Gravi fatti a Pisa

Di seguito il comunicato stampa dei “ricercatori precari” di Pisa:

Comunicato Stampa
Il nodo di Pisa della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari esprime la propria condanna per i vergognosi fatti verificatisi oggi in Rettorato, durante lo svolgimento del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa riunitosi per approvare la previsione di bilancio per il 2009.
L’estrema difficoltà economica in cui versa il nostro Ateneo rende di assoluta importanza le decisioni assunte, decisioni ­ è bene ricordarlo ­ – che riguardano la gestione di denaro pubblico e il futuro di tutte le persone a vario titolo legate all’Università di Pisa. In una simile situazione sarebbe opportuna e dovuta la massima trasparenza dei processi decisionali e una seria e coerente apertura al dialogo.

Le autorità accademiche hanno invece optato per un Consiglio blindato, e per un bilancio altrettanto blindato. In risposta al sit-in organizzato da studenti e precari, infatti, fin dal primo mattino i lungarni e i palazzi sono stati presidiati da camionette delle forze dell’ordine. Una reazione spropositata e inaccettabile, considerato soprattutto il carattere assolutamente non violento che hanno avuto sinora le manifestazione di protesta nel mondo universitario.
Pisa è diventata così la prima università italiana dall’inizio della mobilitazione dell’Onda a consentire l’intervento della polizia all’interno dell’Ateneo. Ciò ha implicato anche una reazione violenta a danno di studenti che stavano protestando in modo pacifico e legittimo. Un atteggiamento davvero stupefacente per le autorità accademiche che, Rettore in testa, fino a poco fa amavano rappresentarsi come i protagonisti della protesta.
Studenti e precari hanno chiesto sempre al rettore e alle autorità accademiche trasparenza nella gestione dell’Ateneo, dialogo per individuare possibili soluzioni alla crisi dell’Università, momenti di confronto pubblico. Il governo dell’Università di Pisa risponde con una chiusura totale e con il rifiuto di qualunque mediazione, fino al fatto inaudito di richiedere l’intervento repressivo di polizia e carabinieri.

Rete Nazionale dei Ricercatori Precari, nodo di Pisa

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12 Responses to Gravi fatti a Pisa

  1. Fonzarelli ha detto:

    … son Cazzi days!

  2. cattivo.maestro ha detto:

    Se cliccate sul mio nome vi si apre il link che porta al mio blog dove ho aggregato, penso tutti, gli emendamenti approvati.

  3. lassie ha detto:

    quanto ancora prima che “l’Onda” capisca una volta per tutte che gli strutturati sono dall’altra parte della barricata?

  4. insorgere ha detto:

    mah, credo che pochi pensassero che i poteri accademici stavano dalla nostra parte.

    in realtà quello che è successo a pisa è un segno di debolezza, da inquadrare nella condizione di assedio in cui si sentono i dirigenti dell’ateneo – in difficoltà presso molto docenti e ricercatori, sfidati dai precari e dagli studenti, messi in discussione dal governo.
    inoltre la prova di forza riflette anche a mio parere la volontà/bisogno di qualificarsi sotto nuove vesti presso il governo e la maggioranza. tenete presente che le università toscane sono state e restano sotto attacco politico e, dopo aver provato a cavalcare la protesta, ora stanno facendo marcia indietro.
    peraltro pisa ha lavorato (con successo pare) per ottenere dal ministero il riconoscimento che i conti sono “a posto” cioè sotto quota 90…tutto ciò ha un prezzo politico.
    e a pagarlo sono stati studenti e precari presi a manganellate

  5. rdp ha detto:

    Dal mio punto di vista la questione è semplice: non si può portare avanti una protesta pacifica a lungo, in quanto prima o poi gli interessi, i posti di potere e i ruoli rientrano nei ranghi.
    La questione si fonda su un principio di base: chi è strutturato non ha interesse a riformare davvero, ‘che uno stipendio ce l’ha. E’ chi è precario e chi non ha dove sbattere la testa che deve provvedere a sostenere il tutto. Insomma, non ci aspettiamo l’aiuto da chi il piatto lo ha in tavola, nessun serio movimento di riforme parte da questo presupposto.
    rdp

  6. kary@nowhere.com ha detto:

    @ rdp
    “E’ chi è precario e chi non ha dove sbattere la testa che deve provvedere a sostenere il tutto. Insomma, non ci aspettiamo l’aiuto da chi il piatto lo ha in tavola, nessun serio movimento di riforme parte da questo presupposto.
    rdp”
    concordo perfettamente

  7. lassie ha detto:

    il mio commento è stato motivato dal fatto che nella mia facoltà (ateneo Sapienza di Roma), l’Onda non sarebbe stata tale se all’inizio gli studenti non si fossero appoggiati al corpo docente, preside in primis.
    tutti a occupare insieme, collettivi che paralvano bene degli ordinari (nonostante gli avvertimenti ignorati di noi precari), blocchi del traffico con professori in prima fila, studenti divertiti a poter dare del tu all’associato di turno, richiesta di permessi (!) per le iniziative serali nonostante fosse in atto l’occupazione…il risultato è che, ora che le carte sono scoperte e che gli strutturati si sfilano, la protesta sta scemando esponenzialmente.
    per ora di “onda” rimane solo quella di letame che sommergerà a breve tutti quanti…

  8. paolo ha detto:

    Leggo che non ci sono fondi per la ricerca e l’università. Basterebbe eliminare le province; non servono più a niente e costano 12 miliardi di euro annui.

  9. ares ha detto:

    … bella idea, quanti impiegati lavorano nelle province? chi si occupera dell’attività di formazione, controllo del territorio, protezione civile, centri per l’impiego, la pianificazione intracomunale, ecc…?
    ma chi se ne frega …

  10. Amelie ha detto:

    @ Ares

    è vero che ci sono impiegati alle province, che si occupano di attività di formazione, ecc…, ma forse le stesse attività possono essere svolte anche a livello regionale, non pensi? A me sembra (anzi ne sono pressoché convinta) che ci sia una inutile duplicazione tra province e regioni che hanno come risultato una valanga di sprechi..Non sarebbe meglio ottimizzare l’uso delle risorse per offrire servizi migliori, università compresa? La ricerca è utile a tutti e maggiori investimenti porterebbero forse maggiori benefici al paese che non le province….

  11. France ha detto:

    Ma che gli ospedali sono ridotti uno schifo, ve ne siete accorti? Che le scuole cadono a pezzi? Che le caserme sono fatiscenti? Che i tribunali sono indietro di dieci anni? Che le carceri scoppiano? Che le opere pubbliche sono al palo? Che gli acquedotti perdno il 50% di quello che viene immesso? Che a carabinieri e poliziotti manca la benzina?

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