Lungimiranza

 Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

 
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare  le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.
A “quelle” scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci.
Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà.
Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare.
Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”

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56 Responses to Lungimiranza

  1. Carlo Pisacane ha detto:

    Oggi la Gelmini ha dichiarato di non aver capito le proteste degli universitari contro il suo decreto che colpisce solo marginalmente l’Università….

    O ci fa o ci è …qualcuno dovrà pur ricordargli che la protesta è anche contro la Tremonti…

    Crede di essere furba…

    Caro Ministro legga bene questa poesia di Calamandrei in particolare le ultime due righe magari la motiveranno a dare delle migliori risposte alle prossime interviste:

    Lapide ad ignominia
    Lo avrai
    camerata Kesselring
    il monumento che pretendi da noi italiani
    ma con che pietra si costruirà
    a deciderlo tocca a noi.
    Non coi sassi affumicati
    dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
    non colla terra dei cimiteri
    dove i nostri compagni giovinetti
    riposano in serenità
    non colla neve inviolata delle montagne
    che per due inverni ti sfidarono
    non colla primavera di queste valli
    che ti videro fuggire.
    Ma soltanto col silenzio dei torturati
    Più duro d’ogni macigno
    soltanto con la roccia di questo patto
    giurato fra uomini liberi
    che volontari si adunarono
    per dignità e non per odio
    decisi a riscattare
    la vergogna e il terrore del mondo.
    Su queste strade se vorrai tornare
    ai nostri posti ci ritroverai
    morti e vivi collo stesso impegno
    popolo serrato intorno al monumento
    che si chiama
    ora e sempre
    RESISTENZA

  2. italianodisilluso ha detto:

    Le scuole di stato non sono imparziali. Ci sono i collettivi di sinistra che dettano legge, che decidono chi può parlare e cosa deve dire. Poi ci sono tutti gli altri studenti, che cercano semplicemente di studiare evitando di entrare in conflitto con le solite minoranze rumorose.

    Chi dice che le università statali sono imparziali probabilmente non è mai stato all’università.

    Lo sa il nuovo rettore de La Sapienza, che per non essere sequestrato e minacciato, come è successo al precedente rettore Pescosolido, ha deciso di appoggiare da subito la loro protesta.

    Viva i simpatici studenti dei collettivi! Grazie a loro abbiamo una università moderna e competitiva a livello internazionale. Più stabilizzazioni per tutti!

    Un grazie agli studenti che ci hanno regalato il i cortei del ’68 italiano:
    ” Ero contro. Fui cacciato dall’assemblea dei figli di papà che chiedevano il 30 politico. Capii subito l’inganno: “Voi siete ricchi, io povero. Ma io ho la testa; voi no. Così voi chiedete voti uguali per tutti, per restare voi ricchi e io povero. Ma così mi fottete!”. “

  3. rdp ha detto:

    la cosa mi fa paura da tempo

  4. paolo ha detto:

    Concordo anche io su quanto scritto. Ricordo che la causa di tanti mali è stata la stabilizzazione ope legis del 1982; quell’anno più di 10.000 borsisti e assegnisti diventarono per miracolo ricercatori (alcuni erano bravi, molti non lo erano); tutti gli assistenti di ruolo divennero professori associati ope legis. Tutti bravi?

  5. paolo ha detto:

    Dimenticavo di dire che naturalmente sono stati tutti assunti per chiamata diretta da parte del direttore del loro dipartimento (sic!).

  6. ciccio ha detto:

    Bellissima “ipotesi” futuribile, o presente, di Calamandrei. Non posso sapere se dietro la ricetta di bassa cucina di questo governo ci sia lo svilimento della scuola pubblica allo scopo di alimentare quella privata di parte, o la semplice mannaia di taglio spese nei comparti piu’ deboli e di minor interesse per i governanti, al fine di attuare il taglio delle tasse. La prima è la tesi sostenuta (da decenni) dalla frange sinistrorse, e sinceramente la vedo molto datata e fin troppo intelligente per l’attuale governo; la seconda la ritengo piu’ realistica e attinente all’insieme di ‘riforme’ che vengono attuate.

  7. carlo ha detto:

    Ciccio, credo anch’io che l’ipotesi corretta sia la seconda (“Mai attribuire alla malizia, ciò che si spiega adeguatamente con l’incompetenza”). Di ignoranti che votano a destra e a sinistra ce ne sono già a sufficienza (quanti erano gli analfabeti in Italia secondo Repubblica: sei milioni?). E in ogni caso se si vuole creare un bacino elettorale di pecore, come teorizzato da Calamandrei, non ha senso colpire l’università, i cui studenti bene o male hanno già un diploma, e quindi proprio analfabeti non sono. Se si vuole costruire una larvata dittatura basta dare il diritto di voto ai 13enni (non agli immigrati, perché quelli votano Lega Nord).

  8. Bombadillo ha detto:

    …lo scrivo anche qui: GRAZIE pdp!

    Per quanto rigarda la scuola pubblica, bisogna essere davvero IPOCRITI per affermare che OGGI sia imparziale. Non so come fosse negli anni 50, all’epoca del discorso di Calamandrei, e neppure durante il fascimo, ma posso dire come era quando ci sono andato io, che mi sono maturato nei primi anni del ’90.

    CON LA MIA PROF. DI FILOSOFIA CHE, ALLE VOLTE – OVVIAMENTE; DURANTE L’ORARIO DI LEZIONE -, INIZIAVA A MAGNIFICARE L’UNIONE SOVIETICA: AVETE CAPITO BENE; NEANCHE SOLO IL COMUNISMO TEORICO; NO, PROPRIO L’UNIONE SOCVIETICA!
    LEI ERA STATA IN UNIONE SOVIETICA, DOVE SI VIVEVA BENISSIMO!!!!
    TUTTI AVEVANO IL CAPPOTTO, NON ERA IL CAPPOTTO DI ARMANI, MA TUTTI AVEVANO IL CAPPOTTO.

    Peccato, però, che non avessero la libertà (ad es, di andare a vivere da una altra parte: hai detto niente!), e, pure se ci riferiamo ai beni materiali, non avessero tutto ciò che è consumabile, dal cibo all’energia, dai medicinali ai servizi.

    Sono le scuole pubbliche a non essere imparziali, altro che…A MENO CHE ADESSO LE COSE SIANO CAMBIATE, BISOGNEREBBE CHIDERE A QUALCUNO CHE VA AL LICEO ADESSO.

    P.S: non faccio il nome dell’insegnante solo perchè non me lo ricordo, ma mi riferisco alla sezione A del liceo statale Fermi di Bari.

  9. ciccio ha detto:

    ovvero la possibile fine di un precario della ricerca (ma non montiamoci la testa…)

  10. carlo ha detto:

    Tanto per rinfrescarci la memoria su come funzionano i concorsi. Ecco un esempio affatto clamoroso (anzi, ormai è la norma). Link (sostituite gli spazi con puntini):
    http://www unige it/concorsi/sess_precedenti/val_comp_4_02/ricercatori/rel4-02-r-fis-02 pdf
    (concorso per FIS/02, Università di Genova, GU 82 del 15/10/2002)

    Un solo candidato si presenta al primo scritto. I tre temi iniziano tutti con “Nelle teorie esatte del trasporto turbolento possono giocare un ruolo importante effetti…” e guarda caso il candidato presente è l’unico fra gli iscritti ad aver scritto una tesi sul trasporto turbolento.

    Si sceglie un candidato a caso per l’estrazione delle tracce. Indovinate chi…

    Insomma questo tipo si fa due prove scritte e una prova orale da solo. Naturalmente alla fine del concorso risulta primo in classifica. Tutto documentato e reperibile su internet, e i commissari non si vergognano neanche un pochino.

    Che ve lo dico a fare: più fondi alla ricerca. Reclamiamo il nostro diritto ad un concorso pilotato!

  11. paolo ha detto:

    Mi sembra un chiaro esempio di chiamata diretta (sic!).

  12. France ha detto:

    Sul sito www aprit org ho inserito, alla sez documenti, la nostra vecchia petizione. Per ora chiunque voglia inserire documenti deve passare attraverso me o giorgiorgio. I probemi di login dovrebbero essere superati. IL nuovo forum APRI aspetta di essere inaugurato!!!

  13. win ha detto:

    Udite udite!!!

    Gli spazi dei giovani all’interno dell’universita’ sono modestissimi e il blocco del turnover non li aiuta: per questo sto lavorando ad un Disegno di Legge per una riforma del reclutamento dei docenti e dei ricercatori”. Ad affermarlo il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, intervenendo oggi pomeriggio a Norcia in occasione del convegno della Fondazione ‘Magna Carta’. Per il ministro Gelmini, quindi, “e’ meglio ridurre il numero dei dottorati, ma dare poi delle opportunita’ concrete a chi compie la fatica di questo titolo di studio”. “Serve un ringiovanimento del corpo docente – ha detto il ministro -. Non e’ pensabile che si diventi ordinari oltre i 40 anni e piu’ vicini ai 50. Per questo mi impegnero’ per dare una risposta ai giovani e ai ricercatori e sto cercando soluzioni per dare un segnale di speranza affinche’ il blocco dei turnover non sia, come rischia di essere, un elemento di grossa compromissione per le aspettative dei giovani”.

  14. cattivo.maestro ha detto:

    …a parte la riduzione dei dottorati, sono le stesse parole di Mussi

  15. Bombadillo ha detto:

    ..io sono convinto che sia necessaria anche la riduzione dei dottorati: è inutile fare tanti dottori di ricerca, se poi, per il dopo, non vi sono possibilità.

    Anche il resto è tutto davvero MOLTO CONDIVISIBILE.
    Il punto rimane, però: voi ci credete?
    E comunque non era più urgente questa situazione, che non i grembiuli?
    E ancora, perchè non si è mossa prima dell’estate?

    La mia idea? E’ sempre la stessa: le nuove regole arriveranno con la massima calma (sempre ammesso che arrivino, cioè), quando le risorse saranno ormai ridotte a zero.

    …ma forse mi sto facendo prendere dal pessimismo.

    Pensiamo alle cose belle. Ottimo l’inserimento della petizione sul sito dell’APRI, ma quindi il forum dell’APRI è operativo?
    Provo subito…

  16. Bombadillo ha detto:

    ..ma non riesco a postare.

    Vabbè, ci pensiamo alla ripresa.
    Intanto, buona domenica a tutti.
    E un grazie speciale a France, a Giorgio e a Michele.

    Speriamo che l’APRI decolli e che Floris risponda (e che la Gelmini sia sincera…se poi ci aggiungiamo la vincita al superenalotto siamo a cavallo).

  17. insorgere ha detto:

    la gelmini dice che è scandaloso che si diventi ordinari tra i 40 e i 50. mi chiedo quali siano le sue statistiche.
    Nelle materie umanistiche è estremamente raro diventare ricercatori prima dei 40…gli ordinari di solito sono più vicini ai 60 che ai 50.
    questi dati di per se dicono bene in che condizione siamo…

    cmq, gli intenti della mary star saranno anche buoni. ma allo stato son solo parole. e se cambia le rgole ma non cambia le norme sul turn-over, avremo magari splendidi e meritocratici concorsi, ma solo per una manciata di posti.

  18. Paolo ha detto:

    Attenzione, vi ricordate i primi discorsi della ministra Gelmini? Ci vuole riprendere in giro per bloccare la mobilitazione.

  19. France ha detto:

    MI spiace per i forum Apri, ci lavoriamo. Mea culpa: io sono un guaglione, e guai a mettermi la fessa in mano…
    Quanto alla Stellina, grazie al mazzo, mi vien da dire. Sei ministra da 5 mesi, non hai proposto mezza riforma per l’Universita’ e ti sei lasciata saccheggiare i bilanci da zio Giulio e dagli avanzamenti. E ora mi vieni a dire che quando e’ notte il sole non c’e’… Ma e’ chiaro che se fino a 5 mesi fa portavi acqua con le orecchie ai senatori di FI e ti occupavi (poco) delle rotonde di Desenzano, magari ti ci vuole un po’ ad ambientarti…. Povera Stella…

  20. cattivo.maestro ha detto:

    Esatto Paolo,
    vuole prosciugare le fonti di alimentazione della protesta.

    La riduzione dei dottorati sarebbe un provvedimento veramente necessario. Ma sono chiacchiere in libertà! Perchè non si attiva ad adottare il decreto per il reclutamento straordinario dopo quasi tre mesi di inerzia???? Perchè non chiarisce che c’è bisogno di giovani e che il blocco del turn-over non li riguarda????

  21. Sankara ha detto:

    mah!
    la cosa non mi sorprende. Era una specialita’ della Moratti. Sono almeno tre i ministri che affermano cose completamente contraddette dai fatti.

    @ italianodisilluso (& carlo)

    Non posso credere che si dicano (o pensino) certe cose.
    Pensi davvero che i collettivi studenteschi che “dettano legge” all’universita’?? Possono pure starti antipatici (a me no anche se non sempre li condivido), ma credi davvero che gruppetti di 10-20 studenti per facolta’ possano pesare piu’ di un rettore, un preside o, che so, un professore ordinario che, guarda caso, di solito diventa editorialista, ministro o giudice della corte costituzionale?

    Mi chiedo in che mondo vivi. Ma l’hai mai vista una riunione di un collettivo?

    L’universita’ (e la scuola) e’ IMPARZIALE non perche’ tutti sono identici, asettici o “politicamente” allineati (da qualunque parte sia). Ma proprio fino a quando, ci saranno docenti eretici, collettivi rumorosi, dissenso e dibattito.
    chissa’ fino a quando ci saranno…?

    😮

    PS. Pescosolido non e’ stato Rettore (era Preside).

  22. paolo ha detto:

    La Gelmini non è informata sulla situazione dell’università e non conosce le università straniere. Riceve notizie da altri e da chi ha deciso che bisogna comunque ridurre il bilancio del 10% (per il debito pubblico). Lei si adegua e si inventa qualche barzelletta da raccontare per fare vedere che lavora (questi sono i ministri italiani).

  23. insorgere ha detto:

    La Gelmini sull’università, dal corriere online di oggi:

    Serve però un utilizzo migliore dei fondi. «Questo riguarda anche le università. Ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo. L’università rischia di finire come l’Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma ». Ce ne sono troppe. «Se federalismo significa che ogni comune può farsi la propria università, dico chiaro che gli enti locali devono darsi una regolata».

    Consapevole che l’ambiente universitario è surriscaldato e bisogna mettere in conto le occupazioni. Ma sa pure che una riforma non può eludere «il problema sociale del precariato». Il governo di centrodestra farebbe la figura dell’ottuso «se non capisse che questa è una vera emergenza». Allora sta pensando al turnover, una quota del 20% dei docenti che escono andrebbe ai precari, «premiando i più meritevoli anche con aumenti, e Tremonti deve farmi il santo piacere di non dire sempre no». Accusa la sinistra di aver gonfiato il numero dei precari. «Prima ha creato il loro disagio sociale e ora cavalca questo disagio, ma chi difende lo status quo fa del male all’università ».

    Sogna che i docenti moderati alzino la testa, che diano vita a una specie di marcia dei 40 mila, come quella famosa dei dirigenti Fiat. «Nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi».

  24. insorgere ha detto:

    a parte l’appello alle consorterie accadmiche vicine al centro destra… dice anche delle cose sensate.

    i problemi però restano.

    due considerazioni:

    1 curioso che si accorga ora che Mr. T (tremonti) non può gestire anche il miur,
    che registri solo adesso il bisogno di inserire i giovani, o che dica oggi che ci sono troppi atenei…sarà che la protesta inizia a fare qualche effetto.

    2. sul lato delle proposte rimane ancora moooolto generica.

    conclusioni:
    qualcosa, lentamente, si sta muovendo (si evince anche osservando i toni durissimi usati dai quotidiani del blocco governativo verso le proteste universitarie: significa che percepiscono una minaccia). Ma LA PROTESTA NON DEVE CESSARE!

    dobbiamo continuare la lotta in tutte le forme possibili. DOBBIAMO TENER DURO FINO A NATALE!
    va bene tutto: occupazioni, cortei, lezioni o esami in piazza, appelli ai giornali, petizioni, e chi più ne ha più ne metta.
    sta a ciascuno di noi far pressione sui ricercatori più giovani e già strutturati perché rinuncino ai loro incarichi didattici, causando così in molte facolta il blocco oggettivo dei corsi di laurea.
    e naturalmente dobbiamo incrociare le braccia noi per primi. niente esami, niente ricevimenti, niente esercitazioni o lezioni fatte in sostituzione del docente, niente contratti di insegnamento (so che può essere dura, io per primo intendo rinunciare al mio)

    INSORGERE PER RISORGERE!

  25. insorgere ha detto:

    E DOBBIAMO AVVIARE UNA FASE PROPOSITIVA, CON PROPOSTE CONCRETE CHE SFRUTTINO IL CLIMA ATTUALE PER AVERE L’ATTENZIONE CHE MERITANO!

  26. paolo ha detto:

    Come volevasi dimostrare. L’importante è tagliare i fondi e usarli meglio, per evitare di dovere aiutare i 5 atenei con i conti fuori controllo.

  27. insorgere ha detto:

    vi infliggerò una riflessione “sistemica”:

    un sistema sociale solido e dinamico necessità di una sua gerarchia interna, delle regole ma anche un vincolo di solidarietà e di identificazione nella collettività che leghi responsabilmente i suoi componenti.

    questo nel sistema universitario italiano non esiste. abbiamo un sistema gerarchico troppo rigido, cattive regole e l’assenza di un sentimento di appartenenza e nessuna identificazione nel sistema stesso. Individui e gruppi che pensano ognuno ai propri specifici interessi senza prestare attenzione al fatto che gli sta crollando il tetto sulla testa.

    Per primi gli studenti: mai visto studenti protestare perché la qualità della didattica è scadente, perché i docenti non sono disponibili a ricevimento, perché i laboratori sono inadeguati, le biblioteche non aggiornate. In pochi, a volte, protestano per le tasse.

    Il punto è che si comportano così perché le logiche del sistema non li spingono a pretendere di più. Per compensare un pessimo servizio il sistema offre loro alcuni garanzie e qualche vantaggio (apparente). Si possono rifiutare i voti e non vengono registrati i voti negativi. Non succede in nessuna istituzione educativa del mondo! Il messaggio è che gli esami “si tentano”, come una sorta di perversa lotteria. Non ci si assume mai la responsabilità del fallimento: questo consente di esser più indulgenti se il docente è incapace e le strutture sono inadeguate.

    In modo semplice si possono spingere gli studenti (tutti, dalla triennale alla specialistica, fino al dottorato) a pretendere di più. Massimo due appelli d’esame, si registrano tutti i voti. Per i dottorandi le valutazioni per il passaggio d’anno diventano una cosa seria: viene attribuito un voto che peserà sul punteggio finale – è necessario un punteggio!).

    E giu mazzate…
    E poi gli si dà in cambio uno strumento di controllo. Si introducono valutazioni della didattica serie, regolari, i cui risultati vengono resi pubblici, e che possono influenza le carriere dei docenti. Per esempio si possono immaginare sanzioni che riguardino gli scatti stipendiali per chi ottenga valutazioni insufficienti per due volte di fila. E questo può valere anche per i tutor del dottorato.

    Sono convinto che anche questi banali aggiustamenti potrebbero contribuire ad innescare un circolo virtuoso. Si introdurrebbe dei salutari meccanismi di controllo.

    Andrei avanti. Penserei che la selezione dei docenti dovrebbe riflettere l’autentico interesse degli studenti (oltre che della ricerca). Se si immaginano selezioni in cui per la chiamata a livello di dipartimento (dopo l’idoneità nazionale) sia previsto lo svolgimento da parte dei candidati di un seminario di ricerca e di una lezione davanti al consiglio di dipartimento in cui siano rappresentati tutti i soggetti strutturati e non, dottorandi e studenti. In quelle occasioni, e specialmente di fronte alla lezione, dovrebbero esser considerati anche i voti delle rappreentanze studentesche e dei precari.

    forse sono strafatto, ma a me sembrerebbero dei piccoli contributi per un miglioramento del sistema a costo praticamente 0. POi certo ci sono molte altre cose da sistemare, ma bisogna sempre cercar di ragionare tenendo l’attenzione puntata sull’equilibrio che regge il sistema stessa – evitando di isolare le singole componenti.

  28. insorgere ha detto:

    inoltro per conoscenza:

    Salve, sono l’amministratore del wiki Blogspam. Ho dato il via a questo
    progetto per dare il mio contributo, seppure virtuale, alla protesta contro
    la legge 133. L’idea di base è semplice e un po’ folle: cercare di far
    emergere ai primi posti dei motori di ricerca i siti che parlano della
    protesta. Per raggiungere questo scopo possono essere coinvolti tutti gli
    utenti della rete con il minimo sforzo. è necessario che il maggior numero
    di persone inseriscano in almeno un blog uno dei link che vengono proposi
    sul sito . Più grande è il numero delle persone
    coinvolte, più veloce ed efficace sarà l’effetto. Per questo vi chiedo di
    partecipare e diffondere l’iniziativa, nei siti internet, le mailing list, e
    tutte le community web che conoscete. E’ principalmente una iniziativa
    dimostrativa, che, se non riesce a far breccia nell’indifferenza dei media
    ordinari (telegiornali in primis), può comunque servire per sensibilizzare
    ulteriormente il popolo di internet.

    Come progetto secondario vorremmo creare un archivio contenente il maggior
    numero di informazioni riguardanti la legge 133 ed i suoi effetti. Ho
    cercato su internet ma non ho trovato un vero e proprio centro di raccolta
    in cui venissero catalogate le informazioni sulla legge e venissero date
    adeguate spiegazioni. Creare un archivio multimediale (testi, video, audio,
    ecc) accessibile a tutti e centralizzato può essere un ulteriore spinta ad
    informarsi. Chiedo quindi a disponibilità a dare un vostro contributo nella
    ricerca e la produzione di materiale informativo, da catalogare nel wiki.

    Confido nella vostra adesione al progetto. Grazie per l’attenzione.

    Leonardo – Blogspam

  29. Aresa Paolo ha detto:

    @ A CARLO , vuoi in concorso non pilotato e ti ci indigni pure, mentre non ti indigni del fatto che in nessun altro paese del mondo le università assumono con concorsi e in nessuna impresa del mondo si assumono dipendenti o dirigenti mediante concorso ma solo con chiamata diretta e conseguente verifica della produttività. Piantatela di concentrarvi con la pagliuzza del concorso truccato nell’occhio, per facilitare la trave nel culo della mancata verifica del merito post assunzione.

    @ A BOMBADILLO, i Dottorati di Ricerca sono inutili perché? i dottorandi in Italia: a cosa servono? Negli altri paesi il Ph.D. consente di accedere al mercato del lavoro (le imprese e non l’università) con maggiori livelli di retribuzioni e responsabilità, in Italia il dottorato serve esclusivamente per la carriera universitaria. Pretendere che chi consegue il dottorato abbia diritto ad un posto nella ricerca è una assurdità che non va bene per l’università che si trova con persone che non conoscono la realtà produttiva italiana (soprattutto in materie economiche, giuridiche tecniche, mediche) ma solo la propria linea di ricerca; né per la società che non ha bisogno di tali persone altamente qualificate perché hanno sviluppato la propria ricerca su una linea disancorata dalla realtà produttiva (ovviamente parlo in linea generale).

    in ultimo una generalizzazione ed un luogo comune:I collettivi di sinistra hanno più seguito perchè è più facile che passino le canne.

  30. Aresa Paolo ha detto:

    “allora tutte le cure incominciano ad andare a quelle scuole private” … pare che parli della LUISS

  31. carlo ha detto:

    @ Aresa Paolo: uno dei punti della petizione che abbiamo firmato è l’abolizione dei concorsi. Informati prima di parlare.

  32. paolo ha detto:

    Aresa, tutto vero quello che dici. I giudizi di conferma dopo i tre anni di assunzione per i ricercatori sono obbligatori ma sono anche una burla in Italia.

  33. Aresa Paolo ha detto:

    @Carlo, ho letto il sondaggio prima di scrivere, ciò stante perchè scrivi dei concorsi truccati? coordinati prima di parlare.

  34. Aresa Paolo ha detto:

    @paolo. Certo che sono una burla i giudizi di conferma, che senso avrebbe far fare ad una persona 12 anni di precariato per poi cacciarlo dopo 3 anni? sono i 12 anni che vanno eliminati, mediante chiamata diretta, e sono da attivare criteri oggetti del lavoro di ricerca svolto ex-post assunzione (criteri coerenti con il sistema universitario italiano non gli stessi USA “publish or perish” che non sarebbero in toto applicabli al nostro sistema-paese-università data l’incidenza della didattica ed il fatto che da noi gli studenti non sono effettivi customers).

    Inoltre il sistema universitario e la ricerca non sono valutabili e non sono finanziati dal sistema produttivo perchè parte della ricerca svolta non è utile. Ogni volta che ho propostoa qualche impresa o consorzio di coinvolgere l’Università in un loro progetto si sono energicamente opposti perchè avrebbe fatto loro perdere del tempo e denaro.

  35. carlo ha detto:

    @Aresa: sinceramente, non capisco l’obiezione. Si propone di abolire i concorsi, e rimpiazzarli con valutazione dei titoli o cooptazione responsabile. Una delle possibili obiezioni e’ che i concorsi dovrebbero garantire maggiore meritocrazia. Nella realta’ sappiamo che non e’ cosi’, ed il mio commento precedente era un esempio (uno dei tanti, l’ho postato solo perche’ per caso mi e’ capitato sotto mano il documento). Dove sta la contraddizione?

    Io comunque parlavo di petizione (post 31 Maggio 2008), non del sondaggio argomento del precedente post.

  36. Aresa Paolo ha detto:

    ok, hai ragione non avevo capito il riferimento alla petizione.
    La mia obiezione è di carattere comunicativo: parlare del fatto che i concorsi dovrebbero garantire maggiore meritocrazia svia il problema sul fatto che il problema è il concorso e concentra la discussione sul fatto cheil concorso è “truccato”, pilotato ecc… Questo porta ad un avvitamento della discussione sui concorsi e non sulla loro “abolizione” con strumento più efficace, in particolare lì dove si forma l’opinione pubblica: tv e giornali.

    Quindi la mia obiezione non è sui contenuti ma sulla comunicazione degli stessi.

  37. cattivo.maestro ha detto:

    comunque Aresa dice una cosa molto intelligente. Si sta sviluppando un coro di proteste contro il Ministro. L’arma che ha (e che sta usando) il centrodestra per demolire l’università pubblica è sottolinare che i concorsi sono truccati e che i professori in larga parte sono di sinistra. In questo momento, dal punto di vista comunicativo, non possiamo alimentare la difesa del Ministro. Occorre concentrarsi sulla rivendicazione e sul riconoscimento di quello che abbiamo dato all’Università in questi anni di precariato e di quello che possiamo dare (se avremo la possibilità di dimostrarlo). Dobbiamo protestare e proporre. Non è il momento di insistere sulla solita denuncia dei concorsi, anche perchè potrebbe apparire la scusa che adduce un gruppo che non è riuscito a vincerli ‘sti concorsi. Non è così, noi lo sappiamo. Però dobbiamo abbandonare le riflessioni sui mali dell’Università del passato e discutere dell’Università del futuro. Sollecitare il Governo, che non ne ha nessuna voglia, ad investire sull’Università del futuro, riconoscendo i diritti di chi, da precario, ha lavorato a capo chino in queste università. Devo riconoscere i nostri diritti, devono investire nell’Università e devono trovare strumenti che riconoscano il merito e l’esperienza.

  38. cattivo.maestro ha detto:

    la protesta sta sortendo i suoi effetti! Ha ragione insorgere, non dobbiamo affievolirla. E non sottovalutiamo la potenza comunicativa dei blog. Repubblica li ha inseriti in prima pagina. Il nostro blog non c’è!!!

  39. carlo ha detto:

    x Aresa: ok, siamo d’accordo.

    x cattivo.maestro: “Devo riconoscere i nostri diritti, devono investire nell’Università e devono trovare strumenti che riconoscano il merito e l’esperienza.”

    Sono d’accordo. Il problema e’ il punto 3, riconoscere il merito e l’esperienza. Purtroppo i cori dei manifestanti si sono concentrati sui primi due punti, dimenticando completamente il terzo. Non si possono separare finanziamenti e meritocrazia: i soldi da soli, senza la garanzia che vengano usati bene, non porteranno alcun miglioramento nell’universita’ italiana. Ed e’ proprio questo l’argomento che il governo sta usando contro di noi. Sarebbe stato diverso se qualche manifestante avesse mostrato un cartello, fra i vari “piu’ soldi alla ricerca”, che dicesse “vogliamo un’universita’ migliore” (che non e’ sinonimo di “piu’ ricca”, come qualcuno vorrebbe far credere).

  40. triskeles ha detto:

    Riceviamo e pubblichiamo in anteprima esclusiva la lettera aperta che il Ministro della Pubblica Distruzione invierà a tutti i bambini italiani in età scolastica.
    http://triskeles.wordpress.com/2008/10/18/lettera-aperta-del-ministro-gelmini/

  41. cattivo.maestro ha detto:

    carlo,
    hai ragione a denunciare la mancanza di quei cartelli nelle piazze, ma non sarà che quei cartelli avremmo dovuto alzarli noi della Rete Nazionale Ricercatori Precari? Non sarà che proprio questo importante segnale che cogli denuncia la nostra mancata partecipazione alla protesta. Noi avremmo potuto qualificarla. Finora però abbiamo preferito non farlo… Perchè non ci siamo in quelle piazze?

  42. carlo ha detto:

    Forse questa a qualcuno era sfuggita: le Gelmini propone di ridurre il liceo a 4 anni. Ecco una voce contraria (sostituire spazi con puntini):
    www repubblica it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini-2/polemica/polemica html
    e per par condicio una voce a favore (sostituire spazi con puntini):
    leonardo blogspot com/2008/09/martiri-della-sintassi html

    @ cattivo.maestro: io, personalmente, non ci sono in quelle piazze perché un biglietto aereo per l’Italia mi costa sulle 500 euro, sommata alla perdita di tempo, sommata al fatto che ormai non credo che tornerò più a lavorare in Italia (sarò pessimista?), sommata al fatto che sarebbe autolesionista andare in piazza da solo a gridare all’efficienza in mezzo a centinaia di persone che chiedono solo stabilizzazioni.

    Per ovviare al problema delle distanze fisiche, qualcuno vorrebbe formare una associazione on-line. Ma non mi sembra che la proposta abbia avuto gran successo per ora.

    Quanto alle capacità (dis)organizzative della RNRP, se ne è già parlato a sufficienza. Se non sono riusciti a sostenere una petizione, figurarsi riunire i ric prec sotto una bandiera comune.

  43. carlo ha detto:

    @ administrator: mi sono andati in moderazione due commenti. Poiché sono una copia dell’ultimo postato, se vuoi li puoi eliminare.

  44. cattivo.maestro ha detto:

    …allora, cari amici e colleghi, un atto di coraggio: chiudiamo questo blog!

  45. Giovanni ha detto:

    E ci credete ancora alla Gelmini? Ci credete ancora a Valditara?
    Chi detta legge sono Tremonti e Brunetta: “la situazione economica e’ quella che e'”. COnclusione: facciamo fuori una generazione!
    E ancora ci credete agli annunci di riforma? Non e’ sempre stato con gli annunci di voler “presentare un disegno di legge bla bla bla” che hanno bloccato una intera generazione?

  46. cattivo.maestro ha detto:

    esattamente così Giovanni, non crediamo a queste parole in libertà, però il fatto che sono costretti a recitarle è sintomo che la protesta sta sortendo effetti. Se la protesta continua e si intensifica, allora… c’è speranza!

  47. France ha detto:

    Associazione
    www aprit org
    Io ci ho messo 30 euro, ho rotto le scatole a un altro precario per mettere su un minimo di sito. Ricercatori di cielo, di terra e di mare, precari, indigeni, affini!
    L’ora delle decisioni irrevocabili batte nel cielo del nostro web!
    APRI: Associazione Precari della Ricerca d’Italia.
    Scriviamo il manifesto di questa generazione perduta e andiamo (PER I CAZZI NOSTRI) a ficcarlo il gola al Governo!

  48. carlo ha detto:

    France, io non riesco a iscrivermi. Non mi arriva il codice di verifica via email.

  49. insorgere ha detto:

    stesso problema

  50. Bombadillo ha detto:

    Per Aresa: non ho capito cosa volessi dirmi.
    Da parte mia, posso solo chiarire meglio che non penso che tutti i dottori di ricerca debbano diventare strutturati, sarebbe una forma di stab….(è più forte di me, non riesco a scrivere la parola) contraria al mio modo di vedere.
    Volevo solo dire che è inutile continuare a creare false speranze, quando si sa perfettamente che non ci sono spazi. Insomma, ogni Barone responsabile dovrebbe prendere solo allievi che, in un tempo ragionevole, è sicuro di poter strutturare SE SI DIMOSTRANO VALIDI E COMPETITIVI. Mentre molti continuano a prendere allievi – che gli sono utili per mille motivi, ed in mille modi -, illudendoli con il dottorato, e già sapendo, però, che anche se si dimostreranno bravissimi, per loro non ci sarà spazio in un tempo ragionevole.

    ..che poi il dottorato in Italia non sia quello che dovrebbe essere è certamente vero (almeno dalle mie parti)

    W l’APRI: ma funziona?
    ..domani riprovo.

  51. Pisacane ha detto:

    Piero Calamandrei non era un pericoloso bolscevico!

    Sinceramente rimango sbalordito dai luoghi comuni del tipo i professori universitari sono di sinistra.

    Di quale sinistra parlate?

    La maggior parte sono exdemocristiani e sono quelli che contano di più.

    Berlinguer era di sinistra ….ebbene ha distrutto l’università e precarizzato una massa di persone con gli assegni di ricerca.

    Frati non è stato ostaggio di nessuno ma è venuto alla manifestazione di sua sponte e volete sapere cosa sta avvenendo…

    I PRESIDI STANNO UTILIZZANDO GLI STUDENTI CONTRO LA 133! INSOMMA IL RISCHIO E’ CHE SARANNO PROPRIO GLI ACCADEMICI A CAVALCARE LA PROTESTA FINCHE’ QUESTO GLI TORNERA’ UTILE.

    PARADOSSALMENTE QUESTO E’ INOLTRE IL MALE MINORE PERCHE’ QUESTO GOVERNO CI STA ANEMIZZANDO E DOBBIAMO “NECESSARIAMENTE” PROTESTARE ANCHE AL FIANCO DEL CUN O DELLA CRUI O DI FRATI. IL GOVERNO STA SBAGLIANDO ALLA GRANDE PEGGIO DI MUSSI.

    NON ABBIAMO UNA CLASSE DIRIGENTE CHE INVESTE SULL’ISTRUZIONE E NE’ A DESTRA NE’ A SINISTRA. A NESSUNO INTERESSA VERAMENTE RIFORMARE DEMOCATICAMENTE L’ISTRUZIONE NE’ TANTOMENO INTERESSA IL FUTURO DEI GIOVANI E DEI PRECARI.

    E NON POSSIAMO NON RESISTERE CONTRO I TAGLI DELLA TREMONTI E L’ANNIENTAMENTO DI UNA GENERAZIONE DI PRECARI PROPRIO COME RESISTEMMO CONTRO L’INERZIA DI MUSSI.

    LE CATEGORIE USATE NEGLI ANNI 70 NON C’entrano niente per capire cosa sta accadendo.

    Riflettete sul fatto che Calamandrei era un costituzionalista e un socialista liberale e non un comunista o un fascista.

    Possibile che in Italia sono tutti nostalgici? Gli studenti mi sembrano molto più avanzati di tanti che rispondono a questi post solo che gli studenti ripeto corrono il rischio di essere strumentalizzati proprio dagli accademici ….siamo in una situazione paradossale perché non abbiamo una seria sponda politica …forse i sindacati…e per questo anche i sindacati sono attualmente criminalizzati dal governo.

  52. Carlo ha detto:

    @Carlo Pisacane, attento; questi sono dei pazzi scalmanati!
    Qui si vuole tutto e subito; e guai a scendere a patti col nemico!
    Per aver detto più o meno le stesse cose – che, per inciso, mi sembravano delle ovvietà – sono stato accusato di alto tradimento e tacciato di fare dei discorsi classisti; addirittura di voler massacrare il Paese…

  53. Carlo Pisacane ha detto:

    @Carlo

    Non ho conosciuto nessun ricercatore precario che osteggerebbe una seria politica di riforma dell’università in senso democratico solo per ideologia politica.

    Il punto è un altro il governo attuale di centrodestra tratta l’Istruzione e la ricerca come se riformarle dovesse per forza passare per una thatchererizzazione.

    Inoltre il governo attuale sbaglia pensando che le scuole e le università siano dei covi di sinistra…un errore grossolano.

    Forse sono solo inzeppate di cialtroni opportunisti senza coscienza politica.

    La legge Tremonti133 peggiorerà la situazione.

    Da un governo liberale (di destra o di sinistra) mi aspetterei più rispetto per le istituzioni dello stato come il sistema scolastico o universitario.

    Da un governo di sinistra mi aspetterei per giunta che non solo avessere rispetto per le istituzioni ma che le migliorasse le rendesse sempre più democratiche ampliasse le possibilità e le opportunità di coloro che partono svantaggiati.

    Ora né i governi di sinistra né quelli di destra hanno dimostrato il minimo rispetto verso queste istituzioni anzi il governo di destra sta esattamente andando verso la profezia di Calamandrei questo conferma che questa destra non è neppure liberale.

  54. insorgere ha detto:

    beh, per scoprire che berlusconi è liberale quanto il suo amichetto russo non ci voleva mica la 133…..

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