TORINO – 20 MARZO – ASSEMBLEA NELLE FACOLTA’ MEDICO-SCIENTIFICHE

E’ stata un’assemblea partecipata, con l’intervento di una cinquantina tra borsisti, dottorandi e non, assegnisti, e l’appoggio dei tre sindacati confederali. E’ stato fatto il punto della situazione attuale dei giovani ricercatori universitari, e presentata la piattaforma per la regolamentazione delle svariate forme di lavoro parasubordinato.

PREMESSA: La Corte dei Conti ha bocciato pochi giorni fa’ il Regolamento per il reclutamento dei ricercatori universitari. Tutto da rifare, dunque, l’iter che avrebbe consentito di utilizzare le risorse stanziate dalla Finanziaria 2007 (complessivamente 140 milioni di Euro per il triennio 2007/2009) per l’assunzione di giovani ricercatori. La stessa Finanziaria 2007 aveva già lasciato fuori da ogni programmazione di stabilizzazione i precari della ricerca. Gli effetti della bocciatura rendono impossibile avviare i concorsi con il nuovo modello, con il risultato di congelare le risorse stanziate e lasciare così intatta la giungla di precariato presente attualmente all’Università (borse, co.co.co, contratti di prestazione d’opera, assegni…).

REAZIONE: Di fronte a tanta precarietà, non più sostenibile, i ricercatori precari italiani si sono da tempo autorganizzati e hanno redatto una PIATTAFORMA per regolamentare le forme di lavoro nella ricerca universitaria. A Torino, in particolare, vi sono attualmente 580 assegnisti di ricerca, e possiamo stimare un totale di circa 2500 precari della ricerca. Diversi giovani ricercatori si stanno coordinando con lo scopo  di presentare la piattaforma, arricchita in base alle proprie esperienze, in tutte le facoltà universitarie. Il documento riassume le richieste da fare all’Università, con il sostegno dei tre sindacati confederali; la piattaforma rivendica quelli che sono i diritti essenziali di un lavoratore, proponendo una graduale conversione di tutte le forme parasubordinate in un contratto subordinato: ricercatore a tempo determinato. La piattaforma deve essere il più possibile discussa e condivisa dai ricercatori precari in modo che diventi rappresentativa di tutti.

DISCUSSIONE E PROPOSTE: ci sono stati numerosi interventi, atti a sottolineare l’importanza del coinvolgimento di tutti i ricercatori precari nella discussione della piattaforma, ed a promuovere l’impegno paritetico così da controbilanciare i poteri all’Università. E’ stata inoltre discussa la figura del dottorando, poiché si stima che un’altissima percentuale di borsisti siano studenti di dottorato. Per quanto sia importante far sì che il numero di posti si mantenga alto, è allo stesso tempo fondamentale tutelare alcuni diritti per tutti i dottorandi (regolarità e continuità nel pagamento, contributi previdenziali, indennità di malattia e maternità…). E’ stata infine valutata la copertura finanziaria per l’attuazione della piattaforma, con la proposta di creazione di un fondo centralizzato di Ateneo.Nelle prossime settimane verranno organizzate altre assemblee per facoltà, con lo scopo di arrivare poi a richiedere un confronto diretto tra il Rettore e tutti i precari dell’Ateneo. Verrà inoltre ideato un portale, affinché la piattaforma diventi più interattiva, e ogni giovane ricercatore possa suggerire modifiche e definire quali siano i diritti rivendicati a cui non si può più rinunciare.

Si invitano tutti i ricercatori precari a prendere parte alla discussione, iscrivendosi alla mailing list e partecipando alle prossime riunioni.Coordinamento Ricercatori Precari

Iscrizione alla mailing list: uniricercaprecaritorino-subscribe@yahoogroups.com     

uniricercaprecarito@yahoo.it

 

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3 Responses to TORINO – 20 MARZO – ASSEMBLEA NELLE FACOLTA’ MEDICO-SCIENTIFICHE

  1. non-tenure-track researcher ha detto:

    con Torino, finalmente anche il Nord si mobilita!

    Un’anomalia nella “geografia delle lotte” dei ricercatori precari è stata nel fatto di concentrarsi soprattutto nelle università del centro-sud (Firenze, Pisa, Roma, Napoli).

    Il Sud-Sud (Sicilia, Puglia) è stato estraneo alle lotte forse perché troppo invischiato in meccanismi clientelari di cooptazione; il Nord-Nord invece si è tenuto lontano perché qui la transizione alla “entrepreneurial university” ha imposto una nuova pace sociale.

    Ma noi sappiamo che nel Nord ci sono le università più dinamiche e produttive del paese (secondo le valutazioni Civr), come l’università di Torino ad esempio.

    E’ fondamentale radicare la lotta dei ricercatori precari anche nella punta più avanzata del sistema universitario italiano.

    Per capire lo sviluppo futuro dell’università bisogna volgere lo sguardo (anche) alle lotte di questi anni e di quelli a venire.

  2. Bombadillo ha detto:

    ..quindi, un r.p. deve necessariamente reagire in modo analogo al tuo, oppure dev’essere sospettato di essere troppo invischiato in meccanismi clientelari di cooptazione: tertium non datur.
    Auguri. E non aggiungo altro solo perchè siamo sulla stessa barca.

  3. stonedresearcher ha detto:

    Hai dimenticato Ferrara e Bologna che sono state in questi anni fra i nodi più organizzati.

    Ferrara in particolare ha elaborato un fracco di documenti!

    Che sono del sud?

    Comunque io mi sento un terrone…tipo F.F.S.S. cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?

    Anzi perché non chiamiamo la associazione FFSS solo che bisogna far corrispondere l’acronimo a qualcosa di sensato.

    Federazione Fantastica Scienziati Senzaportafoglio

    Sarebbe la prima volta che l’acronimo viene prima del significato della sigla…Il precariato mi ha dato alla testa.

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