Resoconto dell’intervento del Ministro Gelmini alla commissione cultura della camera. Audizione sul DDL Tremonti (in fase di conversione in legge)


Car* ieri il Ministro Mariastella Gelmini è intervenuta alla Camera (commissione cultura) per discutere i provvedimenti in corso di trasformazione in legge riguardanti scuola e università (il famoso decreto Tremonti).

Colpisce e sbalordisce il resoconto…. si legge di ingenti risorse per i ricercatori e contestualmente del blocco del turnover valido per tutta la pubblica amministrazione (e quindi anche per l’Università).

Nessuna sensibilità dunque per il settore in sofferenza e nessuna consapevolezza del fatto che il blocco indiscriminato del turnover colpirà proprio quei giovani ricercatori che si vorrebbero reclutare con somme che non sono certo ingenti ma che senza cofinanziamento andranno a coprire solo 500 posti in Italia per il 2008-2009.

Insomma nulla su come si possano espletare i concorsi con il contestuale blocco delle assunzioni!

Nulla si dice del blocco indiscriminato degli aumenti degli stipendi.

La decurtazione dell’FFO …ordinaria amministrazione.

Promesse sul cofin (che ormai è una chimera) e inoltre il ministro rivendica i milioni per finanziare le ricerche ai quarantenni (opera del governo Prodi) (tralasciando però che gli stessi quarantenni non hanno un posto né una continuità di stipendio, né il potere di agire in autonomia….)

Mala tempora currunt!

Clicca per leggere il resoconto da sito della camera

Il Ministro Mariastella GELMINI …..per quel che riguarda la riforma dell’università, ricorda che si tratta in ogni caso non di un obbligo ma di una facoltà riconosciuta alle università, una sperimentazione che può comunque effettivamente contribuire ad elevare la qualità del sistema universitario (ndr. Sulla trasformazione in fondazioni). È necessario confrontarsi con gli operatori del settore, in particolare la CRUI, il CUN e il CSU, cosa che sta facendo; ma al contempo non bisogna dimenticare, per le esigenze di corporazione, il mandato ricevuto dai cittadini. Rileva peraltro che l’indicazione del deputato Bachelet in merito alla contrattazione collettiva è sicuramente da prendere in considerazione. Ricorda però che il blocco del turn over è previsto per tutto il settore pubblico e non si applica solo alle università; sono state sbloccate invece ingenti risorse per l’assunzione dei ricercatori, oltre a quanto già fatto anche in generale per riavviare la ricerca. In tal senso ricorda che sono stati sbloccati 40 milioni di euro per la ricerca e 60 milioni saranno destinati per un bando riservato a ricercatori sotto i quaranta anni. Aggiunge poi che il Fondo ordinario per il finanziamento delle università non è stato tagliato, se non negli stessi termini fatti in passato, rilevando peraltro che costituisce un anomalia il fatto che il 97 per cento delle risorse di tale Fondo sia destinato al personale. Sottolinea inoltre che un dato estremamente positivo è legato al fatto che il 30 per cento dei risparmi derivanti dai tagli è comunque investito nella premialità nella scuola

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37 Responses to Resoconto dell’intervento del Ministro Gelmini alla commissione cultura della camera. Audizione sul DDL Tremonti (in fase di conversione in legge)

  1. Colombo da Priverno ha detto:

    Tranquilli abbiamo vinto. E’ fatta. Abbiamo sconfitto Tocci e Ghizzoni. Cosa vuoi di più dalla vita, un lucano?

    Dai che nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni ci sarà pure chi è felice di rappresentarci in un bel sindacato fantoccio!

    Ripeto orgogliosamente: NON -HO – VOTATO – BERLUSCONI.

    E valga come uno schizzetto di fango sul paraurti di chi l’ha fatto

  2. Girolamo Savonarola ha detto:

    Neppure io ho votato Berlusconi e mai lo farò

    ma comunque colpisce il fatto che Gelmini rivendica queste decisioni in virtù del mandato elettorale!

    Insomma tutti gli universitari che hanno votato per il PDL stufi dell’immobilismo prodiano e mussiano si ritrovano non solo nell’immobilismo ma anche nel conservatorismo più oscurantista

    Insomma tagli tagli tagli che colpiranno proprio i più giovani o i 40enni!

  3. cattivo.maestro ha detto:

    CHI L’HA VISTO?

    Aveva dichiarato:
    “Entro luglio disegno di legge sulla riforma dei concorsi universitari”:

    http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/06/11/entro-luglio-disegno-di-legge-sulla-riforma-dei-concorsi-uni.html

    Senatore Valditara,
    siamo a luglio inoltrato, ma il disegno di legge annunciato che fine ha fatto?

  4. arioprecario ha detto:

    vi segnalo il primo decreto attuativo della Moratti:….

    Decreto Ministeriale dell’8 luglio 2008, di attuazione dell’art. 1, comma 10, della legge 4 novembre 2005, n. 230, recante i criteri e le modalità per il conferimento da parte degli atenei di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti.

    http://www.miur.it/UserFiles/2869.pdf

    tristi saluti

  5. Colombo da Priverno ha detto:

    Si arioprecario, il futuro è più o meno quello. Ricercatori a tempo determinato e – fichissima progressione in carriera – professori a contratto pluriennale rinnovabile ad libitum.

    Per i pezzenti, con uno stipendietto penoso. Per avvocati, notai, ingegneri, architetti e medici (la vera nobiltà del 21° secolo), magari anche gratis, chi se ne frega.

    Un professionista ricco di soldi e di legami salottiero-politici riuscirà, così, a diventare “prof. avv.” con una certa facilità, e senza nemmeno chiedere all’ateneo di spendere (la retribuzione è l’ultimo dei suoi interessi). Così il rinnovo pluriennale non avrà scuse.

    Che figata, abbiamo proprio vinto!!! Via Tocci e Ghizzoni, via Modica e Mussi. Meno male, ora che abbiamo vinto possiamo tirare un sospiro di sollievo.

  6. Colombo da Priverno ha detto:

    Alèèèèèèèèèèèèèèèèèè òooooooooooooooooooo Alèèèèèèèèèèèèè òooooooooooooooo

    VI-TTO-RIA VI-TTO-RIA VI-TTO-RIA

    Gliela abbiamo messa in c* a Mussi il comunista!!! Come farà adesso senza potere? Come farà?

    Boh, potrebbe prendere esempio da noi senza mutande.

    Ma vuoi mettere…che soddisfazione vederlo triste.

  7. Colombo da Priverno ha detto:

    Cattivo Maestro, chiedi che fine ha fatto la riforma?

    Qui ci sono i giorni contati per salvare il c* a Berlusca dai processi per corruzione in atti giudiziari con l’avv. Mills e tu vai a pensare ad una piccolezza come la riforma universitaria?

    Col Presidente del Consiglio che non sta bene? Qui c’è un uomo che soffre! Con tutto quello che ha fatto per noi?

    Ma vergognati! Come dire che tuo padre sta male (Silvio è un po il padre di tutti noi, come il Duce) e tu ti lamenti che nessuno in casa ti ha comprato la gazzetta dello sport.

    Boh, e le priorità?

  8. Colombo da Priverno ha detto:

    FESSO CHI CI HA CREDUTO.

    IL GUAIO E’ CHE PAGA ANCHE CHI NON CI HA CREDUTO.

    A STR*ATE COME IL VOTO DI PROTESTA.

  9. arioprecario ha detto:

    calma calma colombo…. capisco la rabbia, che è anche la mia, ma non trasformiamo il blog in un posto dove “sfogare” le nostre frustrazioni. Prepariamoci ad un settembre di lotta, magari mettendo su l’associazione…

  10. Untenured academic ha detto:

    arioprecario non voglio tornare sulla “vecchia solfa” ma ricordi gli sfoghi dei tempi della finanziaria scorsa.. contro gasbarra tocci.. mamma mia.. colombo è l’ultimo dei mohicani.. il giapponese lo chiameremo

  11. arioprecario ha detto:

    certo che ricordo!!!. ah ah ah

    In fin dei conti ci stanno bene anche gli sfoghi in un blog come questo. Con la vita che ci costringono a fare mica che possiamo rimanere sempre lucidi, impassibili e imperturbabili. Purtroppo, da administrator o moderatore o che dir si voglia devo limitare il delirio (sarà che ho paura di essere improvvisamente preso anche io da processi ciclotimici irrefrenabili….

  12. cattivo.maestro ha detto:

    capisco la rabbia di colombo. ce l’ho dentro anch’io…
    Mi sono sfogato scrivendo un post stanotte.
    Poi ho riletto una passo di Brecht.
    Non è servito a granchè.
    Trovo ormai inutile costituire l’associazione. Ma magari oggi sono troppo pessimista.
    Piuttosto costituire un’associazione di ricercatori italiani all’estero che aiuti noi rimasti qui ad andare via il prima possibile…
    Non vi dico con che spirito sto preparando le basi di una ricerca che devono sviluppare poi gli studenti lunedì agli esami…

  13. Untenured academic ha detto:

    ma il povero gasbarra che c’entrava poi con questa storia? io non l’ho mai capito.

    @ cattivo maestro il modo di avere un posto all’estero (nei paesi avanzati sceintficamente si intende) è pubblicare cose di valore, in Italia è scegliersi un padrone potente e benevolo.

    Non ci sono segreti o trucchi del mestiere nell’uno e nell’altro caso.

  14. Colombo da Priverno ha detto:

    La nostra rabbia è comune. L’ho sfogata, ne avevo proprio bisogno, e sapevo che mi avreste capito.

    Alle volte è bene far vedere pubblicamente – anche in modo che potrebbe apparere eccessivo – quale è il livello di rabbia e frustrazione che stiamo raggiungendo, così almeno non ci sono equivoci…

    Una rabbia forte è necessariamente la misura di poco autocontrollo, o può anche esser la misura d’una ingiustizia intollerabile, che del diritto ormai ha solo le forme?

    Caro Untenured academic, ti ringrazio per la citazione … pre-colombiana.

  15. Untenured academic ha detto:

    e quel turbo-liberista di Rivoluzioneitalia che fine ha fatto? Già al mare? lui sì che se la passa con lo stipendio da ordinario..

  16. @untenured
    e si dura la vita quest’anno….
    dopo i tagli sugli scatti di anzianità ho deciso per porto cervo….
    vi stò scrivendo dal billionare qui con il mio amico briatore….
    stasera passa anche la gelmini se avete qualcosa da dirle fate pure….

    te invece come và col partito d’azione… ti stai organizzando?

  17. cattivo.maestro ha detto:

    @ Untenured academic
    mi riferivo proprio ad informazioni di questo tenore…
    ne abbiamo bisogno…
    mi piacerebbe l’idea di creare una rete di ricercatori italiani all’estero

  18. arioprecario ha detto:

    Dal rettore del Sannio (benevento) ai colleghi

    Carissimi Colleghi,
    tutti noi pensavamo che l’Università, con i provvedimenti Padoa Schioppa- Mussi, avesse toccato il fondo. Invece dobbiamo ancora una volta verificare che non c’è mai limite al peggio! Il documento di programmazione predisposto dal Ministro Tremonti infatti prevede per l’Università il taglio progressivo dell’FFO nel prossimo triennio e il sostanziale blocco del turn-over, limitato al 20%, con assorbimento delle risorse. Se si considera che recentemente è stato anche rivalutato il valore del punto organico, portato a livelli superiori al costo medio precedentemente previsto, emergono chiaramente le conseguenze cui andranno incontro tutti gli Atenei, non solo il nostro, che pure ha portato avanti una gestione responsabile, prudente e sostanzialmente virtuosa. E’ necessario fare qualcosa. Sentirò nel prossimo Senato il parere dei Colleghi. Io penso che sia a livello nazionale sia a livello locale si renda necessaria una azione di comunicazione e di coinvolgimento della opinione pubblica e soprattutto Deputazione parlamentare, al fine di sensibilizzare l’una e l’altra in maniera opportuna. Ma penso che non si possa limitare la nostra azione alla mera protesta. Probabilmente dobbiamo riflettere sul ruolo, sulla funzione e sull’organizzazione dell’Ateneo, considerando che finora forse anche noi non abbiamo saputo valorizzare in pieno le potenzialità che l’autonomia universitaria offriva ad ogni Ateneo. Troppi corsi di laurea e troppi insegnamenti sono stati attivati in Italia negli ultimi anni. Su questo punto è stata orchestrata una campagna di stampa volta a delegittimare di fronte all’opinione pubblica l’Università, probabilmente per rendere più facili attacchi e tagli.
    Dobbiamo comunicare quindi di più e meglio, ma soprattutto ripensare al nostro ruolo e alla nostra funzione. Lo so che in questi momenti ad ognuno di noi verrebbe la voglia dell’abbandono, del disimpegno più o meno totale, di rifugiarsi nel privato. Ma dobbiamo invece reagire. Sono già molti quelli che in questo Ateneo lavorano al di là del proprio dovere per senso di responsabilità. Del resto chi ha sin dall’inizio creduto e lottato per questa Università sa bene che il lavoro era proiettato a costruire un centro di formazione e ricerca al servizio delle future generazioni; un luogo dove creare nuove intelligenze, autonome dai poteri locali, per costruire un futuro di libertà, su cui poi innestare uno sviluppo non più incentrato sul clientelismo e sull’assistenzialismo. Se a questi obiettivi crediamo ancora non dobbiamo fermarci di fronte alle avversità. Il futuro si prospetta veramente difficile, ma dobbiamo reagire. Dobbiamo sentirci come i Costituenti ed i Partigiani, che hanno lottato per regalare alla nostra generazione una Paese più libero e democratico.
    Capite bene che in questo contesto parlare di programmazione è semplicemente ridicolo, se tutto viene messo continuamwente in discussione, anche retroattivamente! Comprenderete questo mio sfogo. Parole che scrivo di getto per comunicarvi la mia amarezza e le mie difficoltà, ma anche per dirvi che dobbiamo avere coraggio, lottare ed andare avanti, nella certezza che i nostri sacrifici un giorno saranno utili a qualcuno!
    Un caro saluto a tutti
    Filippo Bencardino

  19. Tre motivi per cui un discorso come questo è retorico e quindi nasconde conservazione:

    1) “Dobbiamo comunicare quindi di più e meglio, ma soprattutto ripensare al nostro ruolo e alla nostra funzione.”
    […]
    “probabilmente dobbiamo riflettere sul ruolo, sulla funzione e sull’organizzazione dell’Ateneo, considerando che finora forse anche noi non abbiamo saputo valorizzare in pieno le potenzialità che l’autonomia universitaria offriva ad ogni Ateneo.”

    Non c’è da niente da ripensare e nemmeno niente su cui riflettere… c’è da agire… al massimo scegliere: o l’europa o il dirigismo italiano. Mentre un rettore “ripensa” e “riflette” si mantiene la rendita di posizione… un precario nello stesso periodo invece rischia di fare una vita misera.

    2) “Dobbiamo sentirci come i Costituenti ed i Partigiani, che hanno lottato per regalare alla nostra generazione una Paese più libero e democratico.”

    No… eviterei di scomodare persone che non hanno mai avuto quei privilegi che hanno gli strutturati e i rettori italiani… quello che hanno ottenuto Partigiani e Costituenti, lo hanno pagato molto… alcuni anche troppo…

    3) In questo testo non viene mai citato il resto del mondo accademico…

    USCIAMO DA QUESTO VORTICE CULTURALE OZIOSO

  20. Carlo ha detto:

    Cari amici,
    ritorno sul tema dell’Associazione; temo che l’idea di tenere insieme precari e strutturati, benché molto nobile, non sia altrettanto felice, per due motivi.
    1. A mio modo di vedere la cosa, ai loro occhi (dei ricercatori strutturati), noi siamo i paria ai quali è sconveniente (se non proibito) accostarsi.
    2. Se è facile per un ordinario sposare (a parole) la nostra causa, non lo è altrettanto per un ricercatore: noi rappresentiamo il diretto (o l’obliquo?) concorrente per il futuro passaggio ad associato; perché, dunque, favorirci?

  21. Untenured academic ha detto:

    leggendo le parole di Rivoluzioneitalia si vede tutta la soddisfazione dei professori bocconiani e dei loro accoliti per i tagli all’università. Lo stesso atteggiamento punitivo e vendicativo che il ministro Brunetta sta avendo per tutta la P.A.

    Invece di mettere in campo politiche incisive di riforma si tagliano i fondi, cioè si fa la cosa più semplice e brutale.. e chi ne va di mezzo sono i ricercatori precari, certo non i baroni! Che vergogna Rivoluzioneitalia difendere questi provvedimenti.. io mi vergognerei fossi in Lei..

    colleghi bloggers scatenate pure tutta la rabbia precaria contro quest’individuo.. facciamo come la Guzzanti!

  22. @ricercatore….

    Quale analisi… Untenured NON ha fatto una analisi…
    Fondamentalmente vede una strega e vorrebbe bruciarla…..ma siamo fuori epooca

    Mescola la ragione con la nostalgia…. invoca partito d’azione e lotta continua… delira pensando che i rettori gli siano amici…. e sono la causa dello stato attuale…

    Fatti spiegare ad esempio quali sono queste “politiche incisive di riforma” di cui parla…

    @untenured
    rispondi nel merito del post…. dimmi dove sbaglio e perchè.

  23. franco ha detto:

    Secondo me il ministro punta a distruggere la ricerca e lasciare agli Atenei solo compiti didattici. D´ altra parte a cosa serve in Italia un ricercatore universitario in letteratura tedesca o in certe altre materie?

  24. Bombadillo ha detto:

    Ciao cari, io insisto per mettersi d’accordo SUBITO sull’associazione on-line.
    Chi ha tempo non aspetti tempo.
    Altrimenti siamo condannati solo a litigare.

  25. ricercatore furioso ha detto:

    Beh…ragazzi, ora non lasciamoci andare alla demagogia: come si fa a dire che il ministro mira intenzionalmente a distruggere la ricerca ? Abbiamo tutti un po’ di cervello, non insultiamolo ! Nell’intervista, comunque, la Gelmini dice una cosa sacrosanta: che senso ha un ministero in cui il 90% delle risorse è destinato agli stipendi ? C’è qualcuno qui che si è mai posto questo problema ? Ma no, figuriamoci: tutti a piangersi addosso e a bela re sugli strutturati, sui baronetti, sui concorsi-farsa. Ma anche voi precari dovreste sapere – e lo sapete benissimo, come lo sapevo io nei miei 15 anni di precariato – che qualsiasi incarico precario – QUALSIASI ! – è spartito e conferito (dai dottorati alle borse agli assegni) NELLA STESSA IDENTICA MANIERA IN CUI VENGONO SPARTITI I CONCORSI PER STRUTTURATI.
    Qualcuno qui si è mai preoccupato di questo ? Non mi pare: tutti a belare, ma tutti hanno ottenuto, nel loro piccolo, la loro braciolina di potere.

    Ci vuole credibilità e obiettività, e qui ne vedo poca, molto poca

  26. Documento da sottoscrivere ha detto:

    Documento elaborato da:

    ANDU, CIPUR, CNRU, CNU, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA’,
    FLC-CGIL, UILPA-URAFAM
    (organizzazioni presenti alla riunione del 10 luglio 2008)

    I contenuti del Decreto-Legge 112/08:

    1. limitazione al 20 % del turn over, per gli anni 2009-2011, del personale
    docente e tecnico-amministrativo, dopo due di blocco dei concorsi;
    2. ulteriori drammatici tagli al Finanziamento pubblico dell’Universita’;
    3. la prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro
    trasformazione in Fondazioni;
    4. taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e
    amministrativo

    determineranno la scomparsa in breve tempo dell’Universita’ italiana, come
    sistema pubblico nazionale, previsto e tutelato dalla Costituzione, il cui
    mantenimento deve essere a carico dello Stato e non a carico degli studenti
    e delle loro famiglie.
    E saranno soprattutto gli studenti ad essere danneggiati perche’ non sara’
    piu’ garantita una offerta formativa di qualita’, che puo’ essere fornita
    solo da Atenei in cui i docenti possano svolgere – inscindibilmente –
    ricerca e didattica di alto livello.

    Il blocco del turn over, riducendo drasticamente il numero dei docenti in
    ruolo, impedisce il necessario ricambio generazionale, aggravando
    ulteriormente il problema del precariato, e non consente il giusto
    riconoscimento del merito a quanti operano nell’Universita’.

    Il mondo universitario e il Paese non possono accettare che venga
    smantellata l’Universita’ pubblica, che invece va riformata e rilanciata
    nel suo ruolo – riconosciuto a parole da tutti – di promotrice dello
    sviluppo culturale ed economico nazionale.

    L’Universita’ non intende sottrarsi a qualsiasi tipo di valutazione che
    porti alla valorizzazione del merito, alla esaltazione dei risultati e
    all’ulteriore miglioramento del Sistema.

    Per rilanciare il Sistema Universitario Nazionale e’ tuttavia
    indispensabile prevedere:
    – maggiori finanziamenti per l’Alta formazione e la Ricerca pubbliche,
    adeguandoli agli standard internazionali, allo scopo di consentire a tutti
    i docenti di svolgere adeguatamente le loro attivita’ di ricerca e di
    insegnamento;
    – maggiori risorse per un reale diritto allo studio;
    – la riforma dell’Organizzazione del Sistema Universitario Nazionale;
    – il superamento dell’inaccettabile fenomeno del precariato, attraverso
    procedure di reclutamento che premino il merito;
    – la riforma del dottorato di ricerca, quale terzo livello dell’Istruzione
    universitaria, qualificandone l’accesso e il percorso formativo;
    – la riforma della docenza, distinguendo nettamente il reclutamento
    dall’avanzamento di carriera, prevedendo per i neo-assunti una retribuzione
    piu’ elevata e una reale autonomia scientifica, anche al fine di arginare
    la “fuga dei cervelli”.

    Per impedire la demolizione del Sistema Universitario pubblico e’
    proclamato lo stato di agitazione.
    In tutti gli Atenei saranno promosse Assemblee Generali per discutere sui
    contenuti, il significato e gli effetti dei provvedimenti governativi e
    sulle piu’ adeguate iniziative di mobilitazione.
    Si invitano tutti i professori e ricercatori a non assumere carichi
    didattici non espressamente previsti dalla legge.
    Si invitano tutti gli Organi collegiali (Senati Accademici, Consigli di
    Amministrazione, Consigli di Facolta’, di Corso di Studio e di
    Dipartimento) a pronunciarsi sui provvedimenti in corso.

    E’ indetta per martedì 22 luglio 2008 alle ore 10.30 alla Sapienza di Roma
    un’Assemblea nazionale aperta a tutte le componenti e a tutte le
    rappresentanze universitarie.

    Si auspica l’apertura di un confronto di merito su tutte le questioni
    universitarie e, in questa direzione, si chiede un incontro con i Ministri
    competenti.

    !0 luglio 2008

  27. cattivo.maestro ha detto:

    vi segnalo questa petizione contro il decreto-legge n. 112/2008:
    http://cga.di.uniroma1.it/

  28. cattivo.maestro ha detto:

    Coordinamento Giovani Accademici

    Petizione contro il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008

    Il Decreto Legge 112/08, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede estensivi tagli alle risorse dell’Università e rende sempre meno attraente la carriera accademica in Italia sia ai molti giovani di talento sulla cui formazione l’Italia investe ogni anno, sia ai giovani formati all’estero. Il decreto taglia i finanziamenti, riduce al 20% il turnover del personale, prevede una privatizzazione (con meccanismi non chiari basati sulle Fondazioni) di alcuni dei comparti dell’università e taglia gli stipendi dei docenti. Quest’ultima riduzione si realizza rendendo triennali gli scatti biennali delle retribuzioni dei docenti. Gli aumenti biennali rappresentano la normale prosecuzione della carriera dei docenti universitari e come tali fanno parte a pieno titolo della retribuzione. Essi infatti derivano dalla scelta del legislatore degli anni ’80 di retribuire ragionevolmente un professore soltanto a fine carriera, diminuendo a ritroso tale retribuzione per i professori giovani. I professori italiani guadagnano molto poco all’inizio della carriera e ciò è macroscopico per i ricercatori universitari, che costituiscono il primo gradino della carriera dei professori. Il taglio degli scatti biennali senza una adeguata compensazione (per ora non prevista) in termini di aumento degli stipendi dei giovani accademici e il rallentamento della progressione di carriera (associata alla limitazione del turnover) si traducono in una pesantissima penalizzazione economica per coloro che sono strutturati da un periodo limitato o che si stanno affacciando ora alla carriera accademica.

    La riduzione stipendiale che risulterebbe dalla norma in questione ammonterebbe a fine carriera a circa 16000 euro lordi annui per il professore ordinario, 11000 per l’associato, 7000 per il ricercatore. E naturalmente una equivalente perdita ci sarebbe anche sulle rispettive pensioni e liquidazioni.

    Tutto ciò si aggiunge alla costante diminuzione dei fondi pubblici dedicati al finanziamento della ricerca di base, alle sempre più fatiscenti strutture universitarie che rendono arduo per un giovane fare ricerca di qualità nell’accademia italiana. Sembra assurdo che un paese che lamenta la “fuga dei suoi migliori cervelli” segua strade che rendono di fatto impraticabile una carriera come ricercatore nel paese stesso. Se la carriera accademica perde di attrattiva è ovvio che saranno proprio _gli studenti migliori_ a scegliere vie alternative. Ricordiamo che già ora i docenti universitari italiani sono retribuiti meno che in altri paesi europei, che il divario con gli stipendi dei paesi limitrofi è costantemente cresciuto negli ultimi anni e che la diminuzione di stipendi e fondi per la ricerca hanno motivato una crescita del numero di giovani che si recano all’estero per iniziare la propria carriera.

    Chiediamo l’appoggio di tutti gli accademici, giovani e non, come anche degli studenti, degli studenti di dottorato, degli assegnisti e postdoc e del personale precario al fine di creare un coordinamento di giovani accademici che si possa interfacciare con il ministro e proporre una visione diversa dell’Università.

    * Riteniamo che la diminuzione degli stipendi e la drastica riduzione del turnover non siano una soluzione al problema dei costi eccessivi del sistema universitario. Occorre semmai individuare gli sprechi nella gestione dell’università e intervenire con una razionalizzazione delle spese, con la separazione tra costi del sistema universitario e del sistema sanitario nazionale, con il contenimento al minimo delle consulenze esterne. Ai giovani migliori deve essere garantita nel tempo la possibilità di accedere alla carriera accademica, di poter sviluppare linee di ricerca innovative e autonome, e la crescita professionale (con avanzamenti di carriera) per i meritevoli.
    * Chiediamo che vengano progettati meccanismi di incentivazione (anziché tagli stipendiali) per premiare il merito (inteso sia come eccellenza dei risultati di ricerca, visibilità internazionale, impegno nelle attivita’ istituzionali e didattiche, che come capacità di attirare fondi internazionali, nazionali e locali attorno ad idee innovative). Vediamo come positivo l’avvio dei lavori per una valutazione periodica del sistema universitario. Chiediamo che il governo si ponga come obiettivo non tanto il risparmio a tutti i costi, quanto piuttosto la maggiore efficienza dell’istituzione universitaria.
    * Chiediamo che il Ministro si adoperi per far comprendere al Parlamento l’importanza della ricerca scientifica per la crescita economica di un paese, oltre che culturale, l’importanza di attrarre forze giovani alla ricerca e di metterle in condizione di poter lavorare bene. Questo significa prevedere fondi per la ricerca di base e applicata che consentano ai giovani di confrontarsi con i ricercatori del settore in un contesto internazionale (con fondi esplicitamente dedicati alla mobilità e a visite in centri di eccellenza esteri e nel contempo con meccanismi per attrarre persone meritevoli dall’estero). È anche fondamentale prevedere fondi certi per la ricerca di base che permettano ai ricercatori di poter presentare i propri lavori alla comunità scientifica di riferimento, ai giovani di essere coinvolti nella ricerca accademica (con un aumento del numero di borse di dottorato e di assegni di ricerca) e a tutte le persone che vengono ad essere attratte in università di poter avere gli strumenti (fondi, strumentazione, laboratori) necessari per poter fare ricerca di qualità in un contesto internazionale. Solo in questo modo si potrà fare buon uso delle molte risorse di grande valore già presenti in accademia e si potranno attrarre nuove persone scegliendole tra i migliori.

  29. Leo ha detto:

    @ricercatore furioso

    Caro Ricercatore furioso

    quella della Gelmini è solo retorica.

    L’università è sottodimensionata rispetto al personale strutturato se si confrontano i paesi OCSE.

    Il blocco del turnover è una sciagura!

    Stanno creando una università pubblica di bassa qualità e una privata libera di operare senza vincoli.

    Si spende il 90% in stipendi perché si è obbligati ad attingere dallo stesso fondo i soldi per gli stipendi e per la ricerca e il fondo viene addirittura decurtato dal governo così il 90 percento si alza!

    Insomma come si fa a fare le nozze con i fichi secchi.

    Tagliare gli spechi non significa tagliare indiscriminatamente l’FFO o bloccareindiscriminatamente il turn over!

  30. arioprecario ha detto:

    segnalo:

    Lunedì 14 luglio le università campane si mobilitano contro il DL 112/08 10-07-2008

    Lunedì 14 luglio si terrà una giornata di mobilitazione in tutte le università campane organizzata dalla FLC Cgil con CISL e UIL al fine di informare sulle politiche del Governo e di individuare forme di opposizione al Decreto Legge 112/08.

    Questi gli appuntamenti e le iniziative:

    Università di Napoli “Federico II”, Università Orientale di Napoli, S. Orsola Benincasa, Università Parthenope, Seconda Università di Napoli: assemblea generale presso l’aulario di M.S. Angelo (Univ. Federico II), ore 10,00 – AULA B6

    Università del Sannio: assemblea pubblica, p.zza Guerrazzi, ore 10:00.

    Università di Salerno: un volantinaggio presso gli orologi marcatempo, con affissione nelle bacheche sindacali e nelle bacheche libere dei volantini informativi.

    In allegato pubblichiamo il documento unitario approvato dalle Organizzazioni sindacali regionali e i volantini delle iniziative napoletana e sannita.

    Roma, 10 luglio 2008
    _________________

    FLC Cgil Campania

    Il 25 giugno 2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 112 collegato alla manovra finanziaria per il 2009 approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso. Il decreto costituisce una vera e propria legge Finanziaria che colpisce pesantemente Scuola, Università ed Enti Pubblici di Ricerca. Essa rappresenta un violento attacco alla qualità del lavoro e del sistema pubblico della ricerca e della conoscenza.

    Per l’Università i punti più rilevanti sono la trasformazione delle Università in Fondazioni di Diritto Privato, la limitazione del turn over al 20% sulle unità di personale (nei fatti il blocco delle assunzioni), il taglio di oltre 500 milioni di euro in tre anni al fondi di finanziamento delle Università, la trasformazione degli scatti stipendiali biennali in scatti triennali a parità di importo (che colpiscono i più giovani tra i lavoratori), i tagli alla contrattazione integrativa e alle piante organiche. Le ricadute sui servizi agli studenti, sulle tasse d’iscrizione, sul diritto allo studio rischiano di essere gravissime così come è gravissimo l’attacco ai diritti e ai salari di lavoratori

    Peraltro, i risparmi ottenuti verranno incamerati dal Tesoro e non reimpiegati in alcuna riforma o progetto di riqualificazione dell’Università. Gli interventi prospettati incidono direttamente sulle retribuzioni dei più giovani e dei meno pagati tra i lavoratori delle Università, sulle prospettive di reclutamento dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo, e sugli assetti istituzionali del sistema degli Atenei svilendone la natura di soggetto pubblico.

    Le organizzazioni sindacali confederali hanno approvato un documento comune di critica delle politiche del governo e indetto per lunedì 14 Luglio una giornata di mobilitazione contro le politiche del governo in tutti gli Atenei della regione:

    http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/luglio/lunedi_14_luglio_le_universita_campane_si_mobilitano_contro_il_dl_112_08

  31. […] Lazio: 2. ulteriori drammatici tagli al Finanziamento pubblico dell’Universita’; 3. la prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro trasformazione in Fondazioni; 4. taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale … […]

  32. Antonietta ha detto:

    Al Ministro-Gelmini vorrei chiederle perchè non possono accedere tutti i ragazzi a qualsiasi facoltà senza a numero chiuso? E una mamma che ve lo chiede supplicandovi. Viringrazio

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