Stabilizzazione vuol dire assumere incondizionatamente tutti quelli in fila all’università per un posto, e per la gran parte sono capre (altrimenti avrebbero trovato un lavoro all’estero). E’ più importante fare dei concorsi per assumere candidati eccellenti. Magari anche con uno sguardo al rientro dei cervelli.

  3. albert ha detto:

    C’erano alcuni refusi aggiornati e corretti….

    Ma perché Giulio rimetti in mezzo il problema delle stabilizzazioni?

  4. carlo ha detto:

    Il programma PDL è il più spaventoso. Troppe riforme di cui non si capisce il significato. Fondazioni associative? Cittadelle della cultura e della ricerca?
    E poi ricordiamo la vicenta Carlucci. PDL e cultura non legano molto bene.

    [Segue un pò di qualunquismo…]

    Per Veltroni, cultura vuol dire festival del cinema, festival della musica, festival della matematica, e chi più ne ha più ne metta. Ovvero, tutti quegli eventi in cui può fare la prima donna.

    Casini sta con il Vaticano, per il quale fare ricerca vuol dire grosso modo vendere l’anima al diavolo. Se vince lui, mi aspetto esami di teologia per tutti, come ora accade all’univ. Cattolica, alla Luiss e alla Lumsa.

  5. Discarica sociale ha detto:

    Il problema del precariato della ricerca, se non lo si vuole risolvere con le stabilizzazioni, lo si deve pur risolvere in qualche modo. Anche semplicemente dicendo – ma chi lo dice dovrà poi assumersene la responsabilità – che fin qui abbiamo scherzato e che d’ora in poi entrano solo i pochissimi “cervelli eccellenti”, di rientro o meno dall’estero; il resto che vada pure alla discarica sociale: tanto “sono capre”.

    Oppure, come ripetiamo un po’ tutti in questo spazio (ma vedo che è bene ripeterlo), che si facciano molti concorsi fino a recuperare il dislivello internazionale; che si diano le opportunità a tutti quelli che fin’ora ci hanno creduto e hanno speso le loro migliori energie per questo lavoro.
    Ma, attenzione, senza enfasi e retorica! Perché per fare ricerca non servono solo (pochi) “cervelli eccellenti”, ma anche (molti) cervelli normali, che lavorino onestamente, con cuori appassionati.

  6. Miriam ha detto:

    A me sembra che sui programmi non c’e’ scritto sostanzialmente niente. Ne’ sulla ricerca, ne’ sul resto. D’altra parte il livello di questa campagna elettorale è bassissimo.

    Qualcosa in più si capisce dalle dichiarazioni di Valditara. Ora apettiamo gli altri…

  7. Carlo (con la maiuscola) ha detto:

    Cara Miriam,
    occorre rendere merito alla buona volontà dei precari di Chimica e ringraziare l’editore del post per la proposta di confrontare le tesi. Detto ciò, è chiaro che in campagna elettorale è pressocché impossibile orientarsi tra proclami e dichiarazioni reboanti.

    Con Mussi, Modica e compagni, la Sinistra fin qui sembra essersi preoccupata di come delegittimarsi nel modo più assoluto. E, come se non bastasse, adesso affida a De Nardis, un illustre sconosciuto (giovane ricercatore talentuoso, per carità) un ruolo tanto delicato. A mio avviso, segno che da quella parte si getta la spugna su Università e Ricerca.

    Questo Valditara non lo conosco, ma – considerando il fatto che con ogni probabilità sarà la sua parte a governarci nel futuro immediato – mi pare un buon segno che abbia deciso di incontrarci e di confrontarsi con noi (ora almeno sa che esistiamo). Peraltro, dicendo cose più o meno condivisibili, ma quantomeno ragionevoli.

  8. la capra ha detto:

    Secondo me Valditara non avrà un grande ruolo e tutto sommato di università ne capisce poco.

    Il prossimo governo mette insieme di nuovo il ministero della ricerca e università e quello della scuola. Quindi il ministro sarà quello della scuola e credo proprio che se lo prenderanno i centristi cattolici dello schieramento… Magari lui va a fare il sottosegretario, nulla più.

    Magari dico una cosa assurda, ma a me il programma più sensato pare quello di Casini. Un programma debole certo, ma che si pone come obiettivo quello di “migliorare lo status quo” (in altri termini, non vuole nessuna seria riforma ma solo mettere qualche soldino in più e spenderlo in maniera un pochino più oculata).

    Il programma della PDL non esiste. Quello che c’è – e non si capisce cosa sia – è semplicemente vergognoso.

    Quello del PD è quello che ci si sarebbe potuto aspettare da gente brava a scrivere progetti, fare proposte “ragionevoli”, “efficientiste”, molto liberal e progressive. Autonomia al centro (come a dire che è meglio non dare troppo fastidio a chi li governa gli Atenei), libertà delle università nel reclutare chi vogliono (ma perché fino ad oggi che hanno fatto?!), valutazione sull’utilizzo delle risorse (e basta?!) e scopiazzatura di modelli di finanziamento alla ricerca stile ERC. Per non parlare poi dell’unico cenno “reale” che troviamo in questi programmi sui precari…. cito: “Garantita la funzione pubblica dell’insegnamento universitario, va perseguita la possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti” (e qualcuno mi spiega cosa significa? che i neo-assunti in realtà lo sono con contratti di diritto privato? e di quale natura? quindi sono licenziabili? da chi?….

    Sinistra arcobaleno dice che vuole assumere 3000 ricercatori l’anno. Anche qui non si tocca nulla, non si cambia niente… bel programma. Secondo loro dovremmo essere contenti di qualche concorso in più?!

    Una volta si diceva “l’immaginazione al potere”… mi sa proprio che è uno slogan ancora maledettamente attuale

  9. Catanese ha detto:

    Si incrina il fronte dei rettori:

    “L’università catanese è in prima linea nella stabilizzazione, una novità vista quasi con scetticismo anche tra i membri della Conferenza dei rettori, la Crui.”

    http://www.step1magazine.it/v2_open_page.php?id=4116

    Dopo gli avvisi di garanzia, un’altra tegola sulla CRUI…

  10. Colombo da Priverno ha detto:

    Allora, DELUSI?

    vi è piaciuto il programma di Berlusconi sul quale molti di voi nutrivano aspettative?

    vi è piaciuto l’insulso e vago intervento di Valditara in fase (e con scopo) immediatamente preelettorale?

    Lo volete capire che Berlusconi, ed il tipo di cultuta politica che rappresenta, VUOLE DISTRUGGERCI? Non è che vuole distruggere proprio noi. Vuole distruggere lo stesso guscio dove lavoriamo. Per lui l’università è solo una sacca di contestazione, ed un pericoloso luogo di riflessione che contrasta con la sua concezione di quel truce multilevel della vita e della cultura che dovrebbe divenire l’Italia nelle sue mani.

    Lo volete capire che Valditara (baronissimo, è ordinario di istituzioni di diritto romano nell’università di Torino) non si interessa a noi, NON HA NEMMENO A FUOCO I PROBLEMI? Lui, dopo l’emendamento sulle borse per il dottorato fatto lì lì (e senza coerenza interna con le posizioni repressive sull’università del suo schieramento) per provare a dare una spallata al governo Prodi, CI CERCA SOLO PER CECARE DI SPENDER BENE A PROPRIO PROFITTO ELETTORALE LA SUA MAL ACQUISTATA POPOLARITA’ PRESSO DI NOI?

    Neanche Miriam (opinionista equilibrata da sempre, ma ultimamente un pò troppo fiduciosa nell’interesse berlusconiano per le nostre sorti) sembra più tanto entusiasta dopo lo schifo del programma NEOLIBERISTA dello Psiconano, edopo la miseria concettuale delle spiegazioni di Valditara.

    Contenti? Andare da questa gente significa andare in bocca al leone per sfuggire da un o Jorkshire. Che non combina molto – quest’ultimo – ma almeno non ha in animo di distruggerci.

  11. la capra ha detto:

    Caro Priverno

    he he… hai proprio ragione. Tanta infatuazione per il centro destra mi è sembrata sempre fuori luogo.

    Rimane però un problema essenziale: nessun partito ha una piattaforma seria sull’università e la ricerca. Non mi aspetterei troppo da uno qualsiasi dei possibili futuri governi.

    Faccio qualche esempio:
    – nessuno che si sia posto il problema del perché nel nostro paese Università ed enti di ricerca siano mondi separati (eccetto ambiti specifici come INFN, INFM, qualche settore del CNR etc etc…). Si parla tanto di mobilità e la più ovvia tra queste non è mai presa in considerazione
    – nessuno che faccia proposte in merito alla riforma dello stato giuridico della docenza universitaria
    – nessuno che definisca quali devono essere i percorsi di accesso alla ricerca (un qualche percorso, una tenure track, o altro
    – nessuno che si preoccupi dell’edilizia universitaria, delle biblioteche, dei servizi (la ricerca si fa anche così… nella mia università non si comprano più riviste perché non ci sono i soldi.
    – nessuna proposta sulla governance universitaria
    – nessuna seria proposta di intervento sulla questione “cooptazione” ma solo affermazioni generiche sul merito (come se il merito fosse un concetto autoevidente e non dipendesse dai contesti e dalle culture che di volta in volta lo definiscono e da scelte più o meno esplicite

    sono solo alcuni temi, ce ne sono moltissimi. E non sono certo il frutto di una attenzione corporativa dei precari!!!1

  12. Manuele ha detto:

    Il problema, caro Priverno, è che i serbatoi di voti scontati vengono sistematicamente bastonati (governo Prodi docet) sia che vinca il loro polo di riferimento, sia che vincano gli altri, in quanto nessuno ha interesse a coltivarseli. La trasversalità e la mobilità politica invece pagano. E’ l’atteggiamento “a sinistra sempre e comunque” di una parte dei ricercatori precari che ci ha portati alla marginalità. Ben vengano quindi sia lo zoccolo duro della sinistra che tu rappresenti, che quelli che stavolta voteranno a destra. Solo così ci rafforzeremo.

  13. France ha detto:

    Beh, Colombo, come dice “la capra” (ma che bel nick!), se Berlusconi se ne sbatte, Veltroni, Casini e compagnia anche. La mentalita’ distruttiva ce l’hanno tutti (ricordate PadoaSchioppa che disse -mia libera traduzione- che “l’Universita’ e’ una discarica e non vedra’ una lira finche’ ci sono io”?). E i baroni furbacchioni alla Valditara o le anime belle capolista PD sono li’ giusto per acchiappare qualche voto da chi ancora ci crede. Secondo me continuare a fare il pelo e contropelo ai programmi di tutti e’ una bellissima perdita di tempo: votiamo in base ad altre considerazioni (chi sapra’ farci restare in europa? chi sapra’ fare fronte alla crisi economica incipiente? chi non ci mandera’a fare la guerra all’Iran?), per la ricerca prepariamoci a dare battaglia comunque, chiunque vinca…

  14. Radical Researcher ha detto:

    a leggere questo blog la lotta dei ricercatori italiani sta diventando una noiosissima tribuna politico-elettorale in cui si confrontano i programmi dei diversi partiti.

    I ricercatori italiani, precari e non, dovrebbero sforzarsi di mettere in campo strategie, discorsi e pratiche autonome di mobilitazione e organizzazione.

    é deludente che la proposta di costituire un’associazione dei ricercatori non abbia incontrato l’interesse dei partecipanti a questo blog.

    Evidentemente si preferisce stare ad ascoltare rappresentanti di partito che non sono che la rappresentazione caricaturale del mondo accademico italiano: il giurista post-fascista e corporativo, il comunista figlio di papà, il democratico liberal e riformista solo a parole etc.

  15. PartitoDellaSpazzatura ha detto:

    Beh… non avete inserito il nostro di programma…

    http://partitodellaspazzatura.wordpress.com/info/

  16. Colombo da Priverno ha detto:

    Non ho detto che i programmi di sinistra sono un gran chè. Ho solo riflettUto sulla delusione ingenerata dalle aspettative di destra (per chi ne aveva).

    E non sono uno zoccolo duro nè puro, ma – sul voto – ci ragiono sopra ogni volta. E nelle proposte del centro-destra nei nostri confronti trovo qualcosa di più dell’incapacità, o del chi se ne frega, che tutti hanno nei nostri confronti. Trovo il dolo, il bisogno di distruggere un’istituzione la cui stessa esistenza contrasta coi progetti per l’Italia dello Psiconano. Agli altri basta tenerci ai margini, invece. E la prima cosa, per noi, è sopravvivere.

    Per il resto, oncordo con tutti quelli che hanno detto “DOVREMO LOTTARE COMUNQUE”

  17. Carlo ha detto:

    Caro Colombo,
    rispetto le tue posizioni e apprezzo il tuo modo di esporle, anche se non condivido tutte le cose che dici.
    Ad esempio, mi pare francamente esagerata la storia seconda la quale Berlusconi persegue l’obiettivo di cancellare l’Università italiana. Non è così.

    Qualche giorno fa è uscito un articolo su un giornale di destra in cui si parlava di una “rivoluzione i tre punti”: 1. abolizione del titolo legale della laurea; 2. piena autonomia ad ogni Ateneo; 3. abolizione del MIUR.
    Se questo significa cancellare l’università, forse ben venga la cancellazione.

  18. adacosco ha detto:

    http://it.youtube.com/watch?v=vxfiVwcO3OQ, ecco chi voterò e forse un’esame di coscienza dovrebbero farlo tutti gli italiani, per la nostra bell’Italia !

  19. la capra ha detto:

    Da La Repubblica

    i suggerimenti di Confindustria

    – 8) Istruzione, università: promuovere la competizione fra le scuole, riconoscere il merito tra gli insegnanti, aumentare al 30% i fondi pubblici attribuiti all’università in forma concorrenziale.

    – 9) Ricerca, innovazione: Confindustria chiede di portare al 2% del Pil gli investimenti in ricerca entro il 2011 (oggi all’1,1%), elevando al 20% il credito di imposta per la ricerca fatta all’interno dell’azienda.

    Solo una osservazione: ma ce la vedete una scuola dello ZEN di Palermo fare la competizione con una scuola dei quartieri bene della città, oppure di Secondigliano o dei Quartieri a competere con Posillipo o Chiaia (a Napoli….
    Vada la competizione tra le Università, ma tra le scuole!!!! Questi sono pazzi

  20. Paolo ha detto:

    Avete visto le liste del PD?
    Ecco, subito a prima vista, alcuni nomi che ci sono ben noti (la maggior parte dei proponenti del famoso emendamento alla finanziaria che ci esclude dalle stabilizzazioni, a meno di omonimie):
    Tocci (Camera-Lazio), Ghizzoni (Camera-Emilia Romagna), Froner (Camera-Trentino Alto adige), De Biasi (Camera-Lombardia I), Colasio (Camera-Veneto I), Villari (Senato-Campania), Chiaromonte (Senato-Campania).

  21. Paolo ha detto:

    Comunque il discorso del leone e dello Yorkshire di Colombo non l’ho proprio capito. Vengono quindi considerati un innocuo Yorkshire quelli che hanno ridotto l’investimento sulla ricerca ai minimi storici, bloccato i concorsi per ricercatore e per giunta ci hanno escluso in modo mirato dal provvedimento sulle stabilizzazioni nella pubblica amministrazione, lasciandoci cosi’ senza concorsi e senza stabilizzazioni? Beh, allora preferisco il leone!!
    Poi penso si possa stare tranquilli riguardo al futuro dell’universita’: in tutti i paesi del mondo c’e’ (e in genere messa meglio che in Italia) e non sara’ certo Berlusconi a distruggerla, semmai hanno gia’ cominciato a pensarci altri….
    Io non sono uno che normalmente vota a destra, semmai uno che ha sempre votato per la Sinistra (con la “S” maiuscola). Ma penso che, dopo un’esperienza di governo, un partito/schieramento politico vada valutato per quello che ha fatto: guai se non fosse cosi’! Altrimenti cosa dovremmo considerare al momento del voto? I bei discorsi e le belle idee, per poi farcelo mettere in tasca di nuovo dopo le elezioni da quelli che gia’ ci hanno fregato una volta? Fra l’altro nel caso del PD mi chiedo anche dove siano le belle idee, forse quelle di Ichino (degno erede di Biagi e candidato dal PD alla Camera-Lombardia I) sull’articolo 18 e tutto il resto?
    Di persone che al momento del voto staccano la presa dal cervello e la attaccano acriticamente al “Partito” ne conosco anche troppe e francamente non le capisco. Personalmente, penso che per l’Universita’ l’ultimo governo non poteva fare di peggio, e al momento del voto ne trarro’ le dovute conseguenze.

  22. Lamberto ha detto:

    Chiaro che le ricandidature di Tocci e Ghizzoni sono incompatibili con il mio voto.
    Addio.

  23. clemente ha detto:

    A me questa discussione fa ridere: ma non l’avete ancora capito che Colombo si sta arrampicando sugli specchi per convincere quanti più di noi a non stare a casa il 13 aprile ? Non l’avete ancora capito che è organico al PD, alla sinistra con la s minuscola (o maiuscola, tanto è uguale), responsabile del disastro spaventoso di questi giorni, ineguagliato da qualsiasi governo precedente (faccio eccezione per quello che promosse gli ope legis…). Le sue considerazioni sulla volontà del centrodestra di cancellare l’università sono puramente ideologiche (e ve lo dice uno che votAVA centrosinistra).
    Il punto è questo, caro Colombo, e temo che tu non ci possa fare più nulla: moltissimi precari universitari (compreso chi scrive e un numero molto, ma mooolto alto di suoi colleghi) che hanno creduto nel centro-sinistra sono DISGUSTATI, INCAZZATI e STUFI delle promesse e dei disastri di Mussi-Modica-Tocci-Ghizzoni, ecc., e il 13 aprile SE NE STARANNO A CASA.

    In noi, almeno, c’è la speranza che fare peggio di questo governo sia veramente difficile, e la certezza che votare per chi ci ha preso a randellate sarebbe veramente da BABBEI.

    Il resto (cioè i tuoi post) sono una patetica e inutile campagna elettorale.

  24. Carlo ha detto:

    Come ho già detto apprezzo molto gli interventi di Colombo per la passione che esprimono e la compostezza della forma, anche se raramente mi trovo d’accordo con lui.
    E’ per questo che invito tutti a misurare i toni – come da più parti è stato detto: siamo tutti sulla stessa barca – e a concentrare i nostri sforzi in una direzione costruttiva.
    Per questo, per favore, evitiamo di fare propaganda (non ho detto che Colombo la fa) e continuiamo a costruire questa nostra bella identità comune.

    PS: Partecipare a questa esperienza (la mailing list e il Blog, dico) è la cosa eticamente più “alta” che mi sia capitata in questi anni; capace di trasmettere quella fiducia in me stesso e quell’orgoglio per il mio lavoro che in questo momento storico sembrano proprio messi a dura prova. Grazie.

  25. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Carlo,

    queata volta è il mio turno nell’esprimerti tutto l’apprezzamento per l’alto tenore dei tuoi interventi, e per la particolarità delle tue non-banali riflessioni e notizie, che suscitano sempre interesse.

    Come quella sulla “rivoluzione in tre punti”, che di certo rappresenterebbe una scossa. Non so quanto controllabile negli effetti (ed è su uesto che bisognerebbe discutere), ma di certo una scossa.

    Ti ringrazio, in particolare, Carlo, per il tuo ultimo intervento ricco di tensione morale, che prendo anche come un invito (che TUTTI dovrebbero accogliere), a mantenere la dialettica tra noi non solo entro toni misurati e intelligenti, ma entro contenuti funzionali allo scopo, cioè discutere sul futuro di noi ricercatori precari, e più in generale dell’Università italiana. Entro contenuti e forme degni di ricercatori.

    Sono stanco di esprimere concetti ed essere per questo attaccato a colpi di bandiera e riferimenti politici (da una stessa persona che cambia nick, sembrerebbe, perchè i concetti e lo stile di quest’ultimo sono sempre uguali).

    Io non sono organico al PD nè a nessun altro partito. Lo dico per l’ultima volta. Non voglio spingere nessuno di voi a fare una cosa in particolare il giorno delle elezioni. La sinistra ha fatto danni seri, di fatto, all’università ed ai giovani che ci lavorano.
    Affermo solo (questo era il senso del discorso del Leone e dello Yorkshire) che, in una situazione come questa, andrebbe preferita una soluzione che ci danneggia ad una che dichiara di voler sopprimere (TRASFORMARE IN FONDAZIONI ????) il sistema in cui viviamo. E’ una questione di sopravvivenza.

    Dicendo che tra “SCHIFO ++” e SCHIFO ++++” preferisco la prima situazione, non mi sembra di far tante lodi al PD. Cerco solo una via d’uscita. Anzi nemmeno. Cerco la nostra sopravvivenza nel mentre che si cerca una via d’uscita….

  26. la capra ha detto:

    E pure io mi associo a Colombo e Carlo. Perché se vogliamo rimanere ai fatti io non sono tanto sicuro che il precedente ggoverno di centro destra abbia fatto meglio di questo.

    In primo luogo non ha mai preso nessuna iniziativa per contenere il degrado prodotto dal 3+2 con il moltiplicarsi dei corsi di laurea, cosa che Mussi ha fatto. Per noi precari cambia poco ma per gli studenti è una cosa importante.
    E poi lo scandalo degli accordi coi ministeri lo abbiamo dimenticato? cosa che Mussi ha bloccato.
    Ancora, il cosidetto MIT di Genova? La bufala da svariati milioni di euro, nei fatti un regalo a Tremonti. E l’Università dei Legionari di Cristo a Roma?, quella di Reggio Calabria e la Koré di Enna (ora accolta a braccia aperte dalla CRUI). E le università telematiche. Pistella e il CNR?

    Ancora, i regali all’eccelleza di sinistra di Schiavone ed Eco?, i regali alla TREELLE?
    I disastri nella scuola? (per non parlare della vergogna milanese di scuole pubbliche e statali che non accolgono i figli di immigrati perché irregolari, il livello civile del paese è ai limiti del baratro…). Gli FFOO tagliati e ritagliati (certo non lo hanno fatto solo loro… La vergognosa bufala del rientro dei cervelli, ve li ricordate i poveracci fatti ritornare a cui poi è stata sbattuta la porta in faccia?

    Infine la 230, la famigerata Moratti. Lo abbiamo dimenticato che di qui a qualche anno sarà definitivamente cancellata la figura del ricercatore a tempo intederminato per essere sostituita da due figure precarie modello TD che si aggiungono a tutte le altre?

    Certo, alla Moratti possiamo concedere anche qualche buon punto: in primo luogo il CIVR, non voluto da lei ma gestito ottimamente. E poi il tentativo di mettere mano al riordino dello stato giuridico della docenza universitaria. Ma sia chiaro, lei aveva un governo molto più forte di quello di Mussi e un pieno appoggio da parte della sua coalizione – che Mussi non ha mai avuto (e che si è guardato bene dal cercare ovviamente) – avrebbe potuto fare molto molto di più. E pure si è fermata.

    Nonostante tutto a mio parere Mussi vince di qualche punto, magari perde sui punti che ci riguardano di più. Ma prima che un precario io sono un lavoratore. E il dito della Santanché non lo dimentico (si è vero, lei ora non c’è più ma ci sono rimasti Bondi, Borghezio, Gasparri…

    Mi spiace colleghi. Tanto favore al centrodestra esprime la stessa demagogia che volete attribuire a Colombo. E sebbene i programmi non valgano nulla, mi preoccupa che il PDL neppure si preoccupi di inventarsi qualcosa di decente – almeno decente – per pubblicizzarsi con gli elettori. Questo la dice lunga… e poi, in tempi di oscurantismo bigotto come questi – non vorrei trovarmi con una CRUI stile CEI.

    Non ci siamo proprio.

  27. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Carlo (con la maiuscola), scusa se ho usurpato il tuo nick 🙂

    Colombo da Priverno, non credo che qualcuno nutrisse aspettative in Berlusconi. Magari qualche imprenditore; di certo non noi ricercatori.

    Il panorama politico è desolante. E c’è un problema fondamentale. L’idea che votare per partiti minori invece che per il PD significhi favorire Berlusconi. Finché ragioniamo così, non c’è salvezza.

    Io personalmente credo che voterò per la Sinistra Arcobaleno, che è l’unica a parlare vagamente di lotta alla precarietà. Magari non vincerà, ma almeno avrò votato per un partito che mi piace, piuttosto che per far vincere il meno peggio.

  28. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro carlo (con la minuscola),

    anche la mia idea personale è quella di votare La Sinistra L’Arcobaleno, l’unico schieramento che si dichiara expressis verbis sensibile ai temi della precarietà e dei diritti dei lavoratori (quali noi siamo). E non penso che l’insuccesso personale di Mussi come ministro dell’Università debba essere un ostacolo a questa scelta: io guardo di più al suo programma, e penso che se (prima) avesse disposto d’una maggiopranza pari a quella della Moratti, e (poi), dopo l’uscita dai DS, non fosse stato barbaramente emarginato (e noi con lui!) da un PD senza scrupoli di coscienza (nei nostri confronti), forse quel programma sarebbe stato realizzato e i migliori di noi starebbero già entrando in ruolo.

    Non dimenticate: quello che è finito invischiato alla Corte dei Conti nacque come regolamento non perchè al ministero non conoscono la gerarchia delle fonti del diritto, ma perchè Mussi non poteva contare, per approvarlo come legge, su una maggioranza in senato (non devo ricordarvi io le evidenti ispirazioni baronali del gruppo Tocci-Ghizzoni). E quello di varare il regolamento attuativo (ma in realtà modificativo) della legge Berlinguer era l’unico grimaldello di cui Mussi disponeva liberamente per provare a scardinare il sistema.

    Ora molti gli sputano addosso, ma solo perchè ha perso, non perchè non si condivida quel che voleva fare. Il perchè gli si sputi addosso ce lo spiega Napoleone Bonaparte, che ebbe somma esperienza di vittorie e sconfitte: “La vittoria ha mille padri, solo la sconfitta è orfana”.

    Io, ritenendo di volermi spogliare – da ricercatore quale sono – di valutazioni e scopi emotivi, valuto ciò che Mussi voleva fare; ed è anche per questo che il suo insuccesso contro la mafia baronale non mi impedisce di votare lo schieramento di cui lui fa parte, sperando che, questa volta, sia più rappresentato nelle aule legislative.

    “Voto utile”: trovo anch’io che il tema disgraziato del “voto utile” finisca per essere un meccanismo costrittivo dal quale uscire, un meccanismo non solo profondamente antidemocratico, ma dannoso, perchè crea gusci vuoti come PDL e PD, che si reggono solo sul giustificarsi reciprocamente come “l’unica possibilità per evitare l’altro”.

    Voto utile a chi, poi? Ho la netta impressione che NE’ UN VOTO A PDL NE’ UN VOTO AL PD sarebbe utile a NOI, utile alla ricerca.

    Caro La Capra (molto ironico il nick, complimenti),

    forse è superfluo dirti che condivido in pieno la tua linea rigorosa di esposizione dei fatti. Forse, così, creando occasioni di riflessione attraverso i fatti, evitiamo che ci si dica che facciamo propaganda elettorale. Vedi, io non sono mai stato preoccupato dal dire per chi secondo me bisognerebbe votare (tanto che, senza capire nulla, mi hanno dato, tirando a indovinare, dell’ “organico al PD”, schieramento che, in realtà, detesto quasi quanto il PDL).

    Sono i detrattori (che poi è una persona sola che cambia nick per sembrare molti) a tirare fuori ogni volta la preoccupazione che la “LORO” (sua) opera di trascinamento a destra dei ricercatori precari venga vanificata dai nostri spunti di riflessione.

    carlo, la capra, grazie dei vostri interventi, e grazie a tutti quelli che dissentono da me nel dialogo e nella serietà espositiva. Tante volte mi sono sentito solo nell’isteria generale. Ma non ho mai smesso di sottoporre alla riflessione dei colleghi la mia voce. Segno della mia stima nei loro confronti e nella forma mentis della ricerca, cui apparteniamo, e null’altro.

  29. France ha detto:

    Esatto, cari dottori, siamo o no la categoria più istruita del paese? Siamo o no gente che pesa e valuta, invece di credere a priori? Allora diamo un taglio ai cori da stadio, dato che in tanti concordiamo che dei problemi della ricerca non glie ne frega nulla a nessuno dei candidati. Colombo vota Bertinotti, io voto Veltroni, qualcun’altro Berlusconi, altri Casini, cavoli nostri… Ma lo sappiamo benissimo che, vinca l’uno o l’altro,
    1) Loro faranno di tutto per lasciare le cose come stanno, e compiacere CRUI, CUN, baroni e mafie varie
    2)Noi gli romperemo le palle, chiunque abbiamo votato e chiunque abbia vinto.
    La RNRP e le varie associazioni dei precari devono far capire bene che non tifiamo per nessuno, collettivamente, e che non abbassiamo la guardia di fronte a nessuno!

  30. marco precario ha detto:

    colombo, continui a essere insostenibilmente lungo… sintesi per favore!

    è preoccupante che qualcuno dica che leggere questo blog gli sollevi l’animo.. con questi post prolissi e inutilmente verbosi come si fa?

  31. Colombo da Priverno ha detto:

    Perfettamente d’accordo France…anche tu fai parte dell’elenco, sempre più nutrito, di quelli che ragionano!

    Marco precario, ma sei un matematico per caso, che vuoi al massimo equazioni di due righe? E poi, parliamo delle cose! Il giorno in cui il problema dei ricercatori precari sarà la mia lungaggine sarò felice (e magari, finalmente, più corto). Per ora i guai sono tanti.

    Il giorno che avremo affermato i nostri diritti manderò un telegrafico “Veni vidi vici”. Ma ora come faccio? Non soamo nemmeno all’ “Alea iacta esto”!
    Ave atque vale

  32. marco precario ha detto:

    già questa lunghezza va meglio, caro Colombo. I tuoi argomenti sono interessanti, peccato per lo stile prolisso..

  33. Ricercatore aggregato ha detto:

    Riprendo un mio commento dal post “Resoconto incontro Valditara” e rilancio qui, nel tentativo di ricondurre la discussione dal metodo al merito (dei problemi).

    “Mi sembra invece molto importante la richiesta di una semplificazione delle figure del precariato [ric. TD]; magari, accompagnata dal riconoscimento (legale) di un “titolo”, quale potrebbe essere p.es. quello di Ricercatore aggregato (sulla falsariga di Professore aggregato: titolo istituito per legge dal 1965).
    Il titolo non dovrebbe avere solo un valore nominale, ma potrebbe comportare un risvolto pratico: per esempio, attualmente – Nicola, correggimi se sbaglio -, nei concorsi a professore il d.lgs 164\2006 stabilisce quote di riserva (15%) in favore di categorie tra cui rientra anche il Professore aggregato”.

  34. Colombo da Priverno ha detto:

    Ricercatore aggregato, non accontentiamoci dei titoletti nè delle caramelle.

    (marco precario, sto imparando?)

  35. Ricercatore aggregato ha detto:

    D’accordo, effettivamente calato così l’intervento può essere fuorviante.
    Si discuteva di varie cose concrete: p.es. 1. più concorsi; 2. distinzione dei fondi (per concorsi e per avanzamento di carriera); 3. semplificazione delle figure del precariato, ecc.
    A tal proposito, ho detto quello che ho detto. Tra l’altro, l’idea di avere una quota di riserva (15%) fissata per legge non mi sembra esattamente una caramella.
    Quanto al titoletto, al di là di una inutile gratificazione sociale (sono d’accordo con te), servirebbe a far un po’ di chiarezza (p.es. nelle organizzazioni d’ateneo). Nel mio dip. non si distingue tra dottorandi e assegnisti nella rappresentanza per la composizione del consiglio. Con il risultato che, paradossalmente, io che ho due figli di 2 e 3 anni non ho la convenzione con l’asilo; mentre (giustamente) un dottorando sì.
    Che cosa ne dici adesso?
    (Le forme di sfruttamento del lavoro precario sono imprevedibili e si nascondono nelle pieghe delle leggi e dei regolamenti; anche e soprattutto dove non le cercheresti).

  36. Colombo da Priverno ha detto:

    Naturalmente, Ricercatore Aggregato, si tratta d’una proposta complessivamente più articolata. Concordo col fatto che la propensione ad ottenere concorsi per il passaggio in ruolo non debba far trascurare il trattamento e le garanzie durante la fase precaria.

    Penso, a tal proposito, che un intervento legislativo dovrebbe ricondurre ad una le figure del precariato, prevederle in funzione del passaggio in ruolo, e dettare una disciplina ghiara ed uniforme per legge, al fine di sottrarla agli arbitri degli atenei.

    Anche a livello di prestigio, vi sono atenei in cui l’assegnista regge a titolo di supplenza insegnamenti fondamentali, altri dove alla sola idea che un assegnista abbia in affidamento un corso attributivo di crediti liberi bidelle, nani, amministrativi ed oranghi si scompisciano dal ridere, trattandoti come una merda che vuole sedersi sulla luna.

    Per cui anche le prospettive che proponi sono utili e serie. Mentre si persegue l’obbiettivo di entrare in ruolo bisogna pur sempre mangiare e mandare i bambini all’asilo.

    Volevo solo evitare (per come mi sembrava formulata la cosa nel tuo primo intervento) che qualcuno potesse pensare di irretirci con l’orgoglio gratis, come si fa nelle imprese private.

  37. Ricercatore aggregato ha detto:

    Molto bene, ci siamo spiegati.

  38. Nicola ha detto:

    art. 14 d.lgs164/2006:
    Nelle prime quattro tornate dei giudizi di idoneità per la fascia dei professori associati:

    a) il quindici per cento della quota di incremento di cui al comma 1 e’ riservata ai professori incaricati stabilizzati, agli assistenti del ruolo ad esaurimento, nonche’ ai ricercatori confermati che alla data fissata dal bando abbiano svolto almeno tre anni di insegnamento nei corsi di studio universitari ai sensi dell’articolo 12 della legge 19 novembre 1990, n. 341;

    b) una ulteriore quota dell’uno per cento e’ riservata ai tecnici laureati già ammessi con riserva alla terza tornata dei giudizi di idoneità per l’accesso al ruolo dei professori associati, bandita ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e non valutati dalle commissioni esaminatrici.

  39. Ricercatore aggregato ha detto:

    Grazie a Nicola,
    per la puntualizzazione giuridica.
    Hai letto le osservazioni di Colombo; ora, tu – in quanto ric.precario – che cosa dici?
    La campagna per il riconoscimento di un tiolo (quale p.es. quello di Ricercatore aggregato) si può fare? Detto altrimenti, avrebbe senso farla? Può essere un obiettivo minimo condivisibile da tutti i precari? O è tempo perso?

  40. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Ric. aggr. (sto già cercando le abbreviazioni per il nuovo titolo…),

    vorrei puntualizzare una cosa: ottenere il riconoscimento sociale non guasta. Io stesso, come molti di voi, immagino, non so mai bene come spiegare alla gente esattamente che lavoro faccio. Perchè non posso dire che sono un ricercatore universitario. Forse possono dirlo i pochi “Ricercatori t.d.”, che in molte università manco son stati inaugurati. E’ un pò umiliante.

    Il riconoscimento della dignità sociale passa anche per un nome serio (che poi corrisponde ad un concetto).

    Perciò non è tempo perso, nè è una battaglia inutile. Anche se – indipendentemente dai criteri di riserva puntualmente enunciati da Nicola – fosse un battaglia simbolica solo per un nome, per un titolo. Per un’idea. Per sancire l’appartenenza anche nostra all’istituzione, e non il fatto (come parrebbe ora) che l’istituzione ci passa, quasi sotto banco, un ausilio economico.

    E’ che temo che puntare su questo, o dargli eccessivo risalto, anche solo simbolico, come nostro obbiettivo, consenta ai nostri avversari (cioè tutti…) di far bella figura con poco, creando titoloni senza mettere un euro. Vogliamo leggi con copertura finanziaria, che ci diano anche economicamente, ed a livello di tutele, la dignità di ricercatori. Che CREINO MOLTI POSTI DA RICERCATORE, cioè diano a tutti i precari la possibilità seria di dimostrare la propria preparazione ai fini del passaggio in ruolo, dando un significato vero di “passaggio preliminare” alla fase di precariato.
    Io penso che, se questo si facesse, il problema del riconoscimento sociale verrebbe risolto di conseguenza, quasi automaticamente.

    E ciò non solo una volta divenuti ricercatori, ma anche, proprio, per il BREVE tempo del precariato: il passaggio, ad es., da “Ricercatore aggregato” (precario) a “Ricercatore” (di ruolo) mi sta bene. Ma, per essere serio, deve contenere in sè anche una disciplina uniforme e seria della fase di precariato. Che ne disciplini i diritti e, soprattutto, CRITERI DI TRANSITO IN RUOLO.

    Essere “Ric. Aggr.” sarà qualcosa solo se sarà la prima fase della carriera accademica (ormai il dottorato non lo è più). Se invece sarà solo dare il nome ad un’eventualità, il prestigio non ci sarà comunque, e quel titolo verrà pronunciato anche dai bidelli con un curioso sorrisetto di compatimento…, come se fosse solo una prebenda temporanea data a chi non ha ancora un futuro.

  41. Ricercatore aggregato ha detto:

    Ovviamente, condivido tutto quello che hai scritto.
    Dobbiamo lottare per avere più concorsi: questa è la priorità assoluta (secondo me più urgente di un nuovo regolamento).
    Nel contempo, si deve affermare una sola figura pre-ruolo – chiamiamola per il momento ricercatore aggregato (ma non “assegnista”, “collaboratore alla ricerca” o amenità del genere) – con chiari diritti e ferme opportunità di transito in ruolo.

  42. Paolo ha detto:

    Concordo con gli ultimi interventi di Colombo e Ricercatore aggregato.
    Tra l’altro, per quanto riguarda Colombo da Priverno, con le cui posizioni catastroficamente anti-berlusconiane ho sopra dissentito, sentendo le ultime uscite di Berlusconi adesso mi verrebbe quasi da dargli ragione…. (e’ che quando vedo i nomi Tocci e Ghizzoni non mi so frenare, mi comprenderete).

  43. Mario ha detto:

    A giudicare dai programmi proposti direi che il più auspicabile sia quello di Sinistra critica.
    Il fatto che non sia preso in esame in modo specifico il problema della ricerca e del precariato nella ricerca, non significa che non ne tengano conto.
    Dico semplicemente che dobbiamo smettere di valutare i programmi politici sulla base dei nostri intressi personali.
    Un programma che metta in primo piano la necessità della pace, della salute pubblica, e dell’onestà politica e individuale, credo sia pienamente condivisibile.

  44. Luciano ha detto:

    Perchè non creare un sito dove annotare e commentare i vari punti messi in pratica, di tutti i programmi elettorali passati e futuri?

  45. […] blog dei ricercatori precari è disponibile anche una raccolta dei programmi elettorali dei diversi partiti e schieramente, per quanto riguarda […]

  46. hcg diets ha detto:

    I rarely comment, however I browsed some comments on this page Programmi elettorali a confronto | Rete Nazionale Ricercatori
    Precari. I actually do have a couple of questions for you if you do not mind.
    Could it be simply me or do some of the comments come across like they are written by brain dead folks?
    😛 And, if you are writing at additional sites, I would like to follow everything fresh you have to post.
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