Audite audite….

 

Mentre prosegue la raccolta delle firme per la petizione a favore della riforma dei meccanismi concorsuali (abbiamo superato le 1000 adesioni!!!) Online petition – Richiesta di modifica delle regole dei concorsi a ricercatore, il Ministro Gelmini è finalmente intervenuta alla Camera a indicare le linee della politica del governo sull’Università e al CUN. Siamo in attesa che l’intervento alla VII Commissione della Camera venga pubblicato sul sito (per ora trovate l’audizione sulle questioni concernenti la scuola) per commentarlo dettagliatamente, ma i giornali hanno riportato con enfasi le parole del Ministro su alcuni temi:

 

– riforma delle procedure concorsuali. Il Ministro è intenzionato a riformare le procedure per i i concorsi da ricercatore, associato e ordinario secondo un doppio binario. Concorso nazionale con idoneità, quindi libero reclutamento delle università nelle liste degli idonei.

 

Il doppio livello, nazionale e locale, di per sé non trasforma “il Sistema” di reclutamento vigente. Se questa è l’ipotesi di riforma, affinché essa offra garanzie di trasparenza e meritocrazia resta cruciale definire i meccanismi di composizione delle commissioni nazionali. Senza il sorteggio dei membri (e non la loro elezione) per macrosettori o raggruppamenti il rischio è di rafforzare le cordate accademiche più forti sul piano nazionale a scapito di tutti gli altri. Sono peraltro necessari strumenti efficaci di valutazione che bilancino la libera scelta degli idonei da parte degli Atenei.

– proprio quello della valutazione è un tema spinoso dell’intervento del Ministro che ha attaccato l’ANVUR di Mussi, definendolo un carrozzone burocratico, ma non ha indicato alcun concreto sistema di valutazione degli Atenei. Peraltro, si attende il rifinanziamento del CIVR e dell’CNVSU, almeno a garanzia della continuità del loro operato, in attesa della eventuale attivazione dell’ANVUR.

 

– il Ministro ha poi confermato la sua intenzione di liberare i fondi per il reclutamento straordinario 2008 ed ha confermato la revisione delle borse per i dottorandi di ricerca a circa 1040 euro (lordi?!) a partire dal gennaio 2008

 

– infine, la Gelmini avrebbe indicato la sua ferma intenzione di dare attuazione nel corso della legislatura alla Legge Moratti.

 

Nel frattempo il governo ha presentato la Manovra finanziaria 2009-2011, nella quale non troviamo nulla di quanto annunciato dal Ministro ma solo il via libera alla trasformazione delle Università in Fondazioni. Sul wiki trovate tutti i riferimenti legislativi so far, che possono darvi un idea del significato di questa scelta. Vi segnaliamo il comunicato della FLC-CGIL sul tema. La questione fondazioni è complessa, ma non possiamo non segnalare il fatto che già oggi i bilanci degli Atenei sono quanto di più oscuro e arbitrario possa produrre la pubblica amministrazione, sospettiamo che con le fondazioni non si farà altro che rendere tutto ancora più oscuro e arbitrario….

 

Infine, questione PRIN. La recente mozione del CUN che vi segnaliamo indica che la valutazione dei progetti è conclusa. Ma il Ministero delle Finanze non ha quantificato ancora i fondi a disposizione e pertanto non è ancora possibile redigere le liste dei progetti finanziati. I precari, che di questi finanziamenti vivono, ringraziano… abbiamo saltato un anno. Qualcuno di noi – arioprecario compreso – quest’anno non ha visto un soldo.

 

Sempre del CUN vi segnalo gli atti di un convegno “Università e sistema paese. Per una gestione partecipata dello sviluppo”. 

 

 

 

 

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87 Responses to Audite audite….

  1. alex ha detto:

    Visto che siamo in Italia, oltre a regolamenti FERREI su come fare le commissioni direi che servono regolamenti FERREI sulle valutazioni ex-post e su come penalizzare chi non produce (singola persona e dipartimento)

  2. oronzo ha detto:

    Il resoconto stenografico è pubblicato in questa pagina. Se non vedete il testo, selezionate “Documento completo” nella colonna a sinistra.

  3. arioprecario ha detto:

    grazie oronzo, segnalo da ItaliaOggi:

    Decleva è il nuovo presidente dei rettori
    In arrivo la mannaia della finanziaria per le università. È tempo di manovra e, come ogni anno, il ritornello è sempre lo stesso: si annunciano tagli alle già dissestate casse degli atenei italiani. E dai rettori arriva l’allarme. Perché per il neo eletto presidente della Crui Enrico Decleva, le conseguenze saranno «devastanti» per la funzionalità stessa delle università. Insomma, si preannuncia in salita il cammino che attende il rettore dell’università degli studi di Milano nominato ieri, quale successore di Guido Trombetti alla guida dei rettori delle università italiane, con una maggioranza quasi assoluta (71 voti a favore e15 contrari). La manovra triennale predisposta, infatti, dal ministro dell’economia Giulio Tremonti prevedrebbe non solo un blocco della spesa per il personale universitario pari all’80% del turnover ma anche un parallelo taglio della stessa entità a carico del Fondo di finanziamento ordinario. E questo come ha sottolineato Decleva si pone «in evidente contraddizione con le linee di politica universitaria enunciate in questi giorni dal ministro Gelmini alle commissioni parlamentari e al convegno del Cun». Ecco perché l’assemblea generale della Crui subito dopo l’elezione dei nuovi organi, ha approvato all’unanimità un documento in cui si sottolinea l’impossibilità di poter proseguire in questa direzione. Se questi tagli fossero confermati verrebbe vanificata ogni possibilità programmatoria. Si minerebbe in maniera irreparabile l’autonomia delle università». Ecco perché, per la Crui è indispensabile ripartire dal documento della commissione tecnica per la finanza pubblica del Mef dello scorso luglio. E passare da quel famoso Patto, «di fatto contraddetto dagli stanziamenti in Finanziaria, a un vero Progetto per l’università e la ricerca».

  4. mino ha detto:

    Leggendo tutto l’intervento del Ministro, vi è una cosa che non era emersa dai resoconti della stampa, e cioè che il Decreto per far assegnare i fondi del reclutamento straordinario (con le attuali norme) sarebbe pronto entro la fine di Giugno. … spero davvero che non siamo troppo tardi (la petizione verrà spedita domani), c’è di certo rammarico per non aver cominciato prima, anche per venire incontro alle richieste di persone che poi non hanno nemmeno firmato …

  5. lacapra ha detto:

    caro mino, c’è tutto il tempo SE il ministro volesse. Il problema, semmai, è che la partita della riforma dei concorsi si gioca tra ministero e CUN. La “riforma” della Gelmini mi sembra una riformicchia. Sostanzialmente i vecchi concorsi nazionali… alla faccia della riforma.

    Io andrei fino in fondo. Le presenterei la petizione comunque. Anche perché forse possiamo dire la nostra sul tipo di concorso (no agli scritti e elementi di valutazione oggettivi) che non appaiono nella proposta gelmini e sulla composizione delle commissioni. Non abbattiamoci. Come far avere al ministro la proposta?

    Peraltro, a me è arrivata in cc una copia della nostra petizione inviata da David Aliaga (qualcuno forse conosce questo ricercatore da anni impegnato in una lotta solitaria – quanto discutibile – contro il sistema baronale) alla gelmini!!! Qualcuno ne sa nulla?

  6. mino ha detto:

    caro lacapra, certo che andremo fino in fondo e domani la petizione sarà spedita (bisogna ringraziare molto bombadillo per questo).
    non solo, ma sarà da domani fondamentale che tutti noi ci impegniamo al massimo per publicizzare sulla stampa questa iniziativa, l’unico modo perchè il ministro possa prenderla in considerazione. non è possibile che una petizione firmata da 1100 e rotti scienziati in 3 mesi contro il nucleare riempia le pagine dei giornali, e una petizione che ne raccoglie altrettante ma in 2 settimane non abbia alcun riscontro dalla stampa. invito davvero tutti, quindi, a cercare di coinvolgere qualche giornale. io ci proverò con IlSole24ore. tra l’altro anche da un punto di vista giornalistico la vicenda è assai interessante proprio per come è nata, cioè da un blog… credo che non ci siamo molti altre iniziative simili.
    riguardo alla e-mail di David Aliaga, non ne so nulla, ma comunque ben venga ogni iniativa (incluso il contatto con altri politici vicini al Ministro) atta a publicizzare la petizione e a fare in modo che il ministro la possa prendere in considerazione.

  7. Bombadillo ha detto:

    ..bene, sono proprio contento, due grandi rientri che ho invocato più volte a gran voce: lacapra e Ario.
    Devo dirvi la verità, io mi sento ottimista. Forse, in una certa misura, riusciremo ad incidere. Ha ragione mino, però, se ci fossimo mossi una settimana prima (cosa possibilissima) sarebbe stato meglio. E qui mi collego con la mia proposta ad Ario.

    Caro amico, da più parti è emerso che la vera vittoria è stata il funzionamento del blog. Pensa che io, alla lista della R.N.R.P., non sono neppure riuscito ad iscrivermi. Cioè, ho mandato la e-mail vuota all’indirizzo che mi hai segnalato tu, e poi mi è arrivata una mail (secondo me inutile) in cui mi si chiedeva di confermare la mia iscrizione mandando un’altra e-mail vuota ad un complicato indirizzo: cosa che ho fatto per due volte, senza successo. Ora, a parte questo piccolo inconveniente, non è molto meglio il blog della lista?
    Non ci si potrebbe associare alla R.N.R.P. semplicemente scrivendo sul blog?
    Lo so che molti vogliono restare anonimi, ma a me sta storia degli anonimi sta iniziando un po’ a dare fastidio.
    Se uno non ha il coraggio delle proprie idee, delle due l’una, o non vale niente lui, o non valgono niente le sue idee.
    Sta gente che firma anonimo e poi, addirittura, non vuole dare l’autorizzazione alla visualizzazione della sua firma neppure in sede di pressentazione della petizione, io non la capisco proprio.

    Ecco la mia proposta: blog libero a tutti normalmente, ma chi si vuole associare alla R.N.R.P. deve dare il riscontro, visionabile da chiunque, del suo vero nome e cognome, della qualifica, della sede, DELLA MATERIA – cosa che purtroppo non emerge in sede di petizione -, ed io aggiungerei anche un cv.
    Alle discussioni partecipano tutti, ma votano solo i soci, e la maggioranza decide le azioni della R.N.R.P. (che, in questo modo, ad es., sarebbe risultata come associazione frimataria della petizione, con gran vantaggio di tutti).
    Che ne pensate? Del resto, se un socio vuole proprio dire qualcosa rimanendo anonimo, può sempre crearsi un secondo nikname, magari untilizzando un’altra postazione, per non essere riconosciuto.

  8. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bombadillo, si potrebbe anche fare come segue: blog visibile a tutti, ma con obbligo di iscrizione per postare commenti. Iscrizione validata via email e obbligo di utilizzare l’email dell’università cui ci si dichiara affiliati (in modo da verificare l’affiliazione). I commenti possono essere postati con un nick, ed i dati personali possono essere visibili a tutti, ai soli iscritti, oppure non visibili affatto.

    Io propenderei per i dati personali visibili ai soli iscritti. Renderli visibili a tutti darebbe una notorietà a cui magari qualcuno farebbe volentieri a meno. Quantomeno, l’email e l’affiliazione (dalla quale si risale facilmente all’email) dovrebbero essere privati.

    Sottolineo: il nick deve essere associato univocamente ad ogni utente. Usare un nick per i commenti ed il vero nome per le votazioni mi sembra scorretto.

  9. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S.

    Ho firmato.

    Ringrazio sinceramente chi s’è dato la pena di farmi riflettere.

    Colombo da Priverno.

  10. Bombadillo ha detto:

    GRANDE COLOMBO!!!

    ..carlo, per me va bene pure come dici tu. Comuque, io non volevo dire che uno deve usare il nik per i commenti, ed il vero nome per le votazioni. Seconde me il nik fa simpatia. Insomma, io vorrei continuare a chiamarmi Bombadillo – come una sorta di nome di battaglia – e poter votare sempre come Bombadillo, dando però la possibilità di far sapere a tutti, o, come giustamente proponi tu, almeno agli altri soci, chi è Bombadillo.

  11. Untenured academic ha detto:

    sono d’accordo con Bombadillo e sulla necessità di creare un’associazione, formale e informale, degli utenti del blog in cui le identità vere siano riconoscibili agli utenti stessi (ma non ai visitatori).

    Ho solo un dubbio: di poter far parte di un’associazione che abbia tra i suoi membri Rivoluzioneitalia e Colombo da Priverno. Per diverse ragioni (turboliberismo per R.I.; opportunismo, sproloqui e machismo per Colombo), non mi sento un loro ‘sodale’.

    Peraltro dubito fortemente che R.I. sia un ricercatore precario: ho la sensazione che sia un professore ordinario in cerca di nuove emozioni o semplicemente di nuovi adepti al suo verbo turboliberista.

  12. precario decennale ha detto:

    sono soltanto parzialmente d’accordo con Untenured. Mettiamo la pregiudiziale completa per RivoluzioneItalia, per incompatibilità assoluta con i principi etico-politico-ideologici per cui è nata la RNRP, e ammettiamo con riserva Colombo, sperando in una sua redenzione.

  13. Lilly ha detto:

    Non è possibile aggiungere nessun commento al post di Arioprecario, ha già dato una perfetta e lungimirante interpretazione del programmino in arrivo. Mi chiedo solo quale parte voglia attuare il ministero della pessima riforma Moratti, forse la scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato? Meglio di così…..

  14. carlo (con la minuscola) ha detto:

    x Untenured academic e precario decennale: secondo me, una volta che al nick è associata una identità reale, si può decidere a posteriori di escludere persone che fanno commenti inopportuni (ed evitare che si rientrino con nick differenti). Il problema è: chi decide se una persona è da cacciare? Si fa con votazione o si eleggono dei moderatori? Io sarei per la votazione.

    Ma sono sicuro che non ci sia bisogno. Una volta che non si è più protetti dall’anonimato, vedrete che ognuno tenderà a moderarsi da solo.

  15. Bombadillo ha detto:

    ..cari, vi ricordo che sia R.I. che Colombo hanno firmato, e questo a me basta: perchè i veri amici si vedono nel momento del bisogno.
    Trovo molto giusto, però, che della Rete possano fare parte solo ricercatori precari, e che della loro qualità si debba essere sicuri. Se poi un r.p. si struttura – beato lui! – ovviamente può rimanere, ma solo se è entrato nella rete prima.

  16. Non ho nessun particolare interesse ad entrare in questa associazione…
    Ma questi rigurgiti corporativisti e di controllo quasi da medioevo mi sdegnano un pò…

    Non capisco come sia possibile che persone abituate ad usare il pensiero e la razionalità quotidianamente…. possano lasciar passare certi impulsi senza filtrarli e senza accorgersi di quanto siano “ostili alla democrazia”.

    “sodale”, “redenzione”, “adepti”: ….questo è medievo. Quasi da caccia alle streghe….

    precario decennale wrote:
    sono soltanto parzialmente d’accordo con Untenured. Mettiamo la pregiudiziale completa per RivoluzioneItalia, per incompatibilità assoluta con i principi etico-politico-ideologici per cui è nata la RNRP, e ammettiamo con riserva Colombo, sperando in una sua redenzione.

    Untenured academic wrote:
    “Ho solo un dubbio: di poter far parte di un’associazione che abbia tra i suoi membri Rivoluzioneitalia e Colombo da Priverno. Per diverse ragioni (turboliberismo per R.I.; opportunismo, sproloqui e machismo per Colombo), non mi sento un loro ’sodale’.

    Peraltro dubito fortemente che R.I. sia un ricercatore precario: ho la sensazione che sia un professore ordinario in cerca di nuove emozioni o semplicemente di nuovi adepti al suo verbo turboliberista.”

    @carlo (con la minuscola) e @bombadillo: okkio a non ecceder nel controllo… Ricordatevi che questo è Internet… In più ricordatevi che la natura baronale dell’accesso alle università propende a favorire l’anonimato di vorrebe dire la sua… Inutile immolare i ricercatori precari…. perdereste addirittura consenso.
    Eviterei di trasformare RNRP in un’altra ADI.

    @untenured
    Se fossi ordinario non sarei qui certo a risponderti… caro untenured… Quelli come te mi farebbero proprio comodo…

  17. Lilly ha detto:

    C’è qualcuno che vuole trasformare un blog fino ad ora democratico in un sito dove qualcuno decide se e in che misura qualcun’altro possa esprimere o non esprimere liberamente le proprie opinioni; non ho mai letto in questo forum commenti inopportuni ma solo libere opinioni e a volte battute scherzose che allegeriscono l’atmosfera e ci rallegrano per qualche minuto. A me non interessa sapere il vostro nome e cognome ma che voi ed io possiamo esprimere liberamente le nostre idee e proposte, cosa che mi sembra ognuno di noi faccia. Se vogliamo che l’RNRP sia un’associazione legalmente riconosciuta alla quale sia possibile iscriversi tramite pagamento di una retta annuale mi và benissimo, ma chiarisco una cosa: sono iscritta a svariate associazioni per i diritti dell’uomo e per la protezione degli animali, ma mai, mai è successo che queste associazioni passassero i miei dati personali agli altri associati e facessero sapere a me i nominativi degli altri perchè in quel caso si attuerebbe una gravissima violazione della privacy.
    In ultimo chiariamo una cosa: lasciando la nostra e-mail quando vogliamo scrivere un commento siamo già rintracciabili ed identificabili da parte degli autori di questo blog (il che a me và benissimo, ma una cosa è che gli autori sappiano i miei dati e dove contattarmi, una cosa è che lo sappiate voi e l’Italia intera).

  18. carlo (con la minuscola) ha detto:

    x rivoluzioneitalia: la registrazione degli utenti serve affinché ognuno si prenda la responsabilità di quello che dice, e secondo me è la miglior forma di moderazione possibile. Richiedere una registrazione, mi sembra una cosa piuttosto democratica: quando vai a votare ad un referendum esibisci un documento, mica ti presenti come “rivoluzioneitalia”. Inoltre impedirebbe l’uso di identità multiple (o l’usurpazione di nick altrui), che secondo me è veramente seccante.

    Io però consentirei l’iscrizione a chiunque sia in grado di dimostrare che fa parte del mondo accademico (esibendo un indirizzo email che dimostri l’affiliazione ad una università). Questo vuol dire anche studenti, o strutturati. Al limite, si può guardare il profilo personale per vedere con chi stiamo parlando.

  19. carlo (con la minuscola) ha detto:

    x Lilly: come già detto, la moderazione secondo me non è necessaria (in altri blog forse si, qui direi di no visto che gli utenti sono tutti molto pacati). Ed i profili personali possono essere visibili al solo amministratore, in questo modo non c’è violazione della privacy.

    Quanto al fatto che siamo già identificabili, non è completamente vero. L’email che lasciamo può essere fittizia, o vera ma registrata con false generalità. L’amministratore può visualizzare l’IP del nostro computer, che però individua il terminale ma non l’utente, ed è completamente inutile se uno scrive ad esempio da un internet point.

  20. lacapra ha detto:

    niente epurazioni please… un associazione significa uno statuto con intenti condivisi. Stabiliti quelli chi concorda si iscrive chi non non si iscrive… Non scherziamo su queste cose e conserviamo un livello di confronto degno di ricercatori e docenti

  21. Caro carlo (con la minuscola)….

    Non sono qui io a farti la lezione sugli strumenti necessari per una democrazia moderna…

    Ci sono almeno mille persone che ti leggono e ti giudicano per quello che dici. Sei già responsabile per quello che stai dicendo.

    Questo blog non è ne una struttura essenziale dello stato, ne una sede di partito, ne un’associazione di categoria.

    Qui siamo su INTERNET.

    La forma + auspicabile per questo blog è la sua trasformazione in forum ( http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_forum ).
    Dove al max ci si registra con una mail per evitare quei tecnicismi seccanti che tu descrivi… che sono dettagli rispetto alla libertà di espressione.

    E vai di rigurgito corporativista:
    carlo (con la minuscola) Dice:
    “Io però consentirei l’iscrizione a chiunque sia in grado di dimostrare che fa parte del mondo accademico”

    Ed il libero cittadino che pagando le tasse in parte finanzia l’università pubblica perchè non potrebbe dire la sua?

  22. Bombadillo ha detto:

    ..scusa Lilly, ma io ero rimasto al divieto di associazioni segrete della nostra Costituzione, e della nostra legge penale (è proprio delitto, non lo sapevi?), per cui una associazione si ritiene segreta quando i suoi aderenti sono segreti in tutto o in parte, tra di loro, o rispetto ai terzi – testualmente: “rendendo sconosciuti, in tutto od in parte, ed anche reciprocamente i soci” -, e poi noi abbiamo proprio come finalità proprio quella di interferire (positivamente, beninteso) su una amministrazione pubblica, ovverosia l’Università.
    Quindi, la tipicità è piena: che facciamo, ce ne andiamo tutti allegramente sotto processo penale?

    Inoltre, ma tu, oltre ad essere socia, partecipi agli organismi di queste associazioni, o ti limiti a pagare la retta?
    Che fai in assemblea? …parli e voti senza che la gente sappia chi sei? Sarebbe questa la democrazia?
    Se l’assemblea – e l’intera associazione – dev’essere on line, è inevitabile che l’identità delle persone debba essere riconoscibile on-line. Per altro, siccome a chi vuole associarsi si chiederebbe il consenso alla pubblicità della propria identità, ti assicuro che non ci sarebbe nessuna violazione della privacy, che ovviamente è un diritto completametne disponibile.

    Per R.I.: io credo che una delle finalità, forse la principale, di una nuova R.N.R.P. sarebbe prorrio quello di cambiare questa situazione in cui tanti non se la sentono di far sentire la propria voce, perchè – a torto o a ragione – temono ritorsioni sulla propria carriera. Che ti credi che al mio “prof.” non sia immediatamente arrivata voce, da un altro ordinario, del mio articolo sulla Gazzetta ? Che tipo di voce, poi, lo puoi facilmente immaginare. Mi rendo conto che non tutti sono fatti per le battaglie solitarie, ma, con una associazione alle spalle, forse più gente prenderebbe coraggio.
    Non parogonarci all’ADI, però, perchè questa serebbe una cosa completamente diversa.
    Io penso ad una realtà senza sponsor di alcun tipo, senza cariche (presidente , segretario, ecc.), e priva di carattere corporativistico.
    Non priva di identità, però, per cui, caro carlo, sicome questa è la Rete nazionale dei Ricercatori Precari, non sono d’accordo con te: secondo me, infatti, dovrebbero farne parte solo i ricercatori precari, altrimenti, in una certa misura, saremmo difronte ad una c.d. truffa delle etichette; che ne pensi?

  23. arioprecario ha detto:

    Ricevo e segnalo (il volantino può essere scaricato dal sito):

    Care colleghe, cari colleghi,
    c’era da aspettarselo: il Governo Berlusconi riprende il discorso prima (fortunatamente) interrotto sulla privatizzazione dell’Università.
    Il progetto, di cui è bene dire che i primi ideatori sono stati gli attuali parlamentari del PD, era stato reso impraticabile per “scontri di e tra poteri” e da un movimento che si era sviluppato negli atenei di tutta Italia.
    Oggi occorre dunque riprendere quella battaglia, affinché, tramite questa sciagurata privatizzazione non si chiuda definitivamente l’accesso di TUTTE le classi sociali al Sapere ed alla Ricerca.

    Di seguito il nostro volantino/appello.
    Vi preghiamo di farlo girare e di costruire momenti di nobilitazione in ogni realtà ed ambito civile.

    Un saluto.
    UdB – Unità di Base – Settore Università

    http://www.unitadibase.it

  24. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Caro Rivoluzione, se devi continuare ad attaccar briga possiamo anche chiudere qui la discussione. Io quando dico – non intenzionalmente – qualcosa di offensivo poi mi scuso, e cerco di mantenere un tono moderato. Saremmo certamente più in sintonia se evitassi di accusare i tuoi interlocutori di “corporativismo”, “ritorno al medievo”, “caccia alle streghe”, “ostilità alla democrazia” e simili.

  25. ehmm
    @bombadillo
    “ma io ero rimasto al divieto di associazioni segrete della nostra Costituzione, e della nostra legge penale”
    “la tipicità è piena: che facciamo, ce ne andiamo tutti allegramente sotto processo penale?”

    Questo rigore è disarmante….
    per favore qualche volta ritorna nelle vesti di Clark Kent… 😀

  26. Bombadillo ha detto:

    …il rigore non è mio, ma della legge. Sai come si dice, no?
    Dura lex, sed lex!
    ..’sta storia di ClarK Kent, poi, davvero non l’ho capita…
    ..vedi che ha ragione carlo, che la butti spesso sul personale?

  27. @carlo (con la minuscola)
    Non capisco dove sia l’offesa (spiega bene dove). Io ho posto una domanda…

    cor-po-ra-ti-vì-smo: Tendenza di un settore professionale all’affermazione esclusivistica di propri interessi o privilegi.

  28. parlare da penalista mi fà ricordare un pò una sorta di superman…
    la battuta era per dire di cercare di evitare di caratterizzare troppo le discussioni con le prorie professioni… ovvero tornare in abiti civili… un pò da Clark Kent insomma

  29. Lilly ha detto:

    Bombadillo, le tue illazioni sono fuori luogo ed offensive, hai mai fatto nella tua vita un conto corrente per iscriverti ad un’associazione? Si scrive nome, cognome, indirizzo, città, CAP, causale del versamento. Il numero di telefono lo si ricava dall’indirizzo (nel mio caso). Da ora in poi ti prego di non commentare più i miei post, non li leggere nemmeno passa avanti, perchè non riesci ad esprimere le tue opinioni come gli altri, che spesso non sono d’accordo con me ma che non trascendono mai come fai tu. Mi sono veramente stancata delle tue lezioncine sarcastiche. Ma perchè devi essere sempre così acido quando qualcuno non condivide le tue opinioni?
    carlo, il mio indirizzo e-mail è assolutamente reale, e non mi sono mai permessa di scrivere con il nome di qualcun’altro, ma capisco a riguardo che non tutti hanno la mia onestà e comunque, penso, che se certi episodi esistano realmente si squalifichino da soli.

  30. carlo (con la minuscola) ha detto:

    @rivoluzioneitalia:
    Il mondo accademico non è un settore professionale: include studenti, strutturati, e poveri disgraziati come noi. Cosa c’entra il corporativismo? E quali privilegi cercheremmo di difendere, proprio noi che non ne abbiamo alcuno?

    Quanto alla mia accusa, sarò più chiaro: i tuoi commenti sembrano quelli di un disturbatore di professione (leggasi “troll”, http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(internet) ). Forse dovresti usare meno sarcasmo nei tuoi messaggi, e provocare meno. La discussione ne gioverebbe.

    PS: vuoi darmi anche la definizione di “ritorno al medievo” e “ostilità alla democrazia”? Quest’ultimo suona molto come un insulto, ma forse sbaglio.

  31. arioprecario ha detto:

    Scusate, mi pare proprio che il dibattito stia scadendo su un piano di discorso personale che non credo riguardi tutti i lettori del blog.

    Rimaniamo – per favore – sui contenuti lasciando da parte gli “attacchi” personali. Del resto questa è una piccola comunità e pensare di riformare l’università se non si è in grado di gestire con compostezza neppure un blog non mi pare un buon biglietto da visita. Anche se nei blog sono concesse licenze che altrove non sono ammissibili…

  32. bene andiamo per punti:

    1)Sebbene tu sia attualmente senza diritti tendi ad accedere ad una posizione piena di privilegi. E lo fai chiudendoti dentro l’accademia,…. pagata atrraverso il prelievo fiscale da tutti i liberi cittadini.

    2)Questo è il mio modo di comunicare… se pensi sia un troll non cedere nella provocazione e passa al msg successivo… quando oltre a te molti nel blog mi classificheranno come troll allora mi responsabilizzerò.

    3) “ritorno al medievo” e “ostilità alla democrazia” sono insulti? mah…
    cmq erano rivolti a: precario decennale e Untenured academic….
    Se sei cosi sensibile alle offese dovresti andare anche a rileggerti i loro messaggi riferiti a rivoluzioneitalia.

  33. Bombadillo ha detto:

    ..facciamo a capirci, è ovvio che per iscriversi ad una associazione c’è bisogno che l’iscrizione sia palese, e non era certo questo che mettevo indubbio; anzi, a ben vedere (e capire), mettevo in dubbio tutto il contrario: la possibilità di una associazione segreta, ma comunque legale.
    Ora, se abbiamo voglia di fare un’associazione “classica”, in cui la gente, per deliberare, deve incontrarsi di persona – senza portare una maschera -, vi ricordo che la R.N.R.P. già esiste.
    Se invece, d’accordo con gli attuali soci della R.N.R.P., che, tra le altre cose, sono i legittimi “proprietari” della sigla, vogliamo creare una cosa del tutto nuova, ovverosia una associazione on-line, non possiamo prescidnere dalle regole giuridiche in materia: per cui i soci riuniti in assemblea non possono esssere mascherati (tramite nik name). Tutto qui. Sembrerà forse tropo giuridico per i non giuristi, ma il punto è che stiamo parlando di una questione giuridica. Perchè la costituzione di una associazione è un fatto giuridico.
    Per altro, nella mia impostazione non ci vedo nulla di personalistico, vi è solo la voglia di agire, senza incorrere in degli “ho andato” giuridici.

  34. @bombadillo
    Secondo me è la tua proposta è troppo: oldschool…

    Se qualcuno della RNRP ne ha voglia questo è lo strumento:
    http://www.phpbb.com/

  35. mino ha detto:

    Cari amici,
    la petizione, per motivi “tecnici”, si è conclusa con qualche ora di anticipo.
    Togliendo gli anonimi che non hanno dato l’assenso nemmeno ad includere il loro nome unicamente nella lettera cartacea, siamo arrivati a 1037 firme in poco più di due settimane.
    Dopo il lavoraccio di questi giorni, sia nella publicizzazione che in queste ore nello scrivere agli anonimi e togliere dalla lista solo gli anonimi “cattivi”, credo che mi prenderò qualche giorno di riposo, salvo scrivere tra domani e dopodomani al direttore de ilsole24ore perchè il suo giornale possa occuparsi della petizione (invito voi a fare altrettanto con altri giornali o canali). … dopodichè dovrò trovare anche il tempo per preparare il mio talk per il convegno in polonia…
    Ringraziamo Bombadillo che si sta occupando della spedizione cartacea (pensate che, anche comprimento al massimo il formato delle firme, ogni copia della petizione consta di 15 pagine!).
    E grazie a tutti coloro che hanno firmato e hanno contribuito a diffondere la petizione.

  36. Colombo da Priverno ha detto:

    Ringrazio Bombadillo per le parole spese per me, e per l’apprezzamento per il mio tardivo impegno.

    Per il resto, se Woody Allen diceva che non sarebbe voluto mai entrare in un’associezione che accetta persone come lui, io dovrei essere desiderosissimo di entrare in una che non accetta gente come me.

    Di certo, se non ci sono io, verrà tutto perfetto!

    Gente come me, cioè come?

    1) che esprime le proprie idee fregandosene del politically correct o delle aspettative, pur di sollevare un tema che ritiene importante per tutti;

    2) che rifiuta casacche (non è che alla fine sarò anarchico?), non ha paura di fare una battuta leggerina se no se la prendono, di volta in volta: le donne, gli uomini, gli eterosessuali, gli omosessuali, i preti, i buddisti, i dottorandi, i giuristi, i non-giuristi (noi giuristi per gli altri s’usa dire i “non -giuristi” come se gli mancasse qualche facoltà, tipo i “non-vedenti”, ma non è assurdo?), e altre categorie varie;

    3) che non dice sempre la cosa giusta al momento giusto, e diffida di quelli che riescono SEMPRE a farlo;

    4) che non teme le strade in salita, anzi tutto sommato costituiscono una sfida;

    5) e, a pensarci bene, in effetti: che non frequenta associazioni, perchè il più delle volte l’essere umano in gruppo, a differenza che preso da solo, diffida trucemente della non-omologazione.

  37. alex ha detto:

    phpBB è un ottimo programma libero per gestire forum, personalmete consiglio di considerare anche BextBBS (www.nextbbs.com) e Phorum (www.phorum.org ) le differenze sono “quisquiglie” tecniche ma da considerare se si vuole andare in quella direzione (disponibile a discuterne magari in privato)

  38. bravo colombo…

    ottimo alex… se arioprecario è gli altri del RNRP sono d’accordo è gli utenti del blog sono d’accordo… si potrebbe fare….

  39. Bombadillo ha detto:

    ..amici, scusate la mia ignoranza ciclopica, ma che differenza ci sarebbe tra il nostro status attuale, e quello che caratterizza un forum?
    Insomma:qual’è la differenza tra blog e forum?

    Per Colombo: non ti preoccupare, vedrai che, se sta cosa CI riesce, sarà l’emblema dell’anticonfirmismo politicamente scorretto! Contento?

  40. Untenured academic ha detto:

    tre considerazioni:

    – la condizione necessaria per aderire al “blog organizzato” è di essere o essere stati ricercatori precari: altrimenti si parla ‘pour parler’ o per puro impulso ideologico (v. Rivoluzioneitalia); il blog organizzato è invece uno strumento di lotta alla precarietà e per cambiare l’università italiana;

    – la petizione è stata un successo inimmaginabile: vedendo la lista dei firmatari m’è venuto un sentimento d’orgoglio; sarebbe interessante fare una minima analisi statistica di quei pochi dati che abbiamo: a quali università italiane sono affiliati i firmatari, a quali università estere, quali posizioni ricoprono.. e soprattutto non perdiamoli di vista.

    – i ricercatori francesi ieri si sono mobilitati contro il progetto sarkozyano di ristrutturazione del CNRS: facciamo come in Francia!

  41. rivoluzioneitalia è di parte ma che abbia un’impulso ideologico mi sembra eccessivo

    quale sarebbe in dettaglio questa ideologia?

  42. carbonaro ha detto:

    molta gente è dispiaciuta di non aver fatto tempo a firmare la petizione e…chissà a quanto potevamo arrivare, soprattutto se riusciamo a far passare la cosa anche sui giornali…peccato non conteggiare anche i firmatari post-invio al Ministro, no?

  43. Bombadillo ha detto:

    ..r.i., avendo letto la pagina da te segnalata, ti faccio notare che, di fatto,e a prescindere dalle etichette, noi siamo già decisamente passati, dalla fase blog (ovverosia un diario personale: e questo pure se per persona vogliamo intendere la R.N.R.P.), alla fase forum. Tant’è vero che, nella lettera al Ministro, ho usato proprio la seguente espressione (che poi, guarda caso, è la stessa utilizzata per definire il concetto di forum): “ed il medesimo blog, del resto, è servito solo come piazza virtuale…”.
    Allora, però, NON VEDO PROPRIO LA NECESSITA’, ED IL SENSO, DI SPOSTARE IL FORUM (se Ario non ci caccia, cioè).

    La mia idea, dunque, non è poi così vecchio stile.
    L’idea è la seguente: costituire una ASSOCIAZIONE ON-LINE.
    Forse saremmo la prima associazione on-line in Italia, almeno io non ne conosco altre, mentre di forum è facile immaginare che ce ne siano tantissimi, da tanto tempo. Non è che con tutta la tua rivoluzione sarai tu, invece, ad essere vecchio stile?

    Per carbonaro: caro, seguendo il tuo suggerimento, ho sottolineato la circostanza che la petizione stava continuando a raccogliere firme. Gli amici che avrebbero voluto firmare, e che non hanno potuto, potrebbero impegnarsi, ora, in una campagna di sensibilizzazione sulla stampa, e, perchè no, pure sulla TV.

    Finora, infatti, abbiamo solo messo da parte le munizioni, la vera battaglia inizia ora!

  44. Leo ha detto:

    Ciao Ario e grazie

    son tornato dai marosi…

    Salutami l’abitante di via Roma che non ho capito se legge o meno il blog.

    Se si riesce a fare una associazione anche online sono dei vostri ad ogni modo mi pare che a parte i proclami di facciata

    anche questo governo latiti e i fondi univesitari sono intanto proprio finiti (i prin 2007 dove sono?) e soprattutto per chi si occupa di materie non sperimentali siamo ormai all’osso.

    E i fondi per i concorsi?

    Stanno affamando una generazione.

    Occorrerebbe fare una assemblea nazionale in cui si partecipi almeno in una 50ina…

    Petizione on line con oltre 1000 firme …notevole.

    Salute e libertà a tutti

  45. arioprecario ha detto:

    carissimi, segnatevi questa e-mail ricercatoriprecari@libero.it

    a questo punto, tutti quelli che vogliono partecipare alla costruzione del forum e fare da moderatori possono inviarmi una mail indicandomi i loro dati, nome e cognome, nickname sul blog e struttura di lavoro (prometto di rispondere facendo lo stesso) e cominciamo a mettere su il forum. Per me è un periodo estremamente complesso quindi ho bisogno di aiuto per mandare avanti la baracca e in questo blog ci sono competenze e intelligenza (spesso molto maggiori delle mie). Devo discuterla con alcune persone la cosa, ma proverei anche ad allargare la redazione del blog che non farebbe male.

    Questione associazione: forse non lo sapete, ma la RNRP sta cercando da tempo di trasformarsi in associazione (con iscritti e tutto il resto). Il forum potrebbe essere il luogo dove avviare la discussione per una cosa del genere. Poi ci sarebbe la questione sito, è giunto il momento di mettere su il sito http://www.ricercatoriprecari.org (al momento bloccato per il mancato rinnovo del dominio, cosa risolta oggi).

    Se ci sono competenze informatiche per favore ho bisogno di aiuto anche in questo!!!

    Diciamo che è giunto il momento di allargare i ranghi della RNRP. Se ci sono idee sono a disposizione. Buon weekend a tutti

  46. arioprecario ha detto:

    @ leo, bentornato!!! non credo lo legga assiduamente. Sentiamoci, ci sono molte novità da discutere. ario

  47. Bombadillo ha detto:

    Carissimi, LA PETIZIONE E’ STATA INVIATA, da me, per posta prioritaria, appena 5 minuti fa, a:
    Gelmini
    e p.c.: Berlusconi, Pizza, Possa, Aprea.
    In più, ho inviato una copia informale a Valditara, presso la sua Facoltà, dalla quale ho eliminato l’elenco dei firmatari, spiegandogli che alcuni si erano firmati anonimi, e quindi i loro nomi non erano pubblici, ed avevano dato l’autorizzazione ad utilizzarli solo per la presentazione formale, ai soggetti istituzionali.
    Nella letterina di accompagnamento ho tentato di spiegare come è nata la petizione stessa, da chi è stata firmata, e cose così. Spero di averla fatta bene – è chiaro, però, che ognuno di noi l’avrebbe fatta in un modo diverso -, e comunque ho ritenuto di confrontarmi con mino e carbonaro, anche se la lettera l’ho firmata io, e quindi la responsabilità – ad es., del tentativo di captatio benvolentiae, che non mi sono risparmiato – è tutta la mia. E qui mi collego all’atro tema caldo.

    Io vorrei davvero che la petizione fosse accolta, perchè mi cambierebbe la vita (si, è vero, sono uno sporco egoista). Voglio dire, io non sono affato interessato a parole in libertà, per me è una questione di vita vera, di quotidianità, di poter fare o meno un mutuo per la casa, et similia. Per questo, se è vero quello che scrivevo ieri, ovverosia che siamo di fatto passati dalla fase blog, a quella forum, e anche vero che siamo andati pure oltre il forum.
    Mica ci siamo limitati a discutere, infatti, abbiamo agito!
    Ci siamo comportati da associazione, quindi: prima abbiamo deliberato, e poi abbiamo agito, perseguendo il nostro fine sociale, che, evidentemente, è la riforma, in senso meritocratico, dell’Università italiana.

    Per cui, caro Ario, ti invierò subito la mia mail per partecipare al forum, appunto nella prospettiva che il formun diventi la base, per approdare poi all’associazione on-line.

    Ora vi lascio, però, e, per motivi familiari, non potrò più partecipare fino al 7 di luglio.
    Chiaramente, se mi contatteranno dal Ministero, mi mettero in contatto con mino, così organizzate la delegazione: non più di 3 persone, per favore, perchè altrimenti facciamo solo confusione.

  48. carbonaro ha detto:

    nel frattempo che le lettere arrivano ai politici, chi ha interesse alla petizione potrebbe cercare di coinvolgere qualche organo di stampa. Per farlo si potrebbe puntare anche a un discorso di tipo sociologico: come su internet nasce spontaneamente una petizione, in maniera disorganizzata, ed ha più successo di tante altre iniziative; i giornali potrebbero essere interessati a valorizzare (anche) questo aspetto di metodo, piuttosto che il merito stesso della petizione, sacrosanto ma forse più difficile da capire per i non addetti ai lavori universitari

    io su suggerimento di Mino, provo col Messaggero

  49. mino ha detto:

    io ho appena inviato una e-mail al direttore de IlSole24Ore. Avanti tutti gli altri.

  50. carbonaro ha detto:

    puoi mettere il testo della mail a Il Sole sotto come commento?

  51. mino ha detto:

    Egregio Direttore,

    mi chiamo ***, sono un *** dell’Università di ***.

    Mi permetto di scriverLe perchè vorrei segnalarLe una iniziativa che
    a mio parere può essere di interesse per molti lettori del Suo
    giornale.

    Mi riferisco ad una petizione, iniziata il 4 Giugno scorso e
    conclusasi ieri, volta a chiedere al nuovo Ministro dell’Università
    un cambiamento delle attuali regole dei concorsi a ricercatore
    universitario in senso più meritocratico.
    Come il Suo giornale ha più volte messo in evidenza, le attuali
    regole dei concorsi a ricercatore hanno fatto sì che ogni concorso
    si trasformasse in realtà in un “finto concorso”, perchè a vincere è
    stato (e sarà sempre se le regole non cambieranno) il candidato
    “prescelto” dal presidente della commissione, con il
    benestare degli altri due membri della commissione stessa i quali al
    momento giusto avrebbero visto restituirsi il favore.
    Tale sistema, che è l’antitesi della meritocrazia, è stato la
    principale causa da un lato della cosiddetta “fuga di cervelli” di
    cui tanto si parla (spesso a sproposito), dall’altro della totale
    assenza nel nostro paesi di ricercatori stranieri a differenza di
    quanto accade in tutti i Paesi moderni.

    Ora, da alcune fonti di stampa (tra cui proprio il Suo giornale)
    confermate poi dalle parole dello stesso Ministro in Commissione
    Cultura qualche giorno fa, il Ministero si appresta a sbloccare i
    fondi stanziati dal precedente Governo per il reclutamento
    straordinario di 3000 ricercatori tra il 2008 ed il 2009. Tali fondi
    erano originariamente “aggangiati” ad un nuovo regolamento (molto
    più meritocratico) che però non ha avuto mai la luce poichè bloccato
    dapprima dal Consiglio di Stato, poi dalla Corte dei Conti e infine
    dalla crisi di Governo. Il nuovo Ministro è contrario al regolamento
    voluto dal suo predecessore e intende ora sbloccare i fondi per il
    reclutamento straordinario dei ricercatori CON LE ATTUALI REGOLE
    CONCORSUALI.

    Da qui è nata l’idea di una raccolta di firme volta a chiedere al
    Ministro Gelmini di sbloccare sì tali fondi ma anche di modificare
    le regole con le quali verranno banditi, poichè non ha nessun senso
    bandire concorsi per 3000 posti da ricercatore se poi il nome di
    ciascun vincitore è noto prima ancora che il concorso sia bandito.

    L’idea della petizione è nata dal “basso”, senza alcuna
    organizzazione alle spalle, ed ha avuto come ‘piazza virtuale’ il
    blog dei ricercatori precari

    https://ricercatoriprecari.wordpress.com/

    Il testo della petizione è stato discusso per molti giorni su questo
    blog, ed è stato redatto con il contributo di moltissimi giovani
    ricercatori precari (dottori di ricerca, assegnisti, post-doc),
    molti dei quali lavorano, per scelta ma molto più spesso per
    necessità, all’estero.

    La petizione è stata effettuata mediante il sito http://www.gopetition.com,
    uno dei tanti siti al mondo che permette di lanciare petizioni
    on-line. Il testo completo della petizione con l’elenco dei
    firmatari è reperibile sul sito

    http://www.geocities.com/petizione.ricercatori/

    Come avrà modo di leggere, si chiede al Ministro di apportare anche
    piccole ma significative modifiche alla legge vigente in materia di
    reclutamento in modo da rendere i concorsi più celeri, trasparenti
    ed allineati agli standard internazionali. Queste modifiche,
    realistiche e fattibili, dovrebbero essere contentue in un apposito
    Decreto Legge in maniera tale da consentire di bandire i 3000
    concorsi a ricercatore del regime “straordinario” (ma anche tutti
    gli altri del regime “ordinario”) con queste nuove regole.
    Ma nella seconda parte della petizione si avanzano delle proposte
    per così dire di più lunga scadenza volte a chiedere una effettiva
    valutazione e verifica del lavoro svolto dal ricercatore assunto e
    sanzioni economiche (meno finanziamenti, meno bandi per altri
    concorsi) a quei Dipartimenti che assumono un ricercatore poco
    produttivo. E quando questi meccanismi di valutazione ex-post
    saranno rodati, allora si potrà anche pensare ad un superamento del
    “concorso pubblico”, in quanto una valutazione stringente effettuata
    da un’agenzia indipendente spingerà i vari atenei a dover assumere
    il migliore.

    Non vi è un “responsabile” per questa petizione, nè un promotore. Io
    stesso che Le sto scrivendo sono un semplice firmatario che sta
    tentando, alla stessa stregua di molti altri miei colleghi, di
    publicizzare il più possibile questa iniziativa. L’unico nostro
    mezzo è stato il “passaparola” … eppure in poco più di due
    settimane sono state raggiunte 1037 firme! firme che sarebbero
    potute essere molto di più se non fossimo stati costretti a chiudere
    anzitempo la petizione perchè il Ministro nella sua audizione in
    Commissione Cultura ha annunciato entro il 30 Giugno il Decreto sul
    reclutamento straordinario.
    Per avere un raffronto, la petizione indetta da alcuni docenti
    universitari sul no al nucleare, e di cui tutti i giornali hanno
    ampiamente parlato, ha ottenuto 1100 firme … ma in 3 mesi!
    Inoltre quello che mi preme sottolineare è la “qualità” delle firme:
    potrà notare in particolare la sorprendente e per certi versi
    preoccupante percentuale di firme da parte di ricercatori italiani
    costretti ad emigrare all’estero per lavorare, spesso anche
    provenienti da istituzioni scientiche di altissimo livello come il
    Mit, Harward, Cambridge, Oxford, ecc.

    Eppure di questa iniziativa non se ne è occupato nessun giornale, e
    qui scontiamo la nostra disorganizzazione ed orizzontalità e il
    fatto di non avere una organizzazione a supporto della petizione.

    Per questo Le sto scrivendo. Il Suo giornale più volte si è occupato
    di merito e di ricerca, e da lettore ho seguito proprio su
    IlSole24Ore tutta la storia infinita del “Nuovo Regolamento” sui
    concorsi voluto dal precedente Ministro, On. Mussi, e affondato dai
    vari poteri forti di questo Paese.
    La invito, quindi, qualora ritenesse che la notizia possa essere di
    interesse per il Suo giornale e per i Suoi lettori, di voler darle
    spazio. Sarebbe molto importante per tutti noi, e mi permetto di
    dire per tutta l’Università Italiana, che questa proposta possa
    essere divulgata da un giornale così autorevole, in quanto
    altrimenti difficilmente il Ministro potrà prenderla in
    considerazione.
    Inoltre credo che ci siano degli spunti interessanti anche da un
    punto di vista giornalistico. E’ la prima volta infatti, da quanto
    ne so, che una iniziativa di questo genere – e di un tale successo –
    sia stata promossa non da un sindacato o una associazione, ma … da
    un blog! e poi, proprio sulle colonne del Suo giornale, leggevo
    qualche giorno fa che il Ministro ha chiamato a raccolta eventuali
    proposti delle menti più aperte del nostro Paese, e questa petizione
    può essere letta proprio come una risposta a questa esortazione del
    Ministro, proveniente proprio da chi vive giorno per giorno le
    difficoltà di fare ricerca in Italia e che ora non sta chiedendo
    stabilizzazioni o ope-legis, ma solo concorsi più trasparenti e più
    giusti.

    La ringrazio tanto per la Sua attenzione.

    Cordiali saltuti,

  52. mino ha detto:

    l’ho messo da 3 ore, ma è in perenne coda di moderazione…

    ne approfitto ad invitare gli altri anche a provare con altri giornali, come soprattutto il Corriere della Sera e La Stampa. Ma anche Il Secolo XIX ho notato che si è occupato molto di ricerca in questi anni.

  53. Elena ha detto:

    ATTENZIONE!!!
    Guardate che mentre noi discutiamo (animatamente) hanno sostanzialmente bloccato il turn-over (2 nuovi assunti ogni 10 uscenti), univerista’ e ricerca comprese. Che si fa?

  54. France ha detto:

    Bene, vedo che dopo l’ansia epurazionista per tagliare fuori tutti coloro che non ci vanno bene (a partire da r.i e Colombo), qualcuno comincia a capire che se questo e’ uno spazio nuovo, sara’ bene che sia uno spazio aperto a tutti. Prima di tutto i ricercatori precari dell’ Universita’ e degli Enti italiani, che sono i diretti beneficiari delle iniziative promosse, e che negli scopi di questo forum/blog DEVONO ESTINGUERSI (no, non prendetela male, e’ proprio questo che vogliamo, no? Eliminare la precarieta’ dalla ricerca). Poi gli ex precari per fuga, quelli emigrati (vedi me), e gli exprecari per miracolo, quelli che hanno vinto un concorso. Poi i simpatizzanti, prof, tecnici, sindacalisti, elettricisti, magazzinieri. Ed e’ giusto che tutti partecipino, propongano, votino. La forza del forum e’ che i ricercatori precari sono TANTI, quindi il rischio che i guastatori prendano il sopravvento e’ ridicolo. Quanto al contarsi, cavolo e’ cosi’ un problema? Mettiamo la possibilita’ per chi vuole di registrarsi come utente, dando nome cognome istituzione e position. Chi vuole mantenere l’anonimato, potra’ sempre intervenire “anonimamente”. Ho detto la mia.
    @mino: Harvard, non Harward!!!
    @Elena: il blocco del turnover dovrebbe essere sull’80% degli uscenti, quindi ogni 10, se ne possono reintrodurre 8, n’est pas?

  55. Elena ha detto:

    No! E’ il contrario. Per ogni 10 uscenti se ne possono assumere 2.
    Se vogliamo continuare a scannarci per il nulla, facciamolo pure, ma forse sarebbe meglio concentrare le forze per organizzare qualcosa…

  56. arioprecario ha detto:

    quello che scrive elena è corretto. Si tratta solo di verificare che si applichi alla docenza e non ai soli tecnici amministrativi…. mi informo e vi tengo aggiornato

  57. France ha detto:

    Azz… Sempre peggio….

  58. simettepropriomale ha detto:

    Comunicato FLC
    Comunicato stampa di Enrico Panini, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

    Manovra economica: strage su ricerca, scuola ed università. Il governo scommette sull’ignoranza – 21-06-2008

    La lettura delle anticipazioni sulla manovra economica non lascia dubbi sul fatto che il conto delle spese decise dal nuovo Governo verrà pagato quasi totalmente dai settori della conoscenza.

    Considerato che in Italia si spende già il 2% in meno del PIL rispetto agli altri Paesi europei e che, negli ultimi dieci anni, la spesa per ricerca, scuola ed università si è ridotta progressivamente in rapporto al totale della spesa pubblica è evidente che i risultati di queste decisioni disastrose saranno pagati dal Paese, dai lavoratori e dagli strati meno ricchi.

    Le scelte sono pesantissime, fanno piazza pulita di ogni attestazione di impegno nei nostri settori e rendono esplicita la protervia di un governo che si arrende all’ignoranza e restaura un’idea di sapere riservato ai redditi più alti e a poche zone del Paese.

    Nella ricerca si cancellano gli enti predisposti alla tutela dell’ambiente e si subordina la nuova struttura al Ministero dell’ambiente.

    Nella scuola si spremono oltre 8 miliardi di tagli (compresi quelli contabilizzati per il 2012) con una riduzione di oltre 100.000 insegnanti e di oltre 43.000 lavoratori ATA. Per realizzare questa perversa scelta, alla devastazione della rete scolastica (ottenuta peggiorando le attuali regole per formare le classi e per determinare i posti dei lavoratori ATA) si aggiunge la devastazione degli ordinamenti – che per la prima volta nella storia del nostro Paese saranno più poveri di quelli precedenti. Si ipotizza, infatti, il ritorno al maestro unico nella scuola primaria e, nella secondaria, meno ore e meno materie per tutti, a partire dalle scuole tradizionalmente destinate ai ceti più popolari.

    Si privatizza l’università mediante la trasformazione delle attuali istituzioni in fondazioni di diritto privato e si rallentano gli scatti automatici dei docenti.

    I precari risultano colpiti in ogni comparto con buona pace di ogni impegno e di ogni legge.

    Non fa cambiare il nostro giudizio pesantemente negativo il fatto che una misera parte di tagli pesantissimi potrebbe essere utilizzata per innalzare (forse) in futuro le retribuzioni di quanti sopravvivranno alla cura prevista con questa manovra.

    Insomma, c’è poco da girarci intorno: la maschera di Robin Hood è durata poche ore, è stata sostituita ben presto dalla faccia feroce dello sceriffo di Nottingham.

    Roma, 21 giugno 2008

    Vai al nostro primo commento del 19 giugno. Nelle prossime ore l’aggiornamento.

  59. Anto ha detto:

    CAZZO! CI HANNO FATTO FUORI! Ragazzi, ma perche’ non organizziamo stavolta sul serio un BLOCCO (anche fisico) di Universita’ e Ricerca?

    AIUTO! AIUTO! AIUTO!

  60. SanGiorgio ha detto:

    INVECE DI ABOLIRE LE PROVINCE HANNO ABOLITO LA RICERCA.

  61. Gio ha detto:

    TUTTI ALL’ESTEROOOOOOOOOO!!!!!!!!

  62. cattivo.maestro ha detto:

    se facciamo passare il blocco del turn-over (10-2) senza organizzare una intransigente manifestazione di protesta… meritiamo di scomparire !

  63. Colombo da Priverno ha detto:

    Ragazzi,

    di fronte al blocco delle assunzioni in vista della trasformazione in fondazioni, c’è una sola risposta, forse vecchia, ma oggi…E’ DI NUOVO NUOVISSIMA!

    SCIOPERO!

    BLOCCHIAMO GLI ATENEI!

    Non c’è nemmeno bisogno di andare in piazza, se vogliamo fare i raffinati…basta starsene elegantemente seduti ai nostri posti con le mani incrociate. Basta che siamo TUTTI. Siamo studiosi… Stiamo lì, con eleganza, IMMOBILI. E MUTI.

    NON CHE GLI DISPIACERA’ SE BLOCCHIAMO L’UNIVERSITA’, S’INTENDA. ANZI…
    QUELLO CHE GLI DISPIACERA’ E’ CHE SAREMMO L’ANGOLINO FUORI POSTO DELLA LORO ITALIA PERFETTA E FELICE.

    L’ORTICA NEL LORO GIARDINO ALL’INGLESE.

    SCIOPERO, UNITI.

    UNITI. A tal proposito: come molti di voi sanno, in parte non ero d’accordo sul risultato finale della proposta all’on. Gelmini che io stesso ho contribuito – in parte – ad elaborare, anzi ad un tratto ero piuttosto isterico ed ho anche detto qualche sonora asinata (ah, noi giuristi primedonne…)

    Ma L’HO FIRMATA alla fine, perchè ho compreso, anche (forse, dovrei dire, SOPRATTUTTO) con l’aiuto di alcuni amici del blog, che al di là di altre questioni (e comunque ferma la serietà ed apprezzabilità complessiva del testo partorito dalla “democrazia telematica”), CHE L’UNICA SPERANZA DI VINCERE E’ UNITI.

    Cari Colleghi di sventura, è forse solo in questi giorni, tra: 1) decretone sicurezza, 2) emendamenti corsari salva-premier al medesimo; 3) blocco del turn over; 4) proposta di trasformazione delle università in fondazioni; 4) sparate su “magistrati sovversivi” perchè osano giudicare “El Presidente” eletto dal popolo; 5) e altri mostri generati dal sonno della ragione (ognuno aggiunga quel che vuole), CHE CI RENDIAMO CONTO PER LA PRIMA VOLTA CHE BERLUSCONI HA VINTO LE ELEZIONI.

    Ha vinto con una maggioranza fortissima, ed i “corpi intermedi” non elettivi che il barone de Montesquieu concepiva a salvaguardia della libertà (quella vera) sono sempre più deboli e disperati, e flebili, di fronte all’onda travolgente del nuovo che avanza con l’energico, allegro, scoppiettante e futurista PASSO DELL’OCA.

    Vedete? facciamo una proposta da un lato e ci levano il tappeto dall’altra. LA STRATEGIA DEL DIALOGO E’ FINITA. L’unica mezzasega che ci ha creduto era Walter Veltroni il nato perdente. Che non so come abbia fatto a crederci (money makes the world go round?), perchè lo dice anche il Vangelo che:

    “satana non si fa servo se non per farsi padrone”.

    Noi saremo le prime vittime della distruzione della cultura in questo paese.

    Siamo la frontiera. Combattiamo. BLOCCHIAMO TUTTO.

    p.s.: se le cose andassero male:
    BOMBADILLO, SI APRE UNO STUDIO LEGALE INSIEME? Presentando tre o quattro dichiarazioni dei redditi decenti il mutuo ce lo danno lo stesso…..

  64. arioprecario ha detto:

    ecco un analisi dettagliata dei provvedimenti fatta dalla FLCù
    http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/giugno/manovra_economica_prime_valutazioni_della_flc_cgil_sul_decreto_governativo_del_18_giugno_2008

    più tardi faccio un post
    la situazione è veramente grave

  65. France ha detto:

    Povero Silvio…
    E’ inutile, voi comunisti siete il partito dell’odio e dell’inwidia.
    Ma come non arrivate a capire? La ministra ha detto chiaro e tondo che lo Stato non spende poco per la ricerca, vabbe’ e’ lo 0 virgola, ma nell’europa a 25 siamo per lo meno 15simi. I privati spendono poco, e dovrebbero spendere di piu’.
    Quindi
    1) Lo stato non ci mette una lira in piu’, ma si ristruttura: non si assume nessuno (a parte i figli dei rettori) per qualche anno, tipo una decina, e quando i ricercatori sono un quarto di quelli di oggi, allora vedrete che non romperanno pu’ gli zebedei a chiedere piu’ soldi
    2) Ai privati si da’ agio di fare soldi tramite le Fondazioni (sgravi fiscali, caporalato, e via discorrendo), e al contempo ci liberiamo di quell’inutile orpello chiamato cultura (umanistica e scientifica). Per informazioni rivolgersi all’amico Marcello, insigne bibliofilo (di diari falsi di Mussolini).
    Ho predicato sciopero/paralisi/incendio dei granai da quando sto qui dentro, ma quando c’erano Fausto e Romano, Fabietto e Lucianone, nessuni ne aveva voglia. Ora non mi permetto di dirvi cosa fare perche’ sono battaglieche non potrei combattere in prima persona, da 2000km. Posso dare ragione a Colombo (ma come, ancora non gli avete tagliato la lingua? E rivoluzione italia? Avevo gia’ appuntito il palo…): l’unica arma che avete e’ bloccare la didattica delle universita’. Nessuno puo’ obbligarvi a fare quello che per contratto non dovreste fare ma che fate tutto l’anno (lezioni, esercitazioni, esami). E gli studenti che non studiano fanno molto incazzare i genitori che pagano…

  66. Colombo da Priverno ha detto:

    Giusto France!

    (poi anche io, come te – ad esser precisi – parlavo di sciopero già ai tempi di Mussi)

  67. Lilly ha detto:

    Sospettavo che non ci attendesse un futuro roseo ma non immaginavo che si volesse compiere un tale scempio ai danni dell’Università italiana, sinceramente non capisco il motivo di un tale accanimento, considerando che in campagna elettorale entrambe le parti avverse avevano affermato di voler investire sulla ricerca, ma forse ho capito male io molto probabilmente intendevano dire investire……la ricerca eliminandola del tutto (la mia mente speranzosa mi aveva dato l’illusione che la frase contenesse tre letterine in più: sulla al posto di la o, molto più realisticamente, le promesse elettorali non vengono mai mantenute e durano il tempo di un comizio).
    Facciamo ascoltare subito il nostro dissenso.

  68. Untenured academic ha detto:

    purtroppo era ampiamente prevedibile questo scenario. Qualcuno dirà: il flusso di finanziamenti era in diminuzione anche col centro-sinistra. E’ vero, però allora c’erano tentativi – per quanto velleitari o confusi – di mettere in campo una strategia di rinnovamento dell’università: il regolamento di M&M, l’istituzione dell’Anvur, il patto per l’università, erano cose che lasciavano lo spazio per la speranza..

    ora il nulla più totale. La Gelmini si sta rivelando un ministro fantoccio. Sa predicare un verbo ultraliberista, funzionale soltanto ai tagli della spesa e alla delegittimazione definitiva del sistema universitario pubblico. I professori bocconiani esulteranno, noi altri rischiamo di veder svanire le speranze di poter far ricerca seriamente, per il bene del Paese.

    Il blocco del turnover suona come una condanna per la nostra generazione. Non resta che sperare nelle capacità di risposta dei ricercatori e del personale docente, precario e non: sia sciopero, manifestazione o altro, l’importante è che ci si mobiliti.

  69. cattivo.maestro ha detto:

    purtroppo questo Governo sta mantenendo gli impegni assunti in campagna elettorale. Berlusconi ha spesso parlato di blocco del turn over. A me sembra che si stia compiendo un attentato ai diritti della nostra generazione! …e non penso di esagerare…

  70. che gran confusione abbiamo in testa…

    cmq questa cosa succede da innummerevoli governi ormai… si ripete ogni volta e continuerà a ripetersi…
    state tranquilli…. per almeno i prossimi 100, anni nessun governo darà mai una lira per università e ricerca…. i motivi li sappiamo sono sempre i soliti: debito pubblico, politica clientelare, inesistenza della ricerca nell’opinione pubblica… per una qualsiasi riforma attiva ci poi vorrebbe l’esercito come a Napoli…

    @untenured
    Mi spieghi quale è il verbo ultraliberista della gelmini?
    Il doppio concorso è ULTRADIRIGISTA…. Le fondazioni sono una scelta ULTRADIRIGISTA…

  71. @colombo

    ok per lo scioero… ma vediamo come sarebbero gli striscioni:

    “più soldi alla ricerca”
    “meno tasse per università”

    di sicura efficacia…. strategia vincente non si cambia

  72. France ha detto:

    Ultraliberisti e comunisti di tutto il blog! Rivolzione Italia ha aperto la nuova frontiera: chiamiamo l’esercito! Militarizziamo l’universita’!
    (pero’ l’avevo gia’ detto io qualche post fa, R.I., non mi copiare le battute!)

  73. Untenured academic ha detto:

    R.I., leggi l’articolo dell’Economist, il giornale guida dei liberisti-conservatori, sulle politiche per l’università in Francia e altrove in Europa (tradotto in Internazionale): le fondazioni sono un cardine di questa strategia perseguita da Sarkozy e altri governi conservatori in Europa, nessuna parola invece per la valutazione nazionale della produttività scientifica (le pubblicazioni e i brevetti), che invece spinge all’innovazione dal basso nelle pratiche istituzionali.

    La Gelmini parla di fondazioni e liquida l’Anvur perché si tratterebbe di un “carrozzone burocratico e costoso”: pura demagogia, come si fa a definire un’istituzione così prima che essa veda la luce? perché non la riforma e ne fa una più snella e efficace?

    In realtà la giustificazione offerta dall’ideologia ultra-liberista e dalla parola d’ordine della completa autononomia economica degli atenei deresponsabilizza i governi non solo dagli impegni di spesa ma anche dagli sforzi di governance del sistema (valutazione della ricerca affidata a organismi indipendenti e autorevoli).

    In Italia ciò potrà avere effetti disastrosi, portandoci a una situazione sudamericana.

  74. France ha detto:

    @untenured
    Se per situazione sudamricano intendi il cile o il brasile, forse forse ci andrebbe anche bene….

  75. Untenured academic ha detto:

    l’Argentina mi pare un buon esempio

  76. France ha detto:

    Molto bello ed istruttivo, alex. Per i professori di Parma (che mi dicono essere meno salati di quelli toscani, ma comunque ben stagionati) io per esempio sarei ciccia da cannone. Ma si, a che servono i ricercatori, tanto in pochi anni andranno in pensione 50 milioni di italiani…..

  77. l’Economist è un ottimo giornale… e non solo per le innumerevoli legnate che da e ha dato a al berluska…

    La valutazione della produttività scientifica esite ovunque… meno che in italia… Tu la fraintendi con il tuo metodo supercentralista…. che oramai è non praticabile.
    Il tanto citato britannico RAE è forse la forma centrale + snella e + efficace nella valutazione scientifica.

    Non è questione deresponsabilizzazione della politica…. l’ANVUR sarebbe veramente
    un carrozzone inutile…. a ballarò tempo fà fecero vedere l’INVALSI che è l’analogo per le superiori… fa paura… la sede è una villa affrescata del 500 perfettamente vuota!!!!
    http://www.invalsi.it/invalsi/istituto.php?page=immagini
    Che capacità operative può avere un carrozzone del genere?
    Immagininati il solo cablare una rete locale… devono chiamare le belle arti…

    L’estrema interconnessione globale del dopo internet ha accelerato tutti i processi sociali fra cui anche quello di fare ricerca… un manipolo di sfigati al governo non potrà MAI stare dietro alla velocità di tali processi…. Li deve per forza delegare.
    Pensa al solo fatto che per PARTECIPARE ad un concorso in italia (perdipiù TRUCCATO ed inaccessibile agli stranieri) si deve aspettare un anno per la sola nomina della commissione!!!
    In un anno uno potrebbe ricevere anche il Nobel…. ed andarsene diretto diretto dove non ci sono tutte queste pippe…

  78. @alex

    ahaha fantastico l’articolo….
    “il sindacato dei professori universitari dice basta alle baronie”
    una sorta di colmo dei colmi!!!
    una casta che difende un’altra casta che dice basta a se stessa.

    bellissimo il sindacato dei professori universitari… quasi megli di quello dei notai…
    io aspetto il sindacato dei banchieri… sono sicuro che in italia potrebbe nascere….
    soprattutto ora che tremonti ha deciso di tassarli…

  79. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Sarebbe gentile se i professori di Parma ci facessero sapere esattamente per quando hanno programmato il ricambio generazionale. Così per quella data cerco di tenermi libero. 😉

  80. Colombo da Priverno ha detto:

    “MAI PIU’ VOTI A QUESTA SINISTRA”

    “NESSUNO PUO’ FARE PEGGIO DI MUSSI e MODICA”

    “PERFERDINANDO VIENI” (e almeno fosse……)

    Quello che stiamo vivendo oggi, cari amici di sfiga, è la conseguenza diretta del giorno che molti di noi hanno cominciato a pensare così, o a farsi coinvolgere da quelli che pendsavano così, calando sui propri occhi un velo di cecità che, di fronte a delusioni contingenti, ha consegnato il nostro futuro nelle mani del NULLA.

    Bravo UNTENURED (oggi andiamo d’accordo…): “purtroppo era ampiamente prevedibile questo scenario”. Non capisco invece chi – come un cieco nella notte (o di giorno, per un cieco fa lo stesso) – grida “perchè? perchè? perchè?”

  81. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S.

    Verrà il giorno che non dovrò più usare il vecchio

    “BUONANOTTE POPOLO” ?

  82. France ha detto:

    Mah, forse quando dirai “Good morning, people”

  83. Colombo da Priverno ha detto:

    Good morning Vietnam dirò, se continua così…….

  84. Paolo ha detto:

    Con tutto il rispetto: ma non vi rendete conto che parlare di “riforma dei meccanismi concorsuali” in queste condizioni di continui tagli alla ricerca (che durano da anni e che pare continueranno per un bel po’, in forma anzi accentuata da quel che pare di capire) e’ come minimo autolesionistico? E’ proprio quello che potrebbe piacere a chi e’ al governo: iniziano a preparare una nuova riforma, cosi’ bloccano tutti i concorsi e all’universita’ non arriva piu’ neanche un soldo per le assunzioni. Cerchiamo invece di combattere per quel che possiamo contro il blocco del turn-over e i tagli all’universita’, senza perderci in azzardate (e sicuramente pericolose sul breve periodo, come ho appena detto) proposte di riforma!

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