Il programma del (forse) nuovo ministro dell’Istruzione e dell’Università e le (probabili) conseguenze

Si accavallano e susseguono incessanti fondate notizie che Mariastella Gelmini, avvocato 35enne e berlusconiana della prima ora (biografia), possa diventare ministro della PI e dell’Università.

Nella scorsa legislatura ha presentato un disegno di legge nel quale si delegava il governo ad attuare decreti per la valorizzazione del merito nel mondo della ricerca e dell’università.

Questo è il testo dell’articolo del disegno di legge che ci riguardava:

1. II Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a promuovere ad attuare il principio del merito nel sistema scolastico ed universitario sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:

(ometto parte riguardante la scuola)

d. valorizzazione del merito degli studenti nel sistema dell’istruzione universitaria, mediante l’adozione delle seguenti misure:
1) previsione di esami preliminari obbligatori, anche ove non sia previsto il numero chiuso delle iscrizioni ai corsi di laurea, per l’accesso alle Università pubbliche e private, al fine di valutare la preparazione di base degli studenti e i successivi progressi;
2) rimodulazione delle tasse universitarie, con rafforzamento delle borse di studio destinate agli studenti meritevoli e aumenti delle tasse a carico degli studenti fuori corso;
3) estensione dell’istituto del Prestito d’onore.

e. valorizzazione del merito del corpo docente e dei ricercatori nel sistema dell’istruzione universitaria e degli istituti di ricerca, mediante l’adozione delle seguenti misure:
1) progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato dei docenti;
2) revisione dei meccanismi di reclutamento, mediante l’istituzione progressiva della chiamata nominale da parte delle Facoltà e di correlativi contratti integrativi di tipo privatistico;
3) introduzione di sistemi di verifica triennali dei risultati della ricerca, ai fini del mantenimento dell’incarico e delle progressioni di carriera;

f. valorizzazione del merito delle Università e degli Istituti di ricerca, mediante l’adozione delle seguenti misure:
1) distribuzione dei finanziamenti alle Università in misura direttamente proporzionale ai risultati formativi qualitativi certificati da organismi terzi;
2) privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca, chiusura degli enti pubblici che risultano inadeguati rispetto agli standard internazionali e distribuzione delle risorse in base ai risultati certificati;
3) detraibilità delle donazioni da parte di persone fisiche o imprese alle Università e agli Istituti di Ricerca.

(link al testo completo del disegno di legge)

Da Mussi a Gelmini?

Dal maldestro massimalismo sinistro al mal-destro massimalismo liberista?

Da una incompetenza partitocratica all’altra?

Dalla padella nella brace?

Cari compagni/fratelli/cugini forse è ora di chiedere un finanziamento detraibile per la

FUGA IMMEDIATA dei CERVELLI!

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48 Responses to Il programma del (forse) nuovo ministro dell’Istruzione e dell’Università e le (probabili) conseguenze

  1. Stoned ha detto:

    La destra aveva un paio di nomi di persone che almeno conoscono l’università e spunta invece la politica berlusconiana della prima ora che farà carriera sulle spalle nostre e che non capisce nulla (confrontare il CV) di università e ricerca (ma neanche di scuola ed istruzione)…

    Ma perché si vogliono valutare i curricula solo dei ricercatori (precari e non) e lo stesso criterio “meritocratico” NON VALE quando si scelgono i ministri?

    Cosa ci azzecca un “politico avvocato” con il ministero dell’Istruzione e dell’Università?

    Forse perché è donna e nell’immaginario berlusconiano le donne si occupano (meritano di occuparsi) di istruzione…come la maestrina dalla penna rossa?

  2. Colombo da Priverno ha detto:

    Personalmente, “me ne frego” (frase molto in tinta – fosca – con i tempi) del curriculum della Gelmini e del fatto che non si sia mai occupata di università.

    Anzi, il fatto che sia giovane ed estranea personalmente al mondo accademico, e non impastata nelle relative carriere, potrebbe essere, paradossalmente, OTTIMO (leggere, a tal proposito, per aprire la mente, Zadig e Micromega di Voltaire), perchè potrebbe non avere nessun rispetto nè gratitudine per la parte deteriore dell'”ordine costituito” accademico.

    Il suo progetto di legge-delega, poi, per quanto embrionale e un po’ fanciullesco, è una rivoluzione…(anche se non prioprio come la pensavo io).

    E ha i suoi contrappesi: fai entrare in carriera chi vuoi senza rendere conto a nessuno; ma sei poi i nuovi non producono il tuo ateneo affonda in fretta. Forse, è un deterrente al favoritismo verso ignoranti maggiore di quanto possa essere un concorso pubblico, che, se lo si froda, non dà nessuna conseguenza negativa, salvo il rischio (percepito come remotissimo) di procedimenti penali.

    Ed è sacrosanto che chi non produce va fuori dalle balle in qualche anno, per lasciare il posto ad un altro. Questo non vuol dire necessariamente controllo pubblico sull’accademia. Bisogna sempre stare attenti a non confondere i limiti di indipendenza di determinati poteri (vedi il caso magistratura) con l’apertura al più squallido e arbitrario privilegio consistente nel rubare – questo è… – uno stipendio sia allo stato, sia allo studioso che, invece, lo farebbe fruttare.

    Naturalmente, il timore è che l’entusiasmo riformista stile “rivoltare il calzino” – unito all’assenza di forze di sinistra in parlamento – possa portare a non vedere il problema delle garanzie di stabilità dei lavoratori dell’università, che NON DEVONO ESSERE PRECARI, MA REGOLARMENTE ASSUNTI, CON RISCHIO DI LICENZIAMENTO SE NON PRODUCONO.

    Una cosa è certa, che questa mafia attuale – anzi, siamo più crudi, questa camorra (la mafia ha pure una sua nobiltà da romanzo indegna di certi accademici) deve essere spezzata, distrutta. Sperando, in mezzo alle macerie, di non morire anche noi. Penso che la soluzione piacerà a quella classe di docenti che è contigua all’ambiente professionale ( a un prof. avv. o prof. ing., o prof. arch., di essere a tempo indeterminato non gli frega nulla), ma potrebbe mettere in crisi quei settori (lettere, biologia) dove una vita da ricercatore si costruisce solo in facoltà, e dipendendo da essa in tutto, per vivere e mangiare.

    Stiamo a vedere. Io non ho preclusioni sul nome, nè sull’età, nè sul fatto che la “forse ministra” non sia un’accademica. Ho forti preclusioni sulla ricetta del centrodestra in generale, questo è noto. Ma sulla questione singola, ripeto, stiamo a vedere. Più si entra nei fatti, più bisogna giudicare le soluzioni e meno gingillarsi con le ideologie, e non abbiamo visto ancora niente, dell’avv. Gelmini, per applaudire o tirar pomodori.

  3. Girolamo Savonarola ha detto:

    Personalmente il tempo di aspettare non c’è l’ho!

    Con l’esperienza ho imparato a prevedere molto prima quando qualcuno mi sta per prendere a calci sui c……i.

    Continuo a non capire perché si debba scegliere un ministro in base alla legge Cencelli e non in base al suo cv e ai settori di cui ha esperienza.

    Mussi dopo due anni ancora non sapeva nulla di Università e ricerca …voglio vedere una giovane avvocatessa di Brescia cosa conosce dei Prin, dei SSD, del FFO, ecc…

    Secondo te caro “da Priverno” cosa farà la Gelmini quando il “Silvio” le chiederà l’ennesimo sacrificio economico per università e istruzione magari nella prossima finanziaria?

    Si opporrà?

    Si dimetterà?

    Più probabile faccia quello che le suggerirà il vigoroso Silvio!

    Io non vorrei che questo accadesse …perciò giudico molto male coloro che oggi usano la logica “aspettiamo” e vediamo cosa combina.

    C’è poco da aspettare occorre prevedere e le previsioni (sia sulla base del contesto universitario che conosco abbastanza bene che sulla base del CV dell’On. Gelmini) sono “negative” …ma molto “negative”.

  4. France ha detto:

    @Girolamo: sulla base di cio’ che dici, spero tu sia gia’ emigrato. L’aria che tira oggi e’ la stessa che tirava nel 2005, quando per esempio io ho preparato le valigie.
    Mi associo per quanto riguarda la replica a Colombo: una che non glie ne frega nulla, se da una parte e’ meno inibita quando si tratta di calcinculare baronati, dall’altra non fara’ una piega quando bisognera’ chiudere il rubinetto per salvare Alitalia.

  5. Colombo da Priverno ha detto:

    Cari Savonarola e France,

    i vostri sono tutti timori giustificati. Poi sullo sparare contro una ministra di destra – e contro la marginalità in cui la destra relega l’accademia e la cultura in generale ( il “culturame”, dicevano i fascisti ) – sono il primo a calarmi in trincea con voi.

    Infatti nel mio intervento, in realtà, svolgo diverse critiche, e temo davvero che mancherà la tutela degli universitari come lavoratori ( art. 36 della Costituzione, per intenderci ), e l’attenzione all’esigenza di consentir loro la costruzione di una vita davvero libera dai bisogni materiali (oddio che frase veteromarxista), che fanno ragionar male.

    Solo non mi va l’approccio proposto da Stoned. per una ragione specifica ed una generale.

    1) quella specifica la formulo con una domanda: perchè, se fosse un’accademica saprebbe dire di no – in queste condizioni di maggioranza – a Silvio che chiede sacrifici economici all’università? Modica e Mussi – in un contesto in cui ogni parte della coalizione aveva più peso perchè la maggioranza era più stretta – hanno saputo farlo? Perchè si confonde sempre causa ed effetto? Non è che l’università non conterà perchè arriva la Gelmini: arriva la Gelmini perchè l’università – nel disegno berlusconiano – non conta. Quindi che c’entra, rispetto alla sua capacità o meno di opporsi a Re Catramato, l’estraneità professionale all’accademia del nuovo ministro?

    2) quella generale attiene al fatto che, in una democrazia, i ministri sono organi politici, non tecnici. Sono espressione dell’indirizzo politico generale dato dal presidente del consiglio dei ministri, con specifico riferimento ad un’area specifica del governo del paese (poi, certo, hanno i loro consulenti tecnici; ma il ministro della sanità non deve essere un medico, nè quello dell’agricoltura un agricoltore). E’ grave mistificazione, pericolosa per gli equilibri democratici, già sofferenti di questi tempi, ricadere in una concezione assolutistica del ministro (“servo”, nell’originario significato) come esecutore tecnico degli ordini del Re. Grave in generale, grave ancor di più nel momento in cui poi ci si lamenta della poca autonomia politica dei singoli ministri, sperando che essi abbiano la forza politica di opporsi ai diktat del presidente. La giusta risposta a questa paura non sarebbe puntare su un ministro tenico, ma, all’opposto, auspicare come ministro dell’università un politico forte. Faccio un esempio: avrebbe più autonomia e possibilità di dire “NO” a Silvio un ministro dell’università Valditara o un ministro dell’università Maroni, o, se fosse stato dentro l’alleanza, Casini?
    Vedete, sono problemi diversi, che denunciano però come, anche negli alti gradi della cultura (quali noi siamo) si stia insinuando una certa dimenticanza dei cardini delicati su cui fu costruita la nostra democrazia. Si sta perdendo la sensibilità. E mi preoccupa!

  6. cosi è molto fumosa… può essere tutto e niente….

    comunque ci sono delle parole pericolose… (un pò della destra de noattri’…
    un pò quel sapore illiberale tipico di chi si sente padrone…)

    quali “progressivamente” e “privatizzazione”
    Poi, non leggo la parola autonomia (economica).

    Cmq l’unica cosa certa è la non chiarezza del documento.
    Ancora presto per sparare a zero.

  7. 10annidiprecariato ha detto:

    come dice Bossi: “ci vorrebbero i fucili!”

  8. ario ha detto:

    http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/aprile/tecnica_della_scuola_gelmini_quasi_certa_in_forse_il_viceministero_ad_aprea

    Tecnica della scuola: Gelmini quasi certa, in forse il viceministero ad Aprea

    di R.P.
    Si fa complicata la distribuzione degli incarichi politici per il Ministero dell’Istruzione. Pochi dubbi su MariaStella Gelmini, per Valentina Aprea si profila la presidenza della Commissione Istruzione. Assunzione dei precari primo nodo da risolvere. Ma forse non si andrà al di là delle 20mila immissioni in ruolo. La definizione dell’organigramma dell’assetto del Ministero della Pubblica Istruzione sta andando a rilento.
    Fino a poche ore l’assegnazione degli incarichi sembrava cosa fatta: Mariastella Gelmini titolare del Dicastero, Valentina Aprea e Guseppe Valditara rispettivamente viceministri all’Istruzione e all’Università. Ma non è detto che la soluzione sia soddisfacente per tutti.
    I problemi potrebbero nascere dal fatto che Aprea e Valditara chiedano (leggitimamente e comprensibilmente dal loro punto di vista) di avere una delega ampia sui settori di competenza; dall’altro lato il premier potrebbe essere in difficoltà ad aumentare eccessivamente il numero di viceministri con delega ampia: la stessa richiesta potrebbe essere avanzata anche da altri dicasteri, con il risultato di vanificare di fatto il tentativo di tenere sotto controllo il numero complessivo dei componenti del Governo. A questo punto i due candidati al posto di viceministro potrebbero preferire la presidenza delle commissioni parlamentari (Aprea è deputato della Camera, mentre Valditara è senatore).
    Mariastella Gelmini potrebbe così essere affiancata da due sottosegretari scelti fra parlamentari di minore notorietà. A quel punto il percorso del nuovo Ministro potrebbe iniziare in salita anche perché in rete molti siti hanno già aperto le ostilità evidenziando che agli inizi del mese di febbraio l’onorevole Gelmini aveva presentato un disegno di legge “per la promozione e l’attuazione del merito nella società, nell’economia, nella pubbica amministrazione”.
    […..]

  9. piero ha detto:

    Il rischio di licenziamento nella pubblica amministrazione non esiste. I ricercatori ed i professori dovrebbero essere tutti a tempo determinato (contratti di tre anni ); se si produce viene rinnovato il contratto, diversamente a casa e spazio ai giovani. In Italia ci sono decine di migliaia di ricercatori di ruolo e professori che non fanno un tubo ( o meglio fanno i medici, gli ingegneri, gli architetti …).

  10. la capra ha detto:

    il problema eventualmente non sarebbe il licenziamento. Sarebbero i nuovi reclutamenti. I ruoli a tempo indeterminato andrebbero in esaurimento e verrebbero progressivamente sostituiti con ruoli a termine. Vedi i “ricercatori Moratti” e la messa in esaurimento nel 2013 dei ricercatori….

    Comunque a me questa proposta di legge pare proprio un boutade, un compitino scolastico svolto male e in fretta per accreditarsi (in fase pre-elettorale) come possibile ministro (l’articolo di tecnica della scuola mi pare illuminante).

    Del resto, quale “azienda” funziona con tutti i suoi dipendenti con contratti a termine? O quale amministrazione pubblica? O quale università o ente di ricerca?…

    E poi la “privatizzazione” degli enti pubblici di ricerca. Anche qui, in quale paese esiste una cosa del genere e quale privato potrebbe finanziare ricerche scientifiche da esiti incerti e lontani nel tempo anche se socialmente, culturalmente e scientificamente importanti o strategici?!. Basti pensare che negli USA, che sono il paese nel quale i privati investono di più in ricerca (anche in università e enti pubblici), la quota del finanziamento statale alla ricerca supera il 70%!!!! E la gran parte di questi finanziamenti va a strutture pubbliche (oltre il 75% delle università sono pubbliche e il 60 % degli enti di ricerca….). E negli USA i contratti di lavoro sono almeno al 50 % a tempo indeterminato (soprattutto nelle fascie alte) anche se è sempre possibile il licenziamento (questa la grossa differenza…..

    Insomma. un approccio ai problemi della scuola, della ricerca e dell’università ridicolo e ideologico. Mi pare proprio che non si comincia per niente bene….

  11. Migrante ha detto:

    Mi trovo molto stupito di dover conconrdare con quanto scritto da colombo da Piverno.
    Non se ne puo’ piu’ delle non responsabilita’ su concorsi TOTALMENTE FALSI.
    Se prndi uno che ti sta simpatico e poi non sa fare una mazza devi risponderne.
    questo succede dove sono emigrato. E di avere concorsi non pilotati non ne vedo alcuna possibilita’.
    Del fatto che un ministro non sappia cosa sono PRIN..etc .etc forse anche meglio. Meno sigle e veri programmi seri e non autoreferenziali. non ci rimane che sperare nell’europa.
    Sono pero’ perplesso per il discorso produttivita’. La didattica dove la mettiamo ? Uno che fa didattica produce meno.. che poi lo licenziamo ?

  12. la capra ha detto:

    ps. scusate se non cito fonti… (questo denota certamente scarso rigore scientifico e metodo incerto 😉 ma non ho tempo… Sono comunque dati facilmente reperibili on line

  13. France ha detto:

    Che vi devo di’, vedremo… Le universita’ “di eccellenza” sono gia’ pronte ad adeguarsi (il clebbino post-CRUI). Ma se sperano di vedere piu’ soldi dallo Stato, son gia’ qui che me la rido..

  14. Asvero ha detto:

    La proposta del ministro in pectore, suona come atteso. La giovane manager vuole applicare dei metodi che in linea di principio sono ispirati alle università anglosassoni e soprattutto americane. In sostanza dei metodi per così dire “imprenditoriali”.

    Sono d’accordo sull’accesso ristretto e meritocratico ai corsi universitari, perchè questo impone a catena la riqualificazione della scuola superiore. Se uno è un brocco alle superiori non è degno di entrare a far parte dei corsi universitari. Questo deve essere sancito a caratteri cubitali se si deve riqualificare il Paese. Siamo stufi di studenti fuori corso ad oltranza parcheggiati per i corsi universitari e de-responsabilizzati totalmente nei confronti del futuro.

    Per quanto riguarda la proposta di reclutamento del personale universitario, direi che suona un pò ingenua e pericolosa. Sono curioso di vedere in base a quali principi ci saranno le chiamate dirette. Quali saranno gli stipendi (se il personale è sempre a contratto col rischio di essere licenziato o mobile dovrebbero essere faraonici). E come concordare il nodo didattica-ricerca (chi fa molta didattica fa poca ricerca e quindi andrebbe licenziato nel giro di qualche lustro). Come concordare il nodo assistenza-ricerca (chi fa molta assistenza medica, fa poca ricerca ma potrebbe avere molta competenza didattica, come si fa a licenziarlo?). E infine, come si fa una buona ricerca se i finanziamenti si assottigliano sempre più?

    Personalmente e in linea di principio sono d’accordo sulla verifica continua della produttività e sulla incentivazione, ma non capisco perchè questo deve essere applicato solo all’università e non a tutti i settori quali amministrazione, sanità e scuola. Penso però che dietro questa proposta si nasconda la più pericolosa delle insidie. Il personale universitario e il corpo decente sarà progressivamente sostituito da persone di “chiara fama” “competenti sul campo”, quali imprenditori, avvocati, medici privati, che avranno come onorificenza, per meriti non proprio scientifici, dei contratti con l’università per tenere qualche lezione. In sostanza l’università si trasformerà come viaggio premio per finanzieri, politici, militanti e quant’altro, al pari di come oggi sono i primariati e le direzione generali per i militanti della politica.

    Qualcuno potrebbe obiettare che queste persone non potrebbero reggere i meccanismi di verifica. Ma quale verifica? E da parte di chi? Avete mai visto un dirigente o un primario non avere rinnovato il contratto?
    Questa proposta è finalizzata a cancellare l’università come classe o se vogliamo casta, per farla diventare appendice del mondo imprenditoriale. La complementarità tra università e mondo imprenditoriale ci deve essere, ma i ruoli, le rispettive competenze e l’indipendenza devono essere mantenute. Pertanto i ruoli universitari devono essere mantenuti, pur con delle verifiche finalizzate a incentivare o disincentivare o in casi gravi a poter licenziare. Le chiamante non possono essere dirette ma devono rispondere a criteri internazionali.

    Il vero problema di ogni governo è che non si tratta mai di un governo tecnico. E questa proposta di riforma dell’università ne è l’esempio (come la precedente, del resto).

  15. piero ha detto:

    In italia ci sono 38.000 professori ordinari ed associati. Figurarsi se qualche prof. a contratto possa costituire un pericolo per gli atenei. La chiamata diretta invece deve realizzarsi per la legge Moratti dopo un giudizio di idoneita nazionale.

  16. piero ha detto:

    Dimenticavo di osservare che la legge Moratti prevede che dopo il 2013 non ci saranno concorsi da ricercatore universitario. Quindi penso che da oggi in poi diminuiranno gradualmente i posti a concorso. Vinca il migliore…

  17. Colombo da Priverno ha detto:

    Migrante,

    mi diverte troppo l’idea che a trovarsi d’accordo con me ci sia da sentirsi stupiti!

    Era un pomeriggio uggioso lo hai un po’ rallegrato…..

    Saluti scherzosi

  18. Colombo da Priverno ha detto:

    Devo essere proprio uno scassapalle…..

  19. Asvero wrote:
    “Sono curioso di vedere in base a quali principi ci saranno le chiamate dirette. Quali saranno gli stipendi (se il personale è sempre a contratto col rischio di essere licenziato o mobile dovrebbero essere faraonici). E come concordare il nodo didattica-ricerca (chi fa molta didattica fa poca ricerca e quindi andrebbe licenziato nel giro di qualche lustro). Come concordare il nodo assistenza-ricerca (chi fa molta assistenza medica, fa poca ricerca ma potrebbe avere molta competenza didattica, come si fa a licenziarlo?). E infine, come si fa una buona ricerca se i finanziamenti si assottigliano sempre più?”

    La risposta è facilissima…

    Ogni ateneo è autonomo economicamente…

    Quindi sceglierà autonomamente chi chiamare e con che stipendio,
    se avere un ateneo + orientato alla didattica piuttosto che alla ricerca
    etc. etc. Se sbaglia sarà l’ateneo a pagare e chi ne organizza la struttura.
    E magari guardando gli altri atenei + bravi capirà come comportarsi
    scegliendo un offerta migliore… etc. etc. etc.

    Se sei stato un grande Phd o ricercatore o prof. in un ateneo di serie A
    ci sarà sempre posto per te in un ateneo di serie B o C.

    Lo stato primariamente dovrà lavorare nel diritto allo studio ma non inteso nel penalizzare i fuoricorso (fino a prova contraria finchè uno paga può fare della propria vita quello che vuole) ma agevolando con efficacia chi non è “figlio di”.

    Ora le tasse universitarie sono 2000 euro per i ricchi 500 per i “poveri”.
    Vergognoso… ci dovrebbero essere almeno due ordini di differenza.
    E la ulteriore vergogna è che i padri dei “figli di” sono (statisticamente
    parlando) + evasori fiscali dei padri dei “poveri”…. quindi il loro contributo all’università pubblica è ancora + irrisorio.

    PS: @colombo da priverno
    s.m. inclinazione a negare l’obbligatorietà di una legge morale quando vi sia un motivo anche debole per esimere l’individuo dall’osservanza della stessa.

  20. ohps!!!
    PS: @colombo da priverno
    s.m. inclinazione a negare l’obbligatorietà di una legge morale quando vi sia un motivo anche debole per esimere l’individuo dall’osservanza della stessa.

  21. stefano ha detto:

    Ragazzi ogni tanto vengo e leggo i vostri commenti .. io non sono ne di destra ne di sinistra, da tempo sono dipendente di un ente di ricerca ma di fatto è come se lavorassi all’estero in quanto è li che ho tutte le collaborazioni .. il problema è che enti come il CNR, ENEA ecc. sono dei carrozzoni con enormi sprechi … fare paragoni con gli altri paesi ha poco senso già solo per questo fatto …. una cosa è certa .. ormai la dotazione ordinaria come la chiamano in Italia non esiste più da nessuna parte eccetto India e Cina (ma li sono come noi eravamo negli anni dopo la guerra).

    Anceh negli USA i soldi sono pubblici alla NASA per esempio, ma i dipartimenti e le persone possono sparire se quella linea non viene più rifinanziata .. e uno si deve reinventare il suo lavoro

    i professori univeritari tenured sono pagati per 9 mesi .. solo per insegnare .. per la ricerca e gli altri tre mesi si devono procurare i denari fuori

    spero aiuti a capire che il mondo gira diversamente.

    saluti

    e po ame no

  22. Colombo da Priverno ha detto:

    @ Rivoluzione

    oddio, questa sembra buona per un cruciverba con la fotografia di Marcello Pera…

    Fammi provare. “Relativismo” ?

    D’istinito mi sembra una frase Kantiana (e io non sono un filosofo, questo è il guaio).

    Kant sosteneva che ci fossero leggi morali da dover osservare indipendentemente dalla loro utilità; anzi, anche se inutili. Se è Kant, però, sotto questo profilo l’etica kantiana mi risulta superata da circa cento anni, ad esempio ad opera del finalismo.

    Oggi in quest’ottica mi sembra permanere, invece, la Chiesa. In questa definizione – nonostante l’apparente asetticità enunciativa – tutto è fortemente prescrittivo e ideologizzato, quasi denigratorio per il soggetto che vi rientri: “inclinazione”…poi il fatto stesso che una “legge morale” sia ritenuta di per sè obbligatoria senza eccezioni è concetto in sè preoccupante; poi il fatto che si parli di motivo “anche” debole (dunque anche forte) che non può esimere l’osservanza della legge morale mi conferma nell’idea.

    Si, si parla di “Relativismo”, penso. Il Relativismo, si…

    Ma perchè hai proposto il quesito proprio a me? Attendo impaziente la tua risposta (e la soluzione giusta se ho sbagliato…)

  23. era semplice “lassismo”….
    non era un quiz… bella risposta cmq…
    haha è che il blog avendola messa tra parentesi me l’ha cancellata…

    cmq il punto è quello che dice stefano…. che giusto
    o sbagliato sia… il mondo gira diversamnte… e noi
    italiani rischiamo l’estinzione!!!!

  24. Bombadillo ha detto:

    Carissimi,
    per sapere come funzionerebbe, in Italia, la c.d. chiamata diretta, con durata triennale, dei docenti, basta vedere come funziona, attualmente, la distribuzione dei contratti di insegnamento, ai non strutturati, nelle università italiane. E non parlo certo di quello che avviene negli ambiti scientifici puri, ma di quello che può succedere proprio nell’ambiente di provenienza della presunta futura ministra. Può diventare professore a contratto anche chi, praticamente – se escludiamo, cioè, autopubblicazioni, e, più in generale, lavori del tutto privi di diffusione nel mondo scientifico -, non ha mai pubblicato NIENTE, se solo è un professionista che è noto alla gente giusta. A che gli servono, diciamo, quei 4.000 euro l’anno? Semplice, a farsi chiamare prof. dagli altri (difficilmente si attribuirà il titolo da solo)!
    Inoltre, sono anche d’accordo che il ministro – purtroppo – non è necessariamente un tecnico, ma nel nostro caso, mi pare, è anche una questione di spessore culturale/professionale/personale che, nè il cv, nè, tantomeno, quel d.d.l. – che qualcuno ha definito fanciullesco -, dimostrano.
    La morale: ridateci BONDI! Almeno era una poeta.
    P.S.: scusate, manco da un po, ma de Nardis, poi, si è fatto sentire?

  25. ricercatore progressista ha detto:

    non posso lasciare questo blog per un momento, che torno e vedo una pericolosa svolta a destra serpeggiare tra “noi” e il buon vecchio Rivoluzioneitalia (quello che si compiace dell’idea che solo il 5% degli accademici italiani condivide la sua idea di abolire i concorsi) che imperversa con i suoi post..

    dobbiamo costruire l’opposizione al governo Berlusconi e alle sue politiche per l’università!

  26. Untenured academic ha detto:

    sono d’accordo con ricercatore progressista, escludiamo dalla blogsfera i provocatori bocconiani, non legittimiamoli! di ultra-liberisti in giro (al governo) già ne abbiamo abbastanza..

  27. Carlo ha detto:

    Untenured academic, ric.preogr.
    che vergogna! Se avete argomenti migliori del suo, esponeteli senza paura di un confronto…

  28. Cari
    ricercatore progressista and Untenured academic…
    prima di sparare violenza verbale e/o ideologica…
    perlomeno commentate nel merito.

    serpeggiare tra “noi”, imperversare, escludere, non legittimare….?!?!?!

    non mi sembrano prorpio i toni adatti.
    Ma poi “noi”…. ma noi CHI?

    mi dai dell’illiberale-antidemocratico perchè immagini che io,
    con un commento voglia quasi affermare con forza chissà cosa…
    (modelli x l’università…. che sono noti e stranoti e usati in tutto
    il resto del mondo).
    Quando poi tu ti nomini privatamente a capopolo… 😮

    Prima di farvi portatori sani di valori ed ideali, vi consiglio di
    rispondere (più umilmente) cercando controbattere nel merito.

  29. ricercatore progressista ha detto:

    Rivoluzioneitalia

    le tue idee mi sembrano in linea con quelle della ministra in pectore Gelmini, nonché della ex ministra Moratti (che ebbe come consiglieri soprattutto economisti bocconiani). Fossi in te, chiederei di collaborare col Ministero, è la collocazione più consona.
    O hai già una delega da ministro e forze di governo per convincere noi altri della giustezza delle vostre idee?

    Nel merito, trovo le proposte di voi “ultra-liberisti all’italiana” (bocconiani, forzaitalioti etc.) demagogiche e dannose per l’università: proponete di abolire i concorsi in regime di autonomia economica, ovvero la legittimazione definitiva del feudalesimo.

    Mi stupisce, invece, il vostro silenzio sulla necessità di una valutazione efficiente operata dallo Stato come motore di innovazione del sistema. Ma per voi sarebbe un freno insopportabile alle “forze di mercato”.

  30. Non ti preoccupare…
    Non mi prenderebbero mai come collaboratore…

    Dietro le finte chiacchiere dei berluscones… c’è gente italiota che paradossalmente
    ti è molto simile:

    La destra di AN è familista e dirigista,
    La lega è antieuropea per definizione,
    E dulcis in fundo il ministro dell’economia (tremonti) è un no-global,
    contro ogni forma di mercato globale.

    Tu sei ancora a fare il tifo da ultrà e non ti
    accorgi del corporativismo assoluto che tiene in vita i soliti noti.

    Nessun silenzio x la valutazione della ricerca…
    è intrinseco nella concezione di atenei diversi tra loro…. vedi RAE in UK
    o vedi “il campionato” delle università degli states.

    Il punto è che paradossalmente proprio il tuo pensiero è contro
    la valutazione della ricerca, poichè concepisci le università
    tutte uguali fra loro.

    In italia la valutazione della ricerca la fà Repubblica:
    http://en.wikipedia.org/wiki/College_and_university_rankings
    Ridicoli….

    CIVR o la defunta ANVUR sono solo carrozzoni di potere
    per assumere i soliti simpatizzanti di partito.
    Perfettamente inutili e dispendiosi.

  31. France ha detto:

    Ma se anche CIVR e ANVUR non fossero carrozzoni etc… quando mai le loro valutrazioni sono state o saranno prese in considerazione quando si e’ trattato/trattera’ di assegnare i fondi alle Universita’? La valutazione dovrebbe essere IMPLACABILE, i dipartimenti dovrebbero essere mortali cosi’ come le Universita’ (e non dimentichiamoci dei prof!!!).

  32. ricercatore progressista ha detto:

    la valutazione 2001-2003 del CIVR è stata, al di là di alcuni difetti, un’esperienza positiva, come riconosciuto da studiosi di fama internazionale di diverse discipline.

    Rivoluzioneitalia non buttiamo il bambino con l’acqua sporca!

    E poi fu fatta sotto il TUO governo-amico di lady Moratti, dovresti andarne orgoglioso/a

  33. France ha detto:

    Si si, infatti sul sito http://www.civr.it c’e’ una bella classifica di chi fa schifo e chi no, Universita’, dipartimenti, enti di ricerca… E in base a tale tabella sono stati segati finanzimenti e sedi nel 2004, vero? Ah, gia’, no, le classifiche sono brutte (solo quando si tratta di loro, ovviamente, quando tocca a noi quanto gusto ci trovano a compilare graduatorie…)

  34. pirlo ha detto:

    Ma di che cosa avete paura?
    Se avete molte pubblicazioni è possibile che passiate, altro che il governo precedente che ci ha trattato come imbecilli e fanciulli viziati e capricciosi, prendendoci in giro costantemente.
    Ma che pensate che eraano davvero così scemi da non sapere che un Regolamento non poteva abolire una legge? Già sapevano che la Corte dei Conti bocciava tutto.
    L’unica speranza è che si attui perlomeno un criterio del merito in base alle pubblicazioni ed alla didattica (congiuntamente). Poi voglio proprio vedere come non ci fanno passare noi che siamo precari da 20 anni.

  35. irregolare ha detto:

    Moratti, gli irregolari e la Gelmini…..

    IMMIGRAZIONE e Scuola: LA VIA EUROPEA, LA VIA ITALIANA
    … e la via berlusconiana

    «Il Comune di Milano agisce nel pieno rispetto della legalità, agli
    esponenti dell’opposizione del centro sinistra di palazzo Marino ricordo
    che il diritto allo studio vale esclusivamente per le scuole elementari e
    medie e non come in questo caso per le materne, ovunque e da sempre le
    scuole materne sono riservate esclusivamente ai residenti, una persona
    residente a Mantova non può iscrivere il figlio a Milano». Lo ha affermato
    Mariastella Gelmini, deputato e coordinatrice di Forza Italia in
    Lombardia, difendendo il sindaco Moratti che ha vietato l’iscrizione alle
    scuole materne ai figli degli immigrati irregolari. “Quindi il clandestino
    per definizione non può essere un residente e un soggetto iscrivibile,
    anche se non spetta ai dirigenti scolastici denunciare i clandestini, e’
    sicuramente una prerogativa del Comune decidere i criteri di accesso alle
    scuole materne”

    **************************

    Gelmini (FI): «allibita per la sentenza sui bambini degli immigrati
    irregolari»
    «Anche se il caso di questa persona e’ un po’ atipico, la sentenza del
    Giudice mi lascia allibita, definire il sacrosanto diritto di rispettare a
    leggi italiane messa in atto dal Comune di Milano viene definita
    discriminatoria» così si è espressa Mariastella Gelmini
    http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/2008-02/20080211-Gelmini-FI-sentenza-bambini-immigrati-irregolari.asp

    ***************************

    Mariastella Gelmini: «Non vorrei che l’atteggiamento delle autorità
    ecclesiastiche finisse per allontanarle dal sentimento dei milanesi che
    non ne possono più dei continui atti delinquenziali» dei rom.
    http://www.corriere.it/vivimilano/cr…e_bacula.shtml

    ******************************

    Tavola rotonda sull’immigrazione in Lombardia con particolare attenzione
    alla scuola

    Milano, 4 aprile 2008. “Immigrazione: la via europea, la via italiana” è
    il titolo dell’incontro svoltosi ieri aMilano presso il Circolo del
    Buongoverno, con la presenza dell’on.Valentina Aprea, candidata
    Lombardia1, già Sottosegretario all’Istruzione, dell’on. Franco Frattini,
    vicepresidente della Commissione europea -responsabile Giustizia Libertà e
    Sicurezza, Massimo Ponzoni, assessore alla Sicurezza Regione Lombardia e
    Mariastella Gelmini – candidata Lombardia 2, Coordinatrice Regionale.In
    particolare Valentina Aprea ha fatto proprie le richieste dell’Appello di
    Diesse Lombardia –
    http://www.diesselombardia.it/imgdb/Appello_Stranieri_30_marzo_2007_def.pdf
    impegnandosi a promuoverle e realizzarle in caso di vittoria elettorale.

    L’appello del 30 marzo 2007 rivolto da Diesse Lombardia al Ministro della
    Pubblica Istruzione chiede di:

    a. stabilire i livelli minimi di conoscenza della lingua italiana per i
    diversi livelli scolastici
    b. definire norme per una equa distribuzione degli studenti stranieri tra
    le scuole
    c. stabilire una data, rispettosa del lavoro già svolto nelle classi da
    altri studenti, oltre la quale non sia più possibile l’inserimento
    immediato e diretto nelle classi
    d. attivare sul territorio corsi intensivi di prima alfabetizzazione per
    una proficua frequenza dell’anno scolastico successivo alla data suddetta
    e. destinare alle scuole autonome risorse finanziarie ed umane per l’avvio
    di laboratori di lingua italiana conprogrammi personalizzati per livelli
    di conoscenza della lingua italiana.

    http://www.valentinaaprea.it/wp-content/uploads/2008/04/comunicato-stampa-diesse-lombardia-5-aprile-2008.pdf

  36. […] Quella di un governo “politico” e meno tecnico non è necessariamente una cattiva scelta. Soprattutto se il politico è giovane e motivato. Del resto i “tecnici” del precedente governo si sono rivelati dei pessimi tecnici e dei politici anche peggiori. Tuttavia la proposta di legge della Gelmini non appare proprio un buon inizio. Anzi diciamo pure che è un pessimo inizio, giustificato forse dalla necessità di accreditarsi in breve tempo come ministro agli occhi delle diverse componenti della maggioranza. In uno dei post precedenti trovate discusso il progetto di legge. […]

  37. Giovanni ha detto:

    Cari amici,
    riguardo alla chiamata diretta concordo pienamente con Bombadillo.
    Ma veramente c’è qualcuno che crede che questo governo introdurrà reali criteri di meritocrazia nella valutazione di Atenei e docenti? O nel reclutamento? Magari! ma non ci credo! Magari ci fosse al ministero un “perfido” bocconiano col “forbicione” che facesse risaltare il merito per cui “Se sei stato un grande Phd o ricercatore o prof. in un ateneo di serie A ci sarà sempre posto per te” in qualche altro ateneo. Scusate, ma mi viene da ridere.
    Lo spirito profondo di destra di questo paese non è il “tatcherismo”, ma la fiducia nel potente di turno e nel sistema clientelare che è in grado di costruire e nel quale si spera di poter entrare! E’ lo “strapaese” degli anni 50.
    Ciò che risalta di più nel progettino di legge, pur nella sua vaghezza, è quella “progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato dei docenti”. Leggi precariato, precariato, e sempre meno soldi per la ricerca.
    Chi ha fatto proliferare negli anni del suo governo le università fasulle e i diplomifici?
    Chi ha resol’esame di stato – parlo della scuola superiore – una totale buffonata eliminando li membri esterni delle commissioni per favorire non dico le scuole cattoliche, ma le private di dubbia provenienza (esamifici, ecc.). Sarà la Gabriella Carlucci a presiedere la commissione di valutazione sugli Atenei e i ricercatori (guardate che è laureata!)?
    In sostanza, vedo tempi ancor più cupi per la ricerca.
    Un caro saluto a tutti
    Giovanni

  38. Ignor@nte.it ha detto:

    Possibile che nella dotta Italia non si riesca a trovare una persona (uomo, donna, …) che sia competente in materia di legislazione scolastica! Una persona che sia esente da influenze che vengono da altri ministeri o dal capo? Quelli che valutano il merito di un lavoratore rispetto ad un altro con quale criterio verranno scelti, di che colore saranno? Credo che quelle persone di cui ho parlato sono da tempo fuggite dall’Italia! Sono persone libere!

  39. Grazia ha detto:

    Incontro nazionale docenti precari a Roma il 2 luglio 2008.
    Se vuoi partecipare firma anche tu la petizione e dai la tua adesione. Facciamo sentire la nostra voce!
    Per informazioni: http://www.universitydimension.com

  40. maomao ha detto:

    [….] La nostra attenzione ora cade inevitabilmente su una notizia che circola con molta insistenza negli ultimi giorni.

    Maria Stella Gelmini “Nel 1998 è stata prima degli eletti alle amministrative ricoprendo, fino al 2002, la carica di Presidente del Consiglio del comune di Desenzano. Tuttavia nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale per inoperosità. La sfiducia fu votata da tutti i consiglieri dell’opposizione e da alcuni della maggioranza (delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000)

    Felice Anelli, sindaco di Desenzano, ha però chiarito la vicenda all’Ansa: «Quel voto – spiega – ci fu. Ma era una questione di riequilibri all’interno di Forza Italia.

    Non esisteva alcuna questione d’inoperosità nei confronti di Mariastella Gelmini.

    È stata al mio fianco, in consiglio comunale a Desenzano, anche nel precedente mandato, quando eravamo all’opposizione. E non posso certo parlare di una persona poco operosa, anzi». (fonte Aetnanet)

  41. […] Leggi sul Blog della Rete Nazionale Ricercatori Precari This entry was posted in Università. Bookmark the permalink. ← Giov15 […]

  42. Ziel ist, „Hilfe zur Selbsthilfe zu geben: Unterstützung soll nur dort gegeben werden, wo es nötig ist, damit die
    Flüchtlinge möglichst bald integriert und selbständig in unserer
    Gemeinschaft leben können.

  43. Ivory ha detto:

    Darin geht es um eine gesunde Lebensweise, die die Aspekte Bewegung,
    Ernährung, Körper- und Seelenpflege berücksichtigt.

  44. Im Einzelnen heißt das, dass die Hebamme während der Schwangerschaft neben dem Gynäkologen die erste Station bei Fragen und Problemen ist.

  45. So lässt sich am Ende des Tages feststellen, ob das Essen eventuell reduziert oder die Bewegung erhöht werden muss.

  46. Gesundheit Online ha detto:

    Für unterwegs ist der Plantronics BackBeat Fit mit einem Headset
    ausgerüstet, das eine sehr saubere, klare Aufzeichnung ermöglicht.

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