Ultimo incontro ravvicinato

Il terzo incontro con i responsabili delle politiche universitarie dei partiti si svolgerà dopodomani, giovedì 27 Marzo, alle ore 15:00 nell’ aula C del Vecchio Edificio di Chimica. Interverranno il Prof. Giuseppe Tognon (ResDponsabile settore Università dell’Area Sapere del Partito Democratico) e Agostino Megale (IRES-CGIL). Il vecchio edificio di chimica è il secondo (ed ultimo) edificio sulla destra andando da piazzale Aldo Moro a piazza della Minerva. Per raggiungere l’aula C si devono salire le scale che partono dall’atrio, arrivare al primo piano e percorrere il corridoio sulla sinistra; l’aula C è la prima sulla sinistra. E’ stato definitivamente annullato l’incontro con l’UDC.

TEMA:

“I programmi di governo su Università e Ricerca e la questione delle forme di lavoro precarie: tipologie di contratto, diritti, reclutamento”.

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10 Responses to Ultimo incontro ravvicinato

  1. Alberico ha detto:

    BOLOGNA — Non è un addio, giurano. Nessuna secessione dalla Crui, rassicurano. Certo è che l’aria che si respirava ieri mattina, nell’aula absidale dell’Alma Mater bolognese, tutto aveva fuorché il sapore di una marcia indietro. A una settimana dall’invio del documento ai candidati premier, con la (ri)apertura del dibattito su criteri di merito e assegnazione dei fondi, i rettori degli 11 atenei firmatari—Politecnica delle Marche, Bologna, Calabria, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova, Roma Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento e Verona —, con l’aggiunta di Ferrara, si sono seduti intorno a un tavolo e hanno rilanciato. La proposta: un’associazione che raccolga le università «più produttive e virtuose» del Paese. Il nome: Aquis, cioè Associazione per la qualità delle università italiane statali. L’obiettivo: «migliorare la reputazione internazionale» degli atenei pubblici, «promuovere la qualità di formazione, ricerca scientifica e organizzazione », «proporre strategie per la definizione di obiettivi e programmi comuni con Parlamento e Governo».

    Chi vorrà unirsi al nuovo «gruppo di lavoro» dovrà garantire una produttività superiore alla media definita dal Ministero. Poi, almeno due crocette sulle caselle relative a contenimento delle spese per il personale (meno del 90% del Fondo di finanziamento ordinario), «reputazione internazionale » (presenza nella classifica del Times o dell’università Jiao Tong di Shangai), dimensioni (almeno 15 mila studenti). Ne deriva, secondo i «fondatori», un elenco di 19 idonei: oltre ai famosi 12, gli atenei di Chieti, Lecce, Milano, Perugia, Roma Tre, Salerno e Torino. Tutti insieme, fanno il 40% della popolazione studentesca, per un terzo degli atenei statali. In attesa del via libera degli organi accademici, gli sforzi si concentrano nel ribadire che no, non c’è nessuna frattura con la Conferenza dei rettori, anzi «lavoreremo al suo fianco per migliorare l’intero sistema — spiega il rettore di Bologna, Pier Ugo Calzolari —. Ci preme però appoggiare gli atenei più competitivi sulla scena internazionale. Al nuovo governo proponiamo più risorse in cambio di gestioni rigorose dei bilanci ».

    La parola d’ordine, tra richieste di trasparenza e nuove strategie di governance, è ripartire dal «patto per l’università» stretto tra Mussi e Padoa-Schioppa e poi arenatosi in Parlamento. Tocca a Giulio Ballio (Politecnico di Milano) presentare progetto e criteri di selezione, «Aquis è aperta a chi ha i requisiti oggettivi, deducibili da dati nazionali e internazionali ». Ballio parla di «effetto trainante», per Patrizio Bianchi (Ferrara) l’associazione «non surroga la Crui, ma stimola il dibattito interno»; per Vincenzo Milanesi (Padova) «non c’è volontà di divisione ma assunzione di responsabilità». Francesco Profumo (Politecnico di Torino) auspica: «Vorrei ritrovarmi qui tra 3 anni con 25 atenei, e poi 30… ». «Siamo pronti a immaginare compiti aggiuntivi — chiosa Calzolari —, ma facciamo in fretta, si stanno esaurendo i tempi». Gianfelice Rocca, vicepresidente per l’education di Confindustria e unico relatore «esterno», concorda: «La Crui è stata un luogo di immobilismo, abbiamo bisogno di locomotive che trainino». Al nuovo governo chiede un «segnale»: 3-400 milioni, da attribuire «secondo i criteri buoni». Il mondo industriale «farà il suo mestiere: ricercare, innovare, andare nel mondo. Così saremo buoni partner per gli atenei». I «migliori», s’intende. Gabriela Jacomella

  2. Giulio ha detto:

    Una considerazione off-topic: in Italia ci sono troppi atenei (sembra che ogni città per essere rispettata debba avere la sua università ed il suo aereoporto).

    Un quesito a chi ha più esperienza di me: ho fatto domanda per un concorso da ricercatore che scadeva a gennaio. L’ufficio concorsi mi dice che il calendario degli esami non si saprà prima di 6-9 mesi (in ogni caso non è stato pubblicato in GU). Mi stanno prendendo in giro o è una cosa plausibile?

  3. la capra ha detto:

    Purtroppo mi pare possibile….. Avendo fatto ora domanda per il concorso dovresti ricadere nella II sessione 2007 e quindi entro giugno devono essere nominate le commissioni. A questo punto se è improbabile che le procedure si svolgano prima dell’estate è molto probabile che si svolgano tra settembre e ottobre.

    La tempistica è definita nell’ultima circolare ministeriale, quella linkata nel post-precedente.

  4. France ha detto:

    Rompo un attimo il silenzio per una domanda:
    i partiti sono capaci di cogliere le nostre esigenze? Me lo chiedo sulla base (moltissimo preconcetta) del CV dei vari rappresentanti che mandano agli incontri “chimici”.
    CV di Tognon
    http://trasparenze.googlepages.com/GiuseppeTognon_CV.pdf
    Scheda su Megale
    http://www.ires.it/presidenza

  5. Giulio ha detto:

    @ la capra: grazie per la risposta. Mi metto l’anima in pace e aspettero’ con pazienza. Mi chiedo se la tempistica e’ dettata dalle particolari condizioni al contorno (il casino delle ultime note ministeriali) o se si tratta della proverbiale lentezza della burocrazia italiana.

    @ France: io ho smesso di leggere i CV dei vari rappresentanti. Ricordo qualche anno fa di un incontro alla SISSA in occasione della riforma Moratti. C’era un rappresentante di un sindacato (che non nomino per evitare querele) che non sapeva neppure cosa fosse un dottorato di ricerca (ebbe il coraggio di domandare: “che e’, tipo una specializzazione?”).

  6. la capra Dice:
    26 Marzo 2008 alle 9:29 am
    Purtroppo mi pare possibile….. Avendo fatto ora domanda per il concorso dovresti ricadere nella II sessione 2007 e quindi entro giugno devono essere nominate le commissioni. A questo punto se è improbabile che le procedure si svolgano prima dell’estate è molto probabile che si svolgano tra settembre e ottobre.

    Cioè tutti i concorsi della II sessione 2007 avranno le commissioni nominate a giugno?
    Questo anche se la scadenza era a fine settembre 2007?

  7. la capra ha detto:

    caro rivoluzione italia

    credo proprio di si, almeno a quanto mi pare di capire dalle note ministeriali. L’idea è stata quella di accorpare le procedure delle diverse sessioni…. ma per ulteriori chiarimenti rimando tutti a leggere le note ministeriali…

  8. praticamente quasi un anno per il solo accesso al concorso…
    che il solito noto vincerà…

    Non c’è mai fine all’umiliazione…

  9. Giulio ha detto:

    Caro rivoluzione italia,

    la cosa più assurda è che verremo giudicati in base ad un curriculum ormai vecchio di un anno. E in ambiente scientifico in un anno possono cambiare un sacco di cose (per chi fa veramente ricerca intendo; di certo non cambia nulla per i soliti raccomandati).

  10. simone ha detto:

    Ci sono report dell’incontro? sono curioso

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