Università: “da oggi” niente più concorsi per i ricercatori precari

Ancora una volta il ministro Mussi e il suo entourage giocano al “piccolo riformatore” sulla pelle di decine di migliaia di docenti e ricercatori precari delle Università italiane.

Il decreto “Mille-proroghe” è stato ormai approvato ed è entrato in vigore il 1 marzo. Con una nota ministeriale del 4 marzo, a firma Antonello Masia, direttore generale del MUR, il Ministero ribadisce che la data del 1 marzo 2008 è il termine ultimo di validità per tutti i bandi per ricercatore, siano essi su fondi ordinari o cofinanziati (il famoso reclutamento straordinario della finanziaria 2007). La precedente nota del Ministero, emanata l’ 8 febbraio stabiliva invece come data ultima per i concorsi con cofinanziamento il 31 marzo 2008 e per i concorsi su fondi ordinari il 7 dicembre 2007. La gran parte delle Università impegnate nell’emanare bandi su cofinanziamento si sono basate sulla data del 31 marzo come termine ultimo per inviare la documentazione al Ministero. Il 4 marzo hanno visto improvvisamente retrodatare i termini al 1 marzo. Con la conseguenza che la gran parte dei bandi su fondi straordinari rischiano di essere annullati.

Si è parlato con insistenza di una nota di rettifica del Ministero che ad oggi non è stata pubblicata, sebbene sia stata inviata dal Ministro al suo direttore generale (e per conoscenza a CUN e CRUI) una lettera che vorrebbe fare chiarezza. Si tratta di comprendere ora quale sia il valore legale di una tale lettera (mussi_reclutamento-ricercatori.pdf) e la sua eventuale registrazione in una nota ministeriale.

Certo è che dal 1 marzo 2008 tutti i concorsi da ricercatore su fondi ordinari (forse gli straordinari) dovranno svolgersi con il nuovo regolamento Mussi di cui si è persa traccia. Probabilmente naufragato nell’oceano del chiacchiericcio pre-elettorale. Ribadiamo che con esso rischia di naufragare il tanto annunciato reclutamento straordinario (che di straordinario, peraltro, aveva solo la sua inconsistenza) per gli anni 2008 e 2009. Del carteggio privato tra Ministro e Corte dei Conti non si riesce ad avere notizie ufficiali. Ed a chi aspetta (e spera) nel nuovo regolamento di Mussi non possiamo che far notare come sul sito del Ministero, la maschera di ricerca dei bandi per la prima sessione 2008 NON PREVEDA come voce i “ricercatori”.

Nei fatti, tutti i concorsi universitari per ricercatore su fondi ordinari sono, ormai da una settimana, bloccati. E si è riaperto invece il reclutamento per i professori ordinari e associati con doppia idoneità: spalancando, così, al potenziale sperpero di risorse (in meno di una settimana 15 bandi, cioè 30 idonei cui seguiranno presumibilmente 30 chiamate) per la conferma e rigenerazione di quell’esercito di generali che è diventata la nostra malandata Università.

In realtà le truppe ci sono e sono tante, ma acquartierate in trincee e piegate in cunicoli che le rendono invisibili. Quanto all’ affaire idoneità, non possiamo dimenticare come alla richiesta della RNRP di attribuire a tutti i candidati che avessero passato positivamente il giudizio nazionale nel nuovo regolamento una IDONEITA’ triennale che permettesse loro di concorrere nei bandi successivi per il medesimo macrosettore direttamente a livello locale, il Ministro oppose il suo netto rifiuto.

Certamente con la sua lettera il Ministro ha inteso fare chiarezza sul reclutamento straordinario 2007 e sui termini di riferimento per tutti gli altri bandi. Ci auguriamo solo che quanto scrive assuma le vesti di nota ufficiale così da fugare ogni dubbio sulla sua legittimità e vigenza. Del nuovo regolamento si rimane in trepidante attesa e ci auguriamo che nella sua definitiva versione vengano recepite le critiche svolte in più sedi dalla RNRP.

Quello che lascia però sconcertati è sentir dire dall’ entourage ministeriale che una serie di scelte – proprio quelle che hanno generato la condizione di caos normativo di cui diamo conto ormai settimanalmente – sono state fatte anche per favorire l’approvazione del nuovo regolamento. Come se il disagio e il malessere dei precari potessero essere usati come minaccia, grimaldello o merce di scambio per guadagnarsi l’approvazione di un regolamento (vedi la lettera di Modica alle OOSS). Questo ci offende più di ogni altra cosa.

Ciò che lascia pure sconcertati e interdetti è il silenzio assordante dell’informazione, dei sindacati, degli stessi Atenei. Dall’approvazione del “Mille-proroghe” ad oggi si contano sulle dita di una mano gli articoli sui giornali dedicati a questo scempio. Quasi inesistenti i comunicati da parte delle OOSS, e mai tesi a denunciare con forza e in maniera inequivocabile quanto accade (con la sola meritoria eccezione dell’ANDU). Scomparsa invece la CRUI, evidentemente contenta di aver portato a casa lo sblocco dei concorsi per associato e ordinario e forse troppo impegnata nel decidere chi può auto-proclamarsi università d’eccellenza.

Per concludere, un suggerimento ai colleghi della CRUI: si considerino di eccellenza quelle Università che investono la gran parte dei fondi a disposizione nel reclutamento di ricercatori e che garantiscano il giusto diritto all’avanzamento di carriera solo a quelli veramente meritevoli, ristabilendo un rapporto più equilibrato tra ricercatori, docenti associati e ordinati. Sarebbe fare una scelta strategica, di prospettiva. Una programmazione di lungo periodo degli organici in un contesto di risorse scarse, cosa non da poco. D’eccellenza appunto.

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52 Responses to Università: “da oggi” niente più concorsi per i ricercatori precari

  1. Nicola ha detto:

    Mi permetto di segnalare un’altra incongruenza della nota ministeriale 722 del 4 marzo scorso.
    La nota, infatti, stabilisce che gli Atenei dovranno comunicare al Cineca il nominativo del membro interno entro e non oltre venerdì 11 Aprile. Poichè la designazione del membro interno può essere per legge effettuata solo dopo la scedenza dei termini del bando di concorso (i.e. 30 giorni come termine minimo), ciò significa che i bandi pubblicati dopo la data di Venerdì 14 marzo (nb. la Gazzetta Concorsi ed Esami esce solo il Martedì ed il Venerdì) non potranno rispettare tale scadenza.

  2. la capra ha detto:

    il documento di Mussi mi lascia perplesso. E’ come se scrivesse a Masia: “abbiamo combinato un casino e nelle more di questo caos sarebbe meglio fare così… anche se non sarebbe proprio formalmente corretto”.

    E se Masia rispondesse “caro ministro, non si può fare”?

    Caro Nicola, tu che ne pensi del documento. Che valore può avere?

  3. Nicola ha detto:

    Penso che a piazzale Kennedy non solo non comandi più nessuno, ma che nessuno sappia veramente cosa dice e cosa fa. Dopo 2 note ministeriali raccapriccianti hanno tentato di mettere una pezza con una nuova nota (nuova di zecca) che sostituiva le due precedenti. Purtroppo, come ho fatto notare nel post precedente, non si sono accorti di questa ulteriore e pazzesca contraddizione. A quando una nuova nota? In effetti se fossi Masia mi sentirei un po’ a disagio….

  4. Roberto precario da una vita ha detto:

    Vi giuro, non ho più parole. Questi cialtroni devono rimanere a casa, spero vengano seppelliti da un diluvio di schede di centrodestra.
    chi difende il PD, SA e altre sigle è in cattiva fede, come si fa a votare nuovamente degli INCAPACI e OTTUSI di questa categoria ? In confronto Silvio è un TITANO.
    E se ve lo dice uno che ha sempre votato sinistra, significa che questa benedetta sinistra, questa volta, un bel giro all’opposizione se lo merita.
    Non avranno mai più il mio voto, mio e di mia moglie.

  5. Carlo ha detto:

    Chapeau a Nicola!

  6. Nicola ha detto:

    Vi segnalo che da un articolo (titolo: “Uno spettro si aggira nelle Università”) comparso oggi su “Il Giornale” a firma di Mario Mauro (Responsabile Nazionale Università di Forza Italia) si apprende che la questione del Regolamento sui concorsi da ricercatore sarà proprio oggi sottoposta all’attenzione della Sezione di Controllo della Corte dei Conti.

  7. Untenured academic ha detto:

    Fa rabbrividire quanto dice il responsabile di Forza Italia per l’università, tale Mario Mauro, nell’articolo sopra citato:

    “Mussi, invero, proviene dalla stagione del ’68, aspira alla standardizzazione e all’egualitarismo. Ma dimentica che fra poco più di un mese si svolgeranno le elezioni politiche. Il ministro, quindi, non ha alcuna legittimazione ad introdurre oggi una riforma così innovativa e macchinosa.
    Per fortuna esiste il controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti. L’Ufficio di controllo della Corte sul Ministero dell’Università ha già formulato forti rilievi sulla legittimità del regolamento. Il ministro insiste, con perseveranza, sul suo progetto e oggi la questione sarà sottoposta alla Sezione di controllo, organo collegiale della Corte dei conti competente a giudicare in via definitiva.”

    La riforma sarebbe “innovativa e macchinosa”! L’innovazione sembra essere una qualità negativa, secondo questo signore.

    Nel resto dell’articolo chiama i referees – una figura utilizzata con successo in tutto il mondo scientifico – “cerberi nascosti”. Mamma mia…

    Se questi vanno al governo siamo fottuti: l’Italia sarebbe destinata a un declino inarrestabile, più di quanto lo sia già ora.

  8. Ciro 2 ha detto:

    Beh, mi pare assai difficile che qualcuno possa fare peggio di M&M (Mussi & Modica).
    La CdC, poi, credo certificherà quello che è nei fatti da molto tempo: la totale incompetenza e astruseria giuridico-regolamentare della gestione Mussi.
    Se, com’è probabile, oggi la CdC metterà la pietra tombale sulla politica di Mussi nei confronti dei ricercatori, prendiamocela non Mussi, non certo con la Corte.

  9. anti-berlusconiano militante ha detto:

    il CV di Mario Mauro, il sopra citato responsabile di FI per univ e ricerca, può essere visto su: http://www.votamauro.it/related.asp?SezID=3

    è un esponente di Compagnia delle Opere (Comunione & Liberazione), è un alfiere del riconoscimento della parità tra scuole private e pubbliche. Non sa nulla di università, non vanta alcuna esperienza in questo campo.

    Voci di palazzo danno come possibile candidato al ministero dell’istruzione e della ricerca Formigoni, anch’egli di Comunione e Liberazione.

    Con questa gente al governo saremmo fottuti.

    Leggete che cosa dice di sé Mauro:

    “Inizia a insegnare presso alcuni istituti professionali di Foggia, ma la realtà giovanile del meridione lo spinge a dar vita con i suoi alunni ad iniziative sociali ed imprenditoriali con lo scopo di promuovere tra i giovani il passaggio da una cultura del “posto fisso” ad una cultura del lavoro.”

  10. anti-berlusconiano militante (2) ha detto:

    Berlusconi: “Contro la precarietà?
    Sposare un milionario”

    ROMA – La ricetta di Silvio Berlusconi contro la precarietà? Sposarsi un ricco. La battuta, cui il leader del Pdl non ha saputo resistere, era diretta ad una studentessa che ieri nel corso del programma “Punto di Vista” del Tg2 gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso.

    “Io, da padre – ha risposto Berlusconi sorridendo – le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”. Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.

    All’obiezione del conduttore della trasmissione, Maurizio Martinelli, che “di figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi” il Cavaliere, sempre sorridente, ha insistito: “Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio…”

  11. Carlo ha detto:

    Untenured,
    sul Nuovo regolamento non c’è unità di valutazione in questo blog. Ed è un di quei temi trasversali, di là dalla collocazione politica (destra/sinistra) dei ric.prec.
    Che dire? Io, personalmente, non lo apprezzo e mi convincono (o mi impressionano) maggiormente i rilievi della Corte. Per cui nessuno scandalo in quello che ha scritto l’on. Mauro; con il quale p.es. concordo sulla questione della illegittimità del ministro uscente. Forse, su questioni così delicate, sarebbe auspicabile un accordo tra le forze politiche (magari, con un nostro coinvolgimento).

  12. Ciro 2 ha detto:

    Caro anti-berlusconiano militante, non ti pare di prendere un po’ troppo sul serio le battute ? Va bene seguire la campagan mediatica di repubblica.it pro-walter, ma così non si rischia di essere, come dire, un po’ il megafono del potere ?
    Io guardo ai fatti, e non alle battute: questo governo per i precari universitari ha fatto niente, NIEN-TE ! Il prossimo, chissà, ma intanto questi ci ha preso a pedate negli stinchi.

    Tanto basta – altro che battute – per farmi restare a casa, e non votare mai più sinistra, centro-sinistra, sinistra-centro, arcobaleno o come cacchio si chiama la solita, vecchia e nauseante compagnia dei disastri.

  13. Nicola ha detto:

    Ovvimente citavo l’articolo perchè le osservazione di carattere giuridico ivi riportate non fanno un plissè, ma soprattutto per la notizia circa l’odg della Corte dei Corti. Mi sembrava singolare (ed anche un po’ plurale) che tale notizia fosse a conoscenza dell’oppozione mentre chi è al governo (ed al Ministero) si guarda bene da diffondere tali particolari importanti.

  14. Carlo ha detto:

    Vaglielo a spiegare a de Nardis.

  15. Amilcare ha detto:

    Ragazzi, l’espressione “cerberi nascosti” non mi pace, ma l’illegittimità abiettivamente esiste. Chiunque ha partecipato a concorsi conoscerà l’articolo presente in tutti i bandi:

    Dalla data di pubblicazione del decreto di nomina della Commissione giudicatrice decorre il termine dei trenta giorni previsto dall’ art. 9 della legge 21/6/1995, n. 236, per la presentazione da parte dei candidati di eventuali istanze di ricusazione dei Commissari.
    Decorso tale termine e comunque dopo l’insediamento della Commissione non sono ammesse istanze di ricusazione

    Ora: come posso esercitare il mio diritto di ricusazione se il referee è anonimo?

  16. Giulio precario ha detto:

    Ragazzi, per favore: non sostituiamoci alla CdC, ci manca solo questa.
    In questa fase di incertezza e depressione non so veramente che dire, se non annunciarvi che mi vado a incatenare davanti al Ministero. Non sto scherzando: in questo Paese, per ottenere qualcosa, devi accendere un faro, attirare 10 secondi di TG. Domani alle 8.00 mi incateno davanti al Ministero, almeno fino a quando qualcuno non ci saprà dire che ne sarà del reclutamento strraordinario. Lo so, rischio una figura patetica, ma a 38 anni, dopo dottorato, post-dottorato, assegno di ricerca e un po’ di mesi a fare il cameriere non ho nemmeno più la dignità.
    Se qualcuno vuole venire, anche solo a fare fotografie da postare su qualche sito, io domattina sono là.

  17. anti-berlusconiano militante ha detto:

    Carlo, penso che il 90% dei ricercatori italiani sia anti-berlusconiano come chi scrive, ma a differenza di te evidentemente, e sono sicuro che abbia pure apprezzato lo spirito riformatrice di Modica & co, vanificato dalla debolezza parlamentare del governo Prodi e da quella politica del ministero Mussi.

    Che cosa significa fare qualcosa per i ricercatori precari? Significa lavorare per istituire meccanismi meritocratici di reclutamento. E’ un lavoro difficile ma va fatto!

    Se poi fare qualcosa per i ricercatori precari significa ritornare alle politiche di stabilizzazione del passato (dei primi anni 1980) allora è un altro discorso…

    ma i ricercatori precari non vogliono essere opelegizzati, vogliono che siano riconosciuti i propri meriti scientifici e vogliono soprattutto che l’Italia divenga un paese allineato agli standards internazionali della ricerca, non una repubblica delle banane dove si assume indipendemente dalla qualità del lavoro svolto.

  18. Carlo ha detto:

    Antiberlusconiano,
    non ho mai votato Berlusconi (qualche volta Rifondazione, ultimamente annullo la scheda) e non lo dico per polemizzare (non è proprio il caso), ma sono molto lieto che tu non mi includa nella statistica degli antiberlusconiani (nella quale non mi riconosco). Sarà che sono “antico” (culturalmente), ma l’idea di caratterizzarmi contro qc. non mi va proprio giù.
    Hai letto i commenti degli altri ric.prec. – ma te lo avevo già detto – in questa storia non c’entra la dx e la sx.
    Il 100% dei ric.prec. italiani (visto che ti piacciono le statistiche) disapprovano (eufemismo) l’attuale sistema di reclutamento. Alcuni apprezzano la proposta di Mussi; moltissimi la aborrono.
    Quello che dico io è che trattandosi di un problema molto delicato e strategicamente nevralgico, sarebbe auspicabile un accordo tra TUTTE le parti – NOI compresi.
    Per questo sarebbe importante dal mio modo di vedere la cosa che si riuscisse ad entrare come rappresentanza anche nel CUN (dove ci sono rappresentanti degli studenti, lo sapevi? ma non di ric.prec.) oltre che negli altri livelli della gestione politica.
    Infine, non capisco perché – piuttosto che architettare il migliore dei sistemi possibili (che poi si impantana davanti ad un rilievo della CdC) – non si lavori seriamente partendo da quello che già esiste: il sistema alla francese, alla tedesca, all’americana, neozelandese, svedese o cinese che sia.
    Ora, che dici?

  19. anti-berlusconiano militante ha detto:

    dico che le larghe intese nel movimento dei ricercatori precari fanno sorridere..

    il movimento dei ricercatori dev’essere autonomo dalla politica, ma fermamente opposto al centro-destra, che provocherà danni al Paese.

    Il personale politico della destra è impresentabile, a tutti i livelli. Io scappo da questo paese se vincono loro.

    Non parlar di sistemi di reclutamento come stessimo Porta a Porta parlando di sistemi elettorali! Ti ridicolizzi…

  20. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io sono d’accordo con l’ultima affermazione di anti-berlusconiano militante (anche se non ho capito che significa “opelegizzati”).

    Però secondo me lo spirito riformatore non basta. Le riforme vanno fatte con cervello, non alla buona come è abitudine nel nostro paese. Per riformare il sistema universitario i politici dovrebbero ascoltare di più le opinioni di chi è dentro al sistema.

    Ed è vero quello che dice Amilcare: in un concorso un referee non può essere anonimo. Anche se lo chiamiamo “referee”, in realtà è un membro esterno della commissione. E un commissario anonimo è l’esatto contrario del principio di responsabilità che si vorrebbe introdurre negli atenei. Io proporrei addirittura di rendere pubblici gli elaborati ai concorsi: sacrifichiamo un pò di privacy per una maggiore trasparenza.

  21. carlo (con la minuscola) ha detto:

    x anti-berlusconiano militante: evitiamo queste cadute di stile.

    Un sacco di gente ha minacciato di scappare dal paese se nel 2001 avesse vinto Berlusconi, inclusi vari vip come Dario Fo e la moglie. E indovina un pò? Sono tutti ancora qui.

    Io d’altronde sono scappato durante il governo Prodi, ma non per motivi ideologici. Semplicemente dopo che mi sono dottorato, in Italia non ho trovato lavoro, all’estero sì.

  22. Untenured academic ha detto:

    referee palesi? è una contraddizione in termini… l’anonimato garantisce da pressioni esterne, come succede per le riviste scientifiche.

    Se fate un concorso ad Harvard, a Yale o alla LSE vedrete che utilizzano referees anonimi in prima battuta, per poi passare la palla (cioè la short-list) alla commissione locale.

    E’ grosso modo quel che prevede il regolamento di Modica, che vi piaccia o no.

    E non mi venite a dire: ma le specificità italiane…

  23. Untenured academic (2) ha detto:

    la rivendicazione della “trasparenza” delle procedure concorsuali l’ho sempre trovata incomprensibile: gli attuali concorsi sono trasparentissimi eppure c’è una mafia spaventosa dietro le quinte che pilota i concorsi…

    occorre fare in modo che i meccanismi occulti, che per natura ci sono nel reclutamento universitario, siano resi virtuosi per l’operare del principio di responsabilità degli individui e delle istituzioni.

  24. Carlo ha detto:

    Antiberlusconiano,
    il tuo livello di analisi è talmente rozzo da renderti noioso.
    Ho provato a farti ragionare senza riuscirci. Mi arrendo volentieri.

    A tutti gli amici ricercatori (precari),
    è così triste, però, vedere come il carico di frustrazione di ognuno di noi sia sempre rivolto con tanta violenza contro se stessi – quante volte lo abbiamo ripetuto: siamo TUTTI sulla stessa barca – anziché essere indirizzato verso un obiettivo esterno, possibilmente un progetto costruttivo!?!

  25. Lorenzo ha detto:

    Il solito discorso, trito e ritrito che porta la sinistra alla disfatta. I ricercatori precari sono tutti antiberlusconiani, il centrodestra non ha dignità, ecc. ecc.
    Ebbene, io sono un ricercatore precario, sono di centrodestra, e mai mi sognerei di dire che il personale del centrosinistra è impresentabile, indegno ecc.

    E, soprattutto, sono ancora in Italia.
    A coloro che dicono che se vince il centrodestra emigreranno, chiedo solo un piccolo favore:

    LA PROSSIMA VOLTA CHE IL CENTRODESTRA VINCE, PER ESSERE CREDIBILI, EMIGRATE DAVVERO.

    Altrimenti siete solo la solita sinistra da salotto, che tra un’olivina e un Martini dei salotti bene dice “io emigvo, io me ne vadooo”, e poi sta qui, In Italia, alla greppia.

  26. anti-berlusconiano militante ha detto:

    lorenzo, ma hai visto il CV di questo Mario Mauro? responsabile di Fi per univ e ricerca.. ma ci facci il piacere!

  27. Nicola ha detto:

    I referee possono anche essere una buona cosa….ma qualcuno ci pensa a dove pescare commissari stranieri che sappiano leggere l’italiano e giudicare materie particolari come il diritto regionale, il diritto amministrativo, la storia del diritto italiano, il diritto canonico ed ecclesiastico, la slavistica, l’assirologia etc
    Purtroppo questo sistema non può funzionare tale e quale per tutte le displine…in certi casi sarebbe addirittura di difficile praticabilità.
    Se fosse poi adottato per i ricercatori cosa si dovrebbe poi usare per il reclumento dei docenti…e quanti docenti stranieri sarebbero di volta in volta coinvolti in tale sistema? Con quale retribuzione? Con quale sistema dovrebbero essere scelti?
    Mi spiace, ma per quanto possa sembrare innovativo è un sistema che non può funzionare…a prescindere dal fatto che il regolamento è stato scritto con troppa leggerezza e disinvolta (direi anzi spericolata) considerazione delle norme giuridiche.

  28. Untenured academic ha detto:

    Nicola,
    le discipline che tu citi sono discipline stagnanti, poco o per nulla internazionalizzate, da cui non dipende la capacità di innovazione di questo paese.. non possono costituire una zavorra per l’intero sistema.

  29. ma basta! ha detto:

    Non si può essere governati da degli incapaci così! Una nota ministeriale dovrebbe essere una cosa seria, non un coacervo di contaddizioni e illeggitimità. Del resto anche i decreti e le leggi hanno lo stesso tenore di inaffidabilità… Ma dico, non gliele rilegge nessuno???

    Venendo ai concorsi, è inutile prendersela con lo sblocco di PA e PO, il problema è solo uno: stanziare + soldi per i concorsi di ricercatore. E basta.

    Pensate a questo: piano “straordinario” 2007 = 20 milioni.

    Vediamo cifre di paragone.

    Soldi dati dai fondi per le uni ai camionisti che illegalmente hanno paralizzato l’Italia: 90 milioni

    Patteggiamento di Valentino Rossi: 40 milioni

    Beni sequestrati a Provenzano e Lo Piccolo: 150 milioni

    e così via…

  30. Nicola ha detto:

    Caro Untenured academic, è vero siamo completamente inutili!
    Dalla considerazione che al MIUR hanno del diritto avrei dovuto capire qualcosa!

  31. Untenured academic ha detto:

    caro Nicola,

    io faccio parte di una disciplina ben più marginalizzata del diritto, ma preferisco non parlare per i miei interessi personali-corporativi ma per quelli di questo f… Paese!

    comunque nelle facoltà di giurisprudenza si annidano i più strenui conservatori, quelli che maggiormente osteggiano le riforme e l’internazionalizzazione.

  32. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io rimango dell’idea che il sistema proposto sia inutilmente complicato. Le manipolazioni avvengono all’esame orale. E, a meno che i raccomandati siano degli incompetenti e non passino il primo turno di selezione, nella pratica i referee secondo me non servono a molto.

    Poi continuo a sottolineare che sebbene si chiamino in entrambi i casi “referee”, i referee delle riviste scientifiche e i commissari anonimi (chiamiamoli così) ai concorsi svolgono ruoli ben diversi.

    Per ora le proposte più sensate le ho lette qui:
    http://www.marcocirelli.net/lettera_ministero_abbr.pdf

  33. Carlo ha detto:

    sempre per luoghi comuni

  34. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Aggiungo (x Untenured academic (2) ) che gli attuali concorsi non sono trasparenti. Ad esempio, ai concorsi per l’ammissione al dottorato non è possibile vedere il tuo elaborato (il tuo, non quello degli altri) per contestare eventuali correzioni.

    Questo fino a poco tempo fa. Non so se le regole sono cambiate negli ultimi anni.

  35. carlo (con la minuscola) ha detto:

    A sostegno di quanto scritto da Nicola: pensate se il MIUR dovesse cercare referee per giudicare un articolo, ad esempio, di K-omologia analitica o categorie monoidali intrecciate. Se prende un esperto, si tratterà certamente di uno dei 40/50 studiosi in tutto il mondo che si occupano dell’argomento (e che il candidato, se non è uno sprovveduto, avrà incontrato a qualche conferenza). Se sceglie per macrosettori (come suggerito dal nuovo regolamento), è totalmente inutile perché non riuscirà ad andare oltre la lettura del titolo.

  36. Carlo ha detto:

    Sempre per luoghi comuni, riferendomi alle considerazioni sul grado di conservatorismo delle discipline giuridiche – tra l’altro tacciate di essere un’inutile zavorra!?! Siamo messi bene sul livello di civiltà della ricerca in italia e sul suo grado di consapevolezza (lo dice uno che non è giurista).

  37. Untenured academic ha detto:

    ma gli scritti devono essere eliminati, non esistono in nessun paese ‘avanzato’ del mondo! Mica siamo scolaretti, siamo ricercatori, dottorandi compresi.

    Prove scritte ed elezioni delle commissioni elettorali sono i 2 cancri del sistema italiano.

  38. Untenured academic ha detto:

    Carlo, non sono conservatrici le discipline giuridiche ma le corporazioni dei giuristi.

  39. France ha detto:

    Raga’, posso dire che non vedo l’ora che la CdC metta la parola fine a questa enorme masturbazione collettiva?

  40. Carlo ha detto:

    Unenured,
    non so dire se quello che dici è giusto (come è la situazione del conservatorismo di Agraria?), ma avverto il pericolo della generalizzazione.
    Prima hai definito le discipline giuridiche una zavorra per l’intero sistema.
    Io preferirei parlare di una specificità giuridica che si colloca accanto ad altre specificità. Forse sarebbe opportuno considerarle prima, nei calcoli d’una nuova architettura concorsuale; anziché poi trovarsi imbrigliati in una rete di contraddizioni – come succede con le note di Masia.

  41. France ha detto:

    No, scusa Untenured, perche’ invece le corporazioni dei medici, degli economisti, dei fisici, dei matematici, dei tassisti come sono? Grazie al c…o, se sono corporazioni saranno per forza conservatrici, no? La generalizzazione che fai e’ a dir poco fastidiosa. Smettiamola di parlare come ci insegnano i giornali e i TG, quando avremo etichettato tutto e tutti con “casta” e “corporazione” cosa avremo risolto? “LE PAROLE SONO IMPORTANTI! CHI PARLA MALE PENSA MALE!” (op.cit.)

  42. Palombella rossa ha detto:

    Bravo France!

  43. Michele ha detto:

    Beh, gia che ci siamo: “Le merendine di quand’ero bambino non torneranno più!”

  44. Untenured academic ha detto:

    i fisici sono (in Italia) più progressisti dei medici e dei giuristi.

    PS
    non sono un fisico

  45. Nicola ha detto:

    BOCCIATO DEFINITIVAMENTE DALLA CdC IL REGOLAMENTO (dal sito di FLCGIL)

    La Corte dei Conti ha bocciato il Regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari, il cui iter era in corso da un anno, e che doveva consentire l’utilizzo delle risorse stanziate dalla Finanziaria 2007 (20+40+80 milioni di Euro per il 2007-08-09) per l’assunzione di giovani ricercatori.

    Si tratta di un fatto gravissimo, che azzera due anni di lavoro, di attese ed un processo avviato, certamente ancora insufficiente, ma che doveva aprire la strada al reclutamento straordinario. Per effetto di questo pronunciamento siamo tornati a due anni fa, ad una leva di giovani ricercatori che ora può solo affidare le sue speranze alle risorse ridotte di cui gli Atenei dispongono per il reclutamento ordinario.
    Gli effetti della bocciatura, infatti, rendono impossibile avviare i concorsi con il nuovo modello, con il risultato di congelare le risorse stanziate.

    Come si ricorderà, ad ottobre un decreto aveva spostato al 2008 le risorse previste per il 2007, proprio perchè il Regolamento ancora non c’era, e questo avrebbe consentito di utilizzarle, seppure in ritardo.

    A seguito dell’approvazione del decreto “Milleproroghe”, altro pasticcio parlamentare, il termine per i bandi dei concorsi della prima tranche da 20 milioni, quella del 2007, è stato fissato al 1° marzo. Il caos normativo e la totale incertezza su tempi e modalità dei bandi ha fatto sì che gran parte delle Università non facessero in tempo ad emettere i bandi. In extremis, nella giornata di ieri, una comunicazione del Ministro Mussi chiarisce che “i posti di ricercatore di cui al piano straordinario sono da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008”. Se così fosse, si salverebbe almeno la prima tranche da 20 milioni, da effettuarsi secondo le vecchie regole concorsuali, ma il resto degli stanziamenti è a questo punto affidato ad un provvedimento del prossimo Governo, che dovrà decidere se, come e quando i concorsi straordinari si debbono fare.

    Come si vede, un disastro normativo che induce a serie riflessioni sul come e perchè. C’è una grave responsabilità politica del MUR: errori, non governo dei processi, ritardi, confusione negli obiettivi e nei percorsi.
    Vedremo poi le motivazioni della Corte dei Conti, che, secondo il ruolo, dovrebbero attenere ad aspetti ben delimitati.
    Ma c’è visibilmente una serie di considerazioni di quadro che saldano in una responsabilità collettiva gli attori istituzionali del sistema; perchè è così difficile cambiare le cose? Quali interessi ed alleanze perverse si sommano per paralizzare ciò che in un Paese normale richiede tre mesi e un po’ di buon senso? Perchè non si possono mai fare in Parlamento buone norme sull’Università? E perchè gli organi di controllo e gestione dell’Amministrazione spesso si fanno essi stessi politica, spingendosi ad indicare modelli e soluzioni, anzichè vigilare sulla correttezza delle norme, sia generali sia di spesa?

    Emerge in modo fastidioso e non rimuovibile la sensazione di autorappresentanze di interessi che attraversano le istituzioni, volte solo alla tutela dell’esistente.

    Contro questi poteri non c’è difesa, a meno che la comunità universitaria, in tutte le sue componenti, non trovi dentro di sè la forza e la convinzione di dire basta alle forze che per le ragioni più diverse portano la responsabilità del declino delle nostre istituzioni.

    Roma, 13 marzo 2008

  46. Carlo ha detto:

    A questo punto, Mussi si deve assumere le proprie responsabilità e deve dimettersi.

    Che non facesse altre sciocchezze (ve lo ricordate il p. 2 di de Nardis?) se non vuole aggiungere disastro al disastro, con la paralisi dei ricorsi al TAR.

  47. France ha detto:

    Ma dimettersi da che, da cosa? Il governo è caduto da mo’… E’ finita, seddiovole, mettiamoci l’animo in pace e cominciamo a preparare la guerra per il 14 aprile, chiunque vinca.

  48. Carlo ha detto:

    Caro France,
    Mussi ha dimostrato di essere un incapace inconcludente.
    Dimettersi da ministro (anche solo pochi giorni prima del ritiro del governo), per me, avrebbe comunque un senso simbolico. Vorrebbe dire ammettere il proprio fallimento.

    Non solo. De Nardis ha profilato la possibilità secondo cui il Ministro decida comunque di pubblicare in GU il regolamento. Sarebbe una seconda catastrofe. Si vedrebbe concretizzato lo spettro della paralisi del sistema a causa dei ricorsi al TAR (altro che Blocco dei concorsi).
    Dobbiamo impedire che si compia questo passo.
    Chiediamo a gran voce le sue DIMISSIONI.

  49. Carlo ha detto:

    Caro Nicola,
    in ML si dice che anche l’articolo del milleproroghe (quale?) avrebbe avuto validità solo se fosse stato effettivamente emanato il NR; ora che non c’è il NR è come se il 7 dicebre non sia mai avvenuto.
    Ti sembra plausibile?

  50. […] fradeve: Il caos normativo e la totale incertezza su tempi e modalità dei bandi ha fatto sì che gran parte delle Università non facessero in tempo ad emettere i bandi. In extremis, nella giornata di ieri, una comunicazione del Ministro Mussi … […]

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