Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

.

Dedicato a tutti i precari, della ricerca e non.

In questo cupo cupo momento…..

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Estratto dal report dell’assemblea nazionale RNRP del 2 febbraio 2008:

3. parallelamente alla rete si costituirà una Associazione finalizzata a promuovere processi di riforma del sistema della ricerca e dell’università a partire da una lettura diversa dei processi in atto. Il comitato fondatore di tale associazione (coloro che erano presenti all’assemblea e quelli che ne volessero fare parte) si occuperà di sbrigare le pratiche burocratiche e di scrivere lo statuto. Il primo obiettivo dell’associazione è quello di CAMBIARE L’UNIVERSITA’. L’iscrizione all’associazione non sarà quindi esclusiva dei cosiddetti precari, ma sarà aperta a tutti coloro che vogliono cambiare il sistema universitario e potranno essere accolti in essa anche studenti, ricercatori e professori già strutturati pur conservando, attraverso meccanismi diversificati di iscrizione, la centralità dei lavoratori precari a garanzia del “nostro” punto di vista sui problemi. Si creerà quindi un gruppo poliedrico, che potrà lavorare su diversi fronti:

 

 

  • – vertenziale: in questo caso ci si occuperà prevalentemente di ottenere maggiori diritti per i precari universitari tenendo comunque a mente che l’obiettivo principale è quello del superamento del precariato AFFIANCANDO IN CIO’ LA RETE. Tuttavia l’associazione NON è un sindacato per cui a questo aspetto, sicuramente importante, ma non esclusivo, di lotte “sindacali”, l’associazione si dovrà occupare di proporre un nuovo modo di vivere l’università e la ricerca:
  • – sviluppando le relazioni fra ricercatori (precari e non) e studenti, organizzando eventi e seminari insieme per dare voce ai bisogni e alle curiosità dei singoli indipendentemente dalla cultura ufficiale e dai saperi imposti dall’università;
  • – stimolando l’indipendenza della ricerca, studiando le possibilità di ottenere finanziamenti per i ricercatori (anche quelli precari) e pubblicizzandoli il più possibile a tutti i livelli e in tutte le università, creando reti di ricercatori con interessi comuni che possano sviluppare linee di ricerca al di là dei gruppi precostituiti dai baroni, sostenendo questi nuovi gruppi nel risolvere eventuali conflitti e pratiche burocratiche.

La fondazione di questa associazione NON è in contrasto con l’attuale struttura a “nodi” della rnrp. La struttura “federale” della Rete rimarrà garantita anche all’interno dell’associazione e verrà quindi salvaguardata l’autonomia dei nodi soprattutto per quanto riguarda la scelta delle priorità da dare alle proprie attività. In buona sostanza l’associazione avrà il ruolo di

  • – fornire degli strumenti di azione ai nodi che ne abbiano bisogno;
  • – dare visibilità nazionale alle azioni e ai risultati ottenuti dai singoli nodi.
  • – favorire un confronto più ampio e di lungo periodo sui grandi temi dell’università e della ricerca anche in autonomia dalle pressioni contingenti del quadro politico e vertenziale

Su questo tema, tuttavia, sono necessari ulteriori approfondimenti e viene demandato al comitato promotore di articolare una più precisa proposta che chiarisca, in particolare, il rapporto tra questa associazione e la rete.

Sul tema ASSOCIAZIONE è finalmente partito il dibattito nella mailing list Dibattito della RNRP, alla quale ora dovreste potervi iscrivere. Nel caso il sistema non dovesse per qualche ragione funzionare inviate una mail a ricercatoriprecari@libero.it così da permetterci di fare un inserimento diretto.

Il tema del confronto è, essenzialmente, fondativo e costituente: quali gli obiettivi, quali i principi ispiratori, quali gli strumenti, CHI siamo. Il confronto durerà tutta l’estate, l’obiettivo è arrivare a settembre con una posizione condivisa. Questo è il primo di una serie di post dedicati alla fondazione dell’associazione.

Buttamo giù le nostre idee, smettiamo di lamentarci e cominciamo a tirar fuori i denti…

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70 Responses to Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

  1. arioprecario ha detto:

    Nu servu tempu fa d’intra na piazza
    Prigava a Cristu in cruci e ci dicia
    Cristu lu mi padroni mi strapazza
    Mi tratta comu un cani pi la via

    Si pigghia tuttu cu la sua manazza
    Mancu la vita mia dici che è mia
    Distruggila Gesù sta malarazza
    Distruggila Gesù fallu pi mmia
    si, fallu pi mia.

    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

    E Cristu m’arrispunni dalla cruci
    Forsi si so spizzati li to vrazza
    Cu voli la giustizia si la fazza
    Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia

    Si tu si un uomo e nun si testa pazza
    Ascolta beni sta sentenzia mia
    Ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria
    S’avissi fattu ciò ca dicu a ttia
    Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria

    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti

    • plebeo2012 ha detto:

      TI RINGRAZIO PER IL TESTO DEL BRANO CANTATO DA M IN SUGGESTIVO LINGUAGGIO SICILIANO. hO PERò RICHIESTO LO SPARTITO PER PIANOFORTE CHE NON RIESCO A PROCURARMI.

  2. mino ha detto:

    Ho provato a iscrivermi, ma non mi arriva nessuna e-mail automatica di risposta.

  3. arioprecario ha detto:

    @ mino

    proviamo anche così:

    ” Sul tema ASSOCIAZIONE è finalmente partito il dibattito nella mailing list Dibattito della RNRP, alla quale ora dovreste potervi iscrivere. Nel caso il sistema non dovesse per qualche ragione funzionare inviate una mail a ricercatoriprecari@libero.it così da permetterci di fare un inserimento diretto”.

  4. Ans ha detto:

    E’ il GOVERNO CONTRO I GIOVANI

  5. fabio ha detto:

    l’abbiamo capito, quante altre volte vuoi ripeterlo.

    Grazie a chi manda avanti il blog. Lo seguo spesso anche se non intervengo. Spero che possa nascere l’associazione, permetterebbe anche a chi come me ha poco tempo da dedicare a queste cose di essere in qualche modo partecipe. Io spero che l’associazione possa essere aperta a tutti i ricercatori precari, indipendentemente da dove lavorano.

  6. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Ario, come mai quando provo a iscrivermi alla mailing list il messaggio mi ritorna indietro? Mi da il seguente errore:

    : host
    mx.ricercatoriprecari.org[62.149.128.166] said: 554 Your email is considered spam (10.50 spam-hits)

    Una email vuota è filtrata come spam?!

    Ora ho mandato una email a . Vediamo se così funziona.

  7. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Riposto il commento. Alcune parti erano state tagliate.

    —————-

    Ario, come mai quando provo a iscrivermi alla mailing list il messaggio mi ritorna indietro? Mi da il seguente errore:

    dibattito-subscribe AT ricercatoriprecari.org: host
    mx.ricercatoriprecari.org[62.149.128.166] said: 554 Your email is considered spam (10.50 spam-hits)

    Una email vuota è filtrata come spam?!

    Ora ho mandato una email a “ricercatoriprecari AT libero.it”. Vediamo se così funziona.

  8. arioprecario ha detto:

    Non riesco a capire perché questi problemi. Ho chiesto i codici ad un collega per poter fare gli inserimenti diretti. Mandami una tua mail all’indirizzo indicato nel caso la procedura non funzionasse…. mah

    anche la tecnologia ci è avversa…

  9. ragazzi… la mailing list è troppo oldschool… stiamo copiando l’ADI…
    Facciamo un bel forum come tutte le comunità moderne.

  10. arioprecario ha detto:

    ma anche l’ADI ha il forum!!! 😉

  11. Untenured academic ha detto:

    rivoluzioneitalia dici che è oldschool perché rosichi che non puoi partecipare al dibattito aperto per non svelare la tua identità di professore ordinario.

    A proposito hai avuto la consulenza dalla Gelmini su come riformare/distruggere l’università?

  12. mrtonics ha detto:

    Invece di riempire tutti gli organici dei tribunali del lavoro come quello di Palermo che sono SOTTO ORGANICO (7 GIUDICI SU 12) per velocizzare le cause di lavoro decidono che il GIUDICE NON PUO’ DARE RAGIONE AL LAVORATORE…. Ma che cazzo di legge è??? Nessuno si è accorto di questa legge NESSUNO!!!! Anche l’opposizione DORME in questo PAESE !!! Uno si è fatto un mazzo tanto, ha subito un torto, si è dovuto pagare di tasca l’avvocato per affrontare una causa che dura anni e anni ed invece di aiutare i deboli questo governo favorisce i forti !!! VERGOGNA!!! C’erano migliaia di persone che aspettavano il risultato positivo di una causa di lavoro come unica speranza lavorativa della propria vita ed ora con un solo colpo di spugna di vedono uccidere anche questa ultima speranza, Molti di loro ora non hanno veramente + niente da perdere…

  13. Lorenzo ha detto:

    Non e’ che dorme: si dice che il PD fosse d’accordo con l’emendamento (a parte Ichino, che e’ l’unico che parla di apartheid e che forse andrebbe rivalutato da parte dei precari…)

  14. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Se vi interessa, qui c’e’ un appello per salvare la Ricerca italiana (uno dei tanti che saranno nati in questi giorni): http://universita.selfip.org/

  15. beppe ha detto:

    Bello questo appello. Vedo che ci sono firme di Atenei che nel passato hanno bandito posti di prof. ordinario ed associato seza avere la copertura finanziaria e costringendo poi il ministero ad operazioni di salvataggio (togliendo i fondi agli Atenei virtuosi).

  16. Bombadillo ha detto:

    Ciao cari, sono proprio contento che l’attenzione si sia finalmente spostata sul tema dell’associazione.
    A suo tempo, provai già – più volte – ad iscrivermi alla m.l., ma senza esito positivo.
    Purtroppo per me non sono ordinario (come r.i.), e la mia identità è praticamente nota,
    ma comunque ho deciso di non partecipare alla m.l., e di esporre le mie idee solo sul blog/forum.
    Vi spiego il perchè: l’idea dell’associazione on-line prevede delle discussioni – e poi delle deliberazioni – su di un forum; perchè mai la prima discussione,e relativa deliberazione, dovremmo farla con uno strumento diverso, ovverosia quello della m.l.?

    Discutiamone qui, invece, così sarà una discussione aperta.

    Fa parte della novità: non avere due livelli di comunicazione; essere davvero una casa di vetro; essere aperti agli interventi di tutti!

    Tanto poi, quando le diverse formule saranno messe ai voti – sempre sul forum – le potranno votare solo quelli disposti a svelare la propria identità. Non era questa l’idea?

    Comunque, ricapitolando, e completando, la mia proposta è questa:

    1) Costituire una associazione on-line la cui assemeblea si riunisca virtualmente su di un forum (e non mediante una m.l.)

    2) il fine sociale dovrebbe essere semplice, ma anche di forte effetto mediatico, tipo:
    “APRIRE al merito scientifico le caste chiuse del’Università e degli Enti di ricerca.”

    3) Dell’Associazione Precari della Ricerca Italiani (appunto: APRI), dovrebbero poter far parte tutti i precari della ricerca italiani (indipendentemente dall’ente di appartenza), e nessun altro. Viceversa si consumerebbe una truffa delle etichette: a meno, cioè, di non voler togliere la dizione ricercatori precari dalla sigla; fatto, però, che ci priverebbe della nostra identità.

    Tanto poi la discussione, essendo su di un forum, sarebbe aperta a tutti: dai Baroni, agli studenti. L’importante però è che alle votazioni/deliberazioni partecipino solo i precari iscritti.

    Quasi dimenticavo la cosa più importante….
    Per iscriversi, per chi non lo ha già fatto, bisognerebbe sottoscrivere la nostra petizione (io, ad es., con quelli che vogliono le stabilizzazioni proprio non ci voglio stare), in modo da dimostrare, in linea di massima, la condivisione di idee comuni, nonchè la capacità di saper mediare su proposte condivise, che, inevitabilmente, non sono esattamente quello che vuole il singolo socio.

    Forza ragazzi, discutiamone sul forum.

  17. mino ha detto:

    sono d’accordo con bombadillo … anche perchè non sono ancora riuscito ad iscrivermi alla mailing list, nonostante vari tentativi.

  18. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bombadillo, Mino, credo quella idea sia stata abbandonata per la mancanza di un informatico che realizzi il sito.

    Se qualcuno di buona volonta’ volesse progettare la pagina web, molti script (in php e javascript) si possono trovare gia’ pronti on-line. Ad esempio:

    Registrazione utente: http://www.xentrik.net/php/signup/signup.php

    Registrazione con validazione via email. Qui la spiegazione : http://www.patheticcockroach.com/mpam4/index.php?p=21
    e qui il download: http://www.patheticcockroach.com/mpam4/files/mpam4_php04_validation_1.7.7z

    Votazioni on-line: http://www.gentlesource.com/poll-voting/

  19. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Bombadillo, Mino, credo quella idea sia stata abbandonata per la mancanza di un informatico che realizzi il sito.

    Se qualcuno di buona volonta’ volesse progettare la pagina web, molti script (in php e javascript) si possono trovare gia’ pronti on-line. Avevo linkato in un commento i tre script cruciali — registrazione utente, validazione via email e votazioni on-line — ma il commento e’ finito in moderazione.

    Ario: puoi sbloccarmi il commento con i link?

    Per quanto riguarda le mailing list, dopo vari tentativi sono riuscito ad iscrivermi. Funziona random. A forza di provare alla fine dovrebbe funzionare.

  20. comunista liberale ha detto:

    il buon De Nardis sarà contento per l’esito congressuale.. lui enfant prodige, figlio d’arte rinnegato, ricercatore a 22 anni, in prima fila per la causa Comunista del compagno Ferrero.

  21. Colombo da Priverno ha detto:

    Bombadillo ha detto cose giuste. Sia sul merito sia sul metodo.

    Se non innoviamo per prima cosa – se non APRIAMO – il modo di comunicare e di funzionare dell’associazione, non riusciremo a cambiar niente.

    E poi, altra cosa sacrosanta, gli iscritti devono essere ricercatori precari. Se no la finiamo come certe primarie dell’Ulivo che potevano andare a votare anche i picchiatori di Forza nuova, se volevano…

  22. Paolo ha detto:

    comunista liberale, sarebbe stato meglio se fossi stato zitto; ci avresti fatto migliore figura.

  23. comunista liberale ha detto:

    errata corrige…

    De Nardis – da quel che mi dicono – è diventato ricercatore a 23 anni.

  24. Melandroweb ha detto:

    Mi sembra dialetto titese!

  25. alex ha detto:

    se il problema è avere un forum a disposizioni ci sono diversi servizi che permettono di configuare cose molto semplici e standardizzate senza necessariamente essere informatici e senza necessariamente dover comprare un serivizio di hosting spazio o server

  26. @arioprecario
    il forum dell’adi è un fake….

    la confezione è un forum ma dietro c’è la mailing list del loro CDA…
    con tanto di firma e talvolta relativa carica….

    Cmq è difficile diversificarsi da loro…. il contenuto medio di idee e proposte di questo blog è molto simile all’ADI.

  27. Untenured academic ha detto:

    Bollettino concorsi, I sessione 2008, al 28 luglio 08

    – 692 posti da ordinario (34%)
    – 1110 da associato (54%)
    – 244 da ricercatore (12%)

  28. Colombo da Priverno ha detto:

    Cito Arioprecario:

    “Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti
    Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti”

  29. paolo ha detto:

    Ma scusa untenured il concorso per ricercatori mi sembra sia per 1050 posti non per 244.

  30. la capra ha detto:

    untenured parla della prima sessione 2008. 1050 sono il reclutamento straordinario 2007 (nella seconda sessione 2007) oppure il reclutamento straordinario 2008 (annunciato ma ancora inesistente…

    saluti

  31. kronakus ha detto:

    Conosco da poco questa canzone, ma mi piace troppo.
    Per il significato semplice e immediato, e per questo importante.

  32. France ha detto:

    ATTENZIONE: IL SEGUENTE MESSAGGIO CONTIENE IRONIA. MANEGGIARE CON CURA.
    Siete degli inguaribili corporativisti (esprimendo risentimento per il vedersi negato il diritto di voto perche’ expat)! Il metodo old school della mailing list ne e’ la dimostrazione (ribadendo la propria completa avversione per il mezzo informatico)! Che a Colombo sia ritirato immediatamente il titolo di studio nonche’ la patente A (mirando a sfoltire la giungla delle figure contrattuali)!

    P.S. vi sono nel cuore

  33. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Al punto 3) si parla di tutti i precari della ricerca italiani (indipendentemente dall’ente di appartenza). Quindi anche expat suppongo (io credo di essere ancora italiano, [sarcastic mode: on] anche se a volte provo un pò di vergogna e fingo di non esserlo [sarcastic mode: off]).

  34. Colombo da Priverno ha detto:

    France, io, conoscendomi, mi toglierei la licenza elementare (non ricordo più bene gli affluenti del Po), e anche la carta fedeltà per la raccolta punti dell’Iperstanda, e, soprattutto, la tessera magnetica del mio noleggiatore DVD di fiducia (dove affitto esclusivamente la “Corazzata Pothemkhin” e, soprattutto, “Sciopero”, di Serghej I. Eisenstain, naturalmente).

    Troverei giusto che il tutto avvenisse con una cerimonia di degradazione pubblica e solenne, tipo colonnello Dreyfuss.

    Con Rivoluzione Italia che, nel parcheggio del supermercato, mi strappa i “Galloni della libertà” – da me indegnamente portati – e Ricercatore Furioso in divisa orbace da Centurione della Milizia che mi rompe la spada in due.

    Poi, la deportazione al C.E.P.U. (la parte più umiliante di tutta la vicenda).

    Si, stando al simbolo di criminalità ideologica che son diventato, penso che l’intero paese potrebbe fermarsi per assistere in diretta ad un evento del genere (soprattutto se lo si manda in onda quando non c’è “Tempesta d’Amore”, contro la quale non avrei speranze AUDITEL)

  35. Bombadillo ha detto:

    Cari, mi spiego meglio, dato che mi pare di essere stato fraintesto.

    L’APRI dovrebbe essere aperta a tutti i ricercatori precari italiani, proprio nel senso della cittadinanza, a prescindere dall’ente di appartenenza che, quindi, potrebbe essere, indifferentemente, italiano o estero: e ci mancherebbe altro!

    D’altronde, l’idea dell’associaizone on-line serve anche a mettere sullo stesso piano quelli che sono andati all’estero e quelli che sono rimasti in Italia. Si tratta, infatti, di due categorie tra le quali non vedo differenze, neppure di interessi, così come, del resto, non riesco a vedere una differenza tra noi “universitari” e i colleghi degli enti di ricerca.

    La differnza tra noi e i Baroni, invece, la vedo; così come quella tra noi e gli studenti, e tra noi e gli amministrativi.

    Non si può fare una associazione contro la caccia, ed aprirla ai cacciatori (ovverosia i Baroni), a chi si batte contro i treni ad alta velocità (gli studenti), e a chi è contro la vivisezione degli animali (gli amministrativi).

  36. paolo ha detto:

    Udite udite, il Ministero del tesoro ha deciso di versare 250 milioni di euro alla Finmeccanica (oltre ai 300 milioni per Alitalia).

  37. arioprecario ha detto:

    quelli che smerciano armi in giro per il mondo…..

  38. France ha detto:

    Siccome siete corporativi, sarebbe logico che i non ricercatori, o i non precari o i non italiani (cioe’ che lavorano in Italia), non avessero diritto di voto. Almeno non quelli, come me, per i quali il fatto che l’Italia abbia un sistema universita’ e ricerca che possa competere con UK, Germania etc e’ una questione di amor di patria, non di posto di lavoro. Come ho ripetuto varie volte, non ho nessuna intenzione di tornare a fare ricerca in Italia (cosi’ mettiamo tranquillo ricercatore furioso), e forse nemmeno a non fare ricerca. Allo stesso tempo, siccome italiano sono e rimarro’, vorrei che comunque l’Italia riuscisse a tirarsi fuori dalla m…a dove l’hanno ficcata quelli che oggi fanno il pianto greco. Questo per nazionalismo ultra-calcistico, per avere ancora del parentado che cola’ risiede e un giorno, chissa’, studiera’ (belli di zio!), e perche’ non sopporto l’ingiustizia e la mafia. Date queste premesse, concedere il diritto di voto a (gente come) me non mi sembra giusto nei confronti di chi, da quel voto, trarra’ auspici per il proprio futuro lavorativo. Nel mio caso, mi candido a socio sostenitore, sparatore di cazzate anche galattiche, suggeritore, buttafuori telematico, infermiere personale di Colombo, paciere, gossipparo.

  39. Untenured academic ha detto:

    France, stai confondendo le idee..

    l’associazione avrà l’obiettivo di difendere i diritti dei ricercatori che lavorano in Italia, in formazione precari e strutturati e di quelli espatriati. La linea di intervento sul precariato in Italia sarà centrale ovviamente. Su questa linea di intervento saranno chiamati a dire la propria i precari, lo stesso accadrà per ciò che concerne le altre figure.

    Poi ci saranno le questioni generali e trasversali su cui tutti parteciperanno alla discussione e alle votazioni.

  40. Colombo da Priverno ha detto:

    Grazie France, ne avevo tanto bisogno…

  41. nico ha detto:

    il governo battuto sul milleproroghe. qualcuno sa se ci riguarda o è solo un gollonzo?

  42. Untenured academic ha detto:

    il mille proroghe riguardava anche la ripresa del reclutamento straordinario, cioè il solo provvedimento a nostro favore di questo maledetto governo.

  43. France ha detto:

    Cioe’, fammi capi’ Untenured: vogliamo difendere anche i diritti dei ricercatori precari italiano in Olanda? Olandesi in Olanda? Greci in Germania? Greci in Grecia? Secondo me un “momento fondamentale” della vita associativa e’ votare una iniziativa (es: lo sciopero generale ad oltranza della didattica), oltre a proporla. Se volete fare casino, dovete deciderlo voi che lo farete, non vi pare?

  44. Untenured academic ha detto:

    no, difendere i diritti degli espatriati che vogliono tornare in italia.

  45. cattivo.maestro ha detto:

    Arriva una conferma: i posti da ricercatore banditi con i fondi destinati al reclutamento straordinario saranno 1050: http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/07/29/arriva-una-conferma-i-posti-da-ricercatore-banditi-con-i-fon.html#more

  46. France ha detto:

    OK, quindi chi e’ expat e vuole rimanerlo ma vuole “contribuire al dibattito” come lo mettiamo? Scusa ma ho bisogno di una casellina dove posizionarmi…

  47. carlo (con la minuscola) ha detto:

    Scusa France, ma così tutta l’utilità di formare una comunità virtuale (ovvero, aggregare persone che fisicamente vivono molto distanti) viene meno.

    Seguendo il tuo ragionamento, bisognerebbe escludere i ricercatori che non fanno didattica (e non sono pochi, nei centri ricerca e nei centri di eccellenza universitari i ricercatori non insegnano).

    Anche nel caso si organizzi una manifestazione, è ovvio che non tutti potranno partecipare. Se si organizza una manifestazione in Piazza Montecitorio a Roma, non mi aspetto che la gente venga da Trento o da Lecce (prendendosi giorni di ferie, spendendo per il viaggio e per l’alloggio, etc.). Che vogliamo fare una associazione per i soli ricercatori precari romani? Ma esiste già, è la “preCat”!

    E i ricercatori che – in attesa di tempi migliori – si mantengono insegnando nei licei?

    E la petizione di Mino & co.?! Secondo il tuo ragionamento dovrebbe essere priva di valore, visto che la maggioranza dei firmatari lavorano all’estero.

  48. Untenured academic ha detto:

    i ricercatori espatriati non interessati a tornare possono costituire cellule all’estero e difendere i diritti dei ricercatori italiani espatriati all’estero (se lo vogliono) e contribuire al dibattito generale sull’Italia ovviamente.

  49. Colombo da Priverno ha detto:

    Per me possono iscriversi tutti i ricercatori precari di nazionalità italiana. Normalmente saranno studiosi che lavorano in Italia o – spesso, ma non necessariamente, dopo aver lavorato in Italia – sono andati all’estero. In questo caso mi pare assurdo condizionare l’iscrizione ad un auto da fè sul futuro rientro in Italia.

    Non mi pare che ddebba instaurarsi un parallelo concettuale col “voto degli italiani all’estero”. Penso solo che c’interessi l’opinione di tutti i ricercatori precari cittadini italiani. E’ un buon compromesso da un lato per restringere gli iscritti agli interessati, escludendo strutturati, studenti, e quant’altro, e dall’altro per non sindacalizzare, aprendo a appartenenti alla categoria anche se non immediatamente toccati dalle questioni perchè stanno all’estero.

    Nello specifico, France sarebbe di certo dentro, e non perchè mi serve l’infermiere…

    Tra l’altro, mi pare che proprio nei fatti lui e qualcun altro abbiamo dimostrato l’utilità del contributo degli studiosi italiani all’estero alla discussione nostrana.

  50. Colombo da Priverno ha detto:

    Cattivo maestro, che tempi si prevedono?

  51. Untenured academic ha detto:

    Colombo, sei un inguaribile reazionario.. solo ricercatori di nazionalità italiana! mi vengono i brividi.. e un ricercatore romeno, cinese… che lavora in Italia?

  52. cattivo.maestro ha detto:

    Colombo,
    il decreto-legge va convertito entro fine agosto, poi servira il d.m. per la ripartizione dei fondi, che dovrebbe essere simile a quello dello scorso anno (dunque non ci vorr tanto tempo a scriverlo…). Ragionevolmente i bandi arriveranno fra ottobre e novembre,

  53. gwin ha detto:

    Scusate ma oltre all’associazione non sarebbe anche il caso di organizzare qualcosa di serio, questi ci precludono ogni speranza per il futuro e si risponde con la sola creazione di un’associazione? Inutile dire cosa se ne faranno di questa…..
    Le ultime norme sono solo un assaggio per sondare il terreno che a quanto pare è molto soffice, forse più di quanto gli stessi si immaginavano.
    Così non si può andare avanti!! Contratti di m…. e nessuna prospettiva futura dentro e fuori le Università, noi, i giovani, a guardare!!!

  54. France ha detto:

    @ carlo: non allarghiamo il discorso. Credo che “ricercatori precari in Italia” sia una categoria abbastanza “inclusiva”, di per se’. Io non sono “in Italia”, e non mi sento nemmeno tanto precario: ho un contratto di 3 anni, pagato molto bene, ferie, malattia e ogni benefit. Se consideriamo precario il fatto che non sia a lungo termine, allora lo e’, ma, per fare un paragone, un assegno di ricerca allora cos’e’? Bondage? S&M? Per questo dico che posso certo discutere, proporre e argomentare, ma non posso decidere anche io, insieme ai diretti interessati, della vita e delle iniziative della (futura) associazione. L’ autodafe’ non e’ richiesto a nessuno, per carita’. Se riterrete di dare a quelli come me diritto di voto, semplcemente non lo esercitero’. Ma vi rompero’ le scatole comunque, non preoccupatevi!
    @gwin: per esperienza ti posso dire che sembrera’ una perdita di tempo, ma solo una associazione puo’ “organizzare qualcosa”. Perche’ questa, chiederai? Perche’, forse, quelle che ci sono (ADI, RNRP vecchio stampo, ARI) non stanno tanto bene. Qui con quattro messaggi e un documento preparato online abbiamo dimostrato che una idea non solo “di” ma anche “di come” cambiare le cose c’e’. Li avrebbero fatti i V-day senza i meetup, i figli dell’Anticristo?

  55. bellissimo l’ultimo passaggio di battute fra colombo e untenured….

  56. Paolo ha detto:

    In realta’ sui pochi e abbastanza marginali fatti su cui l'”opposizione” (se cosi’ puo’ essere definita) grida allo scandalo tramite i suoi molti giornali mi sembra che il governo cerchi di metterci una pezza.
    Il problema e’ che sul blocco del turn-over nell’Universita’ sembra nessuno voglia appunto interessarsi, ne’ governo ne’ “opposizione”.
    E questo nonostante di motivi per gridare allo scandalo ce ne sarebbero infiniti: dall’incredibile (nel vero e proprio senso della parola) situazione di precariato presente nel settore, al tradimento dell’importanza della ricerca, alla disparita’ di trattamento tra Universita’ e Enti di Ricerca…
    Secondo voi non c’e’ proprio maniera per portare al centro dell’attenzione nazionale il nostro problema?

  57. Colombo da Priverno ha detto:

    Scrive Untenured Academic:

    “Colombo, sei un inguaribile reazionario.. solo ricercatori di nazionalità italiana! mi vengono i brividi.. e un ricercatore romeno, cinese… che lavora in Italia?”

    Caro Untenured, semplicemente non avevo pensato a questo aspetto. Nelle mie materie la presenza di studiosi stranieri è rarissima tanto da poterli contare sulla punta delle dita.

    La mia preoccupazione era quella di ampliare comprendendo i ricercatori italiani che lavorano all’estero su cui qualcuno aveva dubbi.

    Riformulo:

    1) ricercatori precari di nazionalità italiana, ovunque lavorino ed indipendentemente dal fatto che abbiano mai lavorato in italia;

    2) ricercatori precari stranieri che lavorano attualmente in italia.

    Solo un’annotazione, per te e per il tuo fan Rivoluzione Italia. Se dobbiamo discutere di argomenti seriamente, evitrerei commenti sulla persona sparati ad alzo zero e con intenti esclusivamente denigratorii.

    Come vedi non c’entrava niente il riferimento all’essere “reazionari”, oltretutto ridicolo, perchè, quando serve, ci si diverte invece a dipingermi come una specie di sessantottino.

    Quindi, non infastidire me e gli altri sul fatto che una mia frase ti faccia venire brividi caldi, freddi, tiepidi, la scrofola o la diarrea, che non interesa a nessuno. Rispondi sui concetti, e, come vedi, avrai da me una risposta razionale, perchè ti ho dato ragione sul merito, nonostante il fango che ti sei divertito a buttarmi addosso.

  58. Colombo da Priverno ha detto:

    P.S. guardate che Paolo ha detto una cosa intelligente.

    La maggioranza ci distrugge e l’opposizione (TUTTA, parlamentare ed extraparlamentare) sta a guardare con disinteresse.

    Siamo solo noi…e non ci svegliamo nemmeno la mattina presto.

    Che si fa?

  59. cervantes ha detto:

    Infatti, è anche per questo motivo che le nostre posizioni devono restare fuori dalle beghe politiche, intanto loro non aspetterebbero altro per strumentalizzarci e non farebbero NULLA comunque perchè gli interessi sono trasversali.

    L’ Associazione è proprio una delle due risposte alla domanda: cosa fare ?
    Bisogna cioè creare un organo di rappresentanza e consultazione che possa rendere visibili a vari livelli le nostre richieste, proteste, proposte ecc…
    E’ per me anche ovvio che debbea comprendere tutti i ricercatori precari Italiani, anche coloro che sono all’ estero la cui partenza è una conseguenza dei nostri problemi interni, e i ricercatori precari stranieri attualmente in Italia. Non sono invece d’ accordo con l’ inclusione di strutturati, come da alcuni proposta, se non eventualmente a scopo solo ed esclusivamente consultivo e senza diritto di voto in materia di precarietà.

    La seconda risposta alla domanda: cosa fare ? la conosciamo bene…dare atto dopo il mese di Agosto alle varie forme di protesta, blocco, occupazione e così via di cui abbiamo parlato sino a pochi giorni fa.

  60. @colombo
    non voglio denigrare nessuno… al massimo riderci un pò sopra….

    lo scambio di battute è stato particolarmente drammatico….

    ma anche untenured non ha scherzato affatto:
    “i ricercatori espatriati non interessati a tornare possono costituire cellule all’estero e difendere i diritti dei ricercatori italiani espatriati all’estero (se lo vogliono) e contribuire al dibattito generale sull’Italia ovviamente.”

    😮

  61. Colombo da Priverno ha detto:

    Gli strutturati, infatti, non ci fanno nulla.

    Se uno di noi diventa strutturato, non so, potrebbe pensarsi ad una formula tipo socio onorario. Se no esce, punto e basta.

  62. Colombo da Priverno ha detto:

    (rispondevo a cervantes)

    R.I., stai tranquillo, tu sai sempre dove fermarti. E’ qalcun altro, a volte…

  63. @colombo che scrive:
    “Caro Untenured, semplicemente non avevo pensato a questo aspetto. Nelle mie materie la presenza di studiosi stranieri è rarissima tanto da poterli contare sulla punta delle dita.”

    questa “testimonianza” riportata sinceramente da colombo rimarca l’importanza del dialogo anche attraverso un blog….

    ora la provocazione:
    ha ancora un senso il localismo dello studio?
    cioè parafrasando: Chi nasce a Roma studia diritto Romano. Chi nasce a Firenze studia il Rinascimento… etc. !!!!!

    Quasi a sembrare che l’americano o l’indiano preferiscono studiare/ricercare le rispettive culture native….

    Peccato che è vero esattamente il viceversa…. la realtà è che loro non possono accedere alla ricerca italiana per motivi strettamente lobbisti e protezionisti.

  64. Colombo da Priverno ha detto:

    Il localismo dello studio non ha un senso, anzi è la negazione del sapere scientifico.

    Per quello ho immediatamente recepito la critica (coi capelli dritti per il mio errore, ma proprio non ci avevo pensato), e inserito subito gli studiosi stranieri.

    E Rivoluzione dice bene anche su un altro punto: non siamo tanto noi a non andare all’estero: noi ci andiamo, per tempi brevi o lunghi, chi per necessità chi per avere un miglior curriculum, chi per cultura chi inseguendo una specifica ricerca. Per forza. All’estero ci sono centri d’eccellenza che qui mancano. Almeno nella mia materia, in Germania e in Spagna si elabora, e da noi si attacca il vagone alla loro locomotiva e ci si lascia tirare. Lo studioso che fa più impressione, spesso, è solo il più sguaiatamente esterofilo e il più gratuitamente geromanofono (cosa ben diversa dall’avere una vasta cultura comparatista che ti consente di elaborare soluzioni di più ampio respiro).

    SONO GLI ALTRI CHE NON VENGONO QUI!

    Nella mia materia (dirirtto penale) si usa molto andare a Friburgo al Max Planck, si usa andare a Monaco di Baviera; un po meno a Francoforte sul Meno. Si troveranno un’infinità di dottorandi e ricercatori che ci son stati, così come in Spagna a Ciudad Real, ad esempio. O negli Usa, o in Francia alla Sorbona, anche.

    Ma non sono altrettanti tedeschi, spagnoli e francesi a venire da noi, a considerare trainante o produttivo il NOSTRO pensiero. Qualche professore si, tiene contatti con noi, frequanta i nostri convegni; ma non ritiene certo di mandare gli allievi ad apprendere qui….

    Qui, nella mia materia, troviamo a bazzicare qualche argentino post-crisi, qualche brasiliano, pochi spagnoli.

    Non so se sia come dice R.I. (perchè noi siamo chiusi) o come io suppongo (perchè loro sono più avanti). Ma è così.

  65. loro sono + avanti perchè noi siamo chiusi

  66. materiagrigia ha detto:

    Ciao a tutti!
    Siamo un gruppo di ragazzi che aspirano a lavorare nel mondo del cinema.
    Anche nel nostro settore c’è molto di precario…
    Il cinema, come forma d’arte è un po’ come la musica. Non bastano lauree, studi specialistici e attestati per lanciarsi nel mondo del lavoro. Ti dicono che devi fare la gavetta, proporti come stagista o come volontario tuttofare eppure diventa difficile fare anche quello. Ci costringono a chiedere di sfruttarci pur di entrare in un giro… un tunnel che, si spera, abbia prima o poi una via d’uscita.
    Ci sarebbe da discutere a lungo su questa cosa…ma noi amanti delle immagini in movimento, stiamo preparando un cortometraggio di fiction sul precariato.
    Ci interesserebbe sapere cosa ne pensate culla pubblicazione in rete su un lavoro che parla per immagini di un problema così attuale e delicato.
    Sosteneteci in tanti..
    nei prossimi giorni pubblicheremo il video, che è in fase di post produzione.
    Grazie a tutti

    materiagrigia

  67. Cursores ha detto:

    A tutti i ricercatori
    GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE ALLE ORE 11,00DAVANTI AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA ORGANIZZATO DA USI/RdB-RICERCA SI TERRà LA
    CONSEGNA DEI CURRICULA DEI LAVORATORI PRECARI DELLA RICERCA
    AL MINISTRO BRUNETTA IMPORTANTE CHE NEI CURRICULA LA PRIMA VOCE SIA QUELLI DEGLI ANNI DI PRECARIATO.
    Presidenti degli Enti e Brunetta stoppano le stabilizzazioni e lavorano per mantenere la precarietà negli enti di ricerca. Il pretesto è una supposta meritocrazia che troverebbe realizzazione attraverso lo strumento del concorso pubblico che in realtà è stato un mezzo di ricerca di clientele e di gestione delle assunzioni. E’ necessario smontare questo pretesto e lo va fatto pubblicamente sfidando il Ministro sul terreno che lui pratica per distruggere la ricerca pubblica. I precari della ricerca dopo anni di lavoro precario, sfruttato e malpagato meritano di essere assunti a tempo indeterminato, meritano di avere una prospettiva di vita un po’ meno incerta, meritano di avere diritti e garanzie come i loro colleghi di ruolo.
    Lo hanno meritato sul campo in tutti questi anni, nei quali in enti spesso fatiscenti e con strutture arcaiche a causa degli scarsi investimenti dei governi sulla ricerca sono comunque riusciti a produrre un’impressionante mole di lavoro scientifico. Intendiamo portare al Ministro almeno una parte di questa produzione, anche per dimostrare che i precari della ricerca sono molti di più di quelli che lui vorrebbe far credere e sono più produttivi di chi li vorrebbe mandare a casa

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