Il punto della situazione

aCome è noto il 9 gennaio sono state convertite in legge le “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca“. Il titolo è tutto un programma.

Un nuovo anno è cominciato ed è forse utile fare il punto della situazione con gli occhi di un precario della ricerca. Entrando nel merito dei provvedimenti, per quanto possibile, e tracciando il quadro che ci consegna questo 2009.

Un quadro a tinte fosche, decisamente fosche.

In primo luogo è utile ricordare a tutti due aspetti del contesto prossimo futuro: i tagli drammatici all’ FFO degli Atenei che incidono poco per il 2009 ma che si abbatteranno sulle Università dal prossimo anno; la questione Fondazioni. Non possiamo che partire da qui per qualsiasi analisi dello stato delle cose.

Sulla questione fondazioni vale la pena soffermarsi brevemente: le fondazioni possono significare “la privatizzazione del pubblico” (immaginiamo che una importante banca nazionale acquisti ad esempio l’Università di Siena, “ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale”) o la “gestione privatistica del pubblico”. Di fondazioni che si affiancano al pubblico non ne parliamo, c’erano già e il dl 133/08 dice evidentemente altro. La differenza tra le due impostazioni è sottile, lascio a voi intendere le conseguenze in entrambi i casi e immaginare quale sarà l’italica via maestra. Certo è che la proposta non è una boutade governativa destinata a cadere nel vuoto se si pensa che a breve riprende la discussione alla Camera del decreto di legge “Aprea” per le scuole che prevede, ironia della sorte, la trasformazione delle scuole in fondazioni e l’attribuzione ai docenti di un vero e proprio stato giuridico (quello che è, molto giustamente, sotto attacco nell’Università) oltre che nuovi meccanismi abilitanti su base nazionale con chiamata diretta da parte delle scuole. E che se l’alternativa è il dissesto finanziario la cosa migliore è gestire i bilanci senza i vincoli che caratterizzano la spesa pubblica e magari cartolarizzando o vendendo qualche edificio prestigioso.

Ed allora, veniamo alle “Disposizioni urgenti”:

Art.1: Disposizioni per il reclutamento….divieto di reclutamento per gli Atenei che hanno superato il 90% delle spese di personale, l’emendamento fa salvi, per le stesse Università, i concorsi a ricercatore previsti dalla Finanziaria 2007 e i concorsi già espletati al momento dell’approvazione del decreto. Non entrano nel computo le spese per il personale assistenziale dei policlinici universitari. E’ evidente che già da quest’anno molti precari si troveranno nell’impossibilità di vedere banditi concorsi nelle proprie università e che a partire dal prossimo anno – con i tagli previsti dal 2010, l’aumento dell’inflazione (che aumenta per tutti) e delle spese del personale – quasi tutte le università sforeranno il tetto del 90%. Dal 2010, partecipare ad un bando di concorso sarà pressocché impossibile; alla limitazione teorica del turn-over si sostituisce il blocco de facto del reclutamento.

Nel contempo, l’articolo 1 esplicita la possibilità di reclutare ricercatori a tempo determinato sui FFO. La cosa era possibile anche prima, sia chiaro, ma la figura TD era prevalentemente usata sui fondi di ricerca esterni e in un numero di posizioni limitatissimo. Oggi viene sancito il profilo morattiano del ricercatore a termine. E’ evidente che non rientrando le spese di questo personale nel computo del tetto del 90% si rende possibile un reclutamento di ricercatori che non “incide” nel vincolo budgettario previsto dalla legge. E’ quindi ovvio che quegli atenei che non possono reclutare a tempo indeterminato e che hanno bilanci prossimi a superare il 90% recluteranno a tempo determinato. Come se non bastasse, l’articolo concede agli atenei la facoltà di chiamare studiosi di chiara fama o di optare per il rientro dei cervelli con le stesse procedure già previste ma senza il limite massimo del10% del personale. Le procedure per queste chiamate, così come quelle per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato (vedi la legge 130/2005 “Moratti”), sono diverse dalle procedure concorsuali previste da questa stessa legge per i concorsi ordinari. Ne consegue…

L’articolo 1 nella sua stesura finale “mitiga” i provvedimenti di limitazione del turn-over rispetto a quanto inizialmente previsto dal dl 133/08. Il turn-over non è più limitato al 20% del personale ma è ora calcolato sul 50% di budget. Del budget che si libera il 60% deve essere utilizzato per i ricercatori, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. Norma e principio condivisibili, che lanciano un segnale importante, ma che nei fatti sono vanificate dal quadro finanziario in cui vengono fatti precipitare gli Atenei.

L’articolo prevede anche l’entrata in vigore delle nuove regole concorsuali. Ne abbiamo discusso a lungo su questo blog. Mi preme allora mettere in evidenza solo pochi aspetti: abbiamo criticato in passato la proposta Mussi come complessa e farraginosa. Questa lo è ancora di più. Il meccanismo del sorteggio rischia di non incidere nel quadro dei rapporti interni ai settori scientifico disciplinari favorendo, statisticamente, i gruppi più numerosi e compatti. Resta ancora poco chiaro quali titoli debbano essere valutati e come li si debba valutare, nei precedenti post trovate il dibattito sugli indicatori CUN. Su tutto vale comunque la considerazione espressa dal relatore del provvedimento in commissione: “Se esaminiamo anche le tabelle allegate, verifichiamo che questa è una soluzione temporanea e provvisoria, che vale solamente e sostanzialmente per due sole sessioni, la prima e la seconda sessione 2008 per circa 4.000 idonei e 2.500-3.000 posti di ricercatore” (Stefano Caldoro).

L’art.2. Qui trovate il tanto sbandierato finanziamento alle università virtuose. Un 7% sulla quota FFO ridicolo che servirà a malapena a compensare per quelle università con bilanci un pochino meno disastrati i tagli del governo essendo parte dei finanziamenti ordinari. Peraltro, in assenza di provvedimenti strutturati la gran parte delle università non potranno che precipitare velocemente verso il baratro e visto che le spese fisse sono fisse (e in aumento) e i precari “variabili” il sistema, nel suo complesso, si attrezza velocemente alla nostra espulsione. Meritorio il principio di un finanziamento premiale agli atenei virtuosi, ma ci si sarebbe aspettato che questo finanziamento fosse appunto aggiuntivo e quindi destinabile ad attività innovative. Così facendo – oltre ad essere ridicolo – non serve a niente.

L’art.3 grida invece vendetta. “Ma come?! ” direte voi… “soldi in più per il diritto allo studio e ci lamentiamo?!” Ed allora vi prego di osservare come nel testo di legge la dicitura esatta sia borse di studio “per i capaci e meritevoli”. Nel *pdf di presentazione del ministero la dicitura diventa “destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici”. Giochiamo a “dov’è la differenza”? Di recente ho incontrato l’assessore all’istruzione della mia regione che mi faceva notare come – data la dicitura – le amministrazioni potrebbero essere costretti ad erogare le borse di studio solo in base al merito e non al reddito…. Chiaro? Peraltro, il ministero dice che tutti gli aventi diritto avranno una borsa. A noi risulta che ad oggi gli studenti che usufruiscono di borse di studio sono poco più del 50% degli aventi diritto su base nazionale, come si possa con un simile stanziamento arrivare al 100% è un mistero finanziario. Sempre che la borsa di studio non diventi una social card.

Ultima questione. Reclutamento straordinario. I finanziamenti sono sbloccati, del resto i soldi li aveva messi Mussi. E sono 40M di euro. Di questi soldi 20M di euro sono per finanziare il primo anno del reclutamento 2007, gli altri 20 per nuovi 1050 posti da ricercatore cofinanziati. Manca, tuttavia, ancora la ripartizione che non dovrebbe essere però molto diversa da quella 2007. Questi posti non incidono nel tetto del 90% sul turn-over e si svolgeranno con le nuove e temporanee regole. A questi posti c’è poco altro da aggiungere data la situazione finanziaria disastrata degli atenei, ad oggi 252 posti come I sessione 2008 e 148 nella II sessione.

Questi ultimi due dati mi sembrano la migliore certificazione del nostro prossimo futuro. Come a dire, meglio cominciare a cercarsi un lavoro diverso . Occhio, non pensate alla scuola…

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

91 Responses to Il punto della situazione

  1. Claudietto ha detto:

    In pratica, la sensazione di strangolamento e´ forte.
    Ma possono davvero strangolare il sistema universitario? In che direzione stiamo andando? E´ un processo sostenibile ed hanno ragione loro, oppure abbiamo ragione noi a protestare ed incazzarci?

  2. Bombadillo ha detto:

    zzzzzzzzzzzz mi spiace ma non posso rispondere a claudietto o a Luca zzzzzzzzzzzzzz
    sono in sono sonno fino al d.m. per motivi interni APRI zzzzzzzzzzzzzzzzz
    ARGH! …scusate, ho fatto un incubo in cui ero circondato da castori che parlavano in inglese, ba!
    zzzzzzzzzzzzzzzz

  3. France ha detto:

    Hey lo fate un post sul nuovo caso De Nardis (guardate l’articolo di, bleah, Panorama sulla rassegna stampa del miur di oggi)? Devo dire le mie solite due cazzate, poi tolgo il disturbo…

  4. Amelye ha detto:

    senza parole…………

  5. Giordano Bruno ha detto:

    Ci stiamo consultando su risposta a Panorama

  6. France ha detto:

    BEh, pero’ e’ il libro il vero problema: Panorama, nella sua pochezza, ne estrae solo quello che ai loro occhi e’ piu’ ghiotto (sputtanare il rifondino…).

  7. Giordano Bruno ha detto:

    L’impressione è che Panorama abbia strumentalizzato il dibattito libero sul blog a fini propagandistici.

    Non conosco De Nardis di persona né lui conosce me ma comunque la nostra polemica era politica e da sinistra chi più chi meno liberale.

    La polemica poteva pure essere scientifica ma ovviamente noi tutti ci dissociamo dalla gogna mediatica e ci scusiamo se la libertà di dibattito del blog sia stata strumentalizzata da Panorama o dal libro.

    Ora si legge il libro e faremo una risposta cum grano salis.

    Per mio conto De Nardis ha sicuramente la mia solidarietà

  8. France ha detto:

    copiati dai vostri discorsi… sporchi collabrazionisti)

    Veramente la cosa mi fa incazzare.
    Prima di tutto perche’ e’ Panorama, no, dico, PANORAMA. Poi perche’ il linciaggio a mezzo stampa e’ una cosa ben diversa dallo scazzo, anche se colmo d’acrimonia, dei blog. E, al solito, e’ facile fare i ganzi scrivendo libelli sulla parentopoli, concorsopoli e vaffancopoli… Ma che il tutto si espleta a rigor di legge nessuno lo dice mai!!! De Nardis puo’ anche divertirsi a denunciare i due autori, Panorama e tutto il blog di RNRP per diffamazione, se vuole, e vince anche, perche’ lui HA VINTO UN REGOLARE CONCORSO dove tra l’altro era unico concorrente. Il punto e’ che sono i regolari concorsi lo scandalo, al di la’ di chi li vince. Ma di quello nessuno parla, solo noi quattro stronzi che nessuno caca…

  9. France ha detto:

    scusate ma la prima frase non c’e tra nulla (in effetti era una offesa rivolta a me!!!)

  10. contro-panorama ha detto:

    il dibattito con de nardis sul blog, la parte più seria, era su rifondazione, il suo ruolo nel governo, le politiche sull’università, il movimento. Panorama prende la parte più inutile e ridicola, quella dello sfogo, dell’attacco personale. E tutto perché fà comodo, vende bene… magari risolve pure qualche problema nel partito.

    E il blog viene utilizzato strumentalmente, ancora una volta i precari vengono calpestati e piegati per le esigenze di chi “conta” in questo potere.

    Merde

  11. insorgere ha detto:

    uno schifo.
    e non perché io ami de nardis, di cui contesto molte posizioni politiche sull’accademia.

    ma di tutte le cose ben più serei discusse qui salta fuori solo la polemicuccia personale.

    disgusto

  12. Michele ha detto:

    Tra l’altro De Nardis è l’unico ad avere avuto il coraggio, glielo riconoscono tutti, di interloquire con noi.

  13. France ha detto:

    Infatti. E France al solito ci fa la figura dello stronzolo (quale del resto e’). Voi scrivete a Panorama, io mi vado a cercare gli autori del libro…

  14. Michele ha detto:

    Quello che voglio dire è che qualunque politico si affacci su un blog viene sistematicamente preso a pesci in faccia

  15. France ha detto:

    Allora personale per personale il giornalista Giuliano Foschini, co-autore del libro, e’ figlio di Costantino Foschini, giornalista della redazione pugliese della RAI. Famiglia originaria di Barletta.
    Su Davide Carlucci, anche lui giornalista di Repubblica originariamente inviato in Puglia mi sto documentando…

  16. France ha detto:

    Alt, Foschini non e’ coautore…

  17. Bogotà ha detto:

    Suggerisco di mandare messaggi di solidarietà a De Nardis: fabio.denardis@rifondazione.it

    Io l’ho già fatto.

  18. giordano bruno ha detto:

    C’è un punto importante.

    La destra critica l’università perché assimila gli universitari alla sinistra.

    Assimila i baroni alla sinistra.

    Questo è un altro luogo comune.

    Se andiamo a vedere coloro che hanno gestito l’università ritroviasmo moltissimi democristiani e moltissimi destrorsi.

    Anzi andiamo a vedere fra i deputati quanti sono gli universitari nel PdL

    ne troveremo molti e molti hanno fondato università con soldi pubblici.

    L’uso strumentale del governo delle vicende universitarie contro la sinistra è vergognoso.

    In realtà nel nostro paese l’univesità e la scuola è stato un terreno di colonizzazione da destra a sinistra passando per la dc che eras la vera regina del controllo dell’educazione pubblica.

  19. Untenured ha detto:

    il caso de nardis è sintomatico del fallimento politico-culturale della sinistra parlamentare.. della sua incapacità di farsi rappresentare da un ceto politico credibile e autorevole. Non sorprende il tonfo elettorale, né il teatrino di guerra tra correnti di questi ultimi mesi.

  20. paolo ha detto:

    La destra non esisteva fino al 1994, cosa cavolo ha colonizzato? Camerino?

  21. giordano bruno ha detto:

    @paolo

    Moltissimi professori universitari erano della destra dc o socialisti e ora sono in AN o in forza italia.

    L’opinione pubblica tratta l’università come un feudo della sinistra e questo è solo molto parzialmente vero.

    Se vai a vedere le genealogie dei baronati trovi tutti i partiti e spesso è gente molto conservatrice e di destra.

    La pecca di quelli di sinistra è che non hanno mai veramente fatto una politica razionale e adeguata per l’università e la ricerca.

  22. Untenured ha detto:

    ricordo ancora le irresponsabili parole di Rina Gagliardi contro il merito a Otto e Mezzo di La7… il 3% dell’aprile scorso è stata la punizione che si meritavano.. è il caso di dirlo! Con il loro sterile ideologismo hanno infangato la reputazione della sinistra in questo paese.

  23. paolo ha detto:

    @GB
    Moltissimi non è un numero.
    La DC e i socialisti non sono destra, quindi non puoi dire che le Università sono state governate dalla destra.
    In Italia esistono solo 2 partiti, chi ha più di 40 anni (il male) chi ha meno di 40 anni (il bene) il resto è “fuffa”.

  24. Untenured ha detto:

    @ Giordano Bruno
    i politici dei partiti NON sono la sinistra nell’università. La sinistra sono gli studiosi, i ricercatori che promuovono un pensiero progressista e di sinistra per l’appunto, nella vita quotidiana dell’universitaria. La sinistra o è autonoma dai partiti (e che partiti…) o non è.

  25. Giordano Bruno ha detto:

    @paolo

    Scusa ma i conti non te li faccio.

    La DC era a metà di destra e a metà di sinistra molti uomini dc sono nella PDL idem vper i socialisti che ritroviamo in Forza Italia.

    In Forza Italia ritroviamo anche molti comunisti.

    Vai nei siti parlamentari leggi le vite dei deputati e dei senatori e guarda quanti sono i baroni di destra o di centro destra…ne trovi molti e di alto potere accademico.

    E’ pieno di associazioni conservatrici accademiche vicino al PdL o esponenti della vecchia guardia democristiana conservatrice.

    E’ una idea falsa quella che identifica tout court la sinistra con l’accademia.

    Gli accademici sono trasversali e si accordano. Solo che i media berlusconiani parlano male solo degli accedemici quando sono di sinistra…gli altri sono virtuosi.

    La solita presa in giro propagandistica del governo berlusconi

  26. Rita ha detto:

    ..non dimenticate C.L. che in lombardia è padrona delle università !

  27. Giordano Bruno ha detto:

    Infatti cara Rita Comunione e liberazione è vicina alla PDL!

    Ecco qualche dato a confermare che è un mito il fatto che l’accademia è in mano alla sinistra (anzi a ben vedere credo sia in mano ai democristiani di destra e ai conservatori)

    Dal sito di statistica del senato

    http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=statistiche&tipostat=ElencoSenatoriPerProfessione&leg=16&id=0016

    Senatori di professione: Docente universitario
    (totale: 35)

    PDL 17 PD 15 IDV 1 Misto 1 UDC 1

    • ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta PDL
    • AMATI Silvana PD

    • BALDASSARRI Mario PDL
    • BONFRISCO Anna Cinzia PDL

    • CALABRO’ Raffaele PDL
    • CANTONI Gianpiero Carlo PDL
    • CECCANTI Stefano PD
    • CERUTI Mauro PD
    • COMPAGNA Luigi PDL
    • COSSIGA Francesco UDC

    • DE CASTRO Paolo PD
    • DI STEFANO Fabrizio PDL

    • FIORONI Anna Rita PD
    • FRANCO Vittoria PD

    • GARAVAGLIA Mariapia PD

    • ICHINO Pietro PD

    • LEDDI Maria PD
    • LIVI BACCI Massimo PD
    • LONGO Piero PDL

    • MARINO Ignazio PD
    • MAZZUCONI Daniela PD
    • MUSSO Enrico PDL

    • PARDI Francesco IDV
    • PERA Marcello PDL
    • POLI BORTONE Adriana PDL

    • QUAGLIARIELLO Gaetano PDL

    • ROSSI Nicola PD

    • SALTAMARTINI Filippo PDL
    • SARRO Carlo PDL
    • SBARBATI Luciana PD

    • TREU Tiziano PD

    • VALDITARA Giuseppe PDL
    • VETRELLA Sergio PDL
    • VILLARI Riccardo MISTO
    • VIZZINI Carlo PDL

  28. giordano bruno ha detto:

    Gli accademici più potenti sono

    avvocati medici filosofi (di solito idealisti)

    tutte categorie conservatrici.

  29. giordano bruno ha detto:

    dimenticavo alcuni storici teodem

  30. Johnny ha detto:

    GB, io non sò in altre facoltà ma ad architettura sono tutti di sinistra, paraculoni di sinistra. E il guaio che noi (noi formati con una cultura di sinistra) non lo vogliamo proprio capire che ormai la nostra idea (meritocrazia) è una cosa che la sinistra non l’ha mai digerita. Anche quando il PD e Veltroni parla di meritocrazia sanno che non sarà mai possibile che venga applicata dai loro quadri nazionali e locali, soprattutto al sud. Se fanno piazza pulita nel loro interno perdono consensi, se non la fanno perdono i giovani precari… un bel rompicapo…

  31. Johnny ha detto:

    GB, sai che il mio prof. con cui mi sono formato, ordinario, di Alleanza Nazionale, come mi ha risposto quando abbiamo scambiato qualche chiacchiera di politica?

    io: Prof, sà io sono di sinistra….
    lui: e chi non è stato di sinistra!

  32. Giordano Bruno ha detto:

    Mah!

    Architetti grandi accademici di potere …

    Storicamente quelli di potere sono medici avvocati filosofi (spesso conservatori)

  33. France ha detto:

    ‘A rega’, l’Universita’ non e’ de destra o de sinistra: l’universita’ e’ SUA! Come ‘na macchina: voi anda’ a sinistra vai sinistra, voi anda’ a destra vai a destra, l’importante e’ che e’ ‘a tua!
    (Copyright: Corrado Guzzanti)

  34. paolo ha detto:

    @Johnny
    Architettura si divide in 3 correnti: rossiani, non rossiani, tecnologi&simili
    @GB è ovvio che le baronie sono conservatrici altrimenti non sarebbero baronie ma nomenklatura

    Come “ricercatori” e uomini di pensiero libero dovremmo valutare le persone e le istituzioni non in base all’appartenenza politica ma in base al merito dei risultati delle ricerche e degli studi.

    Il fatto stesso che ti appassioni così tanto su questo aspetto mi preoccupa perchè vuol dire che il “pensiero non è libero”, ma influenzato da una appartenenza politica.
    Galileo e Darwin, Pasteur ed Einstein, hanno avuto ragione a prescindere della loro appartenenza.

    L’unico parametro di selezione utile in questo periodo è l’età.

    Altro aspetto preoccupante non è la politicizzazione fatta dai media dell’Università, ma il fatto che l’Università è “percepita” come INUTILE, come un esamificio e non come luogo della ricerca, dello studio e dello scambio culturale.

  35. carlo (lowercase) ha detto:

    GB. La percentuale di politici nelle universita’ e la percentuale di professori universitari nei partiti (i numeri da te riportati) sono due cose completamente differenti. E’ cosi’ che fai ricerca?

    A parte questo, chi se ne frega se le universita’ sono piu’ di sinistra o di destra. Come se ci dovesse essere equilibrio di infilatrazioni politiche di destra/sinistra nel mondo accademico. Nel mondo accademico le infiltrazioni dalla politica non ci devono essere, e basta!

    Per quanto riguarda De Nardis, le polemiche a livello personale sono ignobili. Ciononostante, e’ vero che De Nardis in quanto a curriculum non rappresenta il tipico ricercatore precario. Inoltre, vogliamo ricordare ancora una volta che Rifondazione (o chi per lei) non ha ancora fatto sapere quali sono le sue idee per innovare universita’ e ricerca. E che clacson!! Saranno anche gli unici ad avere il coraggio di parlare con noi, ma parlare di cosa? Di che ha parlato De Nardis? Qualcuno gentilmente me lo vuol dire?

  36. mario ha detto:

    non è vero che rifondazione non ha fatto sapere le sue idee. Il programma è stato presentato a Roma l’11 dicembre. Qui trovi parte dei materiali.
    http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_11/
    E se oggi rifondazione ha un programma lo si deve proprio a De Nardis.

  37. carlo (lowercase) ha detto:

    Scusate la tautologia, ma “parlare con noi” vuol dire discutere CON NOI tali idee (con quelli disposti a discutere, ed ignorando i disturbatori). Se le proposte le vanno a fare da un’altra parte, non lo considero “parlare con noi”.

    Alle nostre domande nessuno di Rifondazione si e’ curato di rispondere (almeno, non in questa sede). E quando la gente non risponde faccio fatica a considerarlo dialogo.

    Polemiche a parte, ringrazio Mario per il link. Gli daro’ un occhiata al piu’ presto.

  38. carlo (lowercase) ha detto:

    Ok, ho letto i dieci punti sull’universita’ di Rifondazione e secondo me non vale neanche la pena di perdere tempo a commentarli.

    Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

  39. Giordano Bruno ha detto:

    1 Io nella scorsa legislatura sono andato in parlamento e vi assicuro che i senatori e i deputati universitari intervenivano con modifiche ogni volta che stava per passare una legge riguardante l’università.

    Anzi c’è un filo rosso fra CRUI CUN e Parlamentari!

    2 Se pensate che la ricerca scientifica sia avulsa dal mondo politico siete degli ingenui!

    E ignorate la ricerca storica dell’ultimo secolo!

    Andate a guardare i volumi di Cambridge University Press o di Princeton University Press e vedrete che all’estero i temi del rapporto ricerca e politica sono molto attuali.

    Vi faccio un nome quasi sconosciuto in Italia…. Nikolas Rose….leggete leggete.

  40. carlo (lowercase) ha detto:

    @GB.

    1. Non c’entra nulla con quello di cui parlavo io, ma pazienza. Il senso del mio commento era: in parlamento si fa politica (e se un docente va in parlamento, ci va per quello), all’universita’ si insegna e/o si fa ricerca. Quindi: non mi infastidisce che ci siano docenti in parlamento, mi infastidisce che ci siano tanti politici (o persone colluse con la politica) ad insegnare nell’universita’.

    2. Niente e’ avulso dalla politica, specie in Italia. Ma non significa che sia un bene (ad esempio: sarebbe bello un’universita’ dove puoi invitare a parlare chi vuoi, senza veti da politici, associazioni studentesse o quant’altro).

  41. carlo (lowercase) ha detto:

    refuso: volevo dire “studentesche”

  42. Untenured ha detto:

    la questione non è tanto se i potenti dell’università sono di destra sinistra o centro. I comportamenti in genere sono molto simili, solo pochi si distinguono.

    In genere si distinguono persone che per spessore scientifico e culturale e perché hanno esperienze internazionali hanno sensibilità verso la ricerca e rispetto verso i ricercatori. Sono quelle le discriminanti.

    Giordano Bruno, non vedo che c’entri N. Rose. N Rose ci aiuta per un’analisi critica degli strumenti istituzionali che governano la valutazione e il lavoro scientifico, cose in Italia del tutto mancanti (non siamo ancora in un’era di “liberalismo avanzato” qui), ma non certo per una banale sociologia politica del sistema universitario basata sulle appartenenze partitiche dei professori.

  43. Luddista ha detto:

    I dieci punti sull’università sono roba vecchia scritti da Jervolino, il vecchio responsabile. Evidentemente il siti di Rif. deve essere aggiornato, comunque se andate allo stesso link che vi ha segnalato Mario (http://home.rifondazione.it/xisttest/dip_11/) il documento nuovo lo trovate in basso a sinistra e si intitola: “Per una università pubblica di massa e di qualità”. Si trattano di linee guida, una base di partenza che de Nardis ha scritto con doicenti studenti e ricercatori precari e che sarà la base per un percorso partecipato che si concluderà ai primi di marzo con una due giorni a Roma (speriamo alla Sapienza) in cui in maniera altrettanto partecipata si elaborerà un programma ampio e articolato. Insomma cari amici, qui tutti siamo precarie e precari e tutti siamo incazzati, anche con Rifondazione pere quello che non ha fatto quando forse avrebbe potuto. Eppure io vi invito a saper distinguere i nemici da chi invece nel suo piccolo ha cercato di porsi come interlocutore e lo ha fatto con il massimo possoibile di umiltà. Se l’abitudine è quella di scotennare chi offre collaborazione e attenzione solo perché politico, francamente non credo cdhe da questo network potrà mai uscire una elaborazione seria, che poi è ciò di cui abbiamo bisogno. Io non conosco de Nardis, lo solo ascoltato in alcune iniziative, ma mi è sembrato serio e preparato, e soprattutto mi sembra che da quando lui è responsabile, cioè da pochi mesi, Rif. Com. abbia finalmente ricominciato a elaborare, senza arroganza. Non credo che la pessima operazione dei due giornalisti sia accetabile. Parlano del caso de Nardis in un capitolo conclusivo di un libro che scrive di criminalità organizzata e corruzione, francamente nulla a cvhe vedere con il merito di quella discussione di marzo che tranne qualche caduta di stile mi sembrava seria e costruttiva. Qui si colpisce de Nardis, utilizzando noi, per colpire il suo partito. Era una vecchia tecnica fascista e stalinista. Bleah

  44. carlo (lowercase) ha detto:

    Qui non si colpisce nessuno. Se intendi “i giornali colpiscono usando strumentalmente/distorcendo le parole di alcuni commentatori”, allora ok.

    Per quanto riguarda Rif. Com., quando il programma ampio e articolato sara’ pronto saremo felici di leggerlo. Per il momento registriamo che non hanno proposte da fare e andiamo avanti. Mi chiedo solo se ci vogliono davvero dieci mesi (giugno 2008 – marzo 2009) per scrivere delle proposte.

    C’e’ anche un’altra nota dolente. Prendiamo atto che Rif. Com. non ha voluto discutere in questa sede le sue idee su universita’ e ricerca. E’ inutile girarci intorno! Sara’ anche una proposta partecipata, ma a noi non hanno permesso di partecipare.

  45. France ha detto:

    OK, and now for something completely different…
    Ciao a tutti
    Ognuno ha le sue fisse, chiedo scusa in anticipo.
    ADNU ed altre sigle hanno presentato un emendamento alla Camera per abolire il pensionamento forzoso dei ricercatori (attenzione, solo ricercatori: i tecnici-amministrativi li hanno gia’ scaricati!!) che abbiano superato i 40 anni di anzianita’ contributiva.
    E allora noi rilanciamo: pensionateli TUTTI, associati e ordinari compresi.
    RNRP, vi va bene fare un comunicato congiunto e bombardare i deputati?
    Ecco una bozza
    COMUNICATO STAMPA APRI-RNRP.
    LA MEGLIO GIOVENTU’…
    In seguito all’approvazione del DL133, le sigle ADU, ANDU, APU, CIPUR, CISAL Univ., CNRU,
    CNU, SUN e USPUR hanno recentemente presentato un emendamento al DDL 2031 (comma 3 dell’art. 5), ora in discussione alla Camera, per abolire la possibilita’ di pensionamento forzoso dei ricercatori che abbiano maturato 40 anni di anzianita’ contributiva. I ricercatori precari hanno a suo tempo chiarito che tale provvedimento, lungi dal rappresentare la terribile minaccia all’autonomia e all’esistenza stessa dell’Universita’ pubblica che le predette sigle paventano, andrebbe ESTESO A TUTTO IL PERSONALE DOCENTE, compresi quindi i professori associati ed ordinari.
    L’Italia ha i docenti universitari piu’ anziani d’Europa, e la meta’ dei professori ordinari ha superato i 65 anni: mentre nel resto d’Europa a 65 anni professori vanno, salvo rare eccezioni, in pensione, in Italia hanno la prospettiva di restare in sella per altri dieci anni. I ricercatori precari, oltre ad opporsi a qualunque escamotage che possa aggirare le disposizioni sui pensionamenti forzosi, chiedono alle forze politiche di rimuovere uno dei piu’ insensati e discriminatori ostacoli che gravano sulle Universita’ italiane e sancire per legge la messa a riposo dei professori e ricercatori universitari al raggiungimento del 65mo anno d’eta’.
    Associazione Precari della Ricerca Italiani-APRI
    Rete Nazionale Ricercatori Precari-RNRP

  46. Rosanna ha detto:

    A questo proposito (ri)segnalo l’articolo della voce.info
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000875.html

  47. ario ha detto:

    Caro France
    mi spiace ma non concordo con la tua proposta. Non mi va di mettere diritti contro diritti.

    Possiamo anche essere contenti che un pochino di zavorra se ne vada in pensione, peraltro con una pensione ottima che noi non avremo mai.

    Ma l’idea di barattare un diritto alla pensione con la discrezionalità di un datore di lavoro che può mandare in “quiescenza” chi vuole quando vuole e perché in quel momento gli serve – senza neppure un minimo di discrimine sulla qualità del lavoro prestato – per far valere un recupero economico che “eventualmente” verrebbe utilizzato per nuovi concorsi (nei fatti per ripianare i buchi di bilancio) non mi piace.

    Non mi piace che si mettano l’uno contro l’altro i diritti dei lavoratori e che si dividano i lavoratori stessi perché magari in una amministrazione si resta a lavoro e in un altra ti mandano via. Questa cosa prende una brutta brutta piega…. L’effetto delle politiche di questo governo è dividere: i diritti dei vecchi contro i non diritti dei giovani. Eventualmente io voglio estendere a me stesso e a quelli come me i diritti dei vecchi, non voglio estendere la mia precarietà a loro. E in questo caso qui precarietà sta per discrezionalità da parte del datore di lavoro nel godimento di un diritto acquisito.

    Ed allora, facciamo una proposta diversa: diciamo che i ricercatori e i professori universitari devono andare tutti in pensione a 65 anni. Senza discrezionalità da parte di nessuno e nel quadro di una riforma seria dello stato giuridico.

    Tenete però presente che in questo modo ognuno di noi, semmai avrà la fortuna di entrare di ruolo e certo ben oltre i 30 anni, andrà in pensione con una trentina d’anni scarsi di contributi e in un regime pensionisti contributivo, quindi con una pensione da fame.

    La questione pensioni non deve essere affrontata alla leggera, sull’onda della rabbia del momento o della nostra attuale condizione.

  48. France ha detto:

    Caro Ario
    Ad oggi sei il primo ric precario che io conosca che si dichiara contrario. Capisco il senso della tua obiezione: oggi e’ la singola Universita’, che magari versa in cattive acque, a decidere se attuare i pensionamenti forzosi. E per di piu’ a carico solo di ricercatori tecnici amministrativi (i prof si salvano a norma di legge). Quindi convengo che sia discriminatorio, e che alcuni si vedano negare un diritto che altri hanno. Secondo me, tuttavia, l’interesse dei ricercatori precari e’ che il provvedimento diventi da facoltativo obbligatorio, e che si estenda, semplicemente, a tutti. Se oggi noi ci mettiamo ad appoggiare le rivendicazioni dell’ANDU in nome della salvezza dell’Universita’ pubblica (ad opera di chi? di 3000 ricercatori ultrasessantacinquenni? ma fatemi il piacere….) ci scaviamo la fossa con le nostre mani. Se una Universita’ sta fallendo (lascia perdere i parametri e le cause, OGGI sta fallendo), e noi le andiamo a dire:”Fai quel che vuoi ma tieniti la zavorra di cui potresti disfarti”, sai chi diventa zavorra? NOI! Inoltre il pensionamento forzoso colpisce gente con >40 anni di contributi, quindi gente che ha diritto a pensioni MOOOOOOLTO dignitose. Si, e’ vero, i poveretti dovranno infilarsi le ciabatte e magari starsene a casa a rompere le palle alla moglie che deve spolverare, non potranno piu’ fare fotocopie a gratis, gli tocchera’ farsi una ADSL a casa e non avranno piu’ diritto all’asilo nido (!!!!) aziendale… Io la tragedia non la vedo. Il concetto che deve passare e’, si, le Univ che versano in cattive acque devono mettersi a posto con questi MA ANCHE con altri provvedimenti, ma comunque a 65 anni VI DOVETE LEVARE DAI COGLIONI!! Godetevi la pensione e lasciate lavorare chi sa convertire un doc in pdf senza spaccare le palle a mezzo dipartimento! Boia, mi fate sempre passare per Darth Vader ma questo e’ quasi comunismo radicale…
    Quanto allo spauracchio che poi ci tocchera’ a noi andare in pensione a 65 anni (magari…) ma con meno soldi… Beh, HELLOOOOO!!!! Ci tocchera’ comunque una pensione di merda, che ti credi? Abbiamo mandato in pensione il mio babbo a 52 anni con 32 anni di contributi, la mamma del mio amico con 14 anni 6 mesi e un giorno, il nonno della mi’ moglie che ha fatto il contadino tutta la vita e non ha mai versato un contributo…. Pagato con la cassa dell’INPS i debiti di Agnelli, Olivetti, Pirelli… E a noi toccheranno le pensioni di merda, si, a prescindere dai pensionamenti forzosi. Poi ti ricordo che un ricercatore precario nel suo cursus honorum fatto di laurea, dottorato, assegni di ricerca/borse/contratti arriva (se ci fanno un po’ di posto mandando in pensione i cateteri) ad essere strutturato a 40 anni, ma ha gia’ sul groppone 15 anni di contributi versati o riscattabili. Quindi a 65 anni, di anni di contributi ne ha 40! Si, lo so, col contributivo siamo fregati, ma la merda viene dall’essere precari e pagati un cazzo per i 15 anni prima, non dall’andare in pensione dopo 25 anni da strutturato.

  49. ario ha detto:

    ma allora france, vedi bene come la nostra proposta non può essere semplicemente estendiamo ai professori universitari “la possibilità discrezionale” di mandare in quescenza.

    Diciamo che deve essere obbligatorio – per tutti – che il personale dell’università (ma io direi anche della PA nel suo complesso) vada in pensione a 65 anni. Mi pare che su questo ci troviamo.

    Semplicemente chiediamo un intervento legislativo più generale che non discrimina, anzi che fa valere un giusto principio: uguaglianza di trattamento e pensionamento per tutti quelli che hanno maturato i 40 di contributi.

    Così usciamo sia dai rischi che dicevo all’inizio che da una posizione corporativa quale quella dell’ANDU che finsice per fottersene del personale tecnico amministrativo (e dimentica che le norme valgono per tutto il personale della PA) ritenendo evidentemente i ricercatori e i professori universitari siano altra cosa dagli altri lavoratori (cosa che a mio parere, dal punto di vista dei diritti pensionistici non sono… e non dovrebbero essere.

    Sulla questione riscatti, anche qui fai attenzione. Anche nel caso di una continuità di borse, tra dottorato e assegni – che non puoi dare per scontata, io ad es. non ho mai visto un assegno di ricerca ed ho avuto periodi molto lunghi senza contratto – i contributi che noi possiamo riscattare sono molto molto bassi e quindi incidono in negativo rispetto ad una contribuzione calcolata su un eventuale stipendio. Solo per dire (anzi concordare) che siamo – pensionisticamente parlando – veramente nella merda.

    Insomma, non è che mi straccio i capelli se la rete accetta la tua proposta, sia chiaro. Anche perché ormai la riforma Brunetta è passata (peraltro esentanto anche i medici primari dall’applicazione della norma), quindi saremmo pure fuori tempo massimo.

    Ma diciamo che potremmo chiedere politicamente di più. Soprattutto in un periodo in cui il governo pensa ad allungare l’età pensionabile per tutti (cosa che potrei anche condividere in una fase in cui il mercato del lavoro si espande sensibilmente, ma che oggi significa per i precari – giovani e meno giovani – la disoccupazione certa).

  50. Giordano Bruno ha detto:

    Sinceramente credo che la questione pensione per tutti i lavoratori sia la questione sociale dei prossimi decenni.

    Dobbiamo iniziare a lavorarci politicamente subito.

    Per quanto riguarda i prepensionamenti occorre una riforma urgente che entri nel merito.

    Saluti

  51. Bogotà ha detto:

    @ Ario,
    sono mesi che chiediamo di estendere all’università la norma sul pensionamento forzoso dei dipendenti con più di 40 anni contributivi già previsto per la PA.
    Non mi pare che la proposta di France – nella ovvia semplificazione di un comunicato stampa – sia molto lontano da quello che tu scrivi.
    Ciò detto, è ovvio che la norma debba poter riguardare tutti i lavoratori, senza discrezionalità.

  52. Untenured ha detto:

    @ Ario

    se aspettiamo la “riforma dello stato giuridico” per mandare in pensione gli over-65 passano gli anni, se non i decenni!

    Francamente trovo la tua posizione incomprensibile… è questa la posizione della Rnrp o della Cgil? Se fosse della prima sarei preoccupato. Se fosse della seconda allora mi chiedo chi scrive i post in questo blog.

    I ricercatori precari hanno un interesse ‘oggettivo’ nel pre-pensionamento degli over-65, siano ricercatori o professori. Io indicherei come eccezione al prepensionamento forzoso la dimostrata eccellenza nella ricerca del ‘pensionabile’. Nel caso introdurrei il metodo delle lettere di referenza internazionali per sostenere la candidatura a prolungare l’attività oltre questa soglia anagrafica.

  53. kary ha detto:

    Ciao France, dove si firma la petizione ? Io la firmo immediatamente. Ma siamo folli ??? . Quando si parla di mandare in pensione qualcuno in universita’ sembra che lo si voglia lobotomizzare . Se una persona , si sente ancora utile e vuole darmi qualche idea, lo puo’ fare anche senza occupare un posto “FISICO”, Se vogliono giustamente contribuire scientificamente lo facciano. In tutti i paesi del mondo cosi’ si fa… Ma noi sempre diversi ? Nelle aziende non ti tengono mica dopo i 40 anni o no ?

  54. Muzio Scevola ha detto:

    QUESTA MI SEMBRA ANCORA PIU’ GRAVE DEL “CASO” DE NARDIS
    Perchè non raccogliere tutte queste vicende per dare un quadro realistico della situazione in cui ci troviamo?

    corriereuniv.it 8 gennaio 2009

    http://www.corriereuniv.it/2009/01/se-il-concorso-e-su-misura/
    La notizia è apparsa ieri sulle colonne del “Corriere della Sera” a firma di Gian Antonio Stella, penna di punta di Via Solferino noto anche per i suoi fortunati libri “La Casta” e “La Deriva” contro gli sprechi e i privilegi. Bene: una venticinquenne vince un concorso per un posto da ricercatore. Il dato farebbe già notizia di per sé, visto che l’età media dei ricercatori italiani è 47 anni e che i docenti ordinari under 35 sono appena 11 su 19.864.

    Ma c’è dell’altro: la candidata ha corso da sola, perché gli altri due iscritti – inopinatamente – si sono ritirati. In pratica ha vinto senza competere: la sua più che un’affannosa maratona è stata una rilassante passeggiata. E non è finita qui: chi è Francesca Romana Lenzi, la venticinquenne in questione? La figlia del professor Andrea Lenzi che – oltre ad essere un endocrinologo in forze all’Università “Sapienza” di Roma – è anche il presidente del Cun (Consiglio Universitario Nazionale), l’organo che afferma “la necessità di un sistema di valutazione rigoroso e trasparente degli atenei e dei docenti”.

    I fatti. L’Università Europea di Roma – un piccolo ateneo privato della Capitale fondato dai Legionari di Cristo – il 21 dicembre 2007 bandisce un posto specialistico da ricercatore in “Storia dell’Europa Orientale”. Si iscrivono in tre, due si ritirano: resta in corsa soltanto la dottoressa Lenzi, che ha conseguito la laurea specialistica in Relazioni Internazionali il 20 febbraio, appena dieci mesi prima. La sua preparazione – che nessuno mette in dubbio – non viene comparata con quella di altri potenziali candidati: lei corre da sola.

    E il dottorato? Il titolo di ricercatore, a rigor di logica, rappresenta la naturale prosecuzione di quello di dottore di ricerca: un neolaureato decide di intraprendere la carriera universitaria approfondendo una determinata tematica per un lasso di tempo abbastanza ampio (tre anni) frequentando un dottorato in cui può mettere a frutto lavori significativi che andranno a consolidare il suo curriculum e gli permetteranno di concorrere per un posto da ricercatore. Ma aver conseguito il dottorato di ricerca, per il concorso a cui ha partecipato la figlia del presidente del Cun, non era necessario.

    Il presidente-tutor. A presiedere la Commissione del concorso c’era il professor Antonello Biagini, docente con cui la Lenzi ha collaborato – per progetti di ricerca presso il Dipartimento di Studi sull’Est Europa da lui diretto – nonché coordinatore del dottorato di ricerca che attualmente sta frequentando presso l’Università “Sapienza”. Insomma: una faccia conosciuta.

    Telefonate senza risposta. Il telefono squilla a vuoto: per tutto il pomeriggio di ieri la dottoressa Francesca Romana Lenzi non è stata reperibile. Peccato: avremmo voluto chiederle qual era il suo punto di vista sull’argomento e se vincere un concorso senza competere con altri candidati non le fosse sembrato quantomeno bizzarro. Ma non è stato possibile. Chissà cosa ne pensano, invece, tutti quei ricercatori che hanno vinto il concorso a quarant’anni e quei tantissimi altri dottori di ricerca che, nonostante immani sacrifici e reali competenze maturate sul campo, ancora non ce l’hanno fatta.

  55. lucia ha detto:

    la storia della Lenzi, ricercatrice senza dottorato a25 anni, somiglia in tutto alla storia di De Nardis..

  56. insorgere ha detto:

    non per difendere de nardis maaaa….lui aveva dei titoli tutto sommato rilevanti e – mi pare – anche il dottorato.

    questo della lenzi è un caso davvero schifoso, anche perché poco prima di questa notizia sul corrierone nazionale era uscita una surreale intervista del papino che sproloquiava su meritocrazia e concorsi.

    hanno la faccia come il culo, ma questo si sapeva… chiunque frequenti l’università lo vede tutti i giorni….
    DISGUSTO!

  57. lucia ha detto:

    insorgere, a 23 anni non si può aver conseguito il dottorato né aver titoli rilevanti. De Nardis divenne ricercatore a quell’età. Il caso è identico a quello della Lenzi, come a quello di molti altri figli di baroni “sistemati” subito dopo la laurea.

  58. Muzio Scevola ha detto:

    Quello della Lenzi è ancora più disgustoso per il ruolo del padre in questa fase. Il ministro con chi ha a che fare in questi giorni? A chi il ministero ha chiesto le indicazioni per predisporre i decreti sulle valutazioni dei titoli?
    E’ davvero un caso limite che delegittima l’intero sistema, al quale voi continuate a voler mettere una pezza. Il vostro impegno è lodevole ma c’è davvero una sproporzione troppo grossa fra le vostre proposte e lo schifo in cui ci troviamo.
    E’ giusto che la gente sappia dove e come vanno a finire i suoi soldi (sono tutti soldi pubblici, anche se si tratta di presunte università private). Forse l’unico elemento su cui possiamo puntare è l’opinione pubblica.

  59. paolo ha detto:

    @France
    Condivido tutto il tuo post,soprattutto il fatto che saremo una generazione di pensionati poveracci, anzi propongo che quando “noi” arriveremo al potere (perchè per ragioni anagrafiche ci arriveremo pure noi) dovremmo eliminare di botto tutte le pensioni.

    “che sappia convertire un file doc in pdf senza spaccare le palle a mezzo dipartimento”
    ottima osservazione!!!
    tra l’altro generazionale perchè vale per OGNI dirigente di amministrazioni pubbliche (e ne conosco, uff.. se ne conosco).
    Potrebbe essere il sistema di selezione, altro che titoli, pubblicazioni ecc…

    Le Amministrazioni pubbliche (Regioni, ed enti locali) hanno adottato il sistema del pre-pensionamento “forzoso” dei Dirigenti per ridurre i propri costi del personale, l’Università dovrebbe/potrebbe fare la stessa cosa. Il perchè non lo fa non riesco a capirlo, me lo sapete spiegare voi?

  60. Muzio Scevola ha detto:

    Proprongo una petizione per chiedere le dimissioni di Lenzi dal Cun, soprattutto in considerazione della delicatezza di questa fase decisionale da parte del Ministero.
    Non dimentichiamo che i precari della ricerca, che reggono gran parte delle attività di didattica e di ricerca in diversi atenei italiani, nel Cun non sono nemmeno rappresentati.
    Che è il Cun? A che serve? A far dare uno stipendio ai loro figli?

  61. France ha detto:

    Per quanto riguarda il comunicato stampa per ora tale e’. Non so se avrebbe senso farne una petizione: se APRI e Onda precaria “firmano”, e’ gia’ abbastanza. Si potrebbe invece cercare di inserire la proposta in qualche emendamento come ANDU cerca subdolamente di fare… Quello che cerco di fare e’ sondare quanti su ML e BLOG di RNRP sono d’accordo, prima di mettere RNRO/Onda in calce al comunicato. APRI mi sembra gia’ “costituzionalmente” favorevole!

  62. Rita ha detto:

    il 26 gennaio Napolitano sarà a Pavia per inaugurare l’anno accademico.
    Perchè non facciamo un comitato “nazionale” di precari della ricerca?
    Chi verrebbe?

  63. Muzio Scevola ha detto:

    Quella di Pavia è un’occasione da non perdere.

  64. France ha detto:

    Condivisibile… purtroppo….

  65. precaria ha detto:

    bisogna mandare i vecchi in pensione. Prima cosa da fare in italia se si vuole un miglioramente. Senza alcuna eccezione.

    Comunque, qua tutti si preoccupano di fare una legge non interpretabile, ma se vi leggete i verbali degli ultimi concorsi nessuno rispetta la legge. Secondo regolamento le commissioni devono stabilire i criteri di valutazione (in modo oggettivo e con riserve per dottorato, assegni di ricerca, insegnamenti, etc.). In pratica scrivono una paginetta di parole in cui dicono che contano tutto e poi si inventano un aggettivo per ogni candidato, Ora a gli ultimi concorsi a cui non mi sono presentata (causa prossima maternita’ ) a giudizi sintetici eccezionali (per me) seguiva l’aggettivo complessivo ‘molto buono’ mentre a candidati il cui giudizio sembrava peggiore veniva poi sintetizzato l’aggettivo complessivo ‘ ottimo’. Meno male che non mi sono presentata!

    Ora non capisco cosa ci sta’ fare il CUN ed il garante della procedura se poi ognuno fa quello che gli pare. L’amministrazione ed il CUN dovrebbero non certificare gli atti. Ora voi insistete sulla legge, una legge sui concorsi. Ma chi vi garantisce che la legge sia seguita, visto che ora non e’ seguita?
    saluti, precaria a scadenza pre-determinata

  66. Miriam ha detto:

    Sottoscrivo. Tutti in pensione con 40 anni di contributi. Non è una guerra fra diritti, ma uno scontro fra i nostri diritti ed i loro privilegi. Magari ci arrivassi io un giorno a 40 anni di contributi!

  67. carlo (lowercase) ha detto:

    Sembra che siamo quasi tutti d’accordo. In mailing list RNRP che dicono? Andiamo col comunicato congiunto?

  68. France ha detto:

    Anche a me sembra che siamo ingran maggioranza d’accordo. Aspetto domani per altre risposte della ML (dove il consenso e’ finora unanime).

  69. France ha detto:

    Aggiornamento su caso de Nardis (rega’, ce lo fate un post o no?)
    Ho scritto sul gruppo che Castaldo e Carlucci hanno creato su facebook per promuovere il loro libro. Tra l’altro anche li’ riportano il paragrafo su De Nardis. Ho scritto questo:
    Carissimi autori, sono il France della discussione che riportate nel vostro libro. Tra l’altro, se avete letto tutto il blog ai tempi del nostro caso de Nardis, sono il primo che sgamo’ la curiosa omonimia. Detto questo, a me pare che questo genere di inchieste non servano assolutamente a nulla. Voi riuscite a suscitare il facile scandalo con parentopoli, concorsopoli e via dicendo… Ma che il tutto si espleta a rigor di legge nessuno lo dice mai!!! De Nardis HA VINTO UN REGOLARE CONCORSO dove tra l’altro era unico concorrente. Il punto e’ che sono i regolari concorsi lo scandalo, al di la’ di chi li vince. Ma evidentemente paga di piu’ sputtanare i singoli che cercare i veri problemi…

  70. France ha detto:

    MI ha quindi risposto Castaldo:
    Caro Francesco, ti invito a leggere il nostro libro, troverai che la pensiamo esattamente come te. Lo scandalo non sono i singoli casi, né tantomeno la storia del povero de nardis (che è solo uno dei tanti paragrafi del nostro libro), ma il sistema truccato, falso eppure efficientissimo per alterare l’esito delle valutazioni, tradire il merito, e cmq vadano le cose, far vincere sempre i soliti, ovvero i figli di.., i lecchini, i raccomandati. capita naturalmente che vinca anche uno che realmente merita la cattedra, ma in ogni caso succede perché questi si è piegato al sistema. In alcuni casi è cooptazione e andrebbe anche bene così, se non fosse che la legge prescrive valutazioni comparative sulla base di titoli e prove

  71. France ha detto:

    E allora ho ribattuto
    Caro Antonio, lo leggero’ volentieri appena la biblioteca di Rotterdam lo mettera’ in catalogo.
    1) Il vostro biglietto da visita e’ il paragrafo su De Nardis, qui come su (ohibo’) Panorama. Dov’e’ la critica al sistema dei concorsi? Dove si parla della cooptazione irresponsabile tutta italiana? Senza poi avventurarci su qualche tipo di soluzione possibile…
    2) Da quello che mi scrivi proprio qui sopra e’ chiaro che non avete proprio capito nulla. Il sistema non e’ “truccato”, non e’ “falso” e non e’ “efficientissimo per alterare l’esito delle valutazioni”. Il sistema e’ nella sua impostazione ed esecuzione ultra legale nel 99% dei casi! Purtroppo pero’ NON FUNZIONA, per molti motivi ma principalmente perche’ chi valuta non risentira’ mai delle conseguenze di aver consapevolmente e legalissimamente fatto vincere una capra, o un genio.
    Per dirti quale sia la soluzione, secondo me, secondo l’Associazione Precari della Ricerca Italiani (www.aprit.org) della quale ho l’onore di essere il presidente, secondo un migliaio di ricercatori col sale in zucca che hanno la scorsa estate promosso, firmato e presentato alla Gelmini una petizione in tal senso, e’ a) l’istituzione di una agenzia di valutazione che in base alla performance della ricerca e della didattica DISTRIBUISCA IL 100% delle risorse per i singoli, i dipartimenti, le facolta’, gli atenei, in questo preciso ordine e b) l’ABOLIZIONE DEI CONCORSI: chi assume ne e’ responsabile e ne paga (o guadagna) le relative conseguenze in termini di stipendio e fondi.
    L’elenco dei casi umani, dei nepotismi, delle situazioni scandalose ha francamente fatto il suo tempo. Qui si va avanti a fare puttantour e non si decide mai di risolvere il problema, e fa comodo a tutti, baroni, lecchini e giornalisti che scoperchiano la fogna di tanto in tanto.

  72. Untenured ha detto:

    @ egregio presidente france

    stavolta devo dissentire: compito dei giornalisti non è proporre soluzioni, ricette e politiche per risolvere i problemi – ad esempio come dici tu l’abolizione dei concorsi e la valutazione, su cui io mi trovo d’accordo peraltro – ma denunciare, scoprire misfatti, irregolarità e quant’altro possa far notizia, anche ricorrendo a fonti “spurie” ma ben informate come il presente blog nel caso de nardis… insomma già il fatto che se ne parli qui significa che hanno colto nel segno.

    alle proposte ci devono pensare gli intellettuali, gli esperti, i “policy makers”, non i giornalisti cronisti…

  73. France ha detto:

    Caro Untenured
    Per quanto riguarda me, ne parlo perche’ reputo la loro una azione meschina, non perche’ abbiano colto nel segno. Forse te non ci stai dietro, ma i nostri media hanno barattato l’inchiesta col grand guignol, l’approfondimento col puttantour. Hai voglia a sviscerare, elaborare, proporre: questi ragionano solo in termini di puppecculo, a tutti i livelli. Inoltre i ragazzi li’ hanno scritto un libro, va bene? Un libro di denuncia non serve a nulla se non collega i fatti, se non individua i problemi e, si anche se non propone soluzioni. Un libro cosi’ e’ una collezione di mostri degna del Lombroso, un viaggio ai confini della decenza che fa tanto arrossire le damine ma che a me, francamente, ha rotto il cazzo.

  74. Untenured ha detto:

    i giornalisti devono vendere e per vendere sull’università devono rivelare notizie che facciano scandalo e attirino l’attenzione…

    ti immagini loro che scrivono di RAE britannico, di abolizione dei concorsi o di criteri di valutazione? quella non è roba per il grande pubblico, per addetti ai lavori, per perotti o per le monde diplomatique..

    io comunque ho deciso di non leggere più i giornali, tranne il manifesto ogni giorno e i giornali locali.

  75. Untenured ha detto:

    volevo dire: è per addetti ai lavori.. scusate

  76. insorgere ha detto:

    caro untenured e caro France,
    detesto parlare di libri che non ho letto e quindi eviterò di farlo.

    a untenured devo dire che è vero che loro il libro lo vogliono vendere, ma che questo non significa che tra un caso scandaloso e l’altro non ci possa stare anche l’analisi seria.

    a France, non entriamo in guerra coi giornali e i giornalisti. al di là di ogni considerazione, semplicemente non è la nostra battaglia.

  77. carlo (lowercase) ha detto:

    La cosa migliore sul caso “Panorama” e’ smettere di parlarne. Le posizioni dei singoli sono chiare, e tanto basta. Al massimo, se RNRP vuole puo’ scrivere un trafiletto in cui si dissocia dall’uso strumentale che e’ stato fatto di pezzi della discussione qui sul blog. Ma non andrei oltre. E’ inutile rompere le scatole giornali e giornalisti.

  78. Untenured ha detto:

    condivisibile articolo oggi sul Sole 24 Ore

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_visualizza.asp?chkIm=1

    in cui si lamenta l’esclusione dai criteri di valutazione proposti dal CUN per le scienze giuridiche delle pubblicazioni in riviste internazionali. La stessa critica può essere estesa a quanto proposto dal CUN per l’area umanistica.

    Ci si augura che il governo proponga criteri più meritocratici e innovativi di quelli proposti dal CUN.

  79. insorgere ha detto:

    speriamo

  80. Luddista ha detto:

    Bravo France!
    ottima risposta a quei due giornalisti. Il discorso come dici tu è ben più ampio e strutturale.
    Quanto a de Nardis, mi spiace dover nuovamente intervenire in sua difesa, (e dirw che manco lo conosco!) ma per ragioni culturali non amo le gogne. Il caso della Lenzi, così come mille altri casi sono assurdi e vanno denunciati. DeNardis mi dicono alcuni colleghi sociologi è piuttosto in gamba anche come ricercatore, è direttore di una rivista con peer review e ha un botto di pubblicazioni. Divenne ricercatore effettivamente molto giovane, e non metto il dubbio che il suo cognome abbia pesato, a 25 anni, non 23. Avrebbe tetrminato il dottorato dopo qualche mese (ma il titolo di dottore di ricerac all’epoca non era obbligatorio) con all’attivo tre libri monografici, un quarto in corso di stampa e diversi saggi pubblicati su riviste scientifiche anche internazionali.
    Questo solo per dire che, come nota il nostra presidente, non serve denunciare i singoli casi, perché nel malcostunme generalòe magari finiscono come in questo caso nella gogna proprio quelli bravi, ma occorre contestare un’intera modalitùà di gestione dei concorsi.
    mile baci!

  81. paolo ha detto:

    @France
    La tua analisi sui giornalisti andrebbe affissa su tutti i muri di ogni città.
    Viviamo in un continuo puttantur giornalistico (non ci avevo mai pensato a questa definizione)

  82. miriam ha detto:

    Segnalo questo link:

    http://web.uniroma2.it/modules.php?name=Content&action=showpage&content_id=7486&section_id=

    sbandierano presunte riforme meritocratiche e intanto in Italia ci si laurea in medicina senza fare esami. Basta farsi indottrinare dal cappellano dell’università!!!!

  83. France ha detto:

    @paolo
    Grazie. In effetti non trovo migliore definizione che, appunto, “puttantour”. Molto EeLST (non pretendete di piu’ da uno di scientology…)
    @ tutti
    I ricercatori a rischio pensionamento trovano sempre piu’ sponda nella stampa: ieri l’altro Ostellino sul Corriere, oggi http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-01/090120/KIAVG.tif
    A questo punto sparo i comunicato a firma APRI e Onda Precaria etc…

  84. France ha detto:

    Sul blog di De Nardis si rivede Giulio Palermo…

    Caro Fabio,
    non capisco: tu non sei un mucchio, ma una persona. L’articolo e alcuni membri della Rete nazionale Ricercatori Precari ti accusano di essere un figlio di papà (che è cosa diversa dal figlio d’arte). Certo, l’essere diventato ricercatore a 24 anni, a due anni dalla laurea (conseguita nella facoltà di papà), prima ancora di terminare il dottorato (sempre presso la facoltà di papà), incoraggia le malelingue. Le tue stesse dichiarazioni sulle telefonate del tuo coordinatore di dottorato in occasione del concorso che hai vinto e le indicazioni che hai ricevuto dai tuoi referenti di ritirarti dai concorsi altrui non dipingono esattamente un guerrigliero anti-cooptazione.

    Non vedo invece nell’articolo su Panorama alcun riferimento alle eventuali responsabilità del partito di Rifondazione comunista, nel quale pure mi sembra che hai una brillante carriera. Non capisco dunque su che basi affermi che l’attacco a te costituisce un attacco al parito. Nè capisco in cosa sia da ritenersi “fascista” la critica che ti rivolgono (a meno di voler dare del fascista a chiunque ci critichi, strategia che serve solo ad indebolire la lotta antifascista).

    Come simpatizzante critico di Rifondazione comunista, ma anche come severo critico della cooptazione, non mi sento affatto coinvolto nella critica che ti indirizzano e non condivido affatto il tuo tentativo di coinvolgere i membri e i simpatizzanti del partito nelle polemiche che ti coinvolgono personalmente. Ovviamente puoi ignorare le critiche che ricevi, ma se ti senti di replicare, fallo a titolo personale, perchè la critica riguarda il tuo percorso, non quello di Rifondazione, sulle cui posizioni in materia universitaria, anche grazie alle tue “mediazioni”, nutro comunque le mie riserve.

    Ma il punto è che qui nessuno ha attaccato Rifondazione comunista. L’articolo di Panorama critica la cooptazione. Ed è su questo che sei chiamato a rispondere. Anche perchè, come sai, più cooptativa dell’università, c’è solo la politica.

    Saluti comunisti e antibaronali

    Giulio Palermo

    PS: da un punto di vista sociologico, ammesso che l’analisi di classe abbia ancora un senso, non metterei sullo stesso piano il diritto sostanziale del figlio dell’operaio di diventare ricercatore universitario o Responsabile di partito con il diritto formale del figlio di universitari o di politici di poter svolgere lo stesso mestiere del padre.

  85. Hi there! I could have sworn I’ve been to this website before but after looking at some of the articles I realized it’s new to me.
    Anyhow, I’m definitely delighted I stumbled upon it and I’ll
    be book-marking it and checking back regularly!

  86. Krystle ha detto:

    My coder is trying to convince me to move to .net from
    PHP. I have always disliked the idea because of the costs.
    But he’s tryiong none the less. I’ve been using Movable-type on various websites for about
    a year and am anxious about switching to another platform.
    I have heard fantastic things about blogengine.

    net. Is there a way I can transfer all my wordpress content
    into it? Any help would be greatly appreciated!

  87. Nice post. I learn something totally new and challenging on websites I stumbleupon everyday.

    It will always be exciting to read through content from
    other authors and use something from other sites.

  88. Your style is unique in comparison to other folks I’ve read stuff from. Thanks for posting when you’ve got the opportunity, Guess I’ll just bookmark this blog.

  89. I used to be recommended this blog via my cousin. I am now not positive whether this post is
    written by way of him as no one else recognize such distinct about
    my difficulty. You are incredible! Thank you!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: