O tutti o nessuno

«O tutti o nessuno»

Appello a boicottare il bando dell’8.7.2009 per incarichi di insegnamento presso le facoltà di Lettere e Scienze dell’Università di Pisa

14 luglio 2009

I ricercatori e i docenti precari dell’Università di Pisa, riuniti in Assemblea per definire la propria posizione sui bandi pubblicati l’8.7.2009 a firma del Rettore, per il conferimento degli incarichi di insegnamento delle Facoltà di Lettere e Scienze, hanno deciso di rivolgere il seguente appello a tutti coloro che intendono concorrere ai 175 posti banditi.

Ricordando che l’Assemblea dei ricercatori e dei docenti precari dell’Università di Pisa

si è sempre battuta non per tutelare il proprio particulare, ma per attuare una riforma di sistema degli atenei italiani, atenei che in assenza di risorse adeguate, regole eque e capacità gestionali, hanno fatto della precarietà e dello sfruttamento del lavoro qualificato una condizione della propria sussistenza;

ha subito denunciato gli effetti negativi per la dignità dei lavoratori e la qualità della didattica, nonché per la comunità universitaria nel suo complesso, del nuovo Regolamento d’Ateneo sugli incarichi di insegnamento che ha recepito al ribasso il decreto ministeriale 8 luglio 2008, generalizzando il ricorso a contratti gratuiti anche per i soggetti esterni all’università non riconducibili a figure professionali con status ed entrate proprie, ossia per i professori a contratto precari che negli anni passati hanno assicurato la didattica dietro compensi simbolici;

con la campagna «Io gratis non lavoro», cui hanno aderito 91 precari e 20 strutturati, l’Assemblea ha voluto annunciare all’Ateneo l’indisponibilità dei precari agli incarichi gratuiti, ma anche ribadire la richiesta di una piena equiparazione dei diritti tra personale strutturato e non, equiparazione per altro contenuta nelle tariffe retributive annunciate dallo stesso Ministero, ma finora non promulgate.

Considerato che

la delibera del Consiglio d’Amministrazione del 23 giugno 2009 fissa parametri retributivi orari e non annuali, assai lontani dall’equità (80-120 euro lordi/ora) e non inclusivi delle ore impiegate per la preparazione delle lezioni, i ricevimenti, gli esami e le eventuali tesi, anche se il decreto ministeriale chiedeva di tenerne esplicitamente conto;

i bandi dell’8 luglio 2009 distinguono in modo arbitrario tra corsi, anche fondamentali, dati a contratto remunerato e altri dati a titolo gratuito, introducendo una illegittima disparità di trattamento;

gli stessi bandi, là dove si tratta di contratti a titolo gratuitio prevedono l’affidamento attraverso la sottoscrizione di una semplice lettera dell’interessato, senza garanzie esplicite di assicurazione della persona in caso di incidenti;

i bandi relativi ai corsi di Lettere richiedono la disponibilità dei vincitori a svolgere esami per i tre anni successivi al corso.

L’Assemblea dei ricercatori e dei docenti precari ritiene che

la posizione più coerente e incisiva da prendere sui bandi dell’8 luglio, dati i forti dubbi di costituzionalità e di legittimità che li riguardano, sia il boicottaggio dei bandi stessi da parte di tutti i soggetti precari, indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto per cui essi potrebbero concorrere;

vada rifiutata la prassi discriminatoria contenuta nei bandi, tra posti remunerati e gratuiti, tesa oltretutto a dividere l’Assemblea dei precari facendo leva sulle diversità delle rispettive posizioni e prospettive lavorative;

vada rifiutata la logica dell’assenza di alternative, secondo la quale non ci sarebbero fondi in bilancio per pagare adeguatamente tutti i docenti precari di cui l’università ha bisogno, una volta assicurato che tutti i docenti strutturati svolgano il numero di ore previsto come loro dovere istituzionale;

vada confutata l’idea che i contratti gratuiti o simbolicamente remunerati costituiscano una misura transitoria, cui si potrà rimediare in futuro, e comunque un titolo da spendere in un concorso, dato che il combinato disposto dei tagli della legge 133/08 e del blocco del turn-over della legge 1/09 (ex decreto 180) metterà dal 2010 in serie difficoltà l’intero sistema universitario italiano, generalizzando il ricorso alla precarietà gratuita;

il rifiuto generalizzato di partecipare ai bandi in questione abbia maggiori possibilità di incidere sulla programmazione didattica e sul prossimo anno accademico, quale strumento di pressione sui presidi e, attraverso di loro, sul governo dell’Ateneo per ottenere contratti dignitosamente remunerati, sulla base di un principio non discriminatorio di pari retribuzione a parità di mansioni.

L’Assemblea dei ricercatori e dei docenti precari chiede pertanto a tutte e tutti i precari di

non depositare la propria domanda di partecipazione ai bandi o di ritirarla;

partecipare al presidio davanti l’Ufficio Protocollo dell’Università di Pisa, situato in Lungarno Pacinotti 43/44, venerdì e lunedì prossimo, dalle ore 10

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307 Responses to O tutti o nessuno

  1. insorgere ha detto:

    grazie ario

  2. insorgere ha detto:

    inutile dire che sarebbe opportuno che iniziative analoghe si svolgessero anche altrove.
    e che essendo la questioe di rilevanza nazionale sarebbe utile e giusta un’iniziativa nazionale

  3. UnRicercatore ha detto:

    Tre anni dopo il corso sembra un vincolo assurdo, sul quale dovrebbe pronunciarsi qualche avvocato!
    Di norma si è tenuti a fare esami per un corso che non si tiene più, solo fino allo spirare dell’anno accademico in cui si è tenuto il corso stesso. A meno che il corso stesso non si sia estinto subito dopo.

    Poi c’è il problema della coda degli studenti di quell’anno che sostengono l’esame in a.a. successivi, ma una rogna che tocca al tuo successore (hanno diritto a seguire il vecchio programma).

    Duole dirlo, ma questo sembra pane per i denti di bombadillo.

  4. France ha detto:

    Comunque se buttaste giu’ un pezzo con qualche higlight tipo le simpatiche richieste “partecipa alla selezione per lavorare gratis senno’ ti stronco” che raccontavi e si mandasse alla stampa? Ci vanno a nozze, e lo sai…

  5. insorgere ha detto:

    consulto i compagni e faccio sapere

  6. UnRicercatore ha detto:

    Peraltro, ci sono moltissimi posti in cui anche a noi non pagano i corsi.
    Sarebbe anzi interessante sapere quanti corsi sono tenutida ricercatori universitari, lo siano a titolo gratuito: probabilmente la maggioranza.

  7. insorgere ha detto:

    @ unricercatore

    quest’autunno a pisa facemmo una campagna per chiedere ai ricercatori di rinunciare a tenere corsi gratis. questo avrebbe fatto implodere il sistema, mostrando in maniera plateale che l’università italiana si regge su lavoro gratuito e varie forme di sfruttamento. purtroppo l’asetensione dal alvoro gratuito si è verificata solo in alcune facoltà e per un periodo limitato.

    voi ricercatori avete i mezzi per far saltare il sistema e costringere quindi gli organi responsabili (a livello locale e nazionale) a rifinanziarlo e riorganizzarlo. siete tutelati, nessuno vi caccia, basta che facciate solo quanto è previsto dai vostri profili professionali: fare ricerca e non fare didattica.

  8. UnRicercatore ha detto:

    Se facciamo una cosa simile crollano i corsi di laurea!!

  9. euroscience ha detto:

    Se volete posso denunciare la cosa ai Sindacati Europei: visto che l’Itaglia e’ paralizzata da questa insana gara a chi e’ piu’ servo del Sistema, un aiutino da fuori puo’ essere utile…

  10. UnRicercatore ha detto:

    ripeto, da noi NESSUN corso in supplenza a ricercatori è pagato, a quanto ne so.
    I soldi da dove uscirebbero?
    E soprattutto, se lo facessimo (“scioperare”) verremmo linciati dai vostri amici confindustriali, e rimpiazzati con dottorandi (inutile farsi illusioni) e nonmorti vari.

  11. Ricercatore Confermato ha detto:

    @insorgere
    La normativa non è affatto chiara sul punto che i riceratori universitari possano rifiutarsi di fare i corsi assegnati. In ogni caso, se non fanno i corsi sono tenuti a fare le esercitazioni. Ora tra fare l’assistente ad un titolare di corso che non stimo preferisco essere titolare di un corso. In ogni caso per il sistema non cambia niente. Noi siamo pagati per fare ricerca e didattica (o come esercitatore o come titolari di corso). Quindi io faccio quello che sono pagato per fare.

  12. Albert ha detto:

    Come ho scritto oggi, nell’università esiste una sorta di strutturazione in classi sociali che sono in lotta fra loro per oggettive ragioni economiche, in quanto tutte competono per le stesse risorse. In questo ha indiscutibilmente ragione Miriam: se A vuole entrare con una retribuzione di 1500 euro e B vuole utilizzare quegli stessi 1500 euro per aumentarsi la retribuzione da 1500 a 3000, non si può scappare dalla contrapposizione di interessi.
    Come spesso accade, la forza potenzialmente più protesa verso cambiamenti radicali sono quelli più in basso (i precari), che non hanno da perdere che le loro catene. I ricercatori possono protestare un po’, ma appena si prospetta una lotta radicale che non tema di bloccare corsi e fermare l’anno accademico si tirano in dietro a difesa dell’istituzione e del sistema al quale appartengono.

    In conclusione: non dobbiamo aspettarci che i ricercatori aderiscano alla nostra lotta. E’ vero che sulla carta potrebbero farlo perché non hanno nulla da perdere, ma nella realtà non lo faranno mai perché questo presupporrebbe uno scontro con i baronati che non sono assolutamente disposti ad affrontare.

    La lotta per i diritti dobbiamo combattercela da soli.

  13. UnRicercatore ha detto:

    @ricercatore confermato

    Esatto. Ma non è detto che il corso faccia tramontare le esercitazioni… (che diciamolo, possono essere anche un momento alquanto sovversivo se le sai gestire) 🙂

    @albert
    Visto che, specie per chi non ha un brillante futuro in vista il corso rappresenta un importante momento di gratificazione, ti sarebbe molto difficile trovare ricercatori disposti a cederlo al dottorando x o all’ottuagenario prof. y.
    PS A furia di parlare di baronati si rischia di sembrare usciti da un’assemblea degli anni 70. I baroni della 382 spariranno entro il 2015: la realtà attuale è decisamente più variegata e, al di là degli estremismi di questo blog, spesso non sconfortante.

  14. insorgere ha detto:

    cari ricercatori:
    la questione è semplice, potete contribuire a tenere in piedi il sistema essendone complici (e in parte sfruttati) oppure potete contribuire a farne emergere le contraddizioni, le storture, i difestti da correggere.

    so già qual’è la vostra scelta, ma ricordatevi che c’è sempre una scelta.
    infine NON SIETE TENUTI A FARE DIDATTICA. conosco più casi di ricercatori che non fanno nulla, non si fanno vedere da anni, e percepiscono regolare stipendio con scatti d’anzianità

  15. insorgere ha detto:

    EUROSCIENCE contatta chi vuoi, anche i ghostbusters.
    qui ci servono tutti gli aiuti possibili

  16. insorgere ha detto:

    ancora ai ricercatori strutturati:
    se vi fa piacere lavorare gratis buon per voi.
    la verità è che così contribuite a svilire il valore della didattica

  17. Miriam ha detto:

    Se uno non si mette a lottare contro i tagli della 133 perché vuole un importante momento di gratificazione, si dimostra alla lettera ciò che dice Albert: sono completamente inutili per ogni lotta di cambiamento cambiamento. Ma voi ce lo vedevate Nelson Mandela che diceva: non mi faccio 20 anni di carcere, trovo più gratificante starmene su una spiaggia.

    Bah.

  18. UnRicercatore ha detto:

    insorgere:
    1) il sistema non è affatto la merda che tu descrivi. Ad esempio nel mio dipartimento i “giovani” sono pressochè tutti dalla parte giusta della linea.
    2) io GODO nel fare didattica. Lo trovo più utile che produrre carta anche valida ma microsettoriale. Ed inoltre è questo il modo per correggere a titolo postumo le storture che ho subito da studente. Inoltre il germe del dubbio critico si può seminare solo così..
    3) Tenere corsi è l’unico modo per avere tesisti e, forse, in futuro, dottorandi. cosa fondamentale per competere con gli eurogeni (per non parlare di americani e, god forbid, cinesi) che strapubblicano.

    In altre parole, dopo dieci anni, io di fatto sono un professore -sfigato- ma prof, e trovo impossibile tornare indietro. Penso che valga per moltissimi altri colleghi (ricercatori over 35) nel mio stesso limbo.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Caro UnRicercatore

      Ricordati che sei solo un privilegiato….

      “Tu GODI nel fare didattica…” in USA chi fa didattica è uno sfigato rispetto a chi fa ricerca. Pagato molto meno e ha lo stesso prestigio sociale di un insegnante delle superiori.

      Probabilemte in un mondo più eguale saresti ad insegnare alla sQuola elementare…

      Nella tua posizione di rendita e di privilegio starei molto attento alla veemenza di certe parole.

      • unimediapisa ha detto:

        Ganzo! Ho appena scoperto di essere un po´ privilegiato ed un po´ sfigato …
        Leggere RivoluzioneItalia la mattina mi mette sempre di buonumore 😉

        Personalmente -come strutturato- io credo di esser tenuto a fare sia ricerca che didattica. Quando ero ancora un neofita privilegiavo l´aspetto della didattica, ma poi mi sono accorto che gli sforzi a “fare di piu´ (quantitativamente)” servivano solo a qualcun´altro, per fare di meno.

        Quindi attualmente la mia politica e´ la seguente: fare la mia modica dose di didattica (cercando di farla al meglio). E certo non aumentero´ il mio carico didattico per tappare i vuoti lasciati da chi -giustamente- non accetta questa specie di caporalato della docenza.

        Questa storia dei tre anni, poi, e´ totalmente demenziale, qui si va ben oltre al caporalato: siam tornati ai tempi dei servi della gleba!

  19. UnRicercatore ha detto:

    La didattica la svilisce chi non la cura, per ignoranza o per trascuratezza. E la seconda categoria include anche dei geni della pubblicazione.

  20. Miriam ha detto:

    Certo, non scioperate perché non volete perdere la gratificazione del corso, non manifestate perché dovete andare per negozi, non protestate perché si rovina la sciarpa di cachemir… Avete troppe cose da perdere per difendere l’università.

    “I proletarii non hanno nulla a perdere, all’infuori delle loro catene: essi hanno un mondo da guadagnare.” (Karl Marx)

  21. UnRicercatore ha detto:

    @miriam
    aggiungi anche qualcosa su “morte ai servi dello stato baronale”, mi raccomando.

  22. UnRicercatore ha detto:

    @insorgere
    DEVO però riconoscere che, come tu hai evidenziato, non esiste ALCUNA contromisura contro quelli che fanno male il proprio lavoro.
    io credo che il feedback più severo ed inappellabile debba e possa venire dagli studenti.

  23. Albert ha detto:

    Bella battuta. Ma resta il fatto che vi siete tirati indietro appena avete visto il rischio di mettere a nudo il sistema.

    Ma avete fatto bene: migliorare l’universtità non è nei vostri interessi. Nessuno sega il ramo sul quale è seduto.

  24. Ricercatore Confermato ha detto:

    Io comunque molti più precari che sono entrati senza merito che strutturati. Che io sappia quasi-tutti i precari attuali hanno avuto il contatto perchè si sono prestati a fare i portaborse ! Smentitemi se ne siete capaci 😉 Tra questi ci sono dei validi ricercatori-precari e dei precari che non valgono nemmeno la laurea che si sono presi non so come … e che sono entrati nel dottorato … non so come.
    Che io sappia quasi tutti i concorsi di assegno hanno avuto una sola domanda per un solo posto. Non capisco come possiate permettervi di fare la morale agli strutturati.

    Chi va con lo zoppo impara a zoppicare .. e voi siete maestri in questo…

    Cordiali saluti e continuate a girare nel vostro mare di luoghi comuni inculcatevi da confidustria ed i Giavazzi di turno ….

    Ricordatevi che il Catech, MIT, UCLS, UCSB, veriginia Tech, Cambridge ed Oxford sono universita’ pubbliche … E nel UC-system (se non capite cose’ UC-system… informatevi) i professori sono pagati con gabbie salariali con anzianità..

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Hai ragione…
      infatti è molto probabile che tu sia uno di loro.

    • Paola ha detto:

      Caro, perché ai concorsi per ricercatore in genere quanti sono a fare le prove? Risposta: o il solo predestinato, o il predestinato + uno sfigato appositamente precettato per fare la claque. Per la cronaca, io sono stata “gentilmente invitata” (pena non rinnovo dell’assegno) a partecipare a un concorso nell’ultima veste.

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        beh… io di concosi ne ho fatti almeno una ventina. In solo uno di questi eravamo in 2 … io ed il vincitore …. In quello che ho vinto io vi era > 8 pertecipanti. Numero medio dei partecipanti ai concosi che ho fatto > 10.

      • Miriam ha detto:

        In quanti di questi il vincitore non era noto prima? O meglio quanti concorsi non sono nati fin dall’inizio con discorsi del tipo: “facciamo un concorso per Tizio!”?

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        Cara Mirian…. ma voi siete per la cooptazione meritocratica ? Per l’estrazione dei vincitori ? Per il concorso dove vincono solo gli iscritti all’APRI ? Alla tua domanda di quanti si sapeva prima … posso dirti solo che … io non lo sapevo …. Certo che se la gente non si presenta perche’ dice che e’ già assegnato poi non è che si può lamentare se vince il predestinato. Andate in 20/30/100 ai concorsi poi vedrete se le commissioni pilotate riesco a pilotare tutto …. Invece cosa fate ….
        chiedete il concorso perfetto … ma perfetto dal punto di vista burocratico.

        Risultato: vi accontentano creando un meccanismo perverso che bloccherà di fatto i concorsi. Vedrete tra gli ordinari estratti quanti manderanno il certificato medico il giorno del concorso, quanta gente farà ricorso perchè la commissione ha sbagliato a fare il calcolo del numero magico, ….. ed un infinito numero di altri cavilli.

      • Miriam ha detto:

        La cooptazione è un meccanismo che va bene solo se è responsabilizzata, cioè se chi coopta un incompetente viene cacciato dall’università assieme al cooptato. Altrimenti meglio fare concorsi seri.
        Ciò che non va bene è la cooptazione mediante concorso truccato, che ha fatto entrare cani e porci senza che nessuno abbia mai dovuto rendere conto delle proprie azioni.

        Il resto del post è in contraddizione: se si va in 20 ad un concorso il cui risultato è deciso da 2 prove scritte (le cui tracce sono note fin dall’inizio al predestinato), una prova orale nel quale a Tizio chiedono che tempo fa oggi e Caio di ripetere a memoria il nome dei Mille di Garibaldi e si conclude con giudizi scritti dei commissari, non può accadere nulla che impedisca alla commissione di pilotare a favore di chiunque. Per creare quanto meno qualche difficoltà bisognerebbe abolire scritti ed orali (come è stato fatto) e imporre punteggi numerici. Chiederci (come fai) di andare a fare un concorso in 20 senza punteggi numerici equivale ad inviarci ad una acclarata presa per i fondelli.

        Ma tu invece che proponi? Il concorso con Nome e Cognome del vincitore stampati sul bando?

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        SISTEMA INGLESE o SISTEMA FRANCESE. Ma con tutte le caratteristiche di questi …. non una rielaborazione in salsa ITALIOTA…. Non sono sistemi perfetti e hanno le loro criticità ed il loro malcostume. Mi piacciono entrambi e per me vanno bene. Sono sufficientemente meritocratici. Sono comunque molto meglio del sistema inqualificabile creato della estrazione dei commissari.

        Il problema dei concorsi attuali e’ che il CUN non contesta mai come le commissioni si auto-regolamentano per attribuire i giudizi. I tanto da voi richieste criteri appaiono nella prima pagine di ogni verbale della riunione preparatoria.

      • Miriam ha detto:

        Noi chiediamo infatti: criteri nazionali (che siano sempre quelli e non definiti in base al candidato da far vincere) e numerici. I giudizi sono la madre di ogni manipolazione.

        Il dibattito sulla nomina delle commissioni non mi appassiona, ma mi pare evidente che la soluzione è il concorso nazionale. Se in un unico concorso ci sono 5 posti in 5 università italiane, sarà molto difficile scrivere un verbale coerente che riesca a premiare simultaneamente e tutti i 5 potenziali predestinati.

  25. Fra ha detto:

    Caro Ricercatore Confermato, mi sembra che noi qui siamo i primi a chiedere criteri più seri di selezione. Quindi proprio non capisco il tuo commento. Mica chiediamo stabilizzazioni.

  26. RivoluzioneItalia ha detto:

    @Ricercatore Confermato

    Sei bellissimo…. fantastico poi quell’ “informatevi”…

    Sei paradossale, non-informato e impulsivo… tempo fa ammettevi che non esiste mercato del lavoro nell’università italiana e ne eri quasi compiaciuto… ora ci spieghi che vuoi fare l’Amerikano-anglosassone…

    Ricordati che un blog pubblico è come la realtà quitidiana… più ti spu++ani più perdi di credibilità…

    Se invece volessi fare il provocatore…
    bhè… proprio non ti riesce.

  27. RivoluzioneItalia ha detto:

    «Io gratis non lavoro»

    Allora o cambi lavoro o chiedi un modello di sviluppo diverso.

    PS: Chiaramente il modello di sviluppo non te lo puoi inventare… lo devi prendere già pronto fra quelli attualmente noti e funzionanti: UK, USA.

  28. France ha detto:

    “In genere quando si dice ‘lo faccio per principio’ si fa in realta’ per soldi. Non che per me i soldi non siano un buon principio: l’importante e’ che, alla fine, siano di piu’ “. (Groucho Marx, o almeno, quello del buon DYD)

  29. insorgere ha detto:

    ai ricercatori strutturati:

    io non ce l’ho con voi, sia chiaro. siete voi (insieme ai precari), che tenete in piedi la baracca.
    capisco anche chi dice che gode a fare didattica. anche io mi sono divertito come una scimmia nel corso che ho avuto a contratto quest’anno.

    la domanda però non è quanto ci divertiamo, ma se i nostri diritti sono rispettati, i nostri meriti riconosciuti.a differenza di voi ricercatori io, come tutti i precari, non posso permettermi di insegnare gratis. non ho una rendita…

    se voi ragionate nell’ottica di quello che mira a fare il bravo bambino per avere la caramella dalla maestra, continuata a insegnare gratis e prima o poi vi promuoveranno. se volete che il sistema universitario italiano cambi in meglio, beh allora rendetevi conto che – come categoria – avete il coltello dalla parte del manico, anche se non ne avete coscienza.
    se voi vi limitaste a fare quanto è previsto dal vostro ruolo, a rigor di legge blocchereste tutto. e una volta che si bloccasse davvero tutto il sistema sarebbe costretto a: 1. immettere più soldi 2. riformarsi seriamente.

    non è impossibile, non è insensato. è questione di volontà: ricordate i camionisti che bloccarono l’italia?

    il problema è che voi (come categoria, non come individui) non volete davvero che le cose cambino. non volete ricevere stipendi diversificati in base al merito, non volete competere tra di voi e con chi sta fuori. vi va bene godervi la vostra rendita e godere a fare ciò che vi piace.

    da un certo punto di vista vi invidio, da un altro vi disprezzo.

    ognuno si assume la responsabilità delle proprie scelte.

    p.s. rendetevi conto però che è grottesco pensare di trasmettere o instillare spirito critico quando si riveste il duplice ruolo di parassiti che vivono di rendita e di viziati che fanno solo ciò che gli piace a discapito del sistema.

    p.p.s.
    non venetemi a cantare la manfrina del merito e delle raccomandazioni. io ho vinto un post-doc (2 posti 44 candidati e sono arrivato primo) e poi un assegno (1 posto 5 candidati). nel primo caso ero fuori dai giochi e ho vinto per caso (perchè avevo più titoli e non c’erano predestinati). nel secondo avevo più titoli, ma ero effettivamente predestinato. ma voi, il vostro posto da ricercatore ve l’ha fatto la fata turkina? evitiamo le cazzate, dai

  30. insorgere ha detto:

    @ miriam
    perché non ti iscrivi ad apri?
    siamo stati noi apristi a sostenere la battaglia sacrosanta per i 65 anni….rnrp è morta….
    non dividiamoci, abbiamo bisogno di tutte le energie possibili

    lo stesso invito, naturalmente, vale per tutti

  31. UnRicercatore ha detto:

    @insorgere

    Se lavori in una università, dovresti sapere che parecchi corsi di laurea ptrebbero andare avantipersino senza ricercatori, almeno a parole cioè accettando carichi didattici nominalmente pesanti sulla I e II fascia.
    A fortiori la repentina estinzione di tutti i precari non affliggerebbe -burocraticamente parlando- quei consigli d’area.
    La disciplina delle coperture prevista dalla 270 tende anzi a scoraggiare fortemente il vostro contributo ed in generale i contratti esterni, gratuiti o meno.

    Certo se i corsi si inventano per aprire possibilità a promettenti dottori e dottoresse non ci si può lamentare perchè li si “deve” tenere. Da noi non è così, e di corsi nuovi ne nascono ben pochi.

    Vedi, hai rotto l’incantesimo del piagnisteo ammettendo che il tuo assegno di ricerca (come la quasi totalità degli adr e di molte alre cose) ti è stato dato dal tuo capo.
    Cioè che tu “precario” non sei la vittima di una insidiosa congiura ma, banalmente, uno che aspetta il concorso.
    Non una vittima di un sistema malvagio e corrotto, ma uno in lista di attesa. Perciò prenditela con chi sta strangolando l’università pubblica, non con me.

    PS Le tue incaute quanto banali ammissioni mi mettono così di buon umore che non ti segnalo neanche i plateali insulti che hai rivolto a me e agli altri interlocutori strutturati. Ma se questo posto ti dà effetti lassativi solo a pensarci e merita il napalm, non piagnucolare perchè non entri.

  32. insorgere ha detto:

    NON HAI CAPITO UNA MAZZA, COME AL SOLITO.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      UnRicercatore in questo senso ha ragione…

      diciamo che siete due capre ma di diversa specie.

    • Miriam ha detto:

      Beh si. Nessuno sostiene che i concorsi per posizione precarie siano più o meno truccati di quelli da ric. o prof.

      La distanza fra noi è voi è dovuta al fatto che voi difendete il concorso pilotato e non volete sottoporvi ad alcun tipo di valutazione per passare alle fasce superiori.

      Noi chiediamo di essere valutati e confrontati per decidere chi di noi merita di andare avanti. Voi chiedete gli avanzamenti automatici.

  33. UnRicercatore ha detto:

    cioè dare del parassita, viziato etc. è un apprezzamento costruttivo?

  34. RivoluzioneItalia ha detto:

    Chi non accetta il valore del modello internazionale accademico, ha significanti problemi di coscienza.

    …parafrasando gli stessi pb del PD.

    in questo subire il ritardo culturale di un intera popolazione, mi diverto cmq quotidianamente a prendere per il cu*o qulasiasi individuo si cimenti a difendere lo status quo dell’università…

    è cmq una bella soddisfazione…

    che capre!

  35. France ha detto:

    @UnRicercatore e Ricercatore Strutturato
    Noi chi siamo lo sappiamo, nomi cognomi, storia. Voi chi siete? Esistete davvero? Siete davvero ricercatori o magari associati, ordinari, macellai, banchieri, componenti della direzione nazionale di Rif COM o della Lega? Di chi siete figli? Quanti concorrenti c’erano al vostro ultimo concorso? Quanti anni siete stati precari? Quanti anni avete passato fuori dal vostro integerrimo dipartimento? Noi di tutto questo non sappiamo niente e siamo qui a farci dare di venduti e corporativi da voi. A casa mia si dice “ir maiale dice maiala alla ‘olomba”….

    • Precaria ha detto:

      sei proprio noioso… sempre le stesse cose, chi sei, nome e cognome.. etc. etc….uff…

    • UnRicercatore ha detto:

      Sono un ricercatore confermato, cooptato in modo classico (concorso con 1 iscritto + alcune comparse), perchè era il turno del mio cooptatore.

      Mai stato precario perchè IO non potevo permettermelo: ho fatto il dottorato lavorando e NON te lo raccomando affatto.

      Mai stato fuori dal mio non-integerrimo dip. (tuut’altro che disprezzabile quanto ad output scientifico)

      Mai partecipato ad un concorso II fascia per ovvi motivi.

      Contento?

  36. Mike ha detto:

    @ UnRicercatore

    “Tenere corsi è l’unico modo per avere tesisti e, forse, in futuro, dottorandi. cosa fondamentale per competere con gli eurogeni (per non parlare di americani e, god forbid, cinesi) che strapubblicano.”

    “A fortiori la repentina estinzione di tutti i precari non affliggerebbe -burocraticamente parlando- quei consigli d’area.”

    Parole tue, quindi riconosci che dottorandi ed assegnisti vengono creati senza alcuna logica che non sia quella di permettere agli strutturati di pubblicare tanto.

    Pubblicare per cosa? Per i vostri concorsi, ovvio.

    • UnRicercatore ha detto:

      Ho ripetuto ossessivamente e lo ripeto ancora che il dottorato di ricerca per come la vedo io è un titolo di studio.
      I dottorandi NON sono ricercatori precari. Sono persone che stanno acquisendo una specializzazione estrema in un dato campo. Al punto di (provare) a far avanzare le conoscenze in questo campo.
      Dopodichè per ovvi motivi numerici (e qualitativi) non tutti i dottori di ricerca possono entrare negli staff universitari. Qui nasce il dramma italiano: nel paese che paga peggio i laureati (rispetto a tutto il mondo civile) NESSUNO si sogna di riconoscere il valore aggiunto del Ph.D., Anzi ti chiedono perchè hai “perso tempo” all’università nelle piccolissime come nelle grandi aziende.

      In Italia l’università è l’unico sbocco che dia senso al dottorato di ricerca (va detto per onestà che questo ha reso molti dottorati ridicoli ed impresentabili).
      Comunque, non per questo facendo il dottorato sei un ricercatore TD. Stai, appunto, procedendo verso quello che dovrebbe essere un titolo eccezionalmente qualificante.

      Quanto agli assegni di ricerca sono un modo per far campare il potenziale ricercatore in attesa che esca il concorso, o di trovargli una collocazione se le cose sono andate male. Questo lo sappiamo tutti. Anche questo aspetto “welfare” dell’assegno di ricerca ha reso molti adr delle vergognose sinecure, come ricordato da Ricercatore Confermato.

      E’ assolutamente normale che vi siano molti dottori di ricerca e qualche assegnista, con probabilità relativamente scarse di entrare all’univ.
      All’estero molti non ci pensano proprio perchè il titolo è estremamente rivendibile, qui da noi diventano “precari”.

      Detto questo, se anche tu vuoi immergerti nelle fiction con i poveri precari vs. crudeli strutturati, affar tuo. Vorrei poter dire una parola sul casting del mio antipatico personaggio di “ricercatore ultrareazionario”: almeno scegliete uno figo.

      • Miriam ha detto:

        Sul fatto che un dottorando non sia un ricercatore precario siamo tutti d’accordo. Penso che nessuno abbia mai sostenuto il contrario. E anche la non rivendibilità del dottorato, che diviene una fabbrica di precari universitari, è un argomento del quale si è lungamente discusso, tanto che abbiamo proposto da tempo l’abolizione dei dottorati senza borsa: un istituto che serve solo a creare precari e sfruttare manodopera non retribuita.

        Su questi punti siamo d’accordo. Purtroppo il punto dal quale sfuggite sistematicamente è la valorizzazione del merito. Noi riteniamo che anzichè avere un sistema con 20000 ric., 20000 ass. e 20000 ord. sarebbe saggio avere 43000 ric., 21500 ass. e 7500 ord. A parità di spesa ci sarebbero 12000 addetti alla ricerca in più e di conseguenza 12000 precari in meno (che corrispondono al numero di assegnisti italiani).

        Inoltre i passaggi di fascia diverrebbero selettivi e non pressoché garantiti. Il che garantirebbe una valorizzazione del merito anche dopo l’ingresso nel ruolo di ricercatore.

        Non ci troviamo d’accordo non perché ci divertiamo a fare una fiction, ma perché il vostro egoismo sociale vi porta a sostenere un organigramma che renda quasi automatiche le vostre promozioni cancellando per noi qualunque prospettiva di stabilità.

        Se continuate a far finta di non capire questo discorso, possiamo anche salutarci qui.

  37. Albert ha detto:

    Da qualche tempo questo blog ha preso a pullulare di ricercatori ultrareazionari, ma non dobbiamo lasciarci distrarre da questa battaglia di retroguardia in difesa dei privilegi della loro casta.

    Cerchiamo di estendere questa battaglia contro le docenze gratuite sede per sede e divulghiamola il più possibile.

    Giornali?

  38. mino ha detto:

    Secondo me le battaglie solitarie non hanno senso e sono destinate inevitabilmente alla sconfitta. Per esempio, come può un singolo arrivare ai giornali?
    Non c’è niente da fare, dobbiamo unirci o dovete unirvi in una associazione che porti avanti queste battaglie (pensionamenti ultra65enni, riforma docenze a contratto, riforma post-dottorato, piante organiche, concorsi, etc.).
    Un’associazione che queste battaglie sta cercando di portarle avanti c’è ed è l’APRI (www.ricercatoriprecari.it). Vi invinto quindi ad iscrivervi e ad unire le forze.
    Oppure a crearne un’altra. Non ci sono alternative purtroppo.

  39. France ha detto:

    Si, Alessandra, sono noiosissimo. Ho un problema: odio i bulli. Che ci posso fare?

  40. France ha detto:

    vivere e’ contaminarsi

  41. RivoluzioneItalia ha detto:

    @Miriam

    No cara Miriam, tra te e UnRicecatore non c’è distanza

    tu vuoi il posto fisso… tu NON concepisci la competitività nella ricerca… i metodi di valutazione a cui ti riferisci sono e saranno sempre baronali… l’unico metodo di confronto fra professionisti di ogni genere è: Il mercato del lavoro… cioè quello adottato nel resto del mondo…

  42. Gennaro ha detto:

    L’APRI ha fallito. A un anno di chiusura della I tornata tutti i concorsi sono bloccati. A chi protesta dicendo che era meglio prima viene rinfacciato un’interesse ad avere un concorso truccato. Che pena! Meglio così no? Aspettare, aspettare, aspettare.
    “Meglio non fare i concorsi che farli come prima” è stato lo slogan più stupido e autolesionistico mai sentito da una categoria di precari di qualsivoglia natura. Adesso la crociata sui 65 anni: ridicola! Pensate forse che servirà a farci entrare? Ma scusate non vi accorgete, al contrario, che operiamo contro noi stessi: molti noi già entreranno all’Università a oltre 40 anni! A volte sembra di leggere Libero, il mio giornale satirico preferito. In molti di voi, Miran, in testa, c’è un odio così profondo verso gli strutturati e l’università tutta che mi chiedo perché volete proprio entrare in questo letamaio

  43. insorgere ha detto:

    gennaro cosa fumi?
    dev’esser roba buona….

  44. insorgere ha detto:

    dire che è colpa dell’apri che i concorsi sono bloccati è come rimproverare all’aci l’esistenza delle buche nella strada

  45. Miriam ha detto:

    I pensionamenti a 65 anni riguarderebbero prevalentemente ordinari al massimo della carriera. Se consideri che un ordinario con anzianità zero costa quanto due ricercatori, è facile fare due conti e capire che i prepensionamenti sono la soluzione di una parte (certo non tutto) il precariato.

    Si tratta di una branca della matematica nota con il nome di “aritmetica”.

  46. Gennaro ha detto:

    l’Apri non morirà di autocritica, a quanto pare.

    Inosorgere, il paragone corretto con l’Aci/Apri è questo: l’Aci dice che per risolvere il problema delle buche occorre chiudere le strade per fare strade migliori. Dopo un anno il problema non sono più le buche, ma la mancanza di strade. Brava ACI/Apri!

    Miriam, ma le Università bandirebbero per altri ordinari! Nel 2013 niente più ricercatori!

  47. Miriam ha detto:

    Infatti si propone di vincolare i risparmi all’assunzione di nuovi ricercatori. Chiaramente entro il 2013.

    Comunque non penso che sul blocco dei concorsi APRI abbia avuto la benché minima influenza. Ma ti pare che con tutti i poteri che ci sono in Italia un ministro blocca i concorsi perché lo chiedono France, insorgere e Bombadillo?

  48. UnRicercatore ha detto:

    @miriam

    I passaggi di fascia sono “garantiti” solo nella fiction di cui sopra. Si tratta di un processo lentissimo, che per molti non si concretizza/concretizzerà.

    Ma finalmente, dopo tante giavazzate sul merito, sei venuta allo scoperto pure tu.
    Si “deve” fare un’infornata degli attuali 12000 assegnisti, a costo di creare un ingorgo delle carriere che non verrà *mai più* risolto.

    La giustificazione -mooolto vaga e molto ichiniana- è quella del merito (in realtà una punizione preventiva e collettiva di quei poltroni degli attuali e futuri ricercatori e associati, che non meritano nulla): in realtà, parliamo di un’ope legis pro-assegnisti appena mascherata se i tuoi numeri sono veri.

    Tu postuli a titolo DEFINITIVO la scarsa validità di metà dei ricercatori e due terzi degli associati italiani, e l’assoluta brillantezza di tutti gli assegnisti.
    Ma io sono corporativo e tu no, ovviamente.

    Per curiosità, il tuo adr ti è stato inviato direttamente dal Nume degli Atenei oppure anche tu lavori in un gruppo con degli orrendi strutturati?

  49. Miriam ha detto:

    Mi sfugge dove sarebbe il blocco. Con i rapporti che propongo in media due ricercatori su tre avanzerebbero prima o poi di carriera. E fra quelli che avanzano uno su tre arriverebbe ad essere ordinario.

    E mi sfugge anche dove sarebbe la ope legis per gli assegnisti: proponiamo concorsi da ricercatore, mica stabilizzazioni.

  50. RivoluzioneItalia ha detto:

    @miriam

    i pensionamenti fanno comodo a te non all’università…

    • Miriam ha detto:

      Fanno comodo ai precari (non lo nego) E all’università che potrebbe ringiovanire ed aumentare il proprio organico, visto il rapporto stipendiale fra ord. e ric.

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        come dici tu, si creerebbe un’altra generazione (l’ennesima) di baroni… e tu saresti una di essi.

        L’anzianità degli strutturati è un sintomo non una causa della tristezza italiana.

  51. Miriam ha detto:

    Se un sistema ha pari numero di strutturati su tre livelli successivi, si calcola molto banalmente che la probabilità si salire da una fascia all’altra è statisticamente superiore al 90%. Se non sono garantiti, poco ci manca. E’ matematica, non fiction.

  52. insorgere ha detto:

    per la cronaca:
    apri non ha mai chiesto di bloccare i concorsi. la petizione, da cui nacque apri e che raccolse oltre 1000 firme, chiedeva di riformare rapidamente le procedure concorsuali inserendo sorteggio puro deicommissari (solo ordinar) e abolendo gli scritti.

    si poteva fare in fretta. se ci sono stati pasticci e lungaggini non è certo colpa nostra. peraltro, sui maggiori organi di stampa nazionali (sole 24 ore, la stampa, unità ecc.) abbiamo più volte denunciato i ritardi del miur.

  53. France ha detto:

    No, ma scherzi, insorgere? E’ colpa mia e tua, quinte colonne fiancheggiatori della Gelmini, bocconiani PDLLini da strapazzo. Non bisognava criticare, solo chiedere niente tagli e piu’ soldi alla ricerca. La critica e’ disfattismo, fischiare e’ terrorismo. Tutti zitti, allineati e coperti, che magari qualche briciola ci scappa.
    Buon week end, io vado a Bruxelles a farmi altre 4 risate…

  54. Albert ha detto:

    Miriam, lasciali stare. L’impulso alla difesa dei loro interessi di classe li domina a tal punto che non riescono più nemmeno a seguire i più elementari ragionamenti matematici. Roba da asilo, altro che università.

  55. Mike ha detto:

    Apri ha bloccato i concorsi? Sti c***i, sono piu` potenti dei bocconiani. Meglio che mi iscriva subito, chissa` cosa si puo` ottenere con la vostra tessera (ingresso ridotto al cinema?).

    Perche` vogliamo entrare nel letamaio università`? Semplice, per ripulirla dall’interno.

    Perche` e` importante pensionare i 65enni? Non ` solo una questione economica, come pure giustamente spiegato da Miriam, e` una questione culturale. Cito a memoria N. Bohr:Le teorie rivoluzionarie si affermano non perche` finiscano per convincere gli oppositori, ma perche` questi passano, lasciando il posto ad una nuova generazione, familiare con le nuove teorie perche` cresciuta con esse.

    Finche` le redini saranno in mano a gente che vede l’universita` come quella di 30 anni fa, sara` dura cambiare. I giovani sono migliori? Non necessariamente, ma se non altro molti di noi hanno vissuto e lavorato all’estero, toccando con mano quei sistemi che funzionano, e sono piu` inclini ad adottarli (ma molta strada resta da fare).

  56. mino ha detto:

    Si chiama “ricambio generazionale”.

  57. Perplesso ha detto:

    Allora, pur essendo un precario e contestando diverse delle affermazioni di UnRicercatore, devo dire che nel suo post di oggi dell’1.15 ha colto buona parte del problema.
    CI SONO TROPPI CORSI DI DOTTORATO!
    Siamo nella m…a perchè negli ultimi 10 anni sono stati creati migliaia di dottori di ricerca (incluso quel pirla del sottoscritto,ovviamente). E questo in un paese in cui il PhD è carta straccia fuori dell’università.
    Altro che abolire i posti senza borsa, come dice Miriam! Qui vanno ridotti di almeno 10 volte i posti con borsa, se si vuole stabilire un minimo di funzionalità del sistema. Lo so che l’alternativa migliore sarebbe rendere spendibile il PhD nel mondo del lavoro, ma pare che in Itaglia sia assolutamente impossibile…
    Dove non ha ragione (o, meglio ce l’ha in via teorica) UnRicercatore è nel dire che i dottorandi non sono precari. In realtà lo sono de facto, perchè una volta “inseriti” nel sistema e conseguito il titolo (magari a 28-30 anni) è difficilissimo riciclarsi altrove; senza parlare poi della difficoltà a gettarsi alle spalle tutto il lavoro fatto fino ad allora e peggio ancora dopo, con i vari post-doc.
    Un paese normale, con una classe di governo appena degna di questo nome nella situazione di dramma sociale (tale è quello dei precari universitari) in cui siamo farebbe:
    1) Reclutamento straordinario, diluito nel tempo e approfittando dell’ondata di pensionamenti più o meno imminente
    2) Restrizione ferrea del numero dei corsi di dottorato, per non creare nuove migliaia di precari (e magari contestuale spendibilità del titolo altrove).
    Se non si fa questo, almanaccare sul concorso perfetto o sulla distruzione fisica degli strutturati non serve proprio a nulla!
    Purtroppo pare proprio che nulla di tutto ciò avverrà, per motivi diversi e contrastanti, ma che hanno l’unico risultato di mettercelo nel c..o

    • unimediapisa ha detto:

      Se dovessi azzardare una previsione, direi che hai ragione, ma solo a meta’.

      Scommetto che:

      (1) non ci sara’ reclutamento straordinario (anche quello ordinario e’ bloccato, mi pare);

      (2) ci sara’ una contrazione del numero di posti di dottorato, se non altro perche’ vengono a mancare i soldi.

      Mi sembra che l’impostazione generale della legge sia proprio quella di dare una bella strizzata all’Universita’ (a questo serve il blocco del turn-over sincronizzato con l’ondata di pensionamenti).

      Ovviamente una politica di risparmio e riallocazione delle risorse sarebbe virtuosa (anzi, doverosa), ma e’ tutt’altra cosa rispetto ai tagli indiscriminati che abbiamo visto finora. Un chirurgo e’ ben diverso da un macellaio, anche se entrambi sezionano la carne.

      Il mio timore e’ che il Ministro non sia in grado di mettere in carreggiata la riforma di cui favoleggia, e questo non tanto per le pressioni politiche di cricche baronali, ma semplicemente perche’, per non buttare il bambino con l’acqua sporca, bisogna essere capaci di distinguere quel che funziona da quel che e’ marciume.

      Per fare una riforma meritocratica bisogna aver chiaro cosa sia il merito. E purtroppo il Ministro, come del resto la stragrande maggioranza della nostra classe politica, mi sembra del tutto estraneo a qualsiasi logica di tipo meritocratico: in politica la fedelta’ verso il proprio clan conta piu’delle capacita’ (e talvolta anche piu’ della decenza).

      • UnRicercatore ha detto:

        @Unimedia,

        guarda che l’UNICO scopo del ministro è accentuare la stretta sull’università pubblica: come il pitone, ad ogni espirazione della vittima stringe un po’ di più.

        La meritocrazia qui non c’entra niente.
        Lo scopo è buttare il bambino!

      • unimediapisa ha detto:

        @UnRicercatore
        Sinceramente non credo che l’obbiettivo del Ministro sia quello di distruggere l’Universita’.

        E comunque il problema non sono le intenzioni (buone o cattive – poco importa) ma i provvedimenti concreti (finora: nulla, a parte i tagli). Chi vivra’, vedra’.

        That’s all folks

  58. Marcus ha detto:

    Sottoscrivo in pieno il post di Perplesso.

  59. insorgere ha detto:

    e bravo perplesso. sono pienamente d’accordo

  60. Voltaire ha detto:

    il punto sollevato da perplesso è stato troppe volte sottovalutato. Una bella proposta APRI, che è associazione assai assai influente a detta di molti, non sarebbe male.

    abbasso l’APRI, W il benaltrismo, W le martellate sui c+++++ni, abbasso la lungimiranza, W i luoghi comuni sui precari bravi, belli e tutti tartassati da quegli infidi baroni in grisaglia.

    Enigmistica della settimana: scoprire dove sta l’ironia.

    buon w-end a tutti

  61. RivoluzioneItalia ha detto:

    Pensionamenti, Numero Dottorati e regole concorsuali
    SONO PARAMETRI di un modello sbagliato.

    Riformare vuol dire CAMBIARE MODELLO non parametri.

  62. mar ha detto:

    A Pisa i dottorati con borsa (e di riflesso quelli senza borsa) almeno per le materie scientifiche sono stati decurtati del 50% o almeno questa è la situazione dei dottorati che conosco..
    Infatti fra due anni cioè quando l’ultima mandata numerosa di dottorandi sarà esaurita i precari del dip. dove lavoro dovrebbero passare da circa 20 a circa 4 sempre che quei 4 resistano.. sennò restano solo i 2 paraculati…

  63. insorgere ha detto:

    http://associazione-aut-aut.noblogs.org/post/2009/07/17/precari-uniti-contro-i-bandi-della-vergogna-presidio-davanti-agli-uffici-amministrativi

    seguite il link incollato sopra per vedere gli sviluppi della campagna cui si riferisce il post su cui stiamo discutendo

  64. Untenured ha detto:

    il problema non sono i troppi dottorati, ma la mancanza di meritocrazia nel reclutamento.

    l’Italia ha ancora un numero troppo basso di dottori rispetto ad altri paesi avanzati.

    restringere le opportunità di dottorato è una richiesta miope e corporativa.

    piuttosto bisogna migliorare e valorizzare l’alta formazione e rendere i dottorandi autonomi di pubblicare e gestire la propria carriera, in Italia e all’estero. Dopodiché nel reclutamento passi chi è più bravo e produttivo.

    spero che APRI assuma queste posizioni e non quelle miopi e corporativi di Perplesso e di chi dice di condividerle.

    buon w-e

  65. Perplesso ha detto:

    @Untenured
    L’Italia ha un numero basso di dottori, ci vuole alta formazione etc. Tutto verissimo.
    Peccato però che in ITAGLIA (perchè qui stiamo) con il PhD ti trovi a lavorare in aziende o enti pubblici alla pari con i diplomati… Con la rilevante eccezione però che i ragionieri/periti/liceali etc. ci sono entrati a 20 anni e i PhD a 30, circa… In questo caso il dottorato è stata proprio una bella opportunità, non c’è che dire!

  66. insorgere ha detto:

    è vero quanto dice untenured.
    ma è anche vero quanto dice perplesso.

    l’obiettivo dovrebbe essere la valorizzazione delle competenze acquisite da chi ha un phd anche nel mondo del lavoro, e non solo nell’academia.

    ma come si fa? nel resto del mondo per es. hai il titolo di dottore solo dopo il phd, è un fatto simbolico importante. da noi ormai si è “dottori” con la triennale….

  67. insorgere ha detto:

    va anche detto che ci sono dottorati e dottorati. io son umanista, però spesso mi chiedo: cosa ce ne facciamo di decine e decine di dottorati in storia, o in filologia classica? (tanto per fare qualche esempio)

  68. Untenured ha detto:

    @ insorgere
    la casa editrice *** dovrebbe essere interessata ad assumere un dottore di ricerca in letteratura anziché un semplice laureato in posizioni di responsabilità. Così molte altre imprese dell’industria culturale, oggi in grande espansione (ci sono festivals culturali di tutto…).

    Questo non accade o accade ancora troppo poco? Impegniamoci a diffondere una cultura dell’alta formazione in Italia, non torniamo indietro di 30 anni (il dottorato in italia è stato istituito solo nel 1983, altrove in Europa e Nord America esiste da inizio Novecento nella sua forma attuale)

  69. UnRicercatore ha detto:

    @insorgere, perplesso, untenured

    In principio ha ragione untenured, ovviamente (ma lo avete detto tutti): questo paese ha bisogno di più cultura.
    Ma anche “il semplice laureato” di cui parlava untenured viene pagato comunque una miseria e considerato (strumentalmente) sovraqualificato/incapace, proprio per pagarlo meno che in tutto il resto d’europa.
    Non è forse il mantra confindustrial-USA degli ultimi vent’anni quello delle “competenze che invecchiano”?
    I dottori di ricerca poi per i datori di lavoro non esistono, salvo rarissime isole (nel campo scoentifico quelle poche ditte medio-grandi che fanno ancora R&D).

    In questo quadro, come ho ripetuto con ostinazione da vero troll, il Ph.d serve solo per rimanere agganciati al treno universitario.
    Che ha pochi posti liberi per ovvie ragioni di organico. Nè l’estinzione dei proff. classe 1940-45 risolverà alcunchè, con buona pace di miriam.

    Ma se il segreto fosse invece nella riduzione del numero di laureati e di Ph.D? Cioè nel ritorno ad una maggiore severità nei corsi di laurea prima e nei collegi di dottorato poi?

    Dovremmo insospettirci per l’invito a sfornare sempre più laureati, sempre meno qualificati.

    • miriam ha detto:

      Sono allibita dalla straordinaria ignoranza della matematica che dimostrate praticamente in ogni vostro post. Non so se davvero non sappiate far di conto o se (come ritengo probabile) fate finta di ignorare il 2+2, ma vi ripeto che basta veramente una aritmetica elementare per capire che 1) un sistema piramidele genererebbe nuovi posti di lavoro non precari e 2) i pensionamenti di gente per lo più in posizione di ordinario ed al massimo dell’anzianità libererebbe risorse e favorirebbe ulteriori assunzioni (oltre ad avere ovvi ed enormi vantaggi in termini di rinnovamento e ringiovanimento).

      Poi uno può pure scrivere quello che gli pare e affermare che il pensionamento degli ultra-65enni non risolverà un granché o che la causa della desertificazione del Sahara non è la mancanza d’acqua. Ma se non rispondete ai ragionamenti matematici con altri ragionamenti matematici le vostre affermazioni continueranno sempre ad apparire per le menzogne che sono.

      • UnRicercatore ha detto:

        Premesso che puoi insultare quanto vuoi, ti invito a LEGGERE ciò che scrivo.
        I proff. classe 1940-45 andranno in pensione all’età di legge di 70 anni senza che nessuno (in questo parlamento e nei prossimi) si sogni di anticiparne la quiescenza.
        Un sistema piramidale non genererebbe niente più di ora, a meno di non assumere più gente. Che è proprio quel che tu propugni.

      • miriam ha detto:

        Mi spiace ricordare che ho già mostrato come, a parità di spesa complessiva, un sistema piramidale consentirebbe di far lavorare con contratti a tempo indeterminato 12000 persone in più. Poiché l’obiettivo di un sistema piramidale non può essere raggiunto dall’oggi al domani, anche questi ingressi sarebbero graduali e non si avrebbe alcuna stabilizzazione, né alcuno tsunami di assunzioni simultanee. E questa è matematica elementare, per cui se intendi proseguire a negarle produci dei ragionamenti logici, anziché ripetere ossessivamente che non è vero senza argomentare.

        I proff. 1940-45 lasceranno l’università a 70 anni, probabilmente. Noi chiediamo di anticipare a 65. Innanzitutto chiediamo che i 65 diventino una norma definitiva, perciò possiamo anche parlare dei proff. 1940-2009, per essere precisi. E poi non è che uno deve rifiutarsi di prendere posizioni perché “tanto il parlamento non le approva”. Noi chiediamo, loro bocciassero pure. Vorrà dire che ne terremo conto quando avremo una scheda elettorale in mano.

  70. UnRicercatore ha detto:

    Detto così può sembrare una cazzata peggiore del solito, lo so. Ma se c’è un problema qualitativo, questo è ANCHE un modo per attaccarlo.
    Senza teorizzare il ritorno agli anni cinquanta, ovviamente.

  71. RivoluzioneItalia ha detto:

    Non è questione di cultura in senso assoluto…

    E’ aver la possibilità di scambiarsi cultura attraverso beni e servizi… e questo riguarda il mercato.

    Con albi professionali e valore legale del titolo di studio che livellano e controllano tutto il lavoro non si crea.

    Esempio:
    Un laureato/dottorato che si mette in proprio non può decidere delle tariffe per operare (avv. arch. commerc. etc.). Deve sottostare a quelle minime decise dell’albo.
    La stragrande maggioranza dei neo-laureati sono schiavizzati negli studi dei soliti noti.
    Tutta l’energia positiva di giovani talenti viene dissipata per scaldare l’aria.

    Il controlli (più o meno dottorati più o meno pensionati) vanno tolti non aggiunti…

    Liberalizzare è la parola magica.
    Non esiste nessuna alchimia burocratica che possa risolvere processi cosi complicati come l’economia di un paese.

    Il dottorato andrebbe riformato non nel numero ma nell’importanza… rendendolo rigoroso come in USA e UK..: esami, pubblicazioni e competizione… altrimenti si “ripete” l’anno.

  72. Albert ha detto:

    La straDta più logica è che l’aumento del numero di posti nei corsi di dottorato deve avanzare di pari passo con l’aumento delle capacità di assorbimento da parte del sistema produttivo.

    In altre parole si deve abbandonare la politica del creare un numero molto elevato di dottori di ricerca nella speranza che il sistema produttivo si innovi. La politica che è stata seguita finora e ha prodotto solo precariato, disoccupazione e spreco di competenze.

    Bisogna invece lavorare sul sistema produttivo, perché si orienti maggiormente verso prodotti e metodi di produzione ad elevato contenuto tecnologico e parallelamente aumentare il numero di posizioni di dottorato a mano a mano che la richiesta da parte del mercato del lavoro aumenta.

    Portare avanti i due processi in parallelo e non fare un salto in avanti su uno nella speranza infondata che si trascini avanti anche l’altro. I fatti hanno dimostrato inequivocabilmente che questo secondo meccanismo non funziona.

  73. Dingo ha detto:

    Da che mondo è mondo, le categorie dominate hanno avuto interessi contrapposti a quelli delle categorie dominanti.

    Per cercare di eliminare il conflitto, i dominanti hanno sempre invocato l’unità contro un nemico comune, più o meno immaginario. Nella Storia ci sono stati gli imperi stranieri, i barbari, le altre religioni, le nazioni concorrenti, i poteri giudo-demo-massonici, l’impero del Male…

    Il gioco ha funzionato molto spesso, per non dire praticamente sempre. Le poche volte che i dominati non hanno seguito il gioco dei dominanti e si sono resi conto di quale era il reale avversario (40 anni fa si sarebbe detto “le poche volte che i dominati hanno acquisito coscienza di classe”) ci sono state le grandi rivoluzioni.

    E’ interessantissimo notare come in questo blog si riproducano (su scala ovviamente ridottissima) gli stessi identici processi con i precari che iniziano a prendere coscienza del conflitto con i dominanti e i dominanti che invocano un presunto nemico esterno contro il quale si dovrebbe essere tutti uniti.

    Complimenti, una grande lezione di socio-economia!

  74. Albert ha detto:

    Si, i due ricercatori strutturati che frequentano questo blog giocano nell’università esattamente lo stesso ruolo che i teorici dei vari mantra confindustriali confindustria giocano nell’intera società italiana. Alla fine le dinamiche sociali sono sempre le stesse.

    La contrapposizione è nei fatti, nascondarla è nei discorsi qui dei ricercatori, lì di Giavazzi e Marcegaglia.

    • UnRicercatore ha detto:

      Da un lato il troll della scuola di Chicago, dall’altro i barbuti con eskimo e tolfa: questo blog è *grandissimo*!

      • Albert ha detto:

        Complimenti per l’ironia, ma purtroppo devo confessarti di non essere mai stato marxista.
        Semplicemente, ciò che è evidente è evidente.
        Ripetete ogni due righe le parole d’ordine “mantra confindustrial-USA” e “ichiniano” che qualche vostro caposezione deve avervi inculcato ben ben e non vi rendete conto di rappresentare né più né meno che la confindustria dell’università.

  75. UnRicercatore ha detto:

    E tu chi saresti, l’avanguardia del proletariato?

    Guarda che noi siamo VENTIMILA, almeno per tre quarti attivi nella ricerca e nella didattica; e ci sono altri VENTIMILA associati, di cui una buona metà è ancora viva ai fini universitari.

    Fatti un conticino, e scoprirai che -con buona pace di Miriam- l’università siamo noi, e sulla ricerca, e sulla didattica.

    Hai visto un pò troppo Santoro.

    • miriam ha detto:

      Ed essendo l’università italiana marcia fino al midollo, probabilmente dovreste cominciare a chiedervi se non è che per caso avete qualche responsabilità.

      Ma no, l’Italia è il paese delle autoassoluzioni: non è colpa di Tremonti se l’economia va a rotoli, non è colpa di chi lavora nell’università se questa istituzione è diventata una fogna, non è colpa dei leader di partito se ci sono le sconfitte elettorali, non è colpa dei banchieri se il sistema finanziariio va a rotoli. Ma si, continuiamo così. Che bel paese!

  76. Albert ha detto:

    Non è esattamente così. Citando Mike, il tipico gruppo di ricerca italiano è un bel cilindro nel quale “uno fa la ricerca e scrive l’articolo, uno lo rilegge e lo firma, un altro lo firma e basta”. In genere dei secondi due almeno uno è associato o ricercatore, che quindi non e’ “l’universita” ma “un parassita che vive dentro l’università”. Una università che per il 50% è fatta di personale precario. Se poi vogliamo dire che un sistema corrisponde con chi comanda facciamolo pure, ma è un po’ come dire che l’industria italiana coincide con Lapo Elkann e non è Lapo Elkann+tutti i suoi lavoratori.

    Adesso non voglio farti un processo personale e sono dispostissimo a credere che tu non sei una delle persone che si comporta come sopra, ma ho conosciuto l’università italiana abbastanza in lungo e in largo per osservare che le cose vanno così in un buon 90% dei casi. Per questo la categoria degli strutturati rappresenta, con tutte le cautele del caso, la confindustria dell’università. Poi se ci sono singole persone dal comportamento ammirevole e cristallino, mi levo il cappello e gli stringo la mano, ma le posizioni politiche devono guardare alla situazione complessiva e non i casi isolati.

  77. Mike ha detto:

    Non possiamo sempre prendercela con Giavazzi e la Confindustria, l’universita` italiana deve riconoscere le sue colpe: sforna laureati lontani anni luce dal mondo del lavoro.
    Quantita` e qualita` dei laureati (e qualita` dei PhD) devono aumentare, ma non e` detto che tutti debbano essere laureati quinquennali. Troppa teoria, compressa e distorta dopo l’avvento del 3+2, e niente pratica. Quello che manca completamente in Italia e` l’istruzione terziaria professionalizzante tipo Fachhochschule tedesche e Technical Colleges anglosassoni.
    Con buona pace di quelli che pretendono di avere 70 e passa MIT e Harvard in Italia.

  78. paddy ha detto:

    Non comprendo tutte queste vostre polemiche.
    Dovremmo concentrarci per fare svolgere i concorsi prima sessione 2008 (e far bandire quelli della II sessione 2008)

  79. UnRicercatore ha detto:

    @miriam
    con un espediente retorico misero ma efficace ti chiedo: perchè continui ad immergerti in questo lago marrone? Se fa così schifo, trovati un’altra, ben più ratificante occupazione. Tanto ci vorranno trent’anni per un ricambio e tu sarai già in pensioe, a occhio e croce.
    In realtà, sappiamo ambedue che le cose NON stanno come dici tu e che, a fronte di facoltà con grossolane distorsioni nel reclutamento e ell’impegno dei docenti, ce ne stanno molte altre che mantegono un livello buono e spesso ottimo di didattica e ricerca

    @albert
    rileggiti, sembri miriam (il che è tutto dire 😉 )
    Sopravvaluti molto, ma molto, numero e rilevanza di dottorandi e assegnisti se pensi che siano LORO a fare gli articoli che altri firmano. La base del cilindro è in genere un ricercatore (per i team ricchi, un ricercatore+ un dottorando/assegnista), non foss’altro per motivi culturali.

    @mike
    ma al mondo del lavoro italiano servono laureati triennali? invece di creare mini-laureati dequalificati (in paese che già paga pochissimo i laureati veri etc) non conveniva a Confindustia finanziare gli Istituti Tecnici e compagnia bella?
    Vi ricordo che i nostri Periti industriali fino a trent’anni fa avevano un livello di preparazione PAZZESCO.
    il 3+2 tra l’altro ha per qualche anno sabotato la laurea specialistica (distorta è proprio la parola giusta!)
    La questione del numero delle università è interessante (vera) ma più ampia. Nessuno vuole metterci mano, però.

  80. Albert ha detto:

    Fai un bel giro per i dipartimenti italiani e guarda come funzionano i gruppi di ricerca nel nostra paese.

    Non limitarti al tuo piccolo mondo, evidentemente idilliaco. Che dire? Ti invidio per la fortuna che hai avuto, ma tieni presente che non devi prendere una piccola oasi e trascurare il deserto che hai attorno.

  81. UnRicercatore ha detto:

    Il mio mondo è rappresentato, oltre il dipartimento più o meno dal mio SSD.
    Non è assolutamente idilliaco: ma non è il letamaio che descrivete voi.
    E non credo affatto che intorno ci sia il deserto, perchè molte facoltà italiane sono molto buone a livello di ricerca. E sul livello didattico *relativamente all’estero* c’è poco da dire, se i nostri laureati sono così apprezzati.
    Guardate un pò le voci delle classifiche internazionali, molte sono tagliate su misura pe runiversità angloassoni e similari

    Ciò detto, sto qui da quasi vent’anni in un modo o nell’altro e non vivo nel mondo di HelloKitty: vedo ovviamente figli, mogli, nipoti, “amiche”, pubblicazioni fittizie, carenze didattiche e così via.

    MA secondo me è tutto recuperabile (e molto sta venendo recuperato in questo stesso momento): i miei coetanei 30-40enni, come ho già scritto ad nauseam, sono molto diversi dai loro capi e cooptatori.

    Il che spiega le reazioni a certe generalizzazioni negative.

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      A me non interessa se tu o un 10% dell’università è bravo… a me interessa che il 90% funzioni bene.

      Avere laureati ultrapreparati non è di per se una caratteristica positiva se non riesci a reinvestirli nel territorio.

      Preparare potenziali premi nobel per zappare la terra non significa che i nostri atenei sono i migliori… significa solo che il modello accademico adottato è sbagliato.

      Efficienza e qualità non dissipano inutilmente energia.

  82. Albert ha detto:

    Peccato che nelle classifiche internazionali, l’università italiana più alta è surclassata da decine di paesi che anglosassoni non sono.

    L’università italiana è per un 10% al massimo un sistema seria e per il 90% baronie, clientele e ignoranza.

    Ma finiamola qui, tanto questa non è una discussione sulla quale si possa finire per trovarsi d’accordo.

    Pensate ai vostri interessi che noi pensiamo ai nostri e arrivederci alla prossima.

  83. UnRicercatore ha detto:

    Nelle classifiche infatti contano questioni del tutto irrilevanti come il numero di studenti stranieri che da noi è per ovvi motivi marginale, vista la lingua, la burocrazia e le infrastrutture.
    Nonchè le stesse infrastrutture, da quarto mondo ma anch’esse molto meno rilevanti dell’output scientifico.
    Sai che me frega dei vacanzieri Erasmus a me?

    in ogni caso questo ruolo di difensore dell’istituzione inizia a stancarmi.
    In bocca a lupo, vi auguro di riformare il collettivo (con dingo e miriam) in qualche consiglio di facoltà.

  84. Albert ha detto:

    Quindi gli estensori delle classifiche internazionali sono dei perfetti idioti che stabiliscono criteri valutativi risibili.

    Meno male che c’è sempre l’italiano in giro per il mondo…

  85. UnRicercatore ha detto:

    I criteri valutativi che ho citato sono chiaramente speciosi e sfavorevoli alla stragrande maggioranza dele nostre università.

  86. Albert ha detto:

    Il Fiero alleaten Galeazzo Musolesi

  87. Spartacus ha detto:

    Per chi ne fosse interessato…
    Masia ha confermato che le votazioni per le commissioni si faranno non prima di ottobre… e comunque il ministro ce l’ha sempre sul tavolo il provvedimento da firmare (ormai con 2 dita di polvere..). Ma questa cosa non l’aveva detta nel fax all’Apri (in primavera, se non ricordo male)?

    • MeNeVadoAllEstero ha detto:

      Vi prego di delucidarmi su un punto che non mi è chiaro.
      Le elezioni che forse (ripeto FORSE) si faranno in autunno, saranno per la sola prima sessione 2008 o per entrambe (prima e seconda).
      Ammesso che siano per la sola prima, secondo voi quelle della seconda si terrano prima o dopo il 2030 d.C. ?

  88. insorgere ha detto:

    @ spartacus
    finalmente si discute di cose serie.
    e dove lo avrebbe confermato?

    quanto al fatto che il decreto fosse alla firma già mesi fa, si è vero (ufficialmente). de facto credo non siano d’accordo su una fava

  89. insorgere ha detto:

    cmq, per vostra informazione, sul sito apri sono circolate ultimamente voci (pare confermate) che darebbero il dm in uscita a brevissimo (in settimana).

    ovviamente, aduso alle tattiche dilatorie di mary star, io se non vedo non credo

  90. insorgere ha detto:

    vi informo peraltro che l’apri si è già mossa, mandando fax e mail al miur per denunciare i bandi usciti in vari atenei in palese violazione delle nuove regole (bandi II sessione che contengono ancora prove scritte per concorsi da ricercatore).

    vedrete che verrano ritirati e usciranno modificati.

    ribadisco a tutti, che aspettate ancora? iscrivetevi all’apri. li non si discute soltanto, si agisce…

  91. Paolo ha detto:

    L’APRI E’ SEMPLICEMENTE UNA VERGOGNA!!!!!!
    QUESTI TIPI NON RAPPRESENTANO PRATICAMENTE NESSUNO (basta vedere la lista degli iscritti sul loro sito web per rendersene conto) E SI DOVREBBERO SOLO VERGOGNARE DEL COMPORTAMENTO FILO-GELMINI DA LORO TENUTO IN TUTTO QUESTO PERIODO!

    Sono buoni solo a passare le loro giornate fantasticando sulla presunta forma “ideale” dei concorsi, quando intanto questo governo i concorsi ce li ha bloccati e sta portando l’universita’ a una vera e propria morte per inedia!

    Quando mesi fa, insieme a diversi altri (che, non a caso, da un po’ non postano piu’ in questo blog ormai occupato dai soliti quattro gatti apristi) avevamo facilmente pronosticato che i discorsi della Gelmini sulla necessita’ della riforma, ecc., erano semplicemente una scusa per bloccare tutti i concorsi e non scucire un soldo, ‘sti tizi erano li’ a elogiare la ministra (“la loro stellina, la loro mary star….”) e ancora non ammettono il loro errore! Anzi: persistono nel loro stomachevole comportamento!

    E’ grazie a QUESTI QUATTRO GATTI (che NON GODONO DI NESSUNA RAPPRESENTANZA E TANTOMENO STIMA PRESSO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI PRECARI) che la ministra puo’ massacrare l’Universita’, bloccare i concorsi e mandarci in mezzo alla strada, dicendo pure che lo fa col consenso dei precari!

    E e’ ancora piu’ vergognoso che questi bei tomi vadano a giro per meeting, ecc., parlando a nome dei precari della ricerca.
    Sono stato recentemente a uno di tali incontri con autorevoli rappresentanti delle istituzioni locali incentrato proprio sulla condizione precaria della ricerca e il membro dell’Apri (uno delle persone invitate a intervenire) cosa pensate che abbia fatto? Che abbia speso una parola contro i tagli all’Universita’ e contro il blocco dei concorsi? Ma neanche per sogno: e’ stato 20 minuti a parlare del fatto che i concorsi universitari cosi’ come sono non vanno bene e delle magagne dell’Universita’!
    Faccio notare che ero uno dei pochi precari presenti tra gli ascoltatori, se non l’unico (a conferma del seguito dell’Apri), e che tutte le persone presenti si sono fatte piu’ o meno l’idea che ai precari dei tagli non interessa nulla e che, anzi, visto che l’universita’ ha tante magagne tali tagli sono i benvenuti.

    QUESTI DELL’APRI SONO I PIU’ GRANDI SPONSOR PER LA POLITICA DI TAGLI ALL’UNIVERSITA’ E DI ATTACCO FRONTALE AI PRECARI DEL GOVERNO!

    Invece di continuare a invitare a iscriversi, qualcuno dovrebbe avere il buon senso di uscire dalla sua biblioteca e sentire cosa veramente pensano gli altri precari dell’Apri e delle sue posizioni!

    • Fra ha detto:

      L’APRI è filo-Gelmini? Infatti abbiamo provato anche a organizzare una manifestazione contro il blocco dei concorsi, a cui tra l’altro nessuno (o quasi) su questo blog ha voluto aderire.

      Inoltre Paolo, non stai insultando degli anonimi commentatori, bensì persone che si sono esposte rendendo pubblica la loro identità. La diffamazione è un reato grave, e ti invito a pensarci due volte prima di ripetere affermazioni del genere. Non c’è cosa più ignobile che lanciare offese gratuite nascondendosi dietro l’anonimato.

  92. Fra ha detto:

    Una nota anche per Ario. E’ bellissimo che in questo blog non ci sia moderazione e ognuno possa dire quello che gli passa per la testa (come Paolo qui sopra). Però sarebbe ancora più bello se i commenti rimanessero nel limite della decenza. Considerando che sono iscritto all’APRI, e considerando il mio schieramento politico tutt’altro che a destra, mi sono veramente rotto di sentirmi dare del filo-governativo. Forse è il momento di scrivere un bel post per richiamare all’ordine i commentatori, magari spiegando che l’anonimato non deve essere una scusa per insultare persone che nemmeno conoscono.

  93. MeNeVadoAllEstero ha detto:

    Vi prego di delucidarmi su un punto che non mi è chiaro.
    Le elezioni che forse (ripeto FORSE) si faranno in autunno, saranno per la sola prima sessione 2008 o per entrambe (prima e seconda).
    Ammesso che siano per la sola prima, secondo voi quelle della seconda si terrano prima o dopo il 2030 d.C.?

  94. insorgere ha detto:

    saranno per la prima. la second potrebbe essere poco dopo (entro l’anno). ma bisogna vedere se vogloiono farlo o no

  95. insorgere ha detto:

    @ paolo

    l’apri è l’UNICA associazione di precari su piazza. come ogni associazione rappresenta i suoi iscritti.

    se veniamo invitati a incontri sui temi dell’università (dal miur, o dalla regione toscana o da altri) è perché le nostre proposte hanno suscitato interesse.

    a differenza di altri non ci limitiamo a chiacchierare. abbiamo elaborato diverse proposte puntuali e articolate che sono state sottoposte a parlamento e governo.

    peraltro non siamo pro-gelmini. non siamo nemmeno pregiudizialmente contro. la valutazione oggettiva sul suo operato non è certo positiva, tuttavia è con il ministro – chiunque sia – che si deve dialogare se si vuole avere voce in capitolo.

    quanto ai tagli. li abbiamo criticati più volte. ma questo non serve a nulla.
    ci sono tanti problemi diversi dai soldi e sui quali è necessario intervenire.

    infine, detto con simpatia, ME LO DEVI SUKARE!

  96. insorgere ha detto:

    ultima nota:
    l’apri è stata l’unica (tra associazioni, reti, sindacati e partiti) a far uscire articoli sui più importanti quotidiani nazionali per denunciare il blocco dei concorsi.

    paolo, non parlare a vanvera

  97. marco ha detto:

    La situazione reale è questa. Da mesi non si procede di un centimetro perché a una ventina (fra i quali pare ce ne siano di quelli che hanno in tutto un solo ordinario) degli attuali 370 settori disciplinari le nuove regole per la formazione delle commissioni sono assolutamente inapplicabili (almeno questa è la versione ufficiale resa nota anche al CUN e alla CRUI). Ovvio che delle due una: o nei 60 giorni che hanno preceduto la conversione in legge del decreto 180 nessuno si è accorto di questa insormontabile difficoltà, e allora sono degli incapaci; o qualcuno lo ha notato e lo ha riferito alla ministra la quale ha ritenuto di tirare diritto comunque, e allora sono degli irresponsabili (anche se permane vivissimo il sospetto che proprio a questo mirassero, cioè al crearsi di problemi che determinassero il blocco più lungo possibile). Ad ogni modo, ora tenterebbero di venire a capo del problema grazie all’elaborazione, affidata al CUN e già in fase avanzata, di una nuova lista di settori disciplinari, ottenuta tramite accorpamenti degli attuali settori; fatta la lista, le regole del decreto 180 diverrebbero applicabili a tutti i settori e a tutti i concorsi della I sessione 2008. Quasi certamente si tratta dell’ultimissima chance di salvare quei duemila concorsi (anche perché la validità delle regole del decreto 180 scade al 31 dicembre 2009). Se non va in porto questo tentativo, si volatilizzeranno come se non fossero mai stati banditi, oppure (questa è una frase che si sente ripetere spesso ultimamente) rifluiranno nella prima tornata del nuovo sistema dell’abilitazione nazionale, che si spera possa partire a settembre 2010 (anche se nessuno ha la più pallida idea di che cosa voglia dire in concreto fare rifluire duemila concorsi locali Berlinguer in un sistema radicalmente difforme come quello che dovrebbe essere presentato in cdm nel prossimo autunno).

    • Ricercatore Confermato ha detto:

      Aggiungi che il riordino dei 370 SSD avverrà anche per quelli che non ne avevano bisogno. Anzi stà già avvenendo e girano già proposte molte peggiorative della situazione attuale. Insomma con la scusa della buffonata delle estrazioni modificheranno tutto. Ora le richieste di APRI hanno aperto la porta al blocco dei concorsi, alla modifica degli attuali SSD (anche quelli che andavano bene). Ora mon capisco perchè i membri di APRI, che hanno un loro sito privato, che gli altri non possono leggere, continuano ad insultare tutti quelli che non la pensano come loro ed usano questo blog per fare campagna di proselitismo a favore della loro organizzazione “pseudo-massonica”.

      Membri APRI: andate a scrivere nel vostro sito e lasciate il BLOG de RNRP a chi non si riconosce nell’APRI. Invece voi volete distruggere RNRP a favore di APRI.

      Il vostro modo di discutere mostra molte similitudine con il comportamento dei “BULLI” scolastici.

      APRI nei fatti ha avvallato il blocco dei concorsi e ora vuole bloccare anche quei pochi che stanno per uscire. Infatti Insorgere dice che: “vi informo peraltro che l’apri si è già mossa, mandando fax e mail al miur per denunciare i bandi usciti in vari atenei in palese violazione delle nuove regole (bandi II sessione che contengono ancora prove scritte per concorsi da ricercatore)”

      APRISTI: ANDATE A SCRIVERE NEL VOSTRO SITO E LASCIATE IN PACE CHI NON LA PENSA COME VOI !!! Già ma il vostro sito richiede la registrazione e non lo legge nessuno …. visto che non rappresentate nessuno.

    • Ricercatore Confermato ha detto:

      Con lo smembramento dei SSD in una diversa organizzazione vi sarà poi da decidere dove ogni singolo professore sarà classificato (come nuovo settore SSD) e ci sarà poi da decidere che ne sarà dei posti banditi in SSD non più esistenti. Insomma … siamo in linea per un blocco totale delle assunzioni fino al 2012.

  98. insorgere ha detto:

    @ ricercatore confermato

    rnrp è morta per cause naturali tempo fa. l’apri non c’entra nulla.

    quanto ai concorsi con bandi illegittimi che contengono ancora prove scritte, è nell’interesse di tutti che vengano ritirati. e chiedere il rispetto della legge non vuol dire avallare nessun blocco.

    tu pensa a lavorare visto che il posto lo hai.

  99. miriam ha detto:

    Guarda se tocca a me difendere gli amici di APRI, che non ne faccio parte e li trovo un po’ troppo settari.

    Ma la verità è la verità: pensare che la Gelmini tenga bloccati i concorsi per via di APRI è ridicolo. Ma per favore. Ma davvero pensate che la politica italiana possa essere governata da una piccola associazione come APRI?

    E tu, Confy, occupati delle vicende interne alle tue associazioni di categoria, che di quelle interne ai precari devono occuparsi i precari.

  100. Ricercatore Confermato ha detto:

    APRI fornisce la giustificazione a bloccare tutto. E’ chiaro che sono quelli del ministero che vogliono bloccare. Voi dicendo che è tutto una merda gli aiutate. Io vorrei una università migliore …. quelli di APRI no! Quelli di APRI passano il loro tempo ad insultare gli strutturati (anche quelli che non lo meritano) e quelli che non la pensano come loro. Vedi il post di PAOLO quì sopra che ti spiega perchè APRI e’ una vergogna.

    Io non ho bisogna di pensare ai precari che tanto a farli sparire ci pensa il governo con il valido aiuto di APRI e di tutti quelli che dicono che l’universià è solo una sostanza marrone.

    • Fra ha detto:

      Ancora con queste affermazioni prive di fondamento. Ricercatore Confermato, tu sostieni che gli Apristi (quindi anche io ed un sacco di altra gente che su questo blog neanche è mai intervenuta) insultano chi non la pensa come loro. Puoi per favore farmi un esempio di un mio commento dove ho insultato qualcuno? Non voglio fare la vittima, ma a me sembra che siano Paolo e Co. ad insultare costantemente gli Apristi.

      Sei tu in particolare a volere cacciare da questo blog chi non la pensa come te (tuo commento poco sopra). Chi è l’intollerante fra di noi?

  101. insorgere ha detto:

    @ ricercatore rincretinito

    ki di noi qui si è battuto per far partire i concorsi bloccati? tu? dove, come e quando?

    l’apri? si, in plurime occasioni pubblliche: incontri al miur, fax al ministro, articoli e lettere usciti su diversi quotidiani nazionali, interventi su siti e blog dell’opposizione, contatti con parlamentari del governo e dell’opposizione.

  102. paddy ha detto:

    Non mi sembra che i concorsi siano bloccati. Ogni mese ci sono dei nuovi bandi (è vero si procede troppo lentamente; la lentezza c’è sempre stata al ministero).

  103. insorgere ha detto:

    @ paddy
    i concorsi sono bloccati. ancora non si è svolta la I sessione 08. la seconda cmq non si può svolgere perchè manca uno dei decreti applicativi del dl 180.

  104. ettore ha detto:

    Abbiamo l’università migliore del mondo.

    Il MIT fa ca*are al confronto…

  105. paddy ha detto:

    Nel mio SSD l’ultimo concorso da ricercatore si è svolto in gennaio 2009 (sei mesi fa).

  106. insorgere ha detto:

    si sarà anche svolto sei mesi fa, ma quando era stato bandito? in ogni caso tutti i concorsi per tutti i posti banditi da novembre non posson esser svolti fino ad uscita dm criteri di valutazione.

  107. antonio ha detto:

    Caro PAOLO,

    ti ringrazio per avere avuto la pazienza di ascoltarmi mentre descrivevo le posizioni di APRI (non le tue) rispetto a quelli che consideriamo i mali dell’Universita’; i tagli alla ricerca io non li considero dei mali DELL’Universita’, ma purtroppo del nostro Paese. Peraltro erano stati gia’ esposti dal relatore che mi ha preceduto.

    Mi dispiace invece che tu non sia venuto subito dopo, mentre smantellavano il padiglione, a parlarne con me, ed esporre i tuoi punti critici, che accolgo ma trovo oramai superati; probabilmente ne avremmo guadagnato entrambi.

    Purtroppo la tua e’ la posizione di chi, come dimostra anche RicercatoreConfermato, continua a riproporre le soluzioni globali, le belle scatole vuote su come e’ bella l’universita’ che vorremmo, l’universita’ senza precariato, senza baroni, senza concorsi…

    Capisco che ci sono posizioni come la tua in cui tutto è chiaro e limpido, e non interessa più immergersi nel torbido dei labirinti accademici e legislativi; è bello il giardino fiorito in cui svolazzano leggiadre farfalle che colorano lo sfondo blu del cielo, e declamando una verità assoluta si sente il karma fluire e si sta bene con noi stessi e il mondo che ci circonda….

    Per chi invece pensa che sia anche necessario sporcarsi le mani, puo’ leggere un breve resoconto dell’incontro con il presidente della regione toscana sul sito dei ricercatori atipici del CNR di Pisa http://www.ricat.it/ e sul mio sito http://www.pi.infn.it/~stamerra/it/index.php

    • RivoluzioneItalia ha detto:

      Quale è l’unieversità che vorremmo?

      Nessuno sembra mai averlo detto… fiumi di burocrazia… ma mai gesti simbolici che parlano di modelli internazionali.

      Impossibile cambiare le cose… la vostra è la solita ginnastica. Ci vogliono valori nuovi per l’università… quelli già condivisi nel resto del mondo.

      Qui ognuno tira l’acqua al prorpio mulino sia precari che strutturati… l’unico vero disvalore condiviso è il posto fisso.

      Troppo facile citare obama senza citare il modello statunitense per la ricerca.

  108. callisto ha detto:

    vi osservo da un po’….
    son un assegnista in fisica di milano
    devo dire che non capisco chi se la prende con apri.
    certe osservazioni sono espressioni di pura malafede.

  109. Marco ha detto:

    @marco

    Grazie del post (molto chiaro come sempre). Che tentino di venire a capo del problema, che riguarda evidentemente solo i *pochi* SSD con meno di 4 ordinari e nessuna affinità [a proposito, perché non li censiamo? sarebbe facile attraverso le tabelle MIUR], attraveso la riforma di TUTTI gli SSD è una soluzione da “ufficio complicazioni affari semplici”. Basterebbe allargare le affinità degli SSD “difettosi”, non dico per decreto, ma con la semplice collaborazione del CUN e dei settori interessati (si è già fatto varie volte in passato). E mi pare che a un certo punto il MIUR volesse fare proprio questo. Ma evidentemente non è quello che vuole il re travicello.

  110. France ha detto:

    Premetto che sono uno di quelli che pensa che la Luna tramonta perche’ deve, non perche’ i cani abbaiano. Se i cani dell’APRI hanno fatto tramontare la luna dei concorsi, invocandone una riforma contingente ed una estinzione prossima, pardon, i miracoli esistono, e quelle che mi deturpano i palmi delle mani e dei pie’ sono effettivamente stigmata christi. Al di la’ delle premesse, amerei intrattenervi con una variegata crestomanzia di insulti versicolori, ma me ne astengo per sola pigrizia. Chi ha idee e vuol combinare qualcosa, non ha che da fondare la sua associazione di precari, spendere le sue serate a elaborare proposte e spedire mail e fax invece di guardare, presempio, Fiorentina-Cagliari, o dare una bottarella ala moglie che ha gia’ pronte le carte della separazione.
    Noi si fa quel che si ritiene piu’ giusto: l’iscrizione ad APRI e’ aperta a chi condivide statuto e manifesto e svolge o a svolto attivita’ di ricerca in Italia e non ha, al momento dell’iscrizione, un contratto a tempo indeterminato. Chi si iscrive (fornendo nome cognome posizione e istituzione, ovvero dimostrando ndi essere quel che dice di essere) interviene liberamente sul forum. Le nostre iniziative, benche’ settarie, sono sempre adottate in piena democrazia e dopo adeguata discussione. L’orientamento politico di APRI e’ “arrivista-idealista”: la nostra minestra la mangeremmo in capo ad un tignoso, se servisse.
    Se non ci fosse APRI (che, con tutto il male che ha fatto, vi ricordo esiste da nemmeno un anno) voi, semplicemente, non sapreste di che parlare.
    @ Voltaine, insorgere, UNtenured: vi ricordo che l’APRI ha votato e proposto, gia’ da tempi immemori, l’abolizione dei dottorati senza borsa. Perche’ se del numero totale si puo’ discutere in tanti modi, e non c’e’ accordo nemmeno fra il mio emisfero cerebrale destro e quello sinistro, una cosa e’ sicura: nessuno deve lavorare gratis!!!!!

  111. France ha detto:

    Scusate i typos, cio’ la bimba in collo…

  112. Salvo ha detto:

    Salve ragazzi; non avendo di meglio da fare (!) oggi mi sono riletto un pò di vecchi post e ho visto che verso maggio era venuta fuori l’idea di contattare Striscia la Notizia per vedere di far consegnare un tapiro alla Gelmini a causa dell’incommensurabile ritardo nell’uscita del decreto sui criteri e sui concorsi in genere. Perchè non provarci davvero? O comunque perchè non provare ad interessarli ai nostri problemi?

  113. insorgere ha detto:

    @ salvo
    striscia è in vacanza fino all’autunno….
    cmq, se non esce questa settimana il dm si prenderanno altre iniziative mediatiche.
    o meglio, apri le prenderà. gli altri, come al solito, staranno a guardare per poi lamentarsi e criticare

  114. Perplesso ha detto:

    @ Marco e tutti/e
    Se qualcuno mi fornisce il link per le tabelle del MIUR, ci provo io a censire gli SSD che avrebbero meno di 4 ordinari e nessuna affinità.

  115. Perplesso ha detto:

    P.S.
    Il fatto che dal Ministero non si facciano mai i nomi di questi famigerati SSD, mi fa sospettare che siano veramente pochissimi (per non dire inesistenti). Del resto mi pare strano, almeno a rigor di logica, che settori così piccoli abbiano da far fronte nella sessione 2008 a più di 2-3 concorsi. Dunque anche la necessità di commissari sarebbe assai ridotta… Comunque una verifica è necessaria e urgente.

  116. insorgere ha detto:

    @ perplesso

    tanto per fare un esempio, quasi tutti i settori indicati dalla sigla L-OR hanno pochissimi ordinari (meno di dieci).

  117. insorgere ha detto:

    per continuare nell’esempio L-OR/10 “STORIA DEI PAESI ISLAMICI” vede due concorsi (uno da associato e uno da ordinario) banditi nella prima sessione 08.

    CI sono però solo 8 ordinari nel settore. e i settori affini sono già nelle peste per conto loro quindi le affinità non risolvono

  118. insorgere ha detto:

    L-OR/17 “filosofie e religioni dell’india e dell’asia centrale” ha un concorso da associato, ma solo un ordinario…

    L-Or/20 ha 3 ordinari e un concorso da associato bandito

    L-Lin/20 ha 2 ordinari e un concorso da ordinario

  119. Marco ha detto:

    @insorgere & Perplesso

    Come risulta dal comma 2 dell’art. 5 del DM sui sorteggi, se le liste non bastano per sorteggiare tutte le commissioni, si creano tutte quelle possibili, poi si ripristina la lista nella sua originale interezza e si ricomiciano i sorteggi [dunque è ammessa la presenza degli STESSI commissari in PIU’ commissioni]. Il problema sorge quando le liste dei sorteggiabili, anche integrate dagli affini, non permettono di costituire NEMMENO UNA commissione. E qui i casi non devono essere numerosi. Devono essere quelli in cui si è bandito pensando di usare anche PA ed eventualmente Ric.
    In questi casi, un governo onesto (hi hi) avrebbe chiesto ai setori interessati di allargare le affinità (magari aggiungendo affinità di secondo livello), così da poter costituire almeno una commissione di ordinari e poi tutte le altre tramite il meccanismo di reintegro della lista. Un’operazione da poche settimane, ivi comprese le delibere del CUN.

    Ad ogni modo, le tabelle di base per le affinità sono nell’allegato D del DM 4 ottobre 2000. Ci sono state delle modifiche negli anni successivi.
    P.es. DM 18 marzo 2005:
    – è soppressa l’affinità di I livello di FIS/02 a FIS/06
    – è aggiunta l’affinità di I livello di BIO/18 a BIO/19
    – è aggiunta l’affinità di I livello di MED/08 a MED/46
    – è aggiunta l’affinità di I livello di MED/26 a MED/34
    – è aggiunta l’affinità di I livello di VET/03 a VET/04
    – è aggiunta l’affinità di I livello di VET/04 a VET/03
    – è aggiunta l’affinità di I livello di VET/07 a VET/08
    – è aggiunta l’affinità di I livello di VET/08 a VET/07
    – è aggiunta l’affinità di II livello di L-LIN/13 e di L-LIN/14 a L-LIN/1
    – è aggiunta l’affinità di I livello di L-LIN/11 a L-LIN/12
    – è aggiunta l’affinità di I livello di L-LIN/12 a L-LIN/11
    – è aggiunta l’affinità di II livello di L-ANT/01, L-ANT/02 e .L-ANT/07 a L-FIL-LET/01
    – è aggiunta l’affinità di I livello di IUS/08 a IUS/09
    – è aggiunta l’affinità di I livello di IUS/09 a IUS/08
    – è aggiunta l’affinità di I livello di IUS/08 a IUS/21

    Bisognerebbe mettere a confronto le Affinità dei SSD dei bandi 2008 e le numerosità dei PO di quei SSD.

    Qualcosa può sfuggire perché possono esserci i casi di PO comandati in qualche ministero o simili e quindi non eleggibili né sorteggiabili, ma si dovrebbe poter avere un’idea abbastanza chiara dell’entità del “problema affinità”.

  120. marco ha detto:

    @ Marco
    Non ci si è limitati ai piccoli ritocchi (in definitiva l’assegnazione di alcuni settori affini)necessari per rendere assoggettabili alle regole del decreto 180 anche la famigerata ventina di settori cui al momento sono inapplicabili, perché (almeno questa è la motivazione ammannita ufficialmente) si è voluta cogliere l’occasione per far già lavorare il CUN a quella globale riorganizzazione-riduzione dei settori da cui deve uscire la lista che varrà per l’era del concorso nazionale d’abilitazione. In realtà, è almeno altrettanto vero che si è voluto cogliere l’ennesima occasione per tirare indefinitamente in lungo la vicenda dei duemila concorsi della I sessione 2008 che, questo è il punto, il governo gradirebbe non si svolgessero mai. Tuttavia, a proposito di tempi, c’è chi sostiene che il CUN partorirà la nuova lista giovedì prossimo, cioè al termine di quella che sarà certamente la sua ultima seduta fino al 10 settembre circa. Se dovesse accadere, pare che al MIUR non resterebbero più scuse e si dovrebbe vedere fino a che punto si spinge la sua volontà di ostacolare quei concorsi. Va comunque tenuto presente anche che, per legge, devono intercorrere almeno 45 giorni fra l’indizione delle votazioni e lo svolgimento delle votazioni stesse, e le regole del decreto 180 decadono col 31 dicembre 2009 (salvo milleproroghe, naturalmente).

  121. Perplesso ha detto:

    @Insorgere
    Gli esempi che hai fatto sono chiari, come è chiaro che un simile casino riguarda però pochissimi concorsi. Peraltro, dove trovi l’elenco degli ordinari di tutti i settori? Dal sito reclutamento.miur, alla sezione elettorati?
    Comunque è soltanto l’ennesimo alibi per rimandare tutto e penso a questo punto che sia stato scientemente voluto a suo tempo… Del resto il CUN poteva essere chiamato a lavorarci su fin da febbraio-marzo: ricordiamoci che il decreto per le elezioni-sorteggi è del 27 marzo…

  122. insorgere ha detto:

    @ perplesso
    che siano incompetenti o che lo abbiano fatto scientemente il risultato non cambia.

    in ogni caso il problema di pone per i concorsi da ass. e ord. non per quelli da ricercatore. almeno quelli potrebbero partire

  123. Oriana ha detto:

    Li ritirassero ‘sti bandi da associato e ordinario!

  124. insorgere ha detto:

    non li ritireranno. al massimo possono non bandirli e lasciarli marcire

  125. Perplesso ha detto:

    @ Antonio, grazie per la segnalazione!
    Sfogliando la banca dati del cineca si fanno delle belle scoperte di piramidi rovesciate (chissà come fanno a stare in piedi!), es.
    IUS-03 – Diritto agrario: 14 ricercatori, 12 associati, 21 ordinari;
    L-LIN/19 -Filologia ugro-finnica: 3 ricercatori, 3 associati, 6 ordinari.
    Ma probabilmente il meglio si raggiunge con L-OR/04 – Anatolistica: 2 ricercatori, 0 associati e 6 ordinari!
    Hai voglia qui di cambiare regole, estrazioni e quant’altro: si fa sempre tutto in famiglia…

  126. insorgere ha detto:

    @ perplesso

    alcuni di quei settori sono riserve di caccia dove alcune famiglie si spartiscono la selvaggina….

  127. Precaria ha detto:

    Insorgere: chi sono questi della riserva di caccia. Perche’ non condividi con noi nomi e cognomi?

    A fisica, gia’ abbiamo una specie di cilindro (va bene che non sia la piramide ma non e’ neanche la piramide rovesciata). Usando il sito riportato da Antonio:

    ———— ————- ==========================
    FIS 01 – 985 (312-366-297) Fisica Generale
    FIS 02 – 363 (117-120-122) Fisica Teorica
    FIS 03 – 469 (162-149-148) Fisica della Materia
    FIS 04 – 151 (52- 42- 54) Fisica Nucleare
    ———— ————- ==========================
    FIS 05 – 191 (70- 61- 57) Astronomia ed Astrofisica
    FIS 06 – 61 (29- 21- 9) Fisica per il sistema terra …
    ———— ————- ==========================
    FIS 07 – 338 (135-106- 94) Fisica applicata
    FIS 08 – 46 ( 12- 20- 14) Didattica e Storia della Fisica
    ———— ————- ==========================
    (ricercatori-associati–ordinari)

    Ora, con la riforma dei SSD cambieranno tutti i numeri, circa 2000 persone dovranno scegliere a che nuovo SSD afferiranno… vi lascio immaginare quanto tempo ci vorra’ perche’ le liste siano pronte…

    Non ho altro da aggiungere purtroppo. Saluti.

  128. Ex researcher ha detto:

    Bella la banca dati!

    Nel mio ex dipartimento, per il mio ex ssd, 2 ordinari, 6 associati e ZERO ricercatori.

    E nonostante questo ho divuto cambiare mestiere (e tutti gli altri precari che erano lì con me) perchè di nuovi concorsi… se ne parlava tra qualche lustro…

    Parliamo della facoltà di ingegneria di una nota università del nord.

  129. Miriam ha detto:

    Vi raccomando “Didattica e Storia della Fisica”!

  130. ricercatore ha detto:

    Sta prendendo una brutta piega questo forum … tutta colpa dell’APRI … ora, dopo la polemica sul pensionamento degli ultra 65-enni, vi mettere pure a criticare la composizione degli SSD e la cosiddetta piramide rovesciata.
    Per fortuna c’è tra voi gente che comprende la qualità della nostra università e l’importanza di concentrarsi ora sulle progressioni di carriera.

  131. Miriam ha detto:

    E’ essenziale fare in fretta un 4000-5000 ordinari e puntare a SSD con un paio di ricercatori, una decina di ordinari e 400-500 ordinari.

    http://www.forzearmate.eu/dblog/articolo.asp?articolo=254

  132. Perplesso ha detto:

    Che una riforma di alcuni SSD sia necessaria è fin troppo palese. Ho paura tuttavia che la Stellina sfrutterà tale bisogno per assestare almeno un altro anno di blocco a tutto il sistema. Deve essere il suo asso nella manica per il 2010.
    D’altra parte settori con più di 300 ordinari non possono mica svolgere i loro concorsi se prima non si sono chiarite le cose a Filologia, religioni e storia dell’Iran (L-OR/14) = 1 ricercatore, 2 associati, 4 ordinari…

  133. Albert ha detto:

    Ma anche le ronde saranno organizzate come l’esercito e l’università italiani?
    Uno attacca da solo la banda di malviventi e 5 stanno in disparte ad urlargli consigli?

  134. RivoluzioneItalia ha detto:

    best blog statement ever made:

    Ricercatore dice:

    [b] Per fortuna c’è tra voi gente che comprende la qualità della nostra università e l’importanza di concentrarsi ora sulle progressioni di carriera. [/b]

    Fantastica…

  135. RivoluzioneItalia ha detto:

    quindi i best blogger del secolo per me sono:

    Ricercatore & Miriam

  136. UnRicercatore ha detto:

    @Ricercatore

    forse ti sono sfuggiti i cavalli di battaglia di questi ex-giovani così pronti all’insulto:

    1) noi strutturati siamo pessimi (understatement),
    2) non meritiamo nulla anzi dobbiamo essere puniti ergo
    3) [per far entrare LORO, ma non si dice] si deve bloccare per sempre la carriera del 75% degli attuali ricercatori e almeno del 50% degli associati.

    Ti sarà anche sfuggito che hanno condotto una furiosa battaglia CONTRO i concorsi della I sessione 2008 (che seguivano un blocco di 4 anni in certi SSD) per I e II fascia.

    • Dingo ha detto:

      E’ la lotta di classe, fratello.
      D’altra parte tu vuoi sbattere in mezzo alla strada migliaia di precari con figli a carico, mutui e bollette da pagare.

      • UnRicercatore ha detto:

        Vedi, il risultato della tua “lotta di classe” condotta contro altri lavoratori dipendentiè semplicemente la riduzione drastica della retribuzione media del corpo docente e ricercatore italiano.
        In altre parole, tu stai facendo la lotta di classe dalla parte dei padroni.

        La cosa “bella” è che pensi che così ti assumeranno in pianta stabile,perchè si libereranno nuove posizioni: blocco del turnover vuol dire che non entrano nuovi ricercatori TI, se non hai capito.

        Tu, autoproclamato eroico precario, sei solo il pretesto per strozzare un altro pò l’università pubblica italiana

      • Albert ha detto:

        Credo che Dingo volesse dire che voi la state facendo contro di noi. Cerca di stare attento quando leggi. In fin dei conti si tratta di messaggi di poche righe.

  137. UnRicercatore ha detto:

    Scordavo: non dicono mai dove si sono laureati (immagino al 99,9% nella m***a italiana ma a quanto pare per loro non vale, ovvero alle persone “ggiuste” l’odore non si attacca) e soprattutto come facciano ad avere assegni di ricerca pur lavorando -a loro dire- FUORI dal suddetto lago marrone.

  138. insorgere ha detto:

    @ unricercatore

    ma kissei, kissei, kevuoi?

  139. France ha detto:

    Io mi sono laureato a Pisa, dove ho pure fatto un bel dottorato senza borsa ed ho avuto assegni di ricerca “vinti” in concorsi dove ero l’unico concorrente, e pagati con un anno e mezzo di ritardo. Poi sono emigrato in Olanda e li’ ho avuto subito un contratto da un anno poi rinnovato per altri 3 (di cui ne ho fatti solo 2) in un ambiente dove son passati a fare seminari due premi Nobel, dove gli esperimenti che facevo erano possibili anche se estremamente costosi, dove ero pagato d’acchito 1800 netti al mese con 13ma e 14ma, e dopo 2 anni 2000. Ferie, assicurazione sanitaria e fondo pensione pagati of course. Bilancio: se mi fossi laureato e addottorato in Olanda invece che in Italia, avrei imparato di piu’ e meglio invece che dovermi fare anni di esperienza sudando 7 camicie in treno su e giu’ fra Milano Pisa e Roma, ed ora avrei probabilmente piu’ titoli di quanti l’esperienza italiana non me ne abbia “elargiti”. Senza contare che nessuno mi avrebbe trattato come un privilegiato perche’ ricevevo 830 euro al mese pagati con un anno e mezzo di ritardo.

    • Ricercatore Confermato ha detto:

      Dottorato senza borsa ? Un Inglese, un Americano, un Tedesco e anche un Francese non si sarebbero mai prestati ad una simile cosa. Se in qui paesi l’università funziona meglio e’ anche perche’ nessuno e’ disposto a lavorare gratis.

      • insorgere ha detto:

        sei un ignorante. negli usa la stragrande maggioranza dei post-graduate students paga e paga salato.

      • insorgere ha detto:

        tra l’altro tu insegni. e con tutta probabilità non sei pagato per quello che insegni.
        dunque anche tu lavori gratis.

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        Certo .. infatti tutti i miei amici (quando ero in USA) che erano nella doctoral school venivano pagati circa 1000 USD al mese. Qualcuno per ricerca la maggior parte per fare il TA. Ma tu sai tutto … e sei stato in tutto il mondo … quindi sarà come di ci te ….
        Forse non esiste solo il tuo SSD al mondo ….
        Meno male che tu non insulti mai nessuno…

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        Io non lavoro gratis…. leggi il mio post sopre e scoprirai … (ma tanto tu sai sempre tutto) che ho già discusso del fatto che sono per contratto tenuto ad insegnare (o come assistente o come titolare di corso) …. IO LE LEGGI LE HO LETTE !!! Io ho un limite superiore alle ore che sono tenuto a fare e qul limite non lo ho mai superato. MA TU SAI TUTTO ….

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        sarebbe anche l’ora tu smettessi di leggerti LEGGI e leggine e concentrarti meglio sul modello accademico internazionale…

      • insorgere ha detto:

        non so tutto, ma tu non capisci na mazza.
        se i tuoi amici erano pagati come TA (teaching assistants) vuol dire che NON erano pagati per il dottorato (come in Italia) ma che pagavano le tuition fees (tasse universitarie) e che poi con un lavoro fatto a margine (quello di insegnare) coprivano le spese e guadagnavano pure qualcosa.
        ergo, non erano pagati per fare il dottorato. erano pagati per insegnare.

        quanto al fatto che un ricercatore sia tenuto a fare didattica, è semplicemente falso.

  140. UnRicercatore ha detto:

    Di fatto gli insegnamenti di (e poi la ricerca con) questi pessimi itaGliani hanno contribuito (in maniera sostanziale) a metterti in condizione di prendere, dopo due anni d’Olanda, il 18% *netto* in più di UnRicercatore con oltre otto anni d’anzianità (e altri k di esperienza lavorativa altrove)
    Non sei certo l’unico. Non male per il sistema universitario di ca##0 che amate descrivere. Sembra che la melma italiana non sia poi così cattiva… come in effetti non è affatto, e in molte discipline.

    In effetti riguardo alla produttività scientifica questa accolita di raccomandati e inetti può dire molto, anche in considerazione di ciò che si lascia passare ai blasonati stranieri e ai loro reggipalle globali.

    Mai che si legga che gli scandali e le porcate “all’italiana” del reclutamento qui da noi sono concentrati in due-tre facoltà, che sono poi quelle che portano i soldi grossi. Mai!

    • Albert ha detto:

      Quanti premi Nobel insegnano in Italia?
      Ah, no dimenticavo: sarà come per le classifiche sulle università, i Nobel non vanno agli italiani perché gli stranieri imbrogliano.

      • UnRicercatore ha detto:

        non raccolgo.
        Nolto banalmente, in un paese in cui si parla solo italiano e si INSEGNA solo in italiano (secondo me giustamente) è un pò difficile avere professori stranieri, a meno che non siano oriundi dal Sudamerica.

      • Albert ha detto:

        I Nobel avrebbero potuto vincerli anche gli italiani. Ma sapete da quanto tempo il Nobel non viene assegnato ad un italiano che lavora per una università italiana? Dal 1963. 46 anni! Nel frattempo lo ha vinto financo il Messico.

  141. France ha detto:

    Caro, le differenza sostanziale tra come la vedo io e come la vedi tu e’ che secondo me sono riuscito a fare quel poco che ho fatto “nonostante”, secondo te “grazie” all’universita’ italiana. Se pero’ avessi fatto quella olandese, di universita’, so che avrei fatto meglio e piu’ degnamente, fin dall’inizio. Senno’ allora ogni iracheno che riesce a fare il postdoc fuori dall’Iraq conferma che l’Universita’ irachena funziona benissimo (e magari lo fa, chi lo sa, magari meglio di quella italiana…).

  142. Barbalbero ha detto:

    Signori,

    la contrapposizione precari strutturati, cosi’ come sta apparendo da questo blog, e’ deleteria. Sia per il blog che, piu’ in generale (se questa è rappresentativa di una contrapposizione generale) per il sistema università.

    Ogni strutturato è stato precario, almeno per un po’, e ogni precario vuole diventare strutturato. Su questo non ci piove.

    Ogni individuo difende il suo desiderio legittimo di fare carriera. E anche su questo non ci piove. Non si puo’ accusare nessun precario di mirare alle stabilizzazioni ope legis solo perche’ vuole fare “carriera” cosi’ come non si puo’ accusare nessun strutturato di difendere lo status quo solo perche’ fuole fare un salto di grado.

    Partendo da questi punti fermi, credo che la battaglia dei precari possa essere combattuta meglio se in alleanza con quella percentuale “sana” di strutturati che ha a cuore il futuro dell’universita’ e della ricerca. Ed e’ una parte crescente, per fortuna.

    Saluti
    (un prof. associato di un settore ING-*)

  143. Albert ha detto:

    Quella percentuale sana è meno dell’1%. Lo sappiamo fin troppo bene. E’ marginale, mentre il giudizio deve essere complessivo.

  144. UnRicercatore ha detto:

    Non ho detto “grazie”, chè sarebbe un argomento del ca##0, e implicherebbe una valutazione personale del tutto fuori luogo.
    Ma continuo a pensare che la preparazione fornità da molte nostre facoltà sia ottima: per quanto mi riguarda la vecchia laurea quinquennale era *veramente* solida (non è un caso che ci si stia quietamente tornando).
    Inoltre se nostri laureati e ricercatori sono ben considerati all’estero (e lo sono spesso), sembra strano che il tutto avvenga “nonostante”.
    Che, nota bene, non vuol dire negare la disomogeneità del livello italiano.

  145. UnRicercatore ha detto:

    [il post precedente era per france ovviamente]

    Caro Barbalbero,
    il problema nasce quando qualche sedicente precario dell’università si permette di verniciare in marrone tutti noi che ci lavoriamo da strutturati, come hai avuto appena modo di leggere.

    Ciò detto, NOI che ci lavoriamo siamo ben contenti di guardare ad un futuro vicino in cui i professori della classe 1940-45 andranno in pensione in massa: quelli bravi lasceranno persone serie e strutture dietro di sè, gli altri macerie ma almeno (soprattutto) si leveranno di mezzo.

    Il ricambio STA AVVENENDO e se faccio il confronto tra i consigli di Dip. e di area dei miei primi anni e quelli attuali non posso che essere ottimista.

    Purchè questi genii non riescano ad avallare l’intento governativo di svuotare letteralmente l’università pubblica ..

    • Fra ha detto:

      Ancora una volta: non puoi accusare gli Apristi se “qualche sedicente precario dell’università si permette di verniciare in marrone tutti voi”. Io ad esempio – posizione mia personale – penso che molti ricercatori/docenti italiani (del mio settore) siano validissimi nonostante le storture del sistema.

      “Nonostante” il sistema, non certo “grazie” ad esso.

      Non puoi prendere le parole di un singolo utente (ad esempio il commento di Albert sull’1% sano, che non è nemmeno un Aprista) e attribuirle a gente che con quei commenti non c’entra nulla.

      Certo, non è neanche corretto guardare quello che di buono abbiamo in Italia per dire che va tutto bene e non servono riforme.

  146. euroscience ha detto:

    Mah, non penso che qui si faccia una guerra precari vs. strutturati, ma i precari stanno chiedendo che le regole, gli stipendi, le attidudini degli inCardinali dell’Accademia italiana siano riportati al livello europeo, che costitisce un parametro di riferimento decente.

    Vista l’arroganza con la quale da certe parti si difendono i privilegi degl’inCardinali “come e’ adesso” e invece i precari sono relativamente in mutande, sarebbe auspicabile (ma non accadra’) un amigliore comprensione della situazione.

    Fino all’inizio degli anni ’80 la DC affermava che “la Mafia non esiste”. Non e’ un buon esempio di comportamento politico.

    • Ricercatore Confermato ha detto:

      Caro Euroscience pero’ dovresti sapere che la maggior parte degli strutturati non hanno responsabilità nell’attuale situazione di blocco visto che sono decisioni degli ultimi governi. Io sono laureato da oltre 19 anni e’ ho fatto concorsi per da ricercatore per oltre 10 anni e sono un po’ di anni che per fortuna non gli faccio.

      Il numero di concorsi da ricercatore sono progressivamente diminuiti negli anni per arrivare al blocco attuale. E questo e’ un fatto.

      Quindi perche’ dove credere che uno che ha fatto il precario per 10 anni sià contro di voi o sia contro la meritocrazia.

      Pero’ voi continuate a dire che noi siamo solo cxxxa…. Basta !!!

      Se mi dessero uno stipendio Europeo e avessi lo stesso trattamento dei “Maitre de conference” francesi o dei “Lecturer” inglesi io sarei ben contento visto che guadagnerei di più e avrei il posto ancora più sicuro.

      • euroscience ha detto:

        Scalza gli Ordinari ultra-65enni e quelli che non fanno un tubo: avrai ottenuto il dippio risultato di rendere l’Italia piu’ simile all’Europa e di avere piu’ opportunita’ per te stesso.

        Non ti si chiede molto di piu’.

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        Certo … ma ora con il così tanto decantato (da APRI) riforma dei concorsi fa si che solo gli ordinari siano in commissione da RICERCATORE.

      • Albert ha detto:

        Ma avete tanta voglia di infilarvi in commissioni concorsuali? A qual pro?

        La logica del soli ordinari è tanto ovvia che solo chi è in malafede può non vederla: non mettere a fare il commissario chi è ricattabile.

        Ma poi che risposte sono? Si parla di svecchiare l’università e tirate fuori la composizione delle commissioni? Non avete più argomenti, siete alla frutta.

      • Ricercatore Confermato ha detto:

        Mi dicono che devo scacciare gli ordinari ultra 65-enni e poi mi dicono che i commissari possono essere solo gli ordinari ultra 65-enni. Decidete voi che devo fare. Io, dopo aver letto un po’ questo forum, son ben contento di non dover andare in nessuna commissione. Mi sembra che la maggior parte di voi abbia perso il senso della realtà. Capisco che trovarsi senza speranze dopo aver cosi’ tanto investito sia molto frustrante. RIPETO: io non ho voluto questo, ho fatto quello che potevo fare (il poche che potevo) perche’ i concorsi non si fermassero… MA QUA’ altri, con la scusa del concorso perfetto, hanno aiutato chi voleva bloccare i concorsi. Ora i concorsi sono bloccati e fino al 2010 non se ne riparla. Come hanno fatto ? Le virgole del concorso lotteria.

      • bartlindon ha detto:

        Il fatto che ci siano solo ordinari nei concorsi per ricercatori e’ solo un bene…

        1. nelle vecchie commissioni i ricercatori erano i pupi del presidente; facevano quello che loro chiedevano per poi avere il favore ricambiato. Se non era proprio cosi’ comunque vigeva la sudditanza.

        2. una commissione di soli ordinari porta i membri della commissione a:
        a) scannarsi tra loro
        b) decidere su regole per scegliere il vincitore
        nel caso b) se la commissione e’ sufficientemente numerosa e’ difficile praticare lo scambio di favori e, magari, la scielta viene fatta in funzione di cio’ che la persona puo’ portare nel dipartimento dove andra’ a lavorare.

        3. in condizioni meno compromesse delle attuali permetterebbe a responsabilizzare maggiormente la commissione sulla scelta.

        Mi dispiace per i ricercatori qui presenti, ma ahime’ voi non contante (quasi) niente nelle decisioni importanti dell’ateneo…. mentre avreste la possibilita’ di agire nel vostro dipartimento, se ci fosse meno cooptazione per il prossimo concorso di associato.

  147. Paola ha detto:

    Questo forum sta prendendo una brutta piega più che altro perché si sta riempiendo di ricercatori strutturati provocatori che ci danno dei fuori dal mondo, chiedendoci sarcasticamente perché non cambiamo mestiere se davvero per noi l’università italiana ha il marcio che le imputiamo. Come non rivolgere allora anche a loro la stessa domanda e chiedere perché si ostinino a voler continuare a leggere e a scrivere e a provocare su questo forum di sfigati così infra dignitatem?

  148. tuttafuffa ha detto:

    Il fatto che ci siano anche ricercatori, strutturati, non e’ un male, anzi. Dovrebbe servire a stimolare il dibattito di un forum aperto e permettere di avere punti di vista diversi sulle stesse questioni, che chiaramente sono viste in maniera a volte contrapposta. Questo dovrebbe inoltre aiutarci a trovare soluzioni che abbiano una possibilita’ di essere realizzate.

    Purtroppo quello che accade e’ che spesso gli strutturati che intervengono (ma non solo loro) non aiutano a comprendere i diversi punti di vista, ma solo a mieter zizzania…

  149. RivoluzioneItalia ha detto:

    Non è zizzania è che facciamo caca*e… ma tutti proprio tutti…

    speriamo che qualche buon giornalista legga questo blog e scriva un bello spaccato di vita vera sull’università italiana…

    Altro che letterine a questo o a quel ministro…

      • Miriam ha detto:

        Reclutamento e valutazione. Se non si riesce a far funzionare onestamente questi due aspetti cardine dell’università, qualsiasi richiesta stipendiale suonerà sempre come il desiderio di mettere più soldi in tasca al raccomandato di turno. Chi è ora infatti, nella maggior parte dei casi, il giovane ricercatore strutturato ad inizio carriera? Un candidato interno che ha vinto un concorso truccato che portava fin dall’inizio il suo nome ed il suo cognome e che verosimilmente è stato il candidato unico della prova.

        Dovete capire che riconoscere le storture dell’università non è solo giusto, ma anche tatticamente utile. Se non prendiamo tutti in mano l’intenzione di porre fine alla vergogna che quotidianamente si svolge nei corridoi delle facoltà italiane e faremo capire di volere finanziamento E trasparenza, lasceremo sempre ai “taglisti” l’arma potentissima della denuncia del malcostume accademico. Arma potentissima per trionfare davanti all’opinione pubblica se il confronto è fra difensori di un sistema marcio che vuole soldi e “taglisti” che possono passare come i moralizzatori.

      • France ha detto:

        Ma invece non e’ vero, siamo solo un manipolo di pseudoricercatori pseudoprecari mantenuti da mamma e papa’ che strillano perche’ a noi non toccano le caramelle e perche’ non abbiamo la pazienza di stare zitti e buoni fino a 40 anni. E l’Universita’ italiana e’ la migliore del mondo, ecco!

      • RivoluzioneItalia ha detto:

        carino l’articolo da noisefromamerika…

  150. Albert ha detto:

    Innanzitutto, si è chiesto di avere solo ordinari nelle commissioni, non solo ultra-65enni (che, per quanto mi riguarda, dovrebbero lasciare strada a nuove generazioni e moderne tematiche di ricerca).

    Ma la notizia sensazionale è un’altra: abbiamo qui un vero uomo di potere!

    “io non ho voluto questo, ho fatto quello che potevo fare (il poche che potevo) perche’ i concorsi non si fermassero…”
    Ma chi abbiamo il Mandrake solitario dei ricercatori che è imbroccato nello studio della Gelmini, ha sbattuto libri e cartelline sul tavolo e le ha fatto una bella ramanzina? Che scoop!

  151. Spartacus ha detto:

    Segnalo articolo di Modica su “Europa” di oggi… Ma tanto non serve a nulla. Nell’epoca dell’assoluta (e sciocca) autocrazia della politica, i sudditi possono solo scannarsi tra loro e avere l’illusione di contribuire a migliorare le cose…

    • unimediapisa ha detto:

      Sbaglio, o il Ministro Mussi (Modica vicepresidente) decise a suo tempo di non utilizzare i dati del CIVR, in attesa del mitico ANVUR?
      Esattamente come ora la Gelmini ha fermato l’ANVUR-Mussi per fare l’ANVUR-Gelmini.

      bah!

  152. Miriam ha detto:

    Queste strumentalizzazioni di Modica hanno sinceramente stufato. Tirare in ballo i “precari con stipendi da fame” per chiedere di sbloccare concorsi che per il 93% sono da posizioni da associato e ordinario e solo per il 7% da ricercatore (basta fare un paio di semplici calcoletti) è una speculazione politica condotta sulle nostre spalle contro la quale dovremmo sollevarci indignati.

    Non voglio tornare sulla querelle con i troll della CRUI che frequentano questo blog, chiedo solo che il PD dica la verità e non faccia passare per rivolti ai “precari con stipendi da fame” dei concorsi destinati a tutt’altra platea.

  153. France ha detto:

    Timeo Danaos et dona ferentes…

  154. Professore Ordinario ha detto:

    Questo Internet è una indecenza.
    L’università deve essere governata da Professori che decidono delle carriere dei sottoposti. E’ sempre stato così. Cosa credete si facesse all’epoca mia? Si stava lì buoni buoni ad aspettare il proprio turno.
    E’ solo così che si entra. Smettete di lamentarvi e di gettare fango su questa istituzione secolare.
    Se non volete accettare le regole scritte e non scritte, andatevene.

  155. Giordano Bruno ha detto:

    @Professore Ordinario

    Caro Ordinario ho sempre pensato che l’aggettivo ordinario si addicesse ad alcuni professori più che ad altri.

    Purtroppo internet e il postmoderno entrano prepotentemente nella cultura odiena e rendono tutto più trasparente e democratico.

    Che vuol farci occorre superare l’ancient regime anche nell’università?

    Caro ordinario – magari ex-pci – negli anni 70 il popolano voleva il figlio dottore oggi il figlio del popolano aspira ad essere professore.

    W la libertà

  156. Giordano Bruno ha detto:

    UNIVERSITA’: PRECARI A GELMINI, AVVII SUBITO RECLUTAMENTO
    ROMA
    (ANSA) – ROMA, 20 LUG – Dare attuazione a un piano di reclutamento straordinario “non più procrastinabile” e dettare “quanto prima” le linee guida per una campagna di reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo Anno Accademico. E’ quanto chiede il neo-nato Coordinamento nazionale dei precari dell’università Flc-Cgil in una lettera aperta al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Nella lettera si ricorda che da molti mesi il Paese “aspetta invano il decreto attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi a ricercatore”. “Un decreto che – fa osservare il Coordinamento – promette maggiore trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo sblocco dei concorsi già banditi dagli Atenei sia l’avvio della seconda e della terza tranche del reclutamento straordinario”.Sottolineando che in nelle università italiane si stima ci siano circa 50.000 precari impegnanti a tempo pieno nella ricerca e nella docenza, il Coordinamento ritiene “necessario, da subito, assicurare ai ricercatori e docenti precari i diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici e assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi accademici. Tutto ciò – conclude – con l’obiettivo di mantenere sempre alto il livello di didattica e ricerca nei nostri Atenei italiani e conservare nel nostro paese un livello di civiltà del lavoro degno di questo nome”. (ANSA).

  157. France ha detto:

    E dai, RI, diamo atto che FLC si e’ finalmente data una mossa. PAssando ad altro
    La Bocconi e l’ISSNAF organizzano per il 21-9-09 un convegno dal titolo
    “Insieme per la Ricerca: Scienziati italiani d’ITALIA e USA per una nuova governance”
    Sono previsti interventi di Boeri, Giavazzi, Settis, Gelmini, Garattini, Gianni Letta, W.Tocci (toh, chi si rivede!)…
    Ci organizziamo per andare a tirargli la popo’? Io come Presidente APRI ho chiesto di spazio…

  158. Spartacus ha detto:

    E’ sicuro che te lo daranno…

  159. France ha detto:

    Si, come no… Nello stanzino vicino ai servizi…

  160. France ha detto:

    miriam essere considerato un troll pure io? Interventi frequenti, prese di posizione assurde e provocatorie, prolissita’, supponenza… Ce le ho un po’ tutte…

  161. Miriam ha detto:

    Il messaggio deve essere provocatorio nei confronti della comunità virtuale cui è indirizzato, non provocatorio tout court.

    Ciò fa rientrare nella categoria dei troll:

    (a) il troll-Chicago boys
    (b) i troll CRUI-boys

  162. Gennaro ha detto:

    e chi continua a ripetere: “meglio nessun concorso che il vecchio concorso”?
    Dove lo facciamo ricadere? Apri-troll?

  163. euroscience ha detto:

    MA il problema non e’ “vecchio concorso vs. nessun concorso”, bensi’ il fatto che ci sono Montagne di Vecchi Concorsi per PO e PA davanti al passaggio al livello.

    Se alzi le sbarre questi invadono il territorio in maniera devastante.

  164. France ha detto:

    PEro’ in effetti dato che la comunita’ mi sembra essere ormai composta in larga parte da soggetti sensibili alle provocazioni APRI, mi iscriverei alla categoria APRI-troll.

  165. Untenured ha detto:

    France et al.

    leggendo il comunicato dei ric prec della FLC-CGIL ho avuto un senso di soddisfazione: dopo tanti martellamenti, possiamo dire di aver portato la CGIL sulle nostre posizioni e di averle fatto abbandonare la linea massimalista-vittimista del passato.

    Non è detto che ciò rimanga sempre così, ma per ora è un altro risultato di APRI: aver fatto modernizzare le posizioni del sindacato.

  166. insorgere ha detto:

    COMUNICATO STAMPA:

    IL MEZZO FLOP DEI “BANDI DELLA VERGOGNA”

    All’indomani della chiusura dei concorsi per le docenze a contratto a Lettere e a Scienze, i cosiddetti “bandi della vergogna”, questi i primi dati che l’Assemblea dei precari della ricerca e della didattica dell’Università di Pisa è riuscita a ottenere dagli uffici dell’Amministrazione. Su un totale di 175 incarichi di insegnamento posti a bando (di cui 145 gratuiti), risultano essere state consegnate almeno 149 domande (cifra riferita ai giorni 14-20 luglio), all’ultima delle quali corrisponde il numero di protocollo 14.966 (richiesto dai precari a tutela del corretto svolgimento della procedura di valutazione). A causa dell’imminenza del Consiglio di Facoltà a Lettere di dopodomani, 23 luglio, è già emerso che 25 insegnamenti sono rimasti scoperti, perché nessuno ha presentato domanda. Restano 85 candidati per 67 posti, ma il loro numero andrà ridimensionato alla luce di diversi vizi formali registrati durante il presidio tenuto dai precari di fronte all’Ufficio Protocollo nei giorni scorsi. Si va dalla partecipazione di dottorandi e assegnisti (il cui ‘status’ è incompatibile con l’assunzione di corsi, a meno di una rinuncia, improbabile dato il carattere gratuito della maggior parte di essi), al carattere incompleto di alcune delle domande, cui non si potrà certo riparare a bandi chiusi. Fra le altre “anomalie” riscontrate, colpisce il caso di un presidente di corso di studio che ha portato a mano la domanda di un candidato a un bando acceso presso il suo stesso corso di studio.

    In attesa di elementi definitivi, l’Assemblea per intanto rileva che quasi un terzo dei posti messi a bando per la facoltà di Lettere sono andati a vuoto. A tutta prima, il dato sembrerebbe poter trovare conferma anche a Scienze. Considerato che ai bandi hanno partecipato anche liberi professionisti e docenti strutturati, il risultato rivela che i precari dell’Università di Pisa, con l’eccezione di chi è stato costretto dalle pressioni dei baroni, hanno rifiutato la logica dei contratti gratuiti e si sono opposti a un esperimento che l’Ateneo deve abbandonare al più presto. L’arbitrio con cui si è deciso quali corsi retribuire e quali no rischia di far riprecipitare l’Università di Pisa ai livelli di sopruso e potere gerarchico degli anni Cinquanta e Sessanta. A tal riguardo, va osservato come, mentre nelle facoltà che per tradizione hanno reso prestigioso il nome dell’Ateneo (Lettere, Scienze, Lingue e Letterature Straniere, Farmacia) si tenta di imporre il principio dello sfruttamento gratuito del lavoro temporaneo, nel corso di laurea di Scienze del Turismo, con sede a Lucca, i cui bandi sono usciti oggi, 21 luglio, insegnamenti della stessa natura sono per la quasi totalità (61 su 65) retribuiti. Quale didattica e quale ricerca tale politica intende promuovere?

    L’Assemblea dei Precari della Didattica e della Ricerca dell’Università di Pisa

  167. France ha detto:

    E ma a Lucca non ti preoccupare che non lavora gratis nessuno!
    (battuta ad uso delle persone colte e dei toscani…)

  168. insorgere ha detto:

    ma lo sai a chi vanno i contratti di lucca? tutti a strutturati….per i precari i soldi non ci sono, per gli strutturati si: 5000 euro a corso semestrale….

  169. France ha detto:

    Beh, che dire, fanno cacare. Strutturati… sarebbero? Ricercatori?

  170. UnRicercatore ha detto:

    Dovrebbero essere ricercatori: i professori sono tenuti a fare didattica, noi no.
    A Lucca i ricercatori sono pagati per le supplenze (e manco male), meglio per loro.
    Perchè la cosa vi urta?

  171. France ha detto:

    A me me ne frega poco, capirai. Ma al solito e’ indicativo della “gerarchia del potere” (per quanto risibile) della nostra Universita’: piove sempre sul bagnato…

  172. UnRicercatore ha detto:

    MA i corsi vacanti, posto che I e II fascia siano “sature” (probabile per la II, molto meno per la I almeno nella mia esperienza) chi li deve tenere??
    Sembra naturale che l’impegno residuo cada sui ricercatori, molti dei quali peraltro insegnano da anni (ricordiamo en passant che prima della I sessione 2008 da voi aborrita c’era stato un vero e proprio blackout dei concorsi a II fascia).
    E’ grottesco che prima diate a me e altri, che insegnano senza compenso, dei servi del sistema, e poi rosichiate perchè dei colleghi vengono legittimamente pagati.

    • insorgere ha detto:

      1. i ricercatore non dovrebbero insegnare gratis. se lo fanno si danno la zappa sui piedi
      2. nella fattispecie i posti d’insegnamento ben pagati vanno a ricercatori e associati.
      3. è scandaloso che lo stesso ateneo non trovi i soldi per contratti d’insegnamento per precari ma li trovi per i medesimi contratti per strutturati.

      • UnRicercatore ha detto:

        Gli associati non credo proprio che li paghino.
        Ciò detto, i c.d. precari, cioè gli assegnisti, stanno lì per fare ricerca in attesa del concorso da ricercatore, per parlare fuori da denti.
        Per questo ovvio motivo sono mediamente più giovani e generalmente più “settoriali” dei ricercatori.
        Quindi se ci sono associati liberi, i corsi i tengono loro, se no i ricercatori e così via.

  173. Voltaire ha detto:

    e basta cò ste lotte di classe!

    Se insegno al di là di ciò che richiede il mio contratto vorrei essere pagato. Il quantum non può essere simbolico.
    A rigore di legge o ai ric si riconosce lo status di docenza o non si può loro assegnare, come spesso si fa, carichi didattici simili a quelli dei PO e PA.

    Tu dare soldi, io dare cammello. Facile no?

  174. RivoluzioneItalia ha detto:

    @voltaire

    No non è cosi facile… dovremmo essere sicuri che ci sia veramente bisogno dei tuoi cammelli…

    Riassuntino di cio che avviene per esempio in USA:

    L’Italia dell’università ha questo che si differenzia ormai da tutti gli altri sistemi del mondo: non riesce a mettere in atto un qualsiasi tipo di meccanismo istituzionale che premi la ricerca di buona qualità. Gli altri Paesi avanzati hanno modi diversi (e di maggiore o minore successo) per assicurare questo risultato. Negli Stati Uniti un sistema decentralizzato basato sulla reputazione e la disponibilità degli studenti a spostarsi verso la qualità ha creato un folto nocciolo duro di università di grande qualità della ricerca che hanno le risorse economiche per competere tra di loro per attirare i migliori talenti e trattenerli se dimostrano la loro effettiva qualità, affiancato da un gruppo di tantissime piccoli college che garantiscono una buona didattica di base, in cui i docenti sono pagati salari più bassi e poco legati alla ricerca ma comunque interessanti. Nell’Europa Continentale, specie in Francia e Germania, da poco i Governi, con un meccanismo totalmente centralizzato, hanno deciso di individuare “centri di eccellenza” verso cui fare affluire un quantitativo assai consistente di risorse con le quali remunerare appunto i talenti. Infine in Gran Bretagna le università vengono valutate a livello decentrato con indicatori obiettivi e sulla base della classifica che da lì emerge ricevono fondi dal Governo. Quest’ultimo sistema in 30 anni ha trasformato l’università britannica in un sistema competitivo che produce ricerca e incoraggia e remunera i talenti ed attrae giovani studenti da tutto il mondo.
    […]

    Tratto dal link:
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Una_riforma_gattopardesca_dell%27Universit%C3%A0#body

    (seguire il link per ulteriori riassuntini sul resto dei paesi moderni)

  175. Barbalbero ha detto:

    Sembra che si avviino allo sblocco i concorsi di I e II fascia.

    Questa dovrebbe essere un’ottima notizia per chi aspetta posti da ricercatore, perche’ come ovviamente saprete tutti ogni concorso bloccato blocca automaticamente sul bilancio un budget da ricercatore che viene liberato e rimesso a disposizione non appena il concorso ha un vincitore (questo in quei casi, e sono il 100%, in cui il vincitore sara’ un interno gia’ strutturato). E con il reclutamento straordinario Mussi che co-finanzia il 50%, ogni concorso di I o II fascia che termina si trasforma in due posti da ricercatore.

    Possiamo disquisire finche’ volete se a suo tempo sia stato opportuno o no
    bandire tanti posti di I e II fascia, ma ora come ora e’ vostro interesse che questi vadano il prima possibile a buon fine.

    • Albert ha detto:

      Ne sono stati banditi troppi perché era l’ultima spiaggia per fare concorsi locali manipolabili.
      Poi con i concorsi nazionali per le zappe sarà più difficile vincere. Bell’eredità ci ha lasciato regalo il PD. Complimenti a quel 26% che ancora lo vota!

    • euroscience ha detto:

      Ma mi facci il piacere!!
      Intanto vi sono dei contingentamenti sulle nuove assunzioni messe dalla Gelmini, e poi se continuiamo a comprimere verso l’alto del cilindro cosi’ tanto personale senza averci un euro in piu’ – anzi avendne in meno, a quanto pare – stiamo andando allo sfascio. Gli automatismi salariali e gli scatti piu’ pesanti di tutto ‘sti nuovi generali e colonnelli faranno sbarellare il sistema molto presto, altro che’!
      Tze’

  176. insorgere ha detto:

    @ barbalbero

    presentare lo sblocco di quei concorsi come positivi per i precari mi pare azzardato. è un po’ come se dicessi a chi muore di fame che se mi regalano un panettone forse gli darò in regalo le uvette…

    ciò detto io vedo tre problemi distinti.
    1. c’era davvero bisogno di nuovi associati e ordinari? e di così tanti nuovi ass. e ord?
    2. il sistema può permettersi gli aumenti di spesa che queste promozioni comportano?
    3. che razza di messaggio si manda quando, in un sistema che è cronicamente privo di fondi, si preferisce favorire gli scatti in avanti piuttosto che l’ingresso di forze fresche?

  177. Professore Ordinario ha detto:

    C’è bisogno di nuovi ordinari e associati per accontentare gli attuali associati e ricercatori e tranquillizzare la situazione.
    Ma è senz’altro vero che il livello delle generazioni che aspirano a questi avanzamenti è molto basso.

  178. UnRicercatore ha detto:

    Grazie Professore Ordinario,

    però, considerando che
    1) siamo TUTTI vostri ex-allievi e
    2) siamo entrati TUTTI come vostri virgulti o reggipalle (a seconda dello stile dei singoli)

    è molto imprudente esprimere giudizi così “sweeping”.

  179. insorgere ha detto:

    @ professore ordinario
    Sei davvero convinto che con le promozioni si tranquillizzerà la situazione, come tu dici?

    uno degli effetti di quest’anno di movimenti e agitazioni è stato il rafforzarsi dei precari, il loro unirsi in gruppo. la rinnovata coesione implica anche la capacità di fare le proprie rivendicazioni con più forza.

    un po’ ovunque si sono creati coordinamenti di precari che, specie in alcune sedi, sono in grado di “rompere le palle” in maniera sistematica. e continueranno a farlo.

    in quest’anno è anche nata la prima associazione di precari che – tra le altre cose – ha contribuito a far ritirare un bel po’ di bandi da ass. e ord. illegittimamente banditi.

    per il prossimo autunno si profilano grandi agitazioni. e voi vi illudete di ottenere tranquillità offrendo promozioni a chi è già dentro?

    questa idea non è solo miope, è anche venata da una profonda e intollerabile logica corporativa. oltre che da una sostanziale ingiustizia sociale e dalla totale assenza di programmazione di lungo periodo.

    caro prof. ordinario, forse siete voi il problema. anzi, senza forse, i mali dell’università dipendono in buona misura da chi è stato ai suoi vertici negli ultimi 15-20 anni.

  180. Paola ha detto:

    Ma davvero Professore Ordinario è un professore ordinario? Perché mi sembrava solo qualcuno in vena di scherzi.

  181. euroscience ha detto:

    A tutti i partecipanti a questo interminabile polpettone sul reclutamento, suggerisco la lettura di una Nota scritta – mi sembra – un paio d’anni fa dal Prof. Federico, e disponibile qui:
    http://cnu.cineca.it/docum06/storia-conc.pdf

    • unimediapisa ha detto:

      L’unico modo per evitare che un blog si riempia di troll burloni e’ quello di evitare di rispondere a messaggi chiaramente provocatori: se un intervento non genera un thread il suo effetto e’ nullo.

      Cio’ permetterebbe -tra l’altro- di non perdere di vista le cose piu’ interessanti (tipo il link appena postato da euroscience), le quali, altrimenti, vengono sommerse dal trambusto di battibecchi da salotto televisivo .

  182. bartlindon ha detto:

    @Unimedia
    concordo, parzialmente, con te. Parzialmente perche’ il tema avanzato da PO, la progressione di carriera, e’ una delle variabili, molto forte, nelle decisioni che vengono prese a livello ministeriale, su pressione delle forze accademiche.
    In effetti le progressioni sono ferme da un po’ (come il reclutamento…). Noi guardiamo, piu’ che giustamente, al reclutamento, pensando che “loro possono attendere, il posto ce l’hanno”. Chi c’e’ dentro non la vede nello stesso modo…. E questo determina una spinta interna agli atenei, che si riverbera sulle decisioni governative.
    Quindi se vogliamo proporre soluzioni accettabili bisogna, temo, tenere conto anche di questa spinta, che sicuramente verra’/dovra’ essere ascoltata nei prossimi sblocchi dei concorsi.

    E’ chiaro che il nostro compito e’ di evitare che queste spinte prevalgano. Sicuramente l’azione mediatica puo’ avere il suo peso.
    E mediaticamente non sempre e’ chiaro che ‘progressione’ e’ diverso da ‘recluamento’. Su questo equivoco si e’ basata per es. la “ventata” di ‘nuove’ assunzioni (4000 posti) annunciata dalla Gelimini oramai un anno fa (e ripresa di quando in quando).

    • Ricercatore inca**ato ha detto:

      Il MIUR ha deciso di inserire la cancellazione dei bandi non ancora svolti direttamente nel ddl d’autunno.
      Sarete contenti ora, maledetti precari!

      • UnRicercatore ha detto:

        …. !!!

        dunque la I sessione 2008 è definitivamente sparita?

      • Ricercatore inca**ato ha detto:

        La cancellano direttamente per legge per impedire i ricorsi.

      • Miriam ha detto:

        Bene.

      • insorgere ha detto:

        da dove viene questa notizia? voglio la fonte

      • UnRicercatore ha detto:

        @Miriam,

        personalmente la I sessione 2008 non mi rigurdava.
        Prima di esternare la tua meschina soddisfazione, però, ti invito a considerare il caso dei miei colleghi con anzianità uguale o maggiore (parliamo di otto-dieci anni di servizio da ricercatore), che avrebbero vinto i suddetti concorsi a II fascia, quasi sempre in maniera strameritata.

      • UnRicercatore ha detto:

        per non citare alcuni brillantissimi colleghi degli SSD affini, candidabili a pieno diritto da svariati anni, che ora rimarranno ancora al palo.
        Tanto per la meritocrazia.

      • mino ha detto:

        A me sembra una burla. Il DDL sarà legge chissà quando … e fino ad allora che si fa della I sessione 08 (e soprattutto delle seguenti)? No, se l’intenzione del MIUR è davvero di cancellare i bandi della I sessione 08, non è certamente il DDL lo strumento adatto per farlo. Peraltro sul sito dell’Apri ho letto una notizia che va in direzione diametralmente opposta …

      • Albert ha detto:

        @Unricercatore: ci stai quindi dicendo che i nomi dei vincitori erano già noti?

      • insorgere ha detto:

        @ unricercatore
        gli strutturati che pretendono avanzamenti di carriera non mi fanno pena. mi dispiace invece per i precari che, dopo 4 anni di assegni, si trovano senza reddito e indipendentemente dal merito.
        c’è una bella differenza

      • UnRicercatore ha detto:

        @Albert
        Ti sto dicendo che, conoscendo i miei colleghi e le loro pubblicazioni, posso facilmente prevedere chi vincerà perchè mi sono chiare le gerarchie di MERITO.
        Forse non lo sai, ma nella stragrande maggioranza degli SSD per vincere un concorso servono le PUBBLICAZIONI (tra l’altro, non sai neanche che ci sono fior di SSD in cui si pubblica a rotta di collo ed esclusivamente in ambito internazionale).

        L’università non è la caricatura che ne fai tu; stai dimostrando egregiamente che con ogni probabilità parli per sentito dire.

        @insorgere
        io “pretendo” di fare carriera esattamente quanto il cosiddetto precario che sta semplicemente aspettando il posto fisso (che dovrebbe sapere che che la cosa è grosso modo aleatoria almeno dal punto di vista dei tempi -immancabilmente pluriennali).
        E la “mia” aspettativa è altrettanto legittima.

      • insorgere ha detto:

        le aspettative, come i sogni, son sempre legittimi.
        il punto è cosa sia prioritario: i passaggi di carriera per chi un posto stabile già lo ha o gli ingressi per chi altrimenti è disoccupato?

      • Albert ha detto:

        Ah, quindi è per via delle pubblicazioni che nel 99,9% dei casi vince il candidato della stessa università che ha bandito il concorso?

      • miriam ha detto:

        Si, ed è per via dell’eccellenza delle pubblicazioni a rotta di collo di molti SSD che le università italiane non vincono un premio Nobel dal 1963.

  183. mar ha detto:

    Questo è il servizietto del PD del 21 Luglio in senato. Veramente il PD è nemico dei precari!!!
    A chi vota il PD…peste lo colga!!!

    http://cnu.cineca.it/notizie06/s_1579_completo.pdf

    • bartlindon ha detto:

      E’ roba vecchia…(21 maggio e non 21 luglio…) che resti tra le scartoffie e guardiamo alla sostanza. Se ancora non l’hai capito qui si vive alla giornata…

  184. mar ha detto:

    Si scusate, vatti a fidà dell’ANDU..
    Il problema è che non si muove nulla a giornate sane!!!!

  185. Mike ha detto:

    Le proposte del PD per i prossimi quattro anni, e se continuano cosi` anche oltre, sono carta straccia. Per la campagna elettorale siete 1 anno in ritardo o 4 in anticipo.

    Ancora sull’aumento delle tasse universitarie
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001221.html

  186. Professore Ordinario ha detto:

    Il decadimento della classe universitaria è purtroppo mostrato anche dalle espressioni usate in risposta al mio messaggio precedente.
    I docenti di una volta non si sarebbero mai abbassati ad un simile linguaggio da taverna, anche se appena ricercatori e anche se in un luogo così decadente.

    • France ha detto:

      ah ah mi fai mori’ PO. Benvenuto nel girone dei blasfemi.

    • euroscience ha detto:

      Il decadimento della societa’ italiana e’ certamente ampio e profondo, e i Professori Ordinari hanno contribuito sicuramente in misura superiore alla media, come testimonia anche il linguaggio usato nelle comunicazioni inter eos per combinare le faccende di potere accademico.

      Ma una riflessione ampia sul declino e sulla strada di sottosviluppo culturale si impone certamente a tutti.

      • UnRicercatore ha detto:

        Caro “Professore Ordinario”,

        complimenti per la burla.
        Ma se carica troppo il personaggio, poi sembra un ufficiale della Regia Marina invece di un I fascia sulla settantina.
        E a proposito della sua identità alternativa: Lei pensa che i ricorsi per il “+2” passeranno?
        Stante il rilevante impatto sul budget (e sulla prima ondata dei futuri concorsi) la cosa credo interessi un po’ tutti da queste parti.

  187. Miriam ha detto:

    Per quanto mi riguarda, io il PD ho smesso di votarlo da un pezzo.

  188. insorgere ha detto:

    se cancellassero la prima sessinoe sarebbe solo un bene. purtroppo credo proprio che non sia così

  189. insorgere ha detto:

    la notizia della cancellazione della I tornata 08 è una bufala.
    parliamo di cose serie.

    miriam, albert, marco: perchè non vi iscrivete ad apri?

  190. insorgere ha detto:

    @euroscience
    avevi detto che potevi contattare sindacati europei per vertenza contratti gratuiti. l’hai fatto? intendi farlo? ogni aiuto è benvenuto

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