Calma e attenzione ai documenti sul decreto salvabanche che girano nelle mailing list…Chomsky aiutaci tu!

Hanno scritto il decreto salvabanche con i piedi…sono due paginette che fra l’altro recitano:

… su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate
per ciascuna operazione di cui al presente articolo le risorse
necessarie per finanziare le operazioni stesse. Le predette risorse,
da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, sono individuate in
relazione a ciascuna operazione mediante:
a) riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione
vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, 
con esclusione delle dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi,
assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle
poste correttive e compensative delle entrate, comprese le
regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli
enti territoriali aventi natura obbligatoria; del fondo ordinario
delle universita’; delle risorse destinate alla ricerca………

Sarebbe stato assurdo usare l’FFO per salvare le banche, sarebbe stato proprio impossibile.

Comunque nelle mailing list sta passando una interpretazione del tipo

riduzione lineare delle dotazioni finanziarie,…..del fondo ordinario
delle universita’; delle risorse destinate alla ricerca.

Ovvero hanno scritto il decreto con i piedi e certo qualche travet ministeriale potrebbe pure interpretarlo nel secondo modo…

Come ha messo in evidenza Chomsky possono coesistere diverse interpretazioni della struttura profonda delle frasi

La vecchia (sogg.) porta la sbarra 

oppure 

La vecchia porta (sogg.) la sbarra

Viva il libertario Chomsky! Chomsky al Governo! Chomsky aiuto!

Carlo Pisacane

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84 Responses to Calma e attenzione ai documenti sul decreto salvabanche che girano nelle mailing list…Chomsky aiutaci tu!

  1. carlo (lowercase) ha detto:

    Ho linkato due articoli del Times. Li vedrete appena il commento esce dalla moderazione.

  2. Carlo Pisacane ha detto:

    Aveva considerato il commento come spam.

  3. Carlo Pisacane ha detto:

    Se guardi bene non sembra correlare per nulla con quella Jiao Tong e questo dovrebbe far scattare a chi ha una impostazione scientifica il dubbio che si tratti di metodi di classificazione statisticamente ancora non validi.

    Ti faccio un esempio in questa classifica nelle prime 200 posizioni c’è solo Bologna mentre nell’altra ci sono anche altre università italiane e non c’è Bologna che mi pare sia molto più in basso della 200sima posizione…

    Ma quello che colpisce e che fra un anno e l’altro sembra esserci una eccessiva variabilità.

    Insomma per usare i ranking o l’IF – tra l’altro ed è un merito la classifica Times usa anche Scopus e Google Scholar – occorre che questi dati abbiano caratteristiche statistiche di validità che non hanno ancora e che credo non potranno avere facilmente.

  4. carlo (lowercase) ha detto:

    Il ranking cui mi riferivo l’altra volta era World University Rankings 2008, link:
    www topuniversities com (ho rimosso i puntini per non finire nello spam).

    Quella, Jiao Tong e la classifica del Times è evidente che usano metodi differenti. Io personalmente mi fiderei più della prima, il cui metodo è spiegato nella sezione Methodology.

    Comunque, tutte queste classifiche non andrebbero prese troppo sul serio. Soprattutto, Bologna, Sapienza, Bocconi sono ancora fra le migliori università che abbiamo in Italia. Prima di criticare queste, bisognerebbe pensare a tutte quelle università che queste classifiche non le vedono neanche col binocolo.

    Secondo me l’unico dato sicuro è che qualunque classifica si prenda, escluse un paio di università italiane tutte le altre sono fuori scala. Secondo un vecchio articolo di Le Scienze in Italia ci sarebbero più di 300 università, e solo 3 o 4 sono in grado di competere (a stento) in un panorama internazionale. Confrontato ad esempio con paesi come Olanda e Belgio (quest’ultimo come dicevo ha 11 università e 5 sono fra le prime 200), questo dato fa impressione.

    Una nota: se vi ricordate, Mussi ad Annozero ha affermato che 100 università italiane sono tra le 500 migliori al mondo. Chissà secondo quale classifica…

  5. antonio ha detto:

    se LIPPI non può covocare chi vuole, la nazionale di calcio italiana non può vincere.
    libertà di assunzione nella ricerca!
    Immaginate se ci fosse un concorso per la nazionale, invece della chiamata diretta.
    Se non fai 1000 palleggi di continuo , non puoi essere convocato!
    Cannavaro ne fa 999 e non può giocare la partita.

  6. Carlo ha detto:

    [attenzione: il messaggio contiene ironia]
    antonio, scc!!! attento a quel che dici… sei capitato male: questa è una setta segreta che cerca la REGOLA PERFETTA…. per il Concorso da ricercatore!?!

  7. antonio ha detto:

    è vero, ma non ci sarà mai competizione tra atenei italiani, e men che meno tra italiani e stranieri se, nell’esempio di prima, loro possono giocare, es. con tre punte, e noi con una sola punta (scarsa perchè raccomandata).
    cioè, è inutile fare confronti tra atenei ital. e stranieri se è diverso il metodo di scelta.

    la setta sarà scoperta e sconfitta!

  8. France ha detto:

    IO LO SO. IO HO INVENTATO IL METODO PERFETTO.
    Sorteggiamo. Chi, direte voi, le commissioni? No, i candidati! Si indice il concorso, si raccolgono i candidati (basta avere la laurea in quella disciplina), si mettono i nomi in un bel cestone rotante tipo estrazioni del lotto e si tira a sorte. Sono convinto che avremmo le stesse probabilita’ che abbiamo oggi di avere un meritevole che vince, e per lo meno ci risparmieremmo tante perdite di tempo. E poi COSTITUZIONALMENTE saremmo in regola (e’ o non e’ un concorso pubblico?).

  9. Nicola ha detto:

    Qualcuno ha per caso notizie sul fantomatico decreto che il Ministero deve predisporre per la ripartizione delle risorse fra le varie università per il reclutamento straordinario 2008 dei ricercatori ???

  10. federico ha detto:

    Il metodo del sorteggio non mi pare nuovo. Infatti lo aveva proposto Einaudi.

  11. federico ha detto:

    Per la ripartzione dei fondi ministeriali vige il solito sistema a pioggia. Gli Atenei con 15 000 studenti avranno 8 (4+4) ricercatori in tutto. Fate le proporzioni per gli altri Atenei.

  12. France ha detto:

    No, dai, davvero? Mi vuoi dire che ragionando per assurdo e indipendentemente sono arrivato alle conclusioni di un personaggio cosi’ eroico? Va a finire che mi monto la testa….

  13. Michele ha detto:

    ALCUNE RIFLESSIONI SULLA RIFORMA DELL’UNIVERSITA`, ALLA LUCE DELLE CLASSIFICHE INTERNAZIONALI.

    1. LE DIMENSIONI CONTANO: uno dei parametri di valutazione è il numero di studenti, in particolare stranieri. Propongo di trasformare tutte le università in sedi decentrate di un’unica istituzione, che accolga nelle sue ampie braccia (tentacoli?) tutti gli studenti. Addio SISSA, addio Normale, e pazienza se sono il no plus ultra. Bisogna poi abolire i corsi in italiano, e tenerli tutti in lingua inglese, o meglio ancora, istituire corsi su misura, tenuti nella lingua dello studente iscritto. Viene valutato anche il numero di docenti stranieri, ergo occorre reclutare solo professori stranieri. Morale: è sempre meglio un cane straniero che un luminare italiano.

    2. PUBLISH OR PERISH: frase nata nell’ambiente statunitense, ma ormai accettata anche in alcuni settori dell’università italiana. Viene valutato il numero di pubblicazioni su riviste internazionali. Nel mio settore è ormai impensabile scrivere un articolo in una lingua diversa dall’inglese. Tuttavia esistono settori, ad esempio l’architettura, in cui per vari motivi, alcuni dei quali più che validi, si pubblica poco su riviste internazionali e si preferisce magari scrivere monografie in lingua italiana. Domanda non retorica (semplicemente non conosco le realtà), cari colleghi umanisti, giuristi, artisti e via di seguito, voi pubblicate prevalentemente su riviste internazionali? In caso negativo, le vostre facoltà sono inutili ai fini delle classifiche, pertanto vanno chiuse. Il fatto che Newton (tanto per fare un esempio) pubblicasse pochissimo, al punto che Leibniz gli soffiò la scoperta del calcolo differenziale pur arrivandoci tempo dopo, non conta nulla.

    3. FACOLTA` INUTILI: addio DAMS ed ISEF, o come si chiamano adesso, non mi risulta che pubblichino (vi prego correggetemi se sbaglio). Particolare rilievo hanno gli articoli su SCIENCE e NATURE. Quanti articoli di matematica vi compaiono? Tra l’altro le riviste matematiche hanno Impact Factors ridicolmente bassi. Vale la pena tenere aperti i dipartimenti per così pochi articoli e tre misere medaglie Fields ogni quattro anni? Addio dipartimenti e corsi di matematica (boato di approvazione tra gli studenti).

    4. FAMA E REPUTAZIONE: dando peso alle pubblicazioni, la didattica diventa secondaria. Il fatto che tanti italiani si accasino all’estero dovrebbe testimoniare la nostra elevata preparazione. Fateci caso, nella classifica Jiao Tong le università americane che guidano le classifiche sono tutte Research Universitites. Secondo questo criterio, la didattica è uno spreco di risorse. Secondo gli economisti, ripetere tante volte un esame, magari facendo uno scritto ed un’orale, è altamente inefficiente. Ciò dimostra quanto io, che mi ostino a promuovere solo gli studenti preparati, sia vetusto. Promuovere tutti al primo appello è molto più produttivo. Secondo il Times, un criterio è l’opinione degli accademici riguardo quale sia la migliore università nel loro settore. Non è specificata l’unità di misura di tale grandezza, io propongo il Bonaparte equivalente. Provate a chiedere ad uno di Oxford se sia meglio Oxford o Cambridge. Soprattutto, chiedeteglielo dopo avergli detto che i suoi finanziamenti dipendono dalla risposta.

    5. SANITA` SCORPORATA: grazie a Dio godo di ottima salute, per cui conosco poco la realtà ospedaliera e potrei sbagliarmi, forse Lilly può aiutarmi su questo. Nelle cliniche universitarie, chi lavora “in corsia”, pur rientrando nel mondo accademico non produce pubblicazioni (almeno non come scopo principale). Alla luce dei punti precedenti le cliniche universitarie vanno eliminate.

    6. LA RINASCITA DEL CELESTE IMPERO: un esempio personale. Servendo in qualità di revisore per alcune riviste internazionali, assisto all’inondazione di articoli di autori cinesi. Pochi di questi articoli sono validi, i più sono scadenti, palesemente sbagliati e praticamente prodotti in fotocopia, e le loro bibliografie citano quasi esclusivamente articoli di cinesi. Eppure, sottomettendoli a tappeto ed a più riviste contemporaneamente, cosa che viola ogni principio etico, riescono anche a farsi pubblicare. Risultati: in primis impennata delle pubblicazioni e delle citazioni ; in subordine scalata delle classifiche.

    7. RAPPORTI: altro criterio è il rapporto studenti/docenti. Ma tale rapporto deve tendere ad infinito o a zero? Nel primo caso licenziamo tutti, nel secondo assumiamo a profusione!

    8. CITAZIONI: perché non formare una cupola per citarci vicendevolmente? Qualcuno di noi ha ancora un’etica?

    CONCLUSIONE: Berkeley solo 36ma?! Ma per favore …

  14. Lilly ha detto:

    Nei Policlinici Universitari lavorano due tipologie di medici: gli ospedalieri, che svolgono solo ed esclusivamente attività assistenziale e gli universitari, che svolgono attività di ricerca e didattica e possono scegliere di svolgere o meno attività assistenziale, la stragande maggioranza dei ricercatori e dei professori che lavorano nelle cliniche universitarie optano per avere entrambe le attività (assistenziale + ricerca/didattica),il che significa stipendio da medico ospedaliero+stipendio da universitario alla cui somma viene tolta una certa quota (non conosco l’entità della quota), questo nel caso di personale assunto a tempo indeterminato.
    Nel caso di dottorandi, borsisti, assegnisti e qualsiasi altro contratto a tempo determinato il ricercatore può essere impegnato solo ed esclusivamente nell’attività di ricerca, nel caso specifico del dottorato può fare attività assistenziale solo dopo apposita domanda che deve essere autorizzata, in ogni caso il compenso della borsa di dottorato non varia sia che tu faccia solo attività di ricerca sia che tu svolga entrambe le attività per tale motivo nessuno chiede di svolgere anche l’attività ospedaliera (che comporterebbe un ulteriore carico di lavoro). In alcune Università mi è stato riferito (non sono bene informata sull’argomento) danno l’opportunità al dottorando di svolgere turni di guardia all’interno dell’azienda ospedaliera universitaria dietro compenso che va ad aggiungersi all’ammontare della borsa.
    Negli ospedali non universitari lavorano medici che svolgono solo attività assistenziale, non hanno rapporti con l’Università anche se può capitare (molto raramente) che alcuni diano lezioni all’Università come professori a contratto, in ogni caso nulla vieta ai medici ospedalieri di pubblicare articoli su riviste scientifiche, possono inoltre essere impegnati in attività di ricerca (esclusivamente clinica) durante la sperimentazione di nuovi farmaci (nei grandi trials randomizzati multicentrici spesso i centri partecipanti allo studio sono sia universitari sia ospedalieri). Negli articoli pubblicati viene in ogni caso sempre specificato sia in Italia sia all’estero se gli autori appartengono ad una struttura ospedaliera oppure universitaria (si scrive il tuo titolo ad esempio MD, PhD etc e la struttura dove lavori).
    E’ chiaro che dai centri ospedalieri universitari esce una mole di articoli di gran lunga maggiore a quella di un ospedale non universitario, nel quale però può capitare che il singolo medico decida di pubblicare, se lo desidera, determinati articoli, spesso (ma non solamente) si tratta di casi clinici particolarmente interessanti che vengono tramite il giornale sottoposti all’attenzione dell’intera comunità scientifica.

  15. insorgere ha detto:

    riprendo la domanda di Nicola:

    ma la gelmini ha effettivamente distribuito le risorse agli atenei? è stata pubblicata la circolare ministeriale in cui si definiscono le modalità di distribuzione delle risorse?

  16. Carlo Pisacane ha detto:

    Non c’è nessuna circolare e se vedi il sito del ministero è un pianto non viene quasi più aggiornato e non c’è più la rassegna stampa….

  17. insorgere ha detto:

    ma allora i dati di federico sulle modalità di distribuzione da dove vengono?
    si riferiscono a quanto fece mussi per il 2007?

    ma scusate, i fondi 2008 non scadono il 31 dicembre? se è così e ancora non hanno provveduto a definire le modalità di distribuzione delle risorse mi pare che i tempi si facciano strettini

  18. insorgere ha detto:

    tra l’altro, mi risulta che visti i tagli al FFO alcuni atenei non avranno le risorse per cofinanziare i posti.
    Questo è sicuro per siena e credo probabile per pisa.

    notizie su come vanno le cose altrove?

  19. cattivo.maestro ha detto:

    i soldi scadono a dicembre, ma i tempi ancora ci sono.
    certo colpisce la trascuratezza della gelmini verso questo decreto.

  20. Bombadillo ha detto:

    ..il metodo del sorteggio non è nuovo?
    Certo, lo usavano gli ateniesi, o davvero pensavate che votare fosse democratico?
    L’indicazione dei governanti mediante elezione è propria dei sistemi oligarchici.
    Chiaramente, però, una elite (universitaria, o altro) democratica è un ossimoro…ma quella di France era solo una provocazione.

    Passando a cose più serie
    SECONDO ME I SOLDI NON ARRIVANO!..o, comunque, questo tempo serve al Ministro per tentare di escogitare qualcosa – vedremo se ci riuscirà o meno – per non farli arrivare…

    ..quanto alla regola perfetta, ovviamente non esisre, ma questo non vuol dire che le regole sono indifferenti, ovverosia tutte uguali.
    Per questo, in attesa della chiamata diretta RESPONSABILE, sarebbe bello avere delle nuove regole, necessariamente non perfette, ma almeno un poco meglio di queste (e non ci vuole molto).

  21. mino ha detto:

    A riprova di quanto dice Bombadillo, la Gelmini nell’ambito dell’incontro a S. Patrignano di ieri, ha detto chiaramente che per le Università “non ci sarà un soldo in più”. Per lei è stato fin troppo facile giustificare questo parlando degli scandali che ormai hanno screditato completamente l’Università Italiana di fronte all’opinione pubblica. Ha annunciato un pacchetto di 4-5 disegni di leggi per apportare “alcune semplici riforme a costo zero”. Quali non è dato sapere, ma temo si riferisca a quelle cui sta lavorando Valditara (come il divieto di assumere parenti in una stessa facoltà), le quali avranno uno scarsissimo impatto.

    Comunque, tornando alle regole dei concorsi …
    In pochi hanno parlato della lettera che il Ministro ha mandato al CUN a inizio settembre, chiedendo, “in vista di una riforma del reclutamento”, di formulare delle proposte riguardanti la valutazione delle pubblicazioni e dell’attività didattica per ciascun settore scientifico disciplinare e per ciascuna fascia di docenza.
    Ora il CUN (che ricordo era fortemente critico con la riforma Mussi) sapete cosa ha risposto? che apprezza molto il fatto che il Ministro abbia affidato al CUN questo compito, e che la risposta arriverà a …. Gennaio! ben 4 mesi !!!
    Insomma, il problema è sempre quello: forse (forse), la volontà di cambiare queste criticatissime regole dei concorsi in fondo c’è (e per i concorsi da ordinario e associato è una necessità, dato che dal primo Dicembre ci sarà un vuoto legislativo); ma finirà che queste regole saranno cambiate quando i soldi non ci saranno più.

  22. Lilly ha detto:

    Mino, sul tipo di riforma che ha in mente il CUN per il reclutamento trovi delle informazioni nella mozione approvata dal CUN stesso dal titolo “Linee guida di riforma del sistema universitario”, la trovi sul sito della flc cgil (avevo dato notizia di questa mozione in un commento del 10 di Ottobre).

  23. Fantastico il link del times postato:
    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/leading_article/article4909480.ece

    ma soprattutto fantastica la risposta del barone in un post dello stesso articolo:
    “I am a 60-years-old researcher and teacher in Biochemistry at the University of Pisa. I never won a prize for scientific research, nor discovered or produced anything which would immediately yield money (neither am I interested in it).
    I suggest you to read “The profession” by I. Asimov (1957). GC

    Giovanni Cercignani, Pisa, Italy”

    Insomma questo baronetto ci spiega che la sua ricerca è un pò radical chic… anzi quasi spirituale e che il denaro quindi lo distrae… poi saluta tutti con citazione colta…

    Questo modo snob di porsi è insopportabile…
    E’ come dire “non mi interessa che l’università possa portare benessere e lavoro, per me importante lo style”.

    Gente cosi si merita solo tanti calci in c..o.

  24. insorgere ha detto:

    scusa rivoluzione ma stavolta hai toppato alla grande.

    dove sta scritto che tutta la ricerca deve essere votata al profitto immediato?

    la ricerca nasce in primo luogo dalla curiosità, dalla volontà di conoscere e di capire il mondo. lì risiede la sua vera motivazione e la sua dignità.

    che poi alcune scoperte possano avere applicazioni pratiche è magari interessante e pure redditizio, ma non può essere il motore unico della ricerca

  25. @Insorgere
    Infatti nessuno lo ha detto…
    ma precluderla per ideologia è diabolico.

    E’ l’indotto economico che crea sviluppo e quindi la capacità di attirare i migliori per la cosidetta ricerca “curiosity driven”.

    Diciamo che la ricerca “curiosity driven” va affidata veramente ai migliori “cervelli”, altrimenti sono risorse sprecate.

    Far fare ricerca pura alla figlia/figlio del barone senza che nessun mercato del lavoro la/lo possa giudicare, è diabolico.

  26. insorgere ha detto:

    in questi termini posso essere daccordo.

  27. insorgere ha detto:

    cmq mi sembra che come al solito ci facciamo delle gran seghe mentre il palazzo brucia e sta per crollarci il tetto sulla testa.

    pessimismo e fastidio

  28. Elana ha detto:

    Concordo con insorgere.
    Il GOVERNO CONTRO I GIOVANI ci passa sopra con un carro armato e noi continuiamo a parlarci mentre i cingoli ci schiacciano.

  29. win ha detto:

    Anch’io sono per lo stop alle seghe mentali, la realtà è che il castello forse ci è già crollato sulla testa (e purtroppo sempre sugli stessi), abbiamo dei contratti di m…a, ci respiriamo un sacco di schifezze (parlo di chi vive nei laboratori), in più una volta scaduti ci lasciano a casa con un bel calcio nel sedere, nessuna possibilità di insersi nella scuola, niente sussidio di disoccupazione niente di niente. Merdacce, più o meno; il tutto nella più totale omertà.
    L’Università sembra terra di nessuno, non c’è nessuna regola che definisca il merito, nessun punteggio per chi va o vuole andare avanti, dottorati, esperienze all’estero e pubblicazioni a cosa servono se poi nelle scelte vige solo il libero arbitrio.
    Pessimismo e tanta tantissima rabbia.
    A me sembra che chi non lotta ora è perchè ha le spalle coperte ed il sedere al caldo.

  30. unoqualunque ha detto:

    L’ultima provocazione de Il Giornale: “Così la Cgil ‘paga’ gli studenti che soffiano sulla protesta”, di Antonio Signorini.

  31. Giovanni ha detto:

    Giovani (non piu’) colleghi, chi era che credeva nelle c… di Valditara?
    Siete ancora convinti che il sen. Valditara sia una persona affidabile?

  32. France ha detto:

    @r.i.: Cercignani, te lo dico per esperienza diretta (ho seguito il suo corso Biologia Molecolare I, ai tempi), e’ un ottimo professore. Sul tipo di ricerca che conduce non posso formulare giudizi perche’ non la conosco nel dettaglio, ma direi che in linea di massima non sia ne’ peggiore ne’ migliore di quanta ne produce il suo dipartimento (un dipartimento decisamente grande, come dimensioni). Senza contare che se definisci barone lui (non conoscendolo), allora tu sei un baronetto e Frati l’Imperatore di Guerre Stellari…
    Se vogliamo dire che l’Universita’ italiana manca di senso pratico, allora siamo d’accordo. A partire, mi spiace dirlo, dai ricercatori precari che sono sempre piu’ infognati nella difesa dell’esistente, a questo punto…

  33. carlo ha detto:

    Non più giovani o non più colleghi?

  34. carlo ha detto:

    La domanda era per Giovanni, ovviamente.

  35. @france
    Quando parlo di baroni mi riferisco a tutta la categoria degli strutturati ai loro poteri corporativi ed alla loro cultura conservatrice.

    Io so di essere un (aspirante) baronetto… ne sono perfettamente cosciente e non sopporto più questa condizione.

  36. France ha detto:

    @r.i.: mi spiace ma sono contrario alle generalizzazioni. Quando Giulio Palermo raduna tutti i ricercatori precari sotto la definizione “ricercatori in attesa di cooptazione” sbaglia, come sbagli tu quando etichetti come baroni tutti gli strutturati. Bisogna capire una volta per tutte che la realta’ bianca bianca-nera nera esiste solo nelle semplificazioni ideologiche e nel fuoco di fila spesso alimentato da chi, consapevole di vivere nel grigio, ci vuole guadagnare qualcosa. La rivoluzione la puoi fare col bazooka, se poi ti accontenti del deserto…

  37. insorgere ha detto:

    la desertificazione è già in corso…non è stato necessario usare i bazooka, è bastato stringere un po’ i rubinetti

  38. @france

    proverei innanzitutto a mettersi da’accordo sulle parole:
    s.f. ~ Applicazione estesa, spesso arbitrariamente, alla maggior parte o alla totalità dei casi.

    Il mio riferimento ai baroni NON è arbitrario come la definizione spiega.

    Se vi fossero anche un 20% di “buoni baroni” (il bianco)… vi sono un 80% “cattivi baroni” (il nero).

    La mia al massimo è una semplificazione statistica ma non di certo ideologica.

  39. @france

    proverei innanzitutto a mettersi da’accordo sulle parole:
    “ge-ne-ra-liz-za-zió-ne” s.f. ~ Applicazione estesa, spesso arbitrariamente, alla maggior parte o alla totalità dei casi.

    Il mio riferimento ai baroni NON è arbitrario come la definizione spiega.

    Se vi fossero anche un 20% di “buoni baroni” (il bianco)… vi sono un 80% “cattivi baroni” (il nero).

    La mia al massimo è una semplificazione statistica ma non di certo ideologica.

  40. insorgere ha detto:

    l’ultimo scambio di commenti potrebbe esser riassunto così:
    “mentre la città bruciava, dimentichi di ogni altra questione, i cittadini davano vita ad infuriate disquisizioni terminologiche sul significato del lemma ‘incendio’.”

  41. flc ha detto:

    Università – La FLC sostiene che i concorsi per docenti e ricercatori non rientrano nel blocco della Legge 133.

    I possibili effetti della Legge 133 sul reclutamento e sulle carriere dei docenti e dei ricercatori universitari ——- 10-10-2008

    Le conseguenze del sostanziale blocco del reclutamento universitario avranno effetto anche sul quadro delle immissioni in ruolo e delle progressioni di carriera del personale docente e ricercatore.

    Da più parti infatti, e probabilmente nella versione governativa, si afferma che la lettura della L. 133 andrebbe intesa come finalizzata ad intervenire sul numero dei posti disponibili a partire dal 1° gennaio 2009, e non solo sulla sospensione dei percorsi concorsuali; tale lettura suggerisce pertanto i seguenti esiti:

    a) per i passaggi di fascia resi possibili dalla normativa recente, fino al Milleproroghe, finanziati, banditi e in corso di espletamento, il passaggio alla fascia superiore si realizza solo se l’immissione in ruolo avviene entro il 31 dicembre 2008; se viceversa il concorso non completa il suo iter con la presa di servizio, avremo tanti vincitori di concorso che però possono prendere servizio solo nella misura in cui si liberano i posti secondo il dettato della L. 133, e cioè il 20% delle cessazioni.
    b) per il reclutamento dei ricercatori finanziato con lo stanziamento straordinario della scorsa Finanziaria, vale il medesimo ragionamento: se l’iter non si conclude entro il 31 dicembre anche i fondi, pur insufficienti, già stanziati, si vanificano di fatto, perché l’immissione in ruolo segue le restrizioni della L. 133.
    Come si vede, anche per docenti e ricercatori c’è il concretissimo rischio di chiudere anche gli esigui spiragli che i provvedimenti del precedente Governo avevano aperto. Noi riteniamo invece di affermare una nostra interpretazione alternativa: ove esistono coperture finanziarie previste dalle norme del 2007-2008 l’autonomia degli Atenei non può “a posteriori” essere limitata, nella propria prerogativa di programmazione del personale, da una norma di pura riduzione del turn-over.

    E’ necessario perciò attivarsi in tutti gli Atenei per sollecitare al massimo l’espletamento degli iter concorsuali, e tentare entro l’anno di utilizzare tutti i fondi disponibili. La FLC è impegnata ad intervenire presso i Rettori e i Senati Accademici per ottenere delibere che sottraggano all’ambito restrittivo della L. 133 i concorsi già previsti ed avviati, sulla scorta di tale motivazione. E che dunque gli Atenei deliberino l’immissione in ruolo anche successivamente al 1° gennaio 2008. Ovviamente gli aspetti vessatori della L. 133 vanno adeguatamente sottolineati nella campagna in corso, per sollecitare adesioni all’iniziativa del sindacato.

    Roma, 10 ottobre 2008

  42. cattivo.maestro ha detto:

    Se quello che scrive la cgil è vero, significa che noi tutti siamo stati sbattuti fuori dall’Università fino al 2013, allorchè verrà cancellata la figura del ricercatore universitario.
    Se il reclutamento straordinario dei ricercatori per gli anni 2008 e 2009 non è escluso dal blocco del turn over, per noi le porte dell’Accademia sono definifitavemente chiuse.

  43. insorgere ha detto:

    indubbiamente se questa è l’interpretazione siamo al capolinea.

    ciò detto, io non provo grande compassione per coloro che dovranno aspettare qualche anno ancora per il passaggio di grado.
    passare da precari a strutturati non è affatto la stessa cosa che passare da ricercatori ad associati.

    anche negli interessi dell’università e della ricerca, chi volesse esser lungimirante e non soltanto difensore di interessi di parte dovrebbe riconoscere che – anche ammesso che i rettori possano procedere infischiandosene del blocco del turnover – avrebbe tutto un altro sapero se lo facesso per immettere forze fresche e non per premiare con avanzamenti di carriera personale già strutturato.

  44. insorgere ha detto:

    rettifico ultima frase:
    avrebbe tutto un altro sapore se lo se lo facessero per immettere forze fresche e non premiare con avanzamenti ecc..

  45. se la città brucia la soluzione è molto facile… basta scappare, per università la soluzione d’instinto è andare in piazza con i soliti temi… ma in questo caso ci bruciamo!

    cmq a chi piace “menar le mani”, a chi insomma ama il “partito del fare” e vuole agire magari evitando la solita piazza… c’è la cause su facebook che ha raggiunto gli 11000 iscritti.

    http://apps.facebook.com/causes/122796?m=7bf7bab2&_fb_fromhash=d27ef31b6d0e80eb5aa87e89fe213bbe

  46. France ha detto:

    Beh, se facebook e’ il partito del fare….

  47. Carlo ha detto:

    RaiRadioTre (13/10/2008) – Scienziati scalmanati
    A Firenze, lezioni all’aperto sul Ponte Vecchio. A Pisa, Piazza dei Cavalieri invasa dai ricercatori. E a Roma, sit-in nelle piazze e davanti ai ministeri. I ricercatori e il mondo della scienza italiana sono in agitazione. Obiettivo: la riorganizzazione dell’università e i tagli ai finanziamenti. La ricerca è davvero in pericolo?

    Oggi, dalle 10.50 alle 11.30, Elisabetta Tola ne parla con Giulio Peruzzi, docente di storia della scienza all’università di Padova e componente dell’Osserva-torio sulla ricerca.

  48. cattivo.maestro ha detto:

    Untenured, l’articolo che segnali si riferisce ai precari degli enti di ricerca.

  49. Ric Pre ha detto:

    Intanto il PD continua la sua campagna contro i precari della ricerca. In parole povere, tutti meritano la stabilizzazione tranne noi. Eternamente precari di serie B.

    http://www.manuelaghizzoni.it/?p=1051

  50. cattivo.maestro ha detto:

    UN APPELLO PER LA RETE NAZIONALE DEI RICERCATORI PRECARI

    Cari colleghi,
    stante alle ultime interpretazioni della l. 133 per noi le porte dell’Università sarebbero chiuse.
    La situazione è gravissima.
    Esiste un reclutamento straordinario a cui possiamo aggrapparci. Ormai solo a quello.
    Ci siamo spesso divi su singole questioni, per cui vi chiedo: siamo nelle condizioni oggi di scrivere una lettera aperta a Ministri Gelmini e Tremonti per chiedere che il reclutamento straordinario non debba rientrare nel blocco del turn over? La straordinarietà del reclutamento dei ricercatori è definita dalla legge e facilmente argomentabile, guardando i dati complessivi della composizione degli strutturati nelle Università italiane e l’atteggiamento di chiusura degli Atenei.
    Troviamo almeno il consenso fra noi per chiedere una deroga per il 2008 e il 2009 e nuove regole che premino il merito per il 2009?
    E’ l’unica azione che possiamo programmare oggi. Altrimenti, secondo me, l’esperienza della rete dei ricercatori precari, servirà a programmare le azioni per il 2013, quando molti di noi ormai lavoreranno (si spera…) in altri settori.

  51. cattivo.maestro ha detto:

    per completezza invio il testo della mozione CUn sul punto:

    Mozione “chiarimento sui limiti del vincolo previsto dalla L. 133/08”

    Preso atto delle disposizioni specificamente previste dalla L. 133/08
    Preso atto del Piano straordinario per il reclutamento di ricercatori universitari per il triennio 2007-09
    Considerato che la presa di servizio dei docenti vincitori di concorsi non può essere configurata come assunzione di nuovo personale

    Alla luce della necessità di rinnovamento e di apertura verso i giovani del Sistema Universitario

    RITIENE

    che sarebbe improprio e contraddittorio considerare i due suddetti provvedimenti come ricompresi all’interno dei vincoli previsti dalla L. 133/08.

    CHIEDE

    pertanto al Ministro di farsi parte attiva per un’applicazione nel senso auspicato

  52. Colombo da Priverno ha detto:

    I punti sono 2, cattivo.maestro: se non vogliamo essere – oltre che una repubblica – anche un’accademia delle banane, è necessario da un lato che i fondi per il reclutamento straordinario siano salvati, ma dall’altro che siano utilizzati con il nuovo sistema di reclutamento. Se no, si tratterebbe solo di far recuperare qualche posto per i protetti, e non sono proprio sicuro che sia questo a interessarci.
    Qualunque sistema di reclutamento, qualunque, non solo quello catafratto di Mussi, ma anche quello iper – liberista che sembra aleggiare ora nelle stanze ministeriali, dà al ricercatore più possibilità di oggi di farcela anche senza essere il cane di nessuno (cosa ben diversa da essere l’allievo), senza squallidi asservimenti, e conseguenti falsi ed abusi d’ufficio in sede concorsuale.
    Quindi, Cattivo.maestro, io partirei dalla bozza Bombadillo, cui tutti abbiamo contribuito, adeguando il testo (penso basterebbe poco) alla situazione attuale.

  53. cattivo.maestro ha detto:

    Caro Colombo,
    sono d’accordo. E’ esattamente quello che proponevo io. Però i tempi ora sono importanti. Lavoriamo con solerizia all’adeguamento della bozza ed entro un paio di giorni facciamola circolare sulla stampa, però…

  54. cattivo.maestro ha detto:

    ovviamente non possiamo chiedere di utilizzare i fondi del reclutamento 2008 con regole nuove non ci sarebbe il tempo per adottarle.
    Infatti scrivevo:
    “Troviamo almeno il consenso fra noi per chiedere una deroga per il 2008 e il 2009 e nuove regole che premino il merito per il 2009?”

  55. @colombo
    forse volevi scrivere ipo – liberista

  56. France ha detto:

    Basta cambiare il primo paragrafo, secondo me: invece che “in previsione di un suo decreto”, dovremmo dire “con la prospettiva che il reclutamento straordinario vada perso o dilapidato….”. La “fase 2” serve solo a far capire che non siamo scemi, quindi anche se per loro rappresenta un bel segone mentale, la lascerei.

  57. Carlo ha detto:

    @Frnce, Colombo,
    potreste, per favore, postare il documento che leggete (bozza Bombadillo?) o fornirne le coordinate?

  58. Carlo ha detto:

    @Carlo (Pisacane),
    che cosa succede alla ML? non arrivano i messaggi…

  59. Carlo Pisacane ha detto:

    Se non arrivano messaggi il ML occorre chiedere a Sankara.

  60. Colombo da Priverno ha detto:

    D’accordo con France (cui prego di rispondere a Carlo, io il documento, ultima versione, non me lo ritrovo).

    Cattivo maestro, come dovrebbe funzionare la deroga per il 2008?

    Rivoluzione, dipende dai punti di vista,,,,

  61. cattivo.maestro ha detto:

    @Colombo
    Velocissimamente ho preparato una bozza.

    La l. finanziaria xxx, stabilisce che per gli anni 2007, 2008 e 2009 era indetto un piano di reclutamento straordinario di ricercatori universitari. La “straordinarietà” della misura era stata motivata dall’allora Ministro, Fabio Mussi, in ragione dell’insufficienza di ricercatori nelle Università italiane, che per una patologia endemica tendono a favorire le progressioni di carriera degli “strutturati”, piuttosto che a favorire “nuovi ingressi”, magari di ricercatori che hanno già svolto tale attività in situazione di precarietà.
    La l. 131 xxx interviene ora a disporre il blocco del turn over nelle Università del 20% (una nuova assunzione ogni cinque pensionamenti), fino al 2011, con parziale riapertura nel 2012 e definitiva riapertura solo nel 2013. Nel 2013, però, la l. Moratti, largamente inattuata, ma mai abrogata e perciò vigente, dispone la cancellazione della qualifica di “Ricercatore universitario”. In definitiva, fatta eccezione per qualche sparuta unità di vincitori di concorso e per i fortunati ricercatori delle università private, non soggette al blocco, un’intera generazione verrebbe spazzata via.
    Ciò premesso, chiediamo un intervento legislativo per precisare che le assunzioni derivanti dal reclutamento straordinario dei ricercatori per gli anni 2008 e 2009 siano escluse dal blocco del turn over.

    Segue la richiesta di modificare, a partire, dal 2009 le regole sul reclutamento (ricalcando la nostra bozza)

  62. cattivo.maestro ha detto:

    il documento dovrebbe essere pubblicato stabilmente in home page. E’ possibile?

  63. Carlo Pisacane ha detto:

    Contattare per email sankara ovvero scrivere all’ADMINISTRATOR

    Ma devi preparargli una cosa ben definita e scritta

  64. cattivo.maestro ha detto:

    Carlo Pisacane, scrivi a me?

  65. France ha detto:

    Ripubblico il testo, visibile peraltro su www gopetition com/online/19725 html (aggiingete punti al posto degli spazi)
    Ecc.mo Ministro Mariastella Gelmini,

    abbiamo appreso in questi giorni, dagli organi di stampa, che ha intenzione di emanare un decreto per finanziare la seconda tranche del reclutamento straordinario – di 1000 ricercatori nel 2009, e di 2000 nel 2010 – avviato dal precedente Governo. Nell’esprimerLe il nostro apprezzamento per la scelta di non interrompere la politica di reclutamento straordinario – indispensabile, data la situazione di emergenza e di ritardo rispetto al generale contesto europeo in cui versa l’Università italiana – non possiamo, tuttavia, nasconderLe la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni avverranno con le “vecchie regole”, che ad oggi non hanno offerto sufficienti garanzie nello scongiurare favoritismi e logiche di scambio.

    Le attuali norme per il reclutamento dei ricercatori fanno sì che a vincere il concorso sia, nella stragrande maggioranza dei casi, il candidato “prescelto” dal membro interno di commissione, con il benestare degli altri due componenti della commissione stessa. Questi ultimi scelti, per altro, mediante elezioni tanto dispendiose dal punto di vista del tempo e delle energie che i docenti vi investono, quanto pilotabili. In questo modo, candidati che si distinguono per la significatività della produzione scientifica possono vedersi superare dal candidato “preferito” dal membro interno, anche qualora lo stesso non possa vantare un curriculum altrettanto brillante. Risulta inoltre evidente che le attuali regole non solo precludono totalmente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, ma favoriscono la fuga di cervelli italiani in altri Paesi.

    Con la presente, dunque, Le chiediamo di voler modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. E a tale fine siamo convinti che sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifiche all’attuale legge, realizzabili in tempi molto brevi. Nello specifico, ci permettiamo di indicarLe alcune possibili modifiche:

    1) i due membri esterni della commissione andrebbero individuati mediante sorteggio e non tramite elezione, e dovrebbero essere dei pari-grado del membro interno;

    2) abolizione delle prove scritte ed orali , che sono proprio quelle che, nella prassi applicativa, si sono prestate alle strumentalizzazioni più evidenti;

    3) selezione solo su basi oggettive, secondo un modello di discrezionalità fortemente vincolata, per titoli e pubblicazioni;

    Ad esempio: prima valutazione solo sulle pubblicazione certificate (50 punti sui 100 complessivi); seconda valutazione – alla quale accedono solo i candidati che, alla prima, hanno ottenuto almeno 35 punti – sui titoli (40 punti su 100, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); terza valutazione – alla quale accedono solo i candidati che hanno ottenuto almeno 28 punti alla seconda valutazione – consistente in un libero seminario, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100. La prova seminariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di sicurezza”, onde evitare che siano assunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate

    4) introduzione di una graduatoria finale , incredibilmente assente nelle attuali procedure.

    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, e che renderebbero più trasparenti e celeri i concorsi, allineandoli a quelli delle altre democrazie occidentali.

    Il nostro ruolo, tuttavia, ci impone di offrirLe anche una prospettiva di riforma più ampia, e, per così dire, a lungo periodo, tesa soprattutto ad una effettiva verifica costante, dopo l’assunzione in ruolo:

    A) conferma dopo alcuni anni, secondo quanto previsto dalla legge – o, in deroga, dai regolamenti di Ateneo, in modo flessibile, con riferimento ad eventuali lunghi periodi pregressi di precariato – ad opera di una commissione anche interna, ma integrata almeno da un membro esterno;

    B) ulteriore verifica a cadenza periodica, per l’intera carriera, sia del profilo didattico, che di quello scientifico;

    C) istituzione di un organo disciplinare centrale di alto profilo – addirittura, sul modello del CSM – che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività; organo cui potrebbero essere segnalati, altresì, i casi clamorosi di mancato avanzamento in carriera;

    D) in caso di mancata conferma (punto A) o di sanzioni disciplinari gravi e/o reiterate (punti B e C), si prevederanno conseguenze come: 1) trasposizione a carico dell’ateneo degli interi oneri stipendiali per il ricercatore assunto; 2) preclusione o limitazione di nuovi bandi; 3) riduzione dei finanziamenti ordinari.

    A regime, quando tale sistema di valutazione ex-post sarà uscito dalla sua fase sperimentale ed avrà cominciato a dare dei risultati, si potrà anche pensare ad un superamento del “concorso pubblico” ed a una sostituzione di questo con un sistema di scelta responsabile da parte dei singoli Dipartimenti sulla base di un bando di chiamata con modalità allineate agli standard internazionali (“call for applications”).

    Come avrà potuto apprezzare, sia nel caso delle proposte di immediata fattibilità, che in quello delle ipotesi per il lungo periodo, non si tratta di istanze collegate all’interesse di una parte, ma volte alla persecuzione del bene comune, e del rilancio, anche a livello di immagine nazionale ed internazionale, dell’Università italiana. E, per questo, speriamo di cuore che vorrà accoglierle – senza l’improduttivo temporeggiare che ha caratterizzato il precedente Governo -, soprattutto con riferimento alla prima parte, che risulta, infatti, immediatamente attuabile, per altro, a costo zero.

  66. Carlo ha detto:

    Ma che senso ha, mi chiedo, scrivere al ministro oggi, se ancora siamo in attesa che ci risponda in ordine alla petizione di Beniamino?
    Sinceramente, temo che sia solo una perdita di tempo!

  67. Carlo ha detto:

    @France,
    quindi la “bozza Bombadilo” e la “petizione Beniamino” sono la stessa cosa?
    Come si dice in questi casi: perseverare è diabolico…

  68. cattivo.maestro ha detto:

    ma non dobbiamo solo scrivere al Ministro, ma mandare la lettera ai giornali e cercare consenso nell’opinione pubblica

    oggi poi si sta aprendo un fronte di mobilitazione nelle piazze che può far cambiare il clima.

    Se poi riuscissimo ad arrivare a qualche giornalista…

  69. cattivo.maestro ha detto:

    una lettera aperta inviata tramite gli organi di stampa

  70. Carlo ha detto:

    dal sito del CorSera
    Universita’: occupata la Statale
    13 ott 12:25 Cronache

    MILANO – Occupazione all’Universita’ Statale di Milano. Una settantina di studenti appartenenti all’ateneo, ma anche alla Bicocca e al Politecnico, si sono introdotti nel rettorato. Protestano contro i tagli previsti dal governo. E’ in corso un incontro con il rettore Enrico Decleva. Se la legge di riforma non dovesse essere abrogata, gli studenti chiedono le dimissioni del rettore e del senato accademico, l’annullamento dell’inaugurazione dell’anno accademico a novembre, un pronunciamento chiaro sulla legge e la garanzia che non saranno aumentate le tasse universitarie ne’ diminuiti i servizi. (Agr)

  71. Untenured ha detto:

    cattivo maestro, non ti aspettavo entusiasta dei movimenti studenteschi, ti ricordavo tifoso di Galli della Loggia e delle sue nazionalistiche elucubrazioni sul valore dell’istruzione..

  72. cattivo.maestro ha detto:

    untenured
    macchè galli della loggia! La mia era una affermazione provocatoria per evidenziare che gelmini e bondi riuscivano a scontantare anche un vecchio conservatore come galli della loggia 🙂
    Vengo, in realtà, da decenni di politica universitaria… e ho fondato diversi movimenti che ancora stanno in piedi…

  73. Untenured ha detto:

    Cattivo.maestro grazie per il chiarimento..

    io sono d’accordo nel rilanciare la petizione. Al di là perfino dei contenuti stessi (sono da sempre scettico sulla ricerca delle ‘regole concorsuali perfette’ che sono velleitarie in assenza di uno sforzo riformatore più ampio e strutturale), credo che il valore della petizione sia nel fatto di aver messo per la prima volta insieme una coalizione informale di ricercatori precari insediati in Italia e in tutto il mondo accomunati dalla volontà di valorizzare la ricerca e il merito al di là di ogni micro-interesse corporativo.

    E’ una ricchezza che non va dispersa!

  74. cattivo.maestro ha detto:

    Untenured
    sono d’accordo su tutto.
    Però dobbiamo muoverci rapidamente se vogliamo chiedere la deroga delle assunzioni per i ricercatori. E’ preliminare a tutto! Che dite della bozza che ho proposto?

  75. Colombo da Priverno ha detto:

    D’accordo con cattivo maestro. Sostituire l’incipit della lettera Bombadillo – Beniamino (contenti tutti?) poi è pronta.

    E spedire anche alla stampa, certo.

    Dovrebbe venire più o meno così (ho aggiunto un cappello di presentazione; è aperta la gara a integrazioni e miglioramenti. O, se è inopportuno, eliminiamolo direttamente, non mi offendo: non ho mai saputo parlare il linguaggio della politica).

    Ecc.mo Ministro Mariastella Gelmini,

    in questi giorni difficili ed incerti per i ricercatori precari che, di fatto, vedono repentinamente sconvolte dalle determinazioni di politica economica del Governo e dagli orientamenti conseguenti del Suo Ministero prospettive future che parevano – se non consolidate – quantomeno serenamente raggiungibili attraverso l’impegno e la produzione scientifica, sarebbe opportuno, e, forse, doveroso, un Suo gesto di chiarezza circa il futuro immediato che attende quei ricercatori che sono già (e forse da fin troppo tempo) maturi per partecipare a prove concorsuali per l’ingresso in ruolo.

    In breve: queste prove ci saranno? I ricercatori non strutturati possono, secondo Lei, continuare la produzione scientifica anche in vista d’un miglioramento personale (che male c’è, non è questa la spinta ad “intraprendere” nel libero mercato?) o devono rintanarsi nell”eroismo” – indegno d’un paese civile – di produrre nonostante il disinteresse del sistema?

    Venendo al punto, la l. finanziaria xxx, stabilisce che per gli anni 2007, 2008 e 2009 era indetto un piano di reclutamento straordinario di ricercatori universitari. La “straordinarietà” della misura era stata motivata dall’allora Ministro, Fabio Mussi, in ragione dell’insufficienza di ricercatori nelle Università italiane, che per una patologia endemica tendono a favorire le progressioni di carriera degli “strutturati”, piuttosto che a favorire “nuovi ingressi”, magari di ricercatori che hanno già svolto tale attività in situazione di precarietà.
    La l. 131 xxx interviene ora a disporre il blocco del turn over nelle Università del 20% (una nuova assunzione ogni cinque pensionamenti), fino al 2011, con parziale riapertura nel 2012 e definitiva riapertura solo nel 2013. Nel 2013, però, la l. Moratti, largamente inattuata, ma mai abrogata e perciò vigente, dispone la cancellazione della qualifica di “Ricercatore universitario”. In definitiva, fatta eccezione per qualche sparuta unità di vincitori di concorso e per i fortunati ricercatori delle università private, non soggette al blocco, un’intera generazione verrebbe spazzata via.
    Ciò premesso, chiediamo un intervento legislativo per precisare che le assunzioni derivanti dal reclutamento straordinario dei ricercatori per gli anni 2008 e 2009 siano escluse dal blocco del turn over.

    Secondo punto: qualora dovessimo apprendere da Lei la positiva notizia del prossimo utilizzo dei fondi per il reclutamento straordinario, e del loro svincolo dai limiti del turn over, ciò non fugherebbe la nostra preoccupazione per il fatto che tali assunzioni avverranno con le “vecchie regole”, che ad oggi non hanno offerto sufficienti garanzie nello scongiurare favoritismi e logiche di scambio.

    Le attuali norme per il reclutamento dei ricercatori fanno sì che a vincere il concorso sia, nella stragrande maggioranza dei casi, il candidato “prescelto” dal membro interno di commissione, con il benestare degli altri due componenti della commissione stessa. Questi ultimi scelti, per altro, mediante elezioni tanto dispendiose dal punto di vista del tempo e delle energie che i docenti vi investono, quanto pilotabili. In questo modo, candidati che si distinguono per la significatività della produzione scientifica possono vedersi superare dal candidato “preferito” dal membro interno, anche qualora lo stesso non possa vantare un curriculum altrettanto brillante. Risulta inoltre evidente che le attuali regole non solo precludono totalmente l’auspicabile arrivo di ricercatori dall’estero, ma favoriscono la fuga di cervelli italiani in altri Paesi.

    Con la presente, dunque, Le chiediamo di voler modificare al più presto le attuali regole in senso più meritocratico. E a tale fine siamo convinti che sarebbero sufficienti anche poche e semplici modifiche all’attuale legge, realizzabili in tempi molto brevi. Nello specifico, ci permettiamo di indicarLe alcune possibili modifiche:

    1) i due membri esterni della commissione andrebbero individuati mediante sorteggio e non tramite elezione, e dovrebbero essere dei pari-grado del membro interno;

    2) abolizione delle prove scritte ed orali , che sono proprio quelle che, nella prassi applicativa, si sono prestate alle strumentalizzazioni più evidenti;

    3) selezione solo su basi oggettive, secondo un modello di discrezionalità fortemente vincolata, per titoli e pubblicazioni;

    Ad esempio: prima valutazione solo sulle pubblicazione certificate (50 punti sui 100 complessivi); seconda valutazione – alla quale accedono solo i candidati che, alla prima, hanno ottenuto almeno 35 punti – sui titoli (40 punti su 100, di cui 15 per il titolo di dottore di ricerca); terza valutazione – alla quale accedono solo i candidati che hanno ottenuto almeno 28 punti alla seconda valutazione – consistente in un libero seminario, per il quale rimarrebbero da assegnare gli ultimi 10 punti su 100. La prova seminariale, in definitiva, svolgerebbe principalmente il compito di “valvola di sicurezza”, onde evitare che siano assunti ricercatori dotati di capacità di esposizione orale inadeguate

    4) introduzione di una graduatoria finale , incredibilmente assente nelle attuali procedure.

    Si tratta di modifiche di buon senso, fattibili, e che renderebbero più trasparenti e celeri i concorsi, allineandoli a quelli delle altre democrazie occidentali.

    Il nostro ruolo, tuttavia, ci impone di offrirLe anche una prospettiva di riforma più ampia, e, per così dire, a lungo periodo, tesa soprattutto ad una effettiva verifica costante, dopo l’assunzione in ruolo:

    A) conferma dopo alcuni anni, secondo quanto previsto dalla legge – o, in deroga, dai regolamenti di Ateneo, in modo flessibile, con riferimento ad eventuali lunghi periodi pregressi di precariato – ad opera di una commissione anche interna, ma integrata almeno da un membro esterno;

    B) ulteriore verifica a cadenza periodica, per l’intera carriera, sia del profilo didattico, che di quello scientifico;

    C) istituzione di un organo disciplinare centrale di alto profilo – addirittura, sul modello del CSM – che sanzioni, fino all’interruzione del rapporto, la carenza di produttività; organo cui potrebbero essere segnalati, altresì, i casi clamorosi di mancato avanzamento in carriera;

    D) in caso di mancata conferma (punto A) o di sanzioni disciplinari gravi e/o reiterate (punti B e C), si prevederanno conseguenze come: 1) trasposizione a carico dell’ateneo degli interi oneri stipendiali per il ricercatore assunto; 2) preclusione o limitazione di nuovi bandi; 3) riduzione dei finanziamenti ordinari.

    A regime, quando tale sistema di valutazione ex-post sarà uscito dalla sua fase sperimentale ed avrà cominciato a dare dei risultati, si potrà anche pensare ad un superamento del “concorso pubblico” ed a una sostituzione di questo con un sistema di scelta responsabile da parte dei singoli Dipartimenti sulla base di un bando di chiamata con modalità allineate agli standard internazionali (”call for applications”).

    Come avrà potuto apprezzare, sia nel caso delle proposte di immediata fattibilità, che in quello delle ipotesi per il lungo periodo, non si tratta di istanze collegate all’interesse di una parte, ma volte alla persecuzione del bene comune, e del rilancio, anche a livello di immagine nazionale ed internazionale, dell’Università italiana. E, per questo, speriamo di cuore che vorrà accoglierle – senza l’improduttivo temporeggiare che ha caratterizzato il precedente Governo -, soprattutto con riferimento alla prima parte, che risulta, infatti, immediatamente attuabile, per altro, a costo zero.

  76. Colombo da Priverno ha detto:

    Anche nel raccordo con la vecchia parte della lettera (problema delle regole concorsuali) ho riaggiustato due righe.

  77. Carlo ha detto:

    @Colombo,
    la discussione si è spostata sul nuovo Post (La protesta ecc.); tra l’altro – se ho ben inteso – bocciando l’idea di una nuova lettera al ministro…

  78. Colombo da Priverno ha detto:

    ah…

  79. cattivo.maestro ha detto:

    per me la sintesi è perfetta. Si mi date l’ok lavoro sulla forma della prima parte.
    Però qui non è facile prendere una decisione, parliamo su due post e nessuno si esprime. Che ne so, la mettiamo ai voti?

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