I ricercatori non vogliono più

00353106Sempre lui, il nostro professore-editorialista-ministroombra preferito, Francesco Giavazzi, non più di un mese fa affermava con la sua solita ed estrema sicurezza che gli associati (e quindi anche i ricercatori) erano ben felici di non dover più partecipare alle commissioni di concorso.

Ne è un segno il tentativo (fortunatamente fallito) di modificare in extremis il testo del decreto per consentire ai professori associati di partecipare alle commissioni. Un vecchio trucco: gli associati devono ancora essere giudicati (per diventare ordinari) quindi sono facilmente ricattabili. E infatti a premere per estendere l’eleggibilità ai più giovani erano gli anziani non gli stessi associati.

Evidentemente la cronaca (come la storia) si vendica sempre dell’eccessiva fiducia nelle proprie certezze. E’ da poco stato diffuso un documento firmato da molti ricercatori dell’Università di Bari che affermano (tra le altre) di essere contrari proprio a quell’esclusione.

Ora, non so se il o un nuovo concorso sconfiggerà del tutto nepotismi e corruzione. Di certo, a quanto pare, non ridurrà il verticismo e l’accentramento in poche mani del governo degli atenei (e dei concorsi). Ecco il testo:

Al Signor Presidente della Repubblica Italiana Sen. Giorgio Napolitano
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca On. Mariastella Gelmini

Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari Prof. Corrado Petrocelli

Ai componenti il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bari
Alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

Noi ricercatori dell’Università di Bari esprimiamo il più netto e motivato dissenso al Decreto-Legge n. 180, pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 263 del 10 novembre 2008.

Tale decreto, che, nelle dichiarazioni del Ministro, conterrebbe solo provvedimenti di carattere “tecnico”, sancisce l’esclusione della rappresentanza dei ricercatori dalle commissioni per le procedure di valutazione comparativa.
Noi denunciamo la gravità di questa decisione, assunta peraltro in assenza di qualsivoglia confronto con le parti interessate. Ci appare per di più incomprensibile in che modo l’esclusione della rappresentanza dei ricercatori nei concorsi possa contribuire a contrastare la più volte deprecata degenerazione “baronale” del sistema di reclutamento, ovverosia in che modo commissioni composte tutte e soltanto da professori ordinari possano rendere “più trasparenti” le procedure di valutazione comparativa.
Questo provvedimento risulta addirittura punitivo e penalizzante per chi già oggi permette al sistema universitario di funzionare solo per spirito di servizio volontario e vocazione universitaria: ricercatori impegnati nella didattica, privi di una appropriata configurazione giuridica, occupati per un tempo effettivo di insegnamento e di attività ben oltre i limiti previsti dalla legge.
Il decreto sancisce, a nostro avviso, il disconoscimento formale del lavoro svolto dai ricercatori e costituisce un’ulteriore ferita inferta alla dignità di chi, pure in assenza di un riconoscimento economico adeguato, dedica generosamente all’università italiana le proprie migliori energie.
Chiediamo, inoltre, al Governo di modificare le norme della Legge 133 (6 agosto 2008, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008. Suppl. Ordinario n. 196).
Il taglio del già esiguo fondo di finanziamento ordinario dell’università pubblica e la sottrazione alle università di una quota rilevante delle risorse derivanti dal turn-over (provvedimenti non modificati in maniera sostanziale dalle misure economiche previste dal decreto) produrranno un notevole depauperamento dell’offerta didattica e della qualità dei servizi, impediranno l’avvio dell’atteso e più volte auspicato ricambio generazionale; colpiranno, in definitiva, soprattutto le giovani generazioni, vanificando le prospettive di chi rappresenta il futuro e la speranza dell’università italiana e dell’intero Paese. Riteniamo, infatti, atteggiamento responsabile e lungimirante del Governo di un Paese salvaguardare come bene prezioso, sia pure in presenza di congiunture economiche sfavorevoli, il proprio patrimonio di sapere e di cultura, investire in innovazione e ricerca, assecondare i talenti migliori nella vocazione alla produzione di sapere libero.
Valutiamo, infine, inaccettabile la possibile trasformazione delle università in Fondazioni di diritto privato: oltre a non garantire uno sviluppo organico dell’università italiana (con l’accentuazione del divario tra le diverse aree geografiche e scientifiche del Paese: Nord e Sud, facoltà scientifiche e facoltà umanistiche), questa soluzione pregiudicherebbe in maniera irreversibile la libertà d’insegnamento e di ricerca e sancirebbe la rinuncia definitiva dello Stato ad assolvere alla funzione costituzionale di garanzia dell’istituzione universitaria pubblica.
Riteniamo che ogni riforma finalizzata a migliorare la ricerca e la didattica dell’università debba imprescindibilmente passare attraverso il ritiro dei tagli finanziari e la garanzia del turn-over: solo su queste basi sarà possibile, a nostro avviso, avviare una seria discussione sul futuro dell’università italiana e sui processi di riforma che la riguardano, previa consultazione di tutte le sue componenti (rettori, docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo). In questa prospettiva ci impegniamo a ricercare e praticare nuove forme di governo e gestione dell’università.
Per questo, noi ricercatori dell’Università di Bari valuteremo e attiveremo ogni iniziativa possibile per garantire e tutelare il diritto costituzionale all’istruzione e ricerca universitaria pubblica, libera e democratica.
Seguono firme.
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111 Responses to I ricercatori non vogliono più

  1. Untenured ha detto:

    caro Sankara

    sbagliare è umano perseverare è diabolico..

    fosti sommerso di critiche, da ogni parte, per il tuo precedente post sullo stesso argomento. Ora ti fai portavoce di una posizione corporativa come quella dei ricercatori di Bari, i quali o lo sono o lo fanno: chiunque abbia un minimo d’esperienza di concorsi per ricercatore sa che i ricercatori e gli associati sono del tutto subalterni all’ordinario e che il loro ruolo è ridotto a quello di segretari o guardiani durante le prove scritte.

    I ricercatori baresi, piuttosto, dovrebbero chiedere possibilità di carriera basate sulla produttività e qualità scientifica del loro lavoro e su questa base rivendicare “potere a chi fa ricerca” e non a chi partecipa o manipola concorsi.

  2. mino ha detto:

    Sono dell’Università di Bari e posso dire di aver parlato personalmente con tanti ricercatori che hanno criticato questa iniziativa e non hanno firmato proprio perchè, per loro stessa ammissione, non hanno mai avuto voce in capitolo nei concorsi: dovevano solo ratificare quello che decideva l’ordinario interno.

  3. insorgere ha detto:

    @ sankara
    obbello ma lo sai perché i ricercatori vogliono stare nelle commissioni?
    perché così avranno delle carte da scambiare…io accetto di farmi eleggere in commissione e sostengo il tuo candidato semianalfabeta, tu in cambio mi sostieni per diventare associato…

    ma davvero non parli con nessuno, non vedi nulla? ma lo sai come funzionano ste cose?
    i ricercatori erano solo formalmente eletti da ricercatori. le campagne elettorali le gestivano i baroni e ci mettevno loro servi fedeli.

    SVEGLIAAAAAAAA

  4. precaria ha detto:

    Io non so’ in quali ambienti lavorate. Io non ho mai assistito di ricercatori mandati da baroni come servi fedeli in cambio di una promessa gia’ mantenuta. Se fosse cosi’ non avrebbe nessun senso rimanere in universita’. Se voi avete esempi specifici vuol dire che siete cresciuti in compagnia di questi baroni. Saluti

  5. cattivo.maestro ha detto:

    precaria,
    anch’io queste situazioni di cui molti parlano qui, ed in questi termini, non le ho mai sentite.
    …e lavoro all’università da 11 anni!

  6. ordinario ha detto:

    @ precaria:

    Ti spiego come vanno le cose:

    All’università di pisa si tenne un concorso nel settorre XY, il membro interno (ORDINARIO) per tempo si mobilitò per pilotare i voti in modo che venissero eletti un associato e un ricercatore a lui fedeli.
    IN quel caso, stranamente, un barone di altro ateneo (che sono io che ti scrivo) volle tentare il blitz perché trovava che il candidato predestinato fosse molto debole. Dunque mi mobilitai per piazzare un mio associato e un mio icercatore, contando sul fatto che i voti sono 3 e basta averne due per decidere chi vince.
    Accadde che l’opa funzionò a meta, sono riuscito a far eleggere l’associato ma non il ricercatore. Il commissario interno riusci per pochi voti a far vincere il “suo” ricercatore. Risultato, con due voti (membro interno più ricercatore) fecero vincere il candidato locale.
    questo è successo meno di un mese fa….

    associati e ricercatori non si presentano autonomante ai concorsi, ci vengono mandati….tra l’altro che vada così lo sanno tutti…settimane prima delle elezioni erano state mandate e-mail e fatte telefonate per indirizzare i voti.
    Lo sanno i ricercatori e gli associati sui quali si fa pressione perché diano i voti, lo sanno ovviamente i votati, lo sanno i candidati. Alla mia candidata ho spiegato tutta la situazione in maniera molto chiara. E così credo abbia fatto anche il membro interno al suo candidato.
    In quel caso è mossa anche l’associazione del settore specifico dando indicazioni a favore della cordata che io capeggiavo, ma non ha funzionato. Ci sono state tante e-mail e telefonate e conversazioni, per cui non è strano che tutti sapessero chi avrebbe vinto appena si sono visti gli esiti delle elezioni.
    Infatti poi al concorso sui 30 iscritti si son presentati in 3: la mia candidata, il candidato locale più una tizia che credo fosse lì senza capire cosa stava succedendo.

    ragazzi, il sistema fa schifo, lo dico chiaramente. ma ciò non toglie che la vostra ingenuità non aiuti a migliorare le cose. cercate di capire come stanno le cose prima di sputar sentenze.

  7. insorgere ha detto:

    per farsi un’idea di come funzionano le cose basta andarsi a vedere i risultati dell’ultima tornata di elezioni.
    guardate per esempio il mio settore – storia contemporanea – m-sto/04, vedrete chiaramente che i voti si concentrano (a decine) su pochi candidati.
    secondo voi ciò avviene spontaneamente o ci sono campagne elettorali che indirizzano il voto? e chi credete che indirizzi i voti? i ricercatori, gli associati o gli ordinari?

    ma per favore…..

  8. insorgere ha detto:

    scusa cattivo maestro, ma se le elezioni non fossero pilotate come si potrebbe sapere sempre in anticipo chi vincerà un concorso?

  9. Johnny ha detto:

    Ordinario, i blitz non si fanno che raramente, e tu lo sai. Se ti sei mobilitato per la tua candidata non credo l’avrai fatto solo perchè secondo te è brava… scusami la franchezza. Nessun ordinario si mobilita per dare una mano ad un allevo solo perchè è bravo.

  10. insorgere ha detto:

    e se mi dicessi che non si sa prima chi vince potrei morire dal ridere…
    ti prego, prima di rispondere pensa che la mia vita è nelle tue mani!

  11. insorgere ha detto:

    @ Johnny
    sono d’accordo con te.
    il punto però è che i concorsi sono pilotati, il perché è questione tutto sommato secondaria.
    è ovvio che l’ordinario voleva difendere la sua semplicemente perché era sua.
    ciò non toglie che avere nostalgia dei vecchi concorsi è letteramente assurdo (per non dire di peggio)

  12. ordinario ha detto:

    caro Johnny,
    hai ragione a dire che i blitz sono rarissimi. tuttavia nell’ultima tornata ce ne sono stati parecchi, rispetto al solito. questo dipende in buona parte dalla carenza di risorse, per cui le lotte di potere si sono fatte più accanite e più frequenti di un tempo.

    quanto alle ragioni del mio impegno, l’ho fatto perchè mi sembrava giusto difendere la mia allieva che reputo brava. tutto il resto sono illazioni che lasciano il tempo che trovano.

    sono intervenuto perché da qualche tempo vi leggo e l’ultimo post e alcuni commenti mi avevano suggerito che fosse necessario e doveroso aprirvi gli occhi.
    detto questo vi saluto e vi lascio alle vostre discussioni, con un invito:
    cercate di essere più furbi e più concreti!

  13. mino ha detto:

    @ ordinario: che si dice dalle vostre parti … riguardo ai due emendamenti che permettono di scegliere tra concorsi a ricercatore a T.I. oppure a T.D. (contratti ex-legge Moratti) con la clausola che quelli a T.D. non seguiranno le nuove regole?
    Crede che ciò porterà in maniera massiccia a bandire concorsi a T.D.?

  14. precaria ha detto:

    Caro Ordinario non hai niente da spiegarmi. Ora apprendiamo soltanto che tu sei parte del problema.
    Non eri interessato a far vincere il candidato piu’ bravo ma la tua allieva. Se la tua allieva era la candidata piu’ brava probabilmente la tua controcordata sarebbe riuscita. Io non voglio essere una furba come chiede ordinario. L’italia e’ quello che e’ perche’ tutti vogliono essere furbi invece che onesti. Ordinario e’ il tipico esempio di furbo. Saluti.

  15. insorgere ha detto:

    precaria mi fai sbellicare dalle risate….
    pensi davvero che ai concorsi vincano i migliori, e che le cordate si costruiscano in relazione al profilo dei candidati?

    già che ci sei, perché non ci dici la tua opinione sui folletti o sui marziani?

  16. ordinario ha detto:

    caro mino,
    rispondo alla tua ottima domanda e poi chiudo definitivamente la mia partecipazione a questo forum.

    i due emendamente sono un colpo dritto al cuore ad ogni ipotesi di riforma.

    per capirlo devi chiederti perché si bandivano concorsi da ricercatore. la risposta è per due ragioni: 1. coprire esigenze didattiche 2. occupare posti di potere con persone di propria fiducia.
    Ora il dl 180 dice 2 cose: 1. che i ricercatori non potranno fare più di 30 ore di didattica 2. toglie ai ricercatori la facoltà di stare in commissione

    conclusione: a noi baroni i ricercatori non servono più a nulla. non saranno funzionali alle trame di potere e nemmeno adeguati per coprire gli incarichi didattici. a questo punto meglio docenti a contratto e borsisti a tempo determinato. perché? perchè sono più ricattabili, non te li trovi sul groppone indefinitamente, inoltre con le norme attuali in quegli incarichi ci metti chi ti pare a te.

    credo che della quota del 60% del turnover destinato ai ricercatori meno del 10% sarà per a posti a tempo indeterminato.

    cari precari, la crui vi ha fottuto alla grande.
    il bello è che il ministro sarebbe dalla vostra parte, ma da sola poverina non distingue neanche la destra dalla sinsitra

  17. precaria ha detto:

    Caro insorgere non capisco perche’ le mie opinioni fanno ridere mentre le tue sono piene di verita’. Ora nei concorsi non sempre vincono i migliori, o forse e’ meglio dire non sempre vincono i migliori secondo i nostri criteri. Comunque le disponibilita’ a fare i commissari avvengono in funzione del candidato/candidati le cui competenze sono gradite alla sede dove viene svolto il concorso. A volte questo e’ fatto per far vincere il candidato migliore/piu’ preparato a volte solo per mantenere in vita un filone di ricerca. In ogni caso le commissioni si costruiscono in base al profilo che si vuole fare vincere. Non vedo come questo possa cambiare con tre ordinari o con l’estrazione a sorte.

  18. insorgere ha detto:

    cara precaria,
    scusami l’eccesso di polemica.
    consentimi però di spiegarti cosa cambia con tre ordinari.
    ordinario qui ti ha spiegato che i concorsi li orgaizzano loro, che ricercatori e associti sono solo pedine che loro spostano ad occupare le caselle vuote…

    nella realtà descritta da ordinario, in quel concorso specifico, tre ordinari si sarebbero scontrati e questo avrebbe probabilmente cambiato l’esito finale.

    con le commissioni con un ordinario, un associato e un ricercatore nessuno si scontra. in sostanza è tutto già deciso al momento in cui si costituisce la commissione, che di solito è precostituita dall’ordinario (membro interno).
    tra l’altro ciò non avviene per difendere filoni di ricerca, ma solo ed esclusivmente per logiche di potere.

    prefisco un sistema in cui si siano tre commissari ad un sistema (quello attuale) dove de facto ce ne sta uno solo e gli altri sono mere controfigure.

  19. insorgere ha detto:

    per essere ancora pià chiaro: le commissioni si costituiscon in relazione al profilo del membro interno, non del candidato.
    se il membro interno è persona degna, allora la commissione sarà costituita al fine di sostenere un candidato degno.
    se non lo è, sarà costituita al fine di assicurare al membro interno un ulteriore posizione di potere. giacché il vincitore dovrà la vittoria alla benevolenza dell’ordinario, e dovrà restituirgli favori per anni e anni, baciando il suolo dove cammina l’augusto cattedrattico.

  20. insorgere ha detto:

    infine devo dire che partecipare a queste discussioni surreali mi fa ringraziare manitù e la dea kalì per l’esistenza di apri.

    se siamo tanto fessi da rimpiangere il sistema passato e addirittura pensare che fosse utile a tutelare specifici filoni di ricerca, beh meritiamo di essere spazzati via da uno tsunami o, peggio, rimanere precari in eterno.

  21. precaria ha detto:

    Caro Insorgere, si vede che il mio settore funziona meglio che nel tuo. Con i due ordinari estratti da una rosa saranno privilegiati i sottosettori piu’ numerosi. In pratica, per evitare problemi, faranno come dice ordinario, e non bandiranno quasi nessun posto a tempo indeterminato.
    Spiegami, per favore, quale universita’ bandira’ un posto che non e’ in grado di pilotare (nel bene e nel male). Perche’ dovrebbero bandire un posto dove un gruppo di ordinari esterni puo’ imporre il suo candidato?

  22. insorgere ha detto:

    avrebbero dovuto farlo perché il governo col dl 180 li costringeva a destinare una quota del 60% del turnover ai ricercatori.

    solo che l’emendamento valditara ha cambiato le cose e ci ha fregati tutti.

  23. precaria ha detto:

    si hai ragione ma l’emmedamento c’e’ e dovevate aspettarvelo. Il dl 180 e’ stata l’occasione per inserire gli emmendamenti Valditara e company. Senza il dl 180 cio’ non sarebbe successo. Comunque, io non sono per niente contenta di questa situazione ne’ di quella che c’era prima e sono sempre stata per il concorso come viene fatto in UK. Saluti.

  24. 5annidiassegni...avuoto ha detto:

    Non esiste concorso in UK 😉

  25. 5annidiassegni...avuoto ha detto:

    Gli ordinari nello commissioni agiranno con logiche di potere esattamente come fanno ora. Se non hanno interessi da difendere avalleranno le decisioni del membro interno per quieto vivere. Se avranno altri interessi, le contrasteranno aprendo delle guerre. Ricordatevi che nei concorsi da ricercatore ci si potrebbe scambiare favori che poi possono pesare nei concorsi a più alto livello. Dubito che la presenza di tre ordinari renderà il tutto molto più meritocratico di prima, alzerà solo il livello del mercanteggiamento
    Questa è la mia piccola opinione…

  26. precaria ha detto:

    Come non esistono concorsi in UK ? Quello che ho fatto per “Lecturer” (permanente) a Edinburgo, che aveva una data di scadenza tassativa, era pubblicato nel bollettino ufficiale dell’universita’, per cui c’era da presentare il modulo per le disabilita’ e pari opportunita’, cv, etc. , per cui mi hanno pagato l’aero e albergo, per cui ho fatto un seminario, sono stata intervistata da un pannel di 15 persone, che ci hanno invitato poi a tutti cena (eravamo in 5 shorlisted) … Va beh e’ passato un po’ di tempo (5 anni) ma concorso era o come lo chiamiamo? Comunque non ho vinto perche’ c’era il candidato locale (meno pubblicazioni di me ma precario interno……) .

  27. insorgere ha detto:

    non esistono concorsi nel senso che hanno per noi, da nessuna parte del mondo.
    per noi è obbligatorio a causa della costituzione avere un concorso pubblico con regole sancite dalla legge.

    altrove ogni università si da le regole che vuole.

  28. insorgere ha detto:

    cmq il dl 180 non era l’occasione per inserire l’emendamento.
    e non era affatto scontato, come non è scontato che la camera non lo cancelli.
    il problema sono i tempi, in ogni caso non c’è affatto accordo su quella norma ne nella maggioranza ne nell’opposizione.
    vedremo….

  29. insorgere ha detto:

    @ 5 anni
    preferisco che si alzi il livello del mercanteggiamento piuttosto che esser giudicato da una persona sola.

    cmq, con il sorteggio entreranno potenzialmente in commissione persone che non ci sono mai state…e questo cambia le cose

  30. 5annidiassegni...avuoto ha detto:

    Io continuo a non vedere una sostanziale modifica che possa cambiare radicalmente la situazione e invece è di un cambiamento radicale che si avrebbe bisogno. D’altro canto non vedo alcuna ragione per osteggiare chi ripone tante speranze nel cambiamento a cui mando il mio più sincero in bocca al lupo

    @precaria
    tecnicamente non è un concorso ma è una selezione fatta da una università con una commissione che sceglie non il migliore su una scala assoluta di qualità, o il più meritevole o il più titolato ecc. ma solo colui/ei che a giudizio dei selezionatori meglio si adatta alle esigenze locali. Da fatto è una chiamata diretta responsabile, quello di cui avremmo tanto bisogno anche noi

  31. Johnny ha detto:

    Caro Ordinario, non so se ripasserai da questo forum, se i blitz sono aumentati nell’ultima tornata non è accaduto soltanto perchè le risorse scarseggiano e le guerre si fanno più spietate, ma pure per il fatto che anche voi ordinari sapete bene che i tempi stanno per cambiare (non so se in bene o in peggio) e nell’incertezza tutti ci sentiamo più liberi di crearci inimicizie. Quello che dici sull’inutilità dei ricercatori futuri, per gli ordinari, è vero, meglio mettere gente ricattabile o cretina a TD che assumere un ricercatore bravo e pieno di livore che non aspetta altro che fare il mazzo a chi lo ha tenuto alla larga per anni.

  32. Untenured ha detto:

    Sankara è un “compagno che sbaglia”.

    Precaria ama fare provocazioni cui lei stessa non crede fino in fondo.

    cattivo.maestro invece no, è proprio un cattivo maestro: ha un pensiero conservatore (ricordo ancora la sua apologia del mini manifesto conservator-nazionalista di Galli della Loggia su Corsera) e in quanto tale le sue posizioni vanno isolate e servono se non altro per distinguere un pensiero progressista e meritocratico da uno conservatore e chiuso.

  33. precaria ha detto:

    Caro Untenured: sentire parlare te e’ come sentire parlare Giuliano Ferrara. Per cui da ex-comunista cerca di correggere i compagni che sbagliano. Liquida le affermazioni che gli danno fastidio come provocazioni a cui nemmeno chi le fa ci crede. E da’ dei reazionari a chi non la pensa come lui. Ormai e’ pronto a fare il gran salto, come Capezzone, e diventare portavoce ufficiale della Gelmini.

    Mi dispiace per cattivo.maestro e Bogota che rischiano di vedere sfumare le loro occasioni (spero di no perche’ stimo quello che dicono).

    Certo che e’ un bene che tanti precari siano licenziati, tipo te, visto che la loro onesta’ intellettuale e’ inversamente proporzionale al loro ego e la cui unica aspirazione e’ diventare baroni.
    Saluti.

  34. Untenured ha detto:

    precaria tu scrivesti:

    “Io non so’ in quali ambienti lavorate. Io non ho mai assistito di ricercatori mandati da baroni come servi fedeli in cambio di una promessa gia’ mantenuta. Se fosse cosi’ non avrebbe nessun senso rimanere in universita’. Se voi avete esempi specifici vuol dire che siete cresciuti in compagnia di questi baroni.”

    dimmi se questa non è una provocazione… anche le pietre sanno che i ricercatori e gli associati sono etero-diretti dagli ordinari nelle loro partecipazioni concorsuali.

  35. precaria ha detto:

    confermo quello che ho scritto ieri, questa e’ la mia esperienza e quello che ho visto negli ultimi concorsi nel mio dipartimento. Si vede che le persone con cui ho avuto a che fare non fanno parte della categoria dei baroni. Smettiamola per piacere di dire che in Italia tutto e’ corruzione e che non ci sono persone oneste.

  36. Untenured ha detto:

    ok precaria, lasciamo tutto com’è tanto per te va bene così. Viva l’Italia!

  37. precaria ha detto:

    btw: sono PhD in Fisica e lavoro in un dipartimento di Fisica.

  38. Untenured ha detto:

    anche ammesso (e non concesso) che fisica fosse l’isola felice in un mare di comportamenti poco virtuosi e meritocratici (alcuni miei amici fisici teorici emigrati all’estero hanno dubbi su questo punto), t’inviterei a guardarti intorno, a parlare con ricercatori precari al di fuori della tua disciplina. questo è un blog dei ricercatori precari non dei fisici

  39. Johnny ha detto:

    Ordinario, dimenticavo: spero che mettano a tutti voi ordinari il telefono e la posta elettronica sotto controllo così la smettete con questo vizietto delle cordate che offendono la dignità di chi pubblica e studia seriamente. Sempre con franchezza, Johnny.

  40. Oronzo ha detto:

    Forse sono un po’ tardo, ma non riesco a trovare il punto del decreto 180 in cui si impone il limite delle 30 ore per l’attività didattica dei ricercatori. Avete qualche suggerimento?

  41. insorgere ha detto:

    @ oronzo
    anche a me sta cosa giunge nuova…

    non so che dirti. forse è uscita altrove, forse non c’è proprio.

  42. insorgere ha detto:

    @ untenured

    è inutile discutere, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

  43. insorgere ha detto:

    @ johnny
    ma lo sai che se mettessero tutto sotto controllo dovrebbero invalidare tutti i concorsi o quasi?

  44. Michele ha detto:

    Alle isole felici io non ci credo più.

    Nelle belle giornate di sole, arrivo al massimo a sostenere che grazie alla relativa facilità di valutare i risultati, le materie scientifiche hanno qualche anticorpo in più.

    Vi consiglio il mio gioco preferito, “publish or perish”. Scaricatevi il solftware gratuito e confrontate i risultati dei nostri professori con quelli dei loro omologhi americani o inglesi.

    Quei baroni che si atteggiano a luminari nel ristretto panorama nazionale, si rivelano per quelle mezze calzette che sono realmente quando messi di fronte alla comunità scientifica internazionale.

    Per questo sostengo caparbiamente (testardamente ed ottusamente secondo qualcuno;-)) che solo quando lavoreremo secondo un’ottica internazionale ci libereremo di quell’autoreferenzialità che è il male principe della nostra accademia

  45. Johnny ha detto:

    amici, sto provando su Cineca a vedere se è stato bandito qualche concorso di prof o ricercatore con le nuove regole, mi sembra ancora no. Giusto?

  46. insorgere ha detto:

    caro Johnny,
    nulla può esser stato bandito con le nuove regole, deve ancora aver luogo la conversione in legge….ora il decreto è in discussione alla camera. probabilmente sarà votato prima di natale.

  47. Untenured ha detto:

    http:// www. excellenceranking. org/eusid/EUSID

    non mi pare che le università italiane siano ai vertici di eccellenza europei nelle scienze (fisica, matematica, biologia, chimica)

  48. Untenured ha detto:

    www. excellenceranking. org/ eusid / EUSID

    non mi pare che le università italiane siano ai vertici di eccellenza europei nelle scienze (fisica, matematica, biologia, chimica)

  49. Untenured ha detto:

    www . excellenceranking . org / eusid / EUSID

    non mi pare che le università italiane siano ai vertici di eccellenza europei nelle scienze (fisica, matematica, biologia, chimica)

  50. mino ha detto:

    Qualunque cosa ci sia scritta nei bandi di concorso, i concorsi banditi dopo il 10 Novembre vanno con le nuove regole. Infatti il Decreto Legge per i 60 giorni seguenti la sua pubblicazione in G.U. (10 Novembre) ha forza di legge e quindi vince, nella gerarchia dei poteri, contro il bando di un concorso pubbblico. Solo se non viene convertito in legge, allora il suo effetto decade.

  51. Michele ha detto:

    Untenured, hai scelto malissimo l’esempio.

    Secondo quella valutazione l’Italia ha 6 centri d’eccellenza, terza in Europa (13 la Germania, bella forza la classifica l’hanno fatta loro, 12 La gran Bretagna), davanti a Francia e compagnia bella. Di quei 6 centri ben 4 sono di fisica, 1 di matematica e 1 di chimica. Per la fisica altri 10 centri rientrano nella categoria top, subito sotto l’eccellenza.

    Comunque ti posso garantire che fisica non è l’Eden, ma il problema non è tanto nella qualità della ricerca, anche se ci sono i matusa che non pubblicano nulla di rilievo da anni o nella migliore delle ipotesi raccontano le solite cose rimescolate. Il problema è su cosa fai ricerca.

    Ci sono gli argomenti chic e quelli irrilevanti. Il problema è che la classificazione la fa il gruppo di potere locale, per cui o ti accodi al pensiero dominante o fai le valigie.

    Te lo dice uno che è dovuto emigrare da fisica ad ingegneria (cambiando ateneo), una specie di alto tradimento.

  52. Michele ha detto:

    Per dovere di cronaca ad ingegneria mi trovo benissimo, ed ho trovato una mentalità molto più aperta ed interdisciplinare di quella che ho lasciato a fisica.

  53. Untenured ha detto:

    @michele

    non mi sembrava di aver visto molte università italiane tra le prime 10 in ogni disciplina. Persino la Grecia ne ha.

    La Francia secondo me è sottodimensionata perché la ricerca la si fà in gran parte al CNRS, ma non sono specialista di quelle discipline.

    Quindi tra i paesi demograficamente grandi (Germania, UK, Francia, Italia) l’Italia non è messa granché bene, mi pare. Ciò non leva che se non fosse così ne avrei soddisfazione: meglio un paese con alcuni centri d’eccellenza che una situazione dappertutto paludata.

  54. Michele ha detto:

    Untenured, giusto per provocare mino, la matematica non è una scienza, almeno in senso galileiano, in quanto non è fondata sul metodo sperimentale.

  55. insorgere ha detto:

    pessimismo e fastidio…..

  56. Michele ha detto:

    Untenured, chi dice che fisica e matematica sono “isole felici” vive di illusioni, tale affermazione è comprensibile solo su una scala relativa, che indica quanto degradati siano altri settori.

    Le eccellenze, il solito argomento consolatorio. Certo che esistono, a patto di restringere sufficientemente il campo. Se restringiamo il campo al solo Rubbia (che per inciso ha vinto il nobel per i suoi lavori al CERN, e che qualche fisico pensò bene di trombare al concorso da associato) allora eccelliamo.

    Le eccellenze non servono a nulla, si vince più facilmente con undici buoni giocatori che con un fenomeno e 10 schiappe.

    L’ho detto e lo ripeto, se una volta eravamo primi tra gli ultimi, ora abbiamo perso pure questo poco invidiabile primato .

    Sul CERNS francese hai pienamente ragione, se facciamo il paragone con il nostro CNR mi viene da piangere.

  57. precaria ha detto:

    Michele dice:

    Secondo quella valutazione l’Italia ha 6 centri d’eccellenza, terza in Europa (13 la Germania, bella forza la classifica l’hanno fatta loro, 12 La gran Bretagna), davanti a Francia e compagnia bella. Di quei 6 centri ben 4 sono di fisica, 1 di matematica e 1 di chimica. Per la fisica altri 10 centri rientrano nella categoria top, subito sotto l’eccellenza

    OVVERO HO RAGIONE IO. Oppure i dati si usano solo quando fa comodo ?

    Vi saluto.

  58. Michele ha detto:

    Germania- Italia: 13 a 6;
    Regno Unito – Italia: 12 a 6

    Nel baseball sarebbero partite sospese per manifesta superiorità.

    Se poi rapportiamo alla popolazione o al numero di atenei, la piccola Svizzera ne ha 3, il minuscolo Belgio mi pare 4, l’Olanda credo addirittura 5.

    Siamo contenti così? precaria, apprezzo sempre l’orgoglio patrio, ma siamo adulti, le favole raccontiamole solo ai bambini.

    Dobbiamo prendere atto della situazione se vogliamo migliorare

  59. France ha detto:

    precaria
    MI togli una curiosita’? Cosa bisogna cambiare, SE bisogna cambiare, nel sistema Univ&Ricerca in Italia?

  60. France ha detto:

    Sempre per rimanere in tema: continuano ad arrivarmi appelli dell’ANDU contro il pensionamento forzoso di tecnici e ricercatori che hanno >40 anni di contributi. Anche in qualita’ di Mega-Presidente syderale, ho ribadito tutto il nostro appoggio: e’ una norma faziosa ed iniqua, e ci batteremo strenuamente perche’ venga estesa anche ad ordinari e associati.

  61. insorgere ha detto:

    W France
    W APRI

  62. miltonmb ha detto:

    @Ordinario (primo commento)

    Sankara, Pisacane e il resto della banda RNRP non sono affatto ingenui, anzi, loro sanno benissimo come funzionano le cose.

    Si servono degli ingenui (questi sì) che gli vanno dietro per difendere i propri meschini interessi di precari/schiavi/raccomandati.

    Prendi le manifestazioni dei mesi scorsi: si radunano qualche migliaio di studenti elementari (e relativi genitori), superiori e universitari completamente ignari e gli si mettono in bocca frasi cretine tipo “no alla privatizzazione dell’università”.

    Poi si fanno sfilare per le strade delle città. Al che la ministra si impaurisce e riduce la scure del turn over.

    Si libera qualche posticino per raccomandati e i nostri cari attivisti RNRP (che dopo anni di schiavismo sono i cima alla lista) si piazzano nella tanto amata università pubblica.

    Altro che ingenuità…

    PS sono reduce da un concorso da ricercatore in cui il membro ricercatore veniva da Bari. Ha a mala pena aperto bocca durante le prove. Ha vinto il candidato interno, ovviamente il più scarso in termini di titoli. Vi farò sapere se il ricercatore di Bari ha rivendicato la propria autonomia di giudizio nei verbali finali …

  63. France ha detto:

    Ma che dici miltonmb!
    Ha sicuramente e darwinianamente vinto il “piu’ adatto”.

  64. miltonmb ha detto:

    @Ordinario

    il fatto che RNRP non sia un’associazione di verginelle non toglie che il cinismo con cui ci racconti le cose che tutti sappiamo faccia accapponare la pelle.

    Sei convinto che la tua candidata fosse più brava di tutti gli altri 27 che non si sono presentati?

    E sei sicuro che se il concorso fosse stato aperto non si sarebbero presentate più domande?

    E che, quindi, la tua candidata fosse più brava di tutti quelli che non hanno fatto domanda perchè schifati dal sistema che tu contribuisci a mantenere?

    Ovviamente il ragionamento procede a ritroso: sei sicuro che il tuo posto di ordinario non sia stato rubato a qualcuno molto più bravo di te che non si presentò al tuo concorso perchè tutti lo sapevano truccato?

  65. insorgere ha detto:

    caro miltonmb
    dai tuoi messaggi traspare una durissima critca della rnrp…
    non che sia contrario, anzi

  66. insorgere ha detto:

    segnalo per chi non lo sapesse che l’onda ha assorbito il vecchio sito rnrp…
    non è chiaro cosa ne sarà di questo blog
    W apri!

  67. carlo ha detto:

    Come al solito si cambia nome, ma la sostanza e’ sempre la stessa (ed anche il malcostume). Ossia: chi sono questi “ricercatori in onda”? Si presentano come “sito nazionale di assegnisti, contrattisti, dottorandi, docenti precari”, ma esiste anche un solo ricercatore precario affiliato (in qualche senso da chiarire) al sito? Nomi e cognomi, please! (e affiliazione)

    Sankare, Pisacane (evoco i padroni di casa, sempre meno presenti). Mi fate cortesemente il nome di un ricercatore precario (ma anche due o tre) che si dichiara aderente all’Onda? Ci sono veramente dei ricercatori dietro il sito?

    Altro punto: l’Onda vuole “lanciare la prima auto-inchiesta nazionale che denuncerà la nostra reale condizione lavorativa all’interno degli atenei e certificherà l’elevata qualità della nostra attività scientifica”. Complimenti, adesso abbiamo anche l’autocertificazione della qualita’ della ricerca! Ma forse ho capito male (lo spero).

  68. insorgere ha detto:

    caro Carlo,
    non hai capito male, purtroppo…
    come dici tu cambiano i nomi ma non la sostanza.

    per fortuna c’è apri, dove i precari ci mettono la faccia!
    apri è un’associazione vera, non una sigla dietro alla quale c’è solo fumo e confusione

  69. France ha detto:

    Ah, io mi sono subito iscritto. Se potessi mi iscriverei anche alla CRUI (mica ci vuole tanto, creiamo una Universita’, 5 anni di corsi papocchio, mi eleggete rettore et voila’…). Pero’ i precari degli Enti mica sono contemplati, nellautoinchiesta… cosi’ come gli expat… Lo scrivo subito al web master Enzo Iannitelli (vedi che un nome e un cognome c’e’?).

  70. carlo ha detto:

    @France: chiapperi hai ragione! Allora adesso possiamo chiedere spiegazioni al povero Enzo (che probabilmente con la ricerca c’entra come i cavoli a merenda).

    Fra l’altro, nel menu’ principale c’e’ la voce “comunicati/APRI” (“comunicati/RNRP”, etc.), ma non mi sembra ci sia alcun link al sito dell’APRI.

    In fondo alla pagina si legge anche: “Copyright Rete Nazionale Ricercatori Precari”. Vuol dire che pagano i diritti alla SIAE? Ma il titolare di copyright puo’ essere una sigla come RNRP? (giuristi, chiedo a voi)

    Altro dubbio: ma quelli dell’Onda (chiunque essi siano) lo sanno che il sito si presenta come sito dei “ricercatori precari in onda”? Appoggiano il sito o sono all’oscuro di tutto?

  71. insorgere ha detto:

    onda su onda…..

  72. Bogotà ha detto:

    @ Michele,
    Precaria non c’entra, la balla di “Fisica isola felice” è copyright di Untenured, in questo uno specialista (in altra occasione mi ha appiccicato l’etichetta di “stabilizzatore” perché avevo parlato di moratoria dei contratti precari e avanzato la richiesta di concorsi legali).
    Tutto qui. Lo dico solo per amore della verità.

    Per il resto, me ne torno nella biblioteca di Bogotà, lontano da questa guerra dei poveri che si combatte tutti i giorni su queste colonne – senza esclusione di colpi bassi, anzi! – e che francamente mi ha disgustato!

  73. Bombadillo ha detto:

    Ciao cari,
    il presente post solo per comunicarvi che, ovviamente, il riferimento alla limitazione della didattica dei ricercatori che “ordinario” attribuisce al d.l. 180/08 è frutto di fantasia.

    Scusate, inoltre: ma l’anonimato non doveva essere strumentale alla difesa degli impauriti precari dalle vessazioni degli ordinari?

    Allora, però, proprio non si capisce perchè questo sedicente ordinario utilizzi uno scudo di cui proprio on dovrebbe avere bisogno.

    A proposito di ordinari (veri), uno dell’Università di Bari riceve la e-mail di una ricercatrice di lettere che sta organizzando una raccolta di firme (penso si tratti della stessa raccolta) contro il d.l. 180, e la chiama chiedendole di spiegare le sue posizioni che gli sembravano “curiose”. Dal corso della telefonata sapete cose è emerso?

    …che la dottoressa era una strenua sostenitrice di scritti ed orali!

    Da studente del diritto penale, inoltre, vi segnalo che organizzare cordate è del tutto legale, ed alcuni lo fanno alla luce del sole, chiedendo pubblicamente di votare per Tizio o per Caio. Embè? ..che reato sarebbe?

    Per questo l’unica soluzione e il sorteggio.

    Si può sostenere che vi sarà il tentativo di fare gli accordi dopo. Ma se riflettete un attimo sul fatto che non basta un commissario a “fare il concorso”, ma ci vuole la maggioranza in commisisone, vi renderete conto che la cosa è virtualmente impossibile.

    L’unico modo per fare gli accordi dopo sarebbe quello di farvi rientrare la prossima volta. Ogni ordinario però sa bene che la regola d’ora dell’università è che “chi da per primo non ha più indietro”. E quindi anche questa possibilità sfuma.

    Il sistema delle votazioni porta fisiologicamente alle cordate.
    W il sorteggio!

  74. Johnny ha detto:

    @ Mino

    quindi Mino, o chi di voi sà, vorrei un consiglio: se ho ben capito da quello che hai scritto, se un concorso da ricercatore è bandito dopo il 10 novembre (data della pubblicazione in GU) anche se è scritto nel bando che sono previste le vecchie prove scritte e orale dovrà essere per forza di cose svolto senza tali prove, giusto? Se io faccio domanda e spedisco pubblicazioni e titoli non è che loro, in forza di una rettifica, mi costringono a rispedire una seconda volta pubblicazioni e titoli? Spero di essere stato chiaro, grazie.

  75. Bogotà ha detto:

    Cari amici
    qualcuno qui continua ancora con la vecchia solfa del concorso meritocratico per virtù di sorteggio (e la cosa mi ha un po’ rotto le palle!). In realtà, come tutti sanno, in ogni settore dell’organizzazione umana esistono consorterie (è più o meno così che si è formata la nostra civiltà, checché se ne voglia pensare).
    Ora, alla regola non sfugge ovviamente l’Università e, al suo interno, i singoli raggruppamenti (o SSD che dir si voglia). Dipingere questi microcosmi come agglomerati di monadi impazzite è ingeneroso – per usare un eufemismo – verso l’intelligenza di chi legge queste colonne. Sappiamo perfettamente, invece, che anche qui esistono le ‘correnti’. Bene, che cosa avverrà adesso che finalmente abbiamo conquistato (?) il sistema del sorteggio (puro o tra le rose, poco importa)? Si scatenerà finalmente quella sordida lotta tra monadi, dell’uno contro tutti che dovrebbe favorire proprio i-più-migliori-tra-i-precari; oppure in trenta secondi si organizzeranno tra Rossi e Neri e si spartiranno comodamente quei pochi posti da assegnare ai soliti figli-di e a tutti gli altri poveri stronzi solo contratti ex-Legge Moratti?
    Fino a quando le forze dei due gruppi non tenderanno ad equilibrarsi (e il risultato sarà di 50% e 50% di possibilità di entrare nei concorsi), ditemi, di grazia, vinceranno i cani sciolti o semplicemente stravincerà la cordata più forte?
    Lascio alla vostra intelligenza (non precaria, mi auguro) la risposta.
    Un caro saluto 😉

  76. Bombadillo ha detto:

    Johnny, se puoi, iscriviti!
    La vostra è una gran fortuna (perchè mai dovrebbero farti spedire due volte la domanda e i relativi allegati?..e comunque, anche se fosse, non mi pare sta tragedia).

    Per Sankara: a me pare che una delle tue principali preoccupazioni sia quella di andare contro Giavazzi, anche rischiando di sostenere cose nelle quali tu per primo non credi fino in fondo.
    Scusa, ma che ci frega di Giavazzi? Ma lascialo perdere!

  77. Bombadillo ha detto:

    ..insomma, vi è chi immagina una pace di ferro tra le diverse cordate, con possibilità conseguente di lasciare tutto come era prima.
    Mentre vi è chi – come me, e come molti che sono commissari interni di concorso da ordinario e associato- pensa che così non sia.
    Che dire?
    Senza bisogno di scomodare le palle o l’inteligenza di alcuno (interessante connubio): chi vivrà vedrà.

    P.S.: ovviamente, nel primo post vi è un refuso, si tattava della regola aurea, e non di quella attuale.

    P.P.S. Sankara io vorrei che tu mi chiarissi, senza alcun riferimento a Giavazzi, se, secondo te, l’eliminazione di ricercatori e associati dalle commissioni rappresenta un passo in avanti, o meno.

  78. France ha detto:

    Allora vorrei sapere una cosa anche io da Sankara: Siamo favorevoli o contrari al pensionamento forzoso di ric e tecnici? Io sono favorevole ad estenderlo anche a ordinari e associati.
    Quanto al sito ricercatoriprecari.org, ho contattato il webmaster che molto gentilmente mi ha autorizzato a caricare i documenti APRI nella sezione apposita. Credo che se la creazione del nuovo sito preludera’ ad una maggiore funzionalita’ di RNRP, soprattutto a livello decisionale, ne avremo tutti da guadagnare. O bravi!

  79. Sankara ha detto:

    Vorrei tranquillizzare chi se la prende con quella “banda” di raccomandati e debosciati della RNRP e chi si dichiara d’accordo.
    La rete e’ fatta di persone che mettono la loro faccia da 4 anni per organizzarsi in difesa dei propri diritti da precari dell’universita’. Lo fanno proprio perche’ non sono in cima a nessuna lista, non se ne stanno in casa/studio ma si mobilitano per evitare che liste e il precariato non ci sia piu’. Che disgraziati che sono… 😛

    Vorrei tranquillizzare chi e’ spaventato dalla confusione: l’iniziativa nazionale dei RP e’ un po’ fumosa perche’ la Rete agisce sopratutto a livello locale, di persona con obiettivi specifici e spesso coordinati a livello nazionale. Che folkloristici retro’ che sono… 😮

    Vorrei tranquillizzare carlo.
    1. Il nuovo sitoweb e’ in fase alpha (in costruzione) quindi non disturbate il povero webmaster. 😉
    2, Anche la RNRP e’ in fase di ridefinizione-rinascita, naturalmente sempre risucchiati dalle onde della mobilitazione studentesca. che succubi che sono… 😦
    3. L’autoinchiesta e’ una proposta politica nazionale (simile ad una proposta RNRP del 2005) in definizione in questi giorni. Purtroppo causa lavoro e malanni vari non ho potuto fare un post sull’argomento. che assente che sono… 😐

    che dire. Spero proseguiate piu’ tranquilli/e. 😉

  80. France ha detto:

    Hem, chiedo perdono, avevo un paio di domande che ti riassumo
    1)Pensionamenti forzosi: abolire o allargare
    2)Dove sono i precari degli Enti nel nuovo sito? Mi sembra tutto orientato all’Universita’
    3)Italiani all’estero, stessa storia?

  81. Bombadillo ha detto:

    Caro Sankara,
    io ero tranquillo pure prima. E lo sono anche adesso.
    Prendo nota, però, che io ti ho posto una domanda affatto precisa, e tu non mi hai risposto. E lo stesso hai fatto con la domanda, altrettanto precisa, di France.

  82. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @Johnny

    conta la data del decreto rettorale non quella di pubblicazione sulla GU, per quanto ne so io. Se il decreto è precedente al 10 Novembre vecchie regole ma nuove commissioni

  83. Sankara ha detto:

    suvvia bomba, dammi tempo. Almeno di cenare, mettere a nanna il pupo e riprendere le forze…. Hai ragione, mi pare non fossi nella lista delle persone poco tranquille, ma non lo sembri molto. 😉

    In ogni caso, non ho nessuna funzione, pretesa o possibilita’ di esprimere o rappresentare le posizioni comuni della RNRP. Quindi non capisco la vostra insistenza. in ogni caso:
    1. Concorsi-ordinari. Continuo a ritenere importante rispondere alle pontificazioni del caro Giavazzi, che non mi paiono affatto ininfluenti.
    Personalmente, ho dubbi che lasciare tutto il potere concorsuale agli ordinari sia “avanzata” o coerente. Non e’ che non conosco o comprendo i meccanismi di formazione delle commissione, ne’ che non sia d’accordo per smuovere le acque. Il punto e’ quale indirizzo strategico hanno le proposte che facciamo, che universita’ prefiguriamo.
    Vogliamo un potere accentrato e verticale? Come al solito si parte con una riforma dall’alto invece che dal basso, non ne avete avuto abbastanza?
    Cosa c’e’ di scandaloso in questa mia opinione, tanto io solo quello “che sbaglia”!? 😉

    2. Sito. Lo ribadisco France il sito e’ in via di costruzione/definizione c’e’ tutto il tempo per delinearne funzionamento, struttura e confini. E ci sara’ anche un’area riservata dove far funzionare un po’ di vera e sana democrazia on line. Contento? 😎

    3. Pensionamenti. Sinceramente non ho una posizione precisa. si sta elaborando una posizione comune. Tatticamente l’allargamento e’ la posizione probabilmente piu’ logica. Strategicamente forse non del tutto: non e’ che risolveremo il problema del precariato o del turn over mandando in pensione la gente a 45 anni! 😮

    passo e chiudo.

  84. Giuseppe ha detto:

    Volevo segnalarvi questo interessante studio.

    http: // cnu.cineca. it/notizie06 /sunto_ sito_unimi .pdf

    Fra gli autori, mi è saltato all’occhio il nome di Loris PEROTTI (“Assegnista di ricerca nel Dipartimento di studi del lavoro e del welfare dell’Università degli studi di Milano”), che contribuisce con un capitolo sugli sprechi e le inefficienze dell’università. Che esista qualche rapporto di parentela con il più celebre Professor Roberto?

  85. carlo ha detto:

    Scusa Sankara, non e’ per fare polemica, ma visto che state rinnovando RNRP secondo me dovreste lavorare su due punti fondamentali. Quello che la gente (o sono solo io?) si chiede e’: chi sono questi tipi di RNRP? Vi riunite di persona – bellissimo – e fra di voi vi conoscete – stupendo. Ma non sarebbe il caso di presentarvi anche al resto del mondo?

    Secondo punto. Internet e’ nato per unire persone distanti (non per condividere materiale hard, come e’ opinione diffusa), e andrebbe sfruttato meglio. Mobilitarsi di persona e’ nobilissimo, ma cosi’ continuerai ad organizzare scampagnate con i tuoi amici del quartiere. Non puoi pensare che un ricercatore che lavora – che so – a Ginevra venga a Siena alle riunioni RNRP. Poi per i lanci di pomodori ai politici, per cui e’ necessaria la presenza fisica, ci si puo’ sempre organizzare mandando rappresentanti locali.

    Tu dirai, e a noi che ci frega dei ricercatori Italiani a Ginevra?! Ma cosi’ si torna al punto di partenza. Volete una universita’ in linea con l’Europa, ma escludete chi in Europa ci lavora. La chiamate Rete Nazionale, ma l’unica realta’ sono i nodi locali. Inneggiate alla trasparenza, ma l’unico che ci mette nome e cognome e’ il webmaster.

    Spero che prendiate questa come una critica costruttiva. Perche’ se RNRP riuscisse a risolvere questi due punti, sarebbe tanto di guadagnato per tutti noi ricercatori precari, che avremmo a disposizione uno strumento in piu’ per far valere i nostri diritti.

  86. aresa ha detto:

    x APRI
    per i titoli: ad architettura sono considerati quali titoli anche i progetti e i concorsi, sono previsti nel doc Apri?

    mia considerazione: 20 punti al Dottorato rende tale titolo l’unico criterio di valutazione dei titoli, avendo lo stesso peso della somma di tutti gli altri titoli, squalificando il titolo al di fuori del contesto universitario, e creando il binario privilegiato “titolo di dottorato=ricercatore”, questo accentua il fatto che il titolo di Dottorato è inutile al di fuori del mondo universitario (cosa chè è vera esclusivamente in Italia e non nel resto del mondo), questo vuol dire che chi intraprende il corso per il titolo di Dottorato ha “quasi diritto” alla carriera universitaria.
    Chi ottiene il titolo di Dottorato e non ha intenzione (o possibilità) di intraprendere l’attività di ricerca a che gli serve il titolo di Dottore di Ricerca?

    Condivito il fatto che è sicuramente il titolo di studio privilegiato per entrare nel settore universitario e della ricerca riconosciuto in tutto il mondo, ma in tutto il mondo tale titolo è riconosciuto anche per entrare nei livelli dirigenziali di qualunque settore imprenditoriale e dell’amministrazione pubblica, e non esclusivamente per il settore universitario.
    Creando il binario privilegiato Dottorato=Carriera universitaria diventa difficile creare la ‘piramide’ con al vertice gli Ordinari, e, ripeto, per chi l’ha ottenuto il titolo di Dottore non gli è utile al di fuori di tale binario.
    Non solo ma chi ha il titolo di Dottore e non rientra in tale binario si trova ad avere carta straccia tra le mani ed essere almeno 3 anni più vecchio.

    chiedo a Bombadillo un Dottorato in ‘Diritto Penale’ che non ha mai svolto attività professionale o qualcosa di simile è utile?

    Il Decreto Mussi equiparava i 3 anni di dottorato a 5 anni di attività post laurea, o qualcosa di simile, perchè?

    o forse c’è qualcosa che mi sfugge …poi fate voi … non mi cambia molto

  87. Bombadillo ha detto:

    Per Sankara: grazie. Per altro, io volevo la tua risposta, mica quella della R.N.R.P. Tuttavia, non ti nascondo che, sia rispondendo a me che a France, non sei stato proprio un fulgido esempio di chiarezza. Questo mi rende poco tranquillo? Ba!

    Per aresa: mi spiace, ma qualsiasi cosa facciamo noi, il titolo di dottore di ricerca continuerà ad avere all’esterno del modo universitario la medesima valenza. Noi possiamo farlo contare all’interno, circostanza dalla quale non consegue che valga di meno all’esterno.

    Un dottore di ricerca in diritto penale, o in procedura penale, potrebbe pure non essere capace di “stare in udienza”, perchè magari non lo ha mai fatto, o potrebbe pure non poterci stare, nel senso che non è – o comunque, non è ancora – avvocato.

    Ho un paio di amici bravissimi (entrambi dottori di ricerca, uno attualmente magistrato) che sono diventati avvocati solo “alla seconda botta”.
    Questo può dipendere anche da un eccesso di approfondimento nella prova scritta, nella quale bisogna scrivere come un avvocato, non come uno studioso.
    Vi è anche un problema di quantità.
    Come diceva il capo dello studio in cui ho fatto pratica (un personaggio mitologico, che, nel corso degli anni, aveva collezionato centinaia di praticanti): “figlio, mi raccomando, quattro facciate! Non una di meno, ma neanche una di più, altrimenti rischi.”.
    Lo scrivo perchè magari c’è qualcuno che deve fare lo scritto in questi giorni…è un consiglio utile.

  88. Sankara ha detto:

    @Bomba: pensa che strano io pensavo di essere stato chiaro. Strana la comunicazione on line!? Era france ke mi chiedeva risposte al plurale.
    Il punto e’ che sulle faccende concorsuali come x tutti i sistemi complessi non ci sono soluzioni facili ne’ miracolistiche.
    L’importante e’ avere principi chiari e qualche idea sul futuro.

    @carlo
    1. Non c’e’ stato mai nessun problema nel mettere i nostri nomi e cognomi anche nelle iniziative nazionali, quando serviva (vedi ad esempio Inchiesta). In ogni caso, vista la delicatezza dell’argomento, mica avrai problemi se qualcun*, ogni tanto, preferisca l’anonimato?
    Per questo blog la situazione e’ diversa ovvio. 😉

    2. E’ sempre stato possibile per chi era fuori Italia o in un luogo senza “comitati precari” discutere e aiutare per quanto possibile.
    Ti sara’ chiaro pero’ quanto sia difficile organizzare una struttura nazionale costruita sul volontariato…. Vero?

  89. Tito ha detto:

    Mi permetto sommessamente di far presente a Sankara che il prepensionamento è per chi ha 40 anni di contributi, ma non ancora i 65 anni di età (si tratterebbe di ricercatori a cui mancherebbero pochi mesi però per raggiungere i limiti d’età, evidentemente … fortunati e/o bravi che hanno iniziato a lvorare subito) … non per chi ha 45 anni di età.
    Siamo d’accordo che non sarebbe uno scandalo la loro pensione anticipata per far posto a qualcun altro? Parlamo di poche persone, tra l’altro.

  90. Bombadillo ha detto:

    …chiaro quanto Crozza-Veltroni!

    Scherzi a parte, forse un limite di voi che avete tanti anni alle spalle di questo tipo di attività, rispetto alla quale io sono un neofita, è che siete diventati troppo “politici”. Mi spiace sinceramente, e voglio dirlo solo nella misura in cui può aiutare alla reciproca comprensione, ma, alle volte, ho la sensazione di avere a che fare con un vecchio democristiano, o un monsignore, più che con un precario; altre, invece, mi pare di avere infilato un buco nero, e di trovarmi nel ’68.

    Che facciamo: riproponiamo – mutatis mutandis – il 18 politico?

    L’Università dev’essere verticistica perchè è – o, meglio, dovrebbe essere – una forma di élite, per quanto limitata al sapere profano.

    Ma una élite democratica è un ossimoro.

    Secondo me, infatti, sono proprio i processi di democratizzazione dell’Università, iniziati appunto nel ’68, ad averla distrutta.

    Diamo il 18 a tutti, stabilizziamo tutti, tutti devono poter diventare ordinario, tutti devono poter votare per il Rettore, dagli amministrativi a gli studenti: e vedi che bei Rettori ne sono venuti fuori da queste votazioni allargate, che diventano inevitabilmente una cosa politica/sindacale.

  91. insorgere ha detto:

    a proposito di dare 18….butto lì una cosa che rimugino da un po’….
    sono sempre più convinto che l’unico controllo possibile nell’università (o almeno uno dei controlli possibili) è quello degli utenti/studenti che dovrebbero ribellarsi e/o cambiar sede quando non gli viene offerto qualcosa di idoneo.

    ora, il nostro sistema si basa su un tacito accordo al ribasso. agli studenti viene offerto un servizio scadente, in cambio hanno tasse relativamente basse e sopratutto una serie di fringe benefits: poter ripetere l’esame quante volte vogliono, poter rifiutare il voto ecc…

    in nessuna istituzione educativa del mondo avviene qualcosa del genere. quale razza di modello educativo si può fondare sul principio di irresponsabilità? perché è questo il principio base della nostra università. I docenti non sono responsabilizzati, né lo sono gli studenti.
    se gli studenti NON potessero rifiutare il voto, se NON potessero ripetere l’esame N volte, sono sicuro che sarebbero dei mastini incazzati. Sarebbero attentissimi a vagliare la qualità dell’offerta didattica, a denunciare i prof. assenteisti ecc.

    ma mi rendo conto che tutto ciò appartiene a logiche di un altro mondo.

  92. Bombadillo ha detto:

    Bravo insorgere!
    Condivido completamente. E proprio una sorta di tacito accordo al ribasso. Meno chiedo, meno devo dare in cambio. E chiaro, però, che questo discorso porta “pericolosamente” all’idea di abolire il valore legale della laurea, perchè se non ci fosse quello, con cavolo che gli studenti sarebbero contenti.

  93. Bombadillo ha detto:

    ..a difesa degli studenti devo dire che in alcuni casi, per esigenze del tutto eccentriche rispetto alla didattica, si fanno portare dei programmi spropositati.

  94. Bombadillo ha detto:

    Gasp! E’ uscito il decreto per i fondi Mussi: invito tutti sul sito APRI http://www.aprit.org

  95. Untenured ha detto:

    @ Bomba

    tu scrivi:

    “Secondo me, infatti, sono proprio i processi di democratizzazione dell’Università, iniziati appunto nel ‘68, ad averla distrutta.”

    Andrei piano con questi giudizi da vecchio conservatore. Le università della California a Berkeley, la London School of Economics, la Roskilde university a Copenaghen, per fare solo alcuni esempi famosi, sono state attraversate in profondità e trasformate radicalmente dal movimento politico e intellettuale del ’68 e della Nuova sinistra, e oggi sono tra le migliori università al mondo anche grazie alla scossa culturale che ebbero da quei movimenti.

    Ad esempio nella mia disciplina Berkeley ha beneficiato enormemente del movimento del ’68 e il relativo dipartimento, dacché era chiuso e intellettualmente auto-referenziale, è diventato tra i più importanti al mondo.

    In Italia, l’università prima del ’68 era un repertorio imbarazzante di conservatorismo culturale e autoritarismo educativo. Quel che di buono abbiamo nelle università italiane è grazie a quel fermento culturale. Il problema sono stati gli anni ’80, con la DC che ha annullato il potenziale ribelle di quella stagione con una politica di assunzioni demagogica e clientelare.

    Semmai dovremmo riprendere lo spirito di quel tempo per affermare la presenza della paludata università italiana in quel mondo sempre più globalizzato e multiculturale da cui oggi si tiene distante.

  96. Bombadillo ha detto:

    Insomma, untenured, finiscila, non sono poi così vecchio, e, se appena trovo la dentiera, vengo a prenderti a morsi!
    E poi conservatore ci sarai tu (per me progressista o conservatoe e più o meno la stessa cosa: ma mi rendo conto che sembrerà strano quanto la pizza in lattina), io, al limite, sono un becero reazionario!

  97. Bombadillo ha detto:

    p.s.: anche in tutte quelle università estere pretendevano di non fare un cazzo dalla mattina alla sera e di essere ugualmente proclamati dottori, con tanto di valore legale della laurea? SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
    Sono arrivati i soldi Mussi, fanculo al ’68! Meglio il 69!

  98. Sankara ha detto:

    E bravo Bombadillo! 🙂

    Senti, se io non mi sono offeso anche se sei riuscito a darmi in contemporanea del pretuncolo-democristiano e del nostalgico-sessantottino (quindi il male in persona) non ti offenderai se uso lo stesso metro.

    La tua e’ una perfetta posizione da Barone.

    Mutatis mutandis, come dici tu, mettiamo tutte la facolta’ a numero chiuso, alte tasse, disciplina/e rigida/e, o studi o ti butto fuori. Basta operai che vogliono fare i magistrati! L’universita’ e’ un elite. Cazzo!
    E cos’e’ questa democrazia? Anche all’interno c’e’ un’elite. Solo i veri professori, quelli ordinari, possono decidere: sui concorsi, sulle carriere, sui finanziamenti, sulle discipline, sulle ricerche da fare, sui corsi. A cosa servono tutti questi ricercatori, studenti, dottorandi ai miei consigli? A cosa serve un senato accademico, c’e’ un rettore (e una crui) no? Che pensino a lavorare e studiare!

    Dimmi, ma a parte la mia esagerazione e un diverso criterio di valutazione del merito nei concorsi: in cosa e’ diversa l’universita’ che vuoi?
    😛

    W Untenured!
    w la societa’ della conoscenza!

  99. Bombadillo ha detto:

    Fai benissimo a non offenderti, perchè non avevo nessuna intenzione di farlo.

    Venendo alla risposta, cosa c’è diverso?…..che una élite, per definizione, è composta dai più bravi, quindi, se l’operario (o il figlio dell’operario) fa parte dei più bravi, deve poter andare avanti, non solo non pagando le tasse, ma anche con adeguate borse di studio; mentre, se il figlio del Barone è ciuccio, o comunque non fa parte dei più bravi, non deve poter andare avanti nell’Università.

    Per intenderci, nella nostra Università si tratta di passare dall’attuale sistema democratico FALLIMENTARE, ad uno, non aristocratico (circostanza quest’utima che potrebbe implicare un senso di ereditarietà), ma MERITOCRATICO, che è l’unico adeguato quando si vuole premiare, non il consenso, ma le capacità.

    Oppure pensavi che i signori che siedono in parlamento, perchè sono votati, sono bravi? Non sono bravi, sono rappresentativi, che è una cosa diversa.

    Su tutto il resto sono “d’accordo” con te: tasse alte, disciplina, se non studi vieni buttato fuori, decisioni in mano agli ordinari (non oggi, però, diciamo tra 30 anni, dopo che per 30 anni sono diventati ordinari solo pochissimi signori bravissimi).

    Nessuna esagerazione per me, io la vedo proprio così.

    Il Rettore, tuttavia, non è che un primo fa pari,come il Presidente del consiglio di corso di laurea, etc., solo che in Senato e negli altri organi collegiali io farei sedere solo i (pochissimi e bravissimi) ordinari.

    Capisci? Meritocrazia. Potere ai più bravi!

  100. alex ha detto:

    sì, potere, ma anche responsabilità con vantaggi e svantaggi

  101. Bombadillo ha detto:

    Giusto Alex! Il potere senza la responsabilità diventà un privilegio odioso (proprio come ora).

  102. Sankara ha detto:

    E gia’. proprio uguale ai Baroni.
    La meritocrazia e’ sempre questione di metro di misura.
    In effetti non ho mai sentito nessun ordinario dire di essere un ciuccio o di aver promosso uno “non bravo”.
    Non lamentarti quindi se ora non sei stato ancora promosso, e’ solo questione di tempo. Gia’ ora i baroni decidono chi merita o no, solo che tu non condividi il criterio, ma lo farai quendo diventerai anche ufficialmente come loro.

    Bella anche questa idea. Mettiamo pochi bravi a decidere e tutto funzionera’ meglio. Basta con le decisioni condivise, suffragio popolare, controllo, e tutto quel ciarpame! Quasi quasi lo applichiamo anche alla societa’ tutta. 😀

    Contento tu.

  103. France ha detto:

    E, vedete, e’ proprio qui che ce lo vengono a mettere nel sottocoda: quando ci mettiamo a ragionare di cambiamenti epocali. La pretesa dell’Onda di mettere insieme tutto, dai grembiulini al sistema della conoscenza, dalle scuole elementari al Dottorato di ricerca, dalla culla alla tomba, e’ degna di un programma da partito politico. Lo ripetero’ finche’ non mi sparerete, ma quel gioco li’ e’ lo stesso gioco SBAGLIATO del 1968, che si ripete ormai ritualmente a cadenze decennali, e NON funziona. Si parte dal problema contingente e poi si slitta gradualmente nella contestazione generica che non cambia assolutamente nulla. Anzi.
    Ora l’Onda si accoda alla CGIL e fa lo sciopero del 12 dicembre, cosi’ ancora una volta Univ e Ricerca saranno una della tante voci di una lista. A me questo irrita fortemente, il fatto che chi potrebbe e dovrebbe essere il motore della riforma di U&R, ovvero i ricercatori precari che sono LA MAGGIORANZA della forza lavoro dell’Universita’ e che potrebbero bloccarla senza aiuti e inclusioni di sindacati e prof e studenti, invece vanno in cerca della pietra filosofale e si diluiscono nel “cioe’ siamo tantisssssimi” che alla fine non produce nulla…

  104. France ha detto:

    Sankara e Bombadillo, leggetevi la Repubblica (non il giornale, ma Platone) , poi scambiatevi le email e menatevi in privato. …

  105. Bombadillo ha detto:

    Caro France, io la Repubblica la ho già letta. Ma devo dire che già il nome è sbagliato, perchè la traduzione esatta sarebbe forma di governo (il dato mi pare inquetante). E, per altro, la forma di governo proposta è quella tradizionale, e non democratica, essendo Socrate filo-dorico: o ti credevi che il vero problema fossero le novità in tema di religione?
    Il punto fondamentale, però, come dici tu, è che noi non siamo qui per riformare l’intera società, per la quale, eventualmente ognuno di noi può avere il suo modello (che ne direste di una bella divisione tradizionele in 4 caste, su base razziale, come nell’india vedica?), ma l’Università.
    Quindi chi fa il goco ad allargare il tema, fa il gioco dell’avversario.

    Sankara, tu non hai mai sentito un ordinario anziano dire di aver fatto diventare ordinario uno ciuccio. E che dovrei dire io, dei tanti che ho sentito (direttamente o inderettamente) vantarsi di esere così bravi e potenti da aver fatto diventare – o da poter far diventare – ordinario addirittura Tizio o Caio?

    Il punto è che adesso i baroni decidono senza responsabilità. Quindi non è questione di criterio, con cui essere o meno d’accordo, ma di mancanza di responsabilità.

    Se un barone medievale si sceglieva come scudiero una schiappa, solo perchè così si trombava la sorella, in guerra ci rimetteva la pelle: qui il problema, come abbiamo sottolineato più volte, e come giustamente ribadiva alex, non è il potere, ma il potere senza responsabilità
    E’ per questo, poi, che noi siamo a favore della chiamata diretta (più potere di così?), ma responsabile!

  106. insorgere ha detto:

    vi racconto una storiella.
    uno dei più grandi filologi italiani (defunto da non molto) una volta affermò nel corso di un buffet post-convegno cui ero presente che il vero potere accademico si misura dalla capacità di portare in cattedra un “emerito deficiente” (le virgolette riproducono esattamente le sue parole come io le ricordo). Poi aggiunse: “son bravi tutti a far vincere uno coi titoli giusti; la vera forza sta nel piazzare un inetto.”

  107. insorgere ha detto:

    @ sankara
    il problema della gestione di un ente che fa ricerca non è tanto quello della democrazia o della trasparenza, ma della qualità della ricerca.

    solo un sistema meritocratico consente di promuovere i migliori e dunque di fare ricerca migliore.

    peraltro, solo un sistema meritocratico consente la mobilità sociale e dunque permette al figlio dell’operaio di far più carriera del figlio del rettore.

  108. Tito ha detto:

    Visto che il tema è quello dello strapotere degli ordinari e degli effetti collaterali del baronaggio, vi consiglio – se già non l’avete fatto – la lettura del “Cavallo di Caligola” su un famoso concorso di tanti anni fa … il titolo è ovviamente rivelatore

  109. Untenured ha detto:

    @ France

    i movimenti devono indicare problemi, alla politica tocca dare soluzioni tramite leggi e più ampie riforme istituzionali. Succede così in tutti i paesi avanzati, è sbagliato de-responsabilizzare la classe politica. Ai movimenti e alle associazioni come APRI può capitare di dover indicare soluzioni concrete ma questo solo perché i nostri politici e governanti sono inetti e se ne fregano di U&R, altrimenti non ci vorrebbe una grande scienza per capire qual’è il modello europeo o internazionale di università cui bisogna tendere e quali sono le strade per arrivarci (valutazione, sussidiarietà, internazionalizzazione).

  110. Bombadillo ha detto:

    ..è proprio come dice insorgere: si tratta di un assurdo “convincimento”, con vanterie conseguenti, diffuso tra diversi baroni.

  111. France ha detto:

    @Bombadillo: ma figurati se non mi immaginavo che tu ne avessi pronta l’esegesi ermeneutica, di Platone… 🙂

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