Ultimi provvedimenti sui concorsi (ovvero ci saranno i concorsi? …E soprattutto le prese di servizio?)

Dal Blog di “Cattivo.maestro” l’estratto delle norme di interesse per università e ricerca contenute nel d.l.30 giugno 2008, n. 113 (G.U. n. 151 del 30-6-2008).

Le novità sono la possibilità di proseguire nella pubblicazione in G.U.di valutazioni comparative di prima e seconda fascia fino a Novembre ma con una sola idoneità.

C’è poi lo sblocco dei fondi per assumere ricercatori ma con gravissime incognite….

Non pare lo sblocco comprenda il cofinanziamento ovvero in tutta Italia al netto dei soldi per i reclutamenti del 2007 e senza Cofin è previsto un reclutamento di circa 500 unità nelle università (!)…cifra assurda rispetto al fabbisogno calcolato sulle medie OCSE.

Dalla lettura degli articoli e dal confronto con il decreto collegato alla Finanziaria 2009 sembra proprio che anche questi concorsi non deroghino dalle nuove regole sul turn over (c’è in verità una deroga ma non è dal turn over come stabilito qualche giorno fa dallo stesso Governo Berlusconi nel già citato e linkato decreto).

Attenzione questo significa la probabilità che si facciano i concorsi ma poi “non le prese di servizio” presso le singole amministrazioni che dovranno necessariamente rispettare le nuove regole sul turn over ovvero dal 1 Gennaio 2009 fino al 2011 ….su 100 pensionamenti sono possibili solo 20 nuovi assunti….

Risultato….si vince il concorso e poi si aspetta, si aspetta, si aspetta, che intanto il paese cresca…cresca…cresca…..

Cosa si può fare…durante l’estate lo stesso governo dovrà convertire in legge il decreto collegato alla Finanziaria 2009 se ci organizziamo possiamo chiedere che la legge contenga delle norme che armonizzino i provvedimenti (sia per le valutazioni in corso che per quelle fututre) e magari favoriscano il cofinanziamento del reclutamento straordinario dei ricercatori così si raddoppiano i posti come fece il vecchio governo del seboso…

Comunque in giro si batte la fiacca e torneremo dalle vacanze abbronzati ma con altri che avranno preso decisioni vitali per noi!

Continuare per leggere l’articolato dell’ultimo milleproroghe del governo Berlusconi….

Art. 12.
Reclutamento dei docenti universitari

1. All’articolo 12, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.
248,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n.
31,  le  parole:  «fino  al  31 dicembre  2008»  sono sostitute dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2009» e le parole: «entro il 30 giugno
2008»  sono  sostituite  dalle seguenti: «entro il 30 novembre 2008».
Resta   fermo  quanto  previsto  dall’articolo 66  del  decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112.
2.  Alle  procedure  indette  dopo  il 30 giugno 2008 si applica il
disposto  dell’articolo 1,  comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio
2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005,
n. 43.

Art. 13.
Assunzione di ricercatori

1.  Per  l’anno  2008  non  si  applicano  le  disposizioni  di cui
all’articolo 1,  commi 648  e  651,  della legge 27 dicembre 2006, n.
296,  e,  al  fine  di  garantire  l’assunzione  di ricercatori nelle
universita’   e   negli   enti   di   ricerca,   le  risorse  di  cui
all’articolo 1,  commi 650 e 652, della medesima legge, limitatamente
allo  stanziamento  previsto per l’anno 2008 e al netto delle risorse
gia’  utilizzate  nell’anno 2007, sono utilizzate per il reclutamento
di  ricercatori  delle universita’ ai sensi dell’articolo 1, comma 7,
della legge 4 novembre 2005, n. 230, e per il reclutamento aggiuntivo
di  ricercatori  degli enti di ricerca, con le modalita’ previste dal
CCNL  di  comparto  e nei limiti dell’organico vigente presso ciascun
ente, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998,
n.  204,  anche in deroga al limite di spesa relativo alle cessazioni
di  cui  all’articolo 1,  comma  643, della medesima legge n. 296 del
2006.
2.  L’articolo  3,  comma 1, del decreto-legge 7 settembre 2007, n.
147,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n.
176, e’ abrogato.

Art. 14.
Comitato  nazionale  del sistema universitario e Comitato d’indirizzo
per la valutazione della ricerca

1.   Il   Comitato   nazionale   per  la  valutazione  del  sistema
universitario  (CNVSU)  di  cui all’articolo 2 della legge 19 ottobre
1999, n. 370, e’ prorogato, nella composizione esistente alla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  fino  al 31 maggio 2009
ovvero,  se ultimate prima della suddetta data, fino al completamento
delle   procedure   occorrenti  a  rendere  effettivamente  operativa
l’Agenzia  nazionale di valutazione del sistema universitario e della
ricerca   (ANVUR),   di   cui   all’articolo 2,  commi  138-141,  del
decreto-legge  3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
2.  Per  le  attivita’ di funzionamento del CNVSU e del Comitato di
indirizzo  per la valutazione della ricerca (CIVR) sono utilizzate le
risorse   finanziarie   previste   dall’articolo 2,  comma  142,  del
decreto-legge  3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  24 novembre  2006,  n.  286,  iscritte  nello  stato di
previsione     della    spesa    del    Ministero    dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
3.  Il  Ministro  dell’economia  e  delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilanci

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102 Responses to Ultimi provvedimenti sui concorsi (ovvero ci saranno i concorsi? …E soprattutto le prese di servizio?)

  1. Colombo da Priverno ha detto:

    Una domanda tecnica. Esattamente, da dove si comprenderebbe che “Non pare lo sblocco comprenda il cofinanziamento”?

    Per il resto, comlimenti per la scelta dell’abbinamento cinematografico. Costruire per orgoglio ed a vantaggio d’un sistema-carceriere un ponte da distruggere subito dopo è ormai l’esatto senso del nostro lavoro.

  2. Colombo da Priverno ha detto:

    In questo senso ogni mia pubblicazione, ogni mio seminario, ogni mia partecipazione a un progetto di ricerca mi si palesa oggi di fronte come un “bridge on the river Kwai”.

    E voi, colonnelli prigionieri, che ne dite?

  3. Untenured academic ha detto:

    a un certo punto sembrava che col reclutamento straordinario 2008 arrivassero 1500 posti, ora son diventati 500..

    questo governo punta a eliminarci come generazione.

  4. Leo ha detto:

    Poi ci sono altri risvolti per gli strutturati.

    Il Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari (CNRU)

    PRENDE ATTO CON NOTEVOLE PREOCCUPAZIONE

    dell’approvazione del Decreto Legge 112/08, che aggrava ulteriormente le già
    difficili condizioni in cui versa il Sistema Universitario Nazionale. In
    particolare

    – La possibilità di trasformare le Università in Fondazioni (art.16), a fronte
    del cronico definanziamento degli atenei, costituirà una strada pressoché
    obbligata per la sopravvivenza degli stessi, con il conseguente pericolo di
    condizionamenti sulla ricerca e la scomparsa della ricerca di base.
    – I tagli al FFO in favore dei cosiddetti Centri di Eccellenza (art.17) come ad
    esempio l’IIT di Genova, già definito una scatola vuota, sono l’ulteriore
    tentativo di spostare risorse dal sistema delle Università Statali a progetti
    di diretto controllo governativo.
    – Il taglio di 500 milioni di euro in tre anni al FFO e la limitazione del turn
    over al 20% (art.66) ridurranno fortemente le possibilità di reclutamento
    e gli avanzamenti di carriera, impedendo alle università la possibilità di
    ringiovanire la classe docente a fronte del gran numero di pensionamenti
    previsto nei prossimi tre anni.
    – La trasformazione degli scatti biennali in scatti triennali (art.69)
    costituisce il più grave attacco alle retribuzioni dei docenti degli ultimi
    anni (peggiore del provvedimento del Governo precedente) e colpisce soprattutto
    i ricercatori più giovani, con forti ripercussioni fino alla pensione. Esso,
    inoltre, determina una surrettizia variazione dello stato giuridico della
    docenza universitaria, di cui la curva retributiva e la suddivisione in classi
    stipendiali costituisce l’ossatura dal punto di vista economico.

    A fronte di questi provvedimenti il Coordinamento Nazionale Ricercatori
    Universitari,

    CHIEDE

    – che il Governo riveda tali norme penalizzanti per l’università, soprattutto
    l’art.66 che limita le possibilità di reclutamento e l’art.69 che deprime
    ulteriormente le retribuzioni dei ricercatori, da tutti ritenute
    scandalosamente basse;
    – un incontro urgente con il Ministro Gelmini per discutere l’attuale grave
    situazione e concertare possibili soluzioni.

    INVITA

    i Ricercatori di tutte le sedi universitarie
    – ad astenersi a tempo indeterminato dalla partecipazione a organi collegiali
    quali Consigli di Dipartimento, Consigli di Area Didattica e Consigli di
    Facoltà;
    – a ritirare la propria disponibilità a ricoprire incarichi didattici per il
    prossimo Anno Accademico;
    – a riunirsi nelle varie sedi per decidere eventuali ulteriori forme di lotta,
    anche di concerto con le altre fasce della docenza, e comunicare il proprio
    dissenso al provvedimento governativo tramite mozioni che saranno
    opportunamente rese note a livello nazionale.

    Il Coordinatore Nazionale
    Marco Merafina

  5. France ha detto:

    Ma come gli rode del fatto che gli hanno messo gli scatti ogni tre anni invece che ogni due…

  6. Generals ha detto:

    Senza contare che gli scatti automatici addirittura ogni 2 anni sono un incredibile privilegio di cui solo loro e “forse” qualche altra categoria altrettanto privilegiata gode……

  7. cattivo.maestro ha detto:

    privilegiata???? la categoria dei ricercatori?????????

  8. France ha detto:

    E’ “ricercatore” una categoria? Gli scatti ogni due anni riguardano ricercatori, associati, ordinari. Peccato che un ricercatore italiano guadagni tra la meta’ e 2/3 della media europea, mentre i prof (associati e ordinari ancor di piu’) siano gia’ pagati a livello europeo. Senza contare che i ricercatori sono la meta’ di associati+ordinari. Cominciamo a mettere i puntini sulle i, perche’ con le vaghe definizioni ci fanno credere quello che vogliono.

  9. Generals ha detto:

    Resta ilf atto che scatti stipendiali dopo 2 soli anni sono un privilegio a cui si aggiungono per i docenti gli scatti automatici (tipo scala mobile) che solo loro hanno e che si è tentato inutilmente di eliminare con il csx ma poi ripristinati grazie al potere di lobby dei docenti. Negli enti di ricerca il primo scatto stipendiale (non automatico) avviene dopo 5 anni e i successivi ogni 4 anni. QUindi i comuni mortali invece devono aspettare i rinnovi contrattuali per recuperare una parte infinitesima della perdita di potere di acquisto subita e non a caso i settori più sfigati dove non c’è ancora l’aumento sono l’università e la ricerca……

  10. cattivo.maestro ha detto:

    ecco… alle solite… torna… la guerra fra poveri !

  11. Generals ha detto:

    no, si tratta solo di evidenziare i provvedimenti negativi e devastanti inseriti nel decreto che colpiscono l’università (limiti al turn over, tagli ai fondi ordinari, trasformazione in fondazioni) distinguendoli da quelli che suscitano invece rivendicazioni di carattere corporativo da parte di chi se ne è infischiato in questi anni del precariato avendo il suo percorso bello che definito dal proprio professore, e che indeboliscono la critica al Decreto fiscale.

  12. France ha detto:

    Intendiamoci bene cattivo.maestro. Mettere nello stesso calderone chi si e’ fatto i cavoli suoi per 20 anni promuovendo “todos caballeros” anche i ficus dell’ufficio, che da domani avra’ uno scatto ogni 3 invece che ogni due anni, e chi da 10 anni si fa il mazzo 12 ore il giorno a 1000 euro al mese passando da una borsa ad un assegno a un cococo, e’ SBAGLIATO. La guerra e’ fra la carne da macello e i macellai. E non mi venite a dire che sono tutti “macelleria”.

  13. cattivo.maestro ha detto:

    @ france
    certo che non bisogna mettere tutti nello stesso calderone, ma le responsabilità devono essere graduate, fra baroni, altri ordinari, associati e ricercatori. A ciascuno la sua fetta di responsabilità, in proporzione però. E i ricercatori strutturati mi sembrano l’anello debole della catena. Ne conosco a decine e, dunque per esperienza, posso affermare che più che privilegiati mi sembrano frustrati.
    E poi… sapremo noi fare meglio? Sapremo opporci alla casta degli ordinari? Dopo aver letto qualche commento e dopo aver visto che non riusciamo neanche ad organizzare un’iniziativa unitaria di protesta contro le misure di tremonti comincio ad avere molti dubbi.

  14. ricercatore fuorioso ha detto:

    noi l’anello debole della catena ? ma che c… volete ?
    per diventare ricercatore ci ho messo 15 anni, dico 15 !!! con QUATTRO – dico quattro – MONOGRAFIE, di cui due premiate a livello internazionale.
    E c’è qualcuno che storce la bocca perché protestiamo per lo scatto triennale ?
    e poi… quale responsabilità dovremmo avere, seppur graduata ?
    di aver detto sempre di sì, e di non aver mai fatto la rivoluzione ?
    Che forum patetico

  15. cervantes ha detto:

    E’ la prima volta che scrivo un commento su questo blog ma da tempo vi seguo con grande interesse.
    Io sono precario da dieci anni, mi sono scontrato con nefandezze di ogni tipo (mobbing, scarsa sicurezza sul lavoro…) e ne pago le pesanti conseguenze passando come tutti da periodi in cui ho un assegno a periodi in cui non ho neanche quello, in luoghi diversi. Vorrei dire che questo forum è tutt’ altro che patetico, è uno dei pochi luoghi di confronto nel mondo dei precari della ricerca dove si riescano ad avere informazioni e opinioni vicine o prossime alla realtà.
    Chiederei di non portare troppo avanti la polemica con i ricercatori, tutti hanno le loro responsabilità, ma piuttosto di pensare a cosa si possa fare prima che, dopo l’ estate, ci dovessimo ritrovare tutti in disgrazia.
    Inizierei dalle buone abitudini: perchè in questo paese tutto è ambiguo su questi temi ? perchè non si capisce tutto di ciò che vogliono portare a termine con questi interventi sui concorsi da ricercatore ? prechè non si trovano due persone due che dicano la stessa cosa su ciò che sta succedendo ai PRIN 2007 dopo un anno di vicende incredibili ? Tutte domande di cui sappiamo la risposta: se ne fregano. E’ incredibile, qui si gioca proprio sulla pelle delle persone, anni 70 in primis. Ma almeno le risposte ce le devono dare.
    Noi siamo tanti e molti tra noi, forse anche io, hanno timore ad esporsi perchè siamo ricattabili; forse dobbiamo riflettere su cosa fare con urgenza per non essere cancellati. La situazione è intollerabile. Cerchiamo tutti di unirci e uscire, come sto facendo io, dal limbo.

  16. la capra ha detto:

    ricercatorefurioso, a mio parere, non ha tutti i torti. Anche i “precari”, a modo loro, sono “responsabili” di quanto accade. Per acquiescenza quando non per tacita connivenza. Almeno come dato di sistema.

    Poi i singoli hanno le loro storie e motivazioni, ovviamente. Tuttavia noi non possiamo, in tutta onestà, autoassolverci.

    E non dimentichiamo che i ricercatori – soprattutto i più giovani – hanno sì stipendi fissi, ma vergognosi rispetto al carico di lavoro (come sempre fatte le debite eccezioni). E non dimentichiamo che se è legittima la nostra aspirazione ad essere reclutati, è pure legittima l’aspirazione di carriera di chi lavora sul serio e vuole vedersi riconosciuto scientificamente ed economicamente. Ovviamente non in maniera “automatica” ma in base ad un merito frutto di una valutazione seria…

    Soprattutto non cadiamo nella logica – perdente – del “noi” contro “loro”. Non cadiamo nella logica della guerra tra (più o meno) poveri. E’ perdente per tutti. E la portata delle iniziative di questo governo lo dimostra.

  17. arioprecario ha detto:

    ho avuto notizie che i Prin stanno per essere bloccati e che c’è stata una ulteriore decurtazione di 50M di euro alla disponibilità economica a favore del prestito-ponte dell’Alitalia. Non capisco se i 50M di euro in meno sono sulla cifra di 190 prevista dalla finanziaria 2007 o sulla cifra di 90 previsti fino al 2007… qualcuno ha info aggiornate?

    Sulla questione turn-over e reclutamenti. Ecco come la FLC interpreta il decreto:

    Si dispone che entro il 31 dicembre 2008 tutte le amministrazioni devono rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure contenimento delle assunzioni previste nella norma. Gli Atenei, dal 2003 fuori dal blocco delle assunzioni, per il triennio 2009 -2011 potranno assumere nei limiti del 20% dei pensionamenti (comma 13). Per l’anno 2009 nello stesso tetto dovranno rientrare anche le stabilizzazioni. Il limite turn over diventa invece del 50% dal 2012. Contestualmente si riduce il fondo di finanziamento ordinario delle università che subisce un taglio di 500 milioni di euro in tre anni. Per gli Enti pubblici di ricerca (comma 14) sembrerebbero confermate le procedure in vigore dal 1°gennaio 2008:le assunzioni avvengono nei limiti del 80% della spesa complessiva e del 100% del turn over. Per il triennio 2010-2012 la situazione peggiora rispetto alle previsioni della finanziaria 2007. Infatti il turn over non è calcolato in relazione alla spesa risultante dai pensionamenti ma sulle unità di personale. Ciò comporta una riduzione delle opportunità di assumere in quanto, ad esempio, nel caso del pensionamento di un ricercatore all’apice della carriera la differenza risultante tra il costo complessivo e quello di una nuova assunzione andrà a beneficio di finanza pubblica anziché essere utilizzato per il reclutamento.

  18. Untenured academic ha detto:

    i Prin stanno per essere bloccati o Sbloccati? se fosse la seconda, sarebbe un ulteriore disastro.. sembra di vivere un incubo!

    ma invece di discutere sugli scatti triennali degli strutturati, a metà tra rancore e invidia, i ricercatori precari non protestano pubblicamente per i tagli ai finanziamenti e il blocco del turn over?

  19. Leo ha detto:

    Deliberazione del Consiglio di Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze
    Umane – Università di Cagliari

    Il Consiglio prende atto di alcune delle norme attinenti il comparto
    universitario contenute nella manovra finanziaria recentemente approvata dal
    Governo sotto forma di Decreto-Legge (DL n. 112 del 25 giugno 2008,
    Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
    competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
    Tributaria, in GU n. 147 del 25-6-2008 – Suppl. Ordinario n.152).

    Il Consiglio all’unanimità esprime forte preoccupazione per le gravissime
    conseguenze del provvedimento in questione sulla ricerca e, in generale, sul
    sistema dell’Università pubblica del nostro paese. In particolare, il
    Consiglio è decisamente contrario alle seguenti misure:

    1) al taglio di 500 milioni di euro del Finanziamento del Fondo Ordinario per
    il triennio 2009-2011 (art. 66 del DL);
    2) al blocco del turn-over del personale al 10% per il 2009 e al 20% per il
    2010 e il 2011 (art. 66 del DL);
    3) alla norma umiliante e vessatoria che dal 1.1.2009 trasforma in scatti
    triennali gli scatti biennali relativi alla progressione economica delle
    retribuzioni dei docenti-ricercatori universitari (Art. 69 del DL).

    All’unanimità il Consiglio esprime inoltre l’intenzione di contrastare la
    conversione in legge del provvedimento mediante concrete iniziative di lotta da
    concordare collegialmente nei rispettivi Consigli di Facoltà.

  20. Leo ha detto:

    Per ricercatore furioso

    Guarda che qui non abbiamo tutti le stesse idee anzi pensiamoe credo siamo la schiacciante maggioranza che a livello di precari e ricercatori e docenti si dovrebbe collaborare ! Solo che l’accento dovrebbe essere messo sui più deboli della catena prima i precari poi i ricercatori via via all’insù…invece il mondo gira alla rovescia!

  21. cervantes ha detto:

    Anche io chiedo il chiarimento PRIN: bloccati o sbloccati ?? Le parole sono macigni…

    Per la cifra da ciò che so sarebbe decurtata da quella indicata nella finanziaria 2007.

  22. arioprecario ha detto:

    sbloccati…. scusate

  23. franco ha detto:

    Il decreto sulla fianziaria prevede il blocco del turn over ( cioè della sostituibilità dei pensionamenti) o anche quello delle nuove assunzioni che dovrebbero avvenire tramite i concorsi del 2008?

  24. arioprecario ha detto:

    le due cose vanno insieme perché per i nuovi reclutamenti si possono utilizzare solo il 20% dei posti resi liberi dal turn-over. I nuovi concorsi 2008 ordinari (non straordinari) devono svolgersi sulla base di una rimodulazione della programmazione che tenga conto del turn-over.

  25. Leo ha detto:

    Secondo me vale sia per gli ordinari che per i straordinari.

    Ovvero per tutti quei concorsi che le cui prese di servizio saranno dopo il 1 gennaio 2009.

    Questa rimane la mia interpretazione delle norme per come sono oggi occorre fare in modo che il decreto cambi quando sarà trasformato in legge durante l’estate!

  26. Generals ha detto:

    x Leo: esatto, a meno che non ci sia una espressa deroga nel decreto relativo ai concorsi (e sembra che non ci sia) i limiti del turn over riguardano “tutte” le immissioni in ruolo (compresi docenti, tecnici e amministrativi, ecc.) poichè una cosa sono i concorsi e una cosa è l’assunzione e immissione in ruolo dei vincitori.

    x Ricercatore furioso: non voglio alimentare la polemica ma se per diventare “furioso” basta allungare gli scatti di un anno ti basta davvero poco e poi mi chiedo: cosa dovrebbero dire i precari che da decenni non vedono il becco di uno scatto o progressione economica e fanno il tuo stesso lavoro? altro che furiosi e poi il forum sarebbe patetico? Ma per favore…

  27. Colombo da Priverno ha detto:

    E’ necessario dare una prova di forza e bloccare l’attività didattica, di ricerca, e gli esami.

    Questa è l’unica risposta che possiamo dare, Leo

  28. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S.

    Io non ho votato Berlusconi.

  29. @france, ricercatore furioso, cattivo.maestro

    Il problema di fare tutto un calderone esiste…

    Il sottile difetto che altera sgradevolmente la purezza o l’integrità della nostra opposizione… (nostra nel senso di ricercatori precari) è quella SI di risultare l’anello debole, e quindi di chiedere addirittura diritti civili… il problema però è che lo facciamo con un obbiettivo a lungo termine che tende chiaramente al privilegio…

    perchè di questo si tratta:
    “Le Retribuzioni perverse dell’Università taliana” http://www.astrid-online.it/L-universi/RASSEGNA-S/Lavoce27_06_05vari.pdf

    Quegli scatti ne sono un simbolica prova…

    PS:
    @ricercatore furioso
    si è giunta ora della rivoluzione anche se cmq puoi continuare a dire: “si”

  30. France ha detto:

    Bel link, rivoluzioneitalia. Questo e’ quello che chiamo mettere i puntini sulle i. Se si puo’ dissentire dalla “cura Ichino”, certi dati oggettivi non si possono discutere. Per esempio che io come post-doc (niente, in pratica), guadagno quanto un ricercatore “vincitore di concorso” in Italia con 15 anni di anzianita’. Mentre un ordinario italiano con 9 anni di anzianita’, sempre per esempio, guadagna tanto quanto il suo omologo qui (Olanda). Per cui quelli tremendamente sottopagati sono, al solito, quelli che contano meno, mentre i capoccia se la giocano alla pari col resto del mondo. Ma se la situazione e’ questa (e lo e’ da mo’…), forse vi va bene cosi’….

  31. renato p. ha detto:

    CITO:

    1. Liberalizzare le retribuzioni del personale accademico.
    2. Liberalizzare le assunzioni: ogni università assume chi vuole e come vuole; di conseguenza, è abolito l’attuale sistema concorsuale.
    3. Liberalizzare i percorsi di carriera: ogni università promuove chi e come vuole.
    4. Liberalizzare completamente la didattica: ogni università è libera di organizzare i corsi come vuole e di offrire i titoli che preferisce.
    5. Liberalizzare le tasse universitarie: ogni università si appropria delle tasse pagate da i propri studenti.
    6. In alternativa alla proposta precedente, mantenere il controllo pubblico sulle tasse
    universitarie aumentandole però considerevolmente.
    7. Utilizzare i risparmi statali così ottenuti per istituire un sistema di vouchers, borse di studio e prestiti con restituzione graduata in base al reddito ottenuto dopo la laurea.
    8. Allocare ogni eventuale altro finanziamento statale alle università in modo fortemente selettivo sulla base di indicatori di produttività scientifica condivisi dalla comunità internazionale.
    9. Consentire l’accesso a finanziamenti privati senza limitazioni.
    10. Abolire il valore legale del titolo di studio.

    OK, ognuno fa come c*o vuole, ma qualcuno che controlla ci deve essere?! Ma questi signori si rendono conto di come funziona l’Italia?! Ma dove vivono. Non una sola volta il termine valutazione, nessun controllo. Come a dire ognuno è libero di assumere figli, amici, parenti senza neppure doversi preoccupare di organizzare un concorso… tanto poi aumentiamo le tasse, anzi no le abbassiamo a tutti e promuoviamo tutti. Così sono tutti felici e contenti. Anche la Luiss che può continuare a fare come vuole e che avrà gioco facile a dire di essere di eccellenza perché con cotanta concorrenza “di qualità”….

  32. Leo ha detto:

    Per Colombo da Priverno

    Caro Colombo io sono Leonida Montanari e tu Colombo da Priverno

    ti ricordo che la strategia è di quei personaggi era quella della carboneria in un contesto in cui le manifestazioni erano impossibili.

    Il povero Leo ci ha rimesso la testa ma ancora oggi il suo nome è un mito per tutti coloro che amano la libertà.

    era un po’ come oggi quando per una ragione o l’altra siamo sempre in pochi a fare le manifestazioni.

    Occorre alfabetizzare la gente alla libertà (non quella liberticida di Ichino e Rivoluzione Italia).

    In un contesto del genere pochissimi oggi si indignano per queste scelte catastrofiche (e liberticide) del Governo sull’Università e noi non riusciamo a mobilitare uno sciopero perché non siamo strutturati…e poi gli strutturati pensa di essere tutti dei Che Guevara.

    Ci rimane solo la carboneria.

    La bella che prigioniera ha un nome che fa paura….libertà ..libertà…libertà

    Salute e Fraternità

  33. attenzion e a non confoondere PIETRO Ichino (giurista giornalista politico PD)
    con ANDREA Ichinio professore in economia.

    @Leo, che dice:
    Occorre alfabetizzare la gente alla libertà (non quella liberticida di Ichino e Rivoluzione Italia).

    Questa frase è abbastanza sconveniente cmq ….
    nel già semplice concetto di libertà intesa come “the four freedoms” (of speech and expression, of worship, from want, from fear) già ci sarebbero problemi con la prima delle quattro!

    ma poi chi sarebbe il soggetto del verbo alfabetizzare?
    Sembra esserci quel solito NOI…. ma noi CHI????

  34. @leo…. dimenticavo….
    la carboneria sebbene stata di indubbia importanza… è di derivazione massonica….
    eviterei….

    PS: typo sul post sopra:
    ANDREA ICHINIO -> Andrea Ichino

  35. Colombo da Priverno ha detto:

    Salute e Fraternità da Colombo da Priverno, Leonida Montanari.

    (sono quasi emozionato)

    Hai visto come stiamo messi dopo tanti anni che ti sei fatto tagliare la capoccia?

    E io – come ho detto tante volte – esaminando la situazione globale, culturale ed economica dell’Italia, ancora mi chiedo, come Colombo da Priverno si interrogava sull’arrivo degli italiani, se “è finita perchè è arrivato Berlusconi o è arrivato Berlusconi perchè è finita”.

    Pare, in entrambi i casi, che sia comunque finita. Questo è il punto.

    Non riusciamo ad unirci in una grande manifestazione, e la Carboneria, nemmeno quella dei blog, non ha mai cambiato il mondo. Anzi, come sai, l’arresto e la condanna di Montanari e Targhini ha unito il popolo solo per protestare perchè l’esecuzione avveniva in ritardo….

    Parlare, parlare, far ragionare, tu dici….io parlo liberamente, lo sai bene. Ma le più numerose reazioni che trovo, anche in questo blog, sono ormai richieste di stare zitto. Mi son fatto odiare già difendendo Mussi, e dicevo allora cose che tutti dicono adesso che si son resi conto cosa hanno perso, e cosa hanno avuto in cambio.
    Evidentemente io non sono proprio in sintonia coi tempi dello show…

    E un giorno penso che scriverò anch’io una lettera al rettore (naturamente con la chiusura “come sempre prostrato al sacro piede”…), e riprenderò a respirare, fuori da questo mare di aspettative deluse che è l’università italiana.

    Dammi una ragione per non salutarti con uno sconsolato e sconfitto “Buonanotte popolo”.

  36. @renato p.

    il controllo è sottointeso… ed è delegato al “mercato del lavoro”….
    che sottolineo è diverso dal mercato finanziario….
    In più liberalizzare è diverso da privatizzare… (tradizione tipica all’italiana)
    la finto liberal GELMINI con le fondazioni…. privatizza…. non liberalizza…

    Le università del regno unito o degli stati uniti sono libere ma anche pubbliche…. il Research Assessment Exercise (RAE) inglese è stato…. è centralità…

    Che la Luiss sia eccellenza è tutto da discutere….

  37. Leo ha detto:

    @rivoluzione italia

    @Colombo

    Car*

    io ho una interpretazione diversa credo che la Carboneria abbia cambiato il mondo.

    Ma non è solo una mia interpretazione è una interpretazione storiografica seria.

    Mi spiego

    tra il 1800 e il 1900 ci sono state le più importanti rivoluzioni e sono morti tati carbonari, massoni, socialisti, anarchici questi hanno cambiato il mondo forse si poteva fare meglio e di più….

    ma le categorie del 900 Fascismo e comunismo hanno fatto peggio e male.

    Ora siamo indietro a lottare per la libertà contro la tirannia dei papalini (LUMSA, Libera Università Europea ecc…) contro la tirannia dei falsi liberali (Berlusconi Tremonti ma anche il PD) e contro la tirannia degli excomunisti (Mussi su tutti che ci ha rovinato).

    L’Italia non ha una classe dirigente nuova dermocratica e liberale.

    Non ha una classe dirigente capace di moderizzarla e democratizarla dal basso.

    Quello che accade con la ricerca è solo una piccola parte di un contesto decadente dove è più importante Totti di un dottore di ricerca.

    Per questo stiamo cercando un nuovo modo di far politica dal basso, organizzati anche con pochi che divulgano le notizie dai blog, aggiornano il popolo anche se rischiano di essere fagocitati dal popolo.

    Per Colombo

    fra poco uscirà un film di Mario Martone dal titolo “noi credevamo” ed è la storia di queli che credevano nella liberrtà e nell’Italia e sono morti come i trecento di Carlo Pisacane…un altro carbonaro.

  38. Colombo da Priverno ha detto:

    Lo vedrò con piacere.

  39. se questa è l’accezione a cui ti riferivi allora condivido quello che dici…

    in fin dei conti questo blog di per se è una associazione… e le nostre identità sono virtuali quindi in qualche modo segrete…..

    Il punto è sul quanto questa nostra carboneria sia caratterizzata da un “contenuto etico d’ispirazione illuministica”…

    Personalmente credo che siamo ancora molto “al buio”.

    Oppure siamo illuminati ed è invece il resto del mondo (occidentale) il tiranno.

  40. alex ha detto:

    ricevo e giro il link di questa petizione contro il decreto legge

    http://cga.di.uniroma1.it

  41. Colombo da Priverno ha detto:

    Bene, Leo.

    Se la Carboneria è l’unico modo di lottare nei tempi in cui il popolo dorme anestetizzato, lottiamo così.

    Blog, petizioni, e diffusione d’informazioni dai pulpiti di cui disponiamo (anche le cattedre, chi ne ha una o mezza…: gli studenti sono molti, tornano a casa e raccontano, e sono seriamente preoccupati del proprio futuro).

    Ai potenti ed impersonali mezzi divulgativi del Berlusca dobbiamo contrapporre il “di bocca in bocca”.

    E poi c’è questa Rete tra noi, dove coordinaimo in comune (e senza troppa platea) i movimenti da fare.

    L’unica cosa triste è l’impressione che, come generazione, sarà la nostra – che pur aveva ricevuto tante promesse di sviluppo civile delle umane sorti – a dover offrire al boia, magari nel disinteresse generale, molte capocce per un futuro di Libertà (nel senso nostro…) che noi non godremo, forse, o godremo da vecchi dopo anni di umiliazione culturale.

    Ma d’altronde, che dobbiamo dire, pensando ai figli della Rivoluzione Francese e dei tempi napoleonici, che vissero nell’illusione d’aver instaurato un mondo diverso e poi, dopo la fine dell’Impero, si trovarono nuovamente sbattuti nel medio evo di papa Leone e del Cardinale Rivarola?

  42. “Che la Luiss sia eccellenza è tutto da discutere….”

    Luca Luciani… viene dalla luiss… èun dirigente telecom….
    http://it.youtube.com/watch?v=jbDlnbIqv5w&feature=related

  43. Untenured academic ha detto:

    spunta un “coordinamento giovani accademici” che fa una petizione contro il decreto del governo. Sono romani, in prevalenza strutturati (si presume “giovani”), e ce l’hanno soprattutto col tagli stipendiale.

    http://cga.di.uniroma1.it/

    la loro linea la definirei “post-politica”.

  44. lo vedi come siamo? che avessero messo un punto di europeismo fra le loro richieste….
    corporativi assoluti….

    mettete pure dei commenti (un pò dove volete nei vari campi disponibili) nella registrazione della loro petizione….
    magari si accorgono che non sono solo loro lìuniversità e la ricerca italiana… anzi…

  45. France ha detto:

    AHAHAHA! Giovani accademici… Ma come brucia lo scatto ritardato… Piu’ ci penso e piu’ mi viene voglia di… ridere. Hanno pianificato la desertificazione dell’Universita’, e fin qui nessuno protesta: gli toccano il portafogli e giu’ la grandine!!!
    @R.I.: Lucky Luciani e’ laureato alla Luiss? In Storia Contemporanea, magari…

  46. la capra ha detto:

    La petizione non è così malvagia e ci chiedono partecipazione e collaborazione.

    Non facciamo come al solito i primi della classe…. sarebbe utile un rapporto con loro magari su alcuni punti comuni, la valorizzazione del merito, la lotta contro gli spechi, la questione “generazionale”

    La portata dei provvedimenti di questo governo richiede la lotta di tutti e noi – da soli – non andiamo da nessuna parte

  47. arioprecario ha detto:

    “CONSEGUENZE E PROSPETTIVE DELLA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO PER L’UNIVERSITA’
    Documento della CRUI
    approvato all’unanimita’ dall’Assemblea straordinaria del 3 luglio 2008

    1. La CRUI, viste le misure relative all’Universita’ contenute nella Manovra di finanza pubblica predisposta con il decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112 dal Governo, prende atto degli obiettivi ivi enunciati di contenimento della spesa e di rispetto dei parametri europei, riaffermati anche nel DPEF per il 2009.
    La CRUI ribadisce d’altra parte la propria volonta’ di contribuire attivamente a una riconsiderazione della questione universitaria nel nostro Paese in una prospettiva di riqualificazione della spesa, di valorizzazione della qualita’ e del merito, di piena attuazione di un sistema di valutazione a partire dall’esperienza positiva di CNSU e CIVR, di chiara individuazione degli obiettivi ai quali collegare risorse e investimenti, di revisione della governance degli Atenei superandone gli aspetti controproducenti di autoreferenzialita’.
    La CRUI non puo’ pero’ non rilevare con vivo allarme e preoccupazione l’entita’ delle ripercussioni negative che, in assenza di correttivi, le misure per l’Universita’ previste dalla Manovra avrebbero sulla vita universitaria, compromettendo ogni ipotesi di serio rinnovamento e mettendo in gravi difficolta’ il funzionamento stesso degli Atenei.
    Il perno della manovra, per quel che riguarda l’Universita’, e’ infatti costituito dalla riduzione progressiva, su un arco quinquennale, del Fondo di finanziamento ordinario, collegata alla parallela limitazione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Queste ultime dovrebbero essere contenute da parte di ogni Universita’ fino al 2012 entro il 20% delle cessazioni dal servizio: un vincolo che, per come e’ stato formulato, non tiene conto ne’ degli impegni legati alla revisione in atto degli ordinamenti didattici in applicazione del DM 270/2004, ne’ dei posti gia’
    banditi di professore e ricercatore e dei conseguenti impegni di assunzione, ne’ della diversa distribuzione degli organici presso gli Atenei, ne’ del diverso costo tra le varie fasce, con una conseguente penalizzazione delle possibilita’ di accesso, che andrebbero invece incentivate, dei giovani ricercatori.
    Appare in ogni caso incongruo il diverso trattamento rispetto a quello previsto per gli enti di ricerca, giustamente esclusi dal blocco del turn over, quasi che non fossero proprio le Universita’ a fornire nel loro complesso la quota piu’ alta e percentualmente di gran lunga maggioritaria della ricerca pubblica del Paese.
    E non si puo’ non rilevare come si voglia intervenire anche sulle condizioni retributive del personale docente, ivi compreso quello alle prime fasi di carriera, caratterizzate notoriamente da stipendi particolarmente bassi. Per quel che riguarda il personale tecnico e amministrativo, la riduzionedel fondo per il finanziamento della contrattazione integrativa e il drenaggio dei relativi ammontari mette per altro verso in discussione quote ormai considerate fisse e continuative di salari gia’ percepiti, a loro volta estremamente esigui.

    2. La CRUI registra positivamente la posizione espressa dal Ministro Gelmini, “convinta che, nel corso dell’iter parlamentare di conversione del decreto legge, possano aprirsi spazi per consentire una piu’ ponderata valutazione delle criticita’ emerse e una possibile correzione migliorativa degli interventi”. La CRUI sottolinea in particolare la decisione del Ministro di allargare la riflessione a tutti gli aspetti correlati in vista del “superamento di alcune criticita’ di sistema”, costituendo presso il Ministero un apposito “Tavolo di consultazione” con CRUI, CUN e CNSU.
    La CRUI auspica che nella sede suddetta si trovi modo di intervenire anche per accelerare l’iter di provvedimenti non piu’ procrastinabili, a cominciare dalla revisione del sistema di reclutamento della docenza, secondo linee che garantiscano ad un tempo rigore e trasparenza della valutazione scientifica e semplicita’ e linearita’ delle procedure, distinguendo, per queste ultime, tra promozione e reclutamento vero e proprio.
    Va peraltro sin d’ora chiarito che senza una riconsiderazione sostanziale dei contenuti finanziari della Manovra la sua portata (di un miliardo e mezzo sui cinque anni) risulterebbe dirompente e non sopportabile.

    3. Sul piano del contenimento della spesa, le previsioni di riassorbimento del Governo sono infatti di passare dai 63,5 milioni nel 2009 ai 455 milioni nel 2013. Ma l’onerosita’ per gli Atenei sarebbe sull’arco temporale in questione ben maggiore dal momento che – a differenza di quanto accade per le altre amministrazioni pubbliche coinvolte dal provvedimento, ma coperte, per quel che riguarda gli aumenti del personale in servizio, dai relativi stanziamenti statali – nel caso del personale delle Universita’ le spese aggiuntive e obbligatorie per fare fronte agli aumenti automatici di loro pertinenza ricadono sui bilanci di queste ultime, come la CRUI non ha mancato di evidenziare in tutti questi anni.
    La Legge finanziaria per il 2008 ha bensi’ reintrodotto uno stanziamento specifico finalizzato agli aumenti in questione. Ma di questo non vi e’ per il momento traccia nella presente Manovra. In tal modo gia’ nel 2009 il decremento effettivo rispetto al 2008 supererebbe ampiamente i 63,5 milioni previsti, mentre il rapporto medio tra spese fisse per il personale e FFO, attestato per il 2007 a 88,48 salirebbe rapidamente ben oltre il 90%, arrivando addirittura oltre il 100%.

    4. E’ evidente come un simile quadro prospettico contraddica e capovolga radicalmente tutte le ipotesi legate alle conclusioni formulate nello scorso luglio dalla Commissione per la finanza pubblica operante presso il MEF e parzialmente trasferite nel cosiddetto Patto per l’Universita’ al quale la CRUI aveva dato la propria adesione. Al di la’ dei mezzi finanziari messi effettivamente a disposizione, sembrava infatti un dato finalmente acquisito il riconoscimento della condizione di oggettivo sottofinanziamento del sistema universitario italiano rispetto agli standard internazionali, una condizione alla quale si contava di fare fronte con un piano pluriennale di incrementi da sviluppare sull’arco della legislatura, vincolato alla riqualificazione della spesa e a ben definiti obiettivi di rilancio, ivi compresi gli investimenti, oggi praticamente azzerati, in edilizia e infrastrutture.
    La Manovra che abbiamo di fronte non solo non fa propria questa linea con riguardo al prossimo anno finanziario, ma disegna un percorso pluriennale di segno diametralmente opposto, di forte decremento del Fondo di finanziamento ordinario, con conseguenze rovinose per la gestione del sistema e per ogni prospettiva di sviluppo. E il rilievo vale anche per le Universita’ non statali, oggetto di un pesante taglio lineare dei finanziamenti secondo il disposto della legge 243/1991.

    5. Un primo dato che emerge e’, in ogni caso, che, dopo questo pesante intervento, il FFO ha cessato di essere il punto di riferimento funzionale rispetto al quale riferire, come si e’ fatto finora la percentuale dei contributi studenteschi. Il limite in questione non potra’ d’ora in avanti essere riferito, secondo la CRUI, che al complesso delle entrate di ciascun Ateneo, escluse le partite di giro.
    Analogamente, considerare ancora il FFO come unico termine di riferimento per le spese del personale a tempo indeterminato appare contraddittorio rispetto ad un disegno che vuole stimolare gli Atenei all’acquisizione di fondi propri. E anche la configurazione del modello di finanziamento delle Universita’ andra’ rivista al piu’ presto alla luce della nuova situazione.
    Se la prospettiva rimane quella indicata, sara’ d’altra parte obbligato per le Universita’ cercare di salvaguardare, per quanto ancora possibile, i propri bilanci con riguardo sia alle voci in entrata (da aumentare pur in una congiuntura difficile come l’attuale) sia a quelle di uscita (da ridurre anche a costo di ulteriori pesanti sacrifici che finora si e’
    cercato di evitare). E ne devono essere chiare sin d’ora le ragioni e le responsabilita’.

    6. Il punto d’arrivo – quasi immediato per alcuni Atenei, di poco posticipato per tutti gli altri – sarebbe in ogni caso inevitabile.
    La prospettiva che emerge chiaramente dalla Manovra e’ infatti quella di un sostanziale, progressivo e irreversibile disimpegno dello Stato dalle sue storiche responsabilita’ di finanziatore del sistema universitario nazionale, con ripercussioni che non potranno peraltro non riguardare anche gli Atenei non statali. Appare di particolare rilievo la presenza, nel decreto-legge in discussione, di un articolo che prevede la possibilita’
    per le Universita’ pubbliche (alle quali devono essere affiancate anche le Universita’ non statali) di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con l’evidente significato di prospettare una via alternativa, che non e’ peraltro percorribile, anche se si intendesse farlo, partendo da condizioni di dissesto e in assenza di altre garanzie.
    Non e’ comunque ammissibile che mutamenti di tanta portata del modello istituzionale efunzionale degli Atenei possano essere definiti frettolosamente e sull’onda di mere considerazioni di spesa, per di piu’
    tramite un decreto legge e con i conseguenti vincoli per la discussione parlamentare, prescindendo da una visione d’insieme delle esigenze dell’intero sistema, considerato nelle suespecificita’.
    Ogni e qualsiasi confronto, al quale la CRUI certamente non si sottrae, e rispetto al quale ribadisce in ogni caso la propria disponibilita’ anche nelle prospettive indicate dalla Manovra, non puo’ comunque prescindere dal dato di fondo, inequivocabile e evidente. Con i tagli prospettati, gli Atenei sono messi immediatamente in serissime difficolta’ e arriveranno tutti, molto rapidamente, al dissesto.
    E non e’ pensabile che si possa affrontare responsabilmente un tema centrale e di valenza strategica per la vita del Paese come quello di una eventuale revisione istituzionale e organizzativa del sistema universitario sotto la minaccia del suo tracollo annunciato e inevitabile.
    La CRUI chiede con forza, anche in questa prospettiva, una sostanziale revisione delle misure per l’Universita’ contenute nella Manovra in discussione e da’ mandato alla Presidenza e alla Giunta di operare in tal senso alla luce degli elementi e delle proposte specifiche emerse nel corso dell’Assemblea, riservandosi ogni decisione sulle eventuali iniziative da intraprendere in relazione all’andamento della discussione parlamentare.”

  48. arioprecario ha detto:

    L’Assemblea dei Ricercatori del Dipartimento di Fisica [ie Federico II Napoli] dichiara lo stato di agitazione in relazione alla protesta contro il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008

    Il decreto è collegato alla finanziaria 2009 del Governo ed è una manovra pesantissima, che colpisce il pubblico impiego ed in particolar modo la Scuola e l’Università.
    Per l’Università i punti più rilevanti sono:

    •Possibilità di trasformazione delle Università in Fondazioni di Diritto Privato (art.16);
    •Trasformazione degli scatti biennali dello stipendio in scatti triennali (art.69) a parità di importo;
    •Limitazione del turn over al 20% sulle unità di personale (art.66);
    •Taglio di 500 milioni di euro in tre anni al FFO (art.66).
    I risparmi ottenuti dai tagli sopraindicati verranno incamerati dal Tesoro e non reimpiegati nell’Università.

    Gli interventi prospettati hanno un carattere strutturale che incide direttamente sulle retribuzioni, in particolare su quelle dei ricercatori, già scandalosamente basse, sulle possibilità di reclutamento e di avanzamento di carriera, sugli assetti istituzionali, sulla natura stessa di Università quale soggetto pubblico.

    Per questi motivi, nonchè per sottolineare che i Ricercatori si fanno carico (quasi sempre a titolo gratuito) di una parte cospicua della didattica nelle Università, che per legge non spetta loro, i Ricercatori del Dipartimento di Fisica:
    • si asterranno a tempo indeterminato dalla partecipazione a organi collegiali quali Consigli di Dipartimento, Consigli di Corso di Studi e Consigli di Facoltà;
    • ritireranno la propria disponibilità a ricoprire incarichi didattici per il prossimo Anno Accademico, non presentando la domanda di affidamento (ovvero ritirandola laddove sia già stata presentata).

    L’Assemblea invita tutti i colleghi della Facoltà (Ricercatori, Professori Associati e Ordinari) ad aderire allo stato di agitazione, attuando le più incisive forme di protesta (blocco delle sedute di Laurea, di esami ecc…).

    L’Assemblea chiede, inoltre, che questo Documento venga discusso in tutte le sedi istituzionali della Facoltà.

  49. @la capra che dice:
    “La petizione non è così malvagia e ci chiedono partecipazione e collaborazione.

    Non facciamo come al solito i primi della classe…. sarebbe utile un rapporto con loro magari su alcuni punti comuni, la valorizzazione del merito, la lotta contro gli spechi, la questione “generazionale””

    chiedere merito non basta…. sono anni che viene chiesto….

    e come chiedere democrazia…. o diritti civili… tutti sono capaci a chiederne…

    Ma non basta ci vuole una scelta culturale…
    Dietro queste chiacchiere c’è il solito immobilismo….

    O rimaniamo come siamo o si sceglie di internazionalizzarci…. che vuol dire
    l’abolizione dei concorsi (e annessi e connessi) in favore di una bella “call for application” da scrivere nelle pagine web dei dipartimenti….

    Questi baronetti precoci dovrebbero CHIEDERE l’abolizione del concorso…
    e non il chiacchiericcio dietro cui nascondersi per gli scatti di anzianità…

    SONO STANCO DI DIRE SEMPRE LE SOLITE COSE….
    SIAMO SEMPRE A DIRE LE STESSE COSE SU QUESTO BLOG…. BASTA SONO
    ESAUSTO forse sarà anche il caldo….

  50. France ha detto:

    A leggere le pallosissime sbrodolate della CRUI e satelliti mi viene da dare ragione a rivoluzioneitalia… Perche’ i rettori non rinunciano all’emolumento (in genere sono ordinari, stipendiati come tali, con un bonus annuale che in pratica raddoppia lo stipendio). Sarebbe un segnale positivo, no? Farebbe risparmiare una decina di milioni di euro….

  51. Carlo ha detto:

    Caro Colombo, caro France, caro Rivoluzione, caro lacapra,
    cari amici tutti (ma che fine ha fatto Nicola?),
    è un po’ che non riuscivo a trovare il tempo per leggere e intervenire su questo blog, mi dispiace. Di questi tempi (mala tempora currunt) vien voglia di ritrovarsi e trovare negli amici un po’ di conforto.
    Non ricordo più se l’ho già detto o scritto prima d’ora, ma mi vado convincendo sempre più che l’unica possibilità che abbiamo (non dico per cambiare le cose, ma almeno per metterci apposto le coscienze) sarebbe quella di iniziare un’agitazione.
    Un’agitazione che muova verso le seguenti direzioni (in ordine crescente di rilievo):
    1. blocco degli esami;
    2. blocco delle sedute di laurea;
    3. blocco dei convegni/congressi;
    4. blocco dei concorsi (là dove ve ne siano in atto).
    Non resta molto tempo, prima che sia troppo tardi: dobbiamo sbrigarci, possiamo farcela.

  52. Nicola ha detto:

    continuo a leggervi…ma il frastuono generato dalla più recente decretazione d’urgenza mi sta annichilendo…

  53. Colombo da Priverno ha detto:

    Carlo!!!

    bentornato nell’Isola che non c’è.

    Sono d’accordo al 100%.

    Non lo so se possiamo farcela, come dicevamo con Leo.

    MA IL PUNTO E’ CHE DOBBIAMO FARLO LO STESSO.

  54. Carlo ha detto:

    Ho l’impressione che ci troviamo su una polveriera; ma nessuno capace d’innescare la miccia… Eppure, basterebbe, credo, un primo focolaio di rivolta, un grupppo che partisse (i soliti precari di chimica?!?) e l’intero Paese brucerebbe…

  55. si una polveriera di esplosivi gelatinosi…. più che bruciare immobilizzano.

  56. cervantes ha detto:

    Concordo.
    La situazione è ormai insostenibile e la sofferenza in giro è molta ma la cosa che si nota è appunto che non succede nulla. Il problema è che in molti si cerca di risolvere la propria situazione personale sperando che accada qualcosa per se oppure si sente dire “io non ci penso e vado avanti”.
    Sinceramente credo che quest’ ultimo atteggiamento non sia quello giusto, quando subentra la rassegnazione o il fatalismo non ci si difende più e si aprono definitivamente le porte a ulteriori e più gravi ingiustizie. Sono in troppi che sembrano dormire e subire…

  57. Colombo da Priverno ha detto:

    Inoltre, queste è la volta che può crearsi un asse con gli strutturati, perchè di fronte al progetto devastatore del governo abbiamo interessi sempre più comuni.

  58. ma quale asse…. ma se non siamo in asse nemmeno tra di noi…

    i giovani baronetti sono già a quota 1300 firme in pochi giorni…. certo….. allinearsi in quel caso è molto semplice… loro vogliono dei semplici quattrini… chi direbbe di no?… lì non ci sono distinguo da fare….

    noi invece NON sappiamo quello che vogliamo…. ovvero….. vogliamo diritti civili, meritocrazia o quant’altro di democratico si possa chiedere…. ma SOTTO SOTTO c’è QUALCOSA di troppo personalizzante che ci rende deboli e quindi poco allineati fra noi…. cosi che partono dei “distinguo” biblici…
    il risultato è chiedere senza specificare bene cosa (vaga meritocrazia)… oppure chiedere cose irrealizzabili (i mitici: “+ soldi alla ricerca”)

    e ve la dico tutta… quel qualcosa è la speranza di oltrepassare “la sponda dello strutturato” e di mandare al diavolo tutto quello che rimane dietro.

    E dietro rimane il disastro…. perchè sappiamo tutti che NON passano i migliori…

    Insomma abbiamo una coscienza civile un pò debole.

  59. Generals ha detto:

    x rivoluzioneitalia: davvero un post da incorniciare il tuo.

  60. @generals
    rispondi nel merito…. dimmi dove sbaglio… e perchè…

  61. Colombo da Priverno ha detto:

    Posso rispondere io?

    Rivoluzione Italia, è vero che diventare strutturati e chiudere il discorso con le tribolazioni che (forse solo incidentalmente ed obtorto collo, puoi aver ragione) ci uniscono è una speranza per ogni precario.

    La speranza di ogni detenuto è uscire…

    Ed è anche vero che è più facile che gli uomini siano mossi dagli interessi personali piuttosto che dagli ideali, non per niente l’economia è definita come “la scienza degli incentivi”.

    Però però. Non voglio fare il discorso che le cose si fanno anche per gli ideali, nè citare l’esempio di Cusani che fa l’associazione degli ex detenuti per lottare per i diritti umani dentro le carceri. Sono esempi lodevoli, ma isolati e che non aggregano.

    Quel che voglio dire è un’altra cosa, molto più precisa e concreta.

    – Argomenti che “aiutano” l’ASSE:

    1) i ricercatori precari sono, in buona parte, allievi di baroni, e destinati alla incardinazione (non nascondiamoci dietro a un dito);

    2) i baroni vogliono ricercatori, così come i precari vogliono diventarlo;

    – Argomenti (speciulari ai primi) che “ostacolano” l’asse:

    1) non sempre i baroni scelgono con giustizia i loro allievi;

    2) gli strutturati non-baroni (specie i ricercatori) possono essere contrari all’ingresso di nuovi strutturati, perchè preferirebbero puntare su avanzamenti per loro stessi.

    Orbene, eliminando reciprocamente le contrapposte argomentazioni, resta una cosa:

    – potremmo non essere d’accordo con i baroni sulle modalità concorsuali

    – potremmo non essere d’accordo con gli strutturati non-baroni perchè loro vogliono (squallidamente) per loro le risorse economiche da destinare a noi

    MA

    tutti siamo d’accordo, per diverse ragioni, nel chiedere più impegno economico per la ricerca, più posti, più possibilità d’ingresso; ma non solo: tutti siamo d’accordo che la struttura di fondo dell’accademia sia mantenuta di diritto pubblico.

    Su questi due temi c’è oggettivamente una ampia convergenza.

    Poi nascerà la battaglia sulle prede, è vero. Con quali criteri fare i concorsi? Quante risorse destinare al reclutamento e quante all’avanzamento?

    Ma che ci siano prede, almeno.

    L’attacco per distruggerci è generale.

    Combattiamo per MANTENERE IN VITA L’ISTITUZIONE.

  62. France ha detto:

    Brrrr, la tentazione mia li’ per li’ sarebbe per interrompere l’accanimento terapeutico: Viva Tremonti, muoia Sansone e tutti i flistei…. D’atra parte, io son fuori e intendo restarci.
    Pero’… no, se ci penso bene sono ancora un italiano, e lo saro’ per sempre, che lo voglia o meno. E allora e’ anche per me, per la meta’ italiana dei miei figli, per la dignita’ del mio popolo, che devo volere una Italia giusta e consapevole, dove tutti abbiano la possibilita’, attraverso lo studio, di essere liberi. Ed e’ per questo che dovremo impegnarci tutti, fuggiaschi e cozze, strutturati e precari, per smettere di fare i capponi di Renzo e riprendere in mano il nostro futuro. D’altra parte, e’ li’ che vivremo domani…

  63. Ma avete letto attentamente…. cosa scrivono?
    http://cga.di.uniroma1.it/

    “Gli aumenti biennali rappresentano la normale prosecuzione della carriera dei docenti universitari e come tali fanno parte a pieno titolo della retribuzione.”

    Normale!?! Ma questa è la scala mobile degli anni 80…
    è una vergognosa rendita di posizione….
    Gli operai che dovrebbero essere garantiti 1000 volte di più non la hanno.

  64. eccolasoluzione ha detto:

    SCUOLA: GELMINI, NO A SOCIETA’ GERONTOCRATICA

    “Non possiamo rassegnarci a vivere in una societa’ gerontocratica, falsamente egualitaria, soprattutto immobile, dove il figlio del notaio, ce lo dicono le statistiche, e’ predestinato a diventare a sua volta notaio, e il figlio dell’operaio, se gli va bene, a fare l’operaio”. Lo ha detto il ministro Mariastella Gelmini nel suo messaggio ai Giovani per la liberta’-Forza Italia riuniti a Napoli. “E’ una catena di ingiustizia che voglio rompere, che dobbiamo rompere tutti assieme. Per farlo, ho intenzione innanzitutto di chiamare al Ministero giovani docenti e ricercatori, affinche’ possano partecipare a un grande concorso di idee, aiutarmi a rendere realta’ le idee migliori, a tradurle in pratica e a proporle al Paese”.

    Io mi candido. Ho già inviato il cv…. attendo risposte

  65. Colombo da Priverno ha detto:

    Anche l’operaio vuole il figlio dottore! Che razza di ambiente ne può venir fuori, Contessa?

  66. Colombo da Priverno ha detto:

    Vabbè esser pure presi per il culo no! Ci vuole una cultura ed una ricerca diffusa ed un’università ricca di risorse che accoglie chi vuole sviluppare la conoscenza. Ci vogliono MOLTI ricercatori.

    Non Pico de Paperis, Archimede Pitagorico, Eta Beta, Topolino ed il padre di Hulk riunti al ministero a fare progetti con il soffitto che si riempie di nuvole ed il cucù che spunta dal cappello ad ogni idea (dimenticavo la lampadina in testa, scusate, e la sveglia messa a bollire al posto dell’uovo. C’è tutto?)

    Una porcata vera e propria, detta per il popolo bue senza nessun rispetto per noi, che sappiamo cosa è la ricerca e cosa ci vuole per farla. Sudore di anni ci vuole, non un tè al ministero.

    Allora ci uniamo per la civiltà? O non ci è ancora bastata?

  67. alfio quarantadue ha detto:

    quis custodiet custades?

  68. France ha detto:

    alfio 42,ma sei linkato ad una impresa di restauri? Qui ci vuole la demolizione!!!

  69. @colombo che scrive:
    “tutti siamo d’accordo, per diverse ragioni, nel chiedere più impegno economico per la ricerca, più posti, più possibilità d’ingresso; ma non solo: tutti siamo d’accordo che la struttura di fondo dell’accademia sia mantenuta di diritto pubblico.

    Su questi due temi c’è oggettivamente una ampia convergenza.

    Poi nascerà la battaglia sulle prede, è vero. Con quali criteri fare i concorsi? Quante risorse destinare al reclutamento e quante all’avanzamento?”

    discorso ozioso e vizioso….

    questo è un tipico esempio di VAGA MERITOCRAZIA che produce solo immobilismo….
    Sei ancora a parlare dei criteri dei concorsi…. e di + soldi alla ricerca….
    I CONCORSI VANNO ABOLITI…..
    NON CI SONO + IN QUASI NESSUNA PARTE DEL MONDO….

    ma come si fa ad essere cosi cocciuti…
    il centralismo sfrenato italiano danneggia le università….

    Mi vien da pensare ironicamente che se internet si fosse sviluppato partendo dall’italia avrebbe un unico server centrale!
    Siamo culturalemte incapaci di credere nella società e nella distribuzione delle responsabilità… dio che italioti….

  70. Carlo ha detto:

    Mentre il Governo avanza con i suoi bulldozer sull’Università, il suo ministro viene colta col bavaglio alla bocca…

  71. Generals ha detto:

    x rivoluzioneitalia: non hai capito, io condivido il tuo post 🙂

  72. @generals
    allora grazie… si, avevo frainteso….

    (mi sono preso di tanti quei: “sei un turboliberista” che oramai mi viene automatico pensare ad una critica)

  73. Colombo da Priverno ha detto:

    Per Rivoluzione Italia

    sei tu che stai ancora a ipotizzare il migliore dei mondi possibili mentre nel giro di due settimane è cambiato tutto, e noi ricercatori precari siamo tutti qui come abitanti di Hiroshima in attesa di cosa pioverà dal cielo.

    Non ti sei accordto che nessuno parla più nemmeno della proposta che avevamo preparato e firmato e inviato alla Gelmini?

    Questo succede perchè di colpo è stata superata dai fatti, nel senso che l’attacco che stiamo subendo è assai peggiore, e di scala più generale, di quanto quella proposta potesse affrontare e risolvere.

    E’ cresciuta la dimensione dello scontro, ne è cambiato il respiro e l’ampiezza. E tu stai lì ancora a parlare come se fossimo in piena civiltà e non ci fossero i barbari alle porte. ANZI, DENTRO LA CINTA DELLE MURA.

    Sei come un ipotetico consiglio comunale di Hiroshima che mentre la bomba cade discute su come riformare la segnaletica stradale.

    Va necessariamente fatto un “compromomesso storico” tra tutti coloro che sono d’accordo sul fatto che l’università e la ricerca debbano esserci, e debbano essere pubbliche.

    Tornando ai barbari dentro la cinta delle mura, penso che in tal caso troverebbero un accordo per difendersi uniti tutti gli abitanti che ritengono che la città debba continuare ad esistere, non trovi? Anche se poi ciascuno aveva delle ricette diverse sul come fare: liberali, comunisti, socialdemocratici, etc.

    Così dobbiamo fare noi. Ti ho sempre considerato persona di ampie vedute, Rivoluzione. Ma il tuo più recente atteggiamento contro l'”asse”, in questo momento storico, lo trovo veramente cieco.

    Pensaci.

  74. Colombo da Priverno ha detto:

    O forse il punto è che, per te, quelli che sono alle porte non sono barbari ma simpatici amici?

    Non è che in fondo ti sei alfine convinto che Berlusconi, Tremonti, Brunetta, la Gelimini sono dei sani liberali meritocratici e la loro demolizione di tutto in fondo ti va bene?

    Se è così il discorso cambia, dillo chiaro e tirati fuori da una battaglia che, evidentemente, non è la tua, invece di fare il consigliere militare in campo nemico…

  75. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S. sempre per Rivoluzione:

    entrando per un instante in dettaglio, come è ovvio tra le ipotesi comprese nella frase “Con quali criteri fare i concorsi? ” c’era anche quella di non farli proprio, e di pensare ad altre forme d’ingresso. Mi pare fosse chiaro dal contesto. Io parlavo ad ul livello più generale.

    Ora puoi unirti a difesa dell’università e della ricerca?

  76. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Rieccomi. Mi sono perso gli ultimi sviluppi. Qualcuno puo’ farmi un riassunto (piu’ sintetico possibile) di quello che e’ successo nel frattempo? I precari (e soprattutto RNRP) hanno deciso il da farsi? Manifestazione ad ottobre assieme a Veltroni? (scusate la battuta inopportuna)

    Quoto: “si vince il concorso e poi si aspetta”. E’ davvero possibile una cosa del genere?

    Sugli scatti stipendiali, inutile sottolineare che sono d’accordo con Generals, France & co.

  77. @colombo che scrive:
    “Sei come un ipotetico consiglio comunale di Hiroshima che mentre la bomba cade discute su come riformare la segnaletica stradale.”

    Si peccato che la bomba cade solo sui ricercatori precari…. mentre gli strutturati sentono solo la leggera brezza calda della decurtazione degli scatti di anzianità….

    NON E’ QUESTIONE DI COMPROMESSO.

    Poichè gli strutturati (baroni e non baroni) non vogliono un modello internazionale.
    Figurati se si tagliano il ramo in cui sono comodamente seduti.

    Siamo noi a doverlo chiedere… senza indugi senza compromessi solo con la chiarezza di chi vuole eguaglianza sociale.

    Le poco chiare e scandalose decisioni di governo sono dovute in larga parte al fatto che per una riforma naturale, europea, internazionale, civile, allineata ci sarebbe bisogno del ministero degli interni come a napoli… per tenere a bada tutti i privilegiati i “figli di papà”, “i figli di industriali” “i filgi di privilegiati” che si lamentano poichè le loro rendite di posizione verrebbero a mancare.

    questa cultura corporativistica crea immobilismo o produce riforme minime ridicole vergognose inefficaci, atte solo a non scontentare nessuna delle lobby più forti… la politica fa questo per il mantenimento del consenso….
    Quella delle fondazioni bancarie ad esempio è la riforma + vergognosa che si poteva fare… proprio perchè è un salto nel buio… però è tale da non essere capita e quindi passa. Favorirà come al solito le lobby + forti che metteranno le mani sugli atenei SENZA NESSUNA FORMA DI COMPETIZIONE DI MERCATO. Ma nessuno anche fra di noi se ne lamenta + di tanto…

    NOI NON FACCIAMO PARTE DI NESSUNA DI QUESTE LOBBY quindi dobbiamo chiedere l’allineamento a modelli europei o internazionali…. sono l’unica forma chiara, razionale per una iniziativa popolare…. prorpio in virtù di questa razionalità e internazionalità che si può creare consenso… in questo caso la pochezza della politica italiana che tende a conservare per non perdere consenso potrebbe essere destabilizzata.

  78. Colombo da Priverno ha detto:

    No, R.I., allora non ci siamo capiti, sei come un verme (in senso buono, aspetta la fine dell’esempio…) che vive dentro la mela e non vede fuori.

    A seguir te, sembrerebbe quasi che ci sia un progetto di un certo tipo per l’università, e tu ne preferiresti un altro. Cioè: che l’idea del governo sia quella di far bene all’università e, solo, non si sia d’accordo – noi e Stellina – sul come.

    Non è così. Questo governo vuole solo distruggere. Perchè?

    Perchè tutti i “corpi intermedi” non-elettivi della tradizione democratica europea (magistrature, università, sindacati, stampa, organi di controllo) sono un bastone tra le ruote del Nerone impomatato che, sul principio della invesitura popolare diretta di cui già si servì Adolf Hitler in Germania, e Benito Mussolini in Italia, vuole instaurare una sorta di Principato Repubblicano che a poco a poco anestetizzi tutto in una nuova “pax augustea”.

    Ma di che stai parlando?

    Qualcuno, forse France, ha evocato i “polli di Renzo” che si beccano tra loro mentre vengono offerti in sacrificio all’Avvocato Azzeccagarbugli. Non troverei un esempio più pregnante….

  79. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S.

    Mentre le giubbe blu occupavano le Black hills, i Sioux erano convinti che i loro peggiori nemici fossero i Piedi neri, e viceversa. Tanto da esultare se Custer & co. ne distruggevano un accampamento.

    Poveretti. Li hai visti oggi?

  80. cattivo.maestro ha detto:

    @ ricercatore furioso
    …e pensare che il mio voleva essere (e sinceramente mi sembra ancora) un commento a difesa dei ricercatori strutturati. Li ho definiti “anelli deboli della catena” perchè stavo parlando delle responsabilità del disastro del sistema universitario!!!
    Qui i nervi mi sembrano eccessivamente surriscaldati…

  81. @colombo

    i vermicelli dentro la mela Italia siamo noi… dobbiamo guardare fuori della mela… ovvero guardare l’europa.

    Qualsiasi governo italiano non risolverebbe nulla…
    nemmeno se vi fossero bertinotti o diliberto a capo del governo e de nardis ministro della ricerca…

    E’ un problema di struttura….
    qulasiasi classe politica non cambierà mai nulla se nessuno chiede esplicitamente cosa e come cambiare tale struttura…
    ne noi Ric. Prec. ne Baroni vari vogliono cambiare tale struttura…

    Io parto da me, parto da noi, parto da questo blog….
    Fare i conti usando come parametro il governo in carica è un errore….
    il governo ascolta solo lobby/corporazioni forti. Questa è la realta…

    davanti a richieste internazionali e razionali tutto cambia…
    chiedere stabilizzazioni assunzioni soldi o vaga meritocrazia non funziona…

    cominciamo a chiedere:
    la sostituzione dei concorsi con “call for application”
    e la liberizzazione delle università mantenendole a diritto pubblico……..

  82. France ha detto:

    Bah, l’ho detto prima delle elezioni, lo ridico: nessuna classe politica puo’, ne’ vuole, estrirpare il marcio dal sistema unversita’-ricerca italiano. A queste condizioni si puo’ solo a) emigrare, b) demolire.

  83. Bombadillo ha detto:

    Carissimi,
    sono tornato dal mio viaggio solo da qualche ora, ma ho ritenuto importante vedere cosa combinavate.
    Prima di andare a dormire, quindi, vi scrivo, per punti, le mie riflessioni:

    1) Ma ci siamo dimenticati della petizione? Noi abbiamo raccolto le firme da tutte le parti del mondo, e hanno firmato persone (ovvero ordinari&co) che hanno tutto (potere) da perdere se cambiano le regole concorsuali o se, addirittura, come pure abbiamo chiesto, si superano i concorsi e si arriva alla cooptazione responsabile.
    Noi ci siamo uniti nei dettagli, nelle applicazioni, non sul dateci i soldi!
    La differenza è abissale!
    MA QUESTI SIGNORI NEPPURE CI HANNO RISPOSTO (per assurdo, mi ha risposto solo Valditara, via e-mail, alla mail con la quale lo avvisavo che avevo inviato una copia informale della petizione, senza i nomi non essendo lui uno dei destinatari istituzionali).

    ADESSO BISOGNA CONTATTARE VELTRONI – DIPIETRO – CASINI – TRAVAGLIO – GRILLO, e dargli quest’arma da usare contro la maggioranza.

    Come potranno giustificare questi sedicenti liberali il fatto di non aver voluto introdurre delle regole meritocratiche per la distirbuzione delle risorse? Dobbiamo mettere “il quadro alla piazza”.
    Ma questo ci porta direttamente al punto 2.

    2) Se, infatti, non passiamo dalla fase forum, a quella di associazione on-line, non potremo mai decidere niente, e continueremo solo a questionare tra di noi.
    Mentre abbiamo bisogno di votare per decidere sul da farsi.

    3) Ad es., si vota sulla proposta di sciopero? Io voto di no. E badate bene che non è affatto paura di esporsi, io è una vita che mi espongo “per sport”, e non pretendo che sia un merito, è solo un dato caratteriale, mica una questione di mantelli rossi, come pure qui ha sostento qualcuno…
    Perchè, allora, voterei di no? E’ semplice: come la blocco la didattica, quando dalle mie parti (nel senso di area giuridica) c’è una folla di neolaureati (e non) che, letteralmente, pagherebbeo loro per andare a fare gli esami, e, più in generale, per poter dire che “stanno all’Università”?
    Ragazzi, siamo seri, non siamo mica metalmeccanici..

    Buona notte a tutti, e non vi sognate la Gelmini…brrr, che paura!

  84. Colombo da Priverno ha detto:

    Per Rivoluzione.

    Sai bene che sui concetti da te appena espressi mi trovi prevalentemente d’accordo.
    Io dico solo che in questo momento questi concetti non devono essere d’ostacolo ad unirsi per una tutela di fondo della centralità che l’Università deve avere nella ripartizione delle risorse. Ti chiedo: anche la “call for application” richiede dei fondi per pagare i ricercatori, no? E inoltre: il libero mercato (quello vero) deve pur essere mitigato dall’esigenza di compiere attività non immediatamente remunerative, come la ricerca di base, no? E allora vedi: qualunque formula richiede che sia assicurata all’Università e alla ricerca un’adeguata rilevanza nella ripartizione delle risorse, e nel mantenimento d’una base pubblica. Su questo dobbiamo essere tutti uniti contro questo governo. Perchè questo governo – ma come puoi non averlo capito? – è anche contro il tuo, di progetto.

    Caro Bombadillo!

    Si, la proposta è stata tenuta in non calet dal Ministero ed accantonata pure nelle nostre discussioni perchè nel mentre (ed in effetti la tua mancanza nel dibattito si è sentita) ci è calata addosso la scure del decretone sul blocco del turn over, che è stato come levare il tappeto di sotto i piedi a qualunque discussione. Come dire: qualunque modello concorsuale o non-concorsuale si adotti, ex ante, ex post, con mia nonna in carriola o mio nonno pirata, non ci saranno posti.

    Comunque trovo giusto che si solleciti una risposta formale del ministero.

    Quanto allo sciopero, non ti pare che sarebbe già un buon risultato vedere tutti che si affannano a recuperare fuori dalla facoltà aspiranti cultori, puttani in saldo, nani, ballerine e fruttaroli per fare le commissioni d’esame?

    A parte il fatto che, nell’ottica d’un asse temporaneo strutturati-precari contro la condotta demolitiva del governo, è molto probabile che conteremo adesioni anche nella metà più fortunata del cielo, e molti prof. non andrebbero a cercare proprio nessuno, lasciando avere allo “sciopero” il maggior effetto…

  85. Bombadillo ha detto:

    Caro, il punto è proprio questo: i prof. possono pure fare uno sciopero (della didattica, chè della ricerca non se ne frega niente nessuno), ma sono certo che non lo faranno. Noi invece non possiamo, perchè quelli che ci sostituirebbero “a gratis” (come si dice dalle mie parti), non sarebbero affatto soggetti improvvisati, ma validissimi professionisti. Tanto chi ci capisce? Mica è il calcio che se uno ha i piedi storti se ne accorgono subito tutti.
    E i ricercatori? Magari i ricercatori lo sciopero lo farebbero pure; ma, almeno nell’area giuridica, difficilmente sono titolari di corso (e figurati se lo vogliono perdere), spesso fanno i supplenti come noi, e se scioperano solo loro, non bloccano proprio un bel niente (da un punto di vista didattico), e vengono sostituiti proprio come noi. Ad es., il prof. si prende il corso (un complementare, stai sicuro) del ricercatore che ha osato scioperare, e poi lo fa fare a turno dai suoi allievi.
    La conclusione? E’che l’unica per fermare la didattica è uno scipero dei prof., a cui si accoderebbero ricercatori, e ricecatori precari. Ma non lo faranno mai, in fondo, pure loro non sono metalmeccanici.

  86. Colombo da Priverno ha detto:

    Dici che non lo faranno mai? Perchè son d’accordo con te, il punto è coinvolgere loro.

    Conto molto sul governo, da questo punto di vista, che saprà allontanarsi dalla decenza ancora più di ora, unendoci.

  87. Leo ha detto:

    Alla fine se ne sono accorti pure quelli dell’ADI!!!!!

    Comunicato stampa del 6 Luglio 2008

    Giorni di nuvole per la ricerca universitaria

    L’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) esprime
    forte contrarietà ai provvedimenti su Università e Ricerca contenuti nel
    Decreto Legge n.112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009.

    “Il Fondo di Finanziamento Ordinario subirà un taglio di 500 milioni di
    euro in tre anni, provocando conseguenze gravissime per gli Atenei
    Italiani” — dichiara Francesco Mauriello, presidente ADI e consigliere
    CUN — “Il taglio dell’FFO risulta ancora più pesante se si considera che
    va ad aggiungersi ai limiti imposti alle Università per le assunzioni
    legate al turn over e che corrispondono al 20% per il triennio 2009-2011
    e al 50% a partire dal 2012”.

    “Purtroppo questi provvedimenti sembrano indicare che per il Governo
    attuale l’Università e la Ricerca sono solo voci di spesa su cui
    tagliare in maniera indiscriminata” — spiega Giovanni Ricco, segretario
    ADI — “Dietro questi provvedimenti non c’è nessuna idea di strategia di
    sviluppo del paese ma, al contrario, la convinzione che l’istruzione e
    la ricerca siano inutili sprechi. Sembra quasi che il governo desideri
    un paese meno capace di produrre innovazione e cultura, un paese più
    arretrato quindi”.

    “Fino a ieri il nostro paese era in coda alle statistiche dei paesi
    avanzati sul terreno dell’investimento in Università e Ricerca” —
    continua Giovanni Ricco — “e domani sarà persino peggio: mentre gli
    altri paesi considerano la Ricerca un investimento strategico, e un
    elemento necessario a rafforzare le proprie posizioni, in Italia si
    continuano a decurtare i fondi e ci si allontana sempre di più dagli
    obiettivi della Strategia di Lisbona, che chiedevano un investimento del
    3% in Università e Ricerca”.

    “Le uniche note positive sono l’abolizione della doppia idoneità per i
    concorsi riservati ai professori universitari banditi dopo il 30 Giugno
    2008 e lo sblocco dei 40 milioni previsti nella finanziaria 2007 per i
    concorsi da ricercatore” — conclude Francesco Mauriello — “Questi ultimi
    però, a causa della sentenza della Corte dei Conti, che ha affossato la
    proposta di riforma del reclutamento dei ricercatori, verranno svolti
    con le consuete modalità concorsuali poco trasparenti”.

    ADI, Associazione dottorandi e Dottori di ricerca Italiani, 6 luglio 2008

    Per contatti:
    Giovanni Ricco, Segretario ADI
    E-mail: segretario@dottorato.it

    Francesco Mauriello, Presidente ADI
    E-mail: presidente@dottorato.it

  88. Untenured academic ha detto:

    non mi pare che la RNRP abbia fatto meglio.. sciogliamo quest’organizzazione fantasma!

    facciamo come Lotta Continua nel 1976 e il Partito d’Azione nel 1947! non riduiamoci a fantasmi, custodi del passato e guardiamo al futuro.

  89. Leo ha detto:

    Veramente stiamo ormai discutendo da qualche mese per un nuovo nome e uno statuto associativo.

    Comunque il Blog RNRP è sempre uno dei primi e più aggiornati a fare le analisi politiche delle conseguenze delle posizioni del Governo senza pregiudizi né a sinistra né a destra.

    Invece l’ADI è sempre in ritardo sui fatti e le sue anali politiche sulle conseguenze dei vari decreti sono molto imprecise.

    Opinione personale.

    Per cui ringrazia RNRP e i suoi fantasmi!

  90. Untenured academic ha detto:

    una cosa è il blog, che è stato innovativo e utile in questi mesi, un’altra l'”organizzazione”, incapace di iniziativa politica, foss’anche soltanto un comunicato per denunciare l’attacco governativo all’università e alla ricerca.

  91. arioprecario ha detto:

    untenured ha ragione, neppure un comunicato…

    rimando per conoscenza al sito FLC per aggiornamenti su questione fondazione.
    http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/luglio/universita_fondazioni_ed_altro_un_progetto_distruttivo_per_le_universita_pubbliche

    Una richiesta, qualcuno ha notizie aggiornate sui Prin?
    sandro

  92. […] comunicazione, segnalo che una grossa azienda internazionale offre borse di studio per progetti di ricerca riguardanti il mondo della comunicazione fino alla fine di Agosto. I progetti riguardano […]

  93. @untenured
    d’accordo su quello che dici….
    ma eviterei di citare lotta continua e partito d’azione…

  94. Bombadillo ha detto:

    Cari, stamane mi sono sentito per telefono con Ario, e gli ho chiesto di creare finalmente l’associazione on-line. Abbiamo bisogno di un organo deliberativo, altrimenti non potremo mai operare.

    ..dai Ario è inutile aspettare settembre, o le riunioni di persona che sono complicatissime e onerose. Buttatevi il passato alle spalle, e partiamo con la associazione on-line. Fai un post che ne discutiamo!

    Da parte mia, anticipo che è fondamentale che le identità degli iscritti non siano segrete, onde evitare profili di rilevanza penale.
    Inoltre, penso che non bisognerebbe fare differenza tra precari dell’Università e degli enti di ricerca, ma non si dovrebbe dare possibilità di voto a chi non è ricercatore precario.
    La mia formula è la seguente: aperti a tutti per la discussione; aperti a tutti i ricercatori precari per la votazione.
    Manifesto della nuova associazione (da firmare per chi non lo ha firmato) potrebbe essere il testo della petizione, che ovviamente non piace a nessuno al 100%, ma è un documento molto avanzato, rispetto all’esistente, e su cui tutti quelli che sanno fare gioco di squadra, e non inseguono i particolarismi, hanno saputo unirsi.

    Ci tengo a ribadire, poi, che qualcuno dovrebbe prendersi la briga di sensibilizzare l’opposizione e i giornalisti più indipendenti sull’assordante silenzio del Governo, e dei due Presidenti di Commissione, sulla nostra proposta.
    Altrimenti sarà stato tutto lavoro sprecato.

  95. Untenured academic ha detto:

    sono d’accordo con Bombadillo.

    Una considerazione sui concorsi. Nella I sessione 2008 sono stati banditi a oggi:

    401 posti da ordinario
    656 da associato
    129 da ricercatore

    sono dati molto preoccupanti, si è tornati alla situazione pre-2005 (o 2006, se non erro) quando si impose la preminenza ai concorsi da ricercatore.

    e si sta riconsolidando la struttura a clessidra del corpo accademico strutturato in Italia.

    E’ evidente che questa situazione è il segnale di un arretramento, se non di una sconfitta, della nostra lotta in questa fase. Bisogna reagire.

  96. Leo ha detto:

    Dai Ario dai Ario….

    Poi informiamo per lista

    Ciao

  97. France ha detto:

    @ tutti: Saluti da Harvard.
    Passo e chiudo

  98. Colombo da Priverno ha detto:

    …beato te…

    France, visto che si sei, chiedi cosa ne pensano di Silvio Berlusconi, del Blind Trust, di Callisto Tanzi e dell’Italia, e chiedi dove è adesso il presidente della ENRON.

  99. ricercatore ha detto:

    Dal resoconto sommario della seduta della Commissione Cultura della Camera
    dell’8 luglio 2008:

    “Il Ministro Mariastella GELMINI ….
    Per quel che riguarda la riforma dell’universita’, ricorda che si tratta in
    ogni caso non di un obbligo ma di una facolta’ riconosciuta alle
    universita’, una sperimentazione che puo’ comunque effettivamente
    contribuire ad elevare la qualita’ del sistema universitario. E’ necessario
    confrontarsi con gli operatori del settore, in particolare la CRUI, il CUN
    e il CSU, cosa che sta facendo; ma al contempo non bisogna dimenticare, per
    le esigenze di corporazione, il mandato ricevuto dai cittadini. Rileva
    peraltro che l’indicazione del deputato Bachelet in merito alla
    contrattazione collettiva e’ sicuramente da prendere in considerazione.
    Ricorda pero’ che il blocco del turn over e’ previsto per tutto il settore
    pubblico e non si applica solo alle universita’; sono state sbloccate
    invece ingenti risorse per l’assunzione dei ricercatori, oltre a quanto
    gia’ fatto anche in generale per riavviare la ricerca. In tal senso ricorda
    che sono stati sbloccati 40 milioni di euro per la ricerca e 60 milioni
    saranno destinati per un bando riservato a ricercatori sotto i quaranta
    anni. Aggiunge poi che il Fondo ordinario per il finanziamento delle
    universita’ non e’ stato tagliato, se non negli stessi termini fatti in
    passato, rilevando peraltro che costituisce un anomalia il fatto che il 97
    per cento delle risorse di tale Fondo sia destinato al personale.”

  100. Untenured academic ha detto:

    la Gelmini dice di voler incontrare CRUI, CUN, CSU ma non fa riferimento alle organizzazion di rappresentanza di docenti e ricercatori, ridotti a “coporazione”.. bisogna far sentire la nostra voce (dei ricercatori precari) altrimenti a parlare col ministro andranno i vari lacché del potere come il sedicente “coordinamento dei giovani accademici”.

  101. cattivo.maestro ha detto:

    Aveva dichiarato:
    “Entro luglio disegno di legge sulla riforma dei concorsi universitari”:

    http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/06/11/entro-luglio-disegno-di-legge-sulla-riforma-dei-concorsi-uni.html

    Senatore Valditara,
    siamo a luglio inoltrato, ma il disegno di legge annunciato che fine ha fatto?

  102. Colombo da Priverno ha detto:

    Tranquilli abbiamo vinto. Abbiamo sconfitto Tocci e Ghizzoni. Cosa vuoi di più dalla vita, un lucano?

    Valditara sei tutti … loro.

    E c’è pure chi ci parla, come se fosse un interlocutore.

    Dai che nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni ci sarà pure chi è felice di rappresentarci in un bel sindacato fantoccio, come Untenured ha capito benissimo.

    Ripeto orgogliosamente: NON -HO – VOTATO – BERLUSCONI.

    E valga come uno schizzetto di fango sul paraurti di chi l’ha fatto.

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