Replica del Prof. Tognon sull’incontro ravvicinato con il PD

Ecco una replica del Prof. Tognon (Responsabile PD politiche dell’Università) alle critiche espresse al post sull’incontro ravvicinato con il Partito Democratico:

G. TOGNON: Mi scuso se entro nel blog dopo aver già parlato e scritto tanto (è il resoconto di una discussione di 3 ore ed ho preferito lasciare argomenti piuttosto che fare inutili promesse elettorali). Se posso precisare e sintetizzare così l’affermazione che ha fatto discutere direi che:
a)è evidente che nessuno può mettere per legge limiti di età per un concorso pubblico all’università, ma è altrettanto legittimo pensare che, a regime, in un sistema rimesso in moto, soldi aggiuntivi per i ruoli di ricercatore dovrebbe andare soprattutto ai più giovani. Oltre che degli attuali precari credo occorra preoccuparsi anche di coloro che oggi hanno 20 o 25 anni e che non è giusto che lo divengano dopo di voi e come voi.
b)Chi come voi è in attesa da anni, ha diritto a concorsi rapidi e continui per tutte e tre le fasce. Il PD si batterà perché tutti i soldi possibili vadano a finanziare i concorsi, con procedure non cervellotiche, e per la ricerca: nei prossimi anni dovremo aprire fino a 25/30.000 nuovi ruoli e per far questo il PD chiederà ai proff. il sacrificio di andare, progressivamente, in pensione a 68 e poi a 65 anni e che i fondi recuperati siano obbligatoriamente destinati a concorsi per nuovi ruoli e non per i passaggi interni.
c) E’ sbagliata però l’idea che i precari debbano diventare ricercatori con una sanatoria (come scegliere?, con quanti anni di borse o contratti, 3 5, 8, 10 ? ) Nel 1982 l’università italiana ha visto diventare ricercatori migliaia di persone con anche solo un anno di borsa e il risultato è che per circa 15 anni tutto il sistema si è bloccato, con una deformazione della piramide.
d) il PD è talmente contro il precariato che si batterà perché dopo il dottorato non ci sia più il mercato dei contrattini, delle borse, degli assegni, ma un’unica figura per fare ricerca ed esperienza in università e per un numero non troppo lungo di anni, con tutti i diritti dei lavoratori.
Se qualcuno avrà la cortesia di leggere il mio testo troverà molte ragioni, da criticare certo, ma pensate. Non si transige però sul principio del concorso, per merito, e nel caso del primo livello, quello da ricercatore, preferibilmente a livello nazionale, contro i localismi e i ricatti. Vi ringrazio. E vi ricordo che non ho detto e scritto solo cose carine sulle nostre responsabilità passate…

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38 Responses to Replica del Prof. Tognon sull’incontro ravvicinato con il PD

  1. France ha detto:

    (lo ri-posto di qua)
    (scusate, mi prude la tastiera…)
    a) allora niente limite? o limite si ma quando sorgera’ il sol dell’avvenir?
    b) 25/30.000 “nuovi ruoli” (ricercatori, associati?) “nei prossimi anni” (nei prossimi 3 o 30? Puo’ essere piu’ specifico?), chiedendo ai prof il “sacrificio” di andare in pensione a 68 e poi a 65 anni (perche’ non subito a 65? Sa che 30.000 posti si libereranno comunque da qui al 2015, a legislazione corrente, a causa della famosa onda anomala? Voi cosa ci mettete, in piu’?).
    c) Criteri per la sanatoria: lei ci chiede a noi come scegliere? Un attimo che ci consultiamo e le facciamo sapere. La politica serve a prendere decisioni, non lo sapeva? IL punto qui non e’ COME combattere il precariato, ma SE combatterlo!!!!
    d) Il PD si battera’? Contro chi? Presumete gia’ di stare all’opposizione? Se pensate di poter vincere, non e’ che VI BATTERETE per, GOVERNERETE PER.
    “Non si transige sul principio del concorso, per merito, nazionale”: con quali regole? Non manipolabile? E come? Chi diventa responsabile dell’assunzione di un ricercatore, direttamente il Presidente della Repubblica? Chi valuta la scelta ex-post?
    Ci risentiamo dopo le elezioni.

  2. stoned ha detto:

    Caro Prof. Tognon

    Il problema del limite di età è un problema serio perché imponendo limiti per legge favorisce un processo di eugenetica sociale che nella storia è stato il miglio sistema delle classi agiate per risolvere i problemi sociali. Da poco l’univ. di Torino ha bandito oltre 100 assegni di ricerca per max 35 enni!

    Mi scusi l’analisi un po’ marxista…oggi i precari della ricerca sono precari perché non provengono dalle classi dominanti…io sono figlio di “ferroviere con la 5 elementare” e mia madre, proveniente da una società rurale del sud, credo non avesse neppure la 5elem.

    Oggi ho laurea, dottorato, specializzazione universitaria, due assegni, pubblico con estrema difficoltà su riviste internazionali in un settore in cui nessun italiano aveva pubblicato prima.

    Ciononostante non c’è spazio…gli accademici cooptano i loro figlioli e usano anche criteri internazionali per riprodurre la loro scuola con l’avallo e l’uso acritico di tools creati per il mercato della scienza da multinazionali come la Thomson.

    Perché l’Italia non ha un elenco di riviste scientifiche di prestigio scientifico (nazionali ed internazionali) e non uniforma i criteri di merito per tutte le discipline?

    In questo chaos sopravvivono sempre i soliti noti, i potenti, la casta, e si riproduce sempre la solita ricerca.

    Occorrerebbe fare dei gruppi di lavoro per scegliere criteri uniformati e nazionalizzati di merito (ma non con i professori settantenni, sempre i soliti, che usano criteri che neanche conoscono nello specifico).

    Invece al ministero bloccano tutto, c’è una classe dirigente che usa la burocrazia per conservare l’esistente, fa passare il tempo e noi invecchiamo con contratti scaduti e quant’altro.

    Perché dovremmo fidarci del PD quando i suoi esponenti Berlinguer, Modica, Ghizzoni, Volpini, Tessitore sono stati solo dei difensori dello status quo spacciando riforme impossibili?

    Comunque le auguro di vincere le elezioni e di far bene..io “non” sarò un cervello in fuga ma un cervello critico e rompi…e e rimango qui in Italia ad organizzar e trasumanar….

  3. non-tenure-track researcher ha detto:

    caro prof. Tognon,

    come diceva qualcuno, “le parole sono importanti!”. Non si può dire che si metterà il limite a 35 anni salvo poi correggere che ciò avverrà naturalmente. E il PD non può parlare come la signora Thatcher. Meglio la chiarezza e la precisione di idee e proposte, i ricercatori sono persone serie, che fanno del rigore il loro principio di vita, apprezzeranno gli sforzi di chiarezza e onestà intellettuale.

    A noi al fondo interessa poco che i concorsi siano locali, locali-nazionali, a elezione o a sorteggio, con referees o con commissari. Pretendiamo ’soltanto’ che l’università italiana riconosca i nostri meriti mediante un processo efficiente di reclutamento.

    Non si può appiattire la discussione eternamente sulle regole concorsuali, altrimenti diventa un diversivo utile per distrarre l’attenzione da quello che è il vero problema: come incentivare i dipartimenti e le facoltà a un reclutamento “virtuoso” e competitivo e non clientelare e cooptativo-servile come avviene oggi.

  4. ugo ha detto:

    Colleghi precari

    qui ci prendono in giro. L’Unione nel ’96 diceva che avrebbero creato 20mila posti di “giovani docenti e ricercatori”. Il professor Tognon, PD, ora parla addirittura di 30mila posti. Questa gente dà i numeri con promesse elettoralistiche manifestamente tali.

    I precari devono sottrarsi a questo gioco perverso. Sembra che noi possiamo entrare solo se c’è un reclutamento con numeri oceanici. Invece pretendiamo di entrare a qualunque condizione! Per i nostri sforzi e la qualità del nostro lavoro, nient’altro che per questo.

    Secondo me Tognon in questa chat ha fatto perdere al PD un bel pò di voti. Walter intervieni!

    Ca nisciun è fesso..

  5. Miriam ha detto:

    Non esageriamo. Valutazione e merito sono importanti e il fatto che Tognon abbia proposto 30000 posti non è così grave (se non l’avesse fatto ci saremmo lamentati per l’assenza di questa promessa).
    Il punto è che promettere meritocrazia è come promettere maggiore crescita economica: lo dicono tutti da 50 anni. Non mi piace ascoltare “meritocrazia e valutazione sono il nostro faro” perchè lo dicono tutti e non significa nulla. E’ come dire “la crescita economica è il nostro obiettivo” senza illustrare ricette per raggiungerla davvero.
    Poi restano le inquietanti richieste del limite di età (illegali, per fortuna, ma sintomatiche di un certo tipo di visione del mondo universitario) e il discorso “reclutiamo 15000 persone soli in cambio di altri 40000 precari”. Ma l’obiettivo non dovrebbe essere quello di eliminarlo il precariato?

  6. Precarioemigrante ha detto:

    Caro Tognon, rimango sempre più “allucinato” delle proposte che fate sul tema dell’Università e del precariato nella ricerca.
    A corredo delle domande fatte da France, di cui sarebbe interessante avere una risposta, le chiedo come mai nei 2 anni che siete stati al governo avete fatto l’impossibile per non fare nulla? Come mai nei due anni che siete stati al governo vi siete sempre affannati ad esaudire le richieste della CRUI? Come mai ora che avete come unica prospettiva di stare all’opposizione, vi affannate di propore soluzioni per salvare capra e cavoli (parlo in termini di voti dei precari e dei baroni)? MA Lei crede che siamo così fessi ma ingoiare la proposta (irrealizabile!) che molti di noi passeranno direttamente ad associato, mentre i ricercatori attuali (che naturalmente hanno il barone dietro le spalle) rimarranno in silenzio?
    La maggior parte di noi è contraria alla sanatoria indiscriminata, ma già ad accogliere una parte delle proposte dei sindacati sulla creazione del tenure-track, non era fanta-politica.
    Un’ultima domanda, Modica a settembre in una lettera pubblicata su diversi giornali, parlava di “poteri oscuri” che remavamo contro le riforme universitarie; Mussi recentemente ha detto le stesse cose come pure il suo collega Tocci in una lettera di fine anno. Le volevo chiedere, ma chi sono questi “poteri oscuri”? Forse dovremmo incominciare ad occuparci anche nella ricerca di questa “forza oscura”? Perchè non proponete un PRIN su quest’argomento e vediamo se riusciamo a risolverlo noi.

  7. ecchecemetto ha detto:

    Buongiorno Caro Tognon.
    Basta con i prof, i buongiorno ed i buonasera e tutte le formalità ed i formalismi che nascondono il vuoto della sostanza.
    Allora ecco le nostre richieste, anzi le mie per non essere troppo presuntuoso:
    – La ricerca si fa con i precari o con le persone assunte?…beh credo che i progetti ci debbano essere ma collegati ad essi ci debbano essere anche le persone e non dei fantasmi. Non ci volete vedere perchè vi fa comodo non vederci. Però quando si chiedono i soldi per fare ricerca noi siamo essenziali. Eppoi parliamo della produttività. Allora per fare degli esperimenti ci vuole:
    esperienza, preparazione, coraggio ma anche inventiva e spirito di innovazione. I professori di una certa età, che litigano quotidianamente con le finestre di Word ed Excel perchè non riescono a trovare le maniglie per aprirle e poi si impantanano con le animazioni di Powerpoint vedendole troppo futuristiche e quindi inutili, possono sicuramente contribuire alla ricerca con la loro esperienza ma non certo con la loro voglia di innovare.
    Allora se è giusto considerare l’età fertile e più propizia per innovare e fare ricerca intorno i 35-45 anni con le classiche eccezioni che confermano la regola, E COSI’ SI FA IN TUTTO IL MONDO, perchè ancora si dibatte sull’uscita dal ruolo di certi ANZIANOTTI?
    …ma facendo anche finta di non voler considerare l’annata di uno studioso vi è in contrapposizione un altro criterio che dovrebbe essere la colonna portante di tutto, il merito: EBBENE CHI NON PRODUCE PUBBLICAZIONI DI ALTO LIVELLO PERCHE’ DI CONSEGUENZA NON HA FATTO E NON FA BUONA RICERCA NON HA DIRITTO A FINANZIAMENTI.
    EPPOI SE VI E’ QUESTA ENOrME FUGA DI CERVELLI UN MOTIVO CI SARA’?

    insomma non stiamo qui a raccontarcela che la diagnosi è già bella e fatta da anni:
    AVETE VOGLIA DI RISOLLEVARE QUESTO PAESE O NO? SE SI, SE C’E’ LA VOLONTA’ I COME, I DOVE E I QUANTO SI TROVANO.
    ANONIMO IN FUGA DALL’ITALIA

  8. 10annidiprecariato ha detto:

    “Oltre che degli attuali precari credo occorra preoccuparsi anche di coloro che oggi hanno 20 o 25 anni e che non è giusto che lo divengano dopo di voi e come voi”.
    Ossia noi siamo la generazione che deve essere immolata fra la precedente (quella degli sprechi) e la successiva (quella della rinascita). Questa si chiama discriminazione generazioniale… Un atteggiamento pericoloso, non degno di un partito che si definisce democratico, che cancella i diritti e il lavoro di migliaia di ricercatori condannati a pagare colpe non proprie.
    Ma si trova un politico che riconosce che l’Università italiana si è retta sul nostro lavoro sfruttato, mal pagato e precario! Si trova un politico che ci ringrazi per questo.
    Liquidateci, cancellateci, ma RINGRAZIATECI!

  9. caro Tognon mi sa che ti radiano dal PD…
    questi 70mila voti dei ricercatori precari rischi di perderli….

    ma te lo meriti, ve lo meritate…

    “No one is allowed to ask for your age when you are applying for a job”….
    discriminare sull’età di chi è precario è vergognoso…

    ma si sà…. avete messo in avanscoperta un veltroni che recita
    frasi all’europea, con una retroguardia di conservatori….

    negli atenei dovete colpire i vecchi strutturati che non vivono di diritti acquisiti,
    ma da scandalosi privilegi corporativi…

    Le consiglio di ragoinare su quanto viene proposto qui:
    1) http://www.youtube.com/watch?v=rrM2RCms4PQ
    2) http://www.youtube.com/watch?v=1haiPU6LRDs
    3) http://www.youtube.com/watch?v=QHBHddUX-Tk

  10. Giulia ha detto:

    Il pd è sensibile alla casta accademica, dalla quale peraltro provengono molti suoi dirigenti. Siamo stati fessi a dargli retta due anni fa, ma ora sinceramente non mi aspetto più nulla. Se non queste proposte di macelleria sociale, come giustamente le chiama Miriam: abolire una generazione, fare altri 40000 precari, respingere la richiesta di abolire i vari contratti (borse, assegni, co.co.co.) che offrono praticamente le stesse tutele del lavoro nero.
    Cos’altro volete per convincervene? La fusione fredda pd-crui per dare vita ad un nuovo partito?

  11. Giorgio ha detto:

    Meno male che dopo la sconfitta elettorale voluta e cercata da veltroni, d’alema avvierà il repulisti.
    ci vuole un’altra classe dirigente, senza i veltroniani come tocci

  12. La capra ha detto:

    Tognon: “ma è altrettanto legittimo pensare che, a regime, in un sistema rimesso in moto”… Gentile professore, è proprio questo “a regime” che manca nella sua proposta.

    Come lo intende il PD un sistema a regime?

    Nel blog si affacciano due proposte concrete:
    – modello “chiuso” pre-ruolo con programmazione e valutazione in ingresso e in uscita: dottorato + 2 anni TD in sostituzione dell’esistente… .
    – modello “aperto”, libera cooptazione su base dipartimentale con valutazione tipo RAE su base nazionale vincolante sui finanziamenti e con meccanismi premiali “di mercato”…

    Si può essere statalisti virtuosi o neo-liberali coerenti. Scegliete, E poi agite…

    p.s. ovviamente qualunque sia la scelta c’è da mettere soldi e da fare una seria valutazione

    pp.ss grazie per il suo nuovo intervento nel blog. Non è cosa usuale, ed è cosa credo apprezzata

  13. grande “La capra”… lucidissimo 😉
    ottimo post….

    io aggiungerei:
    ppp.sss:
    “vietato rispondere con: la soluzione ottimale stà a metà fra le due”
    (chi risponde così è a favore dell’immobilismo)

  14. Miriam ha detto:

    Veramente ci sarebbe anche quello che de Nardis chiama “problema del pregresso” ovvero per arrivare a regime bisogna fare qualcosa dei precari attuali.

    Finché ci sono i precari attuali, i neodottorati non vinceranno alcun concorso onesto con persone assai più titolate di loro e d’altra parte l’idea-Pd di sbatterci in mezzo ad una strada è ingiusta, ottocentesca ed irrealizzabile.

    L’idea di farci concorrere per i posti da associato poi è di una ingenuità impressionante: i concorsi da associato (come del resto Tognon, ben immerso nella logica accademica, da’ sempre per scontato) sono di fatto promozioni, non reclutamenti. Per logiche accademiche (diventare direttamente associati significherebbe scavalcare i ricercatori attuali e gli attuali sistemi di potere non lo consentiranno mai) e soprattutto di budget (fare associato un ricercatore già strutturato costa MOLTO meno che fare associato un ordinario).

    Perciò, cari La capra e RivoluzioneItalia, pretendete risposte anche su questo punto, che è il punto dirimente. Un conto è sedersi a tavolino e dipingere il sistema che ci piace, un altro è elaborare un piano che porti a questo sistema PARTENDO DALLA SITUAZIONE ATTUALE REALE.

  15. la capra ha detto:

    Miriam, hai ragione. Ma noi discutevamo esplicitamente della situazione “a regime”….

  16. Miriam ha detto:

    Errata corrige: ovviamente la frase “(fare associato un ricercatore già strutturato costa MOLTO meno che fare associato un ordinario)” dovrebbe essere “(fare associato un ricercatore già strutturato costa MOLTO meno che fare associato un precario)”!

  17. ricercatore progressista ha detto:

    IMPLORAZIONE PRE-ELETTORALE A VELTRONI

    Veltroni noi siamo con te, ma per favore deponi il prof Tognon dall’incarico di responsabile PD dall’università: ha idee confuse e velleitarie (e illiberali, cfr. proposta dei 35anni), ci fa perdere voti!

    Walter, noi da un partito del “yes we can” ci attendiamo un personale politico dinamico, aggiornato, con una visione internazionale dei problemi, slegato da interessi corporativi. Altrimenti ci conviene votare per la Sinistra, che almeno ci difende esplicitamente.

    Walter fà qualcosa, con questi “dirigenti” non vinceremo mai!

  18. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io da un partito del “yes we can” non mi aspetto proprio nulla. Quello slogan da solo è stato sufficiente a fargli perdere il mio voto.

    Veltroni, smettila di fare l’idiota e comportati seriamente!

  19. ricercatore progressista ha detto:

    carlo, non fare il reazionario, leggi l’intervista di oggi al leader del BPP sulle speranze create da Obama e dal yes we can nella comunità afroamericana.

    Perché a noi italiani devono essere proibiti speranze e sogni?

    Il problema è che con gente come Tognon non vinceremo mai.

  20. Ele ha detto:

    Scusate ma non riesco proprio a crederci….!!da un pò di tempo non visitavo il sito….ero rimasta alla ns esclusione dal processo di stabilizzazione ed alle vs parole contro il governo, all’idea di più di qlcuno di dare voti a Casini o altri…….!Torno dopo mesi ….sono sconvolta…. si inneggia a Walter???come se fosse piovuto dal cielo e nella sua squadra non ci fossero le stesse persone che sono state al governo finora!!!!

  21. Giulia ha detto:

    cara Ele, credo che qui il 90% due anni fa abbia votato unione. Oggi se si arriva al 25-30% è tanto.
    Ma mica siamo compatti: ognuno ha le sue idee (io mi sposterò su UDC o PdL) ed è giusto così

  22. @Miriam
    Ti sbagli un neodottorato per quanto giovane sia
    non credo nella stragrande maggioranza dei casi
    (salvo il genio) sia professionalmente più bravo/competitivo
    un precario attempato.

    Il punto è che un precario attempato non deve diventare
    uno strutturato per poi non fare + niente… e godersi il posto
    fisso privilegiato.

    con una riforma “aperta” il giovane neodottorando è li carico
    di energie (ma con poca professionalità) col fiato sul collo a
    “controllargli il posto”… se lo strutturato si adagia troppo il
    neodottorato (nel mentre acquisisce professionalità) gli
    “soffia la poltrona”.

  23. ugo ha detto:

    chissà perché quando si tratta di far dire cose qualunquiste e/o ingenue in questo blog si ricorre sempre a nick name femminili, come ora Ele, Giulia… sarà un rigurgito maschilista in qualcuno di noi, maschio o femmina che sia..

  24. ricercatore progressista ha detto:

    sentite che cosa dice Berlusconi. Ma lui e i suoi amici bocconiani-liberisti non vogliono abolire il valore legale del titolo di studio?

    18:48 Berlusconi: “Verificare laurea Di Pietro”

    “Chiedo al ministro dell’Istruzione se può sottoporre a custodia sicura i documenti che ci sono presso l’università e che attestino che Di Pietro abbia preso laurea. E chiedo al ministro della Giustizia di verificare i documenti con cui Di Pietro si è rivolto per sostenere il concorso”. Così, nel corso di Porta a porta, Silvio Berlusconi torna ad attaccare Antonio Di Pietro. “Non ha mai presentato un diploma originale di laurea, ma solo certificati diversi. Diversi in un caso per il voto di un esame e in un altro caso per la data. Di Pietro non solo mi fa orrore, ma è anche un bugiardo

  25. La capra ha detto:

    il livello del nostro sistema democratico e la tenuta civile del paese in cui viviamo è da repubblica delle banane… è questo che più di tutto mi deprime. In un paese del genere la cultura, la ricerca, il dialogo e la critica non hanno spazio.

    E’ per questo che la nostra lotta è anche una lotta culturale e civile. Devo dire che i post inneggianti ad uno o all’altro schiermento che spesso leggiamo anche in questo blog non aiutano.

    E devo dire che sono molto contento che da lunedì anche questi post finiranno (pareggio al senato permettendo…. 😉

  26. ricercatore progressista ha detto:

    La capra, la politica è passione!

  27. La capra ha detto:

    vero vero vero… ma quella che fanno questi signori è “bassa politica”, politichetta. Politica di comodo e di quartiere (il loro).

    E siccome la politica è passione noi viviamo veramente in un epoca di “passioni tristi”.

    Alle volte penso che la nostra classe dirigente non “rappresenti” il paese, ma che ci troviamo in una fase ancora più drammatica nella quale è il paese che assume sempre più le fattezze della classe dirigente! Il problema è che cominciamo veramente a pensare e parlare come loro, anche tra di noi.

    Che dire caro progressista?! sopravviviamo in una delle realtà lavorative più grette e talvolta volgari che ci siano in Italia. E nonostante tutto scriviamo, ricerchiamo, dialoghiamo e lottiamo.

    Se non siamo il futuro del paese siamo certamente tra quelli che questo futuro possono concorrere a costruirlo. Sicuramente al di là, al di fuori e nonostante le elezioni.

    Indi per cui: BUON VOTO / NON VOTO a tutti. Poi si torna a fare sul serio….

  28. ricercatore progressista ha detto:

    caro La capra, come detto in precedenza, un leader come Veltroni ci fa sperare in un cambiamento, le seconde linee – come purtroppo Tognon per l’università e la ricerca – seminano sconforto con le loro dichiarazioni incaute.

    comunque la prospettiva di un clerico-liberista come Formigoni al ministero dell’istruzione (con delega all’università) è inquietante.

    vedremo.. buon voto a tutti!

  29. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @La capra: sottoscrivo il tuo ultimo intervento. Qualche post fa si era raggiunto il compromesso che più o meno nessun partito ci rappresenta e che ci attendono dure battaglie. Ora, a ridosso delle elezioni, escono post inneggianti a questa o quell’altra parte (qualche infiltrato dei partiti che ha scoperto il blog?). Meglio conservare le energie per il dopo-voto.

    La cosa che più mi rattrista è che anche persone che stimavo molto (es. Travaglio) si sono schierate spudoratamente con coalizioni che fino a poco tempo fa criticavano aspramente.

    @ricercatore progressista: io di sogni ci vivo, altrimenti avrei cambiato lavoro molto tempo addietro o mi sarei buttato sotto un treno. Quello che contesto è lo stile alla Alberto Sordi in “Un americano a Roma”. L’idea che Veltroni in quanto “volto nuovo” (ma quando mai?!) deve parlare come mangia. Il fatto che uno debba usare le uniche tre parole che sa di inglese per spacciarsi per internazionale.

    Poi come diceva B. Franklin, ben fatto è meglio che ben detto. Quando il “Yes we can” diventerà “Yes we did”, forse il centro-sinistra riacquisterà un pò di credibilità ai miei occhi.

  30. Bombadillo ha detto:

    Bravo carlo, concentriamoci per il dopo-voto. Il nostro problema vero è che non abbiamo una idea comune da sottoporre a chi vincerà: perchè, lo ribadisco, è con chi vincerà che dovremo dialogare. Io penso che almeno dovremmo essere in grado di unirci su come fare i concorsi da ricercatore, perchè possano essere vinti dai più meritevoli. Qualcuno ha voglia di fare una proposta? ..e poi vediamo se convince anche gli altri..

  31. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io proporrei all’amministratore di aprire un nuovo post dove avanzare le nostre proposte. Cerchiamo di limitarci a commenti sintetici e pertinenti, e dopo una decina di giorni di commenti facciamo un sunto.

    Naturalmente non ci possiamo aspettare che un nuovo regolamento da solo risolva tutti i nostri problemi, ma può essere un inizio. Poi e’ fondamentale che il governo investa qualcosa di più in ricerca.

    Altro problema è che apparteniamo a campi molto diversi. In ogni intervento il commentatore dovrebbe specificare a quale settore della ricerca si riferisce, così possiamo cercare di capire se le sue considerazioni sono circoscritte solo a quel campo o si applicano anche agli altri. In particolare distinguerei fra ricerca teorica ed applicata, e fra indirizzi umanistici e scientifici.

  32. ziki ha detto:

    Appoggio in pieno le idee di carlo, anche se io suggerirei di organizzare il prima possibile una manifestazione che coinvolga i ricercatori precari (e non, visto la miseria che si guadagna anche quando si è assunti).
    C’è assoluto bisogno che la ricerca italiana faccia sentire il proprio peso, altrimenti continuiamo ad essere in fondo alla lista delle priorità.
    Non mi pare che tra i temi della campagna elettorale ormai conclusa sia stato assegnato il benchè minimo spazio alla situazione della ricerca e allo sviluppo.
    Purtroppo temo che il nuovo governo si approccerà alle riforme con il solito burocratese cavilloso cosicchè nessuno ci capirà nulla come al solito.

  33. ma basta! ha detto:

    L’intervento di Tognon non mi stupisce. Purtroppo oggi in Italia non abbiamo una classe dirigente abbastanza valida da proporsi per la risoluzione dei problemi del Paese. Le cause sono molte e diverse, ma includono anche lo scarso interesse da parte di noi cittadini di partecipare attivamente alla vita democratica e istituzionale della nostra realtà, anche e soprattutto locale.
    E’ vero che molti di noi sono allibiti e stonati di fronte al mancato riconoscimento dei propri (presunti o meno) meriti, ma è altrettanto vero che pochi sono disposti a farsi sentire, o anche a farsi coinvolgere da chi vuol farsi sentire.
    Manca insomma quello spirito del “fare per cambiare” che ha contraddistinto le lotte sociali degli anni passati. E il risultato è che ce ne stiamo qua a criticare le assurdità di “politici” (nulla di personale contro Tognon cui va il mio massimo rispetto) che sono obbligati (costretti loro malgrado) a occuparsi cose di cui evidentemente non sono in grado di occuparsi, viste le cose che dicono.

  34. Paola ha detto:

    Bene. Alle 18.30 del 14 aprile l caro Tognon e il suo limite di età pare abbiano avuto il benservito.

  35. France ha detto:

    Beh, lui comunque potra’ continuare a “battersi per”, visto che il PD in parlamento ci va lo stesso. Vorrei sapere se qualcuno dalle parti del nostro caro Mussi non ha, invece, qualche rimprovero da farsi, visto che a quanto pare non arrivano nemmeno a piazzare un parlamentare….

  36. Ettore ha detto:

    Dare all’Italia il governo + a destra della sua storia? Si può fare!

  37. ma basta! ha detto:

    Sono contento che la Sinistra Arcobaleno si stata spazzata via. Mussi è stato il peggior Ministro dell’Università della storia, a detta di quasi tutti.
    Speriamo che il prossimo sia una persona ragionevole, il colore non mi interessa molto.

  38. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Mah, io non credo che il fallimento di SA sia da imputare a Mussi. La questione dei concorsi da ricercatore non ha avuto molta risonanza in Italia, se escludiamo noi ricercatori precari ovviamente. Considerando che non superiamo lo 0.1% dell’elettorato, anche se avessimo votato in massa SA sarebbe cambiato poco.

    Secondo me semplicemente il PD ha sottratto molti voti ad SA grazie alla teoria del “voto utile”.

    Poi c’è questo strano fenomeno per cui gli operai pare simpatizzino per Berlusconi ( http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/sondaggi-demos/sondaggi-demos/sondaggi-demos.html ), e questo immagino abbia svuotato drasticamente il bacino elettorale della sinistra-sinistra. Immagino che per un operaio sia difficile sentirsi rappresentato da un Bertinotti che – alla faccia del comunismo – nel 2006 era il terzo politico più ricco della Camera ( http://www.corriere.it/politica/08_marzo_18/politici_redditi_camera_leader_4b17b106-f4d1-11dc-b66e-0003ba99c667.shtml ).

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