Considerazioni non ufficiali sull’ “incontro ravvicinato” con Tognon del PD

Premessa

questo post non è ufficiale ma sarà presto fornito un resoconto scritto dai colleghi chimici e approvato dallo stesso prof. Tognon che speriamo chiarisca alcune posizioni espresse.

Ero presente all’incontro e sono rimasto colpito dal fatto che Tognon abbia proposto, fra le altre cose, i vincoli di età per l’accesso al ruolo stabile di ricercatore, una soglia compresa fra i 30 e i 35 anni.

Sono state proposte anche altre cose più interessanti come l’obbligo di instaurare piante organiche nelle facoltà.

Ma cosa ci facciamo con le piante organiche obbligatorie se i precari storici, gente con assegni su assegni, borse su borse, ricerche su ricerche, non potranno accedere al primo ruolo stabile disponibile, quello di ricercatore?

Tognon ha ribattuto che i quarantenni bravi ….diventeranno associati!

Questo non è possibile perché per convenienze di budget le facoltà fanno diventare associati e ordinari solo se prima si è già ricercatori!

Mi spiego: ad una Facoltà fare un avanzamento di carriera costa meno di un terzo piuttosto che chiamare un associato nuovo di zecca…

…perché dovrebbero favorire il reclutamento di esterni che scavalcano gli interni e poi sono pure meno economici?!?

Nessun precario diverrà associato senza incentivi economici per il reclutamento degli associati ex-novo e fuori budget.

L’uso dei limiti di età a scopo politico può inoltre essere una pratica di eugenetica per risolvere un problema sociale …quello del precariato formatosi con le leggi approvate durante il ministero Berlinguer e di cui Tognon era sottosegretario per l’università (!).

Personalmente queste posizioni mi sono sembrate molto conservatrici e sulla linea del primo governo Prodi, quello di Berlinguer, quello della legge localistica sui concorsi , la 210, quello degli assegni di ricerca….

Ora come si può oggi proporre i limiti di età…sarebbe una ingiustizia sociale…

ingiustizia simile a quando i governi liberali di fine Ottocento per risolvere il problema sociale del mezzoggiorno d’Italia “donavano” biglietti di sola andata per gli Stati Uniti ai braccianti meridionali…un emigrante in più negli States, un problema in meno nell’Italia “liberale”.

Cosa analoga accade con le fughe dei cervelli e ancor peggio accadrebbe con l’uso politico dei limiti di età ai concorsi.

Si elimina il precariato eliminando i precari…

Occorre un reclutamento che porti l’organico delle università vicino ai livelli OCSE, significherebbe almeno 20000 posti da ricercatore in più, occorre poi valorizzare sul mercato il titolo di dottore di ricerca, per tutti coloro che vogliono usare questo titolo per lavorare fuori dalle università, nelle aziende o nella PA…non occorre creare altri numeri chiusi con il peggiore dei vincoli selettivi quello dell’età!

Sarebbe una proposta liberticida.

Si accettano smentite o chiarimenti!

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58 Responses to Considerazioni non ufficiali sull’ “incontro ravvicinato” con Tognon del PD

  1. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Immaginiamo di vivere in un paese dove posti da ricercatore vengono banditi regolarmente e vinti su basi meritocratiche. In questo caso avrebbe senso pensare che se uno non diventa ricercatore entro TOT anni, forse non è portato per la ricerca e dovrebbe cambiare mestiere.

    Questo in una Italia ideale. Nella situazione attuale non si possono proporre limiti di età prima di aver normalizzato la situazione.

    Poi ci sarebbe da discutere sul valore corretto di TOT. Perché un dottorato finisce normalmente intorno ai 27 anni, ed è auspicabile che uno prima di fare concorsi da ricercatore faccia un minimo di esperienza (diciamo 5 anni) come post-doc all’estero. Fissare TOT=35 anni significa lasciare circa 3 anni di margine per vincere un concorso.

    Già che parliamo di situazioni ideali, a me piacerebbe: che la carriera da ricercatore non fosse una tappa intermedia per diventare associato. L’insegnamento (anche a livello universitario) e la ricerca dovrebbero essere separate. Un docente che produce molte pubblicazioni lo fa sempre a discapito dell’insegnamento; viceversa un docente che dedica molto tempo a preparare le lezioni finisce inevitabilmente per produrre poche pubblicazioni.

    I ricercatori dovrebbero essere pagati di più, e non venir considerati come gradino più basso della gerarchia universitaria. Dovrebbe essere prevista una carriera nella ricerca senza (o con pochi) oneri di insegnamento, e per par condicio una carriera da docente senza obbligo di ricerca.

  2. Stefania ha detto:

    Ero presente anche io: il PD non propone di affrontare il pregresso e POI mettere il limite di età. Lo vuole mettere a 30-35 anni e basta. Chi è sopra al limite (perché c’e’ stato il blocco dei concorsi, le poche risorse disponibili sono state usate per fare ass. e ord., i concorsi erano truccati ecc..) è OUT. Secondo l’interpretazione del PD per queste persone sarebbe addirittura un vantaggio: così possono diventare direttamente associati (ma lo sanno come funzionano REALMENTE le cose nelle facoltà?)!!!!!!!

  3. Carlo ha detto:

    Cari amici,,
    la situazione è tragica. Peggiore di quello che si era immaginato.
    Le sinistre – Arcobaleno e PD – hanno dato provo della loro sensibilità. Per non parlare del pressapochismo con il quale affrontano la materia i loro esperti.
    A leggere il resoconto di Giordano Bruno, rivedo nel PD la stessa (o molto simile) smania demenziale del ministro Mussi che, pur di far approvare il suo Super Regolamento, gioca il tutto contro tutto con la CdC, a costo di massacrare un’intera generazione di precari.
    Ora il PD vuole risanare il sistema malato e lo fa nel solito modo: sulla pelle dei precari… Complimenti!
    In queste condizioni, e se questo è il progressismo in Italia, come non giustificare chi come Miriam – paradossalmente – rivolge le proprie speranze in una svolta elettorale conservatrice.

  4. la capra ha detto:

    a me questa cosa ricorda tanto tanto la moratti….

  5. Bombadillo ha detto:

    ..anche io sono dell’idea che l’insegnamento e la ricerca potrebbero essere separati, nel senso di prevedere una categoria di insegnanti universitari, magari da formare tramite la stabilizzazione dei precari, ed una – più prestigiosa: meglio pagata, con più poteri, ecc. – di professori con limitati oneri di didattica: se smetti di produrre, vieni “retrocesso” tra gli insegnanti. E’ chiaro inoltre che l’idea della soglia è giusta, ma se non viene fissata razionalmente, e, soprattutto, se non viene detto, a chiare lettere, che prima bisogna normalizzare la situazione attuale, mi pare una proposta che non può che definirsi irresponsabile: e dire che viene da una parte che fa della responsabilità la sua parola d’ordine. Non sono d’accordo con Carlo, invece, riguardo al fatto che insistere con il N.R. sia ingiusto.
    Caro Carlo, io sono un umanista, tu sei di una area umanistica o scientifica?

  6. michele ha detto:

    Qualunque soglia o differenziazione non dovrebbe avere criteri anagrafici ma meritocratici e funzionali. La proposta di Tognon è ingiusta, incoerente con qualsiasi proposta di riforma seria dell’università e semplicemente incostituzionale.

    Non mi pare che nei concorsi pubblici si possa mettere un qualche limite anagrafico….

    Ridicolo. Se questa è la posizione del PD posso dire senz’altro che questo partito è tra che non fanno né i miei interessi, né gli interessi dell’università.

  7. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Secondo me non è ridicolo a priori. E’ ridicolo data la situazione Italiana, e se non si fanno distinzioni fra i vari settori.

    Prendiamo ad esempio la matematica. E’ un fatto assodato che i risultati più importanti si ottengono da giovani. Non a caso, la medaglia Fields viene assegnata per legge solo ai matematici con meno di 40 anni. Per la stessa ragione, molte borse post-doc in matematica – ma anche in fisica teorica – hanno un limite di età di 35-40 anni (all’estero come in Italia, la Scuola Normale è un esempio).

    Non dico che questo giustifica mettere limiti anagrafici per matematica e fisica teorica. Ma certamente esiste una correlazione fra età e rendimento scientifico. E lo scopo della ricerca dovrebbe essere ottenere risultati: quando uno smette di ottenere risultati, dovrebbe anche smettere di fare il ricercatore.

    Il luogo comune è: “la ricerca si fa da giovani, da vecchi si scrivono libri di testo”.

  8. poverome ha detto:

    Salve a tutti e bentrovati, “compagni” di sventura!
    Anche a me questa del limite di eta’ sembra una boiata pazzesca ma…facciamo un esempio:

    -Tizio a 28 anni, PhD, 1/2 anni di Post Doc all’estero e 13 pubblicazioni all’attivo.
    -Caio ha 36 anni, PhD (mai spostato dalla propia sede accademica) e 20 pubblicazioni all’attivo.

    Chi e’ piu’ “meritevole”, Tizio o Caio?
    E’ giusto che a Caio venga impedito di partecipare al concorso per far spazio a Tizio?

  9. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @ poverome: come dicevo, premesso che non si può fare un discorso del genere in Italia e per tutte le facoltà, e che 30-35 sono pochi comunque come limite. Premesso questo, mettiamo che Tizio ha 28, e Caio ha 45 anni e 30 pubblicazioni all’attivo. In una situazione ideale mi aspetto che Caio ce l’abbia già un posto fisso.

    Ma come dicevo, questo vale in una situazione ideale (diciamo, per ricercatori di forma sferica e nel vuoto 🙂 ).

    Poi c’è una seconda considerazione: se assumo un ricercatore, mi aspetto che faccia ricerca in futuro, non che l’abbia fatta in passato. Il posto di lavoro non è un premio per quello che hai fatto, ma una retribuzione per quello che farai (tradotto: io ti pago per lavorare, non per aver lavorato). Per questo, a parità di condizioni al contorno, assumere un ricercatore giovane ha più senso che assumerne uno anziano.

  10. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Comunque un primo passo per contrastare i baroni potrebbe essere proprio impedire alla gente di partecipare a concorsi nella stessa sede (magari addirittura nella stessa città) dove si sono laureati/dottorati.

    Invece di produrre regolamenti demenziali, basterebbe questa piccola clausula per rendere un pò più seri i concorsi.

  11. poverome ha detto:

    carlo (con la minuscola) :…Il posto di lavoro non è un premio per quello che hai fatto, ma una retribuzione per quello che farai (tradotto: io ti pago per lavorare, non per aver lavorato). Per questo, a parità di condizioni al contorno, assumere un ricercatore giovane ha più senso che assumerne uno anziano….

    Tralasciando il fatto che il mio Caio e’ un po’ piu’ sferico del tuo ma entrabi sono immersi nello stesso fluido fino al collo 🙂 ,sono pienamente daccordo con la prima parte del tuo ragionamento ma un po’ meno con la seconda:
    Verissimo, devi essere retribuito per quello che farai (ricerca e didattica) e quindi anche valutato per quello…essere piu’ anziano non vuol dire essere meno capace/portato!

    Come risolvere questo dilemma? Tizio o Caio?
    Non poter partecipare ai concorsi nella stessa sede non mi pare una soluzione saggia: se hai sgobbato per anni 12 ore al giorno in quella sede per far si che ogni minimo ingranaggio giri nel verso giusto, perche’ mai dovrei abbandonare tutto per iniziare di nuovo tutto daccapo? Forse questo discorso non si applica a tutte la facolta’ ma nell’area scientifica laboratoristica, direi propio di si.

  12. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Si, probabilmente il discorso “ideale” dipende fortemente dal contesto. Capisco che se passi due anni a tarare uno strumento, e ti trasferiscono prima di iniziare l’esperimento vero e proprio è una bella presa in giro.

    Per quanto riguarda la situazione “reale” (ovvero luogo: Italia, tempo: adesso, facoltà: qualsiasi), il problema non si pone. Si è creata una situazione di stallo, dovuta ai pochi investimenti, che non può essere risolta semplicemente “eliminando gli affamati”.

  13. non è un paese per vecchi ha detto:

    Non è vero che la produzione scientifica è correlata all’età!!!

    Questa è una bufala neuroscientifica.

    Se studiate le biorafie dei più grandi scienziati Galileo, Fermi, ma anche altri come Freud, Montessori ecc…
    Vi accorgete che le migliori scoperte le hanno fatte dopo i 40 anni!!!

    Ma questa bufala chi l’ha divulgata?

    Giovinezza giovinezza primavera di bellezzaaaaaaaaaaaa

    Questo sono fasci travestiti!

  14. Bombadillo ha detto:

    ..vabbé, tanto è improbabile che il PD vinca. Anzi, qualcuno sa qualcosa delle idee bellicose della CDL?

  15. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @ non è un paese per vecchi.

    Io parlavo di matematica. Gli esempi sono innumerevoli. Galois, uno dei più grandi matematici di tutti i tempi, è morto a 20 anni. I vincitori di medaglie Fields hanno tutti meno di 40 anni.

    Gauss, il più grande matematico di tutti i tempi, raggiunge il massimo della sua produzione tra i 18 ed i 22 anni (invenzione dell’aritmetica modulare, dimostrazione del teorema fondamentale dell’algebra, etc.). Pubblica le “Disquisitiones Arithmeticae” a 24 anni.

    Per quanto riguarda Fermi: è morto a 53 anni ed ha vinto il nobel a 37 anni. Ci vuole coraggio a dire che era vecchio. Ed “I Ragazzi di via Panisperna” si chiamavano “ragazzi” in quanto giovani. Non erano certo “I Vecchietti di via Panisperna”.

    Altro esempio: l’anno mirabilis di Einstein è il 1905. Aveva 26 anni.

  16. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @ Bombadillo: il PDL (differente dalla CDL per una intera lettera) propone la trasformazione delle Università in fondazioni. Sarebbe bello capire che vuol dire esattamente. E ricordiamo di chi è stata l’idea di abolire la figura del ricercatore… (non che all’opposizione abbiano fatto tutta questa resistenza).

  17. non è un paese per vecchi ha detto:

    Fermi dopo il nobel va a dirigere il famoso progetto…

    Dal punto di vista della storia della scienza è più interessante il primo o il secondo Fermi?

    Einstein teorizza la relatività generale nel 1915 quando era 35 enne.

    Lo sai Galileo quanti anni aveva quando ha iniziato a scrivere il dialogo sui due massimi sistemi del mondo (l’opera scientifica moderna in assoluto più importante!)

    Galileo aveva circa 60 anni!

    Ripetò non esiste nessuna correlazione età produzione scientifica.

    E’ un mito, la produttività scientifica varia da caso a caso perché dipende da fattori diversi dall’età biologica degli individui!

  18. non è un paese per vecchi ha detto:

    Vai anche a vedere la biografia di Marie Curie e la troverai piuttosto interessante!

    Le migliori scoperte le fa tra i 35 e i 45 (con due premi nobel).

    Ti evito le biografie di altri personaggi piuttosto rilevanti come Freud e Montessori.

  19. remy ha detto:

    una discussione oziosa. Una proposta del genere in qualsiasi paese serio porterebbe alle dimissioni di chi la propone.

  20. precariota_stufo ha detto:

    In un paese serio i concorsi sono aperti a tutti, in Italia non è così. Ormai il limite di età viene facilmente superato da tutti noi che partecipiamo ai concorsi senza avere santi in paradiso. Che dobbiamo fare cambiare mestiere? Allora speriamo che i cittadini il 12 aprile facciano cambiare mestiere a tutti questi politici che vivono nel loro iperuranio incuranti dei danni che hanno provocato ad una intera generazione.

  21. Paolo ha detto:

    A carlo (con la minuscola):
    attento che a suon di assegni, contratti, ecc si fa alla svelta a arrivare a 35 anni, e ti ci potresti ritrovare anche tu senza neanche accorgertene!
    Quanto al “se uno non diventa ricercatore entro tot anni, forse non è portato per la ricerca e dovrebbe cambiare mestiere”, beh: se uno non è portato per la ricerca, perche’ ha avuto assegni, contratti, ecc? Forse quando uno lavora come precario e’ portato per la ricerca e poi smette di esserlo quando si tratta di stabilizzarlo?
    E’ meglio evitare di dire cose senza senso e dannose: finche’ le dicono i politici del PD e’ una cosa normalissima (non sono in grado di fare altro), ma quando lo fa uno di noi mi incomincio a preoccupare…

  22. remy ha detto:

    in italia se uno arriva precario a 35 anni è solo perché non tiene santi in paradiso

  23. stoned ha detto:

    Scusate

    per esperienza pluriennale personale.

    Spesso è diffusa nella cultura accademica più potente la prassi di selezionare le persone facendole stare in un limbo fino ai 40 anni poi una volta entrati hanno diritto di voto e di cittadinanza e forse pure di progressione di carriera.

    Il limite implicito dei 40 anni per l’entrata esiste anche in altre realtà accademiche ritenute più importanti di altre come Parigi, Barcellona, ma credo anche in Inghilterra (di cui non ho esperienza diretta).

    Il punto è che in Italia ci sono troppi gradi e ruoli e non è valorizzato il ruolo di ricercatore pre tenure.

    Pensate che peso avrebbero i ricercatori precari se potessero votare il preside o il rettore!

    Certo che la proposta di Tognon è assolutamente da rigettare sarebbe un ritorno al passato di Berlinguer. Tognon credo che sia uno di quelli che hanno anche elaborato la attuale legge 210 quella dei concorsi locali.

  24. Sandro ha detto:

    La proposta di mettere un limite di eta’ e’ semplicemente Impossibile:
    l’unione europea ha infatti imposto a tutti i paesi membri di togliere
    ogni vincolo legale di eta’ per le assunzioni nelle istituzioni pubbliche.
    La Francia che aveva questo limite a 30 anni per il livello di ingresso
    a ricercatore nel CNRS lo ha tolto 2 anni fa recependo la nuova normativa
    europea. Insomma un’altra inutile sortita da parte di dirigenti politici che si
    accontentano di ideuzze sentite in giro e non sono al livello di elaborazione
    complessiva ed originale che sarebbe richiesta per riformare un sistema
    complesso come quello dell’universita’ e della ricerca.

  25. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @ Paolo: ribadisco che il mio discorso erano pure “pippe mentali”. Ho già affermato che nella nostra situazione mettere un limite di età di 30-35 anni significa fare “pulizia etnica”. Io la soglia dei 30 l’ho già superata, e mi avvicino ai 35.

    La mia considerazione era semplicemente questa: in un paese normale, non dovrebbero esistere precari con più di – diciamo – 40 anni. Un pò di gavetta va bene, ma dopo TOT anni o la situazione si stabilizza o si cambia lavoro. Questo naturalmente non giustifica eventuali limiti di età nei concorsi pubblici.

    Come purà curiosità, segnalo questo documento. Qui si dice che in USA, nelle università più prestigiose, la posizione di professore associato viene raggiunta tipicamente intorno ai 32-40 anni. (Ma non so quanto questo documento sia affidabile)

  26. Carlo ha detto:

    Caro Bombadillo,
    rispondo solo ora alla tua domanda, scusami.
    Anch’io vengo da una facoltà umanistica: lettere (perché me lo chiedi?).

  27. non-tenure-track researcher ha detto:

    la proposta di limitare l’accesso al ruolo sulla base dell’età è inaccettabile eticamente (cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Ageism) oltreché illegale, come già rilevato (per fortuna l’Unione Europea mette un freno alla bestialità dell’intelletto umano). Una scorciatoia irrazionale che antepone la demagogia ai reali sforzi riformatori.

    Colleghi e compagni, vi piaccia o no, rimpiangeremo il riformismo di Modica!

  28. Bombadillo ha detto:

    Caro Carlo,
    la mia domanda era legata al fatto che, secondo me, proprio per l’area umanistica (in senso lato) sarebbe stato più utile (rectius: indispensabile) il N.R., perchè quella è l’area in cui è più facile mettere in discussione il dato oggettivo rappresetnato dai risultati prodotti. Ma, ogni giorno che passa inutilmente, le mie ultime speranze in tal senso sfumano.. Eppure, ad andare incontro ai rilievi della CdC, e, poi, ad ordinargli di registare il N.R., non ci vorrebbe molto: non si tratta affatto di rilievi insuperabili.
    Per quanto riguarda, poi, il “non è un paese per vecchi”, credo che stiamo sbagliando prospettiva. E questo a prescindere da quello che si è deciso in sede UE (che non è giusto in sè, solo perchè proviene da tale sede, anzi..)
    Secondo me, una volta risolto il problema del pregresso, la norma che limita ai 30 anni l’acesso al primo gradino stabile nella P.A. è una norma che tutela i precari, in quanto, molto semplicemente, pone un limite alla precarietà. E’ impensabile vedere ancora gente che, letteralmente, si rovina la vita per preparare un concorso (mica solo nel’Università), e dopo si sveglia, a 40 anni, con un pugno di mosche in mano.
    In definitiva, cioè, a me poco importa di quali siano le fasce di età più produttive per la ricerca. Il dato fondamentale, piuttosto, è quello di non creare dei precari esistanziali, che non si sposano, non fanno figli, ecc., e, sotto questo punto di vista, è meglio ricrearsi una vita (professionale) a 30 anni, che non a 40.

  29. paolo ha detto:

    La proposta di limitare l’età per i ricercatori era già stata fatta nel 1992, non è stata accolta e non lo sarà mai. E’ inutile parlarne. I problemi sono altri. Ci sono tanti precari e lo Stato non ha un euro da spendere.

  30. non-tenure-track researcher ha detto:

    il punto non è imporre norme ridicole e umilianti come il limite anagrafico al reclutamento. E uno che inizia il dottorato a 40 anni perché ha fatto altro nella vita? Oppure è stato all’estero? Ma scherziamo?

    Le strategie che i partiti che si dicono riformisti dovrebbero perseguire sono:

    1) incentivare le istituzioni (facoltà e dipartimenti) a un reclutamento “virtuoso”, con un’allocazione competitiva delle risorse;

    2) premiare i CV eccellenti, soprattutto quelli con alto profilo internazionale (di pubblicazioni e di esperienze e contratti all’estero);

    3) mettere a punto meccanismi combinati di reclutamento locale-nazionale, sul modello del Nuovo Regolamento della scorsa legislatura;

    4) abolire le elezioni delle commissioni concorsuali e introdurre il sistema dei referees anonimi sorteggiati in luogo dei commissari eletti;

    5) abolire le prove scritte;

    6) incentivare e premiare la mobilità dei ricercatori.

    Accade in tutto il mondo. Perché in Italia no? Tognon, sveglia!

  31. addio ha detto:

    Rega’, nun c’e’ na lira, lo volemo capi’?

  32. simone ha detto:

    non c’è una lira? andatevi a vedere la puntata di report di ieri e poi ne riparliamo… per non parlare del fatto che in spese militari l’italia spende ogni finanziaria quacosina in più. Non c’è una lira (per noi….

  33. Precarioemigrante ha detto:

    Quanto detto da Tognon conferma il programma del PD sull’Università: niente condito con il nulla.
    Tante parole al vento per poi ritrovarsi con “ricette” che sono suggerite dalle lobby baronali al solo scopo di mantenere il potere.
    Certo pensare di dare il proprio voto a sti personaggi pseudo-politici da strapazzo, al momento attuale mi sembra pura utopia.

    Ormai siamo barchette alla deriva…..

  34. Alberto ha detto:

    Appello ai romani: nel collegio senatoriale del Lazio deciderà l’esito delle elezioni. Vi chiedo di votare contro il PD. Una eventuale vittoria elettorale di questo partito significherebbe trionfo della CRUI, dei baronati e precariato esterno!

  35. Alberto ha detto:

    Appello ai romani: nel collegio senatoriale del Lazio si deciderà l’esito delle elezioni. Vi chiedo di votare contro il PD. Una eventuale vittoria elettorale di questo partito significherebbe trionfo della CRUI e dei baronati e precariato eterno!

    PD=Partito Deiprecarizzatori

  36. non-tenure-track researcher ha detto:

    il povero Tognon ha idee ridicole e velleitarie, ma i clerico-fascisti del centro-destra ne hanno di orripilanti e raccapriccianti. Immaginano un’università fatta di libero Mercato e Chiesa, di Bocconi e Comunione & Liberazione, questi i loro ideali e i loro riferimenti.

  37. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ragazzi, ma le considerazioni ufficiali quando arrivano? Forse Tognon ha definitivamente rinunciato a convincerci (come l’UDC)?

  38. Alberto ha detto:

    Non mi pare corretto attribuire ad una parte politica posizioni mai espresse, se no scendiamo sul livello della propaganda politica sui comunisti che mangiano i bambini.
    Valditara non ha mai parlato di chiesa e libero mercato. In compenso il PD propone un’università basata sul precariato e vuole gettare 20000 persone in mezzo ad una strada.
    Mi pare evidente che una vittoria del PD non è nel nostro interesse. Loro stanno con i baroni e la corporazione, che sono proprio i nostri avversari.

  39. christian ha detto:

    Io sono del collegio senatoriale del Lazio: alle scorse elezioni ho votato DS, questa volta, memore delle bastonate che ci hanno dato, darò il mio voto convinto al PDL. Con me, numerosi colleghi del Dipartimento in cui lavoro. Ragazzi, questi non immaginano nemmeno la bastonata che prenderanno, la gente che conosco è infuriata.
    Mai più voti a questa sinistra !

  40. non-tenure-track researcher ha detto:

    alberto,

    la tua è misera propaganda politica. Difendi l’alleato nazionale Valditara, uno che si è esplicitamente opposto al Nuovo Regolamento concorsuale, uno strumento che apriva spiragli di innovazione nel decrepito sistema universitario italiano. Con lui i prof baroni di diritto amministrativo, i mafiosi della Corte dei Conti, e i tanti baroni che scorrazzano impunemente per le nostre università.

    Complimenti! Una risata seppellirà te, Valditara e tutti gli altri conservatori/reazionari dell’università

  41. vittorio ha detto:

    Due storielle per i ricercatori precari che votano PDL (sembra assurdo ma esistono):
    – C’è quella del ministro creazionista:
    http://www.fisicamente.net/index-507.htm
    – E quella della soubrette esperta di fisica:
    http://alcamar.wordpress.com/2008/03/04/scontri-improbabili-gabriella-carlucci-contro-il-premio-nobel-per-la-fisica-prof-glashow/

    Buon divertimento!!

  42. Precarioemigrante ha detto:

    Segnalo che è stato pubblicato il manifeasto del PD per l’università e la ricerca:
    http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=48303

    COme già detto prima il nulla condito con il niente.
    Per chi come me ha sempre creduto nella forza riformatrice del CSX, ormai si è reso conto che idee innovative non ve ne sono ma si cerca sempre di preservare il potere acquisito dalle lobby.
    Oramai ho deciso di non votarli più e turandomi il naso voterò PDL (cosa che mi disgusta enormemente ma che oramai la considero decisa per quello che ci ha propinato e ci propinerà il CSX).

  43. Miriam ha detto:

    Purtroppo la politica filo-baronale di P.D. e Mussi non ci lascia alternativa al voto al PdL…

  44. carlo (con la minuscola) ha detto:

    E’ interessante la parte del programma in cui si dice: “L’Università non è più soltanto la scuola d’élite per formare la classe dirigente del paese…”

    Come se fosse vero che i politici si formano all’Università! Vediamo quali sono i titoli di studio di Veltroni:
    – diploma di maturità all’Istituto di cinematografia di Roma,
    – laurea honoris causa in “Public services” dalla John Cabot University di Roma.

    Tra l’altro, avete notato come è difficile trovare in rete i CV dei politici più in vista?

    Io ho un solo suggerimento su università e ricerca: reintroduciamo lo studio obbligatorio del francese al liceo, così quando i futuri ricercatori dovranno emigrare in Francia faranno meno fatica di me ad imparare la lingua.

  45. Carlo ha detto:

    Innanzitutto, un ben tornato a Miriam. Ci sono mancati i tuoi interventi.

    Poi vorrei riproporre un mio precedente commento che nel post dove si trovava non ha avuto nessuna eco.
    Il 24 Marzo 2008 alle 10:25 am scrivevo:
    Alle prossime elezioni non si sa che pesci pigliare (scil. che partiti votare).
    Per quanto mi riguarda, credo che non mi asterrò, ma neanche voterò nessuno: piuttosto annullerò la scheda in qualche modo (p.es. W la ricerca!).

    Ieri sera (= il 23 marzo) mi è capitato di vedere l’intervista a Boselli a Telecamere. nella quale lamentava l’oscuramento mediatico a cui è costretto il partito socialista (che, come si sa, corre da solo). Alla domanda sulle 3 priorità, ha risposto:
    -difesa della scuola pubblica;
    – difesa dei diritti civili;
    – lotta al precariato.

    Certo, sono solo degli slogan; ma mi hanno colpito (soprattutto il primo) per il modo in cui si intrecciavano.

    Nel programma (pubblicato sul loro sito), inoltre, si può trovare un richiamo interessante a temi a noi cari:
    “chiave di volta dello sviluppo è l’innovazione: – occorre un aumento straordinario della spesa pubblica e privata per la ricerca, per avvicinarsi all’obiettivo del 3% del Prodotto Interno Lordo fissato dal Trattato di Lisbona; – un aumento della dotazione di fondi per la scuola pubblica e dell’università; […]; – centralità del merito nella Pubblica Amministrazione e nuove regole per la contrattazione sindacale in grado di incentivare la produttività”.

    Con l’attuale legge elettorale e stante la volontà di correre da solo, il Partito Socialista rischia di non essere rappresentato in Parlamento; certo si può obiettare che sarebbe un voto inutile (non potranno mai vincere); ma – come ammonisce il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – “il voto non e’ mai inutile”.

    P.S. Se vi sembra che abbia fatto campagna elettorale, me ne scuso: non era mia intenzione. Ho semplicemente voluto presentare dei dati da discutere insieme. Come ho scritto sopra, al momento, non credo di voler dare il mio voto a nessun gruppo politico.

  46. Carlo ha detto:

    Per carlo (con la minuscola),
    come ti trovi in Francia?
    Ci ho passato il più bell’anno della mia vita, ai tempi dell’erasmus, e ogni tanto sogno ancora di ritornarci. Certo, non mi nascondo il fatto che non sono tutte rose e fiori. Però …

  47. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Caro Carlo, qui non è neanche lontanamente paragonabile all’Italia. Mi manca molto Roma, ma solo per ragioni affettive, non certo per l’italica m**da che mi sorbivo tutti i giorni, e non solo al lavoro.

    Ne approfitto per riproporre la mia domanda, che non ha avuto eco: riusciremo a leggere le considerazioni ufficiali sull’incontro con Tognon prima delle elezioni? Credo sia nel loro interesse, anche se io ormai penso proprio di non tornare per votare.

  48. non-tenure-track researcher ha detto:

    – il socialista Boselli si dice sensibile alla ricerca ma è politicamente ininfluente

    – il democratico Tognon è un gerontofobo e per di più con passato di collaborazionista berlingueriano (luigi, il grande ministro dell’università dell’ope legis concorsuale pro-professori di fine anni 90)

    – il Pdl è mascheratamente fascista (Ciarrapico & Mussolini) e non fa testo, fa solo ribrezzo

    – la Sinistra Arcobaleno si dichiara filo-ricercatoriprecari ma annovera tra le sue fila il fallimentare Mussi

    – gli altri partiti non sanno nemmeno l’università che cosa sia, e tantomeno la ricerca

    i ricercatori precari non fanno ‘endorsement’ e si tengono orgogliosamente autonomi dalla politica e confidano solo nelle loro capacità di mobilitazione lotta e contestazione dell’ordine costituito

  49. France ha detto:

    OOOh, ci siamo arrivati!
    Vinca chi vinca, non appoggiamo nessuno e romperemo comunque le palle a chi vince!

  50. paolo ha detto:

    fermo restando il non endorsement collettivo, ricercatori precari scoprite da che parte state in queste elezioni:

    http://lesselastic.voisietequi.it/

  51. Walter ha detto:

    16:08 Pd, progetto per la ricerca: i tre requisiti

    Il progetto si basa su tre assi portanti: piena autonomia del ricercatore nel definire il proprio progetto; rigoroso sistema di valutazione, come avviene in Europa; incremento delle risorse pubbliche e incentivi fiscali alle imprese che finanziano la ricerca. Inoltre, il Pd propone un contratto di ricerca per i giovani leader scientifici: attraverso il ministero dell’Università e della ricerca si potranno finanziare, con 250mila euro l’anno, i progetti reputati ‘eccellenti’ da appositi comitati, attraverso il sistema della valutazione tra pari.

    16:05 Veltroni in visita al Parco tecnologico di Pula

    “Non riesco ad immaginare il futuro del mio paese se non attraverso l’asse della ricerca, dell’ambiente, del turismo e, quindi, la crescita del Pil”. Walter Veltroni punta su ricerca, innovazione ed eccellenza e presenta un disegno di legge sui contratti di ricerca per giovani leader scientifici, che prevede il finanziamento di 250mila euro l’anno a favore dei progetti ‘eccellenti’. Veltroni sta illustrando il ddl mentre è in visita al Parco tecnologico Sardegna Ricerche di Pula.

    15:30 Pd: “Ecco il manifesto per l’Università e la Ricerca”

    Autonomia finanziaria, atenei indipendenti che possono anche assumere docenti stranieri, borse di studio e prestiti d’onore da restituire col reddito di lavoro dopo gli studi, potebnziamento delle rete dei Politecnici “dorsale tecnologica del paese”: sono solo alcuni dei dieci punti che costituiscono il Manifesto del Pd per le università e che Veltroni ha tradotto in un disegno di legge.

  52. gujro ha detto:

    credendo vi sia sfuggita,
    segnalo la manifestazione prevista per domani dai sindacati di base.
    PRECARI PUBBLICI. 4 APRILE GIORNATA DI LOTTA:
    Sciopero nazionale e Manifestazioni territoriali.

    http://nazionale.rdbcub.it/index.php?id=20&tx_ttnews%5Btt_news%5D=13678&cHash=df99b09edf&MP=63-552

  53. gujro ha detto:

    ops, quel link non va…
    provo di nuovo:
    http://nazionale.rdbcub.it/index.php?id=20&tx_ttnews%5Btt_news%5D=13678&cHash=df99b09edf&MP=63-552

    altrimenti lo trovate già sulla home page

  54. Lucas ha detto:

    Il resoconto dell’incontro è stato inviato a Tognon per la revisione lunedi’ notte, per cui gran parte del tempo lo ho perso io (d’altra parte faccio anche un altro lavoro…). Appena sarà pronto verrà girato alla RNRP

  55. Miriam ha detto:

    Caro Walter,
    proprio quello che ci voleva: una serie di ovvietà dal leader del Partito Deibaroni. Tutte cose ovvie che non saranno mai realizzate, tipo “abbassare le tasse”, “rendere tutti più felici” e “creare ricchezza”.

  56. Carlo ha detto:

    Che orrore è il giovane leader scientifico di Walter?

  57. Giuseppe Tognon ha detto:

    G. TOGNON: Mi scuso se entro nel blog dopo aver già parlato e scritto tanto (è il resoconto di una discussione di 3 ore ed ho preferito lasciare argomenti piuttosto che fare inutili promesse elettorali). Se posso precisare e sintetizzare così l’affermazione che ha fatto discutere direi che:
    a)è evidente che nessuno può mettere per legge limiti di età per un concorso pubblico all’università, ma è altrettanto legittimo pensare che, a regime, in un sistema rimesso in moto, soldi aggiuntivi per i ruoli di ricercatore dovrebbe andare soprattutto ai più giovani. Oltre che degli attuali precari credo occorra preoccuparsi anche di coloro che oggi hanno 20 o 25 anni e che non è giusto che lo divengano dopo di voi e come voi.
    b)Chi come voi è in attesa da anni, ha diritto a concorsi rapidi e continui per tutte e tre le fasce. Il PD si batterà perché tutti i soldi possibili vadano a finanziare i concorsi, con procedure non cervellotiche, e per la ricerca: nei prossimi anni dovremo aprire fino a 25/30.000 nuovi ruoli e per far questo il PD chiederà ai proff. il sacrificio di andare, progressivamente, in pensione a 68 e poi a 65 anni e che i fondi recuperati siano obbligatoriamente destinati a concorsi per nuovi ruoli e non per i passaggi interni.
    c) E’ sbagliata però l’idea che i precari debbano diventare ricercatori con una sanatoria (come scegliere?, con quanti anni di borse o contratti, 3 5, 8, 10 ? ) Nel 1982 l’università italiana ha visto diventare ricercatori migliaia di persone con anche solo un anno di borsa e il risultato è che per circa 15 anni tutto il sistema si è bloccato, con una deformazione della piramide.
    d) il PD è talmente contro il precariato che si batterà perché dopo il dottorato non ci sia più il mercato dei contrattini, delle borse, degli assegni, ma un’unica figura per fare ricerca ed esperienza in università e per un numero non troppo lungo di anni, con tutti i diritti dei lavoratori.
    Se qualcuno avrà la cortesia di leggere il mio testo troverà molte ragioni, da criticare certo, ma pensate. Non si transige però sul principio del concorso, per merito, e nel caso del primo livello, quello da ricercatore, preferibilmente a livello nazionale, contro i localismi e i ricatti. Vi ringrazio. E vi ricordo che non ho detto e scritto solo cose carine sulle nostre responsabilità passate…

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