Incontri Ravvicinati: Resoconto Sinistra Arcobaleno e prossimi appuntamenti

Ecco il resoconto dell’incontro della scorsa settimana con Fabio De Nardis coordinatore del dipartimento Università e Ricerca del PRC. Il resoconto è stato rielaborato da lui stesso e contiene una posizione derivata dal confronto avuto con i “chimici precari” di Roma.

Ci sarà un prossimo incontro anche con il responsabile Università dell’UDC.

ATTENZIONE L’INCONTRO DI GIOVEDI’ 13 CON IL PD E’ STATO RINVIATO (DATA DA DEFINIRE)

Riepiloghiamo:


18 Marzo, ore 15, aula Parravano (primo piano del vecchio edificio
di chimica, piazza della Minerva) incontro con il Prof. Beniamino Brocca (UDC, responsabile scuola e università).

E infine il resoconto dell’incontro con De Nardis buona lettura

1) Precariato e università: risposte ad un problema numericamente grave.

Le università sono l’unico corpo dello stato in cui non sono avvenute le stabilizzazioni del personale precario. Quali politiche per l’immissione in ruolo di un numero congruo di ricercatori a tempo indeterminato, coerente quantomeno con il libro verde sulla ricerca del luglio 2007 redatto da Tommaso Padoa Schioppa?

Secondo i dati in possesso di Fabio de Nardis nelle università italiane, esclusi quindi gli Enti Pubblici di Ricerca, lavorano oltre 80.000 ricercatori precari (è sempre difficile quantificarli con certezza), senza i quali il sistema italiano della ricerca si fermerebbe completamente. Finora questo problema non è stato affrontato da nessuna componente del mondo politico, come dimostra il fatto che negli ultimi sette anni, nei quali si sono succeduti un governo di centrodestra e uno di centrosinistra, non è stata avviata alcuna iniziativa per contrastare l’esplosione dello sfruttamento del lavoro precario nel settore della ricerca pubblica. Questo disinteresse è parte di una più generale mancanza di attenzione per il settore della ricerca che, nonostante le dichiarazioni di facciata, che ci sia Tremonti o Padoa Schioppa, è concepito solo come una voce di spesa su cui risparmiare. Si rileva inoltre la tendenza a distruggere l’università pubblica per favorire l’ingresso di capitali privati, tanto che in questa campagna elettorale è stata addirittura avanzata la proposta di trasformare le università in fondazioni. Fabio de Nardis non è in principio contrario al finanziamento privato da parte delle imprese, anzi si auspica che le imprese italiane si decidano a investire di più in ricerca e innovazione, ma deve essere difeso il principio che i finanziamneti siano in primo luogo pubblici così come l’etica che ne regola l’utilizzo. In caso contrario la ricerca verrebbe governata dal mercato e sarebbe compromessa la libertà della scienza. Tornando al problema della concezione della ricerca come semplice capitolo di spesa, si rileva come proprio su questo punto nell’ultimo governo si sia creato un asse Prodi-Padoa Schioppa che, con atteggiamento ragionieristico, ha visto l’università come un settore sul quale realizzare risparmi di bilancio. Questo atteggiamento pone l’Italia in una posizione diversa da quella degli altri paesi occidentali, USA in testa, dove la spesa per la ricerca scientifica non viene vista come un deficit di bilancio da cancellare, ma come un investimento con enormi ricadute positive sul sistema produttivo e più in generale sul livello di benessere collettivo. In quest’ottica non possono essere invocati neppure i parametri UE, dal momento che gli investimenti in ricerca sono inferiori alla media comunitaria (1,07% del PIL contro l’1,98%, laddove altre due grandi nazioni europee la Francia e la Germania investono rispettivamente il 2,6% e il 2,3% del PIL). L’Italia deve porsi l’obiettivo di rientrare nella media UE raggiungendo un livello del 2%, come era stato tra l’altro indicato dal patto per l’Università siglato da Mussi e Padoa Schioppa nello luglio 2007, ma poi dimenticato all’atto della stesura dell’ultima legge finanziaria. Addirittura la vertenza dei camionisti è stata risolta sottraendo circa 90 miliardi di euro alla ricerca, senza neppure prendere in considerazioni l’ipotesi di sottrarli ad altri capitoli di spesa, come per esempio gli armamenti.

Chiaramente la questione dell’assunzione di un congruo numero di ricercatori posta nella domanda è strettamente legata alla questione dei finanziamenti. Nel corso della preparazione della verifica di governo, che si sarebbe tenuta a metà gennaio, Rifondazione Comunista aveva ottenuto di destinare 500 milioni del tesoretto all’assunzione di 10.000 ricercatori negli ultimi 3 anni di legislatura, ma la caduta del governo provocata dai centristi dell’Unione ha bloccato tutto. Ora la Sinistra Arcobaleno riavanza questa proposta proponendo un reclutamento straordinario di 3000 posti di ricercatore all’anno per i prossimi 5 anni di legislatura (totale: 15.000 in cinque anni).

Riguardo al tema delle stabilizzazioni, nel corso della discussione sull’ultima finanziaria ci sono state forti resistenze soprattutto da parte del PD, ma non solo, perché molti paventavano il rischio di una sorta di ope legis che avrebbe poi bloccato i concorsi per anni. La posizione di Rifondazione Comunista è diversa: il metodo principe di reclutamento devono essere i concorsi, ma è comunque possibile ragionare di avviare processi di stabilizzazione, fissando delle regole rigide; tenendo cioè conto del fatto che ci sono ricercatori precari indiscutibilmente validi che sono esclusi dall’ingresso in ruolo a causa della marginalità dei loro gruppi di ricerca all’interno di un sistema nominalmente concorsuale, ma di fatto cooptativo. Questo intervento può essere realizzato stabilendo a livello nazionale, settore per settore, livelli curriculari (numero di pubblicazioni, anni di lavoro nella ricerca, corsi tenuti, fattori d’impatto, citazioni ricevute) che consenta di stabilizzare tutti i ricercatori precari indiscutibilmente validi e ingiustamente tenuti fuori dall’ingresso in ruolo. Non ha senso che una stessa persona sia ritenuta in grado di gestire progetti di ricerca e far laureare decine di persone l’anno e al tempo stesso immeritevole dell’ingresso in ruolo.

C’è infine un problema di tipo culturale. Nella società italiana chi fa ricerca tende a non essere percepito come un lavoratore e, cosa ancora più grave, esso stesso fatica ad autopercepirsi come tale. Questo è alla base di una cronica mancanza di mobilitazione che impedisce di aprire una dimensione conflittuale sul merito delle questioni che affrontiamo. Naturalmente a questo deficit di mobilitazione contribuisce anche lo stato di ricattabilità nel quale si trovano quasi tutti i ricercatori precari. Per questi motivi è prioritario agire sul piano culturale, creare consapevolezza e creare un movimento di protesta di massa.

2) Piramide, cilindro o botte? L’onda dei sessantenni e la questione generazionale nell’università italiana.

Poichè dal 2005 ad oggi il numero di reclutamenti a T.I. è stato sistematicamente ridimensionato, si va verso una riduzione in valore assoluto del personale universitario. Le risorse disponibili inoltre vengono spese in modo “distorto”. Le norme concorsuali (Berlinguer) favoriscono concorsi a cattedra localistici rispetto sia ai reclutamenti che alle mobilità tra atenei. Come si intende rispondere al depauperamento delle risorse umane e delle competenze che questo ridimensionamento comporta? Un passo avanti sarebbe la separazione nel budget degli Atenei delle risorse da impegnare per gli avanzamenti da quelle per il reclutamento: unità di conto distinte per i due tipi di concorsi.

Il sacrificio delle generazioni più giovani per finanziare gli avanzamenti di carriera dei ricercatori anziani è una questione morale e un problema culturale. Purtroppo il governo non può intervenire sul modo in cui gli atenei e gli enti di ricerca spendono le proprie risorse. Per questo un ruolo importante dovrebbe essere affidato alla mobilitazione di chi subisce questi meccanismi. Rifondazione Comunista ritiene che la proposta di riforma dello stato giuridico della docenza, con l’introduzione di una fascia unica articolata in tre ruoli, aiuterebbe a risolvere il problema, in quanto reclutamento ed avanzamenti sarebbero realmente separati, mentre attualmente lo sono di fatto, ma non di diritto, nel senso che tecnicamente tutti i tre tipi di concorso (per ricercatore, associato ed ordinario) impongono l’apertura di nuovi capitoli di spesa. La riforma darebbe ai primi due ruoli della docenza la possibilità di chiedere il passaggio al ruolo successivo dopo la conferma in ruolo o dopo 6-8 anni di anzianità. Tale passaggio avverrebbe previa valutazione e mediante concorsi riservati, con alcuni posti lasciati a disposizione per gli esterni.

Allo stato attuale la strada praticabile per vincolare i fondi all’assunzione dei ricercatori sono i reclutamenti straordinari, come quello in atto e come quello da 3000 posti l’anno che la Sinistra Arcobaleno propone per la prossima legislatura.

3) Il pasticciaccio brutto di piazzale Kennedy.

Il Milleproroghe ha definitivamente bloccato le nuove procedure di reclutamento ordinario a partire dalla sua entrata in vigore fino al nuovo regolamento “Mussi”. Come superare l’attuale situazione emergenziale? Si intende proseguire nell’emanazione ed attuazione del regolamento “Mussi”, ripristinare le attuali regole concorsuali, introdurre un altro regolamento o semplicemente attendere la scomparsa dei ricercatori a T.I. nel 2013?

La Sinistra Arcobaleno è contraria all’abolizione della figura del ricercatore a tempo indeterminato prevista della legge Moratti e ritiene che nella prossima legislatura sia necessario un intervento per ripristinarla, sempre nell’ambito della riforma dello stato giouridico dei docenti.

La Sinistra Arcobaleno è favorevole ai concorsi nazionali, ma per il reclutamento dei ricercatori c’è l’ostacolo delle autonomie universitarie. La necessità di superare questo ostacolo ha reso la proposta di nuovo regolamento un po’ barocca ma comunque utile a favorire gli studiosi di qualità. C’è stata inoltre una forte opposizione dei “baroni” che non vogliono rinunciare alla discrezionalità concorsuale che sovente si realizza nelle sedi locali. In ogni caso tutte queste difficoltà non giustificano in alcun modo la risposta un po’ infantile del tipo “voi non ci date il regolamento, noi non vi facciamo fare i concorsi”. Il milleproroghe avrebbe dovuto mantenere l’applicazione del regolamento “Berlinguer” fino alla (eventuale) piena applicabilità del nuovo regolamento. Fabio de Nardis si auspica quindi che entro l’11 aprile si proceda con un decreto che sblocchi nuovamente i concorsi per ricercatore.

4) Precariato e università: salario e contratti. Esclusi dalla legge Biagi, esclusi dalla Finanziaria 2008. La richiesta di fare ordine e riconoscere diritti: solo ricercatori a T.D.?

Le retribuzioni del personale precario della ricerca sono molto modeste, significativamente inferiori alle medie del G7 e praticamente immobili dal 2002. Inoltre le università possono assumere personale a termine per attività di ricerca ricorrendo tipologie contrattuali molto diverse. Da diverse parti giunge la richiesta di ricondurre tutto all’unica forma del ricercatore a tempo determinato, più rispettosa dei diritti fondamentali (maternità, ferie, malattia, adeguata contribuzione previdenziale) emanando contestualmente un regolamento unico nazionale.

Fabio de Nardis crede sia prima di tutto necessario distinguere tra formazione e lavoro. La Sinistra Arcobaleno crede che il percorso fino al conseguimento del dottorato di ricerca debba essere considerato formativo, sulla falsariga dei “graduate students” stranieri. Questo significa che i dottorandi di ricerca non debbono poter essere investiti di mansioni lavorative o di assistenza nell’amministrazione dei corsi tenuti solo formalmente dal docente di riferimento, come purtroppo spesso accade, mentre invece il percorso successivo al dottorato deve essere considerato lavorativo a tutti gli effetti con l’acquisizione dei diritti sociali conseguienti. Per questo motivo è necessario eliminare la miriade di forme attuali di precariato in favore di un’unica tipologia contrattuale a cui sarebbe possibile accedere col titolo di Dottore di Ricerca. Un contratto a tempo determinato (defiscalizzato, anche per ridurne il costo) di ingresso alla carriera di ricerca triennale e rinnovabile una sola volta per procedere poi all’ingresso formale in terza fascia (tempo indeterminato) previa valutazione. Una tenure track che consenta quindi un primo ingresso con la tutela di contratto a tempo determinato e la relativa sindacalizzazione. La Sinistra Arcobaleno crede comunque si possa ragionare sul mantenimento dell’opzione degli assegni di ricerca dai sei mesi a quattro anni, a patto che diventino più agevoli e convenienti rispetto alla situazione attuale.

5) Modello di Università: il finanziamento alla ricerca.

Il finanziamento alla ricerca è inferiore alle medie europee ed avviene attraverso il fondo unico per la ricerca che emana di anno in anno i bandi prin, firb e fisr. I fondi sono scritti ogni anno nella finanziaria e questo ha prodotto grandi oscillazioni nei trasferimenti pubblici per la ricerca di anno in anno. Le procedure di selezione soffrono di questa oscillazione respingendo negli anni difficili anche progetti validi che negli anni migliori sarebbero finanziati. Si intende continuare con le procedure attuali o procedere verso la creazione di un’agenzia con costante dotazione finanziaria? Vi sono stati alcuni timidi segnali verso l’ampliamento della platea dei proponenti includendovi anche i titolari di contratti a termine (precari), si intende universalizzare questa prassi? I precari potenzialmente titolari di progetto di ricerca e budget non sarebbero più “personale passivamente intento a sperare nel rinnovo del proprio contratto” ma si potrebbero trasformare in motori di innovazione.

Fabio de Nardis esprime la diffidenza verso la costituzione di nuove strutture, soprattutto se si chiamano “agenzie”. Una eventuale agenzia nazionale deputata all’amministrazione dei fondi per la ricerca diventerebbe un nuovo pericoloso centro di potere. Investire in ricerca scientifica deve diventare invece una questione di cultura politica e governativa. E’ importante che nel mondo politico si crei l’idea che gli stanziamenti per la ricerca sono investimenti e non capitoli di spesa a fondo perduto. La questione è stata già ampiamente discussa nella prima risposta. La Sinistra Arcobaleno è favorevolissima alla partecipazione dei ricercatori precari ai bandi di finanziamento.

6) Domande formulate dall’auditorio.

Un tempo era previsto che chi non riuscisse ad entrare in ruolo, dopo aver maturato 9 anni di servizio presso università ed enti di ricerca conseguisse il diritto di avere una cattedra nella scuola superiore. Attualmente una soluzione analoga non è percorribile a causa delle lunghissime liste di attesa e dell’elevato numero di precari della scuola, ciononostante si potrebbe pensare di seguire una strada analoga in altri settori della Pubblica Amministrazione, in modo da offrire maggiore sicurezza ai giovani che si avviano verso la carriera universitaria e da far sì che lo Stato possa giovarsi dell’investimento fatto nella formazione di persone altrimenti costrette ad attendere anni nelle facoltà universitarie o ad intraprendere percorsi lavorativi che non valorizzerebbero tale investimento.

Fabio de Nardis ritiene che questa possa essere una proposta molto interessante, sulla quale si potrebbe ragionare. Naturalmente, trattandosi di una proposta nuova e originale, bisognerebbe ragionarci sopra per valutarne fattibilità e conseguenze. E’ comunque in linea con l’idea, da lui sostenuta, che analogamente a quando accade all’estero il dottorato di ricerca non vada considerato solo come un trampolino di lancio per la carriera accademica, cosa che è peraltro alla base del distorto impiego lavorativo dei dottorandi in diverse facoltà, ma come un periodo di formazione in grado di fornire competenze spendibili sul mercato del lavoro.

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162 Responses to Incontri Ravvicinati: Resoconto Sinistra Arcobaleno e prossimi appuntamenti

  1. Untenured academic ha detto:

    De Nardis dell’università non ha capito molto… dice che non ci vuole un’agenzia di valutazione della ricerca perché diverrebbe un centro di potere. Invece è proprio quel che ci vuole, come negli altri paesi avanzati. Senza una valutazione indipendente e autorevole della ricerca non si va da nessuna parte e per far questo ci vuole un’autorità di valutazione e di vigilanza, come accade in altri settori dell’economia: trasporti, comunicazione etc.

    E’ preferibile una regolazione pubblica del sistema universitario o l’attuale fedualesimo?

    Quand’è che la sinistra (pseudo)radicale smetterà di osteggiare ogni progetto di innovazione del sistema e affronterà con coraggio le sfide del presente, lavorando per una democratizzazione dal basso della governance?

  2. Mario ha detto:

    è vero, basta dare uno sguardo al suo curriculum accademico, non ha mai messo il becco fuori dall’Italia. Ma com’è diventato ricercatore così presto? A 23 anni!

  3. Leo ha detto:

    Per favore non scadiamo sul personale e cerchiamo di commentare più o meno costruttivamente

  4. Anna ha detto:

    ho il sentore che fosse raccomandato :-O

  5. Anna ha detto:

    la credibilità di un uomo politico la si giudica anche dal suo curriculum personale.

  6. Leo ha detto:

    I commenti ad personam sono inutili, poco costruttivi e solitamente scoprono l’acqua calda.

    Invece il testo e il contesto ci forniscono parecchie indicazioni

  7. Anna ha detto:

    ok ma come disse N Moretti a Piazza Navona qualche tempo fa… con questa ‘classe dirigente’ non vinceremo mai!

  8. Fabio de Nardis ha detto:

    Il compagno Luca Schiaffino mi avverte della pubblicazione del resoconto e io curiosamente leggo i vostri commenti. Sulle divergenze di posizioni si può discutere. Sugli attacchi personali no. L’amico che fa riferimento al mio curriculum dimostra di aver letto forse il curriculum di qualcun altro. intanto non sono diventato ricercatore a 23 anni. Ma mi sarebbe piaciuto tanto, proprio perché all’epoca ero impegnato in ricerche all’estero. Sono stato a lungo visiting scholar e visiting fellow presso la university of california, Los Angeles (UCLA) e ho poi mantenuto livelli di collaborazione accademica con diverse istituzioni negli USA in Sud America e in Europa, oltre ad essere tra i chair della session on Social Movements della European Sociological Association. Tutt’oggi passo all’stero una parte consistente della mia vita di militante e di ricercatore. Questo solo per dire che il funzionamento delle accademie estere lo conosco a sufficienza da non lasciarmi affascinare troppo da esperienze esotiche. A parte questo, ho già invitato i compagni della RNRP a un dialogo permanente e continuativo a prescindere dal momento elettorale, che francamente mi appassiona poco. Ogni posizione può e deve essere discussa nel rispetto della soggettività di ognuno in modo da porter configurare la possibilità di proposte e campagne comuni. Detto ciò vi auguro sinceramente buon lavoro e buona lotta (spero dalla stessa parte).
    Fabio de Nardis

  9. Fabio de Nardis ha detto:

    PS: non mi sono mai percepito come uomo politico. Ho sempre cercato di svolgere un ruolo di militanza con spirito di servizio e in maniera assolutamente gratuita. Non sono il responsabile Università e Ricerca della SA ma solo il coordinatore del dipartimento Università e Ricerca del PRC (carica tra l’altro informale). Tanto meno mi autopercepisco come classe dirigente. La mia cultura politica mi impedisce di riconoscermi in ruoli di direzione che non siano condivisi e partecipati. Quanto al modo con cui si diventa ricercatori in Italia, li conosciamo tutti. E nessuno ne è fiero. Per questo non serrvono leggi ma una grande battaglia culturale. E’ evidente (purtroppo) che per vincere un posto di ruolo occorre anche essere inseriti in alcune cordate, poi però si cerca di fare bene il proprio dovere. Non mi costringete a fare l’elenco dei miei saggi e delle mie monografie (in italia e all’estero). Non serve a nulla in questa sede. Se siete così interessati al mio curriculum, ma quello vero, ve lo posso mandare via email, e poi magari ne riparliamo.
    Ancora grazie dello spazio importante di discussione che offrite e che rappresentate.
    Fabio

  10. Fabio de Nardis ha detto:

    Quanto al discorso sull’agenzia, ci siamo forse capiti male. Tra i tanti limiti che non nascondo e che non sempre sono dipesi da noi (PRC) abbiamo sostenuto e partecipato con lo spirito che indicate alla costituzione dell’ANVUR (agenzia nazionale della valutazione e della ricerca). Ho solo cercato di dire che la costituzione di nuovi organi rischia di riprodurre logiche di potere e che quindi occorre in primo luogo far passare la linea che l’investimento pubblico nella ricerca è strategico per lo sviluppo del nostro paese. Anche qui diventa essenziale portare avanti una battaglia culturale che è anche battaglia di civiltà. Scusate questi interventi in successione che forse ingolfano un dibattito che deve essere soprattutto vostro. Grazie ancora per l’ospitalità
    Fabio

  11. Anna ha detto:

    ok però devi fare i conti con i sentimenti delle persone, questo è un blog aperto, non un’assemblea di partito, e molti di quelli che vi partecipano si sono visti superare in concorsi da persone meno meritevoli che però erano inserite in alcune cordate, come le definisci tu.

    Insomma certe reazioni sono prevedibili..

    Detto questo, torniamo a parlare del merito!

  12. stonedresearcher ha detto:

    Preferibili commenti “nel” merito

  13. Fabio de Nardis ha detto:

    Cara Anna ne sono consapevole e per questo vi invito alla lotta politica e culturale, con o senza di me. Qui nessuno ha il monopolio dei sentimenti, quelli li ho anche io. Mi chiedo, per onor di onestà, quanti di coloro che oggi si sentono vittime di un sopruso si sarebbero tirati indietro se fossero stati loro i “prescelti”. Eppure non è neanche questo il punto. Il vero problema è che oggi diventa prioritario portare avanti una battaglia politica che veda coinvolti tutti i ricercatori precari mobilitati non per quella che in alcuni paesi si configura spesso come una sorta di “invidia di classe”, e cioè “sono contro i baroni perché in realtà vorrei essere uno di loro”, ma perché si crede veramente in un mondo e, in questo caso, in un’Università diversa. Per questo e per tanto altro vi sarei grato se rimanessimo in contatto.
    Fabio

  14. la capra ha detto:

    Sul punto de Nardis ha ragione. Altrimenti avrebbe ragione Giulio Palermo. Ed entrambi hanno ragione su un punto: la cultura accademica è cooptativa,e il sistema accademico è cooptativo. Se entri, entri per cooptazione, che tu lo ritenga giusto oppure no. Il punto non è questo. Il punto è cosa si intende fare per sostituire questa cultura cooptativa con una nuova cultura (del merito? della valutazione? del merito-valutazione? della cooptazione-valutazione?).

    Gli interventi devono essere strutturali – incidere sulle leggi e gli istituti – e culturali. Nel merito, le cose dette da de Nardis sono in gran parte condivisibili. Poi si potrebbe fare un discorso storico e chiedersi dove era rifondazione nella scorsa legislatura. Ma sarebbe ormai un vezzo storiografico… il punto è da che parte sarà domani sinistra arcobaleno (e da quello che mi è dato capire de Nardis parla a nome di rifondazione e non di SA, questo complica il quadro…

    Per inciso, rifondazione ha ancora qualche ministro in carica e SA è lo schieramento di Mussi. E Nardis sa che sono bloccati tutti i concorsi. Che sta facendo, e cosa fa rifondazione, per tirare le orecchie al Ministro? In altri termini, ci chiarisce (visto che abbiamo la fortuna di averlo on-line) quanto ha detto circa la possibilità di un decreto per aprile? Inutile dire che gli faccio i miei sinceri auguri per il suo percorso come studioso e come militante.

  15. Caro Fabio de Nardis sei ancora a cincischiare su cose dette e ridette.
    Tu e il tuo partito siete totalmente inutili per quanto riguarda università e ricerca.
    Che lo vogliate o no la ricerca ingloba (anche se parzialemnte) il capitalismo.

    “Fabio de Nardis (sembra) dire:
    Le università sono l’unico corpo dello stato in cui non sono avvenute le stabilizzazioni del personale precario.”

    Tu sei ancora convinto che un Ufficio Anagrafe sia paragonabile ad un Laboratorio di Ricerca… ma non ti senti ridicolo?

  16. Leo ha detto:

    Mi associo alla capra:

    ci chiarisce (visto che abbiamo la fortuna di averlo on-line) quanto ha detto circa la possibilità di un decreto per aprile?

    Non sono per nulla d’accordo con il tono di inutile critica di rivoluzioneitalia

  17. Fabio de Nardis ha detto:

    Quanto al blocco dei concorsi, è il prodotto di un pessimo emendamento a firma democratica. Proprio ieri ho scritto una email alla segreteria di Mussi e al suo consigliere politico, in accordo con i compagni dei comunisti italiani, affinché il nodo “blocco” si sciolga entro un mese. Mi è stato risposto che essendo un emendamento approvato nell’ambito di una discussione parlamentare che come ben sappiamo è sovrana, non basta un decreto ministeriale per scongiurarlo, ma occorre una nuova normativa. Nello stesso tempo va detto che molte università per disattenzione hanno comunque bandito concorsi per ricercatore con tanto di pubblicazione in gazzetta ufficiale. A questo punto questi concorsi andrebbero bloccati, ma il fatto che sia successo in molti atenei, un blocco generalizzato non sarebbe auspicabile e potrebbe spingere la corte dei conti a dare il 15 marzo il nullaosta per i nuovi regolamenti, sbloccando di fatto i concorsi. Se così non fosse faremo di tutto perché la nuova normativa o un decreto, o qualsiasi cosa sia necessaria, vada fatta per consentire ai concorsi assurdamente bloccati di svolgersi.
    F.

  18. Leo ha detto:

    Attento Fabio perché i concorsi pubblicati in GU dopo il 1 marzo sono stati emanati dalle università entro il 1 marzo…..

  19. Fabio de Nardis ha detto:

    E’ vero e se ricordi il limite secondo l’emendamento era dicembre 2007. Quindi il problema si pone. Vi assicuro che faremo il possibile cercando di contare un po’ più di quel nulla che qualcuno ci contesta.
    F.

  20. Leo ha detto:

    Il limite di dicembre è stato prorogato dal milleproroghe al 1 marzo

    Tutto questo del resto è stato creato dal significato amministrativo burocratico della parola emanazione che non significa – abbiamo imparato a nostre spese – pubblicazione in GU.

    Queste vicende mi hanno radicato nelle mie convinzioni anarchiche e antiburocratiche.

    Saluti vivissimi

    Leonida

  21. Precarioemigrante ha detto:

    Caro De Nardis, continui a girare intorno alle cose. Per quanto riguarda il blocco dei concorsi il tuo caro compagno Mussi non ha fatto nulla affinchè la norma non fosse inserita nel decreto “milleproroghe”, convinto com’era che il suo regolamento (dopo 2 anni di travaglio!) fosse. D’altro canto voi di PRC e la sinistra tutta, non avete fatto nulla in Parlamento per scoraggialrla, limitandovi solo a votarla (è facile ora fare lo scaricabarile!). In aggiunta, sul discorso della riapertura dei concorsi di ordinario e associato, non ho visto nessuno fare qualche dichiarazione contraria, anzi voi tutti (intesi come coalizione) avete appoggiato la riapertura alla doppia idonietà (che bel meccanismo baronale!). Mi fa rabbia (e credo un pò a tutti) che i tanti discorsi spesi dal centro-sx fino ad aprile 2006 sulla ricerca e l’università, non hanno trovato nei fatti nessuna applicazione: occorre ammettere che politicamente avete fallito e non basta ora semplicemente dire che non dipendeva da PRC o PDCI prendere delle decisioni, quando al governo c’eravate anche voi (ti ricordo che nella finanziaria 2008, un comma contro le stabilizzazioni nella ricerca era a firma di deputati del PRC). E ribadisco, la “rivoluzione” fatta da Mussi (e sopratutto il suo schierarsi con la CRUI) ci ha riportato indietro almeno di un decennio.
    Caro Compagno, vi siete dimenticati che in una rivoluzione si trionfa o si muore e non si cerca solo di sopravvivere!

  22. pp ha detto:

    Caro Fabio ci fai capire qualcosa su quello che succede?
    Esempio:
    1) il Ministero cosa ha risposto alla CdC?
    2) anche qualora la CdC dia il via libera per bandire un concorso passerà almeno 1 anno per attuare una procedurà che “non esiste”. E’ così?

    Spero di sbagliarmi ma i prossimi ricercatori (esclusi quelli già banditi) non prenderanno servizio prima del 2010.

  23. Manuele ha detto:

    Il punto criticabile è l’idea che la riforma dello stato giuridico della docenza risolverebbe il problema delle autopromozioni che bloccano il reclutamento generando precariato. In che modo lo farebbero? Devo dire che la risposta di Valditara è stata più soddisfacente. La sinistra gira attorno al problema per evitare di schierarsi a favore dei precari e contro gli strutturati.

  24. siamo in una valle di lacrime ha detto:

    Caspita ma che significa: ….”Fabio de Nardis si auspica quindi che entro l’11 aprile si proceda con un decreto che sblocchi nuovamente i concorsi per ricercatore”…

    che risposta è?
    perchè l’11 aprile?
    di quale anno?

    i suoi compagni hanno votato questo schifo e adesso …auspica…!!!!

  25. siamo in una valle di lacrime ha detto:

    datevi da fare….siamo diventati vecchi, brutti e inca…ti!!!
    Risultati o si vota tutti Berlusconi….
    è vero che cancellerà i ricercatori dalla faccia della terra ma almeno non ci prende per il c..o

  26. Ex Researcher ha detto:

    Premetto che dopo 5 anni e mezzo di precariato universitario (neanche tantissimi, dopotutto) mi sono rotto e ho cambiato lavoro (un bel contratto a t.i. 14 mensilità tfr contributi bonus e tutte quelle cose lì) e quindi sono fuori dalla mischia.
    Ma nessuno commenta l’uscita dei 13 (15?) atenei di “serie A” che minacciano la secessione daala CRUI se non distribuiscono i fondi secondo valutazioni meritocratiche?
    Mi sembra importante. Anche se magari è la solta sparata preelettorale.

  27. France ha detto:

    Caro De Nardis
    Non te la prendere troppo per gli attacchi personali, e per essere preso di mira da tutti quelli che ti rinfacciano le malefatte di PRC, PDCI, Mussi e compagnia. Siamo tutti un po’ nervosi, noi della RNRP e delle associazioni dei precari, e con un dente avvelenato degno di un cobra. Fa parte della politica beccarsi le bastonate per conto terzi, specie da giovani…
    Come sanno i 25 lettori di questo blog (forum?, mah…), io sono all’estero da un po’ di anni, e pur partendo da posizioni rifondarole mi sono reso conto che l’irriformabilità del sistema università-ricerca italiano sia in primis dovuta, te lo dico brutalmente, alla mancanza di responsabili e di sanzioni. Un fancazzista, e ne conosciamo migliaia, deve cambiare lavoro. Un direttore di un dipartimento che non produce (articoli, dottorandi, brevetti) si caccia con disonore. Un consiglio di amministrazione che manda in bancarotta l’Università va in galera. Una volta introdotto il criterio della responsbilità e messi in galera, ma davvero, qualche decina dei peggiori criminali accademici (succede, credetemi, e anche non di rado!!), allora possiamo tranquillamente fregarcene di concorsi e commissioni e risparmiare un po’ di soldi, la cooptazione favorirà naturalemnte i migliori sennò ci rimettono tutti, associati, ordinari, dipartimenti, Università. Valutazione e finanziamento devono andare di conseguenza: fai schifo? Niente soldi.
    Ce la fate a fare il salto e dire che condividete? Oppure, siccome vi aspettano decenni di opposizione, ve ne fregate e ci raccontate la solita novella del concorso pulito e della meritocrazia?

  28. Fabio de Nardis ha detto:

    Il governo che io sappia ha cercato di rispondere punto per punto ai rilievi della corte dei conti. Siamo ora in attesa di una risposta. Qualora fosse positiva lo sblocco sarebbe automatico. Quanto ai concorsi banditi eventualmente nel 2008 non sono onestamente a conoscenza di un’impossibilità di una presa di servizio immediata. Quanto alle stabilizzazioni, la nostra posizione è limpida. Non ricordo di emedamenti contro di esse firmate da parlamentari del Prc, ma ritengo possibile una mia distrazione. Se così fosse stato quei parlamentari avrebbero agito contro le posizioni espresse pubblicamente dal partito. Quanto allo sblocco dei concorsi di associato e ordinario non vedo perché avremmo dovuto esprimere contrarietà. E’ un bene così come sarebbe un bene dopo due anni sbloccare definitivamente i concorsi per ricercatori. Naturalmente occorre che le università privilegino i nuovi reclutamenti anche se per esempio nelle piccole università molte facoltà sono a corto di associati e ordinari e questo mette a rischio la sopravvivenza di interi corsi di studi per il non rispetto dei requisiti minimi. Quanto alla “bina”, la sinistra era contraria, e so anche però che nel consiglio della mia Facoltà è scoppiato un applauso quando si è saputo del reinserimento della doppia idoneità e ad applaudire erano proprio quei ricercatori bravi che non hanno spazio nella loro facoltà e puntano ad essere idoneati altrove. E’ un punto controverso su cui non mi sento di poter assumere una posizione rigida. Insomma nessuno scaricabarile. Il prc si è assunto la responsabilità di partecipare a un governo pensando di poter incidere su un sistema di poteri più impermeabile di quanto non immaginassimo. Sull’Università siamo riusciti a far poco malgrado le nostre prese di posizioni forti e pubbliche, qualcosa in più siamo riusciti a fare in altri settori. Questa è anche la ragione per cui a volte tocca votare provvedimenti nei quali vi sono norme che non si condividono, come nel caso del milleproroghe. Votando contro si vota contro anche a tutti gli altri porvvedimenti ad essi inclusi. La lotta e il conflitto sono belli, sovente utili, e sicuramente aiutano all’autodeterminazione, chi più di un comunista può saperlo. La presenza nelle istituzioni, se si accetta la sfida, vuol dire anche accettare compromessi che saranno tanto più alti quanto più forte sarà la spinta dei movimenti nella società. Mi chiedo fossero gli studenti e i ricercatori quando chiedevamo loro di mobilitarsi nelle accademie mentre si discutevano le due finanziarie. Se siete così disincantati verso i partiti, e lo trovo comprensibile, allora costruite un movimento, lavorate per questo, noi saremo al vostro fianco. Ma finché si preferirà rimanere a fare gli esami invece di partecipare a uno sciopero sacrosanto come quelli che la RNRP e i sincdacati hanno organizzati e a cui noi aderimmo con forza, un partito del 5% potrà solo contare sul suo 5% senza alcun valore aggiunto. Facile delegare senza assumersi alcuna responsabilità, a me sta pure bene, però vorrei che chi oggi critica riflettesse sulle proprie personali contraddizioni.
    F.

  29. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro France,
    non la prendo a male. So molto bene cosa sia l’incazzatura politica e la rabbia sociale. Per questo non me la prendo contro chi oggi grida allo scandalo. Chiedo però di non lasciarci soli, altrimenti continueremo as essere poco incisivi.
    F.

  30. Leo ha detto:

    Il forum è letto da migliaia di persone al giorno!!!! Oggi siamo già ad 800 letture….

    Quelle che postano sono una piccola minoranza.

    Saluti France

  31. France ha detto:

    ‘a Leo, era una battuta! Siamo meglio del Manzoni!
    @De Nardis: quanto al resto?

  32. Leo ha detto:

    Ecco le statistiche aggiornate in tempo reale:

    Statistiche del Blog

    Visite complessive: 141,460

    Best Day Ever: 2,552 — Friday, December 14, 2007

    Views today: 860
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    Articoli: 127

    Commenti: 2,082

    Categorie: 22

    Tag: 131

  33. Leo ha detto:

    Capisco la battuta

    ma la politica sottovaluta i blog e la loro capacità di creare idee e movimento.

    Si tratta di una assemblea sempre aperta una frontiera le cui potenzialità sono troppo poco considerate.

  34. CAVE CANEM ha detto:

    Grande Leo!

  35. Anna ha detto:

    ma questo Leo che fa il capo della presidenza di questo sgangherato blob o il pompiere delle posizioni non politically correct?

    Prima riprende me che metto in luce il trascorso accademico poco coerente del responsabile università del PRC..

    Poi cerca di zittire Rivoluzioneitalia che sottolineava come un lab di ricerca non sia un ufficio di collocamento..

    caro leo, la democrazia dei blog sta nel fatto che non ci sono moderatori e censori di sorta!

  36. CAVE CANEM ha detto:

    Se lo consideri sgangherato cercane altri!
    e poi le cose che avevi detto sul CV di De Nardis erano fesserie.
    Io non conosco Leo ma credo che ci voglia “lavoro” per mantenere in piedi questo blog che “serve a tutti” per avere informazioni, ecc.

    Anna perchè non lo fai tu?

  37. Luca ha detto:

    ehi ragà calma!

    maggiore rispetto per le posizioni e il lavoro altrui, compreso quello dei rappresentanti di Rifonda!

  38. Giulio Precario a Vita ha detto:

    Insomma…ma alla fine non si conoscono le controdeduzioni inviate dal ministero alla Corte dei Conti. Introducono riforme sostanziali al regolamento ?
    Possibile che nemmeno chi è istituzionalmente preposto a farlo sappia queste cose ?

  39. Manolo ha detto:

    Credo sia scontato un certo travaso di voti dal centrosx al centrodx fra i ricercatori precari. Alcuni continueranno a votare il centrosx per considerazioni diverse da un giudizio sulla politica universitaria, ma un certo travaso ci sarà. D’altra parte la situazione politica agevola: le aspre divisioni sono finite e ognuno può serenamente decidere dove orientarsi senza le preclusioni che esistevano fino a due anni fa. Io per esempio quest’anno sono più tranquillizzato dalle analisi del centrodx che dall’asse centrosx-baronati che tanto male ha fatto ai precari.

  40. Walter ha detto:

    io invece voterò PD, è l’unico partito che ha un programma serio e innovatore sull’università, gli altri hanno idee confuse (vedere il forum col rappresentante di Rifondazione) o conservatrici (v. forum con Valditara).

    Veltroni saprà essere indipendente dai poteri forti, Crui compresa. La non ricandidatura di alcuni personaggi paludati dell’accademia è una conferma di questa sua capacità di autonomia.

  41. Amilcare ha detto:

    Veramente il PD è il partito della CRUI e il programma del PD sull’università non dice granché, a parte la boutade dei 100 campus aperti pure di notte. La non ricandidatura di Tessitore poi è solo una conseguenza del limite di mandati, ma la Ghizzoni e Tocci hanno già ampiamente dimostrato di saper prendere il suo posto e dare alla CRUI le garanzie che le servono per perpetuare l’attuale sistema di potere.

  42. Walter ha detto:

    Amilcare, non si parla solo dei 100 campus.. si parla di governance, reclutamento, internazionalizzazione: tutte le grandi questioni dell’università. Gli altri partiti non hanno idee o le hanno confuse.

    la Crui come tutte le congregazioni di potere ‘adattivo’ saprà adeguarsi alla linea di governo (è capeggiata al momento da un progressista come Trombetti mica da Valditara!). Però bisognerà avere un governo forte e con le idee chiare, basta mezze figure come Mussi, ci vogliono politici determinati e innovatori, per questo bisogna votare in modo “utile”.

  43. Walter Dice:
    11 Marzo 2008 alle 5:30 pm
    “io invece voterò PD, è l’unico partito che ha un programma serio e innovatore sull’università”

    Mi potresti gentilmente indicare il documento a riguardo?

  44. Amilcare ha detto:

    Solo parole, le stesse di 2 anni fa. Il sistema di potere è quello. Riguardo a Trombetti, di lui si è già parlato su questo sito:

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2007/12/06/ultimora-rettori-indagati-dalla-procura-di-firenze/

    e anche della candidata del PD:

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2007/12/11/lope-legis-dellon-ghizzoni/

  45. Walter ha detto:

    è stato postato di recente su questo stesso blog qualche giorno fa.. rivoluzioneitalia sei disattento!

  46. Luke ha detto:

    Complimenti all’università di Bergamo. Appena slegati sono stati i primi a lanciarsi in una bella orgia di autopromozioni ad associato e ordinario!
    Vedi 1a sessione 2008 su http://reclutamento.miur.it/bandi.html

  47. Carlo ha detto:

    Caro Fabio,
    è forse questa una democrazia (nella quale non è dato conoscere il contenuto della risposta di Mussi alla Corte dei Conti)?
    Quel documento riguarda noi ricercatori (precari) in attesa di concorso o sono cazzi di Mussi, Modica e Sinistra – L’arcobaleno?
    R.S.V.P., c.

  48. Fabio de Nardis ha detto:

    Ho detto che non la conosco … sono dinamiche ministeriali prive di attrattiva. La corte faceva rilievi su cavilli e il ministreo a risposto ai rilievi. Comunque domani chiamo Ragone e se ha un filke con se ve lo sottopongo. Strano che chi oggi critica Rifondazione decida di rivolgere il suo voto a un centodestra che ha già dimostrato la sua idea di università o a un partito democratico che già nel suo programma mostra una chiarea propensione mercatistica. E’proprio questa logica astrtatta del voto utile che bisognerebbe abbandonare. Comunque ognuno è giusdto che agidsca secondo coscienza.
    F.

  49. “Walter Dice:
    11 Marzo 2008 alle 5:58 pm
    è stato postato di recente su questo stesso blog qualche giorno fa.. rivoluzioneitalia sei disattento!”

    a te ti si convince facile… quelle sono le solite chiacchiere…

    è in pratica l’elenco dei risultati dei benefici che altri gli paesi hanno ottenuto abolendo i concorsi pubblici e rendendo autonomi gli atenei…
    peccato che la parola abolizione dei concorsi… non viene mai citata.

  50. SPD ha detto:

    W la Ghizzoni!

  51. Giulio ha detto:

    Altro che cavilli…la Corte dei conti demoliva alle fondamenta il regolamento…ma l’hai letto il documento, caro De Nardis ? Tra le altre cose, poi, si accusava indirettamente Mussi di incompetenza, mentre il doppio livello di giudizio veniva accusato di “spogliare” le commissioni locali delle loro funzioni. E questi sono cavilli ? Andiamo bene…

  52. BB ha detto:

    … bravo fa sta telefonata a sto Ragone e facce sapé quqalcosa …

  53. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Sottoscrivo in pieno l’intervento di France.

    Cara Anna, nel blog non c’è censura, ma è importante mantenere toni civili. E gli interventi devono essere costruttivi. Ci sono altri posti per sfogare la rabbia.
    Se Mario vuole citare il CV di Nardis (o di chiunque altro), può farlo ma deve dirci la fonte. Magari mettere un link al CV. In modo da evitare contestazioni.

    Comunque anche la Carlucci è stata (o dichiara di essere stata) alla UCLA. 😉

    Ad Amilcare, Walter e soci: non siamo qui per fare propaganda elettorale. Suggerisco di parlere del PD dopo l’incontro del 13 Marzo con i rappresentanti del partito.

    de Nardis: il limite di dicembre è stato prorogato al 1 marzo, sia per concorsi su fondi ordinari che straordinari. Almeno questa è la conclusione cui siamo giunti in questo blog (o forum?). Quindi o non abbiamo capito nulla noi, o tu hai perso le ultime puntate di questa “telenovela”.

    Sulla logica del “voto utile”, per quel che vale, sono pienamente d’accordo. Ed è triste come i giornali italiani ultimamente cerchino di farci credere che funziona così anche all’estero
    (cf. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200803articoli/30891girata.asp ).

    Sull’argomento scioperi/manifestazioni, io non sono convinto che costituiscano “valore aggiunto”. Ma tentare non nuoce. Io però preferirei una manifestazione cui non partecipino rappresentanti di partito, uomini politici o personaggi illustri.

  54. Carlo ha detto:

    Dinamiche ministeriali: De Nardis, ma come parli? Prive di attrattiva: ma di cosa parli? In questo genere di cose, la forma è sostanza.
    Sai a quanti cazzo di ric.precari – magari, furi cordata – è scaduto o sta per scadere il contratto in questi giorni? Il problema del 2010, che non hai voluto capire, non è diffacile. Ammesso che il Nuovo regolamento ora passi, ci vorra un bel po’ di tempo prima che possa cominciare a funzionare. E’ un tale casino (pardon, è così barocco) che il termine del 2010 forse è anche ottimistico.
    E intanto ci scadono gli assegni, finiscono i contratti; e poi ci sono le giovani promesse; quelli appena arrivati; anche loro hanno diritto; ora è il turno loro; e vaffanculo se nel frattempo, con i contratti, sei scaduto pure tu.
    Ma che importa dobbiamo preoccuparci delle cose serie: gli scatti di carriera dei ricercatori (plaudenti). Quelli sì che contano. Fa niente se così facendo prosciugheranno tutti i fondi e con essi ogni possibilità di un cazzo di futuro per un’intera generazione. E in questo la sinistra è stata bravissima (come era l’adagio: è svogliata, ma quando si impegna…); con un meccanismo a orologeria ha 1. sbloccato i concorsi ad associato e ordinario; 2. bloccato i concorsi a ricercatore; 3. introdotto la seconda idoneità.
    Sinistra – L’arcobaleno: v…….o. MAI PIU’ VOTI A QUESTA SINISTRA.
    Annulliamo, invece, le schede e contiamoci.

  55. Carlo ha detto:

    A tutti gli amici del blog, chiedo scuso per i toni concitati. Chi mi conosce sa che generalmente i miei interventi si muovono su una linea di discussione equilibrata; ma quando è troppo, è troppo!
    Non ce l’ho in particolare con De Nardis, peraltro un valente studioso. La cosa che trovo insopportabile – lo avevo scritto in un commento ad un post precedente – è che dopo tutto questo caos avrei trovato di maggior buongusto la partecipazione all’incontro romano di un vero responsabile della Sinistra – L’arcobaleno e non di un denardis qualsiasi che, al di là delle sue buone intenzioni, ha dimostrato di saperne pochino e – in più punti centrali – di cadere dalle nuvole.

  56. stonedresearcher ha detto:

    Occorre un po’ di netiquette per i commenti.

    Il blog è libero però cercate di usare bene la libertà almeno mascherate parole poco consone.

    I concetti passano lo stesso.

    Nell’ultima assemblea nazionale si è posto il problema dell’uso del blog per sfoghi poco costruttivi o offensivi.

    Si è deciso di mantenere un canale libero e di affiancarlo ad un sito non commentabile che sarà preparato si spera a breve.

    Per cui usare bene questo spazio offerto dalla RNRP …spazio che sta crescendo in termini di quantità….facciamolo crescere anche in termini di qualità autoorganizzandoci senza bisogno di censori.

  57. Alberto ha detto:

    Votare a destra per disperazione o astenersi? Questo è il dilemma… E pensare che fino a 2 anni fa ero entusiasta di votare progressisti, unione, ecc…

  58. Alberto ha detto:

    Votare a destra per disperazione o astenersi? Questo è il dilemma. E pensare che sono sempre stato un elettore della sinistra…

  59. Carlo ha detto:

    Stoned, non mi ero già scusato?

  60. stoned ha detto:

    ho scritto la replica mentre tu scrivevi le scuse.

    Ma il problema non sono le scuse , il punto è che occorre tutti essere un po’ più razionali nell’uso del blog e costruttivi.

    Ad esempio sarebbe utile potessimo bloggare le risposte del ministero alla CdC

    Magari sarebbe utile sapere quando si riunirà la CdC per decidere….dovrebbe essere entro Pasqua.

    Sarebbe anche utile capire se vogliamo o meno che il regolamento passi…io lo preferisco alla 210 e vorrei un sistema del genere anche per la seconda e la prima fascia.

    Fermorestando che finché c’è la 210 occorre adattarsi.

    Poi stasera abbiamo saputo in mailing che Mussi ha richiesto una nuova nota ministeriale che allunghi le possibilità di bandire con la 210 su fondi straordinari addirittura fino a Giugno (è girata la lettera di Mussi in PDF inviata alla CRUI e al CUN oltre che al dott. Masia che è poi colui che firma di fatto le note ministeriali).

    Aspettiamo ora che i responsabili amministrativi emanino questa nota integrativa…temiamo che le date per la formazione delle commissioni slittino o cambino rocambolescamente l’ennesima volta….magari De Nardis visto i contatti con Ragone potrebbe aggiornarci un po’ su tutto….

  61. stoned ha detto:

    Statistiche.

    Pensate che oggi il resoconto della Sinistra Arcobaleno ha avuto 500 visite contro 480 avute dal resoconto di Valditara che è on line già da una settimana.

    ;-o

  62. Carlo ha detto:

    Stoned,
    se anche Valditara fosse passato in linea, riattizzando il dibattito e suscitando le polemiche, avremmo visto crescere i dati anche per il suo post. Sono le leggi elementari della comunicazione.

    Io – l’ho scritto più volte – apprezzo moltissimo quanto si sta facendo in questo blog in termini di costruzione e cementazione di un’identità dei ricercatori precari (altrimenti opaca). E di questo sono riconoscente alla RNRP, che ringrazio. Tuttavia sono persuaso che occorra evitare di passare all’esterno per il forziere di voti della sinistra (L’arcobaleno?). Fintanto che si avrà questa percezione, nonostante si sia più numerosi, saremo sempre penalizzati rispetto a chi già è dentro; come si è visto in quest’occasione.
    La verità è che non è così; e proprio questo blog lo sta a dimostrare. Di là dalle legittime intenzioni/aspirazioni dei curatori, si esprime in questo spazio una pluralità di punti di vista. Questa è la nostra forza.

    Per cui, per piacere, sforziamoci di interpretare le statistiche.

  63. CAVE CANEM ha detto:

    Caro Stoned,
    per noi che scriviamo in questo blog è ovviamente auspicabile il nuovo regolamento. Ma se per prendere servizio occorre, nella migliore delle ipotesi, il 2010 preferisco la 210.
    Nel 2010 sarò in età pensionabile con 11 anni di precariato.

    già dottore di ricerca;
    già assegnista di ricerca;
    già co.co.co;
    già prestatore d’opera di natura occasionale;
    già docente a contratto;
    già mi sono rotto gli zebedei.

  64. CAVE CANEM ha detto:

    ps credo di aver mascherato bene la parola zebedei.

  65. France ha detto:

    Se, mettiamo il caso, la CdC desse parere favorevole domani al NR, considerato che il prossimo governo comincera’ ad essere operativo a meta’ maggio, e molto probabilmente rimettera’ di nuovo tutto in discussione, non e’ ormai incredibilmente inutile starne ancora a parlare? Capisco che qualcuno qui magari e’ in ballo per quei 3-400 posti che potrebbero essere sbloccati in extremis, ma non siamo fuori tempo massimo?

  66. CRUI ha detto:

    CRUI e Confindustria unite contro il potere d’acquisto.
    Per un’Italia sempre più precaria.

    Il 13 e 14 Aprile vota Tocci-Ghizzoni.

  67. la capra ha detto:

    Vero france, MA con l’approvazione del NR almeno non si perderebbe lo stanziamento per il reclutamento straordinario. Un successivo intervento del nuovo governo potrebbe anche rimettere in discussione il regolamento ma dovrebbe comunque intervenire per rendere attuabile il reclutamento straordinario che sarebbe in vigore.

    Questo poi ci permetterebbe di aprire un confronto per avere un ampliamento sostanziale del capitolo così da rendere il reclutamento straordinario veramente straordinario. E ci permetterebbe anche di aprire un nuovo confronto su meccanismi – evidententemente nuovi – di valorizzazione del merito e di trasparenza. Perché a tornare alla Belinguer non ci dovremmo proprio pensare…

    A tutti i messaggi “stile CRUI”, smettetela di belare sapiens…

  68. France ha detto:

    @la capra: per quale motivo il nuovo governo DOVREBBE rendere attuabile il NR, se approvato dalla CdC in limine vitae del vecchio governo? Parlando fuori dai denti, se vince Veltroni e Modica fa il ministro dell’Univ, allora ci posso credere. In ogni altro caso (vince Berlusconi, pareggiano e fanno l’inciucio, pareggiano e il migliore offerente si tira dentro Casini) l’obbligo lo vedo venire meno: mica e’ roba loro, in fondo…
    Il motivo per cui mi pongo tali domande e’ che vedo ogni tanto riaffiorare la tentazione di far sostenere alla RNRP la battaglia per il nuovo regolamento, vuoi per motivi tecnici (senno’ non si fanno manco i concorsi straordinari), vuoi per mnotivi ideologici (il NR e’ meritocratico, adeguato agli standard internazionali e frega i baroni). Naturale conseguenza di tale presa di posizione e’ l’equazione “RNRP vuole il NR= RNRP sostiene Veltroni-Modica”.
    A quanto invece leggo sul wiki e sul blog, la grande maggioranza di noi
    1) Ha gia’ capito che il NR e’, a essere buoni, una passata di vernice al sepolcro
    2) Ritiene che Modica sia una delle tante espressioni politiche della CRUI, quindi NON lo vorrebbe al Ministero a giocare col nostro futuro
    Ecco perche’ in tutta onesta’ non vorrei che i movimenti dei precari si immolassero sull’altare del NR, o, piu’ in generale, non vorrei che dessero per l’ennesima volta l’appoggio preventivo ad una parte politica. Che ci dice la nostra esperienza? Siamo sicuri che ne valga la pena?

  69. Precarioemigrante ha detto:

    Caro DeNardis, ti rispondo brevemente. L’emandamento fu presentato da un tuo collega del PRC, tale Rocchi e l’emendamento era il 146.268, che poi “confluì” nell’emendamento Ghizzoni-Tocci. Sul fatto della riapertura dei concorsi a ordinario e associato siamo d’accordo sulla necessità di farli (anche se bisognava specificare che la priorità era per l’assunzione dei ricercatori), ma permettere la doppia idonietà mi sembra una porcata unica (e siccome avete votato a favore ve ne dovete assumere anche la responsabilità politica!). Per quanto riguarda la manifestazioe che citi, trovo altamente ridicolo che un partito che siede al governo, faccia uno sciopero contro un ministro del governo che tra l’altro appartiene al suo stesso partito (che casino!).
    Purtroppo ho constatato amaramente che la parte politica che ho sempre sostenuto (e la tessera di Rifondazione c’è l’ho avuta per diversi anni) ha combinatato poco non solo per l’Università e la Ricerca (che alla fine sarebbe il male minore) ma anche in altri settori (e chi come me ha moglie e due figli lo sa benissimo)!
    PErsonalmente non darò il voto a nessuno (dalla destra Veltroniana alla destra Berlusconiana mi sembrano tutti uguali). Con voi purtroppo ho perduto la speranza…….

  70. la capra ha detto:

    non il NR france, il reclutamento straordinario.

    Fuori dai danti, io appartengo alla tua categoria 1 – difendo il NR per motivi tecnico-giuridici – e condivido i tuoi punti 1 e 2.

    Premessa, dobbiamo separare il NR dal RS sebbene il secondo ad oggi sia vincolato all’approvazione del NR. Se vogliamo conservare il RS è necessario vedere approvato il NR altrimenti gli anni 2008 e 2009 si perdono. Detto ciò, SOLO approvato il NR trova attuazione il RS.

    A questo punto, se il nuovo governo vorrà cassare il NR dovrà comunque rendere applicativo il RS con norme transitorie, scelga pure i modi che ritiene migliori.

    Sull’equazione NR/Modica, mi pare un equazione finta. Nei termini in cui è evidente a tutti che il NR deve essere approvato PRIMA delle elezioni e non dopo. Quindi le elezioni sono fuori dal nostro “orizzonte di aspettative”. Dopo le elezioni, se vince il cd, sarà troppo tardi per salvare il RS (a meno di interventi tempestivi del nuovo governo che vedo molto improbabili). Pace per il NR, se ne faranno altri (e migliori spero), ma con lui muore anche il RS e l’idea stessa di un reclutamento staordinario.

    Poi, se c’è un nome su cui tutti concordano in questo blog, mi pare, è quello di Modica (ma si, mettiamoci pure la Ghizzoni).

    Quanto alla RNRP, la rete ha espresso chiaramente la sua approvazione “con riserve” – che sono poi quelle che trovi indicizzate nel wiki – sul nuovo regolamento. Sia per ragioni di metodo (diciamo tecnici), sia di merito (diciamo pure ideologici, ma di un ideologia non politica ma “scientifica” legata agli orientamenti prevalenti sulle questioni merito/trasparenza). Quando dico approvazione intendo una serie complessa di valutazioni che fanno dire – meglio della berlinguer – e con riserve significa – ma ci sono alcune cose che proprio non funzionano (e il wiki le indicizza prendendosi la libertà di una maggiore critica politica).

    Quanto all’autonomia della RNRP mi pare sia stata provata nei fatti. Siamo stati duri con la Moratti, siamo stati duri con Mussi. Se non si è scesi in piazza allo stesso modo contro Mussi (cosa che in realtà abbiamo fatto due o tre volte anche contro Padoa-Schioppa) è perché non siamo riusciti a far funzionare la mobilitazione. Qui non si porta acqua al mulino di nessuno e non perché ci sembrino tutti uguali – sarebbe qualunquismo e mancanza di rispetto

    Certamente, dai dibattiti in rete appare evidente a tutti che il solo cambiamento delle regole di reclutamento serve a poco. Le ipotesi per trasformazioni più profonde sono diversissime e vanno da Giulio Palermo/Luca Rossi a rivoluzioneItalia.

  71. France ha detto:

    @la capra: grazie per il chiarimento NR-RS. Quelllo che dici e’ in pratica che l'”idea” di RS non sopravvivera’ se non viene”salvata” dalla pubblicazione del NR. Al nuovo governo tocchera’ poi di attuare il RS, magari cambiando in corso d’opera il regolamento. Quello che ritengo importante e’ che non passi l’idea di un appoggio incondizionato dei movimenti dei precari al NR (ma ovviamente si al RS!), e ad una determinata parte politica piuttosto che ad un’altra prima delle elezioni.

  72. la capra ha detto:

    putroppo si france, perché nella finanziaria 2007 il RS era vincolato all’adozione di un nuovo regolamento. Mussi ha agito in deroga alla finanziaria per il 2007 ma non per il 2008 e 2009 che rimangono vincolati.

    Sul resto concordo con te, soprattutto con il punto dell’autonomia dai partiti (anche dopo le elezioni 😉

  73. precario ha detto:

    C’è un’imprecisione nell’articolo: i camionisti hanno sottratto 90 MILIONI di euro, non MILIARDI…

  74. Precarioemigrante ha detto:

    Interessante notizia mattutina: la corte dei conti ha rimandato al mittente anche il nuovo regolamento sul dottorato di ricerca.
    E la rivoluzione di Mussi continua……

  75. Mario ha detto:

    il CV del responsabile di Rifondazione per l’università è liberamente disponibile in rete, semplicemente googolizzando il suo nome.

    Non è vero che è diventato ricercatore a 23 anni, come avevo asserito ieri, ma a 24 anni.

    Secondo me il partito dovrebbe indirizzarlo verso un altro settore d’intervento.

  76. Ragone ha detto:

    Qualcuno ha più visto il file de Ragone?
    Ma è mai possibile che con questa SA debba finire tutto insabbiato?

  77. France ha detto:

    Per restare sul personale, questo e’ il suo weblog
    http://fabiodenardis.splinder.com/

  78. France ha detto:

    E d’altra parte sono ricercatori anche i sociologi, gli economisti, i legulei… Certo un cavolo di fisico-matematico-naturalista mai che ce lo propongano, ‘sti partiti, ma che abbiamo, la peste? :-)))

  79. insabbiato ha detto:

    Il weblog, già! è ci fa anche la morale!

  80. CAVE CANEM ha detto:

    De Nardis sei sparito?
    Le informazioni che ci dovevi dare?
    Le telefonate che dovevi fare?

  81. France ha detto:

    Via, non ci tenere sulle spine….

  82. Nicola ha detto:

    Certo è invidiabile il cursus honorum del dott. De Nardis…ricercatore a due anni scarsi dalla laurea….

  83. CAVE CANEM ha detto:

    E’ un genio post-rivoluzionario.

    Forse con la doppia idoneità ci scappa l’associato.

  84. France ha detto:

    Rega’, apritevi il link inserito nel mio post poco piu’ su e fatevi due risate

  85. Ex Researcher ha detto:

    France: ma è uno straordinario caso di omonimia accidentale !
    Non ci posso credere…

  86. France ha detto:

    Nell’attesa di un riscontro da parte dell’interessato, chiamiamola omonimia accidentale.

  87. CAVE CANEM ha detto:

    Voi ricercatori precari siete tutti uguali!!!

    Perchè dovete pensare male……

  88. France ha detto:

    Perche’ senno’ non eravamo precari….

  89. par condicio ha detto:

    Tutto questo accanirsi sul “povero” de Nardis.

    Diciamo qualcosa di analogo per Valditara che, in fin dei conti ha fatto molta più carriera di lui. De Nardis è poca cosa a confronto….

  90. insabbiato ha detto:

    Valditara ha avuto il buon gusto di tacere, almeno.

  91. par condicio ha detto:

    o di sottrarsi al confronto….

  92. insabbiato ha detto:

    No, poveretto, al confronto coi chimici, Valditara, ci è andato.
    A differenza dell’altro – si diceva – lui però ha avuto almeno il buon gusto di non replicare nel blog passando per… disinformato. (Stoned, sto imparando?)

  93. France ha detto:

    E continuiamo con l’UDC
    http://aws.unibz.it/webscripts/pdf_downloads/staff_pdf.asp?c_id=640&time=35851PM
    Questo e’ un democristiano di lunghissimo corso in politica da oltre 30 anni, che si e’ occupato di scule elementari e superiori, ed insegna alla libera universita’ di Bolzano (una universita’ privata parificata, tipo, con 5 facolta’ a numero chiuso). Ambito: pedagogia.

  94. stonedresearcher ha detto:

    E’ saltato l’incontro con Ranieri

    Please no dietrologie.

  95. ciaoranieri ha detto:

    Della serie: i topi scappano mentre la nave affonda

  96. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bene, dopo aver letto il blog di de Nardis – in cui essenzialmente dice che noi precari siamo iene, pettegole e invidiose – direi che anche il mio proposito di votare la Sinistra Arcobaleno è sfumato. Basta farsi prendere per i fondelli.

  97. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Della serie: il PD non ci caga minimamente.

    Quale sarebbe la scusa ufficiale per il rinvio? (se hanno fatto lo sforzo di inventarne una)

  98. France ha detto:

    Ragazzi, io mi ripeto ma non mi stanco: qui che votiamo rametto o bandierina non cambia nulla. Lo abbiamo capito o no che se ci potessero buttare a mare e rovinare la prossima generazione sarebbero tutti contenti? Ma, con tutto il rispetto per Valditara, De Nardis, Ranieri e Brocca, vi sembra gente che abbia una vaga idea del nostro problema (riassunto:campare una famiglia facendo il ricercatore nel proprio paese)? Dietro alle dichiarazioni di intenti pre elettorali cosa c’e’? Voglia di cambiare?
    Poi dicono che siamo invidiosi, rabbiosi, rancorosi: sara’ che forse se avessi fatto il mestiere di famiglia avrei passato la mia vita a lavare le mutande altrui 12 ore il giorno per 800 euro al mese come mia madre?

  99. Fabio de Nardis ha detto:

    Allora cari amici, cercherò di darvi alcune risposte relativamente a blocco sblocco concorsi e regolamenti annessi. Come si sa la corte dei Conti ha posto dei rilievi formali, non legati come qualcuno ha affermato alla natura del regolamento. ma in particolare un magistrato della CdC ha messo in discussione la legittimità stessa del regolamento. Il parlamento ha infatti votato una norma primaria che consente al Ministro di produrre un regolamento. Questo magistrato ha posto in discussione la legittimità del provvedimento che però è stato già considerato legittimo dal Consiglio di Stato. Il ministro il 14 Febbraio ha risposto ai rilievi della CdC rivendicando tale legittimità e citando naturalmente il parere positivo del CdS. Ora gli scenari sono due e si sapranno entro tre giorni (la CdC infatti non ha ancora risposto a differenza di come qualcuno ha affermato). O il magistrato della Corte si convince, e in tal caso i concorsi si sbloccano immediatamente, oppure non si convince e manda il tutto a una sezione di controllo composta da tre membri che hanno 60 giorni di tempo per dare il loro parere. Per l’epoca avremo presumibilmente già un nuovo governo. A questo punto il governo attuale potrà fare tre cose. 1) attende il parere eventuale della sezione speciale, e in tal caso i concorsi rimarrebbero bloccati fino a nuovo governo. 2) se ne frega del parere della Corte e emana comunque il nuovo regolamento ma, pur essendo nelle sue facoltà, sarebbe irrituale. 3) emana immediatamente un decreto di sblocco dei concorsi predisponendo una normativa che proroghi i concorsi con il vecchio regolamento. Che io sappia Mussi, che come sapete non sta molto bene, sarà al Ministero Lunedì e immagino che si preoccuperà di affrontare la questione. Come Rifondazione presseremo in tutti i modi possibili perché si opti per seconda o terza opzione consentendo quindi lo svolgimento dei concorsi. Spero di avervi dato i chiarimenti richiesti.

    Chiusa momentaneamente la questione politica passiamo alla personale, visto che molti di voi sentono il bisogno di sfogare le proprie frustrazioni attaccando non la politica del mio partito ma la mia persona, citando link, invitamdo a consuiltare curriculum online (tra l’altro non aggiornati da almeno due anni) e blog personale del sottoscritto. Anzi vi invito ad andarci. ieri ho parlato anche di voi. Allora diciamola tutta. Fabio de Nardis, figlio di Paolo de Nardis ordinario alla sapienza, si laurea a 22 anni, fa un dottorato a scienze politiche e vince il concorso di ricercatore a lecce (700 chilometri a sud di Roma) con all’epoca all’attivo tre libri, un quarto in corso di stampa, e una decina di saggi pubblicati su riviste scientifiche con peer review anonima. Naturalmente ha dovuto prima ritirare la domanda da quattro concorsi a Roma su richiesta indiretta dei commissari perché il suo curriculum era troppo forte e avrebbe messo in difficoltà i candidati interni. Era un anno particolare, il 2001, c’èra la solita minaccia di mettere ad esaurimento i posti da ricercatore e quindi in tutta italia si bandirono centinaia di posti. Io non mi ponevo alcun problema di fare domanda, ma alla fine mi costrinse quasi un collega e grande amico, Michele Prospero, con cui mi ero laureato insieme al mio grande maestro Umberto Cerroni. Capitai a questo concorso a Lecce. da cui mi rifiutai di ritirare la domanda con un solo altro concorrente che al secondo scritto rinunciò e se ne andò. Che io sappia per quel concorso che a lecce fu bandito immediatamente dopo un altro fu fatta solo una telefonata da parte del mio coordinatore di dottorato, così come volenti e nolenti è consuetudine fare. Nessun intervento dunque dall’altro De Nardis che ha tanto incuriosito la dietrologia di qualcuno. Al momento oltre alle esperienze internazionali e ai network di ricerca nazionali e internazionali a cui partecipo ho pubblicato su riviste scientifiche 42 saggi con peer review e 8 libri (di cui 7 monografie e un’antologia). Ho diretto per sette anni una rivista di scienze sociali pubblicata interamente in inglese e da quest’anno sono tra i fondatori e direttore responsabile di un nuova rivista scientifica di scienze sociali e politiche chiamata “Partecipazione e Conflitto”, pubblicata da FrancoAngeli, dotata di peer review e comitato scientifico e di garanti internazionale. Questo è quanto. Perdonatemi, ma alcuni interventi di cattivo gusto mi obbligano a questa risposta che considero altrettanto di cattivo gusto. Il nepotismo accademico è un abominio ma lo è anche non poter fare ciò di cui si è innamorati per una sorta di vizio genetico.

    Ho creduto che passare due giorni a discutere con voi dimostrando solidarietà e apertura oltre che sincera esigenza di mettere in discussione alcune mie convinzioni, fosse utile e potesse essere apprezzato. Così non pare. Io non smetterò mai di lottare per voi e preferibilmente con voi. Chi non crede sia il caso si richiudesse pure nell’antipolitica o ancor peggio andasse pure a bussare alla porta di Valditara o di Ranieri, vi auguro di trovare in loro anche solo la metà della disponibilità (vi assicuro disinteressata) che avete trovato in me.
    A presto
    Fabio

  100. ciaoranieri ha detto:

    Un consiglio, ragazzi ?
    Diffidate dei sociologi, studiano solo aria fritta.
    Inutile aspettarsi chiarimenti, coerenza, precisazioni dai vari De Nardis (padri, figli, nipoti ecc.)

  101. Fabio de Nardis ha detto:

    Vedo che di quello che ho scritto sul blog. della mia frustrazione politica per il senso di impotenza che a volte provo hai capito ben poco. Altro che invidia. Ho parlato di rabbia, sentimento che compredo, e non sai quanto, e come ho scritto anche su questo forum ho spiegato quanto questa rabbia possa essere utile se si trasformata in lotta collettiva. Ma in fondo sono considerazioni queste sì del tutto personali.
    F.

  102. la capra ha detto:

    Intanto Fabio de Nardis grazie per le informazioni e i chiarimenti.

    E poi grazie per la risposta sulle questioni “personali”. Non credo che dovessi convincere nessuno della tua buona fede o altro. Quindi non entro nel merito di nulla che non mi interessa minimamente.

    Quello che apprezzo è il tono. Ad attacchi violenti e personali più o meno giustificati hai risposto in modo pacato e rispettoso. Non è cosa usuale nei tempi che viviamo.

  103. Mario ha detto:

    sono stato il primo a mettere in evidenza le contraddizioni curricolari.. mi pare che il chiarimento non chiarisca granché. Inutile fare vittimismo: se uno rappresenta un partito comunista di fronte ai ricercatori precari deve avere un CV irreprensibile, al di fuori di ogni sospetto di nepotismo familistico, che invece rimane.

    Fossi in lui mi dedicherei a qualche altra attività che non sia l’università all’interno del partito.

  104. Untenured academic ha detto:

    ciaoranieri,

    inveire contro la sociologia è un’attività tipica dei reazionari… il problema è la sociologia italiana 😦

  105. BB ha detto:

    Fabio de Nardis,
    lascia sta i titoli accademici che non ce ne frega niente a facce sape’ che succede al ministero la prossima settimana
    BB

  106. Anna ha detto:

    Ma vi rendete conto di cosa dica De Nardis?

    “Naturalmente ha dovuto prima ritirare la domanda da quattro concorsi a Roma su richiesta indiretta dei commissari perché il suo curriculum era troppo forte e avrebbe messo in difficoltà i candidati interni.”

    a 24 anni un curriculum troppo forte? Oltre a essere raccomandato (è dello settore scientifico disciplinare del papà ordinario) è pure presuntuoso?

  107. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Caro de Nardis, ti ringraziamo per la tua disponibilità. Purtroppo non bastano i buoni propositi a sfamare le nostre famiglie.

    Dispiace che alcuni abbiano portato la discussione sul piano personale. Però a me sembra che non ti sia ben chiaro il problema dell’università e della ricerca in Italia, problema abilmente sintetizzato nel post di France (11 Marzo 2008 alle 3:55 pm).

    In poche parole, anche all’estero esistono le raccomandazioni: ad una domanda, perlomeno in fisica e matematica, vanno tipicamente allegate due o tre di queste lettere. La differenza è che all’estero un docente che raccomanda un incapace perde credibilità agli occhi della comunità scientifica.

    Per essere ancora più chiari. Tipica lettera di presentazione per essere ammessi alla Humbold-Universität di Berlino:

    ” Gentile Prof. Tizio,

    la prego di considerare il mio alunno Caio, studente brillante e di belle speranze, autore di diversi articoli su importanti riviste internazionali, ha dato un contributo essenziale allo sviluppo di … di cui è riconosciuto come uno dei maggiori esperti a livello internazionale.

    Sinceramente,
    Prof. Sempronio ”

    Ed ecco la tipica lettera di raccomandazione italiana:

    ” Caro Prof. Patata,
    il mio collega, er Cicoria, ci chiede se possiamo assumere suo figlio e promette di ricambiare il favore appena se ne presenti l’occasione. ”

    E così succede che ad esempio a Bari in un corridoio di Medicina tutti i professori portino lo stesso cognome. (cf. http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/scuola_e_universita/famibari/famibari/famibari.html )

    Gente che non ha portato alcun contributo alla scienza, e che meriterebbe semplicemente di perdere il lavoro, come sarebbe già successo in qualsiasi paese civile dove “responsabilità” e “merito” significano ancora qualcosa.

  108. France ha detto:

    @Fabio de Nardis
    Per quanto riguarda la CdC che dobbiamo fa’, abbiamo atteso 2 anni, cosa vuoi cha cambino 3 o 60 giorni.
    Non ho tanta voglia di discutere la parte personale, ma siccome non ti sottrai al confronto, e anche se la cosa mi d’ tremendamente fastidio perche’ non sono un maligno… vogliamo mettere il dito nella piaga, bene, allora arriviamo fino al gomito: nessuno ti accusa di nepotismo, per carita’. Ti sei fatto da solo, ciai le palle cubiche, standing ovation (altri luoghi comuni, espressioni trite? no, basta cosi’). Ora io non voglio fare il comunista con uno di Rifondazione, cazzarola, questo no, ma mi tocca dirtelo, accidenti a me:
    1) Il tuo maestro e relatore quando l’hai conosciuto? Non insegnava forse nella stessa facolta’ di tuo padre da quando forse ancora non eri nato? Quanto vantaggio ti e’ derivato, a prescindere che tu te ne sia approfittato o meno, dall’essere nato in quella famiglia?
    2) Sei ricercatore universitario in Italia, nel tuo paese d’origine, e fai apparire come un ripiego l’esserti dovuto spostare di 700 chilometri? Ma hai un’idea dell’uditorio cui ti rivolgi?
    3) Ti hanno imposto di ritirare 4 domande perche’ senno’ avresti vinto il concorso a Roma a dispetto dei santi? Ma che comunista sei? E la lotta per affermare i tuoi diritti? Mi fai quasi rimpiangere Giulio Palermo, buonanima
    4) Il concorso a Lecce lo hai vinto in pratica come unico concorrente, e comunque una telefonatina di mezzo c’e’ stata, e il bello e’ che lo dici anche quasi fosse normale.
    Ora il bello e’ che te sei anche uno bravo, pubblichi, fai cose, vedi gente, e andrebbe pure bene, ma come qualcuno sopra ha fatto notare dovresti evitare di fare l’alfiere delle NOSTRE battaglie, di parlare di precariato, meritocrazia e nepotismo a NOI. Hai fatto carriera nello stesso campo di papa’, e vabbene, liberissimo di fare il mestiere che vuoi, ma non il mio rappresentante.

  109. Ex Researcher ha detto:

    A me, tutti quelli che dicono “ho vinto il concorso truccato ma ero bravissimo e l’avrei vinto uguale” oppure “ho vinto il concorso ma la telefonata l’ha fatta il coordinatore di dottorato e non il mio papà che è ordinario” fanno un po’ arrabbiare (eufemismo).
    No: tu hai vinto il concorso e il concorso era pilotato. Punto. Cosa sarebbe successo “se” non lo sapremo mai.
    @de Nardis: niente di personale, sia chiaro. Vale per tutti.

  110. fabio de nardis ha detto:

    Ragazzi. Se sono stato esplicito sulla mia storia è perché è chiaro come si comincia la carriera in italia. Lo sappiamo. All’università tutti hanno un padre o una madre a prescindere dal cognome che portano. Poi per fortuna esiste anche una comunità scientifica (meglio se internazionale) che valuta i tuoi lavori spesso anonimamente e allora il merito o demerito di ognuno emerge. Dire che essere cresciuto in una casa di intellettuali mi abbia favorito in termini di conoscenze o competenze, sembra quasi scoprire l’acqua calda. Spero che un giorno non debba più essere così. Per questo lotto per l’eguaglianza e mi spaventa chi parla a sproposito non di merito (che va sempre valorizzato) ma di meritocrazia, che presuppone la logica di un sistema competitivo che poco si occupa delle disuguaglianze di partenza come quelle di cui sopra. Abolire i concorsi? Rendere esplicite le lettere di referenza come nei sistemi anglosassoni? Sono d’accordo ma purtroppo la Costituzione ce lo impedisce. Sono innamorato del mio mestiere e per quanto comprenda i dubbi e la rabbia di molti (forse tutti voi) rivendicherò fino all’ultimo giorno della mia vita la mia scelta professionale e intellettuale che ho intrapreso in autonomia di giudizio e contro il parere della mia famiglia. Ecco il grande privilegio di essere nato in quel contesto. A 15 anni avevo già gli strumenti per stabilire ciò che avrei voluto fare. In fondo cominciai a 13 a fare politica (sapete com’è, la politica liceale). Questo purtroppo non può essere cancellato. E continuerò a occuparmi di Università finché il mio partito riterrà opportuno che possa e debba farlo. Senza avere la pretesa di rappresentare qualcuno ma al limite di lottare al fianco di qualcuno. Quanto alla questione “sblocchi” vi ho dato le informazioni che mi avete chiesto, prefigurando tutti i possibili scenari. Non so che altro potervi dire. Mi piacerebbe assicurarvi un posto fisso domani ma purtroppo non è nelle mie facoltà. Se mi chiedete questo non posso accontentarvi. fatemi sapere se vi va di confrontarvi ancora con me e magari datemi anche voi informazioni tecniche e proposte, come ha già fatto qualcuno in una email recnte. Possiamo anche organizzare un incontro sul merito. Votate chi vi pare e ci vediamo comunque dopo le elezioni. So bene che sulla sinistra c’erano grandi aspettative e so bene che molte di quelle aspettative sono state deluse. Sono deluso e incazzato anche io. Rifondazione ci ha provato e non c’è riuscita (anche per sue colpe). Ora è giusto che se ne assuma le responsabilità. E anche se non ero in parlamento lo farò anche io a nome del partito che ad oggi rappresento, non è detto in eterno, visto che non avete il monopolio dei sentimenti, della rabbia o del disincanto. Credo veramente nella possibilità di cambiare le cose e vi assicuro, volenti e nolenti, che cerco, pur nelle contraddizioni (che però sono di tutti), di essere coerente anche con il mio stile di vita. Se poi invece di ragionare preferite sfogarvi non con me ma su di me, fate pure. I nostri percorsi politici ed esistenziali continuano. C’è sempre la possiblità di una rivoluzione armata … aahh se ve ne fossero le condizioni! Sapete, sono anni che non mi trovavo più a dovermi giustificare per il mio cognome. Pensavo di aver dimostrato con lo studio e la dedizione quel merito (sempre insufficiente!) che tanto si esalta (giustamente). Comunque poco male. Ora torno al lavoro … rivista, tesi, ricerche,

  111. fabio de nardis ha detto:

    … e poi questa cavolo di campagna elettorale che proprio non ci voleva …

  112. CAVE CANEM ha detto:

    Caro De Nardis,
    tienici al corrente.

    Grazie.

    A domani

  113. BB ha detto:

    lunedì telefona a Ragone e facce sape’

  114. chiara ha detto:

    Gentile de Nardis,
    solo un paio di osservazioni su quanto scrive nel suo blog.

    “Quanto al modo con cui si diventa professori o ricercatori in Italia, lo conosciamo tutti. Non ne andiamo fieri. Per questo però non sono sufficienti leggi e provvedimenti formali, ma occorre portare avanti una grande battaglia di egemonia culturale che è anche battaglia di civiltà. Al momento per vincere un posto occorre essere inseriti in cordate che controllano un sistema di reclutamento di fatto cooptativo..”

    Non ne andate fieri, ma non c’è volta che concretamente qualche strutturato si rifiuti di partecipare a commissioni di concorso truccate o che muova un dito per raddrizzare il sistema favorendo il reclutamento anzichè le progressioni di carriera e favorendo poi il reclutamento del candidato migliore a dispetto delle cordate.
    Un sistema di reclutamento di fatto cooptativo è alla base di molti sistemi universitari stranieri e negli altri paesi funziona! Il punto è nelle motivazioni che spingono le cooptazioni: in un sistema completamente deresponsabilizzato come quello italiano i criteri non sono quelli corretti. L’unico criterio che vige nel sistema universitario italiano è quello della gestione di un patetico potere fatto di scambio di favori. E non mi dica che
    “poi sta alla moralità di ognuno cercare di fare bene il proprio mestiere di studioso, di ricercatore e di docente.” Torni a parlare di questo quando avrà, per la prima volta probabilmente, dato prova tangibile di buona fede con iniziative individualmente prese e volte a scardinare il sistema dall’ interno come quelle di cui sopra.
    Ma cosa vuol dire “battaglia di egemonia culturale che è anche battaglia di civiltà” se non questo?

    “Mi chiedo, per amor di onestà, quanti di quei precari che oggi si sentono vittime di un sopruso si sarebbero tirati indietro se in sede concorsuale fossero stati loro i “prescelti”. Qui sta il punto. ”
    Questo è vero, verissimo…ma il fatto che sia vero, non toglie che il problema non siano gli eterni aspiranti, magari oramai esasperati 40enni, ma la qualità troppo spesso infima di chi riesce ad entrare in ruolo e una volta all’interno NON MUOVE UN DITO PER RADDRIZZARE IL SISTEMA, ANZI SI IMPEGNA A MANTENERE I PRIVILEGI. E comunque personalmente le dico che se domani vincessi un concorso truccato certo non rifiuterei, ma penserei che questo paese da terzo mondo in cui purtroppo ho deciso di restare mi toglie anche la soddisfazione meritatissima di poter dire “me lo sono meritato”

    “Il vero problema oggi è quello di portare avanti una battaglia politica che veda coinvolti tutti i ricercatori, i dottorandi e gli assegnasti mobilitati non per quella che sovente si configura come una sorta di invidia di classe. Sul tipo: “io odio i baroni perché in realtà vorrei essere uno di loro”, ma perché si crede veramente nella possibilità di costruire una università diversa. … Dove erano tutti questi giovani incazzati quando si chiedeva loro di mobilitarsi durante le discussioni per le due passate leggi finanziarie? … Dove stavano quando si organizzavano le manifestazioni di fronte al Ministero dell’Economia?”

    IO ho partecipato a tutte le manifestazioni pur senza credere minimamente nella possibilità concreta di costruire un’università diversa.

    “Facile criticare oggi chi, pur nei limiti, decide di buttarsi nella mischia cercando di incidere su processi e asimmetrie di potere che a volte sembrano inattaccabili.
    Senza un grande movimento di coscienza sociale siamo in grado di far pesare nelle istituzioni solo il nostro 6% senza alcun valore aggiunto.”
    Ma chi sarebbero queste persone? Il vostro partito? Ma a chi la racconta? Noi abbiamo seguito passo passo le tristi vicende dei blitz notturni in finanziaria e di questo vostro impegno…non ci siamo proprio accorti.

    “Ve lo dico io. Stavano all’Università a fare esami per paura di essere additati dal barone di turno a cui offrono dedizione e servitù nella speranza di una futura “cooptazione” concorsuale. ”
    No, guardi, casomai noi si sta a lavorare e ad accrescere curriculum almeno in media 3 volte migliore di un normale strutturato più anziano!

    “La politica non si delega in attesa che qualcuno ci risolva i problemi. Ognuno, specie se arrabbiato e deluso, dovrebbe mettersi in gioco e fare la sua parte. Altrimenti saranno sempre gli altri a vincere”
    E’ per questo che la hanno invitata a parlare al dipartimento di chimica…altrimenti, voi del mondo politico in generale, tanto impegnati al contatto con la gente e bla bla bla…avreste mai organizzato incontri del genere?
    Dimostri il suo impegno nei fatti mantenendo un canale concreto di comunicazione con il nucleo dei precari che non sia uno solo scambio di botta e risposta infuocati e spesso poco edificanti, ma che sia una vera e propria consultazione permanente con finalità costruttive in termini di proposte politiche. Dimostri che i precari sono per lei interlocutori validi tanto quanto i rettori della crui. E poi ne potremo riparlare.
    Chiara

  115. Ex Researcher ha detto:

    “C’è sempre la possiblità di una rivoluzione armata … aahh se ve ne fossero le condizioni!”

    E’ uno scherzo vero ?
    Cioè, era una battuta giusto ?
    E’ sera, ho avuto una giornata pesante, magari non avverto l’ovvia ironia.

  116. France ha detto:

    Credo di avere capito che buona parte della risposta di De Nardis è rivolta a me: chiedo scusa al blog se abbiamo preso una piega troppo personale, e magari è più importante che ci teniamo buono l’unico “insider” che ci può dire qualcosa di cosa cavolo stanno combinando al MUR.
    Giuro che poi non posto più ma gli scrivo in privato, OK?
    @Fabio De Nardis: nessuno qui chiede il posto fisso domani, anche se ce ne sono tanti che lo meriterebbero, credo. Nessuno si crede oggettivamente migliore di te o di chiunque altro “strutturato”, qualsiasi strada abbia percorso per diventarlo. Quasi tutti hanno, prosaicamente, le palle piene di luoghi comuni: abolire i concorsi SI PUO’, non nascondiamoci dietro alla riforma costituzionale. Responsabilizzare i dipartimenti e gli atenei SI PUO’, non idolatriamo l’intangibilità dell’impiegato pubblico. Paesi dove l’Università e la ricerca funzionano ne esistono, sai? E tanti. E il sistema di gestione è sempre quello: fai quel che vuoi, ma se sbagli te ne vai. Perchè in Italia no? Perchè? Di cosa avete paura?
    Quanto al presente, ritieni davvero di essere dalla nostra parte? Sai veramente cosa voglia dire essere un ricercatore precario per anni ed anni? Lavorare 12 ore al giorno 6 giorni la settimana per 800 euro al mese ed essere pagato con un anno e mezzo di ritardo, poi aspettare 6 mesi perchè il ministero non versa il FIRB, poi forse c’è una borsa di tre mesi, non fare un giorno di ferie in tre anni, non avere maternità, malattia, doversi pagare l’assicurazione sul lavoro di tasca propria, combattere con l’INPS per vede riconosciuti quei miseri anni di contributi, fare concorsi ed essere sistematicamente segato per mezzo punto (mezzo punto!) e alla fine emigrare per disperazione a 1700km da casa, che rivedrai 3 settimane l’anno, cambiare lingua, amicizie, crescere i tuoi figli lontano da chi ti può dare una mano… Te lo posso dire con sincerità? Tu sei dalla mia parte quanto io posso essere dalla parte dei turnisti della Tyssen, più o meno: solidale a livello umano.
    Se sei quel ragazzo intelligente (scusa ma sei più giovane di me) che mi sembra aver capito che tu sia, e quel comunista che dici di essere, fatti destinare ad un altro settore dal tuo partito, sei un sociologo, occupati di disagio giovanile, di droga, di prostituzione, di mafia, di delinquenza, di immigrazione. Lascia stare precarietà, università e ricerca, mi dispiace ma non sei presentabile, è una posizione dannosa per la credibilità politica tua e del tuo partito.
    Inoltre, siccome sei dentro al sistema, sei destinato a una fulgida carriera accademica: terrai corsi, farai laureare la gente, avrai dottorandi, assegnisti, borsisti. Ecco, mandali via, falli fuggire. Agli studenti di che la carriera accademica è falsa, ripugnante e impossibile, in Italia. Non prendere nessuno, mai, a lavorare gratis, non creare precari. E se ti capita di essere in commissione ai concorsi, sputtana tutti, punta i piedi, fai vincere i migliori. E se ti offrono scambi, rifiutali.

  117. leo ha detto:

    Statistiche:

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    Non lo dico per affermare he la Sinistra Arcobaleno tira più degli altri anzi vedremo quando e se riusciremo a portare a termine gli altri incontri le frequentazioni degli altri resoconti.

    Un ringraziamento personale a Fabio De Nardis che si è messo in gioco di persona su tematiche controverse.

    Noi tutti sappiamo come funziona il sistema cooptativo in Italia, noi tutti sappiamo delle promesse disilluse dal governo Prodi,

    tuttavia lady Moratti non era meglio, anche durante la sua era nelle università vigevano gli stessi sistemi e governavano le medesime persone.

    Non c’è alternativa ad un movimento dal basso autoorganizzato e democratico e alla collaborazione con tutti coloro che condividono una idea di rinnovamento.

    L’accusa di essere stati cooptati in un sistema cooptativo è una accusa che non serve.

    Anche se da figlio di operaio e di bracciante urbanizzata, laureato, addottorato, assegnistizzato e ancora non cooptato a quasi quarant’anni me rode a vedè i più fortunati che ti passano avanti con poco merito. Così come rode a vedere le liste elettorali composte solo in base a diretta cooptazione politica.

  118. Che schifo ha detto:

    Non è uno scherzo, pare. Ho letto anch’io cosa dice il buon De Nardis.

    Questa è la gente che popola le università, gente che predica la lotta armata.

    Sono i soliti, ormai da decenni: figli di professionisti, di intellettuali, di PROFESSORI UNIVERSITARI, che al riparo dei loro salotti ovattati si inventano rivoluzioni e lotte che non esistono.

    Che senso ha dire che “se ve ne fossero le condizioni” sarebbe auspicabile la lotta armata ?

    Ragazzi questo è fuori di sè. Caro De Nardis, caro ricercatore NON precario, che al riparo del tuo stipendio sogni la lotta rmata, smentisci o qui succede un casino, lo giuro vado in procura.

    Giulio

  119. Carlo ha detto:

    Cari amici del blog,
    qui volano parole grosse. Quello che carezza la lotta armata, questo che minaccia di andare in procura.
    Per favore, diamocci TUTTI una regolata.

  120. stonedresearcher ha detto:

    La responsabilità di chi scrive e replica ai post è personale.

    Si prega tutti di usare bene e democraticamente questa libertà e di non costringere a censurare o bloccare questa possibilità di discussione.

  121. Untenured academic ha detto:

    sono d’accordo con le conclusioni cui è giunto Leo rispetto alla necessità di una lotta dal basso autoorganizzata.

    Se non altro, il “caso De Nardis” ha dimostrato l’inadeguatezza del ceto politico dei partiti ufficiali, anche quelli di sinistra come Rif, la sua estraneità al corpo sociale che esso pretende di rappresentare o soltanto difendere politicamente: nel nostro caso, i ricercatori (precari e non).

    Lo stesso si può dire per i sindacati, anche se non ci sono “casi De Nardis” in quel contesto. Ma la sostanza non muta.

    Per questa ragione occorre valorizzare l’autonomia organizzativa e politica dei ricercatori precari. Ma per fare questo, occorre sviluppare istituzioni ‘permanenti” di organizzazione delle istanze e delle rivendicazioni dei ricercatori, precari e non.

    Il blog è uno strumento importante, fondamentale, per creare comunità e senso di appartenenza, ma deve essere affiancato da altri strumenti organizzativi non solo di divulgazione di istanze e “voci”, ma anche di difesa di diritti e di lotta politico-sindacale:

    come ad esempio un’associazione nazionale di difesa dei ricercatori.

  122. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissimi, state tranquilli, che il passaggio sulla rivoluzione armata era chiaramente una battuta ironica e mi sembrava anche piuttosto evidente, visto il contesto. Che volete farci, a volte provo anche io a fare il simpatico ed evidentemente mi riesce male.

    Quanto ai messaggi di Chiara e France.
    Come avete notato ciò che ho scritto sul blog è esattamente quello che ho scritto su questo forum (andate a rileggervi i diversi post). Hai ragione Chiara. A volte per entrare bisogna abbassare la testa, ma poi quanto meno bisognerebbe avere la dignità di rialzarla e provare a cambiare le cose dall’interno. Io personalmente mi sono rifiutato già due volte di entrare in commissione di concorso. Una volta ho dovuto farlo per forza a Torino, altrimenti avrei mandato a monte l’intero concorso dal momento che non c’erano altri commissari eleggibili. Per fortuna in quella circostanza vinse il migliore, anzi la migliore, tra i tre candidati. Cerco sempre di oppormi (nella quasi solitudine) alle ambiguità che si realizzano dentro la mia facoltà, rischiando spesso anche di trasformarmi in una figura macchiettistica e ho rifiutato collaboratori e assistenti (pur reggendo tre corsi e laureando una media di 25 studenti all’anno) proprio perchè non credo di poter garantire loro una remunerazione e un futuro, almeno per il momento.

    Sono certo Chiara che tu abbia partecipato a quelle manifestazioni così come la maggior parte dei frequentatori di questo forum, ma la mia riflessione era più generale e rigardava la difficoltà di organizzare politicamente il mondo dell’Università per la sua articolazione interna e per l’individualismo imperante che lo anima. E’ evidente che voi facciate la differenza, altrimenti non vi sareste organizzati in network. Una rete con cui io personalmnete ho ragionato a lungo durante questa breve legislatura, organizzando incontri con portavoci dei precari e riunioni operative, iniziative, e progetti comuni che purtroppo non siamo riusciti a far passare. Sapete la politica non è solo quella fatta dai parlamentari. Ricordo le litigate fino a tarda notte fatte al ministero con chi cercava di bloccare ipotesi di riforma, non solo sul precariato. E i precari di cui avevo i riferimenti telefonici sono sempre stati informati di queste discussioni. Il nostro rapporto è stato continuo e più volte hanno partecipato anche ai nostri attivi nazionali per portare il loro contributo e la loro esperienza. Tra l’altro questa volta è stata candidata anche la compagna cristina tajani della rete lombarda dei ricercatori precari e quindi spero si possa contare nella prossima legislatura anche su una competenza in più. Ho alcuni riferimenti email e tutti voi avete il mio. Vi lascio anche il telefono (3393622420), ma non usatelo per fare scherzi! Cerchiamo di costruire un tavolo permanente che cominci a elaborare proposte fin dall’inizio della nuova legislatura. Intanto cercherò di tenervi informati su quanto succede in questi giorni.
    Detto ciò non regge la posizione di chi afferma che non essendo precario non mi possa occupare di questioni accademiche o degli operai della Thyssen. Il progetto politico non si basa su una condividione di status ma su un’idea condivisa di società. Come dire che della condizione operaia si debbano occupare solo gli operai. Sarebbe la morte della politica. Naturalmente operai e in questo caso i precari devono essere coinvolti perché nessuno meglio di loro conosce la propria condizione.

    Sapete. E’ vero, io non sono un precario e, malgrado lo sforzo empatico, non posso comprendere fino in fondo la natura corrosiva della vostra condizione. Della fatica e del dolore di dover lasciare quasi ogni cosa per inseguire una passione. Per questo mi confronto con voi con massima stima e massimo rispetto. Credo di essere un uomo fortunato perché nella mia vita ho avuto modo di incontrare persone molto migliori di me. E questo probabilmente è uno di quei casi.
    F.

  123. Mario ha detto:

    De Nardis,

    segui i consigli di France, dedicati politicamente ad altre attività in cui puoi valorizzare le tue competenze di sociologo. Ma non all’università. Sei dello stesso SSD del tuo papà, non sei credibile!

  124. Carlo ha detto:

    Caro De Nardis,
    tranquillo, si capiva benissimo che era una butade (magari, di cattivo gusto).
    Nessuno qui (mi pare) ti contesta la generosità, il coraggio, ecc. con cui ti sei buttato nell’agone. Sulla sostanza però un piccolo rilievo ce lo avrei. Nei tuoi interventi, più volte, ti sei mostrato impreciso, impreparato, superficiale. Forse è questo il punto della situazione. In una materia così scottante (per noi) non possiamo tollerare simili deficit; soprattutto in chi proviene dal nostro stesso ambiente.
    A proposito di precisione, nel post odierno c’è un commento molto cazzuto di Nicola (un ricercatore che si distingue per intelligenza e puntualità delle sue osservazioni) che ha “sgamato” un’altra delle incongruenze di questa pazza pazza amministrazione. Leggetelo.

    Chiuso il caso De Nardis – si spera – andiamo avanti.

  125. Fabio de Nardis ha detto:

    Hai ragione carlo. Va anche detto che è un periodo concitato e spesso scrivo e penso tre quattro cose insieme. Cercherò di essere più attento in futuro
    F.

  126. Nicola ha detto:

    BOCCIATO DEFINITIVAMENTE DALLA CdC IL REGOLAMENTO MUSSI

    (dal sito di FLCGIL)

    La Corte dei Conti ha bocciato il Regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari, il cui iter era in corso da un anno, e che doveva consentire l’utilizzo delle risorse stanziate dalla Finanziaria 2007 (20+40+80 milioni di Euro per il 2007-08-09) per l’assunzione di giovani ricercatori.

    Si tratta di un fatto gravissimo, che azzera due anni di lavoro, di attese ed un processo avviato, certamente ancora insufficiente, ma che doveva aprire la strada al reclutamento straordinario. Per effetto di questo pronunciamento siamo tornati a due anni fa, ad una leva di giovani ricercatori che ora può solo affidare le sue speranze alle risorse ridotte di cui gli Atenei dispongono per il reclutamento ordinario.
    Gli effetti della bocciatura, infatti, rendono impossibile avviare i concorsi con il nuovo modello, con il risultato di congelare le risorse stanziate.

    Come si ricorderà, ad ottobre un decreto aveva spostato al 2008 le risorse previste per il 2007, proprio perchè il Regolamento ancora non c’era, e questo avrebbe consentito di utilizzarle, seppure in ritardo.

    A seguito dell’approvazione del decreto “Milleproroghe”, altro pasticcio parlamentare, il termine per i bandi dei concorsi della prima tranche da 20 milioni, quella del 2007, è stato fissato al 1° marzo. Il caos normativo e la totale incertezza su tempi e modalità dei bandi ha fatto sì che gran parte delle Università non facessero in tempo ad emettere i bandi. In extremis, nella giornata di ieri, una comunicazione del Ministro Mussi chiarisce che “i posti di ricercatore di cui al piano straordinario sono da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008″. Se così fosse, si salverebbe almeno la prima tranche da 20 milioni, da effettuarsi secondo le vecchie regole concorsuali, ma il resto degli stanziamenti è a questo punto affidato ad un provvedimento del prossimo Governo, che dovrà decidere se, come e quando i concorsi straordinari si debbono fare.

    Come si vede, un disastro normativo che induce a serie riflessioni sul come e perchè. C’è una grave responsabilità politica del MUR: errori, non governo dei processi, ritardi, confusione negli obiettivi e nei percorsi.
    Vedremo poi le motivazioni della Corte dei Conti, che, secondo il ruolo, dovrebbero attenere ad aspetti ben delimitati.
    Ma c’è visibilmente una serie di considerazioni di quadro che saldano in una responsabilità collettiva gli attori istituzionali del sistema; perchè è così difficile cambiare le cose? Quali interessi ed alleanze perverse si sommano per paralizzare ciò che in un Paese normale richiede tre mesi e un po’ di buon senso? Perchè non si possono mai fare in Parlamento buone norme sull’Università? E perchè gli organi di controllo e gestione dell’Amministrazione spesso si fanno essi stessi politica, spingendosi ad indicare modelli e soluzioni, anzichè vigilare sulla correttezza delle norme, sia generali sia di spesa?

    Emerge in modo fastidioso e non rimuovibile la sensazione di autorappresentanze di interessi che attraversano le istituzioni, volte solo alla tutela dell’esistente.

    Contro questi poteri non c’è difesa, a meno che la comunità universitaria, in tutte le sue componenti, non trovi dentro di sè la forza e la convinzione di dire basta alle forze che per le ragioni più diverse portano la responsabilità del declino delle nostre istituzioni.

    Roma, 13 marzo 2008
    Link
    http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/marzo/bocciato_dalla_corte_dei_conti_il_regolamento_per_il_reclutamento_dei_ricercatori_universitari

  127. Paolo ha detto:

    Leggo ora questa lunghissima paginata di interventi. Dal mio punto di vista, mi pare che gli attacchi personali contro De Nardis siano stati ingenerosi nei confronti di una persona che si e’ mostrata oltremodo disponibile nei nostri confronti e che ha espresso posizioni in larga parte condivisibili.
    Per quanto mi riguarda, di un politico non mi interessano i fatti personali ma le sue posizioni programmatiche e poi chiaramente, al momento opportuno, la traduzione di tali posizioni in fatti concreti. D’altra parte, non mi sembra una gran furbizia attaccare chi si schiera dalla nostra parte (oltretutto in questo momento sono ben pochi, da qualunque parte si guardi).
    Mi auguro che nel prossimo Parlamento la SA cerchi di ottenere risultati per noi precari della ricerca migliori di quelli assai deludenti registrati nella passata legislatura.

  128. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissime e carissimi
    Oggi cercherò di avere maggiori informazioni su quanto è avvenuto e sulle conseguenze della questione Corte dei Conti. Gli scenari ve li avevo già prefigurati. Ora comincia il mio (nostro) lavoro di pressione sul Ministero e su quello che resta di questo Governo sgangherato.
    A più tardi
    Fabio

    PS: grazie Paolo, chiunque tu sia

  129. Carlo ha detto:

    Caro Fabio,
    Mussi ha dimostrato di essere un incapace inconcludente. Dimettersi da ministro (anche solo pochi giorni prima del ritiro del governo), per noi, avrebbe comunque un senso simbolico: vorrebbe dire ammettere il proprio fallimento.
    Non solo. in un commento precedente tu hai profilato la possibilità secondo cui Mussi possa decidere comunque di pubblicare in GU il regolamento.
    Questa soluzione sarebbe una seconda catastrofe. Si vedrebbe concretizzato lo spettro della paralisi del sistema – da tanti di noi in queste settimane (o mesi?) paventato – a causa dei ricorsi al TAR (altro che Blocco dei concorsi!).
    Dobbiamo impedire che si compia questo passo: chiediamo a gran voce le sue DIMISSIONI!
    Se puoi, fagli arrivare questa voce.

  130. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissimi
    le ultime su braccio di ferro ministero-CdC.

    Come già vi è stato comunicato la Corte dei Conti ha confermato le sue riserve malgrado la risposta ai rilievi da parte del ministero. Purtroppo il comunicato della CdC non è disponibile. E’ arrivato in un plico all’ufficio legislatiovo e pare che se lo tengano ben stretto, almeno per il momento. Mi sono fatto comunque leggere i passaggi più interessanti. Cade il rilievo n.1, e cioè quello che contestava la legittimità complessiva del regolamento. Rimangono in piedi invece tre rilievi.
    Uno, a mio avviso assurdo, è quello sulla prescrttività dei termini di presentazione delle norme primarie. Per intenderci, il Ministero non avrebbe presentato il regolamento nei termini previsti. Dico assurdo perché esistono centinaia di regolamenti presentati fuori tempo e registrati dalla Corte e questo lascia intendere un atteggiamento volutamente conservatore della Corte stessa che decide di bloccare in particolare questo regolamento che pur nei limiti segnava una differenza positiva rispetto a quello vecchio.
    Gli altri due rilievi riguardano l’anonimato dei revisori nazionali e il concorso in due tempi che secondo la Corte esproprierebbe le sedi locali della loro autonomia.
    Allora. A quanto pare la linea del ministero è quella di emendare in tempi rapidissimi il regolamento togliendo l’anonimato ai revisori nazionali (e forse questo può essere anche positivo visto il diritto dei candidati a poter ricusare i commissari); mantenendo comunque i due step nazionale-locale, anche perché la maggior parte dei concorsi pubblici sono fatti in due tempi.
    A quel punto la Corte dei Conti, che è la vera causa di questa stasi, avrà ulteriori trenta giorni di tempo. A quel punto, tra 30-40 giorni, l’Italia ancora non avrà un ministro dell’Università, quindi il nuovo regolamento emendato, se approvato, entrerebbe in vigore sbloccando di fatto le procedure di valutazione comparativa.
    Io Ho sostenuto questa strategia, anche perché credo nel nuovo regolamento, ma ho rilanciato chiedendo comunque di produrre quanto prima un decreto-legge che proroghi la scadenza dei bandi di concorso al 30 giugno (e non al 1 marzo). Mi è stato risposto che non ci sono i tempi per un decreto d’urgenza, che Napolitano non lo concede. Francamente questa risposta non mi ha soddisfatto. Da un lato infatti condivido la battagglia contro la posizione assurda della CdC e la necessità di rivendicare un regolamento concorsuale innovativo. Dall’altro però sono convinto della necessità di fare tutti gli sforzi possibili per rendere operativi i concorsi quanto prima, anche se col vecchio regolamento. Su questo secondo punto registriamo una divergenza radicale con i vertici ministeriali e provvederemo a rendere pubblica questa divergenza.
    Il 3 aprile (data da confermare) sarebbe in programma una iniziativa nazionale della SA su Università e Ricerca. Vorrei che voi foste parte attiva di questa iniziativa. Ripeto, a prescindere dal vostro orientamento elettorale. Magari ne parlo con gli amici della Rete di cui ho i riferimenti.
    Farò di tutto, vi assicuro. Ciao
    F.

  131. BB ha detto:

    Fabio, grazie.

  132. Emanuele depresso ha detto:

    Mah…a me sembra che l’affannosa rincorsa del Ministero sia inutile.

    Anche se venisse eliminata la questione dell’anonimato dei revisori, rimarrebbero in piedi, da quello che dice De Nardis, gli altri due rilievi. Perchè mai la Corte dovrebbe accettare quello che ha già respinto per ben DUE volte ? Per quale ragione, oltretutto a elezioni ormai espletate e ministro di fatto esautorato ? La causa della stasi, caro De Nardis, non è la Corte, ma un ministro totalmente incompetente e cocciuto, che cerca di sfondare un muro con la macchina ammaccata.
    Francamente non riesco proprio a capire, ripeto, per quale motivo la Corte dovrebbe far passare norme che non verrebbero modificate…
    Caro De Nardis, sai qualcosa in più ? qual è il grimaldello che vuole usare Mussi per scardinare le resistenze della corte ? Boh…

  133. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Grazie Fabio.
    L’ipotesi A “emendare in tempi rapidissimi il regolamento togliendo l’anonimato ai revisori nazionali”, sarebbe la migliore. Ma anche rimettere in gioco i fondi con il vecchio regolamento sarebbe meglio di niente.

  134. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro Emanuele depresso. La depressione è di entrambi. Ti ho detto ciò che mi è dato sapere. Purtroppo non riesco più a seguire certe logiche che non condivido. Oggi ho già discusso aspramente con chi di dovere e come Rifondazione, e spero che il Pdci ci segua, abbiamo deciso di prendere le distanze da certe manovre. Non è importante che si sta in campagna elettorale. Se una cosa non mi va giù provo a risolverla, se non ci riesco, come pare, il disenso diventa esplicito e pubblico.
    F.

  135. Paolo ha detto:

    Caro Fabio, grazie ancora per il tuo impegno.

  136. Emanuele depresso ancora di più ha detto:

    Caro Fabio, apprezzo il tuo impegno.

    Purtroppo, da giurista precario quale sono, mi ero permesso di esprimere dei dubbi sulla strategia del Ministero, visto che, da quanto tu dici, esso intende modificare solo uno dei punti messi in dubbio dalla Corte. Mi ero chiesto e mi chiedo ancora: va bene per i revisori anonimi, ma per gli altri punti ? e in particolare: se il ministero intende lasciare così com’è il doppio livello di giudizio, perchè mai la Corte – mi chiedo ingenuamente io – dovrebbe dare il semaforo verde, se per due volte ha già espresso i suoi dubbi in proposito. Sono semplici dubbi, che mi pongo io come qualsiasi altro lettore sconcertato di questo blog.

    Saluti e buon lavoro

  137. RNRP nodo di Ferrara ha detto:

    COMUNICATO STAMPA

    UNIVERSITA’ e RICERCA: ROMPERE IL SILENZIO ASSORDANTE DOPO LE ENNESIME CENSURE DELLA CORTE DEI CONTI

    Spiegare il mondo dell’università a chi non ne fa parte è assai difficile, soprattutto perché l’immagine di comodo, che spesso emerge dalla stampa d’opinione è talvolta quella caricaturale di un mondo deteriorato dove impera la baronia dei grandi professori. In realtà sotto la dicitura “Università” coesistono realtà molto diverse. E’ tuttavia innegabile che si tratti di un sistema che abbisogna, come il nostro sventurato paese, di una rivoluzione copernicana che scardini le attuali dinamiche di accesso e progressione di carriera aprendo ad una vera valutazione del merito.
    Purtroppo, in questi ultimi mesi sembrava davvero dovesse iniziare un primo timido cambiamento; in realtà, non è cambiato nulla. Abbiamo assistito ad un finto reclutamento straordinario dei ricercatori, ad un’immotivata esclusione dalle stabilizzazioni dei precari, ad uno sblocco dei concorsi da ordinario ed associato con il ritorno alla doppia idoneità e, dulcis in fundo, alla prima interruzione per legge nella storia dei concorsi da ricercatore. In più occasioni il comportamento del Ministero dell’Università ha lasciato esterrefatti per approssimazione e superficialità, ma, negli ultimi giorni della loro vita, le aule parlamentari non sono state da meno.
    La conversione in legge del decreto “Milleproroghe” ha, infatti, generato l’agghiacciante effetto di congelare i bandi dei concorsi a ricercatore a partire dal 1° marzo poiché vincolati all’attuazione del nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori voluto dal Ministro dell’Università. Di ieri la notizia che la Corte dei Conti, deputata al controllo preventivo di legittimità che si esercita esclusivamente su alcuni atti del Governo non aventi forza di legge, ha negato, per la seconda volta, il via libera alla registrazione del Regolamento.

    Sebbene oggi risulti impossibile prevedere una regolare erogazione dei fondi previsti per il reclutamento straordinario del 2008 e 2009, emerge però chiara la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per correggere l’inaccettabile blocco di tutti i concorsi da ricercatore operato dalla conversione in legge del decreto “Milleproroghe”.

    E’ per questo che, visto il nuovo parere negativo della Corte dei Conti sul c.d. “Regolamento Mussi”, il nodo ferrarese della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari chiede:
    – agli organi di informazione di rompere questo assordante e imbarazzante silenzio sulla condizione dell’ Università e della Ricerca in Italia assicurando la massima diffusione al presente comunicato.
    – al Governo ed al Ministro di intervenire quanto prima con un decreto legge per ovviare allo sconsiderato blocco dei concorsi da ricercatore. Ciò impedirebbe loro di essere ricordati come quelli che hanno inferto un colpo terribile a danno di tutti i giovani talenti che giustamente, dopo anni di studio e ricerca, aspirano ad un ingresso in ruolo.
    – a tutti i ricercatori precari di mobilitarsi e far sentire la propria voce in ogni sede opportuna.

    Coordinamento Ricercatori Precari
    RNRP
    Nodo di Ferrara – http://www.unipre.net
    coordinamento@unipre.net

  138. BB ha detto:

    Fabio de Nardis,

    se capisco bene, Mussi vuole emendare il Regolamento per cercare di andare incontro alla Corte, emanarlo/pubblicarlo sulla Gazzetta e ,contemporaneamente, rimandarlo alla Corte stessa per cercarene la definitiva registrazione (??) Altrimenti tra 40 gg chi lo pubblica il Regolamento? Formigoni?

    Non credo abbia altre strade se vuole riaprire i concorsi e salvare il finanziamento straordinario. Probabilmente aveva già deciso di pubblicarlo a tutti i costi quando ha inserito il blocco dei ricercatori nel “milleproroghe”.

    ciao, grazie, BB

  139. Carlo ha detto:

    Quello che temo è che, se Mussi pubblica veramente il suo regolamento (emendato, come dice de Nardis) in GU, si avrà la vera paralisi.

    Lo si è detto tante volte in questo blog, dopo mesi di preparazione, il primo concorso in cui dovesse applicarsi il regolamento Mussi verrebbe immediatamente bloccato dai ricorsi al TAR (sollecitati probabilmente da chi ha tutto l’interesse che non entrino ‘estranei’ in dipartimento).

    FERMIAMO MUSSI! FERMIAMO IL PROGETTO SCELLERATO DELLA PUBBLICAZIONE IN GU DEL NR!

    P.S. Per i giuristi.
    In queste condizioni (a regolamento pubblicato), quanto ci vorrebbe al nuovo Governo per smantellare il Regolamento Mussi?
    E, più in generale, è poi vero – come si sente ripetere da più parti – che si rischia un blocco fino al 2010? Oppure, come si spera, è sufficiente attendere l’insediamento del nuovo Governo?

  140. Fabio de Nardis ha detto:

    Il nuovo governo non potrebbe bloccare il nuovo regolamento dal momento che ad esso è connesso lo sblocco dei 20+40+80 milioni di euro nei prossimi tre anni. A meno che non produca immediatamente un ulteriore nuovo regolamento concorsuale. E a giudicare dai chiari di luna, il prossimo governo che sia PD o PDL sarà un governo debole, perché privo di una maggioranza solida in Senato. Questo vorrebbe dire che lo sblocco si sarebbe ritardato di tre mesi. Alla luce di questo la strategia di Mussi è comprensibile. Ciò che contesto è la necessità, da subito, di pordurre un decreto d’urgenza per reiterare al 30 giugno (ma anche 30 maggio) i termini per bandire i concorsi del reclutamento straordinario. Già oggi farò in modo di parlare col responsabile università del Pdci, e chiamerò anche Alba Sasso di Sinistra Democratica per concordare un comunicato stampa in cui si chiede al ministro quantomeno di tentare la strada del decreto. Se, come mi dicono al Ministero, veramente non ci sarebbero i tempi perché Napolitiano non lo concederebbe, pazienza, ma che la responsabilità se l’assuma il Presidente della Repubblica.
    Vi tengo aggiornati su questo forum, quindi di tanto in tanto passate di qui. Nel frattempo fatemi avere alcuni recapiti vostri per un incontro informale. Come vi accennavo il 3 aprile stiamo organizzando una iniziativa nazionale a Roma, che forse si svolgerà nell’aula 1 di Lettere, a La Sapienza. Mi piacerebbe che qualcuno di voi intervenisse, ma soprattutto mi piacerebbe presentare pubblicamente una proposta di riforma contro il precariato (assegno, contratto a TD) elaborato insieme a voi. Insomma. La lotta è dura, ma possiamo farla insieme, se vi va.
    F.

  141. Carlo ha detto:

    Caro Fabio,
    l’ho scritto più volte, ma ora te lo chiedo in modo diretto: quale è la posizione di SA riguardo alla paventata ‘paralisi’ (diversa dal ‘blocco’ dei concorsi) che si produrrebbe a seguito dei certissimi ricorsi al TAR, se il regolamento venisse pubblicato in Gazetta Ufficiale (e quindi diventasse operativo).
    Questo per molti di noi è un punto delicatissimo e – mi pare – sventatamente trascurato dal dibattito in corso.
    Si teme che, pur di approvare il NR (cosa in sé meritevole), si finisca con l’affossare tutto il sistema nel pantano.
    Scusa se insisto, ma a chi sta per scadere il contratto, è una prospettiva terrorizzante.
    Grazie, a presto
    Carlo

  142. Carlo ha detto:

    P.S. Dopo tutto il casino che ha combinato Mussi, mi sembrerebbe proprio una forzatura scaricare la responsabilità sul Presidente della Repubblica.
    Se al ministero dicono che il Presidente non può firmare per via dei tempi, la colpa di chi è di Napolitano o di chi ha giocato d’azzardo al Milleproroghe?
    Carlo

  143. Nicola ha detto:

    Il presidente Napolitano si è sempre dimostrato molto sensibile verso i problemi dell’Università e della Ricerca e dubito possa rifiutare in questo momento una soluzione ragionevole per impedire un disastroso “effetto blocco”. Forse mi posso anche sbagliare, ma il combinato disposto del niet della CdC ed il contenuto dell’art.12 comma 2 bis (“Nelle more dell’attuazione del regolamentyo….”) mi sembrano raffigurare una classica ipotesi di “straordinaria necessità ed urgenza”.

  144. Carlo ha detto:

    Ciao Nicola,
    speriamo che tu abbia ragione (e che qualcuno ci ascolti).

  145. Per De Nardis ha detto:

    Se volete invitare qualcuno della RNRP o dei precari organizzati puoi far riferimento sia ai compagni di Roma o di Napoli oppure scrivere in mailing list nazionale dovresti essere abilitato o ricordo male? Magari è interessato anche qualche altro nodo tipo Ferrara o Bologna…Forse qualcuno

    Comunque saprai che nella scorsa legislatura i vostri rappresentanti alla camera e nel governo a parte Folena sembravano cadere dalle nuvole riguardo al precariato universitario ed avevano posizioni sempre influenzate dai vari rappresentant Crui e Cun che penzolavano nelle stanze del parlamento.

    In altre parole a parte generiche petizioni di principio non ci ha ca.ga..o nessuno anzi siamo stati eliminati anche dalle stabilizzazioni come fossimo dei portaborse.

  146. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro Carlo,
    non credo che la questione ricorsi al TAr sia un problema perché l’intenzione di riemendare il regolamento presuppone l’idea della sua possibile approvazione dalla CdC. Se così non fosse sarebbe il nuovo ministro a dover produrre un nuovo regolamento. Il ptroblema dei ricorsi si verificherebbe se il Ministero oggi emanasse comunque il nuovo regolamento a prescindere dal parere della CdC. Né avrebbe facoltà tra l’altro, ma oltre ad essere irrituale, produrrebbe quel casotto di ricorsi e controricorsi che tu giustamente paventavi.
    Scusa se non ti avevo risposto. Ma corro sempre
    F.

  147. Carlo ha detto:

    Caro Fabio,
    grazie della risposta; tuttavia, il problema secondo me sussiste.

    Intanto, (lo abbiamo imparato) bisogna distinguere tra emanazione e pubblicazione.
    Al momento, il Nuovo Regolamento è stato EMANATO (il famoso 7 dicembre), ma non ancora PUBBLICATO in GU; dunque, non ha ancora “terminato il suo iter” (meglio della formulazione non è “entrato in vigore”).

    Ora, tu riferisci della volontà da parte del ministro di EMENDARLO. Che cosa significa? Correggerlo nei punti critici (non tutti, peraltro) indicati dalla CdC e poi? Rispedirlo alla CdC e aspettare il definitivo (eventuale) parere favorevole o pubblicarlo così com’è in GU e aspettare l’approvazione?

    Nella prima ipotesi, non è chiaro chi lo dovrebbe pubblicare una volta approvato: il nuovo govrno?
    Nella seconda ipotesi, se la CdC non dovesse ancora dare parere favorevole (rimarrà sempre aperto il punto sulla questione del mancato rispetto dei termini temporali), ci sarà il serio rischio della paralisi per i ricorsi al TAR.

    Emanazione / pubblicazione / emendazione: a qualcuno sembrereanno noiose questioni terminologiche, ma è (anche) su questo crinale che si gioca la partita.

    A presto
    Carlo

  148. Fabio de Nardis ha detto:

    Ecco di seguito il comunicato stampa che partirà domani mattina. Non riesco a contattare il Pdci. Se ci riuscisse lo produrremmo insieme.

    PRC: “subito un decreto d’urgenza che sblocchi i concorsi per ricercatore universitario”

    Rifondazione Comunista denuncia con forza l’atteggiamento della Corte dei Conti che per la seconda volta boccia il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori, malgrado il parere positivo del Consiglio di Stato.
    In questo modo la Corte dei Conti si rende responsabile del blocco delle procedure di reclutamento che se effettuate ridarebbero ossigeno a una situazione di precariato intellettuale che nell’Università italiana è diventata intollerabile.
    Il comportamento della Corte, vista l’inconsistenza politica e giuridica dei rilievi, mostra la volontà politica di impedire quel processo di rinnovamento del sistema universitario italiano che il nuovo regolamento concorsuale avvierebbe.
    Per questo il Prc sostiene la necessità di rilanciare con forza la legittimità formale e l’importanza politica di questo processo di riforma. Ritiene opportuno che il Governo, dopo aver effettuato le opportune correzioni, rimandi alla Corte il nuovo regolamento consentendone l’approvazione, e il conseguente sblocco dei concorsi, entro quaranta giorni.
    Al contempo riteniamo necessario che il Ministro dell’Università consideri la fattibilità di un decreto d’urgenza che sposti al 30 giugno (anziché al 1 marzo) il limite temporale per bandire concorsi con la vecchia normativa, consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento straordinario.

    Fabio de Nardis, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca Prc-Se

  149. Carlo ha detto:

    No, Fabio così non va proprio bene.
    Propongo invece questa seconda stesura, meno tendenziosa.

    XYZ: “Subito un decreto d’urgenza che sblocchi i concorsi per ricercatore universitario”.

    XYZ denuncia con forza l’atteggiamento del Ministro Mussi che per la seconda volta si fa bocciare il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori dalla Corte dei Conti.
    In questo modo il Ministro Mussi si rende responsabile del blocco delle procedure di reclutamento che se realizzate ridarebbero ossigeno a una situazione di precariato intellettuale che nell’Università italiana è diventata intollerabile.
    Il comportamento del Ministro Mussi, vista la consistenza giuridica dei rilievi della Corte dei Conti, denuncia la volontà politica di impedire quel processo di rinnovamento del sistema universitario italiano che con il nuovo regolamento concorsuale solo a parole si vorrebbe avviare.
    Per questo XYZ sostiene la necessità di rilanciare con forza l’importanza politica di questo processo di riforma. Ritiene opportuno che il Governo, dopo aver apportato le opportune correzioni, rimandi alla Corte il nuovo regolamento consentendone finalmente l’approvazione, e il conseguente sblocco dei concorsi, entro quaranta giorni.
    Al contempo riteniamo necessario che il Ministro dell’Università consideri la fattibilità di un decreto d’urgenza che sposti al 30 giugno (anziché al 1 marzo) il limite temporale per bandire concorsi “ordinari” con la vecchia normativa, nonché consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento “straordinario”.

  150. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro Carlo,
    mi devi scusare ma rimango fedele alla mia ipotesi di comunicato. Il significato è lo stesso e ti assicuro che farà discutere molto al Ministero e tra i compagni di Sinistra Democratica, ma quell’attacco frontale a Mussi in questo momento proprio non posso permettermelo. Mi rendo conto che non è un tuo problema ma non posso far saltare un’alleanza politico-elettorale a meno di un mese dalle elezioni. Sono certo che mi capirai. Ripeto. La sostanza del comunicato non cambia. Spetterà poi al sottoscritto, come in parte ho già fatto, svuotarmi lo stomaco con quello che penso contro chi oggi gestisce al ministero in questa fase complessa.
    Ciao
    F.

  151. Carlo ha detto:

    Caro Fabio,
    così va meglio; l’importante è intendersi.
    Grazie e a presto
    Carlo (Univ. Salento)

  152. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissimi. Finalmente sono riuscito a parlare con i compagni del PdCI … E’ difficile di domenica! Ho registrato consenso sull’idea del comunicato congiunto che abbiamo ulteriormente arricchito come segue. Sarà mandato alle agenzie domani mattina:

    COMUNICATO CONGIUNTO
    PRC-PdCI: “subito un decreto d’urgenza che sblocchi i concorsi per ricercatore universitario”

    Rifondazione Comunista e il PdCI denunciano con forza l’atteggiamento della Corte dei Conti che per la seconda volta ha bocciato, con rilievi che ci paiono inconsistenti sia dal punto di vista tecnico che giuridico, il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori, malgrado il parere positivo del Consiglio di Stato.

    In questo modo la Corte dei Conti si rende responsabile del blocco delle procedure di reclutamento che se effettuate ridarebbero ossigeno a una situazione di precariato intellettuale che nell’Università italiana è diventata intollerabile.

    Per questo il PRC e il PdCI sostengono la necessità di rilanciare con forza la legittimità formale e l’importanza politica di questo regolamento e ritengono opportuno che il Governo, dopo aver effettuato le opportune correzioni, rimandi alla Corte il nuovo regolamento consentendone l’approvazione, e il conseguente sblocco dei concorsi, entro quaranta giorni.

    Al contempo ritengono però necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca consideri la fattibilità di un decreto d’urgenza che sposti almeno al 30 giugno (anziché al 1 marzo) il limite temporale per bandire concorsi con la vecchia normativa, consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento straordinario.

    Ritengono inoltre necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca solleciti tutte le presidenze degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) a richiedere immediatamente al Ministro della Funzione Pubblica l’autorizzazione, malauguratamente reintrodotta dal decreto “Milleproroghe”, alle assunzioni derivanti sia dalla stabilizzazione del precariato sotto specifici requisiti, sia dallo sblocco del turn-over negli EPR e che questa autorizzazione sia immediatamente concessa, mantenendo fede a quanto il Centro-Sinistra ha unitariamente deliberato con le leggi Finanziarie del 2007 e 2008.

    Fabio de Nardis, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca Prc-Se

    V. Francesco Polcaro, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca PdCI

  153. BB ha detto:

    Fabio,
    scusa, solo una domanda. Quando dici “… consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento straordinario.”, intendi i 40 milioni del 2008 o i 20 milioni del 2007?
    grazie BB

  154. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro BB
    il punto è che i 20 del 2007, oltre ai reclutamento straordinario non sono ancora stati utilizzati, quindi mi riferisco a quelli. Poi si potranno utilizzare i 40 e gli 80, preferibilmente con una nuova normativa.
    F.

  155. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissimi. In extremis ho ottenuto la firma anche dei Verdi e di Sinistra Democratica sul nostro comunicato. Quindi anche il partito di Mussi gli chiede il decreto di proroga al 30 giugno. Credo sia un bel colpo.
    Ciao F.
    ………………..

    COMUNICATO CONGIUNTO

    PRC-PdCI-SD-Verdi: “subito un decreto d’urgenza che sblocchi i concorsi per ricercatore universitario”

    Rifondazione Comunista, il PdCI, i Verdi e Sinistra Democratica denunciano con forza l’atteggiamento della Corte dei Conti che per la seconda volta ha bocciato, con rilievi che ci paiono inconsistenti sia dal punto di vista tecnico che giuridico, il nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori, malgrado il parere positivo del Consiglio di Stato.

    In questo modo la Corte dei Conti si rende responsabile del blocco delle procedure di reclutamento che se effettuate ridarebbero ossigeno a una situazione di precariato intellettuale che nell’Università italiana è diventata intollerabile.

    Per questo il PRC, il PdCI, i Verdi e SD sostengono la necessità di rilanciare con forza la legittimità formale e l’importanza politica di questo regolamento e ritengono opportuno che il Governo, dopo aver effettuato le opportune correzioni, rimandi alla Corte il nuovo regolamento consentendone l’approvazione, e il conseguente sblocco dei concorsi, entro quaranta giorni.

    Al contempo ritengono però necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca consideri la fattibilità di un decreto d’urgenza che sposti almeno al 30 giugno (anziché al 1 marzo) il limite temporale per bandire concorsi con la vecchia normativa, consentendo a tutti gli Atenei di utilizzare i fondi predisposti per il reclutamento straordinario.

    Ritengono inoltre necessario che il Ministro dell’Università e della Ricerca solleciti tutte le presidenze degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) a richiedere immediatamente al Ministro della Funzione Pubblica l’autorizzazione, malauguratamente reintrodotta dal decreto “Milleproroghe”, alle assunzioni derivanti sia dalla stabilizzazione del precariato sotto specifici requisiti, sia dallo sblocco del turn-over negli EPR e che questa autorizzazione sia immediatamente concessa, mantenendo fede a quanto il Centro-Sinistra ha unitariamente deliberato con le leggi Finanziarie del 2007 e 2008.

    Fabio de Nardis, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca – Prc-Se

    V. Francesco Polcaro, Dipartimento Nazionale Università e Ricerca – PdCI

    On. Tommaso Pellegrino, Responsabile Università e Ricerca – Verdi

    On. Alba Sasso, VII Commissione alla Camera – Sinistra Democratica

  156. Carlo ha detto:

    Chi glielo spiega come stanno davvero le cose? e cioè che la storia del 30 giugno non è una novità, ma che era già circolata in una lettera di Mussi di qualche giorno fa?
    Lettera, peraltro, alla quale il Ministero non ha dato seguito con nessuna nota…

  157. Fabio de Nardis ha detto:

    Infatti caro Carlo, era solo una voce. Non c’è nessun atto formale. Magari fosse! Ho parlato giorni fa col ministero, prima di informarvi qui sul forum, e ti assicuro che l’indirizzo era solo quello di emendare nuovamente il regolamento. Aver ottenuto la firma di tutti i partiti che fanno capo alla SA sulla richiesta di un decreto d’urgenza è un gran bel colpo. Ti assicuro. So che sei in buona fede. Ti prego però di credere alla mia di buona fede.
    Ciao
    F.

  158. Carlo ha detto:

    Fabio caro,
    l’ho già scritto: ammiro e apprezzo TUTTO quello che stai facendo; grazie ancora.
    Non voglio sembrare un ingrato. Ma a volte mi demoralizzo.
    La richiesta di spostare il termine al 30 giugno l’abbiamo letta (quasi) tutti. Non era una voce; ma un documento firmato da Mussi e inviato alle Università, al CUN e compagnia bella. In questo senso, non si può parlare di novità.
    Ma magari hai ragione tu ed è un bel colpo la richiesta congiunta…
    A questo punto, non so più niente.

    Certo è che questo tira e molla sul regolamento ha smesso di appassionarmi. L’ho anche scritto più su: quello che serve non è un Nuovo Regolamento, ma l’abolizione dei contratti vergogna e la possibilità di bandire tanti posti quanti ne servono (con non importa quale regolamento). E non uno di più.
    Volete chiamarla “ope legis”? Mi sembra una parola meno volgare di “contratti precari”.
    A presto
    Carlo

  159. Carlo ha detto:

    Ora ti lascio che devo andare a fare lezione.
    Ricercatore/docente (precario).

  160. BB ha detto:

    Fabio de Nardis,
    hai notizie dal ministero? Che aria tira? Lo pubblica o no?

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