Cari Ricercatori Precari ci sono soldi per voi! (o è uno specchietto per le allodole?)

Interessante! Un bando FIRB per  giovani ricercatori non strutturati e anche strutturati ….stanzia circa 50 milioni di euro!

Caspiterina!

50 milioni di euro  per i giovani!

E’ veramente molto in percentuale a quanto è stato stanziato per i posti da ricercatore del reclutamento straordinario!

Un uccellino però mi suggerisce che questi soldi non verranno mai spesi perché i criteri di assegnazione basati sull’ “età” e il cofinanziamento (!!!) sembrano proprio fatti  per limitare al massimo le richieste di finanziamento (diciamo per rendere il bando inapplicabile).

Il bando considera dottori di ricerca fino a 32 anni e strutturati fino a 38.

Leggendo bene  sembra proprio che “il giovane in questione” dovrebbe fare da prestanome per la “rete” che avrà in solido il lauto finanziamento.

Altra cosa strana…. i bandi gestiti da un max32enne (non strutturato) o un max38enne (strutturato) devono essere minimo di 300.000 e massimo 2.000.000 di euro.

Insomma quale istituzione italiana darebbe ad un neodottore di ricerca il cofinanziamento per tali cifre?

Qui mancano aule, spazi, luoghi, computer e finanziamenti minimi e il ministero emana sti po’po’ di bandi…. molto interessante…

Cari Ricercatori precari sarebbe il caso che chi ritiene di essere penalizzato da tale FIRB  faccia  ricorso (almeno per non passare da cornuti et mazziati).

Forse che il governo vuole mostrare di aver stanziato i soldi per i giovani ricercatori…sapendo bene che essi non saranno veramente assegnati ai giovani ricercatori?

Un suggerimento alla cara Gelmini perché non rinanziare l’FFO e i concorsi da ricercatori invece di emanare bandi che odorano di mero populismo?

Clicca per scaricare il bando

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63 Responses to Cari Ricercatori Precari ci sono soldi per voi! (o è uno specchietto per le allodole?)

  1. Radagast ha detto:

    Qualcuno può spiegarmi come funziona il discorso del cofinanziamento? Perchè, a quanto ne sappia, il regime di cofinanziamento vale per gli strutturati, che hanno a disposizione fondi personali. Come si concilia ciò nei confronti di un non strutturato, che non ha fondi? Questi dovrebbe chiedere una disponibilità alla propria facoltà (che la negherebbe a priori, non avendo risorse)? Ringrazio quanti vogliano darmi o cercare di avanzare una risposta.

    • pito ha detto:

      io un progetto per il FIRB l’ho presentato con l’università dove ho fatto la laurea come non strutturato con meno di 32 anni. mi è stato proposto dal mio direttore di tesi di laurea e ci ho provato. ovviamente il progetto è stato scritto con alcuni professori che, nel caso il progetto fosse approvato,avranno il loro guadagno visto che nel progetto era possibile inserirli come consulenti con un loro compenso. L’università non ha fatto nessun problema per il cofinanziamento anche perchè tolti gli stipendi (che non entrano nel cofinanziamento) la cifra non risulta molto alta. E faccio presente che non ho nessun santo in paradiso visto che sia il dottorato che il post-doc li ho fatti all’estero (Germania e quindi Francia). piuttosto quello che vorrei sottolineare è che i fondi non sono ancora stati assegnati e non se ne sappia più nulla. Ma, per ora me ne sto bene in Francia, poi vedremo.

  2. carlo (lowercase) ha detto:

    La cifra massima è troppo alta.

    La cifra minima sembra ragionevole. Per un progetto di almeno 3 anni, 300.000 euro è circa il costo di due postdoc (almeno dove sto io, un postdoc al lordo delle tasse costa sui 50 mila euro l’anno, che si traducono in 2000 euro al mese abbondanti di stipendio, assicurazione medica e pensionistica, e un fondo per viaggi di lavoro). Nel caso di sperimentali, ci sono poi le spese di laboratorio (strutture, strumentazione, …).

    Il MIUR si fa carico del 70% della spesa, fatta eccezione per i contratti con giovani ricercatori, interamente a carico del MIUR. Dunque un progetto che coinvolge solo giovani ricercatori sarebbe interamente a carico del MIUR? E quanto devono essere giovani?

    Il limite di età è demenziale: strutturati italiani con meno di 38 anni in genere viene il sospetto che siano fortemente raccomandati. Mentre un neodottorato è giustamente poco credibile come direttore di un progetto di ricerca di tale portata.

    Alla fine sembra la solita manovra del governo per guadagnare popolarità ed elargire un pò di soldi ad amici e amici di amici.

    Era meglio usare quei soldi per bandire un migliaio di postdoc/assegni di ricerca a livello nazionale. Chi fa domanda dichiara in anticipo l’università in cui vuole andare (deve trovare una università disposta cofinanziare in minima parte la borsa). Dopodiché, lista nazionale di vincitori fino ad esaurimento dei fondi.

    PS: buon natale a tutti i ricercatori precari.

  3. carlo (lowercase) ha detto:

    x Radagast: secondo me il regime di cofinanziamento non vale per i non strutturati, che sono interamente a carico del MIUR. Questo potrebbe essere il senso del punto 7 art. 2.

  4. Bombadillo ha detto:

    Ciao cari, scrivendo una mail a mino, prima di leggere questo post, avevo usato la medesima espressione: cornuti e maziati!
    Insomma, un precario della ricerca – per colpa del sistema malato che loro hanno creato – arriva ad una età E AD UN CURRICULUM da professore associato, senza poter essere neppure ricercatore, e questa loro colpa, si trasforma in una sua colpa, che lo esclude dai finaziamenti!

    ….meglio non pensarci…

    Auguri per il Santo Natale di N.S. Gesù Cristo.

  5. Johnny ha detto:

    a chi vogliono prendere per il culo questi? questo bando è una farsa.

  6. Lilly ha detto:

    Tanti auguri di un sereno Natale alle lavoratrici e ai lavoratori, precari e non, delle università italiane ed estere.

  7. Questo blog è ormai morto…
    stessa fine della sinistra radicale… come da previsione

    Siete riusciti a far diventare conservatori quei pochi utenti che lo frequentavano.
    vedi APRIT.

    Sarei curioso di veder le satistiche di questo blog.

    Buona vita a tutti

  8. Giordano Bruno ha detto:

    Il blog è visitato da circa 1000 contatti nei giorni normali. 400 festivi e prefestivi e arriva a 3000 quando ci sono periodi critici.

    Per cui è uno strumento utile.

    Per quel che riguarda conservatori vs rivoluzionari dipende dai punti di vista.

  9. Alex ha detto:

    …tornando al bando…
    ovviamente il limite a 32 anni per i non strutturati suona un po’ pazzesco.
    Concordo, il limite di eta’ deve essere dal dottorato (come nei bandi
    della comunita’ europea) e non quello anagrafico.

    Inoltre vorrei sapere come fa l’universita’ ad impegnarsi a prendere
    il non strutturato per tre anni dato che ai postdoc per quanto ne so tocca
    accedere tramite concorso.
    Il solito pasticcio.

  10. France ha detto:

    O, comunque buone feste. Anche a rivoluzioneitalia (siccome siam tutti piu’ buoni…)

  11. Mr.Crowley ha detto:

    Il bando sembra una brutta copia dei bandi europei Ideas. Intanto, come dice Alex, si dovrebbe mettere un limite dal conseguimento del dottorato e non l’età anagrafica. Ma la cosa che mi lascia più stupito è che in questi bandi firb/prin etc. etc. non vengono date delle specifiche sui criteri di valutazione del ricercatore e del progetto o delle linee guida per i referees come in tutti i progetti europei. Basterebbe fare un cut&paste.
    Comunque per il cofinanziamento al 70%, penso che normalmente uno lo faccia in mesi/uomo per cui ci deve inserire strutturati per far salire il conto. Al che, viene naturale pensare che il giovane ricercatore, in molti casi, non sarà altro che un prestanome.

    Auguri

  12. Bogotà ha detto:

    @ RivoluzioneItalia,

    questa volta sbagli: non è il blog ad essere morto, ma noi precari habitué ad essere scaduti! Ma cosa importa? Morto un precario, se ne fa un altro!

    Quanto al bando, io sare fuori anche se strutturato!?!

    Tanti auguri a tutti (in particolare a Lilly).

  13. Lilly ha detto:

    @Bogotà
    Grazie, ricambio con l’augurio che il 2009 ti porti tutto ciò che desideri.

  14. ciccio ha detto:

    A parte il limite di età assurdo (come già detto basato sull’età anagrafica e non di carriera) mi sembra invece un’occasione da non sottovalutare. certo 50mln vuol dire che si possono finanziare da 25 a 150 progetti, ovvero coprire ca. 300 (non più di 500) postdoc per tre anni.
    Inoltre conosco persone valide che a 32 anni hanno già 2-3 anni di post doc alle spalle e quindi potrebbero usufruirne.
    Ai più vecchi una degna sepoltura….

  15. Untenured ha detto:

    @rivoluzioneitalia ti sento nervoso dopo lunga assenza.. sono le feste o ancora la crisi mondiale del liberismo che ti tormentano?

    buon anno a tutti.

  16. Valerio ha detto:

    Cari tutti,
    intanto auguri di buone feste a tutti!
    solo un commento su questo bando..
    e’ semplicemente uno scandalo!
    mi chiedo pero’ come chi non rientri nei parametri
    del bando possa fare valere la sua voce.
    come dice giustamente ciccio, ai precari che
    tipicamente hanno piu’ di 32 anni (perche’ diciamocelo,
    un neodottorando che magari ha fatto uno o due anni
    di post-doc sinceramente non lo chiamerei precario..)
    e chiaramente non sono strutturati stanno dando un chiaro calcio
    nel culo.. sostanzialmente vogliono ‘allontanare’ dalla ricerca
    una intera generazione di ricercatori..
    direi la maggioranza in quella fascia di eta’..
    e chiaramente sotto ci sono delle logiche assolutamente
    baroniali.. altroche’ bando per i giovani..
    questi sono bandi per dei prestanomi (quelli con meno di 32 anni)
    e per quelli strutturati con meno di 38 anno, cioe’ sostanzialmente,
    senza offendere nessuno, i piu’ fortunati (se non paraculati) del sistema..
    non e’ , tra l’altro, il primo segno di questo andazzo..
    anche a livello locale e da discorsi di corridoio mi sembra di capire che
    ora chi e’ precario e magari con qualche anno sul groppone sara’
    trattato in futuro come persona sulla quale non investire..
    proprio quelli che hanno mandato avanti la ricerca in questi ultimi anni,
    non solo loro chiaramente, ma soprattutto loro!
    ripeto… uno scandalo..
    ma operativamente che cosa si puo’ fare?
    mandare comunicati a giornali temo non serva niente..
    si puo’ fare ricorso in gruppo? o si devono fare dei ricorsi individuali?

  17. Michele ha detto:

    Gira voce che, in una versione preliminare, ottenere questi finanziamenti fosse un lasciapassare per la posizione di ricercatore.

    Qualcuno puo` confermare?

    Auguri a tutti.

  18. carlo (lowercase) ha detto:

    Come già detto, sono d’accordo che un under 32 non ha sufficiente esperienza per dirigere progetti di ricerca di tale portata (dunque farà da prestanome), e che uno strutturato under 38 è molto probabilmente un raccomandato. Ed è anche vero che tipicamente in Italia i precari hanno ben più di 32 anni.

    Questa però è una anomalia italiana. Non bisogna credere che a 32 anni essere precari sia bello perché si è ancora “giovani”. Se uno si laurea a 23, quando ne ha 32 sono 9 anni che va avanti con borse di studio (di dottorato o post-doc, non fa una grande differenza). Non è poco, considerando soprattutto che ci sono paesi in cui è normale avere una posizione permanente a 32 anni. Ad esempio, in Francia 32 anni è proprio l’età in cui si diventa – in media – maître de conférences.

  19. carlo (lowercase) ha detto:

    Per fisica e matematica l’età media è addiritture di 30 anni e 5 mesi, mediamente 2 anni dopo aver completato il dottorato. Pensate che bello.
    Fonte (dati 2004, sostituire spazi con punti):
    guilde jeunes-chercheurs org/Public/Univ/MCF_age pdf

  20. ciccio ha detto:

    Da un punto di vista giuridico, questo bando può essere modificato? Non si tratta di un decreto legge che va convertito entro 60 gg. Però magari ci sono margini per modifiche come, ad es., sostituire l’età anagrafica con l’età di servizio (es. non più di 5 anni dal dottorato).
    Opinioni? Si può far qualcosa?

  21. carbonaro ha detto:

    scusate, a voi risulta che uno non possa fare il post-doc per più di 4 anni (se ha avuto la borsa di dottorato)?
    oppure che non si possa usufruire più di una volta di una borsa postdottorato?

    come al solito, sono in lite con la mia univ per una faccenda di questo tipo…
    chiedo lumi…

  22. mino ha detto:

    nel bando delle borse post-dottorato della mia università è fatto esplicito riferimento al fatto che non può partecipare chi ha già usufruito di una borsa post-dottorato in qualunque università italiana, e anzi nella domanda di partecipazione bisogna dichiarare di non averne già usufruito.
    del resto trovo conferma di ciò anche nella legge istitutiva delle borse post-dottorato
    http://www . edscuola . it/archivio/norme/leggi/l398_89 . html
    e nel fatto che nei bandi di altre università trovo lo stesso divieto

    sempre nella succitata legge è scritto esplicitamente che le borse hanno durata biennale e non sono rinnovabili.

  23. carbonaro ha detto:

    esatto il mio dubbio è: assegno di ricerca (ottenuto dopo il dottorato) e borsa post-dottorato non sono in fondo la stessa cosa?
    se fosse così scatterebbero i limiti, giusto?oppure ti possono dire: quello prima era un assegno di ricerca, ora la borsa post-dottorato (o viceversa), e così aggiro i limiti (dell’uno e dell’altro), non mi sembra giusto…

  24. mino ha detto:

    assegno di ricerca è una cosa, borsa post-dottorato è un’altra … almeno, purtroppo, dal punto di vista della legge, anche se poi in sostanza è la stessa cosa. quindi i limiti di cui tu parli non scattano.

    ancora, quindi, un’altra cosa negativa fatta da Berlinguer: le borse post-dottorato c’erano già, perchè istituire gli assegni di ricerca e trattarli in maniera così differerenti: gli assegni durato 4+4 anni e sono cumulabili indefinitamente uno dopo l’altro; le borse post-doc pagano mediamente 400 euro mensili in meno degli assegni di ricerca, e non danno nemmeno diritto ai contributi previdenziali, durano 2 anni non rinnovabili e non sono cumulabili.

  25. Untenured ha detto:

    Nei paesi ‘avanzati’ una cosa è l’assistant researcher, che può essere anche solo laureato e non ha necessariamente velleità di carriera, un’altra è il post-doc researcher, che invece persegue un progetto autonomo di ricerca e ha ambizioni di carriera.

    In Italia questa distinzione viene a essere sfumata e siamo tutti “precari”, al di là di competenze, titoli di studio e capacità già comprovate di pubblicazione.

    Combattere la precarietà significa anche affermare una distinzione dei ruoli e delle aspirazioni basata su titoli di studio, pubblicazioni e esperienze accademiche.

    Sarebbe controprodudente e arretrato introdurre per legge una sola figura pre-ruolo come chiedono i sindacati. Non intaccherebbe di una virgola i rapporti di potere esistenti nell’università.

    L’obiettivo dev’essere piuttosto quello di valorizzare l’autonomia scientifica e accademica dei ricercatori, slegandoli da antiquati rapporti di fedeltà accademica-clanica.

    Insomma non basta un piccolo intervento normativo che ad es. abolisca gli assegni, serve una trasformazione istituzionale profonda che incoraggi università e dipartimenti ad accaparrarsi i ricercatori più produttivi e promettenti scientificamente. In assenza di questo, ogni correttivo normativo sarà una mera illusione utile solo a conservare lo stato di cose presente.

  26. carbonaro ha detto:

    tutto corretto mino, solo che non è vero che gli assegni non hanno limiti di rinnovo: se uno ha avuto la borsa del dottorato, la lege sugli assegni dice che non può avere la durata massima dell’assegno non può essere più di 4 anni

  27. Lilly ha detto:

    @Ciccio
    riguardo al tuo primo commento, i ricercatori precari over 32, profondamente commossi, sentitamente ringraziano…nel mio caso, per piacere, non fiori ma opere di bene, riguardo al secondo commento non penso che il bando una volta pubblicato sia modificabile (ma non sono laureata in giurisprudenza).
    @Giordano Bruno
    “la seconda che hai detto”: è uno specchietto per le allodole, pensa solamente ai medici ricercatori:
    6 anni per la laurea (in corso) + 4-6 anni per la specializzazione + 3 anni per il dottorato, alla somma degli anni devi aggiungere il tempo che intercorre tra il conseguimento della laurea ed il primo concorso utile per l’entrata al corso di specializzazione (nel mio caso specifico 7 mesi) ed il tempo che intercorre tra la fine della specializzazione ed il primo concorso utile per accedere al dottorato di ricerca (nel mio caso specifico circa 10 mesi), risultato: medici ricercatori non strutturati praticamente fuori!
    Se vi erano a disposizione 50 milioni per la ricerca perchè non aumentare i fondi per il “reclutamento straordinario” nei prossimi anni?

  28. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @carbonaro

    nella mia università vige una interpretazione che dice che un assegno di ricerca non può essere rinnovato per più di quattro anni. Ossia passati 4 anni se vuoi/devi continuare con assegni di ricerca bisogna effettuare un nuovo concorso, in questo modo puoi andare avanti teoricamente all’infinito. Se però gli assegni sono finanziati dal MIUR non si possono avere per più di 8 anni, che si riducono a 4 se si è usufruito di una borsa di dottorato ministeriale

  29. mino ha detto:

    @ carbonaro: mi sono spiegato male … intendevo dire che finito un assegno, ne puoi averne un’altro (con un altro titolo) e così via … fino alla pensione; con le borse post-dottorato, invece, non lo puoi fare, nel senso che puoi usufruire di una borsa post-dottorato di max 2 anni in tutta Italia qualsiasi sia il titolo della borsa e l’università o ente che la finanzia

  30. mino ha detto:

    @ lilly: se ti può interessare, ieri è uscito un bando, sempre credo con i fondi e con le procedure previste dal Governo Prodi, esclusivamente per i ricercatori di area medica. Le procedure sono diverse (secondo me notevolmente più trasparenti, non foss’altro che per lo meno sono esplicitati i criteri di valutazione) e qui il limite di età è under-40. Il bando si trova sul sito del ministero del lavoro (sezione salute)

  31. Lilly ha detto:

    @ Mino
    Grazie per l’ informazione, vado subito a leggere il bando che mi hai segnalato.

  32. Radagast ha detto:

    Scusate se insisto, ma sinceramente ci ho capito poco: io rientrerei in queste categorie ministeriali, avendo il dottorato da qualche anno e meno di 32 anni. Come dovrei attenermi a proposito del cofinanziamento, non essendo disposta la mia facoltà a garantirmi dei fondi e non essendo strutturato? Mi sa che l’unico che può rispondere con certezza è il ministero…ma si degneranno di leggere una mia mail?

  33. carbonaro ha detto:

    ok radagast, anche io sono nella tua stessa situaz, fammi sap

  34. Michele ha detto:

    Caro Radagast, questa è la fregatura. Su 300KEuro di finanziamento, un precario dovrebbe reperire 90KEuro. Escludendo che ce li metta di tasca sua o che riesca a trovare un mecenate, non rimane che coinvolgere qualche ordinario. Da quel che ho capito, nei FIRB passati i “mesi uomo” di stipendio degli strutturati venivano computati come cofinanziamento. A quel punto il gestore occulto del progetto sarà l’ordinario.

    Nella mia università qualche mente illuminata ha proposto di istituire un fondo di 500KEuro per cofinanziare gli eventuali vincitori. Sarò il solito cinico, ma mi ricorda tanto il fondo di garanzia per i depositi bancari, del tipo: istituiamo pure il fondo, tanto chi vuoi che vinca?

    Io sto preparando un progetto. Cari amici, se vinco, vi prendo tutti a lavorare con me.

    Ancora auguri.

  35. Bogotà ha detto:

    Caro Michele,
    che parole, finalmente una buona notizia! Che con il nuovo anno stia girando anche il vento? Speriamo veramente….

    Felice anno nuovo a tutti i ricercatori precari (sotto i botti).

  36. cattivo.maestro ha detto:

    Un augurio di buon anno a tutti!
    Auguri particolarmente affettuosi a Bogotà e a Lilly.
    Stamattina una buona notizia: mi hanno confermato il rinnovo del contratto per il 2009 (ovviamente questo significa che non sono previsti concorsi nel mio settore… dei posti del reclutamento straordinario si avvantaggerà qualcun altro…)

  37. Lilly ha detto:

    Congratulazioni, cattivo maestro!!! Sono stata veramente felice, ieri sera, nell’apprendere che ti avevano rinnovato il contratto. Brindiamo idealmente in tuo onore e, come si dice in questi casi, “ad maiora”.
    Grazie degli auguri, che ricambio con affetto.

  38. cattivo.maestro ha detto:

    Grazie Lilly,
    non ti nascondo che con gli annunci delle burrasche finanziarie in arrivo, un rinnovo di un anno mi appare una frontiera temporale tranquillizzante…

  39. Lilly ha detto:

    Cattivo maestro,
    assolutamente si! Negli atenei siciliani si cominciano già ad avvertire seri problemi riguardo al rinnovo degli assegni di ricerca, come era, d’altronde, ampiamente prevedibile in base ai tagli operati dalla Finanziaria nel nostro settore.

  40. Bogotà ha detto:

    @ Cattivo maestro,
    un’ottima notizia per cominciare l’anno!
    Come scrive Lilly, ad maiora.

  41. Novellino ha detto:

    Interessante questo blog, che non conoscevo, pur facendo parte della categoria.

    Però un’osservazione ai partecipanti non la posso risparmiare: proprio qui mi tocca leggere che un neodottore di ricerca trentenne è poco credibile per dirigere un progetto di ricerca e altre assurdità!

    Passi se a non voler dare fiducia ai giovani sono le vecchie cariatidi, ma che siamo proprio noi a non credere nelle potenzialità dei giovani mi stupisce un bel po’! Mi sa tanto da “sindrome dell’ostaggio”… la vittima che finisce col pensarla come il proprio sequestratore! Porca miseria, all’estero un bravo trent’enne può essere già inquadrato in una posizione che corrisponde al nostro associato (da noi sarebbe fantascienza) e qui stiamo a discutere di queste cose!

    Questo non toglie che nel bando FIRB ci siano diverse cose poco chiare.

    A proposito: qualcuno sa spiegarmi la differenza tra il “contratto per giovani ricercatori” di cui parla il bando e le normali borse? Un inquadramento di questo tipo entra comunque nella soglia massima di anni in cui si può beneficiare di borse (8, dottorato compreso)?

  42. ro76 ha detto:

    Salve a tutti, sono nuova di questo blog.
    La cosa peggiore è che da nessuna parte nel bando indicano il tipo di contratto che l’università dovrà fare al giovane in questione, cioè se ricercatore a tempo determinato (il che avrebbe maggiore senso) o assegno o co.co.pro. Non lo sanno neanche loro glielo ho chiesto, ed è assurdo considerando che si deve indicare nella richiesta di finanziamento l’ammontare del contratto al lordo (e scusatemi ma c’è una bella differenza tra i contributi!) il meglio: siccome queste posizioni sono soggette a concorso, il vincitore del bando potrebbe trovarsi nella condizione di dover fare un concorso dopo… se qualcuno ha notizie o chiarimenti, è il benvenuto.

  43. Michele ha detto:

    Mi sembra che questo FIRB sia una vera e propria presa in giro! Al di là dell’età anagrafica, ma com’è possibile voler incentivare la ricerca libera e indipendente con un CO-FINANZIAMENTO? Insomma, la mia idea può essere più che buona, ma quale università potrebbe essere disposta a darmi 90mila euro (per di più in un periodo come questo) per finanziare un mio progetto?

    Quindi, chi vincerà? I prestanome dei baroni. Come sempre.

  44. Novellino ha detto:

    Ciao Michele,
    credo che tu non abbia capito. Il co-finanziamento – meccanismo certo discutibile, ma comune a tutti i bandi di questo tipo – non significa che qualcuno deve dare dei soldi al progetto, ma semplicemente che il responsabile deve coinvolgere degli strutturati disposti ad essere coinvolti nel progetto; il coinvolgimento porta nel progetto lo stipendio degli strutturati.
    Ma si tratta di un coinvolgimento che può restare sulla carta, visto che lo stesso strutturato può co-finanziare altri progetti. E’ una prassi piuttosto comune.
    Se non ho capito male anche il coinvolgimento di altri assegnisti porta a co-finanziare il progetto.
    Credo sia una sorta di (ulteriore) garanzia dell’appoggio della struttura che innegabilmente sfavorisce gli outsider…
    In effetti per un bando rivolto a giovani poteva essere ridimensionato. Non saprei che dire.

  45. ale76 ha detto:

    come dice giustamente novellino, il cofinanziamento alla fine non deve essere di cifre astronomiche. Se considerate un contratto per ricercatore a tempo determinato, sono credo 1500 al mese nette dunque il costo (con i contributi) dovrebbe aggirarsi sui 40000 annui. Per questo se il miur comunque deve finanziare 3 anni al 100% sono già 120000 solo per il contratto col giovane in questione. E il resto si può coprire con i mesi uomo degli strutturati. Gli assegnisti non possono contare perché non sono strutturati. Considerate che io lo ho proposto a una uni e non hanno voluto pur potendo mettere il tempo di strutturati. Credo perché se uno da fuori arriva e si riesce a prendere un contratto di questo genere, comunque va ad alterare gli equilibri che ci sono e dunque rompe le uova nel paniere delle solite gerarchie e liste. Della ricerca? Purtroppo non mi sembra che interessi davvero a qualcuno (tra quelli che decidono)

  46. 5annidiassegni... ha detto:

    A mia conoscenza per il FIRB come co-finanziamento non vale lo stipendio degli strutturati. In fondo non sarebbe un cofinanziamento visto che la fonte è sempre il MIUR 🙂

  47. Novellino ha detto:

    Copio dalle istruzioni del MIUR:
    “il cofinanziamento tipico del FIRB il cofinanziamento tipico del FIRB … potrà consistere anche (o meglio, preferibilmente…) nella valorizzazione del tempo dedicato al progetto dal personale strutturato eventualmente partecipante al progetto”

  48. 5annidiassegni..avuoto ha detto:

    @Novellino

    Errore mio. Anche le FAQ sul sito del MIUR dicono chiaramente che è possibile usare lo stipendio di strutturati. E’ chiaro che questo facilità ulteriormente chi ha sponsor interni e scoraggia gli altri

  49. Michele ha detto:

    Ecco, forse non sono riuscito a ben esprimere il concetto che avevo in mente…semplicemente mi chiedevo il perchè, volendo incentivare la ricerca giovane e, possibilmente, extra-baronale, si sia scelta la modalità presente nel bando (per cui il giovane prima chiede l’appoggio alla struttura e poi partecipa al bando) anzichè,magari, fare un procedimento inverso, facendo in modo che il giovane con il progetto già finanziato possa essere conteso dalle diverse università…comunque la gerontocrazia continua a vincere anche in questo bando “rivoluzionario”…ci sono veramente poche speranze per il futuro

  50. Novellino ha detto:

    Non sono certo un sostenitore dello status quo, ma certe questioni richiedono un po’ di buon senso.
    Come si può preparare un progetto da 300.000 senza sapere in qualche struttura si andrà ad operare? Senza sapere quali macchinari sono già presenti e quali acquistare? Quali compentenze occorrerà procurare e quali sono già presenti? Come si fa a essere sicuri che le strutture amministrative siano disposte a gestire il finanziamento?
    Insomma, mi pare che il dibattito su questo FIRB a volte sia pretestuoso.
    Mi viene anche un sospetto: non sarà che alla fine chi non ha l’età per rientrarvi vede tutti i difetti e chi invece può partecipare elogia gli aspetti positivi?

  51. Michele ha detto:

    Ho 29 anni, fresco Ph.D., quindi le critiche che muovevo erano più mosse dalla delusione sul sistema legislativo che da elementi pretestuosi. Lasciando quindi da parte le critiche, provo a spiegare la mia situazione e vediamo se mi potete aiutare.
    Lavoro in una disciplina di carattere umanistico parecchio anziana per metodologie, ho tuttavia un progetto metodologicamente innovativo, che realizzerei in collaborazione con un dip di un’altra università.
    C’è un problema, quei circa 90000 euro che devo trovare (circa il 30% di 300000 euro)…come posso fare?
    Ho l’appoggio di un ordinario del dipartimento in cui vorrei fare ricerca, e nel team, oltre a lui, potrei inserire un dottorando di ricerca. Tuttavia, considerando che il mio dipartimento è alle strette, non può finanziarmi oltre, e quindi immagino di essere ancora moolto lontano dai 90000 euro…o sbaglio? C’è poi da considerare l’unità secondaria di ricerca che si svolgerà in un’altra università…un’unica domanda: il mio contratto finirebbe nel 30% di dote oppure nel 70% miur?

    Vi ringrazio per ogni aiuto che potrete e vorrete darmi

  52. carbonaro ha detto:

    secondo voi è meglio presentare un progetto a rete (più unità di ricerca di più università) ma inevitabilmente più generico e con pubblicazioni eterogenee dei responsabili, oppure un progetto mono-unità (ma mi parrebbe strano che diano 300.000 ad una sola unità).
    per i prin il progetto pluri-unità ha più chances di essere accettato (lo dicono espressamente i bandi) ma per il firb sembra che l’estensione del gruppo di ricerca non sia considerata…
    suggerimenti?

  53. Novellino ha detto:

    @michele

    Il contratto per giovane ricercatore è al 100% a carico del MIUR.
    Restano da co-finanziare all’incirca altri 200.000 euro, per cui, a occhio e croce, un ordinario non basta.
    Se crei rete con altre università la cifra si abbassa. Ma occorre fare bene i conti, leggersi le istruzioni o rivolgersi agli uffici dell’università che si occupano di queste cose.
    Questo caso, tra l’altro, mi pare che mostri che il meccanismo del co-finanziamento non è poi così negativo come si vorrebbe, dal momento che impone un consenso trasversale all’interno della struttura che spesso costringe a rompere con le logiche baronali.

  54. Michele ha detto:

    Grazie Novellino…certo che partecipare a questi bandi è decisamente complesso…grazie dell’aiuto! Domanda: quanto “vale” un contratto giovane ricercatore per annum? Ho provato a cercarlo on-line, ma non ho trovato nulla…

  55. carbonaro ha detto:

    mi pare che da quanlche parte ci sia scritto (forse nelle linee guida ministeriali del 2004) che la retribuzione del g.ric. non può essere inferiore a quella del ricercat strutturato nè superiore a quella dell’associato

  56. ale76 ha detto:

    appunto per questo sono circa 120000 per il giovane tutte a carico del MIUR per cui Michele dovrebbe trovare il 30% del restante ossia il 30% di 180000 che sono 54000 circa. Sicuramente se unisci due gruppi di ricerca ce la fai, ma considera che in ogni gruppo ci deve essere un giovane come te. Io purtroppo che potevo partecipare solo per quest’anno mi sono scontrata contro logiche di mantenimento di equilibri per cui ahimè ho dovuto gettare la spugna. Concordo pertanto con michele sul fatto che le logiche baronali non si spezzano certo così e soprattutto con la logica del cofinanziamento che alla fine fa decidere ai soliti il tempo da impegnare e con chi, e permette loro pur avendone la possibilità (mesi-uomo liberi di strutturati) di rifiutarsi di partecipare (nel mio caso un si iniziale è diventato no).

  57. carlo (lowercase) ha detto:

    x Michele. Forse dico una sciocchezza, ma credo tu possa anche creare un nodo (unico) con a capo un giovane (ad es. te medesimo), e alla voce C.1 delle spese prevedere contratti per altri due giovani (non responsabili di unita’). In questo modo arrivi a 360.000 euro interamente a carico del MIUR, e l’Univ. ti deve dare solo ospitalita’.

    Credo che le regole lo consentano, ma forse non e’ ben vista dal MIUR una cosa del genere.

    PS: nell’opuscolo illustrativo del FIRB e’ riportato un esempio in cui g.ric. costa 40.000 all’anno (cifra indicativa).

  58. Michele ha detto:

    Ringrazio tutti per le informazioni. Oggi ho avuto una intensa chiaccherata con il responsabile della ricerca nazionale della mia università. Mi ha dato preziosissime informazioni: ho fatto due calcoli, così per prova, e dovrei starci dentro. Adesso mi aspettano settimane di calcoli astrusi (e fortuna che sono di ambito umanistico…)penso comunque, per maggiore semplificazione, che possa valere la pena di fare un gruppo di ricerca ristretto, per evitare meno magagne. Per quanto riguarda il compenso del giovane ricercatore viaggiamo, se consideriamo l’assegno di ricerca, sui 54000 euro per tre anni, che vanno scorporati dal finanziabile (per cui, su minimo 300000, diventano 246000, su cui calcoli il 30% del cofinanziamento dell’ente), se invece si ha esperienza triennale il costo viaggia tra ricercatore e associato, diciamo tra i 40000 e i 50000 all’anno (considerando il lordo). Penso che starò basso, poco più di un assegno di ricerca…

    …fatemi in bocca al lupo, penso sarà meno difficile compiere la ricerca (se verrà approvata, ovviamente) che compilare questo bando!!!

  59. Novellino ha detto:

    @Michele
    In bocca al lupo, naturalmente. Ma sei sicuro che se hai titolo di dottore di ricerca puoi “retrocedere” di stipendio a tua scelta?
    Da quanto mi risulta (v. linee guida FIRB), se non hai il dottorato il minimo per tre anni e’ pari all’assegno di ricerca (18.900 x 3 anni = 56.700 al lordo ente), cioè grosso modo il conto che hai fatto tu.
    Per chi ha il dottorato il minimo è invece pari allo stipendio di un ricercatore confermato (così almeno nelle linee guida FIRB), cioè 52.700 x 3 = 158.100 al lordo ente).
    Visto che per presentarsi come responsabile di un’unità occorre il titolo di dottore, secondo me vale solo la soglia di 158.000… che ne pensate?

  60. carbonaro ha detto:

    troppa grazia, sant’Antonio…
    ma poi ce li daranno veramente tutti questi dindini, secondo voi?
    anche io avrei abbassato le pretese, pur di avere qualcosa….(sindrome di Stoccolma)

  61. Nino ha detto:

    Ciao a tutti!
    Mi spiegate per bene cosa vuol dire “valorizzazione del tempo dedicato al progetto da uno strutturato”?
    Cosa comporta per lo strutturato (ad esempio un ricercatore o un associato)?

  62. Michele ha detto:

    @Novellino

    Pardon, hai pienamente ragione. Non so perchè ma da ome avevo letto il bando fino alla tua osservazione sembrava si potesse scegliere. Insomma chi prende meno (o come un assegno di ricerca, per essere chiari) è solo LAUREATO, mentre il Ph.D. (usiamo un termine anglofono) deve per forza inserirsi in una tabella tra ricercatore e associato. E devo ammettere che questo mi fa molto comodo preparando la domanda, perchè si riduce la parte che devo autofinanziarmi (o che, per meglio dire, viene cofinanziata dalla mia università tramite mese/persona dello strutturato mio referente).

    Grazie a tutti per i consigli, vediamo cosa salta fuori…

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