Non perdiamoci di vista. Link deliziosi &Co.

Tutti i giorni qualcuno o qualcuna ci chiede di inserire qualche link nel nostro piccolo blog (o nella pagina provvisoria ricercatoriprecari.org). Purtroppo wordpress non dispone di una sezione link aggiornabile non necessariamente dagli oberat* gestor* del sito e del blog.

Abbiamo allora scelto un modo migliore, più diffuso e partecipato: il social bookmarking!
Attraverso del.ico.us chiunque potrà segnalare link su precarietà, università e mobilitazioni.

Come fare?

E’ semplice. Basta andare sul sito:

Iscriversi e segnalare i propri link. Poi si devono aggiungere le tag che li identificheranno. Per ora, nei 3 box a destra segnaliamo quelli con queste parole chiave:

  • università + protesta
  • università + precarietà
  • RNRP (per i siti della rete)

Aggiornamenti lampo

Per chi non l’ha notato, uno dei primi box del blog è quello degli ULTIMI AGGIORNAMENTI. Abbiamo ricominciato ad usarlo, troverete novità e aggiornamenti flash dalla protesta e dal mondo dell’università (precaria) e della ricerca.

IL mezzo e’ semplice è il  TWITTER DI NORA PRECISA.

Approfondimenti L. 133

Come si capisce dalla disinformazione e superficialità sparsa in tv e sulla stampa ci serve aggiornare e aggiungere continuamente dettagli e dati su leggi e statistiche. Lo strumento che vi proponiamo è il wiki Precariopedia. In particolare si tratta di aggiornare la pagina sulla Legge 133 arricchendolo di dati e scenari. Ho iniziato in questi giorni, se voleste proseguire ecco il link:

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13 Responses to Non perdiamoci di vista. Link deliziosi &Co.

  1. Errata corrige ha detto:

    Il decreto legge del 25 giugno 2008, n. 112 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” è stato convertito in legge il 6 agosto 2008, n. 113/2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196.

    Errata corrige: 113/2008 > 133/2008

  2. Errata corrige ha detto:

    (anche nel Post:)

    Approfondimenti L. 113 > L. 133

  3. Untenured ha detto:

    l’on. Valditara include i concorsi straordinari per ricercatore tra i capitoli “popolari e condivisi” della politica universitaria

    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=33168996

    peccato che non specifichi che si tratta di misure già finanziate dal precedente governo che quindi al governo attuale non costa nulla riattivare. Che cosa aspettano?

    un’altra cosa… Pisacane hai letto delle dichiarazioni del presidente del CUN che propone di bloccare i concorsi da ricercatore a favore di quelli da prof.? Ma tu in un precedente thread non indicavi il CUN come ambito avanzato di democrazia universitaria?

  4. insorgere ha detto:

    segnalo che oggi a Pisa è partita la mobilitazione dei precari contro il lavoro gratuito.

    Si è chiesto a tutti i precari di astenersi dal partecipare a commissioni di esame (quando questo non sia previsto dai loro contratti). Oggi era giorno di esami a scienze politiche: il livello delle adesioni è stato inaspettatamente alto. Intorno al 90%.

    Contestualmente è stato chiesto al preside di facoltà di verificare la corretta composizione delle commissioni di esame.

    Nei prossimi giorni la protesta proseguirà in tutte le altre facoltà.
    Invitiamo i colleghi di altri atenei a fare lo stesso al motto di “IO GRATIS NON LAVORO”.

  5. Bogotà ha detto:

    Questa è una giornata storica: onore ai precari di Pisa!

  6. insorgere ha detto:

    qualche dato:

    per dare un’idea del risultato ottenuto. Abbiamo calcolato che vi sono a sc. pol. a pisa 80 precari in commissioni d’esame, su 59 strutturati. Molti precari sono peraltro presenti in più commissioni.

    Dunque il blocco di oggi, che ha ingenerato qualche rallentamento e il rinvio di alcuni esami, ha potuto avere effetti significativi. Peraltro gli studenti hanno mostrato di capire e molti docenti solidarizzavano.

  7. insorgere ha detto:

    incollo sotto il volantino-manifesto che spiega la scelta dei precari dell’ateneo di pisa di sospendere tutte le collaborazioni gratuite e volontarie.
    Spero che anche altrove questo tipo di iniziative possano prendere piede.
    E’ cruciale rivendicare il principio che gratis non si lavora e che l’università non può reggersi sul volontariato.

    CONTRO LA LEGGE 133, PER UN’UNIVERSITA’ DI QUALITA’

    La legge 133/2008 prevede tagli all’Università pubblica pari a 1.450 milioni di euro nei prossimi 4 anni e impone la limitazione del turn-over al 20% (per ogni 5 pensionamenti sarà possibile una sola assunzione) fino al 2012. Questi interventi colpiscono in primo luogo studenti e precari. Gli studenti subiranno infatti le conseguenze dei tagli in termini di dequalificazione dell’offerta formativa e dei servizi amministrativi; i precari non potranno accedere a condizioni lavorative più stabili a causa del sostanziale blocco del ricambio generazionale.

    La drammatica gravità del provvedimento legislativo ha determinato una mobilitazione che coinvolge in primo luogo proprio le componenti più colpite dalla legge. Pisa è diventata giorno dopo giorno un laboratorio cruciale di iniziative congiunte di studenti e precari, volte a contrastare con forza i contenuti della legge 133.

    La sordità del governo nei confronti delle nostre richieste ci costringe a forme di lotta che possono causare disagi involontari agli studenti. Come ricercatori precari riteniamo necessario astenerci da tutte le attività non obbligatorie svolte a titolo volontario e gratuito. Tali attività, come si può constatare quotidianamente, sono sempre più indispensabili per lo svolgimento ordinario della vita accademica. In particolare, ci vediamo costretti a non partecipare alle commissioni d’esame, la cui regolare composizione è ormai in larga misura garantita dalla presenza di personale precario.

    La nostra è una mobilitazione ispirata dalla passione per il lavoro che svolgiamo ogni giorno, dal profondo attaccamento verso l’istituzione universitaria e dal rispetto verso gli studenti. Nel ricorrere a questa modalità di agitazione, confidiamo nella loro comprensione e nella loro solidarietà.

    Assemblea dei precari della ricerca e della didattica
    Università di Pisa

  8. cattivo.maestro ha detto:

    @ untenured,
    dopo aver letto le dichiarazioni del presidente del CUN ho scritto questo post: http://occhichesannoguardare.myblog.it/archive/2008/11/02/chi-sono-questi-fantomatici-baroni-universitari.html
    Che ne pensi?

    L’inziativa di Pisa è davvero storica. Chissà che non si riesca ad estenderla in tutta Italia…

  9. support_rnrp ha detto:

    DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA

    L’assemblea dei dottorandi, dei precari della ricerca a vario titolo del Dipartimento di Filosofia dell’Università Federico II autoconvocatasi il giorno 29 ottobre 2008

    dichiara

    la sospensione di ogni contributo di collaborazione didattica e di ogni attività contrattualmente non riconosciuta come atto di denuncia contro la Legge 133 e di appoggio alla mobilitazione degli studenti.

    L’assemblea invita a prendere parte all’incontro della Rete dei dottorandi e dei ricercatori delle Università di Napoli che si terrà venerdì 31 ottobre alle ore 16.00 a Palazzo Giusso occupato (Università Orientale, Aula R5)

    Per contatti: precarifilosofia@gmail.com
    rete.univ.napoli@gmail.com

  10. Untenured ha detto:

    @cattivo.maestro ammiro la mobilitazione dei colleghi (e compagni) di Pisa.

    Penso d’altro canto che la loro situazione è a suo modo eccezionale e tipica della situazione italiana attuale: si trovano a lavorare in una delle 5 o 7 università al collasso e non vedono un futuro dinanzi a sé. Al di là del merito scientifico individuale di ciascuno.

    Com’è noto in Italia non c’è mobilità nel mercato del lavoro accademico, la situazione è penosamente bloccata, e quindi se ti trovi nel posto sbagliato (università al collasso, un barone stronzo, un dipartimento intasato di opelegizzati improduttivi etc.) sei più o meno fottuto. Allora, tipicamente, hai 3 alternative:
    – aspettare anni e anni bruciandoti scientificamente
    – cambiare mestiere
    – andare all’estero (se hai i titoli per farlo)

    I pisani in questi giorni hanno scelto una quarta alternativa: lottare insieme. Io appoggio la loro causa che è anche la mia. Ma fin quando la classe politica (perché loro devono farlo!) non metterà mano al funzionamento strutturale dell’università italiana nel suo complesso la situazione che ho descritto prima continuerà a essere ‘tipica’.

  11. cattivo.maestro ha detto:

    @ untenured,
    io mi trovo nella stessa situazione, con l’aggravante che nella mia area non c’è mercato verso l’estero.
    Mi do un anno di tempo.
    Poi inizio daccapo.
    Certo mi fa rabbia vedere che ho i titoli per i concorsi da associato, che ottengo ottime valutazioni sui titoli ai concorsi da associato e poi… rinunce, valutazioni di eccellenza e prove ottime di altri candidati.
    Mi chiedo: ma se ho ottime valutazioni come associato e vivo in un’università al collasso che non riesce neanche a bandire concorsi da ricercatore, che futuro ho?
    Mi do un anno di tempo e poi cambio mestiere, buttando all’aria dodici anni di esperienza ed una professionalità acquisita.
    Ma se poi arriva il blocco dei concorsi immediato? Che fare? Ho un altro anno di contratto. Poi?
    Leggo sui giornali (ed anche su questo blog) che i concorsi vanno bloccati perchè c’è il rischio che non vincano i giovani, ma i precari! Ma se un precario merita e questo è accertato da valutazioni in concorsi da associato (non solo da ricercatore) perchè deve andare a casa?
    Scusa lo sfogo “disconesso”…

  12. Untenured academic ha detto:

    @cattivo.maestro i precari sono studiosi che hanno lavorato per anni. Hanno il diritto di competere in concorsi meritocratici al pari degli altri.

    Ciò che crea divisioni è pensare che chi ha avuto tre anni di assegno di ricerca ha maggiori diritti rispetto a chi non li ha avuti ma comunque si è barcamenato per produrre scientificamente.

    La produttività scientifica dev’essere l’unico parametro di valutazione per l’accesso alla cariera universitaria. Tutto il resto crea divisioni tra gli aspiranti ai posti e odiose corsie preferenziali. Su questo occorre essere chiari.

  13. cattivo.maestro ha detto:

    @ untenured
    certo, le cose che dici oltre che condivisibili sono sacrosante.
    Però, a parte che è da valutare anche l’esperienza (in alcuni casi, l’attività didattica già svolta è fondamentale per capire se un candidato meirta il passaggio da “ricercatore” a “professore”), le mie osservazioni si riferivano all’inconciliabilità con le posizioni che sostengono un blocco immediato dei concorsi. Ci sono molti precari ultradecennali come me che non hanno la possibilità di aspettare altri anni di blocco.
    Tu sei favorevole a chiedere il blocco dei concorsi prima delle regole nuove?
    Mi sembra che la discussione in questo post si stia allontanando dalle reali posizioni in campo (non mi riferisco a te). TUTTI vogliamo regole nuove. Il punto che ci divide oggi è: VOGLIAMO IL BLOCCO DEI CONCORSI IMMEDIATO, in attesa di regole che potrebbero arrivare magari fra sei mesi o fra tre anni?
    (sposto la discussione nei commenti al post successivo per non trasformarla in una chat fra te e me)

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