Documenti dell’Onda, Coordinamento ricercatori precari, verso lo sciopero del 12 dicembre!

Cari dibattenti,

La manifestazione di venerdì è stata un successo!

l’incontro dei ricercatori precari del tardo pomeriggio è stato piuttosto partecipato ed ha indicato come strategia quella di costituire un “nuovo coordinamento nazionale dei ricercatori precari”.

Le proposre dei ricercatori precari dovranno essere ulteriormente specificate all’interno delle proposte dell'”Onda” a cui si è deciso di aderire e che qui potete scaricare.

Queste proposte sono il frutto di un lungo e partecipato lavoro svolto alla Sapienza da migliaia di partecipanti provenienti da tutt’Italia tra sabato e domenica.

ricerca

didattica

welfare

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146 Responses to Documenti dell’Onda, Coordinamento ricercatori precari, verso lo sciopero del 12 dicembre!

  1. ares ha detto:

    Il risultato di una manifestazione si misura solo dal numero di persone che vi partecipano?
    Workshop didattica
    Il 3+2 o “processo di Bologna” è modello adottato o in corso di adozione in tutto il mondo, il fatto che non sempre abbia funzionato non significa che non sia coretto. Occorre fare in modo che la preparazione del 3 sia adeguata alla società eliminando figure superate di soli diplomati come geometri, ragionieri, periti ecc… per i quali la sola formazione delle scuola secondaria superiore non è sufficiente ad affrontare l’attuale complessità e che quindi devono essere sostituiti con la formazione almeno triennale
    Tutti i sistemi di certificazione di qualità internazionali, dalle ISO 9000 in poi, sono “autoproclamati”, cioè decisi dagli stessi soggetti che si sottopongono alla valutazione.
    L’autogestione della didattica è come far decidere ai figli come essere educati dai genitori.
    Workshop ricerca
    Eliminare i finanziamenti privati significa rubare ai poveri (collettività) per dare ai ricchi (imprese che beneficiano dei risultati della ricerca)
    Come si valuta la “rendicontazione sociale”?
    Eliminando i corsi di Dottorati senza borsa si sancisce che il dottorato è il binario (l’unico?) mediante il quale è possibile accedere al ruolo di ricercatore e, quindi, professore, e, peggio ancora, si riconosce ufficialmente l’inutilità del Titolo di studio in Dottore di Ricerca per la società italiana tutta, amministrazione pubblica e mondo imprenditoriale inclusi.

    Ricordo all’ONDA le parole di Paolo Liguori durante il ’68 “noi non vogliamo essere giudicati noi veniamo in università per imparare”

  2. France ha detto:

    Mi concentro sul reclutamento dove si dice che si deve passare per i concorsi, e non si specifica nessun cambiamento nelle procedure. E inoltre mi soffermerei su questo passaggio
    “L’osservazione dei diversi modelli di sistema universitario presenti al momento in Europa ci
    permette di rigettare immediatamente alcune ipotesi di sviluppo, come il modello anglosassone”
    Sebbene da qualche parte posso trovare argomenti condivisibili, qui mi arrendo. Forse sono sbagliato io, sono vecchio e parruccone (anzi, lo sono certamente): queste proposte, per quel che mi riguarda, sono la solita aria fritta…

  3. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Il “ghost writer” del decreto si difende

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000758.html

    Passando attraverso una serie di argomenti scontati, sostanzialmente ammette candidamente due cose:

    1) che guesta riformicchia ce la terremo per molto (tempo al solito) anche se dovrebbe essere breve e transitoria

    Analogamente, sarà opportuno riconsiderare l’estensione delle regole dei concorsi per ricercatori a tempo indeterminato a quelli per ricercatori a tempo determinato per i quali conviene mantenere, almeno in alcune sedi, maggiore autonomia.

  4. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Il “ghost writer” del decreto si difende

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000758.html

    Passando attraverso una serie di argomenti scontati, sostanzialmente ammette questa riformicchia ce la terremo per molto tempo (al solito) anche se dovrebbe essere breve e transitoria. Si contraddice in qualche passaggio ma fa nulla.

    Poi da già un suggerimento sulla conversione del DL che implicitamente è alle università:

    “Analogamente, sarà opportuno riconsiderare l’estensione delle regole dei concorsi per ricercatori a tempo indeterminato a quelli per ricercatori a tempo determinato per i quali conviene mantenere, almeno in alcune sedi, maggiore autonomia.”

    a voi il giudizio

  5. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    scusatemi il post precedente era una bozza partita per errore 🙂

  6. cattivo.maestro ha detto:

    Il passo più significativo (e preoccupante) è questo:
    Gavazzi ovviamente difende la bontà di queste regole (le ha suggerite lui…), poi però scrive: “Bene: io penso che con questo Dl abbiamo fatto passi da gigante verso la fine dei concorsi, anche grazie alla pioggia di critiche che lo ha accompagnato”.

    Ossia, poichè questo d.l. mette in piedi un sistema che non sta bene a nessuno (agli imbroglioni perchè avranno più difficoltà a fare senatore il proprio cavallo; ai sostenitori della cooptazione, perchè con questo sistema è impossibile cooptare; ai professori che hanno allievi bravi perchè il sorteggio è il caso; ai sostenitori della chiamata diretta perchè questo d.l. va nella direzione opposta) ho costruito un sistema che fa talmente schifo che non serve a niente e tutti chiederanno di cambiare.
    Il passaggio successivo sarà l’abolizione dei concorsi.
    Ma nel frattempo è necessario un passaggio nella merda. Dopo aver portato il sistema nella merda, tutti chiederanno una soluzione.

    La conseguenza finale è condivisibile.

    Il problema è: quanto tempo durerà la transizione? Perchè nella merda a nuotare saremo noi ricercatori precari. E’ la merda è questo attuale sistema con concorso e sorteggio.

  7. cattivo.maestro ha detto:

    Sono cinque giorni che sostengo che l’unico problema di questa situazione è che si introduce un sistema di reclutamento mostruoso e che prima che questo sistema vada a regime l’unico diritto ad essere compresso è il diritto dei precari a concorsi continui e rapidi.
    Ora l’autore ha confessato.

  8. con questo documento avete sancito una sorta di suicidio di massa….

    ma come si fa a scrivere “rigettiamo l’europa”?

    dopo quella parlamentare…. sarete spazzati via anche come rappresentanza popolare….

    ma il bello è che molti di coloro che hanno sottoscritto quel documento sono di sicuro per obama…
    sarei curioso di conoscere il numero di distinguo necessario per essere coerenti con entrambe le tesi…

    che delirio…

  9. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    Uno dei passaggi interessanti è
    “Innanzitutto, se è davvero eccellente [il candidato], forse vincerà ugualmente. E poi, non ribolle il sangue quando, per promuovere un ricercatore eccellente, si deve chiudere gli occhi su cento nefandezze?”, ovverosia: fa niente se qualcuno perirà, perlomeno abbiamo scombussolato il sistema.

    Dice che il sistema funzionerà solo “una tantum”, ammettendo che tutte le soluzioni, compresa quella attuale, che non è assolutamente nuova (nel mio dip. tutti gli ordinari sono sulla linea “l’abbiamo già visto non cambierà nulla”) , non hanno mai funzionato; allo stesso tempo confessa che la riforma strutturale non ci sarà mai….

    la soluzione è assumente i ricercatori a TD, che [probabilmente, secondo lui] dovrebbero passare attraverso concorsicchi locali, senza che però a queste figure sia dato un vero riconoscimento da “tenure track” perchè questo non siamo in grado di farlo. Non c’è che dire un rivoluzionario !!

    la sua soluzione a me sembra

  10. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    …lontana

  11. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    da ciò che dichiara di voler ottenere

  12. insorgere ha detto:

    due commenti rapidi:

    l’articolo di giavazzi è tanto contraddittorio da sfiorare l’assurdo. dice che ha promosso una riformina sui concorsi il cui risultato finale sarà l’abolizione dei concorsi….ma che ?????

    il documento prodotto dai compagni dell’onda alla sapienza è invece sconfortante. è ideologico e schematico. Il rifiuto del modello anglosassone, il discorso sulla valutazione tramite “rendicontazione sociale….il rifiuto del finanziamento privato….

    c’è tanta confusione sotto il cielo.

  13. cattivo.maestro ha detto:

    Caro insorgere,
    il problema è che il documento prodotto dai compagni dell’onda è destinato al dimenticatoio, tanto che in pochi spenderanno cinque minuti a leggerlo, e non ha nessuna possibilità di concretizzarsi.
    Gli allarmanti articoli di giavazzi, invece, sono destinati ad essere recepiti in testi normativi!

    C’è una bella differenza…

    In mezzo c’è l’Università come dovrebbe essere. Ma non interessa a nessuno… forse ormai nemmeno a noi ricercatori precari che ci accontentiamo del sorteggio-trappola, com’è ben messo in luce dal suo stesso ideatore.

  14. cattivo.maestro ha detto:

    leggete qui:
    http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=5401

    …a quanto pare i tecnici del Miur sono ancora in alto mare con la definizione dei criteri. Vuoi vedere che i concorsi resteranno bloccati per un po’????

  15. Bogotà ha detto:

    Saranno contenti i fiancheggiatori della Gelmini, alla Untenured,
    fautori della contemporaneità al grido di “più grosso è, meglio è”, quando c’è da prenderlo in quel posto!

  16. capemaster ha detto:

    Quoto cattivo maestro sul documento… a mio avviso si tratta di un qualcosa scritto in un linguaggio simile a quello della politica ed ha poche proposte concrete a parte “sblocchiamo il blocco”.
    Riporto un passo emblematico.

    “Pensiamo che la valutazione debba essere intesa anche come rendicontazione sociale delle attività degli atenei e del sistema nel suo complesso, che non possa prescindere dai contesti territoriali in cui le università sono inserite. Contemporaneamente, ribadiamo che anche docenti, ricercatori e dottorandi dovrebbero essere coinvolti nei processi di valutazione.”

    Quindi?
    Oi, cerco solo di essere costruttivo criticando passaggi criticabili. Sono anche io ricercatore precario. E per giunta ho 33 anni, non mi resta molto tempo da spendere nel baraccone.

  17. France ha detto:

    @insorgere e mino, ma soprattutto insorgere: io a leggere queste cose sono profondamente demoralizzato. Delle due l’una: o quelli che scrivono qui, l’APRI e gran parte di quelli che conosco sono una netta minoranza dei ric prec; oppure la gente va a manifestare e poi i documenti finali li scrive De Nardis.

  18. cattivo.maestro ha detto:

    France,
    diciamo che da l tuo osservatorio olandese hai una straordinaria possibilità di fare ricerca, ma non hai il polso della situazione del grado di malessere che si muove nelle aule universitarie.
    Non immagini neanche quanto farebbe imbestialire la vostra posizione di dialogo al governo e di sostegno alla lina Giavazzi-Gelmini.
    Se hai notato il documento che ho segnalato è relativo ad un evento organizzato dai giovani di Alleanza Nazionale. Si paventa un blocco indefinito, perchè il tecnico del Ministero, quello che ARES mi vuole insegnare che scrive le norme (Ares ho fatto quel lavoro per sei mesi, so di cosa parliamo….) non ha idea di cosa saranno questi parametri che dovevano essere scritti in trenta giorni.
    E sono trascorsi già tredici giorni dal Consiglio dei ministri, un paio di meno dalla pubblicazione in Gazzetta…

  19. cattivo.maestro ha detto:

    “Un Paese che investe lo 0,9% del proprio prodotto interno lordo in ricerca, contro la media del 2% degli altri, non può essere scientificamente competitivo né attirare a sé o trattenere i suoi ricercatori migliori”.

    Occorre partire dalla eliminazione dei tagli previsti dalla legge 133, come ci insegna DULBECCO, rivedendo tutto l’impianto delle politiche del Governo:
    http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/ricercatori-iniziativa/ricercatori-iniziativa/ricercatori-iniziativa.html

  20. Untenured ha detto:

    secondo quest’articolo

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_visualizza.asp?chkIm=2

    la Gelmini starebbe meditando di ritirare il D-L e ricorrere al disegno legge. Nell’articolo si parla di “giovani ricercatori al posto dei docenti più anziani; niente blocco al turn over per i ricercatori” come possibili modifiche.

    Mi chiedo soprattutto il primo punto cosa possa significare… incentivi ai prepensionamenti?

  21. cattivo.maestro ha detto:

    …magari stavolta siamo riusciti Bogotà, Michele ed io a convincere la Gelmini 🙂

  22. Untenured ha detto:

    …magari NOI facendo passare, seppur per pochi giorni, il sistema del sorteggio abbiamo aperto la contraddizione che li ha costretti a pensare a un sistema più razionale (responsabilizzante e basato sulla valutazione) e soprattutto “europeo” di reclutamento.

    si deve vedere, se queste indiscrezioni fossero vere, che cosa ne sarà del reclutamento straordinario.

  23. Birillo ha detto:

    Era abbastanza scontato che il documento dell’onda fosse qualcosa di alquanto fumoso. Tranne che per alcuni punti chiari (es sblocco del blocco di asunzioni) risente troppo della necessità di mediare tra le tante (troppe?) anime della protesta. Se, da una parte, questa multivocità rappresenta una ricchezza da un altra, e cioè quando si passa dal protestare al dover fare proposte concrete, questo rappresenta un ostacolo quasi insormontabile. Da qui la presenza di formule astratte che sono contenitori vuoti che ognuno può riempire con quel che più gli aggrada.

    Tuttavia, credo sia davvero troppo pensare che un movimento che non ha, ad ora, ne un capo ne un idea precisa possa esprimere delle proposte concrete. Può, e secondo me lo fa bene, solo opporsi a delle idee che risultano essere in contrasto con le idee dei più.

    Molto più grave è invece quello che ha evidenziato c.m. Il blocco di fatto non è una paura infondata ma una dura realtà con la quale i sostenitori di posizioni vicine a quelle della Ministra devono iniziare a confrontarsi. E, giova ricordarlo, che nella presente situazione, cioè 133 + 180, tra due anni non vi sarà quasi più la possibilità di assumere ricercatori. Quindi il ritardare i concorsi tende e tenderà sempre più a rappresentare un vero e proprio blocco definitivo.

    Marco

  24. Bogotà ha detto:

    Untenured
    ma ci fai o ci sei?

  25. Untenured ha detto:

    @Bogotà che il sorteggio dovesse avere un ruolo destabilizzante, per aprire nuove strade, lo sostenevo pure ieri (prima di sapere delle indiscrezioni di Italia Sera e dei dubbi di Giavazzi)… ma non so questo a chi possa interessare..

  26. Birillo ha detto:

    @Untenured

    Scusami. Vorrei che tu mi dicessi se io ho capito bene o male la tua affermazione.

    Tralasciando il peso del vostro “suggerimento” al ministro…
    Hai detto che, in pratica, avete sostenuto un sistema non valido solo per mostrare la necessità di andare verso un sistema più meritocratico basato su chiamata nominale e valutazione ex-post?
    Ho capito bene?

    Vorrei saperlo, se ovviamente non ti crea problemi, solo per non essere accusato di non aver compreso bene le vostre posizioni.

    Ti ringrazio in anticipo.

    Marco

  27. Bogotà ha detto:

    untenured
    quello che sostieni tu – la cabala del sorteggio puro – non ha dischiuso proprio un bel niente. Solo un bambino potrebbe crederlo…

  28. Birillo ha detto:

    @Untenured

    … e scusa una ulteriore domanda..

    Ma sei solo tu che lo vede/vedeva in questa maniera oppure era tutto l’APRI?

    Sempre grazie in anticipo per la tua risposta

    Marco

  29. cattivo.maestro ha detto:

    Caro Untenured,
    l’articolo che hai segnalato mi pare colga una notizia vecchia e secondo me è senza fondamento.
    Il reclutamento straordinario deve essere continuo. Io pavento il rischio che possa in qualche modo rallentare perchè il decreto sui criteri non è così semplice da scrivere. MOlti hanno scritto qui, meglio concorsi bloccati che con le vecchie regole. Io sostengo meglio concorsi aperti subito e regole nuove, scritte bene e immediatamente applicabili per il 2009.

  30. Untenured ha detto:

    @Bogotà lungi da me pensare che quei pensieri abbiano influenzato alcunché 🙂 erano valutazioni evidentemente..

    @Birillo nella Petizione si auspicava una sorta di road map che dal sorteggio portasse al metodo internazionale di reclutamento. I fatti potrebbero mostrarci che, dopo aver screditato il sistema elettivo con il mercato (mafioso) concorsuale di questi ultimi anni e dopo aver reso mostrato che il sistema del sorteggio è inapplicabile, non resta altra strada che quella della cooptazione responsabile e basata sulla valutazione.

  31. Bogotà ha detto:

    Già, untenured, valutazione come al solito campate in aria… aria fritta!

  32. Untenured ha detto:

    è vero sono congetture e ipotesi, ma non mi pare che questo blog sia un tavolo tecnico con documenti ufficiali alla mano, caro Bogotà, ma mi pare sia uno spazio di dibattito

  33. Bogotà ha detto:

    Più che un tavolo tecnico, caro Untenured, dallo spessore delle tue valutazioni, congetture e ipotesi, mi pare piuttosto il refettorio di un asilo nido…
    Bye, bye!

  34. Untenured ha detto:

    @Bogotà calm down.. altrimenti poi non lamentarti che si finisce con gli insulti. Direi di evitare: non fa parte del nostro stile.

  35. Bogotà ha detto:

    è proprio il tuo stile!

  36. France ha detto:

    @Birillo
    Beh, per essere una mediazione mi spieghi un po’ tra quali estremi? Per il reclutamento si parla solo di concorsi; per la gestione si dice che i modelli a cui guradare sono fuori dall’Italia (generico) ma quello anglosassone no e poi no (molto specifico). Sulla valutazione si dice che ci vuole, ma le pubblicazioni no, i brevetti no, la qualita’ della didattica no, bisogna valutare la RENDICONTAZIONE SOCIALE???????? Io staro’ sulla Luna, ma qui siamo nella Nube di Oort!
    Inoltre, siccome le parole sono importanti, una serie di termini che sono abbastanza rivelatori della natura dell’estensore:
    “democratizzazione dell’accesso ai fondi”, da estendere anche ai dottorandi (!!!!)
    “gerarchizzazione”,”transnazionale”….

  37. Bogotà ha detto:

    @ Birillo, che che ne possano dire oggi Untenured, gli apristi e i fiancheggiatori vari del ministro Gelmini, LORO al “sorteggio puro” ci credono proprio (o ci hanno creduto), salvo poi rimangiarsi la porcata, spacciandola per il meccanismo a orologeria congegnato per “dischiudere le contraddizioni” del sistema… ma mi faccia il piacere!

  38. cattivo.maestro ha detto:

    quindi questi esperimenti da apprendisti stregoni dovremmo pagarli sulla nostra pelle subendo un sistema concorsuale volto non a migliorare il sistema, ma solo a screditare quello attuale?

    Ma il sistema attuale è già screditato! C’è bisogno che Giavazzi-Gelmini adottino un decreto-legge per screditarlo?

    Ad un governo che durerà in carica 5 anni chiediamo regole nuove, improntate alla responsabilità e alla valutazione, non formulette e giochini da testare sulla vita dei precari.

    La maschera è svelata! Chiediamo il ritiro della legge 133 (le parole di Dulbecco sono macigni), il ritiro del d.l. 180 e una riforma vera e IMMEDIATAMENTE APPLICABILE per il reclutamento 2009. E concorsi rapidi e continui! NO AL BLOCCO DEI CONCORSI IDEATO DA GIAVAZZI!

  39. cattivo.maestro ha detto:

    …voglio solo precisare che se il d.l. 180 venisse non convertito in legge entro 60 giorni (in questo consisterebbe il ritiro del d.l. a cui starebbe pensando la Gelmini, secondo l’articolo segnalato da Untenured) i fondi del reclutamento straordinario 2008 del da me contestatissimo Ministro Mussi sarebbero persi! Perchè la mancata conversione si determinerebbe a gennaio 2009!

  40. France ha detto:

    Per chiarezza, credo che Untenured non sia iscritto all’APRI (se l’e’ presa per il vivissimamente). Ma e’ sicuramente uno dei piu’ strenui difensori/promotori della Petizione. Io sono convinto che il sorteggio integrale, la graduatoria a scorrimento, l’abolizione di scritti e orali e (new entry rispetto alla petizione) una norma che impedisca l’uso sistematico dei TD per coprire i posti T.Ind sottoposti al blocco del turnover siano modifiche fattibili, che non bloccheranno i concorsi per piu’ di un paio di mesi e che avranno 2 effetti
    1) Renderanno possibile a molti che oggi sono spacciati perche’ privi di paraculamento di giocarsela ad armi pari con chi aspetta solo che papino, cicci o yesmaster gli faccia vincere il concorso
    2) Faranno incazzare come iene papino, cicci e yesmaster e allora li vedremo tutti uscire allo scoperto a chiedere la chiamata diretta, che a quel punto sara’ un giochetto rendere anche responsabile.
    Quindi, secondo me, due piccioni con una fava.

  41. cattivo.maestro ha detto:

    Su queste posizioni la RNRP vuole scrivere un documento?

  42. Bogotà ha detto:

    Già ma chi se ne fotte del finanziamento Mussi, a questi importa solo delle rose, dei sorteggi, delle regolette pseudo-meritocratiche… nulla dei precari o anche della ricerca… Caro France, hai dimenticato che senza finanziamenti non ci può essere responsabilizzazione? Come lo premi uno che fa (o meglio, vorrebbe fare) ricerca, stanti i tagli in Finanziaria?

    Per fortuna, questi apprendisti stregoni della domenica (alla Untenured & C.) lasciano il tempo che trovano, non se li fila nessuno…

  43. ares ha detto:

    “… se è bello resta bello, se è piove resta piove!”

  44. France ha detto:

    Altra puntualizzazione.
    Bogota’ e c.m. parlano apertamente dei soci di APRI come di fiancheggiatori della Gelmini, seguaci di Giavazzi, insensibili ai problemi dei precari. Queste sono, ovviamente, deduzioni loro. La Petizione non l’ha scritta la Gelmini o Giavazzi, e non l’hanno firmata certo loro. L’APRI si sta rivolgendo a tutte le forze in campo per ottenere quello che c’era nella Petizione e che e’ la base del suo Statuto e del Manifesto. I problemi della precarieta’ sonol abse di partenza di tutto quanto: se non esistesse la precarieta’, non esisterebbe l’APRI. La soluzione per noi e’ arrivare in tempi brevi alla definizione di un solo contratto postdoc garantito nei diritti e tenure track (o dentro, o fuori) entro un numero limitato di anni; riformare il reclutamento nel senso della chiamata diretta con una severa valutazione a livello, nell’ordine, di singoli, dipartimenti, facolta’ ed atenei, valutazione che deve essere utilizzata per la ripartizione del 100% dei fondi pubblici; aumentare al 3% del PIL gli investimenti pubblici in ricerca e Univ: siccome sappiamo che Roma non si costruisce in un giorno, per l’immediato (per i prossimi x anni, si spera pochi), rendere il reclutamento piu’ trasparente e meno manipolabile (vedi sopra). Ognuno tragga le sue conclusioni.

  45. cattivo.maestro ha detto:

    Cari colleghi APRI.
    Noi conosciamo le vostre posizioni. Siete stati più abili di noi a creare anche un vostro forum e una vostra associazione.
    Abbiamo dialogato con voi da tempo. Non ci convincete. Perchè continuate a ribattere alle posizioni che noi possiamo esprimere solo qui, anzichè confrontarvi sul vostro Forum?
    Noi abbiamo solo questo spazio, ma se appena avanziamo una proposta, siamo sommersi da dicei vostri commenti oppositivi come facciamo ad elaborare una nostra idea?
    Un mese fa insieme a Colombo da Priverno ho scritto una lettera aperta al Ministro Gelmini, che ha ottenuto un discreto consenso qui, per chiedere che i ricercatori non fossero coinvolti nel blocco del turn over. Immediatamente Bombadillo ha proposto la sua interpretaazione, affermando che giuridicamente la mia tesi non era sostenibile, perchè il reclutamento straordinario non poteva ricadere nel blocco!!!
    Ora mi chiedo, voi andate avanti. Noi non siamo d’accordo, ma voi andate avanti.
    Non sarebbe il caso di lasciarci la possibilità, quelle poche volte che abbiamo uno straccio di idea migliore della vostra. Abbiamo visto come il d.d. prevede oggi che blocco del turn over permette l’assunzione del 60% dei ricercatori. Non era meglio se quella lettera l’avessimo mandata ai giornali. Secondo voi no.
    Lasciateci elaborare qualcosa senza essere inondati dai vostri messaggi contrari. Noi non possiamo farlo che qui.
    E preciso subito che non sto dicendo che non potete commentare, anzi siamo sempre aperti al confronto. Lo abbiamo dimostrato in questi giorni persi alla tastiera. Solo vi chiedo di lasciarti ogni tanto sei minuti senza dover replicare a voi, da dedicare alle nostre proposte.

  46. cattivo.maestro ha detto:

    FRance
    se mi trovi un commento in cui ho scritto che siete “fiancheggiatori della Gelmini” mi fai una cortesia.
    Non ce la fai proprio a rispettare chi non la pensa come te?

  47. Bogotà ha detto:

    Caro France, le vostre sono nobili intenzioni. Quello che vi si rimprovera è che incuranti del quadro politico, delle valutazioni dei vostri compagni di strada, ecc. abbiate innescato un meccanismo irresponsabile che (paradossalmente rispetto ai vostri stessi desiderata) rischia di andare contro gli interessi della comune causa.
    Ma ti sembrano parole sensate quelle di Untenured, o di un pazzo maniaco in delirio?

    Ora che forse anche Giavazzi, Gelmini & C. hanno capito che questa pseudo-riforma (parzialmente coincidente con quella avanzata da Apri) non risolve nulla; e che anzi come sostengono in molti questo d.l. alla fine avrà fatto più danni che altro, volete fermarvi a riflettere su quale debba essere in questo momento l’obiettivo della lotta?

  48. Bombadillo ha detto:

    A me, invece, pare proprio che Giavazzi abbia ragione
    .
    Il meccanismo concorsuale, con qualsiasi modalità, è assurdo se riferito all’Università. E su questo, mi pare, siamo tutti d’accordo, perchè, invece, ci vorrebbe la chiamata diretta responsabile, secondo il modello europeo.

    Come facevo notare in un post molto precedente, tuttavia, la cosa più bella di queste regole concorsuali, proprio perchè delineano un concorso vero, nel senso che non si può predeterminare chi vincerà, secondo il precedente modello dello pseudo-concorso (e conseguente chiamata diretta irresponsabile), ha sortito l’effetto di far diventare proprio i Baroni più conservatori dei “profeti” della cooptazione diretta responsabile.

    Fino a quando, cioè, hanno avuto il potere, senza assumersi la relativa responsabilità , in Baroni non avrebbero mai acconsentito alla chiamata diretta responsabile, che invece adesso – che non hanno più niente da perdere – invocano a gran voce.

    Sotto questo punto di vista, quindi, il passaggio ai concorsi veri era necessario per passare, dagli pseudo-concorsi che mascheravano la chiamata diretta irresponsabile, al modello europeo della chiamata diretta responsabile.

    Ma forse, per noi precari, questo non è neppure il punto principale.

    Il punto principale è che i concorsi veri, che certo sono peggio della chiamata diretta responsabile, erano, però, l’unica proposta possibile nell’IMMEDIATO.

    Si trattava, cioè, di capire come si volevano dare i posti del reclutamento straordinario, e gli altri posti in generale nel breve periodo, ovverosia nel frattempo che si faceva la riforma vera, che può anche implicare modifiche costituzionali, e che comunque non può diventare operativa fino a quando i meccanismi di responsabilità non saranno rodati. Altrimenti è come avere il motore ferrari e i freni della bici. Diciamo, quindi, 3 anni?
    Per 3 anni, però, non si potevano bloccare i concorsi, perchè questo voleva dire tagliare fuori un sacco di gente. In ogni caso, non sarebbe mai stato possibile.

    In definititva, si trattava dei soldi di Mussi e degli altri concorsi per i prossimi 3 anni che, necesessariamente, se si voleva darli, bisognava darli tramite concorso.

    A questo punto, però, l’unica soluzione era quella di far fare dei concorsi veri, perchè continuare con gli pseudo-concorsi, equivalenti alla chiamata diretta irresponsabile, ovverosia il peggior sistema immaginabile, non era proprio possibile.

    Se la Gelmini ritirerà il d.l. sarà solo per la pressione degli ordinari: voi sembrate proprio non avere idea di cosa sta succedendo.

    Il vero problema è stato quello di aver mirato troppo in alto: magari avessero riformato solo i concorsi da ricercatore. Intervenendo sui concorsi da associato e soprattutto da ordinario, invece, la posta è salita moltissimo, e la Gelmini è politacamente troppo debole per resistere alle pressioni che le possono arrivare.

    Alle volte mi chiedo dove viviate, non sapete nulla di quello che succede?
    Succede che adesso i vincitori (e gli idonei) non sono predeterminabili.
    …hai “detto” niente.

  49. Bogotà ha detto:

    Vedo con piacere che gli studenti universitari si interessano ancora alla lettura… cosa ti piace d’altro, caro ares, oltre a Bergonzoni?

  50. cattivo.maestro ha detto:

    Ho scritto che APRI non riconosce il diritto dei precari ad ottenere concorsi rapidi e CONTINUI, che pure il mite e da tutti contestato qui TOGNON riconobbe come aspettativa insopprimibile per chi ha versato sangue precario per anni nelle Università italiane. VOi sostenete che è meglio bloccare i concorsi previsti dal reclutamento straordinario 2008 piuttosto che farli celebrare con le vecchie regole ad oggi le uniche applicabili.
    Il sistema Giavazzi-Gelmini non è attualmente applicabile. Ho segnalato una notizia da cui si evince che dopo 13 giorni i tecnici del Ministero sono in lato mare nella predisposizione dei criteri per sbloccare i concorsi, che al momento dunque sono bloccati!
    Ho letto che Giavazzi sostanzialmente confessa di aver suggerito questo modello per elettrizzare il sistema
    Ok. Io però penso che le spese di questi esperimenti non possono pagarle i ricercatori precari che subiranno un nuovo blocco o un sistema di reclutamento che non piace neanche a chi lo ha proposto.
    Per onestà, queste sono le posizioni che ci dividono.
    Il manifesto elettorale successivo della petizione lo condividono tutto.
    Ma come si fa a chiedere di portare al 3% del PIL gli investimenti pubblici in ricerca e Università se non si chiede di abrogare i tagli previsti dalla legge 133?

    Vedi France che ci costringi sempre a difenderci?

  51. France ha detto:

    MI spiace c.m. se mi trovo ad accomunarti a Bogota’, ovviamente il “fiancheggiatori della Gelmini” e’ copyright suo. D’altra parte, non riesco a distinguere nettamente le vostre posizioni, per cui credo che almeno sulle critiche all’APRI,a parte le differenze di linguaggio, posso accomunarvi nelle stesse risposte?

  52. Bombadillo ha detto:

    -scusate, una precisazione ulteriore, dato che il precedente messaggio lo ho scritto prima di poterne leggerne molti che adesso, invece, visualizzo.

    Come credevo – per una questione di razionale interpretazione – e speravo – perchè con questi non si può mai sapere – il reclutamento straordinario è stato fatto salvo.

    Io sostenevo, e oggi mi pare di poter dire a ragione, che era inutile chiedere una cosa scontata.

    Nelle negoziazioni è sempre controproducente chiedere una cosa scontata, altrimenti uno può dire di averti accontentato in qualcosa “a costo zero”.

    Da ultimo, ribadisco che se non avessero fatti salvi i soldi di Mussi, allora l’accoglimento delle regole della Petizione, che su quelli si basava, non avrebbe avuto senso.

    Gli otri nuovi, infatti, servono se c’è il vino nuovo. Ma se il vino nuovo non ce lo avessero dato, ovviamente, gli otri nuovi sarebbero risultati una beffa: fortunatamente, però, PARE – perchè è tutto in divenire – che così non sia stato.

  53. France ha detto:

    E chi ha detto che noi siamo a favore dei tagli? Ma se i soci che possono (io non posso, capirai perche’) partecipano alle manifestazioni contro i tagli! La vostra alternativa e’ la botte piena, la moglie ubriaca e l’uva sui tralci.

  54. Bogotà ha detto:

    Caro France,
    che io sappia, in italiano “fiancheggiatore” non è un insulto, significa “sostenitore”.

    E poi, non ho mica detto che gli amici dell’Apri sono dei fiancheggiatori di Tremonti (= L. 133), ma della Gelmini (= d.l. 180).

    Scusa ma cosa ci trovi di offensivo?
    tuo B.

  55. cattivo.maestro ha detto:

    France
    io ho rispetto per le tue idee, quelle di Bombadillo o di Untenured e non accomuno nessuno, perchè ho capito che esprimete posizioni a volte anche diverse.
    Non ho mai catalogato il pensiero di qualcuno nelle caselle di quello espresso da un altro. E’ un torto grande verso chi lavora facendo funzionare il cervello
    Potrei farti, ma a che serve?, una lista delle idee che mi distinguono da Bogotà. Condivido con molti la preoccupazione di non avere concorsi a cui partecipare o di avere concorsi a cui partecipare che servono solo a dimostrare che il sistema non funziona e perciò con meccanismi che non funzionano.
    Mi sembra che il mio comportamento sia stato improntato al dialogo, anche quando Bombadillo mi ha definito cattivo.mestruo solo perchè dalla mia tastiera SGANGHERATA era partita una r in ciù trasformando il suo nick in Bombardillo.
    Riconosco rispetto… chiedo rispetto.

    Ribadisco, io chiedo nell’immediato concorsi rapidi e continui, senza subire neanche un giorno di blocco, e che nessun ricercatore siano assoggettato al blocco del turn over o debba pagare perchè l’Università presso cui lavora non è stata virtuosa. Di quello devono rispondere chi ha amministrato l’Università e i professori che fanno parte degli organi collegiali. Non certo i ricercatori precari…

  56. cattivo.maestro ha detto:

    CHiudo l’inutile ennessima discussione fra cinque ricercatori e torno nel corridoio del mio dipartimento, dove ho la possibilità di incontrare sicuramente un numero maggiore di colleghi.

  57. Bogotà ha detto:

    Già, ma, sebbene queste elementari richieste (di Cattivo maestro) non pi pare contraddicano lo spirito della Petizione, non mi risultano che facciano parte delle priorità della road map Apri…

  58. Bombadillo ha detto:

    ..mica era una definizione, era evidentemente una battuta che voleva solo richiamare la tua attenzione all’ennesima volta consecutiva che sbagliavi il mio nik, infatti scrivevo anche: Bombardillo? …e che è, la via di mezzo tra un armadillo e una bombarda?..o qualcosa del genere.

  59. Bogotà ha detto:

    Bombadillo
    le regolette non cambieranno nulla, non illudiamoci.

    Gli ordinari – se non cambia il sistema – troveranno sempre il modo per mettersi d’accordo… ci vuol poco a formare due correnti che si spartiscono i posti, proprio come avviene ora!

  60. France ha detto:

    A differenza di te io ho una soglia abbastanza alta dell’insulto, quindi nemmeno ho detto che secondo me sono insulti. Per me sono interpretazioni sbagliate di un comportamento che secondo me non e’ quello di chi sostiene la Gelmini ( e io non ho detto, rileggi, Tremonti, so leggere, per ora), ne’ quello di chi se ne sbatte dei precari.

  61. Bogotà ha detto:

    Lo so che non hai detto Tremonti, volevo solo sottolineare che non ti ho voluto offendere dicendo “fiancheggiatori della gelmini”…

    Ma a voi questo d.l. 180 vi piace/piaceva SI o NO? perché altrimenti non so più di cosa stiamo parlando!

  62. Birillo ha detto:

    @France

    Hai ragione che quel documento, se lo si volesse utilizzare come base programmatica, si troverebbe su di un pianeta extrasolare a scelta. Io non ho partecipato ne alle assemblee alla sapeinza ne alla stesura dei papielli ma mi hanno raccontato il clima. Ognuno diceva qualcosa e la ricerca dell’applauso maggiore ha preso il sopravvento. Ad esempio si sono affermate cose ben strane. Si rifiuta il modello Anglosassone. Ma in realtà si intendeva il modello americano che è molto diverso da quello Inglese. Solo che anglosassone è un termine “colto” mentre se dici che non ti piace il modello americano dicono che sei comunista. Quindi hanno scritto che rifiutano il modello anglosassone che i più, ed io tra questi, individuano come il modello inglese. Ma a me questo modello piace e non poco. E di altre sciempiaggini di tal fatta in quelle poche pagine ne trovi tante.
    Tuttavia quel documento non è, per fortuna, un documento programmatico ma, al più, una lista di desiderata. Esso è importante solo perchè riflette lo stato di scoramento e di incazzatura delle persone coinvolte nell’università, in tutti i ruoli, ed il loro desiderio (sincero almeno per molti) di cambiamento.
    Però con cambiamento essi, ed anche io nel mio piccolo, intendono un cambiamento vero. E per questo che non si esaltano, ed io con loro, davanti al d.l. 180 che è, a voler essere buoni, una riformicchia che non cambia nulla.

    E’ ben strano, e qui rispondo anche ad untenured scusandomi con lui per la risposta inserita in un’altra, che per arrivare ad una riforma meritocratica il primo passo non sia verso un aumento della meritocrazia. In pratica se così fosse, cosa di cui però concedetemi di dubitare, sareste dei novelli Colombo che volete andare in Catai attraverso il Mare Oceano. Però vi ricordo che il genovese se non avesse avuto la fortuna di imbattersi nell’America sarebbe morto nel tentativo essendo il Catai molto più distante di quanto lui pensasse. Io, non voglio morire prima del Catai. Con la povera fantasia che mi ritrovo, e con gli annetti che si iniziano a sentire, mi sento più portato ad emulare il veneziano Polo non solo perchè abbiamo lo stesso nome. Quindi nei miei desiderata i primi passi sarebbero direttamente verso una maggiore meritocrazia e non in direzione opposta od ortogonale.
    Come dice anche c.m. questo nostro sistema non aveva la necessità di essere sputtanato ulteriormente. Lo era e lo è già a sufficienza. Con la maggioranza in parlamento che il centro destra si ritrova, una riforma meritocratica dell’università passerebbe facilmente e, sicuramente, non troverebbe sulla sua strada un opposizione talmente dura quanto questa. Troverebbe sicuramente delle opposizioni ma non penso che riuscirebbe a compattare contro di se persone ed idee talmente in contrasto tra di loro come quelle presenti nell’onda.
    Il problema è, e lo ripeto da talmente tanto che oramai il computer lo scrive da solo, che una riforma della meritocrazia non può partire da un taglio drastico ed indiscriminato dei fondi. Altrimenti la supposta riforma è solo un insieme di belle parole che servono a coprire la brutta sorpresa. Come ti faceva notare anche Luca nel trend precedente, sic stantibus rebus, nel 2011 non vi saranno più concorsi, o quasi. Ed allora parlare di sorteggino o elezione, di rosa o di qualsiasi altro fiore, non avrà nessun significato.

    E questo che alcuni di noi, chi con più calma chi in preda all’incazzatura, cercano di farvi capire. Spero di essere stato più chiaro del solito.

    Marco

  63. kary@nowhere.com ha detto:

    dunque, io non so che dire qui nel forum si legge un po’ la contraddizione innata in ogni discussione (come diceva Russel paghiamo politici perche’ gli uni dicano cose opposte agli altri)
    invidio le certezze di molti, infatti io ho solo delle domande.
    per quanto riguarda l’abolizione dei concorsi sono anche d’accordo, ma avete mai visto “realmente” cosa accade nel sistema, vi e’ mai venuto in mente che anche i CV sono manipolabili ? cono sco persone che hanno moli articoli pubblicati perche’ semplicemente qualcuno ha chiesto il favore a qualcun altro di far comparire il nome del “prescelto”
    quindi anche io sono felice se si evitano pantomimen di scritti e orali, ma non mi dite che li hanno tolti perche’ altrimenti i concorsi sono piu’ manipolabili, questo, almeno in campo scientifico e’ una gran cavolata
    la rosa, non la rosa, non ne ho idea.. .quale e’ lo scopo ? scombinare i piani di qualuno ?
    andiamo avanti pero’ se proprio dobbiamo scombiniamoli bene
    ho anche un timore TREMENDO..
    diciamo che dobbiamo buttarci sull’abolizione legale del titolo di studio (chiedo ai giuristi esattamente cosa comporta ?), ma siamo sicuri che poi non ci scaviamo la fossa da soli ????
    Intendo
    Chiamata diretta ok, si fa !!
    poi diciamo adesso deve per forza venire in abbinamento la responsabilita’ !!
    Perfetto !
    vi ricordo pero’, che se non si verificano tutte e due le condizioni abbiamo semplicemtente reso palese e totalmente inattaccabile qualunque tipo di cooptazione (mi piaciono le persone con gli occhi azzuri e prendo solo ricercatori con gli occhi azzurri)
    Nessuno dico NESSUNO poi nel forum sembra realizzare che in altri paese esistono anche altre realta’ e tutto va a volte un po’ meglio perche’ FUORI esistono degli sbocchi.
    I miei colleghi spagnoli con dottorato dopo DUE ESAMI possono andare ad insegnare in un liceo NON DOPO ANNI DI SISS (e nessuno a riguardo capisce una mazza, esiste, non esiste, fa punteggio non lo fa ???)
    le industrie all’estero non producono SOLO SCARPE ED AUTO !!
    abbiamo un sistema economico un po’ superiore all’agricolutura di sussistenza.
    L’irlanda ha le fabbriche della intel !! non gli scantinati con i taroccatori di magliette !!
    CMQ una cosa pratica, scusate gli sfoghi posso farla
    MI SONO ROTTO LA MAZZA DI SCRIVERE QUI.
    gli rnpr isti mi contattino e gli metto su un forum in 5 minuti quando cippa vogliono.
    e auspicherei anche un reale dialogo poi tra i due forum (cugini, fratellastri, ma non nemici, perche’ qui altrimenti finiamo male, mentre litighiamo per gli stracci non cambia una mazza)

    “Non sono d’accordo con ciò che dici ma lotterò affinchè tu lo possa esprimere”
    se ci siete battere un colpo.
    mandatemi una email a cui scrivervi

    E poi aggiungerei… azz ricercatori precari ma se non conosciamo neanche un minimo di tecnologie peggio dei mammut ci riduciamo !

  64. France ha detto:

    Allora, Birillo, siccome ci sono i tagli, previsti da un’altra legge, della 180 nemmeno si discuta: che facciano il cazzo che gli pare sempre e comunque, noi abbiamo la coscienza a posto….
    Sono abbastanza sconfortato…

  65. cattivo.maestro ha detto:

    Cari France e Bombadillo,
    se anche il senatore del Pd che vi ha ricevuto vi dicesse che il d.l. 180 è una presa per i fondelli ai ricercatori precari sareste pronti a rivedere un po’ le vostre posizioni e a lavorare per ricreare uno spirito unitario?

  66. Birillo ha detto:

    @France

    Temo che io sia ad essere abbastanza sconfortato.
    Se ho il cancro ed il raffreddore per prima cosa cerco di curare il primo. Poi il secondo.
    Soprattutto se la cura per il secondo è pure una cura sbagliata e serve solo a fare degli strani esperimenti sul mio corpo.

    Fuor di metafora cosa c’è nella 180 che va verso la meritocrazia? Il sorteggio?

    Marco

  67. cattivo.maestro ha detto:

    ..e chiedo questo perchè anche un gruppeto di cui faccio parte anch’io, al termine di una manifestazione ha parlato con alcuni senatori del PD che hanno sostenuto questa tesi…
    Non penso che con voi ne sosterranno un’altra…

  68. Bogotà ha detto:

    @France, Bombadillo
    se avrete il coraggio di farlo, io mi propongo come “tesoriere”…

  69. cattivo.maestro ha detto:

    I miei colleghi presenti qui nel corridoio del Diaprtimento sono reduci da un colloquio con un senatore del PD che stamattina ha ricevuto sette organizzazioni tutte diversamente rappresentative dei ricercatori precari.
    Probabilmente è lo stesso senatore che ha ricevuto anche APRI.
    Avrebbe sostenuto, ma riferisco de relatu, anche lui che la posizione dei senatori del Pd in commisione è quella che il dl 180 è una presa per il culo per i ricercatori precari.

  70. Birillo ha detto:

    Sperando di fare cosa gradita ed utile a tutti vi mando una lettera arrivatami alcuni minuti fa. Dovrebbe servire a chiarire quali sono le altre forze in gioco e le lor posizioni.
    Prima di lasciarvi alla lettura i quanto segue sottolineo che con questa sottomissione io non intendo, per ora, ne appoggiare, ne oppormi a quanto scritto di seguito

    Buona lettura

    Marco

    P.S. con il taglia e cuci l’editing ha fatto un po’ schifo. Sorry
    Cari colleghi, ieri 18 novembre, siamo stati ricevuti dalla Comm VII del Senato
    per discutere sul DL 180 (erano presenti, tra gli altri, i senatori: Possa -presidente- , Valditara, Asciutti, Poli-Bortone, Bevilacqua e Garavaglia.
    Erano presenti tra gli invitati FLC-CGIL, CISL, UILPA-UR AFAM, UGL, SNALS,
    CISAL, ANDU, APU, ADI -spero di non aver dimenticato qualcuno- e noi del CNRU.
    Alcune sigle (confederali, ANDU, CNRU, ADI, APU) hanno presentato un documento
    unitario (allegato 1).
    In aggiunta, il Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari ha presentato un ulteriore documento (allegato 2) con specifici commenti sul DL 180 che ha illustrato durante l’audizione.
    Valditara, che è relatore del provvedimento, ha mostrato di ricepire un emendamento del CNRU sul comma 1 dell’art.1 riguardante il blocco dei concorsi per le Università oltre il limite del 90%: abbiamo chiesto di non computare ai fini di detto limite i tagli previsti dalla 133 affinché il blocco dei concorsi non venga determinato dalle minori entrate in FFO derivanti dai tagli stessi.
    Vedremo se la cosa avrà un seguito.

    —————————————————————
    ALLEGATI

    -1-
    Osservazioni sul decreto 180

    Non difendiamo lo status quo.
    Difendiamo il ruolo dell’Università, ruolo di promozione sociale della cultura
    e dell’innovazione e ci basiamo su tre valori fondanti:
    . la natura pubblica del sistema universitario e, quindi, riteniamo
    inaccettabile la trasformazione di queste in fondazioni di diritto privato,
    . il ruolo sociale del sistema universitario,
    . la natura cooperativa e partecipata del sistema universitario.
    Chiediamo che vengano eliminati i tagli ai finanziamenti previsti dalla 133.
    Il testo del decreto, così come è scritto, rischia addirittura di aumentare
    tali tagli perché non ci sono i tempi per potere distribuire il 7% legato alla valutazione.
    Ma ciò che è fondamentale è aumentare i finanziamenti: quanto è necessario per
    il funzionamento basale dei singoli atenei. Gli sprechi vanno ridotti, ma non
    uccidendo le università e chi ci lavora e ci studia.
    A tale finanziamento si deve aggiungere quello dipendente dalla valutazione.
    Chiediamo l’eliminazione del blocco del turnover per tutte le università e per
    tutto il personale, compreso quello tecnico e amministrativo. Con i tagli
    previsti dalla 133 moltissime università andranno ben presto oltre il 90%
    col rischio di non potere svolgere neppure i concorsi per ricercatori previsti dal
    reclutamento straordinario e per il quale i fondi sono già stanziati.
    Chiediamo che le risorse derivanti dallo sblocco del turnover siano utilizzate
    solo per personale di ruolo. Chiediamo che non si intervenga sui concorsi già banditi e non si impedisca il loro svolgimento. Chiediamo che siano banditi in tempi rapidi concorsi per ricercatori di ruolo, sia quelli previsti dal reclutamento straordinario, sia un numero ulteriore consistente per far funzionare la didattica e la ricerca degli atenei,
    tenendo conto dell’altissimo numero di personale precario già formato che opera
    nelle università.
    Prendiamo atto dell’aumento dei fondi per gli studenti, ma tale aumento non è
    assolutamente sufficiente sia perché non tiene conto dei tagli operati ai fondi
    delle regioni, sia perché sicuramente per la parte di alloggi e residenze la
    somma destinata è troppo esigua, sia perché si tratta di un intervento solo
    per il 2009.
    ————————————————————————-

    -2-
    C.N.R.U.

    Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari

    Commenti sui contenuti del DL 180

    Il Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari, presa visione del Decreto Legge 10 novembre 2008, n.180 .Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. pur considerando lodevole il tentativo di introdurre norme intese a cercare di risolvere le criticità presenti nelle procedure concorsuali, a incentivare le Università più virtuose e a favorire la mobilità degli studenti, ritiene il provvedimento insufficiente nell’impegno finanziario, a fronte della vigenza della legge 133 che penalizza fortemente e indiscriminatamente il Sistema Universitario, farraginoso nelle norme
    adottate riguardanti il reclutamento nelle università e, infine, contraddittorio
    nella scelta di commissioni di concorso costituite da soli professori ordinari che
    accentua la preminenza dei poteri accademici e baronali, a differenza di quanto
    più volte annunciato. Si ritiene, inoltre, che la scelta di agire tramite decreto legge,
    interrompendo procedure concorsuali già avviate, pur nel lodevole tentativo di
    impedire il riproporsi di atteggiamenti e consuetudini poco trasparenti,
    costituisca un pericoloso precedente, consentendo di cambiare delle regole
    in corsa. A tale proposito, se è vero che il legislatore ha ritenuto di intervenire in questo modo per evitare comportamenti volti a pilotare l’esito dei concorsi, è anche vero che molti possibili candidati hanno rinunciato a parteciparvi proprio in virtù di tali possibili condizionamenti e pertanto, in coerenza, sarebbe opportuna una riapertura dei termini dei concorsi per dar modo a coloro che non avevano ritenuto di partecipare di poterlo fare alla luce di una nuova normativa.
    Nonostante le difficoltà a considerare positivamente il decreto nel suo
    complesso, il Coordinamento ritiene comunque di evidenziare alcuni punti
    dell.articolato, con la proposta di emendamenti che potrebbero rendere il
    provvedimento più accettabile, rendendo anche l.impianto generale più
    coerente
    con gli obiettivi che si prefigge di raggiungere.

    In particolare

    Art.1, comma 1
    Tenuto conto che molti atenei sono vicinissimi al limite del 90% nel
    rapporto
    spese fisse/FFO e visto che nella fase attuale tale rapporto non è sotto il
    controllo delle università ma risentirà fortemente dei tagli previsti
    dall.art.66 della Legge 133, l.inibizione all.indizione di procedure
    concorsuali e all.assunzione di personale per gli atenei che supereranno
    tale
    limite nei prossimi anni genererà un blocco di fatto provocato unicamente
    dalla
    diminuzione dell.FFO e non da cattiva gestione degli atenei. Sarebbe più
    opportuno, quindi, ai fini della determinazione di eventuali sforamenti del
    limite critico, non considerare nel calcolo del rapporto in oggetto i tagli
    all.FFO previsti dall.art.66 della Legge 133.

    Art.1, comma 2
    Le università escluse dalla ripartizione dei fondi andrebbero determinate
    sulla
    base di quanto indicato precedentemente, affinché non subiscano l.esclusione

    dalla ripartizione dei fondi di cui all.art.1, comma 650, della Legge 296/06

    unicamente per causa dei tagli previsti dall.art.66 della legge 133.

    Art.1, comma 3
    La previsione dell.assunzione di ricercatori a tempo determinato, a fronte
    dei
    problemi finanziari determinati dai tagli della Legge 133 e dalle
    conseguenze
    previste dai precedenti commi 1 e 2 del presente articolo, costringerà la
    maggior parte degli atenei a preferire tali figure rispetto a quelle a tempo

    indeterminato per diminuire il rapporto spese fisse/FFO, dato che i
    ricercatori
    a termine non sarebbero conteggiati tra le spese fisse a differenza dei
    ricercatori a tempo indeterminato. Tale situazione porterà a un.ulteriore
    precarizzazione nelle università, giunta a livelli ormai insostenibili.
    Sarebbe
    opportuno quindi considerare soltanto ricercatori a tempo indeterminato per
    il
    reclutamento con le modalità di cui al comma 5 dell.art.1 del presente
    decreto.

    Art.1 commi 4 e 5
    Il Coordinamento è convinto che nessun provvedimento sulle procedure

    concorsuali possa avere esiti positivi senza mettere mano allo stato
    giuridico
    della docenza universitaria, riconoscendo il ruolo di professore ai
    ricercatori
    nell.ambito di una carriera unica in cui ci sia distinzione tra reclutamento
    e
    avanzamento di carriera. Solo in tale ambito sarebbe ragionevole, in
    procedure
    concorsuali unicamente destinate al reclutamento al livello più basso, la
    scelta nelle commissioni di professori di fascia più alta.
    Con il mantenimento di tre concorsi distinti l.esclusione dei ricercatori e
    dei
    professori associati dalle commissioni di concorso, in un momento in cui da
    più
    parti si indica nelle procedure concorsuali uno dei mali dell.Università
    italiana, risulta incomprensibile: il messaggio che se ne trarrebbe sarebbe
    quello di indicare in queste due categorie i responsabili delle criticità,
    mentre sappiamo che sono di tutt.altra natura. La restrizione ai soli
    ordinari
    ci pare un.accentuazione della preminenza dei poteri accademici che va
    proprio
    nella direzione opposta a quella auspicata.
    Inoltre la procedura è alquanto farraginosa e non elimina la
    possibilità di accordi nella formazione delle commissioni anche per
    aggiustamenti successivi: le eventuali integrazioni di appartenenti a
    settori
    affini e la partecipazione a una sola commissione per ciascuna sessione ove
    possibile, offrono troppe scappatoie a chi voglia determinare la
    composizione
    di una commissione. Del resto non è previsto cosa succede se un commissario
    sorteggiato rinunci a partecipare alla commissione e se magari si
    verifichino
    rinunce a catena. Sarebbe preferibile un sorteggio integrale tra tutti gli
    aventi diritto.

    Art.1, comma 6
    I tempi non certi nelle procedure rischiano di portare a un blocco
    di
    fatto delle procedure concorsuali. Il termine di 30 giorni è ordinatorio e
    non
    perentorio e i ritardi nella formazione delle commissioni sono sempre stati
    all.ordine del giorno. Inoltre non è previta una data per i concorsi già
    banditi. Su questi due punti il Coordinamento chiede tempi più stringenti e
    perentori.

    Art.2, comma 1
    Le risorse da ridistribuire secondo la qualità dovrebbero essere date
    considerando non solo indicatori che riguardano gli atenei nel loro
    complesso
    ma anche le facoltà in essi presenti. Non sono infrequenti i casi in cui una

    sede mediocre nel suo complesso possiede punte di eccellenza e di qualità
    concentrate in alcune facoltà. Penalizzare la sede, in questi casi,
    significherebbe deprimere anche le facoltà virtuose. Sarebbe più opportuno,
    a
    nostro avviso, considerare finanziamenti diretti alle facoltà piuttosto che
    agli atenei, cercando di individuare ciò che realmente funziona da ciò che
    va
    corretto o tagliato.

    Il Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari
    ————————————————————————–

  71. Bombadillo ha detto:

    Guarda c.m. che l’APRI oggi non è il PD, esattamente come ieri non era la PDL. E non è neppure vicino particolarmente al PD, o alla PDL (non confonderci con l’ADI).

    Noi siamo sinceramente grati al PD che, per primo, mostrando una sensibilità che altri non hanno avuto, ha voluto riceverci e quindi “riconoscerci”, e siamo pronti ad ascoltare loro, come loro sono stati gentili ad ascoltare noi..

    Ma l’APRI ha la sua linea: autonoma da ogni partito.

    Ci chiedete cosa c’è di meritocratico nel d.l. 180.

    Semplice, quello che vi era di meritocratico nella Petizione.

    Ora la Petizione è stata lungamente discussa e poi votata, perchè non dovremmo essere d’accordo con noi stessi?

    Il punto, infatti, è questo: non è che noi siamo d’accordo con la Gelmini, no, è, al contrario, che la Gelmini, o, per lei, qualche “oscuro” tecnico del Ministero, si è dimostrato d’accordo con le nostre proposte per il breve perido: quelle per il concorso vero.

    Non c’è mica solo il sorteggio: che pure è fondamentale Vi è l’abolizione delle due prove scritte, e quella dell’orale. Inoltre, vi è l’accoglimento del princpio che gli altri membri di commisione non possono essere un associato ed un ricercatore, altrimenti è come avere un commissario unico.

    Si dice, ma a seguito della 133 ci sono pochi soldi.
    Vero, combattiamo pure su quello.
    Siccome, però, i soldi di Mussi ci sono, proprio non riesco a comprendere il motivo per cui non dovrebbero essere dati con delle regole nuove che premino il merito!

    In una fase, il regolamento Mussi doveva servire solo per i concorsi co-finanzaiti, eppure nessuno diceva che, per questo, era inutile.

    Il d.l. 180 si applica, oltre che a quei posti, sicuramente anche ad altri ora non quantificabili, e perchè, allora, sarebbe inutile?

    Inoltre, chiarisco che essere d’accordo con un provvedimento il d.l. 180, non vuol dire essere d’accordo con tutta la politica di un Ministro: questo, però, non ci impedisce di ammettere quello che di buono ed innnovativo è stato fatto, IN ACCOGLIMENTO – casuale o causale che sia non importa – PROPRIO DELLE NOSTRE PROPOSTE.

    Da ultimo, preciso che – a titolo personale – non ho più mandato le rose alla Gelmini solo perchè sarebbe stato ingeneroso.

    Si trattava, evidentemente (ma forse evidentemente non per tutti) di una critica ironica: il biglietto sarebbe dovuto essere “Vivissimi complimenti per il d.l., ma queste sono le uniche rose che mi piacciono. Evviva il sorteggio puro.”.
    Solo che la battuta sarebbe risultata davvero ingenerosa, dopo che con la questione della maxi-rosa i tecnici del ministero erano tornati praticamente al sorteggio puro.

  72. ares ha detto:

    @Bogotà
    non sono uno studente, perchè gli studendi non dovrebbero interessarsi alla lettura?
    Bergonzoni si cita ogniqualvolta si parli del tempo.

  73. cattivo.maestro ha detto:

    Bombadillo
    non ho scritto che APRI è il PD.
    Volevo solo testare se c’era qualche margine o qualcuno che potesse farvi riflettere sul danno che può derivare dal fatto che oggi i concorsi sono bloccati e se restano bloccati oltre il 2008 si vanificherà il reclutametno straordinario 2008.
    Ma per il resto sono cose che abbiamo detto già mille volte.

  74. France ha detto:

    Rispondo anche io alla domanda di c.m.: “andiamo a parlare con un politico” non significa “andiamo a farci dire cosa fare da un politico”. Per me, finche’ ce ne restiamo zitti e buoni, il politico parla col rettore, e si comporta di conseguenza. Se invece andiamo noi a rompere le palle, forse capisce che i rettori sono 100, i precari molti di piu’, e non hanno le stesse idee.

  75. Bombadillo ha detto:

    ..quindi i senatori del PD sostengono che i concorsi sono bloccati e che, conseguentemente, il finanziamento Mussi per il 2008 torna nelle casse dello Stato?
    ..ba, io non so che dirti, perchè il resoconto dell’incontro non mi è ancora arrivato.

    In ogni caso, se ci tolgono il finanziamento Mussi la mia risposta è il rilancio di una mia vecchia proposta pre d.l. 180:
    per protesta, occupiamo – SOLO NOI PRECARI, PERO, SENZA PARTITI, SINDACATI, STUDENTI O BARONI – una facoltà simbolica di una Università simbolica, per una settimana in cui ci sono lezioni, esami e soprattutto SEDUTE DI LAUREA!

    Quali slogan?

    GIU LE MANI DAL FINANZIAMENTO STRAORDINARIO!
    ABBASSO LE VELINE, EVVIVA LE RICERCATRICI PRECARIE!

    vabbè, abbasso le veline è negoziabile, mica possiamo essere sempre duri e puri?

  76. France ha detto:

    Dipende da quanto le abbassi….

  77. Bombadillo ha detto:

    ..direi una via di mezzo, non facciamo sempre gli estremisti! In medio stat virtus!

  78. Bogotà ha detto:

    [@France, oggi, tralasciando la mia vena drammaturgica, do fiato a quella filosofica:]

    “La commissione sorteggiata è di prof. ordinari
    tutti i prof. ordinari sono marci & corrotti
    la commissione sorteggiata è marcia & corrotta”

    Bene – mi si dirà – non è vero che tutti i prof. ordinari sono “marci & corrotti”. Schematizzando, a seconda della sensibilità di chi risponde, si potrà sostenere:
    a) ve ne è una piccolissima percentuale di integerrimi;
    b) le due componenti si equilibrano;
    c) solo una piccolissima percentuale è corrotta.

    Nel primo caso (a) il sorteggio non cambia nulla; nel terzo (c) è inutile. Potrebbe servire nel secondo? Credo che la risposta debba essere negativa. Quanto ci metterà infatti la parte “marcia & corrotta” ad organizzarsi e a ritrovare quell’accordo che gli ha consentito di controllare l’accademia fino ad oggi? Pochissimo, ci scommetto.

    Risultato: le “regolette” nella pratica non saranno né migliori né peggiori di quelle attuali; saranno uguali, non modificando in nulla la situazione.

  79. France ha detto:

    Birillo, scusa la comunicazione di servizio… Ma ti funziona l’email?

  80. insorgere ha detto:

    due osservazioni:

    l’aprit al senato: è la prima volta che un’associazione di precari è ascoltata. di per sé dovrebbe essere una cosa buona, meglio essere sentiti che non esserlo.

    vedremo l’evoluzione. al momento ci stiamo concentrando sulla conversione in legge del decretino…ma è chiaro che la riduzione dei tagli è cruciale…vedremo…

    il documento dell’onda non rappresenta i precari, a quanto ne so è stato pesantemente influenzato dalla presenza degli studenti – con idee decisamente poco chiare….

  81. insorgere ha detto:

    i senatori del pd ovviamente affermano che senza la riduzione dei tagli non si va da nessuna parte.

    questo è da un lato ovvio, dall’altro rappresenta semplicemente un altro fronte di lotta.

    per come la vedo io la nostra guerra si gioca su più fronti: regole migliori e più soldi. ma anche maggiore trasparenza e rappresentatività democratica nei singoli atenei (rappresentanza precari nei senati, consigli di facoltà ecc).

    che il pd insista sulla critica alla 133 è naturale, è la loro posizione politica. che ciò ci faccia gioco è pure ovvio. ciò non toglie che è comunque importante cercare di influire sulla conversione in legge del decretino, che comunque vada ci colpisce direttamente.

  82. insorgere ha detto:

    agli amici di aprit e a tutti quanti.

    l’aprit ha avuto un primo riconoscimento pubblico. è un’associzione libera, in cui tutti possono far sentire la loro voce. vuole rappresentare gli interessi dei precari.
    iscrivetevi tutti, potrete poi influire sulle decisioni e sulla linea politica.

    uniamoci e cerchiamo di essere concreti e propositivi!

  83. Birillo ha detto:

    @France

    Yes

  84. Birillo ha detto:

    @tutti

    Cosa ne pensate di quello che è stato presentato ieri al senato dai vari sindacati ed associazioni?

    Marco

  85. precaria ha detto:

    @insorgere: io non mi identifico con APRI e non intendo iscrivermi, non capisco perche’ voi continuate a farvi pubblicita’ su questo forum. Poi non sono d’accordo con il DL Gelmini che rappresenta la morte dell’universita’ italiana come ho gia’ detto qualche giorno fa e il blocco totale dei concorsi per almeno due anni. L’eliminazione della figura di ricercatore a tempo indeterminato. Le regoline dei titoli guarda che non funzioneranno a niente, le possono ribaltare come vogliono e ripeto, non e’ vero che abbiano tolto scritti e orali dai concorsi. Servono solo a prendere tempo per continuare con il disegno che hanno sulla nuova universita’ italiana privata e l’assenza di valore del titolo di laurea. La cosa che piu’ mi lascia perplessa e’ che molti di quelli che parlano qui sono d’accordo con i baroni del Acquis che sostengono questi punti…
    Saluti e buona fortuna.

  86. lassie ha detto:

    Marco come Marco Merafina?

  87. Birillo ha detto:

    @Insorgere

    Domanda senza voglia di polemica.
    Qual’è questo riconoscimento pubblico?

    Marco

  88. Birillo ha detto:

    @Lassie

    dici a me?
    Ovviamente, e purtroppo, no!
    Io sono precario

    Marco

  89. insorgere ha detto:

    @ birillo
    riconoscimento pubblico: invito a esporre a rappresentanza senato proprie posizioni.

    @ precaria
    noi non diciamo che le regoline siano la panacea. è solo una questioe pratica: ora in parlamento si discute di questo, perché non far sentire la nostra voce? nulla toglie poi che parallelamente possiamo avanzare altre proposte e contemporaneamente attaccare in tutti i modi i tagli della 133.
    in ogni caso il decreto – ci piaccia o meno – sarà convertito in legge. dunque meglio provare (almeno provare) a influire che tacere e aspettare che le decisioni ci piovano sulla testa.

  90. insorgere ha detto:

    quanto alla pubblicità. io non credo di fare pubblicità ad aprit, semplicemente comunico gli sviluppi attraverso il forum.

    mi pare che sia questa la sua funzione, è un luogo di confronto.

    il punto è semplice: aprit viene presa in considerazioen come interlocutore. potete osteggiare l’aprit, dire che non è rappresentativa, oppure iscrivervi e far pesare la vostra opinione e valorizzare questo strumento UTILE per far sentire la nostra voce.

    parliamoci chiaro, la rnrp non ha una voce, e nemmeno una testa. è policefala e lenta ad agire. per questo la petizione era nata indipendentemente, per questo è nata indipendentemente l’aprit. ciò non vuol dire che siamo in opposizione. è solo una questione pratica e organizzativa. tutti sono i benvenuti e tutti possono influire sulla linea politica.

  91. Birillo ha detto:

    @Insorgere

    Scusami, penso sia un mio problema, ma continuo a non capire.
    L’aprit è stata invitata ad un audizione in maniera ufficiale o un qualche senatore (o gruppo di senatori) vi ha dato un appuntamento? Nel primo caso in commissione cultura? in che giorno?

    P.S. Non è per fare polemica. Vorrei solo capire

    Marco

  92. insorgere ha detto:

    @ birillo

    invito di alcuni senatori, non audizione alla camera.
    è comunque un primo riscontro da rappresentanti eletti in parlamento.

    se tutto va bene, potrà seguire anche l’audizione ufficiale.

    intanto abbiamo avuto modo di presentare nostre richieste specifiche sulla materia attualmente in discussione in commissione cultura: conversione in legge decreto.
    le proposte erano: sorteggio puro, graduatoria, no td solo ti.
    piccole cose, per iniziare a farci alscoltare entrando nel merito della discussione.

    va tenuto presente che presentare considerazione più generali allo stato sarebbe stato inutile. i rappresentanti del pd cercavano riscontro su questioni all’ordine del giorno.
    è un inizio. la dimostrazione che l’associazione è uno strumento utile. non è un valore, solo uno strumento – per questo invito tutti a partecipare. cerchiamo di affinare i nostri strumenti e usarli in maniera condivisa ed efficace.

  93. Bogotà ha detto:

    @ insorgere
    Domanda senza voglia di polemica.

    Perché iscrivendosi ad Apri si verrà ascoltati e addirittura si potrà “influire sulla linea politica”, mentre quando ci si confronta sul blog RNRP, solo insulti e deformazione parodica delle nostre posizioni?

  94. Birillo ha detto:

    @Insorgere

    Per prima cosa ti ringrazio per la risposta. Devo dire che però questa contrasta non poco con l’aver ottenuto un riconoscimento. Comunque, se siete contenti voi, son contento per voi.

    Vorrei volgere la tua attenzione al mio messaggio delle 12:50. Noterai che la commissione cultura del senato ha gia sentito diverse associazioni in maniera ufficiale, con un numero nettamente superiore di iscritti, riguardo alla conversione del d.l.180.

    Temo (oddio temo proprio proprio no) quindi che l’ARPIT si sia mossa in ritardo.

    Marco

  95. Untenured ha detto:

    anche la Rnrp fu invitata e partecipò in passato ad audizioni parlamentari, peraltro senza grandi risultati (e non per responsabilità di chi vi andò ma perché si tratta spesso di audizioni di facciata).

    Oggi il Movimento studentesco ha un ruolo e una funzione positiva perché sta attirando l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema della ricerca e dell’università.

    Secondo me la Rnrp potrà tornare a giocare un ruolo quando si sarà affrancata dall’influenza dei sindacati (la Flc) e avrà recuperato la sua autonomia.

  96. insorgere ha detto:

    bogotà…meno male che non avevi voglia di far polemica!

    a parte tutto, forse ci sono state incomprensioni reciproche, resta il fatto che per me la democrazia significa discutere – anche duramente – e poi votare. chi ha la maggioranza decide.

    la differenza di aprit rispetto a questo forum è che qui ci si sfinisce di parole e poi non si delibera nulla.

    come dicevo aprit è uno strumento operativo.

  97. insorgere ha detto:

    @ birillo

    nessuno dice che il nostro piccolo contributo abbia innescato una rivoluzione.
    semplicemente che per un’associazione appena nata questo incontro è un primo successo. la dimostrazione che lo strumento associazione online funziona:
    è uno strumento operativo democratico, trasparente e rapido.

    secondo me aver individuato uno strumento di azione non è poco.
    poi vedremo se otterremo un’audizione ufficiale, se avremo ascolto dai media ecc.

    iavere l’occasione di passare oltre il confronto (che avviene utilmente anche su questo forum) e riuscire a deliberare e ad agire mi pare un passo in avanti non da poco.

  98. Bogotà ha detto:

    @ insorgere
    grazie della risposta.

    Sulle incomprensioni reciproche, forse è come dici tu…

  99. insorgere ha detto:

    @ bogotà
    secondo me in questo forum abbiamo più volte raggiunto livelli di tensione inverosimile perché le discussioni sono interminabili ed estenuanti. Il risultato è che ognuno si incancrenisce nelle sue posizioni…e non si arriva – non è possibile mancano le strutture – mai a deliberare nulla.

    su aprit potremo litigare, ma poi si potrà deliberare votando. mi sembra un passo in avanti

  100. Bogotà ha detto:

    @Marco

    scusami ma non ho la forza di studiarmi tutti quei documenti…
    C’è qualcuno che fa una sintesi? 😉

    Carlo

  101. kary@nowhere.com ha detto:

    @ RNRP,
    rileggetvi il mio post… 🙂

  102. cattivo.maestro ha detto:

    Cari colleghi NON APRISTI,
    io non condivido le posizioni di APRI, com’è ormai ampiamente noto, ma riconosco la loro capacità d’azione.
    La mia specialità è l’autocritica. Se mi avete visto (letto) in azione in questi giorni nella fase critica, pensate che posso essere in fase autocritica.
    Vogliamo continuare a dibattere in questa arena virtuale sempre meno frequentata o vogliamo anche noi avere un ruolo concreto?
    In altre parole partendo dalla base di riflessioni comuni, vogliamo contarci e cercare di avere la possibilità di dire anche noi la nostra. Personalmente penso che serva a poco. So che oggi una delegazione del PD ha ricevuto informalmente sette (7) delegazioni di ricercatori precari. Pur essendo pessimista, penso però che l’impegno serva molto a noi e alla nostra coscienza.
    Allora, pur mantenendo l’anonimato necessario a garantirci la possibilità di parlare liberamente almeno nel mondo virtuale, possiamo ipotizzare di costituire per es. intanto una mailing list in cui pensare rapidamente a come convogliare le nostre idee comuni in un soggetto che ci rappresenti in questa difficile fase universitaria.

    Il reclutamento straordinario deve essere continuo. Io pavento il rischio che possa in qualche modo rallentare perchè il decreto sui criteri non è così semplice da scrivere. MOlti hanno scritto qui, meglio concorsi bloccati che con le vecchie regole. Io sostengo meglio concorsi aperti subito e regole nuove, scritte bene e immediatamente applicabili per il 2009.

    Ribadisco, io chiedo nell’immediato concorsi rapidi e continui, senza subire neanche un giorno di blocco, e che nessun ricercatore siano assoggettato al blocco del turn over o debba pagare perchè l’Università presso cui lavora non è stata virtuosa. Di quello devono rispondere chi ha amministrato l’Università e i professori che fanno parte degli organi collegiali. Non certo i ricercatori precari…

    Su questa piattaforma minima ci possiamo contare?

  103. insorgere ha detto:

    vedo che anche i critici riconoscono il valore dello strumento associazione online.

    allora perché non valorizzare insieme aprit?

  104. cattivo.maestro ha detto:

    Chiediamo il ritiro della legge 133 (le parole di Dulbecco sono macigni), il ritiro del d.l. 180 e una riforma vera e IMMEDIATAMENTE APPLICABILE per il reclutamento 2009. E concorsi rapidi e continui! NO AL BLOCCO DEI CONCORSI IDEATO DA GIAVAZZI!

  105. insorgere ha detto:

    una domanda umile a cattivo maestro: che serve chiedere il ritiro del dl 180? la 180 si farà comunque. meglio cercare di cambiarla a nostro favore, no?

  106. cattivo.maestro ha detto:

    insorgere
    in un commento precedente ho lanciato questa idea, ma sia France che Bombadillo hanno mostrato di non essere d’accordo con la piattaforma minima.
    Il problema non è la forma dell’associazione, ma la sostanza del problema.
    E in dieci giorni abbiamo appurato che siamo su posizioni distanti.
    Non riapriamo una discussione che è stata infinita.

  107. insorgere ha detto:

    scusa cattivo maestro,
    ma france per quanto presidente non definisce da solo la linea di aprit.
    entrate, confrontiamoci, votiamo.

    è tanto semplice.

  108. cattivo.maestro ha detto:

    Non entro in un’associazione se non ne condivido le premesse. A che serve a far numero? L’associazione si caratterizza per una visione ideale comune. Non è un partito in cui si vota e chi perde soccombe.
    Ora gentilmente, poichè non si può fare sempre un confronto fra APRI e NON APRI per cortesia possiamo chiudere l’argomento?

  109. cattivo.maestro ha detto:

    Bogotà, Birillo, Michele, Precaria, Rita e tutti gli altri…
    che ne pensate?

  110. Bogotà ha detto:

    @ Cattivo maestro,

    è improbabile che gruppuscoli di precari possano influenzare l’azione politica di questo governo – nel bene e nel male.
    Ad ogni modo, sarei orgoglioso di essere al tuo fianco in qualsiasi battaglia.

    Carlo

  111. kary@nowhere.com ha detto:

    @ Bogotà, Birillo, Michele, Precaria, Rita e tutti gli altri…
    se volete un forum non ci sono problemi…

  112. Bogotà ha detto:

    @ Kary
    è molto generoso il tuo invito, ma non lo capisco… non è già abbastanza incomprensibile questo nuovo forum Apri (vada per associazione e sito, ma serviva veramente un forum?)

    Che senso ha moltiplicare così gli spazi e diradare le possibilità di un dialogo/confronto tra precari?

    Credo che la divisione possa solo indebolirci: così faremo la fine della Sinistra l’Arcobaleno o dei Socialisti.

  113. cattivo.maestro ha detto:

    L’aiuto di kary dal punto vista tecnologico è molto apprezzabile.
    Questo spazio è un importante spazio di discussione aperto, ma anche a volte caotico.
    L’idea di Kary ci permetterebbe di costruire uno spazio di discussione nostro, legate per es. a che fare. Kary, per es., ha detto in un commento delle cose intelligenti su cui riflettere.
    Resta però la necessità di costituire qualcosa a quel nucleo minimo di rivedicazioni di cui ho parlato.

  114. cattivo.maestro ha detto:

    L’aiuto di kary dal punto vista tecnologico è molto apprezzabile.
    Questo spazio è un importante spazio di discussione aperto, ma anche a volte caotico.
    L’idea di Kary ci permetterebbe di costruire uno spazio di discussione nostro, legate per es. a che fare. Kary, per es., ha detto in un commento delle cose intelligenti su cui riflettere.
    Resta però la necessità di costituire qualcosa intorno a quel nucleo minimo di rivedicazioni di cui ho parlato.

  115. Birillo ha detto:

    In linea di massima sono d’accordo con le posizioni di c.m.
    Mi riservo di rispondere alle diverse “anime” domani mattina
    Adesso scappo a casa.
    Altrimenti mia moglie mi picchia

    Marco

  116. precaria ha detto:

    @cattivo.maestro e @Bogotà

    Io sono al vostro fianco e condivido la maggior parte delle cose che dite.
    Sono d’accordo con Bogotà che non ha senso moltiplicare gli spazi di
    discussione. Non mi va di essere il sottogruppo del sotogruppo.

    Purtroppo da quello che so io i Ricercatori muoiono nel 2012 e dall’anno
    prossimo i concorsi da associati/ordinari sono bandibili solo con la legge
    Moratti.

    A meno che qualcuno non faccia votare una nuova legge……

  117. Bogotà ha detto:

    @ cari amici,

    se l’obiettivo è quello di riappropriarsi delle nostre vite e della nostra dignità di uomini, prima ancora che di ricercatori precari, io ci sto!

    L’importante è scongiurare la formula, oggi di moda, “le rgole tutto, gli uomini niente”.

  118. cattivo.maestro ha detto:

    precaria,
    per utilizzare questo spazio al meglio e creare uno spazio RNRP l’ideale sarebbe che si facessero vivi SANKARA, ARIO, PISACANE.
    Il loro consenso ci darebbe forza.
    Se poi riemergesse COLOMBO DA PRIVERNO sarebbe ottimo.

  119. Bogotà ha detto:

    @ Rita, Miriam, Michele, Paolo, Nicola,
    “critici costruttivi (ed educati)”,
    e tutti voi che volete continuare a ragionare… proviamo a fare qualcosa?
    Carlo

    P.S. Sarebbe molto bello se in questo momento tornasse anche Colombo…

  120. kary@nowhere.com ha detto:

    non dico affatto di scindersi per carita’
    dal punto di vista di vista tecnologico esistono diversi strumenti
    un blog, ovvero metto delle idee, le persone commentano, non ottimale per discutere
    i forum servono a questo
    un sito per ora non lo vedo necessario
    stiamo per ora usando un blog per uno scopo per cui non e’ nato
    generalemente sul blog si postano notizie e poi sui forum si discutono le notizie in diversi thread, tutto qui.
    il forum va ad affiancare un blog e a completarlo.
    L’idea non era quella di scindere niente.
    Siamo 50 persone, ci manca pure che ci dividiano.
    Secono me i problemi rimangono sempre quelle legati ad una massa critica.
    Non avete idea di quanto piange il cuore a vedere che siti dedicati a suonerie di telefonini hanno 50 000 contatti la giorno come se fossero noccioline
    un forum da anche la possibilita’ di creare delle pool, cosi i voti sarebbero immediati ed anche molto gestibili online.
    anche se io vorrei ricordare un paradosso. la scienza non e’ democratica tutt’altro.
    le buone idee hanno molti padri solo quando si sono mostrate tali.
    che 50 persone la pensino allo stesso modo non significa che abbiamo l’idea migliore 😉
    ribadisco il fatto che “ricercatori” in qualunque campo dovrebbero usare TUTTI gli strumenti tecnologici a disposizione

    un sito serve ad esempio per poter spedire “in massa” messaggi agli iscritti…
    😉

  121. France ha detto:

    Quello che pensa l’ADI
    “Come ADI abbiamo partecipato in queste settimane alle mobilitazioni sui territori e organizzato assemblee con i dottorandi e i giovani ricercatori” – afferma il segretario dell’associazione, Giovanni Ricco – “Essere a Roma oggi è quindi lo sbocco naturale delle forme di protesta finora messe in atto, anche alla luce dell’inconsistenza del Decreto Legge approvato la scorsa settimana”.
    “Il nuovo decreto non apporta cambiamenti significativi né rispetto ai tagli dei finanziamenti all’Università e alla Ricerca né rispetto alle modalità di reclutamento, che vanno invece orientate sulla scientificità e la trasparenza della valutazione” – conclude Giovanni Ricco che è intervenuto oggi in piazza Navona – “La manifestazione è stata un grosso successo e per questo invitiamo il Ministro ad ascoltare gli studenti e i giovani ricercatori e a fare un passo indietro. E’ importante aprire un dialogo serio con il mondo dell’università e della ricerca che si è mobilitato in queste settimane”.

  122. Untenured ha detto:

    sul comunicato ADI:

    non ho mai capito bene che cosa significhi “trasparenza nel reclutamento”, locuzione spesso usata (non solo dall’ADI) per richiedere una non meglio precisata riforma del reclutamento: i concorsi italiani sono apparentemente trasparentissimi, corredati come sono da pagine e pagine di verbali e relative norme e requisiti, eppure sono manovrati secondo logiche che prescindono dal merito scientifico dei candidati, come ben sappiamo.

    i processi di reclutamento a livello internazionale sono assai meno “trasparenti” (in genere non si sa nulla tranne se sei stato short-listed o meno), eppure sono orientati a premiare i CV e quindi il merito scientifico dei candidati.

    Credo che impugnare il principio della trasparenza sia troppo generico, quindi inutile.

  123. nelMerito ha detto:

    TEORIA PRATICA DEI CONCORSI UNIVERSITARI. LA TRISTE STORIA DEL PROF. BARTALI E DEL DR. COPPI di Roberto Tamborini (19 novembre 2008)

    Cari amici e colleghi, questa è una storia vera (o che potrebbe esserlo). Chi ha consigli e proposte per una soluzione è pregato di scrivermi e/o commentare.

    Il prof. Bartali dirige un dipartimento di Scienze della ruota. Nel suo paese (che non conta nominare in quanto irrilevante), questo dispositivo è ancora largamente ignoto, ma nel dipartimento sono convinti che si tratti di una innovazione di grande rilevanza per il futuro dell’umanità. In particolare, il dipartimento del prof. Bartali vuole lanciare un programma di ricerca sulla bicicletta.

    Si tratta, come noto, di una macchina con addirittura due ruote che, con applicazione di forza motrice umana, può rivoluzionare la mobilità individuale.

    In questo campo il prof. Bartali ha alcune importanti relazioni internazionali. Una in particolare, col dr. Coppi, un giovane studioso del suo paese, emigrato all’estero dove ha compiuto i suoi importanti studi sulla bicicletta riconosciuti a livello mondiale. Inoltre, il prof. Bartali può contare su alcuni finanziamenti per la ricerca, posto che essa avvenga sui particolari aspetti di cui si occupa proprio il dr. Coppi. Memore delle sue stesse esperienze all’estero, il prof. Bartali è animato dal nobile sentimento di giovare al progresso scientifico e tecnologico del suo paese, adottando per il suo dipartimento le best practices dei paesi più evoluti. Quindi ritiene, forse ingenuamente, di avere il diritto, nonché il dovere, di arruolare il dr. Coppi. Come fare entro le ferree leggi che regolano e tutelano la ricerca scientifica universitaria del suo paese, che prevedono tutt’altre practices… ?

    Contattato il dr. Coppi (il che fa subito del prof. Bartali un fuorilegge), ne riceve l’interesse per l’operazione, ma, data l’evidente disparità di trattamento e di benefits rispetto al luogo dove lavora e vive, egli ritiene accettabile solo una posizione di ruolo adeguata, una tenure. Dunque, gli spiega il prof. Bartali, occorre bandire un posto a concorso pubblico, una “procedura di valutazione comparativa” come si dice nella lingua di quel paese. Il dr. Coppi non si scompone, si sente forte dei suoi risultati scientifici. Tuttavia il prof. Bartali si sente in dovere di spiegare in dettaglio come funziona tale complessa procedura.

    Prima di tutto occorrerà convincere il preside della Facoltà e il Consiglio tutto che c’è una forte necessità di didattica della biclicletta, e che comunque l’eventuale chiamato (perchè in questa fase, egli o ella è innominabile) sarà disponbile a insegnare qualunque altra cosa di cui vi sia necessità (?).

    Superato questo scoglio non banale, il posto di ruolo va bandito su un “raggruppamento scientifico disciplinare” che, nel caso in questione, è quello delle Scienze del Moto. Dunque bisogna considerare che concorreranno un certo numero di altri studiosi delle più varie branche del Moto. Qui il dr. Coppi comincia ad avere una prima perplessità: perchè ( dice ( devo sostenere una “valutazione comparativa” con studiosi che si occupano di tutt’altro? Egli infatti sa di eccellere negli studi sulla bicicletta, ma qualcun altro potrebbe essere meglio di lui in altri campi. In effetti, in altri paesi del mondo, il dr. Coppi verrebbe messo a confronto con altri studiosi della bicicletta, o almeno di oggetti affini. Il prof. Bartali cerca allora di spiegare che questo espediente è stato escogitato per evitare raggruppamenti discplinari troppo piccoli e quindi facilmente condizionabili da “cordate” di interessi precostituiti a danno dell’equità valutativa. Il dr. Coppi non capisce cosa significhi la parola “cordata”, e continua a pensare che l’equità valutativa si ottenga per mezzo di eminenti studiosi, competenti della materia oggetto della chiamata, e gelosi custodi della propria reputazione nella comunità scientifica. Il prof. Bartali non può che dargli ragione, ma precisa che il punto dolente, nel suo sfortunato paese, è proprio la carenza di professori universitari con quelle caratteristiche.

    Poi occorre spiegare al dr. Coppi che, proprio ora, nel suo paese è scattata l’ora fatale in cui il ministro in carica per l’università si sente chiamato a produrre il Grande Piano di Riforma, come hanno fatto tutti i suoi predecessori (senza particolare successo, così che ogni nuovo ministro ha una concreta chance di passare alla Storia). Il primo atto del ministro è stato di porre rimedio allo scandalo dei concorsi universitari truccati e iniqui. Bene! Esclama il dr. Coppi. In verità, pensa il prof. Bartali, il sistema concorsuale precedente aveva sì prodotto un gran numero di promozioni di persone immeritevoli sul piano scientifico, ma aveva anche reso possibile, per chi lo volesse realmente, attrarre e promuovere bravi ricercatori con un ragionevole grado di certezza. Perchè, se è vero che quel sistema predestinava i vincitori, non è vero che tutti i predestinati erano immeritevoli. Ora il “rimedio” concepito dal ministro consiste nel far eleggere 12 professori per ogni commissione di valutazione del raggruppamento disciplinare ed estrarne a sorte 4 per ciascuna commissione.

    Apprendendo tale notizia, il dr. Coppi aumenta il proprio sconcerto. Che senso ha che io venga valutato da dei professori a caso? Saranno almeno competenti della mia materia? Dinanzi a queste domande di buon senso, il prof. Bartali è in profondo imbarazzo. Il suo cruccio, infatti, è che il raggruppamento disciplinare delle Scienze del Moto è particolartmente afflitto dai mali a cui si tenta invano di porre rimedio. La qualità media dei docenti è bassa, ed essi sono raggruppati in alcune notorie cordate, molto potenti. In generale, esse hanno in comune l’avversione per l’introduzione di studi su nuove tecnologie (per non parlare dei rientri di cervelli), nella convinzione che occorra lavorare sodo sul perfezionamento del moto pedestre, su cui il loro paese vanta una lunga e stimata tradizione, e in quanto tale branca è l’unica ad avere un vero futuro di applicazioni pratiche. Molte industrie leader del loro paese, in particolare quella dei calzari, concorda pienamente, e giura che per dare una prospettiva di lavoro ai giovani occorre prepararli nell’Arte e tecnica della tomaia, altro che bicicletta o simili diavolerie per i quali i contribuenti sono stufi di buttare i soldi delle loro tasse.

    Dunque il prof. Bartali si prefigura una situazione in cui, avendo bandito un posto il cui “profilo” richiede competenze specialistiche sulla bicicletta, con elevata probabilità il pool dei commissari eletti dal suo raggruppamento sarà in maggioranza composto da studiosi di altra materia, ideologicamente avversi sia al rientro di un cervello, sia a quella materia, di scarsa preparazione scientifica ed eterodiretti dai rispettivi capicordata. In quell’infausto ambiente, si possono trovare due o tre onesti e stimati esperti della bicicletta, ma sarebbero in minoranza, e forse nemmeno riuscirebbero ad essere eletti. L’estrazione a sorte, poi, non potrebbe che riflettere la distribuzione di queste caratteristiche avverse. La probabilità di avere una commissione di onesti e competenti è ridotta al lumicino. Col che il paese del prof. Bartali si conferma, come egli aveva sempre sospettato, maestro nell’arte di congegnare sistemi di selezione avversa nella gran parte dei propri gangli vitali. Naturalmente, il dr. Coppi, un po’ stupefatto e un po’ infastidito per la perdita di tempo, non può che declinare l’invito, non avendo egli la minima intenzione di affrontare l’elevata probabilità di essere bocciato da una siffata commissione di valutazione.

    Tornato alla lettura dei giornali per trovare qualche segno di resipiscenza e di residua speranza, il prof. Bartali s’imbatte invece in un coro di elogi per la risoluta inizitiva moralizzatrice da parte del ministro. Come scrive un autorevole collega di altra disciplina perorando la promulgazione dell’editto concorsuale: “In realtà temo che le critiche [al nuovo sistema concorsuale] tradiscano la rabbia per un decreto che ha fatto saltare gli accordi con i quali i professori si erano divisi i 6.000 posti a concorso prima ancora che si svolgessero le elezioni per la scelta dei commissari” (F. Giavazzi, Corriere della sera, 8 novembre). Il nostro, che tutto è tranne che un “barone”, è stupefatto come questo giubilo, con un che di giustizialismo di piazza, acciechi a tal punto da non vedere che, con elevata probabilità, il nuovo sistema manderà a gambe all’aria i progetti dei baroni in minima parte, ma certamente quelli dei Bartali sparsi qua e là nell’università del suo disgraziato paese. Dove infine ci saranno comunque un po’ di brocchi in più ma certamente un Coppi in meno. Certo è brutto dover ammettere che, prima, per avere un po’ di Coppi in più c’era da pagare il costo sociale di prendersi pure un certo numero di brocchi. Però al prof. Bartali, anche se non capisce niente di scienze sociali, i conti non tornano: gli sembra che x brocchi più y Coppi sicuri, fosse meglio di (più o meno) x brocchi sicuri e (più o meno) y Coppi molto incerti. E questo scambio, gli sembra, è svantaggioso non solo qui e ora, ma anche in prospettiva, come dire, dinamica per il tasso di qualità del sistema (per gli studiosi della bicicletta la dinamica è importante).

    Poi, certo, al di là di questi miseri calcoli comunque tristi, si apre l’empireo, a cui tutti aspirano, dei sistemi di reclutamento che massimizzano il numero dei Coppi e minimizzino quello dei brocchi. Ha ragione ( pensa il prof. Bartali ( il professore di altra disciplina a dire che sarebbe stato meglio annullare i concorsi in attesa della Vera Grande Riforma, magari con l’abolizione del valore legale del titolo di studio e del concorso pubblico pseudogarantito dallo stato, per lasciarne interamente la responsabilità ai singoli atenei (dipartimenti) a fronte di rigorosi sistemi di valutazione dei risultati. Ma nel frattempo ( e il prof. Bartali sa per esperienza che quel tempo può essere molto lungo e insidioso ( perchè, ancora una volta, accanirsi a peggiorare la vita e le chance dei migliori?

    http://www.nelmerito.com/index.php?option=com_content&task=view&id=521&Itemid=1

  124. Bombadillo ha detto:

    Cari amici,
    credo che cattivo maestro abbia ragione: tutti i precari che condividono il manifesto dell’APRI farebbero bene ad iscriversi all’APRI.
    Tutti gli altri no.

    Insomma, se uno è contro la caccia non si iscrive ad una associazione venatoria, e viceversa.

    Ora, da quanto ho fin qui capito, c.m. è contro l’art.1 del d.l. 180, che invece costituisce la riproposizione – casuale o causale questo non importa – di quanto contenuto nella prima parte della nostra Petizione, e dunque del realtivo manifesto APRI.

    Questo lo scrivo per spiegare che l’APRI non è un contenitore vuoto, ma parte con un Manifesto non negoziabile, che i soci si impegnano a rispettare assieme allo Statuto.

    Si tratta di un Manifesto nel quale molti precari, ma, evidentemetne, non tutti i precari, si possono riconoscere. Certamente non vi si possono riconoscere quelli che – mutuando una espressione del nostro Presidentissimo – possiamo definire “benaltristi”.

    Ovverosia quelli secondo i quali, anche se fossero integralmente accolte le idee della Petizione/Manifesto, tutto rimarrebbe come prima, perchè ci vuole ben altro per cambiare i concorsi.

  125. Bombadillo ha detto:

    ..continuo in notturna, perchè prima non ho potuto.

    Se andate sul sito dell’APRI http://www.aprit.org (anche se non siete dell’APRI la questione potrebbe interessarvi) troverete il resoconto dell’incotro della nostra delegazione con alcuni senatori del PD.

    L’incontro è andato bene, ma, allo stesso tempo, è stato disastroso.

    Sapete perchè disastroso? …perchè è emerso – e mino a trovato un link del Senato che lo confermerebbe – che si vuole assassinare il d.l. 180.

    Questo d.l. che secondo voi non cambia niente è, invece, TEMUTISSIMO dai Baroni. Purtroppo per noi, però, quella dei Baroni è una lobby TRASVERSALE.

    La morale? Rispunta anche dall’opposizione le questioni del rimpicciolimento delle rose e degli associati in commissione, che già era stata imposta alla Gelmini in corso di CdM, ma che i tecnici del ministero avevano neutralizzato (prevedendo la maxi-rosa e l’associato solo come membro interno).

    QUESTI STANNO DIFENDENDO I LORO PRIVILEGI CON I DENTI ED ALCUNI PRECARI NON SE NE CURANO: CI VUOLE BEN ALTRO, DICONO! E INTANTO I BARONI HANNO VIA LIBERA!

  126. Bombadillo ha detto:

    ..ultima, ma non nell’importanza.

    Non avete mai sentito dire che per cambiare il Paese prima bisgona cambiare se stessi, e, per farlo, prima bisogna cambiare il proprio cuore?

    Voi, invece, volete cambiare il sistema senza aver cambiato il vostro cuore.

    Liberatevi della vostra paura.

    Quali sono state le mie “battaglie” su questo blog?

    Certo molti potranno ricordarne alcune: quella perchè Ario creasse una discussione sulla riforma delle regole concorsuali; e dopo molte invocazioni arrivò la discussione intitolata “il concorso dei sogni”; quella per la petizione; quella per la creazione di una associazione on-line. Ricordate? quando si parlava di tutt’altro ed io insistevo ed insistevo che senza uno strumento associativo di tipo NUOVO erano solo chiacchiere e proponevo l’APRI, e tutti a dirmi che non si poteva fare?

    La mia “battaglia” più importante, però, è stata contro la nostra PAURA.

    Io sono stato il primo – pur nella mia situazione di somma ricattabilità: proprio in quel periodo ero sotto rinnovo dell’assegno – ad insistere sul fatto che bisognava liberarsi dell’anonimato. E me ne sono liberato subito, quando nessun altro lo aveva fatto, dicendo: nome cognome, status, materia, ed Università: tracciabilità massima!

    Ora è più facile, perchè, dopo di me, molti hanno seguito il mio esempio, già sul primo forum APRI, e, a fortiori, sul sito attuale dove i soci DEVONO ESSERE PALESI.

    NON DOBBIAMO AVERE PAURA DEI BARONI!

    LA PRIMA COSA DA FARE E’ ROMPERE IL MURO DELL’OMERTA’ CON IL NOSTRO ESEMPIO DI CORAGGIO

    D’altronde, posso solo ripetera quello che ho scritto tante volte:
    se un uomo non ha il coraggio delle proprie idee, delle due l’una: o non vale niente lui, o non valgono niente le idee.

    Buonanotte.

    Bombadillo, ovverosia, per chi ancora non lo sapesse:
    Vito Plantamura – dottore di ricerca e assegnista di ricerca in diritto penale nell’Università di Foggia

  127. Disgustato ha detto:

    Senti, senti, questa è bella… l’Apri va a Roma e scopre che “quella dei Baroni è una lobby TRASVERSALE” (maiuscolo nel testo).

  128. Michela ha detto:

    Ciao a tutti, rispunta anche l’ipotesi di un colloquio orale per il reclutamento dei ricercatori, se avete tempo/voglia leggetevi il seguito dell’esame del dl 180 in Senato, seduta di ieri, in sede referente.

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=320952

  129. Luca ha detto:

    Bisogna fare qualcosa. Colloqui orali e seminari sono il grimaldello per riportare tutto come prima. Alle commissioni che dispongono di strumenti arbitrari e possono fare come gli pare.

  130. France ha detto:

    Luca, stiamo lavorando sodo per mettere giu’ la nostra proposta dettagliata e farne discutere in commissione, se possibile. Ovviamente, manco a dirlo, piu’ siamo, e meglio e’…

  131. Michele ha detto:

    Credo che l’ “affaire APRIT” sia emblematico del fallimento dell’associazionismo. L’associazione APRIT, cui pure ho in un primo tempo ho aderito, ha dimostrato che, benché esistano questioni di fondo su cui siamo tutti d’accordo (dare peso alle nostre aspirazioni), quando si entra nelle questioni di merito (ringraziamo la Gelmini) sorgono insanabili spaccature.

    Agli amici dell’APRIT auguro buona fortuna, spero che continuerete a dialogare con noi in questo blog e vi seguirò con interesse.

    Non credo che servano nuove associazioni, perché si creerebbe quella frammentazione che conduce a “una testa, un’associazione”. Credo invece in un forum aperto a tutti, in cui si formulano singole proposte e si aderisce o ci si dissocia sulle singole azioni.

    Se si vogliono scrivere lettere va benissimo la formula: Un gruppo di ricercatori precari, seguono le firme.

  132. France ha detto:

    @nelMerito
    La tua premessa e’ chiara: il caso del dr.Coppi e’ atipico (rientro di uno studioso eccellente, cosa che, converrai, accade raramente). La tua tesi e’ che uno, o pochi, Coppi rientrati, valgono la pena di 3000 brocchi assuntie di li’ in poi inamovibili. Ti faccio notare che questa e’ proprio la giustificazione che oggi tanti ex-paladini del concorso come da dettato Costituzionale tramutatisi improvvisamente inpropugnatori della cooptazione diretta adducono per poter portare a casa il frutto di, magari, anni di do ut des.
    Te lo dico da espatriato come misere possibilita’ di rientro: preferisco un Coppi di meno, un Bartali onesto, e magari la possibilita’ concreta che qualche Gimondi e Moser con alle spalle abbastanza titoli riescano a fregare, per una volta, i soliti gregari.
    Inoltre, se Coppi e’ Coppi, avra’ bene dei titoli e delle pubblicazioni di rilievo? Una valutazione rigida dei titoli non salvera’ Coppi dalla squalifica?
    E poi, quali sono le alternative?
    a) Ci teniamo il vecchio sistema per sempre (e un Coppi ogni tanto per giustificare il marcio)?
    b)Aboliamo i concorsi pero’, nel frattempo che si fa, tutti fermi? Oppure concorsi vecchio stile?
    Io sono per l’abolizione dei concorsi e la valutazione che distribuisce il 100% dei soldi pubblici in base alla performance, nell’ordine, di singoli, dipartimenti, facolta’ ed atenei, ma so anche che non si fa in un giorno: nel frattempo, perche’ buttare nel cesso 3000-1 posti?

  133. Michele ha detto:

    Q.E.D.

    Ecco la mia tesi subito dimostrata, nasce un’altra spaccatura.

    Alcuni di noi sostengono fortemente la necessità del seminario, usando l’argomento inconfutabile che verificare se il candidato conosce gli articoli che presenta è l’unico modo per verificare che ne sia il vero autore e che non abbia semplicemente ed unicamente apposto la sua firma.

  134. Bombadillo ha detto:

    ..la soluzione sul punto è già nella petizione.
    Il seminario deve essere solo sui titoli e deve essere espressamente qualificato come “di garanzia”.

    Se pure, cioè, gli si attribuisce un punteggio, deve essere così basso, da non poter influenzare il punteggio nettamente preponderante assegnato alle pubblicazioni (prima valutazione), ed ai titoli (seconda valutazione).

    Alla terza valutazione, per altro, dovrebbero arrivarci solo quelli che hanno avuto il 7 sia alla prima valutazione – e quindi hannoa avuto accesso alla seconda valutazione -, che alla seconda valutazione, e dunque possono accedere alla terza.

    Quello che propongo non è un sistema che divide, ma che ha unito mille persone in 15 giorni da tutte le parti del mondo. Sta in petizione e, per noi firmatari – poi aderenti all’APRI – non c’è bisogno di cambiarlo.

    Un seminario come quello che ho delineato sarebbe un problema solo con le finte commissioni di oggi, e non con le vere commissioni che proponiamo noi.

  135. kary@nowhere.com ha detto:

    @Michele
    in effetti…
    ’unico modo per verificare che ne sia il vero autore e che non abbia semplicemente ed unicamente apposto la sua firma.

  136. Michele ha detto:

    A France

    la tua interpretazione del post di Tamborini è capziosa. Per quanto l’esempio sia atipico, ribadisce ancora una volta che le commissioni hanno margini abbondanti per fare ciò che vogliono.
    Semplicemente il sistema dei concorsi è anacronistico e del tutto inadatto.
    Quanto alle alternative, faccio una domanda non retorica, vorrei che qualcuno rispondesse perché io non lo so. Quanto ci hanno messo in UK a rendere operativo il loro sistema?

    A Bombadillo

    ma tutti questi punti della petizione che ci ricordi, il decreto Gelmini li ha recepiti? Se sì, perché ci siamo spaccati sulla lettera di ringraziamento?
    Oppure volevi ringraziarla per quello che avrebbe fatto dopo, così, sulla fiducia

  137. cattivo.maestro ha detto:

    Bombadillo
    mi fa piacere che avete accolto la mia idea della discussione sui titoli da inserire nel concorso da ricercatore.

  138. Luca ha detto:

    @Bombadillo

    mi sembra un pò complicato. Io sarei per niente scritti e niente orali, anche per favorire la possibilità che tutti possano partecipare a concorsi ovunque senza accollarsi spese di treni, alberghi, ristoranti…

    Ciò detto, se proprio non si riesce ad evitare la prova orale (o seminariale che sia), la farei semplice: criteri nazionali predeterminati per creare un punteggio, si riporta a 100 il punteggio del primo classificato (cosa banalissima: se il primo ha 40, si moltiplicano tutti i punteggi per 2,5) e voti della prova orale (o seminariale) compresi fra 0 e 20. Con la regola che anche chi prende 0 resta in graduatoria.
    In questo modo per scavalcare il migliore devi avere almeno 81.

  139. cattivo.maestro ha detto:

    Luca,
    queste importanti riflessioni dimostrano quanto lontani siamo dall’adozione di un sistema immediatamente applicabile e, dunque, valido per il reclutamento straordinario 2008. E siamo a fine Novembre…

  140. Marco ha detto:

    Il DDL 1197 (DL 180) va in aula al Senato giov. 27 novembre (ore 11.00-13.30). Gli emendamenti dovranno essere presentati entro le ore 15 di ven. 21 novembre.

  141. Marco ha detto:

    Da indiscrizioni di fonte MIUR, sarà presentato un emendamento governativo volto ad abolire l’elezione “tripla”. Nuovo meccanismo: si eleggono tanti commissari quanti ne servono (non più il triplo). Poi si assegano per sorteggio alle sedi universitarie che hanno emesso i bandi.

  142. cane sciolto ha detto:

    scusatemi, ma perché non proviamo a trasformare il wiki “il concorso perfetto” ( http://ricercatoriprecari.wetpaint.com/page/Il+concorso+perfetto ) sul quale finora abbiamo lavorato solo insorgere e io, nel “regolamento perfetto”?

  143. Bombadillo ha detto:

    Per michele: ovviamente il dettaglio, con suddivisione di punti – definito esemplificativo già nel testo della petizione – dovrebbe riguardare la fase dei d.m., e non quella dei d.l.

    Noi abbiamo chiesto espressamente l’abolizione delle porve scritte ed orali. E siamo stati (anche su questo) accontentati.
    Anche noi, però, che abbiamo sottolineato questa richiesta (in neretto), abbiamo previsto un seminario di verifica.
    Quello che voglio spiegare è solo che il seminario di verifica è cosa affatto diversa di un esame orale. Tant’è vero che noi chiedevamo l’abolizione del primo, ma l’introduzione del secondo.

  144. Luca ha detto:

    @Bombadillo

    ma come fai ad essere certo che il seminario di verifica non venga utilizzato per truccare il concorso?

  145. Miller ha detto:

    Cari ricercatori precari,
    penso sinceramente che sia ammirevole ciò che fate nel vostro blog/forum, ma seguire le vostre discussioni è una pena. Non per i contenuti ma per l’apparente disorganizzazione della discussione. Forse ci avete pensato già ma se usaste tabelle, flow chart, presentazioni powerpoint, checklist ecc. ecc. per riassumere le posizioni di tutti e lo stato dell’arte della discussione, sia interna al sito che a livello politico, sarebbe molto più facile seguirvi e appoggiarvi. Cercate di essere migliori dell’informazione ufficiale altrimenti questo sito serve soltanto a voi.

    Saluti

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