Comunicato Firenze

Si stanno tenendo molte assemblee in tutta Italia. Questo è un comunicato da Firenze e ci hanno chiesto di pubblicarlo sul Blog.

Gli altri interessati alla pubblicazione di  comunicati da altre sedi universitarie possono richiederlo esplicitamente in mailing list nazionale.

L’assemblea del Polo Scientifico e Tecnologico di Firenze, indetta dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL, e tenutasi il 18 Settembre 2008 presso il Blocco Aule del Polo, a Sesto
Fiorentino, alla presenza e con la partecipazione di studenti, ricercatori, docenti, personale tecnico
ed amministrativo, strutturati e precari, ha esaminato la situazione di grave criticità di tutto il
sistema pubblico della Formazione Universitaria e della Ricerca, sia a livello nazionale che nella
speci ca realtà fiorentina.
L’assemblea ha evidenziato che:
La contrazione del nanziamento pubblico nel settore della Formazione Universitaria e della Ricerca, protratta nel tempo e con crescente intensità, ha portato le disponibilità economiche di Atenei ed Enti Pubblici di Ricerca al di sotto della soglia minima necessaria allo svolgimento delle proprie attività, sia di didattica che di ricerca.
L’estemporaneità degli interventi economici e di riforma in tutto il settore ha reso e rende impossibile una qualsivoglia programmazione delle attività, causando anche una perdita di prospettiva per lo sviluppo futuro.
Il sostanziale blocco di ogni forma di serio reclutamento cancella una generazione di ricercatori, tecnici ed amministrativi, e con essa le professonalità maturate in anni di lavoro precario.
L’attacco al sistema dell’Università Pubblica impoverisce gravemente il servizio o fferto agli studenti di oggi

– riducendo la qualità dell’attività didattica e cancellando ogni prospettiva
futura nell’ambito della ricerca – e svuota di signi cato il percorso degli studenti di domani
– mettendo in discussione il ruolo stesso dell’alta formazione nella costruzione della nostra
società.
I meccanismi che negli anni sono stati posti a fondamento della gestione di Atenei ed Enti
Pubblici di Ricerca hanno prodotto, anche ed in particolare nel caso dell’Ateneo orentino,
danni gravissimi al sistema nel suo complesso, senza che le responsabilità a tale riguardo
venissero adeguatamente individuate ed analizzate.
L’assemblea chiede:
all’attuale Governo:
– di invertire la rotta per quanto riguarda il nanziamento pubblico agli Atenei ed agli Enti Pubblici
di Ricerca, modi cando radicalmente la politica economica che riguarda il settore.
a tutte le forze politiche:
– di difendere ad oltranza il sistema pubblico dell’Istruzione e della Ricerca, riconoscendone esplici-
tamente il ruolo fondamentale nella costruzione e nello sviluppo della nostra società;
– di denunciare senza mezzi termini che la protratta e scriteriata riduzione del nanziamento
pubblico ha conseguenze devastanti nel comparto della Conoscenza, dall’incontrollabile aumento
delle tasse universitarie alla trasformazione degli Atenei pubblici in fondazioni di diritto privato,
no alla cancellazione totale dell’attività di Ricerca Pubblica.
alle organizzazioni sindacali ed a tutte le forze interessate a livello nazionale:
– di organizzare forme di protesta ad oltranza, ivi compreso lo sciopero nazionale.
alla società:
– di riconoscere nel sistema Pubblico dell’Istruzione e della Ricerca una risorsa fondamentale per il paese, appoggiando ogni iniziativa volta alla difesa di tale sistema. L’Assemblea si impegna a promuovere forme di protesta che coinvolgano tutte le componenti del mondo dell’Università e della Ricerca, rendendo partecipe la società intera della drammatica situazione attuale, e difendendo in tutti i modi possibili l’idea stessa di una società matura e libera basata su
SCUOLA, UNIVERSITA’ E RICERCA PUBBLICHE.

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38 Responses to Comunicato Firenze

  1. antonio ha detto:

    Fate proposte!
    La situazione della ricerca è grave, lo è sempre stata, almeno da 30 anni, con tutti i governi. Faccio un appello: non sprecate i lvostro tempo a dire sempre no perchè ora c’è la destra. Tanto ormai Berlusconi vola su tutti i sondaggi e più manifetstate contro, più il Cavaliere aumenta il suo distacco ed il PD diminuisce.
    Torniamo al punto: Fate proposte, so che sono state fatte in passato da questa rete, come ad es. la cooptazione responsabile, che io e tanti altri in questo blog condividiamo.
    Se non siete d’accordo proponete altro, ma proponetelo.
    Il messaggio che deve passare è: chi si oppne alla Gelmini propone 1……2……3.
    Ovviamente questo non significa “chiediamo che non si faccia ……”, bensì idee nuove rispetto al progetto Gelimini.
    Il progresso passa attraverso le idee, nuove e possibili.
    Caspita, l’Italia è nel G8, è possibile che non si riesca a governare la ricerca come avviene negli altri Paesi industrializzati?
    Proponiamo!

  2. La mia proposta contro la gelmini è:
    1) abolizione concorsi
    2) abolizione valore legale titolo studio
    3) autonomia economica degli atenei

  3. antonio ha detto:

    Concordo con rivoluzioneitalia!!!
    Bravo!, Grazie del tuo contributo!
    Fa che questo contributo venga sostentuo alle varie manifestazioni!

  4. paolo ha detto:

    1) Lo Stato italiano incassa molto meno soldi degli altri paesi europei.
    2) Si devono anzitutto garantire i servizi essenziali (sanità, pubblica amministrazione)
    3) Non rimangono molti fondi per la ricerca (perchè sprecare soldi per assumere un ricercatore in filosofia medioevale, letterratura tedesca o antropologia culturale se non abbiamo i fondi per pagare infermieri, poliziotti e assistenti sociali?)

  5. Mario Trabucco ha detto:

    Anche io concordo con rivoluzioneitalia, ma pure ciò che dice paolo va tenuto in considerazione. Pertanto aggiungo:

    4) riduzione del numero degli atenei finanziati dallo stato

  6. France ha detto:

    Ma non eravate tutti gommunisti?

  7. antonio ha detto:

    Non bisogna divedirsi tra destra e sinistra, ma prendere l’esempio da sistemi migliori vigenti in altri Stati, per quanto compatibile.
    Se ad es. in USA c’è la pena di morte, ed a noi non piace, anzi la odiamo, vorrà dire che non la prenderemo in considerazione e che diremo agli USA di abolirla.
    Tutto qua.

  8. France ha detto:

    rettifico
    ATTENZIONE: IL SEGUENTE MESSAGGIO CONTINE IRONIA. MANEGGIARE CON CURA.
    Ma non eravate tutti gommunisti?

  9. antonio ha detto:

    avevo già colto l’ironia, ma ho approfittato per sottolineare un concetto fondamentale:
    non dividersi e prendere il meglio da ciascun Paese ( a livello di sistema) e da ciascuno di noi (a livello di singoli), in un momento nel quale si dice sempre no (no tav, no cav, no gelmini, no bush, no dal molin, no papa, no global ecc.)

  10. Fabrizio ha detto:

    Credo che il perno di una riforma organica che comprenda l’abolizione del valore legale del titolo di studio e dei concorsi debba essere il principio della responsabilità, in chiave ovviamente premiale o punitiva.
    E per punitiva intendo che se questo o quel Dipartimento assumono un docente che non produce vanno incontro a due conseguenze:
    1. Licenziamento del docente;
    2. Sottrazione del quoziente e impossibilità di chiamata per un bel pezzo;

    Solo così il sistema potrebbe (in teoria) funzionare. Altrimenti aprire la porta alla chiamata diretta vorrebbe dire ingigantire in maniera esponenziale i difetti di ora.
    Altra cosa: è inevitabile che alcuni atenei debbano essere chiusi, così come certi corsi di laurea o Facoltà. E’ impensabile continuare a mantenere un sistema così esteso e pensare di farlo garantendo efficienza e eccellenza.

    Questi, lo so, sono progetti quasi irrealizzabili.
    Meglio comunque che andare in piazza a spernacchiare questo o quel ministro, competente o meno, perchè osa “toccare l’università bubblica”, come spesso si legge su questo post.
    Dovremmo metterci in testa anche di ridurre i posti di dottorato, oppure prevedere che chi non entra di ruolo all’università abbia qualche riconoscimento nei concorsi o simili (parlo ovviamente per Facoltà umanistiche, dove spesso ci sono dei dottorati scandalosi che producono solo dispoccupati).

    Saluti

  11. Fabrizio ha detto:

    …e aggiungo: smettiamola di sentirci dei Padri Eterni solo perché siamo ricercatori – seppur precari – all’Università.
    Il nostro è un lavoro come un altro, e se una ministra ha fatto la furba prendendo il treno per andare a fare l’esame di avvocato facilitato potremmo anche chiudere un occhio, visto che nessuno di noi – credo – ha ottenuto dottorato, borse o assegni solo sulla base delle proprie forze, ma sapendo benissimo che questo o quel concorso pubblico che ha vinto era solo una farsa che gli ha permesso di ottenere il posto, seppur precario.

  12. Fabrizio ha detto:

    TRADOTTO: inutile invocare a gran voce riforme trasparenti dei concorsi se – magari – grazie a queste non avremmo potuto ottenere nemmeno il titolo di Dottore di ricerca. Questo per dire – senza polemica – che alla fine solo la chiamata responsabile (come proposta da Antonio) potrebbe essere una soluzione onesta e accettabile.

  13. antonio ha detto:

    Bravo Fabrizio! condivido!

  14. Ele ha detto:

    La mia proposta:

    1. fissazione di un rapporto minimo ricercatori/associati ed uno associati/ordinari.
    Le Universita’ che superano uno dei due rapporti sono tenute a convergere verso il rapporto prefissato entro N=5 anni, bloccando, se necessario, i concorsi per associato e/o ordinario.

    2. introduzione generalizzata del meccanismo del tenure-track a 3 o 5 anni quale unico modo di accesso a ricercatore. Trasformazione immediata di tutte le forme di laavoro atipico con anzianita’ di almeno 3 anni post-doc in tenure-track.

    3. da 2. consegue abolizione dei concorsi

  15. paolo ha detto:

    la riforma del 1982 è stata fatta avendo in mente 30% ordinari, 30% associati e 30% ricercatori.

  16. insorgere ha detto:

    proposta (che riprende alcuni punti già toccati)

    1. abolizione del valore legale del titolo
    2. distruzione delle risorse statali solo in base al merito che deve essere valutato da un’agenzia appositi che valuti i dipartimenti (le vere strutture della ricerca) e non interi atenei.
    3. libera contrattazione di salari e stipendi
    4. libertà di licenziare chi non è produttivo (e ne conosoco tanti entrati con l’ope legis che non fanno un tubo da quasi 30 anni)
    5. selezioni compiute collegialmente dai membri di un dipartimento (con valutazione di titoli, prova seminariale sui temi di ricerca del candidato – cui partecipano anche i rappresentanti di studenti e dottorandi).

    conseguenza di tutto ciò? probabile tracollo di molte sedi, perdità del controllo centralistico del ministero.

  17. insorgere ha detto:

    hemmm….il punto due voleva essere “distribuzione delle risorse” non distruzione…

  18. insorgere ha detto:

    infine, e perdonata il cinismo…alla gelimini delle nostre proposte non glie ne frega nulla…perdipiù con questa linea avremo contro i sindacati e probabilmente anche gli studenti.

    ma se si deve proporre un autentica innovazione, e non difendere lo status quo…a questo si arriva

  19. antonio ha detto:

    Bene così.
    non è molto che frequento queso blog, ma ho lanciato la proposta di “proporre”, ed abbiamo ottenuto un pò di proposte interessanti. Sono contento.
    Sicuramente avere contro i sindacati e gli studenti non è rilevante: fanno soltanto casino.
    Credo che alla Gelimini, invece, possano interessare 2 o 3 punti. Quelli che abbiamo espresso sono ragionevoli. Inoltre, facendo così si trasmette l’idea di cooperazione e serietà. Tanto la situazione è brutta,proporre 2 o 3 cose può essere molto più produttivo di urlare slogan contro il governo. Siamo poi d’accordo sull’abolizone dei concorsi. Avanti con le idee!

  20. @france
    Ma infatti…
    ma da dove sono usciti tutti questi europeisti-riformatori?

    Dove eravate prima?

  21. Mario Trabucco ha detto:

    @ insorgere:

    avrei qualche perplessità su alcuni punti. Per esempio al punto 2 stai suggerendo l’istituzione di un’altra ancora tra le molte agenzie statali? Forse per metterci dentro i prof che si buttano fuori dall’università? Credo che bisognerebbe utilizzare qualcosa di più automatico, come un criterio basato su:
    a) produzione scientifica: numero di pubblicazioni ponderato in base all’impact factor;
    b) creazione di occasioni di confronto scientifico nazionale ed internazionale;
    c) quantità e qualità degli studenti del corso e/o della materia (rapporto iscritti laureati ecc..)

    Poi altro dubbio sul punto 3; va bene la libera contrattazione, ovviamente però a patto di garantire un minimum dignitatis, altrimenti si arriva allo sfruttamento in nome della concorrenza e contrattazione e finiamo esattamente dove stiamo adesso.

    Per il resto, direi che concordo in pieno!

  22. France ha detto:

    ATTENZIONE:IL SEGUENTE MESSAGGIO CONTIENE IRONIA. MANEGGIARE CON CURA.
    Cari insorgere, antonio, R.I. etc… Insomma cari (neo) turboliberisti: per chi ha esperienza di questo spazio, dire che “siamo poi d’accordo sull’abolizione dei concorsi” e’ un tantino azzardato. E ritorno sul punto: abolire i concorsi non puo’ essere l’unico pnto veramente unificante, perche’ poi va a finire che ci dicono “OK, aboliamo i concorsi” e tuto resta come prime, meglio di prima. Scenario: 3000 posti nei prossimi 5 anni. “Aboliamo i concorsi” passa. “Valutazione, bastonate delle gengive ai fancazzisti, responsbilita’ PENALE per le assunzioni sospette” non passa. I 3000 posti vengono assegnati ai 3000 figli di, o mogli di, o amanti di. 2013: aboliti i ricercatori. Assunzioni per il 50% dei pensionamenti. I ricercatori ormai in ruolo coprono, col tempo, i posti da associato e poi da ordinario (pochi) che si liberano. 2016: abbiamo 40 anni, e un assegno di ricerca da 6 mesi. 2020: i 190 atenei italiani, compresi quello della Stazione Permanente in Antartide e di Campione d’Italia, contano 2.000.000 di studenti, 150.000 amministrativi e 15.000 docenti. Il 90% e’ convertito in Fondazione di diritto privato, e riceve dallo stato il 95% del budget, che finisce per il 99.9% di stipendi. Si inaugura all’Universita’ di Roma 7-Spinaceto, fra gli applausi del capo dell’Opposizione permanente, il corso di laurea in Storia del Cinema di Animazione. Divento cittadino olandese.

  23. carlo ha detto:

    [Attenzione: ironia in corso] France la fai troppo lunga! Io avrei detto: 2009, imparo l’olandese (se già lo parli, salta alla casella successiva); 2009 + epsilon, chiedo la cittadinanza in Olanda.

  24. France ha detto:

    2008-2009: sto facendo il corso
    2017: posschiedere la cittadinanza. Poi ci vuole un po’ di tempo…

  25. @fabrizio
    Non c’è bisogno di specificare ulteriori regole punitive…

    l’autonomia economica degli atenei è sufficiente….
    I “dirigenti” dell’ateneo devono sopportare il peso di assumere quelli che vogliono… parenti amici e cugini compresi…. quando altri atenei gli soffieranno i fondi poichè più competitivi… qualche testa salterà… se non tutto l’ateneo. Ma dubito che si arrivi a questo drastico finale….
    Infatti (e finalmente) ai consigli di facoltà, tutti i dipartimenti invece di cincischiare, dovranno discutere congiuntamente su chi merita di essere assunto e chi no…

  26. insorgere ha detto:

    ho un po’ di familiarità col sistema inglese.

    riferisco quanto mi diceva pochi giorni fa un illustre studioso del Royal Holloway College (londra). Ogni 5 (o 4 non ricordo bene) c’è la valutazione dei dipartimenti da parte di un’appostia agenzia nazionale. L’agenzia considera tutta la produzione da persone che affersicono come strutturati (diremmo noi) al dipartimento X alla data della valutazione, il che vuol dire che i precari che hanno prodotto nel corso degli anni precedenti, ricevono contratti a tempo indeterminato subito prima della valutazione – per alzare il punteggio del dipartimento.

    Questo è un meccanismo che – per come mi è stato descritto – risulta virtuoso: promuove i giovani in funzione della loro produttività, incentiva i dipartimenti a chiamare da fuori persone produttive e ad allontanare i pesi morti.

    quanto alle proposte che avevo fatto,
    rispondo ad antonio: l’impact facto ecc. non ha senso per le materie umanistiche, si possono fissare vari criteri, la verità è che ci vorrebbe un ente terzo che giudicasse periodicamente i dipartimenti. SOTTOLINEAO I DIPARTIMENTI E NON GLI ATENEI.

    quanto poi al rischio di avere solo l’abolizione del titolo e la chiamata diretta, senza tutti gli altri correttivi. France ha ragione, è un rischio concreto. ma alla fin fine, fa davvero differenza? i concorsi di oggi sono talmente farseschi che è come se ci fosse già la chiamata diretta, solo che c’è la foglia di fico delle prove che fa si che i membri della commissione non si prendano le loro responsabilità. se vince il figlio del rettore possono dire che ha fatto il tema migliore, con la chiamata diretta almeno si toglie quest’alibi.

    se poi si vuole un cambiamento vero bisogna capire che merito fa rima con denari: tradotto, le università – come avviene all’estero – sono interessate a chiamare i migliori se sono veramente in competizione tra loro per le risorse (pubbliche, private, nazionali e internazionali). Se non ci sono vantaggi monetizzabili a chiamare il più bravo è evidente che continuerà a dominare la mafia. Se invece passerà un sistema “moderno” chi chiama il cugino dell’amante farà fallire la sua struttura….

    datemi pure del turboliberista, se vi piace. in realtà non sostengo una privatizzazione degli atenei, all’americana, mi accontenterei di un modello UK che coniuga bene l’equilibrio tra l’autonomia degli enti universitari e la distruzione delle risorse governativa.

  27. insorgere ha detto:

    hemm, ancora – tra i tanti orrori di battitura – ho scritto distruzione per distribuzione….

    sarà che il mio inconscio è convinto che siamo alla catastrofe…

  28. Bombadillo ha detto:

    ..cari amici, e, soprattutto, caro Antonio:
    vedi che noi le nostre proposte, condivise, meditate, “litigate”, e poi unificate in un testo a due fasi – una semplice semplice, di attuazione imediata, ed una più ambiziosa e risolutiva, per il lungo peridodo – le abbiamo già fatte,
    e le abbiamo pure proposte alla Gelmini, e agli altri, corredtate da ben MILLE firme raccolte in 15 giorni: un successo inaspettato e irripetuto, anche in considerazione del fatto che si trattava di ricercatori, precari e non, e di professori, anche di numerose, e prestigiose, univesità straniere.

    Non lo sapevi? Non hai frimato la petizione?

    Una base di proposte già c’è – forse non è la migliore possibile, ma sicuramente è migliore di quello che c’è adesso – ed ha anche una forza (le firme raccolte) che altre proposte non hanno. Non discutiamo ancora su questo.

    Discutiamo, piuttosto, su qualle associazione on-line dei precari vogliamo, a questo indirizzo http://www.apri.altervista.org/forum
    poi associamoci, intercettiamo più r.p. possibili, e cerchiamo di far valere, tramite una manifestazione INCISIVA – senza bisogno di spostarsi fisicamente solo per discutere -, le proposte che abbiamo già formulato, e che hanno già raccolto un così ampio e qualificato consenso.

    Sitete tutti invitati alla discussione! I temi sono tanti, ad es., chi può iscriversi?

    http://www.apri.altervista.org/forum

  29. paolo ha detto:

    Il concorso deve essere per titoli e pubblicazioni (senza esame). In questa maniera se ci sono degli abusi si potrà fare ricorso al Tar e chiedere di valutare la regolarità del giudizio della commissione.

  30. France ha detto:

    @paolo
    Forse tu ne sai piu’ di me: che succede se il TAR annulla? I commissari vengono sanzionati? Come? Vengono interdetti forever dalle commissioni giudicatrici? Pagano una ammenda? Vengono processati e condannati penalmente? Vengono licenziati dai propri enti?
    E poi si rifa’ il concorso ovviamente (il TAR non puo’ decidere chi e’, faccio un esempio, il miglior chirurgo): viene escluso il candidato precedentemente favorito? Come viene scelta la nuova commissione, tenuto conto che la precedente era “corrotta”?
    Ti ricordo, comunque, che questa possibilita’ esiste gia’ oggi. Il TAR ha gia’ fatto ripetere diversi concorsi, ma mi sembra che il sistema non se ne sia spaventato piu’ di tanto. E poi, ma ti sembra logico adottare un sistema che puo’ funzionare solo in virtu’ di un deterrente amministrativo come il TAR?
    Bombadillo, ce l’hai il link della nostra petizione, che in quanto tale non e’ stata presa in consderazione, ma e’ comunque un buon manifesto di intenti per l’associazione e soprattutto sarebbe bene he chi usufruisce di questo spazio leggesse per vedere a che punto stiamo. Lo puoi postare qui di nuovo?

  31. paolo ha detto:

    Oggi per i ricercatori il ricorso al Tar non funziona perchè c’è la prova scritta il cui giudizio è discrezionale alla commissione. Funziona invece per gli associati ed ordinari (leggi il sito concorsopoli)

  32. France ha detto:

    Riformulo: i concorsi da associato e ordinario sono, per la loro impugnabilita’ di fronte al TAR, puliti?

  33. insorgere ha detto:

    ovviamente no!
    quanti sono i ricorsi? pochissimi mi pare…
    e il destino dei ricorrenti? miserimmo a quanto ne so…

  34. France ha detto:

    E’ come dire che la mia Clio funzionera’ per 5 anni PERCHE’ la garanzia dura 5 anni…

  35. Bombadillo ha detto:

    Per France: io no, ma sicuramente mino sì.
    In realtà, io credo che il testo della petizione dovrebe stare fisso su questo sito, ed anche, ovviamente, su quello dell’istituenda associazione on-line: ovviamente, poi, se i due siti fossero un sito solo sarebbe tanto meglio, ma Ario, su questo punto dell’associazione on-line non si è fatto più vivo.
    Credo che la sua idea sia di far ancdare avanti la “vecchia” r.n.r.p.: una assocaizione che, prima dell’estate, in un mese non è stata neanche capace di decidere se appoggiare la petizione o meno, perchè non riuscivano a riunirsi!!!

  36. mino ha detto:

    Questo è il link dove si poteva firmare (ma ora la petizione è stata chiusa e non si può riaprire):

    http://www.gopetition.com/online/19725.html

    Questo stesso link è anche segnalato sul sito “Concorsopoli” cui si faceva riferimento prima.
    Si noti che ancora oggi, dopo tanto tempo, ci sono tante persone che vanno a visitare tale pagina, come riesco a dedurre dal contatore visite posto in basso.

    Mentre in quest’altra pagina, creata da me, che facilmente si potrà trasferire sul sito della nuova associazione, trovate tutto riepilogato per bene, con con nome e affiliazione di chi diede l’autorizzazione a pubblicare la propria firma, come fu mandato a Roma al Ministro, al Sottosegretario, ecc.

    http://www.geocities.com/petizione.ricercatori/

  37. Elena2 ha detto:

    Sono d’accordo con voi…bisognerebbe dare più visibilità alla petizione!A proposito di meritocrazia….perchè non giriamo la petizione al ministro Brunetta?

  38. mino ha detto:

    Cara Elena2,
    sono d’accordo con te. Anche se non credo che Brunetta possa fare granchè, di certo male non fa mettere al corrente quanti più politici possibile della raccolta di firme, anche perchè ora la questione si ripropone per i 2000 concorsi del 2009, di fatti l’ultima spiaggia per molti di noi.
    Ancora meglio divulgare la petizione tra tutti i membri delle commissioni cultura di Camera e Senato, per esempio per e-mail, anche dell’opposizione in modo da dare loro un’eventuale arma contro la Gelmini qualora il Ministro perseverà, come ormai sembra certo, con le vecchie regole.
    Finora ho informato della petizione alcuni membri “selezionati” delle due commissioni, come il Prof. Veronesi o la On. Ghizzoni. In precedenza erano stati informati anche l’On. Madia (http://mariannamadia.ilcannocchiale.it/comments/1971604) e (da Vito) anche il Sen. Valditara, al quale poi ho scritto un’ulteriore e-mail per chiedergli delle intenzioni per i duemila concorsi del 2009 (e la risposta è che si dovrebbe andare ancora con le vecchie regole). Insomma … poichè non vorrei essere considerato uno spammer professionista, preferirei non essere io a scrivere nuovamente ai vari politici… ma questa è una cosa che può fare uno (o più) qualsiasi dei firmatari della petizione (al sito della Camera e del Senato ci sono gli indirizzi e-mail dei membri delle commissioni), magari specificando che la stessa questione sollevata dalla petizione si riproporrà per i duemila concorsi del reclutamento straordinario del 2009.

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