CONCORSO “il concorso dei sogni” (e che il Ministro prenda appunti

La Gelmini ha detto di voler svincolare i fondi 2008 (anche i 2009?) del reclutamento straordinario dall’adozione di un nuovo regolamento per il reclutamento dei ricercatori. Idea di Mussi rimasta al palo con la caduta del governo Prodi. Ad oggi, senza un nuovo regolamento i finanziamenti disponibili andrebbero persi ma un nuovo decreto del governo – fortemente caldeggiato dal nuovo presidente della Commissione cultura del Senato – potrebbe sbloccare i fondi rendendo possibile l’utilizzo delle vecchie procedure. Questo significa per il prossimo anno accademico almeno 3500 nuovi posti da ricercatore (a cofinanziamento però).

Noi precari, però, siamo sempre insoddisfatti e sebbene l’idea di qualche concorso in più non ci dispiaccia siamo preoccupati che tanti concorsi con le vecchie procedure servano solo a favorire i favoriti senza dare alcuna possibilità a quei precati capaci e meritevoli ma che non hanno adeguate coperture accademiche. Noi chiediamo da sempre regole nuove, trasperenti e veramente meritocratiche. Siccome i governi non ci accontentano (Mussi, in verità, ci aveva provato ma senza successo) allora le regole questa volta proviamo a scriverle noi.

A gran richiesta ecco il gioco dell’anno: delinea il tuo concorso dei sogni!!!.

Regole: ogni precario è invitato a definire in un solo commento ed in maniera puntuale ed essenziale quelle regole, quelle procedure, quei meccanismi concorsuali o di selezione dei ricercatori che a suo parere possono garantire maggiore trasparenza e la migliore valutazione possibile del valore scientifico e didattico.

Non si vince niente, ma chissà che non vengano fuori delle belle proposte e che qualche giovane ministro in vena di cambiamenti radicali non le faccia sue. Certamente, al di là del gioco, siamo consapevoli che la selezione è cosa seria e che l’Università non la si cambia cambiando le regole dei concorsi. Tuttavia, fantasticare ogni tanto fa bene, soprattutto se si vive, come noi, schiacciati da un presente incerto e da un futuro assente….

 

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183 Responses to CONCORSO “il concorso dei sogni” (e che il Ministro prenda appunti

  1. Bombadillo ha detto:

    Grazie Ario. Da parte mia, ho tanto insistito, che ora non posso esimermi dal mettermi in gioco, proponendo il concorso dei miei sogni, che è il seguente:

    100 punti. In prima valutazione, 60 per le pubblicazioni; in seconda valutazione, 30 per i titoli (dotttorato, master, assegno, corso di insegnamento, direzione di gruppo diricerca, eccetera); in terza valutazione, 10 per un seminario pubblico.
    Si accede alla valutazione successiva, solo se si è preso almeno il sette a quella precedente (com’è, di norma, nei concorsi pubblici).
    Ovviamente, l’importanza della sussistenza della prova seminariale non è tanto collegata ai pochi punti che può dare, ma al fatto che consiste in una valvola di sicurezza (perchè se non raggiungi il sette non la passi), per impedire che vincano persone alle quali i lavori sono stati scritti, o comunque che non sanno parlare (non dimentichiamo che il ricercatore è pur sempre un docente), o cose del genere.
    Commissioni di tre ordinari: uno interno e gli altri due (che non devono potersi esimere) sorteggiati dal ministero, alla presenza dei concorrenti che vogliono assistere al sorteggio stesso.
    E buona notte a tutti!

  2. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Suggerirei in un post di sintetizzare le nostre proposte di riforma (anche le più improbabili). Numerate, così possiamo votarle.

    Poi tiriamo le somme e spediamo il tutto alla Gelmini (con Valditara in c.c. se volete).

    Chi si incarica di fare questa sintesi?

  3. paolo ha detto:

    Proposta n. 2) Il concorso deve essere nazionale. I commissari , cioè tre ordinari devono essere nominati per sorteggio.

  4. Paolo (con la maiuscola) ha detto:

    Per stare sulla linae che leggevo ieri su questo blog, di inziare in questa fase a fare proposte realizzabili in fretta: proporrei in prima battuta l’eliminazione delle prove scritte e una valutazione rigida dei titolo (pubblicazioni, attività didattiche). Questo può essere recepito e fatto in fretta. E sono sicuro che inizierebbe a togliere i concorsi scandalo (tipo ricercatori che vincono con due o tre recensioni, e ne ho avuto esperienza diretta), anche se non blocca i candidati forti. Ma che almeno siano forti (anche) sui titoli concretamente valutabili.
    Sul concorso nazionale: lì c’è una resistenza decennale, e, se ci incartiamo troppo su questo tema, rischiamo di non portare a casa niente.

  5. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Io non sono per formulare una proposta dei concorsi iperdettagliata (non credo possa essere presa in considerazione), ma semplicemente per dare al Ministro delle indicazioni chiare e semplici su come modificare l’attuale legge. Pertanto:

    – eliminazione delle prove scritte e orali;
    – presentazione di un programma di ricerca e/o seminario pubblico sulle proprie ricerche;
    – introduzione di una graduatoria finale (oggi incredibilmente assente, ed è uno dei pochi casi di concorsi pubblici in cui ciò accade). Non mi andrei ad impelagare sui punteggi da dare alle pubblicazioni o agli altri titoli in quanto ciò renderebbe la proposta troppo complicata agli occhi di chi la legge, invece a mio avviso bisogna dare solo poche ma chiare indicazioni.
    – il membro interno deve rimanere, altrimenti si andrebbe in contrasto con l’autonomia universitaria e ciò potrebbe creare molti problemi. I rimanenti commissari devono essere sorteggiati.

    Bisognerebbe insistere sul fatto che con queste modifiche, che non vanno ad abrogare una legge ma solo a modificarla e che quindi possono essere varate in pochi mesi, i concorsi sarebbero assai più celeri e trasparenti di quanto non siano ora.

  6. Colombo da Priverno ha detto:

    Nessun concorso.

    Chiamata diretta per cooptazione diretta della facoltà (o del dipartimento) su proposta della cattedra; entrata in ruolo per un triennio di prova; conferma a tempo indeterminato.

    Contrappesi all’abuso di potere (leggi: cooptazione di persona indaguata):
    – drastica decurtazione dei fondi in caso di non produttività (tanto da limitare, o nei casi più gravi impedire, nuove chiamate nella facoltà (o dipartimento) oggetto della errata cooptazione (cosicchè tutti i rematori sappiano di poter creare, anche individualmente, danni essenziali a tutti se non remano nel senso giusto);
    – attribuzione della conferma ad una commissione nazionale o internazionale (a seconda delle discipline) di tre ordinari di cui uno esterno (nell’ottica della “concorrenza” virtuosa tra facoltà, sarebbe assurdo mettere la decisione in mano ad un organo composto per la maggioranza di concorrenti);
    – previsione di un procedimento e sanzioni disciplinari per l’improduttività scientifica e/o didattica (tra le sanzioni l’estinzione del rapporto), cui vengono anche trasmessi periodicamente d’ufficio i casi di eccessiva permanenza d’un accademico nella stessa posizione (ad es.: ricercatore da trent’anni)
    – istituzione d’un funzionario dirigenziale con compiti di tutela della legalità dei procedimenti, che deve esprimere parere favorevole a tutti gli atti di cui sopra, perchè abbiano validità (la stessa funzione, in sostanza, che esercita il segretario comunale rispetto agli organi politici di un comune).
    – in ultimo – e non necessaria – : previsione di (pochi e chiari) nuovi reati finalizzati a reprimere l’inosservanza delle norme che precedono.

  7. Carlo ha detto:

    Tutte queste regole, Colombo, mi fanno paura. Non rischierebbero di creare delle nuove pericolose nicchie di potere, per altro con il rischio di imbrigliare la Ricerca in una tela di vischiosissimi lacci e lacciuoli?

  8. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Carlo,

    secondo me queste regola rischiano d’imbrigliare la NON-RICERCA in una tela vischiosissima di lacci e lacciuoli.

    E mi paiono, d’altronde, il solo paracadute possibile se si vuol scegliere una schietta liberalizzazione dell’ingresso.

    Vedi, ad un controllo ex ante (concorsi iperregolamentati per impedire il favoritismo) io preferisco il controllo ex post che propongo nel mio precedente intervento. Infatti:

    1) il controllo ex ante può SEMPRE essere forzato da gruppi di potere, e, una volta forzato, regala al vincitore un’immunità perenne, perchè nessuno gli chiederà di giustificare lo stipendio che prende a vita.

    2) il controllo ex post, invece, liberalizza l’accesso, ma crea dei vincoli di serietà e produttività A VITA, che da un lato costringono a lavorare, dall’altro fanno da deterrente (proprio nell’ottica che i concorsi ex ante non riescono a evitare!) alla cooptazione di inadeguati, che farebbero un danno rilevante all’ente che li coopti.

    Secondo me se si ha la coscienza a posto e si vuole produrre non si può aver paura delle mie regole. Se la paura è quella della perdita di autonomia della didattica e della ricerca, mi pare che si confonda con un problema diverso: come abbiamo già imparato in materia di parlamentari e magistrati, una cosa è l’indipendenza dell’istituzione, un’altra è il privilegio d’essere incensurabili anche di fronte alla più crassa indolenza o ignoranza. La prima cosa va tutelata, la seconda spezzata. E non è raro che gl’ignoranti e indolenti si ammantino della prima per difendere la seconda.

  9. Giovanni ha detto:

    Concordo con la proposta di Bombadillo. Allargherei però anche agli associati il diritto/dovere di partecipare alle commissioni. Ce ne sono di bravissimi, come sapete, ma che sono magari al di fuori delle famose “cordate” baronali. E poi allargherebbe il “bacino” da cui si dovrebbe sorteggiare. Introdurrebbe un elemento di garanzia in più, a mio avviso, contro i maneggi più spudorati
    Saluti a tutti

  10. Carlo ha detto:

    Colombo hai ragione su tutto, eccetto un particolare: (dico una banalità) questi organismi sarebero fatti da uomini…

  11. virus ha detto:

    Ma che bel sito! Proprio bello

  12. lucia ha detto:

    cari precari colleghi (tutti maschi a quanto pare)

    le procedure di selezione di ricercatori e docenti universitari dominanti in Italia riflettono in pieno il carattere sessista e fallocentrico dell’accademia italiana: anziché la qualità delle pubblicazioni e delle esperienze di ricerca, le consorterie accademiche premiano la fedeltà ai ‘maestri’ (non alle maestre! quelle sono alle scuole dell’obbligo) e al ‘sistema’. Davvero un sistema maschilista-mafioso, in cui le (poche) donne che raggiungono posisioni di potere si comportano come e peggio degli uomini.

    Ogni proposta di reclutamento dev’essere diretta a favorire l’auto-determinazione e l’emancipazione dei ricercatori dal dominio del potere accademico e dunque a perseguire la distruzione di questo sistema accademico mafioso e fallocentrico.

    Altrimenti meglio non sprecare voce e forze.

  13. Roberto Russo ha detto:

    Concordo con Bombadillo,

    (100 punti. In prima valutazione, 60 per le pubblicazioni; in seconda valutazione, 30 per i titoli (dotttorato, master, assegno, corso di insegnamento, direzione di gruppo diricerca, eccetera); in terza valutazione, 10 per un seminario pubblico.)
    Ma con l’aggiunta che i criteri per determinare i punteggi da dare ai titoli e alle pubblicazioni siano gli stessi per tutti i concorsi dello stesso settore Scientifico disciplinare e anche il peso relativo tra pubblicazioni e titoli potrebbe variare da un settore scientifico all’altro.
    E poi adozione del codice Minerva (pubblicazione del CV dei candidati, dei commissari e del vincitore)
    ma tanto è un libro dei sogni…
    roberto

  14. Carlo ha detto:

    Cara Lucia,
    nel mio Dip. ci sono 13 maschietti e 17 femminucce: non mi pare che ci sia molto da lamentarsi per le femministe.

    Come ci ricorda di tanto in tanto l’amministratore del sito, questo è uno spazio libero che impone una corretto uso del linguaggio da parte di tutti: evitiamo, dunque, il ricorso al turpiloquio (quel fallocentrico ripetuto due volte…).

    P.S. Che cosa avrà voluto dire quel virus? c’è da preoccuparsi?

  15. France ha detto:

    @lucia: Senti, ma te ci fai, vero? Dimmi che ci fai, dai! Sei Colombo che fa la femminsta per finta, dai! Se invece sei fallocentricamente vera ho qui una vasca piena di formaldeide al 4% per conservarti indefinitamente ed esporti all’attenzione delle generazioni future. Credevo che esemplari del tuo tipo si fossero estinti ai tempi che facevo la quarta ginnasio.
    @Bombadillo: sottoscrivo, non e’ la soluzione ma almeno e’ qualcosa di fattibile.
    @Colombo: che ti e’ successo sei andato a ripetizione da rivoluzioneitalia? O ti sei veramente rotto le palle? Per me quella che proponi e’ LA soluzione e ci metterei la firma a occhi chiusi, certo. Peccato che sia troppo per le possibilita’ materiali della nostra classe politica. Proporre quanto sopra ha lo stesso effetto di chiedergli di cantare nudi “I am an anarchist” all’udienza settimanale di Sua Santita’. Ci mandano a spigare…

  16. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Due precisazioni. Le pubblicazioni valutabili dovrebbero essere solo quelle su riviste con referee (scusate l’ignoranza, ma non ho idea di come funzioni nelle materie umanistiche, se sto dicendo stupidaggini fermatemi).

    Gli assegni, come i post-doc, pre-doc, etc., non credo possano essere considerati fra i titoli: ne esistono troppi tipi diversi (a meno che non vogliamo dichiarare valutabili solo quelli italiani). Non so, qui mi rimetto a chi più esperto di me in materia (io vado avanti a post-doc, le altre forme di finanziamento mi sono perlopiù ignote).

    Sulla didattica sono d’accordo con riserva. In molti paesi europei le borse per ricercatori sono senza oneri didattici: questo avvantaggia chi è restato in Italia. Inoltre bisogna vedere se si tratta di insegnamento “ufficiale” o di accordi sottobanco con il docente, nel qual caso è difficile produrre una certificazione (una lettera del docente non credo sia una forma accettabile di certificazione, visto il paese in cui viviamo).

    Un’ultima nota x Carlo e France: i commenti palesemente fuori tema vanno ignorati e basta. Evitiamo di scatenare inutili discussioni che non giovano a nessuno.

  17. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro France,

    in effetti se io volessi caricaturare una veterofemminista la farei proprio così….

    Comunque, cari France e Carlo, mi pare che le vostre osservazioni alla mia proposta vertano soprattutto sull’inaffidabilità dell’elemento umano. Ma non pensate che questo sia un problema comune a QUALUNQUE impostazione?

  18. Colombo da Priverno ha detto:

    Rivoluzione, cosa ne pensi della mia proposta (è il sesto intervento sopra)? Qui continuano a dire che siamo sulla stessa linea…..

  19. Carlo ha detto:

    Provo a riassumere (perdonate la schematicità):

    I) Bombadillo: Proposta dei 100 punti (con mozione di Giovanni per l’estensione delle commissioni ai professori associati).

    II) paolo [con la minuscola]: Proposta del concorso nazionale con sorteggio;

    III) Paolo (con la maiuscola): Proposta della valutazione rigida dei titoli (pubblicazioni, attività didattiche) ed eliminazione delle prove scritte.

    IV) Beniamino Cappelletti Montano: Prova del seminario pubblico (ed eliminazione delle prove scritte e orali);

    V) Colombo da Priverno Proposta di abolizione del concorso e di chiamata diretta per cooptazione (con conferma sottoposta a controllo);

    VIII) carlo (con la minuscola) [non è una vera proposta, ma delle precisazioni]: – limitazione della valutazione alle sole pubblicazioni su rivista con referee; – esclusione dalla valutazione dei titoli di assegni, post-doc, pre-doc, etc.; – riserva sulla valutabilità della didattica.

    Per quanto mi riguarda, sarei per la V ma punterei sulla IV (vd. anche le considerazioni dell’autore sulla fattibilità della Proposta).

  20. carbonaro ha detto:

    aderisco alla dottrina maggioritaria del blog

    punteggio da 1 a 100

    1) pubblicazioni: valutazione fino a 60 punti. Le pubblicazioni “si pesano” e non si contano; esplicita preferenza per quelle edite su riviste internazionali e poi, a “scendere”, per quelle edite su riviste o su collane nazionali (no cose tipo “edizioni del mio condominio”, senza codice ISBN)

    2) titoli: valutazione fino a 30 punti (con preferenza per il titolo di dottore di ricerca, da valutare almeno 20 punti)

    3) prova orale (o seminario che dir si voglia) sull’esito delle proprie ricerche e sulle proprie prospettive di ricerca futura: fino a 10 punti

    4) composizione della commissione: 3 membri (1 della facoltà) appartenenti al settore scientifico-disciplinare (va anche bene ordinario + associato + ricercatore) ma tutti nominati per sorteggio (quello della facoltà naturalmente con sorteggio interno alla facoltà); i membri nominati una volta escono dalla lista dei sorteggiabili alle successive procedure, finchè tutti non hanno ricoperto la carica di commissario, e poi si ricomincia

    urge fare una summa e una proposta condivisa
    per trasformarla in lettera/petizione al ministro

    fino al 2013 ci sono cinque anni sarebbe comunque sbagliato buttarli via con questo sistema ormai palesemente inaseguato: la ricerca viaggia su parametri internazionali e ormai ci ridono tutti dietro!

  21. Colombo da Priverno ha detto:

    Ottima sintesi Carlo!

    ci terrei solo a precisare che i controlli (e gli effetti) ex post da me proposti sono molto più ampi (sia sul ricercatore che sulla struttura) della singola fase di controllo.

    La Proposta IV (Beniamino Cappelletti Montano) riscontra, ovviamente, il mio gradimento, anche per la sua semplicità.
    L’unico problema è che non comprendo quali meccanismi proponga lui per evitare, o sconsigliare, almeno gli abusi più eclatanti.

    Quis custodiet ipsos custodes?

  22. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Vorrei precisare che la mia proposta è ciò che realisticamente mi aspetto possa essere preso in considerazione dal Ministro, non la “legge dei sogni” (concorsi nazionali, peso delle pubblicazioni, referee stranieri, ecc.).

    Ho cercato quindi di puntare tutto sulla semplicità, anche perchè non mi aspetto che il Ministro o chi per lui abbia tempo o voglia di leggersi una proposta complicatissima con punteggi o regole.

    E’ chiaro che la mia proposta, pur aumentando notevolmente la trasparenza e la snellezza del concorso rispetto ad oggi, lascia un certo margine di discrezione alla commissione (per esempio nella valutazione delle pubblicazioni).
    Per compensare tale discrezionalità sono d’accordo nell’introdurre anche meccanismi di valutazione ex-post, la decurtazione dei fondi al Dipartimento che assume una persona non qualificata. Non li avevo proposti in quanto la mia paura è che al Ministero possano pensare che tali meccanismi di valutazione ex-post possano essere attuati solo quando l’ANVUR andrà a regime e quindi se ne sarebbe riparlato tra qualche anno (e quindi mai).

    Quindi … magari la proposta della valuzione ex-post, quanto meno relativamente alle mie proposte di modifiche della legge sui concorsi, io le inserirei come “appendice” all’eventuale proposta da mandare al Ministro.

  23. Colombo da Priverno ha detto:

    RETTIFICA URGENTE POLITICALLY CORRECT E UN PO’ BACCHETTONA

    Apprendo ora dello scandalo suscitato da una mia uscita nel post su Vanity Fair (non l’ho letto prima, scusate, ero ad un concorso di body building per professori a contratto).

    Come (quasi) tutti hanno capito (e nonostante la scatola cranica maschile sia notoriamente più piccola: onore al merito!!!) era sarcasmo sul destino disperato dei precari appesi alle determinazioni d’un potere che promette e non mantiene, e le questioni di genere non c’entravano nulla.

    Con il capo cosparso di cenere ed il saio indosso, comunque, rettifico in senso bi (tri, etc.) partisan:(le aggiunte sono in STAMPATELLO)

    “Vabbè….Se proprio devo, come servizio fotografico proporrei una foto patinata in bianco e nero, moooooooooolto glamour, di FABIO MUSSI con indosso (solo) I SUOI BAFFI e tacchi CONSUNTI che guarda sospettosO e alterO – ma in fondo ammiccante – NELL’ORDINE: 1) un ricercatore precario ETEROSESSUALE caparezza-look; 2) UNA RICERCATRICE PRECARIA ETEROSESSUALE; 3) UN RICERCATORE PRECARIO OMOSESSUALE; 4) UNA RICERCATRICE PRECARAIA OMOSESSUALE; 6) UN RICERCATORE PRECARIO TRAVESTITO; 7) UN RICERCATORE PRECARIO TRANSGENDER; 8) UN RICERCATORE PRECARIO TRANSESSUALE OPERATO; 9) UN RICERCATORE PRECARIO TRANSESSUALE NON OPERATO; 10) CINQUE RICERCATRICI PRECARIE CON PARI CARATTERISTICHE DEI NN. DA 6 A 10; 11) UNA COPPIA OMOSESSUALE DI RICERCATORI PRECARI CON FIGLI; 12) UNA SENZA; UNA COPPIA REGOLARMENTE SPOSATA; 13) ALCUNI BISESSUALI; TUTTI innamoratissmI che, in ginocchio, offrendoGLI un trilogy da proposta seria di matrimonio (E/O DI PACS, DICO, CUS, O ALTRE UNIONI DI SOLIDARIETA’ CIVILE), LO supplicaNO, dopo tanti anni che la storia va avanti tra “si vedrà”, “voglio sentirmi libera”, e “poi chi mi garantisce che continui a dare il massimo”, la stabilizzazione del rapporto…

    Come colonna sonora del sensuale spot, la voce della grande Iva Zanicchi E DEL GRANDE MASSIMO RANIERI; INSIEME, vatI del Rete4 style, cantaNO “che colpa ne ABBIAMO, se il cuore è uno zingaro e vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa……..”

    Va bene, LUCIA?

  24. France ha detto:

    Sei un mito

  25. la capra ha detto:

    ecco il mio “modello”:

    – reclutamento su base dipartimentale per titoli e colloquio
    – valutazione ex post dell’attività scientifica e didattica del dipartimento
    – valutazione ex post dell’attività scientifica e didattica del ricercatore assunto
    – la valutazione demandata ad un organo nazionale terzo con valutatori anonimi sorteggiati in una lista di esperti nazionali e internazionali
    – finanziamenti per la ricerca legati alla valutazione
    – possibilità di chiudere quei dipartimenti che non rispettano standard minimi nazionali di produttività scientifica e di qualità didattica (con accorpamento degli insegnamenti in altri dipartimenti o strutture…
    – possibilità di licenziare quei docenti e quei ricercatori che non rispettano standard minimi nazionali di produttività scientifica e di qualità didattica

    mica poco !!!

  26. Bombadillo ha detto:

    Caro Beniamino, sono veramente d’accordo con te sulla questione della semplicità/attuabilità.
    Tuttavia, in tutta onestà, non mi pare affatto che la mia proposta fosse complicata: anzi, tutto il contrario. D’altronde, ho potuto spiegarla in poche righe… e se uno non è disposto a leggersi neppure quelle, vuol dire che è indisposto tout court
    Inoltre, la mia proposta non pone i problemi di possibile contrasto con il terzo comma dell’art.97 Cost., che invece pongono alcune altre che, se non fosse per questo, sarebbero assai valide.
    Ancora: non si può negare che il discorso del controllo ex post vale solo per chi ha senso di responsabilità, e quindi temo che, nell’attuale sistema, non aiuterebbe in nessun modo a far vincere una persona diversa da quella per cui il posto è stato messo a concorso…e poi si pensa, tra tre anni, dobbiamo vedere se viviamo, se cambiano le regole, e cose così..
    Dunque, una griglia di punteggio è indispensabile. Altrimenti, andrà a finire che Tizio, che è bravissimo, risulterà: primo nelle pubblicazioni; magari pari nei titoli (perchè il suo concorrente Caio non vale niente – nel senso che non produce ricerca – ma, come deve avere il posto da ricercatore, ha pure sempre avuto dottorato, contratti, etc. ); e perdente nel seminario: e dunque, “per magia”, perdente pure nel concorso!
    Per quanto riguarda le Commissioni,poi, mi pare giusto allargare anche agli associati – come è stato proposto -, ma non ai ricercatori, che sono troppo ricattabili. Inoltre, siccome il membro interno è sempre un ordinario, gli esterni dovrebbero essere un associato ed un ordinario (appunto per meglio bilanciare il membro interno).

    Davvero bellissima, poi, l’idea di eliminare quelli già sorteggiati, fino ad esaurimento!

    Altrettanto giuste sono anche le due proposte che mirano, rispettivamente, a limitare le pubblicazioni a quelle che non sono sostanzialmente autoreferenziate (e si può fare anche nei settori umanistici); e ad operare ua prevalutazione dei titoli (del resto, nel concorso per l’assegno di ricerca è già così, e, ancora una volta, non si tratta affatto di una cosa complicata).
    20 punti su 30 per il titolo di dottore di ricerca, tuttavia, mi sembrano troppi: e questo lo scrivo nonostante io sia dottore di ricerca. Facciamo 15?

  27. 10annidiprecariato ha detto:

    Mi sembra un ottimo inizio del Ministro. Sbloccare il finanziamento straordinario è il primo passo! Non esiste una mossa iniziale migliore. il finanziamento, altrimenti, andrebbe perso… Bene!

  28. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Dopo averci dormito sopra, io sono decisamente per la proposta di Bombadillo (21 Maggio 2008 alle 11:01 pm), con la precisazione di Carbonaro sul tipo di pubblicazioni valutabili (no cose tipo “edizioni del mio condominio”),
    e prevalutazione dei titoli. Non mi sembra una richiesta troppo complicata, anche se è vero che si tratterebbe di un cambiamento piuttosto radicale (ma se dobbiamo esporci per poi non cambiare nulla, tanto vale lasciar stare).

    Aggiungo delle osservazioni.

    1. La proposta deve essere unica per tutti i settori (altrimenti rischiamo che non ci leggono), con una nota che spieghi che sono accettabili delle piccole differenziazioni (ad esempio nella ripartizione dei punti) per macrosettori diversi.

    2. Suggerisco 60-20-10-10: 60 per le pubblicazioni, 20 per titoli di studio (laurea, dottorato, master, corsi perfezionamento, etc.) 20 per altri titoli valutabili
    (assegni, post-doc, pre-doc, finanziamenti per gruppi di ricerca – PRIN, Marie Curie, etc. – corso di insegnamento, direzione di gruppo di ricerca, etc.). La ripartizione dei punti è indicativa: quello che voglio dire è che si dovrebbe separare titoli di studio dagli altri titoli valutabili. Direi di preparare una lista dettagliata dei titoli valutabili, in modo da evitare che si regalino punti per la frequenza a corsi di pesca con la mosca. Inoltre il voto di laurea dovrebbe avere un peso, seppure minimo (facciamo 1 punto per la lode?).

    3. Come pesare le pubblicazioni? Qui mi aspetto proposte concrete, che si adattino con poche variazioni a tutti i settori (semplicità innanzitutto). L’Impact Factor posso accettarlo se bilanciato con altri indicatori. Ad esempio IA delle riviste di fisica teorica è 5 volte più alto di quello delle riviste di matematica (che non legge, né cita, quasi nessuno). In un concorso per FIS/02 o MAT/07 l’IA avvantaggia in maniera barbara i fisici.

    4. Il seminario non deve essere necessariamente sulla propria ricerca, che è già valutata tramite pubblicazioni e titoli. Potrebbe essere una lezione simulata (su argomento scelto dalla commissione e comunicato con sufficiente anticipo), per testare le capacità didattiche del candidato.

    5. Forse (sottolineo FORSE, per favore non lapidatemi) le pubblicazioni vanno normalizzate rispetto al numero di anni passati dalla laurea. Altrimenti un “giovane” (secondo gli standard della ricerca italiana), per quanto promettente, non riuscirà mai a vincere in un concorso con persone che fanno ricerca da 10 o 20 anni più di lui.
    Oppure si può introdurre un handicap (come nel golf): 5 punti di vantaggio per chi si è laureato da meno di 7 anni
    (che per uno in gamba significa il tempo per il dottorato ed uno o due post-doc/assegni).

    6. Forse lascerei ai ministri la scelta della ripartizione dei punti, chiarendo che il nostro suggerimento (60-30-10 o 60-20-10-10 o quello che è) non è vincolante. Che non dicano che la proposta è inaccettabile perché 10 punti al seminario sono pochi, mentre magari 11 sarebbe stato ok.

    ==========

    Se la proposta di Bombadillo fosse ritenuta troppo ardita dalla maggioranza dei lettori, sono disposto a sottoscrivere anche la proposta di Beniamino Cappelletti Montano, nell’interpretazione di Carlo (22 Maggio 2008 alle 6:17 pm): prova del seminario pubblico ed eliminazione delle prove scritte e orali.
    Con la precisazione Beniamino (22 Maggio 2008 alle 7:38 pm) in appendice. Sarebbe già qualcosa rispetto alla situazione attuale.

  29. Coenagrion ha detto:

    Piuttosto che concentrarsi sul concorso perfetto su come fare ENTRARE nuova linfa vitale affinche’ il mostro-autoreferenziante Universita’ possa perpetuarsi in eterno, io mi concentrerei su some far USCIRE gli attuali protagonisti dello sfascio.

    Per quanto riguarda il finanziamento sbloccato- quei soldi saranno gestiti as usual: passaggi di carriere per da ric ad ass e da ass a ord (con intasamento dei ruoli), e qualche rara cooptazione di ricercatore su scala rigorosamente locale, scelto tra quelli che aspettano.

    Io sono convinto che il primo passo debba essere un’uscita anticipata (se possibile) dei pensionabili. Una volta ripulito, per quanto possibile, l’ambiente si potra’ pensare a come fare entrare quelle professionalita’ ed intelligenze che sono veramente interessate/sanno come fare a trasmettere qualcosa alle nuove generazioni.

    E parliamoci chiaro almeno tra di noi: tra 10 precari a vario titolo che scaldano la sedia in universita’/enti ricerca, quanti sono genuinamente adatti a questo ruolo e quanti sono li’ per pigrizia/opportunita’/miopia mentale etc? Uno? forse due?? Per troppi anni ho visto le intelligenze migliori andarsene e i mediocri restare (il vecchio adagio: i cervelli vanno, i corpi restano), assoggettandosi al sistema e riversando sugli studenti (o comunque sul sistema) la loro carica di frustrazione. Serve questo al Paese?

    In questo senso, la proposta di un controllo ex-post con effetti reali (dalla riduzione finanziamenti al licenziamento) su coloro che abbiano assunto incompetenti/poco produttivi mi sembra interessante, quanto utopistica.

    L’unico paragone -forzato, non me ne vogliate- che vedo e con la sanita’, riformata a piu’ riprese tra il 78 e oggi. Come noto oggi la sanita’ e’ gestita in modo ‘privatistico’ dalle regioni, con dirigenti di nomina politica. E’ un sistema ancora rozzo e con interpretazione tutte italiane della ‘rotazione’, ma mostra, almeno per quello che ne capisco io (e cioe’ molto poco), una maggiore dinamicita’ rispetto all’universita’. Attenzione! non voglio esprimere giudizi ma SOLO rimarcare come la riforma della sanita’ (a suo modo epocale, con tutti i suoi difetti) e’ comunque una testimonianza che cambiamenti, anche radicali, sono possibili anche nel nostro paese.

  30. Carlo ha detto:

    In Italia ci si lamenta di tutto e fioriscono scandali su tutto: dalla Sanità alla Scuola, dalla Magistratura all’Università, dal Notariato al Giornalismo, dalle Forze Armate alla Pubblica Amministrazione, e ovviamente la Politica tutta, con l’unica eccezione della Diplomazia. Sono rarissimi, infatti, i casi in cui viene tirato in ballo il Ministero degli Esteri, né io saprei indicare un episodio di “maladiplomazia” nella gestione dei concorsi.
    C’è nessuno che sappia dare una spiegazione a questa ovvia constatazione e sappia spiegarci come funziona il sistema di reclutamento ed avanzamento di carriera in questo settore? Chissà che non possa darci qualche buon suggerimento…

  31. Colombo da Priverno ha detto:

    Tornando alle cose serie.

    La proposta di La Capra la trovo ottima, perchè punta su una dura verifica ex post (con conseguenti sanzioni) sul ricercatore e sulla struttura; come ho già spiegato, è quello, per me, il grimaldello per garantire (anche con effetti ex ante nel colloquio) un accettabile impegno nella ricerca successivo all’ “incardinazione” del ricercatore.

    Sdrammatizzare l’accesso e rendere serio l’impegno del ricercatore cooptato.

    In questo senso si potrebbe ritenere una certa omogeneità di vedute tra La capra, B.C.M., e me. Ragioniamoci.

    Rivoluzione fatti sentire! (se vuoi, anche per fare il colpo di scena che non sei d’accordo…)

  32. Colombo da Priverno ha detto:

    Coenagrion non disperare, non è utopistica. Una società si può (lentamente) indirizzare nel verso giusto. Basta incominciare, e non ritenere dall’inizio la vetta troppo alta per essere scalata….

  33. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S. Grazie France, contraccambio!

  34. Francesca ha detto:

    lucia,

    il tuo femminismo è veramente ideologico e vetero..

    però a me i post di Colombo continuano a mettermi un senso di squallore addosso..

  35. Coenagrion ha detto:

    Su utopismo, parola forte ma che razionalmente dipinge bene la realta’. Siamo consapevoli che l’universita’ rigenera se stessa. L’unico punto di rottura che giustamente vediamo e’ quando si toccano i profitti individuali. Se questi vengono vincolati realmente ai risultati valutabili, allora la cosa si potrebbe rilevare fattibile.

    Buon Colombo, da come scrivi sembri navigato abbastanza per capire che i termini “rigoroso” e “valutazione indipendente” nell’amministrazione della cosa pubblica nel nostro paese sono parole purtroppo senza senso. Io sono d’accordo con te nel sostenere come la soluzione (cioe’ il cambiamento di sistema) debba per forza essere politica.

    Parimenti parlare di licenziamento degli improduttivi (fannulloni) e’ una procedura che richiede un’analisi complicata di tutte le implicazioni operative, costituzionali e morali che questo implica. Se ci pensi l’operato di un ric. e’ gia’ attualmente valutato dopo 3 anni da una commissione (di amici, per varie ragioni di convenienza che non stiamo a ripetere).

    Aggiungo che il cambiamento debba anche essere sociale: la gente comune deve pretendere per se ed i propri figli una istruzione universitaria ed una ricerca nazionale fatta da gente pulita ed in modo pulito.

  36. Sergio ha detto:

    Suggerisco un paio di aggiunte:

    1) Inammissibilità INSINDACABILE per la valutazione dei titoli di pubblicazioni in comune con uno o più membri della commissione giudicante;

    2) Inammissibilità di candidati laureati nella sede universitaria presso la quale viene bandita la procedura concorsuale.

    Il secondo punto è dolorosissimo ma a mio parere inevitabile per scardinare le baronie e il loto perpetuarsi. Putroppo si deve necessariamente incardinare alla laurea e non al dottorato essendo il possesso di quest’ultimo un requisito non necessario (vedi note vicende riguardanti il nuovo regolamento mussiano).

  37. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Bene, una soluzione di compromesso potrebbe essere la seguente.

    In questa eventuale lettera al Ministro, ci focalizziamo dapprima sui punti cardine della nostra proposta, cioè eliminazione prove scritte e orali, valutazione del curriculum, sorteggio dei rimanenti membri della commissione oltre il membro interno, introduzione di una graduatoria, ecc. E POI si potrebbe scrivere qualcosa del genere:
    “… lasciamo al Ministro decidere i criteri con i quali debbano essere valutati i titoli, ma in ogni caso sottoponiamo all’attenzione del Ministro la nostra proposta di valutazione: pubblicazioni punti …, dottorato punti …, ecc. ecc.” (in questo sono d’accordo con la ripartizione proposta da Bombadillo).

    Infine:

    “Sarebbe auspicabile, inoltre, che possa essere previsto un meccanismo di valutazione ex-post gestito da un’Agenzia terza sia sul Dipartimento che ha richiesto il concorso che sul ricercatore assunto, basata sulla evenutale decurtazioni dei fondi, ecc. ecc. (cioè le proposte emerse in precedenza credo da parte di Colombo)”.

    Sulla natura delle pubblicazioni non so quanto possa essere opportuno inserirlo nella nostra proposta, in quanto al Ministero temo che siano in pochi a sapere cosa è l’Impact factor, o qual è la differenza tra riviste con referee e senza referee ecc. c’è davvero il rischio che tutti questi particolari possano far sì che non venga presa in considerazione la nostra proposta in toto, in quanto giudicata troppo complicata.
    Inoltre, quei pochi esponenti del PDL che hanno parlato di Università in campagna elettorale, per esempio in chiave critica sul N.R., hanno proposto di eliminare le regole anzichè introdurne delle altre; non a caso la proposta di legge dell’attuale ministro prevede “in prospettiva” (quindi tra molti anni se va bene) l’abolizione dei concorsi.
    Voglio dire, dobbiamo giocare di rimbalzo, e far capire che la nostra proposta semplifica le procedure anzichè complicarle.

  38. ertansin@hotmail.it ha detto:

    – Niente concorsi, dobbiamo fare come a scuola.

    – Graduatorie nazionali sulla base dei titoli per ogni settore scientifico disciplinare.

    – I punteggi da dare a ciascun titolo (pubblicazioni, didattica, periodi all’estero, dottorato, assegno di ricerca, ecc.) deve essere rigidamente regolamentata (per le pubblicazioni scientifiche, per esempio, sulla base dell’Impact factor).

    – Quando serve un ricercatore/professore in un’università questa chiama i candidati in ordine di graduatoria fino a trovare quello che è disposto ad andare in quella università.

    Facilissimo.

  39. Colombo da Priverno ha detto:

    OK alla proposta di sintesi di Beniamino Cappelletti Montano!

  40. carlo (con la minuscola) ha detto:

    D’accordo con l’ultimo intervento di Beniamino: partiamo con una proposta semplice, poi per chi ha voglia di proseguire la lettura aggiungiamo i dettagli. Non mi preoccuperei di essere troppo tecnici, l’importante e’ che le prime righe della proposta siano leggibili, poi se alcuni dettagli non verranno capiti potranno sempre essere ignorati dai nostri ministri.

    L’idea delle graduatorie nazionali (cf. Ertansin) e’ interessante ma secondo me nella pratica non e’ attuabile. Le graduatorie dovrebbero essere costantemente aggiornate: ogni volta che qualcuno prende un titolo di studio, o passa del tempo all’estero, o pubblica un articolo nuovo (diciamo una volta ogni nanosecondo?).

    Sul punto 2) di Sergio:

    2) Inammissibilità di candidati laureati nella sede universitaria presso la quale viene bandita la procedura concorsuale.

    capisco che non si possa legare al dottorato, ma forse e’ piu’ sensato modificarlo come segue

    2′) Inammissibilità di candidati che siano stati affiliati, negli ultimi TOT anni, alla sede universitaria presso la quale viene bandita la procedura concorsuale.

    Se un candidato si e’ laureato in un posto, ma poi per i successivi 10-15 anni ha lavorato altrove, non vedo ragioni per negargli la partecipazione al concorso.

    In ogni caso una regola del genere non verra’ mai accettata. Secondo me a pretendere troppo rischiamo di far affondare la proposta, come e’ successo con il NR di Mussi-Modica.

  41. carlo (con la minuscola) ha detto:

    PS: chiaramente lo smile era una tonda chiusa.

  42. carlo (con la minuscola) ha detto:

    x l’amministratore del sito: non si potrebbe eliminare la funzione che trasforma il testo in emoticon? Qui si parla di cose serie, ed e’ imbarazzante quanto ogni tanto saltano fuori faccine sorridenti…

  43. Bombadillo ha detto:

    Cari, ma perchè dovremmo limitarci ad una lettera? Sencondo me la lettera, nella quale si deve chiarire chi siamo, quale è il nostro fine, nonchè, a lettere CUBITALI, quale è la nostra richiesta primaria, ovverosia l’eliminazione dello scritto e dell’orale, dev’essere seguita: da un articolato (breve) che deve contenere le nuove regole, e da una relazione illustrativa (altrettanto breve) delle stesse.
    Insomma: diamogli la “pappa pronta”.
    Insisto, poi: guardate che è inutile proporre l’accesso a tempo indeterminato nella P.A. senza pubblico concorso, perchè si porrebbero profili di contrasto con l’art.97 ult.co. Cost.
    Siamo realistici! Non c’è qualche collega giurista che possa confermare? Così, se ho ragione, sul punto voltiamo pagina.
    Per il resto, mi pare che le varie proposte si integrano e migliorano a vicenda…

  44. Untenured academic ha detto:

    non ho potuto partecipare al dibattito sulle regole concorsuali. Ma concordo che i cambiamenti fondamentali da apporre sono due:

    – eliminazione prove orali e scritte e introduzione di un seminario pubblico (Modica docet!)

    – sostituzione dell’elezione dei commissari – fonte di gran parte delle perversioni del ‘sistema’ italiano – con il sorteggio, però previa iscrizioni a delle liste ministeriali.

    Avete letto Settis oggi su Repubblica? Propone di applicare gli stessi principi utilizzati per l’European Research Grant al reclutamento italiano.

    Mi pare che già l’avesse proposto qualcuno in questo blog..

  45. Carlo ha detto:

    Cari amici,
    concedetemi una piccola divagazione dal tema.
    Riflettendo sullo stato attuale di decadenza dell’università italiana, mi sono convinto che il nocciolo della questione sta proprio nella così detta “autonomia”.
    In nome dell’autonomia, in questi anni, si è fatto quello che è sotto gli occhi di tutti. Si è smantellato un’istituzione vecchia di secoli, dotata in passato di un prestigio indubitabile, che ci veniva invidiata (e copiata) da tutto il mondo, per inseguire mode effimere e smanie di ridicolo efficientismo.
    So bene che quello che dico è inattuale e non me ne compiaccio affatto. Ma credo proprio che fintanto che non si chiarisca questo nodo, le cose non sono destinate a migliorare: non c’è (piccola) riforma che tenga.

  46. France ha detto:

    Allora divago anche io, visto che ci siamo.
    L’idea di una proposta circoscritta al “fattibile”, poco onerosa ma abbastanza rivoluzionaria, mi trova favorevole. Quello che si delinea (abolizione scritti e orali, sorteggio delle commissioni) potrebbe effettivamente essere realizzato, nella cogiunzione astrale di un governo senza soldi, una ministra giovane ma inesperta, una CRUI disorientata e divisa.
    MA se guardo al mio passato, alla fuga ignominiosa ed opportunista verso la terra del denaro facile e della cooptazione dipartimentale, nonostante tutto considero ancora presenti le magagne che alla fuga mi hanno indotto. Per non andarmene, o per pensare di tornare, avrei voluto strutture, fondi, spirito di collaborazione, non solo un posto di lavoro. E questo Tremonti e Gelmini non ce lo tireranno fuori dal cilindro, perche’ non possono, ne’ vogliono. “insomma” dice la Ricerca, “io te la do’ anche, ma te poi lo sai che farci?”

  47. Carlo ha detto:

    Fallocentrico!

  48. Ho letto le proposte…

    Personalmente le ritengo tutte inefficaci, tranne che quella di Colombo…

    cmq è un pò sbilanciata e va equlibrata aggiungendo:
    -l’autonomia economica dell’ateneo… ovvero stipendi liberi e tasse universitarie libere.
    -Aumento (forte) del prelievo statale sulle tasse in base al reddito.
    -Finanziamenti statali per il diritto allo studio.

    Eliminerei “le sanzioni disciplinari per l’improduttività scientifica”… proprio perchè sono implicite nell’autonomia economica.
    (sanzionare chi magari non riesce professionalmente, mi sembra un pò eccessivo)

    bello il thread…

    PS: @colombo
    Qualche tempo fà non ti muovevi su queste linee… effettivamente ora possiamo dire di essere compatibili.

  49. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io mi concentrerei sui concorsi da ricercatore, ed eviterei di toccare altri ambiti. E punterei su qualcosa di fattibile.

    Come al solito, quoto l’ultimo intervento di Bombadillo. Suggerirei anche di evitare divagazioni (sono noioso, lo so): è chiaro che cambiare le regole di assunzione non cambia la qualità della ricerca in Italia. Soprattutto lo spirito di collaborazione non è una cosa che può imporre il governo. La domanda è se vogliamo cambiare qualcosa, anche se poco, o se come al solito preferiamo lasciare tutto com’è. Io dico meglio poco che nulla. Indignarsi e poi non fare nulla a che serve?

    Poi alcuni dei nostri suggerimenti mi sembrano abbastanza rivoluzionari: la “mobilità forzata” proposta da Sergio per esempio. Se riuscissimo ad imporre una regola del genere (qui io sono piuttosto scettico), questo basterebbe a mettere fine al baronaggio.

  50. Carlo ha detto:

    Caro Rivoluzione,
    peccato che la soluzione avanzata da Colombo – che anch’io giudicavo in linea di principio la preferibile – sia stata da tutti accantonata perche “improponibille”…

  51. la capra ha detto:

    dagli e dagli al colombo e poi vedi che mette (quasi) tutti daccordo…

    Se sintesi deve esserci anche io sono per la sua proposta (e della fattibilità, dato il concorso dei sogni, me ne frego) che poi non è tanto diversa diversa dalla mia.

    Solo un punto che mi pare inutile, il funzionario dirigenziale di controllo della legalità dei procedimenti. Per questo c’è già la magistratura.

    Accoglierei quanto dice rivoluzioneitalia sulla questione licenziabilità.

    Una richiesta a colombo: riesci a sintetizzare la tua proposta (dico SINTETIZZARE), magari per punti, accogliendo le modifiche che ti paiono più utili tra quelle segnalate?

    Cosa che potrebbero fare anche tutti gli altri che non si ritrovano con la sua. Il punto è che sospetto sia troppo difficile per l’amministratore tirare fuori uno schema riassuntivo delle proposte da questo thread… troppe proposte e troppi distinguo.

  52. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io fermamente contrario alla proposta di Colombo. La chiamata diretta, senza una valutazione dei titoli ed un seminario, vuol dire aprire le porte del mondo accademico a chiunque abbia un amico in facolta’. Non penalizza i raccomandati, ma li favorisce.

    E’ inoltre inutile introdurre nuovi reati per reprimere l’inosservanza delle norme proposte. L’Italia e’ il paese dalle mille leggi che nessuno rispetta (il paese dei controlli inesistenti, delle cause che durano ere geologiche, degli indulti, … devo aggiungere altro). Dobbiamo SEMPLIFICARE le norme vigenti, non complicarle ulteriormente con l’introduzione di nuovi reati che nessuno si prendera’ la briga di far rispettare. Credete davvero che con tutti i crimi commessi in Italia, lo stato si metterebbe a perseguire legalmente un ricercatore perche’ ha prodotto poche pubblicazioni?

  53. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Tanto per fare un esempio a sostegno della mia tesi. Ricordate l’episodio dei medici e infermieri assenteisti di Perugia?
    ( http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/perugia-assenteisti/perugia-assenteisti/perugia-assenteisti.html )

    Tutti reintegrati, tranne uno, hanno pure fatto causa alla direzione per mobbing.
    ( http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=CLAUDIO_PAVONI_-_Portamonete_18&id=1109 , http://www.zoopolitico.it/italia/assenteisti-tutti-t147485.html?s=98feb3da70e3bd431779b00ca681cd52& )

    In Italia non si licenziano i dipendenti assenteisti, figurarsi se ci possiamo aspettare che prendano provvedimenti contro ricercatori che non hanno soddisfatto le aspettative.

  54. admin ha detto:

    Una nota di chiarimento:

    la richiesta di la capra, di sintetizzare i modelli in poche righe o per punti, è condivisibile e aiuterebbe a pubblicare un post dove TUTTE le proposte vengono raccolte e presentate con lo stesso valore e visibilità.

    Nessuna di queste, tuttavia, potrebbe essere considerata la posizione della RNRP – solo l’assemblea nazionale può deliberare in tal senso – o una proposta del blog al Ministro.

    La Rete, ad oggi, ha sempre affermato che non tocca ai precari fare proposte specifiche o dettagliate. Noi ci impegnamo a delineare quei principi e quelle linee d’intervento che poi la politica e il governo, se vogliono e lo ritengono opportuno, possono tradurre in proposte e in leggi.

    Come movimento di precari ci riserviamo ovviamente di fare le nostre valutazioni politiche e di impegnarci in forme di lotta democratiche e assolutamente pacifiche per far valere i nostri diritti e favorire l’attuazione di politiche che riteniamo utili e giuste.

    Come chiesto già nel post – vi prego di limitare per ora gli interventi alle sole proposte. L’idea è di raccogliere alcuni modelli da discutere approfonditamente in un post successivo.

    grazie a tutti per la partecipazione!!!!

  55. Dettaglio dei punti necessari x il bilanciamento della proposta V) indicata da colombo:

    1. Consentire alle università di differenziare le retribuzioni di tutto il personale, docente e non docente, secondo criteri da loro liberamente scelti.
    2. Consentire alle università di assumere liberamente i docenti che preferiscono in quantità da loro autonomamente determinata e secondo procedure stabilite localmente e non a livello centralizzato ministeriale.
    3. Consentire alle università di stabilire autonomamente i criteri per conseguire cattedra a vita (tenure).
    4. Consentire alle università di modificare liberamente le tasse di iscrizione richieste agli studenti. le universita’ sono economicamente responsabili delle loro scelte e si preoccupano di coprire le spese modificando tasse di iscrizione e con ricorso al privato—questo viene detto dopo— e comunque pagando le conseguenze. Una cosa che veniva detta all’inizio e non e’ ripresa, ma forse e’ un argomento delicato, anche se mi pare una logica conseguenza delle indicazione e’: puo’ un’universita’ fallire? se ci muoviamo verso il merito e la logica privata e’ giusto, in ultima analisi, che Universita’ gestite male falliscano.
    5. Istituire un sistema efficace di borse di studio e prestiti a rimborso graduato, per favorire l’accesso all’università degli studenti meno abbienti e meritevoli e in generale la mobilità geografica verso le sedi universitarie migliori. Gli obiettivi di equità possono essere raggiunti mediante borse e prestiti, senza mettere a repentaglio l’efficienza del sistema universitario. Non si fa un buon servizio agli studenti meno abbienti offrendo a costo zero un’istruzione universitaria di bassa qualità che non consente loro di competere con i figli dei ricchi, soprattutto in un mercato del lavoro come quello italiano in cui i contatti familiari contano più del capitale umano accumulato.
    6. Consentire alle università di ottenere liberamente finanziamenti privati
    7. Allocare una quota sostanziale (almento il 30 percento) dei finanziamenti pubblici per il funzionamento ordinario delle università in base a indicatori di produttività scientifica.
    8. Allocare interamente i fondi per la ricerca sulla base di indicatori di produttività scientifica.
    9. Gli indicatori di produttività scientifica di cui ai punti di questo elenco devono essere quelli condivisi dalla comunità accademica internazionale corrispondente a ciascuna disciplina e devono essere esplicitati ex ante in modo chiaro affinché coloro che devono essere incentivati sappiano cosa a loro è richiesto. Un buon esempio da cui partire per disegnare un sistema di valutazione della ricerca in Italia è il Research Assessment Exercise nel Regno Unito.
    10. Abolire il valore legale del titolo di studio e liberalizzare completamente la didattica in modo che le università possano competere anche nel tipo, struttura, durata e contenuti didattici dei corsi e titoli offerti. Se veramente ci sta a cuore un sistema universitario ben collegato con il mondo del lavoro, non è pensabile che questo posso accadere a copli di direttive ministeriali centralizzate. Solo le decisioni libere delle singole università possono conseguire questo risultato, e sarà’ il mercato del lavoro a premiare le decisioni giuste e punire quelle sbagliate.

  56. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Credo che molti di noi, me compreso, siano caduti in un equivoco: per alcuni, come me, obiettivo dei messaggi di questi giorni era preparare alcune proposte concrete da far pervenire al più presto al Ministro col maggior numero possibile di firme al fine di far cambiare in maniera realistica le regole dei concorsi a ricercatore in poco tempo per poter spendere in maniera più meritocratica i posti del reclutamento straordinario. Per altri invece si trattava di dire qual è il “concorso dei sogni”, cioè idee verosimilmente non realizzabili in pochi anni o non realizzabili affatto (per esempio il fatto che uno che si laurea nell’ateneo A non possa essere assunto dall’ateneo A è ampiamente incostituzionale … dovremo forse cambiare la costituzione per modificare i concorsi?).
    Inoltre anche l’ultimo messaggio dell’Amministratore dei sito il quale giustamente dice che l’eventuale proposta che ne uscirà non potrà essere quella della RNRP, mi fa essere assai pessimista sul fatto che se se ne caverà qualcosa (ammesso che si riuscisse a trovare una proposta comune – e bisognerà capire se tale proposta debba riguardare qualcosa di realisticamente realizzabile ora o il concorso dei sogni di un imprecisato e lontano futuro -) , sarà logisticamente piuttosto difficile organizzarsi e raccogliere le firme… insomma mi chiedo se, nel caso non se ne farà niente, non sarebbe meglio di nulla l’estrema ratio delle e-mail individuali al Ministro: almeno capirà che vi è un’ampia contrarietà alle attuali regole e un’altrettanto ampia richiesta della valutazione dei titoli.
    Buona giornata.

  57. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Scusate – forse ho frainteso – ma l’argomento del post non era su come garantire l’accesso dei ricercatori nell’Univ. in base al merito? (possibilmente prima che la figura del ricercatore scompaia, cosa che avverrà presumibilmente fra 5 anni)

    Vorrei sapere gli interventi di Colombo e Rivoluzioneitalia cosa c’entrano con questo. Possibile che non si riesce a condurre una discussione senza deviare dall’argomento del post?

    Come al solito, sono d’accordo con Beniamino e Bombadillo. Io però vorrei che al ministro arrivassero delle proposte più che delle semplici lamentele, per questo sarebbe preferibile una lettera collettiva: nessun ministro perderebbe tempo a leggere migliaia di proposte differenti.

    Vorrei capire anche la morale nell’ultimo commento di admin. Vogliamo cercare di concludere qualcosa (con o senza l’appoggio di RNRP), o tutto si deve ridurre alla solita forma di masturbazione collettiva? Per me possiamo anche spedire una lettera sottoscritta dai commentatori del blog, specificando che non si tratta della posizione ufficiale di RNRP. Purché si faccia qualcosa.

  58. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Rivoluzioneitalia, vorrei farti anche notare che nel tuo ultimo intervento i concorsi – che nel bene o nel male danno il titolo a questo post – non sono nominati neppure una volta!

  59. admin ha detto:

    ancora a chiarimento. E’ evidente a tutti che su come definire forme e procedure concorsuali trasparenti e meritocratica ci sono idee molto diverse anche tra i precari.
    E delineare proposte “fattibili” significa per persone diverse cose molto differenti. Proprio questa difficoltà ha sempre frenato dal Rete dal promuovere propri regolamenti che inevitabilmente avrebbero aperto il fianco a critiche, distinguo e divisioni.

    Il nostro gioco, perché quello del post è un gioco, è di raccogliere modelli diversi che vengono da un dibattito pubblico tra ricercatori precari. Persone che conoscono bene la realtà universitaria.

    A quel punto, i modelli possono essere presentati dal blog. A testimonianza del fatto che modalità diverse di svolgimento dei concorsi esistono e che il Ministro, se vuole, può intervenire. Se poi qualcuno vuole presentare la propria proposta al Ministro sotto forma di lettera, o anche presentare una lettera aperta, il blog sarà felice di accogliere e promuovere l’iniziativa.

    Le posizioni della RNRP sono ovviamente cosa diversa. La Rete si articola in nodi locali che coinvolgono molte persone e che si muovono su un piano sia nazionale che locale. Le sue posizioni non possono che essere espressione delle scelte fatte dalle assemblee e non possono essere vincolate al blog. Nulla osta a portare in una prossima assemblea nazionale una qualche posizione espressa dal blog e chiedere all’assemblea di farla propria. Ma questo ha i suoi tempi.

    Infine, la “fattibilità” di una proposta non si misura purtroppo solo in base alla presunta sua efficacia tecnica o adesione al quadro normativo vigente. Si misura anche in base alle convinzioni della politica e alle mediazioni che si devono mettere in campo con tutti i diversi attori – dalle corporazioni accademiche e dalla crui agli interessi diversi che attraversano i ministeri. L’esperienza Mussi è indicativa. La fattibilità è un criterio così labile che può rendere una qualsiasi proposta tanto utopica quanto la radicale trasformazione dell’esistente.

    La nostra richiesta di pensare ad un concorso “dei sogni” non era legata a eventuali “masturbazioni” collettive ma alla volontà di garantire il massimo della libertà nell’individuare possibili proposte, senza rimanere vincolati necessariamente ad un esistente che favorisce, nei fatti, la conservazione e non l’innovazione. Convinti che solo da questa piena libertà possano venire idee veramente rivoluzionarie e innovative.

  60. admin wrote:
    “Infine, la “fattibilità” di una proposta non si misura purtroppo solo in base alla presunta sua efficacia tecnica o adesione al quadro normativo vigente. Si misura anche in base alle convinzioni della politica e alle mediazioni che si devono mettere in campo con tutti i diversi attori – dalle corporazioni accademiche e dalla crui agli interessi diversi che attraversano i ministeri. L’esperienza Mussi è indicativa. La fattibilità è un criterio così labile che può rendere una qualsiasi proposta tanto utopica quanto la radicale trasformazione dell’esistente.”

    vero…
    infatti anche la RNRP è nel suo piccolo è un attore….
    diciamo un attore non protagonista… o forse una comparsa

  61. azzz piccolo typo….
    “infatti anche la RNRP (nel suo piccolo) è un attore….”

  62. carbonaro ha detto:

    Mi sembra corretta l’ultima analisi fatta da beniamino, ma per non disperderci nei mille rivoli di mille proposte direi di puntare su un unico punto chiaro e condiviso da tutti:

    ELIMINAZIONE DELLE PROVE SCRITTE, CON VALUTAZIONE DI PUBBLICAZIONI E TITOLI E CON (EVENTUALE) PERMANENZA DI UNA PROVA ORALE DALL’IMPORTANZA DEL TUTTO MARGINALE.

    Direi di limitarci a questa richiesta, sulla quale anche parte consistente del baronato potrebbe essere d’accordo (così non hanno più il problema di dover far primeggiare i propri allievi anche nelle prove scritte), altrimenti la richiesta si fa troppo complicata, non solo per loro, ma anche (per lo meno allo stato attuale del dibattito) per noi, viste le divisioni che affiorano sul punto, già nel blog stesso.

    Suggerisco di inviare la mail, oltre che al ministero, anche a Valditara, che sull’argomento è forse una delle poche teste pensanti del centro-destra
    http://www.giuseppevalditara.it

    Non possiamo aspettare troppo e logorarci in infinite discussioni sul concorso dei “sogni” (che brutta parola, scusate ma dobbiamo avere più consapevolezza sul fattto di poter influire sulla realtà!), quando abbiamo già una prima richiesta che ha il merito di essere semplice, funzionale, a costo zero e già condivisibile da parte delle corporazioni accademiche e della politica (in quanto propagandisticamente assai spendibile come volta a favorire il merito).

    Muoviamoci oppure (come è stato già scritto sul blog) “dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (es. per chi non ama la storia romana: siamo come gli alberi nel Signore degli Anelli che quando la guerra è già cominciata e devono decidere di intervenire, ci mettono ore per salutarsi!)

  63. caro carbonaro
    Quello che dici tu è condivisibile, ma è una “toppa”.
    Qui ci vuole un progetto da proporre… una riforma che attraversi tutto l’establishment dell’università… e che risolva oltre ai problemi di efficienza, i problemi di illiberalità presenti nei nostri atenei.

    immaginare che i mali dell’univ. possano provenire dall’eliminazione dello scritto mi sembra banalizzare il problema.

  64. Roberto De PIetri ha detto:

    Perche’ scoprire l’acqua calda…. Si copia il concorso da Lecturer inglese e si e’ risolto tutto. Il gruppo di ricerca a cui si e’ assegnato il posto seleziona una short-list (5-7 persone) sulla base dei titoli. I selezionati sono chiamati a spese dell’Universita’ a fare un seminario pubblico ed un colloquio di fronte ad un comitato di circa 12 persone dell’Universita’ di tutti e settori che scelgono e controllano che il comitato di pre-selezione non ha chiamato il figlio dell’ordinaro, la moglie dell’onorevole… etc..etc.. Per la legge, si traduca in italiano quella inglese. Punto.

  65. la capra ha detto:

    Molto giusto. Anche io sono convinto che il modello inglese, nel suo complesso, sia il migliore e tutto sommato anche abbastanza facile da attuare in Italia ora che c’è (o ci sarà) l’ANVUR e che la legge Moratti diventa attuativa (perché lo diventerà….

  66. Bombadillo ha detto:

    Caro Amministratore, è chiaro che una proposta proveniente dalla RNRP, che ben può essere considerata una parte sociale, avrebbe un peso diverso, da qualsiasi altra forma individuale, o associata, di proposta.
    Fino ad oggi la RNRP non lo ha fatto mai? Va bene. Ad un certo punto, però, bisogna aver pure il coraggio di schierarsi con qualcosa che divide – così come, in effetti, una regolamentazione non può non dividere, perchè esclude tutte le altre – e non solo con ciò che unisce: ovverosia, petizioni di principio e non applicazioni, del tipo: più fondi, più merito, più assunzioni, stipendi/borse più alte, ecc.
    Da parte mia, io sono sicuro che questo coraggio, se vuole, la RNRP può ben trovarlo.
    Siccome,poi, temo che non saremo una folla oceanica di persone, perchè non la indiciamo rapidamente una bella assemblea nazionale, alla quale io do sin d’ora la mia piena adesione, in qualsiasi giorno la fissiate, accantonado ogni altro impegno (beniteso, a meno che non sia in viaggio di nozze: Verdone docet).

    Per Rivoluzione: il tuo punto n.2, che, per altro, è l’unico in discussione, è INCOSTITUZIONALE! La modifica necessaria a renderlo costituzionalmente compatibile avrebbe ricadute su tutta la P.A. (altrimenti vi sarebbe una violazione dell’art. 3 Cost., e saremmo al punto di partenza).
    Insomma, tutto sto relativismo su cosa sia fattibile e cosa no, mi pare davvero del tutto atecnico.
    Qualsiasi proposta che implichi la modifica della Costituzione – ancor più nella sua prima parte, che è generalmente ritenuta intangibile – non è fattibile, e dovrebbe essere esclusa da una discussione che ha fini pratici/operativi: perchè tecnicamente è inconcepibile che si modifichi la Costituzione per assumere qualche ricercatore, ALTRO CHE TUTTO E’ RELATIVO!
    Infine, visto che qualcuno gli ha citati, vi ricordo che BARBALBERO e tutti gli altri ENT, che sono miei buoni amici, avranno pure perso tempo in lunghe discussione, ma poi, fino alla alla fine, sono scesi in guerra, ed hanno prevalso! Faremo anche noi lo stesso? ..voglio dire, oltre le lunghe discussioni?

  67. @bombadillo

    il punto n.2 non è incostituzionale….
    è già stato anche discusso qui sul blog diverse volte…

    posta un documento che lo provi.

  68. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Sono d’accordo con Bombadillo e con carlo.
    Più o meno mi aspettavo che andasse a finire così. Si era partititi tutti d’accordo sul fatto che le attuali norme fossero pessime e che sarebbe stato un peccato bandire questi 3000 posti da ricercatore del reclutamento straordinario con queste regole. … e poi ognuno si è allargato, fino a proposte che mirano a cambiare tutto il sistema universitario.
    L’ultima proposta di rivoluzioneitalia, per esempio, comprende, oltre al reclutamento, un cambio radicale di tutta la governance universitaria; l’abolizione del titolo di studio, poi, va a toccare altri ministeri, come la funzioe pubblica, in quanto poi in un concorso pubblico cosa ci scrivono sul bando di concorso alla voce “titolo di studio richesto” visto che il titolo di studio non avrebbe più valore legale? Per carità, proposta apprezzabilissima e che incontrerebbe anche il plauso del ministro (ci risponderebbe: “tranquilli, tanto è tutto nella mia proposta di legge”), ma che per essere realizzata impiegherebbe almeno 5-10 anni. Ma a noi (o per lo meno a me) servono riforme a breve scadenza, e dell’abolizione del titolo legale, come anche della liberalizzazione delle tasse e quant’altro, francamente, non mi interessa più di tanto in questo momento.
    Dissento con admin sulla “fattibilità”. Una proposta che mira a modificare una legge già esistente perchè non dovrebbe essere meno fattibile di una che mira a stravolgere tutta la governance universitaria e di tutti i concorsi pubblici, con quantomeno qualche dubbio di incostituzionalità?

    Credo che la proposta sul tavolo che nella sua semplicità sia più verosimilmente realizzabile sia quella frutto dei contitributi di Bombadillo, carlo, carbonaro e di mlti altri, compreso me, e cioè:

    proporre di emendare (non di promulgare una nuova legge) l’attuale legge sul reclutamento dei ricercatori semplificandola nel modo seguente:
    – abolizione prove scritte e orali;
    – eventuale seminario sulle proprie ricerche;
    – sorteggio dei commissari d’esame “esterni” (associati e/o ordinari)
    – introduzione di una graduatoria il cui punteggio sia determinato al 60% dalle pubblicazioni e al 40% dai titoli, secondo dei parametri da definire (e su cui possiamo dare le nostre proproste).

    – si auspica, non appena sarà operativa a pieno regime l’Anvur, l’introduzione di meccanismi di valutazione ex-post permanenti sull’attività del ricercatore assunto (e di tutto il Dipartimento che lo ha assunto), con sanzioni che ricadano su tutto il Diparimento o la Facoltà.

    Non è la “legge perfetta”, ma migliora di molto, e senza troppi sforzi, quella attuale. La vicenda del N.R. ci dovrebbe aver insegnato che non si può puntare all’impossibile, in Italia. Perchè ogni volta che si possono salire 5 gradini, si dice “no, dobbiamo salirne 10”, per poi rimanere sempre al punto di partenza?

    Io credo che su questa proposta (o, naturalmente, su ogni altra proposta analoga) ci possa anche essere un vasto consenso di colleghi precari, e che si potrebbero raccogliere davvero molte adesioni. Ma qui viene quello che diceva Bombadillo: un conto è avere dietro delle organizzazioni, un conto è andare in ordine sparso. Non solo; ma senza l’appoggio di RNRP mancherebbe anche il supporto … “logistico” per la raccolta di adesioni, insomma un sito o qualsiasi cosa sia, dove poter aderire. Per questi motivi sono abbastanza pessimista…

  69. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Rispondo a Beniamino: penso che questo blog sia disposto a darci il supporto “logistico” anche nel caso non avessimo l’appoggio ufficiale di RNRP. Almeno, credo che questo sia il senso dell’ultimo intervento di admin.

    Certo, sarebbe molto meno efficace ma sempre meglio di niente. Possiamo intanto sottoscrivere noi una lettera con dei suggerimenti, e sperare che poi anche RNRP faccia qualcosa di analogo, anche se eventualmente con tempi piu’ lunghi.

  70. Carlo ha detto:

    C’è una cosa che non mi è chiara: perché mai noi (e il legislatore) dovremmo affannarci per cambiare le regole di un reclutamento di 3000 miseri nuovi posti, se già con l’attuale legge la figura del ricercatore verrà subito dopo del tutto cancellata?
    Questo è un punto intorno al quale non ho sentito molte discussioni (almeno in quest’ultimo anno). Che cosa significa, che siamo tutti consenzienti o che ci sembra un obiettivo troppo alto per la nostra contestazione?

  71. la capra ha detto:

    Mi pare proprio che Carlo colga un punto importante.

    Intanto, la mia proposta e quella più vicina alla mia di rivoluzione italia sono certamente proposte politicamente più complesse di quelle proposte da Beniamino, Bombadillo e altri.

    Diciamo che almeno per quanto mi riguarda non condivido fino in fondo la proposta di Beniamino, ma se l’orientamento è questo la ritengo comunque un miglioramento della situazione attuale MA solo se le commissioni sono estratte a sorte in una lista di ordinari. In sostanza se si sposa la proposta ANDU. Altrimenti non cambia assolutamente nulla visto che nella valutazione dei titoli c’è una discrezionalità enorme (e assolutamente legittima) della commissione.

    Il limite politico intriseco alla situazione complessiva è però quello segnalato da Carlo. SE il ministro sposa la linea Moratti della messa in esaurimento della figura del ricercatore, allora il nuovo regolamento è inutile. SE la messa in esaurimento equivale alla costituzione della terza fascia, allora potremmo utilizzarlo come modello per il reclutamento dell terza fascia. SE invece il Ministro ha idee diverse, allora dobbiamo aspettare che faccia le sue proposte.

    Il limite politico intriseco alla situazione è che ci muoviamo in un mondo di “se” con l’unico punto fermo che è la Legge Moratti. Diciamo però che questo tema meriterebbe un altro post.

  72. carlo (con la minuscola) ha detto:

    la capra: i 3500 posti sbloccati dovrebbero essere quelli che la finanziaria 2007 metteva in gioco per i tre anni 2007-2009. Fino al 2013 possiamo augurarci che ne vengano banditi altri 5000-7000? (nell’ipotesi che la figura del ricercatore scompaia come previsto dalla legge Moratti). Se si’, non mi sembra cosa da poco pretendere che questi posti non vadano sprecati: 5-10 mila posti vorrebbe dire creare un piccolo esercito di nuovi raccomandati.
    Poi scrivere una lettera non richiede un grande sforzo.

    Su quello che accadra’ dopo possiamo ragionare con piu’ calma in un secondo tempo.

    L’idea di Roberto De Pietri e’ interessante (forse la migliore),
    ma non credo che si possa attuarla in tempi brevi. Ribadisco che lo scopo principale secondo me e’ assicurarsi che questi ultimi posti che verranno banditi non vadano perduti.

  73. Bombadillo ha detto:

    Caro Rivoluzione, al punto 2, scrivi, testualmente, che bisognerebbe “consentire alle università di assumere liberamente i docenti che preferiscono”.
    Questo può significare due cose: la prima – che poggia su quel “liberamente” – è che le università, nella tua visione, dovrebbero poter assumere per chiamata diretta, senza concorso, il che violerebbe l’art.97 co.3 Cost., secondo il quale, al contrario, “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”; la seconda – che mi pare meno probabile, e che esprimo solo per tentare una interpretazione costituzionalmente compatibile – è che ogni università si fa le sue regole concorsuali. Purtroppo, però, anche questa interpretazione urta con la Costituzione, e, in particolare, con l’art.3 Cost. (tutti i cittadini… sono eguali rispetto alla legge) , ed il sotteso principio di uguaglianza, che impone di trattare ugualmente situazioni uguali, e diversamente situazioni diverse.
    Semplicemente, se Tizio e Caio sono entrambi, ad es., professori associati, uno a Milano e uno a Palermo, in Italia devono per forza aver passato lo stesso tipo di concorso.
    Domanda: ma la RNRP non ha un suo giurista di riferimento, ovviamente che sia anche lui un R.P.? Così, per semplificare, evitiamo di dilungarci su proposte che, per quanto molto interessanti ed innovative, sollevano pure solo dubbi di costituzionalità? Tali proposte, infatti, davvero non hanno alcuna possibilità di essere accolte, a fortiori in considerazione del numero relativamente limitato dei posti che si tratta di mettere a concorso.
    Il fatto che siano pochi posti, però, non vuol dire che non debbano essere assegnati con regole nuove. Anzi, dal Ministro – se gli proponiamo qualcosa che può fare senza sconvolgere l’intero sitema Universitario, se non, addirittura, l’intera Pubblica Amministrazione – potrebbero essere giudicati il terrreno giusto per la sperimentazione di nuovi modelli.
    ASSEMBLEA SUBITO, ASSEMBLEA SUBITO, ASSEMBLEA SUBITO!!!

  74. Colombo da Priverno ha detto:

    Allora, riepilogo la mia proposta con alcune modifiche ed integrazioni in accoglimento (almeno così credo) delle proposte di Rivoluzioneitalia ed altri.

    PREVEDERE PER LEGGE ORDINARIA:

    1) Chiamata diretta per cooptazione e senza vincoli di motivazione;

    2) triennio (o altro periodo, deferibile anche ai singoli regolamenti d’ateneo, e /o calibrabile a seconda del livello scientifico, e della durata, del precariato pregresso) d’osservazione e poi entrata in ruolo;

    3) Verifica disciplinare a vita (@Rivoluzione: c’è anche nelle imprese private, e l’estrema inadeguatezza produttiva può esser fonte di licenziamento, proprio in un’ottica di concorrenza: se poi la concorrenza funzionerà e spronerà nel modo opportuno, di fatto sanzioni disciplinari non se ne applicheranno mai…)

    4) Autonomia economica degli atenei, anche nell’imposizione delle tasse universitarie; libertà di finanziamento privato, naturalmente;

    5) per bilanciare la concorrenzializzazione, ottimo introdurre un serio meccanismo di borse di studio per i capaci e meritevoli: è interesse della collettività che studino!!! (va bene anche i prestiti, secondo criteri da definire)

    6) Proprio nell’ottica del contemperare lo scopo pubblico (e pubblicamente finanziato) dell’università col modello concorrenziale, manterrei la figura, pur da tanti criticata, del “segretario comunale” come garante della legalità amministrativa e contabile delle operazioni, sottolineando che il controllo della magistratura non è in grado di sostituire l’adozione di provvedimenti corretti ab origine (anche le società hanno un collegio sindacale!!!).

    7) Oddio Rivoluzione, “l’università può fallire?” è la domanda delle 100 pistole. Un comune può fallire? Un ente comunque indispensabile in un territorio può fallire? Certo, nell’ottica della concorrenza l’estrema sanzione della cattiva gestione è il fallimento, potrebbe dirsi….Tuttavia, lo scopo del fallimento mi pare quello di sottrarre al mercato l’impresa-pirata che lo danneggia, e un’università – come una Regione, ad. es. – non dovrà mai essere sottratta al suo territorio. Suggerirei norme a parte per disciplinare le insolvenze delle università pilotando comunque l’uscita dalla crisi.

  75. Carlo ha detto:

    Attenzione, non invochiamo iniziative inutili o imbarzzanti. Si sa in anticipo che non funzioneranno. Quanti eravate nell’ultima assemblea della vostra università? Da me, eravamo in otto; in quella nazionale di gennaio, non più di una dozzina. Allora, di che cosa stiamo parlando?

  76. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ripropongo a Colombo una domanda già fatta: tu hai mai saputo di dipendenti pubblici che in Italia siano stati licenziati o anche solamente sanzionati per scarsa produttività? Si dovrebbe puntare ad una riforma che funzioni nel mondo reale, quello in cui viviamo!

    In un paese dove neppure chi ha fatto fallire società pubbliche ne paga le conseguenze, credi davvero che un docente possa temere ripercussioni sulla sua carriera per aver assunto un incapace?

    E poi, dove sarebbe la meritocrazia nella chiamata diretta senza vincoli di motivazione? (senza neanche un colloquio con una commissione o una valutazione dei titoli)

  77. Colombo da Priverno ha detto:

    carlo,

    forse non mi sono spiegato bene su un punto: la forza dei controlli ex post, dagli esiti veramente gravi per la struttura, sta nel fatto che se assumono incapaci saranno i prof. stessi, già nel breve periodo, a subire conseguenze. Ad esempio: 1) non ci saranno più fondi per assumere altri allievi o dare contratti; 2) nell’ottica di Rivoluzione (io all’inizio non l’avevo pensato) le loro stesse retribuzioni, determinate dalle condizioni dell’ateneo e non più per legge (che potrebbe limitarsi a dettare un max e un min), ne risentirebbero.

    Chiediti questo: perchè uno studio legale – senza nè concorsi nè obblighi di motivazione – tende a selezionare davvero, per associarlo, il giovane migliore? Perchè la sua produttività fa davvero la differenza per il titolare. Anche per l’università diverrebbe concretamente così.

    Secondo me, carlo, tu fatichi ad accettare la nostra idea perchè continui a giudicarla sotto la lente di vecchi parametri di riferimento, alla luce dei quali, è chiaro, sembra un assurdo: tu dici: ma come, assumere senza concorso? allora puoi fare quello che vuoi, è come una pasticceria non sorvegliata dove mangi quello che vuoi senza pagare…

    Si, è vero, ma il meccanismo prevede verifiche ex post dalle conseguenze gravosissime (ad. es, nella pasticceria: 500.000 euro di multa per ogni etto che risulti ingrassato all’uscita dalla pasicceria…)

    Nella nostra visione non c’è bisogno di concorso perchè sarà QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA assumere il migliore.

    In questo caso, tra l’altro, le Scuole che trasmettono fisiologicamente il pensiero tra maestri/e ed allievi/e verrebbero ricondotte automaticamente al loro profilo nobile, e non a quello di ufficio di collocamento in cui talvolta – mal utilizzando il potere – si snaturano.

    Perciò è inutile chiedersi se – col sistema attuale – qualche dipendente pubblico sia stato sanzionato per scarsa produttività (lo so, pochi casi limite). L’intero contesto di riferimento deve cambiare, e mi pare, tra l’altro, che sia l’intera prospettiva politica ad andare ormai in questa direzione, perchè lo chiede la gente….

    Ora, sapete che io non condivido l’ideologia di questa maggioranza. ma perchè non sfruttarne gli effetti positivi? Avere un comparto pubblico che funziona è solo doverosa efficienza, in verità non ha colore politico. E – anche trovandomi ideologicamente a sinistra – ne sarò ben contento.

  78. Ele ha detto:

    Scusate….ho letto soltanto qlcuna delle vs proposte….
    In mio concorso dei sogni:……Concorso x soli titoli!!!con titolo di preferenza l’aver avuto contratti nell’università x la quale è bandito il concorso!!!…..punto!
    Il colloquio è una farsa…lo sappiamo tutti…è soltanto un modo x far passare ki deve!!!

  79. Bombadillo ha detto:

    Per Carlo (con la maiuscola): veramente, è l’amministratore che ha scritto che, per il sostegno della R.N.R.P. c’è bisogno dell’Assemblea.
    Per me, andrebbe benissimo – anzi, anrebbe molto meglio – un accordo on-line.

    Per tutti gli altri: aridaglie con la cooptazione diretta: E’ INCOSTUZIONALE!!

    Professori che prendono retribuzioni diverse: E’ INCOSTITUZIONALE!!

    Autonomia degli Atenei nell’imporre più o meno tasse: E’ INCOSTITUZIONALE!!

    Se, poi, proprio volete tutte queste cose, senza problemi di costitutizonalità, una via c’è: trasformare l’Università da un settore pubblico, ad uno interamente privato, con tanto di eliminazione del valore legale della laurea (altrimenti, in capo ai docenti universitari, rimane un potere certificatorio che è tipico dei p.u.).

    Ma voi i problemi volete risolverli o crearli?

    Perchè non provate ad applicare, alle vostre questioni di sopravvivenza – è tale deve ritenersi quella relativa alle regole di reclutamento -, la stessa concretezza che, ne sono sicuro, vi caratterizza nei diversi ambiti della vostra ricerca?

  80. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Quello che propone Colombo da Priverno contiene spunti magari anche per larga parte condivisibili, ma … delinea uno scenario che in Italia potrà verificarsi tra 5-10 anni … E allora il punto è il seguente: in questi 5-10 anni, i 5000-7000 concorsi a ricercatore (tra straordinario e ordinario) con quali regole volete che vengano bandite? le care e vecchie regole?
    Credo che ogni altra discussione sullo scenario “perfetto” ci allontana dal vero punto di discussione di questo momento, tanto che, sinceramente, ho l’impressione che alla fine a molti tra voi stia bene così.

  81. Bombadillo ha detto:

    ..e bravo Beniamino! E’ proprio vero: sorge il legittimo sospetto che ci sia una frangia che, per un motivo o per un altro, non vive CON URGENZA il problema delle regole del reclutamento, e quindi si spinge in articolate ed innovative proposte, che necessiterebbero, però, di riforme sistemiche incompatibili con la scadenza del ruolo dei ricercatori.

    Precari e contenti?
    ..o in attesa di un bel concorso vecchio stampo, che darebbe molte più sicurezze?

    Badate bene: le mie sono provocazioni che sono tese solo a farvi tornare con i piedi per terra. Perchè io l’urgenza la vivo tutta, allo stesso modo in cui vivo il mio disagio
    di precario, sempre incerto su cosa farà “da grande”.

  82. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Colombo, ho capito la tua proposta. La mia obiezione è che può funzionare sulla carta, ma non nella pratica. Portami un solo esempio, in Italia, in cui un criterio del genere ha prodotto dei risultati.

    Dei controlli ex post vanno bene, ma non come unico criterio. La selezione non può essere completamente arbitraria. Per lo meno, bisogna consentire all’Univ. di scegliere fra una rosa di candidati proposti dal gruppo di ricerca, pervia valutazione tramite un seminario. Non mi sembra una richiesta eccessiva. Se uno non è in grado di preparare neppure un seminario, che ci sta a fare nell’università? Ancora meglio sarebbe una selezione per titoli.

    Quoto:
    > Chiediti questo: perchè uno studio legale – senza nè
    > concorsi nè obblighi di motivazione – tende a
    > selezionare davvero, per associarlo, il giovane migliore?

    Questo non è affatto vero.
    1. Ti stupiresti del numero di raccomandati che si trovano negli studi legali (tirocinanti figli di amici/colleghi, e simili). Per questioni di privacy non posso portarti degli esempi, ma ti assicuro per esperienza personale che è così.
    2. Gli studi legali sono privati, ed è interesse di proprietari/azionisti che non vadano falliti. L’Università invece è pubblica. Inoltre producendo solo cultura, che non sempre è vendibile fuori del mondo accademico, il criterio della concorrenza non funziona.

    Sugli altri tuoi punti: retribuzioni flessibili, etc. Stessa storia: nel privato le retribuzioni sono a discrezione del datore di lavoro, ma l’Univ. è pubblica. Già è un casino così, figurati ad introdurre regole e pesi per il calcolo della retribuzione di ogni singolo impiegato.

    ==================================

    PS: tanto per ribadirlo ancora, se non fosse chiaro. Le proposte per me accettabili sono quelle di Bombadillo, Beniamino, carbonaro, Roberto Russo e affini. Al massimo con piccole variazioni.

    Apprezzo anche l’idea di Roberto De Pietri. Sono solo più scettico sulla fattibilità. E’ vero che le regole esistono già e basterebbe tradurle in italiano, ma si tratta pur sempre di cambiare un buon numero di leggi. Non è una cosa indolore come sembra.

  83. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bombadillo, hai appena detto una cosa che io, per una questione di tatto, non volevo di dire (ma che nel profondo pensavo). Non vedo d’altronde nessun’altro ragionevole motivo per opporsi ad una selezione per titoli.

  84. Carlo ha detto:

    Amici, queste affermazioni sono delle inopportune cadute di stile che non si addicono alle vostre intelligenze. E’ evidente come le differenti proposte, collocandosi su piani diversi, non si condtraddicono reciprocamente. Un conto, infatti, è ragionare sul sistema ideale, un altro è mediare sul concorso meno svantaggioso.
    Torniamo ai contenuti, per favore.

  85. la capra ha detto:

    per favore non mettiamola sul personale e manteniamo il dovuto tatto.

    Questo, del resto, è solo un blog e mi pare proprio che l’amministratore avesse ragione a dire che su queste cose ci si “scazza”….

  86. Colombo da Priverno ha detto:

    Per B.C.M. e Bombadillo

    Chiaro che la mia proposta richiede i suoi tempi, proprio perchè seria.

    Nel mentre, provvedimenti d’urgenza (mantenimento degli attuali concorsi – facendoli davvero; o idoneità nazionale; o stabilizzazione dei precari titolati previo esame dei titoli e seminario; quel che volete).

    Ma non è che con la questione dell’emergenza una seria ricostruzione del sistema non si può far mai!

  87. Colombo da Priverno ha detto:

    Bombadillo, le osservazioni ad hominem (senza neanche conoscerci, poi… ) non sono buoni strumenti per inficiare le teorie.

  88. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Provo a fare una sintesi estrema. Per iniziare direi di mettere ai voti le seguenti tre possibilità (i dettagli si possono discutere dopo):

    1. selezione per titoli (eventuale seminario come corollario, seguendo il modello inglese, o altro);

    2. periodo di prova sottoposto a verifica, eventualmente periodica vita natural durante (con ripercussioni su finanziamenti al gruppo, stipendi o quant’altro);

    e visto che le due cose non si escludono a vicenda:

    3. selezione per titoli E controllo ex post.

    Io sono per la 1. o la 3. A voi la palla. Se c’è qualche proposta che non rientra neppure a grandi linee fra queste tre, aggiungetela alla lista.

    Personalmente non credo che la selezione per titoli, se le regole sono rigide, possa essere pilotata. Quindi non vedo alcun motivo per non includerla in una qualsiasi proposta di riforma.

  89. Bombadillo posso veramente capire la tua condizione emotiva (anche perchè la vivo)…
    bisogna cmq rendersi conto di quanto il problema che stiamo discutendo sia importante…
    E di quanto debba essere affrontato freddamente…
    anche perchè altrimenti vi è il rischio di non essere credibili…. e quindi inefficaci.

    Io presenterei tutto il progetto di riforma “liberal” che (per sua struttura) contiene anche la tua proposta. Poi indicherei delle priorità (temporali) sui punti del progetto.
    In particolare la prima cosa da fare sarà proprio la semplificazione della “modalità di accesso”, con l’eliminazione degli scritti.

    Una critica però te la faccio….

    La tua risposta sull’incostituzionalità è tipica dei conservatori nostalgici… 😉
    Se vi sono infatti dei problemi di costituzione saranno i legislatori in
    parlamento a discuterne, e ad eventualemnte a capire quale siano le migliori
    soluzioni da perseguire… non ha senso (come fai tu) prendere la costituzione
    e usarla come martello (o falce) anti riformista.
    (Anche perchè non credo tu sia uno studioso di diritto costituzionale )

  90. Carlo ha detto:

    Io sono per la 2, come sistema a cui tendere “dopo la rivoluzione”; ma voto per la 1, come proposta da fare subito al ministro.

  91. ottima la lucida elaborazione di Colombo…

    Colombo wrote:
    “Ora, sapete che io non condivido l’ideologia di questa maggioranza. ma perchè non sfruttarne gli effetti positivi? Avere un comparto pubblico che funziona è solo doverosa efficienza, in verità non ha colore politico. E – anche trovandomi ideologicamente a sinistra – ne sarò ben contento.”

  92. France ha detto:

    Come la penso l’ho gia’ detto: eliminazione scritti e orali e sorteggio delle commissioni per i concorsi inevitabili ora; un giorno lontano, la riforma di Colombo e rivoluzioneitalia (se mi impegno ancora un po’ vi faccio sposare!).
    Ora concedetemi una maligna previsione: ci concederanno la primissima parte (eliminazione scritti e orali), e si spartiranno gli 11.000 posti di qui al 2013 senza nemmeno fare la fatica di truccare i punteggi. Per il resto, ci lasceranno sognare….

  93. Bombadillo ha detto:

    Cari, le mie erano solo delle provocazioni. Del resto, benchè fosse evidente, ho provveduto ad esplicitarlo sin da subito, proprio per non offendere nessuno. Nè mi pento di averle fatte, perchè, almeno, hanno prodotto questa idea della proposta a doppia fase, che mi pare buona, e mette d’accordo tutti.
    Sul resto, che dire…Rivoluzione, mi spiace, ma ti sbagli: sono proprio uno studente del diritto pubblico.
    A tal proposito, vorrei chiarire che qui non si tratta di usare la Costituzione, in un modo, o nell’altro.
    Si tratta solo di essere consci del fatto che abbiamo una costituzione rigida (mica in tutti i Paesi è così), che generalmente si ritiene che la primissima parte – quella, cioè, relativa ai principi fodamentali – non è modificabile, e che anche la restante parte è modificabile con un meccanismo assai complesso, che, molto semplicemente/realisticamente, non sarà mai scomodato per i nostri 10.000 posti da ricercatore.
    Ripeto: per me, l’idea di aggiungere, alla proposta per l’immediato, anche la proposta di più largo respiro, va benissimo.
    Anzi, dividiamoci i compiti. Se volete facciamo due gruppi, quelli che si interessano della prima questione, e quelli che lavorano sulla seconda. Io, da buon nostalgico (ao, fate fare l’offeso un po anche a me), ovviamente mi occuperei della prima.
    Tutti d’accordo?
    P.S. Per France: non ti preoccupare: se li ingabbiamo con una discrezionalità fortemente vincolata non ce la fanno. Basta scrivere bene le norme. E per questo che bisogna presentare un articolato, e non solo delle proposte indeterminate: tipo, appunto, niente scritti ed orali; valutazione dei titoli e seminario. Questo va bene, infatti, ma non basta, bisogna essere più precisi! Altrimenti ci ritroveremo al punto di partenza.

  94. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bombadillo, sulla proposta a doppia fase penso che hai frainteso. Se leggi il commento di Rivoluzione (26 Maggio 2008 alle 8:08 pm), le due fasi per lui sono Colombo “prima maniera” e Colombo “seconda maniera”.

  95. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Credo che la proposta articolata in due tempi, nell’immediato modifiche delle regole attuali ed in prospettiva abolizione dei concorsi con scelta responsabile delle Università, fraintesa o no, sia l’unico compromesso possibile che possa mettere d’accordo le due “fazioni”. Per me va bene.

  96. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Anche per me va bene. Ma il primo dei due tempi deve essere la selezione per titoli.

  97. Carlo ha detto:

    La “seconda fase” avrebbe senso solo se condotta in parallelo ad una riforma della Riforma Moratti.

  98. Colombo da Priverno ha detto:

    Sono onorato di essere diventato come Picasso o Tiziano, tra “prima maniera” e “seconda maniera”. Wow, un artista delle riforme (sognate)…

    Bombadillo, come sai le costituzioni rigide sono solo costituzioni che prevedono:

    1) un nucleo fondamentale immodificabile di principi chiave (grundnorme, ti va bene?)

    2) un nucleo di norme sempre di livello costituzionale – e perciò resistenti alla legge ordinaria – ma modificabili con un particolare procedimento e particolari maggioranze.

    Ovvio che quella sui concorsi fa parte della seconda categoria, ed è perciò modificabile da un’ampia maggioranza.

    In verità, però, il principio concorsuale è anche derogabile, per singole categorie d’accesso alla pubblica amministrazione, dalla legge ordinaria. L’art. 97 comma III della costituzione stabilisce “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

    Ora è evidente che – in presenza di requisiti di ragionevolezza giustificanti il trattamento differenziato (ad es. la peculiare natura e le particolari funzioni d’una categoria di dipendenti pubblici, quali i docenti universitari) sia la stessa costituzione a consentire che per legge ordinaria (art. 97, comma 3, appunto) si deroghi al principio concorsuale.

    Naturalmente il problema di riforma costituzionale rimarrebbe con l’art. 52 cost., che richiede che i procedimenti d’accesso agli uffici pubblici garantiscano “condizioni di eguaglianza” nell’accesso, anche qui delegate, però, nella concreta individuazione, alla legge ordinaria. Chi dice, però, a tal proposito, che una cooptazione – magari dopo una procedura concretantesi in un seminario, o anche senza – non garantisca l’uguaglianza delle chances? Oltretutto, l’art. 52 comma 1 è norma attinente al differente problema di evitare discriminazioni, ad es. sessuali, nell’accesso alle cariche pubbliche ANCHE ELETTIVE, e quant’altro, e non attiene se non marginalmente al tema concorsuale in sè.

    Scusate la tesiosa lrezioncina (in particolare mi scuserai tu, Bombadillo, per la puntigliosità che mi è stata necessaria nel confutare le tue altrettanto puntuali osservazioni; ma d’altronde è il nostro sporco lavoro…) ma intendevo por fine una volata per tutte a questa storia – una vera leggenda metropolitana per giuristi, a mio avviso – dell’immodificabilità del principio concorsualistico.

  99. Colombo da Priverno ha detto:

    che palle le faccine…

  100. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Colombo, a te andrebbe bene di integrare la tua proposta con una selezione per titoli, o la chiamata deve essere per forza senza selezione? In caso negativo, potresti per favore motivare la risposta?

  101. @carlo (con la minuscola)
    bombadillo non ha frainteso:
    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3426

    @Beniamino
    Dire che ci sono due fasi o due tempi, secondo me è un pò brutto…
    Poichè sembra un banale accostamento di oggetti.

    Io direi che abbiamo un gran progetto di riforma la cui fase attuativa prevede delle priorità. La prima di vitale importanza è l’eliminazione scritti e orali e sorteggio delle commissioni.

  102. Paolo (con la maiuscola) ha detto:

    A proposito della sintesi di Carlo (minuscolo), 26 maggio 7.49 pm: sono anche io d’accordo per la selezione per titoli e il controllo ex post.
    Parliamoci chiaro: se si lavora e si pubblica in sedi prestigiose vuole dire:
    1) che la ricerca è valida
    2) si hanno dei contatti con il mondo scientifico (senza i quali non si pubblica in quelle sedi).
    Non credo che questi due elementi siano così invisibili in un concorso, per quanto pilotato. E sono dati oggettivi, impugnabili anche in ricorsi (le prove scritte e l’orale sono più difficili da contestare).
    Meno controllabili come titoli sono le varie borse (post doc, assegni di ricerca, altre tipologie di assegni), a meno che non portino a conclusioni valutabili attraverso pubblicazioni: fino ad allora sono ricerche senza possibilità di valutazione imparziale perchè in fieri. Se si cercasse un criterio di valutazione si introdurrebbero aperture che diventerebbero voragini per i baroni.

  103. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro carlo,

    non ho preclusione alcuna ad una selezione per titoli, è un punto sul quale si può discutere.

    La questione è che nella mia impostazione non ve ne sarebbe necessità, perchè sarebbe giocoforza scegliere il migliore. Nell’esempio degli studi legali non parlavo, ovviamente, dei millemila praticanti o giovani avvocati presi (a costo zero) per far piacere all’amico o alla zia (e che potrebbero paragonarsi ai cultori); ma a coloro che vengono associati allo studio, con connesso investimento patrimoniale e aspettative di produttività, Li, ti assicuro, favori se ne fanno ben pochi.

    Però forse su una cosa hai ragione, e mi ci stai facendo riflettere con la tua insistenza. L’italiano va educato a poco a poco. Una selezione per titoli a monte, in quest’ottica, mi va benissimo. In sostanza – se tutto funziona bene – dovrebbe porare al mio stesso risultato (la scelta del migliore), mantenendo comunque un minimo di formalità onde evitare tentazioni da abbuffata.

    @Rivoluzione: perchè sorteggio delle commissioni? In una prospettiva concorrenziale gli organi della facoltà scelgono loro il migliore, quello che secondo loro potrà dar lustro alla materia, produrre, attirare – sul lungo periodo – progetti e studenti iscritti, etc.

  104. mi è scappato un copia e incolla di troppo

  105. Bombadillo ha detto:

    Caro Colombo,
    la valvola di sicurezza contenuta nell’art.97 co.3 si è sempre riferita agli impieghi che hanno diretta relazione fiduciaria con gli incarichi politici, i quali impieghi, per altro, proprio per la ragione menzionata, sono a tempo determinato: d’altronde, si basano sull’intuitus personae, per cui sarebbe assurda la stessa idea di un concorso.
    Invece, ogni categoria di dipendenti pubblici svolge una funzione diversa, ma proprio non emerge dalla tua risposta quale sia la caratteristica propria del docente universitario che dovrebbe consentirne la chiamata diretta (o cooptazione, che dir si voglia), senza violare il principio di eguaglianza (art.3 Cost.), E QUINDI SENZA ESSERE INCOSTITUZIONALE, altro che leggende metropolitane per giuristi…
    Spero di essermi spiegato: non è che i docenti universitari non abbiano differenze rispetto ad altri pubblici dipendenti; è che nessuna di queste si pone come antecedente causale per l’eliminazione del concorso; diversamente per quanto avviene, evidentemente, per gli impieghi, a tempo, di natura fiduciaria.
    Del resto, l’argomento decisivo per “dimostrare” che la tua bella logica (cooptazione + controlli ex post) non si basa affatto sulle specificità del sistema universitario, è che la stessa ben sarebbe esportabile in altre Pubbliche Amministrazioni, di cui pure si può controllare il grado di efficienza: e a me piacerebbe davvero un sacco, visto che, purtroppo per me, ho spesso a che fare con dipendenti amministrativi, e non sempre ne sono poi così contento!
    Ora, a parte uttto, ci stai, oltre che a proporre la tua “rivoluzione”, come seconda priorità, pure a proporre delle nuove regole concorsuali A DISCREZIONALITA’ VINCOLATA subito attuabili?
    P.S. : l’articolo a cui fai riferimento è ovviamente il 51 Cost., e non il 52 Cost., sulla difesa della Patria: giusto per fare il puntiglioso pure io…

    Per Paolo: condivido pienamente quello che sostieni, tant’è vero che, nella mia proposta, il valore dei titoli è di 30 punti e quello delle pubblicazioni 60, e, per altro, se, in prima valutazione, non hai preso il 7 alle pubblicazioni, se fuori del concorso, ed i tuoi titoli non vengono neanche valutati, nè, ovviamente, sei chiamato a tenere il seminario.

  106. Colombo da Priverno ha detto:

    Caro Bombadillo,

    voglio rispondere subito alla tua interessante replica.

    La specificità della figura del docente universitario sta nel fatto – indiscutibile, e giusto – della filiazione intellettuale tra maestri/e ed allievi/e.

    E’ solo una perversione barbarica d’una società decadente l’idea Scuole = Mafia.

    Le Scuole sono strumenti naturali di filiazione intellettuale, di trasmissione del pensiero scientifico, e – oserei dire – della filosofia della scienza, quasi dell’ “ideologia” della scienza (capitemi bene, la politica non c’entra nulla) propria d’una determinata corrente di pensiero.

    Quando un ragazzo/a si laurea e rimane in facoltà a fare il cultore volontario si inserisce in una Scuola. Frequentandola apprende in modo naturale un modo di essere, una weltaschaung, direbbero i tedeschi.
    Ed apprende in modo immediato un modo di pensare la scienza, di costruirla e presentarla, di percepirne l’utilità che – i giuristi lo sanno meglio di altri – da un lato è determinante ma dall’altro non si trova in nessun libro. Questa è l’essenza d’una scuola, e trovo RIDICOLO il solo fatto che poi, nella selezione degli ingressi in ruolo, tutto questo non esista più e si ritorni ad essere “pubblici dipendenti” e basta, come gli impiegati di settimo livello, i segretari comunali, direttori tecnici. Avete mai visto la Scuola di pensiero dei direttori tecnici del comune di Forlì? O degli istruttori direttivi di VIII qualifica funzionale della provincia di Urbino? O dei comandanti dei vigili urbani di Pomezia? NO.

    Questa è la peculiarità del mondo universitario. E’ LEGITTIMA, E’ SECONDO DIRITTO; non solo: E’ UNA RISORSA DA TUTELARE COME UN ANIMALE RARO.

    Ecco perchè un docente universitario non può essere selezionato per concorso come un magistrato, come un dirigente, come un militare, come un impiegato, come un diplomatico.

    Le Scuole – esistendo legittimamente nella natura stessa dell’accademia, dai tempi di Platone ed Aristotele – hanno resistito sotto traccia per un secolo alla pantomima pagliaccesca dei concorsi, PIEGANDOLA. Perchè sono nella natura della trasmissione del pensiero colto di una società sana.

    Il guaio è che in questo contesto si è infiltrato il marcio, il nepotismo, che è comune a tutte le cose umane, E NON UNA CARATTERISTICA DELLE SCUOLE. nè i concorsi hanno potuto impedir nulla, ovviamente.

    Da qui la mia proposta di controllo saqnzionato ex post: la cooptazione del cretino, economicamente sanzionata, distruggerebbe le Scuole, privandole delle risorse economiche per perpetuarsi. E nessuno lo vuole.

    Ora, voglio sapere da tutti se, secondo voi, l’accademia è anche – legittimamente – Scuola.

    Pensateci in fondo alle vostre coscienze di studiosi, e lasciate Beppe Grillo da solo a fare i miliardi sul palco vendendo i suoi luoghi comuni.

    Se è così non c’è altro impiego pubblico che possa esservi accostato.

  107. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Anche magistrati, avvocati, dirigenti, militari, hanno dei maestri. Anche loro imparano determinate cose sul campo, cose che non si trovano nei libri.

    A parte questo, per lo meno nelle scienze, una teoria è vera quando supera determinati test sperimentali. Non ha nulla a che vedere con le scuole di pensiero, le correnti filosofiche, o altro.

    Il valore di un ricercatore si misura in base a quello che scopre durante la sua ricerca, indipendentemente dalle scuole di pensiero che lo hanno formato.

  108. France ha detto:

    carlo (con la minuscola), e’ vero che nelle scienze c’e’ la prova ripetibile, il dato oggettivo dimostrabile (o falsificabile) a prescindere dalla Scuola. Ma le Scuole esistono eccome, ad un gradino superiore, nelle scienze!
    A quello che dice Colombo, che condivido, aggiungerei pero’ che Scuola non significa necessariamente “coltivare l’orticello dietro casa”. In USA ed UK, il gran capo di una Scuola fa vanto di avere alumni che sono diventati professori in altre universita’, magari a Singapore o in Australia, in Germania o in Svizzera. Quello che corrompe la Scuola non e’ solo il nepotismo, ma anche il localismo, che alla lunga impoverisce la Scuola, e la Scienza. Ma qui stiamo divagando, e magari avessimo questo tipo di problemi….

  109. carlo (con la minuscola) ha detto:

    France, le Scuole esistono ed hanno la loro importanza. Ma le capacita’ di uno scienziato si misurano in base a quello che produce. Se la Scuola che ha formato lo scienziato e’ buona, saranno i suoi titoli a dimostrarlo.

    Sul localismo: i concorsi all’estero sono generalmente onesti. Se un ricercatore in gamba vuole portare il pensiero del suo maestro oltre confine, nulla gli impedisce di farlo. Eppure sono pochissimi italiani a considerare questa possibilita’. Soprattutto, sono pochi quelli che lo fanno per scelta: per molti e’ soltanto una fuga verso dove c’e’ piu’ lavoro. Piu’ avanti potrebbe essere interessante un post per discutere sull’argomento.

  110. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Nel frattempo però nessuna decisione operativa, riguardo la nostra eventuale proposta, è stata presa… temo che tutte queste divisioni di stampo “filosofico” alla fine abbiano sortito l’unico risultato di lasciare le cose così come stanno.

  111. carlo (con la minuscola) ha detto:

    La decisione dovrebbe essere: proposta da attuare in due fasi, in cui la prima fase e’ la sostituzione del concorso con una chiamata per titoli ed eventuale seminario. A parte i dettagli, mi sembra che in linea generale anche Rivoluzione e Colombo fossero d’accordo.

  112. Bombadillo ha detto:

    ..sì carlo, ma se esplicitassero il loro accordo, oltre a proporre le loro interessanti questioni (appunto, più filosofiche, in senso lato, che giuridiche), sarebbe un notevole passo in avanti.
    Insomma, ci state o no?
    Così finalmente partiamo…
    Abbiamo tanto criticato Mussi, come ministro parolaio..
    E noi che facciamo? ..lo seguinamoa ruota?
    Io continuo a proporre due gruppi di lavoro.
    Il primo sulla priorità principale; il secondo sul progetto di largo respiro.
    Se almeno raggiungiamo la decina (cinque per parte) ha un senso, altrimenti è praticamente una iniziativa semi-individuale.

    Io mi iscrivo al primo gruppo. SONO APERTE LE ADESIONI!

    Soo un consiglio, però, anche per gli altri: le vostre proposte sarebbero più coerenti da un punto di vista sistematico (chiaramente giuridico) se includessero l’abolizione del valore legale del titolo di laurea, per motivi che ho già esposto…

  113. Colombo da Priverno ha detto:

    Per France:

    pienamente d’accordo con te. Con “Scuola” non intendo certo l’orticello locale, ovviamente, nè penso che i suoi confini siano collegati ad un territorio o a una sede accademica. Nelle mie discpline, ad es., la c.d. “Scuola Milanese” (poi a sua volta frazionata in correnti di pensiero più specifiche, e collegata alla “Scuola di Francoforte” in Germania) ha esponenti in tutto il territorio nazionale ed all’estero, e corrisponde ad un ben delineato approccio di fondo ai temi, ad una filosofia potrebbe dirsi, diversa da quello di altre Scuole.

    Penso, poi, che sia chiaro il senso elevato in cui intendo il concetto di Scuola.

    Per carlo:

    non voglio entrare in questioni di filosofia della scienza che mi vedrbbero solo fare un’inadeguata figura, ma ho l’impressione che tu dia un peso preponderante (ma non so, forse dipende dalle tue materie) all’aspetto tecnicistico, considerandolo sufficiente a sè stesso.

    Io penso che anche le scienze esatte, e quelle empiriche, non siano altro che modelli persuasivi fondati su convenzioni di validazione interne alla comunità scientifica, e perciò mi pare evidente che la prospettiva stessa di fondo, la “filosofia” della Scuola, influenzi il pregio di un risultato.

  114. Colombo da Priverno ha detto:

    Per carlo, ancora:

    trovo non troppo utile che ti concentri a creare una convergenza sulla prima fase, a me può anche andar bene (purchè non la ritrasformi in un concorso).

    Quella che conta per me è la seconda!

  115. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Non mi concentro sulla prima fase. L’idea di indicare delle priorita’ nella proposta e’ stata suggerita da altri. Per me va bene anche passare subito alla seconda, se integrata da una selezione per titoli.

    Tu dici che non e’ necessaria. La mia risposta e’ che un controllo in piu’ male non puo’ fare.

    Dal tuo commento (27 Maggio 2008 alle 10:38 am), mi sembrava che su questo avessimo raggiunto un compromesso.

  116. carlo (con la minuscola) ha detto:

    PS: sulle questioni di filosofia della scienza direi di rimandare la discussione ad un altro momento. Non voglio andare troppo fuori tema.

  117. Colombo da Priverno ha detto:

    Si d’accordo carlo, allora direi che siamo in linea.

    Altre adesioni all’asse?

  118. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Io darei la mia adesione al gruppo di lavoro sulla “prima fase”, le proposte a breve scadenza.

  119. carbonaro ha detto:

    aderisco anch’io alla “fase 1”, delle proposte a breve termine, essendoci ancora troppa incertezza intorno alla “fase 2”, sicuramente necessaria, ma che coinvolge problematiche di più ampio respiro (non ultime quelle del rapporto tra pubblico/privato) intorno alle quali manca (per ora) una visione condivisa.

    Voi per caso fate già parte di qualche associazione tipo flc cgil o adi?
    è un po’ dura fare proposte con un nickname sul blog…

  120. se posso dare un suggerimento direi di fare un riassunto a colpi di copia e incolla
    (non è richiesta nessuna virtù tecnica da legislatori) dei punti di equlibrio raggiunti con l’ottima discussione di questo thread…

    questo in qualche modo può diventare una sorta di:
    “manifesto degli UTENTI del BLOG” (diverso da RNRP)
    Una sorta di programma culturale elaborato e lanciato nell’ambito del blog per la quale una comune presa di coscienza ponga esigenze divulgative e propagandistiche.
    in cui poniamo i nostri nickname…. e chi lo vuole commentare o mettere
    in discussione è il benvenuto… oltre al fatto che potrà essere sottoposto
    anche a gelmini o chi per lei (tanto comanda il berluska).

    credetemi…. noi utenti di questo blog siamo l’avanguardia massima per
    quanto riguarda “riforme per univ. e ricerca per il bene del paese” e questo
    thread ne è veramente la prova…

    concludo con un mio pensiero…
    manderei al diavolo tutte le associazioni (coorporazioni) flc cgil o adi etc.
    Bisognerebbe trovare un modo per farsi conoscere dall’opinione pubblica…
    Una mia idea… (anche se sarà soggetta a delle critiche durissime) è quella
    di coinvolgere l’unica forma di controcultura attualmente presente….
    il blog di beppegrillo…. di sicuro lui ci può apprezzare nel merito e nel metodo
    (la gelmini ha lo stesso potere di un soldato semplice)
    vai…. ora sparate a zero 😉

  121. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Cari amici, per rompere il ghiaccio, vi propongo una versione 1.0 – ovviamente del tutto estemporanea – di una possibile formulazione di alcune delle proposte della “fase 1”. Naturalmente ogni contributo costruttivo è il benvenuto, sia nella forma che nella sostanza. Cerchiamo di concludere il lavoro in tempi brevi.

    Gent.mo Ministro,
    abbiamo appreso in questi giorni da fonti di stampa che Ella ha intenzione di emanare un decreto per finanziare la seconda trance del reclutamento straordinario di 1000 ricercatori nel 2009 e 2000 nel 2010 avviata dal precedente Governo.
    Nell’esprimere apprezzamento per la scelta di non aver interrotto la politica del reclutamento straordinario, data la situazione di emergenza in cui ormai versa l’Università italiana, non possiamo tuttavia non nascondere la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni – come del resto tutte quelle in regime “ordinario” – sembra che avverranno con le “vecchie regole”, le stesse che hanno permesso che il nepotismo, il localismo ed il malcostume potesse entrare così prepotentemente nell’Università.
    Infatti le attuali procedure per il reclutamento dei ricercatori universitari hanno fatto sì che a vincere il concorso fosse nella stragrande maggioranza dei casi il “prescelto” del membro interno, con la connivenza degli altri due componenti della commissione – scelti mediante delle complicate quanto farsesche “elezioni”. Molti fascicoli sono stati aperte da alcune Procure a riguardo, con ben pochi risultati fino a questo momento dato che la commissione può agevolmente nascondersi dietro l’ampia discrezionalità dei giudizi delle due prove scritte e della prova orale. Cosicchè candidati con un ottimo curriculum e con ottime pubblicazioni si vedono superare dal “candidato locale” spesso senza neppure una pubblicazione. E’ inutile dire che questo meccanismo preclude completamente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, e al contempo ha favorito e incentivato la fuga di cervelli italiani in altri paesi.

    Con la presente lettera vorremmo invitarLa a considerare la possibilità di modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. A nostro avviso sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifiche, senza abrogare del tutto la legge, e attuabili in tempi molto brevi. Più precisamente, proponiamo che le attuali procedure del reclutamento dei ricercatori universitari possano essere semplificata con le seguenti modifiche:
    – I due membri esterni alla commissione andrebbero scelti con un sorteggio e non più con una elezione; inoltre dovrebbero essere di pari grado rispetto al membro interno.
    – Abolizione delle prove scritte e orali; la selezione deve avvenire solo su basi oggettive, cioè sui titoli, sul curriculum e soprattutto sulle pubblicazioni, più un eventuale seminario riguardante le ricerche del candidato, così come avviene nel resto del mondo.
    – Introduzione di una graduatoria finale, incredibilmente assente nelle attuali procedure. Nello stilare tale graduatorie, dovrebbe essere dato un notevole peso alle pubblicazioni (noi proponiamo 60 punti su 100) sugli altri titoli.

    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, che renderebbero più trasparente e celere il concorso e che allineerebbero le nostre procedure di selezione a quelle vigenti in tutti i paesi avanzati.

    Bene, invito tutti gli altri seriamente interessati a portare il loro contributo. Senza problemi. Se veramente vogliamo fare qualcosa di concreto è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti.

  122. Colombo da Priverno ha detto:

    Beppe Grillo…oddio, dovrei turarmi molto il naso. Molto.

    Ma ad essere Benthamiani è un modo per farsi conoscere senza subire la censura della stampa ufficiale.

  123. France ha detto:

    AHHHHH! L’Anticristo! Suonate presto le trombe dello giudizio universale!
    Credo che sul blog di Grillo, se si manda un bel messaggino allo staff/apparato censorio/OVRA, lo accolgono con piacere. Fra le altre destinazioni, e’ da mettere in lista…
    P.S. Io aderisco alla proposta a due velocita’, ma non mi rendo disponibile per nessun gruppo di lavoro perche’ cio’ da fa…

  124. Colombo da Priverno ha detto:

    B.C.M. e altri compagni di lotta e di sfiga,

    la fase I e la fase II vanno presentate insieme: lo capite che la sola fase I senza il contrappeso della II è null’altro che lasciare la cassaforte aperta e l’allarme disinserito?

    O la scelta libera in fase I è controbilanciata subito dagli effetti ex post in fase II, o è meglio lasciare i concorsi come sono, anzi inasprirli pure!!!

  125. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    E’ chiaro che vanno presentare assieme … ma non potevo scrivere tutto io … ho cercato di dare un inizio, ora magari invito gli altri (soprattutto i più esperti sulla fase II) ad integrare e a continuare.

  126. Carlo ha detto:

    Bravo Beniamino, ottimo lavoro! Credo che a questo punto non ci sia molto da aggiungere, se non raccogliere le firme. Non so bene come la cosa possa farsi tecnicamente; si potrebbe chiedere all’amministratore del Blog di postare la lettera con l’invito esteso a tutti i ricercatori precari italiani di copiarla e spedirla individualmente al Ministro (anche solo per email). Ma è solo un’idea.
    Ovviamente, qualsiasi diffusione su altri Blog (compreso quello di Grillo, perché no) o sulla stampa nazionale e locale, se finalizzata a raggiungere lo scopo sarebbe da incoraggiare.
    Per ora, grazie da parte mia.
    Carlo
    PS Domani la porterò per discuterla all’assemble indetta dai ricercatori precari della mia Università.

  127. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io vi do il mio supporto morale. Se Colombo integra la versione 1.0 di Beniamino aggiungendo in coda la fase due, direi che siamo quasi pronti per il post successivo: quello in cui rendiamo noto il risultato della discussione. Dopodiché, possiamo raccogliere commenti, fare eventuali correzioni e spedire la lettera (direi anche sul blog di Grillo).

    Colombo, per “aggiungere in coda” intendo quanto segue: secondo me puoi riprendere direttamente da dove finisce la lettera di Beniamino e proseguire dicendo qualcosa del tipo: “nel lungo periodo sarebbe auspicabile che il sistema universitario si trasformasse in questa direzione…”

    Magari senza esagerare in lunghezza. Poi eventualmente riscriviamo il prologo della versione 1.0, quello con le critiche all’attuale sistema, seguendo anche i suggerimenti degli altri. Sarebbe meglio se le tre parti della lettera – prologo, fase I e fase II – fossero all’incirca della stessa lunghezza.

    Infine, ci sarebbero da discutere anche i dettagli per sottoscrivere la proposta finale. La cosa migliore sarebbe una raccolta firme, ma la vedo dura considerando che molti qui lavorano all’estero. Usare i nickname mi sembra inutile, non firmarla e dire semplicemente che è frutto di una discussione su questo blog. Altrimenti si possono utilizzare gli indirizzi email per autenticare la sottoscrizione elettronica, come per le petizioni on-line per intenderci. Possiamo addirittura usare il servizio http://www.petitiononline.com/ o qualcosa di analogo se esiste (non essendo la nostra una petizione).

  128. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Sì, ma si tratta solo di una bozza, e va ancora integrata con la prospettiva futura di controlli ex-post, ecc. che ho preferito lasciare ad altri.
    Spero comunque che nel giro di pochissimi giorni potremo avere la versione definitiva.
    A quel punto credo che basterebbe un sito in cui chi desidera aderire deve lasciare il nome e cognome, la qualifica (dottorando, dottore di ricerca, assegnista, contrattista, ecc.) e l’affiliazione. Sono certo che basterà un semplice passa parola (anche per e-mail) perchè in molti possano aderire in breve tempo. Dopo qualche settimana qualcuno (non vorrei essere io in quanto ho già scritto una volta al Ministro) dovrà spedire la lettera con tutte le firme al Ministro per email e/o anche per lettera o fax.

  129. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Carlo, ho postato prima di leggere il tuo commento.

    Io ripropongo la seguente domanda, visto che la risposta non è scontata come credevo: chi è per le “due fasi” e chi per la versione 1.0 di Beniamino senza aggiunte?

    Sulla lettera da spedire, farei le cose con più calma. Prima proviamo a pubblicarla sotto forma di post e studiamo le reazioni. Poi, con le dovute modifiche, provvediamo a spedirla (con destinazioni e modalità ancora da decidere).

  130. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Non avevo ancora letto l’e-mail di carlo. Sono molto d’accordo sull’idea di usare il servizio petitononline.com. Non tanto d’accordo sul coinvolgere Beppe Grillo, ma non per antipatia nei suoi confronti, solo perchè sarebbe un nostro autogol: qualsiasi iniziativa patrocinata da Grillo, per definizione, incontra l’antipatia dei politici; come potremo sperare che il Ministro possa prenderci in considerazione?

  131. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Si, su Grillo ha ragione Beniamino. La proposta avrebbe grande visibilità, ma sarebbe marchiata come “antipolitica” e quindi bocciata dal ministro senza neppure essere letta.

  132. Colombo da Priverno ha detto:

    Faccio quel che mi si chiede.

    B.C.M. : “Introduzione di una graduatoria finale, incredibilmente assente nelle attuali procedure. Nello stilare tale graduatorie, dovrebbe essere dato un notevole peso alle pubblicazioni (noi proponiamo 60 punti su 100) sugli altri titoli”.

    – qui mi inserisci io:

    “L’abbandono di una rigida selezione meritocratica nel momento dell’accesso deve necessariamente compensarsi con l’introduzione dei seguenti elementi di verifica costante, successivi all’incardinazione in ruolo:

    1) conferma dopo alcuni anni previsti dalla legge (o individuati da regolamento d’ateneo sulla base di forbice legislativa, con possibili deroghe a fronte di lungo precariato di ricerca), ad opera di commissione interna con 1 membro esterno di livello scientifico nazionale o internazionale;

    2) ulteriore verifica a cadenza quadriennale, per l’intera carriera, sia della affettuazione della didattica sia della produzione scientifica;

    3) istituzione di un’organo disciplinare centrale di alto profilo, sull’impronta del C.S.M., che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività, e cui verranno segnalati d’ufficio i casi clamorosi di non.avanzamento in carriera;

    4)

    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, che renderebbero più trasparente e celere il concorso e che allineerebbero le nostre procedure di selezione a quelle vigenti in tutti i paesi avanzati.

  133. Colombo da Priverno ha detto:

    scusate riprendo:

    4) in caso di mancata conferma (punto 1) o di sanzioni disciplinari gravi e/o reiterate (punti 2 e 3), si nprevederano conseguenze come: a) trasposizione a carico dell’ateneo degli interi oneri stipendiali per il ricercatore assunto; b) preclusione o limitazione di nuovi bandi; c) riduzione dei finanziamenti ordinari.”

    Riprende B.C.M.: “Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, che renderebbero più trasparente e celere il concorso e che allineerebbero le nostre procedure di selezione a quelle vigenti in tutti i paesi avanzati”

  134. Bombadillo ha detto:

    Cari, ovviamente su Grillo condivido Beniamino e carlo: il giudizio è nagativo, cioè, ma solo per una questione di opportunità. Cmq, prima finiamo il documento, e poi decidiamo come utilizzarlo.
    Essendo del “gruppo di lavoro 1” propongo le seguenti puntuali modifiche all’ottimo lavoro svolto da Beniamino.

    1) al decimo rigo, dopo “vecchie regole”, invece che “le stesse…”, scriverei “che non offrono sufficienti garanzie di poter scongiurare favoritismi e logiche di scambio”.
    2) al quindicesimo rigo, al posto di connivenza, utilizzerei l’espressione “benestare”.
    3) al rigo 17, invece di “farsesche”, “pilotabili”.
    4) Subito dopo, da eliminare l’intero periodo sulle Procure (tanto lo sa).
    5) Ancora dopo, invece di “si vedono superare”, “possono vedersi superare”, e poi, invece di “senza neppure una pubblicazione”, “anche qualora non abbia un curriculum altrettanto brillante”

    Passando alla parete propositiva, suggerisco le seguenti modifiche:
    1) al rigo 8, invece di “pari grado..”, “un professore associato ed un professore ordinario, ovverosia un pari grado del membro interno – che, nella grande maggioranza dei casi, è appunto un ordinario -, con esclusione dell’attuale commissario ricercatore, che può sofrire di eccessivi timori reverenziali.”

    2) di seguito, dopo la selezione deve avvenire “solo su basi oggettive,” continuerei così “cioè: in primo luogo, sulle pubblicazioni certificate (60 punti sui 100 complessivi); in secondo luogo – e solo per chi abbia ottenuto almeno 42 punti alla prima valutazione – sui titoli (30 punti sui 100 disponibili, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); in terzo luogo – per chi abbia ottenuto almeno 21 punti alla seconda prova – su di un libero seminario del candidato, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100, senza la possibilità di ritenere superata tale ultima terza prova, qualora il candidato stesso non ottenga almeno 7 punti. La prova seminariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di garanzia”, onde evitare che siano aussunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate.”
    3) subito dopo, bisognerebbe conseguentemente eliminare il periodo che inzia con “nello stilare…”

    La conclusione ovviamente va benissimo!

    Spero che concordiate con le ultime modifiche, perchè, secondo me, sono davvero esenziali per evitare sorprese; mentre con le modifiche relative alla prima parte vi esorto vivamente a concordare, diciamo come vostro avvocato di fiducia (sempre ammesso, cioè, che abbiate in me un po di fiducia).

    Aspetto con ansia di leggere il lavore del gruppo n.2

  135. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Concordo con le modifiche di Bombadillo. Mi è venuto anche in mente che forse vale la pena scrivere da qualche parte che queste “vecchie regole” sono state volute da Berlinguer … chissà che il Ministro sia più invogliata nel modificarle.

    Esorto qualcuno di voi dotato di buona volontà, magari Bombadillos stesso, ad aggiornare tutto il testo, cioè con l’aggiunta delle modifiche di Bombadillo e la parte aggiunta da Colombo.

  136. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ok, per me l’integrazione va bene. Sostituirei solo “cadenza quadriennale” con “cadenza periodica (ad es., quadriennale)”.

    Nella 1.0 di Beniamino sostituirei l’elenco puntato con un elenco numerato, in modo da uniformare lo stile.

    Le correzioni di Bombadillo vanno bene, ma chiarirei nella lettera che la ripartizione dei punti ha valore indicativo. Direi qualcosa del tipo:
    “per la ripartizione dei punti un’idea è la seguente: …”

    Dopodiché, per me siamo a posto. Se gli altri non hanno obiezioni si possono incollare le parti e chiedere all’amministratore di postarle (si tratterebbe comunque di una bozza – niente di definitivo – da sottoporre agli utenti del blog).

  137. Ragazzi bisogna essere semplici e chiari… ed in più rispettare i ruoli…
    non possiamo dire ad un politico come deve fare la legge…
    noi dobbiamo dare un indicazione, che al suo interno abbia molteplici finalità, quali:

    1) rapprestare i nostri diritti nell’imminente
    2) innalzare la civiltà ed il benessere del paese seguendo la linea europea
    3) avere un certo appeal per comunicare con l’opinione pubblica e con il corrente governo

    Una grossolona route map a mio avviso potrebbe essere la seguente:

    Siccome siamo ultimi in europa e nel mondo blah blah, ci vorremmo allineare… vai col modello internazionale a lungo termine super-riassunto da qui:
    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3389

    siccome la mediazione politica blah blah, le difficoltà del paese blah blah, nel medio periodo è vero anche (riassuto da qui):
    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3334

    quindi in una fase a breve termine di immediata attuazione forniamo delle priorità a partire dai + deboli (i ricercatori):
    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3333

  138. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Aggiungo ancora una considerazione.

    Nel passaggio dalla parte I alla parte II si potrebbe citare il seguente estratto da un articolo di Parisi, per spiegare come un nuovo regolamento da solo non basta ( http://wwww.dsonline.it/aree/universita/documenti/dettaglio.asp?id_doc=29109 ):

    ” […] E’ sempre molto difficile fare un regolamento capace di costringere le singole università a scegliere il candidato migliore, quando questo non è il loro interesse. Il legislatore deve piuttosto stabilire un quadro generale di incentivi per cui ai singoli dipartimenti convenga chiamare le persone più valide possibile. ”

    E’ un concetto elementare, essenzialmente quello che già diciamo noi. Ma il fatto che sia detto da un grande scienziato come Parisi potrebbe dare maggior peso alla discussione (è la famosa “dimostrazione per autorità”).
    Rimetto a voi la decisione se la citazione è appropriata o superflua. Unica pecca: l’articolo è su DSonline. Non so se questo potrebbe irritare il ministro.

  139. Il mio messaggio è in coda di moderazione!!!!
    ma a che serve la coda di moderazione in questo blog?
    sarebbe meglio aggiungere un applicativo per poter rispondere quotando gli interlocutori…

  140. carbonaro ha detto:

    Complimenti davvero per l’ottimo lavoro a Beniamino, carlo e Bombadillo!
    Siete veramente l’avanguardia della progettazione delle riforme in Italia e paradossalmente credo che il Ministro potrebbe essere REALMENTE interessato a un discorso di questo tipo, visto che il nuovo governo sembra tenerci molto a dare una forte impressione di cambiamento (almeno a parole) soprattutto contro i lassismi ed alcune storture della p.a. che ormai sono diventate troppo evidenti.
    Nella convinzione che L’OTTIMO PUO’ ESSERE NEMICO DEL BUONO, però, dobbiamo stare attenti secondo me a distinguere bene le 2 velocità: sono un po’ scettico sulle possibilità realizzative della fase 2, che rischia di far impantanare anche la fase 1.
    Già la fase 1 potrebbe essere attraente dal punto di vista propagandistico per il ministro, col vantaggio che incontrerebbe sicuramente meno ostruzionismo da parte dei baronati trasversali.

    CONTINUIAMO COSI’ DAI!!!
    GRAZIE A TUTTI

  141. Ragazzi bisogna essere semplici e chiari… ed in più rispettare i ruoli…
    non possiamo dire ad un politico come deve fare la legge…
    noi dobbiamo dare un indicazione, che al suo interno abbia molteplici finalità, quali:

    1) rapprestare i nostri diritti nell’imminente
    2) innalzare la civiltà ed il benessere del paese seguendo la linea europea
    3) avere un certo appeal per comunicare con l’opinione pubblica e con il corrente governo

    Una grossolona route map a mio avviso potrebbe essere la seguente:

    Siccome siamo ultimi in europa e nel mondo blah blah, ci vorremmo allineare… vai col modello internazionale a lungo termine super-riassunto da qui:
    ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3389

    siccome la mediazione politica blah blah, le difficoltà del paese blah blah, nel medio periodo è vero anche (riassuto da qui):
    ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3334

    quindi in una fase a breve termine di immediata attuazione forniamo delle priorità a partire dai + deboli (i ricercatori):
    ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/21/concorso-il-concorso-dei-sogni-e-che-il-ministro-prenda-appunti/#comment-3333

  142. la capra ha detto:

    Pur non condividendo gran parte delle cose che emergono nella proposta (anche se la fase 1 mi pare molto efficace) sono contento di questa iniziativa e la sponsorizzo, per quello che posso, in pieno.

    ottimo

  143. bho avevo messo i link ai post + rappresentativi di questo thread e mi è apparso il messaggio che devo aspettare la moderazione….

    per andare ai post basta copiare il link e incollare sulla abarra degli indirizzi….

  144. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Non metterei alcun accenno a Parisi. Nonostante sia un grandissimi scienziato, agli occhi degli esponenti del PDL rimarrà sempre la sua macchia di aver firmato la lettera sulla visita del papa… insomma sarebbe un grossissimo rischio, e direi dal nostro punto di vista poco conveniente.

    Un ‘ultima cosa riguardante una delle correzioni di Bombadillo: il passaggio dove citavo le Procure, mi serviva in realtà per far capire che le commissioni possono sempre nascondersi dietro le prove scritte e orali, e in tal modo giustificavo il fatto di volerle eliminare. Un profano potrebbe pensare per esempio che le prove scritte potrebbero dare oggettività al concorso e quindi non è del tutto chiaro ad un non-esperto il perchè le si voglia eliminare.

  145. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ottima osservazione Beniamino, sono d’accordo. Non ricordavo proprio che Parisi fosse fra i 67 firmatari della lettera. Poteva essere un autogol colossale.

    Concordo con Rivoluzioneitalia sul fatto che i dettagli tecnici spettano al ministro. Per questo dicevo che bisogna essere chiari nel sottolineare che cose come la ripartizione dei punti, o la cadenza quadriennale dei controlli, hanno valore puramente indicativo.

  146. Bombadillo ha detto:

    Cari, visto che la buona volontà non mi manca – ma ora sono davvero troppo stanco -, domani mattina, spero di poter operare l’unione e la sintesi delle varie parti. E poi mi dite se va bene…

  147. arioprecario ha detto:

    @ rivoluzioneitalia,
    ho postato il tuo messaggio con i link che era in moderazione. Ogni volta che c’è più di un link, l’anti-spam blocca

    @all
    Quanto alla questione proposta. Non appena è pronta una proposta in qualche modo condivisa ne facciamo un post ad hoc sul blog e la facciamo circolare nelle modalità che reputiamo più utili.

    Grazie a tutti per il contributo decisivo che date al blog. Sono in molti quelli che partecipano ma sono moltissimi quelli che ci leggono e per qualità e intensità la discussione avviata è veramente entusiasmante.

  148. carbonaro ha detto:

    grazie a bombadillo per la sintesi della proposta 1 e per quella della proposta 2
    ragazzi, una cosa è sicura: la nostra proposta è fatta più seriamente di quella “Mussi”

  149. Bombadillo ha detto:

    Ecc.mo Ministro Mariastella Gelmini,
    abbiamo appreso in questi giorni, dagli organi di stampa, che ha intenzione di emanare un decreto per finanziare la seconda trance del reclutamento straordinario – di 1000 ricercatori nel 2009, e di 2000 nel 2010 – avviato dal precedente Governo. Nell’esprimerle il nostro apprezzamento per la sua scelta di non interrompere la politica di reclutamento straordinario – indispensabile data la situazione di emergenza, e di ritardo, rispetto al generale contesto europeo, in cui versa l’Università italaina -, non possiamo tuttavbia nasconderle la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni – come, del resto, tutte quelle in regime “ordinario” – sembra che avverrano con le “vecchie regole”, che notoriamente non offrono sufficienti garanzie, di poter scongiurare eventuali favoritismi, e logiche di scambio.
    Le attuali regole per il reclutamtneo dei ricercatori, infatti, hanno fatto sì che a vincere il concorso fosse, nella stragrande maggioranza dei casi, il candidato “prescelto” dal emmbro interno di commissione, con il benestare degli altri due componenti della commissione stessa: scelti, per altro, mediante elezioni, tanto dispendiose – dal punto di vista del tempo, e delle energie, che i docenti vi investono -, quanto pilotabili.
    In questo modo, candidati che si distinguono per la significatività della produzione scientifica possono vedersi superare dal candidato “preferito” dal membro interno, anche qualora lo stesso non possa vantare un curriculum altrettanto brillante.
    Risulta evidente, quindi, che le attuali regole, non solo precludono totalmente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, ma soprattutto favorisocno la fuga di cervelli italiani in altri Paesi.
    Con la presente, dunque, Le chiediamo di voler modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. D’altronde, a tal fine, sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifice all’attuale legge, realizzabili in tempi brevi. Nello specifico, suggeriamo le modifiche seguenti:
    1) i due membri esterni della commissione andrebbero individuati mediante sorteggio, e non tramite elezione; inoltre, dovrebbero essere un professore associato ed uno ordinario – ovverosia un pari-grado, per quello che solitamente avviene, del membro interno – con esclusione, quindi, del commissario ricercatore, che può soffrire di eccessivi timori reverenziali;
    2) ABOLIZIONE DELLE PROVE SCRITTE E ORALI, che sono proprio quelle che, nella prassi applicativa, si sono prestate alle strumentalizzazioni più evidenti;
    3) selezione solo su basi oggettive, secondo un modello di discrezionalità fortemente vincolata;

    – ad esempio: prima valutazione solo sulle pubblicazione certificate (60 punti sui 100 complessivi); seconda valutazione – alla quale accedono solo i candidati che, alla prima, hanno ottenuto almeno 42 punti – sui titoli (30 punti su 100, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); terza valutazione – alla quale accedono solo i candidati che hanno ottenuto almeno 21 punti alla seconda valutazione – consistente in un libero seminario, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100, e che può ritenersi superata solo qualora il condidato ottenga almeno sette punti.
    La prova semnariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di sicurezza”, onde evitare che siano assunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate. –

    4) introduzione di una graduatoria finale, incredibilmente assente nelle atutali procedure.
    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, e che renderebbero più trasparenti e celeri i concocorsi, allineandoli a quelli delle altre democrazie occidentali.
    Il nostro ruolo, tuttavia, ci impone di offrirle anche una prospettiva di riforma più ampia, e, per così dire, a lungo periodo, tesa soprattutto ad una effettiva verifica costante, dopo l’incardinazioen in ruolo:
    1) conferma dopo alcuni anni, secondo quanto previsto dalla legge – o, in deroga, dai regolamenti di Ateneo, in modo felssibile, con riferimento ad evenutali lunghi periodi pregressi di precariato – ad opera di una commissione anche interna, ma integrata almeno da un membro esterno di chiara fama;
    2) ulteriore verifica a cadenza quadriennale, per l’intera carriera, sia del profilo didattico, che di quello scientifico;
    3) istituzione di un organo disciplinare centrale di alto profilo – addirittura, sul modello del CSM – che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività; organo cui potrebbero essere segnalati, altresì, i casi clamorosi di mancato avanzamento in carriera.

    Come avrà potuto apprezzare, sia nel caso delle proposte di immediata fattibilità, che in quello delle ipotesi per il lungo periodo, non si tratta di istanze collegate all’interesse di una parte, ma volte alla persecuzione del bene comune, e del rilancio, anche a livelo di immagine nazionale ed internazionale, dell’Università italaina. E, per questo, speriamo di cuore che vorrà accoglierle – senza l’improduttivo temporeggiare che ha caratterizzato il precedente Governo -, soprattutto con riferimento allla prima parte, che risulta, infatti, immediatamente attuabile, per altro, a costo zero.

  150. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Alcuni typos:

    italaina -> italiana
    tuttavbia -> tuttavia
    reclutamtneo -> reclutamento
    emmbro -> membro
    favorisocno -> favoriscono
    modifice -> modifiche
    atutali -> attuali
    concocorsi -> concorsi
    incardinazioen -> incardinazione
    felssibile -> flessibile

    Leverei la soglia di 7 punti per il seminario. Il seminario, anche se in minima parte, è pur sempre pilotabile. Diventerebbe un modo per escludere candidati brillanti e favorire gli amici.

    Ripropongo la sostituzione di “cadenza quadriennale” con “cadenza periodica (ad esempio, quadriennale)”.

    Inoltre, sposterei alcune virgole:

    1. ‘ indispensabile data la situazione di emergenza, e… ‘
    da sostituire con
    ‘ indispensabile, data la situazione di emergenza e… ‘

    2. ‘ come, del resto, tutte quelle in regime “ordinario” ‘
    da sostituire con
    ‘ come del resto tutte quelle in regime “ordinario” ‘

    3. ‘ che notoriamente non offrono sufficienti garanzie, di poter scongiurare eventuali favoritismi, e logiche di scambio. ‘
    da sostituire con
    ‘ che notoriamente non offrono sufficienti garanzie di poter scongiurare eventuali favoritismi e logiche di scambio. ‘

    4. ‘ scelti, per altro, mediante elezioni, tanto dispendiose – dal punto di vista del tempo, e delle energie, che i docenti vi investono -, quanto pilotabili. ‘
    da sostituire con
    ‘ scelti per altro mediante elezioni, tanto dispendiose – dal punto di vista del tempo e delle energie che i docenti vi investono – quanto pilotabili. ‘

  151. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Mi complimento per il lavoro fatto da Bombadillo. Concordo con tutte le correzioni suggerite da carloe aggiungo che credo che sia stata saltata la proposta n. 4 di eventuali sanzioni economiche all’ateneo dopo i controlli ex-post (forse lì andrebbre citata l’ANVUR). Sulla sostanza sono solo dubbioso sulla proposta di creazione di un orgnao tipo CSM, ma comunque non è un punto importante.

  152. giulio ha detto:

    buona la lettera.. ma mi sembra che i soliti più influenti e assidui del dibattito nel blog si siano tirati fuori. E’ come se avessero detto: “ragazzi, dai, divertitevi a giocare con le regole concorsuali meritocratiche”.

    Intanto però pensano a strategie più efficaci: i.e. le stabilizzazioni contrattuali.. c’è pur sempre un democristiano come sottosegretario.

  153. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Ho provveduto ad aggiornare la lettera con le correzioni suggerite da carlo e con l’aggiunta del punto n.4 della “seconda fase” scritta ieri da Colombo. A questo punto, se non ci sono altre correzioni rilevanti da fare, a mio avviso potrebbe anche essere giunto il momento di dedicare un post interamente alle ultime discussioni sul testo aggiornato sia per fare le ultime modifche che per decidere operativamente come procedere oltre.

    Ecc.mo Ministro Mariastella Gelmini,
    abbiamo appreso in questi giorni, dagli organi di stampa, che ha intenzione di emanare un decreto per finanziare la seconda trance del reclutamento straordinario – di 1000 ricercatori nel 2009, e di 2000 nel 2010 – avviato dal precedente Governo. Nell’esprimerle il nostro apprezzamento per la sua scelta di non interrompere la politica di reclutamento straordinario – indispensabile, data la situazione di emergenza e di ritardo, rispetto al generale contesto europeo, in cui versa l’Università italiana -, non possiamo tuttavia nasconderle la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni – come, del resto tutte quelle in regime “ordinario” – sembra che avverrano con le “vecchie regole”, che notoriamente non offrono sufficienti garanzie, di poter scongiurare eventuali favoritismi e logiche di scambio.
    Le attuali regole per il reclutamento dei ricercatori, infatti, hanno fatto sì che a vincere il concorso fosse, nella stragrande maggioranza dei casi, il candidato “prescelto” dal membro interno di commissione, con il benestare degli altri due componenti della commissione stessa: scelti, per altro, mediante elezioni, tanto dispendiose – dal punto di vista del tempo e delle energie che i docenti vi investono – quanto pilotabili.
    In questo modo, candidati che si distinguono per la significatività della produzione scientifica possono vedersi superare dal candidato “preferito” dal membro interno, anche qualora lo stesso non possa vantare un curriculum altrettanto brillante.
    Risulta evidente, inoltre, che le attuali regole, non solo precludono totalmente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, ma soprattutto favoriscono la fuga di cervelli italiani in altri Paesi.
    Con la presente, dunque, Le chiediamo di voler modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. D’altronde, a tal fine, sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifiche all’attuale legge, realizzabili in tempi brevi. Nello specifico, suggeriamo le modifiche seguenti:
    1) i due membri esterni della commissione andrebbero individuati mediante sorteggio, e non tramite elezione; inoltre, dovrebbero essere un professore associato ed uno ordinario – ovverosia un pari-grado, per quello che solitamente avviene, del membro interno – con esclusione, quindi, del commissario ricercatore, che può soffrire di eccessivi timori reverenziali;
    2) ABOLIZIONE DELLE PROVE SCRITTE E ORALI, che sono proprio quelle che, nella prassi applicativa, si sono prestate alle strumentalizzazioni più evidenti;
    3) selezione solo su basi oggettive, secondo un modello di discrezionalità fortemente vincolata;

    – ad esempio: prima valutazione solo sulle pubblicazione certificate (60 punti sui 100 complessivi); seconda valutazione – alla quale accedono solo i candidati che, alla prima, hanno ottenuto almeno 42 punti – sui titoli (30 punti su 100, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); terza valutazione – alla quale accedono solo i candidati che hanno ottenuto almeno 21 punti alla seconda valutazione – consistente in un libero seminario, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100.
    La prova semnariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di sicurezza”, onde evitare che siano assunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate. –

    4) introduzione di una graduatoria finale, incredibilmente assente nelle attutai procedure.
    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, e che renderebbero più trasparenti e celeri i concorsi, allineandoli a quelli delle altre democrazie occidentali.
    Il nostro ruolo, tuttavia, ci impone di offrirle anche una prospettiva di riforma più ampia, e, per così dire, a lungo periodo, tesa soprattutto ad una effettiva verifica costante, dopo l’incardinazione in ruolo:
    1) conferma dopo alcuni anni, secondo quanto previsto dalla legge – o, in deroga, dai regolamenti di Ateneo, in modo flessibile, con riferimento ad evenutali lunghi periodi pregressi di precariato – ad opera di una commissione anche interna, ma integrata almeno da un membro esterno di chiara fama;
    2) ulteriore verifica a cadenza periodica, per l’intera carriera, sia del profilo didattico, che di quello scientifico;
    3) istituzione di un organo disciplinare centrale di alto profilo – addirittura, sul modello del CSM – che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività; organo cui potrebbero essere segnalati, altresì, i casi clamorosi di mancato avanzamento in carriera;
    4) in caso di mancata conferma (punto 1) o di sanzioni disciplinari gravi e/o reiterate (punti 2 e 3), si prevederanno conseguenze come: a) trasposizione a carico dell’ateneo degli interi oneri stipendiali per il ricercatore assunto; b) preclusione o limitazione di nuovi bandi; c) riduzione dei finanziamenti ordinari.

    Ecc.mo Ministro On. Maria Stella Gelmini,
    Come avrà potuto apprezzare, sia nel caso delle proposte di immediata fattibilità, che in quello delle ipotesi per il lungo periodo, non si tratta di istanze collegate all’interesse di una parte, ma volte alla persecuzione del bene comune, e del rilancio, anche a livelo di immagine nazionale ed internazionale, dell’Università italaina. E, per questo, speriamo di cuore che vorrà accoglierle – senza l’improduttivo temporeggiare che ha caratterizzato il precedente Governo -, soprattutto con riferimento allla prima parte, che risulta, infatti, immediatamente attuabile, per altro, a costo zero.

  154. Colombo da Priverno ha detto:

    Ottima lettera, Bombadillo!!!!!!

    Mi associo però a Beniamino C.M. nel sottolineare l’omissione del fondamentale punto 4.

    Per favore Bombadillo integra l’ottimo lavoro già fatto.

  155. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Mi sono accorto che per errore è stato ripetuto “Ecc.mo Ministro ecc.” anche all’ultimo capoverso. Naturalmente va tolto.

  156. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ancora un errore di battitura:
    attutai -> attuali

    Per il resto, è ok. Se volete possiamo passare alla fase successiva.

  157. Colombo da Priverno ha detto:

    Eccellentissomo togliamolo proprio, che il re è andato via da 60 anni e più.

    E non è nemmeno più previsto nei protocolli come attributo dei ministri.

    “Signor Ministro”

  158. Bombadillo ha detto:

    Cari – e soprattutto Colombo – scusate per il punto n.4, è stata una svista dovuta alla fretta, così come i numerosi refusi. Ringrazio quindi carlo e Beniamino per le puntuali correzioni.

    Anche per me possiamo passare alla fase successiva.

    Sarebbe bello poter presentare la lettera con intestazione e firma R.N.R.P…

    Spero che – qualsiasi sia la procedura per ottenere un tale risultato – sia quantomeno attivata. E poi vediamo se si riesce ad ottenere una convergenza.

    Tra le sviste, in effetti, vi è anche la mancanza del “sig.” prima di Ministro, che ovviamente non esclude “ecc.mo”: Ecc.mo sig. Ministro!

    I savoia, infatti, fortunatamente non hanno più peso politico nel nostro Paese, tuttavia, ecc.mo è ancora il modo più frequente per rivolgersi con la dovuta deferenza – per il ruolo, e non per la persona – ad un Ministro, sia (o meno) previsto da un espresso protocollo.
    D’altronde, non esiste nessun protocollo che ci impone di scivere, ad es., On. Tribunale, o Ecc.ma Corte d’Appello, o ancora Ill.mo sig. Giudice, eppure non ho mai visto un atto che non rispettasse tali dizioni.

    Ecc.mo, poi, non è peggio dei nostri chiarissimo professore, amplissimo preside (amplissimo!!), magnifico rettore. Ed è certo mille volte meglio dell’appellativo del prorettore: gaziosetto!!!

    Ricordate che la nostra è pur sempre una richiesta, e va presentata con la necessaria umiltà. E’ proprio quello, infatti, il senso del “chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete”, anche se sono più di 2000 anni che il Re se ne è andato. Ma tornerà.

    Scusate le evidenti divagazioni, ma ho avuto una giornata durissima, che è finita solo ora, e mi sento un po sentimentale.

    Sono contento di quanto abbiamo faticosamente prodotto, e spero che saremo abbastanza coerenti da utilizzarlo (ecc.mo o meno).

    Buonanotte a tutti, con tanti bei sogni a tempo indeterminato.

  159. Colombo da Priverno ha detto:

    Fa lo stesso, è che non avevo voglia di dare dell’Ecc.mo a un politico….

    Comunque, tu che sei studioso di diritto pubblico, a me – che non lo sono – era parso di capire che qualche atto formale (forse anche solo circolari) avesse cancellato davvero, negli anni ’50, l’attributo di “Eccellenza” per gli esponenti del potere esecutivo, lasciandolo solo per quelli (alcuni) del potere giudiziario (Presidente e P.G. di Corte d’Appello, Primo presidente e presidenti di sezione della Cassazione).

    Non disturbarti a rispondere, è solo una curiosità che non ne vale nemmeno la pena…

  160. Bombadillo ha detto:

    ..bho! (e scusami se la mia risposta è troppo tecnica).
    Comunque, io mi sono autodefinito uno sudente, mica uno studioso.
    Chiaramente, però, un ecc.mo studente!
    Scherzi a parte, il nostro compito è concluso, E ADESSO?

  161. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Adesso aspettiamo che Admin e/o Arioprecario si rivelino a noi e ci indichino la via (a proposito, si tratta di due entità distinte o sono la stessa persona?).

  162. Bombadillo ha detto:

    ????????????????? La seconda è prevista: è quella del sistema di controlli ex post di Colombo. Se poi vuoi indicarne una terza, o, comunque, ampliare la seconda, datti da fare.
    Per così dire, ognuno si faccia le fasi proprie…
    Però, se vuoi farlo, dovresti farlo subito, altrimenti dai anche tu il via libera.

  163. carbonaro ha detto:

    scusate ma direi di evitare la “terza fase”, che implica uno stravolgimento totale del sistema (forse anche della forma di Stato e di Governo!), penso finirebbe davvero per far impantanare tutto.
    sbrighiamoci colle sottoscrizioni della lettera, dobbiamo decidere se farle on-line o su carta (io voto per la seconda, forse per un inveterato pregiudizio verso l’eccessiva “virtualizzazione” del tutto)

  164. Bombadillo ha detto:

    Cari, per salvare capra e cavoli (ogni riferiemento personale è puramente voluto, eh, eh), suggerisco la seguente modifica.

    Al termine del primo periodo della seconda fase “Il nostro ruolo, tuttavia…..l’incardinazione in ruolo: verifica che, se dovesse dare i risultati sperati, potrebbe rendere inutili, in un futuro non troppo lontano – almeno in ambito universitario -, i pubblici concorsi, che potrebbero essere sostituiti da un sistema di cooptazione responsabile, sul quale, in questa sede, sarebbe prematuro dilungarsi.
    La verifica ex post potrebbe funzionare nel seguente modo:
    1)…
    2)
    3)
    Anzi, ancora meglio, A), B), C), così non si crea confusione con la prima parte…

    Caro, R., in fondo, se ci pensi, prima di passare alla cooptazione, sarebbe meglio aver già rodato il sistema di verifica ex post!

    Beniteso, però: io non riscrivo tutto (ho già dato), se qualcuno ha la buona volontà, può fare l’aggiunta indicata, che non mi pare malaccio – o una a modo suo, se ritiene -…ALTRIMENTI SI PARTE!!!!

  165. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io la penso come Carbonaro. Secondo me la lettera va bene così com’è. Se Admin ce la posta, possiamo vedere se riscuote consensi e decidere sulle modalità di sottoscrizione.

    Correggerei solo gli errori di battitura: attutai -> attuali, “Ecc.mo Ministro ecc.” ripetuto due volte, e il secondo elenco sarebbe meglio nella forma A) B) C), onde evitare confusione col primo elenco (oppure i), ii), iii) ).

  166. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Sono d’accordo con Carbonaro. Credo che sia stato raggiunto un ottimo compromesso e impantanarsi su una “fase III”, che tra l’altro ci allantanerebbe anche di molto da quello che è il tema – cioè il reclutamento dei ricercatori -, sarebbe puro autolesionismo proprio ora che si era trovato un accordo.
    L’ulteriore compromesso che propone Bombadillo mi va anche bene, ma lascio a chi è interssato a questo ulteriore ampliamento della lettera fare tutte le modifiche. Ma in tempi brevi.

    Sarebbe auspicabile che gli amministratori del blog creassero il prima possibile un post ad hoc per discutere su come procedere ora. Credo che l’unica alternativa percorribile, date le distanze, sia la petizione on-line… ma appunto bisogna capire tecnicamente come si può fare.
    E’ auspicabile partire il prima possibile.

  167. mah
    ci stiamo richiudendo in una visione egoistica dell’università…
    ovvero quella del posto fisso… vi voglio ricordare come la pensa
    il nostro interlocutore Gelmini:
    http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/scuola_e_universita/servizi/idee-nuovo-ministro/idee-nuovo-ministro/idee-nuovo-ministro.html

  168. arioprecario ha detto:

    Ecco che magicamente riappare arioprecario, nessun problema a postare la lettera sul blog e darle la visione che merita. Ho solo un dubbio, non è un pochino troppo lunga? La si potrebbe accorciare? non è solamente un aspetto che ne pregiudica la lettura sul blog (diciamo che chi è interessato la può leggere tutta se vuole), ma certamente un ministro cose troppo lunghe non le legge. Comunque, io sono pronto. Vi chiedo solo di postare la lettera definitiva con correzione sotto il nome “definitiva”, mi sono un pochino perso i passaggi di modifica.

    Comunque, al momento arioprecario e admin sono la stessa persona. Normalmente non è così. Diciamo che questo blog ha una redazione molto molto precaria…

    saluti, ancora grazie

  169. @bombadillo

    la verifica ex post (nome già di per se odioso) porterebbe un pò
    di freschezza rispetto alla pesante aria illiberale che si respira nei
    nostri atenei… ha però un costo pratico pazzesco…
    (e toglierebbe quindi pure risorse alla ricerca)…

    ricorda molto la soluzione del passato governo nel perseguire
    gli evasori fiscali…. ottima sulla carta costosa e improbabile nella pratica.
    Quindi in questo senso dobbiamo comunicare un’ipotesi di riforma veloce che ispiri
    ad un vero cambiamento strutturale…

    Nel documento che stiamo scrivendo dobbiamo dare
    l’idea che un modello decentralizzato è possibile per l’italia….
    cosi da far capire al governo che se mettono le mani sull’università
    non parte una guerra civile per le strade…

  170. Colombo da Priverno ha detto:

    Rivoluzione,

    come ho già detto molte volte (e mi sembra che sul punto si sia raggiunta un’intesa che sarebbe bene non rimettere in discussione), l’accesso “liberal” (fase I) deve essere controbilanciato da una verifica ex post (fase II) che, oltre a “dare freschezza”, è l’unico modo che impedisce alla fase I di trasformarsi in arbitrio incontrollato.

    Certo, in un sistema liberale puro, tu dirai, già la fase I si autoregolerebbe nella scelta del migliore, ma non possiamo permetterci, in un contesto di così centrale importanza per tutti come quello dell’università e ricerca, di affidarci alle sorti (e agli svarioni, la storia lo insegna) della sola “mano invisibile”. Perciò, Kelsenianamente, insisto perchè la fase II debba essere presentata come provvedimento da adottare contestualmente alla fase I, perchè ne costituisce la valvola di sicurezza.

    Se un giorno diventeremo più responsabili, forse non ce ne sarà bisogno. Ma – l’hai detto tu tante volte, Rivoluzione – l’Italia non ha mai conosciuto il liberalismo, e non possiamo rischiare di introdurlo nella maniera più radicale presso un popolo che non ne ha la mentalità, e lo scambierebbe per possibilità illimitata d’arbitrio nella gestione di cose pubbliche. Facciamo andare il sistema in bicicletta, d’accordo, ma all’inizio mettiamoci le rotelle…..

  171. Colombo da Priverno ha detto:

    Scusa, intendevo dire Keinesianamente (da John Maynard Keynes).

    Hans Kelsen non c’entra, è un filosofo del diritto, per giunta formalista….

  172. Colombo da Priverno wrote:
    >Se un giorno diventeremo più responsabili, forse non ce ne sarà bisogno. Ma
    >- l’hai detto tu tante volte, Rivoluzione – l’Italia non ha mai conosciuto il
    >liberalismo, e non possiamo rischiare di introdurlo nella maniera più radicale
    >presso un popolo che non ne ha la mentalità, e lo scambierebbe per possibilità
    >illimitata d’arbitrio nella gestione di cose pubbliche. Facciamo andare il sistema
    >in bicicletta, d’accordo, ma all’inizio mettiamoci le rotelle…..

    Il popolo siamo noi… siamo noi che dobbiamo cambiare…..
    Chi pensa cosi, come può far evolvere un paese?
    Cosi stiamo discutendo sul come risolverci i nostri problemi personali…

    Sei migliorato ultimamante, ma rimani pur sempre un conservatore….

    Ora te la sparo anch’io una citazione:
    “Great minds discuss ideas. Average minds discuss events. Small minds discuss people.” – Eleanor Roosevelt-

  173. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    Caro Arioprecario,
    mi sono preso la briga di aggiustare i vari errori di stampa, gli elenchi numerati, ecc.
    Pertanto credo che la lettera possa essere considerata nella sua versione “definitiva”, frutto di soluzioni di compromesso tanto faticosamente raggiunte.

    Ecc.mo Sig. Ministro Maria Stella Gelmini,

    abbiamo appreso in questi giorni, dagli organi di stampa, che ha intenzione di emanare un decreto per finanziare la seconda trance del reclutamento straordinario – di 1000 ricercatori nel 2009, e di 2000 nel 2010 – avviato dal precedente Governo. Nell’esprimerle il nostro apprezzamento per la sua scelta di non interrompere la politica di reclutamento straordinario – indispensabile, data la situazione di emergenza e di ritardo, rispetto al generale contesto europeo, in cui versa l’Università italiana -, non possiamo tuttavia nasconderle la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni – come, del resto tutte quelle in regime “ordinario” – sembra che avverranno con le “vecchie regole”, che notoriamente non offrono sufficienti garanzie, di poter scongiurare eventuali favoritismi e logiche di scambio.
    Le attuali regole per il reclutamento dei ricercatori, infatti, hanno fatto sì che a vincere il concorso fosse, nella stragrande maggioranza dei casi, il candidato “prescelto” dal membro interno di commissione, con il benestare degli altri due componenti della commissione stessa: scelti, per altro, mediante elezioni, tanto dispendiose – dal punto di vista del tempo e delle energie che i docenti vi investono – quanto pilotabili.
    In questo modo, candidati che si distinguono per la significatività della produzione scientifica possono vedersi superare dal candidato “preferito” dal membro interno, anche qualora lo stesso non possa vantare un curriculum altrettanto brillante.
    Risulta evidente, inoltre, che le attuali regole, non solo precludono totalmente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, ma soprattutto favoriscono la fuga di cervelli italiani in altri Paesi.
    Con la presente, dunque, Le chiediamo di voler modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. D’altronde, a tal fine, sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifiche all’attuale legge, realizzabili in tempi brevi. Nello specifico, suggeriamo le modifiche seguenti:

    1) i due membri esterni della commissione andrebbero individuati mediante sorteggio, e non tramite elezione; inoltre, dovrebbero essere un professore associato ed uno ordinario – ovverosia un pari-grado, per quello che solitamente avviene, del membro interno – con esclusione, quindi, del commissario ricercatore, che può soffrire di eccessivi timori reverenziali;
    2) ABOLIZIONE DELLE PROVE SCRITTE E ORALI, che sono proprio quelle che, nella prassi applicativa, si sono prestate alle strumentalizzazioni più evidenti;
    3) selezione solo su basi oggettive, secondo un modello di discrezionalità fortemente vincolata;

    – ad esempio: prima valutazione solo sulle pubblicazione certificate (60 punti sui 100 complessivi); seconda valutazione – alla quale accedono solo i candidati che, alla prima, hanno ottenuto almeno 42 punti – sui titoli (30 punti su 100, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); terza valutazione – alla quale accedono solo i candidati che hanno ottenuto almeno 21 punti alla seconda valutazione – consistente in un libero seminario, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100.
    La prova seminariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di sicurezza”, onde evitare che siano assunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate. –

    4) introduzione di una graduatoria finale, incredibilmente assente nelle attuali procedure.

    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, e che renderebbero più trasparenti e celeri i concorsi, allineandoli a quelli delle altre democrazie occidentali.

    Il nostro ruolo, tuttavia, ci impone di offrirle anche una prospettiva di riforma più ampia, e, per così dire, a lungo periodo, tesa soprattutto ad una effettiva verifica costante, dopo l’incardinazione in ruolo:

    A) conferma dopo alcuni anni, secondo quanto previsto dalla legge – o, in deroga, dai regolamenti di Ateneo, in modo flessibile, con riferimento ad eventuali lunghi periodi pregressi di precariato – ad opera di una commissione anche interna, ma integrata almeno da un membro esterno di chiara fama;
    B) ulteriore verifica a cadenza periodica, per l’intera carriera, sia del profilo didattico, che di quello scientifico;
    C) istituzione di un organo disciplinare centrale di alto profilo – addirittura, sul modello del CSM – che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività; organo cui potrebbero essere segnalati, altresì, i casi clamorosi di mancato avanzamento in carriera;
    D) in caso di mancata conferma (punto A) o di sanzioni disciplinari gravi e/o reiterate (punti B e C), si prevederanno conseguenze come: a) trasposizione a carico dell’ateneo degli interi oneri stipendiali per il ricercatore assunto; b) preclusione o limitazione di nuovi bandi; c) riduzione dei finanziamenti ordinari.

    Come avrà potuto apprezzare, sia nel caso delle proposte di immediata fattibilità, che in quello delle ipotesi per il lungo periodo, non si tratta di istanze collegate all’interesse di una parte, ma volte alla persecuzione del bene comune, e del rilancio, anche a livello di immagine nazionale ed internazionale, dell’Università italiana. E, per questo, speriamo di cuore che vorrà accoglierle – senza l’improduttivo temporeggiare che ha caratterizzato il precedente Governo -, soprattutto con riferimento alla prima parte, che risulta, infatti, immediatamente attuabile, per altro, a costo zero.

  174. Versione Definitiva ha detto:

    Beniamino, penso dovevi mettere “Versione Definitiva” come nickname.

    x Admin: credo siamo tutti d’accordo che la versione definitiva e’ quella nel precedente commento. Se sei d’accordo, puoi fare copia e incolla da “Ecc.mo Sig. Ministro” fino alla fine e postare.

    Grazie,
    carlo

  175. arioprecario ha detto:

    per me benissimo, ma non si era accolta la dicitura sig. Ministro? Eccellentissimo non l’ho mai visto usato in una lettera ad un ministro e mi pare eccessivamente deferente…

  176. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io suggerirei quanto segue. Di solito i titoli onorifici si usano nell’intestazione, non nell’incipit della lettera. Vedere ad esempio:
    http://www.life.it/allegati/sciopero_della_fame/sciopero_fame_17.PDF

    Si potrebbe intitolare il post “Lettera aperta all’Ecc.mo Sig.ra Ministro Maria Stella Gelmini”, ed iniziare il posto con un semplice “Sig.ra Ministro”.

    Se agli altri va bene, si puo’ procedere cosi’.

  177. Beniamino Cappelletti Montano ha detto:

    La soluzione di carlo è ottima.
    Dai, pubblichiamo il nuovo post e cominciamo a discutere di come procedere.
    E contestualmente si potrà eventualmente anche discutere sui dettagli di come intestare la lettera e di altre modifiche formali.

  178. arioprecario ha detto:

    scusate, la questione è marginale me ne rendo conto.
    Ma eccellentissimo signor ministro mi pare uscito da un film di totò.

    Usiamo signor Ministro o eccellentissimo e chiudiamola qua. Anzi, sciolgo io la riserva, usiamo eccellentissimo e besta. Datemi un pochino di tempo e metto il post!

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