Bozza del documento CUN sugli “indicatori” di produttività scientifica per i nuovi concorsi universitari

Cari Fratelli, Cugini e Compagni

Ecco una bozza del documento prodotto a dicembre dal CUN (e mai divulgato) che area per area definisce i criteri minimi per i concorsi da ricercatore, associato e ordinario.

L’impressione è quella della torre di Babele!

I medici citano IF e Citation Index (come fossero entità a se stante)

tutti poi danno differente valore alle posizioni del nome o ai medesimi criteri scientometrici,

i chimici sono i più esigenti, gli umanisti invece hanno difficoltà con gli psicologi e con i logici…

I settori empirici forniscono differenti opzioni  per le medesime tipologie di pubblicazione (e non tengono in minima cosiderazione pubblicazioni come le monografie), al contrario i settori delle scienze umane sono più omogenei (danno valore a monografie e articoli) però non considerano come specificatamente qualificanti le pubblicazioni di articoli internazionali.

L’impressione è quella che con un po’  sforzo si potrebbe rendere tutto più omogeneo e di migliore livello.

Comunque o si  emanano i criteri o i prossimi concorsi si bloccano.

Clicca e scarica Bozza documento CUN indicatori produttività scientifica

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24 Responses to Bozza del documento CUN sugli “indicatori” di produttività scientifica per i nuovi concorsi universitari

  1. Claudietto ha detto:

    Eh sì, i chimici sono piuttosto esigenti. I biologi invece sono assurdamente meno esigenti, e non si capisce per quale motivo. Inoltre le monografie sono bellamente non considerate, e la cosa mi sembra poco logica (è vero, pochi ne scrivono, ma spesso sono lavori di grande prestigio, e non a caso non sono così “nazional-popolari”…).
    E’ auspicabile un’armonizzazione, soprattutto riguardo all’uso che si fa dell’IF, e della tipologia di pubblicazioni da tenere in considerazione.
    Inoltre, in un paese come l’Italia è importante rimanere molto “concreti”, per evitare interpretazioni furbette delle norme (si tratta pur sempre di requisiti minimi… i migliori non avranno problemi, l’importante è eliminare gli inetti ed i poco capaci).

    Quindi bisogna puntare, ove possibile, soprattutto su:
    -armonizzazione della soglia del numero minimo di pubblicazioni entro un certo numero di anni
    -armonizzazione dell’uso dell’IF, tenendo come riferimento il modello proposto dai chimici, che mi sembra buono

    Cmq, fra il blocco dei concorsi ed il recepimento del documento così com’è, preferisco la seconda… vedremo che succederà!!

    Buona notte a tutti!

  2. Sergio Brutti ha detto:

    I chimici sono esigenti rispetto agli altri, ma sui requisiti minimi per il ruolo di ricercatore rispetto al loro precariato storico sono ridicoli.
    Lo dico da Chimico.
    Solo nel dipartimento in cui lavoro (100 strutturati) ci sono almeno 20 precari che ottemperano ai requisiti minimi). Il che significa aver messo l’asticella un pò bassina perchè il precariato totale con anzianità >5 anni post lauream è di 25 persone.
    Ovvero l’80% del totale ha i requisiti minimi.
    Forse lavoro in un dipartimento molto virtuoso (Chimica a Roma1) ma la cosa mi puzza e sembra uno dei soliti mezzucci per cambiare tutto affinché nulla cambi.
    Speriamo che MSG raddoppi i valori.
    Così sarebbero autenticamente requisiti tosti.

  3. knulp ha detto:

    Senza offesa, se pensate si possa rendere omogeneo il documento, mi sa che vi illudete. La torre di babele esiste perché nelle mondo scientifico ci sono criteri diversi nelle varie aree. Questo è un dato di fatto non emendabile. Inoltre, gli interessi e le pratiche nelle varie aree sono profondamente diversi, quindi i criteri saranno diversi. Renderli uniformi e “fair” è pura utopia.

    L’IF è un indice che misura l’importanza delle riviste non dei paper. L’IF è un indice sopravvalutato dai chimici-biologi-medici, e spesso usato a sproposito. L’IF “ufficiale” calcolato da ISI non è significativo per molte discipline scientifiche (matematica, computer science) perché il database non copre bene queste discipline. Armonizzare l’IF è a mio papere un non-sense.

  4. knulp ha detto:

    PS: chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, sono requisiti minimi o devono essere requisiti tosti? Che casino… solo in Italia si può pensare a cose ridicole come queste. Ma i paper non li legge più nessuno? si contano solo gli indici?

  5. insorgere ha detto:

    i criteri del cun sono ridicoli.
    ciò che conta però è che il dm del ministero NON sarà su questa falsa riga

  6. paolo aresa ha detto:

    Non capisco perchè il fatto che abbiano posto la fiducia alla Camera per il 180/08 per APRIT sia positivo, mentre i deputati del PD lo vedono come negativo in quanto ha eliminato la possibilità di discutere.

    non capisco quali siano le lobby, chi sono i buoni e chi sono i cattivi, sembrano cattivi da tutte le parti …

  7. capemaster ha detto:

    Come al solito una cagata… ognuno farà come gli pare. Non c’è nessuna menzione su un IF totale da raggiungere (ci sono tantissime, troppe riviste ISI).
    S’è andato al ribasso.

    Poi sì, i lavori andrebbero letti, ma in Italia io farei contare i numeri, non le interpretazioni.

  8. Alex ha detto:

    bhe’ che dire per Fisica ?
    – Essere co-autore di cinque pubblicazioni dovrebbe essere il requisito minimo per
    ottenere il dottorato. All’estero e’ sicuramente il requisito minimo per ottenere un postdoc. Da noi e’ il requisito minimo per diventare ricercatore ??
    – Associato: sette pubblicazioni in sette anni e con 50 (!) citazioni. Assolutamente ridicolo. Se si fanno sette articoli e ci si autocita ecco le 49 citazioni…
    – Ordinario: dieci pubblicazioni in DIECI anni e cento citazioni (guarda caso le autocitazioni si possono includere anche qui 10*10=100).
    Assolutamente sconvolgente. Cosi’ in pratica si mettono in regola certi concorsi scandalo, altro che requisiti minimi !

  9. Alex ha detto:

    ehm…scusate ovviamente dato che non si puo’ citare lo stesso articolo in cui ci sono le citazioni, questo significa che l’associato si cita solo 42 volte mente l’ordinario 90.
    In pratica basta trovare una decina di citazioni e si passa la soglia…
    ma e’ vergognoso.

  10. Johnny ha detto:

    un parere da chi ne capisce un po’ lo vorrei: io sono del settore 08, architetto. Come vi paiono i criteri dello 08? A me sembrano troppo labili, di chi può operare ancora in modo discrezionale, dove posso trovare le riviste ISI del mio settore? AIUTO!

  11. paolo aresa ha detto:

    @Johnny
    Architetto è un termine troppo vago dipende dal tuo SSD.
    Se è ICAR 14 (composizione) o ICAR 18 (storia dell’architettura) non credo esistano riviste ISI, mentre per ICAR 10,11,12 (tecnologia) sì (vedi sul sito della Elsevier).
    Gli altri ICAR non so.

  12. Johnny ha detto:

    sono icar14, paolo, quindi non ci sono riviste isi a quanto pare. grazie

  13. paolo aresa ha detto:

    controlla comunque e chiedi in dipartimento, per ICAR 14 sono importanti anche i progetti (concorsi per esempio), o articoli su riviste nazionali e/o internazionali (Casabella, El Croquis per esempio) o monografie o curatele su progetti/progettisti… e molta fortuna e ossequienza soprattutto se si tratta di Rossiani.
    in bocca al lupo

  14. Anna ha detto:

    Ragazzi, se non sbaglio si sta parlando di “requisiti minimi”. Tenete conto che all’estero criteri “freddi” non se ne applicano. Eppure li’ le cose funzionano. Ci sara’ un perche’?

    Sinceramente tra un inizio di cambiamento nel senso della liberta’ di scelta, verso l’abolizione dei concorsi (almeno per ora l’abolizione degli scritti) e verso una maggiore responsabilizzazione (con il legame tra progressione stipendiale e produttivita’ scientifica) e il nulla attuale che serve solo ai baroni strutturati e garantiti, preferisco l’inizio di cambiamento!

  15. precariobari ha detto:

    c’è qualcuno che sa indicarmi un link con gli ISI IF delle riviste dell’area chimica? grazie! (e in bocca al lupo a tutti… )

  16. France ha detto:

    @paolo aresa
    Non e’ consentituo dire APRIT (anche perche’ e’ APRI) senza doversi sorbire il commento del sottoscritto.
    La questione di fiducia sul DL180 e’ il meno peggio. Una modifica che lo mandasse in seconda lettura in Senato avrebbe come effetto il suo decadimento per limiti di tempo. Ora capisco che il PD abbia (ma ce l’ha davvero) tutte le sue ragioni per far fare figuracce al PDL, ma per noi credo che valga quel che dice Anna: piuttosto che niente, meglio il piuttosto. C’e’ da dire, pero’, che se le norme per i concorsi avranno l’impostazione data dal CUN, ovvero requisiti minimi bassi e liberta’ d’azione alle commissioni, ogni cambiamento sara’ ininfluente: vincera’ il candidato interno. APRI ha elaborato ed inviato a tutti gli organi competenti la propria bozza (la trovate sul sito www . aprit . org), che sarebbe PARECCHIO piu’ vincolante per le commissioni e renderebbe molto piu’ difficili i soliti giochetti che tuti conosciamo. Se il regolamento sara’ invece improntato al “tutto cambi perche’ nulla cambi”, credo che dovremo impugnare il kalashnikov (metaforicamente), al grido “DL180:meritocrazia un cazzo!”…

  17. Rosanna ha detto:

    Sinceramente non capisco come possano dei criteri freddi tipo ISI (a parte i requisiti minimi di cui si parla, sui quali non ho nulla in contrario) essere piu’ “vincolanti” in un concorso. Un concorso da ricercatore (o associato o ordinario) ha un profilo ben definito (cosi’ come una selezione in una azienda): serve uno con QUEL profilo. Non e’ un concorso per un postino o per un vigile urbano. Dunque e’ ovvio che possano esistere solo dei “requisiti minimi”, altrimenti si mandano in malore le universita’, costrette ad assumere persone che … non ci azzeccano!
    Anche qui: un po’ meno di provincialismo! All’estero ciascuna facolta’ si sceglie chi vuole. Il problema e’ di sanzionare le facolta’/universita’ (o anche i gruppi di ricerca) poco “produttive”.

  18. Bombadillo ha detto:

    Ciao a tutti, vi sono mancato? No? Vabbè, fa niente, in compenso voi mi siete mancati…che volete farci? …sono un sentimentale!

    Per Paolo: il nostro Presidentissimo ha ragione.
    Il d.l. è stato ampiamente discusso ed emendato (pure troppo in verità) al Senato; emendarlo alla Camera non sarebbe stato possibile (del resto, non credo proprio che sarebbe stato migliorato, ma ulteriormente peggiorato) per una questione di tempo, perchè poi sarebbe dovuto ritornare al Senato, mentre decade il 10!

    Per Rosanna: ti darò una risposta esatta, anche se non esaustiva.
    Limitandomi, cioè, al concorso da ricercatore, che è quello che qui più direttamente interessa, ti faccio notare che non può essere inserito alcun profilo.

    Più in generale, poi, i criteri “freddi” non saranno i migliori in assoluto, ma certamente sono quelli meno manipolabili. E il punto è proprio la totale sfiducia nelle commissioni.
    Ciaociao.

  19. Bogotà ha detto:

    Ma poi, come è nata la legenda del profilo?

  20. Bombadillo ha detto:

    Ciao Bogotà, il profilo esiste, ma solo nei concorsi da associato o ordinario.
    Da noi funziona così: ad es., il candidato interno ha scritto il volume sul diritto penale finanziario?..bene, il bando richiede, guarda caso, diritto penale dell’economia, con particolare riguardo al settore finanziario.
    Il profilo – che teoricamente sarebbe una cosa buona – praticamente è stato uno degli aspetti maggiormente strumentalizzati per favorire i candidati interni.
    Cmq, almeno di questo aspetto noi poveri aspiranti ricercatori non dobbiamo preoccuparci.

  21. Bogotà ha detto:

    @ Bombadillo,
    è come tu scrivi, ma – come al solito nelle cose che ci riguardano – anche su questo punto c’è molta confusione anche tra gli stessi precari; è per questo che ho parlato di una “leggenda del profilo”.

    Oggi dovrebbe passare la nuova legge e con essa il principio della mini Rivoluzione del’Università. Per molti di noi si tratta di capire in che modo si rifletteranno sulle nostre vite quelle percentuali che ci siamo rimpallati nei mesi scorsi…
    In bocca al lupo per tutti!

  22. Mr.Crowley ha detto:

    @precariobari
    IF per chimica: devi andare su isiknowledge.com e poi sulla scheda select a database > journal citation reports. Di solito tutte le università hanno accesso al database ISI. Comunque molti IF sono riportati sul sito delle riviste.

    Per quanto riguarda i requisiti minimi, direi che sono veramente minimi…però avrebbero almeno evitato parecchi casi di candidati “scarsi”.
    Poi non si stabilisce una volta per tutte che gli atti dei congressi non costituiscono pubblicazione (almeno per chimica!).
    Io temo che queste linee, senza ulteriori specifiche, faranno più che altro proliferare gli articoli a molti nomi.

    Ciao

  23. paolo aresa ha detto:

    @France
    …scusa e mille volte scusa, fu solo errore di digitazione 😉

  24. MALA TEMPORA ha detto:

    Ma i requisiti della GELMINI? Quando saranno partoriti dal MINISTRO STELLA?
    Novità?

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