Ecco una ulteriore e ben elaborata bozza della prossima legge sul reclutamento e la governance universitaria che sarà discussa in uno dei prossimi consigli dei ministri

Cari dibattenti

questa nuova bozza del prossimo decreto legge delega su  università e reclutamento è girata ieri sulla mailing list dei docenti universitari strutturati – unilex –  e  scaricabile anche dal sito http://cnu.cineca.it/

dovrebbe essere discussa in un prossimo consiglio dei ministri (forse venerdì 8 maggio).

Si tratta di un perfezionamento della bozza già postata.

E’ presente ancora il dottorato a scadenza per i prossimi concorsi e una ulteriore precarizzazione  dei ruoli.

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Per i commenti ….a seguire

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30 Responses to Ecco una ulteriore e ben elaborata bozza della prossima legge sul reclutamento e la governance universitaria che sarà discussa in uno dei prossimi consigli dei ministri

  1. Giordano Bruno ha detto:

    Ecco un primo commento

    Sono assolutamente in disaccordo su due punti

    1 il dottorato è un titolo che non scade! Se si è preso da molti anni dovrebbe valere anche il criterio di dimostrazione della continuità della propria attività di ricerca.

    2 si continua a precarizzare con i tempi determinati e ancor più con la minaccia di licenziamento se non si superano crescenti elementi di valutazione e giudizio.

    In Italia fino ad ora si è garantito di tutto e di più adesso invece con le nuove generazioni che sono le uniche già formate e con dottorato si stringe la cinghia e si favorisce la mobizzazzione.

    Allora perché non legiferare anche su prepensionamenti e su limitazione dei dottorati senza borsa….

    Meno dottorati meno precari e non ci sarebbe necessità del dottorato a scadenza…

    allora perche non legiferare anche su contratto unico preruolo e su ruolo unico (come da anni chiedono tutte le organizzazioni della docenza).

    Questa proposta di legge nuoce soprattutto a precari e ricercatori…le ultime ruolte del carro.

  2. insorgere ha detto:

    l’univo vero obiettivo è l’eliminazione di una generazione di precari.
    cmq quella norma sui 5 anni NON passerà mai

  3. mino ha detto:

    ci sono alcune associazioni di precari che stanno battendosi perchè non passi o, meglio ancora, non venga proprio presentata

  4. bartlindon ha detto:

    Quali sono le differnze della nuova bozza con la vecchia?

  5. Marcus ha detto:

    Sapete quando potrebbe essere operativa una legge partorita sulla base del mostruoso marchingegno di cui si discute? Non prima del 2020… Ho seguito l’evoluzione parlamentare di simili pastici dai tempi del governo D’Alema (non ricordo più in quali anni). Il risultato, nelle migliori legislature (come quella del precente governo Berlusconi, con l’approvazione della legge Moratti) è stato solo quello di bloccare il naturale ricambio nelle Università. Dunque, prevedo che la cosa riguarderà nostri eventuali nipoti…

  6. orgogliosardo1971 ha detto:

    limite dei 5 anni???

    vogliono proprio fare tabula rasa,
    come dire, cornuti e mazziati!
     
        
           

  7. whoami ha detto:

    I soliti neostatalisti illiberali…

    Una montagna di cavilli in cui tutto è proibito tranne quello che è esplicitamente concesso…

    dietro quella miriade di lacci e lacciuoli si massacra la dignità delle persone e si preclude quel meccanismo virtuoso necessario a rendere gli atenei diversi e quindi competitivi fra loro…

    Paradossalmente è lo stesso motivo per cui l’eccessivo neoliberismo dela tecnofinanza dei derivati ha massacrato il mercato finanziario globale… Milioni di regole (appunto i derivati) una sopra all’altra che hanno finito per bloccare l’economia reale.

    Parafrasando questo dualismo… siamo noi i neoliberisti stavolta… però speculatori della dignità umana.

  8. GB ha detto:

    In realtà la seconda bozza mi sembrava organizzata meglio ma a ben vedere e solo questione di formattazione e poco più.

  9. GB ha detto:

    Il fatto è che ormai è noto che la bozza è valida…anzi mi pare che sia stato chiesto un parere all’apri?
    Sbaglio?
    Cari colleghi Apri quale parere intendete dare?

  10. Perplesso ha detto:

    @Giordano Bruno
    Sono totalmente d’accordo con il tuo primo commento, specie dove parli della necessità di limitare il numero dei dottorati. Se ci sono così tanti precari, in buona parte lo si deve al fatto che nell’ultimo decennio si è assistito all’aumento esponenziale dei corsi di dottorato. E questo in un paese in cui il PhD non vale assolutamente nulla fuori dell’università: onde tutti i dottori di ricerca vorrebbero fare i prof. universitari…

  11. Mike ha detto:

    Siete miopi.
    I laureati finiscono a lavorare nei call center, che si fa? Si stringe il numero chiuso dei corsi di laurea? E` dimostrata l’esistenza di una stretta correlazione tra ricchezza nazionale e livello d’istruzione. La soluzione e` opposta, piu` PhD e migliori; cioe` meno portaborse/supplenti, piu` ricerca e piu` stretto contatto con la realta` produttiva.
    E poi puntare su spin off ed incubatori d’impresa, mica tutti i PhD devono diventare professori.
    La politica dovrebbe fare la sua parte, incentivi alla ricerca, puntare meno sulla competitività` fondata sul basso costo del lavoro e piu` sull’innovazione tecnologica.

  12. bartlindon ha detto:

    Mike, lascia stare la miopia…. qui gli occhi sono ben aperti.
    Mike e Perplesso dite la stessa cosa: non ha senso fare dottori di ricerca se il dottorato non ha valore al di fuori dell’universita’. Giusto innalzare la qualita’ dell’istruzione (~piu’ dottori di ricerca) ma se il mondo intorno non sa cosa farsene, e la politica non fa nulla per valorizzarli, resteranno (resteremo) nel bozzolo dorato dell’accademia accusando di miopia chi non la vede come noi.

  13. whoami ha detto:

    Meritocrazia = concorrenza + azzeramento dei privilegi della nascita dovuto al sistema educativo.

    http://www.themagazinepost.tv/default.php?idf=48

  14. UnRicercatore ha detto:

    @bartlindon (e altri)
    visto il sistema produttivo nostrano, il mondo intorno continuerà a non farsene nulla. Non che sia una buona cosa, ovviamente.
    Ma per ridurre il numero di Ph.D basterebbe svolgere valutazioni più serie in sede di collegio dei docenti del dottorato: il trend italiota del cane non mangia cane inizia fin da lì. E questo penso non vi sia sfuggito.

    Quanto ai concorsi Berlinguer (alla fine del thread precedente), che ci azzeccano con i ricercatori?

  15. whoami ha detto:

    @unricercatore

    certo la colpa è degli altri e mai la tua (ricercatore confermato che difende questo modello accademico senza concorrenza)…

    Tu sei uno di quelli convinti che la colpa sia solo degli industriali… che genio

    Ti sei mai chiesto dove si siano mai preparati, dove abbiano studiato quegl’industriali?

  16. Mike ha detto:

    Che l’industria italiana produca mutande e non se ne faccia niente di PhD e laureati e` cosa ben nota, ma la responsabilita` non e` esclusivamente degli industriali.

    Lo snobismo intellettuale degli accademici, che produce didattica lontana anni luce dal mondo del lavoro (chiedete agli studenti) e induce al non sporcarsi le mani con la ricerca applicata (tralasciando chi ricerca non la fa proprio) lo e` altrettanto

  17. kjandre ha detto:

    @Mike

    Purtroppo condivido

  18. whoami ha detto:

    guardatevi assolutamente questa intervista ad Abravanel che parla di merito:
    http://www.themagazinepost.tv/default.php?idf=48

  19. geppo ha detto:

    Ma l’abilitazione nazionale non è prevista anche per i ricercatori! Cosa significa? Che continuerà la selezione a livello locale, sebbene senza la farsa degli scritti? E sarà necessaria una prova didattica, altrettanto pilotabile? Non capisco più nulla… Aiuto, please

  20. Daniele ha detto:

    le analisi sono tutte giuste sono le soluzioni che mancano…
    è molto più difficile correggere un sistema che da ntempo evolve con tutte le regole sbagliate che immaginarsene uno perfetto…

    ALLO STATO ATUALE
    fare didattica legata al mondo del lavoro è più faticosa e non è riconosciuta a nessun livello: la si fa solo per passione o masochismo

    fare ricerca applicata è inutile se non dannoso perchè rende più lungpo il tempo per le pubblicazioni
    (a meno che non se ne traggono benefici economici personali e io non conosco strade legali che valga la pena seguire)

    di conseguenza i dottorandi sono solo accademici…
    etc.etc

    alla tentazione di azzerare tutto il sistema e ripartire con un mondo fantastico si deve però contrapporre la considerazione per tutti coloro che questo mondo lo hanno subito…

    esempio
    fatto il dottorato, atteso il post doc, un altro po’ di precariato e finalmente un concorso:
    è chiaro che mi aspetto che se al concorso mi si presenta contro Albert Einstein conto di vincere lo stesso. La meritocrazia in questo caso sarebbe ingiusta.

  21. France ha detto:

    Qunidi, Daniele, va bene le riforme, pero’ le fate dopo che IO sono entrato, cazzo!

  22. France ha detto:

    Che poi, no, uno ci passa per fiancheggiatore, collaborazionista, venduto, alleato dell’Oscuro Signore…. Vedi Daniele l’obiettivo finale e’ fare si che quello che ti farebbe vincere il concorso contro Albert Einstein
    a) Non debba ricorrere ad un concorso per farti lavorare nel suo gruppo/dipartimento
    b) Si prenda la responsabilita’ di perdere il vantaggio di avere un Albert Einstien nel suo gruppo quando questo verra’ valutato 10 volte peggio del gruppo che Einstein se lo e’ preso, e non becchera’ un euro per i prossimi x anni.

  23. precantò ha detto:

    Questo blog è fantastico ma ogni tanto si perde in toni eccessivamente da ‘duri e puri’.
    Quello che dice Daniele è evidente: in tutto questo cambiamento (vero o fittizio) chi ci rimette di più è proprio chi da un lato da lungo tempo è ricercatore precario, dall’altro rischia di rimanere fregato nel riordino (vedi dottorato a scadenza o altro).

  24. France ha detto:

    @precanto’
    Daniele dice Albert Einstein. Nessun diritto acquisito vale un Einstein, mi dispiace…

  25. precantò ha detto:

    @France
    Credo proprio che fosse un’iperbole…

  26. France ha detto:

    Come del resto {[(x^2)/(a^2)]-[(y^2)/(b^2)]}=1

  27. chedelusione ha detto:

    Ho scritto a Valditara, che mi ha risposto che questa bozza come la precedente è sorpassata.
    In particolare, relativamente ai famosi 5 anni mi ha risposto “Ho avuto rassicurazioni che si tratta di un testo superato”.

  28. Occam ha detto:

    Punti oscuri:

    Art. 1 1.c) “il rettore sia eletto o NOMINATO” da chi?

    Art. 1 1.h) “i membri [del CDA] non possano essere ELETTI”. Cosa significa? Devono essere obbligatoriamente nominati dal rettore?

    Art. 1 1.i) cosa si intende per cariche accademiche?

    Art. 4 1.i) L’aritmetica, questa sconosciuta.

    Art. 5 1.h) Gli assegni di ricerca e le varie borse postdoc sono considerate contratti a T.D. validi a questo fine?

    Art. 10 3. A chi si riferisce? Altra Regione/Provincia rispetto a cosa?

    Art. 15 3. Perché?

    Art. 15 7. Perché il TAR Lazio dovrebbe essere competente anche per le procedure interne alle università di tutta Italia?

  29. я считаю: отлично…

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