L’ FFO – anno 2008 e il reclutamento straordinario

Con decreto ministeriale, il 30 aprile scorso il Ministero (Mussi) ha definito i criteri di ripartizione del Fondi di finanziamento ordinario delle Università. Nella stessa data, il Ministero (Mussi) di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (Padoa Schioppa) ha emanato un decreto di ripartizione di fondi 2008 in relazione al piano programmatico (di cui art.2, comma 429, legge 244/2007 i.e. – la finanziaria 2008). Quest’ultimo decreto inizia ad attribuire parte del FFO in relazione ad una sorta di programmazione degli interventi e di valutazione dei bilanci e dei risultati CIVR (art.1, comma g, e art. 2). Nel frattempo, il neo Ministro Mariastella Gelmini si dichiara intenzionata a non abbandonare alcuni dei provvedimenti Mussi arenatisi con la caduta del governo, tra essi il reclutamento straordinario e l’ANVUR.

E’ da qualche tempo che questo blog ha deciso di occuparsi in maniera più articolata delle diverse questioni concernenti l’Università, anche se dal punto di vista dei ricercatori precari. Questi decreti ci sembrano un’occasione importante di impegnarci in un dibattito e in un confronto su temi più specifici, anche (e non solo) per alcune sue dirette implicazioni per le nostre vite precarie.

Ad esempio l’art. 8 del primo decreto, che attribuisce  40.000.000 di euro “quale intervento una tantum, per la rivalutazione delle borse di dottorato”. Appunto, UNA TANTUM, come tutti quei (pochi) interventi dedicati a quelle parti in formazione, più giovani, più precarie, della docenza e della ricerca universitaria.

Quindi qualcuno, in questi mesi, ne beneficerà. Tutti gli altri (allo scadere del periodo di decorrenza) rimarranno con le borse così come sono. Per non parlare di quelli che la borsa neppure l’hanno “vinta” e devono invece pagare le tasse d’iscrizione.

Stesso discorso dicasi per l’art. 9 che destina “quale intervento UNA TANTUM” 6.224.600 per l’integrazione degli assegni di ricerca (come disposto art.1, comma 75 della legge.247 del 24/12/2007 – i.e. il cosiddetto protocollo sul welfare).

Cosa si potrà mi integrare con una cifra simile? Dobbiamo sospettare che gli assegnisti siano diventati pochini per poter beneficiare di una cifra simile (saranno aumentate le prestazioni d’opera nel frattempo, o i co.co.co?). In realtà, questi soldi  servono a coprire l’aumento dell’aliquota contributiva della previdenza obbligatoria in gestione separata. Quindi noi non vedremo niente, l’INPS potrà continuare a rimpinguare le sue casse con la scusa di un servizio di previdenza che a noi nulla ci serve. Saranno infatti davvero pochi quelli, tra noi, che se mai dovessero rimanere precari potranno beneficiare di una pensione superiore alla minima grazie alla gestione separata.

Il decreto contiene altri interventi interessanti che mettono in evidenza la frammentazione e l’occasionalità degli interventi di finanziamento statale, dal rientro dei cervelli alle chiamate dirette. Dall’aumento previsto per i ricercatori non confermati ai finanziamenti alle università di Urbino, Salerno, all’Istituto di Scienze Umane di Salerno. 

Al nuovo ministro l’arduo compito di fare chiarezza e di intervenire a consolidare quelle poche iniziative per le fasce più deboli (ma anche produttive) della ricerca e della didattica. Ad esempio consolidando negli FFO questi aumenti. Ad esempio dando corpo ad una seria riforma del dottorato di ricerca. E come pare intenzionata a fare, proseguendo l’esperienza del reclutamento straordinario; individuando – si spera -modelli di reclutamento nuovi, efficaci e trasparenti altrimenti quei “precari” che mai hanno avuto un santo in paradiso (o il cui santo si riveli un santino) continueranno a rimanere esclusi.

Del resto basterebbe leggere con cura molte delle diverse proposte emerse dai dibattiti in questo blog per capire che ci sono tanti modelli, tante possibili sperimentazione. Sicuramente nessuna potrà essere mai tanto peggiore dell’esistente.

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77 Responses to L’ FFO – anno 2008 e il reclutamento straordinario

  1. France ha detto:

    Beh, i nostri politici ci hanno insegnato che AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE…..

  2. carbonaro ha detto:

    penso si debba insistere per l’eliminazione delle prove scritte al concorso per ricercatore: non costa nulla e potrebbe favorire una maggiore oggettività delle valutazioni

  3. la capra (quello vero) ha detto:

    come ho già detto, a mio parere l’ipotesi più sensata dato il quadro italiano e le convinzioni della gelmini è:

    1. cooptazione aperta dipartimentale (non di facoltà) con colloquio su titoli e linee di ricerca

    2. valutazione triennale svolta dall’ANVUR dei risultati della ricerca e della didattica svolta complessivamente dal dipartimento ma anche individuale. Valutazione che deve avere ricadute dirette sul finanziamento attribuito per le attività di ricerca e sulle dotazioni economiche relative al reclutamento per le fasce alte (come a dire, peggiore è il livello della tua ricerca minori i fondi per passaggi ad associato e ordinario.

    3. licenziabilità da parte dell’ateneo (con alcuni meccanismi di garanzia) su richiesta del dipartimento di quei ricercatori e docenti il cui rendimento didattico e scientifico sia per almeno 5 anni molto al di sotto della media nazionale (non semplicemente “al di sotto”).

    Ho dubbi sulla fattibilità giuridica – ad oggi – del terzo punto. I primi due sono invece semplici da attuare.

  4. Carlo ha detto:

    Segnalo un articolo di D. Fiormonte fatto circolare in ML qualche giorno fa; le solite storie.

    http://www.meltinpotonweb.com/?q=articoli/l-universita-fra-pactum-sceleris-e-autodafe.php-0

    Cara capra,
    perché questa puntualizzazione (quello vero)? Mi sono perso qualche puntata?
    Un saluto, c.

  5. la capra (quello vero) ha detto:

    nel post precedente, nella serie di messaggi “contro” il povero Colombo una capra ha lasciato un messaggio. Sarà stata qualche altra capra di passaggio…

  6. France ha detto:

    @la capra: non lo faranno, ma sarebbe giustissimo…

  7. Carlo ha detto:

    Cara capra,
    effettivamente, avevo notato quel tuo messaggio e mi aveva stupito, ma – lo confesso – lo avevo preso per buono: occorre guardarsi le spalle in questo blog!?!

    Scherzi a parte, mi è venuta un’ideuzza facile facile da proporre alla Gelmini; non risolve i problemi dei ricercatori precari, ma almeno è meglio di niente.
    Visto che il nuovo ministro della Ricerca lo è anche dell’Istruzione (cosa in sé non favorevolissima), perché non sfruttare (minimamente) a nostro vantaggio questa situazione? Chiediamo che sia dato un punteggio (possibilmente) alto agli Assegni di ricerca e ai Contratti di docenza dell’Università valido nelle graduatorie dellla Scuola (così come già avviene per il Dottorato di ricerca). Ciò consentirebbe ai meno fortunati di valorizzare la loro superformazione in un settore che a quanto pare ne avrebbe un gran bisogno (la scuola), e allo Stato di capitalizzare un valore (i ricercatori) altrimenti destinato ad essere dissennatamente dilapidato.
    Questa sarebbe una (mini)riforma a costo zero.

  8. la capra (quello vero) ha detto:

    non credo che una simile proposta sarebbe accettata e sinceramente neppure auspicabile data la situazione attuale delle scuole. Tieni presente che c’è già una graduatoria nazionale di abilitati (parte per concorso e parte via SISS/SICSI o corsi abilitanti). Già comporre una sola graduatoria di abilitati mettendo insieme queste due diverse componenti ha scatenato guerre fratricide tra precari della scuola tra chi voleva garantire un punteggio maggiore all’esperienza e chi voleva un punteggio maggiore per la formaziona (pagata!!!) fatta attraverso le SISS/Sicsi.

    Poi ci sono quelli in terza fascia (non abilitati) che magari hanno anni di precariato alle spalle e che mi pare ingiusto scavalcare.

    In questo caos ci vorremmo anche infilare noi…. Tieni poi presente che dottorato di ricerca e assegno di ricerca già oggi “fanno punteggio”, così come pubblicazioni e esperienze di docenza. Il problema per noi è semmai essere “abilitati”.
    Personalmente non troverei giusto che per il semplice fatto di essere ricercatore precario si debba essere abilitato ad insegnare a scuola. Magari per chi può certificare esperienza di docenza universitaria potrebbe essere diverso.

    Comunque, tu segnali una linea di intervento importante. E’ assurdo che noi si possa insegnare alle SICSI a quelli che insegneranno a scuola e non si possa però insegnare a scuola. Qui c’è qualcosa che non va.

  9. Carlo ha detto:

    Certo nella mia proposta sottovalutavo il problema dell’abilitazione (che io ho già, da concorso), mentre non mi risulta che venga dato un punteggio per assegno e docenza univ. (ma forse mi sbaglio).
    Comunque, l’assurdità che tu cogli è reale. P.es. sono tre anni che insegno alla SSIS (insegnamenti da 30 ore) ho quattro anni di assegno (oltre al dottorato) e rischio che questo mio bagaglio non mi venga riconosciuto nelle future graduatorie.

  10. Bombadillo ha detto:

    Cara (vera) capra, insisto nel dire che la cooptazione per le assunzioni a tempo indeterminato, semplicemente, non si può fare senza una modifica della Costituzione, che sarebbe molto ambiziosa, e conivolgerebbe tutta la p.a.: si tratterebbe della più grande riforma della storia repubblicana. Voliamo più basso.
    Almeno su questo c’è accordo?
    Eliminazione dello scritto e dell’orale,e sostituzione di quest’ultimo con un colloquio sui titoli/pubblicazioni/proprie linee di ricerca.
    Se c’è accordo, però, proprioniamolo, finiamola di dircelo solo tra di noi!
    Magari, seguendo l’idea di R.I. (che la vedeva, però, come cosa negativa), proponiamolo come sindacato dei ricercatori precari. Raccogliamo le firme, e si parte: valgono dottorandi, dottori di riceca, assegnisti, professori a contratto, ricercatori a tempo determinato, e contrattisti in genere (insomma, io escluderei solo i c.d. cultori, perchè, altrimenti, finiamo per risultare meno credibili)

  11. la capra (quello vero) ha detto:

    caro bombadillo, non sono convinto che non si potrebbe fare.

    Nei termini in cui il dipartimento puà fare un bando con evidenza pubblica per titoli e progetto di ricerca. Rimane una procedura concorsuale valutativa e “comparativa”
    che nei fatti esprime una sorta di “cooptazione aperta dipartimentale” (ma chiamiamola anche scelta) anche se dal punto di vista formale si conserva la valutazione comparativa.

    In tal senso non pensavo ad un meccanismo tipo “chiamata diretta” per intenderci, ma qualcosa di molto vicino alle interview anglo-statunitensi…. forse il termine cooptazione ingenera confusione. Mea culpa!!!!

  12. nooooooooooooooo!!!!
    “il sindacato dei ricercatori precari” nooo
    è troppo triste… 😦

    vi querelo per danneggiamento del prestigio
    sia della ricerca che degli operai…

    non fraintendiamo i diritti degli operai con
    quelli dei ricercatori per favore…

  13. la capra (quella vero) ha detto:

    niente di nuovo, ma segnalo: “Italia, università matusalemme docenti più anziani d’Europa” su repubblica”

    http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-anziani/docenti-anziani/docenti-anziani.html

  14. France ha detto:

    Toh, guarda, ora se ne accorge anche la Repubblica. Ma che bello fare l’opposizione eh?

  15. paolo ha detto:

    I concorsi da ricercatore devono essere nazionali e con commissari nominati per sorteggio. Vinca il migliore.

  16. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissime e carissimi,
    qualche giorno fa ho mandato questo articolo uscito il 16 su Liberazione a un amico della RNRP chiedendogli di metterla sul vostro blog. Forse non è in Italia in questo periodo allora ve lo incollo di seguito. Non ho dimenticato i miei impegni. Fate solo passare questa difficile stagione congressuale per il mio partito e se vi va, ricominciamo la lotta spero insieme. Scusate l’intromissione. Ciao Fabio

    ……………………………………………………
    “L’Università della destra: privata, gerarchica e di classe”

    L’esclusione della sinistra dal Parlamento è un fatto che ha scosso tutti coloro che credono in uno sviluppo progressivo della società contemporanea e lottano per una sua trasformazione in senso democratico ed egualitario. Questo evento di portata storica ci deve far riflettere ma non per questo può inibire le nostre aspirazioni di trasformazione che oggi più che mai richiedono tutta la passione propria delle comuniste e dei comunisti, anche nel mondo dell’Università e della Ricerca che dopo la fallimentare esperienza del governo di centro-sinistra rischia di essere definitivamente destrutturato dal governo delle destre che annuncia mercificazione, privatizzazione, gerarchizzazione, in linea con l’idea di un sistema dell’alta formazione elitario e classista. Questo approdo andrà contrastato con decisione spostando nelle Università e negli Enti la nostra pratica antagonista. Rifondazione Comunista si adopererà per costruire conflitto e consenso attorno all’idea della conoscenza come bene comune non mercificabile né privatizzabile.
    Non sarà una battaglia facile tanto più se non saremo in grado di costruire alleanze e lavorare dal basso per l’unità strategica delle forze della sinistra per la conoscenza, tessendo relazioni con tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto unitario ma anche con quelli che ci hanno guardato con diffidenza identificando in esso un semplice riallineamento di ceto politico. La priorità oggi è contrastare la nuova ministra Mariastella Gelmini che ci propone una prospettiva nefasta. Leggendo le sue prime dichiarazioni emergono subito punti di radicale contrasto. Afferma esplicitamente che per fare decollare il sistema universitario gli studenti dovrebbero sottoporsi a “esami preliminari obbligatori per l’accesso alle università pubbliche e private, anche ove non sia previsto il numero programmato per le iscrizioni ai corsi di laurea”. A questa prospettiva dobbiamo contrapporre la nostra idea secondo cui un’Università pubblica e democratica non può e non deve limitare il diritto allo studio attraverso una selezione che invece di realizzarsi durante il percorso di studio, si verifica all’ingresso, innescando tra l’altro meccanismi distorti e suscettibili di degenerazione. Chiediamo anzi di sopprimere definitivamente il numero chiuso e la logica di competizione ad esso sottesa, cominciando con l’abolizione immediata della legge n. 264/99 che, consentendo la diffusione indiscriminata del numero programmato, ha limitato il libero accesso ai saperi ledendo il principio basilare dell’uguaglianza. È arrivato il momento di eliminare tutte le barriere formali e sostanziali all’accesso alla conoscenza.
    La neoministra prosegue affermando la necessità di rimodulare le tasse universitarie aumentandole a tutti gli studenti fuori corso, senza considerare che la maggior parte degli studenti italiani, specie se fuorisede, sono anche lavoratori, costretti a faticare per pagarsi gli studi e questo inevitabilmente può rallentare la loro carriera universitaria. Ripropone inoltre l’idea del “prestito d’onore” a cui noi siamo da sempre contrari insieme a tutte le principali organizzazioni degli studenti, perché servirebbe solo a produrre una generazione di giovani indebitati. Dobbiamo altresì rilanciare un grande investimento pubblico che possa garantire un aumento delle borse di studio di modo che possano usufruirne tutte e tutti gli aventi diritto.
    Per valorizzare il merito dei docenti e dei ricercatori, la Gelmini propone inoltre “la progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato”, rivedendo tra l’altro “i meccanismi di reclutamento, mediante l’istituzione progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà universitarie” e l’introduzione di contratti di tipo privatistico. A questo noi dobbiamo contrapporre con forza la nostra idea di un ricerca stabile. Occorre infatti abolire il precariato intellettuale sostenendo, laddove possibile, processi di stabilizzazione e un reclutamento straordinario di nuovi ricercatori attraverso una selezione trasparente di tipo nazionale, con la separazione del reclutamento dall’avanzamento.
    Per queste ragioni Rifondazione Comunista mette in campo la propria organizzazione e i propri militanti affinché si ricostruisca un grande movimento di opposizione sociale al governo delle destre che coinvolga una fitta rete di collettivi, forze sociali, politiche, sindacali e anche singoli individui in una battaglia che parta dalle Università e dagli Enti pubblici di ricerca per poi contaminare la società tutta, a cominciare da oggi, per arrivare preparati all’appuntamento di autunno. Saremo al fianco di chiunque sia disponibile a condividere con noi la lotta contro la privatizzazione dei saperi, la precarizzazione delle menti, per il diritto allo studio e per una scienza libera dentro istituzioni laiche e democratiche.

    Fabio de Nardis
    Responsabile Università e Ricerca PRC

  17. a me fa paura il vostro linguaggio…. (gelmini e nardis):
    destra padronale e sinistra statalista….

    Che sfiga non essere anglosassoni….

  18. Bombadillo ha detto:

    Caro la (vera) capra, quindi siamo d’accordo su tutto (ovverosia: niente scritto, niente orale, ma titoli e colloquio), tranne che sulla terminologia, che per me non è essenziale (pure sulla questione del sindacato). E con noi c’è anche Carbonaro. Vogliamo aggiungere pure la proposta di Paolo, ovverosia che i concorsi siano nazionali, e con commissari sorteggiati?
    A me pare ragionevole.
    Rivoluzione, Colombo, France, Carlo, Ario, e r.p. tutti, che ne pensate?

    Per de nardis: tu scrivi di una fallimentare esperienza del goveno di centro-sinistra, mentre, in tema di Università, dovresti esprimerti in modo maggiormente corrispondente alla realtà; nel senso, cioè, di una fallimentare esprienza della sinistra radicale (senza centro). E forse finita la stagione dell’Arcobaleno, e continuerete a dividervi indefinitivamente? Anche in questo caso,però, non riuscirete a scrollarvi la responsabilità politica per M&M. Penso che sarebbe stato meglio per tutti (anche per i r.p.) se l’intera S.A. si fosse schierata, fino in fondo, a difesa del N.R., invece di pensare al futuro (forse già in chiave “separatista”), con il presente ancora in gioco.

  19. France ha detto:

    Come gia’ detto, non mi illudo che
    1) le modifiche propste siano sufficienti
    2) qualsiasi politico le recepisca.
    Detto questo, sono completamente d’accordo. Una guerra puo’ cominciare anche da uno sparo…

  20. carbonaro ha detto:

    ma voi siete affiliati (o avete mai pensato di…) a qualche associazione tipo flc cgil o adi? è un po’ dura fare proposte politiche (solo) con un nickname sul blog

  21. @bombadillo:
    Non capisco a cosa possa servire una technicality del genere…

    Stiamo puntando troppo in basso… non otterremo mai niente
    per ottenere un minimo bisogna puntare alto…
    io sono stanco di umiliarmi e chiedere “permesso” e “scusa” a certa gente…

    in quanto a noi precari… svegliamoci…. e prendiamo coraggio
    scrollandoci da dosso certi rincoglionimenti culturali…
    cerchiamo almeno di essere al pari dei nostri colleghi europei.

    le riforme necessarie alla ricerca sono sia di destra che di sinistra…
    un minimo di buon senso suggerisce quindi di chiedere riforme affini alla natura politica del governo in carica. Motivo 1) per comunicare, motivo 2) perchè salvo pochi, i politici nostrani su ricerca e innovazione sono ingoranti come le capre (ops ndp)…. quindi magari li aiutiamo a non fare ca%%ate.
    Mussi lo abbiamo visto no…? quindi no comment…
    Ora la gelmini… con un pericoloso utilizzo della parola “privatizzare”

  22. Sergio ha detto:

    La penso come Bombadillo rispetto alla nsotra troppa timidezza. Non dobbiamo avere paura e soprattutto non dobbiamo cheidere permesso perchè la grande parte del PIL del sistema universitario è prodotto da noi.
    Dobbiamo però mostrare coraggio e rompere completamente con i docenti ipergarantiti mostrando di non volere solo una furbesca strada per entrare nella corporazione baronale.

    Chi è disposto a rinunciare all’inamovibilità?

    Chi è disposto a sottoporsi ogni 5-3-2 anni a verifiche QUANTITATIVE su ciò che ha fatto e di rischaire di essere accompagnato alla porta in caso di non raggiungimento degli obiettivi?

    Chi è disposto a subire un licenziamento nel caso in cui il dipartimento in cui si lavora non funzioni e quindi non riceva l’FFO “storico” attraverso una valutazione periodica?

    Chi è disposto ad accettare incompatibilità territoriali per le carriere (cioè che non si fa il dottorato dove ci si è laureati, non si diventa ricercatori dove si è fatto il dottorato, non si diventa profs dove si è ricercatori)?

    Io sono disposto a richiare ma purtroppo, nella mia esperienza personale, la grande parte dei ricercatori precari a tutte e 4 queste domande risponde non con un convinto SI ma con un NI. Perchè in verità moltissimi vogliono solo entrare nella corporazione.
    Saluti

  23. Bombadillo ha detto:

    Caro Sergio, da parte mia, sono disposto a quanto tu dici,con un sì convinto, tranne che per il licenziamento per responsabilità generale del dipartimento, che mi pare ingiusto.
    In fondo, la cosa principale che tu sostieni è quella dell’essere sempre sotto controllo, ed io sono d’accordo. Non ti nascondo, però, che questo scaverebbe un solco profondo tra noi e i dipendenti amministrativi, non solo dell’Università, che sono la vera casta in Italia: altro che i politici, o i docenti universitari.
    L’università è l’unica realtà produttiva (in particolare di didattica e di ricerca) in cui sono più gli amministrativi che i produttivi!

  24. la capra (quella vero) ha detto:

    Non esageriamo con le generalizzazioni. Nell’università l’amministrazione è messa come la docenza. Moltissimi i precari, molti quelli che lavorano sul serio, molti quelli che non fanno un “c”. A stare a sentire il chiacchiericcio giornalistico in Italia ormai ci sono più caste che poveri cristi…. Senza con questo ovviamente voler dire che oligarchie e corporazioni non esistono o che non sono un problema sia chiaro!!!!

    Per tornare alle cose nostre Bombadillo. E’ vero su molte cose troviamo tra noi un ampio accordo.

    Tuttavia: a me sembra che delle procedure comparative per titoli e colloquio su base dipartimentale (bando di evidenza pubblica) non si possano in alcun modo conciliare con una commissione nazionale. Altrimenti ci ritroviamo col pasticcio Mussi. Pasticcio che nonostante tutto ho difeso perché comunque migliore dell’esistente.

    Ma visto che dobbiamo fare proposte, facciamole coraggiose, semplici e coerenti. E che ci pensi poi la politica a renderle eventualmente complicate.

  25. la capra (quello falso) ha detto:

    il reclutamento su base dipartimentale è quello ideale, di riferimento, ma potrà essere realizzato solo quando:

    1. sarà operata una riforma organizzativa dei dipartimenti in Italia, che oggi in Italia sono organizzati in maniera per lo più irrazionale.

    2. sarà andato a regime un sistema nazionale di valutazione delle pubblicazioni. Ovvero minimo 10 anni.

    Prima di allora meglio pensare a un concorso nazionale, preceduto da graduatorie (short-list) che si costituiscono sulla base dei CV, con l’ausilio di revisori anonimi e palesi gestiti dall’Anvur.

    No a valutazioni individuali: che facciamo, acconsentiamo alla costruzione del Panopticon della ricerca? La valutazione si fa anche sugli individui ma per tramite delle strutture, non viceversa. E’ così in UK e negli altri parsi dove la valutazione è gestita a livello nazionale, modello cui deve tendere l’Italia (negli USA è invece gestita a livello locale, cosa impossibile per l’Italia feudalistica).

  26. paolo ha detto:

    I concorsi per ricercatore devono essere nazionali e su titoli. I commissari devono essere sorteggiati. Questa è la riforma da proporre al nuovo ministro.

  27. Fabio de Nardis ha detto:

    sui concorsi sono d’accordo con paolo
    noi no ci siamo riusciti. Troppe resistenze nel centrosinistra. Purtroppo dai chiari di luna non ho l’impressione che nel centrodestra le cose vadano meglio. Purtroppo devo andare all’estero per qualche giorno. Ci si a giugno
    Ciao
    F.

  28. caro sergio….
    volevi dire che sei d’accordo con me… e non con bombadilllo

    la storia della “scusa” e del “permesso” era mia… 😐

  29. battutina per Fabio 😀

    Chiaramente non scriverai sul tuo curriculum collaborazioni con università che seguono il modello “del diavolo capitalista”.
    Giusto?

    Quindi ne deduco che sei tipo in francia?
    Giusto?

  30. Carlo ha detto:

    Scusate una domandina semplice semplice. Ma oggi in un concorso chi ha (almeno) una monografia, qualche saggio in rivista, aticoli in atti di convegno e miscellanee in più degli altri candidati, secondo voi, ce li ha perché è il migliore di tutti o perché è stato ben “guidato” dal suo sponsor?

    La mia risposta è non necessariamente la prima. Ma apre a sua volta un problema, confesso, difficilmente risolvibile, che rischia di far franare qualsiasi tentativo di costruire un sistema valutativo (sedicente) “meritocratico”: tutto è maia.

  31. paolo ha detto:

    Carlo.
    Se quel candidato ha più pubblicazioni degli altri è perchè è stato ben guidato dal maestro oppure perchè è più sveglio degli altri… ; comunque ha più titoli e quindi merita di vincere.

  32. Carlo ha detto:

    Caro Paolo,
    come ha illuminantemente scritto Colombo qualche post fa rispondendo a chi minacciava di adire le vie legali per una vicenda concorsuale, il problema è che oggi i “ricercatori precari” se confrontati ai veri ricercatori, gli strutturati, sono ricercatori di serie B, ma se confrontati agli aspiranti ricercatori (quelli che non si vedranno pubblicare neppure un rigo) sono dei privilegiati.
    Ora, al concorso di prima il candidato “che merita di vincere”, secondo te, appartiene alla serie A, B o 0 (zero)?

  33. Bombadillo ha detto:

    Cari r.p., è vero ciò che diceva Colombo: ovverosia che, se uno è fuori, semplicemente, non può pubblicare. E’ anche vero, però, e si vede particolarmente da me, dove, negli anni, sono passati tantissimi aspiranti docenti universitari, che la stessa possibilità offerta, senza esagerare, forse perfino ad una trentina di persone, ha dato frutti molto diversi, a seconda della determinazione, dello spirito di sacrificio e, perchè negarlo, della propensione alla ricerca, di ognuno. A me, poi, pare difficile che a questo livello ci possa essere qualcuno che si fregia di lavori che, in realtà, non ha scritto lui; ma è comunque per questo che bisogna chiedere anche una verifica orale, mediante colloquio.
    Per la capra: quindi per te l’ottimo è l’assunzione su base dipartimentale, ma il buono concretamente attuabile oggi sono i consorsi nazionali.
    Ribadisco: mi pare che siamo d’accordo in più persone, la spariamo sta prima cartuccia?

  34. La capra ha detto:

    Le commissioni nazionali non potrebbero che essere sorteggiate per ambiti disciplinari. Verrebbero comunque garantite le cordate forti rispetto a quelle meno forti o ai cani sciolti e ci sarebbero accordi tra gruppi…. inevitabile.

    Una proposta simile, se proprio la si vuole rendere più forte, deve accompagnarsi con la richiesta fatta dall’ANDU di commissioni di soli ordinari….

    Resto dell’idea che dire ai dipartimenti “fate voi” che poi pagate le vostre scelte è la soluzione migliore. Comunque, quasi ogni sistema è migliore dell’attuale.

  35. vincenzo ha detto:

    Vorrei riprendere un punto emerso in questa discussione. Non ritengo corretta la rigida separazione tra scuola e università – con conseguenze paradossali come quelle di chi si trova a tenere corsi in SSIS e a non avere la possibilità di insegnare nelle scuole!!! Ciò ha portato, tranne le eccezioni dovute, ad un classe di docenti universitari sempre più distaccati e lontani dalla didattica e – ahimè – a folle di insegnanti di scuola superiori demotivati e poco preparati (o, nel migliore dei casi, imbottiti di didattica pratica, di corsi su corsi di aggiornamento). Da doppio precario ritengo assurdo che nelle graduatorie scolastiche oltre al dottorato non sia riconosciuto alcun altro titolo, seppure assolutamente pertinente ad un curriculum di un insegnante di altro profilo: e penso all’esperienza di docenza universitaria (contratti di insegnamento), agli assegni di ricerca, alle pubblicazioni.

  36. italiaoggi ha detto:

    ItaliaOggi:
    Rafforzare gli organici e stop alla burocrazia
    20-05-2008

    http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/maggio/italiaoggi_rafforzare_gli_organici_e_stop_alla_burocrazia

    Gli incontri, ovviamente informali, erano previsti per questa settimana. Incontri separati, una sigla per volta. Per mettere a fuoco le richieste, per evidenziare le priorità di un settore, quello della scuola, che è un ginepraio di potenzialità e di problemi. Ma ieri i sindacati sono stati avvertiti che i faccia a faccia con il neoministro all’istruzione, università e ricerca, MariaStella Gelmini, sono rinviati a data da destinarsi. […] Gli incontri si terranno probabilmente la prossima settimana, quando sarà superato lo scoglio del primo consiglio dei ministri, previsto per domani a Napoli.
    Tra il pacchetto sicurezza, che dovrebbe comporsi di addirittura 4 provvedimenti, quello sull’emergenza immondizia a Napoli e l’altro sulla detassazione degli straordinari -che vedrà fuori il settore del pubblico impiego ad eccezione probabilmente solo delle forze dell’ordine impegnate in ruoli di tutela operativa del territorio-, di carne a cuocere, politicamente parlando, ce n’è tanta.

    Tra le emergenze, però, potrebbe spuntare anche il provvedimento sulle assunzioni, sia nel settore università che nella scuola. Un provvedimento che darebbe il segnale di una svolta, a cui il premier, Silvio Berlusconi, terrebbe molto.

    Assunzioni, verso quota 25 mila

    È la stima del Tesoro sui posti effettivamente disponibili
    http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/maggio/italiaoggi_assunzioni_verso_quota_25_mila
    […]
    Prende sempre più corpo, anche se potrebbe non debuttare al consiglio dei ministri di domani, l’ipotesi di un decreto legge omnibus per le assunzioni nel mondo della scuola e dell’università: 25 mila immissioni in ruolo per gli insegnanti, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo, e tre mila per i ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca. Questi i numeri, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, su cui il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, e quello della funzione pubblica, Renato Brunetta, stanno ragionando. Per l’università (si vedano le anticipazioni di IO di sabato scorso) il percorso è molto più semplice, perché si tratta di mantenere in vita dei fondi che erano stati già stanziati dalla Finanziaria 2007. Solo un problema di tenuta delle regole che attengono allo svolgimento dei concorsi per il reclutamento era a frenare l’operazione. Problema che dovrebbe essere superato attraverso il recupero dei vecchi concorsi e l’abbandono definitivo del regolamento di Fabio Mussi, bloccato mesi fa dalla Corte dei conti per illegittimità. Ed è proprio in questo senso che va lo schema di decreto legge messo a punto dai vertici del ministero dell’istruzione e università.
    […]

  37. France ha detto:

    E ale’… D’altra parte, 3000 baroni tengono famiglia…

  38. Untenured academic (ex finto la capra) ha detto:

    mi sembra che la Gelmini, ragionevolmente, abbia scelto la strada della continuità amministrativa col ministero Mussi. D’altronde sarebbe stato stupido non farlo politicamente. Ha sul piatto belle e pronte circa 3mila assunzioni per le quali non deve chiedere un soldo!

    Sul reclutamento, bisogna pensare a una formula di concorso nazionale che non sia la vecchia solfa proposta da anni dall’Andu. Quella non passerà mai, disegna un modello vecchio di università e per di più l’Andu l’ha bruciata con i suoi reteirati messaggi-anatemi.

    Il concorso nazionale, per essere innovativo, dev’essere pensato sul modello dei ‘concorsi’ europei per l’attribuzione delle European Research Grant. Io immagino un percorso del genere:

    – candidatura con presentazione di un proprio profilo di ricerca;
    – short list;
    – colloquio e seminario finale.

    Chi valuta: commissioni miste (non solo ordinari!) sorteggiate. Se si eliminano le elezioni dei commissari i commissari non ordinari saranno meno ricattabili.

  39. Untenured academic (ex finto la capra) ha detto:

    ah dimenticavo. Nel mio ‘modello’ di reclutamento chi accede alla short list ma non vince prende comunque l’idoneità che gli vale per tre anni: cioé non deve ripetere la pre-selezione per tre anni.

    La short-list finale è calcolata in percentuale non sul numero di iscritti ma sul numero di posti disponibili ogni anno.

    A ben vedere il metodo della pre-selezione (creazione di short-list di finalisti) è usato in molti concorsi in Italia con successo (ad es. magistratura).

  40. Bombadillo ha detto:

    Io con tutte ste capre non ci sto capendo più nulla. Mi sa che ho dato una risposta ad una capra vera, pensando a quanto detto da un capra falsa.
    Cmq, la cosa più saggia, mi pare, l’ha detta France. Secondo me dobbiamo chiedere subito che il reclutamento straordinario che, com’era prevedibile, sarà mantenuto, sia fatto con regole nuove: il più semplici possibili, e quindi LOCALI. Magari possiamo aggiungere un Commissario di garanzia di Ateneo, con potere di dissenting opinion. L’importante è eliminare scritto ed orale: e li che ci fregano.
    Per altro, una porcata segnalata dalla opinione dissenziente del Commissario avrebbe una elevatissima propabilità di essere annullata dalla giustizia amministrativa.
    In questa fase, non ce la facciamo ad ottenenere il concorso nazionale, ci direbbero che è troppo complicato, metterebbero in cantienre una riforma, appunto, complicatissima, e , nel frattempo, continuerebbero a dare i veri posti con le solite logiche (vedi quello che è successo per ass. e ord.).
    Uniamoci su questo!

  41. la capra ha detto:

    eh eh eh… questo blog sta diventando un pascolo!!!

    Comunque, è me che hai correttamente risposto (cioè la prima capra apparsa sul blog).

    Caro Bombadillo, tu dici che ci fregano con gli scritti. Non è vero. Ci fregano con le commissioni amiche. Con una commissione contro anche solo una valutazione per titoli e colloquio diviene una trappola. Certo si potrebbero attribuire punteggi per i titoli pari al punteggio che si può ottenere con l’orale ma i modi per aggirare questi strumenti sono tanti.

    Quanto all’impossibilità di avere concorsi nazionali anche questo non è vero. La Moratti che – è bene ripeterlo – è legge dello stato prevede concorsi nazionali. Paradossalmente ad oggi è più facile ottenere concorsi nazionali che non concorsi locali. Del resto il concorso locale ha senso solo e unicamente in un ottica di massima autonomia delle strutture (ovviamente con adeguati contrappesi, controlli e valutazioni).

    Infine, anche io concordo con te e france sulla questione reclutamento straordinario. Ma è un fatto che la Gelmini va dicendo che sblocca il reclutamento ma con le vecchie norme, cosa tutto sommato comprensibile sia tecnicamente (è l’unico vero modo per non perdere il finanziamento in attesa di nuove regole concorsuali) e politicamente (porta a casa quasi 5000 posti da ricercatore senza spedere un soldo e senza aver fatto praticamente nulla).

    ps l’idea del commissiario di garanzia d’ateneo mi pare inutile, si accorderebbero dentro gli atenei e rimarrebbe una figura solo nominale e burocratica.

  42. France ha detto:

    Che bello, pare risiko. Ma la mossa piu’ semplice rimane: usare i fondi straordinari con le vecchie regole, aspettare il DPEF per vedere quanto Tremonti da’ (o toglie), regolarsi di conseguenza, e arrivare al 2013.

  43. la capra ha detto:

    è esattamente quello che dicevo anche io France,

    mi pare che tu abbia colto lo scenario più probabile. Si tratta di attuare la Moratti in tutte le sue parti, lasciar passare tempo, aspettare il turn-over massiccio dei prossimi anni e riavviare (“restart”) il sistema.

  44. Bombadillo ha detto:

    Insomma: aspetta e spera che poi si avvera? Bella roba! Io proponevo una modifica minima delle attuali regole per il reclutamento dei ricercatori, meglio poco che niente. Mi dispiacerebbe non poter andare a concorre anche questa volta, e continuare ad aspettare. L’ottimo è nemico del buono. Non vogliamo neppure provare ad eliminare scritto ed orale? Perchè, sencondo me, si potrebbe chiedere un colloquio/idoneità di garanzia, nel senso che garantisce che i lavori sono proprio i tuoi, senza attribuzione di punteggio! E poi vediamo cosa ti combinano sui soli titoli: diventa tutta un’altra storia: hai voglia ad essere amici. Inoltre, se il Commissario è un oridnario di prestigio delegato dal Rettore (magari lo stesso pro-rettore), sostituito da un altro personaggio similare, nel caso di concorsi nella sua area, non credo che si farebbe mettere i piedi intesta. Insomma, tentar non nuoce! O anche: rosso di sera bel tempo si spera, se preferite. Che esaurimento!

  45. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Sono un borsista post-dottorato di Bari. Purtroppo non ho seguito le ultime discussioni del forum… l’ho fatto solo ora, e ritengo possa essere interessante per voi sapere che la settimana scorsa, non appena sentito che il Ministro era intenzionato a bandire la seconda trance dei concorsi Mussi con vecchie regole (alle quali sono fermamente contrario), ho scritto una e-mail, a titolo personale, al Ministro, al Sen. Valditara e al Sen. Quagliariello. In questa e-mail chiedevo che le attuali regole sul reclutamento possano essere al più presto abrogate per lasciare il posto a modalità basate unicamente sulla valutazione dei titoli, del curriculum e delle pubblicazioni, con al più un seminario sulle proprie ricerche. Ho rimarcato che con la maggioranza solida di cui gode il Governo, una legge del genere possa essere attuata in tempi non lunghi, forse entro la fine di questo anno in modo da poter spendere le risorse del reclutamento straordinario con queste nuove regole.
    Finora l’unico ad avermi risposto è stato il Sen. Valditara, il quale mi ha scritto “di reputare la proposta di eliminare le prove orali (N.B. io avevo proposto di abolire anche le prove scritte) molto interessante. Si toglierebbe una eccessiva discrezionalità, poi nel caso di valutazioni dei titoli macroscopicamente ingiuste ci sarebbe sempre la magistratura…”.

    Insomma, mi pare comunque che quantomeno non ci sia contrarietà a cambiare le attuali regole, quindi invito quanti di voi sono favorevoli ad un tale cambiamento a far sentire anche voi la vostra voce, magari in modo unitario (mi unirei anch’io, ovviamente) ma se ciò non sarà possibile anche individualmente.

    Un’ultima osservazione. Da quello che ricordo, la legge Moratti non dice assolutamente nulla circa le regole di reclutamento dei ricercatori, salvo l’abolizione del ruolo del ricercatore dal 2013; quindi assolutamente nessun reclutamento nazionale. Tecnicamente, anche per associati e ordinari la legge Moratti non istituisce concorsi nazionali, in quanto ciò che è basato su commissioni nazionali non sono i concorsi, ma il rilascio dell'”idoneità”. Successivamente è ciascuna università che bandisce il concorso sulla base di regole non ancora del tutto chiare, a cui possono partecipare solo gli idonei.

  46. France ha detto:

    No, Bombadilllo, non hai colto l’ironia. Non sono per l’aspetta e spera, considererei un buon passo avnti per esempio togliere di mezzo scritti e orali, e in ultima analisi i concorsi da operetta. Purtroppo penso che per ministra e sottosegretario sara’ troppo piu’ facile bandire i 3000 posti straordinari con le vecchie regole quest’anno, e mantenere il solito tasso minimo di concorsi anno per anno, in base alle risorse disponibili (che Tremonti propabilmente non incrementera’, dati i chiari di luna)…e infine nel 2013 saranno totalmente cavoli delle Universita’, i posti da coprire saranno solo quelli da associato e ordinario, con l’idoneita’ nazionale descritta da Beniamino. Io so solo che 2013 saremo (quasi) tutti fuori gioco, troppo vecchi per fare i ricercatori TD, troppi e basta per diventare associati.

  47. France ha detto:

    No, Bombadilllo, non hai colto l’ironia. Non sono per l’aspetta e spera, considererei un buon passo avnti per esempio togliere di mezzo scritti e orali, e in ultima analisi i concorsi da operetta. Purtroppo penso che per ministra e sottosegretario sara’ troppo piu’ facile bandire i 3000 posti straordinari con le vecchie regole quest’anno, e mantenere il solito tasso minimo di concorsi anno per anno, in base alle risorse disponibili (che Tremonti propabilmente non incrementera’, dati i chiari di luna)…e infine nel 2013 saranno totalmente cavoli delle Universita’, i posti da coprire saranno solo quelli da associato e ordinario, con l’idoneita’ nazionale descritta da Beniamino. Io so solo che 2013 saremo (quasi) tutti fuori gioco, troppo vecchi per fare i ricercatori TD, troppi e basta per diventare associati.

  48. la capra ha detto:

    Quello che scrivi sulla Moratti Beniamino è assolutamente corretto. Ed è per questo che a me e France appare probabile (non desiderabile) che il nuovo ministro lasci per tutta la legislatura le cose come stanno. Che senso ha modificare le regole di reclutamento di una figura “ad esaurimento?”. Il problema della Gelmini è dare attuazione semmai alla riforma dello stato giuridico e delineare i nuovi concorsi per associato e ordinario secondo le linee definite dalla 230 (per esattezza, le modalità di reclutamento).

    Nel mentre, far vedere di reclutare i ricercatori lasciando il reclutamento straordinario funzionare con le vecchie regole.

    Comunque, ad oggi Quagliariello non si occupa di Università, Valditara – invece – se ne occupa senza una delega formale di qualche tipo. Quindi la sua risposta mia pare garbata ma inutile anche se, secondo me, valditara intendeva proprio gli orali. In effetti sia sugli scritti che sugli orali una commissione può esercitare il massimo della discrezione, per i titoli le cose sono relativamente diverse. Del resto, di recente ci sono state polemiche per dei concorsi dove alcuni titoli di assoluto rilievo sono stati considerati dalla commissione come non pienamente rispondenti alle necessità del settore disciplinare…. E nella valutazione dei titoli una qualche discrezionalità alla commissione la si deve pure lasciare altrimenti si valutano i candidati solo col peso delle loro pubblicazioni (cosa che comunque garantirebbe oggi il merito più di molte altre cosa, lo sappiamo!!!).

    Io resto dell’idea che il problema non è tanto come si svolgano le prove ma come si compongono le commissioni e chi sia il soggetto responsabile per il reclutamento. Qui con responsabile intendo anche il soggetto che “paga” nel caso sbagli.

    Infine, sulla questione Magistratura, ad oggi non mi risulta che per i concorsi da ricercatore si possa fare appello alla magistratura. Sul blog ne abbiamo già parlato in

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/02/1-maggio-di-festa-2-maggio-di-lotta-contro-il-precariato-e-le-morti-sul-lavoro/#comments

    a partire da Carbonaro, 6 maggio, ore 8:01 pm.

    Non sarebbe però male se ognuno di noi si sforzasse di articolare una qualche proposta in maniera definita. Poi potremmo chiedere all’amministratore del Blog di pubblicarle tutte e invitare il Ministro a sceglierne una!!! Ognuna sarebbe meglio dell’esistente e faremmo vedere che – pur diverse – i precari hanno idee precise,

  49. Carlo ha detto:

    France, dici davvero? ;-(

  50. la capra ha detto:

    perché no?!

  51. Carlo ha detto:

    Non riesco proprio a capire perché mai Untenured academic si debba spacciare per “la capra”…

  52. Bombadillo ha detto:

    Cari, vi rispondo in notturna. Io metterei da parte il prof. Valditara, ma non per una questione personale, e nemmeno per una ideologica. E solo che proprio Valditara è stato il nemico n.1 del N.R., che invece, se pur perfettibile, era mile volte meglio dell’esistente; inoltre non è ministro, e neppure sottosegretario.
    Quindi, se sono d’accordo con Beniamino sul fatto di farsi sentire, credo che dovremmo essere più mirati, ed anche più organizzati; perchè le mail individuali lasciano il tempo che trovano (che senso, poi, avrebbe l’eliminazione solo dell’orale, e non dello scritto, alla Valditara, questo rimane un mistero..).
    I ricercatori sono ad esaurimento? Tanto meglio. Quelli straordinari sono solo per una altra volta. Meglio ancora. Perchè mai non ci dovrebbero venire incontro, su dei concorsi che ci interessano direttamente, e che non hanno un impatto sistemico elevato,se non chiediamo cose impossibili, o comunque molto complesse?
    Ricapitolando: sull’eliminazione di scritto ed orale siamo tutto d’accordo; così come sul fatto che la valutazione debba vertere principalmente sui titoli e, solo in modo complementare, su di un colloquio. Come facciamo, però, per le Commissioni che, come segnalava qualcuno – non si sa chi, ormai, su questo blog – sono l’altro nodo cruciale? Io la mia piccola proposta, anche su questo, l’ho fatta, se voi avete una idea migliore tiratela fuori. E poi si parte, però. Anche perchè, in definititva, mica si tratta di andare in guerra: dobbiamo solo raccogliere delle firme per una petizione al Ministro. E magari la mandiamo pure, per conocenza, a Ballarò (o dove vi pare).

  53. Bombadillo ha detto:

    p.s.: che fine ha fatto Addio?

  54. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io sono d’accordo per una azione collettiva. Non credo che email individuali avrebbero molto seguito. Una raccolta firme sarebbe ancora meglio, ma penso sia piuttosto difficile viste le distanze che ci separano.

    Sottoscrivo la proposta di concorsi nazionali e con commissari nominati per sorteggio.

    Sul fatto di eliminare l’orale e non dello scritto (proposto da Valditara?), io penso piuttosto che sarebbe meglio il contrario. Se una delle prove va eliminata e’ proprio lo scritto, mentre l’orale dovrebbe essere lasciato ma non nella forma di “interrogazione” bensi in stile colloqui di lavoro, o come occasione per presentare la propria ricerca, o ancora come simulazione di una lezione su un argomento scelto dalla commissione (per testare le capacita’ didattiche). Essenzialmente credo sia quello che propone Beniamino.

    Ritengo anche che bisogna lasciare una certa liberta’ alla commissione nella valutazione delle pubblicazioni. Non si puo’ basare il giudizio solo sul peso (letterale) delle pubblicazioni o su cose come impact factor. In questo modo si pregiudica la carriera ai “giovani” che necessariamente di pubblicazioni ne hanno di meno. Una cosa piu’ sensata sarebbe normalizzare le pubblicazioni rispetto al numero di anni passati dal conseguimento della laurea/dottorato, oppure valutare le pubblicazioni degli ultimi 2-3 anni, o i 10 migliori articoli a scelta del candidato.

    x Bombadillo: chi e’ Addio? Mi sono perso qualcosa?

    x l’amministratore del sito: suggerirei per il futuro di richiedere la registrazione per poter commentare. Mi disturba parecchio il fatto che si “rubino” nickname altrui per inserire commenti (a parte il fatto che non ne vedo l’utilita’).

  55. France ha detto:

    Scusa Bombadillo, mi voglio ripetere: va benissimo chiedere di togliere scritti e orali, facciamolo nel modo migliore e magari lo faranno (hm, mah, boh…). Pero’, per citare l’Anticristo, “la casa e’ in fiamme e noi con un secchio d’acqua in mano decidiamo di farci una doccia”. Fatevi due conti: 3000 straordinari recuperati, e 2000 (tremonti permettendo) normali ogni anno fino al 2012= 11.000 max. I ricercatori precari sono piu’ o meno 50.000. Significa che fra 5 anni uno fra te, beniamino, carlo, la capra e colombo sara’ dentro, gli altri a spasso (troppo vecchi/troppi). Non e’ una idea campata in aria, credo, ma quello a cui si va incontro se non cambia nulla. Se non fossi emigrato con infamia da tempo, andrei ad incatenarmi ai cancelli della Sapienza, rapirei un rettore, andrei a contaminare armadiate di colture cellulari, insomma farei casino, perche’ quelli vi buttano a mare, rendetevene conto…

  56. paolo ha detto:

    Avrei bisogno di un chiarimento: perché continuo a sentire dire che “nel 2013 saremo troppo vecchi per essere ricercatori T.D.”? Non mi risulta che si sia parlato di limiti d’età nella riforma Moratti. Per cui avere 45 anni e essere T.D. può essere assurdo sul piano logico, ma sarà comunque una scelta di chi vorrà (e, beninteso, riuscirà, perché non sarà comunque scontato) a entrare in quel sistema.

  57. Untenured academic (ex finto la capra) ha detto:

    usurpai il nickname di la capra perché sono certo – conoscendo i suoi post – che condivideva con me l’insofferenza verso i chiacchiericci di Colombo da Priverno. Vedo che senza di lui il dibattito è diventato produttivo e interessante!

    Anyway… se il ruolo da ricercatore va in esaurimento nel 2013 effettivamente ha poco senso chiedere una nuova procedura di reclutamento per pochi anni, diciamo 3-4 considerati i tempi di approvazione e attuazione della legge (non del regolamento!).

    Ma allora perché non chiedere un DDL che riveda lo stato giuridico del ricercatore, introducento una figura di ‘junior professor’ tenure-track cui si accede per concorso nazionale?

    Nel frattempo però dovrà continuare e essere rifinanziato il reclutamento straordinario.

  58. Bombadillo ha detto:

    Caro France, hai ragione, ma meglio uno che nessuno. E poi,se va in porto la Moratti, ho idea che qualcuno di noi, tra i più “anziani”, forse vorrà provare anche il concorso da associato. Per me, del resto, la questione è sia pratica che di principio; ed il principio è il seguente: mai più posti da ricercatore dati a chi ha 1 o 2 pseudo pubblicazioni, quando c’è gente che ne ha dieci volte tanto, e deve star fuori a guardare. Per me è intollerabile, è una cosa che va fermata punto e basta, anche se si trattasse di un solo posto da mettere a concorso in tutta Italia, e non fosse nella mia area.
    Sempre secondo me, inoltre, le firme vanno raccolte sul blog. Si fa un documento, e chi vuole firmarlo deve dare i suoi dati, completi della qualifica, ecc. Ovviamente, i frequentatori del blog dovrebbero impegnarsii a far firmare anche i colleghi precari che non lo conoscono.
    Tanto, a parte le espressioni diverse, sulle modalità concorsuali siamo d’accordo: niente scritto, e l’orale che non è più una interrogazione, ma un seminario del candidato sulla sua ricerca passata, e sulle relative prospettive future.
    Piuttosto, dovremmo deciderci sulla questione concorsi nazionali o locali. Per me sono meglio i primi, ma mi pare una complicazione in più richiederli (e vero che stanno nella Moratti, ma intanto mica si sono mai fattti, e a noi servono dei concorsi operativi, non teorici). Però, votiamo su questo punto, e facciamo quello che vuola la maggioranza.
    IN QUESTA SITUAZIONE DOVREBBERO FARSI AVANTI I “GESTORI” DEL BLOG, PER APRIRE UNA DISCUSSIONE/VOTAZIONE MIRATA, E POI PARTIRE CON LA RACCOLTA FIRME.
    P.S.: come chi è Addio? Quello che lasciava delle risposte brevissime e tanto simpatiche…

  59. lucia ha detto:

    penso che il punto più basso questo blog l’abbia raggiunto col post su Vanity Fair.. non credevo ai miei occhi. Condivido l’irritazione di qualcuno, anche se è sempre bene rispettare le opinioni di tutti in democrazia, anche in quella virtuale.

  60. lucia ha detto:

    ancora io, leggete in quel post su Vanity Fair ciò che scriveva Colombo da Priverno, un’accozzaglia di sessismo volgare:

    “Vabbè….Se proprio devo, come servizio fotografico proporrei una foto patinata in bianco e nero, moooooooooolto glamour, di Maria Stella Gelmini con indosso (solo) il suo Breil e tacchi neri che guarda sospettosa e altera – ma in fondo ammiccante – un ricercatore precario caparezza-look innamoratissmo che, in ginocchio, offrendole un trilogy da proposta seria di matrimonio, la supplica, dopo tanti anni che la storia va avanti tra “si vedrà”, “voglio sentirmi libera”, e “poi chi mi garantisce che continui a dare il massimo”, la stabilizzazione del rapporto…

    Come colonna sonora del sensuale spot, la voce della grande Iva Zanicchi, vate del Rete4 style, canta “che colpa ne hoooooooo, se il cuore è uno zingaro e vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa……..”

  61. Francesca ha detto:

    a me queste parole di Colombo da Priverno fanno ribrezzo e mi fanno arrabbiare.. i ricercatori non dovrebbero rappresentare la parte progressista della società italiana? perché le donne devono essere dileggiate in questa maniera? buone solo a farsi prendere in matrimonio?

  62. Carlo ha detto:

    Cara Lucia, Colombo stava semplicemente facendo la paradia di questo Paese volgare e cafone, nel quale la Ricerca ha il posto che si merita.
    Se qualcuno non lo capisce, fossi in lui mi comincerei a preoccupare.

  63. Carlo ha detto:

    Quanto detto vale anche per Francesca.

  64. Francesca ha detto:

    a me questa parodia non fa ridere, non voglio proprio entrare sul terreno discorsivo di dominio di genere, voglio ribaltare il piano del discorso! la lotta è discorsiva, insegnava Foucault.

    Oppure: chi parla male pensa male, le parole sono importanti, come diceva più prosaicamente qualcun altro.

  65. lucia ha detto:

    Carlo, allora facciamo parodia non solo sulle donne ma anche su omosessuali rom e capelloni, tanto questa è l’aria che tira nel Paese. Bene così!

    Io invece, come Francesca, mi voglio distinguere, non voglio scendere sul terreno rozzo degli altri, sono “diversa”.

  66. France ha detto:

    Per favore, a tutti gli utenti: non vi azzardate mai piu’ a fare dell’ironia senza scrivere bene in maiuscolo all’inizio della frase
    ATTENZIONE: QUESTO POST CONTINE MATERIALE IRONICO. MANEGGIARE CON CURA, LEGGERE ATTENTAMENTE LE ISTRUZIONI,TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI E DEI LAZIALI.

  67. France ha detto:

    No, davvero: non rompete le falle con queste stlonzate, ricercatrici/tori precarie/i, possibile che i problemi che abbiamo non siano abbastanza gravi?

  68. lucia ha detto:

    noi femministe siamo rompifalloni, però attenzione a come si fa la satira..

    avanti il dibattito!

  69. France ha detto:

    … sarai mica lucia annunziata?

  70. E’ bello vedere come il popolo di questo blog
    fondamentalmente non ha nessuna voglia di
    riformare l’università e l’italia.
    Ognuno col suo piccolo dettaglio inutile, discusso
    fino a spaccare il capello:
    “accorpare la sis col seminario per l’università dell’orale di verifica per vedere se nel colloquio i primi 10 lavori sono non copiati dalla short list dei candidati con commissione di soli ordinari….”

    …ma siamo uomini o burocrati?

    Complimenti….
    La gelmini vi ringrazierà tutti per cinque anni di puro relax.

  71. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Un paio di precisazioni.
    Avevo scritto a Valditara e a Quagliariello, oltre che ovviamente al Ministro, in quanto dalla stampa (notizia Ansa) avevo letto che il Ministro sta per emanare il decreto relativo al reclutamento straordinario con vecchie regole “sotto suggerimento del Sen. Valditara” (che, è bene ricordarlo, rimane pur sempre il responsabile Università e Ricerca di A.N.). Inoltre Quagliariello era stato uno dei pochi esponenti del PDL a mostrare non dico apprezzamento ma almeno non-contrarietà alla sostanza del regolamento di Mussi e aveva assunto alcuni impegni in campagna elettorale a favore della meritocrazia e via dicendo.
    Credo anche che almeno in questa prima fase sia verosimile che il Ministro, che non è certo molto addentrato nelle tematiche dell’Università, si affidi ai consigli di altri (consulenti o altri esponenti di partito magari con più esperienza).
    D’altra parte non potevo mica spedire il messaggio a Pizza.

    Sono d’accordo sul fatto che le e-mail individuali non servono quasi a niente. Per la verità sono anche abbastanza pessimista sul fatto che si riesca a trovare una sintesi e a spedire una petizione con molte firme.

    Credo che se l’obiettivo è far sì che il reclutamento straordinario possa basarsi su nuove regole, non si debba proporre l’impossibile o riforme troppo complicate come le procedure nazionali che, sebbene sono senz’altro le più meritocratiche, andrebbero a contrastare con l’autonomia universitaria e comunque richiederebbero tempi lunghissimi per essere emanate.
    Purtroppo bisogna essere molto pragmatici in questa fase, e l’unica proposta che ha una qualche speranza di essere presa in considerazione consiste solo in qualche modifica dell’attuale procedura: eliminazione delle prove scritte e, al più, sorteggio e non più elezione degli altri membri della commissione (si potrebbe per quest’ultima questione della commissione evidenziare il fatto che in realtà il sorteggio andrebbe addirittura semplificare le procedure, andando ad abrogare la macchinosità delle elezioni, e rendere più celere il concorso).
    Queste modifiche minimali potrebbero essere attuate in poco tempo ed essere usate, se c’è la volontà, anche per il reclutamento straordinario. Però bisogna fare in fretta ad avanzare una proposta unitaria.

  72. Bombadillo ha detto:

    Bravo Beniamino! Riforme attuabili subito: se, per le commissioni, può essere utile il sorteggio, si faccia il sorteggio, ma senza membro interno; oppure col membro interno, ma gli altri due sorteggiati dovrebbero esere anche loro oridinari.
    Insisto: perchè non create, voi che potete, una discussione apposita su questo.
    Continuo ad insistere, infatti, per la raccolta di firme on-line.
    Un accordo tra di noi, per altro, mi pare vicinissimo, manca solo qualche dettaglio.

    P.S.: Per rivoluzionare, in modo autentico, l’Italia, o qualsiasi suo sotto-sistema, bisogna partire dal piccolo e, via via, allargare a centri più grandi; viceversa, o non si fa nulla (ed è quello che accade nella quasi totalità dei casi), oppure si fa una rivoluzione superficiale che, in realtà, non modifica i comportamenti correnti.
    Rivoluzione: proviamo a far dare sti quattro posti da ricercatore in modo meritocratico? Vuoi? Sarà pure una piccola cosa, ma almeno iniziamo.

    P.P.S.:Ma chi è sto Quagliariello, che era a favore del N.R.? Potrebbe essere un buon interlocutore anche lui, ma sempre di una petizione a più firme.

    P.P.P.S.: invito il genitl-sesso a dire la sua sulle questioni concrete.
    Ma si può scrivere genitl-sesso? …o si incavolano di nuovo?

  73. Carlo ha detto:

    Oggi Quagliariello è un senatore eletto nelle liste del PDL; è stato consigliere dell’on. Pera; e (credo) anche figlio di un ex-Presidente del CNR.

  74. Carlo ha detto:

    … dimenticavo, in un suo libricino ha scritto che un po’ di precarietà fa bene alla ricerca: “Università libera” di Gaetano Quagliariello, per un Osservatorio sull’università in Toscana, 2005, pp. 92 (http://www.magna-carta.it/libretti/5).

  75. Grazia ha detto:

    Si delinea una difficile situazione per i docenti precari ed un futuro nero. Mobilitiamoci! Il 2 luglio 208 l’ADPNA ( associazione docenti precari) organizza a Roma un incontro nazionale di docenti precari e personale Ata per discutere della situazione ed organizzare movimenti futuri. Partecipate! Per contatti ed informazioni:www.adpna.it o telefonare al 3485462669. Prof Grazia.

  76. Salvio Di Maio ha detto:

    Ciao,
    mi sai dire per cortesia a quanto ammonta il totale dei Fondi di finanziamento ordinario delle Università per il 2008 e per gli anni precedenti?

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