Cervelli in fuga rientrano…. (e mal gliene incolse….

 

Pubblichiamo una lettera ricevuta dalla Rete che fotografa bene la bufala morattiana del rientro dei cervelli. Bufala alla quale nessuno, dopo, ha posto rimedio. Nel frattempo quei pochi cervelli che speravano in un rientro in patria vivono da novelli fantasmi accademici. Per contro nostro non possiamo che augurarci che la situazione di questi colleghi trovi una positiva soluzione al più presto.

Resta da chiedersi perché prima di promettere impossibili rientri ai cervelli in fuga non ci si è preoccupati di quei cervelli che per un motivo o l’altro non sono fuggiti. Certamente, ora sappiamo che se mai dovessimo scappare non ci faremmo prendere in giro e non torneremmo più….

Buona lettura

 

Sono un “cervello in rientro” in attesa. Infatti nel gennaio del 2006, quando ancora insegnavo da quattro anni presso la facoltà di architettura XXXXX, il Politecnico di XXXX mi ha candidato presso il MIUR come possibile cervello in rientro. Al livello di ricercatore, mentre in XXXX ero associato. Ma si sa a 37 anni come potevo mai pretendere siffatta qualifica.

Successivamente la selezione è stata congelata dal ministro Moratti nell’aprile 2006, a poche settimane dalle elezioni. Nel settembre 2007 un finanziamento ha permesso di riaprire il concorso, valutando gli ultimi candidati ammessi, cioé quelli del gennaio 2006.
Oggi, martedì 8 aprile 2008, per caso, telefonando alla segreteria del Politecnico di XXXX mi è stato detto che una lettera del ministero informa che è stata stilata una graduatoria, che ho sì  raggiunto circa 70 punti, ma che per scarsità di risorse non viene erogata nessuna borsa.

 

Il ministero non ha comunicato peraltro nessun altro dato rispetto a tale graduatoria (cioè non esiste una classifica che compari tutti i “postulanti”), per cui non capisco cosa vogliano dire “70 punti” e non ha informato il Politecnico se qualcun’altro dei candidati a livello nazionale abbia ottenuto una borsa. I due candidati del Politecnico di XXXX, tra cui io, in ogni caso no.

 

A chi telefoni al ministero a Roma, chiedendo dei responsabili del processo, alle 16, viene detto che dalle 14 in poi è impossibile trovare qualcuno.

 

Ora già nell’aprile 2006 i giornali, in particolare La Repubblica, e poi il Corriere, avevano seguito la questione. Mi chiedevo se non valga la pena tentare di sollevare il velo di mistero che circonda la selezione e vedere cosa è successo. Da quello che so i candidati sopravvissuti erano in tutto 65….magari sono il 64 del ranking che nessuno ha visto, ma magari no.grazie
 
 

 

 

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15 Responses to Cervelli in fuga rientrano…. (e mal gliene incolse….

  1. Piero ha detto:

    Non capisco questa scelta. Io sono rientrato in Italia dopo avere vinto un concorso di ricercatore in Italia all´eta´ di 45 anni. Non sarei mai rientrato nel mio Ateneo senza la certezza di entrare in ruolo.

  2. addio ha detto:

    anvedi Cristoforo Colombo!

  3. andychimico ha detto:

    Beata ingenuita’….

  4. […] si ritrova con un pugno di mosche in mano. Della serie: nonn l’avrei mai detto. se ne parla qui. […]

  5. Rosanna ha detto:

    beh, insomma, non sta tanto a noi giudicare il perche’ della scelta di rientrare in Italia, anceh a meno. Io immagino che il nostro “cervello in rientro in attesa” abbia fatto i suoi conti e gli andassero bene.
    In ogni caso sono ridicoli il slenzio, l’attesa, l’illusione, il sentirsi presi in giro.
    E anche gli orari che possono fare gli statali, scusate, ma a me che importa che loro siano in ufficio prima delle 8 del mattino (che non serve a nessuno) e non c’e’ mai nessuno il pomeriggio. So che lasciarsi andare alla polemica non serve a nessuno… ma a me si 🙂

  6. poverome ha detto:

    Citazione: …E anche gli orari che possono fare gli statali, scusate, ma a me che importa che loro siano in ufficio prima delle 8 del mattino (che non serve a nessuno) e non c’e’ mai nessuno il pomeriggio…

    Un po’ come il personale tecnico che “lavora” all’interno delle varie universita’ ..poverini, “lavorano” anche durante le festivita’ (quando la facolta’ e’ un deserto), timbrano il cartellino all’alba e dopo pranzo si prendono il meritato riposo. Rendono un servizio talmente utile che in genere il numero degli stabilizzati tra il personale tecnico supera di gran lunga quello dei ricercatori.
    Perche’ assumere un nuovo ricercatore quando allo stesso prezzo posso stabilizzare un tecnico abilissimo nell’arte di rendersi irreperibile fino ad ora di pranzo…
    Chiedo scusa alla categoria per la generalizzazione.
    Poveraitalia….

  7. meritocratico ha detto:

    meglio così che il programma “rientro dei cervelli” sia fallito in molte occasioni. Era l’ennesima corsia prefernziale costruita dallo Stato italiano nell’accesso al ruolo universitario, un’ammissione di impotenza e di fallimento nella valutazione dei meritevoli, indipendentemente da dove essi lavorino.

  8. minni ha detto:

    Ma è assurdo. E ora la colpa è di chi voleva rientrare. Presumendo pure che si trattasse di non meritevoli e dicendosi contenti che alcuni colleghi siano rimasti per questo senza lavoro?! E’ allora anche tutti noi siamo non meritevoli perché nessuno di noi ha mai superato una vera selezione….

    La colpa non è di chi voleva rientrare ma di governi che hanno giocato sulla nostra pelle con politiche vergognose. E il merito non può essere usato come slogan contro i precari

  9. meritocratico ha detto:

    i “cervelli fuggiti” non sono precari, ma lavoratori all’estero, con tanto di posto fisso.. a parte qualche figlio di papà importante (tipo la figlia di Virginio Rognoni, ex ministro DC) che ha usufruito della misura senza avere alcuna posizione a tempo indeterminato, tutti gli altri hanno posizioni fisse.

    perché il mio CV dovrebbe valere meno solo perché lui è stato impiegato fuori dai confini nazionali?

    Credo che valgano più il numero di articoli pubblicati in riviste internazionali piuttosto che l’università e il paese di provenienza.

    Puoi venire pure da Harvard ma se non hai talento e passione per la ricerca…

    La politica “rientro dei cervelli” non era ‘per’ i precari ma ‘contro’ i precari e il merito.

    E’ un classico esempio di politica demagogica e di propaganda. E noi stiamo qui a sostenerla e a rimpiangere la sua mancata applicazione?

  10. valentina ha detto:

    si, sono d’accordo con meritocratico nell’avere una forte criticità per il rientro dei cervelli in fuga…è oltremodo difficile la valutazione ed il confronto nell’ottica di “graduatorie unificate” del merito del cervello in fuga rispetto a quello di chi è rimasto a lavorare in Italia.
    Si tratta, in fin dei conti, di persone che lavorando all’estero, con tutto ciò che questo comporta in termini di strutture, effiecienza e fondi, hanno naturalmente già avuto corsie preferenziali per potersi costruire un CV di altro ordine di grandezza rispetto a quello di chi si deve “inventare” come lavorare con le strutture italiane….mi sembra la pubblicità: “ti piace vincere facile?” A parità di preparazione e talento per la ricerca, il candidato X che va all’estero ed il candidato Y che resta in Italia, dopo 3 anni hanno CV piuttosto differenti. Il candidato Y deve essere perciò scartato? Boh
    Tanto non ci sono posti nè per l’uno nè per l’altro…ma per la figlia del rettore e così passa la paura!

  11. per valentina e meritocratico ha detto:

    Dunque i ho lavorato all’estero e lavoro anche in italia. Per quanto riguarda il discorso del CV mi permetto di farvi notare questo. All’estero ci sono andato perche’ “quello che doveva” rimanere poteva coltivarsi l’orticello locale. Ora dopo che uno ci va “volentieri” ma anche sacrificandosi e almeno ha la pariglia che lavora in VERI istituti di ricerca.. se dall’esilio volgio tornare.. mi devo vedere pure superato da qualcuno che ha CV inferiore ???
    Ma cari ricercatori precari “me compreso” ma stiamo tutti perdendo la brocca ????
    Ma quando ci renderemo conto che dobbiamo fare qualcosa per uscire da questo feudalesimo e cercare una VERA MOBILITA’ dei ricercatori, invece che starcene fedeli e buoni aspettando qualche briciola lanciata dai padroni ??????

  12. s ha detto:

    Per Valentina: mi sembra un po’ la guerra dei poveri quella che state combattendo tu ed
    altri come te che pensano che chi va all’estero ha meno merito di chi rimane perche’
    i transfughi lavorano in centri di ricerca che hanno rispetto e considerazione per chi ci
    lavora mentre gli stanziali sono dei valorosi dell’arte di arrangiarsi.
    Francamente, io ho lavorato 6 anni all’estero e l’unico modo che avevo per ritornare
    in Italia era di tentare di sfruttare il rientro dei cervelli perche’ non ho avuto molte altre
    opportunita’ di rientrare facendo concorsi… che, concorderai con me, hanno un occhio
    di riguardo per chi e’ rimasto alla corte dei vari professori piuttosto per i transfughi…
    Oppure pensi che non sia cosi’?
    Chiudo dicendo che non sempre vivere all’estero e’ una passeggiata di salute e felicita’:
    oltre a poter lavorare in strutture importanti (detto tra parentesi all’estero per mettere piede
    in tali strutture nella maggior parte dei casi devi dimostrare di avere le carte per farle, ovvero
    pubblicazioni etc etc) si sacrifica la famiglia e cose di poco conto di questo genere.

  13. Elis ha detto:

    Ciao a tutti. sono finita nel forum poichè stavo cercando informazioni sul bando per il rientro dei cervelli 2008. Il mio professore mi ha proposto di partecipare ma a leggere dai commenti mi è un pò passata la voglia…..io mi chiedevo se il precedente concorso del 2006, non ha funzionato, come dice la lettera, come fanno a farne partire un altro del 2008? Con quali soldi? Forse è una bufala?!!?

  14. France ha detto:

    Se sei all’estero vedi di rimanerci… a meno che tu non sia tremendamente masochista.

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