Sondaggi precari sulla politica per l’università

Carissimi un po’ di sondaggi così vediamo  come la pensate:

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140 Responses to Sondaggi precari sulla politica per l’università

  1. pdp ha detto:

    Non so se qualcuno l’ha gia’ detto, ma l’editoriale di Nature parla proprio dell’Italia e della sua ricerca:

    http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455835b.html

  2. pdp ha detto:

    …e anche a pagina 840:

    http://www.nature.com/news/2008/081015/full/455840b.html

    mi ha lasciato di sasso l’ultima frase: la nostra ministra della ricerca non risponde alle richieste (di spiegazioni) della rivistra scientifica piu’ prestigiosa dell’orbe terracqueo. Avra’ forse di meglio da fare?

  3. Bombadillo ha detto:

    W FRANCE!

    andate su http://www.aprit.org è iscrivetevi all’associazione on line dei precari della ricerca.

    Prima iniziativa: lo sbarco in TV!

  4. Bombadillo ha detto:

    ..urge l’inserimento del testo della petizione sulla homepage dell’apri!

  5. Bombadillo ha detto:

    ..mi sono iscritto è sono in attesa della e-mail per poter accedere.

    L’APRI a Ballarò;
    L’APRI a Palazzo Chigi;
    L’APRI sulla LUNA!

    ..è vero: sto dando i numeri.

  6. cattivo.maestro ha detto:

    Caro pdp perchè non scrivi un post su questo blog per riassumere la vicenda interessantissima che segnali?

  7. Bombadillo ha detto:

    ..forse è proprio perchè sto dando i numeri, ma non riesco a capire come “mazzafionda” si fa a scrivere sul sito dell’APRI.
    ..chiedo lumi.

  8. Carlo ha detto:

    con molta vergogna… mi associo a Bombadillo…

  9. cattivo.maestro ha detto:

    A proposito del sondaggio.
    La mia risposta alla domanda n. 3 è “tagliare i fondi alle Università private”. Io aggiungerei, in particolare, alle Università telematiche. Ho rafforzato la mia opinione (ed il mio voto) dopo aver letto questa notizia:
    http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/10/16/le-universita-telematiche-nel-mirino-della-magistratura.html#more

  10. @cattivo.maestro
    come sempre si va a cercare di spaccare il capello…

    a mio avviso manca:
    1) “autonomia economica degli atenei” che è molto diverso da privatizzazione.

    2) e: “istituzione di un Research Assessment Exercise che valuti la ricerca nel lungo periodo”.

    Senza questi due alcuni dei punti selezionalbili nel poll risulterebbero catastrofici…. Ci sarebbe che ne so Emilio Fede rettore e Raffaella Carrà professore emerito…

  11. Carlo ha detto:

    Decisamente istruttivo il documento postato da cattivo.maestro.
    Ma, se posso chiedertelo, perché mai hai scelto questo nick? (molto bello, anche se decisamente politically incorrect)

  12. cattivo.maestro ha detto:

    @ Carlo,
    è un nich che mi porto dietro da molti anni. Quando ero studente universitario la mia migliore amica mi aveva dato questo nome perchè le davo sempre cattivi consigli. Diciamo che l’ho fatta buttare fra le braccia di mezza facoltà! E ne frequentavo una da 10000 iscritti!

  13. cattivo.maestro ha detto:

    “Unipegaso, facoltà di Scienze della formazione e Giurisprudenza, che ha una sede in piazza Aldo Moro e un sito Internet pugliese (www. unipegasopuglia). A gestire la sede distaccata è una società barese, la Forprogest. In viale Kennedy c´è invece la sede dell´Unisu, centro principale a Salerno, e legame con Universitalia, una delle società che fornisce corsi di preparazione universitaria.
    Stesso lavoro del Cepu che da quest´anno ha la sua università di riferimento. Si chiama E-Campus e a Bari”
    tratto dall’articolo che ho segnalato. Ci sono nomi di università e collegamenti con società tipo CEPU:
    Ce ne sono tre. Solo a Bari.
    E sto a spaccare il capello!!!

  14. cattivo.maestro ha detto:

    aspettate il post che pubblico fra due minuti!

  15. cattivo.maestro ha detto:

    un ultima domanda, visto che sto a spaccare il capello: quanti ricercatori universitari ha reclutato la LUISS nell’ultimo decennio?

  16. carlo ha detto:

    @ cattivo.maestro

    Sulle università telematiche sono pienamente d’accordo.

    Sulle università private un pò meno. La Bocconi, per quanto uno possa criticarla, è l’unica business school in Italia a comparire nei ranking internazionali. E assume più ricercatori delle università statali. Alla Bocconi lavorano 36 ricercatori, mentre alla facoltà di economia de La Sapienza (per fare un esempio), i ricercatori sono 22.

    Per quanto riguarda i casi di omonimia, Sapienza e Bocconi sono ad ami pari. Abbiamo due Miceli fra i ricercatori de La Sapienza, e due Barbieri fra quelli della Bocconi.

    PS: la facoltà di economia della Luiss conta 9 ricercatori (fra researchers & research fellows, non so quale è la differenza) e 37 assegnisti. Non è poco, contanto che tutta l’università conta meno di 7000 studenti, la metà rispetto alla Bocconi.

  17. cattivo.maestro ha detto:

    @ carlo
    scrivi
    “la facoltà di economia della Luiss conta 9 ricercatori”
    e ti sembra un buon esempio, tale da far esprimere un giudizio positivo?

  18. cattivo.maestro ha detto:

    Questo l’organico della facoltà di Giurisprudenza della Luiss: ZERO (0) ricercatori!

    Ordinario BALDASSARRE Antonio Giurisprudenza IUS/08 STUDI GIURIDICI
    Ordinario BORGIA Rosella Giurisprudenza IUS/01 Non disponibile
    Ordinario BOZZI Giuseppe Giurisprudenza IUS/01 Non disponibile
    Ordinario CAPPONI Bruno Giurisprudenza IUS/15 STUDI GIURIDICI
    Ordinario CARMONA Angelo Giurisprudenza IUS/17 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario CLARICH Marcello Giurisprudenza IUS/10 SCIENZE GIURIDICHE
    Associato confermato CONSOLO Giuseppe Giurisprudenza IUS/09 Non disponibile
    Straordinario DE DONNO SFORZA Barbara Santa Giurisprudenza IUS/02 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario DEL VECCHIO Angela Giurisprudenza IUS/13 STUDI GIURIDICI
    Ordinario FLICK Giovanni Maria Giurisprudenza IUS/17 Non disponibile
    Ordinario FOSCHINI Marcello Giurisprudenza IUS/04 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario GALLO Franco Giurisprudenza IUS/12 STUDI GIURIDICI
    Associato confermato GRAZIADEI Gianfranco Giurisprudenza IUS/05 Non disponibile
    Ordinario LUBRANO Filippo Giurisprudenza IUS/10 Non disponibile
    Ordinario MOSCARINI Paolo Giurisprudenza IUS/16 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario MOSCO Gian Domenico Giurisprudenza IUS/04 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario NUZZO Antonio Giurisprudenza IUS/04 STUDI GIURIDICI
    Ordinario NUZZO Mario Giurisprudenza IUS/01 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario PESSI Roberto Giurisprudenza IUS/07 STUDI GIURIDICI
    Ordinario ROMANO Salvatore Alberto Giurisprudenza IUS/10 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario RONZITTI Natalino Giurisprudenza IUS/13 STUDI GIURIDICI
    Ordinario SALVINI Livia Giurisprudenza IUS/12 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario SEVERINO Paola Giurisprudenza IUS/17 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario TAMPONI Michele Giurisprudenza IUS/01 STUDI GIURIDICI
    Ordinario VACCARELLA Romano Giurisprudenza IUS/15 STUDI GIURIDICI
    Ordinario VERDE Giovanni Giurisprudenza IUS/15 Non disponibile
    Ordinario VISENTINI Gustavo Giurisprudenza IUS/04 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario ZIMATORE Attilio Giurisprudenza IUS/01 Non disponibile

  19. cattivo.maestro ha detto:

    a me poi risultano zero (O) ricercatori anche ad economia

  20. carlo ha detto:

    @ cattivo.maestro

    Devi normalizzare per numero di studenti (diciamo che danno la dimensione della facoltà). Facciamo un conto alla buona (sottolineo: alla buona). Ad economia alla Luiss saranno circa 2000 (sono 6000 per tre facoltà). Alla Bocconi sono circa 12000. Dunque alla Luiss abbiamo 4.5 ricercatori su 1000 studenti e alla Bocconi 3 ogni 1000 studenti.

    E i ricercatori della Bocconi sono più che ad economia de La Sapienza…

    [ Attenzione: sono tutti dati da prendere con le molle. Sono le 10 di sera e non ho voglia di andare a contare gli studenti di Luiss e Bocconi. Ho preso per buono il dato di wikipedia. E non conosco il numero di iscritti ad economia a La Sapienza. So che sono più di mille al canale serale. Dunque immagino che come ordine di grandezza siamo ai livelli della Bocconi. Ma se volete dati più precisi dovrete andarveli a cercare… ]

    Il mio comunque non è un giudizio positivo. Dico solo che va meno peggio che in alcune statali. E sicuramente non abbastanza male per poter dire che le università private sono il male assoluto.

  21. pdp ha detto:

    @cattivo.maestro

    Scusa, ero andato via. Intendi dire che devo scrivere qui sotto un riassunto di quello che ha detto Nature? Comunque, ho visto che Carlo Pisacane ha postato l’editoriale di Nature su questo blog.

  22. carlo ha detto:

    @ cattivo.maestro

    I centri ricerca della Luiss hanno un sito separato. Per economia io ho guardato qui:
    http://www.luiss.edu/dptea/research-centers/luiss-lab-european-economics

    In ogni caso la Luiss è “celebre” (fra virgolette) per economia, non per giurisprudenza.

  23. cattivo.maestro ha detto:

    carlo, fortunatamente perchè sono le dieci e anch’io sono abbastanza cotto (anche se ho ancora da studiare stasera…) non abbiamo nessun calcolo complesso da fare: ecco l’organico della facoltà di economia della LUISS. Zero (0) ricercatori!

    Straordinario BENIGNO Pierpaolo Economia SECS-P/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Associato confermato BOCCARDELLI Paolo Economia SECS-P/08 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario CAPRIGLIONE Francesco Economia IUS/05 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario CAROLI Matteo Giuliano Economia SECS-P/08 STUDI AZIENDALI
    Ordinario COMANA Mario Economia SECS-P/11 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario D’ATRI Alessandro Economia SECS-P/10 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario DI CAGNO Daniela Teresa Economia SECS-P/01 STUDI ECONOMICI
    Ordinario DI GIORGIO Giorgio Economia SECS-P/01 STUDI ECONOMICI
    Ordinario DI LAZZARO Fabrizio Economia SECS-P/07 STUDI AZIENDALI
    Ordinario DI SABATO Franco Economia IUS/04 Non disponibile
    Ordinario DI TARANTO Giuseppe Economia SECS-P/12 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario EGIDI Massimo Economia SECS-P/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario tempo determinato FARMER Janesdoyne Economia SECS-S/06 Non disponibile
    Ordinario FIORI Giovanni Economia SECS-P/07 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario FONTANA Franco Economia SECS-P/08 STUDI AZIENDALI
    Ordinario GOZZI Fausto Economia SECS-S/06 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario GROS PIETRO Gian Maria Economia SECS-P/06 STUDI ECONOMICI
    Ordinario HEY John Denis Economia SECS-P/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario INFANTINO Lorenzino Economia M-FIL/02 Non disponibile
    Ordinario MANZOCCHI Stefano Economia SECS-P/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario MARCATI Alberto Economia SECS-P/08 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Associato non confermato MARCHETTI Fabio Economia IUS/12 SCIENZE GIURIDICHE
    Ordinario NERI Fabio Economia SECS-P/02 STUDI ECONOMICI
    Ordinario NICCOLINI Giuseppe Economia IUS/04 STUDI ECONOMICI
    Ordinario OLIVIERI Gennaro Economia SECS-S/06 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Associato non confermato ORIANI Raffaele Economia ING-IND/35 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Associato confermato PALERMO Luciano Economia SECS-P/12 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario PARDOLESI Roberto Economia IUS/02 STUDI ECONOMICI
    Associato non confermato PELLEGRINI Mirella Economia IUS/05 SCIENZE GIURIDICHE
    Associato confermato PINTO Eugenio Economia SECS-P/07 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario REICHLIN Pietro Economia SECS-P/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario tempo determinato RINOTT Yosef Economia SECS-S/01 Non disponibile
    Ordinario SAVONA Paolo Economia SECS-P/02 STUDI ECONOMICI
    Ordinario SCARSINI Marco Economia SECS-S/01 SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
    Ordinario SCOGNAMIGLIO Carlo Luigi Economia SECS-P/06 Non disponibile
    Ordinario SICA Mario Economia SECS-P/07 Non disponibile
    Ordinario VALIANI Rolando Economia SECS-P/03 STUDI ECONOMICI
    Ordinario tempo determinato ZEIRA Joseph Economia SECS-P/01 Non disponibile

  24. cattivo.maestro ha detto:

    ovviamente nessuno dice che sono il male assoluto, riposto solo i dati tratti dal sito del MIUR. Rispondevo non a te, ma solo a chi mi ha accusato di spaccare il capello, già quando parlavo delle telematiche…

  25. carlo ha detto:

    @ cattivo.maestro

    Ho già toppato due volte. Se vuoi rifare i conti un pò precisi (ma secondo me non ne vale la pena), la Luiss conta 6.629 studenti e la Bocconi 12,656.

    Comunque la morale del discorso dovrebbe essere chiara.

  26. carlo ha detto:

    Comunque ripeto, sulle università telematiche sono pienamente d’accordo. Sulle private, diciamo che probabilmente molte sono scadenti (non mi voglio sbilanciare con i giudizi negativi), ma salverei la Bocconi, e sospenderei il giudizio sulla Luiss.

  27. carlo ha detto:

    Per il numero dei ricercatori dell a Luiss ti rimando al commento [16 Ottobre 2008 alle 9:15 pm].

  28. pdp ha detto:

    @cattivo.maestro e carlo

    Alla LUISS NON ci sono ricercatori universitari: basta guardare al sito del cineca (raggiungibile anche dal sito del MIUR)
    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/cerca.php

    Ricordo che in tale sito sono presenti tutti i nominativi di Professori ordinari e associati e ricercatori nelle Universita’ italiane (statali e private).

    Per esempio, si trova che ci sono, sempre alla LUISS, 74 ordinari e 10 associati.

  29. carlo ha detto:

    Non è per fare il pignolo, ma è che conosco un ricercatore della Luiss. Dunque sono abbastanza sicuro che ne ha più di zero (oppure il mio amico racconta balle, anche questa è una possibilità).

  30. pdp ha detto:

    Bocconi: 90 ordonari, 83 associati e 40 ricercatori.

  31. pdp ha detto:

    @carlo

    Forse e’ un ricercatore a tempo determinato (oppure un assegnista, e ha detto di essere ricercartore in quanto fa ricerca)

  32. cattivo.maestro ha detto:

    @ pdp
    bene! La conferma di quando vado dicendo. Grazie avrei cercato facoltà per facoltà per arrivare alla tua facile e semplice conclusione. Privatizziamo? Per esclusione abbiamo salvato solo lo Bocconi in tutta Italia!

    @ Carlo
    quello che conosci evidentemente è un precario come me

  33. carlo ha detto:

    @ pdp

    premesso che non ho interesse a difendere la Luiss, sul sito linkato sono indicati 9 research fellows e 37 assegnisti. Una spiegazione plausibile è che i research fellow sono ricercatori a tempo determinato.

    Comunque ecco la lista. Research fellows:
    * Ernesto Cassetta
    * Daria Ciriaci
    * Danicla Fratini
    * Cecilia Jona Lasinio
    * Massimiliano Iommi
    * Alessandro Marra
    * Linda Meleo
    * Salvatore Nisticò
    * Giovanna Vallanti

    Titolari di assegno per la collaborazione ad attività di ricerca:
    * Valentina ALBANO
    * Marco AVARUCCI
    * Michele BATTISTI
    * Fabrizio BOTTI
    * Pierpaolo BRUTTI
    * Eloisa CAMPIONI
    * Nunzio CASALINO
    * Ernesto CASSETTA
    * Claudia CIONCI
    * Daria CIRIACI
    * Alessandra CRETAROLA
    * Domenico CURCIO
    * Carlo D’IPPOLITI
    * Roberto DANDI
    * Sebastiano DELRE
    * Matteo DE ANGELIS
    * Giulia DE MARTINO
    * Gianfranco DI VAIO
    * Giorgio FABBRI
    * Andrea FARA
    * Giovanni FARESE
    * Danicla FRATINI
    * Andrea GUMINA
    * Maria Isabella LEONE
    * Lucia MARCHEGIANI
    * Alessandro MARRA
    * Laura MARTINIELLO
    * Daniela NAZZARO
    * Federica ORIOLI
    * Luca PANACCIONE
    * Enzo PERUFFO
    * PIGNATTI MORANO DI CUSTOZA
    * Luca PIROLO
    * Marco PIRRA
    * Vanina TORLÒ
    * Guido TRAFICANTE
    * Michele VECCHIONE

  34. cattivo.maestro ha detto:

    comuneque anche la bocconi non brilla nel rapporto ordinari, associati, ricercatori!
    Privatizziamo?

  35. cattivo.maestro ha detto:

    si carlo sono a tempo determinato

  36. pdp ha detto:

    La LUISS non ha ricercatori a tempo determinato, ma tre ordinari a tempo determinato; sempre dai dati “ufficiali” del ministero (che dice che sono aggiornati ad oggi).

  37. cattivo.maestro ha detto:

    la luiss li ha appena istituiti i ricercatori a tempo determinato. I primi concorsi si tanno svolgendo in questi giorni.

  38. pdp ha detto:

    Poiche’ si puo’ cercare anche per cognome, ho cercato il primo della lista, Cassetta; non e’ nel database del ministero. Probabilmente quindi sono dei precari (dottorandi? Post-Doc?) anche i research fellows.
    Comunque, non volevo fare polemica, solo portare all’attenzione il fatto che e’ possibile consultare in rete tutti i dati della docenza universitaria.

  39. pdp ha detto:

    …Oltre ad osservare che probabilmente alla LUISS conviene chiamare gli idonei piuttosto che bandire posti da ricercatore (a tempo indeterminato).

  40. carlo ha detto:

    @ pdp

    Nessun problema. Hai fatto benissimo a segnalare il database cineca. A saperlo prima io e cattivo.maestro ci saremmo evitati la conta dei nomi (vabbeh, a me è andata peggio, lui ha fatto prima avendo contato fino a zero 🙂 ), ma la stanchezza gioca brutti scherzi.

  41. cattivo.maestro ha detto:

    io veramente i dati che ho postato qui li ho presi dal database cineca, solo che li cercavo facoltà per facoltà.
    carlo, non era affatto per fare polemica con te.
    Tutto questa chiacchierata è stata utile per dimostrare che a guardare bene, ìsi trovano falle da tutte le parti.

  42. France ha detto:

    Ehi, ma il problema non e’ se sono bravi o no. E’ che chiedono sassate di tasse agli studenti MA prendono soldi dallo Stato. Allora bravi, si, costosi, si, pero’ dallo stato non beccate una lira!

  43. France ha detto:

    Per il sito APRI dove caricare i documenti, chiedo lumi a giorgiorgio. Va anche caricata la petizione.
    @R.I. Hai assolutamente ragione: questi sondaggi non significano nulla se non si specificano i contrappesi. Chiamata diretta si, ma responsabile: assumo chi voglio, ma se faccio schifo vado a casa…

  44. Bombadillo ha detto:

    Cari amici,
    mi pare che stiamo perdendo di vista le cose importanti.

    Forza e coraggio: Floris aspetta.

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    W Ballarò!

    (..ho avuto una giornata particolarmente dura)

  45. cattivo.maestro ha detto:

    beh, Bombardillo,
    quelli che sono emersi qui sono elementi utili da citare a Ballarò.

  46. J.R.R. Tolkien ha detto:

    Bombardillo = Tom Bombadil x bombarda

  47. Carlo ha detto:

    Brunetta professore ope legis.
    Questa mattina, durante il programma radiofonico “Prima pagina” (Rassegna stampa di Rai Radio Tre), il conduttore di questa settimana – il giornalista Michele Concina, inviato speciale del Messaggero – in una risposta ad un precario del CNR, ha fatto riferimento ad una interrogazione parlamentare rivolta a Brunetta: il ministro non avrebbe ottenuto la sua cattedra universitaria mediante un regolare concorso, ma grazie ad una ope legis.
    Questa notizia mi era sfuggita: c’è qualcuno che ne sa di più?

    P.S. Brunetta era ieri sera su La 7, ospite di “Otto e mezzo”, a fare disinformazione…

  48. Bombadillo ha detto:

    …bho, manco sapevo che Brunetta fosse prof., e poi prof. di che?

    Cmq, che io sappia, l’unico ope legis da professore fu quello degli assistenti ordinari che divennero prof. associati, non proprio ope legis, ma, in ogni caso, senza concorso: nel senso che dovevano superare un esame, mi pare a livello nazionale, per conseguire una idoneità che li faceva passare da ass.ord. a prof.ass. Chiaramente, non saprei dire se l’idoneità in questione sia stata negata a qualcuno, o si sia concretizzata, come è più probabile, praticamente in un ope legis.
    Quindi Brunetta è associato?
    Controllo sul miur.

    P.S.: meglio Bombardillo, che Barbadillo: l’armadillo con la barba!

  49. Bombadillo ha detto:

    Renato Brunetta:
    ordinario di Secs – P/01 (economia politica), presso la Facoltà di Economia dell’Università otr Vergata.
    E quindi?..forse è diventato associato con l’ope legis, e dopo ordinario con concorso?
    ..che poi che differenza c’è se si tratta dei concorsi….a meno che non sia stato un vecchio concorso, di quelli nazionali, che erano – certamente non perfettti – ma comunque più rigorosi.

  50. France ha detto:

    Ma che differenza fa che sia o meno opelegizzato? Avete presente chi e’ il ministro delle pari opportunita’? Avete presente chi parla di reintrodurre l’etica nella finanza? Avete presente chi sta nazionalizzando anche sua madre?

  51. Einfach ha detto:

    Avete visto ieri sera la ricercatrice a “Anno zero”? A parte il programma, molto meno lineare e chiaro di altri (es. Ballarò), un messaggio è passato: ricercatori preparati non riescono ad avere possibilità in Italia, e resta per loro l’estero. L’hanno poi messa un po’ sul pietismo e sul caso umano, ma meglio di niente.
    Della Vedova: pietoso, come sempre. La Bindi, non credo solo per opportunità politica, si è schierata con chiarezza per la riforma dei criteri di valutazione e contro i tagli ai finanziamenti.

  52. Carlo ha detto:

    Einfach, non sono del tutto d’accordo sulla tua valutazione del “caso umano”.

    La ricercatrice precaria di fisica ospite ad Anno zero ha fatto un’ottima figura. Ha dato un’immagine drammatica, ma molto dignitosa della nostra condizione: BRAVA!
    Sarebbe un’ottima candidata a portavoce dei ricercatori precari.

    Perfettamente condivisibile invece il tuo giudizio su Della Vedova (penoso oltre ogni dire) e la Bindi (particolarmente grintosa).

  53. Carlo ha detto:

    P.S. Mi è piaciuto anche (nel suo genere) il rappresentante degli studenti: pochi concetti, ma molto chiari.

  54. Einfach ha detto:

    Carlo,
    la ricercatrice è stata l’immagine della dignità, io avrei fatto mille volte peggio. E’ il Santoro in versione “oxigen” che mi fa incazzare, e a volte stravolge l’immagine che resta di chi va a parlare. La mette sul ridere e sull’ironia, e, per chi vive quello che ha portato la collega lì, fa particolarmente male.
    Anche per me sarebbe una buona candidata. Ho smesso di lavorare tardi, e mi sono rimbambito davanti al tubo catodico a trasmissione avanzata: non so di quale ateneo fosse.
    Il ragazzo anche era “efficace”. Quanti ricordi…

  55. Colombo da Priverno ha detto:

    Ragazi, un consiglio. Come devo intendere l’attuale stato di agitazione rispetto alla mia attività ordinaria?

    Io sono assegnista di ricerca.

    Devo fare il ricevimento degli studenti questa sera?

  56. Colombo da Priverno ha detto:

    Giusto per parlare d’una cosa pratica

  57. Carlo ha detto:

    Bella domanda, @Colombo,
    anch’io sono AdR e sono nella commissione d’esami per l’appello straordinario della prossima settimana (dovrò fare il cane da guardia… ). Come regolarsi?

  58. Michele ha detto:

    Colombo,
    la mia regola è che gli studenti non devono diventare vittime.
    Ho sostituito due ore un collega e non intendo farmi pagare. Ma non voglio passare per un eroe, sono solo due ore, pagate una miseria. In più sono un precario privilegiato, avendo un assegno di quattro anni della fascia più alta.

    La ricercatrice precaria (mi pare di Pisa) è stata brava, laureata, dottorata, post doc all’estero. Torna in Italia e si fa pure la SISS, poi le capita la Gelmini. Più sfigata di Paperino.

  59. Carlo ha detto:

    Segnalo l’importante petizione pro Coordinamento Precari INFN: http://www.buconero.eu

    Firmiamola e pubblicizziamola col passa parola.

  60. Nature ha detto:

    “Tagli spietati”, in Italia dall’estero* (tit.or. “Cut-throat savings”, Nature 455, 835-836, published online 15 October 2008).

    Nel tentativo di accelerare la sua arrancante economia, il governo italiano si concentra su obiettivi facili, ma sconsiderati. È un periodo buio e arrabbiato per i ricercatori in Italia, esposti ad un governo che mette in atto la sua strana filosofia per il taglio dei costi. La settimana scorsa, decine di migliaia di ricercatori sono scesi in strada per manifestare la loro opposizione ad una proposta di legge volta a frenare la spesa pubblica. Se passa, come previsto, la legge provocherebbe il licenziamento di quasi 2000 ricercatori precari, che costituiscono l’ossatura degli istituti di ricerca italiani perennemente a corto di personale – e metà di essi sono già stati selezionati per posizioni a tempo indeterminato.

    Proprio durante la manifestazione dei ricercatori, il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, che è tornato al governo lo scorso maggio, ha deciso che i fondi di università e ricerca potrebbero essere usati per aiutare le banche e gli istituti di credito italiani. Questa non è la prima volta che Berlusconi ha bersagliato le università. Ad agosto ha firmato un decreto che tagliava i fondi universitari del 10% e ha permesso di coprire solo una posiziona accademica vuota su cinque. Ha anche permesso alle università di trasformarsi in fondazioni private per ottenere introiti aggiuntivi. Dato il clima attuale, i rettori universitari ritengono che l’ultimo passo sarà usato per giustificare ulteriori tagli ai fondi e che alla fine li costringerà a cancellare i corsi che non hanno grande valore commerciale, come gli studi classici o addirittura le scienze di base. La notizia è arrivata all’inizio delle vacanze estive, ma le conseguenze sono state comprese pienamente solo ora – troppo tardi, visto che il decreto sta per essere trasformato in legge.

    Nel frattempo, il Ministro per l’educazione, l’università e la ricerca, Mariastella Gelmini, non si è espressa in merito a tutte le questioni relative al suo ministero tranne quella sulle scuole secondarie e ha permesso che decisioni governative consistenti e distruttive fossero eseguite senza fare alcuna obiezione. Ha rifiutato di incontrare i ricercatori e gli accademici per ascoltare le loro preoccupazioni o per spiegare loro le direttive che sembrano richiedere il loro sacrificio. Inoltre non ha neppure delegato un sottosegretario che si occupi di tali questioni al suo posto.

    Le organizzazioni scientifiche colpite dalla legge sono tuttavia state ricevute dall’ideatore della legge, Renato Brunetta, Ministro della pubblica amministrazione e innovazione. Brunetta ritiene che si possa fare ben poco per fermare o modificare la legge, anche se è ancora in discussione nei vari comitati e deve ancora essere votata in entrambe le camere. In un’intervista ad un quotidiano, Brunetta ha paragonato i ricercatori ai “capitani di ventura” [sic N.d.T.], mercenari avventurieri del rinascimento, dicendo che dar loro un lavoro permanente equivarrebbe quasi ad ucciderli. Ciò mistifica un problema che i ricercatori gli avevano spiegato: che la ricerca di base di un paese richiede un adeguato rapporto tra il personale permanente e quello precario, con i ricercatori precari (per lo più post-dottorati) che si spostano tra laboratori di ricerca permanenti, stabili e ben equipaggiati. In Italia, come hanno tentato di spiegare a Brunetta, questo rapporto è tutt’altro che adeguato.

    Il governo Berlusconi può anche ritenere che siano necessarie delle misure finanziare severe, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono avventati e poco lungimiranti. Il governo ha trattato la ricerca semplicemente come un’altra spesa da tagliare, quando invece dovrebbe essere considerata un investimento per costruire l’economia del sapere del ventunesimo secolo. In effetti l’Italia ha già sposato questo concetto aderendo alla Strategia di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, in cui gli stati membri hanno promesso di aumentare i fondi di ricerca e sviluppo (R&D) fino al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese in R&D più basse del gruppo, essendo appena dell’1.1%, meno della metà di quanto spendono nazioni comparabili come la Francia e la Germania.

    Il governo non deve considerare solo i guadagni a breve termine attuati attraverso un sistema di decreti facilitato da ministri compiacenti. Se vuole preparare un futuro realistico per l’italia, come dovrebbe, il governo non dovrebbe riferirsi pigramente al passato, ma capire come funziona la ricerca in Europa oggi.

    ———————
    * http://italiadallestero.info/archives/1379

  61. Colombo da Priverno ha detto:

    PRENDIAMO una decisione uniforme sul quesito proposto da Carlo e da me? anche io la settimana prossima ho esami. Cerchiamo di capire quali sono gli orientamenti generali? Io per la mia collocazione geografica sono un po tagliato fuori dalla corrente. Aspetto lumi.

  62. Colombo da Priverno ha detto:

    Michele, il problema è che “paralizzare tutto” crea danni agli studenti, è ovvio. Ma d’altronde questa è l’arma della protesta, e poi, nello specifico, sono loro per primi, nei loro movimenti, che stanno paralizzando tutto. Il problema è a monte. Si paralizza tutto o no?

  63. Bachelet ha detto:

    Ancora su Brunetta professore ope legis.

    Intervento Bachelet alla Camera del 15/10/2008 [dal sito http://www.buconero.eu]
    Anche su: precariatingv,wordpress.com

    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole Bachelet. Ne ha facoltà.

    GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Signor Presidente, sono d’accordo con il Ministro Brunetta sulla meritocrazia e sulla mobilità dei ricercatori giovani. Mi sono laureato nel 1979, ho lavorato negli Stati Uniti, alla scuola Normale, al Max Planck Institut e al CNR fino al 1988, anno in cui, a 33 anni, ho vinto il primo concorso libero per associati. Tuttavia esistono lunghi periodi, nel nostro Paese nei quali per molti anni, non ci sono concorsi; alla fine di questi periodi ci sono persone molto brave che non hanno mai avuto l’opportunità di un concorso libero. Ciò succede purtroppo anche ora, dopo cinque anni di ministero Moratti e due di ministero Mussi. Una delle ultime cose buone che ha fatto Mussi – lo dico da professore universitario – è stato il prevedere posti in più per i ricercatori universitari, che in parte il nostro Governo attuale – il vostro Governo – sta mantenendo, e lo stabilizzare molti ricercatori meritevoli negli enti di ricerca. Ora, quando per molti anni non sono banditi concorsi, fermare simili stabilizzazioni implica una catastrofe, e il Ministro Brunetta dovrebbe saperlo perché egli è diventato professore associato con i concorsi del 1981 detti anche «grande sanatoria» con i quali tutti quelli che, a vario titolo, erano precari nelle università, sono stati, con un concorso riservato, accettati come professori. Poiché la situazione odierna è assai simile prego il Ministro di riconsiderare molto attentamente ciò che sta facendo ai precari, almeno per quanto riguarda la ricerca.

    PRESIDENTE. La prego di concludere.

    GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Egli, infatti, rischia di fare del male ad altri: di non far loro godere un beneficio del quale, in un certo senso, egli stesso ha goduto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

    PRESIDENTE. Avverto che è in distribuzione il parere della Commissione affari costituzionali sulle nuove proposte emendative contenute nel fascicolo n. 2 (Vedi l’allegato A – A.C. 1441-quater-A).

  64. Carlo ha detto:

    La ricercatrice presente ieri sera ad Anno zero si chiama Anna Lupi.
    Questo è il link alle sue pubblicazioni (ben 82 lavori):
    http://www.slac.stanford.edu/spires/find/hep/www?rawcmd=FIND+A+lupi%2Ca

    Grazie Anna!

  65. Carlo ha detto:

    La ricercatrice presente ieri sera ad Anno zero si chiama Anna Lupi.
    Questo è il link alle sue pubblicazioni (ben 82 lavori): [nell’indirizzo mancano i punti]
    http://www slac stanford edu/spires/find/hep/www?rawcmd=FIND+A+lupi%2Ca

    Grazie Anna!

  66. Bombadillo ha detto:

    ..mi spiace di non aver visto Annozero.
    Il punto però è che non bisogna essere solo giustamente critici, ma anch propositivi.
    Cosa ha proposto Anna?
    Non so cosa ha proposto lei:
    andiamo a Ballarò con la proposta della nostra petizione.

    Lo scrivo per l’ultima volta, c’è qualcuno che vuole contattare Floris?

    Michele? ..o mino, magari? ..o Colombo che – se non ricordo male – è pure l’autore della seconda parte della petizione.

  67. cattivo.maestro ha detto:

    applicando la ottima e condivisibile regola di colombo da priverno, la “miglior realizzatore d’una idea è colui a cui è venuta per primo”, contattare floris spetta a Bombardillo.

  68. cattivo.maestro ha detto:

    il “miglior reallizzatore”

  69. Bombadillo ha detto:

    ..e dagli con ‘sto Bombardillo. Ma chi è?

    Comunque, se non lo contatto io Floris, non è perchè mi pesa – come rappresentante del “gruppo petizione” ho scritto a Berlusconi, Gelmini, Pizza, etc., etc., nonchè a varie redazioni di giornali -, ma perchè non voglio personalizzare troppo la questione.
    Altrimenti, se mi espongo sempre e solo io, sembra una iniziativa mia personale, e non del “gruppo petizione”. E se, poi, è proprio così – se, cioè, sono solo io che ho interesse in questa cosa (ma, almeno a parole, non sembrava così) – è molto meglio non farla.
    Capito, cattivo mestruo?

    Firmato

    Tom Bombadillo

  70. cattivo.maestro ha detto:

    bombadillo,
    non volevo storpiarti il nick. Se ho urtato la tua sensibilità ti chiedo scusa.
    Ho scritto simpaticamente di applicare il teorema-colombo per uscire dallo stallo. Siamo da quattro o cinque giorni che siamo fermi! Però capisco le tue riserve.

  71. pdp ha detto:

    @bombadillo
    posso anche scrivere io, se vuoi. Non sono pero’ molto bravo a scrivere; mi mandi cosa dire?

  72. Carlo ha detto:

    Vi riporto la risposta che ho ricevuto dagli amicie dell’INFN ai quali avevo chiesto lumi circa la posizione che avevano assunto i vari direttori dei Centri di ricerca in relazione ai provvedimenti del Governo; in partic., se avevano in qualche modo considerato l’ipotesi delle loro dimissioni.
    Ecco la risposta:

    “Non ci pensano neanche, Carlo, a dimettersi. Figuriamoci. Parole tante, atti pratici ben pochi. Bravi, buoni, poverini… ma poi…”

    Il dato mi sembra significativo. Getta una luce inquietante sul livello dell’etica del mondo della ricerca in Italia.

    —————————-
    P.S. “Cattivo mestruo”? Bombardillo, sei spietato!
    Precari, siete tutti avvisati: B. non perdona!?!

  73. France ha detto:

    A proposito di fare qualcosa,
    www aprit org

  74. pdp ha detto:

    @france

    come si fa a scrivere un post su aprit?

  75. Carlo ha detto:

    @France, complimenti! ora anche tu hai il tuo nick ‘sensibile’…
    A parte gli scherzi, io non riesco ancora a capire come funziona APRIt (è più figo con la “t” minuscola)… e me ne vergogno anche.
    Se ho visto bene ci sono due post (Benvenuti e Vita precaria), ma dove sono i commenti? come fare per lasciarne uno? E ancora, è necessario registrarsi o è un’opzione facoltativa?

  76. France ha detto:

    A breve, istruzioni per l’uso ad opera dell’immaginifico giorgiorgio
    www aprit org

  77. ciccio ha detto:

    Scusate, ma il sito APRI annulla questo blog? non si disperdono troppo le forze ad prire sempre nuovi portali, blog e forum di discussione? Qui siamo sempre i soliti ad intervenire… Mi sembra più una gara di esibizionismo.
    Inoltre il sondaggio di questo post rivela i numeri dei “partecipanti” (ca.80) ovvero coloro che almeno si sforzano di leggere le domande e premere il pulsante sinistro dl mouse.
    In questo senso la “partecipazione” alle petizioni
    facebook (>20000), http://apps.facebook.com/causes/122796?m=3f466022&recruiter_id=20239391
    dei ricercatori precari fiorentini (ca.1500) http://www.petitiononline.com/dica133/
    e di Buconero (ca.200) http://www.buconero.eu/ è ben più ampia…

  78. ciccio ha detto:

    Mi correggo sul numero di votanti di questo sondaggio: sono quasi 400. Mi scuso.

  79. Colombo da Priverno ha detto:

    Da padre del teorema-colombo (wow, ho scoperto una cosa anche io!!! a noi giuristi non capita mai), propongo che (come nel Cirano de Bergerac) Tom Bombadil – dil -dil -dol (citazione JRRT…) suggerisca le parole e qualcun altro (l’eroico volontario PDP, ad esempio, contatti Floris a nome della RNRP).

    E non solo perchè Bombadil è sovraesposto, ma anche perchè – come me – è avvocato. E penso che io, lui e gli altri pochi professionisti dobbiamo cedere il passo, in questo momento, a tutti coloro per cui la carriera accademica non è solo il giusto compenso delle ricerche svolte ed un irrinunciabile impegno culturale. Ma è anche la casa e la macchina. E i bambini.

    Non è che sono un animo nobile. E’ solo una questione di come scelgliere correttamente l’immagine che all’esterno si deve percepire, nel modo più rappresentativo di quel che siamo. La TV è veloce, non consente distinguo e astrazioni. La tipa di Annozero era PERFETTA. Mi vergognavo al posto del mio paese perchè non era ordinaria.

  80. Colombo da Priverno ha detto:

    E facciamo in fretta. Non voglio che Numenor sprofondi negli abissi con il suo sapere, i suoi libri, le sue tombe, i suoi figli e le sue matrone così fiere, e noi diventiamo esuli che vagano nelle acque fredde, alla ricerca d’un’ultima traccia del Meneltarma.

    E sperando (invano) d’intravedere, all’orizzonte, quello che era e non è più, implorando un barlume delle terre immortali impolverate d’argento, che ci consenta di puntare per un istante gli occhi sulla montagna sacra, bella e terribile, prima di morire.

    Chi ha capito ha capito. Per chi non mi immaginava così fuso, tranquilli, è solo un momento. A JRRT che forse ci guarda dalle Aule di Mandos, le mie profonde scuse…

  81. France ha detto:

    Ciccio, per fare un esempio, io non ho votato, e ora spiego perche’:
    Quesito nr 1:
    La vera scelta e’ fra il far scegliere le facolta’, oppure rendere i concorsi piu’ “trasparenti”. Ma la prima opzione porta con se l’obbligo della valutazione e responsabilizzazione, che non e’ enunciato: la seconda non puo’ avvalersi solo di sorteggio, idonetia’, punteggi nazionali, scadenze certe, accorpamento dei settori… Per esempio, vanno aboliti scritti e orali. Quindi, che cosa voto io, se la scelta e’ ancora e’ di piu’ per due sistemi manipolabili?
    Quesito nr 2: Perche’ non metterci anche “scavare a fondo e trovare il petrolio”? Tutte cose auspicabili, ma a quali dare priorita’? Prima i soldi e poi le regole? O viceversa?
    Nr3: Sono affari nostri? Nel senso, sono i precari che devono trovare i soldi per far funzionare l’Universita’? E come? Se io dico tagliare i fondi alla Difesa, a che titolo lo faccio?
    I sondaggi, o le petizioni di Facebook da 5 megatoni, servono piu’ o meno a dire “Vuoi bene alla mamma?”. Certo che gli vogliamo bene. Ma anche Storace, anche Diliberto gli vogliono bene. Che senso ha, tranne quello di accumulare 1,000,000 di firme e dire che “cioe’, siamo tantissssimi!”? Se non realizzate

    1) Che studenti e rettori, parrucchiere e benzinai non sono nostri alleati, nemmeno quando dicono di esserlo
    2) Che il nostro fine e’ l’abolizione del precariato e il risanamento dell’Univ e ricerca italiane per metterle alla pari col resto d’Europa

    alla fine di questo anno avrete esaurito ogni residua speranza di fare il lavoro che vi piace alla pari col resto degli altri ricercatori europei.

  82. Nemo ha detto:

    Concordo con France. In particolare ritengo sia inutile e dannoso cercare gli studenti come alleati. Vengono facilmente manipolati (basta vedere come sono stati usati da certi giornali per smontare la protesta e farla sembrare una carnevalata), si arreca a loro, incolpevoli, un grosso danno (lezioni ed esami) e facciamo il gioco di quelli che pensano “‘sti professori universitari non fanno un ca**o dalla mattina alla sera, hanno un sacco di privilegi e si lamentano pure”… L’uomo della strada non ha nè i mezzi nè la voglia di capire che i provvedimenti di questo governo stanno scavando la fossa al Paese…

  83. Bombadillo ha detto:

    Cari amici,
    chiunque abbia la necessaria buona volontà (pdp? magari!) può – se ritiene – inviare la mia letterina di accompagnamento alla petizione (insomma: quella che ho spedito a Berlusconi&Co.) che trova sul sito del mio studio, se, clikando su di me (Vito Plantamura) tra i componenti, clika poi sulle attività culturali, e dunque sulla questione della petizione. L’indirizzo diretto è http://www.studiocianciola/file/petizione_plantamura.pdf.

    Spettabile redazione di Ballarò,
    sono un ricercatore precario dell’Università X, è sono veramente indignato perchè, contrariamente a quanto vuole far credere a tutti, questo Governo non è affatto per il rilancio del merito, e della produttività, nella pubblica amministrazione: sotto questo punto di vista, il caso dell’Università risulta paradigmatico.
    Non tutti sanno, infatti, che questo Governo – da prima dell’estate – ha deciso di ignorare completamente una petizione che, in brevissimo tempo, aveva raccolto 1.000 firme prestigiose, su di una ricetta specifica, A COSTO ZERO, per aprire finalmente al merito l’Università italiana.
    Evidentemente, però, non vi è la volontà politica di scalfire i privilegi dei c.d. baroni: a queso punto era meglio Mussi, che almeno aveva la buona volontà (e niente altro, purtroppo).
    Per completezza di informazione, allego la lettera di accompagnamento della petizione inviata, a suo tempo, a tutti i destinatari istituzionali, a partire dal Presidente Berlusconi, che quindi “non poteva non sapere”.
    Ovviamente, poi, chiedo che mi vogliate prendere in considerazione quale ospite, in rappresentanza dei firmatari della petizione, qualora vogliate dedicare una puntata alla questione universitaria.
    Distinti saluti.
    Mister Y

    P.S.:
    La creazione del sito dell’APRI – di cui tutti dovremmo essere grati a France – si è resa necessaria per l’attegiamento di assoluta inerzia della R.N.R.P., anche in occasione della petizione.

    Tom Bombadil – Tom Bombadillo

    P.P.S.: se poi ci invitano e la persona che ha inviato la lettera non se la sente di andare, possiamo amdare sempre un altro in nostra rappresentanza.

  84. carlo ha detto:

    France, a me non arriva il codice di verifica via email.

  85. Carlo ha detto:

    Per quanto mi riguarda, io non ho risposto al sondaggio perché sono allergico alle statistiche. Scusatemi.

  86. Pessima Anna Lupi… ad annozero

    Non una parola sul modello anglosassone che ha vissuto in prima persona… solo lagne lamentele…

    Ridicolo il ventenne rivoluzionario… col solito più soldi alla ricerca.

    L’unico decente forse Michele Tiraboschi.

    Ci vorrebbero elementi tipo rivoluzioneitalia e France a certe trasmissioni.

  87. deludente anche santoro… non ha favorito due o tre interventi di della vedova in merito a università e ricerca, per invece parlare di sanità. Della vedova per suo conto non si è di certo sbracciato per ribadire la parola persa.

  88. Carlo ha detto:

    1. L’attuale governo ci ha… sistemati per le feste, non suscitando NESSUNA vera reazione nel mondo della ricerca precaria delle università (altro discorso va fatto per gli enti di ricerca);

    2. gli studenti hanno messo su una mobilitazione innimmaginabile e insperata fino a pochi giorni fa che forse – ce lo si augura – fermerà il piano scellerato del Governo;

    3. Chi dice che bisogna tenere fuori gli studenti dalle questioni dei ric. precari o si è bevuto il cervello o è in malafede; tertium non datur.

    —————-
    @Eurorivoluzione, che giochi a fare il Jimmy Dean dei precari, ti saprò dire se hai fatto meglio di Anna Lupi e del giovane valoroso “capopopolo” solo quando in televisione ci sarai andato sul serio a mettere la TUA faccia!

  89. France ha detto:

    @Carlo
    Proviamo a ragionare. L’universita’, la ricerca, la scuola (la sanita’ meno, perche’ la Lega e la Mafia hanno particolari interessi in merito…) sono “sotto attacco”. Quando e’ cosi’, e’ ciaro che tutta l’istituzione reagisca. Alle manifestazioni tipo quella della Sapienza, o di Pisa, forse l’80% dei partecipanti sono studenti. Perche’? Intanto numericamente sono la componente maggioritaria dell’Universita’, quindi e’ logico che se tutta l’Universita’ manifesta, fatte le proporzioni saranno tantissimi. Cosa vogliono gli studenti? MI esimo dai luoghi comuni “non fare lezione”, “okkupare”, “fare collettivo” “autogestione” e dico, banalmente, che non vogliono che le tasse aumentino, possibilmente diminuiscano. Poi magari vogliono anche spazi migliori, aule decenti, corsi ben strutturati, laboratori, computer… Cosa c’entra questo con la riforma del reclutamento e la gestione responsabile della ricerca? Assolutamente nulla. Tu puoi condividere l’angoscia per il futuro dei tuoi figli in merito a maestri unici, universita’ di classe e quant’altro, ma allora potresti esssere altrettanto preoccupato per l’effetto serra e lo scioglimento dei ghiacciai (forse anche di piu’). Quando lasci che il tuo problema specifico (eliminare la precarieta’ e rendere il sistema univ e ricerca competitivo col resto del mondo) venga assorbito nel “la crisi noi non la paghiamo”, rinunci a risolverlo e ti affidi alla spallata che rintuzzera’ il piano scellerato del Governo.
    Stesso discorso vale per i rettori. Il problema di Frati non e’ certo che si elimini la precarieta’, si riformi il reclutamento e si valuti e responsbilizzi il sistema: Frati deve pagare gli stipendi dei dipendenti e da Gennaio non sa come fare. Deve pagare gli emolumenti a se’ stesso, ai prorettori, ai presidi, agli affini. Deve far passare ad associato i ricercatori, e ad ordinaio gli associati. Se lasci il mazzo in mano a lui, chiederete “Piu’ soldi alla ricerca”, e indovina un po’ come finira’?
    Ecco perche’, mi ripeto, associarsi a studenti e rettori equivale a farsi fare un bel paio di scarpe per il prossimo inverno. Oh, magari fanno anche comodo, hai visto mai….

  90. France ha detto:

    fanciulli, quando posso vi do una mano. giorgiorgio aiutami tu

  91. insorgere ha detto:

    sulla questione sospensione attività didattica.

    scusate ma si deve sospendere tutto. anche io ho ricevimenti ed esami, mi dispiace pure per i ragazzi, ma se non criamo disagi non otteniamo nulla.
    è la triste realtà.

    lotta dura. i romani potrebbero dare appuntamento per esami in piazza, davanti a montecitorio.

  92. Carlo ha detto:

    Caro France,
    come non condividere le cose che scrivi o per lo meno apprezzare il tono con cui le scrivi. Ciò non toglie che resto dell’avviso che le tre cose che ho detto siano tutte e tre vere.
    Come ha detto molto bene Beniamino, il quadro attuale è molto mutato rispetto al momento della Petizione.
    Dall’entrata in vigore della L. 133/2008, per chi è rimasto in Italia, non c’è più possibilità di fare ricerca: la disposizione sul blocco del turnover, insieme all’ulteriore falcidia del finanziamento alle università, non consente più nemmeno di sperare. Senza concorsi e senza borse, l’unica possibilità che ci resta è – come tu ci ripeti da tanto tempo – quella di espatriare.

    Oggi, insperatamente – stante l’inerzia dei ric.precari – grazie all’azione congiunta di tutte le altre forze in campo (quindi studenti, famiglie, cittadini, ma anche, purtroppo, rettori e direttori dei centri di ricerca), si sta aprendo uno spiraglio che ci lascia sperare di nuovo nella possibilità di forzare l’offensiva del Governo.

    Detto questo, è ovvio che è dovere di tutti noi ric. precari con un po’ di coscienza battersi perché la Ricerca italiana non solo sopravviva all’attacco frontale della Politica, ma guarisca dal morbo interno che l’ha prostrata in questi decenni.

    E, bisogna ammetterlo, questo anche grazie all’aiuto di studenti e rettori.

  93. cattivo.maestro ha detto:

    Carlo
    sono d’accordo su tutto.

  94. France ha detto:

    Well, I give up. Secondo me quello di rettori e studenti non e’ un aiuto Se il problema e’ far desistere Brunetta e farsi rinnovare assegni e cococo, avete ragione voi.

  95. insorgere ha detto:

    qualche considerazione sparsa:
    1. è tardi per ragionare su chi coinvolgere nella protesta. il boccino in mano – almeno nella realtà che conosco – ce l’hanno i precari organizzati insieme ai leader degli studenti. senza studenti siamo troppo pochi, non facciamo massa.

    2. sono convinto che il nostro nemico naturale sono i baroni, ma allo stato se alcuni di loro momentaneamente sostengono la protesta tanto meglio. ciò che conta ora è che si blocchi la didattica per un periodo lungo nel maggior numero di facoltà, senza l’appoggio dei presidi è oggettivamente molto più dura…

    3. bisognerebbe cercare di far emergere la specificità dei problemi dell’università evitando di perdersi nel mare magnum delle proteste sul tema scuola.

    4. ha ragione napolitano quando dice che non si può dire solo no. ci vogliono proposte.
    ritiriamo fuori la petizione!

  96. Barone Rosso ha detto:

    L’imperativo è: più soldi alle università. Così i baroni potranno ricominciare a viaggiare in business class! Tutta la nostra solidarietà a Luigi Frati. Ha una famiglia numerosa e tanta gente ancora da sistemanre. Non può farcela senza il nostro aiuto.

  97. insorgere ha detto:

    @ France

    io sarei daccordo con tutto quello che dici.
    solo che…bisogna fare i conti con la realtà.

    ora l’imperativo è far durare la protesta, consentirle di allargarsi e rafforzarsi.
    a mio avviso bisogna tirare almeno sino a natale con occupazioni, lezioni in piazza, sospensione della didattica, cortei nelle varie città universitarie e chi più ne ha più ne metta.

    a partire dal caos e dall’attenzione mediatica stimolata dalla protesta si dovrebbe cercare di proporre qualche progetto di revisione dell’università a basso costo (o anche a costo 0). questo sta anche a noi, e ci porterà in una linea di rottura con i baroni (e forse anche con gli studenti).
    ma siamo fuori tempo massimo per ragionare astrattamente sul con chi stare.

    qui a pisa ci sono assemblee quasi tutti i giorni, facoltà chiuse, poli occupati, lezioni nelle piazze, cortei, blocchi del traffico e dei treni, lezioni autogestite ecc.
    ora ciò che conta è continuare, evitare che si sgonfi tutti, portare i ricercatori che ancora non lo hanno fatto a rinunciare ai loro incarichi didattici per imporre il blocco dei corsi di laurea.

  98. caro Carlo
    si certo… cerchiobottismo e dolce declino

    ma come fai ha ringraziare i rettori…

    Qui bisonga incazzarsi a cambiare…

  99. Carlo ha detto:

    Cari amici, mi sto convincendo – corregetemi se sbaglio – che in questo momento per chi guarda la situazione dall’estero è difficile capire l’angoscia che stiamo vivendo in Italia. E questo succede perché mentre per noi l’idea che l’unica speranza che ci resti sia quella dell’espatrio ci spaventa, per loro è già successo, è una realtà!
    Se per noi la ricerca è un moribondo che esala il suo ultimo respiro; per loro è una carcassa marcescente, fatta a pezzi e dilaniata dagli sciacalli!
    Se per noi la massa che monta in protesta è l’unica speranza per travolgere il nostro avversario e da lì ricominciare a portare avanti la battaglia sui principi; per loro è un immorale patto col diavolo, dal quale non potrà mai venir fuori nulla di buono.

    Con questo non voglio dire che abbiamo ragione noi o che hanno ragione loro; ma che non possiamo permetterci il lusso di dividerci: sarebbe catastrofico. Dobbiamo invece tenere presente le differenze, nella convinzione che i nostri obiettivi non possono che coincidere.

    @France, non possiamo chiedere a chi ha famiglia e bambini o ha ormai sviluppato competenze in discipline difficilmente esportabili di rinuncire a borse di studio ed assegni di ricerca (sebbene sappiamo tutti che questo non risolva il problema) e farlo col sorriso sulle labbra; o, peggio, costringerli all’espatrio. Certo è, invece, che tutti insieme dobbiamo batterci per cambiare il sistema e magari – con le parole di Colombo – “farli fuori tutti!” – ma che avete capito? – “mandandoli in pensione!”.

  100. @Carlo che dice
    “non possiamo chiedere a chi ha famiglia e bambini o ha ormai sviluppato competenze in discipline difficilmente esportabili di rinuncire a borse di studio ed assegni di ricerca (sebbene sappiamo tutti che questo non risolva il problema)”

    Caz*o ma chi sei? Un benefattore? Non siamo alla misericordia…

    Cosi dicendo massacri tutti… porterai a far fallire tutto.

    Conosco ricercatori americani SPOSATI che lavorano in atenei diversi (300km di distanza) e si vedono ogni 10 giorni…

    solo velleitarismi…
    Mi chiedo quale sia la percentuale dei ricercatori precari con genitori operai…

  101. pdp ha detto:

    Il dato e’ tratto. Ho spedito l’email alla redazione di Ballaro’.

  102. Carlo Pisacane ha detto:

    @ Barone Rosso

    Sei un provocatore ma ci sto!

    L’università ha sempre gli stessi finanziamenti da 10 anni (di molto inferiori alle medie europee e mondiali dati OCSE)

    La scuola primaria e secondaria ha finanziamenti pari alla media OCSE

    Mi spighi perché il governo Berlusconi vuole tagliare la scuola e l’università sul mito che siano iperfinanziate?

    Leggi Calamandrei che ti fa bene.

    Battiti affinché i soldi non siano sprecati o usati male ma tagliarli implica un progetto…quello di controllare la formazione della nazione anemizzando la sue istituzioni.

  103. Carlo ha detto:

    @Eurorivoluzione,
    sei un provocatore, ma ci sto!

    Fermo restando che siamo tutti d’accordo che l’attuale sistema universitario sia molto provinciale e che un po’ di mobilità non guasterebbe, anzi, (personalmente, sarei favorevole ad introdurre un meccanismo che leghi la mobilità agli scatti di carriera), trovo assolutamente comprensibile (e mi stupirebbe il contrario) che un ricercatore precario vicino alla sogia dei 40 anni guardi con apprensione ad un futuro-presente che da un giorno all’altro gli imponesse, se vuol continuare a fare ricerca, di espatriare (dimmi sinceramente quanti Laboratori nel resto del mondo prenderebbero uno specialista di Storia del diritto italiano? o, ancora, quanti specialisti di Storia del diritto italiano troverebbero spazio nei Laboratori del resto del mondo?).

    Qui non si tratta di fare beneficienza, ma di essere realistici: se anche mi si riuscisse a convincere che l’unica via per cambiare l’attuale siituazione – che tutti giudichiamo deleteria – e rifondare una Nuova università fosse quella di fare piazza pulita di tutto e mandare al macero un’intera generazione (cosa peraltro tutta da dimostrare), comunque non mi sorprenderebbe il rifiuto di quelli che non intendono immolarsi volontariamente per tale nobile causa (ma che al contrario lottano per cambiarla dal di dentro).

    Ma il punto è un altro. Leggendo le parole di Piero Calamandrei, si capisce bene come nessuna riforma possa nascere dalla distruzione del sistema scolastico-universitario pubblico; e che invece questa distruzione prefigura qualcosa di ben più grave.

  104. carlo ha detto:

    Carlo, fermo restano che siamo tutti d’accordo che l’Università va migliorata, e non distrutta. Sulla correlazione fra distruzione delle università e creazione di una dittatura morbida, permettimi di domandare: secondo te per votare serve una laurea? Allora bisognerebbe spostare il diritto di voto dai 18 ai 27-28 anni (età media in cui si laureano gli italiani).

  105. Carlo ha detto:

    @carlo,
    ottima idea… ma credo che arrivi “storicamente” fuori tempo massimo…

  106. Carlo ha detto:

    [IRONIA: on] … d’altronde, non mi pare che la democrazia ateniese prevedesse il suffragio universale…

  107. Bombadillo ha detto:

    GRAZIE pdp!

  108. merlin0 ha detto:

    bel sondaggio.
    sono del parere che tutto ruota attorno al sistema di reclutamento dei ricercatori, che avviene tramite concorsi onestissimi
    http://concorsibanditi.wordpress.com

  109. carlo ha detto:

    Riposto anche qui.

    Ecco un esempio tanto per rinfrescarci la memoria su come funzionano i concorsi. Link:
    http://www.unige.it/concorsi/sess_precedenti/val_comp_4_02/ricercatori/rel4-02-r-fis-02.pdf

    Un solo candidato si presenta al primo scritto. I tre temi iniziano tutti con “Nelle teorie esatte del trasporto turbolento possono giocare un ruolo importante effetti…” e guarda caso il candidato presente è l’unico fra gli iscritti ad aver scritto una tesi sul trasporto turbolento.

    Si sceglie un candidato a caso per l’estrazione delle tracce. Indovinate chi…

    Insomma questo tipo si fa due prove scritte e una prova orale da solo. Naturalmente alla fine del concorso risulta primo in classifica. Tutto documentato e reperibile su internet, e i commissari non si vergognano neanche un pochino.

    Che ve lo dico a fare: più fondi alla ricerca. Reclamiamo il nostro diritto ad un concorso pilotato!

  110. Carlo ha detto:

    [Ironia: ON] A leggere tutti questi interventi sorge il dubbio che il sistema dei concorsi universitari in Italia non sia poi del tutto trasparente…

    Propongo di abolire seduta stante l’Università pubblica e contestualmente di consentire la nascita di Fondazioni private, magari (perché no?) in parte sovvenzionate dallo Stato…

    Ah, dimenticavo il provvedimento più importante: la condanna per tutti i ricercatori precari di età superiore a 23 anni [per allineare il Paese alla media europea] all’esilio obbligatorio; con sanzioni pecuniare per chi fosse trovato sulle “strade italiane” e per coloro che si trovassero in loro compagnia (magari sorpresi in atteggiamento di scambio intellettuale).

  111. @Carlo che dice
    “(dimmi sinceramente quanti Laboratori nel resto del mondo prenderebbero uno specialista di Storia del diritto italiano? o, ancora, quanti specialisti di Storia del diritto italiano troverebbero spazio nei Laboratori del resto del mondo?).”

    Ma cosa ***** stai dicendo?

    Cioè per un gruppo di persone massacri un paese?
    Voglio poi vedere se questo gruppo di persone è figlio di operai… o magari figlio di avvocati, dottori o magari di famiglie bene prive di istruzione ma con patrimoni immobiliari… che mantengono i figli per acquisire prestigio sociale in famiglia… *****

    va a finire che l’unico sfigato comunista sono io….

  112. Dimenticavo:

    Eliminare i concorsi e far scegliere direttamente alle Facoltà 34% (92 votes)

    Avere concorsi nazionali a scadenze certe, idoneità e successiva chiamata locale 32% (88 votes)

    Questo parimerito mi angoscia…
    Che barbari siamo…

  113. Carlo ha detto:

    @Eurorivoluzione,
    non ti innervosire; cerchiamo invece di ragionare.

    Il Governo, tu ed io vorremmo cambiare l’attuale sistema universitario che non ci piace. In partic., il Governo lo sta già facendo andando in una direzione che non piace né a te né a me.

    Tu vorresti un immediato cambio radicale delle regole che vada nella direzione europea; ma nel contempo invochi – costi quel che costi – la presa di distanze dal movimento di protesta (studenti, famiglie e rettori).

    Anche io vorrei un sistema europeo, ma nello stesso tempo vedo bene che senza il sostegno del Movimento in questo momento non si va da nessuna parte. Non esiste infatti alcun soggetto capace non dico di imporre ma neppure di propporre una riforma così come l’abbiamo immaginata in questo spazio virtuale (mi riferisco vagamente a quella espressa dalla Petizione di Beniamino; con tutti i distinguo del caso).

    Inoltre, ho criticato l’atteggiamento di chi come te in nome dell’Ideale, preferirebbe mandare al macello un’intera generazione di ricercatori (tutti quelli ai quali sta scadendo il contratto che non si vedranno rinnovare e d’avanti ai quali non ci saranno concorsi ad attenderli né laboratori stranieri ad accoglierli) pur di non scendere a patti col nemico (gli studenti? i rettori?).

    Spiegami, per favore, cosa c’entri tutto questo con la volontà di massacrare il Paese o con la retorica del figlio dell’operaio e dello “sfigato comunista”, grazie.

  114. Tu da bravo italiano non hai veri interessi democratici… tu pensi a te stesso ed a quelli come te.

    LA MIA RETORICA è che questi “specialisti di Storia del diritto italiano” o in generale quelli che “non troverebbero spazio nei Laboratori del resto del mondo” va a finire sono i soliti che stanno bene di famiglia da generazioni…

    Chi non ha nulla e non ha mai avuto nulla di famiglia (il figlio di operai) vuole semplice democrazia e non il faraginoso cerchiobottismo italiota che tu proponi…

    purtroppo so benissimo che è solo retorica… ma vorrei proprio vedere una statistica sul’estrazione sociale di questi “poverini indifesi”.

  115. Carlo ha detto:

    Già, e magari se tra quei figli di borghesi ci dovesse essere qualche figio di operaio, allora chi se ne fotte, peggio per lui che si è cacciato in quel covo di reazionari! o sbaglio?

    @Eurorivoluzione,
    come diceva il filosofo “non odio gli uomini, li temo”; e tu mi spaventi…

  116. cattivo.maestro ha detto:

    Avevo già replicato a RI in un altro post contro questa sua abitudine di insultare violando la sensibilità personale dell’interlocutore.

    Caro Rivoluzione Italia,
    replico a questo tuo sgradevole commento in risposta al mio

    “Mi vien maliziosamente da pensare che tutti questi vetero-comunisti-conservatori-statalisti-nostalgici all’italiana non abbiano il problema della casa… ovvero mami e papi gliel’hanno comprata… oppure aveva ragione padoa schioppa quando parlava di bamboccioni”.

    solo dopo qualche giorno. Mi sono preso il tempo necessario per evitare di scaraventarti addosso tutto il mio bagaglio lessicale di parolacce.
    Ora in maniera molto educata, ti prego di non offendere mai più persone che come me economicamente faticano ad affrontare il giorno successivo. Non è questa la sede e d’altronde tu non meriti di conoscere la mia storia personale. Men che meno hai il diritto di insultare, sputare veleno, provocare e metterti sotto i piedi la sensibilità o la dignità di persone che non sono in linea con le tue (mi consenti superficiali…) idee.
    Rino Gaetano invitava qualche decennio fa a non criticare un film senza prima vederlo. Parafrasando, ti inviterei a non blaterare o scrivere cazzate (ma si, una parolaccia me la voglio concedere…) sulla storia di persone che non conosci. Anche perchè rischi di toccare qualche nervo scoperto…

  117. Cari cattivo.maestro e carlo

    Avete mai parlato con i vostri colleghi internazionali?
    Secondo me no…. IO SI ci parlo tutte le volte… specialmente quando mi capita di andare a qualche conferenza…

    C’è una frase che perfettamente descrive le “visioni” liberali di cui Carlo parlava:

    « […] un liberale americano non sarebbe chiamato liberale in nessun paese europeo; lo chiameremmo un radicale di sinistra. Viceversa, un liberale italiano negli Stati Uniti sarebbe definito un conservatore. » (Giovanni Sartori)

    Stati uniti per dire anche Europa… i vostri discorsi sarebbero criticatissimi dai vostri colleghi internazionali…

    PS: @cattivo.mestro usa pure il tuo bagaglio di parolacce… se è di rilevanza comunicativa.

    Io non so chi tu sia e nemmeno voglio conoscere la tua storia personale… proprio perchè io non stò e ne voglio criticare nessuna persona in particolare.

    Quello a cui io tendo è una dura critica ad un modello culturale in ormai chiaro declino.

  118. il modello culturale a cui mi riferisco è quello di estrazione cattolica e comunista…:

    Ovvero quel modello trasversale in cui NON è mai stata concepita l’ambizione individuale come valore fondante della democrazia, ma solo una vaga solidarietà collettiva (distorta in pietismo) dove nessuno è mai responsabile di nulla.

  119. Carlo ha detto:

    @ rivoluzione,
    rimanendo nei termini di una “dura critica”, ti chiedo ancora di spiegarmi perché mai – in assenza di un soggetto politico capace di parlare a nome di quei ricercatori precari che NON vogliono le stabilizzazioni – dire che per contrastare gli effetti della politica devastante dell’attuale Governo l’unica speranza che possiamo ragionevolmente nutrire sta nella capacità di opposizione dei protagonisti dell’attuale movimento di protesta (studenti, famiglie, professori, presidi, rettori) signgifichi massacrare il Paese.
    E ancora, perché mai protestare per le migliaia di ricercatori precari che da un giorno all’altro si troveranno per strada significhi massacrare il Paese.
    E infine, quali punti del mio discorso sarebbero “criticatissimi” in sede internazionale?

    Rispondi su questi tre punti, per favore; e, se saprai convincermi delle tue migliori ragioni, sarò prontissimo nel riconoscerlo.

  120. cattivo.maestro ha detto:

    rispondi anche ai dati che ho citato sul funzionamento delle private in Italia, ai numeri di ricercatori che ha la Luiss (una delle eccellenze fra le università private in Italia), sulla commistione fra università private telematiche e centri per la preparazione degli esami tipo CEPU).

  121. carlo (lowercase) ha detto:

    @ Carlo (commento del 20 Ottobre 2008 alle 2:31 pm)

    Mi scuso in anticipo per quello che sto per dire. Non voglio offendere la sensibilita’ di nessuno, ma bisogna fare una precisazione. Nessun ricercatore si trovera’ in mezzo alla strada “da un giorno all’altro”.

    Chi firma un contratto a termine sa benissimo che e’, come dice il nome, “a termine”. Io ho un postdoc di due anni, alla fine dei quali il contratto non verra’ rinnovato e dunque mi ritrovero’ in mezzo alla strada se nel frattempo non trovo un altro impiego. E non importa quali e quanti risultati ottengo. Il contratto, per legge, non e’ rinnovabile oltre i due anni.

    Non vedo perche’ i ric prec italiani debbano pretendere un trattamento di favore.

    Capisco che cambiare sede non e’ piacevole. Ma nella vita a volte bisogna sapersi adattare.

    @cattivo.maestro: sembra che nutri un odio particolare per la Luiss (scherzo, eh). Pero’ per una volta potresti portare un esempio diverso, tipo l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa. 😉

  122. Carlo ha detto:

    @carlo,
    scusami, ma non tieni conto del cambiamento del quadro prodotto dalla L.133. Qui si stanno cambiando le carte in tavola: questa legge non dice d’ora in poi non sarà più così, ma ci prendiamo la responsabiloità di quello che è successo fin qui.

    Hai ragione sul concetto di lavoro “a termine”, ma ometti di dire che finiti questi contratti “a termine” non ce ne saranno altri (per via del taglio al FFO), né ci saranno concorsi (per il blocco del turnover). Ti sembra normale? a me no!

  123. cattivo.maestro ha detto:

    suor orsola benincasa?!?!? Ma lì i concorsi da ricercatori li hanno banditi perchè non avevano punti-organico!!!

  124. carlo (lowercase) ha detto:

    @Carlo

    Non dico che sia normale, ne’ che sia giusto. Leopardi si lamentava che “la natura non rende quel che promette”. Nel caso dei ric prec, purtroppo nessuno gli ha promesso nulla.

    [divagazione] O meglio, quando io mi sono iscritto all’universita’, un cartello all’entrata del dipartimento diceva che: “l’offerta e’ superiore alla domanda”, il 90% dei laureati trova lavoro entro pochi mesi dalla laurea, ed il 100% entro un anno (100% e’ un po’ tanto). Chissa’ se posso fargli causa per truffa? Chissa’ se, sapendo quel che so ora, mi sarei iscritto comunque? [chiusa divagazione]

    @ cattivo.maestro

    Pensa che hanno addirittura due centri di eccellenza (SESA e CRIE). Mi sono sempre chiesto chi decide quali centri sono “di eccellenza” e quali no.

  125. Carlo ha detto:

    Prodi sì, almeno a quelli degli enti di ricerca…

  126. @carlo che dice:
    1) ti chiedo ancora di spiegarmi perché mai – in assenza di un soggetto politico capace di parlare a nome di quei ricercatori precari che NON vogliono le stabilizzazioni – dire che per contrastare gli effetti della politica devastante dell’attuale Governo l’unica speranza che possiamo ragionevolmente nutrire sta nella capacità di opposizione dei protagonisti dell’attuale movimento di protesta (studenti, famiglie, professori, presidi, rettori) signgifichi massacrare il Paese.

    “siamo contro le stabilizzazioni” NON E’ UNA RIFORMA…
    ma un crogiuolo ideologico indefinito, dovuto ai rimasugli di quel modello culturale ormai in declino che ti dicevo nel post sopra.
    Un processo simile ha già ucciso una importante parte della politica italiana… non vorrei facessimo noi precari la stessa fine.
    Ovvero il centro-sinistra e stato solo e sempre unito contro berlusconi… cioè una perfetta NON-RIFORMA.

    2) E ancora, perché mai protestare per le migliaia di ricercatori precari che da un giorno all’altro si troveranno per strada significhi massacrare il Paese.

    3)E infine, quali punti del mio discorso sarebbero “criticatissimi” in sede internazionale?

    La 2) e la 3) hanno una risposta in comune:
    Perchè tu favorisci quel processo che appiattisce l’INDIVIDUO annientandone l’AMBIZIONE… causa dell condizione in cui versiamo.

    Come ti ho detto sopra nel post precedente questo processo deriva dall’estrazione cattolica e comunista del nostro paese che ha sempre favorito una SOLIDARIETA’ COLLETTIVA che cancella (oltre all’ambizione) le responsabilità dei singoli.

    Occhio al dualismo

    SOLIDARIETA’ COLLETTIVA
    ——————————–
    AMBIZIONE INDIVIDUALE

    Per essere più pratico ti cito un esempio spesso citato da Perotti:

    ___l’università italiana è «un Robin Hood a rovescio, in cui le tasse di tutti, inclusi i meno abbienti, finanziano gli studi gratuiti dei più ricchi ». Rimedi? «Basta introdurre il principio che l’investimento in capitale umano, come tutti gli investimenti, va pagato; chi non può permetterselo, beneficia di un sistema di borse di studio e prestiti finanziato esattamente da coloro che possono permetterselo»___

  127. Carlo ha detto:

    @ rivoluzione,
    intanto, grazie della risposta. Ora mi è un po’ più chiaro il tuo punto di vista.
    Conoscevo il “paradosso” di Perotti (che personalmente apprezoo), ma non vedo che relazione abbia con quanto stiamo dibattendo.

    Vorrei citare, invece, un brano di una mail scritta oggi da un precario in mailing list:
    «Da tutto il precariato del Politecnico si ode un silenzio assordante… manco si degnano di venire alle assemblee autoconvocate dai Prof. che in quell’occasione li osannerebbero pure… Personalmente continuo a tenere alta la bandierina come una sentinella isolata nella sua altana in mezzo al deserto dei Tartari… Eroico? Naaaa … solo deprimente».

    Una domanda: saresti favorevole al limite d’età per il concorso a ricercatore?

  128. Carlo ha detto:

    Non avevo letto la tua dichiarazione “se fosse vera la storia del limite di età… mi arruolo nei Black-Block”.
    Ma allora ti chiedo, se il Governo decidesse sul serio di andare in quella direzione, come sarà possibile impedirglielo? con quali mezzi? (a parte i Black-Block).
    Se studenti no, rettori no, chi invochiamo, Superman?

  129. Carlo Pisacane ha detto:

    @Carlo guarda che il limite di età è incostituzionale e contrario alle leggi europee sul lavoro.

    Quindi se hanno una idea del genere i bandi sarebbero tutti impugnabili.

    Ti ripeto il limite di età esisteva in tutti i concorsi pubblici e poi è stato tolto per le ragioni su esposte.

    Ecco la norma del 1997 con cui sono stati aboliti i limiti di età è vero possono esistere deroghe ma basate su oggettive necessità e non mi pare sostenibile per l’assunzione dei ricercatori.

    Comunque tutti si ricorrerà alla giustizia amministrativa e si farà un bel casino.

    legge 127/1997
    ART. 3

    6. La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione.

  130. France ha detto:

    E quindi se si ammette che uno possa rimanere fuori ruolo fino a 80 anni, voglio vedere come mi giustificano che gli over 35 non sono piu’ “adatti” alla carriera accademica!

  131. Carlo ha detto:

    Caro Pisacane,
    certo, lo so, hai ragione; l’argomento del limite d’età mi serviva per dimostrare che, senza un Movimento che incalzi il Governo, i precari non verrebbero neppure ascoltati.

    A proposito della puntata di 8 e 1/2, per quanto riguarda il rapporto professori/ricercatori, Quagliariello ha parlato di un “cilindro”. Nessuno, finora, fuori da questo blog, ha neppure preso in considerazione la questione del pensionamento obbligatorio con 40 anni di contributi. Questo, a mio avviso, dovrebbe essere un punto su cui insistere maggiormente a livello mediatico e di pressione sul Governo.

  132. Carlo Pisacane ha detto:

    Effettivamente occorrerebbe premere per i pensionamenti!

    Se no prepariamoci a comprare quintali di vasellina.

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