La scuola, il merito e il professore

Qualche giorno fa, tra i tanti, e’ uscito un articolo di Alberto Alesina sul tema caldo della scuola e della sua (presunta) riforma. Indovinate un po’ quale era la posizione del professore? Qual e’ la soluzione e il vero problema della scuola, e dell’università, italiana?

Indovinato!

Il problema e’ la mancanza di competizione tra le scuole: la soluzione un’iniezione di merito e competizione! Era facile, e’ il solito ritornello neo-liberista, o come dice quello “mercatista”, che da decenni leggiamo su questi giornali e da questi editorialisti o professori. Lo stesso per tutti i luoghi e tutte le situazioni, il rimedio miracoloso per qualsiasi organizzazione, sistema o persona.

E’ un punto di vista ideologico, non perché sia un’idea forte, tutti ne abbiamo. Ci mancherebbe. Faccio solo notare che il ragionamento dà per scontati i suoi presupposti, ignorandone altri. Penso alla banale constatazione che per alcune parti d’Italia è impossibile scegliere la propria scuola: questa estate sono stato in montagna e credo sia difficile andare in un altra scuola distante qualche valle e passo. Mi riferisco al problema ambientale, nelle grandi città e in provincia, posto da minori e genitori obbligati a ore di macchina o SUV per arrivare nella “scuola migliore”: io a scuola ci andavo a piedi… Faccio addirittura osservare, come questo “metodo” tagli fuori dalla buona formazione chi non è in grado di scegliere il migliore “progetto educativo”, oppure, semplicemente, non abbia una scuola (o università) “di Serie A” nelle vicinanze o, per condizione economica o ecologica, non possa raggiungerla. Inoltre, non possiamo ignorare la missione del sistema scolastico di garantire un servizio pubblico il più possibile ampio, assicurando mobilità sociale e pari opportunità.

Ma queste sono solo possibili contro-argomentazioni o criteri di giudizio della proposta. Entrano altrettanto poco nel merito e usano lo stesso metodo. Il punto mi pare essere proprio il modo utilizzato per dare questi giudizi, per fare queste proposte.

Quello che stupisce è che queste, non solo ignorano alcuni criteri o parametri, ma non si sforzano di confrontarsi con la realtà concreta e con gli effetti delle politiche proposte. Stupisce che un rinomato docente universitario non si sforzi di adottare il metodo scientifico all’oggetto di cui discute. Non vengono citate ricerche o studi, solo alcuni dati statistici – riguardanti l’università – di un altro articolo sul Sole 24 ore (che tra l’altro come questo non dimostra nulla “in modo incontrovertibile”). Applica la sua proposta senza conoscere meglio quel sistema complesso fatto di milione di persone, carico di inerzie e ricchezze, affollato di teorie pedagogiche, esperimenti di valutazione e interessi, casi di eccellenza e un’autentica giungla normativa, con una storia costellata di frenetiche riforme (un po’ come l’università). Come può un docente di economia politica che si occupa di altro e vive e lavora negli Stati Uniti conoscere a fondo tale realtà?

Si scopre infatti che la concorrenza tra le scuole esiste già da tempo, come ci sono già dirigenti scolastici autonomi e con la responsabilità (personale) delle proprie scelte amministrative e didattiche. Già da tempo ogni mattina le macchine si affollano davanti agli ingressi degli istituti scolastici…

La ricerca scientifica, come la politica e il giornalismo, dovrebbero invece fondarsi sulla conoscenza, sull’approfondimento e sui tempi lunghi necessari alla riflessione e valutazione. Troppo spesso su questi argomenti, ma su quasi tutti, invece si ragiona per pregiudizi ideologici. Le poche ricerche che si fanno o citano sono spesso solo analisi statistiche che misurano la realtà con quegli stessi criteri di efficienza coerenti con il metodo proposto (ma questo e’ altro discorso). Non si valutano i risultati concreti dei provvedimenti o delle proposte che si fanno. Se la nostra e’ una politica dell’annuncio, il giornalismo e (certa) accademia si accontenta della sua superfice.

Come si dice, il professore sara’ pure intelligente ma non si applica.

Annunci

126 Responses to La scuola, il merito e il professore

  1. Lorenzo ha detto:

    Tu dici: “Inoltre, non possiamo ignorare la missione del sistema scolastico di garantire un servizio pubblico il più possibile ampio, assicurando mobilità sociale e pari opportunità.” In Italia però di mobilità ce n’è poca (tra gli altri Checchi, Ichino e Rustichini sul Journal of Public Economics; 1999).
    Dunque delle due l’una: o ci si fa un bel bagno di umiltà e si incomincia a guardare a posti dove la scuola funziona davvero come ascensore sociale oppure e meglio lasciar perdere.

    Sostieni anche: “Quello che stupisce è che queste, non solo ignorano alcuni criteri o parametri, ma non si sforzano di confrontarsi con la realtà concreta e con gli effetti delle politiche proposte. Stupisce che un rinomato docente universitario non si sforzi di adottare il metodo scientifico all’oggetto di cui discute”. Spero tu comprenda che un fondo di giornale deve sottostare ad alcuni vincoli editoriali che rendono l’elencazione pedissequa delle fonti semplicemente impossibile. Alesina uno lo può criticare quanto vuole ma ridurlo a una macchietta del pensierounico neoliberista è ingenuo e, a mio avviso, pericoloso. Specie se si rincara la dose argomentando così: “Come può un docente di economia politica che si occupa di altro e vive e lavora negli Stati Uniti conoscere a fondo tale realtà?”. Implicitamente stai dicendo che nessuno avrebbe titolo ad esprimere un giudizio in materia, te ne rendi conto? E poi scusa, ma Alesina è anche direttore di dipartimento ad Harvard, qualcosa saprà di istruzione oppure no?!

    Sursum corda
    L

  2. Nicola ha detto:

    La scuola è aperta a tutti.

    L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

    Si può fare di tutto…ma bisogna fare i conti con anche l’art 34 della ns Costituzione….se non ricordo male qualcosa di simile non c’è nella Costituzione americana….

  3. France ha detto:

    @ Nicola
    L’articolo 34 e’ formalmente applicato da sempre. 8 anni a scuola ci siamo andati tutti, col maestro unico o meno. Le borse di studio e gli assegni esistono da un pezzo. Voglio dire, il sistema scolastico degli anni ’50 era perfettamente costituzionale. E la visione della scuola che hanno Tremonti e Gelmini e’ piu’ o meno quella…

  4. Bombadillo ha detto:

    ….la scuola è molto importante, ma, secondo me, questa non è la sede per discuterne. Corriamo il rischio di diventare generalisti.
    Spe salvi!

  5. Sankara ha detto:

    @Lorenzo

    1. Non mi interessa valutare Alesina come studioso. Ne’ sminuirlo. Pero’ ognuno e’ responsabile delle cose che scrive. Quell’articolo sì, brilla per essere la macchietta del neo-liberismo.

    2. Se non si conosce l’argomento bisognerebbe almeno avere il buon gusto di non usare un tono cosi’ apodittico. Nessuno si aspetta un articolo scientifico ma almeno uno (tuo) studio puoi citarlo… Invece si cita un articolo fotocopia sull’universita’. 😦

    3. il punto non e’ “che nessuno avrebbe titolo ad esprimere un giudizio in materia”. Me ne rendo conto. La cosa che mi interessa e’ il malcostume italiano di avere editorialisti tuttologi che sputano sentenze. E (quindi?) politici che si improvvisano esperti che sparano riforme…. 😛

    4. Interessante: sono curioso di vedere studi sul ruolo di “ascensore sociale” di questi modelli. Forse puo’ essere vero per la formazione superiore, ma mi pare che per la scuola l’importante sia aumentare il livello di conoscenza di tutti/e e non far salire sull’ascensore qualcuno. Almeno mi pare.

    @Barbadillo.
    Attenzione, che quello che sta succedendo, ed e’ successo in passato, alla scuola arriva poi all’universita’. Stesse retoriche e stesse politiche… 😮

  6. Alesina, Giavazzi, Perotti sono gli unici che parlano con metodo scientifico sull’università italiana…. Mentre dall’altra parte vi sono solo molte chiacchiere ed interessi corporativi.

    L’unico errore di questo articolo è quello di mescolare università e scuola…
    Cmq Alesina in genere parla e analizza sempre l’università… in questo articolo ha confuso un pò le cose…

    Ma questo è il solito difetto italiano… si toccano i temi caldi per far presa sull’opinione pubblica…. fortemente polarizzata su famiglia-asili-scuola-grembiule…

    Scuola dell’obbligo e scuola superiore in italia costano ma non sono poi cosi male…. e siccome hanno il fine di garantire l’istruzione (bene primario) potremmo anche chiuderci un’occhio… ma per l’università NO….
    all’università siamo tutti maggiorenni grandi e vaccinati… e l’unica cosa che va garantita è la competizione.

  7. Lorenzo ha detto:

    @Sankara:
    “mi pare che per la scuola l’importante sia aumentare il livello di conoscenza di tutti/e e non far salire sull’ascensore qualcuno. Almeno mi pare.” Questa frase esprime solo in maniera retorica ed enfatica lo stesso concetto che esprime la matafora ascensore sociale.

    Guarda, io non faccio l’avvocato di Alesina né tanto meno mi va di far polemica, dico solo che non è un esempio di tuttologo, parla a pieno diritto (anche volendo usare le tue restrizioni) di scuola e università.

    Ti ribadisco il mio punto: bisogna guardare con umiltà a quei paesi dove la scuola serve ad impedire che chi nasce povero muoia povero ed evitare la trappola della retorica egalitarista: non perché tutti non abbiano gli stessi diritti, questo è evidente, ma perché con il dire “elevare le conoscenze di tutti” si finisce sempre per non elevare quelle di alcuno.

    L

  8. Ele ha detto:

    Cosa c’entra la scuola con l’Universita’ e la Ricerca?
    Sbaglio o questo e’ il blog dei RICERCATORI precari?
    Ecco come farsi del male…

  9. insorgere ha detto:

    concordo sul fatto che siamo un po’ off topic

    detto questo è indubbio che da noi non c’è mobilità sociale.
    quando faccio esami (sono in 6 commissioni diverse e alla fine faccio tutto io perché lorsignori sono troppo impegnati) finisco tristemente col registrare che vanno bene coloro che hanno fatto un buon liceo, che vengono da una famiglia che possiede libri, dove non si parla dialetto ecc.
    Insomma – mio malgrado – finisco col registrare che l’università non aiuta coloro che hanno più difficoltà e meno mezzi in partenza a colmare il loro gap. E certo non li ha aiutati la scuola….

    In un paese civile le strutture educative dovrebbero consentire al figlio del dottore e a quello dell’operaio di giocare alla pari (più o meno). Da noi questo non avviene ed è dunque giusto il riferimento di Lorenzo sugli ascensori sociali rotti.

  10. Sankara ha detto:

    Caro Lorenzo,
    sono felice di capire che con “ascensore sociale” intendevi la stessa cosa.
    Con l’ultimo paragrafo mi pare invece di no.

    Siamo proprio certi che le scuole “migliori”, “piu’ concorrenziali” si svilupperanno dove abitano “i poveri” o, figuriamoci, i figli degli immigrati? Se questo e’ successo in quei paesi e me lo si (di)mostra ne sono lieto.

    L’articolo di Alesina e di Perrotti non lo fanno. Neanche per l’università.

  11. Lorenzo ha detto:

    @Sankara:

    Lo fa l’articolo di CHECCHI, ICHINO (non pietro ma andrea) & RUSTICHINI sul JOURNAL OF PUBLIC ECONOMICS 1999 che ti ho citato nel primo post.
    Ciao
    L

  12. Ciao sankara
    Dai un occhio prima qui:
    http://it.youtube.com/watch?v=rrM2RCms4PQ
    Tutto il talk è diviso in tre parti le altre due le trovi li nei dintorni (se non le trovi sono linkate nel mio blog).

    Diciamo che è una delle migliori video-risorse condivisibili sul web per quanto riguarda università e riforme europeiste/liberali. Si rifà allo stesso paper che cita lorenzo…. ma qui trovi il video del talk in italiano… molto più piacevole da digerire.

    Qui troverai le “dimostrazioni” che chiedi (perlomeno spero).

    buona visione.

  13. Michele ha detto:

    Seguo da tempo le Vostre interessanti discussioni, e finalmente mi decido ad intervenire.
    Mi pare che l’articolo di Alesina riprenda concetti esposti (da lui ed altri) a più riprese, e che personalmente condivido solo parzialmente. I servizi si concentrano dove c’è domanda, e devono essere pagati in proporzione. A meno di un forte intervento pubblico, sotto forma di assistenza e borse di studio, si creerebbe un sistema formativo fortemente discriminatorio (come è di fatto nei paesi anglosassoni).

    Quello su cui dissento totalmente è che il ministro Gelmini stia andando nella direzione giusta. Se l’obiettivo fosse davvero introdurre meritocrazia e competizione, si dovrebbero attuare tagli mirati, e non indiscriminati (primo caso di “tagli a pioggia”?) come si sta facendo.

    L’unico obiettivo è “tagliare”, ormai è passato il messaggio che l’università italiana fa schifo, per cui il cittadino medio applaudirà Berlusconi che taglia gli sprechi e mette finalmente mano all’intollerabilmente alta spesa pubblica.

  14. Lilly ha detto:

    Ciao Sankara.
    Sulle conseguenze abominevoli e a tratti grottesche dell’applicazione delle regole del mercato nei diversi ambiti ti faccio l’esempio che vivo più da vicino quello della sanità: gli ospedali italiani da anni sono diventati aziende ospedaliere, già il termine di azienda applicata ad una realtà fatta di malati è di per se un concetto sul quale avrei molto da ridire, a capo dell’azienda è posto un manager nominato direttamente e per legge dalla politica, che a sua volta deve esprimere un giudizio sull’operato dei primari, basato non sul merito ma essenzialmente legato alla capacità del medico di essersi mantenuto all’interno di un certo budget: se sfora il giudizio sarà sostanzialmente negativo, se rientra all’interno positivo, essendo poi il manager di nomina politica è chiaro che tanto più il primario sarà vicino alle vedute politiche del manager tanto più è possibile che gli venga riconfermato il primariato.
    Non capisco l’ammirazione per un sistema quello americano nel quale sono le regole del mercato che stabiliscono se un paziente debba essere curato o lasciato morire solo in base alla presenza o all’assenza di una tessera sanitaria. Negli Stati Uniti quando arrivi al PS prima di chiederti quali sintomi accusi ti domandano se sei o non sei provvisto di assicurazione ed in caso negativo non hai diritto alle terapie. Sono recenti le lotte della Clinton per assicurare all’infanzia più povera un diritto alla salute di cui al momento è priva.
    Gestire la salute in termini squisitamente monetari significa negare l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla malattia. Ma d’altronde di quale uguaglianza parliamo? Secondo te siamo proprio tutti uguali nel nostri percorsi di studio e di vita? Dove erano ai tempi dell’Università i figli degli operai,dei netturbini, dei disoccupati? Cerco di ricordare qualche mio collega e non ne ricordo nessuno e non è la mia memoria che vacilla, semplicemente non c’erano, c’erano, invece, quelli come me: figlia di una famiglia più che agiata senza la quale non sarebbe stato possibile né fare il medico né rimanere a lavorare in Università. E se il figlio dell’operaio fosse stato, avendone avuto l’opportunità, un medico migliore di quanto non lo siamo stati e non lo siamo io e i miei colleghi “nati bene” come dicono in Francia?
    L’uguaglianza nel diritto allo studio esiste solo sulla carta, con la privatizzazione delle Università le differenze sociali che già esistono si accentuerebbero ulteriormente, ma mi sembra che la politica vada dritta su questa direzione: i cittadini non hanno uguale diritto a studiare, non sono uguali né di fronte alla malattia né di fronte alla legge. E’ recente la legge che decurta nella P.A. lo stipendio quando ci si ammala, la chiamano antifannulloni, nella realtà la sua applicazione trasforma la malattia in una colpa da espiare e altro non è che un modo per lo Stato di “fare cassa”, chi di noi dalla semplice influenza a motivi più gravi non è stato costretto ad assentarsi? hai idea di quanto guadagneranno, ammantando il tutto di ipocrisia e presentandolo come un fatto positivo all’opinione pubblica?
    Si sta cercando giorno dopo giorno di togliere ai lavoratori diritti acquisiti dopo anni e anni di dure battaglie, mettendo inesorabilmente indietro le lancette dell’orologio; ritorneremo ai tempi evocati da Pirandello in “Ciaula scopre la luna”? Spero di no.

  15. Fabrizio ha detto:

    Che balle e che palle, la solita propaganda dell’Ottocento.
    I soliti slogan sui diritti lavoratori calpestati appartengono ai decenni passati…

    E’ inutile girarci intorno: senza un’apertura – anche traumatica – dell’Università al mercato e alla competizione siamo spacciati.

    Il resto è la solita fuffa preistorica, sui figli degli operai, ecc….
    Ma lo volete capire che l’unico sistema per permettere a chi non ha padrini, soldi, mafie e intrallazzi vari è la competizione pura e semplice su regole di mercato ?

    No, qui siamo ancora ai “diriddi galbesdadi”, ai “baddddroni”, ai “no tagli sennò mancano i servizi essenziali”.

    Un po’ di autocritica no, eh ?

  16. Fabrizio ha detto:

    Scusate, completo la frase: “Ma lo volete capire che l’unico sistema per permettere di affermarsi a chi non ha padrini, soldi, mafie e intrallazzi vari è la competizione pura e semplice su regole di mercato ?”

  17. @michele
    Dove hai letto che il sistema anglosassone è discriminatorio?

    OLtre al fatto che il diritto allo studio raggiunge una copertura totale in quei paesi, ricordati che la discriminazione non si limita solo all’istruzione.
    I famosi “figli di” italiani che pagano le tue stesse tasse universitarie troveranno lavori importanti e ben pagati… tu no.

    I figli di berlusca di colaninno, i lapo etc… hanno pagato le tue stesse tasse universitarie, possono permettersi di sbagliare mille volte e girano in porsche. Quanti NON “figli di” in italia girano conosci con lo stesso tenore di vità? Nessuno…. vai in inghilterra o in USA… chi è capace e meritevole lo vedi girare in porsche senza nessun regalo di famiglia.

    PS: porsche è un esempio per dire guadagni… non si tiri fuori il simbolo capitalista.

  18. @lilly
    Sei un pò confusa sulle regole di mercato….

    Il manager calato per nomina ministeriale è quanto di più lontano possa esistere dal mercato e da qualsiasi linea politica liberal. E’ infatti una politica centralistica…. la nostra.

    Maliziosamente ti vorrei anche ricordare che il fondo in università e ricerca viene toccato proprio in medicina… dove si arrivano ad inserire amanti e figlie.

    Cmq non confonderei ricerca & università con sanità pubblica (sebbene vi sono forti punti di contatto).

    Scorretto fare di tutta l’erba un fascio. Nessuno ha mai detto da domani facciamo gli americani in tutto e per tutto.

  19. Untenured ha detto:

    anche il prof. Alesina, come il “nostro” Rivoluzioneitalia, è alla ricerca di una consulenza dalla Gelmini. Bella sviolinata, congrats.

    Ma Harvard non gli dà uno stipendio sufficiente?

  20. Lilly ha detto:

    RI e Fab. siete cosi’ ancorati alle vostre “verità” da non riuscire a distaccarvene per vedere la realtà, ognuno rimanga pure delle proprie opinioni, vi chiedo solo una maggiore correttezza ed educazione. Ferma all’800, confusa etc , la parola rispetto vi dice nulla? Evidentemente no. A queste condizioni è inultile ogni ulteriore discussione.
    Buon pomeriggio.

  21. cane sciolto ha detto:

    Il modello anglosassone sicuramente funziona.

    Funziona nei Paesi anglosassoni, dove tra legge fa parte della pratica e non della teoria. Qui in Italia abbiamo ottime leggi, ma non le rispettiamo; semmai le osserviamo; purché sia da lontano.

    Introdurre il merito nell’università si può.

    Basta agire sul reclutamento. La cooptazione occulta che, di fatto, vige oggi, accontenta sostanzialmente tutti, non solo chi fa ricerca ai massimi livelli. Se invece si basasse l’accesso alla carriera universitaria unicamente su criteri oggettivi, quantificabili e verificabili, solo i gruppi più produttivi e in grado di conseguire risultati di eccellenza potrebbero assorbire nuove unità. E questo porrebbe fine anche al servaggio feudale.

    Ma ci vogliono regole oggettive, numeri, senza prove scritte e orali, senza margini di interpretazione, perché “le leggi coi nemici si applicano, con gli amici si interpretano”. Lo disse Giolitti, non ce ne siamo accorti ieri.

  22. Untenured ha detto:

    nessuno mette in discussione la supremazia del modello anglosassone.. non mi pare ci siano alternative in giro per il mondo. Direi che il modello anglosassone è oggi quello condiviso dall’intera comunità scientifica internazionale.

    Il problema è politico. Ma credete davvero che l’attuale governo abbia capacità e volontà, e relative strategie politiche, di riformare l’università?

    Fino a ora ha fatto solo tagli brutali. Sta affamando l’università e costringendo i migliori ad andarsene. Checché ne dicano Alesina e i suoi soci bocconiani.

    Ma di che stiamo parlando allora? Parlare in questi termini di “modello anglosassone” è come parlar del sesso degli angeli. Parliamo di politica e delle responsabilità di questo governo!

  23. France ha detto:

    Perche’, della fine che ha fatto il buco dell’ozono ne vogliamo parlare? Quei maledetti industriali delle bombolette spray che hanno avvelenato il mondo per anni, che fine hanno fatto? Tutti li, coi figli e i nipoti che girano in Porsche, e noi qui a tirare la carretta! Dai Gelmini, facce sogna’…

  24. France ha detto:

    Comunque mai una volta che si parli dello sterminio del popolo tibetano. Il regime comunista assassino cinese distrugge una nazione e Berlusconi e Frattini che fanno? Mandano gli atleti ale olimpiadi con tanto di premio-medaglia esentasse! E intanto noi qui a tirare la carretta! Era meglio quando c’era Mussi…

  25. France ha detto:

    Io resto comunque a favore della riapertura dei manicomi. La legge Basaglia ha fatto piu’ danni della grandine. Tutta colpa di quei maledetti democristiani….

  26. Michele ha detto:

    Ho vissuto e lavorato in una università americana, per cui conosco il sistema. La laurea in una università di prestigio rappresenta un passaporto per il successo, pertanto l’accesso a queste università è molto ambito, ed viene pagato di conseguenza. Il risultato è una discriminazione sulla base del censo, solo in parte mitigato da un abbastanza efficiente sistema di borse di studio.
    Poi concordo pienamente sul fatto che il sistema universitario (ma non quello scolastico in genere) statunitense sia per molti aspetti preferibile al nostro. Non credo ci sia più nessuno che osa mettere in dubbio che ci voglia meritocrazia, mentre qualcuno (non io, per carità) forse ancora si oppone al concetto di competizione tra atenei.
    Attenzione però che una cosa è la competizione, sicuramente auspicabile, un’altra sono le “regole di mercato”. L’obiettivo di un’azienda è produrre profitti, quello di un’università produrre formazione e cultura, talvolta le cose possono entrare in conflitto. Non riduciamoci a scimmiottare gli americani credendo di averli capiti, quando invece li abbiamo solo fraintesi.

  27. insorgere ha detto:

    AMERICANI, INGLESI O THAILANDESI CHE SIANO KI SE NE FREGA!

    il punto è che dovremmo riuscire a guardare in faccia la realtà a prescindere dai gusti o dai pregiudizi di ciascuno.

    la realtà è semplice: il nostro sistema NON funziona.
    personalmente ritengo che la soluzione non stia nel cambiare le regole dei concorsi, ma nel costituire un sistema in cui i dipartimenti hanno l’interesse a chiamare i migliori.
    In UK ci sono riusciti, e non erano messi tanti meglio di noi fino a qualche decennio or sono (a parte pochi centri eccezionali).

    fatemi proposte concrete su come creare l’interesse dei dipartimenti a chiamre i migliori. io vedo solo la competizione per le risorse, se vedete altro fatemelo sapere.

  28. Untenured ha detto:

    Invece di criticare le scelte del governo Berlusconi e del suo ministro fantoccio Gelimini e le relative politiche di affamamento dell’università e di non-riforma del sistema, di cui le prime vittime siamo noi precari, si persevera nel discutere astrattamente di massimi sistemi..

    come scolaretti che scoprono ora che esiste l’America..

    Insorgere, su questo blog sono 3 anni si cantano le lodi del RAE britannico.. e allora? vogliamo stare ancora qui a discuterne?

  29. Lorenzo ha detto:

    @ Lilly:

    “Non capisco l’ammirazione per un sistema quello americano nel quale sono le regole del mercato che stabiliscono se un paziente debba essere curato o lasciato morire solo in base alla presenza o all’assenza di una tessera sanitaria. Negli Stati Uniti quando arrivi al PS prima di chiederti quali sintomi accusi ti domandano se sei o non sei provvisto di assicurazione ed in caso negativo non hai diritto alle terapie. Sono recenti le lotte della Clinton per assicurare all’infanzia più povera un diritto alla salute di cui al momento è priva.”

    Non sono un fanatico del libero mercato ma non mi piace la disinformazione. Il sistema sanitario amaericano è più complesso e molto meno iniquo di quanto tu non lo dipinga. Sono da anni attivi programmi come MEDICAID e MEDICARE che consentono che vengano assistiti anziani ed indigenti. Il problema vero sono quelli che tecnicamente vengono definiti “effetti soglia”, ma questa è un’altra storia. So che dall’Italia può sembrare assurdo ma non pochi di quei 30 milioni e rotti di americani senza assicurazione si trovano in questa condizione per loro scelta razionale (es. guadagnano abbastanza bene da dire non ho bisogno dell’assicurazione se e quando starò male pagherò di tasca mia). Di seguito il link ad un articolo molto market-oriented ma interessante: http://www.realclearpolitics.com/articles/2008/09/getting_real_about_health_care.html

    L

  30. antonio ha detto:

    Perfettamente d’accordo con l’autore.
    qualcuno mi dirà: “sei un capitalista di merda!”
    Non importa, attualmente non si può più andare aventi con un sistema statalistico-burocratico dove i sindacati sono una casta e rompno sempre le scatole.
    Sono fiero di essere “un capitalista di merda” piuttosto che uno statalista parassita.
    Non ci sarebbe bisogno di essere neoliberisti, non lo sarei neanche io, se lo stato funzionasse davvero con l’attuale sistema.
    Il grande editorialista del corsera e parlamentare (PD!) Pietro Ichino la pensa esattamente come l’autore di questo articolo.
    W il mercato, w la competizione w il merito! almeno chiunque ha una possibilità per giocarsela!!!!!!!!!!1

  31. @untenured che dice:
    “Insorgere, su questo blog sono 3 anni si cantano le lodi del RAE britannico.. e allora? vogliamo stare ancora qui a discuterne?”

    La risposta è SI…

    E’ l’unica forma di crescita che abbiamo, come comunita di “ricercatori precari”

    QUalsiasi altra forma di protesta (vedi i “più soldi alla ricerca”) che presentiamo verrà disattesa poichè di debolissima ratio (per intenderci… si sente puzza di accesso al privilegio).

    Se un giorno vi fosse un corteo dove gran parte delle voci siano d’accordo su di un processo di riforma europea (o anglosassone che sia) per l’università, allora si che nessuna forma di governo potrebbe esimersi dall’ascoltarla.

    I primi a non voler riformare l’università sono proprio i politici… sia per motivi corporativi, sia per evitare di svegliare l’opinione pubblica su di una nuova ulteriore magagna.

  32. insorgere ha detto:

    concordo con rivoluzoine.
    per essere più chiaro:
    NON MI IMPORTA UN FICO SECCO DI DIFENDERE IL SISTEMA ESISTENTE.

    questo sistema fa skifo, non va difeso va stravolto.
    Purtroppo le manifestazioni contro la gelmini, pur giustificate, sembrano voler solo difendere il sistema da ulteriori tagli. Tagli eccessivi e mal gestiti, per carità, criticabilissimi e io per primo non li apprezzo.

    Ma il punto è un altro. Vogliamo polemizzare con il govenro sui tagli (che tanto rimarrano comunque anche se manifestassimo tutti i giorni). O vogliamo promuovere un’università diversa?

    per questo francamente sono preplesso di fronte ad ogni iniziativa dei sindacati che difendono solo l’esistente e tendenzialmente strumentalizzano in chiave politica.

    di proposte di riforma seria non ne ho sentite ne dal governo, ne dall’opposizoine ne dal sindacato. QUESTO E’ IL VERO DRAMMA.

  33. antonio ha detto:

    Concordo con insorgere, il sistema pubblico nel settore oggetto di analisi non è più difendibile! Fa acqua da tutte le parti!
    Sarebbe come difendere l’arbitro Moreno (non so se vi ricordate, italia-corea, mondiale 2002).

  34. Sankara ha detto:

    Comprendo molto una certa insofferenza.
    Tutti/e noi (di questo blog, almeno) vogliamo cambiare questo sistema. Deve essere chiaro.
    Sinceramente la scelta tra il vetusto sistema statal-feudatario e quello aziendal-competitivo non mi appassiona. Sono entrambi sistemi novecenteschi, entrambi vecchi (uno piu’ dell’altro): ammettiamolo.
    Visto che discutiamo di sistemi migliori o auspicabili, da giovani generazioni 😮 mi aspetterei una maggiore originalita’, una maggiore capacita’ di prefigurare “mondi a venire” piu’ che litigarci sugli scarti del vecchio secolo. O, visto che a qualcuno piacciono gli slogan: ne’ accademia, ne’ azienda che viva la wikiversita’! 😉

    Quello di cui sono certo e’ che questo governo, come il precedente, non hanno intenzione di modificare troppo l’assetto di potere accademico. I tagli sono davvero “a pioggia” e spesso oltre a fare cassa, nascondono le solite prebende. Sono altrettanto certo che questo giornalismo, come gli editorialisti tuttofare e questi esperti da una-sola-idea-in-testa, non se ne accorgeranno… 😛

    Sono sicuro invece che non cambiera’ nulla fino a quando i precari all’universita’ potranno lavorare gratis e senza diritti. Quando i docenti a contratto verranno pagati con un tozzo di pane. Quando i concorsi saranno una carota da sventolare ad una questua di servi della gleba…
    Se non si incide su questo, se non si parte da questo, il resto e’ chiacchiera. Dei politici, ma anche da chi di noi rimane alla tastiera invece di muovere il c***o…

    Ora lascio la tastiera (e mi scuso per la lunghezza).

  35. @sankara che dice
    “Visto che discutiamo di sistemi migliori o auspicabili, da giovani generazioni 😮 mi aspetterei una maggiore originalita’, una maggiore capacita’ di prefigurare “mondi a venire” piu’ che litigarci sugli scarti del vecchio secolo.”

    oramai lo avrò detto 1000 volte e non ho + quell’entusiasmo di una volta:

    la politica non deve stare a discettare nuove metodologie…
    la politica implementa, non fa ricerca… al massimo perfeziona al volo… non c’è tempo in una legislatura di intrattenersi (come spesso si fà) aspettando che arrivi una buona idea…

    Stessa cosa per noi precari…dobbiamo esortare un governo ad implementare riforme già presenti in europa…

  36. Sankara ha detto:

    @ Lorenzo (& rivoluzione)

    Ebbene si. Ho letto il famoso articolo di Checchi, Ichino, Rustichini ma non mi ha convinto.
    Sara’ una deformazione disciplinare, ma in generale questo modo di procedere dell’economia non mi pare aiutar molto. Metodologicamente parlando (bleah!)
    Si lavora su dati secondari, mooolto secondari. Si costruiscono dei bellissimi indici sintetici altrettanto indiretti e si costrusce un bel modello matematico che dimostra la tesi.

    Senza intendermene molto, ma
    1. che l’Italia sia debole su scuola e mobilita’ sociale pare assodato
    2. da questo a isolare il sistema scolastico come unica causa (e quindi cosa studiata) per spiegare la differenza (“il puzzle”) USA-Italia ce ne corre
    3. La spiegazione del sistema che incentiva le famiglie in un sistema concorrenziale ad investire in “education”, vero motore della dimostrazione, e’ un assioma: non e’ dimostrato. E sa molto di “homo economicus”…
    4. Tu cio’ e’ molto lontano da uno studio sociologico, antropologico, pedagogico…. su quel cavolo di “sistema complesso fatto di milione di persone, carico di inerzie e ricchezze, affollato di” blablabla…
    5. Proprio le notizie sul sistema scolastico italiano mi paiono sommarie e datate, come i principali dati di ricerca sull’ITA, risalenti al 1985.

    Ma ora me ne vado davvero.

    PS. grazie rivol x la segnalazione. Appena posso mi vedo anche il video…

  37. France ha detto:

    @Sankara
    Vorrei tornare sulla tua affermazioe
    “Visto che discutiamo di sistemi migliori o auspicabili, da giovani generazioni mi aspetterei una maggiore originalita’, una maggiore capacita’ di prefigurare “mondi a venire” piu’ che litigarci sugli scarti del vecchio secolo.”
    Non penso ci sia molto da inventare (ma sai, noi non umanisti siamo aridi per definizione, forse non umani del tutto…). A meno di rimettere in discussione l’assetto completo della formazione superiore e ricerca (aboliamo le Universita’??), lo scenario nel quale ci muoviamo resta quello di un sistema che prevede
    1) struttura: universita’, facolta’, dipartimenti
    2) gerarchia: ordinari, associati, avventizi, studenti…
    4) burocrazia: consigli d’amministrazione, consigli di facolta’, direttori amministrativi, segreterie
    3) sinergia: ricerca, insegnamento
    Su questi diversi aspetti (e altri che sicuramente ora non mi vengono in mente) possiamo, anzi dobbiamo chiaramente dire la nostra. Insomma, che vogliamo l’Universita’ e la ricerca deve essere acquisito, senno’ andiamo a farci una girata, che e’ meglio. La wikiversita’ mi sa troppo di “immaginazione al potere” che alla fine ci ha portato, per fare due esempi fulgidi, D’Alema e Berlusconi….

  38. Lilly ha detto:

    Lorenzo, il tuo articolo scritto da un economista di parte e non da un medico, contiene informazioni sbagliate anche dal punto di vista scientifico.
    Parla di fattori di rischio modificabili come dieta ed esercizio fisico e non modificabili come l’età e l’aspetto genetico (su quest’ultimo la ricerca sta lavorando, in alcune malattie è già possibile sostituire il gene malato con uno sano) concludendo che esistono delle differenze tra uomo e uomo, tra le quali dimenticavo viene citata anche la buona sorte, non modificabili dalle terapie, che quindi alla fin fine,secondo l’autore, risultano essere un inutile dispendio di denaro. Benissimo, significa che l’autore quando si ammalerà rifiuterà ogni terapia pur essendo in grado di pagarla (se la medicina può solo parzialmente curare allora niente cure nè per lui nè per il senzatetto), siccome dubito fortemente che lo farà, ma anzi ricorrerà (lui che può) ai medici migliori gli auguro nel frattempo di non vedere mai quello che ho visto io: un padre che sbatteva la testa contro il muro perchè l’assicurazione non copriva i costi per l’ intervento chirurgico al quale doveva essere sottoposta la figlia affetta da un adenocarcinoma mammario.
    Quando non si conoscono certe realtà un umile silenzio sarebbe auspicabile, personalmente arrossirei di vergogna a difendere l’indifendibile ed il sistema sanitario americano è quanto di più disgustosamente inegualitario abbia mai avuto il dispiacere di conoscere.
    PS guardati a proposito del problema delle assicurazioni americane Sicko di Michael Moore, film documentario osteggiato tra l’altro dall’AMA.

  39. lorenzo ha detto:

    @Lilly:

    Non è un “mio” economista (pensa che non lo avevo mai sentito prima) ed il motivo per cui l’ho linkato era per la questione relativa a spesa sanitaria (che in USA lo ribadisco è molto superiore che in Italia e non in senso assoluto, of course, ma in % del PIL) versus altre spese come istruzione, housing, etc.

    “Quando non si conoscono certe realtà un umile silenzio sarebbe auspicabile, personalmente arrossirei di vergogna a difendere l’indifendibile ed il sistema sanitario americano è quanto di più disgustosamente inegualitario abbia mai avuto il dispiacere di conoscere.”

    Non sono uno che se la prende troppo di fronte ad attacchi scomposti, però scusa dire che non è esattamente come lo avevi descritto tu equivale forse a fare di me uno strenuo difensore della sanità americana?

    Tu poi mi citi Sicko (perché mai?) che è una cosa a metà tra un documentario e un film, non mi sembra un granché come reference, non ti pare? Cosa dovrebbe dedurre un’americano se le sue informazioni venissere da Crimini Bianchi, la nuova bella fiction di canale5?

    Ciao
    L

  40. Lilly ha detto:

    Quelle di Sicko sono storie vere di pazienti americani che hanno vissuto sulla propria pelle un sistema che divide i pazienti in soggetti di serie A e di serie B. Vedi, è una questione di etica: la mia, essendo un medico, è assolutamente distante da quella di un economista.
    Non ti ho citato economisti a sfavore della sanità americana, perchè penso sia più importante citare i malati.
    Guarda che ,comunque, non ti devi sentire attaccato, stavo commentando un articolo che mi avevi linkato e consigliato di leggere, non è nel mio stile “attaccare scompostamente” nessuno, se frequenti questo blog da tempo dovresti saperlo, mi dispiace semplicemente che non ci si metta mai al posto degli altri, se siamo così fortunati da essere sani e non essere poveri, bisogna pure comprendere che non per tutti è così: i malati nei loro letti sono malati e basta, al di là del redditto e al di là di tutto il resto, sarei un pessimo medico se la pensassi diversamente.
    Ciao.

  41. lorenzo ha detto:

    @ Lilly:

    Che la tua etica sia distante dalla mia per il solo fatto che tu sei un medico e io sarei un economista è una battuta, vero? Temo di no, questo ennesimo pregiudizio si affastella sugli altri che hai già sciornato, contenta tu.

    L

    PS: quella su sicko era una domanda retorica.

  42. Lilly ha detto:

    Parlavo di Samuelson, l’economista autore dell’articolo che tu mi hai linkato, non l’ho specificato perchè mi sembrava un’ovvietà che mi riferissi a lui.
    Non capisco di quale ennesimo pregiudizio mio tu stia parlando e a questo punto non mi interessa nemmeno saperlo.
    Cordiali saluti.

  43. Bombadillo ha detto:

    ..cari amici, mentre qui si discute di massimi sistemi, sul sito/forum dell’APRI si prova – tra mile difficoltà, anche tecniche, che ora, però, sono state risolte -a far nascere un soggetto nuovo, che veramente possa incidere sulla politica italiana, attraverso una organizzazione super leggera, e la possibilità di decidere le iniziative, senza bisogno di incontrarsi di persona, secondo il modello dell’associazione on-line.

    P.S.: qualcuno mi ha chiamato Barbadillo, ma scherziamo?
    Barbadillo? ..e che sarebbe, un armadillo con la barba?

    Firmato

    Bombadillo
    il primo nato
    signore della vecchia foresta

    P.P.S.: per r.i., mi sa che una volta – sulla questione del quantum degli stipendi – hai risposto a carlo, ma ero io…giusto perchè sono in tema di identità…

  44. mino ha detto:

    Mi associo senz’altro alle parole di Bombadillo. La situazione sta diventando così grave per noi precari che abbiamo bisogno di un nostro interlocutore con il Ministro di turno, come pure di un luogo decisionale in cui convogliare tutte le nostre idee. Ogni tentativo di riuscire a mettere in piedi una associazione dei precari della ricerca deve essere esperito.

  45. Untenured ha detto:

    concordo con mino e Bombadillo: costituiamo un organizzazione dei precari della ricerca post-RNRP!

    Ma per favore non ci mettiamo dentro la parola “italiani”, fa venire il voltastomaco di questi tempi.

  46. Bombadillo ha detto:

    ..vabbè, ma mica vogliamo cambiare tutto il mondo, solo il sistema italiano.
    Ti piacerebbe più d’Italia? …(forse così si capirebbe meglio che “valgono” anche gli stranieri che fanno ricerca – da precari – in Italia): ma ce ne sono?

    In ogni caso, per discutere questi punti vi invito sul forum dell’istituenda associazione on-line http://www.apri.altervista.org/forum

  47. Fabio de Nardis ha detto:

    COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

    Il Partito della Rifondazione Comunista unitamente al Partito dei Comunisti Italiani osservano con attenzione le elezioni che in questi giorni serviranno a decidere il nuovo Rettore de “La Sapienza” Università di Roma. Pur non entrando nel merito della contesa elettorale, nel rispetto dell’autonomia di tutte e tutti i lavoratori-elettori del più grande Ateneo d’Europa, il PRC-Se e il PdCi congiuntamente non possono non esprimere una forte preoccupazione sul merito delle intenzioni dichiarate dai singoli candidati, salvo poche eccezioni. L’oggetto della contesa sembra incentrarsi solo sulla sfida della modernizzazione dell’Ateneo e del rilancio del suo prestigio internazionale, due elementi fondamentali e largamente condivisibili, se non fossero però declinati secondo la logica e i linguaggi di un sistema subalterno all’ideologia della concorrenza e del libero mercato della conoscenza. Non si sente parlare invece di questioni a nostro avviso centrali come quelle riconducibili al libero accesso alla conoscenza, quindi al diritto allo studio per tutte e tutti, e alla necessità di farsi promotori di nuovi ed efficaci organismi rappresentativi d’Ateneo all’insegna della partecipazione democratica di studenti, personale T.A. e docenti.
    I programmi dei candidati a Rettore parlano di “governance” (= autorità, dominio, direzione d’azienda), di Università come “holding”, di “mission”, di “prestigio internazionale”. Ci aspettiamo invece che i candidati esprimano il loro giudizio critico sul progetto di dismissione dell’Università pubblica proposto dal Governo attraverso il decreto 112 del 25 giugno 2008 che, attraverso la riduzione degli investimenti, la riduzione dei turn over, la possibilità per gli atenei pubblici di trasformarsi in fondazioni private, prefigura un blocco delle carriere con il conseguente invecchiamento della classe docente e l’impossibilità per i ricercatori precari di poter stabilizzare la propria condizione di lavoro, una riduzione del numero dei docenti (che andrebbero invece raddoppiati), una conseguente fuga di massa dei nostri migliori cervelli all’estero, la costruzione di università elitarie e di classe con l’inevitabile aumento delle tasse d’iscrizione. Questi sono i temi dirimenti.
    Il PRC-SE e il PdCI congiuntamente dichiarano il loro sostegno per chiunque saprà farsi carico del disagio espresso oggi da tutti gli studenti e i lavoratori de “La Sapienza” Università di Roma nonché di tutte le università italiane.

    Fabio de Nardis, responsabile Dipartimento Nazionale Università e Ricerca Prc-Se

    Vito Francesco Polcaro, responsabile Dipartimento Nazionale Università e Ricerca PdC

  48. carlo ha detto:

    x de Nardis: ti comunico che il blocco delle carriere esiste già, tranne che per i raccomandati ed i figli di professori universitari.

    A proposito di “prestigio internazionale”. Fra le 200 migliori università al mondo, l’unica italiana a figurare in classifica è La Sapienza, in posizione 197 (THES – QS World University Rankings, 2006), esattamente 123 posizioni sotto rispetto al Messico!!! L’Olanda ne ha piazzate 11, ed è 10 volte più piccola dell’Italia. Ma sono sicuro che con il prezioso aiuto di Rifondazione Comunista riusciremo a far uscire dalla classifica anche La Sapienza.

    Quanto ai ‘migliori cervelli’: essi fuggono perché in Italia non si assume per merito ma per raccomandazione o tramite stabilizzazioni di massa, come evidentemente vorrebbero fare Rc e Pci. L’assistenzialismo non è mai una cura!

  49. lorenzo ha detto:

    Sottoscrivo al 100% quanto dice carlo.
    L

  50. Carlo ha detto:

    … i soliti scalmanati!

  51. lorenzo ha detto:

    Apprendo dalla web page di de nardis (http://www.ssc.unile.it/data/Curriculum_de_nardis.pdf) che si è laureato nel 1999 e nel 2001 era già ricercatore (senza il dottorato, conseguito nel 2003!). Interessante come carriera 🙂

  52. France ha detto:

    Nessuno tocchi De Nardis! (Nel senso: non ricmoninciamo da capo. Andatevi a leggere un po’ di post prima di Aprile e troverete tutta la storia pregressa).

  53. insorgere ha detto:

    E MENO MALE KE SONO FUORI DAL PARLAMENTO

  54. @de Nardis

    Ti rendi conto che non hai detto perfettamente niente?

    Vuoi per favore prenderti qualche responsabilità e dire in 10 righe (max) quale è la tua riforma?

    Siete sempre a frugare su dinamiche di poteri burocratici…
    e non capite che NE siete direttamente corresponsabili…

    Il centralismo sfrenato italiano è colpa della vostra nostaglica ideologia…

    Cerca anche di rispondere personalmente… i comunicati stampa di gruppo senza nessuna responsabilità dei singoli, non servono più a nulla.

  55. lorenzo ha detto:

    La storia pregressa ora me la sono letta (o almeno credo…) però rimane il fato rimane.

  56. France ha detto:

    Lorenzo, ci hai messo troppo poco. Oppure sei uno smanettone incredibile che riesce a trovare e leggere 200 post in 15 minuti.
    E purtroppo devo concordare: il fato (infausto, per noi) rimane….

  57. lorenzo ha detto:

    @ France:
    sono un mago con ctrl+F e crtl+G!

    Ciao
    L

  58. France ha detto:

    Comunque
    @ Fabio de Nardis
    Capisco che dobbiate battere tutte le piste, ma a noi che eleggano Luigi Frati a rettore o no, che ce ne puo’ frega’? Ci cambia qualcosa? Chi e’ il vostro candidato, quello che mettera’ in pratica le vostre politiche?

  59. Ric Pre ha detto:

    Che si condividano o no le sue posizioni, Rifondazione su questo blog si fa sentire. Gli altri?

  60. carlo ha detto:

    Rc si fa sentire perché cerca nuovi consensi, visti gli scarsi risultati alle scorse elezioni. Quanta ingenuità in questo blog…

    Ric Pre, secondo te che vuol dire la frase “farsi promotori di nuovi ed efficaci organismi rappresentativi d’Ateneo”? L’università fa già schifo di suo, senza bisogno di ulteriori ‘infiltrazioni’ dal mondo della politica.

    Già adesso vincere un concorso ‘onestamente’ è quasi impossibile. Immagina la situazione se qualche partito riesce ad ottenere diritto di veto sulle assunzioni… Se mi tocca iscrivermi a un partito per continuare a fare ricerca, piuttosto cambio lavoro.

  61. Marco ha detto:

    Povero De Nardis, appena affiacciato sul blog e subito bastonato…

    De Nardis, un consiglio: dopo i disastri degli scorsi mesi, andate a cercarvi consensi e voti da qualche altra parte, invece di fare comunicati fumosi che non significano niente. Magari davanti a qualche fabbrichetta, ammesso che non vi caccino i rappresentanti della Lega.

    Dimenticavo: complimenti per la folgorante vincita del concorso da ricercatore, addirittura prima del dottorato !

    Oibò

  62. pdp ha detto:

    Barbadillo? Giocatore peruviano degli anni ottanta!

  63. Fabio de Nardis ha detto:

    Ma è possibile che ogni volta che mi affaccio a questo blog dobbiamo ricominciare dall’inizo? E rif. qua rif. là. Cerca consensi qua e là, e de nardis è raccomandato. Rifondazione Comunista è un partito politico. Dire che cerca consensi è una riflessione piuttosto lapalissiana, certo non degna di un ricercatore che si considera meritevole di essere strutturato. Il Prc ha partecipato a un governo che sull’università non ha fatto benché nulla, anzi, forse anche un po’ peggio della Moratti. Ce ne assumiamo tutti noi la responsabilità anche se andrebbero ben distribuite dentro quell’alleanza di governo. Andate a guardare le dichiarazioni dei responsabili univesitari e capirete che esiste un filo rosso politicamente trasversale che in nome dell’efficientismo lega oggi l’attuale “opposisione” perlamentare e il governo sulla tematica del taglio delle risorse pubbliche alla formazione e sull’esigenza di precarizzare ulteriormente le carriere. Ci abbiamo provato a opporci a questo e non ci siamo riusciti. Gli elettori ci hanno giustamente puniti. Mi ero preso un impegno con tutti voi prima delle elezioni. Cioè quello di mobilitarmi su un progetto di riforma che avevamo elaborato insieme ad alcuni colleghi che si riconoscono nella RNRP per cercare di trovare una soluzione al dramma della precarietà. Se andate un po’ indietro mi pare fosse stato anche pubblicato su questo blog. A molti non piacque per evidenti distanze di cultura politica, ad altri si. Su quella base io propongo di costruire insieme una iniziativa e una battaglia politica, ma per far questo non ci si può focalizzare sui sentimenti (anche comprensibili) di diffidenza reciproca. Mi permetto di immaginare questo blog come un luogo di elaborazione e produzione di iniziative. Non solo un tavolo da ping pong di opinioni e sfoghi personali, pur importanti. Oggi credo che sia fondamentale lavorare alla costruzione di una rete di comitati in difesa dell’università pubblica dentro i quali partecipino soggetti collettivi e individui che credono nell’esigenza di una riforma strutturale del sistema universitario pubblico su basi più democratiche e sulla stabilità della ricerca. Ovvio che la mia immagine di università pubblica sarà diversa da quella espressa da alcuni di voi. Ne potremo discutere nei limiti dati dalla nostra cultura politica a cui credo nessuno di noi sia disposto a derogare. Chiunque sia interessato può contattarmi al 339 3622420 o all’indirizzo email: fabio.denardis@rifondazione.it. Chi non fosse interessato sarà libero di non partecipare e/o di criticare, restando però, possibilmente, sul piano della critica politica. Scusate se mi sono permesso di interrompere una vostra discussione.
    un abbraccio
    F.

    PS: l’11 ottobre a Roma ci sarà una grande manifestazione di piazza contro la finaziaria del governo. abbiamo intenzione di organizzare uno spezzone dell’università e della ricerca. Chi fosse interessato può partecipare. il giorno dopo, alle 9:30 organizzeremo un attivo scuola università ricerca a via del Policlinico 129 (a Roma), potrebbe essere un occasione di confronto.

  64. Fabio de Nardis ha detto:

    PS: quanto al rettore di roma, non abbiamo un nostro candidato. al momento della presentazione delle candidature, cioè a Luglio, eravamo impegnati in un processo congressuale difficile e per molti apsetti lacerante. Non credo poi sia compito di un partito politico indicare candidati. Noi indichiamo al limite le linee programmatiche a cui crediamo che un rettore dovrebbe accostarsi. Non siamo un sindacato. Ecco perché ci siamo limitati a quel comunicato e naturalmente abbiamo fatto avere ai candidati rettori una memoria.

  65. Bombadillo ha detto:

    Per de Nardis:
    hai firmato la nostra petizione, che è stata firmata anche da molti strutturati?
    ..no? ..e come mai?..un compagno di ferro come te?

    ..oppure, se hai firmato, perchè non proponete quella di riforma, invece di spingere solo per più posti, e meno precari, senza spiegare tuttavia l’unico punto che è essenziale, ovverosia COME bisogna reclutarli i ricercatori/professori?

    Mi pare di ricordare che nel momento della petizione sei opportunamente scomparso, per ricomparire sdesso: i veri amici, però, si vedono nel momento del bisogno!

  66. France ha detto:

    OK, niente endorsement. Pero’ vorrei che tu mi spiegassi cosa c’entra l’elezione di un rettore con noi. Secondo me niente, e ti spiego perche’
    a) Il rettore rappresenta un gruppo di potere dell’Universita’. In genere il maggioritario. Chi vi appartiene piazza meglio i suoi candidati nei concorsi. Ma i concorsi qui li fanno solo per associato e ordinario. Che ce ne frega a noi?
    b) Il rettore e il suo blocco possono decidere di creare un postdoc come Cristo comanda? No, lo decide il ministero
    c) Il rettore e il suo blocco possono abolire i concorsi? No, come sopra
    d) Il rettore e il suo blocco possono introdurre la responsabilita’ a livello di dipartimento? No, come sopra
    Quindi, cosa cambia se il rettore e’ tizio oppure caio?
    Date le attuali condizioni, l’unico criterio che adotterei per la scelta del rettore e’: quello con meno fratelli, mogli, amanti, figli…

  67. Fabio de Nardis ha detto:

    I rettore e il suo blocco è il responsabile delle assunzioni e può definire negli indirizzi di spesa se è il caso o meno di investire in nuove assunzioni ovvero in avanzamenti. Il rettore fa parte della CRUI che è una struttura di potere fondamentale che incide nei processi decisionali. Il rettore ha la responsabilità della gestione di tutto l’ateneo che, se mi permetti, è un problema di tutti coloro che vi lavorano, dagli studenti agli ordinari (un po’ meno di corporativismo non guasterebbe).
    Quanto alla petizione, non ricordo se l’ho firmata o meno. L’ho fatto di certo se ne sono stato a conoscenza. Ripeto. Gli incarichi del partito sono stati fatti due giorni fa. E io per fortuna o sfortuna vostra sono stato incaricato come responsabile del dipartimentyo nazionale università e ricerca. Prima non lo ero. Mi limitato a coordinare il dipartimentyo (che è cosa diversa). da giugno e settembre la nostra attività si è quasi paralizzata, perché dovevamo risolvere grossi problemi interni. Non ultimo un cambio del gruppo dirigente considerato in parte responsabile anche della nostra debolezza nel passato governo. Ecco la ragione della mia latitanza da questo blog. Adesso parte, almeno spero, una fase nuova. Spero di aver chiarito.
    F.

  68. France ha detto:

    Si finisce sempre nel botta e risposta, mi spiace per i 25 lettori (IRONIA).
    Il rettore, sebbene de “La Sapienza”-Universita’ (ma perche’ questo cambio di nome? Ridicolo), ha quindi un potere di indirizzo limitato al suo campicello, e al club dei Sublimi Maestri Perfetti. I cordoni della borse cui attinge, e i modi con cui attingervi, sono pero’ regolati un po’ piu’ in alto, e per quanto brighiamo per far eleggere tizio o caio, alla fine e’ come cambiare allenatore alla Viterbese: la Champions League non la vince. E’ ovvio che ai partiti debba interessare il qui e ora (leggi: le elezioni del rettore), ma se ci permetti, nella nostra narrow-minded logica corporativa crediamo che sia inutile perdere tempo a giocare a figurine con il rettore che sia di Medicina o di Lettere, e sia invece inderogabile la riforma del Sistema. Brutale, si, e’ necessario….

  69. Lucia ha detto:

    De Nardis, cambia mestiere!

    o almeno settore disciplinare, lo stesso del tuo papà.

  70. @de nardis
    Sarà pure lapalissiano per un partito cercare consensi ma è diabolico perpetuare negli stessi errori… soprattutto dopo una cancellazione totale dal parlamento.

    Vieni qui per parlarci dei poteri nell’università chiedendoci partecipazione, ma non fornisci nessun metodo per evitare che certi poteri vengano mantenuti.

    Parli di linee programmatiche ma nei tuoi post tali linee occupano un ruolo secondario… probabilmente anche voi siete consci che è sempre la solita minestra riscaldata e che è praticamente inutile ripetere.

    Parli di “dipartimenti” di “gruppo dirigente” di “processo congressuale”… un affastellamento di burocrazia in cui le proposte politiche, le riforme, non hanno più un ruolo primario.
    Siete solo voi e i vostri nostalgici dogmi… tutto il resto è ininfluente.

  71. Fabio de Nardis ha detto:

    Caro France, su questo di devo dare ragione. Le elezioni del Rettore sono secondarie rispetto all’inderogabile riforma del sistema, per questo vi invito a elaborarne le forme insieme. Alcune idee sull’università del futuro le abbiamo. Troviamo una sede dove confrontarci. Con te si può.
    Quanto a rivoluzioneitalia, quando parlavo di evidenti distanze di cultura politica mi ruiferivo proprio a te. La pensiamo diversamente. Tu la polemica la fai contro il mio partito e la sua ideologia. Perdonami ma su questo tra noi ci può essere solo scontro. Abbiamo idee dioverse sulla società e sull’università, in democrazia è legittimo, ma non ha senso ingolfare il blog di polemiche senza sbocco.
    Quanto a Lucia. Perdonami, ma non intendo lasciare un mestiere, quello della ricerca, di cui sono innamorato. Non potrei fare altro. Quando al settore scientifico dispilinare, lo sto cambiando per una mia tranquillità personale. Da SPS07 (sociologia generale) sto richiesto il passaggio a SPS11 (sociologia dei fenomeni politici) che tra l’altro è più congeniale ai miei studi.
    un abbraccio
    F.

  72. Lucia ha detto:

    per cambiare mestiere, intendevo della politica universitaria. Non si può fare politica universitaria per un partito comunista quando si è entrati nell’università come hai fatto tu (a 23 anni pre-dottorato). E’ un insulto ai possibili colleghi e compagni di lotta!

    Un consiglio fraterno: fatti spostare su un altro dipartimento dal partito.

  73. France ha detto:

    @Fabio de Nardis
    La sede sulla quale confrontarci non va cercata tanto, e’ questa, se vuoi.
    O l’APRI, se hai seguito il dibattito. Sei il responsabile del dip naz univ e ric? Benissimo, mi permetto di fare le veci di rivoluzioneitalia: illustra in un documento che stia in una pagina web, che possimo pubblicare come topic su questo spazio, quali sono le riforme inderogabili in merito a
    a) reclutamento dei ricercatori (leggasi: tutti coloro che fanno ricerca): come si accede, come si resta, come si esce
    b) valutazione dei risultati della facolta’ (didattica) e dei dipartimenti (ricerca) e sue conseguenze
    c) finanziamento ad univ e ricerca.
    E poi se ne discute.

  74. lorenzo ha detto:

    @ Lucia:
    mi sembra che il buon de nardis sia un po’ restio a rispondere sul punto che sollevi, non trovi?

  75. Barbalbero ha detto:

    Ma come si fa a discutere di regole, trasparenza, merito, con un personaggio
    come questo Nardis….La sua carriera appare paradigmatica di tutto cio’ per cui
    voi state combattendo…E poi i discorsi che fa….mi sembra di tornare indietro
    di trent’anni….

  76. France ha detto:

    Oh, Barbalbero, giusto te: che ne dici di dire la tua in merito a quanto ho chiesto a De Nardis? Se non sbaglio sei uno strutturato anche tu…

  77. Marco ha detto:

    De Nardis, anche se sei comunista facci un favore: ogni giorno vai al Santuario più vicino a casa tua a ringraziare la Beata Vergine della tua fulminea carriera universitaria.
    E se ti capita, ogni tanto, revita una preghierina anche per noi.

    Bravo Barbalbero, hai sollevato un punto fondamentale: con certi personaggi, figli privilegiati del sistema mafioso e clientelare attuale, non è possibile nemmeno discutere.

    Che vergogna, che schifo, che obbrobrio.

  78. Ric Pre ha detto:

    Il senso della mia frase è stato frainteso. Nessuna ingenuità: chiaro che un partito politico che intende lanciare una qualche iniziativa cerchi consensi. Mi pare scontato.
    Apprezzo de Nardis rispetto agli altri (beati monoculi in terra cecorum!).

    DI fronte al PdL che sceglie come sottosegretario Pizza solo perché non ha fatto rinviare le elezioni (e qualcuno di voi ha visto Pizza fare qualcosa in questi mesi?) e al PD che sceglie come sottosegretario ombra l’ex-presidente della crui, rettore e sottosegretario Modica, ben vengano de Nardis e la sua presenza qui.

  79. Nicola ha detto:

    Mi permetto di intervenire off topic chiedendo se qualcuno ha notizie dei fantomatici 1000 posti da ricercatore (ex Mussi) rivitalizzati dalla Gelmini.

    A me risulta che il decreto-legge 113 (quello che – tra le altre cose –
    ripescava per il 2008 proprio i fondi straordinari di Mussi e riportava i concorsi da
    associato e ordinario ad una sola idoneità) è decaduto a causa della mancata
    conversione in legge!

    Tuttavia i tre articoli riguardanti l’università (art. 12 reclutamento dei
    docenti universitari, art. 13 assunzione di ricercatori, art. 14 CNVSU e
    CIVR) sono stati inseriti – senza alcuna modifica – nel Decreto-
    Legge n. 97, che è stato convertito nella legge n. 129/2008 pubblicata nella
    Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2008, e che vi invio in allegato.

    Qualcosa si è mosso dal 2 Agosto?

  80. insorgere ha detto:

    Allo stato, pare che i denari non siano stati trasferiti agli atenei…

  81. carlo ha detto:

    Ric Pre, ben venga chiunque voglia dibattere, questo è ovvio. Ma a parte ciò, non dobbiamo nulla ad alcun partito, e soprattutto essere meno peggio del PDL non fa curriculum.

    Ma tornando in tema, e lasciando da parte le polemiche, quello che dovrebbero chiarire de Nardis/Rifondazione è quale sia la sua/loro politica in merito a reclutamento e responsabilizzazione degli enti (dipartimenti, facoltà o quel che sia). Alla fine è questo che è stato chiesto da più voci. E non serve essere prolissi, vogliamo una risposta semplice e sintetica ad una domanda semplice e diretta: “che proponete per migliorare università e ricerca?”

  82. Ele ha detto:

    Noi parliamo e loro TAGLIANO, TAGLIANO, TAGLIANO.
    E tutti i loro TAGLI, sapete chi li subira’? I PRECARI.

  83. Caro de nardis

    Io NON ho nulla contro il tuo partito, e non ho nulla nemmeno contro l’ideologia del tuo partito…
    Ed il fatto che ci sia diversità sulle nostre concezioni di università e società è una caratteristica più che positiva.
    Però quando vuoi interloquire o dibattere su certe opinioni, tu devi descrivere cosa la tua ideologia o il tuo partito dice a riguardo.
    Non è ne scontato ne sottointeso conoscerla… tu ci devi dare l’intepretazione della tua ideologia nel merito… ovvero
    quando ed esempio viene applicata alla ricerca ai concorsi all’istruzione etc…
    A mio avviso il punto è che incosciamente o consciamente vi sentite imbarazzati a spiegarci certi anacronismi tirati fuori dal vostro cappello ideologico.

    Infine…. non si ingolfa nessun blog…
    non è un discorso privato fra me e te c’è “un pubblico partecipante” che dice la sua e giudica te, me, ed altri…

    Anzi qui il blog ha proprio la funzione primaria di formare democraticamente un identità collettiva. Partendo dai precari, partendo da coloro che più sono schiacciati da vecchi privilegi.

    PS: @marco & lucia, eviterei di sparare a zero sul personale… se non avete notizie certe, meglio fare a meno di accusare a caso.

  84. insorgere ha detto:

    va dato atto a De Nardis che è l’unico rappresentante di un partito che si sia fatto vivo su questo blog. Sarà forse legato all’età.
    In ogni caso la presenza – o l’assenza – non sono in se un valore.

    per quanto mi sia impegnato a leggere i suoi post continuo a non capire quale sia la sua/loro proposta. Oltre al rifiuto dei termini mutuati dall’inglese…

  85. Bombadillo ha detto:

    ..non mi ricordo se ho firmato?
    ..ma davvero davvero?
    ..certo, poverino, con tutte le cose che hai da fare.
    Ti assicuro, tuttavia, che se avessi firmato te lo ricorderesti: per esporsi, infatti, ci vuole coraggio; e pare proprio che il coraggio stia diventando una merce sempre più rara.

    La verità è che bisognerebbe avere un sito come si deve, dove il testo della petizione – con le relative dettagliate proposte – sia sempre consultabile.

    Non vedo l’ora: http://www.apri.it!! France mi pare che ti tocca..che fortuna vero?..hai vinto una bambolina!

    Per adesso, accontentiamoci di discutere su http://www.apri.altervista.org/forum, perchè, se non creamo un nuovo soggetto tutto nostro, dovremo sempre farci rappresentare da qualcuno, ed io non mi sento rappresentato dal de Nardis, e non per una questione ideologica.

  86. France ha detto:

    SHORT DISCLAIMER: IRONIA.
    Vabbe’, Bombadillo, sai quanta gente non ha firmato la petizione? Che facciamo, li bruciamo sul rogo? E quelli che non ne hanno parlato? L’Anticristo (Beppe Grillo), per esempi,o ne poteva parlare: e la carta igienica istoriata monovelo (i giornali)? Lasciamo quindi in pace il povero figliodigghiavule (De Nardis), che come altri magari non ne e’ venuto a conoscenza. Che non abbia firmato e’ sicuro, basta leggere la lista dei firmatari, ma questo non fa di lui automaticamente un criminale. O uno che non ha coraggio di esporsi: hai visti messaggi di Modica, della Marianna Madia, del Valditara dopo le elezioni?

  87. Einfach ha detto:

    Vorrei fare un invito a tutti (o a tanti) perchè mi sembra di essere entrato in una dimensione parallela e mi sfugge qualcosa. Diamo atto a De Nardis di essere entrato nel blog, unico rappresentante del settore ricerca di partito a parlare con noi. Potranno esserci mille ragioni, anche quella di corteggiarci per un (a oggi mooolto improbabile) sorgere “del sol dell’avvenire”.
    Passi tutto, ma non dimentichiamoci che è contro il ministero che OGGI c’è (e che ci terremo per altri 4 anni sani) con cui dobbiamo confrontarci, con l’avvocatessa coiffata e il Pizza. Non dimentichiamolo, perchè fare il tiro al piccione sul De Nardis o evocare il seboso è delirante.
    A meno che i liberisti illuminati che hanno votato questi personaggi che stanno facendo la politica miserabile che stiamo vedendo tutti non abbiano il coraggio (almeno in camera caritatis) di ammettere di avere fatto una cazzata immane.
    E comunque: dove sono questi interlocutori al ministero? Non ci cagano di pezza, lo vedete? E’ questo il modello anglosassone cui tutti ci siamo tanto ispirati e che Pizza pensa sia forse un modulo del Celtic?

  88. carlo ha detto:

    x Einfach: se Rifondazione ci vuole ‘corteggiare’ prima deve offrirci qualcosa. Tanto per iniziare potrebbe spiegare cosa propone per migliorare Università e Ricerca. Sono giorni che facciamo questa domanda, ma a quanto pare non può o non vuole rispondere. ‘Parlare con noi’ vuol dire anche rispondere alle domande (almeno a quelle pertinenti).

  89. France ha detto:

    E rispondere nei luoghi e nei tempi che noi decidiamo. Se De Nardis ci rimanda a documenti di partito o trattatelli generici o volantini “piu’ soldi alla ricerca, conoscenza condivisa, spazi autogestiti”, non ci va bene.
    Il governo attuale mi sembra che abbia dimostrato chiaramente cosa vuole: fondazioni di diritto privato, meno finanziamenti pubblici, meno ricercatori (intesi come coloro che fanno ricerca, non come coloro che hanno vinto un concorso da ricercatore).

  90. Einfach ha detto:

    Io continuo a non capire: o siamo giovani di buone speranze (io giovane non lo sono più, e le speranze sono gratis, come la tristezza, diceva un poeta), per cui possiamo aspettare il 2013 (prossime elezioni), o ci piace dialogare con un partito che, oggi, è fuori dal parlamento. Già l’opposizione, con questo modo “nuovo” di fare politica, può fare veramente poco, pensa un po’ un partito che non ha deputati…
    De Nardis può dirci quali saranno i programmi di R.C. quando torneranno ad avere rappresentanti… e ho paura che questo governo ce lo terremo fino a fine legislatura. Quindi: riforma Moratti nella schiena e tagli alla ricerca a regime.
    France, hai ragione, sappiamo cosa vuole il governo attuale, soprattutto tendere alle fondazioni di diritto privato e meno finanziamenti pubblici. Ci sta bene? Ok, abbiamo azzeccato il carrozzone giusto.
    Non ci sta bene? Arrendiamoci all’evidenza che l’università, la ricerca, come la sanità, l’istruzione, la difesa etc., sono merce di scambio politico, punto e basta.
    Fa schifo ma è così, e abbiamo visto che con Mussi anche per la sinistra è così (anche se avrei voluto avesse qualche mese in più per fare la sua riforma prima di sparagli addosso…). Quando ho visto il bello scontro su questo blog nelle settimane precedenti le elezioni di primavera ero certo che saremmo finiti così: tante speranze e poi… Pizza e Gelmini (peggio di qualsiasi ipotesi).
    Se non cambiamo lavoro prima, cerchiamo, almeno noi, di costruirci interlocutori politici che si impegnino con noi per un clima diverso nella ricerca. De Nardis mi sembra un interlocutore credibile, almeno c’è.
    Speriamo che ci siano scossoni politici nei prossimi mesi che rompano questo bellissimo amore tra l’elettore e questo governo, se no mi sa che il dialogo ce lo scordiamo.
    Speriamo nelle europee.

  91. France ha detto:

    Invece, caro (o cara) Einfach, io resto dell’idea che alla politica in toto non importi un cavolo dell’Univ e ricerca, se non per dispensare favori quando serve. Danno retta alla CRUI (quando gli danno retta) semplicemente perche’ c’e’ la CRUI. La politica questi ministri fantoccio la fanno cosi’, alla cazzo di cane. Se un giorno la Gelmini apre la finestra del suo ufficio e sotto passa uno che strilla:”Aridatece er grembiulino”, lei dice toh, che bella idea. Basta rientrare nei parametri di spesa che ordina zio Giulio (o che a Mussi ordinava lo zio Tommaso), e per il resto ale’, scazziamo! L’unico modo per cambiare le cose e’ che noi (voi) precari che siamo (siete) il 50% della forza lavoro dell’Universita’ mettiamo nero su bianco quello che vogliamo cambiare e come, e poi blocchiamo tutto finche’ non si rendono conto che senza noi (voi) non si va avanti. Credete davvero che, sebbene siano tanti, 100 rettori possano spaventarli piu’ di 60.000 precari?

  92. carlo ha detto:

    Einfach, la questione e’ semplice. Ben venga il dialogo, ma de Nardis ci deve dire quali sono le sue proposte. (Attenzione: parliamo di idee, non programmi elettorali. Per quelli c’e’ tempo.) Avere delle idee e’ un prerequisito indispensabile per il dialogo.

  93. Einfach ha detto:

    X France: sono un ometto, mi chiamo Paolo, ma è un nome super inflazionato nel blog. E, come usavano i medievisti un tempo, so un po’ di tedesco… tutto qui. Hai ragione, alla politica non frega una amatissima mazza dell’Univ., è per questo che dobbiamo farla diventare merce di scambio, darle l’importanza anche elettorale che merita. E, come dici, 60.000 incazzati diventano un peso, elettorale ma soprattutto d’immagine (e quindi, di nuovo, elettorale). Dobbiamo fare passare nell’opinione comune che lo sviluppo passa dalla ricerca, in tutte le discipline. Che anche il pensionato o il ragazzino ha da guadagnare se l’istruzione universitaria e la ricerca funzionano, come funzionano altrove. E che non è casuale che le regioni più depresse d’Italia hanno spesso Dipartimenti che funzionano maluccio, o dove le logiche baronali e mafiose allignano alla grande.
    La selezione dei ricercatori e i soldi alla ricerca non sono fisime o soldi buttati nel cesso: se passa questo messaggio anche fuori dalle dorate stanze forse un po’ di peso politico l’università lo acquisisce.
    Per Carlo: hai certamente ragione, ascoltiamo idee, per i programmi elettorali (torno a dire: mi dispiace) c’è tempo.
    De Nardis: siamo tutt’orecchi.

  94. Bombadillo ha detto:

    ..per E.: ti sfugge quello che, almeno secondo me, è il dato più importante.

    Quando si provava a chiedere al de Nardis di fare qualcosa subito – tipo piccole modifiche al regolamento di M&M, perchè fosse registrato, invece che respinto, dalla CdC -, il nostro replicava che bisognava pensare ai progetti per la futura legislatura.
    Incredibile, ma vero.

    Io gli dicevo: ma come, adesso siete al governo, e sicuramente la prossima legislatura – ovverosia l’attuale – non lo sarete più, e pensate alle campagne di autunno, invece di portare a case almeno un risultato, ovverosia il nuovo regolamento sul reclutamento?

    ..e lui sai che rispondeva? ..che è un idealista, ed è pronto a combattere nelle piazze, e quindi non importa se non è al governo!
    (quello che adesso mi sembra di capire è che tutto il problema era un regolamento di conti interno alla sinistra, per cui r.c. e c.i. hanno remato contro Mussi: tanto è vero che de Nardis diceva “io non ho responsabilità, il ministro è sd”: come se la gente se ne importasse di questi sottili distinguo, ed infatti sono stati puniti tutti).

    Chiariamoci: a me vanno bene sia gli idelisti che i pragmatici, cio che trovo insopportabile, però, sono coloro i quali agiscono pragmaticamente nella loro vita, e fanno gli idealisti con la vita degli altri.

    Per France: sto preparando il rogo qui giù in giardino, le salsicce le porti tu?

  95. Bombadillo ha detto:

    ..e le birre?

  96. Einfach ha detto:

    Io porto due cannette…

  97. France ha detto:

    Siete proprio medievalisti….

  98. L’unica formula pragmatica di ipotetico rapido risultato è che vi sia un’associazione dove chi è all’interno chieda regole europee per gli atenei italiani.

    Se vi fossero tipo un 1000 di persone davanti al parlamento con slogan europeisti (quindi sono banditi i “più soldi alla ricerca” e “stabilizzazioni per tutti”) avremmo automaticamente una forma mediatica di “potere” su questo governo o su un qualsiasi altro.

    PS: @Bombadillo
    si lo sò che c’è l’APRI… ma ancora l’apri non da segni di novità… non ci sono segnali chiari di presa di posizione.
    Quando si chiamerà:
    APRIPERE-> APRI PER l’Europa allora ne riparleremo.

    APRIPEREU ha un sound troppo sardo direi… 🙂

  99. France ha detto:

    APRIMELE invece sarebbe piu’ appropiato alla situazione attuale…

  100. insorgere ha detto:

    nessuno ha commenti da fare sul documento della crui?
    la parte finale suona un po’ come un ultimatum…ma chi ci crede?

    pssando ad altro, notizie dei fondi per il reclutamento straordinario?

  101. Lilly ha detto:

    Su http://www.flcgil.it è possibile leggere il testo dell’emendamento con cui il Governo intende abrogare le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari non solo riguardo al comparto Università e ricerca ma di tutta la PA ed il comunicato unitario di CGIL, CISL E UIL.
    PS Insorgere, si dovrebbe conoscere la distribuzione dei fondi agli atenei nel mese di Ottobre, purtroppo come già saprai, le regole concorsuali non saranno quelle del reclutamento straordinario.

  102. Marco ha detto:

    Beh…il testo dell’emendamento non mi pare così micidiale. E’ vero, vengono abolite le norme sulla stabilizzazione, ma si apre anche una finestra grossa come una casa per i concorsi “riservati”, e tutti sappiamo come funzionano, soprattutto nei Comuni, tali concorsi. Vorrà dire che chi doveva essere stabilizzato in massa negli enti locali lo sarà a singhiozzo con concorsi ad hoc.

    Altro paio di maniche la nostra situazione all’università, dove mi pare che tale emendamento influisca in maniera limitata.

  103. guin ha detto:

    Chi prepara un bel volantino con data e luogo manifestazione (e/o protesta) da appendere nelle varie sedi?

  104. insorgere ha detto:

    mi sfugge come l’emendamento colpisca i ricercatori…

  105. Marco ha detto:

    Sicuramente, credo, andrà a incidere su alcune procedure di stabilizzazione (poche) in atto in alcuni enti di ricerca. Spero bene che non incida sulla normativa degli assegni di ricerca, dei contratti di ricerca, delle borse, ecc., perchè significherebbe la pietra tombale su tutti noi.

  106. Carlo ha detto:

    Ragazzi parliamoci chiaro: le posizioni di chi difende le stabilizzazioni nel pubblico impiego sono indifendibili. Scatenare una guerra su questo è semplicemente folle, le norme della Finanziaria di Prodi erano irragionevoli, e dubito che qualcuno troverà il necessario “consenso sociale” nel Paese per inscenare scioperi massicci.
    Nella p.a., così come nelle università, si deve entrare solo per concorso. Punto.
    Altra questione, purtroppo, è quella dei concorsi puliti, ma questo non giustifica l’infornata in massa dei precari.
    E guardate che parlo da precario della ricerca.

  107. paolo ha detto:

    …intanto attendiamo ancora una risposta da de Nardis sulle sue proposte per migliorare università e ricerca. de Nardis, se ci sei batti un colpo! Anche per smentire quelli che dicono che nell’estrema sinistra c’è vuoto spinto di idee.

  108. France ha detto:

    L’infornata di massa e la stabilizzazione (AAAARAGGARHHHHHH) mai e poi mai. Ma il il concorso pulito, come Babbo Natale del resto, non esiste….

  109. Lilly ha detto:

    Qualcuno su questo blog ha ridotte capacità mnestiche, non ricorda esattamente come si chiama, a volte Carlo a volte Paolo, di una cosa sono certa sottovaluta la capacità di osservazione che i ricercatori (quelli veri) hanno: il sistema che affida ad ognuno di noi l’avatar lo fa in base all’e-mail che noi inseriamo per lasciare un commento, sono certa di questo perché mi è capitato una volta di dimenticare di inserire i due numeri finali del mio indirizzo e-mail ed il computer pur inserendo il nome di Lilly mi ha affibiato un’immagine differente. Carlo/Paolo, ti sei confuso hai messo l’indirizzo che utilizzi per Carlo con il nome di Paolo, risultato: il nome di Paolo con l’avatar di Carlo (corpo blu, cappellino giallo, chele arancioni, gambe grigie).
    Vuoi difendere l’indifendibile? Vuoi parlare per partito preso contro chi la pensa diversamente da te? fallo ma evita di creare artatamente attorno alle tue idee su un blog quel consenso che nella realtà dell’Università italiana esse non hanno.

  110. @lilly
    A quale “realtà dell’Università italiana” ti riferisci?

  111. carlo ha detto:

    Scusa Lilly, non cercare cospirazioni dove non ce ne sono affatto. E soprattutto: evita di scendere sul piano personale ogni volta che intervieni. Posto come carlo in quanto su questo blog ci sono già altre persone di nome Paolo (sebbene anche Carlo sia un nick piuttosto inflazionato). Il commento precedente è stato una svista. Che fosse un mio commento mi pare evidente: ho sollevato io il problema! Spero comunque di non essere l’unico interessato a sapere quali sono le idee di de Nardis su università e ricerca. Se poi come tu dici la questione non interessa a nessuno, allora vi lascio parlare di stabilizzazioni e smetto di intervenire.

  112. carlo ha detto:

    Poi scusa, ma a cosa ti riferisci quando parli di difendere l’indifendibile? E a quale “realtà dell’Università italiana” ti riferisci?

  113. France ha detto:

    E il contenuto dei post somiglia a quello di rivoluzioneitalia… Beh, d’altra parte io ero Colombo pero’ pieno di acrimonia, oppure Mino coi baffi….

  114. @lilly
    Certo non sei obbligata… alla fine è solo un blog…
    Ma ogni tanto cerca di rispondere…

  115. Lilly ha detto:

    Ti chiami Paolo ma di solito posti come Carlo, poi ogni tanto ti ricordi di chiamarti Paolo e posti come Paolo, devi ancora prendermi in giro o hai finito? Mi fai delle domande e io ti rispondo per educazione per l’ultima volta (così è contento pure RI): indifendibile è l’emendamento e tutta la politica messa in atto dal governo contro Università e precari, e di quale realtà credi che io stia parlando, se non quella fatta da persone, che da anni e anni, lavorano con mille sacrifici in un sistema che esalta e vive del nostro precariato, senza diritti e senza futuro.
    Da ora in poi se vuoi dialogare fai come da Marzullo, hai presente? “Si faccia una domanda e si dia una risposta” la domanda te la posti come Carlo e la risposta te la dai come Paolo (come hai sempre fatto, no?). E tu France, non preoccuparti, non ti si può confondere né con Colombo né con Mino, ognuno ha il proprio stile, potrei riconoscere tutte e tre solo dai vostri commenti senza leggere prima il nickname.

  116. France ha detto:

    Azz, devo comprarmi anche una barba finta, allora….

  117. Paolo 2 ha detto:

    Cara Lilly, ti saltano i nervi ?
    Direi proprio di sì…
    Che bello i processi sull’identità di questo o di quello, un segno di maturità.

    Comunque concordo con Paolo/Carlo, o con uno solo di essi: le stabilizzazioni sono inqualificabili e indifendibili.
    Con buona pace per tutti.
    Concorsi, concorsi, solo concorsi.
    Il resto è la solita fuffa sindacalese che mita a inzeppare la macchina pubblica di personale, con buona pace delle tasche del contribuente.

  118. Paolo2 ha detto:

    …e un’ultima cosa, cara e irascibile Lilly: il consenso contro le stabilizzazioni non se lo crea questo o quell’utente cambiando il nome a suo piacimento su questo scarsissimamente frequentato e rappresentativo blog: è un consenso che c’è nella maggior parte della società, che la campagna a favore delle stabilizzazioni non se l’è mai filata (giustamente), e che se ne fotte altamente delle infornate dei cosiddetti “bregari”, “precari”, chiamali come vuoi.

    Bisogna prendere atto di una realtà, che solo chi ha i paraocchi ancora non riconosce: la campagna per la stabilizzazione dei precari nella PA NON HA CONSENSO SOCIALE, lo vogliamo capire ? La maggior parte della popolazione SE NE FREGA delle stabilizzazioni.

  119. Lilly ha detto:

    No caro Paolo 2, io sono la calma fatta persona, i nervi non me li faccio saltare neanche per cose molto più importanti; in quanto alla maturità non devi rivolgerti a me ma alle persone che assumono identità plurime.
    PS comunque ti ho già detto Carlo che non ho più nessuna intenzione di perdere tempo a dialogare (si fa per dire) con te, ho altro da fare.

  120. Paolo2 ha detto:

    Oddio…siamo in piena paranoia da persecuzione.
    Vabbè, lasciamo stare, và…chia ha orecchi per intendere…

  121. Fabio de Nardis ha detto:

    Carissimi/e
    scusate se oggi non sono passato ma è tutto il giorno che incontro i precari in agitazione all’ISPRA e all’ISFOL. Se ho tante cose da fare come qualcuno mi recrimina? … Si, ci crediate o no ma le cose da fare sono molte e per chi, vi assicuro, non ha mai smesso di esporsi, con il proprio nome e cognome, le cose da fare sono generalmente il doppio. E’ giusto che mi chiediate cosa proponiamo. Appena posso ve lo posto. Lo avevo già fatto in passato, ma evidentemente si è perso nella memoria virtuale, lo rifarò.
    Intanto vi saluto
    F.

  122. @de nardis
    In realtà ti dovrebbe venire di getto…

    se vai a prendere il solito faldone rivisto e corretto da 100 revisioni… bhè… non credo interessi molto.

    vogliamo max 10 righe di tuo pugno.

  123. carlo ha detto:

    Lilly, non per inasprire la polemica, ma non credo di aver mai detto di essere a favore della politica di questo governo. Al più, ho sollevato dubbi sul maestro unico. Ma si tratta solo di dubbi, e almeno questi devi concedermeli perché sono alla base della ricerca (Dubito ergo sum, diceva il filosofo). In questo senso, non mi pare di aver mai difeso l’indifendibile (se con indifendibile intendi la politica del governo). Altro discorso sono le stabilizzazioni, ma di questo si è già dibattuto a sufficienza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: