Ipocrisie ministeriali

La misura è colma!!!.

Scuola, università e ricerca – e in genere la pubblica amministrazione – sopravvivono grazie al nostro lavoro. Il lavoro di decine di migliaia di precari. Sottopagati, senza diritti, senza welfare, condizionati dal terrore del futuro e da un presente cupo. E sono anni che chiediamo un anagrafe, un censimento, che mostri al paese che siamo tanti, tantissimi, troppi e che viviamo male. Mai questo censimento si è voluto fare; anzi, stimati giuslavoristi e consulenti ministeriali si sono spesi con tabelle e dati a mostrare che il problema precariato tutto sommato non è così grande, che tutto sommato la cosidetta flessibilità lavorativa ha favorito le assunzioni…

 

 Ipocriti e falsi. Di precarietà di muore, dentro e fuori.

 

Ed ora arriva lui, “IL” professore universitario (ma lui no, non è un barone) – “l’illicenziabile” vincitore di consorso pubblico (quello sì pulito) Ministro Brunetta. E promette l’anagrafe dei precari.

 

Bene, penserete. E’ da tanto che la chiediamo l’anagrafe.

 

Purtroppo al Ministro di sapere quanti sono i precari non frega assolutamente nulla. E meno ancora gli interessa garantire una qualche tutela a questi lavoratori, un salario decente, un minimo di diritti visto che il datore di lavoro pubblico – lo Stato, mica un privato – si comporta nei nostri confronti come il peggior padre-padroncino della fabbrichetta in nero…

 

Quello che lui vuole è mostrare quanto sia chiaro e palese che: la chiamata diretta spesso nasconde assunzioni di tipo clientelare pilotate dalla politica o dai sindacati. Dalle parti mie si dice “cornuti e mazziati”. Non solo ci costringono a fare una vita di merda – perché a noi ci costringono, perché se non “sei figlio di” o “amico di” finisci precario, perché non si assume più, perchè da noi “il mercato del lavoro” non esite – ma poi devi anche sentirti dire che sei raccomandato.

 

E poi l’ipocrisia e la malafede diviene arte. Nella mia università ci sono voluti oltre due mesi per avere i dati relativi al numero dei contratti precati attivati in un triennio. E questo signore qui si permette di dire che in una settimana, massimo un mese, avrà i dati. Possibile?! certo, perché a quel punto  se fra 30 giorni qualche ente pubblico non avesse risposto? “Quelli che non risponderanno vuol dire che non hanno precari“. Scopriremo insomma che i precari non esistono e quei pochi che sono stati piazzati dai partiti (quelli degli altri) e dai sindacati

 

Indignazione e rabbia. Vergogna. Quando smetteremo di farci calpestare, quando raccoglieremo quello che resta della nostra dignità e la sbatteremo in faccia a questi signori?

 

SE NON ORA QUANDO?

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106 Responses to Ipocrisie ministeriali

  1. cattivo maestro ha detto:

    già, arioprecario sono d’accordo con te: se non ora quando? Ed ora è già maleddettamente tardi!

  2. paolo ha detto:

    Spedite questo post a TUTTI i giornali,in particolare a Famiglia Cristiana e l’Osservatore Romano, citando la parabola dei talenti;
    a TUTTI i blog sul precariato, a tutte le mailing list, a tutti gli uffici pubblici della amministrazioni locali, regionali e statali,
    a tutti
    a tutti
    a tutti…

  3. insorgere ha detto:

    faccio presente che la richiesta di un’anagrafe del precariato è stata oggetto di battaglie storiche del movimento dei precari.
    a pisa l’anagrafe è realtà. non so altrove.
    in ogni caso spetta alle singole amministrazioni di atenei, enti ecc. di prepararla

  4. Untenured ha detto:

    scusatemi, ma io questa roba dell’anagrafe non l’ho mai compresa.. secondo me prelude solo a una regolarizzazione ‘locale’ di massa. Che senso ha? Significa che a Pisa l’ateneo per le assunzioni dovrebbe attingere all’anagrafe locale? Non scherziamo…

    Io vorrei – anzi pretendo – concorsi meritocratici, valutazioni, internazionalizzazione e pretendo che i dipartimenti evidenzino nei loro siti i CV di strutturati e non strutturati.

    Non voglio essere buttato nella mischia del precariato locale in cui siamo tutti uguali. Voglio che mi siano riconosciuti i miei meriti individuali come ricercatore e studioso.

    L’anagrafe va bene per le assunzioni alle Poste non per la Ricerca!

  5. Miriam ha detto:

    La richiesta di una anagrafe nasce dall’esigenza di esistere. E’ il presupposto di ogni rivendicazione. Se vogliamo chiedere diritti per i contratti precari, dobbiamo in qualche maniera definire la platea dei beneficiari. E’ una regola base di qualsiasi iniziativa politica.

  6. insorgere ha detto:

    concordo con Miriam.
    COntarsi equivale ad esistere. Serve a certificare l’importante ruolo svolto dai precari nei singoli atenei.

    Poi questo non vuol dire che si creino corsie preferenziali o altro

  7. insorgere ha detto:

    per inciso, la costruzione dell’anagrafe a Pisa è stata un primo passo per intavolare trattive con la dirigenza d’ateneo. Il secondo è stata la costituzione di un tavolo di confronto tra rettore e precari.
    Piccoli passi, ma importanti. Se vogliamo che le cose cambino (ovvero che ci siano più assunzioni e meno scatti di carriera) dobbiamo cercare di pesare di più localmente.

  8. ario ha detto:

    cari, concordo sulla questione anagrafe così come voi la descrivete. Del resto, è quello che la rete ha cercato di costruire localmente e nazionalmente.
    Personalmente sull’oggi ho molti più dubbi anche su un tipo di analisi che sia meramente quantitativa, i dati si conoscono, ci sono. Diverso sarebbe un percorso che entrasse in qualche modo nel merito dei profili professionali, delle competenze. Uno strumento ministeriale che poteva funzionare in tal senso è la banca dati loginmiur del cineca, ma ad oggi pare poco significativo come strumento.

    Ma sulla questione dell’oggi dobbiamo essere netti e chiari. No all’ipotesi brunetta. Senza se e senza ma. E’ un operazione politica con dei fini precisi e definiti. Non ha senso parlare della nostra idea di anagrafe ad un ministro che – lo ripeto – vuole solo allargare il fronte “fannulloni” anche ai “precari raccomandati” così da legittimare agli occhi del pubblico (televisivo) la giustezza dell’inazione del governo.

    Ho è chiaro questo, oppure – a mio modestissimo parere – non si è capito nulla di questo governo. Per quanto mi riguarda, la parola anagrafe deve scomparire a livello nazionale dai nostri temi di dibattito. Anzi, dobbiamo opporci con forza e durezza ad un ipotesi, peraltro, che mette tutto in un gigantesco calderone.

  9. ario ha detto:

    scusate i mille refusi di cui sopra (a partire da “Ho è chiaro”….).

    Non sia mai che qualche compiacente giornalista si metta pure a darci degli ingnoranti che non sanno neppure scrivere “come risulta chiaramente dai messaggi postati nel blog…. ” 😉

  10. whoami ha detto:

    per i giuristi: nel video si parla anche sulla genesi della nostra costituzione di stampo catto-comunista…

  11. mario ha detto:

    abolizione del valore legale del titolo di studio così uno non si aspetta niente e non resta deluso… mah

  12. France ha detto:

    @rivoluzioneitalia
    La “costituzione catto-comunista” e’ nata sulle macerie di un un paese che aveva abdicato per vent’anni alla propria coscienza civile, giorno dopo giorno, compromesso dopo compromesso, fino ad avere la nostre citta’ sventrate, i nostri nonni deportati, gassati e fucilati. ANCHE grazie a quelle forze liberali che col fascismo andarono d’amore e d’accordo per larga parte del ventennio.
    Nella Costituzione ci sono elefanti morti che ci trasciniamo sulla schiena, ovviamente. Come in tutte le carte costituzionali da quella settecentesca dei mitici USA alla non esistente costituzione inglese. Lo stato carogna, o meglio le carogne di stato, di Ostellino non si cura del suo popolo a prescindere dalla Costituzione, anzi se puo’ lo fa in spregio ad essa.

  13. insorgere ha detto:

    veramente la costituzione l’hanno fatta anche socialisti, azionisti, liberali…

  14. whoami ha detto:

    infatti ostellino lo dice…

  15. France ha detto:

    Si, l’ha fatta anche Andreotti se e’ per questo. I principi della costituzione sono tuttavia piu’ che sani ed attuali. Chi vede nella Costituzione un ostacolo allo sviluppo del paese pensa ad un paese dove ognuno paga il 25% o meno di tasse a meno che non guadagni un miliardo di euro al mese, dove lo Stato si occupa solo di comprare portaerei e cambiare le fioriere a Palazzo Chigi e per il resto ognun per se’… Perche’ se non l’avete capito questa e’ l’idea liberale italiana. Salvo poi battere cassa quando butta male (quanto prende di contributi l’integerrimo Corriere?).

  16. perplesso ha detto:

    Qualcuno ha notizie sui tempi della risposta ministeriale alla interrogazione della Ghizzoni?

  17. marco ha detto:

    @ perplesso
    Nel sito della Camera si legge l’elenco delle interrogazioni parlamentari previste per oggi pomeriggio, fra le quali non figura quella della Ghizzoni, non so se per carente pressione da parte del PD o se per opportunistico svicolare da parte del governo (la ministra peraltro ci sarà o almeno ci dovrebbe essere, per un’interrogazione sulla scuola rivolta a lei). Quello che so per certo è che, nel disinteresse pressoché totale pressoché di tutti (opposizione compresa), la situazione è raccapricciante e probabilmente disperata

  18. whoami ha detto:

    @France…

    ma tu e Untenured vi siete scambiati i ruoli!?!?

  19. France ha detto:

    @rivoluzione
    Le idee preconcette e le posizioni immutabili non sono da persone dotate di raziocinio quali dovremmo essere. Per me il tifo e’ una malattia, punto. Quando sento una cazzata, anche se la dice il mio idolo (e non ne ho), la riconosco. Gli Ostellino, Ichino, Perotti, Panebianco, Giavazzi, Talamanca, De Nardis Rossi Tardelli e Oriali non mi insegnano niente, specie quando lo fanno da prof universitari e/o giornalisti di stato.
    Quanto all’anagrafe, se la fa Brunetta coi criteri annunciati, ovvero ad uso e consumo dei cavoli propri, e’ una puttanata. Se si censiscono veramente i precari e se ne chierisce l’esistenza alla comunita’, che semplicemente li ignora, forse si puo’ cominciare a ragionarne dei diritti e soprattutto cercare di estinguerli…

  20. ilpaesedellimpossibile ha detto:

    Sono d’accordo con quanto scrivi. Come non esserlo? Abbiamo un Governo che agisce con prepotenza e arroganza, segue meccanismi clientelari, concentra sempre più privilegi nelle mani di pochi, non tiene in nessuna considerazione la dignità dei lavoratori, dei precari in particolare. E’ ora di mobilitarsi tutti.

  21. whoami ha detto:

    le idee per quanto astratte devono essere cmq proferite da persone in carne ed ossa… non c’entra essere tifosi del proprio idolo….

    Attento anche all’importanza della semplificazione ed alla divulgazione delle idee.

    Ricordati che l’intersezione di 1000 distinguo (oltre che incomunicabile) produce l’insieme vuoto.

  22. whoami ha detto:

    era per France

  23. perplesso ha detto:

    @marco
    grazie per le notizie che ci dai. Anche a mio avviso la situazione è raccapricciante: se nell’emanazione di norme e criteri hanno ritardato (in spregio alla loro stessa legge) di un mese nel silenzio generale, perchè non potrebbero farlo anche di 6 mesi o un anno? A questo punto penso che tutto sia possibile…

  24. marco ha detto:

    @ perplesso
    Purtroppo condivido. L’entità della presa in giro è attestata come meglio non si potrebbe dal fatto che il MIUR, in data 20 febbraio, ha chiesto al CUN di stendere uno dei due decreti (esattamente quello sui criteri di valutazione “internazionalmente riconosciuti” per i concorsi a ricercatore banditi dopo il 10 novembre) che per legge si era autoassegnato il compito di stendere entro il 9 febbraio e al quale avrebbe dovuto cominciare a lavorare dall’11 novembre. Dobbiamo dunque concludere che fra l’11 novembre e il 20 febbraio il MIUR o ne ha prodotto tentativi abortiti o, più verosimilmente, non ne ha scritto neppure una riga

  25. France ha detto:

    @ rivoluzione
    Vediamo di inendersi.
    L’anagrafe che prefigura Brunetta la devono fare gli enti entro 30 giorni. Hai provato a fare un tale censimento, per esempio in un istituto di ricerca, e confrontarlo coi dati che ti da l’istituzione? Io si, 4 anni fa, con i Ricat al CNR di Pisa. E i dati differivano, e di molto. Semplicemente perche’
    a) le istituzioni tendono a nascondere lo sporco sotto il tappeto, perche lo sanno benissimo di aver fatto quel che volevano generando e aumentando il precariato a dismisura in periodi di blocco delle assunzioni
    2) i contratti atipici sono una terra australis nondum cognita per gli enti stessi, chi dirige non controlla, chi dovrebbe controllare latita…
    Io non dico che l’anagrafe deve creare la lista degli stabilizzandi, ci mancherebbe. Ma una angrafe falsa cancella gli individui, e questo e’ inaccettabile, specie per chi lavora da anni senza diritti tenendo in piedi la baracca.
    Ora quello la’ viene fuori che non solo vuole l’anagrafe, ma la vuole in 30 giorni e chi arriva tardi significa che non ha precari! Ma ci prende per il culo?
    Allora facciamo che al Ministero entra solo chi arriva alla maniglia e mettiamo la maniglia a 1,90 di altezza, o vediamo!

  26. marco ha detto:

    @ insorgere
    Vedo che nel sito di Apri confermi la notizia data da Nerzin secondo cui il MIUR starebbe per inviare una circolare sulla legge 1/09. A parte il fatto che, come ben sappiamo, alla frase detta l’11 marzo “il MIUR si accinge a fare una cosa” può tranquillamente corrispondere una realtà per cui il CUN farà quella cosa il 20 giugno (o addirittura non la farà mai), mi incuriosisce il termine “circolare”. Se è circolare, non può dunque trattarsi di nessuno dei 2 decreti previsti dalla legge e già in ritardo di più di un mese. C’è qualche anticipazione sul presumibile senso e contenuto di questa circolare? Formuleranno un’anticipazione sui reali tempi di pubblicazione di quei 2 decreti? Faranno il sensatissimo passo indietro di limitare l’applicazione delle nuove regole ai concorsi banditi dopo il 10 novembre, esito cui molti ritengono che sarebbero comunque prima o poi costretti dall’accoglimento dei ricorsi già presentati al TAR?

  27. marco ha detto:

    Ovviamente dove ho scritto “…per cui il CUN farà quella cosa…” si deve intendere “…per cui il MIUR farà quella cosa…”

  28. insorgere ha detto:

    @ marco
    e che ne so io di cosa ci sarà scritto in quella circolare?
    so solo che questa notizia circola negli ambienti della normale ed è stata trasmessa dal direttore stesso, dunque è attendibile.

    che c’entri la circolare coi decreti, non so dirti.
    sono due cose divere, mi pare ovvio. vedremo…

  29. Muzio Scevola ha detto:

    Perchè fate così fatica a capire che è stata una serrata? E’ già stata messa in atto. Ormai chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori.

  30. Muzio Scevola ha detto:

    Una provocazione: perchè non creare un’associazione di precari che organizzi e sostenga economicamente tutti i possibili ricorsi che si possono fare contro le procedure concorsuali non completate o in corso di completamento, a tappeto?
    Tanto questi concorsi non li abbiamo vinti noi, né abbiamo nulla da perdere.
    E’ l’unico modo perchè si accorgano che esistiamo. Le proteste di piazza a nulla sono valse finora. Questo forse è un modo per arrivare infine a un negoziato. In questa situazione tutto è impugnabile: i bandi, le procedure di espletamento, le modalità di elezione, le tempistiche, le modalità di valutazione, le anagrafi, i criteri delle anagrafi, le normative a cui fanno capo i nostri contratti, i nostri contratti stessi. Non c’è nessuna certezza per noi ma nemmeno per i baroni e nemmeno per il ministero.
    Considerate soltanto questo particolare: molte università hanno effettivamente fatto partire le lettere di pensionamento agli ordinari over 68-70 e ai ricercatori con 40 anni di contributi. Alcuni di questi erano componenti di commissioni di concorsi le cui modalità non erano ancora completate. Con quale titolo, a quel punto?
    Considerate un altro particolare: quali sono le modalità di pubblicizzazione dei bandi per l’assegnazione dei nostri merdosissimi contratti precari e quali quelle per i contratti triennali che dovrebbero diventare la condizione per l’accesso ai concorsi da ricercatori TI, se mai ce ne saranno?

  31. Muzio Scevola ha detto:

    Considerate anche questo aspetto. I pensionamenti, che giustamente molti qui hanno apprezzato perchè in linea di principio sono sacrosanti, di fatto, decapiteranno molti settori, che resteranno terra di nessuno (gli associati potranno partecipare alle commissioni dei concorsi per ricercatori solo come membri designati e in percentuale le probabilità sono poche). Allora perchè non presentare ricorso contro tutti i concorsi banditi in tutti questi settori? Chi avrebbe da perdere? I figli di papà piazzati lì per vincerli. Sapppiamo bene che non siamo noi.
    Oppure vi state ancora illudendo che le risorse recuperate con i pensionamenti saranno destinate a nuovi concorsi meritocratici?
    Tutto il sistema è allo sbando. Tanto vale farlo saltare dall’interno, in base e grazie alle regole, alle leggi e ai regolamenti vigenti. Chiunque può presentare ricorso. Ricordatevi che noi non abbiamo niente da perdere.
    Ragionate sulla possibilità introdotta dalla legge 1/09, lasciata alle singole università, di riaprire i bandi per le procedure concorsuali del 2008. Davvero questo emendamento ha fatto venire meno gli elementi di irrazionalità impliciti nella norma? Fino a che punto? A parte il fatto che nessuna università ha riaperto i bandi, non c’è forse discriminazione fra i cittadini che hanno (o non hanno) presentato domanda di iscrizione a un concorso in determinate condizioni e poi se le sono viste stravolgere?
    Perchè allora non fare ricorso per tutte e per ciascuna delle procedure concorsuali 2008? Chiunque può presentare ricorso, non occorre avere un curriculum specifico. Lo può fare anche l’associazione, che rappresenta in sede legale tutti gli iscritti.
    Si può presentare ricorso anche per i concorsi di II fascia (non dimenticate che per partecipare non occorre essere ricercatori).
    Vedrete che allora si accorgeranno che qualcosa non va.

  32. Muzio Scevola ha detto:

    Perchè non pensare anche a un’azione legale in sede europea che metta in evidenza le incongruenze e le illegalità di fatto della situazione italiana?

  33. perplesso ha detto:

    @Muzio
    hai ragione. qualcosa va fatto. così non si può andare avanti. France, megapresidente, tu che ne dici?

  34. carlo (lowercase) ha detto:

    Un’altra raccolta firme:

    http://w3.disg.uniroma1.it/unira/

    Io sono scettico, ma aderire in fondo non costa nulla.

    Sul da farsi nell’immediato futuro, vi invito ad una riflessione. Abbiamo ormai imparato che attirare l’attenzione pubblica con azioni eclatanti non serve (chi si ricorda ancora dei ricercatori che, circa un anno fa, lavavano i vetri ai semafori?), e dell’unione europea secondo me il nostro governo se ne frega. Forse chi possiede strumenti di ricatto dovrebbe decidersi ad usarli. Chi puo’ bloccare le sessioni d’esame, dovrebbe farlo.

    Vi racconto una cosa. Pochi giorni fa in Francia il CNU ha bloccato le qualificazioni nazionali (o meglio, ha mandato i risultati a noi candidati, ma si e’ rifiutato di ufficializzare la cosa trasmettendoli al ministero) finche’ il governo non accettera’ le loro richieste. A parte il fatto che e’ interruzione di pubblico servizio, se sono arrivati a tanto in Francia forse e’ il caso che anche in Italia ci diamo una svegliata. Ma con azioni concrete, non con manifestazioni di piazza di cui ormai non importa nulla a nessuno.

  35. carlo (lowercase) ha detto:

    Un commento sull’idea dell’anagrafe. In linea di principio sono d’accordo che, se fatta bene (non alla Brunetta), puo’ essere utile. Il problema pero’ e’ che comunque venga fatta, e’ soltanto una stima per difetto. Voglio dire che non esiste una definizione rigorosa di ricercatore precario. Contiamo pure quelli con contratti a termine. Ma rimangono quelli temporaneamente senza contratto, quelli che momentaneamente lavorano fuori dal mondo accademico per tirare avanti, quelli sbattuti da una nazione ad un’altra in attesa di un posto fisso, etc. E fra i contratti italiani, quali sono precari e quali no? Le borse di studio sono contratti precari o appunto “borse di studio”? E i dottorandi sono precari o studenti? Anche loro, spesso e volentieri, aiutano a mandar avanti la baracca.

    Un cococo non necessariamente e’ precario: conosco ricercatori italiani in Francia e Germania che hanno ottenuto cococo in italia ad “integrazione” (alla faccia!) del loro stipendio.

    Insomma, il quadro e’ complesso e “contare i precari” e’ pericolosamente riduttivo.

  36. France ha detto:

    @carlo (lowercase)
    Giusto quello che dici.Una stima, purtroppo, va fatta non tanto per i precari, quanto per la controparte. Con tutta la disistima, sono convinto che tanti eletti, sindacalisti, segretari di sezione, ultracinquantenni che hanno esperienza del mondo universitario solo per aver preso una laurea 25 anni fa, non si rende conto. E considera i precari alla stregua degli “stabilizzabili”, degli assitenti volontari, degli affini di 30 anni fa. Colpa dei mezzi di informazione che non informano, colpa nostra anche che non ci rendiamo conto, come ben sottolinei, che i canali dell’informazione ci speculano e basta.
    Resto convinto che il metodo Brunetta sia, al solito, bassa propaganda associata alla volonta’ pelosa di contraffazione della realta’.
    @perplesso e Muzio Scevola
    Non so quanti abbiano il tempo ed i mezzi per potersi avventurare in un cammino che, visto come vanno le cose, si annuncia decennale. Certo non i 35enni e 40enni che sono la maggioranza, credo, degli atipici. Col dichiarato fine, si badi, non di vincere il ricorso del concorso, ma di impallare il sistema. Come se non lo fosse gia’! Quanto poi alla class action, a parte che non esiste ancora, contro chi la fai? Contro le singole commissioni? Contro le Universita’? Contro il MIUR? Contro la CRUI? Al piu’ le associazioni come l’APRI possono artigianalmente fornire consulenza a costo zero (qualche professionista iscritto e volenteroso ce lo abbiamo, credo).
    Ma io esprimo solo il mio punto di vista, in questo caso. Proponetelo sul forum apri e vediamo che ne pensano gli altri.

  37. Paolo ha detto:

    Ho appena ricevuto questo messaggio (fonte CUN), che vi trasmetto:

    Cari Colleghi,

    il Cun ha deliberato e inviato al Ministro una
    proposta per i “parametri riconosciuti anche in
    ambito internazionale…” di cui all’art.1,
    comma7 della Legge 9 gennaio 2009, n.1.

    Non ho un testo elettronico, ve lo invierò appena
    possibile, comunque sarà presto sul sito.

    L’Avvocatura dello Stato ha reso il parere sulle
    modalità di attuazione della Legge 1 per quanto
    riguarda commissioni, sorteggi, etc…
    ora si continua l’iter. La stima è che, se va
    bene, si vota subito all’inizio dell’estate.

    cari saluti

    gabriele anzellotti

  38. CAVE CANEM ha detto:

    Ecco la proposta sui criteri:

    http://www.cun.it/

  39. lassie ha detto:

    letti i criteri…non mi sembra ci sia chissà cosa dentro da giustificare l’attesa e il conseguente blocco dei concorsi!
    ora attendiamo il decreto attuativo…

  40. marco ha detto:

    @ lassie
    Non a caso il CUN ci ha messo solo 3 settimane per elaborarli. Peccato che il MIUR, che li doveva pubblicare entro il 9 febbraio, abbia chiesto al CUN di scriverli solo il 20 febbraio (e anche questo non è un caso)

  41. Lucas ha detto:

    Questi criteri sono un elenco di ovvietà che le commissioni adottano praticamente da sempre. Dove sarebbe la novità? O escono algoritmi numerici, oppure non cambierà nulla. Potevano chiedere a me anziché al CUN che glieli davo molto prima della scadenza ufficiale del 9 febbraio.

  42. luc ha detto:

    Sono daccordo con Lucas.
    Secondo me la questione sta semplicemente nel capire il peso che occorre assegnare a ciascun indicatore.
    La prima bozza di proposta del CUN era molto meglio in quanto prevedeva un calcolo preciso del peso da assegnare all’attività scientifica del candidato, tramite la valutazione, mediante algoritmo numerico, del numero ‘equivalente’ di pubblicazioni.
    Ora mi si dirà che così facendo non si valutano tanti altri aspetti della produzione scentifica e che questa non può essere ridotta ad un numero.
    Vero, ma tuttavia secondo me almeno per i settori scientifici disciplinari dove l’attività di ricerca si traduce prevalentemente in pubblicazioni su riviste internazionali e simili, un criterio siffatto sarebbe utile a limitare (certamente non ad evitare) ingressi università gestiti in maniera semplicemente ‘baronale’ o quantomeno imporrebbe che qualcosina di ‘scientifico’ occorre farlo per entrare nei ruoli accademici.

  43. insorgere ha detto:

    è na presa per il culo

    inutile perderci tempo. bisognerà vedere che rapporto ci sarà tra questa boiata e il decreto del miur.

  44. Untenured ha detto:

    l’idea di fissare criteri “rigidi” è scientista, ottocentesca, burocratica e alla fine vana… il CUN non poteva partorire di meglio.. non credo che il MIUR possa far di meglio.. in nessun paese al mondo mi risulta che usino criteri “rigidi”, definiti a livello ministeriale, per il reclutamento..

    ancora una volta si tratterebbe di una misura di de-responsabilizzazione di chi recluta, che invece dev’essere messo nella condizione di definire quali sono i “suoi” criteri migliori per il reclutamento, salvo pagarne le conseguenze o riceverne i benefici in seguito con la valutazione ex-post.

    insomma, per il reclutamento meglio criteri generici come questi del CUN che criteri “rigidi” imposti dall’alto e omogeneizzanti.

    Lasciamo invece autonomia a chi recluta, ma valutiamolo in seguito secondo – questa volta sì – procedure internazionali.

  45. cane sciolto ha detto:

    Mi sfugge il motivo per cui è possibile la valutazione ex post con procedure internazionali, e le medesime procedure interazionali non possono essere applicabili per la valutazione ex ante.

    È meglio prevenire o curare?

  46. luc ha detto:

    Forse è anche vero che nel resto del mondo i criteri di assunzione non sono ‘rigidi’, ma solo in Italia la presenza di amici e parenti nelle università ha raggiunto livelli che definire indecenti è poco.
    Ve lo immaginate il barone ‘tizio’ cha ha totale libertà di scegliere chi far entrare, salvo poi rispondere in valutazioni successive? Certamente nessuna valutazione post potrebbe mai prevedere il licenziamento dell'”assunto” e del “selettore”!
    L’idea di convergere verso una università responsabile che paga per gli errori che commette (ad esempio l’assunzione di personale non qualificato) è certamente da perseguire. Ma un passaggio repentino e non ragionato a questa fase non farebbe altro che dare l’opportunità a chi è stato sempre abituato a ragionare in un certo ‘modo’ di modellare gli ateni sulla base del concetto di ‘familia’ romana!

  47. Orgogliosardo ha detto:

    Con tutto il rispetto, ció che dice Untenured ha tanto senso solo nei paesi dove l´etica e la morale non sono due parole da cercare nel vocabolario, non certo in italia. Bisognerebbe cambiare prima la testa degli italiani. Decisamente meglio prevenire…..

  48. franco ha detto:

    Stante la carenza di concorsi e il fatto che i commissari saranno sorteggiati non credo che si potranno reclutare amici e parenti.Vinca il migliore.

  49. Livore ha detto:

    @franco
    Scherzi, vero ? Il membro interno farà da padrone come al solito perchè i commissari potrebbero avere bisogno in futuro dello stesso favore (hai ragione Orgogliosardo, etica e morale da noi non esistono, anzi quasi non esiste la decenza)

  50. amelye66 ha detto:

    Secondo un articolo del Sole 24 ore e uno di Italia Oggi apparsi oggi pare che ieri la Gelmini abbia detto che per i concorsi interessati dalla nuova legge si sia ormai in dirittura di arrivo e che il ministero emanerà i decreti entro una settimana. Gli articoli sono consultabili nella rassegna stamap della CRUI. Forse ci siamo….. almeno si spera!

  51. franco ha detto:

    Livore,può accadere che un allievo del commissario esterno abbia presentato domanda e che nella sua università non ci saranno mai bandi per ricercatore.Quindi non avrà bisogno di scambiare un favore.Sono ottimista.Vinca il migliore

  52. Lucas ha detto:

    @amelye

    …il che significa che il documento del CUN costituisce la parola definitiva. Prendiamone atto.

  53. sgwinzio ha detto:

    Via libera al pacchetto-precari
    Indennità sale dal 10 al 20%

    ROMA – Via libera dal Consiglio dei ministri ad un nuovo pacchetto di ammortizzatori sociali per i lavoratori precari che perdono il posto.

    Le misure, a quanto si apprende da fonti di governo, saranno inserite come emendamenti al decreto incentivi (auto, elettrodomestici) all’esame delle commissioni della camera.

    Si tratta di misure di completamento e semplificazione degli strumenti di protezione per i lavoratori precari sospesi o licenziati.

    In particolare, è previsto il raddoppio dell’indennità una tantum ai collaboratori a progetto, che passa quindi dal 10% dell’ultima retribuzione annuale al 20%, e la velocizzazione delle procedure per l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

    SAREBBE IL CASO RIGUARDASSE ANCHE I NOSTRI NON CONTRATTI DA ASSEGNISTI

  54. Cristina ha detto:

    se rimangono questi i criteri ancora una volta il dottorato di ricerca non rientra tra i prerequisiti. preferivo di gran lunga la bozza che era circolata con i criteri per area

  55. France ha detto:

    @Untenured
    Non capisco come rivoluzioneitalia possa dire che sembriamo intercambiabili: a me l’idea che le commissioni possano fare ancora a modo loro per la valutazione di titoli e pubblicazioni mi fa cascare le braccia. Sara’ che ho letto troppi verbali “hypothesis driven”….

  56. Mike ha detto:

    A Cane Sciolto ed Orgogliosardo

    Pensare di prevenire i comportamenti fraudolenti con regolamenti sempre più contorti è come pensare di prevenire il tramontare del sole. L’esperienza degli altri paesi (UK, Svizzera, paesi nordeuropei, USA) insegna che il metodo più efficiente è rendere economicamente vantaggiosi i comportamenti virtuosi.

    La valutazione ex post va fatta sui dipartimenti, non sugli individui. Esistono molteplici esperienze di queste valutazioni, i cui esiti e ricadute sono giudicati in genere obiettivi e positivi.

    Se il barone di turno vuole assumere suo figlio analfabeta con chiamata diretta faccia pure. Quando il dipartimento verrà valutato, l’analfabeta peserà, il dipartimento vedrà decurtati i suoi fondi e non potrà più assumere nessuno. Saranno pertanto gli stessi colleghi del barone ad opporsi all’assunzione di un incapace, in quanto avranno ogni interesse ad assumere i giovani più bravi e produttivi. Questo meccanismo di autocontrollo si può ulteriormente incentivare legando gli stipendi dei docenti alle valutazioni dei dipartimenti.
    Fine del corso di recupero.

    A France

    I criteri flessibili sono stupidi, perché manipolabili dalle commissioni. I criteri rigidi sarebbero un disastro, perché manipolabili dai candidati. Quanto ci metteranno i furbi a capire che conviene pubblicare n variazioni sul tema del medesimo lavoro? Quanto ci vorrà perché i baroni impongano la firma del loro protetto su tutti i lavori prodotti dal gruppo?

    Non troverete mai la rotta guardando nella direzione sbagliata.

  57. France ha detto:

    @Mike
    Il tempo che ci vuole a “trovare l’inganno” va speso per abolire i concorsi e rendere i dipartimenti e i reclutatori responsabili direttamente, come riassumi tu. Vorrei ricordare a tutti che l’accanimento terapeutico sui concorsi riformati e’ solo e solamente contingente, almeno per parte dell’APRI. Noi i concorsi li vogliamo eliminare! Ma siccome domattina non ci svegliamo nell’Universita’ responsabilizzata (anche perche’ di sabato l’Universita’ dorme), e siccome questi hanno ancora in mente di fare qualche concorso, allora cerchiamo di impedirgli di fare senatori i loro cavalli….

  58. bartlindon ha detto:

    Se il barone di turno vuole assumere suo figlio analfabeta con chiamata diretta faccia pure. Quando il dipartimento verrà valutato, l’analfabeta peserà, il dipartimento vedrà decurtati i suoi fondi e non potrà più assumere nessuno.
    Concordo pienamente. Non sara’ MAI possibile trovare regole, norme, concorsi, criteri, regolamenti, leggi, punizioni corporali che impediscano al barone di assumere il proprio asino. Allora cerchiamo forme di incentivazione/disincentivazione che, alla lunga (ahime’), porteranno all’estinzione di questi comportamenti.
    In quest’ottica i criteri CUN sono inutili, ma li preferisco a regole rigide. Il problema e’ altrove. Discutiamo di questo.

  59. bartlindon ha detto:

    Scusate: le prime 3 righe del post erano un quote di Mike…

  60. whoami ha detto:

    @france

    Il vostro modello mantiene lo status quo…
    Grazie a voi non cambierà mai nulla…

  61. France ha detto:

    A quele modello ti riferisci? Io non ho nessun modello. Occazzarola, avevo un modello e non me n’ero accorto? Dove?

  62. insorgere ha detto:

    france, ke fiko il tuo simbolino con la faccia di darth fener!

    come hai fatto?

  63. orgogliosardo ha detto:

    Mike, io sto in scandinavia e so bene come funziona da queste parti. Quando riusciremo a riportare la civiltá in Italia e nella testa degli italiani, avrai senza dubbio ragione tu. Ora come ora sai quanto gliene frega al Barore se il dipartimento pagherá…..magari si impegneranno un po di piú per farlo pubblicare il loro cavallo di turno……

  64. lassie ha detto:

    a me sembra che non siano stati fatti grandi passi avanti da mussi alla gelmini: tutti a cercare il meccanismo più farraginoso per cercare di rendere inattaccabile un sistema che lo è per definizione.
    da un lato le liste di decine di ordinari da scomodare per ogni singolo concorso all’interno delle quali effettuare i sorteggi, dall’altro criteri scontati e perciò inutili con i quali selezionare il curriculum di un candidato.

    la soluzione può unicamente essere nella valutazione della produttività scientifica, quantitativa e qualitativa dei dipartimenti.
    valutazione ex-post l’assunzione, non pre.

    che cazzo mi vieni a rompere i coglioni con l’impact factor in un SSD dove la ricerca di base è ormai rimasta qualcosa di nicchia?

  65. France ha detto:

    @insorgere
    se ti fai un blog su wordpress te lo puoi scegliere.
    E siccome APRI e’ il Lato Oscuro della Forza…

  66. lassie ha detto:

    ah, dimenticavo.
    quoto Mike al 100% sul fatto che è solo una questione di tempo per trovare il modo di aggirare i criteri, qualunque essi siano.
    nel mio settore già esistono persone che con un singolo lavoro di nemmeno 6 mesi si sono fatti 2 pubblicazioni internazionali, 1 nazionale e, almeno, 3 congressi.

  67. France ha detto:

    Cari cooptatori responsabili (non mi sembra che ce ne fossero cosi’ tanti qualche tempo fa): ci sarebbe da scrivere una proposta di riforma come prefigurata nella Petizione e poi da APRI. La fase 2. Perche’ non ci mettiamo all’opera?

  68. Untenured ha detto:

    @ france il modello dei due tempi non funziona.. prima facciamo le regole vincolanti, poi la governance responsabilizzante.. forse i nostri trisnipoti vedranno qualche cambiamento secondo questo schema. Così fai un bel favore all’attuale governo sottraendolo all’onere di riformare l’università *ora* secondo modalità di funzionamento internazionali.

  69. lassie ha detto:

    regà, ma quali due tempi! e soprattutto, quale riforma universitaria?
    il leit motiv delle politiche universitarie dell’attuale governo è il contenimento della spesa pubblica amministrazione.
    fatti sti decreti attuativi sui concorsi, scommettete che di gelmini non sentiremo parlare più fino a fine legislatura?
    secondo me il treno è già passato…poteva forse essere fermato da un muro, non certo da un’onda 😛

  70. Mike ha detto:

    A orgogliosardo

    pensare che il problema dell’università sia solo etico o morale è un errore. Il problema dell’università è sociale ed economico ed investe tutto il paese. Le università italiane non producono innovazione e ricerca, non riescono a produrre una classe dirigente, sono incapaci di attrarre fondi, sono lontane anni luce dal mondo del lavoro e non sanno o non vogliono interagire con il mondo delle imprese.

    Bruciatemi come eretico, ma se il taglio dei finanziamenti comporterà un maggiore impegno dei docenti a competere per attrarre i finanziamenti privati di fondazioni, governi regionali o fondi europei allora ben venga questo taglio.

    In una cooptazione responsabile, se leghi lo stipendio dei docenti alla valutazione, sei sicuro che al barone di turno non gliene freghi nulla? Se è un libero professionista e fa il prof. per hobby, ai suoi colleghi fregherà qualcosa, magari perché non potranno sistemare i loro candidati, neanche quelli bravi? E se non frega niente a nessuno, allora con il taglio dei fondi quel dipartimento avvizzirà fino ad estinguersi.

    Una riforma non può limitarsi a fotografare la realtà o apportare correzioni minime, deve introdurre e forzare comportamenti virtuosi. Può una legge produrre un cambio di mentalità? Talvolta sì, il divieto di fumo nei locali insegna.

    A France
    Le proposte per la riforma dell’università spuntano come funghi dopo le piogge primaverili, una in più non serve. Bisogna convincere l’opinione pubblica, perché quella è l’unica voce che questo governo demagogo e populista ascolta.

    Il nostro slogan dovrebbe essere: fate come me, convincete un leghista (che sono i più beceri populisti).

  71. whoami ha detto:

    France

    il modello Apri in due tempi non funziona…

    te lo dice anche Untenured…

    l’unica riforma è quella del convincersi che è necessaria una cultura liberale…

  72. whoami ha detto:

    @untenured….

    Ma tu sei lo stesso Untenured…. che mi dava del turbolibersita più di un annetto fà?

  73. France ha detto:

    DISCLAIMER:IRONIA
    Untenured e rivoluzioneitalia, siete intercambiabili.
    Ma che modello e modello? APRI chiede di fare la riforma sulla base di merito e responsbilita’ che sono (dovrebbero essere) i cardini dell’Universita’ Europea. Vi ci ritrovate? OK, allora bisognerebbe anche concretizzare queste affermazioni andando un po’ oltre le enunciazioni di principio: valutazione che vincoli il finanziamento (si, ma come?), abolizione di concorsi e chiamata diretta responsabile (si, ma come), carriere legate alla produttivita’ scientifica e didattica (si, ma come?), meno tasse per tutti… E noi ci siamo (eravamo) presi come impegno di “suggerire” (eufemismo) sulla base della nostra esperienza in loco e fuori i modi di tale riforma. Non perche’ siamo belli o intelligenti (lo siamo sicuramente), ma perche’ noi abbiamo 30 anni, LORO 70, quindi se permettete a noi ci interessa un po’ di piu’ il domani e il dopodomani (loro dovrebbero semplicemente levarsi dal cazzo).
    POI: oggi cosa c’e’ sul menu’? Un bel piatto di gvano condito da un 3-4000 posti da assegnare entro 3 anni. Se si fanno con le vecchie regole, li vincono amanti, mogli, figli, piante di ficus. Se si concede chiamata diretta subito non c’e’ controllo expost, quindi questi, di nuovo, assumono mogli figli, piante di ficus… La Gelmini ha fatto, accidenti alle su’ corna, un decreto del cazzo dove tra le tante boiate ha infilato due cambiamenti che potrebbero, nella loro miseria, per il tempo che ci vorra’ a che la baronia si riassesti e trovi le sue contromisure, POTREBBERO sparigliare le carte e fare in modo che meno mogli, meno amnati, figli e piante di ficus si mangino tutta la torta e che invece qualche testa buona riesca ad entrare. APRI invece di stare a bloggheggiare senza fare un cazzo ha cercato di schiacciare queste palle sicuramente involontariamente alzate, vai a sapere da chi e perche’. E, ovviamente, quelli che hanno la urgente necessita’ di piazzare le loro piante di ficus prima che secchino, sono li’ che tramano per vedere di rimettere le cose a posto prima di buio…. Ma certo e’ piu’ facile, rivoluzione, segarsi su lavoce.info e intervenire ogni tanto per dire che “Il vostvo modello non mi convince pev niente…” soreseggiando il caNparino col Prof Punta Perotti…

  74. Untenured ha detto:

    @Rivoluzione Italia ti davo del turboliberista quando dicevi di voler liberalizzare le tasse di iscrizione per affidare al mercato la selezione delle università migliori, magari private, modello Stanford..

    in tema università il mio liberalismo è più morbido: credo che se l’Italia si ispirasse al modello britannico di università pubbliche regolate tramite la valutazione a livello nazionale ne avrebbe grande beneficio..

    su una cosa concordo con te: il modello APRI dei due tempi non funziona, mi ricorda le posizioni dell’Unione Sovietica: prima i sacrifici e il socialismo da caserma, poi il comunismo… è stato un disastro com’è noto

  75. insorgere ha detto:

    una cosa di sicuro non ci manca, lo spirito polemico…

    ah regà il nemico è altrove!

  76. sguincio ha detto:

    Mentre qui si discute sui massimi sistemi e su criteri di valutazione che mai verranno attuati in nome di non si sa quale meritocrazia nessuno dice che l’unica cosa vera è che ci hanno fottuto. Non ci sono più soldi ragazzi, ciucciati tutti fino all’ultimo quattrino, chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori. E così in attesa di chissà quale svolta meritocratica rimarremo a guardare senza niente in mano, il futuro ci sta scivolando dalle mani. La ricerca viene usata ormai solo come spot dal governo e dalle stesse Università ma poi guardatevi attorno, borsisti, assegnisti e dottorandi siamo trattati peggio di tutti No tutele, No rappresentanze, niente di niente neanche un giorno di disoccupazione in cambio di 5 10 15 anni di onorato servizio.

    Fossimo veramente il cervello giovane e pensante della nazione riusciremmo a riprenderci il maltolto.
    I precari sono milioni e cominciano ad averne pieni i …..

  77. franco ha detto:

    Sguincio, guarda che le facoltà stanno assegnando i 1050 posti di ricercatore del 2008.

  78. Marco ha detto:

    Che cos’è questo?

    http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7657Avviso.htm

    Conseguenze possibili sulle attività MIUR?

  79. Marco ha detto:

    E della intervista del ministro al Corriere che mi dite? Non è inquietante?

  80. sguincio ha detto:

    1050 bah vedremo ma se non sbaglio si parla di TD di 3 anni dato che non ci sono soldi, non che sia contro i contratti a scadenza ma allora se così li si applichi a tutti i livelli.
    Comunque siamo ottimistimisti come dice il nostro faraone, stringiamo le chiappe (in modo da evitare brutte sorprese) e aspettiamo.

  81. insorgere ha detto:

    sbagli sguincio
    i 1050 posti sono i fondi mussi…e quelli sono per ricercatori a ti

  82. whoami ha detto:

    @France

    Devi comunque capire che vi sono dei problemi che di propria natura sono molto “grossi”… e non li puoi risolvere solo facendoti vedere iperattivo con ricette non adatte alla scala di ciò che deve essere risolto…

    Invece basterebbe seguire la sincerità di espressione di Untenured… ovvero uno che è riuscito ha scrollarsi di dosso quei vecchi orpelli ideologici che ci hanno messo sul groppone sin dalla nascita.

    Moralozzo finale: ci vuole una rivoluzione liberale… e questa può solo iniziare dalle università… quindi scaldate le coscienze e fatele lavorare…

  83. insorgere ha detto:

    @ rivoluzione
    ahimé la storia insegna che le grandi crisi economiche non stimolano certo le rivoluzioni liberali…anzi

  84. France ha detto:

    @rivoluzione
    Orpelli ideologici? Ma dove le trovi queste definizioni, sul Devoto-Oli?
    Forse perche’ gli USA non mi entusiasmano? Ti posso assicurare che ci sono univerista’ piu’ che decenti in un paese dove la media delle tasse pagate dagli studenti e’ 1600 euro l’anno, e gli stipendi lordi dei prof ordinari sono solo 50 euro piu’ alti di quelli italiani. Ma e’ sempre piu’ facile inneggiare al sistema liberale americano, vecchio orpello ideologico che ci hanno messo sul groppone sin dalla nascita da happy days a saranno famosi a Giavazzi e Perotti, che invece guardare agli esempi temibili del Nord Europa, quelli delle esecrabili socialdemocrazie, quelli delle tasse al 50%, quelli parasovietici, anzi socialfascisti…
    Moraluzza: i liberali italiani sono rappresentati da chi? Dal PDL? O da rivoluzioneitalia Giavazzi e Perotti? Perche’ a me quella del liberale italiano e’ una figurina che manca dai tempi di Einaudi…

  85. whoami ha detto:

    @France

    heheh, no orpello ideologico mi è venuto da solo… fronzoli nostalgici… suonava male.

    Non stò a fare distinguo tra il liberalismo USA e EU…
    A me interessa il trend liberale…
    Scegli tutti i nomi/idoli/rappresentanti che vuoi… l’importante è partire.

    Giavazzi, Perotti, Ostellino, Sartori, Travaglio… sono alcune persone in carne ed ossa che pensano liberale… non credo
    si possa aspettare dei liberali puri partoriti in provetta.

    L’importante è partire….

  86. Muzio Scevola ha detto:

    Che cazzo dice la Gelmini? Chi sta facendo un censimento dei precari? E’ lo stesso di Brunetta per il pubblico impiego?
    Che cosa vuol dire che non tutti siamo precari allo stesso modo?
    Ragazzi svegliamoci: non è il caso che lo facciamo noi un censimento vero?
    Tecnologi, è possibile preparare uno spazio dove ci si iscrive, indicando tutti i propri dati, contratti, università, ecc. ecc.?

  87. ario ha detto:

    Scusa Muzio
    scusate. Ma in questi anni la RNRP ne ha fatti a iosa di censimenti, di anagrafi, di analisi… ma veramente crediamo che avere dati “esatti” serva a qualcosa?!

    Del resto, se la Gelmini si preoccupasse, come tanti altri, di andare a vedere i dati pubblicati dall’ufficio statistiche del suo ministero (disponibili sul sito MIUR) o quelli che trova nei rapporti del CNVSU avrebbe tanto su cui lavorare.

    Finché sono loro a prenderci in giro con questa storia dell’anagrage passi, ma che ci prendiamo in giro da soli poi!

  88. Untenured ha detto:

    @ whoami
    i liberali che citi tu in capo universitario sono vecchi ultras della “riforma” moratti sulla docenza… in tutta sincerità: oggi chi avrebbe il coraggio – pubblicamente – di sostenere che i ricercatori a t.d. facilitano l’accesso alla carriera universitaria? Ho appena fatto domanda per uno di questi posti e sono certo che i meccanismi di attribuzione non saranno diversi da quelli dei concorsi ordinari.

    in più nell’autunno scorso, uno di questi, giavazzi, è stato l’ispiratore della leggina Gelmini n. 180, in particolare della parte sui concorsi.

    vabbè sì il sorteggio è più imprevedibile delle elezioni, ma ti pare un provvedimento di riforma *serio* dell’università quello? una cosina improvvisata per aggraziarsi l’opinione pubblica e qualche “giovane ricercatore”..

    insomma quelli che tu citi sarebbero i riformatori nostrani? i nostri punti di riferimento? in un’epoca di crisi generale del neo-liberismo di cui sono stati sfegatati supporters? Persino il rettore di Bocconi, Tabellini, in un’intervista ha riconosciuto i limiti dell’economia mainstream e le sue responsabilità

  89. mino ha detto:

    ma sei lo stesso “Untenured” che ha firmato e sostenuto la petizione?

  90. Untenured ha detto:

    non solo l’ho firmata, l’ho pure fatta firmare…

  91. France ha detto:

    mica te ne penti? 😉

  92. whoami ha detto:

    @Untenured

    Guarda che in italia il liberismo non c’è mai stato… come non c’è nessuna crisi internazionale… nessuna banca italiana infatti ha risentito minimamemente dei vari crack della borsa…

    Questo NON è un bene… anzi è indice del fatto che le banche italiane i soldi se li tengono sotto il materasso e non li investono…

    Le crisi servono per far entrare nuovi soggetti nel mercato… personalmente dispiace che nessuno dei nostri furbetti si sia fatto male…

    Invocare in italia il problema della crisi… e dire che è un modello fallimentare è veramente ridicolo… visto che da noi non c’è mai stato.

  93. Untenured ha detto:

    @ whoami vabbé lasciando da parte il neo-liberismo e la globalizzazione… ma secondo te la riforma moratti che introduce i ricercatori a contratto e la riforma gelmini-giavazzi sui sorteggi nei concorsi sono provvedimenti che cambiano l’università italiana? la prima precarizza ulteriormente (non solo il presente ma anche il futuro) i ricercatori, la seconda non si limita che a rimescolare le carte e in fondo è demagogica..

    è questo il contributo alla riforma universitaria dei liberisti italiani?

  94. carlo (lowercase) ha detto:

    Scusa Untenured, ma rimescolare le carte non e’ affatto un cattivo risultato (sempre che ci si riesca davvero). Se la scelta e’ fra rimescolare le carte o non far nulla, io preferisco rimescolare le carte. E’ stupido fantasticare di rivoluzioni liberali, e poi lasciar star tutto esattamente com’e’.

  95. Untenured ha detto:

    @ carlo
    il sorteggio va bene, perché appunto rimescola le carte, ma è uno sforzo minimo.. è desolante assistere all’assenza di strategia complessiva e dalla lentezza nel prendere provvedimenti da parte di questo governo..

  96. carlo (lowercase) ha detto:

    @Untenured
    Mi sembra una cosa piuttosto naturale. Il governo e’ populista, e al popolo di noi importa poco o nulla. In piu’ ci sono varie forze occulte al lavoro: sette come il CUN, la CRUI, la lega dei baroni uniti, etc. Ed i ricercatori precari che seppure numerosi, preferiscono fare i crumiri e continuare ad essere sfruttati a 1000 euro al mese piuttosto che – con uno scatto d’orgoglio – muoversi verso altri lidi.

    Se vogliamo un cambiamento il primo passo e’ smettere di farci sfruttare (e quando dico “farCI” indendo dire “farVI”), basta fare lavori che non ci competono (didattica e funzioni di segreteria), basta contratti da fame in attesa di un “riconoscimento” da parte di chi ci comanda, e soprattutto basta manifestare insieme ai baroni (a questo proposito, segnalo
    http : // tinyurl . com / dfomfh ). Quando il popolo si accorgera’ che senza la bassa manovalanza l’universita’ non funziona, forse allora anche al governo importera’ qualcosa della nostra situazione.

    Il problema e’ che vedo un tremendo attaccamento allo status quo proprio da parte di quelli – i ric. prec. – da cui invece dovrebbe iniziare il cambiamento. Se venite qui a lasciare un commento, solo per poi tornare nel mondo analogico asserviti alle logiche baronali, allora poi non lamentatevi che non cambia nulla.

  97. Untenured ha detto:

    @ carlo (lowercase)

    io la vedo diversamente da te… non vedo le ragioni per buttare la croce addosso ai precari che non si ribellano. A volte me lo chiedono i colleghi stranieri: perché non vi ribellate a questo sistema giusto? Le condizioni per una ribellione sono però difficili in un sistema orchestrato così. Poi ribellarsi per chidere che cosa? Una sanatoria generale? La meritocrazia nei concorsi e nella vita universitaria? Non è chiaro dal tuo discorso, sei reticente..

    In ogni caso, le responsabilità primarie sono di chi è al governo, non certo dei precari intrappolati in un sistema impantanato e abbandonato a se stesso.

  98. Untenured ha detto:

    typos – sistema giusto – sistema ingiusto

  99. carlo (lowercase) ha detto:

    @Untenured
    Credo sia nell’interesse dei precari il non farsi sfruttare. Non ho mai parlato di ribellione, ma semplicemente di limitarsi a fare quello per cui si e’ pagati (e se vogliono farci lavorare di piu’, che paghino di piu’). Gia’ questo metterebbe in crisi il sistema.

    Secondo punto. Le responsabilita’ primarie sono del governo. E quindi? Che proponi di fare?

  100. whoami ha detto:

    @carlo
    fantasticare?!?! per poi lasciare tutto come è?
    Essere burocrati nell’anima e pensare che le leggine e il concorsino possano risolvere le cose… vuol dire lasciare tutto come è.

    @untenured
    Giavazzi non è un politico… lo tengono li a fare l’esperto ma poi alla fine nn se lo inc**a nessuno…

    cmq non ci sono riformine liberali per l’università….
    l’università italiana è in stato terminale e tutti sanno che con l’aspirina nn si guarisce dal cancro.
    Quindi i concorsi e il titolo di studio vanno aboliti… e autonomia economica.

  101. Untenured ha detto:

    @ whoami
    giavazzi non se lo inc**erà nessuno, però nel frattempo si è abbastanza sput**ato, voi ultraliberisti avete perso l’innocenza in tema d’università, vi siete piegati alla logica della modifica delle regole concorsuali fine a se stessa.

  102. bartlindon ha detto:

    Brunetta ha prorogato i termini del censimento al 31 marzo.
    http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3137876054

  103. bartlindon ha detto:

    Secondo Brunetta i precari nelle universita’ sono circa 1000….
    http://www.innovazione.gov.it/ministro/azioni_ministro/6207.htm

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