Assemblea nazionale unitaria 22 luglio aula magna Università “La Sapienza” contro decreto Tremonti (comunicato unitario)

ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITA’, CNRU, CNU,

FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA’, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU, UILPA-URAFAM

I contenuti del Decreto-Legge 112/08:

1. limitazione al 20 % del turn over, per gli anni 2009-2011, del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;

2. ulteriori drammatici tagli al Finanziamento pubblico dell’Universita’;

3. la prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro trasformazione in Fondazioni;

4. taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e amministrativo

determineranno la scomparsa in breve tempo dell’Universita’ italiana, come sistema pubblico nazionale, previsto e tutelato dalla Costituzione, il cui mantenimento deve essere a carico dello Stato e non a carico degli studenti e delle loro famiglie.

E saranno soprattutto gli studenti ad essere danneggiati perche’ non sara’ piu’ garantita una offerta formativa di qualita’, che puo’ essere fornita solo da Atenei in cui i docenti possano svolgere – inscindibilmente – ricerca e didattica di alto livello.Il blocco del turn over, riducendo drasticamente il numero dei docenti in ruolo, impedisce il necessario ricambio generazionale, aggravando ulteriormente il problema del precariato, e non consente il giusto riconoscimento del merito a quanti operano nell’Universita’.

Il mondo universitario e il Paese non possono accettare che venga smantellata l’Universita’ pubblica, che invece va riformata e rilanciata nel suo ruolo – riconosciuto a parole da tutti – di promotrice dello
sviluppo culturale ed economico nazionale.

L’Universita’ non intende sottrarsi a qualsiasi tipo di valutazione che porti alla valorizzazione del merito, alla esaltazione dei risultati e all’ulteriore miglioramento del Sistema.

Per rilanciare il Sistema Universitario Nazionale e’ tuttavia indispensabile prevedere:
– maggiori finanziamenti per l’Alta formazione e la Ricerca pubbliche, adeguandoli agli standard internazionali, allo scopo di consentire a tutti i docenti di svolgere adeguatamente le loro attivita’ di ricerca e di insegnamento;
– maggiori risorse per un reale diritto allo studio;
– la riforma dell’Organizzazione del Sistema Universitario Nazionale;
– il superamento dell’inaccettabile fenomeno del precariato, attraverso procedure di reclutamento che premino il merito;
– la riforma del dottorato di ricerca, quale terzo livello dell’Istruzione niversitaria, qualificandone l’accesso e il percorso formativo;
– la riforma della docenza, distinguendo nettamente il reclutamento dall’avanzamento di carriera, prevedendo per i neo-assunti una retribuzione piu’ elevata e una reale autonomia scientifica, anche al fine di arginare la “fuga dei cervelli”.

Per impedire la demolizione del Sistema Universitario pubblico e’ proclamato lo stato di agitazione.
In tutti gli Atenei saranno promosse Assemblee Generali per discutere sui contenuti, il significato e gli effetti dei provvedimenti governativi e sulle piu’ adeguate iniziative di mobilitazione.
Si invitano tutti i professori e i ricercatori a non assumere carichi didattici non espressamente previsti dalla legge.
Si invitano tutti gli Organi collegiali (Senati Accademici, Consigli di Amministrazione, Consigli di Facolta’, di Corso di Studio e di Dipartimento) a pronunciarsi sui provvedimenti in corso.

E’ indetta per martedì 22 luglio 2008 alle ore 10.30 nell’Aula Magna della Sapienza di Roma un’Assemblea nazionale aperta a tutte le componenti e a tutte le rappresentanze universitarie.

Si auspica l’apertura di un confronto di merito su tutte le questioni universitarie e, in questa direzione, si chiede un incontro con i Ministri competenti.

10 luglio 2008

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108 Responses to Assemblea nazionale unitaria 22 luglio aula magna Università “La Sapienza” contro decreto Tremonti (comunicato unitario)

  1. insorgere ha detto:

    dal sito di repubblica

    Si moltiplicano le critiche alle misure inserite nel dl che anticipa la Finanziaria
    Chieste modifiche immediate, mentre c’è chi minaccia drastiche contestazioni
    Università, la protesta dilaga
    “Via i tagli o stop alle lezioni”
    di ANDREA BETTINI

    ROMA – Contestazioni, minacce di bloccare lezioni, esami e sessioni di laurea, allusioni nemmeno troppo velate allo stop del prossimo anno accademico. Chi si attendeva un’estate di transizione ed un eventuale autunno di proteste, a quanto pare, era troppo ottimista. In molte università italiane è già iniziata la mobilitazione contro i tagli decisi dal governo il 25 giugno con il decreto che anticipa la manovra Finanziaria. Una protesta che sta dilagando e che, con toni e modalità diverse, coinvolge rettori, docenti, ricercatori e personale amministrativo.

    Le spiegazioni e le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che di fronte alle prime polemiche ha parlato di “scelte dolorose ma indispensabili” e di “tagli sulla base di indicatori di merito”, sembrano non essere riuscite a fermare le critiche. Mentre si moltiplicano le assemblee e gli allarmi per il futuro dell’università, la richiesta dei contestatori è sostanzialmente unanime: stralciare dal decreto alcune delle principali novità oppure modificarle durante l’iter parlamentare per la conversione in legge. Una posizione che sarà probabilmente ribadita il 22 luglio a Roma, quando alla Sapienza si svolgerà un’assemblea nazionale dei rappresentanti di tutte le componenti universitarie.

    I punti contestati. A preoccupare il mondo accademico sono diversi provvedimenti. Il più criticato è la graduale riduzione, collegata ad una forte stretta sulle assunzioni, del Fondo di finanziamento ordinario, con risparmi di circa 1,5 miliardi di euro fino al 2013. Contestate anche le misure sugli stipendi, con scatti di anzianità dei docenti che da biennali diventeranno triennali ed una riduzione del Fondo di contrattazione integrativa del personale amministrativo. Molta perplessità, infine, anche sulla possibilità per gli atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato.

    “Interventi inaccettabili”. Dopo la bocciatura unanime da parte della Conferenza dei rettori, secondo la quale i tagli porteranno inevitabilmente il sistema al dissesto, dai vertici delle università continuano a piovere critiche nei confronti del decreto legge. Una mozione approvata ieri dai Senati accademici degli atenei toscani definisce interventi gravi e “inaccettabili” la riduzione dei trasferimenti statali e la limitazione “improvvisa, indiscriminata e pesante” del turnover dei dipendenti e chiede lo stralcio dal decreto delle norme che si riferiscono all’università. Venerdì scorso, invece, i quattro rettori delle università dell’Emilia-Romagna hanno denunciato che la “riduzione drastica delle risorse finanziarie e umane, oltre a mortificare l’intero insieme di professionalità e competenze all’università, mette a serio rischio la funzione didattica e nel contempo la sostenibilità delle attività di ricerca” e hanno convocato per il 21 luglio una riunione straordinaria congiunta dei quattro Senati accademici e dei consigli di amministrazione.

    La mobilitazione. In molte università si stanno già mettendo a punto forme concrete di lotta. Ieri un’assemblea generale dei lavoratori e degli studenti degli atenei napoletani, indetta da Flc Cgil, Cisl Università e Uil Pa-Ur, ha deciso, tra l’altro, l’astensione “a tempo indeterminato dei docenti e ricercatori dalla partecipazione a organi collegiali” ed il ritiro della “disponibilità a ricoprire incarichi didattici per il prossimo anno accademico”. Il 9 luglio, invece, l’assemblea del personale delle università “Cà Foscari” e Iuav di Venezia ha ipotizzato “il rifiuto di svolgere carichi didattici superiori alle richieste di legge, il blocco degli esami, delle sessioni di laurea e delle lezioni”. Lo stesso giorno, all’università di Sassari, l’assemblea dei docenti ha invece dichiarato lo stato di agitazione dell’ateneo e non ha escluso “per quanto con doverose riserve ed a fronte di un ulteriore irrigidimento della controparte, il ricorso ad azioni più eclatanti quali la possibilità del blocco degli esami di profitto e di laurea”.

    “A rischio il prossimo anno accademico”. Una delle prese di posizione più nette nei confronti delle decisioni del governo è quella del Senato accademico dell’università “La Sapienza” di Roma. Martedì 8 luglio, prospettando un “danno grave per l’avvenire dei giovani e per lo sviluppo del Paese”, ha chiesto lo stralcio della parte del decreto relativa all’università e ha indetto una giornata nazionale di protesta dicendosi consapevole “che in queste condizioni non sarà possibile dare inizio al prossimo anno accademico”.

    La petizione online. Il Coordinamento Giovani Accademici, intanto, ha pubblicato sul proprio sito internet una petizione in cui denuncia tra l’altro che la stretta sugli stipendi ridurrebbe i compensi annui lordi a fine carriera di 16mila euro per i professori ordinari, di 11mila euro per gli associati e di 7mila per i ricercatori. Il documento, che chiede un nuovo approccio nei confronti dell’università italiana, è già stato sottoscritto da più di 3.100 tra docenti, ricercatori e studenti preoccupati per il proprio futuro e per quello degli atenei.
    (15 luglio 2008)

  2. chemerdadipaese ha detto:

    Ronaldino al Milano per 22M di euro. Quanto spederà il ministero per il reclutamento dei ricercatori di quest’anno…

  3. mino ha detto:

    Noto che tra le sigle che aderiscono al docuemento c’è anche la RNRP. Ma allora la RNRP esiste ancora?! Ricordo che quando a suo tempo chiedermmo che la RNRP appoggiasse la proposta per cambiare le regole dei concorsi a ricercatore ci fu detto che per prendere questa decisione doveva essere indetta un’assemblea e questo non era possibile…

  4. arioprecario ha detto:

    no, la questione è diversa. La RNRP è parte di quel tavolo da anni, alla riunione in cui è stato votato il documento non c’era nessuno di noi ma si è deciso di aderire comunque al documento per non rompere il rapporto e visto che i punti erano largamente condivisibili senza dibattito. Cosa che non era per la petizione che invece incontrava resistenze.

  5. Untenured academic ha detto:

    mino, la petizione è stata un’esperienza avanzata e io l’ho sostenuta con convinzione. Le proposte della prima parte erano buone. Peccato per quelle della seconda parte sui provvedimenti disciplinari contro i ricercatori improduttivi.

    Io ho il sospetto che qualcuno abbia voluto suicidiare quell’iniziativa inserendo quella parte. Ancora oggi si leggono continuamente interventi di frequentatori abittuali del blog (ad es. Colombo da Priverno) che esprimono rimpianto e persistente rancore per il fallimento della “campagna sulle stabilizzazioni” nello scorso inverno.

    E’ ovvio che da parte di queste persone ci fosse tutto l’interesse ad affossare un’iniziativa meritocratica come quella della petizione, inserendo proposte impresentabili, liberticide e populiste.

  6. Carlo ha detto:

    bla, bla, bla, bla…

  7. Untenured academic ha detto:

    forse qualcuno così si convince a smettere di evocare fantasmi..

  8. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Off-topic: per compensare il fatto che la ricerca sta scomparendo, la Sapienza
    (o meglio l’LSD – Laboratorio Sapienza Design) ha iniziato a vendere indumenti firmati: http://www.uniroma1.it/home/merchandesign.php

    E io che pensavo avessimo toccato il fondo… e invece ce n’è ancora molta di strada da fare (verso il basso).

  9. France ha detto:

    Seee, vabbe’…
    La nostra petizione e’ stata superata dai fatti (e ce ne sono molti, nei nostri ministeri). Avete presente quel generale di Saddam che diceva:”Stiamo respingendo le truppe americane” e sullo sfondo si vedevano i tank che gli arrivavano in casa? Questa gente (da Modica a Tremonti, badate bene!) non ha nessun interesse a cambiare il sistema VERAMENTE, perche’ senno’ (e qui rivoluzioneitalia mi accende il solito cero pasquale) avrebbero preso uno dei tanti sistemi che funzionano e l’avrebbero applicato all’Italia. Che siamo noi, untermenschen? Apparteniamo ad una specie diversa dagli altri europei? Io non lo credo, anche perche’ senno’ tutti gli italiani che all’estero riescono a combinare qualcosa non li potrei spiegare. E allora chi crede di “Adattare il sistema italiano ad un livello europeo” (Modica) o “Innescare un meccanismo virtuoso tramite una razionalizzazione delle risorse (Tremonti) vi sta prendendo per il culo! Il sistema (che funziona nella stragrande maggioranza dei paesi, dettagli a parte) e’: Didatticamente e scientificamente produci? Se si, rimani, se no, affanculo te e chi ti ci ha messo. Scusate ma stamani mi sono alzato male (cio’ da rimettere il fuso orario). Quell’accozzaglia di sigle chiede solo soldi. E vedrete come faranno presto a sfilarsi quando gli rimetteranno lo scatto ogni due anni. D’altronde e’ la tattica (come dice il figlio di gghiavule, Travaglio) di Berlusconi: minaccia un’ecatombe, cosi’ quando invece fa solo un omicidio sembra che sia andata bene…

  10. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Comunque, riguardo la posizione di RNRP. E’ ovvio che sia unanimemente accettata (senza bisogno di discussioni) una lettera il cui unico messaggio è: “siamo nella merda”. Non bisogna essere scienziati per capire una cosa del genere.

    Il difficile è formulare delle proposte costruttive che siano condivise. Questo sembra che alle varie sigle qui sopra non interessi. Basta che non si tocchino gli stipendi. Poi che quei soldi finiscano nelle tasche di persone completamente incompetenti, questo a quanto pare non interessa.

    Non voglio fare la Carlucci della situazione, ma… facciamo un piccolo confronto.

    Univ. di Gottinga
    Circa 24.000 iscritti.
    Fra professori ed ex-alunni annovera 45 premi Nobel.

    Univ. La Sapienza
    Ateneo più grande d’Europa (circa 140.000 iscritti).
    Quanti premi Nobel hanno studiato o lavorano a Roma1? Direi che zero è una buona approssimazione.

  11. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ops, non ho fatto refresh e mi è sfuggito il commento di France. In particolare la frase “Quell’accozzaglia di sigle chiede solo soldi.”, che mi trova perfettamente d’accordo.

  12. Leo ha detto:

    @ carlo

    Guarda che la Sapienza per la Fisica del Novecento è stata una delle università più importanti del mondo!

  13. Leo ha detto:

    @ carlo

    inoltre dove ha studiato Maria Montessori …

    alla Sapienza!

    Insomma basta con questa esterofilia o provincialismo.

    Chiediti invece quanti premi nobel o personalità hanno studiato nelle altre università italiane e ti accorgi che in Italia ci sono pochissimi atenei importanti.

    La Sapienza è uno di questi e potrebbe continuare ad esserlo se ci fosse uno svecchiamento!

  14. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Leo, infatti ho detto che zero è una buona “approssimazione”. Inoltre ho citato “La Sapienza” solo perché era nel titolo del post, non perché ho qualcosa contro quella particolare università, che rimane una delle più prestigiose in Italia (anche se non ci vuole molto).

    Rimane il fatto che al Collège de France ho avuto la fortuna di seguire dei corsi tenuti da premi Nobel e medaglie Fields. Quando ero all’ICTP ho seguito seminari di John Nash, V.I. Arnold ed altri. Alla Sapienza invece le uniche personalità di spicco che ho sentito parlare sono state Vasco e Totti (Jovanotti purtroppo me lo sono perso). Tu puoi chiamarla esterofilia se vuoi, ma molte esperienze scientifiche non le avrei fatte se non fossi espatriato.

  15. carlo (con la minuscola) ha detto:

    PS: per quanto riguarda la fisica del ‘900, considera che Enrico Fermi è stato esplicitamente sconsigliato di studiare a La Sapienza. Si è infatti laureato alla SNS di Pisa. Questo vorrà pur dire qualcosa.

  16. Leo ha detto:

    Fermi però ha lavorato e creato il gruppo romano.

    Inoltre il confronto con il Collège de France è inappropriato in quanto il Collège è una università sui generis non da titoli di studio ed è l’insieme dei maggiori rappresentanti di tutte le discipline scientifiche che ogni anni svolgono lezioni liberamente per un libero auditorio.

    Parli con uno che è entrato negli archivi del Collège…

    Magari ci fosse a Roma una specie di Collège in cui poter solo fare lezione o ricerca senza esami e sedute di laurea ecc…

    Inoltre per diventare professore al Collége comunque necessitava essere spinti….

  17. Untenured academic ha detto:

    la discussione sulla Sapienza ha assunto una prospettiva distorta..

    le università possono essere ottime in alcuni settori e pessime in altri (a parte casi particolari come Harvard Stanford etc.). Se alla Sapienza c’è un settore storicamente vitale non significa che tutto sia di quel livello lì. Anzi.

    La valutazione va proprio a rompere alcune posizioni di rendita, nel caso chiudendo i dipartimenti improduttivi. Così successe a Cambrdige e Oxford con gli effetti del RAE.

  18. France ha detto:

    Fermi, Bovet, Segre’. 3 premi nobel che hanno avuto a che fare con la Sapienza.
    Detto cio’, chi se ne frega? In 1000 anni distoria magari siamo stati anche bravini, il problema e’ che negli ultimi 40 anni i premi Nobel (parlo degli sceintifici) italiani sono tutti “venuti dall’estero”. E’ palese che siamo un paese arretrato.

  19. Aio ha detto:

    COMMENTO: VELTRONI LA RICERCA NON SA NEANCHE COSA SIA:

    da repubblica.it:

    Veltroni contro i tagli alla sicurezza
    “Sarà battaglia in Parlamento”
    Veltroni contro i tagli alla sicurezza “Sarà battaglia in Parlamento”

    Walter Veltroni

    ROMA – “O ci sarà il pieno ripristino delle risorse per le forze dell’ordine e la sicurezza oppure noi utilizzeremo tutti gli strumenti a disposizione dell’opposizione parlamentare per contrastare le decisioni del governo”. Il segretario del Pd Walter Veltroni, annuncia un attacco duro al decreto sicurezza se non verranno ripristinati i 3,2 miliardi di euro tagliati dalla Finanziaria alle forze dell’ordine. Non ci sta, il leader dell’opposizione, ad approvare un decreto che finirà per mettere in crisi volanti e commissariati, taglierà sui carburanti e la manutenzione delle auto di servizio, ridurrà gli agenti in strada bloccando il turn over. Con piglio deciso, Veltroni annuncia guerra in Parlamento: “Ci batteremo per garantire in ogni modo il diritto dei cittadini alla sicurezza e degli operatori che la tutelano”.

  20. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Prima che il discorso degeneri, vorrei precisare che non giudico un centro in base al numero dei Nobel prodotti (per questo ho iniziato la frase dicendo “non vorrei fare la Carlucci della situazione”). Era più che altro una provocazione.

    Semmai, la cosa che mi infastidisce è l’atteggiamento degli atenei italiani, che preferiscono far parlare le pop-star piuttosto che personaggi di spicco del mondo accademico. Sarà che a me di sentir parlare Jovanotti e Co. non è mai importato nulla (come non mi importa di avere il cappellino firmato “La Sapienza”). Con questo chiudo la divagazione.

    Tornando all’argomento del post: è importante pensare a forme concrete di lotta, ma che non sia solo quanto toccano gli stipendi del corpo docente.

  21. arioprecario ha detto:

    FLC Cgil – CISL Università – UILPA UR
    Segreterie provinciali
    La manovra d’estate

    PRESIDIO
    contro il decreto legge 112 del 2008
    Con la convocazione del Senato Accademico per giovedì 17 luglio alle ore 10.30 che affronterà l’argomento “Ulteriori riflessioni sui recenti provvedimenti governativi e possibili iniziative” è indetto

    PRESIDIO:
    del RETTORATO ore 10,00
    del SENATO ACCADEMICO ore 10,30
    come ulteriore azione CONTRO IL DECRETO LEGGE 112/2008

    Per riaffermare:

    L’università pubblica contro l’elitarismo dei saperi
    Il ruolo dell’università per il progresso sociale, civile, scientifico ed economico del nostro paese
    L’università come area strategica d’interesse nazionale contro il declino del paese
    Per difendere

    Gli studenti dall’aumento delle tasse universitarie conseguenza dei tagli all’università
    Gli stipendi di docenti ricercatori e personale tecnico-amministrativo
    La capacità di conseguimento di risultati per la didattica e la ricerca attraverso finanziamenti e strumenti adeguati

    Contro:

    I tagli dei finanziamenti all’università pubblica
    Il blocco del turn-over
    La cancellazione di fatto della contrattazione decentrata
    Il rilancio della precarietà e la messa in discussione delle stabilizzazioni
    Le restrizioni dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici.

    ALLE 12,00 UNA DELEGAZIONE SARÀ RICEVUTA DAL PREFETTO
    PER MANIFESTARE AL GOVERNO LA CONTRARIETÀ AL D.L. 112
    PER DAR FORZA ALLE LE NOSTRE RAGIONI

    contro chi impone dalle stanze ministeriali senza il necessario confronto
    con il mondo accademico che vive l’Università ogni giorno.

    Giovedì 17 luglio ore 10:00
    Università del Sannio COMPLESSO S. AGOSTINO

  22. arioprecario ha detto:

    FLC CGIL – UILPA UR AFAM Campania

    Comunicato stampa

    Contro l’Università di Tremonti

    Presidio contro la manovra economica del governo
    18 luglio, ore 10.00, Università “Federico II”

    I professori e ricercatori, i tecnici amministrativi e gli studenti degli Atenei napoletani, riunitisi in assemblea il 14 luglio, rigettano con forza il Decreto Legge Tremonti. Un decreto che costituisce un violento attacco alla qualità del lavoro e del sistema pubblico della conoscenza, ai salari, alle prospettive di reclutamento e di carriera dei giovani e dei precari. La trasformazione delle Università in fondazioni di diritto privato, la drastica limitazione del turn over, il taglio indiscriminato di oltre 500 milioni di euro ai finanziamenti alle Università, le gravi limitazioni alla contrattazione integrativa, le drastiche riduzioni alle piante organiche e agli stipendi, sono tutte espressioni di una politica che colpisce le retribuzioni, gli assetti istituzionali, la natura di soggetto pubblico dell’Università italiana. E che mette in discussione l’autonomia universitaria e la qualità dei suoi servizi mirando, in maniera sempre più esplicita e accelerata, alla privatizzazione del sistema.

    La risposta alle scelte del governo non può che essere unitaria, condivisa e ferma. Ecco perchè si è ritenuto necessario dare avvio ad una mobilitazione forte che coinvolga tutti i lavori e gli studenti e che dovrà proseguire, in caso di approvazione del decreto, con iniziative di astensione e blocco delle attività degli Atenei fino al pieno ritiro delle norme.

    La FLC Cgil e la UIL P.A. U.R. AFAM convocano un presidio cittadino di lotta alla manovra del governo per venerdì 18 luglio, ore 10.00, Università “Federico II”, corso Umberto I.

    Napoli, 16 luglio 2008

  23. arioprecario ha detto:

    Mozione votata dai Senati accademici della Toscana.

    Nella piena consapevolezza della grave situazione economica del Paese, e delle criticità, anche di ordine finanziario, del sistema universitario italiano, che, peraltro, continua a svolgere egregiamente la sua funzione istituzionale come dimostrano le recenti valutazioni indipendenti anche di carattere internazionale, i Senati Accademici delle Università toscane rilevano che gli interventi previsti dalla manovra finanziaria prefigurano per decreto legge una profonda alterazione dei caratteri e dei connotati del sistema, nonché delle capacità operative delle Università.

    La riduzione dei trasferimenti statali, e più complessivamente delle risorse disponibili, realisticamente non compensabili con nuove e diverse entrate, in un quadro, per di più di conclamato sottofinanziamento, provocherà il rapido impoverimento della didattica, della ricerca e dei servizi amministrativi.

    La limitazione improvvisa, indiscriminata e pesante del turn over, tanto più ingiustificabile alla luce della esclusione da tale misura degli Enti di ricerca, contraddice l’esigenza di un ricambio generazionale della docenza, e, di più, comporta la sua decapitazione.

    Interventi di tale rilevanza e gravità sono inaccettabili poiché inevitabilmente porterebbero ad una fortissima riduzione dell’offerta didattica sui tre livelli, fino ad impedire, tra l’altro, l’attivazione del XXIV ciclo del dottorato di ricerca, e comprometterebbero la competitività nazionale e internazionale nella ricerca degli Atenei.
    I Senati Accademici delle Università toscane chiedono, pertanto, lo stralcio dal decreto delle norme che si riferiscono alle Università, in vista di una discussione più approfondita a livello nazionale delle misure che si ritengano necessarie ed opportune.

    I Senati Accademici si impegnano ad attivare un tavolo di lavoro al fine di rendere più efficiente il sistema universitario toscano e sollecitano una ampia discussione su questi temi da parte di tutte le componenti universitarie e dell’opinione pubblica;

    auspicano che i problemi evidenziati, e le implicazioni che essi hanno sul territorio, vengano trattati in una apposita conferenza con il Presidente della Regione e i Sindaci di Firenze, Pisa e Siena;

    invitano la CRUI ad una più forte azione nella direzione indicata, valutando, ove non intervengano le correzioni richieste, l’assunzione di più radicali iniziative.

    14 luglio 2008

  24. Colombo da Priverno ha detto:

    Scrive Untenured :

    “Io ho il sospetto che qualcuno abbia voluto suicidiare quell’iniziativa inserendo quella parte. Ancora oggi si leggono continuamente interventi di frequentatori abittuali del blog (ad es. Colombo da Priverno) che esprimono rimpianto e persistente rancore per il fallimento della “campagna sulle stabilizzazioni” nello scorso inverno”

    Sono senza parole, questa volta.

    Non solo per la squallida attribuzione di mala fede, che non posso che rispedire al mittente, dimostratosi lui perfettamente in grado, con quest’affermazione, di concepire fantasie doppiogiochiste di bassa lega;

    ma anche perchè, sempre, costantemente e senza sbavature, ho sempre espresso un parere del tutto contrario alle campagne di stabilizzazione tout court, che – sostenevo – rischiavano di strutturare capre, cavoli, cozze, ricercatrici del Gruppo Pampers e cavalli di Caligola.

    Non ricordi queste espressioni colorite, Untenured? Eppure sei sempre pronto ad attaccare Colombo da Priverno per le proprie espressioni SCHIETTE, al contrario delle tue, che questa volta sono state subdolamente denigratorie.

  25. Colombo da Priverno ha detto:

    Per il resto, sono contento dell’unità che si sta creando. Avanti contro i barbari!!!

  26. arioprecario ha detto:

    Odg approvato dall’assemblea dei docenti, dei ricercatori,dei lettori/cel, del personale
    tecnico amministrativo dell’universita’ di Bologna promossa dalla FLC Cgil il 15 luglio 2008

    Il personale dell’Ateneo di Bologna, riunito in assemblea il 15 luglio 2008, esprime un giudizio estremamente negativo sul D.L. 112/08 che diventerà legge dello Stato senza alcuna discussione reale nel Parlamento, nelle università, nel Paese, pregiudicando in modo irreparabile per i prossimi anni il sistema italiano dell’alta formazione e della ricerca.

    Per quanto riguarda il merito del provvedimento, si segnalano per la loro gravità i seguenti punti:

    Tagli senza precedenti del fondo di finanziamento ordinario, già largamente insufficiente: circa 1.500 milioni in 5 anni, 26.5 milioni per l’Ateneo bolognese (fonte: amministrazione dell’Università), senza alcuna differenza tra atenei e fuori da qualunque valutazione quali – quantitativa del loro operato. Ciò pregiudica ogni normale funzionamento della ricerca e della didattica universitaria e farà alzare le tasse universitarie e calare le immatricolazioni.

    Limitazione del turnover al 20% delle unità di tutto ilpersonale. Questo taglio indiscriminato punisce tutti gli Atenei, indipendentemente dal numero di personale dipendente, impedendo qualunque scelta di politica del personale. Si tratta di un blocco totale delle assunzioni e delle stabilizzazioni che toglie le speranze di un futuro lavorativoad un’intera generazione di precari. In questo modo si impedisce inoltre uno sviluppo equilibrato del sistema che promuova i giovani migliori, con l’effetto immediato di un ‘incremento delle ore dedicate dai docenti alla didattica, e contemporaneamente una notevole riduzione dei servizi e dell’offerta formativa. Oltre al danno la beffa: tutti i risparmicosì conseguiti non rimarranno a disposizione degli Atenei ma verranno versati in un fondo nazionale, lo stesso varrà per i risparmi di spesa per i Contratti Integrativi

    Il passaggio degli scatti stipendiali di anzianità dei docenti da biennali a triennali non solo riduce gli stipendi – già di gran lunga i più bassi tra i paesi progrediti – , ma penalizzerà in particolar modo i più giovani per i quali gli scatti biennali sono più “pesanti” (si stima una perdita tra i 90.000 e i 173.000 €) e accentuerà ulteriormente il fenomeno della “fuga dei cervelli”.

    L’attacco alla contrattualizzazione del personale tecnico amministrativonon solo limiterà fortemente l’autonomia contrattuale a livello di Ateneo, maanche alcuni diritti fondamentali dei lavoratori, ad esempio nel caso di malattia. Inoltrela diminuzione delle risorse inciderà gravemente sulle condizioni di reddito del personale contrattualizzato già fortemente limitato dai bassi stipendi. I tagli previsti per gli integrativi di Ateneo (-10% nel 2009, –20% nel 2010 rispetto alla spesa del 2004), comporteranno una diminuzionedelle risorse economicheper gli integrativi dell’Università di Bolognadi oltre 300 € medi a testa per il 2009 e circa 630 € nel 2010 rispetto al 2008. A questo si aggiungerà una ulteriorediminuzione delpotere d’acquisto delle retribuzioni per i parametri previsti dal Governo per il rinnovo dei CCNL.

    La possibilità di trasformazione delle Università in Fondazioni di diritto privato produrrà il trasferimento a titolo gratuito dell’intero patrimonio degli Atenei pubblici in mani private, senza alcun miglioramento strutturale del sistema. Di fatto si introduce per decreto la privatizzazione dell’università con gravissime ricadute, non solo sul trattamento economico e giuridico del personale (quale CCNL si applicherà al personale TA, quale ai docenti?) ma, fatto più grave, sugli indirizzi in materia di didattica e ricerca, sui livelli di servizi e sul diritto allo studioa causa del prevedibile aumento delle tasse universitarie.

    Non solo è la fine dell’università di massa, ma è il drammatico taglio alla ricerca fondamentale, indispensabile al futuro del Paese, che principalmente il sistema universitario oggi produce.

    L’intera manovra, collegata alla finanziaria del 2009 ed ai progetti del ministro Brunetta sul settore pubblico, avrà una ricaduta pesantissima nel nostro territorio bolognese e regionale, caratterizzato da alti livelli di sviluppo nella produzione di beni e servizi che hanno al proprio centro unsistema scolastico, universitario e della ricerca di primo piano.

    I docenti, i ricercatori, il personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo bolognese ritengono necessario un ampio dibattito all’interno dell’Università in primo luogo per contrastare la conversione in legge del DL 112/08.

    Occorre infatti coinvolgere tutto il personale, gli organi accademici e tutte le organizzazionisindacali e professionalirappresentative dell’Università, per ottenere un’unità di intenti che possa affrontare le necessarie iniziative di lotta, volte a coinvolgere gli studenti le città e le istituzioni, compresa la sospensione dell’attività didattica, il blocco degli esami, delle sessioni di laurea e delle lezioni, nonché a promuovere ulteriori iniziative sia a livello locale che nazionale.

    A tal fine ritiene necessario un immediato pronunciamento del Rettore dell’Alma Mater e degli organi accademici rispetto alla proposta di privatizzazione delle università attraverso la loro trasformazione in Fondazioni, e su tutte le misure tese a limitare l’autonomia degli Atenei.

    Ritiene indispensabile altresì coinvolgere nella mobilitazione anche altri soggetti a partire dalle istituzioni locali, governo regionale, comuni e provincie di Bologna e dei poli romagnoli e le forze politiche e sociali, ma soprattutto gli studenti e le loro famiglie, i soggetti maggiormente interessati ad un’università di qualità e che sicuramente pagheranno gli effetti di questa destrutturazione del sistema della formazione e della ricerca.

    Bologna 15 luglio 2008

  27. Colombo da Priverno ha detto:

    Alè

  28. France ha detto:

    Perche’, a solo fine provocatorio s’intende, non cominciano a licenziare qualcuno? Giusto per vedere l’effetto che fa…

  29. Lilly ha detto:

    Le iniziative contro l’ assurdo decreto legge 112/08 si moltiplicano di giorno in giorno nelle varie Università italiane ed io ho un solo commento da fare: FINALMENTE!

  30. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Quoto: “Il passaggio degli scatti stipendiali di anzianità dei docenti da biennali a triennali non solo riduce gli stipendi […] ma accentuerà ulteriormente il fenomeno della fuga dei cervelli.”

    Il commento degli accademici bolognesi mi ha aperto gli occhi! Non riuscivo a spiegarmi il motivo della fuga dei cervelli. Ora finalmente ho la risposta: è colpa degli scatti di anzianità che da biennali diventeranno triennali!!!

    …ma che cumulo di cazzate! (scusate il francesismo)

  31. Colombo da Priverno ha detto:

    carlo,

    loro, da strutturati, comprendono nella loro protesta anche la tutela di diritti acquisti. Cosa che immagini faresti anche TU, carlo, se fossi uno strutturato.

    Ma per la maggioranza dei punti, come intelligentemente mostrano di capire Arioprecario, Lilly e tanti altri, il discorso è comune, e comune deve essere la lotta per la salvezza della natura pubblica dell’istituzione, e per l’adeguatezza delle risorse da destinarvi.

    Certo, se fossi paranoicamente dietrologo come qualcun altro qua dentro, direi che carlo sta col Berlusca e gioca – impaurito dalla mlegittima protesta che monta – al dìvide et ìmpera….

    Uniti contro i barbari!!!!

  32. France ha detto:

    Mah, caro Colombo, qui c’e’ un ombrello da infilare su per le chiappe a qualcuno. E poi aprirlo. Secondo te, a chi tocchera’?

  33. insorgere ha detto:

    notizie riservate dall’interno della CRUI:

    un’amico di un’amico…si dice sempre così… mi ha comunicato che c’era la volontà della CRUI di indire il blocco di tutte le sessioni di laurea per protestare.

    ma….

    i rettori legati all’attuale maggioranza si sono opposti.

    risultato, forse, si farà il blocco della didattica in autunno.

    tradotto: l’unica iniziativa che avrebbe destato scalpore e fatto pressioni concrete viene scartata a favore di un blocco della didattica cui, vedrete, non glie ne frega nulla a nessuno.

    ribadisco quanto già detto: dobbiamo fare da noi!
    troveranno un accordino per gli scatti e poi – tra lamentazioni varie – si chiuderà in bellezza (si fa per dire).

    INSORGERE, RISORGERE!

  34. Leo ha detto:

    Ecco il resocondo di alcuni emendamenti portati da Valditara al decreto.

    tre commenti

    1 Ma i soldi del 2009 dove vanno a finire

    2 ma le deroghe sul turn over non riguardano il decreto tremonti e quindi permangono

    3 ma saremo sempre costretti alle stesse leggi sul reclutamento universitario….

    Comunque leggete e commentate

    Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 038 del 15/07/2008

    SENATO DELLA REPUBBLICA
    —— XVI LEGISLATURA ——

    38a SEDUTA PUBBLICA
    RESOCONTO
    SOMMARIO E STENOGRAFICO

    MARTEDÌ 15 LUGLIO 2008
    (Pomeridiana)
    _________________

    Presidenza del presidente SCHIFANI

    _________________

    (735) Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini (Relazione orale)
    Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini

    VALDITARA (PdL). Rileva con soddisfazione che il Governo ha recepito il contenuto degli emendamenti 4.0.702 e 4.0.703 sulla ricerca scientifica nell’emendamento 4.0.500. Aggiunge la firma all’emendamento 4.0.500/18, in tema di iscrizione nelle graduatorie di coloro che hanno frequentato i corsi presso le scuole di specializzazione all’insegnamento secondario (SSIS): si tratta di rimediare ad un errore commesso dal precedente Governo sulla formazione e sul reclutamento dei docenti e si augura che il Governo possa accogliere quanto meno un ordine del giorno.

    VALDITARA (PdL). L’inserimento nelle graduatorie per i docenti frequentanti corsi abilitanti non presenta connessioni con i tagli agli organici cui faceva riferimento il senatore Rusconi.

    Ripresa della discussione del disegno di legge n. 735

    VALDITARA (PdL). Signor Presidente, avevamo presentato gli emendamenti 4.0.702 e 4.0.703 al vecchio testo del decreto e ci fa piacere che il Governo, nel maxiemendamento, abbia accolto tali proposte con una formulazione pressoché identica. Fra l’altro, acconsento alla trasformazione che mi è stata chiesta stamattina con la nuova formulazione dell’emendamento 4.0.703 (testo 2). Si tratta qui di rimediare a degli errori compiuti dal precedente Governo di centrosinistra; penso in particolare alle disposizioni per l’assunzione di ricercatori, che era stata collegata all’emanazione di un regolamento poi dichiarato illegittimo dalla Corte dei conti e che quindi avrebbe rischiato di far perdere dei finanziamenti importanti per dare invece delle opportunità ai nostri giovani studiosi.
    Voglio anche precisare che, come la 7a Commissione a maggioranza ha evidenziato, questa norma è sottratta al blocco delle assunzioni di cui nella manovra. Inoltre, l’emendamento 4.0.703 consente di recuperare i fondi per mantenere in vita un sistema di valutazione, in attesa che l’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) veda la sua luce, cosa che ritengo, anche per la farraginosità del regolamento emanato nella scorsa legislatura, difficilmente si verificherà a breve.
    Colgo l’occasione per commentare anche l’emendamento 4.0.500/18, a prima firma del senatore Di Stefano, al quale avevo chiesto di aggiungere la firma. Anche in questo caso si tratta di rimediare ad un errore del passato Governo, che, come giustamente sottolineava il senatore Rusconi, con la finanziaria aveva chiuso le graduatorie degli insegnanti mantenendo aperte le SSIS (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario). Ora, si tratta di dare una prospettiva a questi giovani, che hanno fra l’altro pagato molti soldi alle università ed hanno superato un concorso.
    Nell’ipotesi in cui il Governo e il relatore dovessero mantenere il loro parere contrario su quest’ultimo emendamento, chiedo al senatore Di Stefano di trasformarlo in ordine del giorno e invito il Governo ed il relatore ad accoglierlo. In tal modo, con una riformulazione, una rivisitazione delle norme sulla formazione e sul reclutamento degli insegnanti, si potranno sanare anche queste situazioni, che ritengo assolutamente meritevoli di essere sanate.

    VALDITARA (PdL). Domando di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    VALDITARA (PdL). Signor Presidente, volevo solo far notare come l’inserimento nelle graduatorie non abbia nulla a che vedere con il discorso del taglio degli organici: sono due fatti senz’altro separati. L’importante è che il Governo si impegni a realizzare l’inserimento nelle graduatorie permanenti in occasione di una rivisitazione complessiva. Questo credo che sia comunque un passo avanti che ritengo debba essere valutato positivamente.

    4.0.500/18
    DI STEFANO, VALDITARA
    Ritirato e trasformato nell’odg G4.709
    All’emendamento 4.0.500, al comma 15, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per l’anno 2008, sono prorogati i termini previsti dall’articolo 1, comma 605, sesto capoverso della legge 27 dicembre 2006, n. 296; pertanto, possono iscriversi con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione nelle graduatorie ad esaurimento, i docenti che frequentano i corsi abilitanti speciali indetti ai sensi del decreto-legge n. 97 del 2004, i corsi presso le scuole di specializzazione all’insegnamento secondario (SSIS), i corsi biennali accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i corsi di didattica della musica e di strumento musicale presso i Conservatori di musica e il corso di laurea in Scienza della formazione primaria. La predetta riserva si intende sciolta con il conseguimento del titolo di abilitazione».

    4.0.702
    VALDITARA, ASCIUTTI
    Assorbito dall’approvazione dell’em. 4.0.500
    Dopo l’articolo 4,aggiungere il seguente:
    «Art. 4-bis.
    (Disposizioni urgenti per l’assunzione di ricercatori)
    1. Per l’anno 2008 non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 648 e 651 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e al fine di garantire l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, le risorse di cui all’articolo 1, commi 650 e 652, della medesima legge, limitatamente allo stanziamento previsto per l’anno 2008 e al netto delle risorse già utilizzate nell’anno 2007, sono utilizzate per il reclutamento di ricercatori delle università ai sensi dell’articolo 1, comma 7 della legge 4 novembre 2005, n. 230 e per il reclutamento aggiuntivo di ricercatori degli enti di ricerca, con le modalità previste dal CCNL di comparto e nei limiti dell’organico vigente presso ciascun ente, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, anche in deroga al limite di spesa relativo alle cessazioni di cui all’articolo 1, comma 643 della medesima legge n. 296 del 2006».

    4.0.703 (testo 2)
    VALDITARA, ASCIUTTI
    Precluso dall’approvazione dell’em. 4.0.500
    Dopo l’articolo 4,aggiungere il seguente:
    «Art. 4-bis.
    (Disposizioni riguardanti il Comitato nazionale del sistema universitario ed il Comitato d’indirizzo per la valutazione della ricerca)
    1. Il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) di cui all’articolo 2 della legge 19 ottobre 1999, n. 370 resta in carica nella composizione esistente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto fino al 31 maggio 2009 fatta salva l’eventualità che prima della suddetta data siano completate le procedure occorrenti a rendere effettivamente operativa l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) di cui all’articolo 2, commi 138-141, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.
    2. Fino alla effettiva operatività dell’ANVUR, le risorse finanziarie nei limiti previsti dall’articolo 2, comma 142 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca sono utilizzate per le attività di funzionamento del CNVSU e per quelle del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 ivi compresa l’esecuzione della valutazione, per il triennio 2005-2007, dei risultati della ricerca delle università statali e non statali legalmente riconosciute, degli enti di ricerca pubblici di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 1993, n. 593 e successive modifiche, dell’ENEA e dell’ASI.
    3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

  35. […] Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università: PS: per quanto riguarda la fisica del ?900, considera che Enrico Fermi è stato esplicitamente sconsigliato di studiare a La Sapienza. Si è infatti laureato alla SNS di Pisa. Questo vorrà pur dire qualcosa. […]

  36. afflitto ha detto:

    Da quello che ho capito il Governo ritiene che l’università vada “snellita” nel suo organico, al fine di ridurre la spesa pubblica (in realtà è perché i docenti universitari stanno sulle palle a quasi tutti, diciamocelo), quindi non vedremo molti concorsi da ricercatore nei prossimi anni…

    Ma vi rendete conto che ci sono dipartimenti in cui gli ordinari sono il doppio dei ricercatori e si continuano a bandire posti da ordinario? Con la scusa che le promozioni costano meno… e se ogni volta che si hanno due lire le si spendono in promozioni certo che non si avranno mai i soldi per i posti da ricercatore!

    Siamo presi tra due fuochi. I docenti vogliono solo salvarsi il portafogli per la questione degli scatti – delle assunzioni dei ricercatori non gliene frega niente (e perché mai dovrebbe, adesso, se fino ad ora non lo è stato?); quindi smettiamola di organizzare proteste “unanimi” del mondo universitario. Noi lottiamo per diventare Ricercatori, non scordiamocelo.

  37. Colombo da Priverno ha detto:

    Vabbè, divisi non si fa una mazza. Al solito.

    Aspettiamo a vedere se San Valditara spende bene per noi un pò del prestigio piovutogli dal cielo nella scorsa legislatura.

    Accendete i ceri, mi raccomando. E speriamo che abbiano la cortesia di spegnerli primi di ficcarceli nel….

  38. Untenured academic ha detto:

    Colombo, sei il Barone dei precari!

  39. Untenured academic ha detto:

    sì proprio gli stessi metodi e stili comunicativi: sessismo, sproloqui, frasi mezze dette, avrai una carriera luminosa nell’Accademia!

  40. Claudietto ha detto:

    W Colombo!

  41. Untenured academic ha detto:

    hai pure i tuoi allievi che ti adulano, un perfetto Barone!

    W il Barone dei precari!

  42. France ha detto:

    Il Barone nel senso di Causio (e da qui si capisce quanto sono vecchio….)?

  43. Untenured academic ha detto:

    no, France, Barone universitario!

  44. France ha detto:

    (‘mmazza l’ironia che merce rara, siete proprio stressati….)

  45. insorgere ha detto:

    stressati? no….
    sull’orlo di una crisi di nervi? nooo…..

    se andiamo avanti così piuttosto che in qualche dipartimento universitario finiamo in blocco in TSO

  46. Untenured academic ha detto:

    no solo stufi di aver a che fare con i brutti ceffi anche nelle mailing list di ‘movimento’ oltreché nelle aule universitarie..

  47. Colombo da Priverno ha detto:

    Date un valium a Untenured, presto….

    LO STIAMO PERDENDO! LO STIAMO PERDENDO!

  48. France ha detto:

    Tornando un attimo seri: la CRUI non vuole il blocco delle sessioni di laurea? Allora bloccatele voi! Mettetevi di traverso, rompete i coglioni altrimenti vi fregano!

  49. Colombo da Priverno ha detto:

    Aspetta France, non so da quanto tempo sei in Olanda, ma i precari (salvo i professori a contratto dei corsi ordinari, ma i più sono delle scuole di specializzazione) non hanno deleghe per le tesi, cioè non fanno parte delle commissioni di laurea. Quelle attività sono le uniche che non si possono di fatto bloccare senza gli strutturati, se non in minima parte. A meno che non proponi proprio un’occupazione delle aule col sacco a pelo…

    Noi possiamo bloccare gli esami, come attività immediatamente percepibile dagli utenti.

  50. France ha detto:

    Non ditemi che non siete allenati per le occupazioni… Le avete fatte le superiori, qualche decina di anni fa, no? Le sessioni di laurea sono quelle che fanno incazzare veramente, in specie i prof e le famiglie degli studenti. Occupate le aule, fregate i proiettori, svaligiate i fiorai, fate le corna nelle foto, insomma rompete le scatole. Se nessuno vi vede, nessuno vi ascolta, nessuno vi salva. Cosa vi resta da perdere?
    Cercare alleati negli strutturati e’ tempo perso, quelli vi scaricano non appena riprendono due soldi. E’ una guerra di civilta’, a modo suo…

  51. Colombo da Priverno ha detto:

    France…..vabbè l’ironia è sempre opportuna, ma “Occupate le aule, fregate i proiettori, svaligiate i fiorai, fate le corna nelle foto, insomma rompete le scatole” è una specie di istigazione a delinquere….

    Ammazza quanto si diventa permissivisti in Olanda, altrochè canne e prostitute in vetrina…

    Credo che ad esempio Bombadillo non sarà d’accordo, sia perchè tiene molto alla dignità del suo ruolo, sia perchè è un penalista, e sa che questi comportamenti non sarebbero giustificati dal diritto di sciopero…

    E anche io sono dello stesso parere per entrambe le stesse ragioni.

    Non so, lo specialista della rivolta antibaronale è Untenured, proviamo a chiedere a lui, se adesso non è ancora sotto calmanti, se ha qualche nuova tecnica…è così agguerrito che si sta già esercitando con me, convinto che io sia un barone…

  52. oronzo ha detto:

    Nel frattempo, il Ministero ha indetto le votazioni per le commissioni della I Sessione 2008 per il mese di novembre (qui).

  53. France ha detto:

    Beh, la bilancia l’avete in mano voi: su un piatto la fedina penale, sull’altro il futuro.

  54. insorgere ha detto:

    sai che scelta….

  55. insorgere ha detto:

    cmq per citare un dotto intellettuale: “son tutti froci col culo degli altri”

    e perdonatemi se non sono politically correct

  56. CAVE CANEM ha detto:

    notizie sull’intervento del Ministro di oggi

  57. Colombo da Priverno ha detto:

    Insorgere, sei un’anima eletta!

  58. France ha detto:

    insorgere, hai ragione. Mi sto zitto e sto a guardare: non posso dire cosa farei se fossi li’, perche’ e’ da mo’ che me ne sono andato. Forse me ne andrei…

  59. Colombo da Priverno ha detto:

    Ma no, France.

    Qui, per capirci qualcosa, serve chi vede le cose da vicino e chi le vede da lontano, operazione che l’occhio umano, come noto, non può fare contemporaneamente.

    Solo, quando giudichi eccessiva la tensione di qualcuno di noi (che poi si scarica su di me, non preoccuparti…) pensa che vista sulla propria pelle è diversa.

  60. Colombo da Priverno ha detto:

    MAI PIU’ VOTI A QUESTA SINISTRA

    PIERFERDINANDO VIENI

    Grande ragazzi. Alèeeeeeeeeeeeeee òoooooooooooo Alèeeeeeeeeeeeeeeeeee òoooooooooooooooo

    Gliela abbiamo proprio messa nel fondoschiena al duo Mussi – Modica, maledetti, che volevano darci solo altri 3000 posti straordinari nel 2008 – 2009, più quelli ordinari.
    E abbiamo dato una bella lezione a Tocci e Ghizzoni!!!!!

    CHI VOTA MUSSI VOTA GHIZZONI

    MAI PIU’ VOTI A QUESTA SINISTRA

    CHE BOTTA DI CULO, AO’, ABBIAMO VINTOOOOOOOOOOOOOOO

  61. Colombo da Priverno ha detto:

    Una proposta fulminante:

    IL PREMIO NOBEL AI RICERCATORI CHE HANNO VOTATO IL CENTRODESTRA

  62. Colombo da Priverno ha detto:

    Vai: 6400 concorsi in meno su 8000 pensionamenti fino al 2013 (quando il ricercatore non esiterà direttamente più). Cioè:

    1600 posti in 5 anni, per far fronte a 14.000 assegnisti, 30.000 dottori di ricerca, millemila contrattisti.

    Io, votando Berlusca, mi aspettavo sì una nostra vittoria. Ma questo è proprio un TRIONFOOOOOOOOOOOOOO

    Alleluja – Alleluja.

  63. France ha detto:

    La chiave di lettura te la da’ Mr Crui, prof Decleva:”Non ci saranno soldi per assumere e si avrà un´università ingessata, meno efficiente ed incapace di assorbire i giovani”. Esattamente come l’Universita’ che conosciamo tutti da anni. Vogliono solo soldi, e scommetto che li avranno, alla fine…

  64. Untenured academic ha detto:

    il governo Berlusconi sta eliminando una generazione di ricercatori. Gelmini è il ministro con la più bassa popolarità del governo, più bassa persino di gente come Bondi e Carfagna. Un disastro.

    Al confronto i timidi progetti di riforma del centro-sinistra nella breve stagione 2006-07 appaiono come un tentativo di assalto al cielo mai realizzato.

    Le speranze di cambiamento si allontanano inesorabilmente e non rimane che la resistenza all’attacco del governo. O la via dell’esilio.

  65. Colombo da Priverno ha detto:

    Vedi Untenured che quando vuoi dici le cose giuste! Condivido al 100%, purtroppo

  66. Eri ha detto:

    Divevano abolire le PROVINCE.
    Hanno abolito UNIVERSITA’ E RICERCA

  67. alex ha detto:

    leggo qui (http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/07_luglio/17/ricerca_gelmini_approvata_graduatoria_prin_partono_progetti_pon,15470563.html) e la cosa mi stupisce in “positivo” che si farà il bando PRIN 2008 personalmente credevo in mala fede (?!) che si saltasse l’anno, vediamo un po’ se dovrò fare ammenda

  68. Lilly ha detto:

    Apprendo da telegiornali ed internet il punto di vista del ministero
    dell’ Istruzione, Università e ricerca per quel che concerne i tagli in Finanziaria, pensiero espresso in occasione dell’avvio ufficiale di un tavolo di consultazione tra il ministero stesso e Cun, Crui e Cnsu.

    ”Sono consapevole di aver chiesto sacrifici pesanti (il blocco del turnover quasi totale) ma al contrario di quanto fatto da altri governi questa e’ una manovra che incide e da’ un contributo molto forte nel ridurre spese e debito. In un momento d’emergenza era l’unica manovra possibile. I tagli, però – ha aggiunto – possono diventare un’opportunita’ per accelerare su riforme che molti chiedono.
    “Il confronto con Cun, Crui e Cnsu è importante anche per riorganizzare il sistema universitario, sfoltendo il numero dei corsi”.
    “In Italia ci sono troppe sedi universitarie”.
    Già dalla prossima finanziaria conclude il ministro potranno essere progressivamente attribuite al sistema universitario le risorse sottratte quest’anno.
    Ora mi è tutto più chiaro: i tagli sono stati fatti per il nostro bene, perchè è bloccando i concorsi, tagliando i fondi che il sistema di reclutamento potrà essere migliorato. Il mio modestissimo intelletto non era riuscito a cogliere il nesso logico tra le due cose: più tagli più meritocrazia.
    E poi non stiamo a preoccuparci tanto, perchè tutto quello che ci viene tolto quest’anno ci verrà ridato l’anno prossimo e allora la domanda sorge spontanea: se così fosse (e naturalmente non lo è e non lo sarà perchè il decreto mi sembra ormai chiaro a tutti) che senso avrebbe togliere un anno per rimettere l’anno dopo?
    Non solo ci stanno togliendo ogni speranza ma anche si fanno beffa della nostra capacità critica, sperando in una nostra inettitudine nel leggere la realtà dei fatti al di là dell’interpretazione che essi stessi vogliono propinarci.
    Cari signori avete “decretato” la scomparsa dell’Università italiana abbiate almeno la decenza di rispettare chi ha passato lì tutta la propria gioventù e si ritrova oggi defraudato anche degli ultimi sogni: non prendeteci in giro e non aggiungete al danno anche la beffa.

  69. France ha detto:

    Odio ripetermi, ma chi diceva W Belusca, W Casini ieri, e chi oggi grida resistere-resister-resistere, continua inesorabilmente a fare il gioco degli uni e degli altri. Che e’ sempre il solito, ovvero scambiarsi sui banchi di opposizione e maggioranza e lasciare che il sistema marcisca all’infinito. Che la politica voglia risolvere davvero i vostri problemi e’ pura illusione. La soluzione la dovrete trovare voi, rompendo il meccanismo maledetto che divora inutilmente migliaia di giovani ricercatori. Credono che la forza risieda nei cordoni della borsa e giocano a tira e molla: ma vi siete scordati che siete ormai la maggioranza, nelle Universita’?

  70. insorgere ha detto:

    siamo, forse, una consistente, disorganizzata e debole minoranza

    senz’anima, ne progetti, ne coscienza di se (coscienza di classe è troppo fuori moda).

    siamo fottuti, umiliati, sbeffeggiati, sfruttati, ingannati, truffati

    e comunque

    andiamo a fare esami, partecipiamo a seminari e convegni, ci sforziamo di pubblicare articoli e libri, di tenerci aggiornati, di far sempre bella figura

    nell’illusione che – se anche crolla tutto, se anche si sfascisa il sistema – magari, per merito nostro o per caso, potremo sfangarla individualmente.

    ci hanno messo gli uni contro gli altri, a far gara a chi pubblica di più, a chi sta in più commissioni d’esame a chi porta meglio a spasso il cane del barone.

    pronti magari, una volta vinto l’agognato concorso, a piegarsi alle regole, a continuare a perpetuare il nefando sistema. Pronti a vendersi per far carriera e puntare all’associazione.

    E il bello è che anche ora, che i veli di maya sembrano dissolversi, sono sicuro che per ognuno di noi che disperato si ritira o si ribella, ce ne sono 10 100 1000 di giovinotti e giovinotte freschi e ingenui pronti a prendere il nostro posto.

    Ed è probabile che alla prossima generazione andrà meglio (peggio mi pare impossibile). In fondo su questo conta il sistema – a questo stesso progetto più o meno consapevole rinviano sia i tagli con la motosega di Tremonti e della povera e demente Gelmini (che ci deve mettere la faccia inconsapevole di ciò che le accade intorno) che le meravigliose e progressiste proposte di Tognon (PD) che voleva limitare i concorsi agli under 30….

    A RAGA’ SVEGLIAMOCE!!!!

    ORGANIZZIAMO UN’OCCUPAZIONE SERIA PER SETTEMBRE. IO CI METTO LA FACCIA E IL CULO, E SPERO LO FACCIANO ANCHE ALTRI.

    In gioco ci siamo noi come generazione, ma dietro di noi c’è un sistema, un modello di elaborazione e di trasmissione della cultura, c’è il futuro di questo paese.

    Qui non si tratta solo di cavarsela individualmente, ma di contribuire – per quello che possiamo – al progresso (parolona impegnativa mi rendo conto) di questa Italia. Farcela, in pochi o in molti non importa, arrivare alla meta per poi essere complici, ignavi e irresponsabili sarebbe peggio che essere sterminati tutti.

  71. insorgere ha detto:

    dopo lo sproloquio di cui sopra, volevo condividere con voi una notizia
    amena e coloratissima:

    La Gelmini ha destinato 15 MLN per le scuole che volessero introdurre l’obbligatorietà dei grembiuli.

    SI, per i GREMBIULINI!

    mo vado a sbronzarmi per festeggiare.

  72. France ha detto:

    Cioevveramenteincredibbile! E per i professori, una bella camicia nera…

  73. arioprecario ha detto:

    scusate, finanziati i prin per 99 milioni di euro… meno degli altri anni. Con progetti aperti anche agli enti di ricerca…

    urge un post!!!

  74. insorgere ha detto:

    Propongo Mike Buongiorno Ministro dell’Università

    ALLEGRIAAAAAAAAAAA

  75. Colombo da Priverno ha detto:

    Insorgere hai fatto un intervento intelligente, un bel quadro della nostra situazione. E’ fotografico il passaggio:

    “andiamo a fare esami, partecipiamo a seminari e convegni, ci sforziamo di pubblicare articoli e libri, di tenerci aggiornati, di far sempre bella figura

    nell’illusione che – se anche crolla tutto, se anche si sfascisa il sistema – magari, per merito nostro o per caso, potremo sfangarla individualmente.”

    Questa è la chiave di lettura di tante, tante cose.

    Solo uniti si poteva vincere.

    FRANCE, in Olanda c’è posto per giuristi? Com’è la lingua, è difficile?

  76. Generals ha detto:

    Intanto quello che interessava ad alcuni sembra stia passando mentre sul resto ovviamente nulla: (emendamenti presentati dal governo al decreto fiscale):

    Sostituirlo con il seguente:
    Art. 69. (Differimento di 12 mesi degli automatismi stipendiali).
    1. Con effetto dal 1o gennaio 2009, per le categorie di personale di cui
    all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, la maturazione
    dell’aumento biennale o della classe di stipendio, nei limiti del 2,5 per cento,
    previsti dai rispettivi ordinamenti è differita, una tantum, per un periodo di
    dodici mesi, alla scadenza del quale è attribuito il corrispondente valore
    economico maturato. Il periodo di dodici mesi di differimento è utile anche ai
    fini della maturazione delle ulteriori successive classi di stipendio o aumenti
    biennali.

    Quindi da scatti di ogni 3 anni si passa a una proroga una tantum e quindi una sola volta di 1 anno e dopo si ritorna a scatti ogni 2 anni. Le priorità sono priorità………

  77. Leo ha detto:

    Questa mattina il presidente Fini ha annunciato l’intenzione del governo di
    porre la questione di fiducia su di un maxi-emendamento sostitutivo alla
    legge di conversione del DL 112/2008. I contenuti del maxi-emendamento non
    sono noti, tranne per il fatto che esso recepisce (non so se interamente ed
    integralmente) le modifiche al DL proposte dalla Commissioni Bilancio e
    Finanze della Camera. Ad un rapido controllo, non mi risultano modifiche per
    l’art. 16 (fondazioni) né per il 66 (turn over) mentre è interamente
    cambiato l’art. 69, di cui riporto qui sotto la sintesi a cura del Servizio
    studi della Camera.

    “Il testo dell’articolo 69 è stato sostituito nel corso dell’esame in sede
    referente con l’em. 69.19 del Governo, introducendo, rispetto al testo
    iniziale, un meccanismo di intervento una tantum anziché a regime sulla
    progressione economica automatica degli stipendi prevista dagli ordinamenti
    di appartenenza per le categorie di personale in regime di diritto pubblico,
    di cui all’articolo 3 del D.Lgs. 165/2001 (magistrati, avvocati dello Stato,
    personale militare e Forze di polizia, personale della carriera diplomatica
    e della carriera prefettizia, professori e ricercatori universitari).

    Si ricorda che il testo originario prevedeva che, a decorrere dal 1° gennaio
    2009, la progressione economica automatica degli stipendi in questione si
    sviluppasse in classi ed aumenti periodici triennali con effetto sugli
    automatismi di anzianità biennali in corso di maturazione al 1° gennaio
    2009, ferme restando le misure percentuali in vigore.

    Invece il testo introdotto in sede referente prevede, con effetto dal 1°
    gennaio 2009, per il predetto personale, un differimento una tantum di 12
    mesi della maturazione dell’aumento biennale o della classe di stipendio
    previsti dai rispettivi ordinamenti, limitatamente alla misura del 2,5%. Il
    periodo di differimento è utile anche ai fini della maturazione delle
    ulteriori successivi aumenti biennali o classi di stipendio.”

  78. Colombo da Priverno ha detto:

    Fantastico, sono proprio bravi: divide et impera. Soddisfano gli strutturati e li staccano definitivamente da noi.

    Sono proprio bravi

  79. Lilly ha detto:

    Avete capito i furbastri: danno il contentino ai docenti che avrebbero avuto la possibilità di bloccare esami e sessioni di laurea rendendo eclatante e sotto gli occhi dell’intera opinione pubblica la protesta del mondo universitario e lasciano inalterato il resto dei tagli. Divide et impera, dice bene Colombo, in un post precedente. E allora mi rivolgo ai docenti: non fatevi prendere in giro; con la progressiva riduzione degli investimenti statali per le Università e la trasformazione di queste ultime in fondazioni private non andiamo a casa solo noi ricercatori precari, ma anche voi docenti e gli amministrativi. e i tecnici e tutti gli altri.
    Ricordate sempre e se lo ricordini anche i frequentatori del blog che uniti si vince e divisi si perde ed è una regola che non accetta eccezioni.

  80. Ettore ha detto:

    Si, ma solo se gli strutturati sono fessi. E ovvio che questa una tantum non resterà isolata. Fra tre anni ce ne sarà un’altra uguale.,.

  81. Colombo da Priverno ha detto:

    Si. Uniti si vince, divisi si sfascia tutto. Ma di essere uniti qui non se ne parla, purtroppo, Io lo predico con forza da quando c’è questo attacco frontale contro di noi, e, tra le varie risposte che ricevo, c’è anche quella – la più idiota – che mi accusa di essere filobaronale.

    Berlusconi le sa sfruttare bene, queste posizioni.

    Berlusconi, quando era all’opposizione, cercava di comprare con favori squallidi (da magnaccia, disse Di Pietro) un pezzo del centrosinistra sufficiente a far crollare la maggioranza in senato.

    Veltroni, che non si capisce ancora per chi lavori, senza manco favori squallidi ha spaccato il fronte di centrosinistra trasformando una possibile sconfitta in una disfatta epocale. Lo ha fatto perchè Berlusconi lo accusava di esssre comunista. Lui ci è cascato.

    Berlusconi, oggi, cerca di spaccare il fronte unito dei magistrati, mostrando di voler privilegiare quelli giudicanti a discapito di quelli inquirenti, il vero male d’Italia (questo perchè gli inquirenti lo accusano, e i giudicanti – spesso costretti dalle leggi cambiate da lui ad hoc – non possono che assolverlo).

    Lo stesso fa con l’università, e qualche collanina di plastica per i grandi capi servirà a comprarli. Qalche scatto farà star buono chi può fare il danno più grosso (gli strutturati), ISOLANDO NOI.

    Ma Berlusconi non è un mago. Semlicemente, molti cittadini non sono cittadini: non hanno senso civico. non hanno senso della propria Sovranità. Se no, non sarennero bastate le televisioni, le buffonate, le promesse allettanti, le informazioni deviate. Sarebbe stata più forte l’idea che le istituzioni non si toccano, che non può governare il paese un corrotto, NEMMENO SE QUESTO FACESSE DIVENTARE TUTTI PIU’ RICCHI; ed è assurdo che tutti si scandalizzino perchè Sabina Guzzanti ha detto che Mara Carfagna è stata nominata ministro dopo favori sessuali a Berlusconi, e non perchè Mara Carfagna E’ stata nominata ministro dopo favori sessuali a Berlusconi (quantomeno, per esclusione, sarà per quello, visto che altri meriti in curriculum non ne ha).

    Vorrei davvero che ci fosse più gente come Lilly.

    Ho la sensazione che quasi nessuno – a parte il significativo accenno di France alle camicie nere, e pochi altri – abbia ben capito la gravità GENERALE di quello che sta succedendo.

  82. France ha detto:

    Ma invece io credo che l’abbiano capito tutti, qui dentro, caro Colombo. Infatti di filo-berlusconiani non se ne vede l’ombra dal giorno dopo le elezioni. MA non ti apsettare che mi metta la camicia rossa perche’ arrivano le camicie nere, questo e’ il punto. La festa ce (ve) l’hanno fatta tutti indistintamente. Ah, tra l’altro, qualche post piu’ in su avevo fatto notare come i tagli agli stipendi sarebbero rientrati e noi (voi) sareste rimasti di nuovo con le brache in mano. Detto fatto, prima la CRUI annusa il vento e si tira indietro, e zac, il gogogogogogoverno ficca l’ombrello su per le chiappe dei non strutturati. Ma ormai penso che l’ombrello vi piaccia, in fondo.
    Per le signorine, consiglio una lettura approfondita della biografia di Jenna Jameson: e’ ormai chiaro che le prospettive di carriera aumentano esponenzialmente quando si e’ capaci di vincere la forza di gravita’…

  83. Bombadillo ha detto:

    Cari, ho internet “in palla”, e quindi riesco a connetermi di rado, ma vedo con piacere che siete tutti molto attivi. Ho lasciato un commento per Colombo sul post precedente.
    Ma il succo lo ribadisco anche qui.
    Secondo me, i Baroni dicono e dicono ma non sciopereranno.
    Se sciopereranno non chiederanno nuove regole, ma solo più soldi (prima di tutto per loro: anche per continuanre a “piazzare” all’università chi dicono loro). Ed è una richiesta che a me non interessa.
    L’occupazione – senza gli altri eccessi che France riportava scherzosamente (dimenticando, però, l’avvertimento del caso) – è una forma di sciopero, e quindi entra in gioco la scriminante dell’esercizio di un diritto (costituzionale).
    Siccome siamo pochi, però, dobbiamo unirci. La mia proposta rimane la medesima: convergiamo tutti su di una sede simbolica, e blocchiamola per una settimana (io direi a novembre, però, non a settembre, perchè a novembre ci sono le lauree, le lezioni, gli esami…).
    Fatemi sapere se la R.N.R.P. ha intenzione di risorgere “a nuova vita”, e insorgere, oppure no.

    Per inciso, è chiaro che non si può fare di tutt’erba un fascio, e sarebbe paradossale se fossi proprio io a farlo, ma se voi vi aspettate qualcosa di buono dalla Baroni spa nel suo complesso, secondo me, siete davvero fuori strada: possiamo contare giusto su qualche socio di minoranza.

    ARIO sono d’accordo con MINO (perchè il senso implicito del suo commento mi pare fosse anche questo): datevi una mossa! Qualunque cosa vogliamo organizzare non possiamo andare avanti con l’anonimato, io non voglio partecipare ad alcuna associazione segreta, nè ad una Rete mezza viva e mezza morta.
    Che ha fatto il nodo? Ha organizzato poi la riunione fisica?
    Facci sapere.

  84. insorgere ha detto:

    ok bombadillo,
    per quel che conta io sono con te.

    io sono un letterato e da quanto posso vedere (e annusare) in moltissime facoltà
    di lettere ci sono i margini per tentare un’operazione significativa in autunno.
    Ribadirei di coordinarci – se possibile – con studenti e amministrativi.

    In ogni caso, in virtù anche dell’impegno che hai già speso per la petizione ecc, mi pongo con spirito di servizio al tuo fianco.

    Fai una proposta operativa e io – con le mie competenze e le mie amicizie – ti seguiremo.

    INSORGERE, RISORGERE!

  85. France ha detto:

    Allora e’ deciso: andate tutti al mare (io no perche’ qui c’e’ 15 gradi) e se ne riparla a novembre. Sembra il comunicato del generale Alexander
    Da wikipedia
    Il 13 novembre 1944 lanciò per radio l’ordine alle formazioni partigiane (“Proclama Alexander”) di “cessare le operazioni organizzate su vasta scala”, pur specificando che era necessario “conservare le munizioni ed i materiali” e “approfittare però ugualmente delle occasioni favorevoli per attaccare i tedeschi e i fascisti” oltre che “continuare nella raccolta delle notizie di carattere militare concernenti il nemico”.
    Siccome arrivava l’inverno, non valeva la pena lottare per liberare il paese dai Tedeschi.
    Siccome e’ estate, non vale la pena protestare…

  86. cervantes ha detto:

    Se non si agisce questo autunno la tendenza in atto potrebbe diventare irreversibile e noi pagheremo l’ unico prezzo da pagare e il più alto.

    Le misure che stanno per diventare legge a partire dal decredo DL 112/08 sono volte alla progressiva cancellazione dell’ Università pubblica in favore di strutture private dove gli studenti saranno indotti per convenienza economica a confluire, con personale precario senza limiti di tempo. Ciò porterà al completo controllo del sapere e allo sfruttamento di una intera generazione di intellettuali, la nostra, che sarà tenuta sotto ricatto.

    Penso che gli estremi per una azione il più possibile unitaria ci siano e anche, storicamente, nelle Facoltà scientifiche ma dobbiamo essere noi precari a promuoverla perchè gli strutturati ubbidiscono ad altre logiche e ad altri interessi. Poi chi vorrà seguirci anche tra loro, lo farà e ci coordineremo perchè la coesione sia la maggiore possibile.

    Anche gli enti di ricerca, che per ora non sono stati toccati a fondo, saranno senz’ altro colpiti nei mesi che verranno (commissariamenti e tentativi di privatizzazione, si ricordi il disegno di legge del Ministro presentato nel Febbraio scorso); quindi anche i precari di queste strutture dovrebbero unirsi alle nostre iniziative.

    Ma adesso l’ imperativo è: progettare qualcosa di efficace e fattibile, senza vessilli politici e chi di noi ne ha la capacità avanzi delle proposte. Certamente solo se saremo uniti potremo ottenere qualche risultato, altrimenti saremo uno sparuto gruppetto che verrà fiaccato dopo poche ore di protesta.

    O adesso o forse ma più.

  87. un cococo ha detto:

    Le assemblee di questi giorni sono motivate da ragioni valide, ma portate avanti da persone poco credibili. Si tratta di rettori, docenti, qualche sindacalista che sono corresponsabili del disastro. Non sono credibili docenti che protestano contro i tagli e poi, come avviene alla Sapienza, si attribuiscono un gettone di presenza di 500 euro per partecipare a senati accademici o CdA. Non sono credibili rettori di cui ogni anno si parla solo per le inchieste sulla corruzione e oggi lamentano di non poter fare i concorsi che truccavano. Non sono credibili senati accademici che firmano contratti di docenza da 200 euro l’anno e poi si lamentano per gli scatti stipendiali. Non sono credibili docenti, rettori e ministri che minacciano di dimettersi e sono sempre lì.
    Dalle assemblee d questi giorni dovrebbe uscire un’assunzione di responsabilità, un’ammissione di corresponsabilità, con una conseguente dimissione generale di chi negli atenei ricopre incarichi direttivi (rettori, cda, senati).
    Se questo non avverrà, com’è probabile, la protesta continuerà ad avere la voce della Casta universitaria, screditata come ogni casta. La voce della Casta squalificherà agli occhi dell’opinione pubblica una protesta che ha ragioni valide. Isolerà l’università ancora di più, facilitando l’opera goverantiva di smantellamento. Se questo non avverrà, dunque, le forze sane dell’università, come gli studenti e i precari, non perdano tempo con queste assemblee di tromboni.

  88. insorgere ha detto:

    cococo ha perfettamente ragione

  89. ricercatore furioso ha detto:

    Mi permetto una noticina: non tutti i precari sono forze sane. ci sono precari e precari, o facciamo finta di non ricordarcelo ? Perché il solo fatto di non essere strutturati è indice di appartenenza alle forze sane e vive del sistema universitario ? qualcuno me lo sa spiegare ? Quando io ero precario avevo tanti colleghi che del dottorato se ne sbattevano, percepivano le borsa e poi andavano a lavorare nello studio del padre o dello zio (in nero). Stessa cosa per borse e borsine…
    e poi: perchè i concorsi per gli strutturati sono truccati e gli altri no ? Sappiamo tutti che i dottorati, gli assegni e le borse sono assegnati in grandissima maggioranza su base di cordata e referenza accademica.

    Finchè non si accettano questi assunti, cari precari, sarete poco, ma molto poco credibili.

    un ex precario

  90. un cococo ha detto:

    Sulle forze sane (precari e studenti): con 60000 precari e 60000 strutturati, è scontato che ci siano eccezioni. Diciamo che il fenomeno della corruzione è molto più diffuso tra baroni che tra i docenti a contratto. O anche questo è poco credibile?
    Chi ha detto che solo i concorsi per diventare strutturato sono truccati? Il problema è “chi li trucca?” I precari, gli studenti, o gli strutturati?

  91. cervantes ha detto:

    Non mi sembra che qui ci sia qualcuno che stia negando che i dottorati, borse e assegni siano dati spesso con meccanismi poco trasparenti. Proprio quei meccanismi che molti di noi vorrebbero combattere a tutti i livelli. Io conosco molto bene tutte queste vicende perchè le ho vissute sulla mia pelle tante volte.

    Alcuni di noi invece rilevano che gli strutturati hanno spesso una certa difficoltà a fare proprie delle istanze che coinvolgono in primo luogo i precari ma che dovrebbero essere difese anche da loro e invece molte volte gli “interessi” divergono…

    Ben vengano tutti gli strutturati, e questo termine comincia a dare anche fastidio, che hanno a cuore la giustizia e il merito e il non il fare porcherie nel mondo accademico.

    Il sistema è bacato a tutti i livelli ma è innegabile che i precari ne paghino ora le spese maggiori.

  92. Lius ha detto:

    Beh, neo laureato (specialistica) in fisica nucleare… (e sono contro il nucleare… ). In Italia tira aria brutta visto che non ci sono soldi per darmi un posto di dottorato in più… o di ricercatore… etc… Al posto di fuggire (cosa che quasi certamente farò) potrei voler provare a cambiare qualcosa… come?
    L’italia è una repubblica ofndata sul lavoro (il nostro, di sicuro non il loro…) e pertanto smettiamo di lavorare. Che si blocchi tutto il sistema universitario, scientifico e perchè no, anche quello tecnologico dove chi ancora conta qualcosa è uno scienziato.
    Il potere è del popolo (o così dovrebbe essere)… e non basta scendere in piazza. Non basta più… (se non armati….. di tanta buona volontà..?).
    I tagli ai fondi dei piccoli gruppi si sono fatti sentire di colpo, le attività più importanti sono in pericolo, la ricerca è in crisi… e ancora speriamo che arrivi agosto per andare in vacanza… beh… io soldi per andare in vacanza non ne ho…
    E’ mooolto probabile che questa crisi investirà anche i ceti medi: quando oltre metà della popolazione sarà sotto soglia povertà (vedi Argentina 2000) allora forse prenderemo le nostre pentole e scenderemo sotto le loro case. Per adesso ci limitiamo ad inviare fax e girare mail..
    Il ruolo di uno scienziato dovrebbe essere quello di migliorare la vita delle persone del posto in cui vive (e soprattutto del posto stesso…).
    Finchè ci sarà la corsa alla pubblicazione… (di cosa? il petrolio sta finendo, l’uranio costerà 10 volte il prezzo attuale.. la terra è malata.. gli inceneritori seminano tumori…) non risolveremo niente (certo, resta comunque interessante sapere cosa fanno i protoni a 10^17 eV quando si scontrano tra loro, cosa fanno i pioni… etc).
    Il pianeta è nei guai..l’Italia è un disastro… a quando l azione? Io non voglio fare il precario a vita… e al posto di tagliare ancora i fondi per la ricerca e di richiedere cotnratti a tempo determinato per i ricercatori che ce li diano questi soldi…
    Ben venga il controllo sulla qualità della ricerca e via la gente che non produce e fa solo la sanguisuga… E’ previsto che in media su 10 posti che si libereranno all’interno dell ambiente universitario, solo 2 verranno rimpiazzati… siamo in ginocchio. NON HO FUTURO. E chi ha una famiglia attualmente, credo se la passi anche peggio…

    Viveremo sempre i nostri 100 giorni da pecora??

  93. arioprecario ha detto:

    La sintesi dei lavori del CUN del 15, 16 e 17 luglio 2008 18-07-2008 | Università Il Consiglio Universitario Nazionale, dopo un’ampia e partecipata discussione, ha approvato unanime la seguente mozione che, pur essendo cauta nei toni, critica in maniera esplicita e circostanziata il decreto legge 112 per quanto riguarda il sistema universitario:

    “Il CUN
    visto il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 e preso atto che lo stesso ha come obiettivi la diminuzione dell’“indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche”, il miglioramento del “rapporto tra debito pubblico e Pil” e “la crescita del tasso di incremento del Pil rispetto agli andamenti tendenziali per l’esercizio in corso e per il successivo triennio”;

    rileva tuttavia che quanto previsto per il comparto Università e Ricerca si traduce in un nuovo assetto di sistema di cui non sono rese esplicite le modalità, gli obiettivi e i possibili esiti prefigurando un nuovo assetto ben lontano dal modello di Sistema Università e Ricerca (SUR) emerso con chiarezza ed ampia condivisione nel convegno CUN del 18-19 giugno e ripreso dal Ministro nel proprio intervento e in successive dichiarazioni pubbliche.

    Partendo dalla constatazione delle gravi criticità esistenti nel SUR, il modello proposto in occasione del Convegno ha focalizzato come punti nodali e tra loro strettamente correlati: l’adeguamento dei finanziamenti ai livelli europei, un rigoroso sistema di valutazione e nuovi modelli di governance con una forte centralità della responsabilità pubblica.

    I provvedimenti previsti e, in particolare, quelli di cui agli artt. 66 (turn over), 67 (.. contrattazione integrativa ..), 69 (progressione triennale), 72 (personale prossimo al collocamento a riposo) e 16 (fondazioni) mirano non ad una effettiva soluzione, ma ad un semplicistico tentativo di rimozione dei problemi di funzionamento del SUR.

    Condividendo le forti remore espresse, in proposito, dal documento della CRUI del 3 luglio 2008 e dai documenti approvati negli ultimi giorni dai Senati Accademici di numerosi Atenei, nonchè le preoccupazioni degli studenti e delle famiglie che si troverebbero a fronteggiare un cambiamento imprevisto nell’organizzazione del sistema universitario e dell’offerta formativa, il CUN fa rilevare che non vengono affrontate, nel provvedimento in oggetto, le seguenti problematiche di fondo:

    un finanziamento adeguato agli standard europei, al cui posto troviamo un grave e accertato sottofinanziamento;
    l’urgenza di un forte ringiovanimento del corpo docente con immissione di giovani capaci e meritevoli;
    la necessità di legare ogni investimento alla valutazione di risultati di ricerca, di didattica e di gestione secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità;
    l’esigenza di una progettualità a largo respiro fondata su regole di funzionamento chiare e ferme.
    I provvedimenti relativi all’Università del DL 112/2008 presentano, inoltre, forti criticità, quali:

    la soluzione del prelievo da FFO – a fronte delle future disponibilità per uscite da ricostruire e quantificare analiticamente – va nel senso contrario al recupero del sottofinanziamento;
    i vincoli numerici al turnover e gli interventi sui salari – già al di sotto degli standard europei – danneggiano la capacità di rinnovamento del SUR e, in particolare, penalizzano anche in termini di attrattività peri giovani ricercatori più brillanti;
    il blocco del turnover del personale TA rischia, in molti casi, di tradursi in una reale perdita di efficienza e funzionalità.
    La progressiva riduzione delle risorse disponibili comporta necessariamente una perdita di qualità dell’offerta formativa, l’impossibilità di adeguamento agli standard formativi europei e un inevitabile trasferimento di oneri finanziari a carico degli studenti e delle loro famiglie.

    La possibilità per le Università di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato, prospettata dall’art. 16, resta una mera enunciazione di principio, svincolata com’è da una chiara definizione degli obiettivi strategici di questa scelta e da impegni programmatici di medio periodo da parte del legislatore. Considerando indispensabile il rafforzamento sostanziale dell’autonomia degli atenei, il CUN ritiene che tale soluzione possa prevedersi solo in conformità a un disegno organico che tuteli e valorizzi il principio che la ricerca e l’alta formazione costituiscono – come dice la Dichiarazione di Berlino – finalità di interesse pubblico e una pubblica responsabilità. Una proposta di questa portata, per le sue potenzialità di trasformazione radicale del SUR, richiede un’ampia e diffusa discussione nel merito, preliminare alla presentazione di un Disegno di Legge, che deve coinvolgere anche la comunità universitaria. Il rafforzamento dell’autonomia accentua le responsabilità, ma non può accompagnarsi a politiche di totale deregolazione, che, affidando il SUR a dinamiche spontanee, rischiano di penalizzare le specificità inerenti alle singole aree di ricerca e di accentuare, in particolare, le differenziazioni e sperequazioni di carattere sociale e territoriale che già pesano su molti atenei italiani.

    Con riferimento agli aspetti tecnici, peraltro ad oggi non ancora definitivi, il CUN si riserva di intervenire nel merito con un separato documento analitico, finalizzato anche alla discussione prevista nell’annunciato Tavolo di consultazione e ai successi interventi che, in un sistema in continua evoluzione come quello universitario, dovranno necessariamente essere messi in cantiere da chi ha il compito di governarlo.

    Il CUN chiede al Ministro di raccogliere il senso profondo di questo documento e di operare in modo attivo per ricondurre al centro dell’interesse del Paese la questione del ruolo rivestito dall’alta formazione e dalla ricerca per la ripresa e il rilancio dello sviluppo.

    Per il raggiungimento di tali obbiettivi, il CUN si impegna a sostenere l’azione e l’intervento del Ministro.”

    Nella mattina di giovedì è intervenuta ai lavori del CUN la Ministra Gelmini, brevemente (per circa ¾ d’ora) e quindi senza possibilità di contraddittorio, se si esclude il blando intervento del presidente del CUN, sostenendo l’ineluttabilità dei tagli al sistema universitario, come per tutti gli altri settori statali, ad esclusione della ricerca (evidentemente parla degli EPR ignorando che tale funzione è svolta anche dall’Università) per esplicita richiesta del Presidente Napolitano.

    Per il Ministro “la manovra finanziaria, sicuramente dolorosa e complessa non deve essere un “pretesto” per evitare la riforma, ma “l’occasione per razionalizzare, rinnovare, ridurre gli sprechi e quindi rilanciare l’Università italiana”. Come questo rilancio potrà avvenire in un sistema sottofinanziato non è dato sapere.

    Anche il blocco del “turn over” è stato definito una dolorosa necessità uguale per tutti. Per sostenere i giovani ricercatori non si potranno quindi dare occasioni di assunzione, ma si destinerà una somma cospicua (60 milioni di euro) per finanziare le ricerche proposte da giovani under 40 anni, o forse under 35 anni.Tale somma corrisponde per ordine di grandezza alla cifra che era stata promessa per finanziare le ricerche PRIN, la cui graduatoria firmata e stata finanziata per un totale di circa 100 milioni di euro.

    Non una parola sulle Fondazioni, ma invece un appello a che i tagli non siano l’occasione per attaccare il Governo, che si aspetta contestazione, ma comunque procederà indisturbato. In maniera quasi incidentale ha confermato la volontà di affossare definitivamente l’ANVUR, e finanziando ancora CNSVU e CIVR per sperimentare nuovi meccanismi premiali in funzione della valutazione.

    Si dovrà ripensare alla formazione degli insegnanti ( per quest’anno saranno sospese le siss), ed al reclutamento ripartendo dalla “proposta” Moratti.

    Con i presidenti di CUN, CRUI e CNSU il Ministro ha costituito un tavolo di consultazione sulla fase che si aprirà dopo i tagli contenuti nella manovra governativa.

    Il Ministro ha poi rivendicato alla sua azione provvedimenti in realtà già iscritti in agenda dal precedente Governo.

    Si conferma in sostanza un Ministro non in grado di contrastare la politica del Ministero dell’Economia di devastazione del sistema universitario, di fatto avallando tali scelte.

    Non resta che proseguire nella mobilitazione, che in questi giorni è cresciuta coinvolgendo sia soggetti istituzionali che lavoratori delle Università, e che vedrà un primo appuntamento nazionale il 22 luglio all’Università La Sapienza di Roma.

    Il Consiglio Universitario Nazionale ha provveduto alla sostituzione di Renato Barilli, componente CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) di nomina CUN, in quanto dimissionario dall’organismo. In sua sostituzione il CUN ha nominato come componente del CNAM la Prof. Anna Maria Polvani, ordinario della Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze.

    Nella giornata di mercoledì si è tenuta la prevista audizione sugli indicatori di ricerca con i Prof. Cipollini, Cuccurullo e Massa.

    L’audizione ha messo a confronto una metodologia della valutazione della ricerca nazionale con 2 relative agli atenei di Bologna e Roma. In particolare il prof. Cuccurullo, dopo aver presentato l’esperienza passata, ha riferito che il CIVR è pronto ad una nuova fase di valutazione che tenga conto delle criticità passate ed ha elencato alcune modifiche già previste per la prossima valutazione, impegnandosi a ritornare al CUN per un confronto nel caso di una nuova fase di valutazione.

    La prossima riunione CUN è prevista per il giorno 29 luglio 2008.

    Roma, 18 luglio 2008

  94. France ha detto:

    Ma insomma, hanno anche ripulito Napoli. Ma che volete di piu’? Lasciateli lavorare, razza di comunisti smidollati!

  95. insorgere ha detto:

    per ricercatore furioso

    è ovvio che non siamo tutti “puri”.
    Per quanto mi riguarda la questione non sta tanto nella difesa di interessi corporativi (non-strutturati vs. baroni) bensì la promozione di una sensibilità, di un’etica, della cultura, della didattica e della ricerca che sia diversa.

    Come ho già avuto modo di dire, se anche entrassimo tutti e non facessimo nulla per cambiare il modus operandi e la mentalità della macchina universitaria sarebbe – a mio avviso – un fallimento.

    Il punto è acquisire una coscienza piena delal necessità non di moralizzare astrattamente ma di stabilire chiari principi.
    In primo luogo la promozione del merito.
    Poi far passare l’idea che NON SI LAVORA GRATIS (non si possono tener contratti d’insegnamento venendo pagati con due caffè e una pacca sulla spalla; non è corretto sfruttare dottorandi et. al come cultori della materia per fare esami e seguire tesisti; così come non è corretto rovesciare sui ricercatori strutturati un monte ore didattico eccessivo).
    In terzo luogo far passare l’idea che chi non produce, non insegna e non pubblica, va mandato via a calci nel sedere. Sia un borsista, un ricercatore, un associato o persino un ordinario.

    credo che – come pariah – siamo più e meglio capaci non tanto di vedere le storture del sistema ma anche di assumerci l’impegno morale a non riprodurre sulla pelle degli altri i vizi e le nefandezze che abbiamo vissuto noi.

  96. mino ha detto:

    Andatevi a leggere questo articolo apparso sul Messaggero:

    http://www.cipur.it/rassegna%20stampa/Articoli%202008/messaggero18lug08.pdf

    In particolare, dopo aver esaltato in lungo e in largo l’operato della Gelmini, il giornalista riesce a concludere così: “il piano della Gelmini ha riscosso il consenso di tutti i soggetti interessati”.

    E pensare che Il Messaggero si è distinto per una fitta campagna per il merito. L’anno scorso ricordo che criticò aspramente Mussi quando quest’ultimo, a causa dei rilievi del Consiglio di Stato, fu costretto a Novembre ad emanare un decreto per far svolgere la prima tranche del reclutamento straordinario con le vecchie regole. Invece ora esalta lo sblocco dei 40ml di euro “per finanziare 1100 nuovi posto da ricercatore” (in realtà sono 1050, comunque…) e si allude erroneamente al fatto che sarebbero stati stanziati “60ml di euro per i nuovi ricercatori, anche per favorire il ricambio generazionale all’interno degli atenei”.

    E’ scandaloso che la stampa italiana si sia ridotta a questo livello.

  97. France ha detto:

    @Colombo: per biologi, chimici e medici non c’e’ problema. Per giuristi, non so. La lingua, ohime’, e’ quel che e’…

  98. cattivo.maestro ha detto:

    @mino
    di tanti settori in crisi, certamente quello della stampa è proprio il peggiore. La stampa è asservità e senza dignità. E poi che ti aspetti da un giornale di proprietà della famiglia Casini? Le battaglie per il merito e il cambiamento??

  99. insorgere ha detto:

    il messaggero è tradizionalmente vicino al centrodestra.
    non mi stupisce come non mi stupisce che liberazione critichi la gelmini.

    la cosa drammatica è che non c’è NESSUNO che dica le cose come stanno e che sappia spiegare all’opinione pubblica la realtà attuale e le fosche prospettive che ci attendono.

  100. arioprecario ha detto:

    Brescia, 23:30

    RICERCA: GELMINI, NESSUN TAGLIO, SOLO BLOCCO TURNOVER

    “Non ci sono tagli alla ricerca, ne’ ci sono rispetto agli enti di ricerca. Non c’e’ un taglio lineare sul fondo di finanziamento ordinario. Abbiamo bloccato il turnover, questo si’, e’ un problema per quanto riguarda i giovani, ma dico anche che abbiamo stanziato 60 milioni di euro per un bando che finanzi i progetti dei ricercatori under 40 e abbiamo fatto anche in modo di recuperare 40 milioni per assumere 1100 ricercatori”. Lo ha detto stasera il ministro all’istruzione Mariastella Gelmini rispondendo alle domande dei giornalisti, alla prima festa provinciale del Pdl, che si e’ aperta oggi a Rovato (Brescia). “Abbiamo aumentato di 240 euro le borse dei dottorati di ricerca. Dunque mi pare che alcuni segnali nell’ottica dello svecchiamento del sistema questo governo li stia compiendo”.

  101. vito plantamura ha detto:

    Per Ricercatore Furioso: per l’ultima volta, in questa sede si è sempre affermato che le logiche sbagliate con le quali si construiscono le carriere di serie A sono le medesime utilizzate per costruire quelle di serie B (ovverosia le nostre).
    Se poi vuoi ostinarti ad affermare il contrario, io, sul punto, non ti rispondo più.
    Ti faccio notare, tuttavia, che dei mille che hanno “votato” per delle regole meritocratiche, gli strutturati sono una minoranza davvero esigua; mentre gli altri erano tutti R.P. Questo è il dato di fatto, la spiegazione del dato la lascio a chi è più bravo di me.

    Per insorgere: se, a novembre, vogliamo occupare una Facoltà della Sapienza – e, ancor di più, se vogliamo farlo con il benestare degli studenti -, per protestare contro la mancanza di meritocrazia nell’Università italiana dobiamo gettare le fondamente sin d’ora, costituendo l’associazione on-line.
    Chi è per l’azione, e non per il parlarsi addosso, perchè non si unisce a me, nel chiedere ad Ario questo sforzo organizzativo?
    Se avessimo l’associazione avremmo contattato in maniera più efficace la minoranza e i giornali, e mino non dovrebbe rammaricarsi (a ragione) così tanto.

  102. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Per vito plantamura: per l’associazione on-line forse possiamo fare a meno di RNRP. In fondo basta un giurista per scrivere lo statuto, e un informatico per mettere on-line un sito. Di giuristi qui ce ne sono tanti, forse ci manca l’informatico.

    Io però non sono convinto che avrebbe successo. L’ultima volta che si è parlato di una associazione on-line con registrazione degli utenti sono state molte le voci contrarie, che gridavano al fascismo, corporativismo, violazione della privacy, proposta “oldschool” (qualunque cosa voglia dire), etc.

  103. arioprecario ha detto:

    cari e care, sulla questione associazione. A breve preparo un post e avviamo il dibattito. Ma non prendiamoci in giro, però. L’associazione deve essere una cosa seria. Non può essere “on line”. Deve avere tutti gli organi statutari previsti per legge, deve avere iscritti per essere rappresentativa, deve avere uno statuto definito in maniera precisa.

    Lo statuto significa essenzialmente alcune linee generali condivise. E questo è il primo enorme scoglio. Poi si tratta di capire chi possono essere gli iscritti all’associazione, altro importante scoglio. In particolare c’è chi vuole una associazione “di categoria – precari” e chi vuole invece un associazione con un aspirazione più ampia e generale.

    Poi c’è da gestire il rapporto tra struttura nazionale e nodi locali, poi c’è da trovare i soldi per farla vivere in una fase iniziale. Poi…

    Insomma, sono cose che richiedono tempo, cura e lavoro. Non basta qualche post o qualche commento sul web perché nasca un associazione. Peraltro in una fase in cui molti di noi – me compreso – stiamo già facendo e organizzando assemblee, riunioni e partecipando ad iniziative contro il DL Tremonti. Perché, in fin dei conti, la lotta non la si fa on line

  104. Eleonora ha detto:

    E’ il GOVERNO CONTRO I GIOVANI

  105. cattivo.maestro ha detto:

    “Il Giornale” pubblica un articolo a sostegno dei tagli al sistema universitario disposti da Tremonti. L’articolo, chiaramente commissionato dal Governo ad un giornale “amico”, è modesto e zeppo di gravi generalizzazioni. L’aspetto più vergognoso è la descrizione dell’impegno accademico, che viene così descritto: “chi è pronto a scendere in piazza ha stipendi e contratti signorili, si siede su una cattedra e insegna, ascolta gli studenti e sceglie se promuovere o bocciare. E poi va all’incasso: tanti soldi per una mole di lavoro sorprendentemente bassa”. La superficialità delle affermazioni è incommentabile, così come lo scarso spessore culturale dell’autore dell’articolo. Quello che emerge nella sua pericolosità, a mio avviso, però, è la misera considerazione dell’Università che evidentemente ispira l’azione del Governo Berlusconi.
    http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/07/21/attacco-de-il-giornale-all-universita.html

    Secondo me è il caso che scriviamo un comunicato a “Il Giornale” per esprimere le nostre ragioni di protesta nei confronti dell’azione di Governo, per evitare gli effetti di questa stupida campagna di disinformazione di un Governo che è contro i giovani!

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