Il Corsera, Gian Antonio Stella, i bocconiani e i dati “truccati”

Oggi Gian  Antonio Stella pubblica un articolo sul Corsera (link) che ci ricorda – come se non lo sapessimo – che l’università italiana è malata.

Ma ciò che colpisce di più è l’uso  di alcuni dati di un eminente professore di economia della Bocconi.

Stella prima ci informa sul nepotismo….e sapevamo tutto.

Poi scrive

Roberto Perotti, PhD in Economia al Mit di Boston, dieci anni di docenza alla Columbia University di New York dove ha la cattedra a vita, professore alla Bocconi, se lo chiede in un libro ustionante che non fa sconti fin dal titolo: L’università truccata.”

Ci informa

“le cifre assai citate della pubblicazione dell’Ocse “Education at a Glance” danno per il 2004 una spesa annuale in istruzione terziaria di 7.723 dollari per studente» appena superiore ad esempio a quella della Slovacchia o del Messico. Ma se si tiene conto che metà degli iscritti è fuori corso e si converte più correttamente «il numero di studenti iscritti nel numero di studenti equivalenti a tempo pieno», la spesa italiana per studente «diventa 16.027 dollari, la più alta del mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia »”

Esiste un report del 2008 dell’OCSE perché si usa quello del 2004?

Il Report del 2008 riporta un dato desolante cioè che l’università italiana ha i fondi bloccati da dieci anni!

Inoltre che artificio statistico è questo “Ma se si tiene conto che metà degli iscritti è fuori corso e si converte più correttamente «il numero di studenti iscritti nel numero di studenti equivalenti a tempo pieno», la spesa italiana per studente «diventa 16.027 dollari, la più alta del mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia »”

Queste sono cose da pazzi….l’uso della statistica per confermare le proprie ipotesi…così si può giustificare qualsiasi cosa…e poi perché gli studenti fuori corso non contano…Mah? Allora se l’università è truccata non meno truccati sono questi dati.

Ma la chicca viene dopo scrive Stella …..“l’università italiana è eroicamente all’avanguardia mondiale della ricerca in molti settori».Magari! Spiega Perotti che in realtà, al di là della propaganda autoconsolatoria, fra i primi 500 atenei del mondo, secondo la classifica stilata dall’università cinese Jiao Tong di Shanghai, quelli italiani sono 20 e «la prima (la Statale di Milano) è 136ª, dietro istituzioni quali l’Università delle Hawaii a Manoa ». Certo, sia questa sia la classifica del Times (dove la prima è Bologna al 173˚posto) sono fortemente influenzate dalle dimensioni dell’ateneo. Infatti nella «hit parade» pro capite della Jiao Tong 2008 possiamo trovare al 19˚posto la Normale di Pisa. Ma a quel punto le grandi università italiane slittano ancora più indietro: la Statale milanese al 211˚,Bologna al 351˚,la Sapienza addirittura a un traumatico 401˚posto. Da incubo”

Ecco il link della classifica Jiao Tong 2008 (sulla cui costruzione è lecito nutrire dubbi empirici)  tuttavia le posizioni sono del tutto differenti da quelle riportate da Stella

LA NORMALE DI PISA E’ AL 445 POSTO CIRCA

La Prima è l’università statale di Milano al 139 posto CIRCA

La seconda è l’Università è la statale di Pisa al 143 posto CIRCA

La terza è la Sapienza al 145 posto CIRCA

il CIRCA dipende dal fatto che la posizione della classifica non tiene conto dei molti pari merito e anche dal fatto che la stringa excel della classifica parte da +1.

Ma Stella dove ha preso i dati!!!

Che senso hanno queste operazioni mediatiche quando la Gelmini e Tremonti tentano di affossare definitivamente l’Università pubblica?

Nell’articolo di Stella e nel “libro” del Bocconiano dove sono i precari?

Ma poi PERCHE’ nella classifica JIAO TONG NON C’E’ LA BOCCONI (e neppure la LUISS, la LUMSA ecc…).

A questo punto occorrerebbe protestare con il Corsera Questo è il link per le proteste.

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73 Responses to Il Corsera, Gian Antonio Stella, i bocconiani e i dati “truccati”

  1. ricercatore senza tenure ha detto:

    Voglio vedere se sedicente rivoluzioneitalia ha ancora il coraggio di venire a fare propaganda ultraliberista in questo blog.

    Smascheriamo l’imbroglio bocconiano!

    Denunciamo il populismo neo-liberista che vuole annientare le speranze di noi ricercatori non strutturati!

    Perotti e Frati, siete le due facce della stessa medaglia!

    Più finanziamenti pubblici e privati, più valutazione, più ricercatori per l’università italiana!

    La Bocconi è un covo di ciellini!

  2. RITA ha detto:

    Per tutta questa settimana Gian Antonio Stella conduce anche . “Faccia a faccia” su RADIO3.
    Si possono inviare mail a: facciaafaccia@rai.it

  3. ciccio ha detto:

    Non vedo sostanziali differenze tra questo articolo e quello di ieri sul Sole24Ore di Barbujani nel blog precedente. Entrambi denunciano la lobby esistente nell’Universita’, la serie di privilegi consolidati, e il conseguente blocco di qualsiasi rinnovamento. Le spese di tutto cio’ viene pagato dalle nuove (vecchie oramai) leve, che oltre ad essere state utilizzate in maniera spropositata, senza reali prospettive future, restano anch’essi fuori da qualsiasi meccanismo virtuoso di selezione. L’unica selezione reale e’ quella del ‘chi la dura la vince’, sotto il cappello di cooptazione che vige imperituro.
    E’ importante anche far notare che i tagli che vengono e verranno imposti influiranno SOLO su chi, nell’Universita’, lavora veramente. I baroni nullafacenti resteranno seduti sul loro scranno con i loro privilegi immacolati e vergini.

    Il fatto che i dati siano sbagliati ed anche usati in maniera un po’ furbesca e’ certamente deprecabile e da condannare, ma non cambia la sostanza delle cose.
    Io risparmierei le forze per proteste un po’ piu’ utili di questa.

  4. Carlo Pisacane ha detto:

    Guarda che i due articoli sono molto differenti e soprattutto rinforzano punti di vista politici opposti…questo è un articolo che sostanzialmente e sulla base di dati truccati avalla l’operazione Tremonti.

  5. Carlo Pisacane ha detto:

    Ma poi perché le università private italiane non compaiono nelle classifiche internazionali mentre le università private degli altri paesi compaiono…

    e perché la politica italiana pende dalle parole dei bocconiani come se li ci fosse la vera scienza

    e perché si pensa che la normale di Pisa è il top e invece è in una posizione superiore alla 400 ….

  6. caro Ario
    i dati sono del 2004 perchè quello studio è stato fatto da Perotti et al. in quel periodo… sul mio blog c’è linkato il video del talk e il paper.

    Diversamente dalle chiacchiere uno studio (analisi statistica) non si improvvisa…

    Credete veramente che in 4 anni l’università italiana si fosse potuta riprendere…? (stabilizzazioni o non stabilizzazioni, fondi o non fondi) mah…

  7. Carlo Pisacane ha detto:

    Caro Rivoluzione

    non sono ario.

    la statistica la si usa come si vuole.

    Che senso ha estrapolare i fuori corso per affermare che l’università è iperfinanziata!

    I fuori corso sono normali e vengono a fare gli esami e sono trattati dalla burocrazia.

    Che li vogliamo elimininare magari aumentando a dismisura le tasse e così facciamo fuori sia i fuori corso che i fuori sede che gli studenti lavoratori.

    ricordati che l’Italia ha un numero bassissimo di laureati dati ocse2008.

  8. ricercatore senza tenure ha detto:

    rivoluzioneitalia invece di fare la parte del ricercatore precario ammetti la tua identità di professore ordinario.

    Cà nisciun è fess (qui nessuno è stupido) diceva Totò.

  9. @ricercatore senza tenure

    ma sei sempre il vecchio untenured?

    Insisti ancora con questa sciocchezza…

    Come potrei mai essere uno strutturato? Se lo fossi sarei folle…

    Infatti nessun professore ordinario, nessuno strutturato italiano è a favore di una riforma anglosassone.

    Figurati se si tagliano il ramo su cui sono seduti.

    Paradossalmente (ma nemmeno + di tanto, il ragionamento è molto semplice) gli strutturati sono a favore sia delle stabilizzazioni sia di + fondi alla ricerca. Per loro sarebbe una pacchia totale… soldi e manodopera gratuita con zero responsabilità…

    @carlo pisacane
    guarda il video del talk o leggi il paper… poi ne riparliamo.

  10. RITA ha detto:

    Sono stata al Festival della salute a Viareggio. Ci sono andata per riproporre il problema del precariato nella ricerca a chi magari vuole dimenticarsene.
    I fatto è che sanno benissimo che esistiamo, sanno anche perché esiste questo “fenomeno”, ma se ne fregano perchè noi non facciamo paura a nessuno.
    Il mio invito è, ancora una volta, ad organizzarsi in forme di lotta che siano incisive.
    La stampa italiana non ci appoggerà, ma, come si è visto con la lettera alla Montalcini, possiamo contare su quella straniera.
    L’importante è che cominciamo a fare qualcosa. Siamo in pochi? Cominciamo a muoverci come possiamo, indipendentemente da sindacati e partiti.
    Io sono per i metodi gandhiani:in pochi se determinati possiamo smuovere molto.

  11. Einfach ha detto:

    Compagni e camerati, ma avete notato che ieri la Gelmini era in tv, a leggere il suo bigliettino? Scuola, scuola, non una parola sensata sull’Università. Napolitano idem con patate.
    Qui se non ci facciamo sentire, diamo davvero l’idea che ci vada bene quello che stanno facendo. Secondo la migliore scuola da ambulanti abusivi, questi qui hanno buttato lì 100 per portare a casa 70. La scuola secondaria e inferiore sta reagendo, l’Università per adesso non si è fatta sentire come dovrebbe, e noi precari meno che meno. Finirà che di nuovo pagheremo noi, e forse questi si stupiranno persino che non abbiamo fatto ancora il casino che si aspettavano.
    Non dobbiamo avere paura di chiedere anche soldi, smettiamola di fare i puri e parlare solo di regole. Questi capiscono solo i conti di bilancio: tutti chiedono e rompono le palle, facciamolo anche noi. Chiediamo le regole, ma anche SOLDI, i dati parlano chiaro, non stiamo navigando nei finanziamenti selvaggi, l’università ha sempre avuto pochi soldi, e mal spesi.
    P.S. Sinceramente che R.I. sia uno strutturato o un alieno entrato nel blog per vedere quanto sono sfigati i ric.prec. terresti non è che mi freghi molto… tutto sommato qui siamo tutti un po’ virtuali…

  12. Carlo Pisacane ha detto:

    @rivoluzione italia

    manda il link del paper comunque perché non mi dici come mai i dati riportati sulla classifica cinese sono sballati?

    Forse hanno subito una rimestata statistica tale da far apparire cose che non ci sono?

    Immagino che il “paper” sia stato scritto con questi usi liberisti della statistica

  13. Carlo Pisacane ha detto:

    inoltre perché e ripeto perché le università private italiane sono fuori dai ranking?

  14. France ha detto:

    @Carlo Pisacane e ricercatore senza tenure
    Avete presente la rubrica che c’era su Cuore “Ecchissenefrega?”
    La bocconi non e’ nel ranking.
    Il gogogogoggoverno pende dalle labbra di bocconiani
    I bocconiani sono ciellini
    La statistica e’ manipolabile
    Stella e il corriere fanno il gioco dello zio Giulio
    e via dicendo…
    @ rivoluzioneitalia
    Esiste un rapporto OCSE analogo a quello del 2004 (non, per intendersi, quello sull’educazione uscito di recente, che di Universita’ e ricerca dice poco) un po’ piu’ aggiornato? Se si, hai il link?

  15. Carlo Pisacane ha detto:

    Il link è stato bloggato in una specifica notizia qualche giorno fa su questo sito!

  16. LucaS ha detto:

    La denuncia del malscostume è sacrosanta. Non ci vuole molto a trovare centinaia di casi come quelli denunciati e credo che tutti noi condividiamo l’idea che lo stato di cose vada cambiato. Non è lì il punto.

    Piuttosto, perché per analizzare obiettivamente il valore della ricerca italiana si prendono queste classifiche che lasciano il tempo che trovano e non si fa invece una più seria analisi su pubblicazioni su riviste internazionali, citazioni, brevetti… Forse perché la ricerca sarebbe più lunga e laboriosa? Non sarà che il superprofessore della Bocconi pecca di eccessiva pigrizia? O forse temeva di arrivare a risultati opposti rispetto alle sue tesi? Onestamente non so a quali risultati porterebbe uno studio serio, forse confermerebbe le tesi dell’articolo o forse no. In ogni caso è disonesto trarre conclusioni da studi superficiali e approssimativi.

    Riguardo la didattica e la furbata dei fuori corso, la cosa si commenta da sola. Aggiungerei per onestà che anche la comparazione di Stella è insensata, dal momento che all’estero la gran parte degli studenti consegue lauree triennali, mentre da noi quasi tutti proseguono fino alla quinquennale. Perciò andrebbe fatta una ulteriore divisione per la durata nominale dei percorsi di studio.

    Interessante l’osservazione che nessuna delle università private italiane (Bocconi in primis) rientra nelle migliori 500 università del mondo. Il prof. Perotti non ha nulla da dire su questo dato?

    Sorprende infine che Stella e Rizzo, assidui cacciatori di caste, non abbiano mai speso una parola per denunxiare quella alla quale appartengono. Per fortuna ci ha pensato qualcun’altro:

    http://www.beppegrillo.it/casta-giornali.php

    http://www.beppegrillo.it/2008/01/la_casta_dei_gi_8.html

    Aspettiamo però che Stella aggiunga qualcosa sui privilegi dei suoi colleghi e del suo direttore.

  17. France ha detto:

    Quello e’ il rapporto education at a glance. Bello quanto vuoi, ma parla solo di educazione. Io chiedevo se c’e’qualcosa del genere
    http://www.oecd.org/dataoecd/49/45/24236156.pdf

  18. Carlo Pisacane ha detto:

    Caro France

    education ad glance riguarda anche l’Higher education ovvero l’università!!!

    Del resto Perotti fa riferimento proprio a quello del 2004

  19. Carlo Pisacane ha detto:

    Caro France inoltre quello che hai linkato tu non distingue università centri di ricerca pubblici e centri privati.

    L’università volente o nolente fa parte del sistema educativo!

  20. lorenzo ha detto:

    L’assenza della Bocconi credo sia dovuta al fatto che ha (mi pare) solo una facoltà.
    Infatti nei ranking che rigurdano solo economics, c’è.

    Per la mia esperienza posso dire che la bocconi ha il pregio di inserire gran parte dei suoi laureati che vogliono fare ricerca nelle migliori università USA. E non è poco.

    Il nocciolo duro degli economisti della voce viene da lì e hanno quasi tutti un ottimo record di pubblicazioni ed il phd. Perotti è uno di questi. Non è un grande oratore (alla radio questa mattina da Stella era un po’ farraginoso) però il suo impegno per l’Università mi sembra lodevole. Tra l’altro nella sua pagina web (http://www.igier.uni-bocconi.it/whos.php?vedi=1653&tbn=albero&id_folder=177) pubblica periodicamente i risultati dei concorsi da ordinario secs-p01 corredandoli con informazioni utili come i titoli di candidati e docenti ed i rispettivi atenei di provenienza. Insomma, un peer monitoring meritorio.

    Sulla Luiss posso dire che negli ultimi anni c’è stato un grosso cambiamento: chiamate di ordinari molto stimati e apertura di posizioni di assistant professorships (una sorta di ricercatore a tempo determinato) con reclutamento sul job market americano.

  21. LucaS ha detto:

    LucaS Dice: Il tuo commento è in coda di moderazione.
    30 Settembre 2008 alle 1:54 pm

    La denuncia del malscostume è sacrosanta. Non ci vuole molto a trovare centinaia di casi come quelli denunciati e credo che tutti noi condividiamo l’idea che lo stato di cose vada cambiato. Non è lì il punto.

    Piuttosto, perché per analizzare obiettivamente il valore della ricerca italiana si prendono queste classifiche che lasciano il tempo che trovano e non si fa invece una più seria analisi su pubblicazioni su riviste internazionali, citazioni, brevetti… Forse perché la ricerca sarebbe più lunga e laboriosa? Non sarà che il superprofessore della Bocconi pecca di eccessiva pigrizia? O forse temeva di arrivare a risultati opposti rispetto alle sue tesi? Onestamente non so a quali risultati porterebbe uno studio serio, forse confermerebbe le tesi dell’articolo o forse no. In ogni caso è disonesto trarre conclusioni da studi superficiali e approssimativi.

    Riguardo la didattica e la furbata dei fuori corso, la cosa si commenta da sola. Aggiungerei per onestà che anche la comparazione di Stella è insensata, dal momento che all’estero la gran parte degli studenti consegue lauree triennali, mentre da noi quasi tutti proseguono fino alla quinquennale. Perciò andrebbe fatta una ulteriore divisione per la durata nominale dei percorsi di studio.

    Interessante l’osservazione che nessuna delle università private italiane (Bocconi in primis) rientra nelle migliori 500 università del mondo. Il prof. Perotti non ha nulla da dire su questo dato?

    Sorprende infine che Stella e Rizzo, assidui cacciatori di caste, non abbiano mai speso una parola per denunxiare quella alla quale appartengono. Per fortuna ci ha pensato qualcun’altro:

    http://www.beppegrillo.it/casta-giornali.php

    http://www.beppegrillo.it/2008/01/la_casta_dei_gi_8.html

    Aspettiamo però che Stella aggiunga qualcosa sui privilegi dei suoi colleghi e del suo direttore.

  22. France ha detto:

    infatti quello che ho postato io e’ uno schema riassuntivo di una qualche pubblicazione piu’ voluminosa su ricerca e sviluppo. Perche’ se l’Universita’ fa parte del sistema educativo, d’altra parte e’ anche il motore della ricerca, e quindi farebbe piacere ogni tanto che invece di parlare di quanti pochi laureati/1000 abitanti o ricercatori/1000 lavoratori si parlasse anche di quanti soldi si spendono per ricercatore e amenita’ del genere…

  23. Lillo ha detto:

    In quale classifica compare la Bocconi? E in quale posizione

    Su

    http://www.topuniversities.com/worlduniversityrankings/results/2007/subject_rankings/social_sciences/

    fra le prime 50 non c’e’. E si che ci stanno Singapore, l’Austria, la Danimarca, il Belgio, la Nuova Zelanda. Infinite università australiane e inglesi..

  24. lorenzo ha detto:

    @ lucaS:

    La polemica sulla bocconi mi sembra di cortissimo respiro. Nel panorama italiano è indubbio che sia una buona università per chi studia economia.

    Qui la bocconi c’è:

    – Econphd, network ranking http://www.econphd.net/rank/nrallec.htm
    – Econphd, productivity ranking http://www.econphd.net/rank/irallec.htm
    – Repec http://ideas.repec.org/top/top.econdept.html
    – Lubrano et al (2003) http://www.core.ucl.ac.be/econometrics/Bauwens/Rankings/EuropeanRanking.pdf
    – Kalaitzidakis et al (2001) http://www.le.ac.uk/economics/research/rankings/eearank.pdf

  25. Fabio de Nardis ha detto:

    Il PRC-SE aderisce ai presidi del 1 e del 7 ottobre al fianco dei lavoratori e ricercatori precari

    Per opporci all’emendamento sciagurato presentato dal Governo all’art.37 del Ddl 1441-quater che annulla le norme sulla stabilizzazione contenute nelle ultime due finanziarie il Partito della Rifondazione Comunista si mette al servizio di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari del comparto della ricerca che oggi rischiano il licenziamento e aderisce con convinzione ai presidi indetti dall’USI/RdB per il 1 Ottobre di fronte al Ministero del Lavoro, alle ore 10:00, e il 7 Ottobre davanti al Ministero della Funzione Pubblica, alle ore 9:30.
    Il Partito della Rifondazione Comunista invita tutte le compagne e i compagni a partecipare in massa alle due iniziative di lotta.

    Fabio de Nardis
    Responsabile Dipartimento Università e Ricerca Prc-Se

  26. Carlo Pisacane ha detto:

    @ lorenzo

    Fatto sta che La Bocconi, la Luiss e le altre private non sono nei ranking internazionali più quotati.

    Tu posti altri ranking solamente di economia ci fa piacere ma hai notato la posizione della Bocconi nei ranking solo di economia?

    1 Harvard U USA 719.9
    2 U California – Berkeley USA 572.5
    3 U Chicago USA 552.3
    4 Massachusetts Institute of Technology (MIT) USA 501.0
    5 U Pennsylvania USA 499.4
    6 Princeton U USA 480.9
    7 London School of Economics (LSE) UK 459.6
    8 Northwestern U USA 434.4
    9 New York U (NYU) USA 415.3
    10 Yale U USA 404.5
    11 Stanford U USA 391.8
    12 U California – Los Angeles (UCLA) USA 364.9
    13 Columbia U USA 348.6
    14 U Michigan – Ann Arbor USA 332.1
    15 U Maryland – College Park USA 302.0
    16 Cornell U USA 293.3
    17 Boston U USA 290.3
    18 U Rochester USA 289.1
    19 U Wisconsin – Madison USA 270.9
    20 U Toulouse I (Sciences Sociales) France 250.5
    21 Brown U USA 246.9
    22 U Texas – Austin USA 239.2
    23 Tilburg U Netherlands 238.8
    24 U Illinois – Urbana-Champaign USA 234.5
    25 U California – San Diego USA 232.2
    26 U British Columbia Canada 227.6
    27 Ohio State U USA 223.3
    28 Tel Aviv U Israel 220.0
    29 U Southern California USA 213.3
    30 U Minnesota USA 211.8
    31 University College London UK 202.5
    32 Oxford U UK 193.4
    33 European U Institute Italy 190.3
    34 U North Carolina – Chapel Hill USA 180.2
    35 Carnegie Mellon U USA 174.6
    36 Boston College USA 173.3
    37 Warwick U UK 172.4
    38 Penn State U USA 171.2
    39 U Carlos III Madrid Spain 168.4
    40 Michigan State U USA 163.7
    41 Johns Hopkins U USA 162.4
    42 Duke U USA 161.8
    43 Hebrew U Israel 159.8
    44 U California – Davis USA 159.2
    45 Dartmouth College USA 157.0
    46 U Cambridge UK 152.7
    47 Vanderbilt U USA 144.4
    48 U Amsterdam Netherlands 143.5
    49 U Toronto Canada 142.1
    50 California Institute of Technology (Caltech) USA 140.8
    51 Indiana U USA 140.8
    52 Rutgers U USA 138.7
    53 U Virginia USA 138.1
    54 Catholic U Louvain Belgium 134.4
    55 Hong Kong U Science & Technology (HKUST) China 131.5
    56 Arizona State U USA 130.8
    57 U Pompeu Fabra Spain 129.3
    58 U Autonoma Barcelona Spain 126.3
    59 U Montreal Canada 125.4
    60 U Essex UK 124.9
    61 U Iowa USA 121.3
    62 Erasmus U Rotterdam Netherlands 121.0
    63 Georgetown U USA 117.2
    64 Iowa State U USA 108.1
    65 Queen’s U Canada 107.4
    66 Washington U St Louis USA 105.1
    67 Stockholm School of Economics Sweden 105.0
    68 U Arizona USA 101.9
    69 U Copenhagen Denmark 101.6
    70 U York UK 100.9
    71 Purdue U USA 99.0
    72 Texas A&M U USA 97.9
    73 U Nottingham UK 97.7
    74 Stockholm U Sweden 97.4
    75 U Bocconi Italy 97

    75esima !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    La Sapienza e le altre statali nel ranking europeo della Jao Tong sono intorno alla 30 posizione.

  27. lorenzo ha detto:

    @Carlo Pisacane:

    quello che volevo dire è che di rankings e di metodologie per la loro realizzazione ve ne sono molti. Tra l’altro la mia idea che la Bocconi potesse non essere in quelle classifiche solo in virtù del fatto che ha solo una facoltà è solo una supposizione.

    Mi premeva di più far notare che il fatto che Perotti venga dalla bocconi non credo sia rilevante ai fini di una eventuale critica alle sue posizioni.

  28. Carlo Pisacane ha detto:

    @lorenzo

    invece è rilevante perché in Italia gli “intellettuali” che contano sono solo quelli della Bocconi o della Luiss.

    Invece queste università sono nei fatti spesso inferiori a quelle pubbliche e lo sono anche i professori che vi insegnano.

  29. dottorando79 ha detto:

    O precari miei, ma quali soldi in più? con questo sistema finiscono ai soliti non lo capite proprio vero? il discorso è che sinche hai i vecchi che non pubblicano una riga da 10 anni ma hanno il posto fisso e guadagnano 100mila euro all’anno .. dei 100 soldi che entrano a noi arrivano le briciole, lo cpaite o no! All’estero non si ha praticamente mai il posto fisso, te lo sudi di anno in anno, ma così la società decide di investire nell’università (e infatti dove funziona così, olanda, svizzera, un post doc prende 3500-4000 € al mese cicci belli). Basta, bisogna smettere di spingere come i muli in coda per entrare nell’arca di noè! il sistema va cambiato: flessibilità per tutti, punto. A sessant’anni è dieci anni che ti gratti i coglioni? prendi 1500 €, non li prende il giovane che fa 5 pubblicazioni all’anno.

  30. France ha detto:

    @Dottorando79…Maddeche’? 3500-4000 (lordi) in Olanda non li prende nemmeno l’equivalente di un giovane prof ordinario. Un postdoc prende all’inizio sui 2800 lordi. Io dopo 2 anni e mezzo prendo 1850 netti. Va bene i sogni, ma ora non esageriamo…

  31. Carlo Pisacane ha detto:

    @dottorando79

    Caro il punto è che se tolgono i finanziamenti quei pochi che arrivano vanno comunque ai barons mentre se portano il livello dei finanziamenti almeno alla media europea ovvero molti soldi in più e poi controllano la spesa allora arrivano anche ai più meritevoli.

    Quindi il ragionamento neoliberista del tipo riduciamo gli sprechi nel sistema universitario -che dai dati OCSE è già sottofinanziato – nuoce soprattutto ai più deboli ovvero giovani e precari.

    Inoltre il paradigma neoliberista meno soldi dello stato e allora ci sarà più efficienza funziona solo se ci sono sprechi e iperfinanziamenti REALI e non ideologici.

  32. lorenzo ha detto:

    @Carlo Pisacane

    Che i bocconiani de lavoce.info abbiano visibilità è vero, però come dicevo prima il loro cv li colloca tranquillamente nel 99° percentile della distribuzione dei professori italiani di economia (tabellini è un papabile nobel!). Questo non significa che siano necessariamente immuni da critiche, ci mancherebbe, però sulla loro competenza non mi sento di discutere. Ti ribadisco che per me l’azione di Perotti è meritoria.

    Quanto alla luiss, a chi ti riferisci? Non mi pare abbiano molta visibilità, anche perché sono 4 gatti!

    Dici che spesso le private sono inferiori a quelle pubbliche? Forse in media (contando anche le altre private) hai ragione ma vado a naso, non disponendo di dati né sul collocamento dei neo-laureati né su indici affidabili di produzione scientifica (il numero delle citazioni mi sembra fuorviante se non è ponderato per il numero di ricercatori)

  33. Michele ha detto:

    Esistono dozzine di queste classifiche, penso che il loro valore scientifico sia analogo a quello di graduatorie tipo “I 10 calciatori più forti di tutti i tempi” della Gazzetta dello Sport.
    La qualità di un’università è un concetto vago e come tale non misurabile. Certo resta il fatto che in queste classifiche le nostre università non compaiono mai.
    Per quanto riguarda la Bocconi, che non conosco in dettaglio, credo non compaia perché penalizzata dalle dimensioni a dal numero limitato di facoltà. A conferma, i Politecnici di Torino e Milano, che in graduatorie dedicate alle “Technical Universities” si piazzano decorosamente, qui non compaiono. Per non parlare della SISSA di Trieste, al top nel suo settore. L’estrema specializzazione non paga.

    Quello che mi preoccupa è l’uso strumentale di questi strumenti, in cui vedo la strategia della distruzione morale che precede l’eliminazione fisica di staliniana memoria

    Per dottorando79, perchè chiedere più finanziamenti e posizioni dovrebbe essere in conflitto con una riforma meritocratica, valutazioni periodiche e via discorrendo? Quando si tratta dovrebbe valere la regola del “do ut des”, per cui i due aspetti dovrebbero essere le due facce di una stessa medaglia.

  34. Carlo Pisacane ha detto:

    @lorenzo

    Il numero dei laureati italiani che trovano un lavoro è – sempre secondo il rapporto OCSE – in media con gli altri paesi (mi pare che i dati poi riguradano tutti i tipi di laurea) però nello stesso report si mette in evidenza come in Italia i laureati siano molto pochi e molto sotto le medie OCSE.

    L’OCSE ribadisco deplora il fatto che sono 10 ANNI che i finanziamenti pubblici per l’Higher education in Italia sono fermi!

    Questi dati Perotti li ha considerati? Come intende porvi rimedio con l’impact factor o con il taglio dei finanziamenti o con la privatizzazione del sistema educativo italiano?

    Oppure si vogliono mettere in evidenza solo i dati che ci pare?

    Ecco il link ai dati OCSE 2008 sui sistemi educativi a confronto riguarda anche l’università oltre che le elementari, le medie e le superiori!

    http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html

  35. lorenzo ha detto:

    @Carlo Pisacane:

    La posizione di Perotti mi sembra chiara, hai dubbi in proposito?

  36. Carlo Pisacane ha detto:

    @lorenzo

    abolizione titolo di studio, liberalizzazioni dei concorsi e non ben precisati concetti come la meritocrazia ecc… questo è il prograsmma bocconiano che fra poco ritroveremo nella sua versione più prosaica nelle risoluzioni della Gelmini (tagli tagli tagli).

    tutte cose che peggiorerebbero il sistema e darebbero più potere a chi già ne ha mentre eliminerebbero chi non ne ha.

    Negli stati uniti esiste il medesimo nepotismo che c’è in Italia solamente che hanno un senso della moralità che noi non abbiamo.

    Suggerisco al prof. Perotti di trovare un modo per aumentare la moralità degli italiani senza l’uso di statistiche (molto criticabili) e ranking fittizi e soluzioni false a problemi veri.

  37. ricercatore senza tenure ha detto:

    @Michele

    non è vero che gli atenei specializzati non compaiono nel ranking. Polimi compare seppur nelle retrovie, la prima università europea è lo Swiss Federal Polytechnic School di Zurigo.

    La verità è che il tanto decantato ateneo Bocconi non è competitivo a livello internazionale perché – più o meno come le altre università italiane, private e pubbliche – è luogo di scambio politico-accademico. Però poi grazie agli agganci politici (ciellini, tremontiani, geliminiani etc.) riesce a ottenere lauti finanziamenti dallo Stato o dall’UE, invece che rastrellarli dal settore privato come dice di fare.

  38. lorenzo ha detto:

    @ Carlo Pisacane:
    “Negli stati uniti esiste il medesimo nepotismo che c’è in Italia solamente che hanno un senso della moralità che noi non abbiamo.”

    Al nostro familismo amorale, per dirla con Putnam, si aggiungerebbe il “nepotismo morale” degli accademici USA. Mah, scusa la tua invettiva non mi convince.

  39. Carlo Pisacane ha detto:

    @lorenzo

    “Negli stati uniti esiste il medesimo nepotismo che c’è in Italia solamente che hanno un senso della moralità che noi non abbiamo.”

    Mi spiego meglio:

    Negli Stati Uniti scelgono autonomamente i migliori che spesso coincidono con i parenti degli accademici perché li questi parenti studiano e hanno i soldi per pagarsi le rette.

    In Italia invece le rette sono più basse studiano molte più persone del popolo solo che i concorsi li vincono i figli dei figli anche se sono delle capre più capre dei figli del popolo…quindi è un problema morale.

    Quei pochi che studiano a prezzo di enormi sacrifici fra i più poveri negli stati uniti hanno più possibilità di arrivare…però anche lì esiste il nepotismo.

    Quindi non è il sistema liberista che produce meritocrazia ma è la moralità laica e calvinista di quella nazione.

    Spero di essere stato chiaro.

  40. ricercatore senza tenure ha detto:

    @ Carlo Pisacane

    le spiegazioni socioologico-religiose del funzionamento economico di una nazione sono un pò superate.

    l’università americana (dove esistono spousal arrangements e cose simili) funziona meglio da noi per una questione istituzionale: perché le istituzioni funzionano meglio, non perché sono calvinisti!

    non diciamo corbellerie..

  41. Carlo Pisacane ha detto:

    non credo che le spiegazioni sociologiche psicologiche o culturali (soprattutto se sostenute dalla ricerca) siano superate…anzi credo siano sottovalutate a favore di spiegazioni economiche che non hanno evidenze scientifiche serie.

    La cultura di una nazione produce le istituzioni di quella nazione.

  42. ricercatore senza tenure ha detto:

    sono condizioni storico-politiche, rapporti di potere, che determinano le istituzioni di un paese. Non la fede religiosa.

  43. Carlo Pisacane ha detto:

    le condizioni storico politiche e i rapporti di potere ma anche una cultura laica oppure no, fondamentalista oppure no, liberale (non liberista) oppure no….protestante oppure no determinano le istituzioni.

    Certo che non intendevo parlare di fede religiosa tout court che mi pigli per scemo?

  44. Carlo Pisacane ha detto:

    Anche un cattolico può essere un liberale….oppure no.

  45. ricercatore senza tenure ha detto:

    Formigoni è cattolico e liberale, no? Ma è un ciellino! E’ inserito in un certo sistema di potere. Come gli economisti bocconiani, fedeli servitori prima della ministra Moratti (che ci voleva eliminare) e ora della ministra Gelmini (che ci sta eliminando).

  46. Paolo ha detto:

    ricercatore senza tenure
    guarda che gli economisti bocconiani vogliono eliminarci, è vero, ma per il bene della nazione e dell’università. Ci sacrifichiamo noi? Loro apprezzerebbero.

  47. RITA ha detto:

    ! Le vostre proposte di iniziativa sono una meglio dell’altra! Non saprei quale scegliere.
    Di certo penso che nei Palazzi stiano ..tremando.

  48. wow… partito il solito megagiro di distinguo…

    rispondo a Carlo Pisacane… che a mio avviso fa due errori grossolani nella difesa del post che ha scatenato il flame:

    Primo errore:
    carlo pisacane (e non solo) dice:
    “abolizione titolo di studio, liberalizzazioni dei concorsi e non ben precisati concetti come la meritocrazia ecc… questo è il programma bocconiano”

    NO, questo è il programma europeo…

    Secondo errore:
    carlo pisacane dice:
    “Negli stati uniti esiste il medesimo nepotismo che c’è in Italia solamente che hanno un senso della moralità che noi non abbiamo.

    Suggerisco al prof. Perotti di trovare un modo per aumentare la moralità degli italiani senza l’uso di statistiche (molto criticabili) e ranking fittizi e soluzioni false a problemi veri.”

    Non si può dare colpa morale ad un intero popolo… magari lo puoi anche fare ma è come sottindendere di non aver più proposte politiche da offrire… questo è un primo sintomo di forte ideologia… e come se tu anteponessi alle tue dichiarazioni un “se tutti fossero come me tutto andrebbe bene”…. errore magistrale.

    PS: guardati il video del talk…

  49. win ha detto:

    Porco c…o ma vi siete accorti che in giro attorno a voi si muove qualcosa? A me sembra che qui ci siano sempre le solite quattro persone che se la fanno e se la dicono! Qualche azione?? No vero, apettiamo ancora un pò va!!

  50. @france
    dipende molto dalla comunità scientifica…

    In computer science ci sono job offer per “senior research fellow” una sorta di post doc, da circa 40000 sterline annue… circa 4000 euro il mese!!!

    In svizzere posizioni di dottorato 2000 euro mese primo anno 2500 euro dal terzo anno in poi.

  51. cane sciolto ha detto:

    Porre l’enfasi sui finanziamenti è poco produttivo, e non a caso è il leit motif della casta baronale, che aborrisce i cambiamenti. Tagliare i fondi non migliora la situazione, finché la loro gestione rimane sempre la stessa. Ma aumentarli nemmeno, esattamente per la medesima ragione; oltretutto, in questo momento di vacche magre, è irreale.

    Sono le regole che vanno cambiate. Con coraggio e senza piagnistei. Il punto chiave è un reclutamento serio, trasparente e responsabile. Cioè un reclutamento senza le assurdità attuali.

    Cercando di essere concreti:

    1° assurdità: per i ricercatori, oltre alla valutazione dei titoli, ci sono due (due!) prove scritte e una orale. A che servono, se i risultati tangibili raggiunti (pubblicazioni, brevetti, progetti, … ) sono già stati esaminati, magari in ambito internazionale?

    2° assurdità: le commissioni giudicatrici dei concorsi universitari oggi sono sovrane: basta rispettare le formalità per essere esenti da qualunque censura (è istruttivo leggersi qualche sentenza dei TAR). Anche in caso di manifeste illogicità e palesi ingiustizie, l’unica azione possibile è una sparata ad effetto sui giornali.

    3° assurdità: che senso hanno valutazioni tipo “buono”, “discreto”, “ottimo”? È scomodo, vero, dire analiticamente che dieci pubblicazioni sono meglio di una, che la rivista internazionale prestigiosa è meglio della conferenza di quartiere, che in un lavoro a nome singolo c’è più impegno di uno a ventisette autori, etc. etc.

  52. miltonmb ha detto:

    Mi decido a partecipare al blog, che peraltro leggo da tempo, per aiutare l’autore del post, apparentemente in difficoltà.

    Ecco come Perotti spiega l’uso dei dati sugli studenti equivalenti a tempo pieno anzichè quelli iscritti:

    “However, what matters for the teaching load is not the head count of students, but
    the number of Full Time Equivalent (FTE) students: after all, if a student is formally
    enrolled but does not take any course, he imposes only some administrative work, but no teaching is involved. Lines 9 to 14 of Table 2 display the same statistics as lines 3 to 8, but using the number of FTE students instead of total enrollment. These figures show clearly one well known feature of the Italian HE system, namely the low effective attendance by students. In fact, FTE enrollment in Italy is less than 50 percent of total enrollment, while in the UK this ratio is about 75 percent (lines 9 and 10). As a consequence, the various measures of teacher / student ratios in terms of FTE students are now virtually identical in the two systems (lines 11 to 14)”.

    Il brano è tratto da “The Italian University System: Rules vs Incentives” scaricabile dal sito dell’autore. Credo che il nuovo libro (che non ho ancora letto) si basi su quello studio.

    Francamente non capisco come dei ricercatori (pur precari) siano così spaventati dai numeri e dalle statistiche. I ragionamenti, per essere sensati, richiedono rigore. E i numeri aiutano ad essere rigorosi. Perotti ha mostrato che in termini di carico di lavoro effettivo per i docenti il nostro sistema è equivalente a quello britannico, e quindi non è sottofinanziato. Se poi consideriamo la produttività scientifica l’università italiana risulta addirittura sovrafinanziata.

  53. Carlo Pisacane ha detto:

    @milttonmb

    Caro forse sei tu in difficoltà e usi l’inglese e i dati economico-demografici per affascinare senza spiegare come sono costruiti e senza renderti conto che questi dati possono esserte stiracchiati per dimostrare una ipotesi ed il suo opposto.

    La premessa del brano inglese che tu citi dice che non dovrebbero essere contati i fuori corso.

    Perché?

    Perché non seguono le lezioni….

    Falso che più falso non si può.

    I fuori corso seguono le lezioni, fanno gli esami si laureano, hanno bisogno di assistenza e quindi vanno contati statisticamente… se poi si analizzano i dati contandoli risulta che siamo sottofinanziati.

    Vai a leggere i dati OCSE2008 – che non tolgono i fuori corso – dove è scritto che i fondi in Italia per l’educazione terziaria sono fermi da 10 anni e che lo stato e anche i privati sono sotto tutte le medie di finanziamento degli altri paesi civili …e poi facci sopra un ragionamento.

    Lo sai perché i precari si inc.a.z.z.a.n.o perché con le politiche che si stanno attuando quelli che ci rimettono sono loro e gli studenti.

    Quindi l’autore del post non è in difficoltà ma è inc.a.z.z.a.to perché in Italia si usano dati solo per confermare le politiche che si vuole sostenere e i dibattiti non sono mai pacati ed oggettivi.

    Si criminalizzano i sindacati, si criminalizzano le proteste e ci si copre dietro una pseudoscientificità che è costruita su un castello di carte.

  54. miltonmb ha detto:

    @Carlo Pisacane

    Immagino che per dibattiti “pacati ed oggettivi” intendi qualcosa tipo il tuo ultimo intervento…. 🙂

    A parte la facile ironia, in una nota alla tabella 2 dello studio di Perotti citato, si legge:

    “A FT equivalent student is defined as the ratio of the total number of exams passed in a given university to the total number of exams that should be taken by all students in that university to obtain their degree within the statutory duration of their course.”

    Quindi, come vedi, i fuori corso non c’entrano proprio niente nel calcolo dei FTE students.

    Per l’inglese: non volevo assolutamente affascinare nessuno, e men che mai te. Pensavo che l’inglese fosse pane quotidiano tra ricercatori.

    Ultima nota. Mi sembra che l’ideologia offuschi molto di più le menti dei detrattori anzichè quelle dei bocconiani.

  55. Carlo Pisacane ha detto:

    “A FT equivalent student is defined as the ratio of the total number of exams passed in a given university to the total number of exams that should be taken by all students in that university to obtain their degree within the statutory duration of their course.”

    Scusa e come li calcoli gli studenti che vengono a fare le lezioni e non sostengono gli esami o quelli che vengono a fare l’esame effettivamente e poi sono bocciati ma non risuta la loro bocciatura perché non calcolata.

    Sono un ombra non calcolata nel numero degli FT.

    Poi dai anche per scontato che si possano fare quei calcoli e che non siano pieni di errori!

    L’inglese è il pane quotidiano dei ricercatori è vero però è anche vero che noi siamo italiani e molti pubblicano anche in italiano ad es. tutto o gran parte di quello che è pubblicato dagli storici non rientra nelle classifiche Jao Tong perché usano banche dati ISI sulla cui affidabilità occorrerebbe aprire un altro post.

    Quindi come vedi queste statistiche sono un castello di carte.

    Grazie per averci spiegato che l’FT non è il semplice storno del Fuori corso ma come vedi l’FT è un artificio statistico irreale.

    Io vedo persone che vengono a fare esami portano problemi ed ognuno conta 1 non 1/2 o 1/3 o 1/1,5.

    Non sono pacato perché mi sono rotto di essere sfruttato per 1000 euro a corso come docente a contratto per poi scoprire che ho a che fare con FT e non con studenti considerati come unità.

    “Ultima nota. Mi sembra che l’ideologia offuschi molto di più le menti dei detrattori anzichè quelle dei bocconiani.”

    Questo perché i bocconiani parlano in tutte le sedi mentre gli “altri” hanno i blog almeno finché i bocconiani non dimostreranno statisticamente che i blog sono troppi, inutili e fuorvianti.

    W la Libertà

  56. France ha detto:

    Ops, siccome sei sceso sul personale, Carlo Pisacane, oltre che docente a contratto a 1000 euro a corso, cosa sei? Assegnista? Cococo? Libero professionista? Come lo sbarchi il lunario?

  57. Carlo Pisacane ha detto:

    @ France

    Attualmente vivo solo dei contratti di insegnamento ne ho due
    Prin fallito e progetti europei nisba
    ho messo da parte i soldi del mio ultimo assegno e tiro avanti fino a quando non riesco ad entrare ho scelto di non emigrare ma di combattere qui in Italia.

  58. miltonmb ha detto:

    @Carlo Pisacane

    …. e dai con questi “artifici statistici”!!! Ma che t’aveva fatto il tuo prof. di statistica? Anzi, ne hai avuto uno?

    E’ probabile che gli studenti che seguono le lezioni senza dare gli esami e quelli che non sono bocciati non risultino nel calcolo degli FTE students. Ma non possiamo impiccare uno perchè non misura ciò che non può essere misurato.
    Ma soprattutto: i dati UK soffrono necessariamente dello stesso problema, quindi il confronto tra le due realtà non ne risulta inficiato. In altri termini, al netto di errori prossibili nelle stime dei dati per entrambi i paesi, l’università italiana risulta finanziata allo stesso livello di quella UK, che però è assai più produttiva.

    Tutte le misurazioni statistiche sono soggette ad errore. E’ un fatto di vita.
    Che vogliamo fare, ci basiamo solo sulle chiacchiere fumose ed escludiamo ogni tentativo di misurare la realtà?

  59. Carlo Pisacane ha detto:

    @milttonmb

    Personalmente ho avuto fior fior di professori di statistica che si occupano di metodologia delle scienze sociali anche se io non me ne occupo proprio per i limiti che vi trovo.

    Ho anche preso voti alti nelle loro materie tipo un 28 e un 30.

    tu scrivi una proposizione falsa

    Ma soprattutto: i dati UK soffrono necessariamente dello stesso problema, quindi il confronto tra le due realtà non ne risulta inficiato.

    se cosi fosse ovvero che i dati UK avessero lo stesso problema nella seconda condizione ci sarebbero differenze.

    Infatti considerando gli studenti reali ci sono differenze ed è solo grazie ad un artificio statistico che non si individuano differenze (e si rimettono i dati in linea con le medie) per cui è lecito sospettare su questi dati e non costruire teorie che vorrebbero avere un effetto politico.

  60. lorenzo ha detto:

    @Carlo Pisacane:

    dico a te quello che ho già detto ad altri: ogni indice ha i suoi limiti. Non si può però pretendere con questo di tacciare di pressapochismo chi ne fa uso per le proprie analisi presentandone tutti i caveat.

    Anche a me i tuoi interventi sembrano accompagnati da una buona dose di ideologia. Questo non inficia certo la bontà delle tue conclusioni però rende il dialogo con te difficoltoso. Una domanda, espressioni enfatiche come:

    “Io vedo persone che vengono a fare esami portano problemi ed ognuno conta 1 non 1/2 o 1/3 o 1/1,5.”

    oppure

    “Non sono pacato perché mi sono rotto di essere sfruttato per 1000 euro a corso come docente a contratto per poi scoprire che ho a che fare con FT e non con studenti considerati come unità.”

    cosa aggiungono al dibattito? Pensi che invece da me o da perotti gli studenti vengano in frazione? Le unità equivalenti si usano in molti ambiti, dall’economia del lavoro a quella dell’istruzione, pensi davvero che il punto della Questione ruoti attorno a questo?

    Ciao
    L

  61. […] professori amano lamentarsi perché non godono di buona stampa.  Abituati a considerarsi classe dirigente – come non sono più  – si scoraggiano perché sentono […]

  62. […] anziché prepararsi per bene allo scopo di presentarsi una sola volta. Non ha dunque molto senso escludere i fuori corso dal computo degli studenti da considerare per il calcolo della nostra spesa annuale, in quanto non […]

  63. Alberto Lusiani ha detto:

    Non ho letto i 62 commenti ora esistenti, e mi scuso se ripeto inofrmazioni gia’ date. Voglio sottolineare che e’ scorretto accusare R.Perotti di aver usato il rapporto OCSE 2004 quando esiste quello 2008, R.Perotti ha usato il rapporto OCSE 2007 che pubblica dati 2004. Il rapporto del 2008 arriva al 2006. In generale i dati di Perotti sono vecchi di solo 1 o 2 anni.

    Concludo con un’altra osservazione, negli anni recenti l’universita’ italiana e’ cambiata radicalmente, nel 2000 laureava solo il 20% della popolazione giovane, nel 2006 e’ arrivata al 39%, nella media OCSE. Il cambiamento e’ frutto della riforma 3+2, cioe’ significa che ora abbiamo il doppio dei laureati ma la loro qualita’ e il numero di anni di universita’ e’ molto inferiore. Inoltre il 39% include laureati “scandalosi” come carabinieri e altri dipendenti pubblici che si sono laureati facendo due esami e una tesina grazie ad accordi con le universita’ (come Siena e Kore) che riconoscevano loro crediti figurativi corrispondenti alla maggior parte degli esami del corso di laurea (tutto questo e’ denunciato da recenti articoli di G.A.Stella).

    A mio parere i confronti piu’ adeguati non sono quelli sulla spesa per studente, ma quelli della spesa per laureato. Occorrerebbe valutare anche la qualita’ dei laureati, e anche “pesare” ogni laureato per il numero di anni del suo corso di laurea. In questo genere di confronti, ritengo che la spesa per laureato in Italia fino al 2000 e’ stata quasi certamente ai vertici mondiali (0.8% del PIL contro 1.1-1.3 di Germania-Francia, a fronte di un numero nettamente inferiore di laureati in rapporto alla popolazione giovanile), ma questo dato sta evolvendo rapidamente verso la media europea e oggi ritengo che il problema principale sia valutare il livello di preparazione dei laureati e premiare o punire le universita’ in pase al prodotto di numero di laureati per la loro qualita’ media.

  64. Pisacane ha detto:

    Mi sembra una analisi acuta.

    Infatti il problema è che dal 2000 a fronte di un incremento dei corsi l’FFO è rimasto identico.

    8 anni con FFO fermo e corsi moltiplicati.

    Ora l’FFO diminuirà nel frattempo sono aumentati i dottori di ricerca , i precari e i corsi.

    Ci vuole una riforma rapida e migliorativa e non i tagli.

  65. Pisacane ha detto:

    Dimenticavo.

    Dal 2000 l corpo docente opelegizzato è anche invecchiato.

    Non si può aspettare altri 10 anni con lo stesso corpo docente. Occorre abbassare l’età pensionabile di anno in anno e reclutare dei sostituti.

    L’età pensionabile deve essere portata fra i 65 e i 68 anni per tutti come nel resto del mondo.

  66. Vittorio G. ha detto:

    Salve
    Sono uno studente del polo universitario della provinci adi agrigento.
    Le scrivo questa mail per chiedere di chiarire la propria posizione i riguardo le dichiarazioni del 11 dicembre 2008 dal presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi riportata nel suo articolo.
    Contrariamente a quanto si legge nel suo articolo, e a quanto il suddetto presidente si ostina a dichiarare tramite giornali e televisioni sia a livello locale che nazionale. L’ Università degli Studi di Palermo, dalla quale il polo di Agrigento dipende, ha effettuato uno studio sulla popolazione di tale polo che potrà visionare al seguente link:

    http://www.poloag.it/download/popolazionepoloag.pdf

    Credo che soltanto sulla base questi dati oggettivi ed ufficiali, si possono fare commenti costruttivi e mirati alla corretti valutazione delle scelte da intraprendere, che diffondino nel contempo una corretta conoscenza dello status quo.
    Fiducioso della sua correttezza e nell’attesa di una sua risposta, le porgo i miei più cordiali saluti.

    Vittorio G.

  67. francesco miglino ha detto:

    PARTITO INTERNETTIANO
    Via Torelli Viollier, 33 – 20125 Milano – http://www.partitointernettiano.it

    Egregio presidente Barak Obama,
    sono stati molto apprezzati i due inviti pervenutici per partecipare alla cerimonia del Suo insediamento alla Presidenza degli USA, a seguito i nostri interventi sulla crisi automobilistica americana.

    A ringraziarLa non è soltanto il sottoscritto, ma i giovani ricercatori del Gruppo San Francesco e gli aderenti al Partito Internettiano, tutti determinati a dare il proprio apporto, affinché Internet sia strumento di crescita culturale, di partecipazione e di controllo popolare per selezionare una classe politica democratica capace di scelte coraggiose e che metta “in rete” il proprio agire per la gestione trasparente della “res publica”.

    Ma ciò che ci ha entusiasmato è l’ invito inclusivo, forse il primo da parte di un politico, del Suo delegato Emmett S. Beliveau che ci ha sollecitato a partecipare in termini di proposte e suggerimenti durante il Suo mandato alla Casa Bianca: lo stesso invito in stile internettiano che ha raccolto migliaia di adesioni rendendo possibile la relizzazione di Wikipedia, la più attendibile e grandiosa enciclopedia universale.

    Gli enunciati del Suo programma hanno raccolto consensi in ogni parte del mondo ed è alta la fiducia nella Sua forza morale e politica. Si attendono le scelte necessarie per cambiare il corso drammatico per il quale prodotti dannosi per l’ umanità, pur esaurito il loro corso storico, vengono imposti alle società ed ai governi da potenti Gruppi finanziari.

    Le esalazioni delle auto che utilizzano i derivati del petrolio sono la vera afflizione del nostro tempo: procurano, solo in Italia, 38 mila morti all’ anno, colpiscono le vie respiratorie di migliaia di persone condannate ad una vita di sofferenze ed avvelenano l’ ambiente, patrimonio da preservare per la dignitosa sopravvivenza della nostra specie.

    L’autonomia era il problema dei motori elettrici: oggi è risolto dal motore della Tesla Roadster che percorre 400 km con una ricarica e dal motore europeo che ne percorre 250, sogno ecologista di Andrea Pininfarina ora realizzato, con la francese Bollorè, proprio dall’impegno devoto di Sergio, Paolo e Andrea Pininfarina, in memoria del fratello scomparso.

    Signor presidente Obama, a scrivere la Storia delle società contemporanee oggi sono i costruttori dell’ Era Internettiana, il cui motto è “Don’t Be Evil” e le cui invenzioni sono al servizio di tutti. Giganti del solidarismo internettiano come Larry Page e Sergey Brin si battono per la diffusione gratuita dei saperi e le loro invenzioni accelerano i processi evolutivi delle società complesse e donano libertà e felicità: i protagonisti della politica debbono ispirarsi a costoro e dare generose prove di agire per il bene comune.

    Signor Presidente Obama, difenda la salute dei cittadini e dell’ ambiente incentivando la produzione del motore elettrico per autotrazione, da sostituire al vecchio motore a scoppio.

    Il mondo attende da Lei questo primo concreto atto di svolta urgente e necessario.

    Mentre accogliamo l’ invito a destinarLe le nostre convinzioni, Le inviamo i più cordiali auguri per la realizzazione del Suo programma e di buon lavoro per i suoi Suoi impegni di Governo.

    Francesco Miglino – segretario del partito internettiano Milano 25/01/09

  68. gruppo san francesco ha detto:

    NEL GIORNO DELLA MEMORIA IL GRUPPO SAN FRANCESCO RICORDA GLI INTERVENTI DI FRANCESCO MIGLINO SEGRETARIO DEL PARTITO INTERNETTIANO CONTRO IL RAZZISMO ED IL SECESSIONISMO

    Egregio signor Sindaco di Monza, nel comune da Lei amministrato verrà impunemente accolta la ripugnante carovana razzista della Lega Nord che aizza all’odio contro i Meridionali, insegnanti, magistrati e lavoratori che vivono nel Nord del loro paese. Come ieri i nazisti contro gli ebrei per una presunta superiorità di razza, oggi i razzisti della Lega Nord propongono come argomento politico l’odio fra gli Italiani: dopo aver criminalizzato il Sud con spudorate menzogne, propagandate da irresponsabili operatori dei mass-media, promettono ai propri sostenitori privilegi e scorciatoie che evitano loro il confronto con la cultura e le competenze e il cimentarsi con la preparazione altrui in esami selettivi, condizioni fondamentali per cui si realizza il progresso e la qualità del vivere sociale. Le democrazie moderne debbono difendersi con l’affermazione della legge dall’insorgere di movimenti razzisti e secessionisti che alla competenza contrappongono meriti fondati su pretestuosità barbare come l’appartenenza etnica o di razza, su rivalse tribali di territorialità, segnali inconfondibili della tragica sottocultura che in Europa ha portato prima all’abiezione nazista e poi alla dissoluzione della Jugoslavia. La marcia antimeridionale di rito nazista capeggiata da Umberto Bossi non solo è gravissima violazione delle leggi e dello spirito della nostra Costituzione, ma è inaccettabile perché espressione di una sottocultura a cui si sono opposti, dando la vita, migliaia di Italiani, perché irride ed infanga i principi più nobili su cui si fonda la civiltà della nostra convivenza. Chi pratica l’istigazione alla secessione, organizza squadre paramilitari e, con menzogne grossolane, denigra, insulta e spinge all’odio fra gli Italiani, non ha più diritto di cittadinanza nelle Istituzioni repubblicane e nella casa della politica, ma deve essere affidato ai rigori del Codice penale. L’Italia repubblicana, oltre ad aver collocato fra i principi fondamentali della Carta costituzionale il ripudio di ogni forma di razzismo, è stata anche una delle prime nazioni ad aderire alla Convenzione, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966, contro tutte le forme di discriminazione ed ha elaborato, con la legge di conversione del 26 giugno 1993 contro la discriminazione, l’odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, l’articolo 3, che recita: “E’ vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni”. Chiedere l’intervento della Magistratura e l’arresto di Umberto Bossi in flagranza di reato è un atto dovuto, per non essere corresponsabili di fatto e moralmente di una manifestazione che porta offesa profonda ai Martiri della Resistenza di Monza, che hanno dato la vita proprio per combattere la sottocultura fomentata da Umberto Bossi. Sono certo, signor Sindaco, che, in qualità di primo cittadino, non mancherà di convocare urgentemente il Consiglio comunale, per presentare una circostanziata denuncia alla Magistratura al fine di non essere corresponsabile con il Suo silenzio dei reali gravissimi che, da tempo, sul territorio del Suo Comune ed in Italia la Lega Nord consuma e che sono: – violazione della legge del 17 aprile 1956 n. 561 sul divieto delle associazioni di carattere militare che al punto 2 recita: “Alle associazioni od organizzazioni dipendenti o collegate con i partiti politici è vietato di dotare di uniformi o divise i propri aderenti. I trasgressori sono puniti con la pena dell’arresto da sei a tre anni e le uniformi sono confiscate”; – violazione dell’articolo 238 del Codice Penale e della sentenza n. 1146 del 14/12/1988 della Corte costituzionale che punisce chi attenta alla Costituzione Repubblicana; – violazione dell’articolo 303 del Codice Penale che punisce chi si rende protagonista di pubblica istigazione ed apologia; – violazione dell’articolo 241 del Codice Penale che punisce chi istiga alla secessione ed attenta contro la integrità, l’indipendenza e l’Unità dello Stato, reato che non è legato all’effettivo verificarsi della secessione, ma alle attività finalizzate a questo scopo; – violazione dell’articolo 305 del Codice Penale che punisce chi si rende responsabile di cospirazione politica mediante associazione; – violazione dell’articolo 286 del Codice Penale che punisce chiunque commette un patto diretto a suscitare la guerra civile; – violazione dell’art. 3 della legge 654 modificata il 25/6/1993 n. 122 che punisce l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; – violazione della legge del 20 giugno 1952 n. 654; – violazione dell’articolo 271 del Codice Penale che punisce chi deprime il sentimento nazionale; – violazione del decreto legislativo n. 1559 del 1947 che punisce chi istiga all’evasione fiscale; *** Al Dirigente responsabile della Questura di Monza e p.c. alla Procura della Repubblica di Milano Il sottoscritto Francesco Miglino residenle a Milano in via Torelli Viollierl 33 – Milano, in proprio CHIEDE – che intervenga affinchè la Lega Nord non violi, con la manifestazione razzista antimeridionale che terminerà a Monza 27/6/97 nei boschetti della villa reale, 1’ art. 3 della legge 654 modificata il 25/6/1993 n. 122 che punisce 1’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; – che impedisca e denunci all’Autorità Giudiziaria le altre gravissime violazioni commesse dalla Lega Nord: – violazione della legge del 17 aprile 1956 n. 561 sul divieto deile associazioni di carattere militare che al punto 2 recita: “Alle associazioni od organizzazioni diendenti o collegate con i partiti politici è vietato di dotare di uniformi o divise i propri aderenti. I trasgressori sono puniti con la pena dell’arresto da sei a tre anni e le uniformi sono confiscate”. – violazione dell’ articolo 238 del Codice Penale e della sentenza n. 1146 del 14/12/1988 della Corte costituzionale che punisce chi attenta alla Costituzione Repubblicana; – violazione dell’articolo 303 del Codice Penale che punisce chi si rende protagonista di pubblica istigazione ed apologia; – violazione dell’articolo 241 del Codice Penale che punisce chi istiga alla secessione ed attenta contro la integrità, l’indipendenza e l’Unità dello Stato, reato che non è legato all’ effettivo verificarsi della secessione, ma alle attività finalizzate a questo scopo; – violazione dell’articolo 305 del Codice Penale che punisce chi si rende responsabile di cospirazione politica mediante associazione; – violazione dell’articolo 286 del Codice Penale che punisce chiunque commette un patto diretto a suscitare la guerra civile; – violazione della legge del 20 giugno 1952 n. 654; – violazione dell’ articolo 271 del Codicc Penale che punisce chi deprime il sentimento nazionale; – violazione del decreto legislativo n. 1559 del 1947 che punisce chi istiga all’ evasione fiscale; FA ISTANZA – affinchè dopo aver verificato la consumazione dei reati esposti, faccia valere il potere che a Lei personalmente lo Stato conferisce per difendere le Istituzioni dall’eversione e provveda all’arresto in flagranza di reato, come previsto dall’articolo 68 della Costituzione, degli eversori anche se trattasi di parlamentari e al sequestro delle divise paramilitari consistenti in camicie verdi con i gradi della “guardia nazionale padana”. Lei commetterà abuso di potere, omessa denuncia e favoreggiamento, se non agirà come dettato dagli articoli del C.P. 361-362-363, che La obbligano all’arresto in flagranza di reato di coloro che cornrnettono i reati sopra elencati, al sequestro delle divise paramilitari ed alla denuncia presso l’Autorità giudiziaria. Francesco Miglino
    Milano 21/6/97

  69. francesco miglino ha detto:

    ERA INTERNETTIANA
    APPELLO ALL’ UNESCO
    AFFINCHE’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO
    SIANO DICHIARATI PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’
    Via Torelli Viollier 33   20125    MILANO  (Italy)
    http://www.erainternettiana.iterainternettiana@gmail.com
    U N E S C O
    Al Direttore per lo Sviluppo della Comunicazione (IPDC) ABDUL WAHEED KHAN
    7 Plase de Fontenoy,
    75352  Paris 07    SP -France
    APPELLO ALL’ UNESCO AFFINCHE’ SIANO DICHIARATI PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’  L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE , IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.
    Noi Donne ed Uomini abitanti della terra, avendo responsabilmente confrontato la qualità della nostra vita prima della creazione dell’ universo internettiano con quella di oggi, testimoniamo che la nostra vita è diventata più ricca, intelligente e partecipativa delle sorti della società e del globo che ora percepiamo come casa comune da gestire e proteggere perchè controllabile e raggiungibile in ogni suo angolo.  Usciti dal nostro habitat, affacciati alla nostra finestra sul mondo, possiamo comunicare in tempo reale in modo bidirezionale e complesso, informarci, attingere ed allargare i nostri saperi, compiere operazioni logistiche che prima sottraevano tempo prezioso alla nostra quotidianità.
    Possiamo dichiarare in tutta coscienza che oggi, senza l’ universo internettiano la qualità della nostra esistenza sarebbe come quella di un uomo privato delle connessioni sinaptiche poichè e’ l’ universo internettiano il più formidabile ed organico acceleratore di consapevolezza con cui è possibile acquisire saperi, realizzare scelte coscienti, incontrarsi ed unirsi ad altri uomini che reclamano progresso, giustizia e diritti da ogni angolo della terra e che progettano la costruzione di una società evoluta, colta e libera.
    Le informazioni, prima affidate alla mediazione interessata dei possessori delle rotative, ora sono dirette e fanno luce con documenti probanti su problemi volutamente irrisolti e nascosti dal distorcente egoismo dei poteri dominanti.
    Da ogni angolo della terra sperduto e prima ignorato dove si pratica la violenza dell’ uomo sull’ uomo, le vittime possono spezzare la solitudine facendo giungere la testimonianza delle proprie sofferenze nell’ universo internettiano.
    E’ scientificamente provato che è stato l’allargamento della nostra corteccia celebrale a favorire una più organica ed evoluta organizzazione delle sinapsi del nostro cervello ed a permettere che il soddisfacimento dei bisogni fisiologici non avvenisse più con il ricorso alle pulsioni istintuali, affrancandoci dalla schiavitù della nostra genetica.
    E’ scientificamente provato che i miliardi di flussi sinaptici creati da miliardi di uomini che s’ incontrano nell’ universo internettiano allargano la circolazione delle idee e dei saperi e l’ uomo progredisce poichè liberato dalla schiavitù dell’ ignoranza, da limitanti pregiudizi localistici, brutalità censorie, avvilenti disinformazioni pilotate da interessi precostituiti spesso antisociali.
    Con la libera comunicazione nell’ universo internettiano neutrale ogni uomo può emanciparsi, aumentare i neurotrasmettitori cerebrali in modo proporzionale al numero di quesiti enunciati e risolti da risposte competenti donate in rete, stimolare l’ intelligenza creativa in ogni campo, approfondire esperienze diverse in luoghi prima irraggiungibili, confrontare pensieri e postulati seguiti da esaustive elaborazioni dialettiche e risposte congrue in tempo reale, accedere a banche dati, immergersi in variegate esplorazioni professionalizzanti con il conseguente aumento delle spine dendriniche e la creazione di nuovi punti d’ attracco per la connessione ed attivazione di altre cellule nervose.
    Il cervello umano è il paradigma dell’ attività sinaptica viva e palpitante animata in modo incessante da miliardi di connessioni di esseri umani che abitano e qualificano l’ universo internettiano, gli stessi che, pervasi da un gratificante rapporto empatico verso gli altri, determinano il flusso informativo qualificato e l’ offerta ad ampio raggio dei saperi favorendo il miglioramento della nostra specie con la crescita addizionale di neuroni e delle connessioni nella nostra corteccia celebrale.
    Oggi l’ uomo scopre che la qualità della propria esistenza è proporzionale alla conoscenza e si rende conto che solo i saperi lo svincolano da assuefazioni sociali primordiali e lo esortano a costruire un nuovo modus vivendi in cui prioritarie siano le scelte benefiche coscienti per il bene comune.
    Relazionandosi nell’ universo internettiano l’ uomo che incontra la generosità in offerte creative gratuite, acquisisce il rispetto degli altri ed abbandona gli impulsi distruttivi, intuendo che, liberandosi dagli istinti predatori e dal cinismo, si può convivere in armonia, razionalizzare l’ uso delle risorse, superare collettivamente la limitante lotta per il solo soddisfacimento dei bisogni elementari e, per la prima volta, sedersi collegialmente nell’ agorà universale a riflettere sul come organizzare il proprio destino.
    Nella storia di tutti i tempi mai l ‘ uomo ha creato un supremo e grandioso universo in cui immergersi svincolato finalmente da condizionanti ed opprimenti gerarchizzazioni sociali ed in assoluta libertà formarsi, esprimersi, rappresentarsi e realizzarsi facendo giungere il proprio apporto in ogni angolo del globo.
    Stabilito che l’ universo internettiano è bene comune come l’ aria e l’ acqua, creato dall’ uomo per il progresso dell’ uomo, chiediamo all’ UNESCO di proteggerlo da ingerenze e censure e di preservarne la neutralità dichiarando “PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE,  IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.
    Francesco Miglino presidente
    Comitato Promotore

  70. francesco miglino ha detto:

    WIKILEARK E’ PIETRA MILIARE CHE ANTICIPA LE SINERGIE CULTURALI FORMATESI NELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO E LE NUOVE RICHIESTE DEI POPOLI DEMOCRATICI DI PARTECIPARE AL SOCIALE CONSAPEVOLMENTE E NON DA SUDDITI. NELL’ ERA INTERNETTIANA I DELEGATI DEL POPOLO SARANNO LIETI DI FAR CONOSCERE IL PROPRIO AGIRE CONTRARIAMENTE ALLA VECCHIA POLITICA CHE SI NASCONDE E TRAMA CONTRO LE COMUNITA’ E L’ EQUILIBRIO DEL PIANETA E, QUANDO E’ SCOPERTA, INVECE DI DIMETTERSI, RICORRE ALL’ ANACRONISTICA VIOLENZA DELLA CENSURA E DELLA PERSECUZIONE.

  71. francesco miglino ha detto:

    Essere informato sui problemi da risolvere e sullo stato di fatto dell’ expo 2015 e’ preferibile al concerto organizzato da Boeri.
    Nelle società emergenti si offre ed impone ai giovani istruzione applicativa d’avanguardia ed ai cittadini la partecipazione diretta ai piani di sviluppo delle citta’. Nelle società decandenti la priorità della cultura e la partecipazione al sociale è surclassata dalla degenerazione consumistica che affida alle famiglie il gerarchizzarsi per spirito imitativo e per il costo degli oggetti che posseggono. La differenza sostanziale fra le due realtà sociali e’ la scelta prioritaria. Il rinovamento politico non deve escludere l’ arte nelle sue varie espressioni, ma ha il compito di dare priorità alla convocazione della cittadinanza per coinvolgerla nella soluzione di annosi problemi sociali. Se vi è qualcuno che conosce a che punto è la progettualità per l’ expo 2015, batta un colpo. Per la musica vi è la fiorente industria distrattoria che supplisce.

    francesco miglino

    17 luglio 2011 alle 14:18
    Replica

  72. francesco miglino ha detto:

    Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, autori della “CASTA”, entrano nel tunnel dei demagoghi facendo il verso ai politici i quali, per far dimenticare la grande corruzione che da decenni depreda ed immiserisce il popolo italiano, si attivano nel dare il contentino populista alle platee tartassate con gli irrisori tagli ai costi della politica.
    La mole documentale sulla corruzione che ha portato alla pubblicazione della “CASTA” dovrebbe far gridare chiaro e forte agli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che per tutti noi è uno sfregio insopportabile constatare che ancora una volta i grandi corrotti ed i grandi corruttori la fanno franca e non vengono neanche menzionati nella finanziaria. E’ antisociale ignorare quanto la Corte dei Conti ha accertato sul costo della corruzione che incide annualmente sulle casse dello stato per 78 miliardi, pari a 213 milioni di euro al giorno ed a due finanziarie.
    Il ruolo civile degli autori della “CASTA” non sta nell’ essere intrappolati dal bailamme di chi contrabbanda come toccasana i tagli ai costi della politica, ma nell’ informare e coinvolgere l’ opinione pubblica affinchè siano scoperti e sottoposti alla legge Rognoni-La Torre gli immensi patrimoni palesi ed occulti della classe politica che, sia con la maschera di governanti che con la maschera di oppositori, è saldata in un perverso e tacito patto di spartizione che pratica impunemente da decenni la depredazione sistematica del nostro Paese, causando evidenti ed incalcolabili danni che oggi non dobbiamo più essere disposti tacitamente a pagare.

  73. francesco miglino ha detto:

    SALVARE L’ AMERICA DAL FALLIMENTO VOLUTO DAGLI STAMPATORI DI MONETA-DEBITO, E’ POSSIBILE
    3 ottobre 2013
    Egregio presidente BARACK OBAMA,

    milioni di internettiani di tutti i ceti sociali, hanno finanziato la Sua campagna elettorale per volerLa libera da ogni obbligo verso le banche e le lobbies come nella civile tradizione del PARTITO DEMOCRATICO AMERICANO.

    Da tutto il mondo La stanno osservando, poiche’ è incredibile, come uno sparuto Gruppo di stampatori di moneta-debito, di banchieri e di operatori della finanza che spacciano derivati e titoli tossici, possa aver indebitato gli USA sino a minacciare di non essere piu’ disposti a fornire la liquidità monetaria per pagare gli stipendi ai dipendenti degli uffici pubblici statunitensi.

    Nell’ ERA INTERNETTIANA, il denaro deve essere il giusto compenso del lavoro utile che ogni uomo apporta alla propria comunita’ e bisogna impedire che sia utilizzato come strumento di afflizioni disumane da avidi parassiti.

    Oggi, i danni causati alle Comunita’ umane dalla finanza senza regole e freni, sono devastanti ed e’ giunta l’ ora di porvi fine poiché, non solo le famiglie di altri popoli, ma anche le famiglie americane sono disorientate, afflitte, rovinate da numerose bolle speculative e dai titoli tossici. Con spirito di auto difesa, Le hanno dato il voto sia il popolo ridotto in miseria che la working class e la middie class, che ora Le chiedono di essere tutelate.

    Benche’ la situazione sia disperata, Lei, presidente BARACK OBAMA, ha la possibilita’ di interrompere l’ indebitamento degli Usa, rendere vane le minacce degli stampatori di moneta-debito e salvare il Suo Paese dal fallimento.

    Utilizzi da subito l’ ordine esecutivo 11110 mai abrogato, firmato il 4 giugno 1963 da John Fitzgerald Kennedy e cominci a far funzionare le rotative per stampare moneta USA, chieda dove sono nascosti i 400 miliardi di euro già stampati da Kennedy e li mandi in circolazione così restituisce agli Americani il dono piu’ bello che possa avere un popolo per evitare crisi e progettare in serenita’ il proprio futuro: la possibilità di stampare e disporre di moneta senza indebitarsi, proprio come scritto dai Padri della Costituzione Americana.
    Grazie.

    Francesco Miglino
    http://www.partitointernettiano.it/

    Executive Order 11110
    AMENDMENT OF EXECUTIVE ORDER NO. 10289
    AS AMENDED, RELATING TO THE PERFORMANCE OF CERTAIN FUNCTIONS AFFECTING THE
    DEPARTMENT OF THE TREASURY

    By virtue of the authority vested in me by section 301 of title 3 of the United States Code, it is ordered as follows:
    Section 1. Executive Order No. 10289 of September 19, 1951, as amended, is hereby further amended – By adding at the end of paragraph 1 thereof the following subparagraph (j):
    (j) The authority vested in the President by paragraph (b) of section 43 of the Act of May 12,1933, as amended (31 U.S.C.821(b)), to issue silver certificates against any silver bullion, silver, or standard silver dollars in the Treasury not then held for redemption of any outstanding silver certificates, to prescribe the denomination of such silver certificates, and to coin standard silver dollars and subsidiary silver currency for their redemption
    and
    By revoking subparagraphs (b) and (c) of paragraph 2 thereof.
    Sec. 2. The amendments made by this Order shall not affect any act done, or any right accruing or accrued or any suit or proceeding had or commenced in any civil or criminal cause prior to the date of this Order but all such liabilities shall continue and may be enforced as if said amendments had not been made.
    John F. Kennedy The White House, June 4, 1963.

    PARTITO INTERNETTIANO
    http://www.partitointernettiano.it
    PARTITO INTERNETTIANO

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