In memoria di Giorgiana Masi

 

Dal Giorno di giovedì 23 ottobre 2008

 «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

di ANDREA CANGINI 

PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]


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43 Responses to In memoria di Giorgiana Masi

  1. France ha detto:

    ahahahaha! L’avevo detto io che smentiva!!!
    Berlusconi: “Giornali non dicono verità, mai pensato alla polizia”
    “Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà”. Così il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, da Pechino torna sulle polemiche suscitate dalle sue parole di ieri.

  2. cattivo.maestro ha detto:

    eh, ma stavolta c’è il video!

    http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-polizia-all-univerisita/25439?video

    Dice “intervenire attraverso le forze dell’ordine”. Era un sosia????

  3. France ha detto:

    No, dai, ma come si fa a non amare quest’uomo?
    16:06 Berlusconi: “C’è un divorzio tra l’informazione e la realtà”
    “Quando leggo i giornali non riesco a riconoscermi negli eventi di cui sono stato spesso pratotagonista. Questo è sempre accaduto e continua ad accadere: non mi riconosco nelle situazioni raccontate dai giornali, c’è un divorzio tra l’informazione e la realtà”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ribadisce le sue critiche ai media. Sulla scuola, in particolare, Berlusconi definisce “totalmente contrari alla realtà” i titoli dei giornali rispetto a quanto affermato ieri in conferenza stampa.

    No, c’e’ divorzio fra Berlusconi e la realta’… Che sia schizofrenico?

  4. cattivo.maestro ha detto:

    eh, eh stavolta c’è il video.

    http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-polizia-all-univerisita/25439?video

    Dice “intervenire attraverso le forze dell’ordine”. Era un sosia???

  5. insorgere ha detto:

    ma come cazzo si fa a farsi governare da gente che un giorno dice una cosa (filmata live e disponibile sul sito www . governo . it) e l’altro smentisce senza pudore?

    e come può dire che non hanno fatto nulla all’università?

    intanto segnalo che il cun lamenta che la gelmini ha pronto pacchetto di riforme e che loro non sono stati sentiti….

  6. Mr. Crowley ha detto:

    Nell’articolo del corriere online c’ è anche la chicca …

    AZIONI DI CONVINCIMENTO – Sempre da Pechino, Berlusconi ha affermato che «se ci sarà chi vorrà occupare a prescindere, con opportune azioni di convincimento, e ne ho in mente qualcuna molto spiritosa, bisognerà garantire agli altri che vogliono imparare la possibilità di non essere disturbati da costoro». Alle insistenti domande dei giornalisti su quale tipo di azioni Berlusconi abbia in mente, lui risponde «non le dico, altrimenti farei i titoli».

  7. Untenured ha detto:

    berlusconi ha ritirato le minacce.. la repressione non la si annuncia la si fa e basta

  8. pdp ha detto:

    Sono una volta tanto contento della smentita del presidente del consiglio. Certo pero’ che Cossiga e’ agghiacciante…

  9. rdp ha detto:

    cossiga concordo, è agghiacciante. però ci fa capire perchè e come siamo arrivati fin qua.

  10. Colombo da Priverno ha detto:

    Ingenui, a me non fa ridere l’ennesima ritrattazione di S.B., dimostra solo la sua estrema capacità di fare in modo, per i suoi seguaci (noi non ci convincerebbe comunque, basta guardarlo), che il risultato mediatico finale delle sue manipolazioni (cioè: “Berlusconi non l’ha mai detto”) valga di più di quel che i suoi seguaci stessi hanno sentito il giorno prima con le loro orecchie, cioè che Berlusconi l’ha detto, e come.

    L’elemento umano diviene psicolabile, nelle sue mani…

    Se poi contate che i suoi seguaci ascoltano Rete 4 e non Rai 3, capite che egli può contare su un filtro a monte che non lascia nemmeno arrivare ai suoi fedelissimi parte delle enormità che si lascia scappare d’istinto senza concordarle con i suoi alleati.

    La sostanza è, in realtà, sempre la sua volontà prevaricante. Più forte del pensiero altrui, più forte della realtà stessa. Al Sole 24 ore di oggi non è sfuggita – spero neanche a voi – l’intimidazione finale verso i direttori dei giornali, sul modo non-critico che avrebbero dovuto utilizzare per riportare la conferenza stampa.

    Quanto a Cossiga, è scritto nei libri di storia quel che lui e Andreotti hanno fatto in quegli anni, rovinando un movimento di pensiero libero attraverso infiltrati che lo facessero degenerare. Il fratello di Aldo Moro, autorevole magistrato, in un bel libro che consiglio a tutti, spiega come anche il sequestro Moro non fosse in realtà in mano alle BR ma alla P2 (toh, la P2!), agli inflitrati, e ai servizi segreti, nostri e altrui.

    Ah, Alfredo Carlo Moro è un anziano magistrato vicino al Vaticano, e democristiano. Non vive nei “Centri Sociali”, e non è stato montato ad arte “dalle Sinistre”.

    Io di Cossiga ringrazio solo una cosa: la sua incipiente senilità, e forse il suo sentirsi ormai “fuori dai giochi”, che lo spinge a spiattellare incredibilmente in un’intervista metodiche da Pinochet che sarebbero, forse, altrimenti state destinate a non esser mai dichiarate dall’opinione pubblica.

    Ora sappiamo; o forse, sappiamo meglio.

  11. pdp ha detto:

    E’ anche vero che Cossiga e’ un maestro della smentita a posteriori…

  12. insorgere ha detto:

    nessuno ha raccolto indiscrezioni sul piano per l’università che la gelmini vuole presentare la sett. prossima?

  13. non ce ne andremo in silenzio ha detto:

    Sulla solita smentita di sb, lasciamo stare, sarebbe strano il contrario.
    Su Cossiga..è semplicemente terrificante. Apologia di reato, istigazione alla violenza, ammissione di aver usato da ministro della Repubblica la violenza e la provocazione attraverso l’infiltrazione di agenti..ce ne sarebbe per almeno una decina di ipotesi di reato..ah, già..è senatore (con la minuscola)..c’è l’immunità. Se una cosa del genere la dicesse un politico di un paese africano, manderebbero gli osservatori dell’ONU.
    I familiari e gli amici di Giorgiana Masi sentitamente ringraziano..
    E io a questo pazzo nazista col cervello bruciato dalla cocaina e dal viagra pago anche lo stipendio, la pensione, le prebende varie..

  14. Bombadillo ha detto:

    Personalmente, sono sempre stato per l’abolizione dell’istituto dei senatori a vita, che mi pare evidentemente un retaggio di una epoca passata, la previsione del quale, se forse era pure comprensibile 50 anni fa, ora certamente non lo è più.

    Sull’ultima di Berlusconi, invece, proprio non riesco a commentare. Ci provo e ci riprovo, ma è come tentare di dare forma all’acqua.

    ..IN OGNI CASO ASPETTO ANCORA UNA RISPOSTA DA SANKARA!

  15. Colombo da Priverno ha detto:

    Ma non è che quelli di “KOSSIGA BOIA” avevano ragione?

    Non è che dobbiamo, a poco a poco, ripensare la storia italiana degli ultimi decenni, ricollocare nella giusta luce il suo cumulo di piombo e sangue, per renderci conto che avevamo paura di ombre con cui venivamo ingannati, e non avevamo, invece, paura di coloro che dovevamo seriamente temere, come – ad esempio – il nostro ministro dell’interno dell’epoca?

    Lo dico non per amore di storico (purtroppo non lo sono), ma nella speranza che, ben meditando l’esperienza del passato, e comprendendo il modo in cui i movimenti studenteschi dell’epoca furono annichiliti e dispersi, sappiamo smascherare oggi gli emuli di Cossiga (e i nostalgici della P2), e non cadere nei loro tranelli.

    Invito, perciò, non solo alla massima legalità tutti noi, ma anche ad evitare coinvolgimenti con eventuali agenti provocatori. Insomma, chiunque, durante questi giorni tesi, proponga di realizzare illeciti – o inizi a intraprenderli sperando d’esser seguito – non va nè assecondato, nè coperto, nè giustificato. Va proprio lasciato al suo destino, allontanato, se del caso denunciato.

    Di certo. infatti, non è – o non è più – uno di noi.

    Forse, è un dipendente, anche solo occasionale, di Bobo Maroni.

  16. antonio ha detto:

    non ho capito una cosa: il famoso taglio l’ha fatto tremonti o la gelmini?
    ok le due cose sono collegate, ma di “chi è la firma?”

  17. cattivo.maestro ha detto:

    è una legge del parlamento.

  18. antonio ha detto:

    ok, grazie.

  19. fabio ha detto:

    …nel caso occorresse avere “conferme terze”, il QS World University Rankings 2008 conferma l’inesorabile declino dell’università italiana (anche se qualcuna risale un po dal fondo classifica)…

    prime due università italiane in classifica mondiale:
    Bologna 192esima (173esima nel 2007)
    Roma La Sapienza 205esima (183esima nel 2007)

    posizioni in europa: Bologna 78esima, Roma 85esima

    http://www.topuniversities.com/

  20. Laura ha detto:

    Scusate, ma non riesco a capire quale sia la fonte di questo articolo.
    Potete illuminarmi?

  21. Carlo ha detto:

    da «Il Giorno» di oggi.

  22. pdp ha detto:

    @Laura
    Quotidiano Nazionale (il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino)
    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

  23. Laura ha detto:

    Grazie,
    adesso posso segnalarlo ad altri.
    Non ho parole.

  24. Dal CUN ha detto:

    Gentili professoresse, professori,
    le ultime sessioni del Consiglio Universitario Nazionale non hanno prodotto pareri su atti specifici ministeriali in quanto dalle stanze di viale Trastevere (il Ministro pare non frequenti assiduamente il Palazzo dell’ex Ministero dell’Università e della Ricerca) non sono usciti atti che richiedessero nostri interventi. Tuttavia l’approvazione di alcune leggi (nell’ordine n. 126, 133 e 155, relative rispettivamente all’eliminazione dell’ICI, alla gestione delle finanze statali e alla crisi del sistema creditizio) hanno interessato il mondo universitario. In particolare con la legge 133 (ex decreto 112, convertito in legge nell’agosto scorso) è stato avviato un processo che, se non bloccato, porterà una profonda ferita al sistema universitario nazionale. Il blocco del turnover al 20% delle cessazioni impedirà la sostituzione di circa un quarto dell’attuale personale docente con l’ingresso di nuovi ricercatori (nel senso più vasto del termine) o la promozione di chi fa già parte degli assunti a tempo indeterminato nelle università. La riduzione del fondo di funzionamento ordinario, per una cifra prossima ai 1.500 milioni di euro nei prossimi cinque anni – circa il 10% dell’odierno FFO tra due anni – costringerà entro il 2010 diversi atenei a non poter pagare tutti gli stipendi.
    In questo momento nulla “si salva” dalle disposizioni legislative, per cui anche le chiamate dirette e il reclutamento straordinario dei ricercatori, finanziato nel 2007 per tre anni e di cui si è svolta una sola tornata, sono compresi nel blocco del turnover. A questo riguardo il CUN ha indirizzato al Ministro una mozione per superare tale limite, chiedendo inoltre che le progressioni di carriera, ovvero i passaggi a seguito di concorso da ricercatore a associato e da associato a ordinario, non vengano considerati nuove assunzioni.
    Dalla Ministro sono giunte, rispettivamente il 5 e il 24 settembre, due lettere al CUN. Nella prima ci sono state richieste “proposte atte ad individuare alcuni indicatori di qualità relativi all’attività scientifica e di ricerca, da definire in relazione ai diversi livelli concorsuali e alle peculiarità delle diverse aree scientifiche” da usare per definire “standard minimi di qualità” da usare per i concorsi e per “determinare il grado di qualificazione dei proponenti dei PRIN”. Inoltre viene definita “non più differibile una riforma dell’impianto degli attuali settori scientifico disciplinari, in modo da ridurne la frammentazione”.
    La seconda lettera annuncia, invece, “l’adozione di un piano programmatico che preveda le linee guida di riforma dell’università e separatamente della ricerca” da condividere in tempi brevi. Queste proposte non sono state ancora presentate, benché fossero state annunciate per questi giorni (e noi e la CRUI eravamo stati convocati non a caso in questa settimana): forse il contributo dei nuovi “consiglieri” ministeriali (si parla dei proff. Giavazzi, Galli della Loggia, di un latinista della Sapienza e del Direttore amministrativo del Politecnico di Torino) non ha ancora prodotto una sintesi finale.
    Queste richieste troveranno risposta nelle prossime sessioni del CUN (ammesso che ci siano convocazioni: non abbiamo copertura finanziaria se non per una riunione di un giorno) ma, in particolare sull’individuazione dei requisiti minimi per accesso ai concorsi, sarà necessaria la collaborazione delle varie comunità scientifiche. L’elencazione di titoli necessari – numero degli articoli e/o monografie pubblicati, tipologia delle riviste, curatele, partecipazione a progetti di ricerca e convegni, etc.) – dovrà costituire una soglia di “minima decenza” per accedere ai vari concorsi. Rimando al riguardo alla “premessa al documento sugli indicatori” (cfr.
    http://www.cun.it/Documenti/DocumentiLavoro/2008/Premessa_Indicatori.pdf).

    Sul Prin, invece, il discorso appare più complesso in quanto contempla anche una discussione sulle metodologie usate per il bando 2007 (in sintesi: chi valuta? su che base? e chi è?), dato che del bando 2008 non si vede traccia (pare però che il testo sia pronto in qualche cassetto ministeriale, ma il rischio di saltare un anno appare ora reale).
    Tali argomenti, però, non possono essere compiutamente affrontati se non si conosce – almeno in termini generali – quali sia l’idea dell’intervento che la Ministro vuole avviare nei confronti del sistema universitario, sia sotto l’aspetto della sua sopravvivenza, sia per quanto riguarda la metodologia di reclutamento.
    Per questo motivo è stato richiesto un incontro tra Consiglio e Ministro, che si spera abbia luogo in tempi non remoti.

    Sono state votate alcune mozioni, reperibili sul sito del CUN alla voce “Pareri e mozioni” (sulla Laurea magistrale in conservazione e restauro dei Beni Culturali, sulla formazione degli insegnanti, sull’erogazione aumento borse di dottorato, sui limiti del vincolo previsto dalla L. 133/08, sulle chiamate dirette, sulle Linee Guida di Riforma dell’Università, sul Prin 2008).
    In particolare segnalo la mozione sulle linee guida di riforma dell’Università, votata all’unanimità nella seduta del 9 ottobre u. s., n.29, in cui abbiamo affermato che:
     non è possibile alcun intervento sul sistema universitario se non vengono rimossi gli ostacoli posti dalla legge 133;
     il sistema universitario italiano deve essere pubblico;
     deve essere introdotta una nuova governance, efficiente e trasparente;
     la valutazione deve costituire il meccanismo primo di verifica del lavoro all’interno delle università;
     il reclutamento deve passare attraverso meccanismi di valutazione nazionale cui seguano selezioni locali;
     reclutamento e progressione di carriera devono essere distinti: un unico concorso di accesso e valutazioni periodiche che consentano il passaggio a gradi superiori;
     è opportuno individuare un unico livello di attività pre-ruolo per ridurre la precarietà e la sua frammentazione;
     è necessario una rinnovata politica di diritto alla studio e di incentivo alla mobilità studentesca;
     deve essere garantita la sostenibilità finanziaria del sistema universitario nazionale.

  25. insorgere ha detto:

    OGGI GRANDE MANIFESTAZIONE A PISA: OLTRE 20.000 docenti, precari e studenti.
    OCCUPATO IL PALAZZO DE LA SAPIENZA (FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA)

    avanti con la lotta!

  26. Paolo ha detto:

    Scusate, ma sto sentendo AnnoZero e mi sembra veramente una situazione surreale. Il solito tipo della Lega che fa una quantita’ enorme di affermazioni incredibili (come quella secondo cui la spesa per l’Universita’ in Italia sarebbe sovradimensionata rispetto agli altri paesi, oppure secondo cui la ricerca non sarebbe assolutamente tagliata dagli ultimi provvedimenti: la solita falsa equivalenza “ricerca=enti di ricerca”) senza che nessuno dia uno straccio di replica (ne’ Veltroni, che chiaramente non sa nulla di nulla a parte che di cinema, ne’ gli studenti intervistati, che a fatica sanno cosa realmente il governo stia facendo). I servizi poi non dicono nulla, danno solo l’atmosfera, per lo piu’ in maniera distorta.

    A questo punto e’ assolutamente necessario che qualcuno che sappia di cosa sta parlando e che sia un tipo sveglio e dalla parlata pronta (il che mi esclude automaticamente) si faccia portavoce della nostra protesta in trasmissioni di questo tipo. Le occasioni certo ora non mancano.

    A chi fosse interessato segnalo un paio di link ai dati OCSE, da cui e’ facile sbugiardare le false affermazioni governative: http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html
    http://www.oecd.org/dataoecd/10/10/41274071.pdf

  27. Carlo ha detto:

    Caro Pisacane,
    poco fa, ad AnnoZero, il giornalista Porro, ho interrotto il ric.precario che parlava per dire che negli ultimi anni c’è stato un incremento dei finanziamenti all’Università per 10 miliardi, e il ric. della Sapienza se l’è tenuta, senza contestare la falsità della notizia!?!

    Ma chi lo ha mandato?

  28. Pisacane ha detto:

    Non è un ricercatore precario ma è il rappresentante degli studenti. Purtroppo i dati che diffondiamo dal blog solo piano piano entrano a far parte del bagaglio.

    Il giornalista credo facesse riferimento ad un incremento degli investimenti nella scuola e non nell’università e il rappresentante degli studenti non è stato in grado di rispondere.

    Comunque è impossibile il movimento senza studenti.

    A Roma come ric prec ci vediamo il 28 a Fisica. Per maggiori informazioni seguite mailing di precat.it

  29. Carlo Pisacane ha detto:

    Avete visto che il leghista citava Perotti!

    Ancora nessuno ha chiarito la divergenza fra dati OCSE e Perottiani.

    Comunque gli unici dati da citare con una certa fondatezza sono i dati OCSE.

    Occorre scaricare tutti i dati OCSE nelle varie annualità ed analizzarle.

    Ad ogni modo sono 10 anni che i finanziamenti sono fermi (fonte OCSE 2008)

  30. Carlo ha detto:

    Sei sicuro sul rappresentante? Mi riferivo al tipo tutto vestito di nero… Mi fa rabbia che abbiamo sprecato una nuova occasione per dire qualcosa di sensato!

    Sul ruolo fondamentale degli studenti in questa protesta, invece, sono perfettamente d’accordo con te. Comunque, grazie, caro Pisacane.

  31. Carlo ha detto:

    Oh, oh! Ce ne sono due di (Carlo) Pisacane…

  32. Carlo Pisacane ha detto:

    Sicurissimo quelli che hanno parlato ieri a Mixer e oggi ad anno zero sono i coordinatori nazionali degli studenti di sinistra.

    Se non c’era la loro rete ci rimaneva il Blog.

    Ti dirò di più c’è comunque una collaborazione con Precat però diciamo che Precat è ormai un piccolo circolo di carbonari.

    Quando precat si è riunito dopo l’estate la riunione era formata praticamente solo dagli studenti!

  33. Carlo ha detto:

    OK, grazie! mi ritiro… ciao, a domani.

  34. Paolo ha detto:

    Appunto: e’ importante sottolineare che i tagli sull’Universita’ non iniziano ora, ma che stanno continuando a tagliare su un settore che e’ gia’ colpito da anni; se ci sono situazioni di Atenei in problemi finaziari e’ (anche) per questo. Perdurare, e in modo nettamente piu’ drastico, su questa linea non puo’ che portare disgrazia a tutto il sistema universitario italiano.

  35. mino ha detto:

    Credo che la puntata di AnnoZero di ieri dimostri in maniera inequivocabile che è una strategia suicida chiedere solo “più soldi all’università”. Così chiunuque, anche Cota della Lega, ha gioco facile nel dire che l’Università è in mano ai baroni, c’è nepotismo, si sprecano soldi, ecc. e il telespettatore crede che questi tagli siano giusti.
    Quando è stata fatta la domanda precisa al ricercatore precario (o dottorando, quello che era): “Ma c’è qualcosa che non va e che volete riformare in questa Università? Puoi dircene almeno una sola?”, lui non ha saputo fare altro che dire che ci vogliono più sold, più borse di dottorato, più ricerca, ecc. … e non credo che così non abbia convinto i telespettatori della nostra causa, anzi abbia convinto semmai che la nostra protesta serve a proteggere i privilegi dei baroni.

  36. Carlo ha detto:

    Caro mino,
    perché ci ostiniamo a dire la NOSTRA protesta?
    Bisognerebbe avere l’onestà di ammettere che questa è la LORO protesta [di studenti, professori, e rettori], dalla quale noi sparuta minoranza di ric.precari “attivi” ci illudiamo possa venire qualcosa di buono per l’Università, magari finendo col migliorare anche la nostra posizione. Almeno, finora è stato così!

    Tra l’altro, quel LORO si sta rapidamente semplificando: dall’ultima mozione CRUI (cfr. il primo commento all’ultimo post dal titolo “L’università incontra la scuola…”) si deduce un evidente tirarsi fuori strategico dalla mischia da parte dei rettori.

  37. Michele ha detto:

    La discrepanza tra i dati di Perotti citati da Cota (a proposito, perché mandano lui e non la Gelmini a parlare di istruzione e ricerca?) e quelli citati da Veltroni, fonte OCSE, è stata a lungo dibattuta. Mi permetto di aggiungere il mio contributo.

    L’OCSE valuta la spesa considerando il rapporto Finanziamento/FTE, dove FTE è lo studente a tempo pieno equivalente. Se manca il dato FTE, l’OCSE mette a denominatore gli studenti iscritti, come avviene per l’Italia.

    L’argomento per introdurre lo “studente equivalente” è il seguente, studenti che non frequentano non pesano sul carico didattico, quindi non vanno considerati. Credo che Perotti abbia fatto una stime degli studenti equivalenti in Italia, ed abbia quindi ricalcolato il rapporto.

    Lo studente equivalente è così definito: FTE = (carico didattico reale/ carico didattico normale)* (durata degli studi/durata legale degli studi)

    Ci sono alcune perplessità. Il carico didattico reale è legato alla presenza degli studenti part-time, cosa abbastanza comune in alcuni paesi del nord Europa, ma ancora poco diffusa in Italia. Il rapporto durata reale/durata legale appare penalizzare fortemente l’Italia, che ha un numero elevato di “fuori corso” (punto interessante, perché ci sono tanti fuori corso? Siamo più stupidi o regaliamo meno? Avete mai fatto un corso Socrates-Erasmus?). Gli studenti che non seguono pesano davvero meno sulla didattica? Non vengono a consulenza? Non fanno gli esami che poi dobbiamo correggere? Il fatto che io faccia scritti ed orali, ed altrove si facciano i quiz, non conta nulla?

    Infine il mio punto preferito: ma se l’Italia spende lo 0,9% del PIL in istruzione universitaria e ricerca, contro l’1,3% di media OCSE, e nonostante questo riesce a spendere più degli altri per studente equivalente, di che c***o ci lamentiamo, abbiamo il sistema più efficiente al mondo! Dovremmo essere d’esempio per tutti!

  38. Paolo ha detto:

    Infatti dopo la riforma universitaria la percentuale di laureati e’ aumentata e il numero di fuori-corso diminuito. Quindi e’ bastato ridurre il numero degli anni necessari per la laurea e semplificare, in molti casi, gli esami. Ma siamo sicuri che sia questa la strada per avere un’universita’ migliore?

  39. Mr. Crowley ha detto:

    Ieri Fabio ha mandato un post sul ranking delle università…
    Personalmente queste statistiche globali sulle Università lasciano il tempo che trovano e vanno interpretate.
    Premesso che in Italia c’è molto da fare per migliorare l’università, basta dare un occhio alla metodologia per capirlo.
    Su http://www.topuniversities.com il 50% del punteggio è basato su inchieste online tra docenti e datori di lavoro scelti da un loro database, più che su indicatori oggettivi.
    Qui conta il prestigio, che spesso è più che meritato, ma secondo me si sconta molto il fatto che l’Italia ha una brutta fama per qunto riguarda l’Università.
    Comunque, se si guardano i settori, tipo scienze naturali la Sapienza è 37a. La Bocconi, da cui arrivano Perotti e altri critici dell’università pubblica è 75a nella sua categoria.
    Nella Top 200 europea si scopre che il Regno Unito ha 47 università, Germania 37, la Francia 19, l’Olanda 12, l’Italia 10, la Spagna 6. Se si prendono per buono questo conteggio in cui ci sono paesi simili, risulta che c’è parecchio da fare per migliorare, ma non facciamo proprio schifo.

  40. @Mr. Crowley
    essere penultimi fra gli stati europei non è bene.

  41. lassie ha detto:

    quoto Carlo al 100%.
    di ricercatori precari nella protesta, nemmeno l’ombra, se non coperta da quella molto più grossa di studenti e strutturati.
    basti pensare che ad Ingegneria a Roma, le comunicazioni riguardo occupazione e mobilitazione avvengono tramite le ML ufficiali dell’ateneo (ordinari@, associati@, ricercatori@, studenti@), escludendo di fatto dalla condivisione di informazioni tutti noi precari.

  42. Mr. Crowley ha detto:

    @rivoluzioneitalia

    si hai ragione, non è per niente bene ma almeno non è 1,2 o zero…Nel senso, se uno guarda questa classifica potrebbe darsi degli obbiettivi fattibili tipo “arriviamo almeno a 20 università nelle top 200 europee nei prossimi 5-10 anni”.

    Forse al governo se lo sono chiesto e la risposta è stata “tagliamo i fondi e blocchiamo il turnover”.
    Comunque, questi tagli del governo hanno avuto l’effetto positivo di portare il dibattito sulla riforma dell’università che altrimenti sarebbe andata avanti così com’era indefinitamente.

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