Università alla deriva?

Cari Fratelli, Compagni e Cugini

La legge Gelmini non decolla, mancano i decreti attuativi che dovrebbero uscire entro il 9 Febbraio (ma nessuno sa se così sarà e quali le conseguenze sui futuri concorsi se tale limite non fosse rispettato).

I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario della legge Tremonti permangono e bloccheranno in base alla stessa legge Gelmini i concorsi e le prese di servizio in moltissime università over 90% a partire dal 2010.

Nel 2009 -senza decreti attuativi su commissioni e criteri di merito…e con estrema confusione sulla liceità della riapertura dei bandi- i concorsi di fatto  sono…bloccati.

Ecco un post che serve per fare il punto della situazione dalle varie sedi universitarie, per raccontare cosa accade e come si applicano quelle parti della legge Gelmini già in vigore  (blocco delle prese di servizio, apertura dei bandi, annullamento dei bandi, ecc…).

Inoltri molti sono i vincitori di concorso senza presa di servizio… qualcuno sta pensando di prepensionare a tappeto (tecnici e ricercatori) qualche altro  promette di non prepensionare…

Dite la vostra e informateci su cosa sta accadendo in tutta Italia.

Certo che i tempi sono bui… (per non parlare del caso Englaro, della possibilità per i medici di denunciare i clandestini  e del controllo dei blog e di facebook presenti in nuovi e fiammanti DDL o in illuminati emen(r)damenti)

Un saluto a tutti coloro che inveirono contro il mio precedente post di critica ai mass media che presentavano il decreto Gelmini come una illuminata riforma. Ora che di tale riforma è possibile applicare solo il blocco dei concorsi per le università che sforano il 90% (la quasi totalità nel 2010 stante i tagli della legge Tremonti) cosa ne pensate? Cosa dicono i mass media oggi?

Salute e Libertà

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247 Responses to Università alla deriva?

  1. kary ha detto:

    Non diranno nulla. Le notizie saranno sul Grande Fratello e compagnia bella.

  2. France ha detto:

    DISCLAIMER: LUOGHI COMUNI ON
    Intanto siete tutti dei fondamentalisti, miscredenti, comunisti e turboliberisti bocconiani.
    Poi cosa vi aspettate da un paese che ha la forma di una scarpa?
    OFF
    In mancanza dei maledetti criteri i concorsi sono bloccati. Senza il DL180 non sarebbero bloccati ma andrebbero ai soliti noti (non noi, credo). Mancano i fondi da 20 anni, e il DL133 ha aggravato la situazione. GLi stipendi fanno schifo, le Universita’ e gli enti sono cupole mafiose. Al governo c’e’ praticamente un dittatore che se ne sbatte di tutto e ad ogni minimo impedimento minaccia di “tornare al popolo” e cambiare la costituzione (che siccome i 2/3 del Parlamento non li ha, PD permettendo, e ai referendum ha sempre preso sonore sconfitte, significa, se non l’avete capito, colpo di stato). Da megapresidente di APRI sono costretto a dirvi che bisogna continuare a lottare per quel che ci riguarda e ci e’ possibile (trasparenza, merito, responsbilita’). Da “privato cittadino” vi dico che se i DM non arriveranno o arriveranno ridicoli, e’ meglio fare le valigie. Come ricorda il disperso Bogota’, stanti cosi’ le cose, chi restera’ non sara’ precario ma non sara’ piu’ ricercatore, and the other way around. E per favore non sperate nei castori anglofoni…

  3. Orgogliosardo ha detto:

    IL SAPERE RENDE LIBERI…..

    che interesse puó avere questa gente a puntare sull´educazione quando puó contare sul perpetuarsi dell´ignoranza per continuare a soggiogare le coscienze?

    SE QUESTO É UN UOMO,
    SE QUESTO É UNO STATO DI DIRITTO…..

  4. paolo ha detto:

    castori anglofoni?

  5. France ha detto:

    innovatori europei

  6. France ha detto:

    che poi sono la fgci di D’Alema, su per giu’…

  7. Francesca ha detto:

    In questo paese ristagna un insopportabile tanfo di sagrestia 😦

  8. France ha detto:

    Se potete, emigrate… No, davvero, vendete tutto (?) e andate via…

  9. JFK ha detto:

    Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi.

    Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese.

  10. ario ha detto:

    già, possiamo staccare la spina.

    E’ tutto quello che possiamo fare. Ormai è in coma irreversibile, in stato vegetativo permanente, in una condizione di morte celebrale.

    Non è l’università alla deriva. E’ il paese alla deriva. Una bella deriva….

  11. insorgere ha detto:

    vedo che regna un insopportabile ottimismo.

    che dire…
    una domanda: ma l’onda? cos’è sparita col cambio della marea?

    è vero che il maltempo non favorisce le manifestazioni, ma una bella sgambata collettiva in piazza?

  12. cattivo maestro ha detto:

    Se avessi un profilo spendibile all’estero sarei partito sicuramente. Ma purtroppo che vado a fare all’estero?

  13. Orgogliosardo ha detto:

    altro che ricerca,
    qui ci siam giocati la democrazia.
    Quello che succede in questi giorni é indicibile.
    Gli stessi errori 80 anni dopo.
    Le coscienze son sopite, non sappiamo neppure incazzarci……

  14. Luigi ha detto:

    Ragazzi, vista dall’estero la nostra cara Italia fa sempre piu’ tristezza e rabbia. Non solo per le questioni sulla ricerca, ma per una lista lunghissima di fatti e situazioni che stanno accadendo in questi mesi (il caso di Eluana mi fa vergognare di essere italiano!). La corruzione e l’interesse personale dominano la societa’ a tutti i livelli, una societa’ passiva, ignorante, immobile, bigotta, medioevale, prescientifica. Scioperi, manifestazioni, raccolte di firme, referendum…tutto e’ inutile, la democrazia e’ stata messa da parte. Non c’e’ piu’ destra ne’ sinistra, son tutti uguali. Sono davvero pessimista…il grande Gaber diceva…
    “Te la mettono lì, la libertà è alla portata di tutti, come la chitarra. Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà”.

  15. precaria ha detto:

    luigi: dimmi in quale paese ti trovi ?

  16. Miriam ha detto:

    Ma lo sapevate che il Difensore della Moralità Cristiana è andato all’estero ad abortire un feto di 7 mesi?

  17. precarius emeritus ha detto:

    mi sembra che ad ora non sia stato pubblicato nulla dal MIUR, il che vuol dire che i concorsi sono di fatto bloccati… che ne dite?

  18. Livore ha detto:

    A dire la verità, ci credevano in pochi che facessero qualcosa nel tempo stabilito. Visto però che i parametri di valutazione sono stabiliti dal ministro, una volta sentito il CUN e che sul sito del CUN appare come prossima sessione quella del 10-11-12 febbraio, un’esile speranza ancora rimane.

  19. precarius emeritus ha detto:

    speriamo, ma la vedo difficile, sono proprio pessimista…

  20. Miriam ha detto:

    == Diffondiamo una lettera aperta del CNU al ministro Tremonti contro il
    ‘licenziamento coatto’ dei ricercatori universitari.

    == Riportiamo in calce il testo degli amendamenti presentati al comma 3
    dell’art.5 del DDL AC 2031 la cui discussione riprende alle ore 17 del 10
    febbraio 2009.
    Gli emendamenti 5.38 (PDL), 5.39 (PD) e 5.40 (LN) recepiscono la richiesta
    delle Organizzazioni della docenza universitaria di inserire i ricercatori
    tra le figure alle quali non e’ possibile applicare il pre-pensionamento
    coatto.
    Gli emendamenti 5.36 (PD) 3 5.37 (PDL) tendono a ridimensionare gli
    effetti della norma sui pre-pensionamenti.

    =========================

    LETTERA APERTA DEL CNU AL MINISTRO TREMONTI

    CNU – Comitato Nazionale Universitario
    Lettera aperta
    Pisa 9 Febbraio 2009
    Al Ministro dell’Economia e Finanze
    On.le Prof. Giulio Tremonti
    c/o Ministero del Tesoro
    Via XX Settembre 97
    00187 Roma
    e p.c. al Ministro dell’Universita’
    On.le MariaStella Gelmini
    MIUR
    Piazza Kennedy, 20
    00144 ROMA

    Sig. Ministro,
    la nostra associazione desidera attirare la Sua attenzione su un
    comportamento di alcuni atenei che suscita parecchie perplessita’.
    Tra le tante norme che il governo ha predisposto al fine di razionalizzare
    la spesa nella Pubblica Amministrazione c’e’ l’art. 72 comma 11 della Legge
    133/2008 che permette di mandare in pensione anticipatamente i dipendenti
    che hanno maturato 40 anni di contributi. Cio’ e’ comprensibile in
    amministrazioni che hanno eccesso di personale, un po’ meno
    nell’Universita’. In particolare, nell’ambito dell’Universita’, sono
    esentati dalla norma i professori universitari mentre possono essere
    collocati in pensione i ricercatori, categoria che rappresenta il primo
    gradino della
    docenza universitaria. Riteniamo questa norma assolutamente inaccettabile.
    Si sta verificando infatti che i Rettori degli atenei “poco virtuosi”,
    cioe’ quelli che per il personale di ruolo spendono piu’ del 90% del Fondo
    di Finanziamento Ordinario (o anche solo poco meno), al fine di
    ripristinare la loro “virtu’” stanno utilizzando al massimo questo
    strumento: e’ ovviamente piu’ facile l’applicazione automatica di una norma
    di legge (facoltativa), piuttosto che l’individuazione accurata di possibili
    risparmi su tutti i capitoli di spesa. Si mandano cosi’ anticipatamente in
    pensione persone che, avendo riscattato gli anni di laurea ed eventuali
    servizi pre-ruolo, hanno 57-58 anni e sono tuttora attive vuoi nella
    ricerca che in campo didattico. Di fatto gli atenei si privano dell’opera
    di docenti ancora validi trasferendone il costo all’Ente Previdenziale
    preposto, cioè all’INPDAP. E’ vero che l’ateneo può utilizzare (in parte) i
    fondi risparmiati per reclutare giovani di cui la ricerca ha
    bisogno, pero’ il risultato finale e’ che, per avere lo stesso servizio,
    l’INPDAP e’ costretta a pagare una pensione e lo Stato, per esso
    l’universita’, un nuovo stipendio. Alla faccia del risparmio! Non e’ un
    caso che il Presidente dell’INPDAP, in una intervista al Sole-24Ore del 25
    Gennaio scorso, abbia lamentato che la norma in questione sta causando un
    aumento superiore al 7% delle spese previdenziali dell’istituto. E questo
    succede mentre il Governo sta cercando di innalzare l’eta’ della pensione
    di vecchiaia per tutti i lavoratori, come naturale conseguenza
    dell’allungamento delle aspettative di vita, progetto ancora piu’ lecito
    nel caso di professioni di carattere intellettuale.
    Non si potrebbe cercare di rimediare a questi casi di “schizofrenia
    previdenziale”?
    Possiamo anche ammettere che qualcuno pensi che alcuni prepensionamenti
    nell’Universita’ siano un bene comunque (pur se sommati alla recente
    eliminazione del “fuori-ruolo”), al fine di salvare i bilanci degli atenei
    ed il ricambio generazionale, anche a costo di provocare una diminuzione
    dei servizi erogati. Ma allora sarebbe meglio che il Ministro
    dell’Universita’ si decidesse a mettere in atto serie procedure di
    valutazione, che permettessero di selezionare chi deve andare via non in
    base a un miope criterio contributivo o anagrafico, applicato per giunta ad
    una sola categoria, ma in base all’effettivo rendimento del docente,
    ricercatore o professore, vecchio o meno vecchio che sia. Purtroppo invece
    la cieca applicazione di una norma impropria suona ad offesa dei
    ricercatori interessati, arrivando alla negazione di parte di un progetto
    di vita (fatto a suo tempo non certo col miraggio del guadagno economico),
    con l’attenuante pilatesca che hanno gia’ maturato la pensione.

    Franco Indiveri e Paolo Gianni
    Presidente e Segretario Naz.le del CNU
    A nome della Giunta Nazionale del CNU

    =======

    EMENDAMENTI AL COMMA 3 DELL’ART. 5 DEL DDL AC 2031

    Sopprimere il comma 3.
    *5. 33. (vedi 5. 41.) Paladini, Porcino.

    Sopprimere il comma 3.
    *5. 34. (vedi 5. 56.) Lanzillotta, Damiano, Amici, Berretta, Madia,
    Mattesini, Gatti, Giovanelli, Vassallo, Schirru, Zaccaria.

    Sostituire il comma 3 con il seguente:

    3. All’articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il comma 11 è abrogato.
    5. 35. (vedi 5. 55.) Lanzillotta, Damiano, Amici, Berretta, Madia,
    Mattesini, Gatti, Giovanelli, Vassallo, Schirru, Zaccaria.

    Al comma 3, sostituire le parole da: sono aggiunte fino alla fine del
    comma con le seguenti: le parole: «dell’anzianità massima contributiva di
    40 anni» sono sostituite dalle seguenti: «dell’anzianità massima di
    servizio effettivo di 40 anni».
    5. 36. (vedi 5. 22.) Miotto, Livia Turco, Sbrollini, Murer, Pedoto.

    Al comma 3, dopo le parole: n. 133, aggiungere le seguenti: dopo le
    parole: «anzianità massima contributiva» è aggiunta, la seguente:
    «effettiva» e.
    5. 37. (vedi 5. 16.) Cazzola, Bernini Bovicelli, Calderisi, Di Biagio.

    Al comma 3, sostituire le parole da: sono aggiunte fino alla fine del
    comma con le seguenti: l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Le
    disposizioni di cui al presente comma non si applicano a magistrati,
    professori e ricercatori universitari e primari ospedalieri».
    5. 38. (vedi 5. 31.) Saltamartini, Di Biagio.

    Al comma 3, dopo le parole da: le seguenti parole: « aggiungere le
    seguenti: , ai ricercatori universitari e figure a questi equiparate di cui
    all’articolo 1, comma 11, della legge 4 novembre 2005, n. 230,
    5. 39. (vedi 5. 20) Ghizzoni, Siragusa, Binetti, Pedoto, Grassi.

    Al comma 3, dopo le parole: le seguenti parole: « aggiungere le
    seguenti: ai ricercatori universitari.
    5. 40. (vedi 5. 23.) Caparini, Fedriga, Munerato, Bonino, Vanalli.

    Al comma 3, sostituire le parole da: responsabili di struttura
    complessa fino alla fine del comma con le seguenti: di cui all’articolo
    15-terdecies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e rimangono
    in vigore fino al 31 dicembre 2011. Per le altre categorie dirigenziali
    delle pubbliche amministrazioni il presente comma si applica esclusivamente
    in relazione alla soppressione di posti nelle rispettive dotazioni
    organiche dirigenziali, previa definizione di criteri obiettivi di
    selezione degli interessati e lasciando confermate le disposizioni dei
    contratti collettivi nazionali delle aree dirigenziali in materia di
    risoluzione consensuale.
    5. 41. (vedi 5. 24.) Lo Monte, Belcastro, Commercio, Iannaccone,
    Latteri, Lombardo, Milo, Sardelli.

    Al comma 3, sostituire le parole da: responsabili di struttura
    complessa fini alla fine del comma con le seguenti: di cui all’articolo
    15-terdecies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
    *5. 42. (vedi 5. 25.) Miotto, Livia Turco, Sbrollini, Murer, Pedoto.

    Al comma 3, sostituire le parole da: responsabili di struttura
    complessa fini alla fine del comma con le seguenti: di cui all’articolo
    15-terdecies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
    *5. 43. (vedi 5. 26.) Fedriga, Munerato, Bonino, Vanalli.

    Al comma 3, dopo le parole: 1992, n. 502 aggiungere le seguenti:
    previa verificapositiva dei risultati conseguiti ed assegnati all’azienda.
    5. 44. Pedoto.

    Al comma 3, sopprimere le parole: e rimangono in vigore fino al 31
    dicembre 2011.
    5. 45. Miotto, Livia Turco, Sbrollini, Murer.

  21. Miriam ha detto:

    In pratica questo CNU (non più di 6 o 7 iscritti in tutto, immagino) spalleggiato dall’ANDU (corporazione accademica che ben rappresenterebbe la casta accademica in una novella Camera delle Corporazioni) ci spiega che per tutti è molto meglio pagare un precario e un ricercatore al massimo dell’anzianità, piuttosto che un ricercatore al minimo dell’anzianità e un pensionato.

    Anche perché.. del precario ‘ca**o gliene frega?

  22. bartlindon ha detto:

    Il CUN e’ composto da 57 membri, 1 ric, 1 PA e un PO per ogni area disciplinare (sono 14) piu’ altri membri designati, personale tecnico etc.
    Sicuramente del precario gliene frega poco.

    Tuttavia vediamola cosi’: vogliono salvare con scuse piu’ o meno pretestuose, pochi ricercatori piu’ “giovani” ~58 anni (ne ho 40, non mi sento molto lontano da loro). Bene. Si metta il limite a 65 anche per loro E ANCHE ai professori. Se per mandare (molti) professori di 65 anni in pensione lo scotto da pagare e’ salvare (pochi) ricercatori, io, e sono sicuro molti altri come me, sono ben contenti.
    Come resterei contento se, con adeguati requisiti di merito, i piu’ validi di questi over65 restassero ad insegnare ancora un paio di anni con incentivi (corso a contratto?).
    Importante e’ che il budget liberato si riversi su nuovi posti.

    Non possiamo sempre rimanere chiusi nella torre d’avorio del principio supremo del precario contro tutti, del “tutti-baroni-str*zi” senza ottenere niente.

    “Io stimo piu il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che’l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir veritá nissuna”

  23. France ha detto:

    A seguito dell’ultimo intervento, mi verrebbe da usare una buona dose del mio peggiore cinismo, ma non e’ proprio il momento. Non vi preoccupate, non vi manderanno in pensione. Al piu’, in convento…

  24. bartlindon ha detto:

    @France
    non so a chi ti riferisci dicendo

    Non vi preoccupate, non vi manderanno in pensione. Al piu’, in convento…

    Io sono all’8. anno di assegno dopo 3 anni di dottorato e cerco, concretamente, di trovare soluzioni ai problemi che mi accomunano a molti altri nella mia stessa condizione.

    Di fatto non hai risposto alle questioni poste.
    Usa pure il tuo peggior cinismo.

  25. insorgere ha detto:

    Ieri, lunedì 9 febbraio 2009, si è tenuto presso i locali del
    Rettorato il secondo Tavolo di Confronto tra le Autorità Accademiche
    ed i rappresentanti dell’Assemblea dei Ricercatori-Docenti Precari
    dell’Università di Pisa. All’incontro erano presenti, oltre ai
    delegati dei ricercatori-docenti non strutturati dell’Ateneo, il
    Direttore Amministrativo Grasso, i Prorettori Barsotti (affari
    giuridici) e Lucacchini (personale).
    L’incontro ha registrato novità rilevanti e positive, nel quadro di un
    dialogo e di un confronto che si sperano possano essere continui e
    proficui.

    In primis, è stato proposto che d’ora in avanti il tavolo di confronto
    si riunisca con cadenza circa bimestrale, a meno di novità legislative
    che richiedano riunioni più ravvicinate. Il prossimo appuntamento è
    dunque previsto attorno al 20-25 marzo, a seguito della presa di
    visione e della conseguente discussione dei nuovi regolamenti
    (attualmente in fase di completamento da parte dell’Amministrazione
    Centrale, sulla base di nuove disposizioni di legge) relativi alla
    disciplina dei professori a contratto e dei contratti di
    collaborazione alla ricerca.
    Come è stato specificato dai delegati dell’Assemblea dei
    Ricercatori-Docenti Precari, si tratta di semplificare e di migliorare
    le forme contrattuali, secondo i principi di garanzia e di non
    discriminazione contenuti nella “Carta europea dei ricercatori –
    Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori del 23 marzo 2005”
    e nella “Direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro”, affinché
    vengano riconosciute, certificate e retribuite tutte le mansioni
    svolte, per una valorizzazione delle competenze acquisite all’interno
    e all’esterno del sistema universitario. I suddetti principi di
    garanzia e di non discriminazione devono necessariamente valere a
    tutti i livelli, tanto nella prima fase della carriera quanto per i
    ricercatori di comprovata esperienza; è auspicabile dunque la loro
    estensione a tutti i lavoratori impiegati direttamente o
    indirettamente dall’Università di Pisa. Si è convenuto che si possa in
    tal modo raggiungere un equilibrio assai più virtuoso della diffusa
    deregolamentazione esistente, cercando allo stesso tempo – con il
    contributo di tutti – di limitare o, auspicabilmente, cancellare gli
    abusi.

    L’Ateneo conferma per i prossimi due anni (sarà compito dell’Assemblea
    dei Ricercatori-Docenti Precari insistere per una estensione)
    l’applicazione della delibera del Consiglio di Amministrazione n. 170
    del 30/07/2008, cioè di “non procedere all’accoglimento delle domande
    finalizzate al mantenimento in servizio per i due anni successivi al
    raggiungimento dei limiti per il collocamento a riposo sia per il
    personale ricercatore e docente sia per quello tecnico amministrativo”
    (Bilancio pluriennale per il quadriennio 2009-2012, p. 4).

    Riguardo alle percentuali fissate nella legge di conversione del DL n.
    180/2008, le quote utilizzabili per il reclutamento saranno così
    ripartite: 60% per ricercatori, 10% per associati, 10% per ordinari,
    20% per il personale tecnico-amministrativo; il reclutamento nelle
    fasce superiori sarà proporzionale al raggiungimento del tetto massimo
    per i ricercatori (ovvero, se il bilancio non consentirà di reclutare
    il 60% dei ricercatori, scenderà la quota di associati e di ordinari).

    Il Senato accademico deciderà la distribuzione di nuovi posti a
    concorso sulla base delle proposte avanzate dalla Commissione
    Bilancio, programmazione e sviluppo: tali proposte avranno modo di
    essere conosciute e discusse nell’ambito del Tavolo di Confronto. È
    stato infatti fatto presente come occorra definire la programmazione
    del reclutamento secondo criteri che tengano conto di vari criteri, in
    particolar modo:

    a) della distribuzione dei pensionamenti e della pianta organica per
    settore disciplinare, corsi di studio, facoltà e dipartimenti;

    b) delle sofferenze didattiche e scientifiche, valutate sulla base
    della continuità temporale di rapporti di lavoro non subordinato
    (assegni di ricerca, docenze a contratto, borse di studio,
    collaborazioni alla ricerca ecc.) per la copertura sia di progetti di
    ricerca sia di corsi fondamentali di docenza.

    Il contributo di tutti i soggetti coinvolti e sensibili alla
    costruzione di una mappa dettagliata della situazione attuale nei
    dipartimenti, nelle facoltà e nei corsi di studio sarà dunque una
    risorsa preziosa per sostanziare le rivendicazioni nei futuri incontri
    con il Rettorato.

    Assemblea dei Ricercatori-Docenti Precari dell’Università di Pisa

  26. insorgere ha detto:

    il precedente comunicato testimonia dell’utilità e dell’importanza delle azioni svolte localmente.

    passiamo molto del nostro tempo a criticare il miur (e non a torto…). Ma dobbiamo ricordarci sempre che una quota non rilevante di decisioni fondamentali per il futuro dei precari viene prese localmente dai singoli atenei.

    Per questo non mi stancherò mai di invitare tutti a organizzarsi e a impegnarsi per influenzare le scelte di presidi e rettori.

  27. insorgere ha detto:

    errata corrige:
    doveva essere “quota non IRrilevante”

  28. kjandre ha detto:

    Cito dal sito dell’università di Bologna

    Il Senato accademico ha discusso, nella seduta del 10 febbraio, numerose questioni connesse con la difficile situazione finanziaria in cui versano le università. Ha, tra l’altro, assunto all’unanimità la decisione di non avvalersi della facoltà di consentire il “trattenimento in servizio” per ulteriori due anni dei professori e dei ricercatori che, dopo il 1° novembre 2008, abbiano raggiunto o raggiungeranno i limiti di età per il pensionamento (legge 133/2008). Tale età cambia dai professori ordinari, agli associati, ai ricercatori.

    I dettagli in questo link:
    http://www.magazine.unibo.it/NR/rdonlyres/E16C3CF5-D829-4601-9741-5E9E4E33815C/140821/allegatorif_trattenimentoinservizio2.doc

  29. kjandre ha detto:

    Riporto inoltre questa “indiscrezione” come lui stesso l’ha definita, giuntami da Cisco Mauriello di ADI.

    … il ministero aveva affidato ad una commissione il compito di “interpretare” la 180. La commissione è ancora al lavoro (ci sono state anche delle divergenze di opinioni con il Ministero) e dovrebbe chiudere tutto nei prossimi giorni – almeno questo è l’augurio –

  30. bartlindon ha detto:

    Per questo non mi stancherò mai di invitare tutti a organizzarsi e a impegnarsi per influenzare le scelte di presidi e rettori.

    Mi associo.

    Anche in quest’ottica invito ad un dialogo piuttosto che allo scontro. Dialogare non significa assoggettarsi alle logiche perverse che ci hanno portato alla situazione attuale, ma concretamente e realisticamente, cercare di modificarle agendo con gli strumenti localmente a disposizione.
    Parallelamente e’ auspicabile un’azione piu’ ampia che spinga a scelte radicali e di piu’ ampia portata.

    Nel suo piccolo la richiesta dell’APRI ai senatori/onorevoli per sbloccare i regolamenti attuativi va in questa direzione.

  31. Francesca ha detto:

    Comunque resto dell’idea che il pensionamento dei ricercatori con 40 anni di contributi va difeso.
    Sarebbe ingenuo spalleggiare le richieste corporative di Andu e CNU in cambio di una vaga dichiarazione di intenti su un pensionamento di tutti ai 65 anni che al momento ha ben poche possibilità di vedere la luce

  32. insorgere ha detto:

    certo che va difeso!
    intanto tutti a casa con 40 anni di anzianità!
    e che diamine, mica li gettiamo in pasto ai pesci…

  33. Michela ha detto:

    Segnalo il seguente articolo apparso oggi su Italia Oggi. In particolare citando dal testo:

    “…mentre nessuna novita’ trapela sui nuovi criteri per la valutazione basata sui titoli e pubblicazioni dei ricercatori. Questi criteri, per i concorsi banditi dopo il 10 novembre, data in cui il decreto e’ entrato in vigore, avrebbero dovuto essere fissati con apposito decreto entro l’8 febbraio di cui pero’ non c’e’ traccia”

  34. Michela ha detto:

    Non si apre il link…comunque e’ sul sito della rassegna stampa della crui,

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_p1.asp

    “Concorsi verso il via”

  35. insorgere ha detto:

    per integrare il post di michela, va detto che lo stesso articolo segnala che l’altro decreto chiave – quello sulle commissioni – è in dirittura d’arrivo.

    dunque qualcosa si muove….

  36. France ha detto:

    @bartlindon
    Se cominciamo a pensare, da precari, come se fossimo strutturati (“non mando in pensione loro perche’ poi tocchera’ lo stesso a me”), aveva regione rivoluzioneitalia (pace all’anima sua).
    Nessun cinismo.

  37. Michela ha detto:

    @insorgere

    grazie per la segnalazione; scusa, ero tanto presa dalla notizia che non ci sono novita’ sui criteri per la valutazioni dei titoli e delle pubblicazioni che ho perso di vista l’aspetto positivo della notizia. Il bicchiere deve sempre essere mezzo pieno…

  38. Miriam ha detto:

    Quindi sbloccano i concorsi da associato e ordinario e tengono bloccati quelli da ricercatore. Olé!

    W le autopromozioni e gli scatti di carriera
    M i precari e le loro aspettative di vita

  39. Miriam ha detto:

    W i baroni
    W le autopromozioni senza merito
    W la distruzione dei giovani
    W la denatalità

  40. Giordano Bruno ha detto:

    Italia Oggi dice solo che il decreto per le commissioni di I e II fascia è all’analisi dell’avvocatura dello stato che dovrebbe esprimersi in merito alla legittimità amministrativa di tale decreto.

    Forse qualcuno ricorderà la polemica che feci sulla legittimità di tali decreti senza parere del Consiglio di Stato!

    Alla fine Mariastella fa la fine di Mussi…

    Per quanto riguarda i criteri per i ricercatori strendiamo un pietoso velo.

  41. bartlindon ha detto:

    @France

    Se cominciamo a pensare, da precari, come se fossimo strutturati (”non mando in pensione loro perche’ poi tocchera’ lo stesso a me”), aveva regione rivoluzioneitalia (pace all’anima sua).

    Come non strutturato non penso neanche lontanamente in questi termini, lontani, improbabili e senza senso. Considerando anche che, con semplici conti, anche se venissi assunto domani, i 40 anni di contributi non li raggiungerei neanche a 70 anni.

    Detto questo la mia proposta non vuole rinunciare qualcosa che c’e’ gia’ (pensionamento per ricercatori con 40 anni di contributi) per qualcosa che non c’e’ (pensionamento di tutti a 65 anni), come dicono Francesca ed Insorgere. Ma cercherei invece di appoggiare anche posizioni che vanno verso la seconda ipotesi, senza chiusure preconcette. Ma se ogni volta ci si schiera dietro ad un noi di qua e voi di la’ non si va da nessuna parte.
    L’esempio di Pisa appunto mostra come e’ possibile instaurare un dialogo proficuo.

  42. precarius emeritus ha detto:

    @miriam
    se ti riferisci all’articolo di Italia oggi, non mi pare che si parli di concorsi di prima e seconda fascia, ma di concorsi in generale, quindi inclusi quelli da ricercatore, per i quali l’incertezza riguarda i criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni.

  43. Miriam ha detto:

    I concorsi da ricercatore attendono due decreti (elezione commissioni e criteri di valutazione), quelli da ass.&ord. solo quello sull’elezione delle commissioni.

    Se esce il decreto sull’elezione e non quello sulla valutazione, si sbloccano i concorsi per ass.&ord. e non quelli per ricercatore.

  44. bartlindon ha detto:

    Ma i concorsi da ass. e ord. dovrebbero essere comunque legati al 10% massimo delle risorse rese disponibili (dopo il taglio del 50% sul turnover). Non dico che la cosa sia buona, ma almeno non potrebbero essere usate tutte le risorse per PA e PO. Se cosi’ e’ (ma le leggi sono spesso inattese…) e’ interesse delle universita’ (meno del ministero) cercare di sbloccare i concorsi per ricercatori. Si potrebbe far pressione su questo.

  45. bartlindon ha detto:

    inattese->disattese

  46. Marco ha detto:

    No Miriam. Il DM che è all’avvocatura dello stato riguarda le commissioni per i concorsi già banditi (da prof. e da ric.); quello sui criteri di valutazione riguarda i concorsi non ancora banditi (solo da ric.).

  47. Giuseppe ha detto:

    Si. In realtà sblocca anche i concorsi per ricercatori banditi prima dell’emanazione del dl, per i quali le norme concorsuali restano quelle vecchie.

  48. Giordano Bruno ha detto:

    Andate a vedere cosa è l’avvocatura di stato (in pratica l’alter ego del Consiglio di Stato) e in base a cosa esprime pareri consultivi…

    Accetto scommesse sia sul parere che sull’esito

    http://www.avvocaturastato.it/?q=node/86

  49. Giordano Bruno ha detto:

    Scommetto che l’avvocatura non si prenderà responsabilità e troverà in qualche modo inappropriata la prassi dei decreti della 180.

  50. whoami ha detto:

    W il centralismo
    W le università tutte uguali
    W il valore legale del titolo di studio
    W il concorsino
    W i ricchi che pagano le stesse tasse dei poveri
    W gli stipendi tutti uguali
    W la parrocchia
    W i mantenuti dalla famiglia
    W chi ha la casa comprata da papi e mami
    W la conservazione
    W la non mobilità a vita
    W le facoltà umanistiche che fanno radical chic
    W le stabilizzazioni
    W le ope legis
    W i sindacati e confindustria
    W la mediocrità
    W gli italioti

  51. Giordano Bruno ha detto:

    Ma poi…

    questi tagliano l’istruzione pubblica e invece pagano due volte istituzioni come il Consiglio di Stato e l’Avvocatura dello Stato che svolgono funzioni in parte sovrapponibili.

  52. Giordano Bruno ha detto:

    Questa cosa mi fa impazzire…

    c’è qualche precario uomo di legge che ci dica perché si sceglie l’avvocatura dello stato invece del consiglio di stato per un parere consultivo

  53. France ha detto:

    W rivoluzioneitalia che fa ritorno dopo mesi sotto altro nickname!

  54. cattivo maestro ha detto:

    Giordano,
    si sceglie l’Avvocatura perchè il decreto non ha natura regolamentare. In caso contrario la competenza è del Consiglio di Stato.
    L’Avvocatura dello Stato ha compiti diversissimi rispetto a quelli del Consiglio di Stato.

  55. marco ha detto:

    Il meccanismo che secondo l’articolo di “Italia oggi” sarebbe all’esame dell’avvocatura dello Stato mi lascia esterrefatto. Da tre mesi ci si chiedeva se facesse testo quanto annunciato dal ministro nella conferenza stampa del 6 novembre (cioè che per comporre la commissione di ciascun concorso di I e di II fascia saranno pescati 4 nomi in una lista di 12 ordinari eletti) o invece la lettera del decreto 180, secondo la quale, per ciascun concorso, verranno pescati 4 nomi in una lista di ordinari eletti in numero triplo rispetto ai commissari complessivamente necessari per la sessione (cioè in una lista, nella grande maggioranza dei casi, di ben più di 12). Ebbene, il meccanismo descritto nell’articolo della Pacelli mi sembra riuscire nel miracolo di “dare torto” sia al ministro che al testo del decreto.
    Prendo per esemplificare il caso del mio settore disciplinare. E’ un settore per cui nella I sessione 2008 sono stati banditi 5 concorsi di prima fascia e 4 di seconda; è un settore che annovera 72 ordinari e 11 straordinari ed è fra quelli privi di settori affini secondo la lista stabilita a suo tempo dal Cun che su ciò fa testo. Ebbene, stando all’articolo odierno, ciascuno dei professori cui la legge assegna l’elettorato attivo (cioè ciascuno degli 83 fra ordinari e straordinari) voterà un solo nome senza poterlo riferire a uno in particolare dei 9 concorsi in questione, e verrà così composto un gruppo di eletti i cui nomi saranno quelli che, per ciascuno dei 9 concorsi, verranno posti nell’urna affinché 4 ne vengano sorteggiati. E’ evidente che saremmo lontanissimi dalla formazione elettiva (preannunciata dal ministro) di un lotto di 12 ordinari per ogni singolo concorso, ma anche dalla formazione di un gruppo di ordinari pari al triplo dei commissari complessivamente necessari per la sessione. I commissari complessivamente necessari per la sessione sono infatti 108 (4 per 9 per 3) e, anche ammesso il caso singolarissimo che gli 83 votanti diano almeno un voto a ciascuno di coloro cui la legge assegna l’elettorato passivo (cioè i 72 ordinari), si comporrà appunto una lista di 72, ossia 36 in meno dei 108 richiesti. Ma è chiaro che, essendoci in ogni settore disciplinare un gruppo relativamente ristretto di docenti particolarmente (diciamo così) popolari o desiderosi di entrare nelle commissioni ed essendo ovviamente impossibile impedire che più docenti votino uno stesso nome, con ogni probabilità a ricevere almeno un voto saranno assai meno del numero massimo di 72, ossia – poniamo – non più di una quarantina. Per non dire poi che la comunità degli ordinari e straordinari del settore potrebbe benissimo accordarsi per fare convergere i voti su un gruppo particolarmente limitato di nomi, ad esempio su 15 nomi; non vedo davvero come, in questo caso, potrebbero formarsi le commissioni di tutti e 9 i concorsi.
    Sarò grato a chiunque volesse dire se per caso interpreta diversamente da me l’articolo di “Italia oggi” o, interpretandolo allo stesso modo, vede come si possa ovviare ai problemi che ho indicato

  56. giordano bruno ha detto:

    @ Cattivo Maestro

    Caro mio Cattivo Maestro nel sito dell’Avvocatura dello stato si legge

    Nell’ambito dell’ordinamento statale peraltro all’Avvocatura dello Stato si affianca nella titolarità della funzione di assistenza consultiva delle amministrazioni il Consiglio di Stato, in termini di alternatività o addirittura di concorrenza.

    Quindi in termini di alternatività significa che fanno le stesse cose.

    Perché l’attività consultiva non si affida ad una sola amministrazione?

    Secondo me non è per la natura non regolamentare ne han chiesto all’Avvocatura ma è perché hanno cambiato le regole di concorsi già banditi e hanno paura dei ricorsi.

    Secondo te cosa consiglierà l’avvocatura?

  57. insorgere ha detto:

    guarda marco che non hai capito bene, ho sei male informato.
    il decreto fa esattamente quello che molti qui avevano previsto….

  58. Marco ha detto:

    Caro Marco,
    l’Art.1 comma 4 del DL dice: “Ove il settore sia costituito da un numero di professori ordinari pari o inferiore al necessario, la lista è costituita da tutti gli appartenenti al settore ed è eventualmente integrata mediante elezione, fino a concorrenza del numero necessario, da appartenenti a settori affini. Nell’ipotesi in cui il numero dei professori ordinari appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, integrato dai professori ordinari appartenenti ai settori affini, sia inferiore al triplo del numero dei commissari necessari nella sessione, si procede direttamente al sorteggio.” QUindi direi che nel caso del tuo SSD prenderanno tutti i PO e li metteranno d’autorità in lista. Quindi, non essendoci settori affini, procederanno direttamente al sorteggio. Così almeno capisco io.

  59. Antonio ha detto:

    Il Senato accademico ha discusso, nella seduta del 10 febbraio, numerose questioni […]. Ha, tra l’altro, assunto all’unanimità la decisione di non avvalersi della facoltà di consentire il “trattenimento in servizio” per ulteriori due anni dei professori e dei ricercatori […]. Tale età cambia dai professori ordinari, agli associati, ai ricercatori.

    Ho letto solo ora il documento inviato da Kjandre.
    Se capisco bene a Bologna i ricercatori andranno in pensione a 65 anni (ovvero non valgono i 40 anni di contributi); i PO sicuramente a 70 anni ma coloro che sono diventati PO dopo il 2005 verranno messi a riposo a 68 anni; i PA a 68 anni. Tutto questo se l’Universita’ non concede il biennio di fuori ruolo.
    @ Kjandre: ho capito bene?
    Puo’ essere un precedente per chiedere ad altre universita’ di fare lo stesso?
    Le leggi di riferimento, oltre la 133, sono la 230/2005 (moratti).

  60. kjandre ha detto:

    @Antonio,

    quel che so è quanto sta scritto su quel documento.
    Che UniBO non intendesse recepire i recenti emendamenti (quelli grazie ai quali i docenti possono andare in pensione a 72, ecc…) lo si era sentito dire da un pò.
    Il sentito dire diventa nero su bianco e lo diventa anche in modo piuttosto analitico, sulla base di quel documento.
    Ciò che non mi è chiaro è che viene ripetuta la premessa “chi ha compiuto i 70/68/65 anni dopo il 31/10/2008”. Significa che chi li ha compiuti anche un solo gg prima può continuare ad avvalersi delle regole vecchie?

  61. marco ha detto:

    @ marco
    Grazie per la giusta precisazione.
    Allora, però, due considerazioni:
    1) la ministra il 6 novembre, in una sede ufficiale e di una certa importanza, ha parlato a vanvera (il che forse non deve stupire ma resta comunque sconcertante); ma soprattutto
    2) gli ordinari e straordinari dei settori che, come il mio, hanno un numero di ordinari inferiore al triplo dei commissari complessivamente necessari per la sessione e che non hanno settori affini non voteranno affatto, perché per la composizione della commissione di ciascun concorso verranno trasferiti di peso nell’urna tutti i nomi degli ordinari (e dunque parlare di sistema misto con sorteggio successivo a elezione è per tutti i settori in queste condizioni presa per i fondelli). Voteranno solo gli ordinari e straordinari dei settori che, con il concorso dei settori affini, possono raggiungere il triplo dei commissari necessari per la sessione (saranno praticamente solo chiamati a votare nomi di ordinari dei settori affini) e soprattutto gli ordinari e straordinari dei settori con un numero di ordinari superiore al triplo dei commissari complessivamente necessari per la sessione, ad esempio quelli di un settore con 4 concorsi di prima fascia e 3 di seconda (e in cui quindi il triplo dei commissari complessivamente necessari per la sessione è pari a 4 per 7 per 3=84) e con – poniamo – 100 ordinari. Ma come potrà accadere che ottengano almeno un voto proprio in 84 e siano proprio in 16 a non ricevere voti?

  62. Giorgio ha detto:

    Ciao a tutti. A me è giunto qualche rumor relativo al fatto che qualche Università sta tentendo di impegnare i fondi del DM 10/11/2008 n. 298 per stabilizzare i ricercatori a tempo determinato. Qualcuno ne sa nulla? O qualcuna sa nulla di se, quando e come quei posti (assegnati ma non ancora banditi) potranno essere messi a concorso?

  63. insorgere ha detto:

    @ marco: scusa non capisco il tuo problema. ti scoccia il sorteggio puro? in ogni caso tieni presente che sorteggio ed elezioni si computano separatamente per ciascuna fascia e che lo stesso ordinario può – se non erro – essere in commissione una volta l’anno per ciascuna fascia (cioè una volta per ric., una per ass., una per ord.).

    @ Giorgio
    alcune università, per es. pisa che ha bandito subito i posti mussi (finora credo sia l’unica) li ha banditi proprio nei settori in cui erano operativi (e in scadenza) ricercatori a td. Ciò non vuol dire che vinceranno, certo è evidente che saranno loro i candidati interni…ma in più di un caso (sono pisano) lo scenario con le nuove regole ha sparigliato le carte e quelli che sembravano in pole-position sono stati scaricati perché troppo deboli (il membro interno non vuole che sostenendo un candidato locale debole si rischi di subire la vittoria di qualcuno da fuori e quindi si è riorientato su altri candidati interni ma più forti).

  64. marco ha detto:

    @ insorgere
    rilevo semplicemente (cosa comunque istruttiva) che la ministra ha pubblicamente annunciato una cosa (per ogni concorso elezione di un lotto di 12 ed estrazione a sorte di 4 di loro, cioè per tutti i settori effettivo mix di elezioni e sorteggio) enormemente diversa da quella che sarà. Ammesso che sarà…Infatti solo pochi giorni fa ho parlato con due tecnici del Miur che hanno entrambi confermato la versione dei 12

  65. miriam ha detto:

    Beh, che dire?
    Il Pd ce l’ha con noi, non solo ci bastona quando è al governo, ma pure dall’opposizione!
    Ha fatto passare l’emendamento pro-ricercatori presentato dai vari CNU, CNRU, ANDU e compagnia brutta…
    Dopo essersi giocati il mio voto nelle elezioni del 2008, preannuncio la mia astensione anche nel 2013 e ovviamente nelle prossime europee. Se ne riparlerà nel 2018 (quando questi vecchiacci schifosi saranno stati in parte pensionati, in parte giunti a fine naturale…)

  66. whoami ha detto:

    ciao france…

    Vedo che qui si continua a farsi le pippette con leggi e leggine… bella vita… ma cosa vi spinge ad andare avanti in queste discussioni? nn trovo veramente le parole………. eccone quattro:

    egoismo-incosciente ideologico-culturale

    buona continuazione.

  67. Ric. Pre. ha detto:

    Miriam, sottoscrivo tutto.

    Dopo la batosta dell’Aprile scorso, prepariamogliene un’altra per il Giugno 2009.

    Mai più voti al PD!!!!

  68. cattivo maestro ha detto:

    Mai più voti ad un Ministro che in conferenza stampa, a seguito di un Consiglio dei ministri, annuncia un provvedimento e poi ne approva un’altr. Mai più voti ad un Ministro che da oltre 90 giorni non adotta un decreto da adottare in trenta giorni. Mai più voti a tutte le forze politiche che sostegono quel Ministro!

  69. Sandro ha detto:

    Mai più voti a nessuno. I precari sono irrappresentabili.

  70. Johnny ha detto:

    il PD è e sarà un branco di paraculo che si sogneranno il mio voto per sempre

  71. ettore ha detto:

    Riescono ad essere paraculi e fessi al tempo stesso.
    Prima facevano promesse prima delle elezioni e ti bastonavano una volta al governo (comportamento da stronzi); ora ci bastonano dall’opposizione sperando che chissà perché noi li voteremo lo stesso (comportamento da fessi).

    La realtà è che al PD dei precari non gliene fo**e un ca**o.

  72. insorgere ha detto:

    annassero tutti aff….

  73. whoami ha detto:

    l’articolo strappalacrime di repubblica è RIDICOLO.
    Ma poi:
    “la casa ce l’hanno comprata i consuoceri”
    Che schifo!
    E chi nn ha in consuoceri ricchi e deve pagarsi l’affitto? I piagnistei per voler fare l’ordinario sono propio il colmo.

    W i mutui subprime
    W gli individui
    W il mercato del lavoro
    W essere liberi e autonomi
    W avere le opportunità

  74. Miriam ha detto:

    Ma questo troll chi ce lo ha mandato? Veltroni per cambiare argomento?

  75. Precario un pò alterato ha detto:

    Non è che non gliene fo**e un ca**o. Il Pd i precari li detesta proprio.

  76. France ha detto:

    Esplicitiamo la materia del contendere: il PD ha fatto passare un emendamento che cambia la possibilita’ degli atenei di mandare in pensione i ricercatori con 40 anni di contributi, con 40 anni di effettivo servizio. ORa benissimo che vada un ricercatore 40 anni di servizio ce li ha a 65 anni solo se ha cominciato a lavorare a 25. Di fatto, quindi, i ricercatori potreanno tranquillamente continuare ad andare in pensione a 68 anni, come e’ stato fino ad ora. E’ simpatico come la battaglia che all’inizio coinvolgeva i tecnici amministrativi abbia infine premiato solo i ricercatori. Poi siamo noi quelli della guerra fra poveri e con problemi di identificazione del nemico…

  77. France ha detto:

    Detto quanto sopra, i ricercatori con piu’ di 65 anni sono 505. Quelli con eta’ compresa fra i 60 e i 65 sono 2320. Questo emendamento li salva tutti.
    I precari, si racconta, sono 50.000, forse di piu’…

  78. France ha detto:

    La somma di Ordinari, ricercatori e associati over 65 e’ 9985.

  79. Sandro ha detto:

    Siamo accerchiati. Ormai la guerra deve essere contro tutti: contro i baroni, contro i ricercatori, contro il Pd, contro il governo. Il nemico è questa Santa Alleanza che si è formata contro i lavoratori precari!

  80. insorgere ha detto:

    scusate ma non mi è chiaro se la votazione della camera sia definitiva o se il testo debba passare in seconda lettura al senato.
    qualcuno ha nozioni precise?

  81. Untenured ha detto:

    @ France

    la battaglia sul prepensionamento l’abbiamo persa (o la stiamo perdendo) perché non abbiamo proposto nessun criterio di meritocrazia nel prepensionamento, abbiamo fatto una proposta demagogica e vulnerabile: tutti in pensione, indipendentemente dalla loro produzione scientifica attuale.

    Invece, occorre chiedere che siano esonerati dal prepensionamento quelli che – siano ricercatori o professori – svolgano un’attività di ricerca di livello internazionale e che ciò sia verificato tramite il peer-review con reviewers stranieri.

    Il merito deve diventare un criterio-guida con ogni politica universitaria, e occorre avere fiducia nelle possibilità della valutazione se vogliamo cambiare questa maledetta università italiana.

    In ogni caso, al di là della questione dei 40anni, dalle mie informazioni a ricercatori e professori gli atenei non concederanno più la proroga biennale (65 + 2 e 70+2).

  82. Miriam ha detto:

    @Untenured:

    la battaglia era pensionamenti per tutti si, pensionamenti per tutti no. Non c’erano altre opzioni in ballo, dal momento che la legge 133 era stata approvata e le corporazioni accademiche, sempre sostenute dal Pd, volevano cancellarla punto e basta.

    Comunque se proprio vogliamo avanzare una nostra proposta, io prenderei quella circolata qui alcuni giorni orsono: tutti in pensione a 65 anni e possibilità per l’Accademia dei Lincei di finanziare e stipendiare 100 eminenti scienziati over 65 (in tutto, non 100 all’anno, ovviamente) che tengano lezioni e facciano ricerca in convenzione con università o EPR italiani.

  83. Untenured ha detto:

    @ Miriam

    l’Accademia dei Lincei non si occupa di valutazione, di riconoscere i CV di valore internazionale deve occuparsi il Civr o un’altra istituzione specializzata..

    e NON creiamo una casta di “professori eccellenti” come hanno proposto in passato i lobbisti bipartisan (Pera, Schiavone etc.). Riconosciamo invece il lavoro scientifico di qualità internazionale di tanti ricercatori e professori che hanno prodotto cose di valore NONOSTANTE (e non grazie a) l’università italiana

  84. Precario un pò alterato ha detto:

    Non capisco perché i prepensionamenti debbano essere fatti in base al merito. Che affermazione é? In pensione ci si è sempre andati solo in base all’età, nessuno ha mai avuto nulla da eccepire e non si è mai pensato che questo fosse un attentato alla meritocrazia. Ora si sarebbe trattato semplicemente di abbassare l’età contributiva. Cosa c’azzecca la valutazione del merito? Non sposiamo gli argomenti pretestuosi del Pd, che ha tirato fuori queste argomentazioni, ma in realtà è stato mosso solo dalla sua tradizionale logica anti-precari.
    Anche tu Miriam, non cadere nellla loro trappola.

    PD e PDL nemici su tutto, uniti nella guerra ai precari!

  85. Untenured ha detto:

    infatti @ precario… io mi rivolgevo a France, che è presidente di APRI. Credo che APRI si debba distinguere per l’attenzione portata incessantemente in ogni provvedimento universitario al merito e all’internazionalità come discriminanti fondamentali, punti di rottura dell’ordine costituito universitario.

    Non vedo nessun margine di collaborazione con le posizioni “egualitariste” di Rnrp, che possono andar bene per la classe operaia ma che nella ricerca hanno effetti deleteri.

  86. Mike ha detto:

    Il pensionamento a 65 anni c’e` ovunque. In alcuni paesi e` prevista la figura di Professor Emeritus, che continua a lavorare, raccattare fondi vista la sua fama, ma e` a carico del sistema pensionistico. Il titolo gli e` conferito dall’ateneo, che se vuole, puo` pagarlo A CONTRATTO.

    Possiamo fare altrettanto.

    Quella per la valutazione PER TUTTI, dall’ORDINARIO all’ASSEGNISTA PRECARIO e` un mio cavallo di battaglia.
    Sarebbe bellissimo, ma con questa classe politica i licenziamenti e/o pensionamenti per gli improduttivi in questo paese sono fantascienza.

    Possiamo e dobbiamo lanciare una campagna in questo senso, ma realisticamente nel breve termine non possiamo aspettarci nulla

  87. Mike ha detto:

    Bravo untenured

    Abbasso l’egualitarismo al ribasso

  88. Ila ha detto:

    Riporto questo comunicato della Segreteria FLC CGIL di Torino.
    link: http : // flcgil . torino . it / post . php?id=184

    Pensione degli over 70: la Cgil non condivide le scelte del Senato Accademico.

    Apprendiamo dagli organi di stampa che il Senato Accademico dell’Università di Torino ha deciso di rinviare la decisione in merito al pensionamento a 70 anni del corpo docente.
    In questo momento di crisi economica generalizzata, che costringe anche l’Ateneo torinese a prevedere forti tagli nel proprio bilancio preventivo, tagli che colpiranno anche risorse strategiche come i fondi per la ricerca, ci saremmo aspettati dal Senato Accademico una scelta forte e responsabile, che ponesse l’ateneo nelle condizioni più atte a garantire il reclutamento di nuove forze vitali nella figura di giovani ricercatori. Il pensionamento di tutti i docenti di prima fascia a 70 anni (nelle maggiori università straniere si va in pensione a 65 anni) consentirebbe di liberare risparmi (stimati in circa 4 M€) utili a programmare un piano di assunzioni che guardi al futuro, e che offra sbocchi ai troppi precari della ricerca (utilizzando la metà di questi risparmi si potrebbero assumere più di 60 ricercatori); un piano capace di apportare nuovo ossigeno ad un settore vitale per il Paese e indispensabile al suo sviluppo.
    La scelta di rinviare la decisione e di investire di questa responsabilità le singole Facoltà appare come un’occasione persa per lanciare un segno di speranza verso il futuro e di fiducia nelle capacità delle nuove generazioni; difficile non leggervi l’irresponsabile vittoria di una casta che non vuole rinunciare ai propri privilegi, incurante dell’attuale situazione contingente; una classe dirigente degna di questo nome e intellettualmente illuminata dovrebbe guardare meno ai propri interessi (ben superiori alla media nazionale) e preoccuparsi di dare alle nuove leve la possibilità di progettare il futuro.
    Auspichiamo che si arrivi presto a definire regole certe e chiare per quella che appare una mera questione di organizzazione del lavoro, che siano condivise da tutta la comunità universitaria e non solo dai docenti ultrasettantenni.

  89. France ha detto:

    Quoto in pieno Mike
    Se la battaglia dell’APRI e’ per il merito, questo coinvolge tutti, a prescindere dalla qualifica e dall’eta’. MA l’eta’ della pensione va fissata a prescindere, non per “uccidere” qualcuno, ma per porre un limite temporale alla carriera accademica come esiste nel resto del mondo. Arrivati a 65 anni si va in pensione. Se proprio si vuole slavaguardare qualche premio nobel o giou’ di li’ si crea una figura accessoria tipo il prof emeritus, gestita da chi vi pare, Lincei, Anvur, CUN, Polisportiva Porta a Piagge, che non e’ pagato dall’Universita’, mantiene i finanziamenti europei finche’ gli durano, non tiene corsi fondamentali, non fa parte delle commissioni concorsuali, non ricopre cariche nell’ateneo, e continua nella sua meritoria opera di ricercaper qualche anno ancora. Di figure come questa, per non creare la casta paventata da Untenured, ne bastano veramente poche, tipo 100 in tutta Italia (max 100, e forse son anche troppi).
    Ma qui, fanciulli, ci stiamo allegramente masturbando sul Postalmarket perche’ se non si fosse capito dei precari non glie ne frega nulla a nessuno… Forse nemmeno ai precari stessi…

  90. whoami ha detto:

    @untenured
    mi sembri migliorato…

  91. UnRicercatore ha detto:

    – a proposito dei 65 anni –
    Non ci sono dubbi sulla “giustezza” del pensionamento a 65 anni (ma lasciate perdere quei pochissimi ricercatori che hanno 40 anni di contributi.. in pratica sono ad esaurimento: un tempo il riscatto della laurea era quasi gratis, ora è un salasso), però volete addentare un boccone troppo grosso, specie riguardo agli ordinari!
    E’ già tanto se le Università cancelleranno la pagliacciata del “+2”: così a occhio, credo che invece si preferirà tranquillamente il fallimento.
    Quanto ai 65 vs. 70, CHI dovrebbe cambiare l’età pensionabile, la ministra?
    SUVVIA!!

    Pure, FRANCE suggerisce una cosa molto interessante: la sterilizzazione delle cariche e dei ruoli concorsuali per gli over 65. Sarebbe rivoluzionario, al di là dell’essere pagati (per vegetare!) dall’Univ. o dalla previdenza. E dunque, non si farà.

  92. Precario un pò alterato ha detto:

    @Untenured

    Mi hai frainteso. Intendevo esprimere esattamente quelo che france ha detto dopo di me. Non attaccavo il merito, ma l’idea che esso vada applicato per i pensionamenti, che invece devono avvenire a 65 anni a prescindere.
    Mi sembra ci siano i nervi a fior di pelle su ùquesto tema, fra un po’ si proporranno più gabinetti nelle facoltà e qualcuno sbottera’: “si, ma può pisciare solo chi lo merita!! 🙂

  93. Miriam ha detto:

    Ricercatore,
    non esistono margini di collaborazione, ne’ di discussione fra noi. Abbiamo davvero il cuore in mano per l’attenzione che ci hai dedicato, ma credo sia più saggio se torni nel tuo campo sul blog di CNU, ANDU, CNRU e compagnia brutta. O al limite da quegli zozzoni del PD.
    Un caro saluto anche alla famiglia.

  94. bartlindon ha detto:

    Mi sembra finalmente che escano buone idee: pensionamento di tutti a 65 anni e possibilita’ per alcuni (chi vuole, i piu’ bravi, chi sceglie la facolta’ per i bisogni didattici, qualunque criterio,non me ne importa niente….) di continuare a CONTRIBUIRE nel proprio ateneo.
    Anche pagati!
    Sinceramente e’ uno scotto che si puo’ pagare considerate le risorse che si libererebbero: 1 ordinario~75/100 keuro/anno; se l’Uni ne sgancia 10keuro, per quanto ignobile, va bene; niente lotte di principio. Piuttosto si dovrebbe chiedere che questi 10k o simili non entrino nel conteggio della % del FFO.

    Se questa fosse una posizione che i ricercatori (e magari anche associati e ordinari piu’ giovani) potrebbero sostenere, perche’ non parlarne?

  95. Precario un pò alterato ha detto:

    Perché al momento giusto ce lo butterebbero nel c**o, come hanno sempre fatto. Scusa la volgarità, ma rende l’idea.

  96. bartlindon ha detto:

    @Miriam
    Non capisco l’atteggiamento nei confronti di UnRicercatore. Si puo’ anche contestare, duramente, ma chiudere ogni canale di comunicazione indica autoreferenzialita’, quella che, guarda un po’, contestiamo selvaggiamente (e giustamente) ai nostri cari strutturati.
    Quando (te lo auguro, come lo auguro a me stesso) diventerai strutturata, frequenterai solo i blog CNU, ANDU, CNRU e compagnia brutta?
    Vogliamo continuare a parlarci solo tra noi? Anche le opinioni diverse, contrarie, contrapposte, dovrebbero servirci a chiarire cosa vogliamo.
    Le idee infangate, avversarie, “nemiche” servono solo a chiuderci, lo ripeto, in una bella torre d’avorio.
    a

  97. bartlindon ha detto:

    Perché al momento giusto ce lo butterebbero nel c**o, come hanno sempre fatto. Scusa la volgarità, ma rende l’idea.

    E allora non ha senso niente, nessuna iniziativa, neanche parlarne. Lasciamo che ci travolgano e continuino ad inserircelo nel di dietro. Allora e’ giustificato chi assegnista, dottorando, borsista, quando vai nel suo ufficio e cerchi di informarlo, proporgli iniziative, se ne resta li’ silente, ad aspettare il suo destino, segnato dal professore che lo coopta docilmente con buone promesse.
    Allora l’unica soluzione e’ una bomba atomica che spazzzi via il mondo intero!
    Io non la penso cosi’.
    Cerco di muovermi nel mio piccolo, di far capire che le grandi cose nascono dalle piccole cose che si possono realizzare. Anche parlare con un prof. un ricercatore, fargli capire come noi possiamo contribuire, non trattarlo da nemico, ma senza cedere al servilismo. Essere critici, ma non sbattergli la porta in faccia, perche’ noi siamo superiori e loro baroni. Alla fine la prendero’ nel c… lo stesso, ma non non staro’ li a lamentarmi perche’ non c’e’ via di uscita.

  98. UnRicercatore ha detto:

    @Miriam
    Posto che TU lavori davvero nell’univ., dovrebbe interessarti almeno un pò quello che ci si dice, non nei piani alti, ma almeno nell’ammezzato.
    Se VERAMENTE lavorassi in un dipartimento (credo che tu invece stia in qualche ente di ricerca) sapresti infatti che l’aria qui non è proprio buona. E che NOI che lavoriamo nell’univ. non amiamo proprio gli ex-giovani leoni della 382, oggi alla soglia fatidica dei 65-70, che in molti casi hanno fatto molto male a questo posto.
    Ti invito ad usare un linguaggio più consono. Comunque puoi farmi “bannare” come usa dire.

    @bartlindon
    Sei ottimista sul contributo che certi ordinari possono dare (ma con buona pace di Miriam ce ne sono anche di intellettualmente vivi, ovviamente).
    Il problema dei 65 anni è però politico: già eliminare il +2 sarà quasi impossibile -in pratica- salvo cataclismi, figurati scendere da 70 a 65.
    A meno che.. qualcuno di voi precari organizzati non faccia due conti e non quantifichi in vile moneta il beneficio potenziale!!
    Sembra brutale ma forse può servire MOLTO mediaticamente, [invece di tirare m***a a priori su chi è strutturato, che poi significa sm***are la stessa Univ (non una mossa brillantissima per chi di università poi deve campare)]

  99. Miriam ha detto:

    Bravo Alterato, hai espresso in maniera chiara e sintetica (anche se poco politically correct) il pensiero di quasi tutto il blog. Abbiamo esperienza di come questi sindacatucoli corporativi ci usano finché non gli costa nulla e appena ne hanno l’occasione si fanno i cavoli loro, anche togliendoci il pane che mangiamo e l’aria che respiriamo. Con i loro pensionamenti a 80 anni, le autopromozioni, la parola d’ordine del “tutti devono diventare ordinari”. Non è autoreferenzialità, caro bartlindon, è semplicemente un prendere atto della guerra che ci stanno facendo da decenni. Ci considerano avversari, perché potremmo consumare le risorse che loro vogliono per rimpinguare i loro grassi stipendi, il loro futuro garantito, le pensioni che noi non vedremo mai. Se un giorno sarò strutturata, puoi essere certo che mai mi assocerò a questi ANDU, CNU, CNRU, APU e corporativi vari e mai sosterrò le loro battaglie, quindi il rischio di vedermi su quei blog non esiste. E questa non è autoreferenzialità, è coscienze di classe e capacità di individuare gli avversari.

    Timeo Danaos et dona ferentes!

  100. ettore ha detto:

    Miriam,
    sono con te. Ma lasciamo una possibilità a questo amico ricercatore (che proprio oggi si è fatto rivedere sul blog, probabilmente per sfottere).
    Una eventuale alleanza con i ricercatori può fondarsi solo sulla loro accettazione di alcuni punti cardine:

    – pressione congiunta sulle università perché non usino il dl 180 per fare ricercatori TD anziché TI

    – difesa del vincolo che il 60% delle cessazione deve essere utilizzato per nuovi posti da ricercatore

    – affermazione del principio che il rapporto 1:1:1 fra i tre gradi dell’università (o le tre fasce del ruolo unico, poco importa) è una vergogna e deve essere cambiato aumentando i ricercatori e diminuendo gli ordinari.

    Il giorno che vedrò i vari sindacatucoli corporativi, come giustamente li chiami, accettare questi punti cardine e intraprendere una battaglia contro le piramidi, penso che potrà diventare possibile qualche iniziativa comune.

    Col PD invece penso ci sia poco da fare. Ci sta facendo la guerra e penso che ce la farà sempre e comunque. I suoi referenti sono la CRUI e i baroni.

  101. UnRicercatore ha detto:

    Redarguire una per il linguaggio aggressivo e ricorrere ad immagini scatologiche tre righe più in basso non è proprio corerente.
    Le mie scuse.

  102. ettore ha detto:

    Errata corrige:

    Il giorno che vedrò i vari sindacatucoli corporativi, come giustamente li chiami, accettare questi punti cardine e intraprendere una battaglia contro le piramidi ROVESCIATE, penso che potrà diventare possibile qualche iniziativa comune.

  103. Marcus ha detto:

    Cari ragazzi,
    vi capisco tutti… ma cosa ne pensate di chi, come me, ha fatto il precario per dieci anni prima di diventare ricercatore e da dieci anni attende un concorso? (totale ovviamente 20 anni di attesa…) Intanto di pubblicazioni ne ho talmente tante che potrei accendere un bel falò…

  104. amelye66 ha detto:

    Carissimi,
    comprendo le preoccupazioni per i pensionamenti, ma nel frattempo penso che vadano difesi i punti cardine di cui parla Ettore.
    Detto questo, si hanno notizie dei DM che tutti, credo, aspettiamo con ansia, affinché possano finalmente partire i concorsi? Spero non si vada al blocco, anche se l’articolo di Italia oggi di ieri lascia qualche speranza.

  105. UnRicercatore ha detto:

    @Ettore

    Visto che da strutturati facciamo tutti LO STESSO LAVORO tendiamo a seguire la stessa progressione di carriera. Nota che non stiamo parlando di promozione a superbanchiere, bensì di LEGITTIME aspettative economiche.
    Io a diventare “ordinario” non ci tengo proprio. Ad uno stipendio da ordinario sì (la cosa è meramente accademica perchè non passerò neanche associato, forse).
    Istituzionalizzare la piramide significa bloccare fin d’ora l’avanzamento di carriera di buona parte dei ricercatori vecchi e soprattutto nuovi.
    Mi sembra una verità statistica.
    Vuol dire che -genietti a parte- si fa una serrata del Maggior Consiglio che chiude per sempre le porte ai giovani di domani.
    A meno di non licenziare a rotta di collo chi è già in ruolo.
    E tu pensi a questo? Con gli attuali livelli retributivi? A fare il ricercatore a 50 anni e poi trovarti in strada perchè il referee non ti ha capito l’articolo?
    Tu VUOI lavorare a queste condizioni?

  106. Mike ha detto:

    No per carita`, teniamoli pure in ruolo questi ricercatori che non sanno o non vogliono fare ricerca.

    Teniamoli in dipartimento, magari al posto di quei giovani che la ricerca LA SANNO E LA VORREBBERO FARE.

    Ma di cosa stiamo parlando, di universita` o di assistenza sociale?

  107. UnRicercatore ha detto:

    @Mike

    Io parto dal presupposto che la gran parte della II e “III” fascia attuale sia tuttora operativa ed efficiente!
    E allora il sistema piramidale crea posti di lavoro assolutamente inappetibili a meno di non aumentare alquanto le retribuzioni.

  108. Mike ha detto:

    Mio caro, in Italia esistono due classi di lavoratori:

    quelli come te, ipertutelati, iperprotetti ed inamovibili, a cui tu vorresti pure garantire uno stipendio piu` congruo, attraverso avanzamenti automatici di carriera;

    la seconda categoria, cui appartengo io, non ha importanza che lavori bene o male, non ha nessuna tutela, nessuna garanzia e nessuna prospettiva.

    Pago lo scotto dei privilegi di cui godi tu.

    II e III fascia efficienti? E` sempre colpa di qualcun altro vero?

  109. UnRicercatore ha detto:

    @Mike

    Io con con le tue tribolazioni NON C’ENTRO NULLA!
    Tu vuoi ottenere le GARANZIE (non privilegi: garanzie) di cui godiamo io e buona parte dei lavoratori italiani.
    Almeno altri sostenitori della dottrina Ichino ci guadagnano, ma tu già precario ora, di fatto stai dicendo che vuoi esserlo a vita!

    Detto questo, sì, II e “III” fascia mi sembrano decisamente migliori di come le descrivete voi, almeno nella mia microprospettiva (di Dip. e di SSD).
    “Colpe”: quali, scusa? Anche tu, lavori VERAMENTE nell’università? Che lavoro fai? Stai in un Dipartimento? Lavori dunque con degli strutturati?
    Perchè sai, NEL MONDO REALE, non si entra a fare dottorato e poi assegni/postdoc senza far parte di un gruppo di ricerca.
    Ma dal tono della replica potresti tranquillamente essere (come, credo, altri in questo blog) un “combat veteran” che non ha mai sparato un colpo.
    Se no, tante scuse.

  110. valentina ha detto:

    davvero io non ho più parole per lo schifo che si reitera ad ogni occasione. C’è sempre un qualche colpo gobbo che alla fine salva i soliti noti che avranno pace solo quando un’onda di non voglio dire cosa avrà definitivamente travolto il sistema universitario. State tranquilli siamo proprio vicini…..e allora sì che forse sarete sazi e paghi.

  111. Mike ha detto:

    Caro Ricercatore,

    l’unica cosa cui aspiro e` la valutazione. Quella cosa che regola gli atenei dei paesi civili e permette loro di funzionare, secondo cui FINCHE` PRODUCO SONO DENTRO E FACCIO CARRIERA, altrimenti VADO CASA E AVANTI UN ALTRO.

    Ma da questo orecchio chiunque sia strutturato e` completamente sordo.

    Infatti proprio tu ci hai spiegato che il tuo punto di vista e` carriera per tutti, magari giustificata dall’attivita` didattica.

  112. Miriam ha detto:

    Caro Mike,
    la visione di unricercatore la conosciamo già (vedi commenti al post su denardis): l’idea che ci siano due ricercatori e solo uno diventi associato perché più meritevole è del tutto estranea alla sua mentalità. Per lui devono diventare associati entrambi perché l’università è uno stipendificio per strutturati dalle promozioni garantite che devono campare sulle spalle di precari sottopagati e senza futuro.
    Ettore ci ha provato, ma abbiamo solo avuto l’ennesima dimostrazione che con queste persone, i loro sindacatucoli corporativi e i partiti che pensano solo a foraggiarli ogni dialogo è impossibile.

  113. bartlindon ha detto:

    @Miriam
    Non ne sono sicuro, ma forse UnRicercatore intendeva una cosa leggermente diversa (nella pratica cambia poco…). Ovvero *nella situazione attuale*, dove ricercatore e prof fanno di fatto le stesse cose, il ricercatore tende fisiologicamente (per guadagnare di piu’) a diventare associato. E siccome fanno appunto le stesse cose, poco importa che uno sia piu’ bravo dell’altro.
    Quindi mi sembra di capire, che si dovrebbe prima cambiare radicalmente le funzioni di un ricercatore e professore. A questo punto si innescherebbe una selezione.
    Se questo puo’ funzionare non lo so.

    Questo pero’ e’ un problema, considerato che all’estero le posizioni (TD o TI) vengono remunerate in funzione delle responsabilita’ che si hanno e delle esperienze pregresse (basta leggere le open position che girano).

  114. France ha detto:

    @UnRIcercatore
    Tu come la vedi che I ricercatori si sono salvati dal pensionamento forzoso ma i tecnici amministrativi no? Ti sembra giusto? Come giudichi l’atteggiamento di ANDU e altri che hanno prima combattuto contro i pensionamenti forzosi di ricercatori e tecnici, poi hanno promosso l’emendamento recepito dal PD che salva solo i ricercatori?

  115. carbonaro ha detto:

    http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_11/paese_baroni_universita_gori_6a989304-f879-11dd-9277-00144f02aabc.shtml

    questo articolo i simpaticoni della rassegna stampa crui si guardano bene dal metterlo in giro

  116. Untenured ha detto:

    @ carbonaro

    a quanto pare, dalle recenti discussioni (v. thread su denardis), non solo la crui ma anche gli autori dei post di questo sito boicottano la “stampa scandalistica”

  117. Miriam ha detto:

    @bartlindon:

    seguo il tuo ragionamento, però non mi sembra che ci sia uno scandalo. Se due persone fanno lo stesso lavoro e uno è più bravo non mi sembra scandaloso che guadagni di più.
    Chiaramente si può ribattere che la certificazione del maggior merito è data da concorsi truccati, ma allora interveniamo sui concorsi, non su un ovvio principio di meritocrazia.

  118. kjandre ha detto:

    Mi giungono notizie non buone,
    le preoccupazioni di alcuni di voi paiono rivelarsi fondate

  119. France ha detto:

    kjandre sei un terrorista!
    😉

  120. kjandre ha detto:

    France, non posso darti torto.
    Mi riservo di approfondire (se riesco),
    ma il temuto coinvolgimento dell’avvocatura di stato in merito al DM sul sorteggio/elezione è in effetti avvenuto.

    Conseguentemente, nelle previsioni più ottimistiche, non potranno esserci elezioni prima dell’estate e concorsi prima dell’autunno.
    Questo, ritengo, sui bandi già esistenti e congelati.

    Ma a fronte di questa incertezza, chi vorrà nel frattempo emanare ulteriori bandi?

  121. marcello ha detto:

    @ kjandre

    Che il DM era all’Avvocatura di Stato si sapeva.
    Hai notizie sull’esito che ti spingono alle preoccupazioni?

  122. cattivo maestro ha detto:

    kjandre, perchè scrivi che non ci potranno essere elezioni prima dell’estate???

  123. France ha detto:

    kjandre hai fatto la tua…

  124. kjandre ha detto:

    Come vedete, sono meno informato di voi.
    Ero rimasto al “timore” di un coinvolgimento dell’avvocatura, non alla certezza.

    Per quanto riguarda i tempi, la stima non è mia, ma di chi mi ha informato.
    Cito testualmente per evitare fraintendimenti sull’uso del prima/non prima: “se tutto va bene si riusciranno a votare (e poi sorteggiare) i commissari prima dell’estate.”

    A voi, ben informati, la quantificazione probabilistica del verificarsi del “tutto va bene”.
    Personalmente, biasimatemi se volete, non riesco più ad essere ottimista.

  125. cattivo maestro ha detto:

    …su questo punto io sono ottimista

  126. ario ha detto:

    http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/febbraio/il_cun_approva_un_importante_documento_sulle_linee_guida_del_governo_per_l_universita

    Il CUN approva un importante documento sulle Linee Guida del Governo per l’Università

    Il CUN ha terminato la discussione sulle Linee Guida per il sistema universitario proposte dalla Ministra Gelmini e dal Governo ed ha approvato un parere generale analitico.

    Il parere, oltre ad un’introduzione di carattere generale, affronta i seguenti temi:

    autonomia
    studenti e offerta formativa
    governance
    reclutamento, progressione di carriera e valutazione (con una parte relativa al personale tecnico-amministrativo)
    dottorato
    valore legale del titolo di studio
    responsabilità finanziarie
    conclusioni e proposte

    Il CUN, pur nell’apprezzamento per la predisposizione di un documento guida sul sistema universitario, che farebbe presupporre l’uscita da una logica di pura emergenzialità ed improvvisazione, ne ha rilevato importanti limiti ed indeterminatezze.

    Il documento, approvato all’unanimità dal Consiglio Universitario Nazionale, rappresenta un importante presa di posizione dell’organo d rappresentanza del sistema universitario con cui è auspicabile che si confrontino il Ministro Gelmini, il Governo e l’intero Parlamento prima di assumere provvedimenti legislativi in materia.

    Il Consiglio Universitario Nazionale ha anche approvato una mozione sui prepensionamenti in atto nelle Università in cui si evidenziano tra l’altro:

    le disparità interpretative tra i vari Atenei
    l’incongruità di non considerare i ricercatori come “professori universitari” e quindi non destinatari del comma 11 dell’art. 72 della legge 133/08.

    La prossima seduta CUN è prevista per i giorni 24, 25e 26 febbraio.

    Roma, 13 febbraio 2009

  127. Nicola (un altro ricercatore) ha detto:

    Ho letto tutta la discussione e mi ha incuriosito molto l’accanirsi contro la struttura 1:1:1 del corpo docente.

    Non vuole per nulla dire che tutti vengono promossi.

    Secondo i dati MIUR si è, in media, ricercatori per 8/9 anni, associati per 6 e ordinari per 22. Se venissero promossi TUTTI (morti a parte) la struttura del corpo docente tenderebbe verso uno stato tipo 1,5 : 1 : 3,5
    perchè si è per molti più anni ordinario che associato o ricercatore. Se siamo vicini all’equilibrio quei numeri indicano che viene promosso in media 1 su 3.

    Anche un’analisi dei dipartimenti stranieri che vengono spesso eletti a modello lascia delle sorprese. Struttura a piramide? Dove? Lo standard è, invece, la piramide rovesciata, proprio perchè la carriera è più veloce che da noi (e quindi si passano molti più anni in ruolo da ordinari).

    Princeton: matematica. Dei 58 faculty abbiamo
    30 Professori
    7 Lecturer
    6 Assistant Professor
    15 Instructor

    a questi vanno aggiunti 4-5 Assistant Professor, e sparuti Lecturers e Instructors che sono visitig.

    Di esempi se ne possono fare a bizzeffe.

  128. carlo (lowercase) ha detto:

    Nicola, vuol dire semplicemente che il sistema non si e’ ancora stabilizzato. Continuando con questo trend, fra un po’ il rapporto sara’ 1,5 : 1 : 3,5 .

    Il conto giusto da fare e’ il seguente. Fissiamo un periodo, diciamo dal 2001 al 2008. Quanti ordinari sono andati in pensione? Quanti associati sono andati in pensione senza diventare ordinari? Quanti ricercatori sono andati in pensione senza diventare associati?

    Poi scusa, in media gli associati dopo 6 anni diventano ordinari? Ma in quale paese?!

  129. carlo (lowercase) ha detto:

    Poi scusa, che esempio mi fai?

    Nell’esempio di Princeston i 30 professori mica sono tutti ordinari. “Professore” vuol dire semplicemente che e’ confermato in ruolo. E neanche sono tutti permanenti, visto che 11 di loro andranno via entro l’anno, come puoi vedere sul sito:
    www . math . princeton . edu / faculty . html

    A parte questo, in una universita’ PRIVATA i membri della facolta’ possono anche essere tutti rettori, per quel che mi riguarda.

  130. Mike ha detto:

    Il termine professor indica una varieta` di figure, e non implica necessariamente una “tenure”, cioe` una posizione a tempo indeterminato.

  131. France ha detto:

    Nicola, ora te mi inauguri un’altra saga di seghe statistiche perottiangiavazzesche ma te la sei andata a cercare. Prendiamo la distribuzione nei ruoli per classi di eta’, ti va? Prendo i dati che sono disponibili sul sito del MIUR, sezione statistica (la chiuderanno presto, vedrai, cosi’ abbiamo finito di giocherellare coi numeri).
    Dei prof 40enni, 61 sono ordinari, 353 associati, 1043 ricercatori (totale 1457).
    Rapporto 1:6:17
    Di quelli con 50 anni di eta’416 ordinari, 662 associati, 636 ricercatori (totale 1714)
    Rapporto 1: 1,6: 1,5
    Di quelli con 65 anni (il fine carriera “minimo” per i ricercatori) 792 ordinari, 461 associati, 163 ricercatori (totale 1416)
    Rapporto 4,7: 2,8: 1
    Ora io sono un biologo del cazzo e le statistiche non le so fare, ma a me sembra che al procedere dell’anzianita’ si proceda (o meglio si sia proceduto, perche’ nel futuro chissa’, c’e’ sempre l’opzione meteorite nel 2012) con la carriera.
    Ma comincio veramente a sentire il peso di queste discussioni, forse avete ragione voi, la bile ci ha annebbiato i sensi e vediamo solo nemici intorno…

  132. kjandre ha detto:

    Mi associo alla bile di France e mi scuso con voi tutti per l’inutilità ed il terrorismo del mio intervento precedente.

  133. marcello ha detto:

    @ kjandre

    di che ti scusi? personalmente con me non ne hai bisogno, il fatto è che qui siamo alla ricerca continua di novità…

  134. Miriam ha detto:

    Ma l’avete letta la lettera del coordinatore di uno di questi sindacatucoli corporativi dei ricercatori, il CNRU? Roba da incazzarsi di brutto!

  135. Nicola (un altro ricercatore) ha detto:

    @carlo l’età media di ingresso in ruolo è ordinari: 50 anni, associati 44, ricercatori 36. Infilando un po’ di ipotesi sotto il tappeto non dico di sbagliare quando affermo che in “media” i tempi di permanenza in ruolo son quelli che ho detto. “On leave” non vuol dire che se ne andranno nel senso che lasciano Princeton, ma nel senso che sono visiting altrove o in sabbatico, sempre prof di Princeton restano. Concordo sul fatto che siccome siamo in transitorio il mio calcolo è approssimato e sarebbe più corretto il conto che dici tu. Ciò non toglie che il mio calcolo è basato su di un modello che funziona proprio così: la composizione del corpo docente dipende dalla percentuale di promozioni E dagli anni di permanenza in ruolo. E siccome gli anni in permanenza in ruolo nell’ultima classe sono maggiori (anche le persone che scrivono qui lo vogliono no? contro la gerontocrazia) allora il numero totale di ordinari è proporzionalmente maggiore.

  136. Nicola (un altro ricercatore) ha detto:

    @France Grazie del segaiolo, ma non è necessario incazzarsi con me. Proprio perchè qui si stavano usando i numeri alla PerottiGiavazzi ho scritto quel che ho scritto. I tuoi numeri confermano solo che DeoGratias c’è chi progredisce in carriera e semplicemente ricalcano l’abnorme anomalia della distribuzione d’età in ingresso dovuta all’ope legis dei primi anni ’80 di cui ancora abbiamo l’effetto. Nota che sopra i 55 anni (più o meno) il numero totale di ricercatori è ovviamente viziato dal fatto che i ricercatori esistono da meno di 30 anni.

    Detto questo a me premeva sottolineare che dire “la distribuzione del corpo docente 1:1:1 significa che tutti fan carriera” è un’affermazione falsa. E lo è. Siccome raramente sulle affermazioni false, anche se condite delle migliori intenzioni, si costruisce qualcosa di buono, in questa lista di discussione, animata da persone che voglion costruire qualcosa di buono, mi premeva dirlo, tutto qua.

  137. Precario un pò alterato ha detto:

    @miriam:

    l’ho letto. Queste corporazioni sono il male dell’università italiana. Meno male che non se li filano manco gli stessi ricercatori. I loro inviti al blocco della didattica, tanto per fare un esempio, sono stati usati dal 99% dei ricercatori come sostituto della carta da gabinetto.

  138. Miriam ha detto:

    Lettera interessante. Apprendiamo che:

    1) i ricercatori universitari possono a buon diritto essere annoverati fra i poveri del Paese. Con buona pace di precari, centralinisti, commessi, metalmeccanici, disoccupati, cassaintegrati. Presto abbandoneranno i ristorantini attorno agli atenei per trasferirsi in blocco alla mensa della Caritas.

    2) sono pure bistrattati, perché non gli riconoscono la parità con i professori. Poverini. Questi si che sono problemi nella vita.

    3) l’on. Ghizzoni (PD) continua a darsi da fare per devastare l’università italiana. Non essendo riuscita a sopprimere i precari dal governo, tenta di completare l’impresa dai banche dell’opposizione.

    Ogni giorno se ne impara una nuova…. Oggi addirittura 3!!!

  139. Mike ha detto:

    Su 1416 65enni, ci sono 163 ricercatori, poco piu` del 11%.
    Se contiamo che qualcuno diventa ricercatore a 50 anni, magari la moglie di qualche ordinario, per cui non ha semplicemente tempo di progredire, che facciano praticamente tutti carriera e` un dato di fatto.

    Princeton e` piena di professors? Non ci arrivi? Che sia perche` i ricercatori improduttivi li hanno falciati subito, e si sono tenuti solo quelli bravi?

    E se vuoi tenerti quelli bravi devi pagarli. Noi invece ci teniamo e paghiamo tutti.

  140. ettore ha detto:

    E poi un dipartimento di matematica, dove non ci sono lavori di laboratorio tanto per fare un esempio e quindi necessità di una struttura piramidale da fare non mi sembra un caso statistico oggettivamente.

    Grande Mike!!!!
    Grande Miriam!!!!

    Ma questa Ghizzoni la hanno pure riportata in parlamento? Poi si stupiscono che il PD sta al 26%!

  141. Nicola (un altro ricercatore) ha detto:

    Grazie Ettore e Mike dei costruttivi commenti.

    Poi magari quando avete dieci minuti vi leggete questo

    http://www.df.unipi.it/~rossi/RECLUTAMENTO_CARRIERE.pdf

    e questo

    http://www.df.unipi.it/~rossi/DINAMICHE_CUN.pdf

    dove è spiegato come, cifre alla mano, in fisica (dove mi risulta farsi uso di sporchi laboratori):

    a) la percentuale di promozione di ricercatori ad associato è del 70% e quella degli associati a ordinario del 58%, da cui, facendo il conto a spanna, a fare l’intera progressione di carriera sono il 42% di quelli che entrano.

    b) A regime invariato l’attuale distribuzione a cilindro (1:1:1) assottiglierà la punta e diventerà leggermente piramidale.

    Mi scuso con Carlo perché ho commesso un errore: il fatto che la media di ingresso in ruolo da associato sia 44 anni e la media di ingresso in ruolo da ordinario sia 50 anni non vuole dire che la media di permanenza in ruolo sia di 6 anni. E’ proprio la discrepanza fra questi due dati a creare l’innalzamento dell’età media di associati e ordinari. La differenza è comunque sostanzialmente poco rilevante per il calcolo che facevo io.

  142. UnRicercatore ha detto:

    @nicola,

    Aggiungerei che all’estero la piramide esiste eccome: ma FUORI dalla docenza! I cosiddetti precari formano la BASE della piramide. A Princeton e in tutte le Univ. fuori d’Italia è PIENO di dottorandi che firmano il possibile e l’impossibile ma comunque al 90% non entreranno MAI nell’università per il semplice fatto che l’organico è quello che è.
    Non sono “precari” per questo perchè, come mi sono sforzato di dire tra un’invettiva e l’altra,lì il dottorato non è carta straccia come da noi.
    Oltre a vivere in paesi dove un pò di utile si reinveste in R&D, forse sono anche un pò più furbi e non fanno i confindustrial-ichiniani raccontandosi a vicenda che il pezzo di carta (altrui) non serve.

    @Miriam
    Non ho mai detto che la ricerca non conta: sono solo DOCENTI sulla base esclusiva degli articoli, malgrado tutte le peer-reviews che volete.
    Il livello delle riviste è scaduto, punto (forse per fisici e matematici le cose sono diverse). A questo proposito basta osservare la rarefazione delle discussioni, che un tempo davano uno straordinario valore aggiunto ad articoli davvero interessanti.
    Ho già scritto più volte di queste cose senza mai avere una risposta nel merito.
    Quello che alcuni non vogliono capire è che in aula SEI SOLO, ed i nodi vengono al pettine subito, alla prima domanda.
    Paradossalmente, la didattica come metro di valutazione serve proprio in una situazione oggettivamente degradata, in cui una percentuale non maggioritaria ma significativa di docenti è sub-standard, ma curiosamente ha pacchi di pubblicazioni non disprezzabili (è proprio il caso di dire “sulla carta”)!

  143. UnRicercatore ha detto:

    correggo
    “..sono solo [scettico riguardo alla valutazione dei DOCENTI] sulla base esclusiva…]

  144. France ha detto:

    Ah, ma siamo a posto, ora ci difende RIf Comunista…. State attenti eh?
    😉
    Ma dico io, ma se nemmeno i ricercatori si possono toccare, ma cosa stiamo a perder tempo? Chiudiamo la baracca, faranno i docenti felici ad aule vuote (le iscrizioni all’Universita’, infatti calano…).

  145. insorgere ha detto:

    @un ricercatore

    di fronte alle tue osservazioni non so se ridere o piangere

    ma ci sei mai stato negli USA? e in UK?

    a leggerti pare proprio di no…

  146. piddipi ha detto:

    Scusate, non mi è molto chiaro cosa voglia QUI UnRicercatore. Contesta forse il pensionamento forzoso dei ricercatori con 40 anni di contributi?
    Vuole che i ricercatori precari stiano zitti e muti e non disturbino l’accademia (che tanto per loro non ci sarà mai posto)? E che piuttosto i già pochi fondi vengano investiti per fare diventare per anzianità i ricercatori prima associati e poi ordinari?
    Scusate, sarò io limitato. Però vorrei umilmente fare notare a UnRicercatore (e prima di lui a RI) che “un po’”, in lingua italiana, non va scritto con l’accento, ma con l’apostrofo, giacché è un troncamento di “un poco”.

  147. carlo (lowercase) ha detto:

    x Nicola. L’osservazione di Mike che alla fine della carriera i ricercatori sono solo l’11% del totale dovrebbe mettere fine alla discussione. E’ evidente che fanno carriera quasi tutti.

    Il confronto con una universita’ privata, dove assumono solo i migliori (naturale poi che fanno carriera) e dove non ci sono scatti di anzianita’, il confronto in particolare con un dipartimento dove non necessitano di “bassa manovalanza” e’ fazioso.

  148. carlo (lowercase) ha detto:

    Caro piddipi, il problema di questo blog, dove non e’ necessaria la registrazione, e’ il continuo apparire di persone (forse sempre la stessa) col solo proposito di farci il lavaggio del cervello. In piu’, con il governo che fa pochissimo, l’opposizione che rema contro, e le mailing list che sembrano piu’ interessate a far rinascere RC piuttosto che alla nostra sorte, dire che siamo veramente messi veramente male.

  149. Francesca ha detto:

    L’on Ghizzoni è ricercatrice e ha esaudito le richieste delle associazioni dei ricercatori.
    Un bell’esempio di conflitto di interessi, ma d’altra parte in un partito privo di linea e connotati come il PD è piuttosto ovvio che tutto sia affidato a spinte corporative e guerre tra bande. Peccato che la banda precari nel PD non esista…

  150. France ha detto:

    Ma come no? C`e’ MARIANNA MADIA, ve la siete gia’ scordata?

  151. France ha detto:

    Meno male che c’e’ il PD:
    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/crisi-14/piano-pd/piano-pd.html

    Faccio notare:
    Il piano dei Democratici parte dalla riforma degli ammortizzatori sociali a partire dall’istituzione di un “sussidio unico di disoccupazione di cui possa benificiare qualunque lavoratore che perda il posto”. Il Pd chiede “sostegno al reddito dei precari, innalzamento della copertura della Cassa integrazione” e, sulla scia di Obama, “sospensione del pagamento delle rate del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa per i lavoratori che perdono il posto di lavoro”.

    Quindi la cosa migliore, ora come ora, e’ farsi licenziare, almeno per un po’ c’e’ il sussidio di disoccupazione e ti congelano le rate del mutuo…

  152. paolo ha detto:

    @France,
    la battuta non ha senso, farsi licenziare è sicuramente peggio che lavorare, anche se ti congelano il mutuo e continui ad aver un reddito anche se ridotto.
    Non è che ogni proposta del PD è una sciocchezza, e, come ogni trattativa, quando si fa una proposta si cerca di ottenere il massimo, anche cose che non hanno senso.

  153. paolo ha detto:

    @Francesca,
    non è “conflitto di interessi”, ma una azione di lobby, come è normale in politica.

  154. UnRicercatore ha detto:

    @piddipi
    [po’ anzichè pò .. ci baderò]
    QUI pensavo solo di sollecitare una discussione sui problemi dell’Università (che è poi il posto in cui anche voi ambite a lavorare stabilmente) non sulla guerricciola contro quei quattro ricercatori che hanno 40anni di contributi ma non 65 anni di età per liberare budget!!
    Non amo Merafina, ma questa è guerra tra poveri come dice lui.
    Semmai dovreste dire pensione a 65 anni per tutti, ordinari e associati inclusi.

    Quanto a UK e USA, in molti SSD “tradizionali” non stanno affatto messi bene. E allora?

    In ogni caso, in questo blog (per il quale non è necessaria la registrazione) non si risponde quasi MAI nel merito delle questioni sollevate.

  155. ettore ha detto:

    Merafina ha torto marcio anche in questa occasione. Onestamente classificare i ricercatori come poveri mi pare un insulto a chi è povero per davvero.

    Cordialmente…

  156. UnRicercatore ha detto:

    Al solito, MAI nel merito.

  157. UnRicercatore ha detto:

    Sembrano le argomentazioni da anticamera della ASL: “la colpa di questo schifo è dell’assistenza agli zingari!”
    Il budget non lo fanno certo quei quattro gatti da prepensionare.

  158. carlo (lowercase) ha detto:

    UnRicercatore, noi abbiamo chiesto pensionanmento a 65 anni per tutti.

    A parte questo, se non ti piace questo blog nessuno ti obbliga a restare. (Certo, se abbandoni il blog poi non puoi piu’ fare terrorismo contro i precari della ricerca.)

  159. insorgere ha detto:

    @ un ricercatore

    sai perché non ti si risponde nel merito?
    perché le tue affermazioni sono ora assurde, ora provocatorie, ora patetiche.

    personalmente ritengo che quello che proponi sia esattamente il contrario di ciò che dovrebbe essere l’università. sono queste posizioni che hanno determinato la crisi attuale.

    mi chiedo come tu faccia a non vergognarti.

  160. France ha detto:

    @UNRIcercatore
    Come dice Carlo, il pensionamento obbligatorio a 65 anni l’abbiamo chiesto e richiesto, molto prima che uscisse la 133. Ma nessuno ci caca, ovviamente. Poi e’ uscita la 133, e sono cominciate le levate di scudi in difesa dei ricercatori E DEI TECNICI/AMMINISTRATIVI, e noi abbiamo detto che per noi era bene che li pensionassero, e che bisognave farlo anche con associati e ordinari. Poi la lobby ha cominciato a premere ed e’ infine uscito l’emendamento Ghizzoni, che salva i ricercatori MA NON I TECNICI/AMMINISTRATIVI. Per me, e parlo a titolo personale, ha vinto una lobby, per quanto misera, quella dei ricercatori, su una ancor piu’ misera, quella dei tecnici. Noi manco lobby siamo, infatti non ci caca nessuno (vedi sopra). Se avessero resistito i pensionamenti forzosi, avremmo avuto una base solida da cui chiedere anche i 65 anni per tutti. Ora che avete ottenuto soddisfazione, chi glie lo va a dire alla Ghizzoni di mandare tutti a 65? Io l’ho fatto, provaci tu… Comunque godetevi la vittoria, non so quante altre soddisfazioni vi concederanno nei prossimi anni.
    @paolo
    Secondo me delle misure che vogliono solo tamponare la falla della marea di non-rinnovi che sta per arrivare e’ una resa incondizionata. Perche’ W el Trony non propone, invece, di abolire la legge Maroni (Biagi)? Perche’ non propone di creare una sola figura di lavoratore a tempo determinato, rinnovabile per un tot numero di volte, limitata nel tempo, con diritti pari a quella dei lavoratori a t ind e magari pagata leggermente meglio? Se siamo a sparare cazzate (perche’ quelle sono, mica e’ al governo lui veramente) allora spariamole grosse. Ora prima di darmi del rifondarolo ti comunico che io voto e purtroppo votero’ il PD, non so bene perche’ da un po’ di tempo, diciamo perche’ mi basta che tengano l’Italia in Europa.
    PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA’: c’e’ un bioinformatico e/o un laureato triennale/quinquennale in biotecnologie-biologia all’ascolto? Interessa lavorare in una azienda biotech in Olanda?

  161. Nicola ha detto:

    Mi dispiace che il mio intervento precedente non vi sia arrivato.

    @carlo: no, l’osservazione di Mike che a fine carriera i ricercatori sono solo l’11% del totale non mette fine a niente. Come ho detto bisogna contare che sono pochissimi i ricercatori che hanno avuto tempo di percorrere tutta la carriera visto che tale figura esiste da meno di trent’anni.
    (E’ evidente da questa tabella:

    http://www.df.unipi.it/~rossi/docenti_nascita.html

    ad esempio).

    Così leggendo:

    http://www.df.unipi.it/~rossi/RECLUTAMENTO_CARRIERE.pdf

    si vede che fra i fisici (visto che i matematici non contano) in media il 70% dei ricercatori diventa associato ed il 58% degli associati ordinario; il che mi sembra voler dire che il 42% dei ricercatori percorre tutta la scala della carriera.

    Nessuno dei vostri argomenti comunque tocca il fatto che mentre un alta selezione nella progressione della carriera tende a far assumere al corpo docente una forma a piramide, il crescere della velocità di carriera tende a fargli assumere la forma opposta, la piramide rovesciata). Per ottenere una priamide con una buona velocità di progressione di carriera bisogna settare degli standard di selezione tipo 1 su 10 ce la fa. Un’assurdità che non avrebbe uguali altrove.

    Se si vogliono tutte e due le cose (sì alla meritocrazia, no alla gerontocrazia, per buttarla in slogan) è facile che si ottenga una configurazione della docenza a cilindro. Ed è facile che i dipartimenti migliori addirittura assumano la piramide rovesciata, che dunque non è affatto dimostrazione di scarsa qualità (buffo che Mike mi dia ragione insultandomi: ci arrivo, a Princeton le cose stanno così proprio perché tengono i migliori, e li tengono per sempre, sin da giovani).

    Nel mio SSD nel mio dip. ci sono 7 ricercatori, di cui max 3 hanno prospettive di carriera, 5 associati di cui non più di 1 con chance di progredire e un ordinario. Una bella piramide. INFATTI siamo uno dei dip. peggiori d’italia e non facciamo concorsi da ricercatore da 7 anni perchè nessuno fa carriera.
    Nello stesso SSD c’è un dip. che ha 10 ordinari, 6 associati e 4 ricercatori. E’ il migliore d’Italia. I ricercatori son tutti giovani con ottime prospettive di carriera e solo un paio di associati son vecchie cariatidi.

    Prima di insultare ci vogliamo pensar su un paio di minuti?

    Nicola

    P.S. siccome mi viene il dubbio che qualcuno intendesse dire questo
    a) non conosco UnRicercatore, non so chi sia
    b) sono a favore di una severa valutazione sul merito a tutti i livelli
    c) credo che questa valutazione dovrebbe dipendere almeno per il 90% dall’attività di ricerca e pochissimo, invece dai meriti didattici.
    d) faccio notare che il pensionamento dei ric. con 40 anni di contributi aumenta apparentemente le risorse disponibili alle università, ma aumenta le spese dello stato; grande idea quella di far pagare Pantalone (nota: se si accetta l’idea che i concorsi fino ad oggi non siano stati isole di trasparenza si mette in conto che licenziamo a forza anche gente ancora attiva).

  162. Francesca ha detto:

    Veramente il corporativissimo emendamento Ghizzoni non è stato neppure messo ai voti, perché subito prima ne è passato un altro, sempre targa PD, che prevede che il conteggio dei 40 anni si faccia sul servizio effettivo e non sugli anni di contribuzione. Comunque poco cambia, il risultato è lo stesso, anche se e in questo caso hanno avuto qualche beneficio anche i T.A.

    E poi un suggerimento: fate come noi, il PD non votatelo finché non cambia andazzo. Finché pensano che il nostro voto è garantito anche mentre ci rompono i denti, non la finiranno mai.

  163. UnRicercatore ha detto:

    @insorgere
    Non faccio terrorismo e non ho proprio nulla di cui “vergognarmi”.
    Puoi sostenere che posizioni come le mie hanno determinato la crisi attuale solo se non hai mai messo piede in un dipartimento, cosa parecchio probabile vista la totale assenza dell’Università dai tuoi discorsi.
    Io qui ci sto da oltre vent’anni a vario titolo (da quando ero matricola) e forse so di che parlo, almeno riguardo al mio dip e ai corsi di laurea di mia conoscenza.
    Non mi piace affatto ciò che vedo in dip ma non ho letto molte proposte in merito. Solo parole come “ricerca” e “valutazione” ripetute a mò [mo’?] di mantra. Quale ricerca? Quale valutazione?

    @france
    cosa c’entra la battaglia (purtroppo impossibile da vincere) per i 65 anni con i prepensionamenti dei tecnici e dei ricercatori? quest’ultima misura sembra proprio un miserabile espediente di bilancio.

  164. insorgere ha detto:

    @ un ricercatore:

    io nell’università ci sono entrato come matricola nel 1992…sono 17 anni – contro i tuoi 20…ma io non sono strutturato.

    al resto non rispondo. vuoi tutelare i tuoi biechi interessi, fai pure. meriti di affondare con tutta la baracca.

  165. Mike ha detto:

    Caro unRicercatore, ti rispondo io “nel merito”.

    riguardo la tua ossessione per la didattica:
    lasciamo che siano i clienti, cioe` gli studenti, a valutarla. Vorrei farti notare che le 350 ore di didattica, comprensive di assistenza agli studenti che spesso non si fa o si affida ad assegnisti e dottorandi, e di assistenza ai tesisti che spesso non si hanno, sono o dovrebbero essere parte minima del lavoro. O pretendi di lavorare meno di 10 settimane l’anno? Vorrei poi farti notare che non esiste buona didattica senza buona ricerca, perche` si fa anche didattica di II e III livello, in cui si raccontano cose piuttosto avanzate sai? E chi nell’era del dual core si ferma a raccontare l’8088 non sta rendendo un buon servizio agli studenti.

    Riguardo le riviste il cui livello e` scaduto: falso. Sono proliferate le riviste, perche` i tuoi amici strutturati amano collezionare posizioni di editors di qua e di la`, ed hanno bisogno di letamai in cui pubblicare la loro immondizia. Per questo sono nati IF, H index e menate varie. O forse sei uno di quelli che sostiene che Nature, Science, Lancet, e Physical Review varie pubblicano schifezze? Forse sei un sostenitore della teoria del complotto, secondo cui pubblicare sulle riviste suddette e` questione d’amicizie?

  166. Johnny ha detto:

    il fatto che qualche ricercatore si degni di partecipare al nostro blog la dice lunga sulla loro perdita di potere. sono molto più gentili e diponibili di qualche mese fa… essì…

  167. Nicola ha detto:

    Sul sito

    http://www.df.unipi.it/~rossi/documenti.html

    potete trovare la dimostrazione di come in fisica:
    il 70% dei ricercatori diventa associato
    il 58% degli associati diventa ordinario
    da cui si deduce che il 42% dei ricercatori percorre l’intera carriera.

    L’argomento del 11% non dimostra nulla: andate a vedere la distribuzione totale anno per anno di età/status accademico e vedrete con evidenza che basta shiftare di 7/8 anni e i ricercatori abbondano (ancora i trentenni dei giudizi d’idoneità non sono arrivati alla pensione).

    E resta ahimè vero che la “forma” del corpo docente dipende da due parametri: selezione nella progressione in carriera E velocità nella progressione in carriera. Per cui se fate molta selezione e la progressione è abbastanza veloce il corpo docente sarà distribuito a cilindro 1:1:1. Liberi di voler ignorare il problema e sognare una distribuzione a piramide possibile a costo di:
    a) allungare ancora i tempi di carriera (gerontocrazia)
    b) far progredire pochissimi ricercatori (e quindi riempire i dipartimenti di ricercatori anziani senza possibilità di carriera).

    @Mike Io non penso che la valutazione della didattica debba entrare nella progressione in carriera. PERO’ per legge le 350 ore per i ric. sono al massimo e non sono obbligatorie (non esiste un minimo); la legge è questa.

  168. stufadiessereprecaria ha detto:

    Miei cari,
    sono entrata come matricola all’università nel lontano 1985, mi sono laureata nel 92 (causa occupazione pantera in parte, e in parte per soggiorno di studio in UK con borsa) e da allora dall’università non sono mai uscita… benché abbia fatto anche altre cose, perché bisogna pur vivere. Ho vinto il dottorato nel ’97, perché fino a qualche anno fa il concorso era nazionale… e per la mia materia c’erano tre posti in comune con un’altra università… era una lotteria, non come ora…
    ho discusso la tesi di dottorato nel 2001, da allora solo assegni, e come candidata abbastanza forte ero ormai sul punto di essere finalmente strutturata, quando è arrivata la Gelmini….
    Penso che non resti molto da dire, dono completamente d’accordo con insorgere….

  169. Nicola ha detto:

    Vorrei aggiungere un esempio.

    Nel mio dip. ci sono 7 ricercatori, 5 associati, 1 ordinario. Una fantastica piramide. Siamo uno dei peggiori dip. di Italia. In particolare 4 o 5 ricercatori non verranno mai promossi. Di conseguenza non fanno nuovi concorsi da 7 anni. (E al massimo uno degli associati farà carriera e quindi ci sogniamo anche i concorsi da associato). Evviva la piramide.

    Nel miglior dip. di Italia nello stesso SSd ci sono 10 ordinari, 6 associati e 4 ricercatori. Quest’ultimi tutti giovani e con grandi chance di carriera. Una fetentissima piramide al contrario.

  170. France ha detto:

    Cari ricercatori, avete ragione voi. La carriera non e’ un automatismo, gli stipendi sono ridicoli, la piramide e’ una chimera improduttiva. E’ molto meglio che tutto rimanga com’e’, che nel 2013 scompaia il ruolo di ricercatore e rimangano solo quello di associato e ordinario, e magari proporre di passare tutti associati (che senso ha mantenervi in un ruolo che non esiste piu’?).
    RECLAME: Per posizioni da group leader, post-doc, dottorati e posti da tecnico in tutte le univestita’ olandesi visitate www . academictransfer . nl

  171. insorgere ha detto:

    piramidi, cilindri…ragazzi che sfere…

    c’è una cosa che va ribadita. non tutti devonon fare carriera. Ordinari, cioè full professors, dovrebbeo diventarlo in pochi, pochissimi. E’ un livello cui solo i migliori dovrebbero poter ambire, e in numero ristretto.

  172. UnRicercatore ha detto:

    @nicola
    Bella sfiga.

    @mike (6.32 pm)
    Chi ha mai detto che il lavoro si limiti alla didattica? Guarda che “anche” gli strutturati pubblicano, sacrificando anzi intere foreste.
    1) E chi deve valutare la didattica se non gli studenti? L’ho scritto IO, QUI e pure svariate volte!!! Basta chiedere ai laureandi cosa pensano del “servizio” di cui hanno usufruito, e sentirete delle belle cosucce (sugli ordinari, sui ricercatori, e anche sui genietti in erba).
    A regime forse non servirà più, ma ORA e finche non ci sbarazza di tanta zavorra accademica, valutare la didattica è fondamentale.
    2) “ossessione per la didattica”? l’università sta qui per trasmettere il sapere, più e prima che per produrre migliaia di articoli che nascono già in massima parte irrilevanti (questo include buona parte del mio “pacco”, beninteso, e probabilmente anche del tuo). Sai quanto importa agli studenti se tu vai su Physical Review. a meno che tu non abbia la fortuna di insegnare ad un ipotetico III livello (cosa estremamente rara per un non strutturato), ovviamente.
    Col che passiamo al punto
    3) Le riviste: vogliamo mettere nella tua eterogenea lista pure il Journal of Roman Studies e i Fantastici Quattro? Di Lancet, Nature e Phys. Review non mi interesso perchè non mi riguardano professionalmente. Ciò che so è che nel mio SSD le riviste principali SONO scadute: già l’ho scritto ad nauseam ed è peraltro opinione condivisa da moltissimi colleghi. Ci sono motivi ben precisi, a non posso entrare in dettaglio. E tra l’altro sappi che le posizioni di editor ambite non sono quelle degli degli pseudogiornali, ma quelle prestigiose (da noi gli pseudojournal esistono ma sono considerati zero, meno di certe conferenze che ancora “tengono”).
    Ciò non vuol dire assolutamente che un articolo presentato alla sagra della porchetta valga quanto uno su rivista. Ma.. non è tutto oro quel che riluce.

    Invece di perderti in slogan anni ’70 e insulti (all’8088 ci penserai tu, non certo io; quanto al conto delle ore di didattica, tengo un corso e mezzo e l’assistenza agli studenti non la fanno certo i “precari” da noi, mica siamo a Giurisp.) parla di cose che conosci direttamente.

    @france
    Accidenti, l’ope legis. Che vergogna! Ma dico, pensi che per motivi estetici io mi schifi di un 30% di stipendio in più, specie condiderato che faccio da anni il lavoro di un associato e, con buona pace di “insorgere” non ho nulla di cui vergognarmi quanto a ricerca?

  173. France ha detto:

    Il mondo e’ un ospedale in cui ogni malato crede di poter guarire semplicemente cambiando di letto…
    UnRiceratore, proponiamo l’avanzamento di tutti i ricercatori ad associati, dai! Ora che nessuno vi puo’ mandare in pensione prima che incominci il processo di mummificazione e che grazie a Letizia Bricchetto Arnaboldi Moratti a nessuno tocchera’ piu’ tale sfiga (entrare come, puah, ricercatori), che senso ha discriminarvi? Tutti associati, todos caballeros!
    COMMERCIAL: per lavorare nei settori bio-food-chemistry in Olanda, www . bcfjobs .nl

  174. carlo (lowercase) ha detto:

    Una domanda completamente off-topic. Vorrei sapere quali sono le ritenute per i contratti da ric. prec. in Italia (assegno, cococo, postdoc). In genere all’estero le borse di postdoc sono esentasse (non vanno nella dichiarazione dei redditi), mentre le ritenute per la pensione sono a monte. Nei vari contratti cococo/assegno/postdoc italiani sono inclusi contributi per la pensione? A quanto ammontano in rapporto al lordo della borsa? Sono contratti esentasse? In nessuno di questi e’ prevista copertura assicurativa? Per i ricercatori TD cambia qualcosa?

    Dove si puo’ trovare una descrizione dettagliata dei vari tipi di contratti?

  175. Mike ha detto:

    UnRicercatore,

    e` interessate notare che o non ti si risponde nel merito, o non sappiamo di cosa parliamo, oppure ci esprimiamo per slogan.

    Essendo il blog pubblico necessariamente la discussione deve avere carattere generale, ti ho fatto esempi di riviste con alto IF in cui di spazzatura ne trovi pochina. Se tu ti occupi di scienze confuse o incoscienze politiche e le riviste del TUO settore sono scadute non puoi pretendere di rappresentare l’intera comunita` scientifica.

    Io credo che l’universita`, la conoscenza debba non solo diffonderla ma anche e prima di tutto, PRODURLA. Ma tu forse fai il ricercatore in un liceo…

  176. ario ha detto:

    @ carlo (lowercase)

    guarda: http://ricercatoriprecari.wetpaint.com/page/Piccola+guida+alla+giungla+contrattuale

    indicazioni utili le trovi sul sito del Nidil
    ma anche su quello dell’Inps, gestione separata per collaborazioni, assegni e cococo. Queste figure hanno tutte l’aliquota al 27%.
    Se non erro il dottorato (e il post doc)ha l’aliquota ridotta al 14%
    Assegnisti e dottorandi dovrebbero avere copertura assicurativa, i collaboratori non necessariamente.
    Doc e post-doc sono esentasse (a parte la ritenuta a monte). Assegni e cococo sono tassabili…

    I ricercatori a tempo determinato versano incassa INPDAP come quelli strutturati e sono tassati.

  177. kary ha detto:

    a stufadiessereprecaria
    e scrivi… fino ad ora solo assegni ?? Beata te, da me sono finiti i soldi e devo tenermi stretto un contratto per didattica da 2000 euro l’anno. Cmq me ne vado un po’ in silent mode… ultimamente c’e’ solo da deprimersi

  178. carlotta ha detto:

    Noto che cadete sempre più nel baratro
    po’relli… 😥

  179. carlo (lowercase) ha detto:

    Ario, grazie mille per le informazioni.

  180. France ha detto:

    Toh, si rivede Carlotta! Manca solo Colombo e poi abbiamo riunito i desaparecidos..

  181. Miriam ha detto:

    Provo a tracciare le linee per un compromesso, riprendendo una proposta circolata tempo fa sulla ML: i ricercatori strutturati ci cedono i loro 40 anni di contributi, noi andiamo in pensione, loro se ne restano nei dipartimenti fino a 95 anni assieme ai loro padrini ordinari.

  182. Miriam ha detto:

    Correggo: fino a 105 anni

  183. insorgere ha detto:

    la proposta di miriam non è male mah…
    non sarebbe più semplice e risolutivo spargere nei dipartimenti il bacillo della peste bubbonica?

    dopo una bella pestilenza si riparta da zero, e chi è sopravvissuto può rifondare il tutto.
    tipo diluvio universale…

  184. precaria ha detto:

    insorgere: effettivamente le leggi raziali del 38 hanno fatto andare via Fermi e Segre’. Non so’ cosa ci abbiano guadagnato i giovani italiani….
    sparisco per sempre da questo sito triste….in cui c’e’ troppa gente che spera che dalle disgrazie altrui ne nasca qualcosa di buon per loro…
    saluti.

  185. Ric. Pre. ha detto:

    Quali disgrazie, scusa?
    Mi pare evidente che quella di insorgere era una battuta.

  186. France ha detto:

    Fermi se n’e’ andato in America per far sfuggire alle leggi razziali sua moglie a 37 anni, Segre’ a 33… Fonte la banalissima wikipedia.
    Adesso basta ridere.

  187. insorgere ha detto:

    scusatemi, dovevo scrivere IRONIA ON

    era evidentemente una battuta, forse di pessimo gusto, dettata dall’ansia e dalla frustrazione.

    ovviamente non auguro alcun male a nessuno.

  188. France ha detto:

    Paragonare poi una misera legge che mandava 4 (vecchi)gatti in pensione alle leggi razziali mi fa invece parecchio incazzare: spero che vi rendiate conto che siete oltre il ridicolo, siete preoccupanti…

  189. insorgere ha detto:

    provo a trarre le conclusioni della discussione svolta sin qui.

    1. non è lecito sperare in un rapido ricambio generazionale grazie ai pre-pensionamenti
    2. non sembra ci sia da confidare troppo nella pseudo-riforma gelmini
    3. navighiamo a vista ed è probabile un blocco dei concorsi (ma per quanto tempo?)

    allegriaaaaaaa

  190. carlo (lowercase) ha detto:

    Cara precaria, Fermi ha vinto il nobel a 37 anni. Facciamo cosi’, cacciamo dall’Univ. tutti quelli che a 65 anni non hanno ancora vinto il premio nobel.

    E poi, andare in pensione a 65 anni! Accidenti che disgrazia! Quali crimi devo commettere per avere un trattamento del genere?

    [disclaimer: sarcasmo]

  191. carlo (lowercase) ha detto:

    A proposito, ci sono notizie delle nuove regole concorsuali? Possibile che la deadline del 9 febbraio e’ passata, e nessuno dice nulla? Che si vocifera nei dipartimenti?

  192. insorgere ha detto:

    nel mio dipartimento si vocifera che se va bene si vedrà la luce verso aprile…

  193. Miriam ha detto:

    Nuova scontata sconfitta del PD. Le percentuali elettorali si avvicinano al bacino sociale di riferimento del partito: pensionati, ricercatori, baroni, confindustriali più o meno illuminati…
    Il voto precario come al solito è costretto all’astensione. Bravi, continuate a suicidarvi così: sulle barricate in difesa di ogni privilegio!

  194. France ha detto:

    @Miriam
    Non mi sembra pero’ che se ne sia avvantaggiato qualcuno, del voto precario. A meno che i precari non votino ANCHE loro per Berlusconi, cosa che comincio veramente a sospettare. In fondo l’ironia sta tutta nella saldatura che si crea fra Briatore, i cementificatori e la gente comune quando si parla, ad esempio, di frenare l’edificazione selvaggia e aumentare le tasse sugli yacht. Poi finita la sbronza Briatore si rinchiude nel Billionaire con le sue odalische e la gente comune va a vangare… Ma in fondo non accade lo stesso quando tutti i precari scendono in piazza con studenti, ordinari, associati, ricercatori, tecnici e rettori per protestare “contro i tagli” e poi, passato l’autunno, tutti a posto allineati e coperti, e loro sempre precari?

  195. Miriam ha detto:

    Mi sembra evidente che il voto precario va in gran parte in astensione, in piccola misura a destra. Non dimentichiamo che l’affluenza è scesa del 4% e che evidentemente ha riguardato l’elettorato (potenzialmente) di sinistra.

    In ogni conflitto si impone, per legge di naura, la logica dell’amico/nemico: se la sinistra difende privilegi e corporazioni è ovvio che i precari non la votano. A qual punto per ognuno si tratta solo di scegliere se non votare o votare a destra. Fortunatamente per il Pd, la maggior parte preferisce la prima opzione, ma non trascuriamo il fatto che così si crea un bacino di astensione nel quale anche la destra può provare ad entrare.

  196. Lucas ha detto:

    Ho appena inviato sulla ML il link ad un documento approvato dal CUN lo scorso giovedì:

    http://www.flcgil.it/content/download/65185/420913/version/2/file/Parere+CUN+sulle+Linee+Guida+del+Governo+per+il+sistema+universitario+-+Febbraio+2009.pdf

    mi sembra un violento attacco ai lavoratori precari: nella parte sul reclutamento si sconsiglia qualsiasi intervento per ripristinare il sistema piramidale esprimendo una implicita critica al punto dell’ex-D.L. 180 (ora legge 1/09) che prevede la destinazione del 60% delle risorse ai concorsi da ricercatore e si invoca un sistema di abolizione dei concorsi intermedi (QUELLI DA ASSOCIATO E ORDINARIO) con conseguente inevitabile dirottamento di ingenti risorse verso progressioni di carriera che si vorrebbero valutative-non concorsuali, ma che in realtà diventerebbero, come sempre accade, automatiche. Inoltre si attua una specie di genocidio generazionale, bollando le posizioni di una intera fascia di età come “prive di ogni realistico sbocco occupazionale”. L’unico punto positivo è l’accoglimento della nostra storica richiesta di ricondurre tutti i contratti precari al solo T.D.

    Occorre reagire.

  197. Untenured ha detto:

    Miriam
    ma queste analisi sul voto “precario” da dove le deduci? Che basi empiriche possiedono? Chi te lo dice che i precari si astengono?

    Guarda che in Sardegna Soru ha perso a causa dei conflitti interni al PD. Uno degli ultimi atti della giunta regionale è stata una legge per la ricerca, con due provvedimenti: uno tipo Prin (gruppi di ricerca), l’altro per “giovani ricercatori” (modello Ideas del Programma Quadro) (http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=106750&v=2&c=3&t=1). La scadenza era proprio ieri, il giorno delle elezioni. Ieri c’era una folla di ricercatori, moltissimi dei quali precari, per consegnare la domanda. Io ho pensato: magari ci fosse la stessa folla per i concorsi universitari!

    Sono certo che questi ricercatori precari abbiano votato per il centro-sinistra. E’ probabile, ma non provato al momento, che altri precari abbiano votato per il centro-destra.

    Insomma non è detto che i ricercatori precari siano assimilabili agli altri precari quando votano. Così come non lo sono in quanto a politiche di reclutamento. Il fallimento della sinistra italiana (parlamentare e non solo) è quello di non distinguere tra figure sociali profondamente diverse e gettare tutti – dai ricercatori precari ultraspecializzati ai lavoratori interinali con diploma di scuola superiore – nella grande ammucchiata del “precariato”.

  198. Miriam ha detto:

    Ovviamente non mi riferivo allo specifico dei precari della ricerca, che sono una quota comunque piccola dell’elettorato, ma all’insieme di tutto il mondo precario. Lo stesso atteggiamento pro-corporazioni e pro-privilegi che il PD mostra quando si occupa di università si ripete in ogni situazione in cui le aspettative dei lavoratori precari confliggono con la difesa dei privilegi generazionali degli anziani e le sue conseguenze elettorali si moltiplicano per il numero di tali conflitti.
    I partiti di sinistra dovrebbero essere il punto di riferimento di disoccupati e precari, invece i dati censis evidenziano che fra di essi superano a malapena il 50%. Poiché parallelamente il PD non sfonda minimamente nelle fasce sociali che hanno il proprio riferimento a destra, le sconfitte divengono inevitabili. E’ un po’ come se il PD pareggiasse in casa e perdesse in trasferta.

  199. France ha detto:

    OOOH, infatti, smettiamo di sognare: Berlusconi vince perche’ lo votano, non perche’ non votano per i suoi avversari. Il PD ha avuto 20 punti di distacco dal PDL. Poi che chi lo vota potrebbe votare per qualcosa di meglio, e’ un altro discorso. Secondo me non esiste piu’ nemmeno il voto di protesta, ormai c’e solo il voto di disperazione…
    @Lucas: beh, mi sembra ricalchi in pieno gli interventi degli struttuarti che raramente intervengono qui….

  200. Untenured ha detto:

    @ Miriam
    “precario” è un attributo contrattuale che designa figure molto diverse tra loro, per scolarizzazione, percorsi lavorativi etc.

    non ha senso dire che “I partiti di sinistra dovrebbero essere il punto di riferimento di disoccupati e precari”. E’ demagogia, da era-governo Prodi, che porta dritti al “stabilizziamoli tutti!”

    Il passo in avanti della sinistra dovrà essere quello di approfondire la sua analisi sulla composizione sociale del lavoro e proporre risposte diverse a bisogni e aspirazioni diversi.

  201. Miriam ha detto:

    @Untenured

    sinistra e destra hanno le loro aree sociali di riferimento. E’ cosi’ in ogni sistema democratico del mondo. E i precari, pur nelle loro disomogeneità, appartengono al bacino della sinistra. Se la destra riesce a fare il pieno nei bacini suoi e la sinistra no, le sconfitte sono inevitabili.
    La politica è fatta di idee, ma anche di consenso: avere idee belle che piacciono a pochi non è nell’interesse di nessuno, nemmeno di coloro che le condividono e non le vedranno comunque mai realizzate.

  202. paolo ha detto:

    il voto in Sardegna insegna che gli elettori seguono le indicazioni televisive, parlare singolarmente agli elettori non serve più, e le discussioni su internet tagliano fuori la maggior parte dell’elettorato sopra i 50 anni.

  203. Precario un pò alterato ha detto:

    Le televisioni c’erano pure quando Soru ha vinto.
    Non rifugiamoci nell’insulto agli elettori.

    Il fallimento è sociale. Quanti di noi non votano più per il PD perché non se ne sentono più rappresentati?
    Io alzo la mano.

  204. France ha detto:

    @Miriam
    Che i precari appartengano al bacino della sinistra e’ ormai una affermazione stantia. INtanto perche’ sonon veramente tanti, e non e’ possibile etichettare una massa cosi’ facilmente come con i tassinari de Roma, per dire.
    POi perche’ tanti di quei precari che lavorano nella pubblica amministraione, ricercatori inclusi (e ne conosco un po’) condividono con la destra leghista e liberista (all’amatriciana, s’intende) il dente avvelenato contro le nomenklature e i “fannulloni” che ai loro occhi rubano il posto ai precari. Il che in fondo in molti casi non e’ sbagliato, anche se poi lo si vede bene come la destra in Italia non sia affatto liberista e anti-fannullona, se non di facciata… Ma, anche qui, la sinistra si frega con i veti sindacali, con i colpetti di mano tipo, vedi un po’, le norme salva baroni e gli stop ai pensionamenti forzosi…

  205. France ha detto:

    Comunque tornando al documento del CUN,riguardo al reclutamento mi pare emerga una linea di condotta di questo tipo.
    a) Non rompeteci le palle con le strutture a piramide: togliete i vincoli sul turnover che privilegiano l’assunzione di nuovi ricercatori tanto nel 2013 con la Moratti li facciamo scompari’…
    b) Proprio per questo, vediamo di equiparare i ricercatori che rimangono ai prof associati, che’ senno’ vengono discriminati.
    c) Per il reclutamento che verra’, idoneita’ nazionale a lista aperta (tipo un concorso l’anno, ma solo per l’idoneita’), e poi ognuno chiama chi vuole. Ovviamente per gli associati e ordinari vanno lascite delle finstre per i ricercatori e gli associati, rispettivamente.
    Ora io vorrei farvi notare che entro il 2013, per sopraggiunti limiti di eta’ (a meno che non glie la estendano fino a 105 anni come proponeva Miriam), ne andranno in pensione quasi 9000 tra ric, ass e ord. Rimarranno operativi 21000 ricercatori, piu’ quelli che saranno fatti con il turnover nei prossimi 5 anni e quelli del finanziamento straordinario Mussi (quando mai si degneranno di bandire). Se la mossa gli riesce, e diventano todos caballeros, i precari sono pronti per la sepoltura.

  206. paolo ha detto:

    Quando Soru ha vinto non c’era Mattino Cinque, non c’era il governo a sostenere un candidato di parte.

  207. Precario un pò alterato ha detto:

    Ma il CUN non era stato commissariato dopo i recenti articoli sulle parentopoli?

  208. France ha detto:

    Certo, eccome. Infatti Lenzi e’ stato appeso a testa in giu’ a piazzale Loreto, no?

  209. insorgere ha detto:

    io non mi stuperei tanto per la presa di posizione del cun.
    negli ultimi due anni di documenti con quel tipo di richieste il cun ne ha sfornati parecchi. fortunatamente sempre senza esito.

    non credo che se li filino molto.

  210. ciccio ha detto:

    Riassumo usando quanto detto in questo blog dal 7 febbraio ad oggi.
    —-
    Se potete, emigrate… No, davvero, vendete tutto (?) e andate via…

    altro che ricerca,
    qui ci siam giocati la democrazia.
    Le coscienze son sopite, non sappiamo neppure incazzarci……

    Vedo che qui si continua a farsi le pippette con leggi e leggine… bella vita… ma cosa vi spinge ad andare avanti in queste discussioni? nn trovo veramente le parole……….

    I precari sono irrappresentabili.

    Ma qui, fanciulli, ci stiamo allegramente masturbando sul Postalmarket perche’ se non si fosse capito dei precari non glie ne frega nulla a nessuno… Forse nemmeno ai precari stessi…

    Perché al momento giusto ce lo butterebbero nel c**o, come hanno sempre fatto. Scusa la volgarità, ma rende l’idea.

    Vogliamo continuare a parlarci solo tra noi? Anche le opinioni diverse, contrarie, contrapposte, dovrebbero servirci a chiarire cosa vogliamo.

    Ci considerano avversari, perché potremmo consumare le risorse che loro vogliono per rimpinguare i loro grassi stipendi, il loro futuro garantito, le pensioni che noi non vedremo mai.

    Il mondo e’ un ospedale in cui ogni malato crede di poter guarire semplicemente cambiando di letto…

    Noto che cadete sempre più nel baratro
    po’relli… 😥

  211. France ha detto:

    Una bella antologia, che altro dire…

  212. UnProfessore ha detto:

    Caro Veltroni,

    leggo la sua dichiarazione sul “Corriere” di oggi, nella quale dice che non si scandalizza del milione di euro dato a Bonolis, in quanto sa fare bene il suo lavoro. Sono un compagno professore universitario. Ho un ottimo stipendio (circa 3400 euro al mese), e penso di saper fare bene anch’io il mio lavoro. Potrei avere un milione di euro come il signor Bonolis? Una mia amica tecnico laureato, che sa fare bene il suo lavoro e guadagna 1300 euro al mese, mi dice che gliene basterebbero 1800. Non è che lei e il compagno Petruccioli potete occuparvi anche dei suoi problemi? Purtroppo non conosco molti operai, ma penso che anche nelle fabbriche ci sia molta gente che sa fare bene il suo lavoro.

    Grazie,
    Alessandro

  213. whoami ha detto:

    Caro UnProfessore

    Lei è convinto di saper fare il suo lavoro… ma essendo quel lavoro non soggetto a nessuna forma di mercato e di competizione… il suo stipendio è in realta solo un rendita di posizione.

    Purtroppo per aiutare la tua amica dovresti chiedere mercato e competizione… cosa che nessuno strutturato (tu compreso) farebbe mai… (nessuno segherebbe mai il ramo in cui è seduto).

    Caro UnProfessore è impossibile che quelli nella tua condizione possano dispensare consigli di civiltà…

  214. France ha detto:

    Ah ah rivoluzioneitalia, grande!

  215. Miriam ha detto:

    Beati voi e Bonolis che avete chi quegli stipendi garantiti e chi cachet da un milione di euro. Poiché anche noi sappiamo fare bene il nostro lavoro, potreste girarci una quota di quei 3400 euro?

  216. paolo ha detto:

    Ottima risposta Noami, infatti quelli bravi nei quadri dirigenziali non guadagnano solo 3400 euro al mese.

  217. Untenured ha detto:

    la solita stampa scandalistica che non guarda ai veri problemi dell’università 🙂

  218. France ha detto:

    Emendamento della Lega: castrazione chimica per i prof universitari.

  219. Miriam ha detto:

    Vista l’età media non credo la loro vita cambierebbe più di tanto…

  220. France ha detto:

    Castrazione chimica contestuale all’assegnazione di dottorato con borsa, allora!

  221. insorgere ha detto:

    accidenti, è proprio un peccato che sia caduto il segretario del pd…ci vien proprio a mancare un punto di riferimento….

  222. France ha detto:

    Per la satira dici? In effetti ora Crozza si deve preparare un Bersani, o un Franceschini… Sai che fatica?

  223. Paolo ha detto:

    Penso che al professore che guadagna 3400 euro lamentandosi della dichiarazione di Veltroni si sia mancato di rispetto. La condizione di precario non giustifica il tono sprezzante e l’acrimonia di certe reazioni.

    “Lei è convinto di saper fare il suo lavoro… ma essendo quel lavoro non soggetto a nessuna forma di mercato e di competizione… il suo stipendio è in realta solo un rendita di posizione”

    Mi sembra di leggere un fondo di Libero o del Giornale o una dichiarazione di Brunetta.
    Vorrei chiedere all’amico perché mai ambisce a entrare in un sistema dominato
    dall’assenza di mercato e di competizione oppure se crede che la mancanza di competizione vale sempre per quelli che ce l’hanno fatta.

    saluti

    Paolo

  224. franco ha detto:

    Leggo sul sito Miur che ci sono molti concorsi per ricercatore ; valgono già le nuove regole concrsuali?

  225. insorgere ha detto:

    si valgono, ma non si sa quali sono…

  226. marco ha detto:

    @franco
    quali sono i “molti concorsi per ricercatore” cui ti riferisci?

  227. franco ha detto:

    Insorgere, volevo dire: commissione sorteggiata e abolizione delle prove scritte.

  228. franco ha detto:

    Marco: medicina: sessione I 2008 (33 posti), sessione II 2008 (24 posti per ora).

  229. marco ha detto:

    Le nuove regole per la formazione della commissione valgono per tutti i concorsi a ricercatore sia della I sia della II sessione 2008. L’abolizione dei 2 scritti e la limitazione alla sola discussione delle pubblicazioni vale invece solo per i concorsi a ricercatore banditi dopo il 10 novembre

  230. ario ha detto:

    Da un resoconto dell’ultima riunione CUN

    [….]
    Sui concorsi banditi nel 2008 e attualmente fermi, la Commissione mista (CUN, CRUI, Ministero, etc.) non ha raggiunto una posizione comune sulle procedure da adottare, in particolare sulle modalità di composizione dell’elettorato delle commissioni di concorso, tranne per il fatto che ogni votante dovrebbe potere esprimere una sola preferenza. Le opzioni in campo consentirebbero una, due o tre votazioni differenti, rispettivamente per tutti i concorsi per ricercatore, associati ed ordinari complessivamente; per ricercatori da un lato e associati ed ordinari insieme dall’altro; infine distinte per i tre livelli della docenza. Una diversa scelta comporterebbe un diverso ricorso al sorteggio: ad esempio con un’unica votazione oltre l’80% dei settori scientifici disciplinari non disporrebbe di un numero di eleggibili sufficiente a soddisfare le indicazioni comprese nella legge 1/2009 e, quindi, si andrebbe verso l’estrazione “secca” delle commissioni concorsuali. Le spinte governative vanno nella direzione di ampliare al massimo quest’ultima possibilità, nella probabile convinzione che il “caso” sia il migliore degli arbitri possibili (per cui attendiamo ci si dovrebbe attendere anche la prossima estrazione casuale dei parlamentari). Lo stato attuale delle cose è fermo in quanto è stato richiesto un parere all’Avvocatura dello Stato su quale via adottare. In ogni caso le tempistiche successive non consentono di prevedere l’inizio delle operazioni di voto per prima della fine della primavera (tra risposta dell’Avvocatura, emanazione del decreto ministeriale, implementazione della procedura elettorale da parte del Cineca, etc.). Dato che il CUN non procederà all’individuazione di nuove affinità tra gli attuali Settori scientifici disciplinari, non è escluso che si debba ricorrere ad elezioni supplettive, fino al raggiungimento della quota necessaria, nel caso le votazioni non producano un numero di eletti sufficienti alla formazione delle commissioni.

    [….]

  231. insorgere ha detto:

    la verità è che la soluzione migliore era il sorteggio puro, richiesto più volte da aprit e da altri.

    non hanno voluto il sorteggio puro e ora si lamentano per la complessità delle procedure. In ogni caso è evidente a chiunque che -de facto – sarà praticamente un sorteggio puro (a patto che ci sia un numero congruo di concorsi).

    non è un gran che, ma sicuramente meglio delle commissioni confezionate su misura del passato

  232. carlo (lowercase) ha detto:

    Rispondo a Paolo (21 Febbraio 2009 alle 1:10 pm). Paolo, il commento a cui ti riferisci e’ di rivoluzioneitalia, il quale parla per slogan e probabilmente non e’ neppure un ricercatore. Non si puo’ giudicare il tenore di un blog dai suoi troll. I troll vanno ignorati e basta.

  233. UnProfessore ha detto:

    Caro Paolo,
    apprezzo il fatto che non tutti i precari la pensino allo stesso modo. Sebbene i miei 3400 euro non siano commisurati a quanto bene faccia il mio lavoro, sono comunque soggetto al mercato (che mi ha fatto prima diventare ricercatore e poi professore) e alla competizione, quella proveniente dalle mie pubblicazioni e dal relativo credito (o discredito) professionale che ne deriva. Il mercato di oggi è diverso, più complesso e risente dei mali di un intero paese. Ma il modo in cui molti di voi si pongono rispetto a questi problemi di fatto li pongono già fuori da questo mercato, quello che esiste ora, quello che volete cambiare, ma pur sempre quello con cui dovete confrontarvi, nel bene o nel male.

  234. whoami ha detto:

    Povero carlo (lowercase):

    Se vuoi partecipare al commento fallo nel merito… nasconderti dietro alla parolina (i.e. troll) che hai imparato ieri… non serve certamente a costruire un dialogo ne tantomeno a darti lustro.

    Povero Paolo sei ancora a tifare nostalgicamente per la tua squadra… convinto che dietro quegli ideali professati non vi siano errori…
    Libero o il Giornale dicono le stesse sciocchezze/giustezze che dice L’unità o il manifesto…

    Caro UnProfessore…
    “Lei è soggetto al mercato del lavoro perchè ha sostenuto il concorsino…?”

    bella questa…

    Lei fraintende il mercato con i suoi principi e/o valori…
    Comportarsi eticamente bene non vuol dire essere soggetti ad un mercato del lavoro.

  235. whoami ha detto:

    @Paolo che dice:
    “Vorrei chiedere all’amico perché mai ambisce a entrare in un sistema dominato
    dall’assenza di mercato e di competizione oppure se crede che la mancanza di competizione vale sempre per quelli che ce l’hanno fatta.”

    Caro Paolo

    Qui stiamo parlando di sistemi NON DI PERSONE.

    Tirare in ballo ME come individuo è fuori tema.
    Io posso benissimo criticare un sistema e allo stesso tempo parteciparvi. Tu hai in testa forse il proverbino “predichi bene e razzoli male” ma questo nn è applicabile al singolo individuo. Potresti applicarlo a chi a responsabilità etiche o morali… (vedi preti/politici) ma nn di certo a me semplice individuo. Non posso immolarmi a grande difensore di principi per perdere un lavoro. Spero tu lo capisca.

    Se ti piace la POLEMICA urlata organizzati un pò meglio.
    Nemmeno più da amici o al grande fratello fanno più di questi errori.

  236. Paolo ha detto:

    Francamente, caro collega, mi sembra che sia a te che piaccia la polemica urlata, come conferma il tuo tono sovraccitato. A me invece non piace.
    Sono semplicemente intervenuto per esprimere un mio punto di vista. Parli di mercato e di competizione, ma mi sembri un po’ in difficoltà ad accettare la competizione delle idee altrui.
    Che vuol dire poi “fuori tema”? Non ho “tirato in ballo” la tua persona, ma lo scrivente “whoami” che in un forum di discussione pubblica si arroga il diritto di affermare che il suo interlocutore, per il fatto stesso di essere un professore, non può “dispensare consigli di civiltà”. Ma siamo ormai tutti impazziti in questo paese?
    Siccome non ho intenzione di “organizzarmi” (grazie comunque del consiglio) questo è il mio ultimo intervento su questa tema e ti invito così a non rispondermi.

  237. whoami ha detto:

    @paolo
    Non puoi rispondermi parlando di SISTEMI con un: “predichi bene e razzoli male”…

    Il fuori tema vuol dire che tu paragoni una persona e la sua classe sociale di appartenenza alla stessa stregua di sistemi (che come tali sono astratti).

    Il sistema monolitico universitario italiano è marcio… mancano al suo interno diritti civili, eguaglianza e pari opportunità.

    Chi si ostina ancora a trovarne qualità attraverso discussioni cavillose a base di decreti e decretini risulta in malafede (MALAFEDE: Atteggiamento o comportamento rivolto consapevolmente a far supporre o ad accogliere come veri fatti in contrasto con la verità).

    Insopportabile poi sentire quelle parole da uno strutturato che sa benissimo che nel resto del mondo non godrebbe di simili privilegi.

    Tu rimani inerte davanti ad uno strutturato che ti spiega che i ricercatori precari sono dei poverini e dovrebbero avere + soldi in tasca… senza darti una giustificazione del perchè cio accade.
    Non ti accorgi che è proprio l’assenza di mercato che, non regolando quelle posizioni privilegiate, affama il “giovane precario”.

  238. franco ha detto:

    Whoami, i concorsi per ricercatore sono stati cambiati. Ora deve vincere chi ha più pubblicazioni. Impegnamoci a pubblicare dunque.

  239. whoami ha detto:

    caro franco….

    L’università italiana consuma il nostro PIL.
    Dovrebbe essere invece l’esatto opposto.

    L’università non è un’asilo per bambini volenterosi.
    Non basta impegnarsi…

    Deve essere premiata la diversità degli individui… la diversità non và regolata e appiattita con i concorsini…

    Proponendovi questo articolo mi sento come se bestemmiassi in chiesa!!
    http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_23/caretto_universita_usa_15519fa0-01c8-11de-91dc-00144f02aabc.shtml

    Molti alla vista di cosi tanto “peccato” sono già a recitare il padrenostro…

  240. Stefano ha detto:

    Vorrei tornare sulla grottesca vicenda dei concorsi bloccati ai quali credo molti di noi partecipino. La cosa davvero incredibile del resoconto della riunione del CUN, riportato su questo blog, è la notizia che i tecnici del ministero, del Cun e della Crui non avrebbero raggiunto un accordo sulla modalità del sorteggio, ovvero, evidentemente, su questo passaggio della legge:

    Per le procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori universitari di I e II fascia della prima e della seconda sessione 2008, le commissioni giudicatrici sono composte da un professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando e da quattro professori ordinari sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, in numero triplo rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella sessione.

    Ma secondo voi è credibile questa storia o vogliono solo boicottare questi concorsi spostandoli alle calendole greche?

    saluti

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