Attenti, l’università si è (quasi) incazzata

Non è ancora un nostro resoconto dell’Assemblea di martedì, ma almeno è possibile diffondere, con il giusto spazio, e commentare, se è il caso, il documento approvato (per una volta per alzata di mano da quasi tutti/e, e non alla fine con i residui resistenti 🙂 ).
Il documento è indiscutibile nella premessa e particolarmente chiaro e combattivo. Prefigura un interessante percorso di protesta e iniziativa. Chissà se si realizzerà…

DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’UNIVERSITA’ indetta da ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITA’, CNRU, CNU, CONFSAL FED. SNALS-CISAPUNI, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA’, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU e UILPA-URAFAM
Roma, 22 luglio 2008
L’Assemblea nazionale, tenutasi il 22 luglio 2008 nell’Aula Magna dell’Universita’ La Sapienza di Roma, indetta dalle Organizzazioni e Associazioni della Docenza e degli Studenti, ha discusso la gravissima situazione venutasi a determinare a seguito dell’emanazione del D.L. 112 e dei provvedimenti governativi in materia finanziaria e di pubblico impiego.

L’Assemblea nazionale assume il documento di denuncia e di protesta delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni del 10 luglio 2008 e condivide i contenuti delle numerosissime prese di posizione degli Organi accademici, che in questi giorni si sono espressi duramente, protestando contro la linea governativa di strangolamento dell’Universita’ pubblica.
L’opinione pubblica deve sapere che, attraverso la riduzione dei finanziamenti, il blocco del turn over, gli espliciti intenti di privatizzazione, l’attacco ai diritti degli studenti, dei docenti e dei tecnico-amministrativi (senza contratto da oltre 31 mesi e con retribuzioni insufficienti), produrra’ il progressivo svuotamento degli Atenei, l’impossibilita’ per un’intera generazione di giovani e di precari di entrare nei ruoli dell’Universita’, difficolta’ per gli studenti di accedere alla formazione universitaria a causa dell’aumento delle tasse e delle crescenti barriere formali e sostanziali, la possibile alienazione del patrimonio delle Universita’ come scelta imposta per far fronte alla mancanza di finanziamenti, la diminuzione dei servizi agli studenti e il rischio della perdita dell’autonomia, la penalizzazione, in particolare, degli Atenei del Mezzogiorno, gia’ oggetto di pesanti tagli.
In una parola, scomparira’ l’Università italiana come luogo pubblico di ricerca, di creazione e di trasmissione della conoscenza come bene comune. Sara’ cancellato il ruolo dello Stato nell’alta formazione, sancito e garantito dal titolo V della Costituzione.
Gli interventi governativi non sono un fatto casuale e congiunturale: essi disegnano un modello che si dispieghera’ nel lungo periodo attraverso ulteriori interventi legislativi destinati a colpire e a ridimensionare lo Stato sociale nel suo complesso. Inoltre, un ulteriore impoverimento del sistema-paese deriverebbe dal fatto che, mancando i concorsi per i giovani, gli aspiranti ricercatori saranno costretti a migrare verso altri Paesi più ricettivi, contribuendo cosi’ paradossalmente a renderli più competitivi rispetto al nostro.
Contro questo disegno l’Assemblea nazionale protesta decisamente, denunciando i guasti che deriverebbero all’intera comunita’ nazionale dalla sua attuazione. La classe politica deve ascoltare la nostra protesta e prendere atto che essa e’ fortemente congiunta alla volonta’ di cambiamento delle Universita’. Occorre offrire soluzioni credibili per far crescere e migliorare il sistema pubblico della formazione.
Pertanto, l’Assemblea nazionale:

  • chiede al Governo l’immediato stralcio di tutte le norme sull’Universita’ contenute nei provvedimenti governativi;
  • chiede al Governo che si inverta la manovra economica,  destinando alle Universita’ nuove risorse economiche anche al fine di bandire concorsi per giovani, avviando cosi’ la soluzione del grave problema del precariato;
  • invita gli Atenei a sospendere l’avvio del prossimo anno accademico, informando e discutendo con gli studenti e con il personale tutto adeguate forme di mobilitazione;
  • invita le Universita’ a non approvare i propri bilanci preventivi in mancanza delle adeguate risorse economiche;
  • chiede alla CRUI, al CUN, al CNAM e al Consiglio nazionale degli studenti una presa di posizione forte ed esplicita per l’apertura di un confronto inteso a promuovere i veri interessi della comunita’ universitaria;
  • preannuncia, a partire da settembre, un calendario di iniziative di mobilitazione nazionali e locali, per preparare una seconda manifestazione nazionale e arrivare, se necessario, allo sciopero di tutte le componenti universitarie e alla sospensione di ogni attivita’ didattica;
  • invita tutti i lavoratori e gli studenti delle Universita’ a mobilitarsi congiuntamente, nella consapevolezza della gravita’ della situazione attuale e delle prospettive future.

PS. Tra le proposte non compare quella fatta da un rappresentante RNRP, al termine dell’assemblea, di richiedere alle Università di assumere, immediatamente, provvedimenti che limitino il ricorso al precariato, che accentuino la trasparenza e la democraticità dei bilanci e puntino sul reclutamento. Diciamo che è stata una svista. La prossima volta non mancherà…

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28 Responses to Attenti, l’università si è (quasi) incazzata

  1. Untenured academic ha detto:

    a proposito delle limitazioni nel ricorso al lavoro precario.. ritengo pressoché utopistico in questa fase di limitare per legge le figure contrattuali post-dottorato e istituire una figura unica come chiedono ad es. i sindacati. Forse non sarei neppure d’accordo (l’assegnista è cosa diversa dal borsista post-dottorato..).

    Più interessante e praticabile è la strada di negoziare con le singole università o con la Crui un accordo in cui alla stipula di ogni contratto ‘precario’ c’è l’impegno scritto – nella forma di una dichiarazione – dell’università a utilizzare in modo limitato quelle forme contrattuali e a impegnarsi per la promozione della carriera di colui/lei che sottoscrive quel contratto.

    é interessante, come termine di paragone, quest’ordinanza dell’università inglese di Bristol sui contratti a termine.

    ———————
    Universtiy of Bristol

    Approved by Council 2005, effective from 1.1.06
    Ordinance 26

    Fixed Term Contracts

    1 Preliminary issues
    Definitions
    In this ordinance, “fixed-term contract” is defined in accordance with the Fixed-Term Employees (Prevention of Less Favourable Treatment) Regulations 2002; that is, as a contract of employment that, under its provisions determining how it will terminate in the normal course, will terminate:
    a) on the expiry of a specific term, or
    b) on the completion of a particular task, or
    c) on the occurrence or non-occurrence of any other specific event other than the attainment by the employee of any normal and bona fide retiring age in the establishment for an employee holding the position held by him or her.
    A “permanent contract” is a contract which is open-ended and is not for a fixed term, but any such contract may be lawfully terminated in various circumstances, including resignation, retirement, ill-health, gross misconduct and redundancy.
    Exceptional circumstances
    Where a member of staff disagrees that circumstances are exceptional as set out in this ordinance, he or she has a right of review as set out in section 8, below. In addition there will be six-monthly meetings between the University and the trade unions1 to discuss circumstances that have been determined by the University to be exceptional, and in the event of disagreement as to what amounts to exceptional circumstances, the principles to apply in future cases will be determined by the Staff Committee of Council. The trade unions will have the right to make written representations.
    2 Equal treatment
    The Fixed-Term Employees (Prevention of less Favourable Treatment) Regulations 2002 require that staff employed on a fixed term basis enjoy the same terms and conditions as permanent staff. Members of staff on fixed term contracts shall:
    a) receive a statement of their terms and conditions of employment
    b) be treated as favourably as those on permanent contracts, for example, in relation to pay, staff benefits, training, promotion, career development and information about job vacancies
    c) be able to discuss with their line manager whether permanent employment is justified under this ordinance
    d) be able to discuss with their line manager what their career options might be
    e) within 21 days of a request, receive a written statement explaining any differences in their employment arrangements from those of comparable permanent employees, taking into account the overall employment package
    f) within 21 days of a request, in the circumstances where a member of staff has four years’ continuous service as set out in this ordinance, receive a written statement explaining whether the contract is permanent, or the objective reasons for continuing the fixed term employment
    1 Subject to agreement with the unions.
    Ordinance on fixed term contracts page 2
    3 Use of fixed term contracts
    Subject to the further qualifications set out below in section 5, fixed term contracts will only be used in the University for transparent, necessary and objective reasons, as follows:
    a) The post is a clearly defined training or career development position
    b) The post is a first research position and the fixed term is for four years or less; this does not apply to an applicant for a researcher position who already has three years’ appropriate and relevant experience at another higher education institution
    c) The post is a secondment
    d) The post requires specialist skills for a limited period or is to accomplish a particular task or project for a limited period2
    e) The appointment is to provide cover for a member of the University’s staff who is absent for a limited period (for example on maternity leave, sickness absence, career break, secondment or sabbatical leave)
    f) Other exceptional circumstances
    In addition, no fixed term contract will be awarded for a period longer than 4 years, other than in exceptional circumstances, and there will be no more than three successive renewals or extensions for periods of one year or less of a fixed term contract of one year or less, other than in exceptional circumstances.
    4 Open competition
    Where a post has been created as a fixed term post, but the University decides that it will become permanent, the fixed term post-holder will be awarded the permanent contract unless the fixed term post is (1) to be replaced by a permanent post with responsibilities that are substantially different to those currently being undertaken by the fixed term post-holder and (2) after discussion with the individual and/or their representative, the University considers that it is appropriate to open the post to competition.3
    5 Renewal of fixed term contracts after four years continuous service
    In the light of the Fixed-Term Employees (Prevention of Less Favourable Treatment) Regulations 2002, unless there are objectively justifiable grounds to do otherwise, if all the following apply:
    a) a member of staff is on a fixed term contract at the University; and
    b) the fixed term contract has previously been renewed by the University, or the member of staff has previously been employed on a fixed term contract at the University before the start of the present contract; and
    c) the member of staff has been continuously employed at the University under the current contract, or under that contract taken with a previous fixed term contract, for a period of four years or more,
    2 Although it could be argued that many academic and research posts require “specialist skills” this provision is intended to relate to other specialist skills which are required for a limited period. Use of this provision will be subject to six monthly review between the relevant Unions and the University to ensure that it is not used beyond its intended application.
    3 Use of this provision will be subject to a six monthly review between the relevant Unions and the University.
    Ordinance on fixed term contracts page 3
    then with effect from the later of the following two dates: namely (1) the date when the current contract was entered into or last renewed and (2) the date when the member of staff acquired four years’ continuous service, the member of staff shall be deemed to hold a permanent contract4.
    There are some objectively justified grounds for not awarding a permanent contract in those circumstances, as follows:
    i. The post is part of a training programme that has been extended for a limited period
    ii. The post is wholly or mainly concerned with a specific business or academic activity which the University has decided will cease within one year
    iii. Other exceptional circumstances which objectively justify use of a further fixed term contract
    When considering the case for permanency, full account will be taken of the individual’s employment history with the University.
    6 Procedure at the termination of a fixed term contract
    Wherever a fixed term contract is due to terminate, the procedure shall be as follows:
    a) Four months before the expiry of a fixed term contract, the possible options for continued employment shall be discussed between the member of staff and his or her line manager, including renewal of the fixed term contract in line with the categories listed in sections 3 and 5 above, award of a permanent contract and expiry of the fixed term contract with no renewal. When considering the case for permanency, full account will be taken of the individual’s employment history with the University.
    b) Three months before the expiry of the fixed term contract, Personnel Services shall send the member of staff written confirmation, subject to the consultation process, of any likely change in contractual terms or of the expiry of their employment contract, with information about entitlements such as redundancy pay.
    c) Where the decision is that a contract should expire and not be renewed, Personnel Services shall at once initiate consultation with the member of staff on possible options for redeployment within the University.
    d) Personnel Services shall give the member of staff information about other positions in the University.
    e) Personnel Services shall initiate consultation with the recognised trade union in accordance with statutory requirements.
    f) Further consultation shall take place with the recognised trade union and member of staff as required.
    7 Reasoned decision
    If a fixed term contract is not renewed or extended, or a permanent contract is not offered at the end of a fixed term contract, at the earliest possible date and at the latest within fourteen days of the expiry of the contract, the University shall give the member of staff reasons for the decision in writing. The member of staff has the right to request a review of any such decision, as set out in section 8, below.
    4 Subject to transitional provisions agreed with the relevant Unions.
    Ordinance on fixed term contracts page 4
    8 Right of review
    Within twenty working days of receipt of notification of a decision concerning a fixed term contract, the member of staff may request Council to review the decision. The request must be made to the University Secretary in writing, setting out clearly the grounds on which the request is made. Council shall appoint a committee of three to conduct the review, including a lay member of Council and, in the case of a member of staff to whom Statute 32 applies, a member of the academic staff appointed by Senate. The member of staff may address the committee in person and be represented by an adviser, friend or trade union or other representative. The University may be represented by a member of staff or lawyer. If the committee considers that the University’s decision was unreasonable, or insupportable in the light of legal considerations or the University’s statutes and ordinances, it may require the University to renew or extend a fixed term contract or to offer the member of staff a permanent contract. The committee’s decision shall be final. The committee shall give reasons for its decision, which shall be sent to the member of staff and reported to Council.

  2. Untenured academic ha detto:

    perdonatemi il post troppo lungo..

  3. Chiaro e combattivo quel documento?? A me pare vago e inconcludente, visto che preannuncia, invita, segnala, minaccia etc ma non indice un cazzo.

  4. insorgere ha detto:

    mah…mi pare una difesa dell’esistente più che una spinta a una vera trasformazione dell’università

  5. Colombo da Priverno ha detto:

    “Gli interventi governativi non sono un fatto casuale e congiunturale: essi disegnano un modello che si dispieghera’ nel lungo periodo attraverso ulteriori interventi legislativi destinati a colpire e a ridimensionare lo Stato sociale nel suo complesso. Inoltre, un ulteriore impoverimento del sistema-paese deriverebbe dal fatto che, mancando i concorsi per i giovani, gli aspiranti ricercatori saranno costretti a migrare verso altri Paesi più ricettivi, contribuendo cosi’ paradossalmente a renderli più competitivi rispetto al nostro”.

    Concordo in pieno.

  6. rinaldo ha detto:

    scusate, a voi il documento potrà sembrare lacunoso, inconcludente, poco duro, conservativo o altro.

    Ma è un documento fatto da chi c’era. Nelle assemblee, nei dipartimenti, nei presidi per strada, nelle aule.

    A parlare siamo tutti bravi….

  7. ricercatore furioso ha detto:

    Bravo Rinaldo, di questi rivoluzionarucoli di professione ne abbiamo veramente abbastanza. andatevene dalla RNRP

  8. Mattia ha detto:

    Gli inviti a non approvare i bilanci e a sospendere l’avvio dell’anno accademico non sono roba di poco conto.
    La spinta per la trasformazione dell’universita’ non e’ facile che nasca in questa situazione. Tutti sono schiacciati su posizioni di difesa e arroccamento, e’ normale.
    L’unico cambiamento che vedo purtroppo e’ quello preconizzato della dottrina shock della Klein: prima riducono l’universita’ pubblica a uno scheletro e poi al momento dell’emergenza la privatizzano…

  9. insorgere ha detto:

    gli inviti non saranno roba da poco.
    ma la domanda è: chi ci bada a questi inviti?

    per quanto possa capire e anche apprezzare l’intenzione non credo che l’appello in se produrrà alcunché. tra l’altro, e non per caso, mi pare che i giornali abbiano parlato delle mozioncine della crui e ben poca attenzione sia stata data a quell’assemblea.

    ma forse mi sono distratto.

    detto questo, per quanto mi riguarda salvare il sistema così com’è non è solo inutile è pure dannoso. O alla distruzione tremontiana si contrappone un vero progetto di riforma che rivolti il sistema come un calzino oppure ke muoia sansone con tutti i filistei!

  10. insorgere ha detto:

    per essere ancora più chiaro:
    se vogliamo migliorare l’università e non salvarci solamente il culo
    c’è da ragionare su
    1. come ABOLIRE GLI SCATTI DI ANZIANITA’
    e sostituirli con premi al merito.
    2. rendere possibile LICENZIARE chi non lavora
    3. ABOLIRE I CONCORSI
    4 rendre DEL TUTTO AUTONOME LE UNIVERSITA’ in modo che competano tra loro, nella raccolta fondi innanzitutto. eliminando il delirio degli stipendi che sono uguali per tutti e lasciando invece che in un sistema libero e competitivo i migliori siano remunerati meglio.
    5. lasciando agli organi centrali solo una funzione di monitoraggio e controllo e la possibilità di distribuire una quota dei fondi in base alle valutazioni dei DIPARTIMENTI, e non di interi atenei.

    ma mi sa che tutto ciò è lontano sia dal pensiero di tremonti (che all’università proprio non ci pensa), sia da quello dei sindacati

  11. rinaldo ha detto:

    dietro gli appelli ci sono state assemblee, volantinaggi, presidi, riunioni preparatorie delle iniziative da venire. Poi possiamo anche scrivere che rivolteremo le università come calzini a settembre o che dobbiamo fare le barricate, ma se poi a settembre si resta tutti dietro una tastiere a scrivere in un blog….

    In queste settimane ho visto tanti battaglieri colleghi che strillavano “blocchiamo gli esami, i corsi, le sedute di laurea….”, quando gli è stato chiesto di venire al presidio o di andare in giro nei dipartimenti a parlare con gli studenti sono tutti spariti (andati in vacanza?). E non parlo solo di strutturati….

    Nessuno bada agli inviti come nessuno baderà ai proclami per la rivoluzione se NESSUNO si decide a perdere il proprio tempo, a mettere da parte i propri impegni, a utilizzare il proprio sudore e magari anche a rinunciare a qualche soldo per lottare sul serio.

    Tutti a lamentarsi (magari a ragione) dei partiti, dei rettori, dei sindacati, degli altri in genere… Tutti bravi a lamentari ma poi quando si tratta di FARE la maggior parte neppure si vede

    E’ questo il punto, non altri.

  12. rinaldo ha detto:

    @ insorgere,
    guarda che gli unici a pagare sul serio le politiche del Tremonti saremo noi e gli studenti. Qui nessuno viene licenziato, al massimo gli si toglie qualche soldo dallo stipendio e si potrà pagare qualche viaggetto in meno. E chi si è fatto i fatti propri continuerà a farli…

    Purtroppo prima della rivoluzione c’è la difesa della nostra sopravvivenza, qui non è la Moratti – che un idea l’aveva, discutibile ma l’aveva. Qui è il baratro.

  13. Mattia ha detto:

    A insorgere: sono anche d’accordo sui cambiamenti che invochi (a patto che non siano sinonimi di privatizzazione assoluta).
    Il problema e’ che essendo la destra in Italia un’accozzaglia di disperati, quando ci sono loro al governo bisogna solo difendersi mentre e’ invece quando c’e’ al governo la sinistra che bisogna passare all’attacco chiedendo cambiamenti.
    Mussi era un disastro ma era alla classe politica che lo esprimeva che bisognava chiedere di cambiare l’universita’ invece di chiedere solo piu’ soldi.
    Con la destra al governo – a mio avviso – e’ possibile solo il gioco di rimessa. Ribattere e basta, il resto e’ utopia. Non gliene frega una beata minchia dell’universita’.

  14. France ha detto:

    Aridatece er baffone…

  15. Lilly ha detto:

    Su questo blog vi è uno sport molto praticato distruggere ciò che gli altri costruiscono, non si capisce perché parlare male di un documento equilibrato che è costato fatica ed impegno. L’esercizio della critica per essere costruttivo deve attuare una controproposta in caso contrario diviene fine a se stesso e non produttivo.
    Ricercatore furioso tu hai scritto come commento al post precedente (i panni sporchi si lavano in casa) le seguenti parole che riporto “Anche perchè, come ormai sanno in tanti dell’ambiente (e se ne vanno sempre più convincendo), questa RNRP ha sempre meno credibilità e non conta un fico secco. Essa rappresenta al massimo una ventina di persone, ma nulla di più, e fino a oggi, caro colombo, non ha ottenuto UN FICO SECCO”
    Scusa se mi sento chiamata in causa ma la RNRP rappresenta tutti noi che, più o meno frequentemente, scriviamo sul blog e siamo molti di più di quanto tu pensi (sicuramente più di venti), quando scrivi che la RNRP non vale un fico secco stai offendendo tutti e se non lo sapessi per definizione anche te stesso. Quando tu lasci un commento sul blog fai automaticamente parte della rete, non ti piace? Benissimo, nessun problema, sopravviveremo senza di te e quando riusciremo a creare questa benedetta associazione non ti iscriverai, non ti preoccupare cercheremo di farcene una ragione. Ma se in caso contrario cambiassi idea e volessi partecipare con noi alla discussione ti pregherei di utilizzare un tono consono (è solo un invito puoi accettarlo o no) quando ti rivolgi agli altri scriventi (dire agli altri che non valgono un fico secco non è educato); infine, in riferimento sempre alla discussione sul post precedente, riporto le tue parole “Ben venga Tremonti in modo tale che certi ricercatori scendano dal treno della ricerca e non salgano in cattedra ma vadano a fare un altro lavoro” personalmente le ho trovato di uno squallore ma di uno squallore che ha rasentato il disgusto. Colombo è stato un signore nel degnarti di una risposta, io meno educatamente di lui non l’avrei fatto.
    Buon week-end a tutti e un grazie sentito a coloro che si sono impegnati per la stesura del documento (a me piace).

  16. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Io non mi sento particolarmente offeso dalle parole di Ricercatore furioso. Fino a prova contraria esiste ancora una cosa chiamata libertà di opinione e di espressione. Sinceramente trovo più di cattivo gusto le persone che portano la discussione sul piano personale, o quelle che approfittano dello spazio messo a disposizione dal blog per fare propaganda politica.

    Sul fatto che la RNRP rappresenti tutti quelli che commentano su questo blog, ho i miei dubbi. Io ho piacere a leggere e ogni tanto commentare i post, ma non ho mai autorizzato RNRP a parlare a mio nome. RNRP parla a nome degli iscritti, e basta.

    Ricordiamo inoltre che RNRP non ha voluto (o potuto, cambia poco) sostenere la petizione di Mino, unica iniziativa concreta finora proposta in questo blog. Dunque la domanda “a che serve RNRP?” è quantomeno legittima.

  17. paolo ha detto:

    Al posto di punzecchiarci a vicenda cerchiamo di essere costruttivi. Faccio appello a tutti i precari, scriviamo cose utili a capire e risolvere i problemi. Vi prego messaggi brevi che il tempo ci serve per fare delle ricerche.

  18. ricercatore furioso ha detto:

    Cara Lilly, alcune precisazioni:

    1) Il mio augurio di poca fortuna accademica – accademica, si badi, quindi non estensibile ad altri ambiti lavorativi – riguardava Colombo, e il fatto che gli studenti non hanno certo bisogno di ricercatori iper-ideologizzati, cresciuti in ideologie di un’altra epoca e che niente hanno a che fare con l’imparzialità e la serietà di ogni buon ricercatore. Questo perché, come sappiamo, i frutti del clima ideologizzato degli anni Settanta hanno prodotto schiere di baroni tardo-marxisti che hanno letteralmente ucciso la ricerca e semi-distrutto il sistema universitario, per non parlare di chi vi ha transitato da studente. Rinnovo, quindi, senza disgusto ma con gusto, l’augurio che nell’università non trovino posto ricercatori imbevuti di ideologie ridicole, oltretutto sconfitte dalla storia, sia di destra che di sinistra.

    2) Il fatto che io scriva un paio di commenti su questo blog non significa che io accetti di essere automaticamente rappresentato dalla RNRP o da qualsivoglia rete o associazione. Lascio questa illusione ai seguaci di Grillo, che credono a bufale da sotto-cultura del web del genere. Anche uno studente del primo anno di Giurisprudenza sa che per essere rappresentati da qualsivoglia associazione, Circolo delle Giovani Marmotte o Circolo delle bocce serve una libera e spontanea adesione a regole, statuti e organismi di rappresentanza, e questo non è il caso della RNRP. Quindi lasciamo perdere le fesserie da grillino, consone più ai lettori di qualche dignotoso giornaletto sulla Rete.

  19. mino ha detto:

    Poichè da più parti si sta consigliando di trovarci un lavoro all’estero, vorrei dire a chi ci sta facendo un pensierino di tornare sui suoi passi … infatti “il Ministro Gelmini sta per offrirgli una valida alternativa per rimanere in Italia”, come è scritto nel seguente articolo

    http://www.loccidentale.it/articolo/istruzione%3B+gelmini:+trovati+i+fondi+per+i+ricercatori.0055326

  20. France ha detto:

    Perfetto, mando subito il mio progetto. Ovviamente non ho bisogno di uno sponsor italiano, vero? E i 300.000 euro (max) sono extra stipendio, vero? E sono per tre anni, almeno, vero? E posso accasarmi al dipartimento che mi pare, vero? Certo che, 60 milioni di euro/300k=200 progetti, mica male…

  21. Carlo ha detto:

    In un recente segmento di discussione nel blog si dibatteva intorno alla plausibilità d’una norma voluta dal neo-ministro concernente l’introduzione dei limiti d’età nel concorso a ricercatore. La conclusione era che tali limiti sono da considerarsi senz’altro anticostituzionali e contrari alle disposizioni in materia dell’UE. Alla luce di quanto riportato (e ricordando che tali limiti non riguardano in nessun modo l’accesso alle borse del dottorato di ricerca) mi chiedo come si debbano intendere i limiti d’età (33 anni!) che già compaiono in alcuni bandi per borse post-doc. Mi riferisco in particolare a quelle bandite dal SUM (http://www.sumitalia.it/ITA/index.php): «Per la partecipazione al concorso è richiesto, a pena di esclusione, il possesso dei seguenti requisiti: […] 2) non aver compiuto il 34esimo anno di età alla data di scadenza del bando» (da Art. 2 – Requisiti di Ammissione).

  22. Gianni P. ha detto:

    Il GOVERNO CONTRO I GIOVANI ha colpito. Non c’e’ piu’ niente da fare.

  23. insorgere ha detto:

    sui limiti di età dei post-doc.
    quello dell’universtià di bologna aveva il limite a35 quando lo vinsi io nel lontano 2002 e se non ricordo male lo aveva ancora lo scorso anno. (quest’anno credo che non lo bandiscano, ma non sono sicuro).

  24. alex ha detto:

    a torino ne sono stati banditi un certo numero con limite di età, non perchè il regolamento di ateneo imponesse tale limite, ma perchè i fondi da cui provenivano (di natura regionale) avevano questi vincoli se usati per qualunque forma di contratto

  25. Colombo da Priverno ha detto:

    Ciao ragazzi,

    ringrazio chi mi ha difeso, e anche chi non ha degnato di troppa considerazione gli attacchi personali ormai tediosi della stessa solita persona (o microgruppuscolo, forse ha ragione France) contro di me.

    Quanto all’augurio cortesemente ribaditomi, da vero gentleman, di non fare carriera accademica (ringrazio, invece, per la generosità circa la possibilità residua lasciatami di cimentarmi in differenti spazi lavorativi), l’ariostesco Ricercatore Furioso (ma un po’ meno nobile del paladini di Re Carlo, che erano disposti a morire per i compagni di battaglia, invece di augurare loro l’insuccesso e, peggio ancora, denigrarne l’intera compagine come lui, da perfetto asociale, fa con la R.N.R.P.), invito il cavalleresco Furioso a mettersi in fila, perchè nella mia facoltà parecchi si augurano che io e altri precari non facciamo carriera accademica.

    Ma non per la visione politica (che non c’entra nulla, e della quale normalmente nella vita nemmeno parlo, tranne quando si tratta di far venire allo scoperto “picchiatori verbali” in erba); ma solo perchè non vengo da una discendenza familare (nè amicale) di marca baronale, e bandire un posto per la mia materia (dove anche l’ordinario non fa parte di quella greffa locale, ed è uno che s’è fatto il mazzo come me e più di me investendo 100 e raccogliendo 20) significherebbe toglierlo ad una materia dove c’è pronto il figlio del barone vicino di stanza, che – poveretto – non essendo nemmeno riuscito nella professione, ci deve pensare la facoltà a procurargli il surplus per l’aragosta (perchè il problema di mangiare non lo ha certo).

    Quindi, mio poco nobile paladino Furioso, che spara a vista sulla R.N.R.P. che pur frequenta, e augura agli altri precari la cosa peggiore che si può augurare ad un precario, cioè di non farcela (roba da fucilazione alle spalle per alto tradimento !) hai sbagliato davvero tutto.

    I tuoi sogni malati notturni, in cui arrivano i cosacchi, abbeverano i cavalli alla fontana del tuo cortiletto, e ti mangiano gli yogurth dal frigo, non c’è bisogno che li fai percepire così chiaramente a tutti, che vergogna.

    Qui c’è da pensare al nostro futuro. Del quale, almeno mi pare, tu non fai parte, se non altro perchè non vuoi “mischiarti”…

    Snobbettone….

  26. GiovanniVigliotta ha detto:

    Ma dove è finita la protesta di cui si parlava nel documento del 28 luglio approvato da dutti?

  27. Luca Neri ha detto:

    Mi pare che il documenti manchi totalmente di slancio riformatore. E’ una difesa corporativa. E mi interessa poco. Il massimo che questo documento si auspica e’ sotto-sotto quello di ottenere un’altra bella infornata di privilegiati.

    E poi? Chiaro! olio bollene dalle torri..

    Discutiamo di questo: di una riforma seria. Organizziamo studi, work-shop, reviews. C’e’una letteratura scientifica sterminata sui metodi di finanziamento dell’universita’ e qui, dove queste cose dovrebbero essere il pane quotidiano, nenache l’ombra. Qui pare vi occupiate di come difendere il vostro posto di lavoro, che non ce ne frega niente. E neanche al paese. Parla uno che gestisce un gruppo di ricerca di 4 persone in USA e pur di tornare in Italia per motivi familiari, ha accettato di fare un dottorato di ricerca a 1000 euro al mese dal prossimo anno. Non sono uno fuori del sistema che vi fa la predica. Sono uno di voi, che vuole fare.

    Ma come e’ possibile che un gruppo di ricercatori, quando si parla di universita’, stia qui a disquisire ideologicamente e non faccia mai un cenno ai dati. A cio’ che studi scientifici hanno dimostrato?

    Vi invito a leggere questo documento. Potrebbe essere una base per uno studio piu’ approfondito:

    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/12/16/studiare-e-fare-ricerca-in-italia-proposte-per-una-riforma-delluniversita/

  28. seo competition ha detto:

    Hi there just wanted to give you a brief heads up and let you
    know a few of the pictures aren’t loading correctly. I’m not sure why but I think its a linking issue.
    I’ve tried it in two different internet browsers and both show the same outcome.

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